"Padoan firmi subito il decreto per
sbloccare i 13 milioni di euro di finanziamento per il Teatro Carlo
Felice, già previsti dal piano di risanamento e mai arrivati,
ridando ossigeno ai lavoratori della Fondazione lirico-sinfonica e
alle loro famiglie".
Lo hanno chiesto il deputato del M5s Simone
Valente e la consigliera regionale M5S Alice Salvatore dopo
l'incontro di oggi alla Camera con il Commissario straordinario per
le fondazioni lirico-sinfoniche Gianluca Sole, per fare chiarezza
sulla crisi del teatro genovese.
"Il Carlo Felice attende ancora di ricevere i 13 milioni di euro
previsti dalla Legge Bray - ha detto Valente -, risorse già
sollecitate dal Commissario straordinario e che, di fatto, sono
tutt'ora bloccate dal ministero dell'Economia che non ha ancora
completato l'iter per lo stanziamento. Una lungaggine burocratica
inaccettabile, che mette in ginocchio un intero settore e che ha già
obbligato il teatro a cancellare, due settimane fa, la prima opera
in cartellone".
"Il Teatro d'opera genovese - ha detto Salvatore - così come le
principali Fondazioni lirico-sinfoniche è ormai in ginocchio,
complici anche i tagli in Liguria del governatore Toti, che a parole
difende la cultura e nei fatti guida la regione italiana che spende
meno per il teatro d'opera, destinando al Carlo Felice il contributo
più basso che una Regione può mettere a disposizione". (ANSA).
Forse a Toti giova ricordare che un suo compagno di partito, l'irresistibile Brunetta, che aveva - come anche il ministro Tremonti - sparato a zero sulla cultura (con la quale non si mangia, avevano detto; e come sembrerebbe dire e pensare anche Toti), quando s'è fatto nominare presidente ella Fondazione Ravello, s'è fatto dare dal presidente della Regione Campania, all'epoca Caldoro, qualche milione di Euro. Capito Toti? Provi a sentire come 'suo' il Teatro Carlo Felice, ma non solo a parole.
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martedì 11 ottobre 2016
sabato 16 gennaio 2016
Ravello finalmente in mani sicure e competenti: Baffettone, Alessio Vlad, figlio del compianto Roman, e Laura Valente
Tanto per parlare; senza nulla personale aspirazione agli alti incarichi per i quali sono state scelte le persone più idonee, avendo noi da tempo superata l'età canonica dei 35 anni, che rende candidabile chiunque, ed essendo digiuni di inglese, condizione indispensabile per aspirare agli incarichi in questione, venendo buon terze capacità e competenza, alle quali, chi sarebbe disposto a riconoscere il relativo punteggio, mancando le prime due, fondamentali e preliminari?
Rispettando i tempi, allo scopo di evitare intrusioni e interventi indesiderati e sventare manovre di qualunque genere , il consiglio di amministrazione della Fondazione Ravello, composto da Sebastiano Baffettone ( presidente e consigliere politico del governatore De Luca, da Antonio Bottiglieri, Paola Manzi (politici eletti)e Genoveffa Tortora ( prof. universitario, informatica) ha nominato i vertici della Fondazione cui spetta principalmente il compito della programmazione del Ravello Festival (tassativamente all'inglese, da quando vi sbarcarono gli alleati). E sono Alessio Vlad, " figlio del compianto Roman - come si legge nel verbale di nomina, forse a significare che la sua nomina a direttore artistico sarebbe un atto concreto di riconoscenza nei confronti di suo padre; benché in anni passati, quand'era ancora vivo Roman, avesse diretto la sezione 'tendenze - e la dott. Laura Valente, già capo ufficio stampa del Teatro San Carlo, incarico che ha lasciato per seguire 'nuovi progetti nel campo della danza'. Segretario generale viene nominato il dott. Renato Quaglia, con un passato ed anche un presente di direzioni artistiche, prevalentemente nel campo del teatro, da far invidia e impallidire anche i curriculum dell'attuale coppia di direttori artistici.
Dunque Baffettone ha scelto di affidarsi ad una coppia, ma non per un capriccio personale avallato dai quattro gatti del consiglio di amministrazione, bensì perchè i curriculum dei due erano di quelli che non si potevano ignorare. E infatti sono i più luminosi dei 27 che si sono candidati ( chi sono gli altri 25? perchè Baffettone non ha reso noti i loro nomi? Così facendo viene il cattivo pensiero - subito scacciato, s'intende - che i due siano stati consigliati (obbligati?) ad inviare il loro curriculum, perchè erano già 'nominandi', prima dell'esame degli altri aspiranti.
Passando sopra il caso della dott. Laura Valente, sveglia e svelta, ben introdotta in Campania, la nomina di Alessio Vlad, " figlio del compianto Roman" - è bene non dimenticare mai tale qualifica genitoriale, perchè spiega l'intera carriera del giovane Alessio, per la quale il compianto Roman si è sempre in tutti i modi applicato, e in ogni luogo - va a sommarsi ad altri incarichi, come quello di direttore artistico all'Opera di Roma, per volontà di Riccardo Muti riconoscente verso Roman, cui deve gli esordi di direttore a Firenze, e riconfermato da Fuortes ( il destino ha voluto che anche a Roma l'incarico di direttore artistico è 'uno e bino', essendo Alessio in coppia con Giorgio, Battistelli; forse l'incarico a Ravello potrebbe preludere ad una sua prossima uscita da Roma) e quello di 'direttore per la musica' allo 'Spoleto Festival' ( tassativamente in inglese per lascito del fondatore italo americano, Menotti), dove regna quel mammasantissima di Giorgio Ferrara sempre riconfermato ad ogni scadenza. Insomma tre incarichi, due dei quali almeno confliggono fra loro ( Roma e Ravello) ma il cui conflitto nessuno si interessa a risolvere.
Se si scorre brevemente la storia degli ultimi anni di Ravello, non è difficile notare avvicendamenti continui, quantomeno sospetti e numerosi nella direzione artistica. Alla presidenza, un tempo c'era De Masi - per tutta l'epoca in cui si sentiva dappertutto l'odore dei soldi elargiti dal Monte dei Paschi - e la direzione artistica vide diversi avvicendamenti, fino a quando Stefano Valanzuolo - inizialmente in posizione defilata nel festival ma deciso a scalare zitto zitto e ubbidiente al capo di turno - ne assunse la direzione, confermata anche all'epoca in cui presidente venne nominato il prof. Renato Brunetta che, fosse dipeso da lui, avrebbe volentieri cancellati tutti i festival d'Italia , ma che, spalleggiato da Caldoro - che gli aveva dato un pacco di soldi ( due milioni di Euro, se non andiamo errati) s'era insediato nella cittadina dove aveva celebrato il suo matrimonio ed aveva una casa, con colonne antiche (in stile, s'intende, come recitava la sua lista di nozze!).
Cambiato il governatore, si doveva cambiare anche la dirigenza della Fondazione Ravello: a Caldoro succede l'ispirato De Luca, che, veloce come un fulmine, invia a Ravello il suo consigliere politico, Baffettone, il quale fa a sua volta, veloce come un fulmine, un bando per la nomina del direttore artistico e segretario generale, ed altrettanto velocemente, procede alle nomine.
Ora i nuovi arrivati hanno un futuro davanti, un futuro già iniziato, da riempire di belle trovate, come ha saputo fare anche Valanzuolo ( una per tutte: i concerti all'alba, con gli strumenti miagolanti).
Nella nomina dei consiglieri del CDA, ligio alla regola di estromettere la politica dalle istituzioni culturali, De Luca e compagni hanno nominato consiglieri comunali o regionali e comunque tutti eletti nelle liste del PD, fatta eccezione per Baffettone, filosofo, semplicemente suo consigliere politico.
P.S. L'uscita di scena di Amitrano , segretario generale, e Valanzuolo, direttore generale della Fondazione Ravello, voluta da De Masi, è stata accompagnata dalla pubblicazione di lettere velenose , con botta e risposta e accuse reciproche fra De Masi, intervenuto per un brevissimo periodo dopo l'uscita di Brunetta, prima di Baffettone, al vertice di Ravello e i vertici uscenti. In tutte le lettere si parla di cachet, di poteri, di scelte avventate, e di molto altro, mai una sola parola su capacità e competenze dei vertici uscenti - la stessa cosa può dirsi per quelli entranti - al momento del loro primo incarico (parliamo naturalmente dei direttori, più che del segretario generale). Noi, tanto per dirne una, conosciamo Valanzuolo da molti anni, da quando collaborava ad un nostro giornale( Applausi), da Napoli, dopo l'indisponibilità di Marina Mayrhofer che aveva esercitato il medesimo incarico per un'altra nostra rivista(Piano Time). Valanzuolo, non ricordiamo più se già allora o in seguito, collaborava in qualità di critico musicale al quotidiano 'Il Mattino', ma le rare volte in cui lo cercammo noi, lo facemmo telefonando ad uno studio di commercialisti dove egli lavorava, ofrose era suo; e presumiamo quella fosse la sua principale attività. Ma poi evidentemente, la passione musicale, sostenuta dall'impiego in tale settore, ha avuto il sopravvento.
Rispettando i tempi, allo scopo di evitare intrusioni e interventi indesiderati e sventare manovre di qualunque genere , il consiglio di amministrazione della Fondazione Ravello, composto da Sebastiano Baffettone ( presidente e consigliere politico del governatore De Luca, da Antonio Bottiglieri, Paola Manzi (politici eletti)e Genoveffa Tortora ( prof. universitario, informatica) ha nominato i vertici della Fondazione cui spetta principalmente il compito della programmazione del Ravello Festival (tassativamente all'inglese, da quando vi sbarcarono gli alleati). E sono Alessio Vlad, " figlio del compianto Roman - come si legge nel verbale di nomina, forse a significare che la sua nomina a direttore artistico sarebbe un atto concreto di riconoscenza nei confronti di suo padre; benché in anni passati, quand'era ancora vivo Roman, avesse diretto la sezione 'tendenze - e la dott. Laura Valente, già capo ufficio stampa del Teatro San Carlo, incarico che ha lasciato per seguire 'nuovi progetti nel campo della danza'. Segretario generale viene nominato il dott. Renato Quaglia, con un passato ed anche un presente di direzioni artistiche, prevalentemente nel campo del teatro, da far invidia e impallidire anche i curriculum dell'attuale coppia di direttori artistici.
Dunque Baffettone ha scelto di affidarsi ad una coppia, ma non per un capriccio personale avallato dai quattro gatti del consiglio di amministrazione, bensì perchè i curriculum dei due erano di quelli che non si potevano ignorare. E infatti sono i più luminosi dei 27 che si sono candidati ( chi sono gli altri 25? perchè Baffettone non ha reso noti i loro nomi? Così facendo viene il cattivo pensiero - subito scacciato, s'intende - che i due siano stati consigliati (obbligati?) ad inviare il loro curriculum, perchè erano già 'nominandi', prima dell'esame degli altri aspiranti.
Passando sopra il caso della dott. Laura Valente, sveglia e svelta, ben introdotta in Campania, la nomina di Alessio Vlad, " figlio del compianto Roman" - è bene non dimenticare mai tale qualifica genitoriale, perchè spiega l'intera carriera del giovane Alessio, per la quale il compianto Roman si è sempre in tutti i modi applicato, e in ogni luogo - va a sommarsi ad altri incarichi, come quello di direttore artistico all'Opera di Roma, per volontà di Riccardo Muti riconoscente verso Roman, cui deve gli esordi di direttore a Firenze, e riconfermato da Fuortes ( il destino ha voluto che anche a Roma l'incarico di direttore artistico è 'uno e bino', essendo Alessio in coppia con Giorgio, Battistelli; forse l'incarico a Ravello potrebbe preludere ad una sua prossima uscita da Roma) e quello di 'direttore per la musica' allo 'Spoleto Festival' ( tassativamente in inglese per lascito del fondatore italo americano, Menotti), dove regna quel mammasantissima di Giorgio Ferrara sempre riconfermato ad ogni scadenza. Insomma tre incarichi, due dei quali almeno confliggono fra loro ( Roma e Ravello) ma il cui conflitto nessuno si interessa a risolvere.
Se si scorre brevemente la storia degli ultimi anni di Ravello, non è difficile notare avvicendamenti continui, quantomeno sospetti e numerosi nella direzione artistica. Alla presidenza, un tempo c'era De Masi - per tutta l'epoca in cui si sentiva dappertutto l'odore dei soldi elargiti dal Monte dei Paschi - e la direzione artistica vide diversi avvicendamenti, fino a quando Stefano Valanzuolo - inizialmente in posizione defilata nel festival ma deciso a scalare zitto zitto e ubbidiente al capo di turno - ne assunse la direzione, confermata anche all'epoca in cui presidente venne nominato il prof. Renato Brunetta che, fosse dipeso da lui, avrebbe volentieri cancellati tutti i festival d'Italia , ma che, spalleggiato da Caldoro - che gli aveva dato un pacco di soldi ( due milioni di Euro, se non andiamo errati) s'era insediato nella cittadina dove aveva celebrato il suo matrimonio ed aveva una casa, con colonne antiche (in stile, s'intende, come recitava la sua lista di nozze!).
Cambiato il governatore, si doveva cambiare anche la dirigenza della Fondazione Ravello: a Caldoro succede l'ispirato De Luca, che, veloce come un fulmine, invia a Ravello il suo consigliere politico, Baffettone, il quale fa a sua volta, veloce come un fulmine, un bando per la nomina del direttore artistico e segretario generale, ed altrettanto velocemente, procede alle nomine.
Ora i nuovi arrivati hanno un futuro davanti, un futuro già iniziato, da riempire di belle trovate, come ha saputo fare anche Valanzuolo ( una per tutte: i concerti all'alba, con gli strumenti miagolanti).
Nella nomina dei consiglieri del CDA, ligio alla regola di estromettere la politica dalle istituzioni culturali, De Luca e compagni hanno nominato consiglieri comunali o regionali e comunque tutti eletti nelle liste del PD, fatta eccezione per Baffettone, filosofo, semplicemente suo consigliere politico.
P.S. L'uscita di scena di Amitrano , segretario generale, e Valanzuolo, direttore generale della Fondazione Ravello, voluta da De Masi, è stata accompagnata dalla pubblicazione di lettere velenose , con botta e risposta e accuse reciproche fra De Masi, intervenuto per un brevissimo periodo dopo l'uscita di Brunetta, prima di Baffettone, al vertice di Ravello e i vertici uscenti. In tutte le lettere si parla di cachet, di poteri, di scelte avventate, e di molto altro, mai una sola parola su capacità e competenze dei vertici uscenti - la stessa cosa può dirsi per quelli entranti - al momento del loro primo incarico (parliamo naturalmente dei direttori, più che del segretario generale). Noi, tanto per dirne una, conosciamo Valanzuolo da molti anni, da quando collaborava ad un nostro giornale( Applausi), da Napoli, dopo l'indisponibilità di Marina Mayrhofer che aveva esercitato il medesimo incarico per un'altra nostra rivista(Piano Time). Valanzuolo, non ricordiamo più se già allora o in seguito, collaborava in qualità di critico musicale al quotidiano 'Il Mattino', ma le rare volte in cui lo cercammo noi, lo facemmo telefonando ad uno studio di commercialisti dove egli lavorava, ofrose era suo; e presumiamo quella fosse la sua principale attività. Ma poi evidentemente, la passione musicale, sostenuta dall'impiego in tale settore, ha avuto il sopravvento.
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giovedì 22 ottobre 2015
L'ITALIETTA VOLGARE,BUGIARDA,MASCALZONA E MARIUOLA: Brunetta,Barracciu, Mastrapasqua e Saguto
Il giudice di Palermo, Saguto, una signora, accusata di amministrare i beni tolti alla criminalità con leggerezza e interesse troppo personale, in una telefonata, a poche ore della commemorazione del giudice Borsellino alla quale aveva partecipato, ha ingiuriato figli del giudice, dando loro della squilibrata e dell'imbecille. Colta sul fatto prima ha negato e poi ha tentato una scusa: è sbagliato estrapolare una espressione da un contesto, e di telefonate ne faccio talmente tante - noi aggiungiamo: per profittare dell'incarico di magistrato e per favorire, come sembra, anche suo marito - che forse qualche espressione un pò colorita potrebbe essermi scappata di bocca. Saguto, lei , per dirla papale papale, è una MARIUOLA, senza giri di parole e espressioni colorite, e farebbe bene a pensare come uscire dalle vergognose irregolarità di gestione che le vengono addebitate.
Da un articolo di Enrico Deaglio sul 'Venerdì' di oggi, apprendiamo inoltre che la MARIUOLA, è andata a far la spesa in un supermercato di Palermo, fra quelli confiscati alla mafia e da lei amministrati, nel quale ha già lasciato un conto di oltre 18.000 Euro. Rientra nel modo tutto suo di amministrare i beni confiscati alla malavita?
L'amministratore degli amministratori, il super burocrate che ha fatto una carriera strepitosa anche perchè alle spalle aveva il solito mammasantissima - sempre lo stesso che però esce indenne da tutte le tempeste, con il capello perennemente a posto - che fa di nome Mastrapasqua, e che fino a qualche mese fa era presidente e consigliere di amministrazione di mezza Europa, dall''INPS all'Ospedale Israelitico, dall'altro ieri è ai domiciliari, dove meritava di essere da tempo. Ma solo per uno dei suoi trascorsi , quello alla presidenza dell'Ospedale, dove per ottenere dalla Regione cospicui finanziamenti, avvertito per tempo, faceva trovare agli ispettori regionali l'ospedale e la documentazione relativa all'attività che vi si svolgeva, opportunamente modificata e falsificata. Insomma era il regista del set del malaffare della sanità romana. MASCALZONE, alto che grande manager.
Per la signora Barracciu è arrivato il momento dell verità. Si era sfilata dalle primarie del PD in Sardegna quando era emerso che nella sua precedente vita da consigliera regionale aveva scialacquato con i contributi pubblici: oltre 80.000 Euro per rimborso carburante. Da un rapido calcolo era venuto fuori che con tutto quel carburante di cui chiedeva il rimborso spese, Ella avrebbe dovuto percorrere ogni giorno, per un anno, la Sardegna da cima a fondo, andata e ritorno. Una vergogna. Renzi allora l'aveva salvata, facendola emigrare ed affidandole l'incarico di sottosegretario alla cultura, con il tacito accordo che qualora, a seguito di quelle spese, la procura cagliaritana l'avesse indagata - come ora è accaduto - lei avrebbe mollato l'incarico ministeriale. Ora se ne torna a Cagliari ed attende l'udienza in tribunale che avverrà ai primi di febbraio. BUGIARDA di una Barracciu.
E, infine, Brunetta, che non è nano solo di statura. Sul 'Mattinale' di qualche giorno fa - il foglio di informazione di cui ha egli la responsabilità, in quanto capogruppo in Parlamento di FI - ha pubblicato una ignobile vignetta in cui compare Maria Elena Boschi, distesa, con le gambe scoperte e sotto la scritta che suonava all'incirca: chi vuole una unione civile si faccia avanti. VOLGARE
Da un articolo di Enrico Deaglio sul 'Venerdì' di oggi, apprendiamo inoltre che la MARIUOLA, è andata a far la spesa in un supermercato di Palermo, fra quelli confiscati alla mafia e da lei amministrati, nel quale ha già lasciato un conto di oltre 18.000 Euro. Rientra nel modo tutto suo di amministrare i beni confiscati alla malavita?
L'amministratore degli amministratori, il super burocrate che ha fatto una carriera strepitosa anche perchè alle spalle aveva il solito mammasantissima - sempre lo stesso che però esce indenne da tutte le tempeste, con il capello perennemente a posto - che fa di nome Mastrapasqua, e che fino a qualche mese fa era presidente e consigliere di amministrazione di mezza Europa, dall''INPS all'Ospedale Israelitico, dall'altro ieri è ai domiciliari, dove meritava di essere da tempo. Ma solo per uno dei suoi trascorsi , quello alla presidenza dell'Ospedale, dove per ottenere dalla Regione cospicui finanziamenti, avvertito per tempo, faceva trovare agli ispettori regionali l'ospedale e la documentazione relativa all'attività che vi si svolgeva, opportunamente modificata e falsificata. Insomma era il regista del set del malaffare della sanità romana. MASCALZONE, alto che grande manager.
Per la signora Barracciu è arrivato il momento dell verità. Si era sfilata dalle primarie del PD in Sardegna quando era emerso che nella sua precedente vita da consigliera regionale aveva scialacquato con i contributi pubblici: oltre 80.000 Euro per rimborso carburante. Da un rapido calcolo era venuto fuori che con tutto quel carburante di cui chiedeva il rimborso spese, Ella avrebbe dovuto percorrere ogni giorno, per un anno, la Sardegna da cima a fondo, andata e ritorno. Una vergogna. Renzi allora l'aveva salvata, facendola emigrare ed affidandole l'incarico di sottosegretario alla cultura, con il tacito accordo che qualora, a seguito di quelle spese, la procura cagliaritana l'avesse indagata - come ora è accaduto - lei avrebbe mollato l'incarico ministeriale. Ora se ne torna a Cagliari ed attende l'udienza in tribunale che avverrà ai primi di febbraio. BUGIARDA di una Barracciu.
E, infine, Brunetta, che non è nano solo di statura. Sul 'Mattinale' di qualche giorno fa - il foglio di informazione di cui ha egli la responsabilità, in quanto capogruppo in Parlamento di FI - ha pubblicato una ignobile vignetta in cui compare Maria Elena Boschi, distesa, con le gambe scoperte e sotto la scritta che suonava all'incirca: chi vuole una unione civile si faccia avanti. VOLGARE
sabato 10 ottobre 2015
La politica fa bene alle parlamentari, non altrettanto le parlamentari alla politica. Frivolezze
Siamo in vena di frivolezze, oggi. All'indomani della liberazione di Roma da Marino, in difesa del quale ancora ieri correvano personaggi insospettabili, come il sociologo De Masi che nell'estremo tentativo di evitare a Marino la forca mediatica generale, arrivava a prendersela anche con il Papa, il cui intervento ha bollato alla stessa maniera con cui ci aveva provato il diretto interessato.
Roma potrebbe voltare finalmente pagina e perciò concediamoci qualche istante di leggerezza.
Abbiamo notato nel giro di mesi, o di qualche anno al massimo, la radicale evoluzione compiuta da alcune donne, ragazze o signore, che la Politica ha portato in Parlamento.
Non ci occupiamo altrettanto e volutamente degli uomini perchè su gran parte di quelli che siedono sugli scranni di Montecitorio o di Palazzo Madama neanche un intervento diretto della divinità potrebbe produrre un qualche cambiamento esteriore ed estetico degno di nota. Cosa può fare anche la stessa divinità per cambiare i connotati a un Brunetta o a un Calderoli, tanto per fare solo due esempi eclatanti? E, come noi, a seguito di tale meditata constatazione anche la divinità disposta ad intervenire ha fatto marcia indietro.
Mentre ... e qui sta il miracolo, anche senza bisogno dell'intervento di una qualche divinità, tante signore apparse di recente nell'agone politico sembrano, a distanza di pochi mesi, addirittura irriconoscibili, naturalmente in meglio - perchè non si è mai verificato il contrario.
Non possiamo verificare se tale processo abbia riguardato signore che nella politica sono entrate quando noi eravamo ancora ragazzini, come la bella, elegante, Anna Finochiaro che in Parlamento è arrivata una trentina di anni fa e quindi ha avuto tutto il tempo per rifarsi. Dacchè abbiamo imparato a far caso a questi cambiamenti, la bella Anna Finocchiaro è sempre stata una bella signora, elegante. Non sappiamo come era dapprincipio; e se non fosse stata come ora, onore al merito per la sua trasformazione.
Mentre abbiamo seguito passo passo le evoluzioni di giovani signore, entrate in Parlamento alle ultime infornate, alcune anche per la loro avvenenza - non è un mistero - mentre altre che all'inizio sembravano essere uscite di casa infilandosi il primo vestito che gli era capitato a portata di mano, oggi vestono griffate, hanno acquisito una certa eleganza e non per le griffe, e soprattutto si 'sono date una ripulita' - come si dice a Roma - nessuna si offenda. Prendete ad esempio la Lorenzin, il cui nome si fa oggi - tanto per esagerare - come possibile candidato sindaco a Roma, sembra un'altra persona. Diciamo che la maternità le ha anche giovato. Ma oggi ha sistemato integralmente il suo look, veste bene, ha un bel taglio di capelli ed anche il suo viso s'è addolcito. Sembra un'altra persona e non solo per il fatto che non porta più quell'apparecchietto in bocca.
Un altro esempio? Mariastella, sì, la Gelmini, è un'altra persona, anche se resta sempre quell'antipatica saccente di un tempo. Stesso discorso vale per la Lombardi, dei '5 stelle'. per lei ci sarebbe ancora qualcosa da fare, ma intanto di strada ne ha fatto ( anche di lei si parla come di possibile candidato a sindaco di Roma).
Ci sono poi altre giovani signore che di cambiamenti non hanno ancora bisogno, perchè li avevano già operati prima, nella previsione di entrare in Parlamento, ( come certi capi partito gli avevano fatto intravedere).
Ed infine un altro paio di categorie, assai esigue, che per diverse ragioni stentano a cambiare, in meglio.
La categoria delle 'madonne', alla quale appartiene la Madia, la quale, come la Madonna, ritiene di non dover apportare nessun ritocco al suo look; lei deve star seduta ferma, immobile ,in silenzio, esposta alla devozione popolare
E poi la categoria delle 'principesse ereditarie' rappresentata in modo smagliante dalla Boschi, la quale, unica fra le donzelle giunte in Parlamento senza un curriculum preparatorio e di formazione, è talmente sicura di sè e tanto attiva, oltre che desiderata, che non ha nessuna intenzione di cambiare se stessa. Altrimenti non girerebbe con tacco 12 e pantaloni a vita bassa come ha fatto, con ammirevole sfrontatezza, anche al Quirinale, il giorno del giuramento da ministro.
P.s. Ci siamo dimenticati di un caso, forse il più eclatante per il fatto che non sono interventuti cambiamenti radicali, quello del ministro della Difesa, sig.ra Pinotti
che sembrava prima, a causa della sua importante corporatura, adeguata ad un capo di forze armate, un monumentale 'auricchio' dolce, gigante. Anche la Pinotti, ora sembra un'altra persona, anche nel viso, senza aver fatto interventi militari, bel taglio di capelli e scollature un pò malandrine, ma eleganti ed adatte al ruolo.
Roma potrebbe voltare finalmente pagina e perciò concediamoci qualche istante di leggerezza.
Abbiamo notato nel giro di mesi, o di qualche anno al massimo, la radicale evoluzione compiuta da alcune donne, ragazze o signore, che la Politica ha portato in Parlamento.
Non ci occupiamo altrettanto e volutamente degli uomini perchè su gran parte di quelli che siedono sugli scranni di Montecitorio o di Palazzo Madama neanche un intervento diretto della divinità potrebbe produrre un qualche cambiamento esteriore ed estetico degno di nota. Cosa può fare anche la stessa divinità per cambiare i connotati a un Brunetta o a un Calderoli, tanto per fare solo due esempi eclatanti? E, come noi, a seguito di tale meditata constatazione anche la divinità disposta ad intervenire ha fatto marcia indietro.
Mentre ... e qui sta il miracolo, anche senza bisogno dell'intervento di una qualche divinità, tante signore apparse di recente nell'agone politico sembrano, a distanza di pochi mesi, addirittura irriconoscibili, naturalmente in meglio - perchè non si è mai verificato il contrario.
Non possiamo verificare se tale processo abbia riguardato signore che nella politica sono entrate quando noi eravamo ancora ragazzini, come la bella, elegante, Anna Finochiaro che in Parlamento è arrivata una trentina di anni fa e quindi ha avuto tutto il tempo per rifarsi. Dacchè abbiamo imparato a far caso a questi cambiamenti, la bella Anna Finocchiaro è sempre stata una bella signora, elegante. Non sappiamo come era dapprincipio; e se non fosse stata come ora, onore al merito per la sua trasformazione.
Mentre abbiamo seguito passo passo le evoluzioni di giovani signore, entrate in Parlamento alle ultime infornate, alcune anche per la loro avvenenza - non è un mistero - mentre altre che all'inizio sembravano essere uscite di casa infilandosi il primo vestito che gli era capitato a portata di mano, oggi vestono griffate, hanno acquisito una certa eleganza e non per le griffe, e soprattutto si 'sono date una ripulita' - come si dice a Roma - nessuna si offenda. Prendete ad esempio la Lorenzin, il cui nome si fa oggi - tanto per esagerare - come possibile candidato sindaco a Roma, sembra un'altra persona. Diciamo che la maternità le ha anche giovato. Ma oggi ha sistemato integralmente il suo look, veste bene, ha un bel taglio di capelli ed anche il suo viso s'è addolcito. Sembra un'altra persona e non solo per il fatto che non porta più quell'apparecchietto in bocca.
Un altro esempio? Mariastella, sì, la Gelmini, è un'altra persona, anche se resta sempre quell'antipatica saccente di un tempo. Stesso discorso vale per la Lombardi, dei '5 stelle'. per lei ci sarebbe ancora qualcosa da fare, ma intanto di strada ne ha fatto ( anche di lei si parla come di possibile candidato a sindaco di Roma).
Ci sono poi altre giovani signore che di cambiamenti non hanno ancora bisogno, perchè li avevano già operati prima, nella previsione di entrare in Parlamento, ( come certi capi partito gli avevano fatto intravedere).
Ed infine un altro paio di categorie, assai esigue, che per diverse ragioni stentano a cambiare, in meglio.
La categoria delle 'madonne', alla quale appartiene la Madia, la quale, come la Madonna, ritiene di non dover apportare nessun ritocco al suo look; lei deve star seduta ferma, immobile ,in silenzio, esposta alla devozione popolare
E poi la categoria delle 'principesse ereditarie' rappresentata in modo smagliante dalla Boschi, la quale, unica fra le donzelle giunte in Parlamento senza un curriculum preparatorio e di formazione, è talmente sicura di sè e tanto attiva, oltre che desiderata, che non ha nessuna intenzione di cambiare se stessa. Altrimenti non girerebbe con tacco 12 e pantaloni a vita bassa come ha fatto, con ammirevole sfrontatezza, anche al Quirinale, il giorno del giuramento da ministro.
P.s. Ci siamo dimenticati di un caso, forse il più eclatante per il fatto che non sono interventuti cambiamenti radicali, quello del ministro della Difesa, sig.ra Pinotti
che sembrava prima, a causa della sua importante corporatura, adeguata ad un capo di forze armate, un monumentale 'auricchio' dolce, gigante. Anche la Pinotti, ora sembra un'altra persona, anche nel viso, senza aver fatto interventi militari, bel taglio di capelli e scollature un pò malandrine, ma eleganti ed adatte al ruolo.
domenica 13 settembre 2015
Chiamiamo i responsabili con i loro nomi. Nastasi, con la complicità di Franceschini, ha fatto di tutto per distruggere la musica in Italia. Capito Nicola Campogrande?
La Federazione Nazionale Italiana Associazioni Regionali Corali ( FENIARCO) quest'anno non ha ottenuto il pur misero finanziamento statale, che ammontava a 160.000 Euro, destinato al funzionamento di detta Associazione che riunisce quasi oltre duemila cori ed alcune centinaia di migliaia di cantori iscritti ( ma non sono gli unici; 'La lettura' di oggi valuta la consistenza numerica dei cantori addirittura a tre milioni di italiani) di tutte le età e di ogni ceto sociale che, A PROPRIE SPESE, si riuniscono due volte a settimana, in locali, il cui affitto e la manutenzione è a carico quasi sempre degli stessi cantori ( come anche le spese di cartoleria: fotocopie partiture ecc...), per il semplice piacere di cantare insieme, alla faccia di Franceschini e Nastasi che ad un concerto non si sono mai visti, tranne quelli d'ordinanza, e che mai e poi mai hanno mostrato un qualche interesse per la musica e la sua diffusione in Italia, paese fra i più analfabeti in tale campo.
Ha ragione Renzi ad inorgoglirsi per il successo della Pennetta nel tennis a New York; ma possibile che anche a lui - il marcio comincia dalla testa - non gliene fotte nulla di ciò che accade nel campo della cultura in Italia, salvo che cercare disperatamente i soldi per completare l'Opera di Firenze?
Ora della negazione del miserabile finanziamento alla FENIARCO, e che serviva - meglio ripeterlo - al necessario lavoro di raccordo che tale associazione fa tra le migliaia di cori 'amatoriali', nel senso più nobile del termine, italiani, ed anche per organizzare incontri di studio e partecipazioni a meeting internazionali - la strana coppia di barbari distruttori, Franceschini & Nastasi incolpano esclusivamente quell'algoritmo - che se lo incontriamo per strada gli sputiamo in un occhio - e non loro stessi avanzando che, se fosse dipeso esclusivamente da loro, mai e poi mai avrebbero fatto un tale ignobile disonesto taglio.
La strana coppia però non ci dice chi è che si è rivolto all'algoritmo che domandargli aiuto affinchè la ripartizione dei fondi del FUS avvenisse secondo criteri 'oggettivi' che dovevano mettere finalmente fine, in apparenza, agli imbrogli grandi e piccoli che il ministero ha sempre operato in fatto di attribuzione del finanziamento FUS.
E non ce lo dice neanche Nicola Campogrande che oggi su 'La Lettura', settimanale del Corriere della Sera, dedica all'argomento un suo acutissimo intervento. Certo ci dice quanto sia bello cantare, ci dice anche quanto il cantare in coro, nonostante le apparenze, sia diffuso in Italia, ma si dimentica di dirci che tutti quelli che amano cantare in coro si pagano questa attività che costa, secondo il precetto di due economisti di fama, Tremonti e Brunetta, i quali nel loro manuale di economia - che li ha candidati per almeno due volte al Nobel, ma forse la terza ci riusciranno in coppia - hanno scritto che chi vuole la musica se la paghi, esattamente come fa chi vuole il calcio e fa un abbonamento allo stadio. Ma ciò che è ancora più grave è che egli, Nicola Campogrande, compositore di genio e commentatore radiofonico, taccia i nomi di coloro che tale colpo mortale - e non è nè il solo nè il più grave - hanno inferto alla musica in Italia e cioè Dario Franceschini & Salvo Nastasi.
Non li conosce o si è vietato di chiamare i principali responsabili della distruzione della musica in Italia, con i loro nomi?
Ha ragione Renzi ad inorgoglirsi per il successo della Pennetta nel tennis a New York; ma possibile che anche a lui - il marcio comincia dalla testa - non gliene fotte nulla di ciò che accade nel campo della cultura in Italia, salvo che cercare disperatamente i soldi per completare l'Opera di Firenze?
Ora della negazione del miserabile finanziamento alla FENIARCO, e che serviva - meglio ripeterlo - al necessario lavoro di raccordo che tale associazione fa tra le migliaia di cori 'amatoriali', nel senso più nobile del termine, italiani, ed anche per organizzare incontri di studio e partecipazioni a meeting internazionali - la strana coppia di barbari distruttori, Franceschini & Nastasi incolpano esclusivamente quell'algoritmo - che se lo incontriamo per strada gli sputiamo in un occhio - e non loro stessi avanzando che, se fosse dipeso esclusivamente da loro, mai e poi mai avrebbero fatto un tale ignobile disonesto taglio.
La strana coppia però non ci dice chi è che si è rivolto all'algoritmo che domandargli aiuto affinchè la ripartizione dei fondi del FUS avvenisse secondo criteri 'oggettivi' che dovevano mettere finalmente fine, in apparenza, agli imbrogli grandi e piccoli che il ministero ha sempre operato in fatto di attribuzione del finanziamento FUS.
E non ce lo dice neanche Nicola Campogrande che oggi su 'La Lettura', settimanale del Corriere della Sera, dedica all'argomento un suo acutissimo intervento. Certo ci dice quanto sia bello cantare, ci dice anche quanto il cantare in coro, nonostante le apparenze, sia diffuso in Italia, ma si dimentica di dirci che tutti quelli che amano cantare in coro si pagano questa attività che costa, secondo il precetto di due economisti di fama, Tremonti e Brunetta, i quali nel loro manuale di economia - che li ha candidati per almeno due volte al Nobel, ma forse la terza ci riusciranno in coppia - hanno scritto che chi vuole la musica se la paghi, esattamente come fa chi vuole il calcio e fa un abbonamento allo stadio. Ma ciò che è ancora più grave è che egli, Nicola Campogrande, compositore di genio e commentatore radiofonico, taccia i nomi di coloro che tale colpo mortale - e non è nè il solo nè il più grave - hanno inferto alla musica in Italia e cioè Dario Franceschini & Salvo Nastasi.
Non li conosce o si è vietato di chiamare i principali responsabili della distruzione della musica in Italia, con i loro nomi?
martedì 8 settembre 2015
La VECCHIA Italia dura a morire impedisce la nascita della NUOVA Italia
A partire dalle istituzioni, dove la VECCHIA Italia si è radicata da tempo e sradicarla, per impiantarne una NUOVA di zecca appare ogni volta, ad ogni nuovo tentativo, impresa impossibile. E' da quarant'anni circa che si discute dell'alleggerimento del nostro sistema parlamentare bicamerale; con Renzi, ma anche prima di lui, si torna a parlarne, e mentre si era prima tutti d'accordo nella sua soppressione, ad eccezione ovviamente degli stesi senatori - i quali non si sono ridotti neanche gli stipendi per sè e per tutti i dipendenti delle camere, e perciò potevano autoridursi ? - ed oggi alla viglia di una imminente discussione in aula, si rimette tutto in discussione. I senatori, quale che sia il loro numero - almeno su quello, sulla sua riduzione, c'è un qualche accordo? e perchè non si parla della riduzione anche dei parlamentari? - devono essere eletti, sostiene l'intransigente Brunetta, senza la modifica dell'art.2 del disegno di legge, dove si dovrebbe parlare appunto della elezione dei senatori ( ed ha aggiunto senza la modifica, nella legge elettorale del soggetto avente diritto al premio di maggioranza:coalizione e non lista) non se ne fa nulla. Punto a a capo, senza nulla concludere.
Alla Biennale di Venezia si prospetta la riconferma per il terzo incarico consecutivo di Paolo Baratta alla presidenza. Ma come, non ci si doveva fermare a due, al massimo, e nel caso di Baratta forse a quarto, essendo già stato altre due volte presidente, non consecutivamente? Sì per tutti ci si doveva e deve fermarsi a due, ma per Baratta. No, lo ha previsto l'ultima legge di stabilità, che ha derogato al principio dei due incarichi consecutivi. Quando ci sono gli amici non si guarda in faccia a niente e nessuno. Anche il direttore della sezione cinema, verrà prorogato di 12 mesi, come sia lui che Baratta speravano, si auguravano ed hanno ottenuto. Pur avendo denunciato quest'ultimo che in Italia si fanno molti film, troppi, dunque se ne devono fare meno, mentre loro due restano ancora per molti troppi anni al timone dell'Istituzione veneziana. Mentre nel resto del mondo ad ogni scadenza di mandato i vertici vengono rinnovati senza che caschi il mondo. In Italia no.
In Campidoglio tira una brutta aria, solo Marino non se ne accorge, fa finta di non accorgersi. Perchè non l'hanno mandato a casa? Non ne ha combinate già troppe, perfino la lunga vacanza in America mentre Roma era messa a fuoco e fiamme dai clan malavitosi ed attendeva il suo ritorno per dare il via ai lavori del Giubileo che non saranno mai finiti in tempo? Adesso se la prende con Alfano - che già di suo ha tante colpe al quale imputa di essere stato con Alemanno meno duro che con lui, perchè ambedue appartenevano al medesimo partito; dimenticando però che se lui non va a casa dipende solo dall'imminente Giubileo, dalla paura di perdere il Campidoglio da parte delle forze di sinistra e dalla volontà di resistere dei consiglieri comunali fino alla fine della legislatura, perchè anche loro 'tengono famiglia'.
E lui continua con la solita lentezza che ha fatto iniziare troppo tardi i lavori del Giubileo, solo perchè ha lottato strenuamente per mesi contro la nomina di un Commissario, la qual cosa ora ha dovuto subire, pur recalcitrando.
E con la sua solita e proverbiale lentezza, altro rimprovero che Roma gli fa - non ha ancora nominato il nuovo Amministratore delegato di Musica per Roma, lo spagnolo Noriega - esperto di corride e sponsorizzazioni, come sottolinea oggi sul Corriere maliziosamente Paolo Conti - dopo averlo scelto fra centinaia di candidati che avevano risposto ad un bando internazionale del quale Marino si vantava, ed averne resa nota l'elezione già un mese fa. Marino ancora non lo nomina (chissà con cosa sta barattando il decreto di nomina, a questo punto urgentissimo) ed anche il gioiello - così lo chiamano - dell'Auditorium rischia di perdere lucentezza ed accumulare ritardi.
Toh, chi si rivede. Paolo Pinamonti, musicologo veneziano, graziato da Mario Messinis, all'epoca sovrintendente della Fenice, che lo mise a fare il direttore artistico, e, finito il mandato di Messinis come di Pinamonti, richiesto dal teatro di Lisbona, dopo il quale anche Madrid, non volendo privarsi della sua competenza, lo chiamò a dirigere il teatro della Zarzuela.
Ora, al termine del mandato madrileno, ecco che Pinamonti riciccia a Napoli, al Teatro San Carlo, chiamato dalla Purchia, messa e confermata lì da Nastasi, contro il parere di De Magistris. Sempre meglio,quanto a competenza del suo predecessore De Vivo, fattosi direttore artistico sul campo- sappiamo come- senza nessuna credenziale precedente in fatto di preparazione, oltre quella di alcune recensioni discografiche per il vecchissimo Radio Corriere tv. Buonanima. Ma Pinamonti deve per forza fare il direttore artistico a vita? Non poteva tornare in laguna e mettersi, al Lido, meritatamente con i piedi a mollo?
Lamberto Sposini, vittima di un gravissimo problema, negli studi della 'Vita in diretta', alcuni anni fa, s'è rivolto alla magistratura chiedendo alla RAI per 'ritardi nei soccorsi' danni per 10.000.000,00 di Euro; la sua richiesta è stata respinta dal tribunale, in febbraio, Sposini ha presentato ricorso, e l'udienza è stata fissata per il luglio 2016, nel frattempo...
Analoga attesa, nonostante i proclami di Zingaretti, si ha nella prenotazione di visite mediche specialistiche in ospedali e analisi. Ad una nostra conoscente che aveva bisogno dell'eletrocardiogramma, e che aveva telefonato per questo ad un ospedale, hanno fissato un appuntamento per marzo del 2016, nel frattempo...
Alla Biennale di Venezia si prospetta la riconferma per il terzo incarico consecutivo di Paolo Baratta alla presidenza. Ma come, non ci si doveva fermare a due, al massimo, e nel caso di Baratta forse a quarto, essendo già stato altre due volte presidente, non consecutivamente? Sì per tutti ci si doveva e deve fermarsi a due, ma per Baratta. No, lo ha previsto l'ultima legge di stabilità, che ha derogato al principio dei due incarichi consecutivi. Quando ci sono gli amici non si guarda in faccia a niente e nessuno. Anche il direttore della sezione cinema, verrà prorogato di 12 mesi, come sia lui che Baratta speravano, si auguravano ed hanno ottenuto. Pur avendo denunciato quest'ultimo che in Italia si fanno molti film, troppi, dunque se ne devono fare meno, mentre loro due restano ancora per molti troppi anni al timone dell'Istituzione veneziana. Mentre nel resto del mondo ad ogni scadenza di mandato i vertici vengono rinnovati senza che caschi il mondo. In Italia no.
In Campidoglio tira una brutta aria, solo Marino non se ne accorge, fa finta di non accorgersi. Perchè non l'hanno mandato a casa? Non ne ha combinate già troppe, perfino la lunga vacanza in America mentre Roma era messa a fuoco e fiamme dai clan malavitosi ed attendeva il suo ritorno per dare il via ai lavori del Giubileo che non saranno mai finiti in tempo? Adesso se la prende con Alfano - che già di suo ha tante colpe al quale imputa di essere stato con Alemanno meno duro che con lui, perchè ambedue appartenevano al medesimo partito; dimenticando però che se lui non va a casa dipende solo dall'imminente Giubileo, dalla paura di perdere il Campidoglio da parte delle forze di sinistra e dalla volontà di resistere dei consiglieri comunali fino alla fine della legislatura, perchè anche loro 'tengono famiglia'.
E lui continua con la solita lentezza che ha fatto iniziare troppo tardi i lavori del Giubileo, solo perchè ha lottato strenuamente per mesi contro la nomina di un Commissario, la qual cosa ora ha dovuto subire, pur recalcitrando.
E con la sua solita e proverbiale lentezza, altro rimprovero che Roma gli fa - non ha ancora nominato il nuovo Amministratore delegato di Musica per Roma, lo spagnolo Noriega - esperto di corride e sponsorizzazioni, come sottolinea oggi sul Corriere maliziosamente Paolo Conti - dopo averlo scelto fra centinaia di candidati che avevano risposto ad un bando internazionale del quale Marino si vantava, ed averne resa nota l'elezione già un mese fa. Marino ancora non lo nomina (chissà con cosa sta barattando il decreto di nomina, a questo punto urgentissimo) ed anche il gioiello - così lo chiamano - dell'Auditorium rischia di perdere lucentezza ed accumulare ritardi.
Toh, chi si rivede. Paolo Pinamonti, musicologo veneziano, graziato da Mario Messinis, all'epoca sovrintendente della Fenice, che lo mise a fare il direttore artistico, e, finito il mandato di Messinis come di Pinamonti, richiesto dal teatro di Lisbona, dopo il quale anche Madrid, non volendo privarsi della sua competenza, lo chiamò a dirigere il teatro della Zarzuela.
Ora, al termine del mandato madrileno, ecco che Pinamonti riciccia a Napoli, al Teatro San Carlo, chiamato dalla Purchia, messa e confermata lì da Nastasi, contro il parere di De Magistris. Sempre meglio,quanto a competenza del suo predecessore De Vivo, fattosi direttore artistico sul campo- sappiamo come- senza nessuna credenziale precedente in fatto di preparazione, oltre quella di alcune recensioni discografiche per il vecchissimo Radio Corriere tv. Buonanima. Ma Pinamonti deve per forza fare il direttore artistico a vita? Non poteva tornare in laguna e mettersi, al Lido, meritatamente con i piedi a mollo?
Lamberto Sposini, vittima di un gravissimo problema, negli studi della 'Vita in diretta', alcuni anni fa, s'è rivolto alla magistratura chiedendo alla RAI per 'ritardi nei soccorsi' danni per 10.000.000,00 di Euro; la sua richiesta è stata respinta dal tribunale, in febbraio, Sposini ha presentato ricorso, e l'udienza è stata fissata per il luglio 2016, nel frattempo...
Analoga attesa, nonostante i proclami di Zingaretti, si ha nella prenotazione di visite mediche specialistiche in ospedali e analisi. Ad una nostra conoscente che aveva bisogno dell'eletrocardiogramma, e che aveva telefonato per questo ad un ospedale, hanno fissato un appuntamento per marzo del 2016, nel frattempo...
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martedì 16 giugno 2015
Renzi, ma quanti sono i tuoi famigli da sistemare a roma?
Renzi lo ha ammesso apertamente. Il ballottaggio è stato una vera mazzata per il suo partito, dopo lo schiaffo beccato al primo turno, con le regionali. Inutile negare i fatti. E il centro destra esulta, segno ne è la apparizione continua in video di Brunetta, il pupazzetto sempre in piedi che muove continuamente la testa agitando quel suo ciuffo malandrino. Anche se non lo si ascolta - dice le stesse cose ormai da anni, a partire da quando ha dovuto fare le valigie ed andar via dal governo - si capisce che non vede l'ora che si vada alle elezioni dopo le quali, a vittoria certa (????) del centrodestra, si vede già 'sparato' e 'assettato' sulla poltrona di Via XX settembre, scalzato Padoan.
Ma Renzi parla anche lui, anzi si agita. Basta con il " Renzi 1, non rende, devo tornare a fare il Fonzie". Adesso, intanto, per riprendere fiato e mettere un pò d'ordine nella sua testa, vuole rimettere in discussione anche quei pochi provvedimenti che s'è vantato di aver portati in dirittura di approvazione definitiva.
Dalla scuola al Senato alla legge elettorale. Ora si discute. E intanto s'è tolto il peso dell'assunzione entro settembre dei centomila insegnanti, non si fa più in tempo. Non ascolta il consiglio di chi gli ha detto di stralciare tale provvedimento dal decreto sulla scuola; e lui spera, così minacciando, di tenere per le p... il mondo della scuola e i sindacati.
Le prossime settimane ci diranno se la nuova strategia dell'ex decisionista Fonzie, avrà un qualche risultato. Come ci diranno anche quale peso aveva il consiglio minaccia o ordine) a Marino di mollare il Campidoglio. Insomma Fonzie, per tirarsi di nuovo tutti dalla sua parte, prende/perde tempo.
Mentre invece non perde affatto tempo nella sua programmata azione di sistemazione di tutti i suoi fedelissimi allevati nel pollaio della Leopolda o a Palazzo Vecchio, dai tempi del suo mandato di sindaco a Firenze.
Ha fatto trasferire in poco più di un anno un sacco di gente da Firenze a Roma, creando anche problemi alle agenzie immobiliari, costrette a trovare degne sistemazioni ai suoi cortigiani, e non ritenendo ancora del tutto terminato il suo lavoro di sistemazione dei famigli, che spuntano ogni giorno come la gramigna, ne ha piazzato un altro al vertice di Equitalia, scalzando i candidati sia della Orlandi ( Agenzia delle Entrate), che lui ha messo lì prelevandola dalla Toscana, che di Padoan, il suo ministro fedelissimo, l'unico che ha i numeri per far continuare quasi tranquilla la navigazione della nave Italia, che le bizze di Fonzi ogni tanto rischiano di mandare sugli scogli. Padoan è bene che se lo tenga caro il Fonzi, comunque vadano le cose. Tutti gli altri - TUTTIIII- li cambi quando vuole, o li sposti dal un ministero all'altro, tanto...
Ma Renzi parla anche lui, anzi si agita. Basta con il " Renzi 1, non rende, devo tornare a fare il Fonzie". Adesso, intanto, per riprendere fiato e mettere un pò d'ordine nella sua testa, vuole rimettere in discussione anche quei pochi provvedimenti che s'è vantato di aver portati in dirittura di approvazione definitiva.
Dalla scuola al Senato alla legge elettorale. Ora si discute. E intanto s'è tolto il peso dell'assunzione entro settembre dei centomila insegnanti, non si fa più in tempo. Non ascolta il consiglio di chi gli ha detto di stralciare tale provvedimento dal decreto sulla scuola; e lui spera, così minacciando, di tenere per le p... il mondo della scuola e i sindacati.
Le prossime settimane ci diranno se la nuova strategia dell'ex decisionista Fonzie, avrà un qualche risultato. Come ci diranno anche quale peso aveva il consiglio minaccia o ordine) a Marino di mollare il Campidoglio. Insomma Fonzie, per tirarsi di nuovo tutti dalla sua parte, prende/perde tempo.
Mentre invece non perde affatto tempo nella sua programmata azione di sistemazione di tutti i suoi fedelissimi allevati nel pollaio della Leopolda o a Palazzo Vecchio, dai tempi del suo mandato di sindaco a Firenze.
Ha fatto trasferire in poco più di un anno un sacco di gente da Firenze a Roma, creando anche problemi alle agenzie immobiliari, costrette a trovare degne sistemazioni ai suoi cortigiani, e non ritenendo ancora del tutto terminato il suo lavoro di sistemazione dei famigli, che spuntano ogni giorno come la gramigna, ne ha piazzato un altro al vertice di Equitalia, scalzando i candidati sia della Orlandi ( Agenzia delle Entrate), che lui ha messo lì prelevandola dalla Toscana, che di Padoan, il suo ministro fedelissimo, l'unico che ha i numeri per far continuare quasi tranquilla la navigazione della nave Italia, che le bizze di Fonzi ogni tanto rischiano di mandare sugli scogli. Padoan è bene che se lo tenga caro il Fonzi, comunque vadano le cose. Tutti gli altri - TUTTIIII- li cambi quando vuole, o li sposti dal un ministero all'altro, tanto...
lunedì 18 maggio 2015
Maledetti vitalizi di cui i maestri del pensiero beneficiari non parlano mai.
In queste ultime settimane dei famigerati vitalizi di uomini politici a tutti i livelli si è spesso parlato. perchè innanzitutto dopo anni di discussione si è riusciti a toglierli a qualche decina di ex politici condannati per reati particolari. Poi anche perché il TAR del Lazio ha dato torto ai consiglieri regionali che gli si erano appellati a seguito delle decisioni della giunta Zingaretti di dare una stretta alla loro elargizione ed ai tempi della medesima. Infine, perchè il Presidente della Repubblica, con suo decreto, ha tagliato stipendi e cumuli per tutti i dipendenti del Quirinale, compreso il suo.
Dunque se si vuole gli organi costituzionali come se li sono accaparrati (rubati) tanti privilegi possono anche toglierseli e restituire il mal tolto. e non solo per il futuro, ma cominciando dal presente ed andando anche al passato, andando a toccare i beneficiari, alcuni - forse troppi- insospettabili. E che, sebbene parlino ogni giorno su tutto e tutti, taluni scrivendo sui giornali e pontificando anche sul pontefice, altri in tv interpellati perfino sul colore della m... l'argomento vitalizio del quale beneficiano solo perchè sono stati in Parlamento per una sola legislatura, nel secolo scorso, continuano a percepire il vitalizio che loro schifano al punto che uno di tali maestri, Cacciari, interpellato da 'Libero' che sta dando addosso agli altri, ha risposto nella nobile lingua di Dante: che cazzo me ne frega a me del vitalizio. Che comunque riceve.(Se cominciassero a rinunciarvi loro e ad invitare gli altri a fare altrettanto, saremmo già a buon punto. Ma loro non lo faranno mai, questi profeti moderni).
Fra i casi più eclatanti quello di Eugenio Scalfari, ricchisimo giornalista, fondatore di Repubblica, ma prima anche direttore ecc... ecc... oggi patriarca riconosciuto del giornalismo italiano, anche per la veneranda età, che forse da più di quarant'anni percepisce il suo vitalizio, avendo accumulato una somma che supera di gran lunga i versamenti fatti nel corso del suo mandato parlamentare, poco più di 60.000 Euro, e che fino ad oggi ha ricevuto oltre 1.200.000 Euro.
Dunque anche Scalfari, il ricco e potente giornalista, da quarant'anni lo mantiene in parte la comunità di cittadini. Non ha mai pensato barbapapà che sarebbe stato morale rinunciarvi? Lui forse obietterà che da quel vitalizio ha tirato fuori per anni la paghetta per le sue due figliole, prima che le sistemasse, una al telegiornale di mitraglietta e l'altra alla agenzia fotografica che lavorava anche per il suo giornale. Ma basta?
No, ma lui su questo argomento non vuole sentire ragioni. Perchè dovrebbe rinunciarvi? Già perchè dovrebbe? Solo perchè è un furto. E che rubino in tanti non giustifica nessuno. Non lo fa neppure oggi dietro la spinta di tanti cittadini che ritenendosi dei benestantti, a causa della loro pensione che supera, al netto, i 2000 Euro, hanno dichiarato, anche sulla sua 'Repubblica' che rinunciano, per il BENE del PAESE, alla rivalutazione sancita dalla Consulta che sta mettendo in ginocchio il paese, come vogliono gli amici di Berlusca e Salvini ed anche Grillo, per i quali se si va tutti a fondo non importa, perchè servirà a prendere il potere per Grillo e Salvini, o per tornarci al potere, nel caso di Berlusconi, che ancora ci pensa e nel frattempo manda avanti il suo capetto veneziano con casa anche in riviera amalfitana e altrove, Brunetta.
I quali tutti si sbracciano dicendo che stanno svolgendo un compito importante per il paese e che per questo vengono ora ed in eterno compensati e vitalizzati. Non è che il ruolo o compito più importante lo stanno svolgendo per loro stessi, per i loro interessi?
Fa un certo effetto vedere in tv, quasi ogni giorno, parlamentari o consiglieri regionali o sindaci, di ambo i sessi, che hanno subito vistosissime trasformazioni anche esterior i- vestono tutti griffati - da burini quali erano ai primi tempi. Ci hanno colpito in passato i gemelli ai polsi di Fiorito, o le 'mise', ogni giorno diverse e sempre più di qualità delle varie Polverini o Gelmini, tanto per citarne due che non ci vanno per nulla a genio, che prima delle loro carriere politiche sembravano, per come vestivano, delle poverette ed ora vogliono far vedere a tutti come si diventa, con i soldi pubblici, dei signori o delle signore.
Dunque se si vuole gli organi costituzionali come se li sono accaparrati (rubati) tanti privilegi possono anche toglierseli e restituire il mal tolto. e non solo per il futuro, ma cominciando dal presente ed andando anche al passato, andando a toccare i beneficiari, alcuni - forse troppi- insospettabili. E che, sebbene parlino ogni giorno su tutto e tutti, taluni scrivendo sui giornali e pontificando anche sul pontefice, altri in tv interpellati perfino sul colore della m... l'argomento vitalizio del quale beneficiano solo perchè sono stati in Parlamento per una sola legislatura, nel secolo scorso, continuano a percepire il vitalizio che loro schifano al punto che uno di tali maestri, Cacciari, interpellato da 'Libero' che sta dando addosso agli altri, ha risposto nella nobile lingua di Dante: che cazzo me ne frega a me del vitalizio. Che comunque riceve.(Se cominciassero a rinunciarvi loro e ad invitare gli altri a fare altrettanto, saremmo già a buon punto. Ma loro non lo faranno mai, questi profeti moderni).
Fra i casi più eclatanti quello di Eugenio Scalfari, ricchisimo giornalista, fondatore di Repubblica, ma prima anche direttore ecc... ecc... oggi patriarca riconosciuto del giornalismo italiano, anche per la veneranda età, che forse da più di quarant'anni percepisce il suo vitalizio, avendo accumulato una somma che supera di gran lunga i versamenti fatti nel corso del suo mandato parlamentare, poco più di 60.000 Euro, e che fino ad oggi ha ricevuto oltre 1.200.000 Euro.
Dunque anche Scalfari, il ricco e potente giornalista, da quarant'anni lo mantiene in parte la comunità di cittadini. Non ha mai pensato barbapapà che sarebbe stato morale rinunciarvi? Lui forse obietterà che da quel vitalizio ha tirato fuori per anni la paghetta per le sue due figliole, prima che le sistemasse, una al telegiornale di mitraglietta e l'altra alla agenzia fotografica che lavorava anche per il suo giornale. Ma basta?
No, ma lui su questo argomento non vuole sentire ragioni. Perchè dovrebbe rinunciarvi? Già perchè dovrebbe? Solo perchè è un furto. E che rubino in tanti non giustifica nessuno. Non lo fa neppure oggi dietro la spinta di tanti cittadini che ritenendosi dei benestantti, a causa della loro pensione che supera, al netto, i 2000 Euro, hanno dichiarato, anche sulla sua 'Repubblica' che rinunciano, per il BENE del PAESE, alla rivalutazione sancita dalla Consulta che sta mettendo in ginocchio il paese, come vogliono gli amici di Berlusca e Salvini ed anche Grillo, per i quali se si va tutti a fondo non importa, perchè servirà a prendere il potere per Grillo e Salvini, o per tornarci al potere, nel caso di Berlusconi, che ancora ci pensa e nel frattempo manda avanti il suo capetto veneziano con casa anche in riviera amalfitana e altrove, Brunetta.
I quali tutti si sbracciano dicendo che stanno svolgendo un compito importante per il paese e che per questo vengono ora ed in eterno compensati e vitalizzati. Non è che il ruolo o compito più importante lo stanno svolgendo per loro stessi, per i loro interessi?
Fa un certo effetto vedere in tv, quasi ogni giorno, parlamentari o consiglieri regionali o sindaci, di ambo i sessi, che hanno subito vistosissime trasformazioni anche esterior i- vestono tutti griffati - da burini quali erano ai primi tempi. Ci hanno colpito in passato i gemelli ai polsi di Fiorito, o le 'mise', ogni giorno diverse e sempre più di qualità delle varie Polverini o Gelmini, tanto per citarne due che non ci vanno per nulla a genio, che prima delle loro carriere politiche sembravano, per come vestivano, delle poverette ed ora vogliono far vedere a tutti come si diventa, con i soldi pubblici, dei signori o delle signore.
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martedì 23 dicembre 2014
A proposito del saluto di Napolitano al CSM. 'Sì, però...' e simili altre circostanze. Il 'Sistema Veltroni'
I magistrati facciano indagini e siano meno protagonisti. Più ricerca della verità e meno interviste. Questo in sostanza una delle cose dette da Napolitano nel suo messaggio di fine anno al CSM, che è anche il suo messaggio di addio, visto che, a gennaio, ha deciso, come è ormai noto, di lasciare il Quirinale. Ma ha anche detto tante altre cose, di cui sappiamo meno.
Oggi i giornali tornano a parlarne ma usando la solita tecnica. Sì, però... avrebbe dovuto difendere i magistrati dagli attacchi ingiustificati; avrebbe dovuto anche dire con fermezza che in Italia di marcio c'è la corruzione e non la magistratura.
Sì,però... è il cosiddetto ' Sistema Veltroni'. Il quale ogni volta che parlava, prevenendo le possibili obiezioni, dopo aver fatto una affermazione, ne faceva anche una opposta e contraria, facendola precedere dal suo indimenticabile 'ma anche', che di fatto annullava la precedente. Naturalmente non era il caso di Napolitano .
Perchè, invece, non si può dire una cosa ed anche l'altra, senza che la prima escluda la seconda?
Il sistema di far pesare diversamente due affermazioni fatte nel corso del medesimo discorso e magari anche di identico peso, al punto che l'una cosa escluda l'altra, ci fa venire in mente un discorso tante volte ascoltato, specie quando si tira in ballo la cultura. Se si parla di teatri, di musica, di libri ecc... c'è sempre qualche ... che se ne esce così: 'sì però vengono prima gli ospedali, le strade, le scuole'. Come dargli torto?
In occasione poco diversa, il famosissimo ministro Tremonti, pronunciò la celebre frase: 'con la cultura non si mangia' prendendo una solenne cantonata, perchè da ministro dell'Economia avrebbe dovuto sapere che se in Italia si togliesse - per semplice nostra incuria, come tentiamo di fare ad ogni costo, e cecità di chi ci governa - il 'sistema cultura', chissà quanti punti del PIL perderemmo, essendo tale settore fra i più produttivi di PIL per il nostro paese. Aggiungiamo a Tremonti, Brunetta', altro campione in Economia, il quale disse che avrebbe voluto chiudere i teatri e mandare tutti a lavorare - come fa lui ogni giorno entrando ed uscendo con fatica dalle auto blu superaccessoriate - tanto quelli erano soldi sprecati. Poi, causa casetta di vacanze a Ravello, ottiene dai suoi amici di partito, la presidenza della Fondazione Ravello, A quel punto la cultura ravellianna ( con due elle, per evitare che qualcuno bestemmi Ravel) acquista valore; e lui si fa dare dall'amico Caldoro qualche milione di Euro; proprio il professore in economia, ad un passo dal Nobel più d'una volta.
Ci viene in mente ascoltando o leggendo simili panzane, un colloquio che ricordiamo parola per parola, con l'avv. Nino Carloni, il padre della musci in Abruzzo. Ci disse quelal vota: " quando coinciai subito dopo la guera, nell'Italia biosognava ricostruire e costruire tutto, comprese le strade e gli ospedali e le scuole. Ed io costruivo e ricostruivo la musica. Che in molti casi è servita alla ricostruzione italiana esattamente come sono servite strade ospedali scuole. Bandando all'una com alle altre CONTEMPORANEAMENTE.
Oggi i giornali tornano a parlarne ma usando la solita tecnica. Sì, però... avrebbe dovuto difendere i magistrati dagli attacchi ingiustificati; avrebbe dovuto anche dire con fermezza che in Italia di marcio c'è la corruzione e non la magistratura.
Sì,però... è il cosiddetto ' Sistema Veltroni'. Il quale ogni volta che parlava, prevenendo le possibili obiezioni, dopo aver fatto una affermazione, ne faceva anche una opposta e contraria, facendola precedere dal suo indimenticabile 'ma anche', che di fatto annullava la precedente. Naturalmente non era il caso di Napolitano .
Perchè, invece, non si può dire una cosa ed anche l'altra, senza che la prima escluda la seconda?
Il sistema di far pesare diversamente due affermazioni fatte nel corso del medesimo discorso e magari anche di identico peso, al punto che l'una cosa escluda l'altra, ci fa venire in mente un discorso tante volte ascoltato, specie quando si tira in ballo la cultura. Se si parla di teatri, di musica, di libri ecc... c'è sempre qualche ... che se ne esce così: 'sì però vengono prima gli ospedali, le strade, le scuole'. Come dargli torto?
In occasione poco diversa, il famosissimo ministro Tremonti, pronunciò la celebre frase: 'con la cultura non si mangia' prendendo una solenne cantonata, perchè da ministro dell'Economia avrebbe dovuto sapere che se in Italia si togliesse - per semplice nostra incuria, come tentiamo di fare ad ogni costo, e cecità di chi ci governa - il 'sistema cultura', chissà quanti punti del PIL perderemmo, essendo tale settore fra i più produttivi di PIL per il nostro paese. Aggiungiamo a Tremonti, Brunetta', altro campione in Economia, il quale disse che avrebbe voluto chiudere i teatri e mandare tutti a lavorare - come fa lui ogni giorno entrando ed uscendo con fatica dalle auto blu superaccessoriate - tanto quelli erano soldi sprecati. Poi, causa casetta di vacanze a Ravello, ottiene dai suoi amici di partito, la presidenza della Fondazione Ravello, A quel punto la cultura ravellianna ( con due elle, per evitare che qualcuno bestemmi Ravel) acquista valore; e lui si fa dare dall'amico Caldoro qualche milione di Euro; proprio il professore in economia, ad un passo dal Nobel più d'una volta.
Ci viene in mente ascoltando o leggendo simili panzane, un colloquio che ricordiamo parola per parola, con l'avv. Nino Carloni, il padre della musci in Abruzzo. Ci disse quelal vota: " quando coinciai subito dopo la guera, nell'Italia biosognava ricostruire e costruire tutto, comprese le strade e gli ospedali e le scuole. Ed io costruivo e ricostruivo la musica. Che in molti casi è servita alla ricostruzione italiana esattamente come sono servite strade ospedali scuole. Bandando all'una com alle altre CONTEMPORANEAMENTE.
martedì 16 settembre 2014
Gli alti compensi delle star della RAI danneggiano l'azienda. Vero. Perchè IMMERITATI
Brunetta, al suo lavoro di parlamentare capogruppo ed economista nonché candidato al Nobel, unisce il lavoro di cercatore di brutte notizie - come sarebbero quelle dei compensi alle star della tv pubblica, la cui conoscenza farebbe venire il magone ai normali cittadini - che comunque non gli riesce di portare a termine, per la decisa opposizione del direttore generale Gubitosi che oppone la seguente ragione: rendere pubblici i compensi delle star RAI danneggerebbe l'azienda e, di contro, potrebbe favorire la concorrenza, Mediaset e La 7, che sarebbe poi la ragione per cui Brunetta, nelle intenzioni di Gubitosi, chiederebbe di conoscere l'ammontare dei loro compensi.
Ora sulle cifre dei compensi alle star, di prima fila, RAI è silenzio assoluto, ma qualcosa trapela, senza che vi sia neanche una smentita RAI. Un elenco, con molti buchi, l'ha fornito in un suo articolo per 'Il Giornale', Laura Rio, nostro saposervizio nel decennio che lavortammo per quel giornale e che , approfittiamo, per salutare.
laura Rio scrive che il più pagato è quel presentatore 'senza frontiere' economiche di Fabio Fazio il quale riceve annualmente un compenso intorno ai 2 milioni di Euro e, negli anni passati, altri 600.000 per Sanremo; poi arriva la pacioccona dei fornelli, la Antonella Clerici con 1 milione e mezzo; segue l'annerito Conti con 1 e 400.000 Euro; ben distanziato Floris con 550.000, e Vespa con 600.000 ( ma questa cifra per il principe dei conduttori giornalisti ci sembra sottostimata); della spiritata Littizzetto scrive che guadagna 20.000 Euro a puntata, dunque a occhio e croce 800.000 a stagione, con l'aggiunta di 350.000 per Sanremo e la Venier, buttata sempre su una poltrona, che si ferma a 500.000. Infine, le fanciulle Isoardi, Maya e seguito, intorno ai 200.000 Euro a testa. Nel suo articolo Laura rio conclude dicendo che. se queste cifre sono false, la RAI le smentisca ufficialmente. False ovviamente non sono e in caso contrario, per taluni lo sarebbero per difetto.
Queste rivelazioni, secondo Gubitosi, danneggiano la RAI perchè la concorrenza potrebbe offrire alle star cifre maggiori per accaparrarsele. MAGARI. Vogliamo far parlare tutte quelle star che sono passate nel tempo alla concorrenza e poi, con il capo cosparso di cenere , sono tornarti in RAI, perchè il marchio RAI, al di là dei compensi influisce molto sul loro successo? E vogliamo sentire anche Cairo che , di recente, con l'acquisto di Floris redeva di fare un grande affare, ed invece ha preso una fregatura, a giudicare dagli esiti deludenti della sua nuova trasmissione prima del Tg che, oltre a fare ascolti da cabale tematico, ha gettato scompiglio e malcontento fra tutti gli altri big della rete. Ora Cairo se lo deve tenere 'flopis'- come chiama D'Agostino, Floris. Gubitosi ha finalmente capito che rivelando quelle cifre e favorendo la concorrenza il vero favore lo fa alla RAI che dirige?
Per non danneggiare la RAI, lavorando per la concorrenza nei primi anni di uscita dalla tv di Stato, negli anni passati a giornalisti più bravi e più famosi anche di Enzo Biagi, come lo è stata la Buttiglione, sorella del noto filosofo, fu data una liquidazione da capogiro, intorno al 1.000.000 di Euro, e non perché sorella del noto filosofo. E Lei non danneggiò la RAI, anzi la favorì due volte: una prima non passando alla concorrenza - che, naturalmente non la cercò né richiese, ed una seconda, liberando la RAI della sua presenza, giornalisticamente di peso.
Ora sulle cifre dei compensi alle star, di prima fila, RAI è silenzio assoluto, ma qualcosa trapela, senza che vi sia neanche una smentita RAI. Un elenco, con molti buchi, l'ha fornito in un suo articolo per 'Il Giornale', Laura Rio, nostro saposervizio nel decennio che lavortammo per quel giornale e che , approfittiamo, per salutare.
laura Rio scrive che il più pagato è quel presentatore 'senza frontiere' economiche di Fabio Fazio il quale riceve annualmente un compenso intorno ai 2 milioni di Euro e, negli anni passati, altri 600.000 per Sanremo; poi arriva la pacioccona dei fornelli, la Antonella Clerici con 1 milione e mezzo; segue l'annerito Conti con 1 e 400.000 Euro; ben distanziato Floris con 550.000, e Vespa con 600.000 ( ma questa cifra per il principe dei conduttori giornalisti ci sembra sottostimata); della spiritata Littizzetto scrive che guadagna 20.000 Euro a puntata, dunque a occhio e croce 800.000 a stagione, con l'aggiunta di 350.000 per Sanremo e la Venier, buttata sempre su una poltrona, che si ferma a 500.000. Infine, le fanciulle Isoardi, Maya e seguito, intorno ai 200.000 Euro a testa. Nel suo articolo Laura rio conclude dicendo che. se queste cifre sono false, la RAI le smentisca ufficialmente. False ovviamente non sono e in caso contrario, per taluni lo sarebbero per difetto.
Queste rivelazioni, secondo Gubitosi, danneggiano la RAI perchè la concorrenza potrebbe offrire alle star cifre maggiori per accaparrarsele. MAGARI. Vogliamo far parlare tutte quelle star che sono passate nel tempo alla concorrenza e poi, con il capo cosparso di cenere , sono tornarti in RAI, perchè il marchio RAI, al di là dei compensi influisce molto sul loro successo? E vogliamo sentire anche Cairo che , di recente, con l'acquisto di Floris redeva di fare un grande affare, ed invece ha preso una fregatura, a giudicare dagli esiti deludenti della sua nuova trasmissione prima del Tg che, oltre a fare ascolti da cabale tematico, ha gettato scompiglio e malcontento fra tutti gli altri big della rete. Ora Cairo se lo deve tenere 'flopis'- come chiama D'Agostino, Floris. Gubitosi ha finalmente capito che rivelando quelle cifre e favorendo la concorrenza il vero favore lo fa alla RAI che dirige?
Per non danneggiare la RAI, lavorando per la concorrenza nei primi anni di uscita dalla tv di Stato, negli anni passati a giornalisti più bravi e più famosi anche di Enzo Biagi, come lo è stata la Buttiglione, sorella del noto filosofo, fu data una liquidazione da capogiro, intorno al 1.000.000 di Euro, e non perché sorella del noto filosofo. E Lei non danneggiò la RAI, anzi la favorì due volte: una prima non passando alla concorrenza - che, naturalmente non la cercò né richiese, ed una seconda, liberando la RAI della sua presenza, giornalisticamente di peso.
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lunedì 15 settembre 2014
Talk show del 'già' fatto quotidiano.L'omonimo giornale non c'entra affatto
A Gubitosi ed ai vari Berlusconi di seconda e terza generazione, nonché a Cairo, per risolvere la crisi dei dibattiti politici vuoti e 'di parole al vento', vorremmo proporre un nuovo tipo di talk, il talk del 'già fatto', nella speranza che la crisi giri alla larga dai dibattiti politici televisivi o radiofonici (dove, comunque, sono assai meno presenti, perchè non si possono vedere le facce dei partecipanti assai più eloquenti ed interessanti di ciò che dicono, che non interessa a nessuno). Ed insieme alla proposta anche un format nuovo e , concretamente, la scaletta di una trasmissione tipo o addirittura della telefonata preventiva di invito, da ripetere tassativamente ad inizio trasmissione.
- Vi presento tizio o tizia: nome e cognome
- Parentela con ... o semplice omonimia (nel caso si riscontrassero)
-Qual è il uso incarico pubblico o privato
-Da quanto tempo
-Qual è il suo compenso
-Quanto guadagna complessivamente: cosa concorre a formare il suo reddito
-Quali e quanti beni possiede
-Come e quando li ha acquistati, soprattutto nel caso si tratti di considerevoli beni immobili o di partecipazioni azionari e di altri beni costosi anche per la manutenzione (tutti ne posseggono, anche a propria insaputa, non impota se intestati a consorti, figli, genitori, ed anche amanti; ne ha parecchi e di un certo peso anche Brunetta il moralizzatore! con quali soldi? con prezzi di favore 'politico', non certo 'universitario'?)
-Chi considera questo genere di domande una violazione della privacy, tenga innanzitutto presente la quantità enorme di beni al sole che giorno dopo giorno la magistratura, scopre appartenere a questo o a quello; ma non dimentichi che le denunce dei redditi di molti personaggi sono pubbliche e pubblicate nei siti ufficiali delle amministrazioni di appartenenza.
-Ancora. Questo genere di domande vanno fatte preventivamente e poi, ripetuti in sede di trasmissione a tutti gli ospiti, anche a quelli provenienti dalle varie professioni, giornalisti compresi, i quali tante volte per strade note solo alla provvidenza, lavorano di nascosto al soldo di faccendieri e farabutti pubblici e privati.
- Proseguendo con le domande: che cosa ha fatto, nel suo lavoro, che viene a raccontare al pubblico televisivo'
- Se la risposta è: ho proposto... farò... oppure sto per fare... sto per proporre... ho il progetto... la risposta dei programmisti del talk deve essere inequivocabilmente: grazie, ci sentiamo quando avrà fatto qualcosa, perché ce la racconti.
Perchè, a questo nuovo tipo di talk, il 'dire' non interessa affatto, il nuovo talk è interessato solo al 'fare' ma a 'fatto compiuto'.
Gubitosi, i Berlusconi e Cairo ci facciano sapere, con calma, i risultati di tale rivoluzione. A presto.
- Vi presento tizio o tizia: nome e cognome
- Parentela con ... o semplice omonimia (nel caso si riscontrassero)
-Qual è il uso incarico pubblico o privato
-Da quanto tempo
-Qual è il suo compenso
-Quanto guadagna complessivamente: cosa concorre a formare il suo reddito
-Quali e quanti beni possiede
-Come e quando li ha acquistati, soprattutto nel caso si tratti di considerevoli beni immobili o di partecipazioni azionari e di altri beni costosi anche per la manutenzione (tutti ne posseggono, anche a propria insaputa, non impota se intestati a consorti, figli, genitori, ed anche amanti; ne ha parecchi e di un certo peso anche Brunetta il moralizzatore! con quali soldi? con prezzi di favore 'politico', non certo 'universitario'?)
-Chi considera questo genere di domande una violazione della privacy, tenga innanzitutto presente la quantità enorme di beni al sole che giorno dopo giorno la magistratura, scopre appartenere a questo o a quello; ma non dimentichi che le denunce dei redditi di molti personaggi sono pubbliche e pubblicate nei siti ufficiali delle amministrazioni di appartenenza.
-Ancora. Questo genere di domande vanno fatte preventivamente e poi, ripetuti in sede di trasmissione a tutti gli ospiti, anche a quelli provenienti dalle varie professioni, giornalisti compresi, i quali tante volte per strade note solo alla provvidenza, lavorano di nascosto al soldo di faccendieri e farabutti pubblici e privati.
- Proseguendo con le domande: che cosa ha fatto, nel suo lavoro, che viene a raccontare al pubblico televisivo'
- Se la risposta è: ho proposto... farò... oppure sto per fare... sto per proporre... ho il progetto... la risposta dei programmisti del talk deve essere inequivocabilmente: grazie, ci sentiamo quando avrà fatto qualcosa, perché ce la racconti.
Perchè, a questo nuovo tipo di talk, il 'dire' non interessa affatto, il nuovo talk è interessato solo al 'fare' ma a 'fatto compiuto'.
Gubitosi, i Berlusconi e Cairo ci facciano sapere, con calma, i risultati di tale rivoluzione. A presto.
giovedì 19 giugno 2014
Buona giustizia a tutti, eccetto Berlusconi
Ieri, come già era accaduto altre volte, davanti a giudici con le orecchie tappate, il cav. in un'aula di tribunale - a Napoli, dove veniva ascoltato come teste nel processo in cui era imputato Latitola - si è nuovamente prodotto in un attacco frontale alla magistratura, davanti al pubblico ed ai suoi avvocati visibilmente imbarazzati, sapendo questi ultimi che con questo suo comportamento il cav. rischia veramente - se tiri e tiri continuamente la corda, ad un certo punto questa si spezzerà - che gli venga revocato l'affidamento ai servizi sociali e comminato, di conseguenza, l'arresto nel proprio domicilio. E allora non potrà puù scorazzare ogni giorno su e giù per l'Italia, come inspiegabilmente, fa tuttora. Capito cav.?
Ha detto ai giudici che sono 'IRRESPONSABILI', e 'IRREFRENABILI', e, alla fine, con la restituzione del giuramento che i testi fanno, ha platealmente oltraggiato la corte e la giustizia del nostro e suo paese. E i giudici sono rimasti a guardare, allibiti ma sordi e muti, come continuano a fare quelli del tribunale di Milano che, all'atto di concedergli l'affidamento ai servizi sociali, gli hanno detto che tale favore gli verrebbe tolto, quando lui offendesse nuovamente la magistratura. Allora che aspettano? Se la fanno sotto dalla paura? Dove stanno i giudici coraggiosi? Se temono una sollevazione popolare guidata da Brunetta, Ghedini e la Santanchè, stiano tranquilli, fra breve forse anche questi lo abbandoneranno. E poi la giustizia non deve essere giusta ma uguale per tutti? Mentre con berlusconi è evidente che la giustizia non è affatto giusta, per colpa della stessa giustizia e dei suoi sacerdoti, magistrati infedeli.
Oggi poi un nuovo capitolo si apre nella vicenda giudiziaria del cav. A Milano si apre il processo di appello 'Ruby' ed altre trenta ex olgettine, tutte incinte o già mamme. Sarà davvero commovente ed edificante vederle sfilare con i loro pancioni o con i pargoli in braccio o in carrozzina. E lo stesso cav. sicuramente non riuscirà a trattenere le lacrime. Anche lì rischia grosso.
Ad essere giusti, il titolo di cav. gli dovrebbe essere stato tolto, a seguito della condanna ecc... ecc..
o anche in questo caso il cav. gode di un regime 'speciale'?
Ha detto ai giudici che sono 'IRRESPONSABILI', e 'IRREFRENABILI', e, alla fine, con la restituzione del giuramento che i testi fanno, ha platealmente oltraggiato la corte e la giustizia del nostro e suo paese. E i giudici sono rimasti a guardare, allibiti ma sordi e muti, come continuano a fare quelli del tribunale di Milano che, all'atto di concedergli l'affidamento ai servizi sociali, gli hanno detto che tale favore gli verrebbe tolto, quando lui offendesse nuovamente la magistratura. Allora che aspettano? Se la fanno sotto dalla paura? Dove stanno i giudici coraggiosi? Se temono una sollevazione popolare guidata da Brunetta, Ghedini e la Santanchè, stiano tranquilli, fra breve forse anche questi lo abbandoneranno. E poi la giustizia non deve essere giusta ma uguale per tutti? Mentre con berlusconi è evidente che la giustizia non è affatto giusta, per colpa della stessa giustizia e dei suoi sacerdoti, magistrati infedeli.
Oggi poi un nuovo capitolo si apre nella vicenda giudiziaria del cav. A Milano si apre il processo di appello 'Ruby' ed altre trenta ex olgettine, tutte incinte o già mamme. Sarà davvero commovente ed edificante vederle sfilare con i loro pancioni o con i pargoli in braccio o in carrozzina. E lo stesso cav. sicuramente non riuscirà a trattenere le lacrime. Anche lì rischia grosso.
Ad essere giusti, il titolo di cav. gli dovrebbe essere stato tolto, a seguito della condanna ecc... ecc..
o anche in questo caso il cav. gode di un regime 'speciale'?
martedì 1 aprile 2014
La radio della grande musica e la lista degli animali per le Europee
Radio Classica. Si chiama così. La ascolto ogni volta che sono in macchina e, tolta una bella percentuale, abbastanza alta, di chiacchiericcio non dissimile da quello che si ascolta in tutte le radio e che si fa subito riconoscere per il linguaggio approssimativo, i punti esclamativi continui, ed anche le parecchie idiozie, fra le quali quella di mischiare tanta musica che meglio si ascolterebbe in compartimenti stagni, se non altro per marcarne le differenze, tutto il resto ci sta bene. Quasi tutto. Quasi, perchè non ci vanno giù per nessuna ragione al mondo quegli spot, ai quali si sono prestati parecchi personaggi del mondo della musica, da Confalonieri e Roberto Abbado; e che suonano così stonati: 'anch'io ascolto Radio Classica, la prima radio della GRANDE musica. Fedele Confalonieri, ...Roberto Abbado.
Cosa avrebbe di tanto stonato questo spot alle nostre strane orecchie? Una parola, una parola sola, anzi un aggettivo, quel 'GRANDE' che poi viene contraddetto dai fatti, dalla musica che viene trasmessa in alcune fasce orarie? o perchè, diciamolo chiaramente, noi vorremmo che comunque fosse sostituito dall'aggettivo PICCOLA? La seconda delle ragioni per noi è più importante della prima. Sì, ci siamo innamorati da tempo della musica PICCOLA quella che non ha bisogno di clamori, di atletismi, di grandeur. Per fare un esempio, noi amiamo particolarmente quella musica 'piccolissima' delle schumanniane 'Scene infantili', e pochissimo quella dei lisztiani 'studi trascendentali'. Non è che un esempio, il primo che ci viene in mente.
Ma forse si potrebbe eliminare qualunque aggettivo e basta. Perchè quel grande ci fa venire in mente l'uso del medesimo aggettivo in circostanze agghiaccianti, come quando si dice, in tv, che 'partecipa la GRANDE orchestra', alludendo al numero degli orchestrali, e dove dunque l'aggettivo più idoneo sarebbe la GROSSA orchestra, trattandosi di indicazione semplicemente numerica e di quantità, dove i singoli sono solitamente 'raccogliticci'.
Quell'aggettivo che ci sta davvero antipatico fa il paio con un sostantivo che, fosse per noi, aboliremmo dal vocabolario della manifestazioni musicali:EVENTO. CONCERTO è molto meglio di EVENTO. Si ha, e noi per primi e più di tutti, fame e sete di NORMALITA'; la grandezza, l'eccezionalità non ci interessano. Vorremmo un paese normale in cui tutto quel che si fa lo si fa perchè è naturale, normale farlo.
Come ad esempio quel che si prospetta per le prossime europee. L'ex Cav. sta attendendo la sentenza del tribunale che deve decidere se mandarlo ai domiciliari o ai servizi sociali, a seguito della condanna definitiva per FRODE FISCALE- non lo dimentichiamo. L'ex Cav. nel frattempo pensa di dare gli ultimi ordini al suo partito. Ha scoperto che l'amore per gli animali è grandissimo in Italia, ed allora egli si propone come il santo protettore degli animali, sperando che tale azione umanitaria - animalaria si dovrebbe dire- aiuti il suo partito ad uscire dalle secche. Cosa suggerirebbe la normalità in questo caso? Che il Cav ex, faccia direttamente una lista di Dudù e Dodò, e Dadà e Didì. Sicuramente gli elettori li amerebbero di più, e li voterebbero con un plebiscito generale. Li voterebbero anche perchè più sicuri e rassicuranti, più normali; a differenza di quel che ci tocca ogni giorno registrare sentendo parlare i suoi fedelissimi Gelmini, Gasparri, Brunetta, Romani, che non si sa mai quel che diranno. E comunque mai nulla di normale. Di cani e gatti, invece, sappiamo già come abbaieranno o miagoleranno. Nessuna sorpresa.
Cosa avrebbe di tanto stonato questo spot alle nostre strane orecchie? Una parola, una parola sola, anzi un aggettivo, quel 'GRANDE' che poi viene contraddetto dai fatti, dalla musica che viene trasmessa in alcune fasce orarie? o perchè, diciamolo chiaramente, noi vorremmo che comunque fosse sostituito dall'aggettivo PICCOLA? La seconda delle ragioni per noi è più importante della prima. Sì, ci siamo innamorati da tempo della musica PICCOLA quella che non ha bisogno di clamori, di atletismi, di grandeur. Per fare un esempio, noi amiamo particolarmente quella musica 'piccolissima' delle schumanniane 'Scene infantili', e pochissimo quella dei lisztiani 'studi trascendentali'. Non è che un esempio, il primo che ci viene in mente.
Ma forse si potrebbe eliminare qualunque aggettivo e basta. Perchè quel grande ci fa venire in mente l'uso del medesimo aggettivo in circostanze agghiaccianti, come quando si dice, in tv, che 'partecipa la GRANDE orchestra', alludendo al numero degli orchestrali, e dove dunque l'aggettivo più idoneo sarebbe la GROSSA orchestra, trattandosi di indicazione semplicemente numerica e di quantità, dove i singoli sono solitamente 'raccogliticci'.
Quell'aggettivo che ci sta davvero antipatico fa il paio con un sostantivo che, fosse per noi, aboliremmo dal vocabolario della manifestazioni musicali:EVENTO. CONCERTO è molto meglio di EVENTO. Si ha, e noi per primi e più di tutti, fame e sete di NORMALITA'; la grandezza, l'eccezionalità non ci interessano. Vorremmo un paese normale in cui tutto quel che si fa lo si fa perchè è naturale, normale farlo.
Come ad esempio quel che si prospetta per le prossime europee. L'ex Cav. sta attendendo la sentenza del tribunale che deve decidere se mandarlo ai domiciliari o ai servizi sociali, a seguito della condanna definitiva per FRODE FISCALE- non lo dimentichiamo. L'ex Cav. nel frattempo pensa di dare gli ultimi ordini al suo partito. Ha scoperto che l'amore per gli animali è grandissimo in Italia, ed allora egli si propone come il santo protettore degli animali, sperando che tale azione umanitaria - animalaria si dovrebbe dire- aiuti il suo partito ad uscire dalle secche. Cosa suggerirebbe la normalità in questo caso? Che il Cav ex, faccia direttamente una lista di Dudù e Dodò, e Dadà e Didì. Sicuramente gli elettori li amerebbero di più, e li voterebbero con un plebiscito generale. Li voterebbero anche perchè più sicuri e rassicuranti, più normali; a differenza di quel che ci tocca ogni giorno registrare sentendo parlare i suoi fedelissimi Gelmini, Gasparri, Brunetta, Romani, che non si sa mai quel che diranno. E comunque mai nulla di normale. Di cani e gatti, invece, sappiamo già come abbaieranno o miagoleranno. Nessuna sorpresa.
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sabato 15 marzo 2014
Letto sulla stampa. Varie ed eventuali
Sorrentino civis romanus. Due notissimi consiglieri del Comune di Roma, ambedue Nobel: uno per la scienza e l'altro per la buona amministrazione si sono opposti alla cittadinanza onoraria a Sorrentino, fresco di Oscar. Troppo. Niente è troppo. Sorrentino, che ha risposto con garbo ai due Nobel ( Ghera e Pomarici; se non andiamo errati sono questi i loro nomi, vinsero il Nobel alcuni anni fa e ce l'hanno con Sorrentino perchè a loro il sindaco dell'epoca non offrì uguale onore) è stato difeso anche da Marino - ovvio! anche se si tratta del peggior sindaco della Capitale - e da Carlo Verdone.
Myrta Merlino e i superburocrati. Che aria tira a'La 7' , nella trasmissione condotta da Myrta Merlino, perchè non si occupi degli stipendi - ESAGERATI e IMMERITATI - dei superburocrati? Forse che ve n'è qualcuno di sua conoscenza, o addirittura ne ha uno in famiglia?
Mazzacurati vergogna. Mazzacurati ha ricevuto, l'ha ricevuto già, una buonuscita dal 'Consorzio Venezia' ( quello che si occupa del Mose) di 7 milioni di Euro. Non fa nulla che sia indagato per l'allegra gestione dei fondi pubblici relativi a tale progetto e per le consulenze non proprio necessarie e neanche pulitissime. Ora è indagato, ma comunque sarà meno triste con quella buonuscita. Renzi e Cottarelli verranno a dirci che si tratta di diritti acquisiti. Acquisiti un cazzo!
Ci metto la faccia. Espressione assai in voga in Italia negli ultimi anni, no, mesi, forse solo settimane. Serve a spiegare che se uno ci mette la faccia, quella sua faccia la mette perchè sa quello che fa. Ma - domanda impertinente- se quella faccia che lui ci mette è una faccia di culo...
H 24.Proibito. Lo dicono tutti, da Renzi alla Boschi, ma andrebbe vietata tale locuzione, inserendone il divieto nel prossimo 'Patto di instabilità' italiano. Vogliono darci ad intendere che loro lavorano '24 ore su 24', tale è il senso di quella espressione abbreviata. Il paese si augura che dormino qualche ora la notte, altrimenti finiranno per dormire 'H24', come sembrano talora fare in barba alle dichiarazioni pubbliche.
Sconosciuti. Mai titolo fu più inappropriato di quello dato da Simona Ercolani alla sua trasmissione su Rai Tre. Si raccontano vite di gente comune al limite dell'eroismo, qualche volta addirittura toccano il sublime della normalità. Mentre in tante trasmissioni concorrenti, sfila quotidianamente gente nota che dice solo idiozie e che non ha nulla da raccontare, semplicemente perchè nulla ha fatto nella vita; ed il solo suo accesso alla notorietà deriva dall'essere figlia di.. amante di... escort con...
Berlusconi si candida. Alle prossime Europee, a maggio, Silvio berlusconi si candida come capolista in tutti i distretti circondariali, compresa Regina Coeli e San Vittore. E i santi non gliene vogliano. Silvio ha deciso di comportarsi come qualunque cittadino, in ossequio alla giustizia. Benchè ingiusta, vero Silvio?
Lavoriamo per il bene del paese. Lo dicono tanti, forse troppi. Ci vengono in mente Brunetta, Gelmini... ed ogni volta fatichiamo a nascondere una sonora risata. Voi vi immaginate - Brunetta certo si dà da fare e si vede - la Gelmini che si dà da fare per il bene del Paese? Noi la sentiamo solo parlare, e quasi esclusivamente in difesa del 'presidente Berlusconi'. Ma forse i compiti (il lavoro al quale accenna sempre) li fa a casa.
Boschi la bella. ( agginta domenica 16 marzo).Si continua a parlare della ministra Boschi che continua a far discutere per la sua avvenenza oltre che per la sua giovine età. Si sente ripetere che se non fosse stata bella non ne avrebbero parlato, perchè non c'è nulla altro da dire di lei. E, del resto non si tace della Bindi, e anche della Finocchiaro, per quanto bella signora, quest'ultima? Le due, per vendetta, onde far parlare di sé, si mettono di traverso sulla strada di Renzi. Bene,brave.
Noi continueremo a parlare della Boschi, perchè temiamo che non sia all'altezza del compito: l'unica cosa che ci interessa oltre il suo visino grazioso. Permetteteci di difenderla dagli attacchi del prof. Ricolfi. Il quale ha fatto la parte del professore che vuole a tutti i costi bocciare una studentessa - troppo facile, prof - e lei, nel tentativo di difendersi, mostrare il suo lato 'secchione' di studentessa bravina, non sufficiente per fare la ministra.
Myrta Merlino e i superburocrati. Che aria tira a'La 7' , nella trasmissione condotta da Myrta Merlino, perchè non si occupi degli stipendi - ESAGERATI e IMMERITATI - dei superburocrati? Forse che ve n'è qualcuno di sua conoscenza, o addirittura ne ha uno in famiglia?
Mazzacurati vergogna. Mazzacurati ha ricevuto, l'ha ricevuto già, una buonuscita dal 'Consorzio Venezia' ( quello che si occupa del Mose) di 7 milioni di Euro. Non fa nulla che sia indagato per l'allegra gestione dei fondi pubblici relativi a tale progetto e per le consulenze non proprio necessarie e neanche pulitissime. Ora è indagato, ma comunque sarà meno triste con quella buonuscita. Renzi e Cottarelli verranno a dirci che si tratta di diritti acquisiti. Acquisiti un cazzo!
Ci metto la faccia. Espressione assai in voga in Italia negli ultimi anni, no, mesi, forse solo settimane. Serve a spiegare che se uno ci mette la faccia, quella sua faccia la mette perchè sa quello che fa. Ma - domanda impertinente- se quella faccia che lui ci mette è una faccia di culo...
H 24.Proibito. Lo dicono tutti, da Renzi alla Boschi, ma andrebbe vietata tale locuzione, inserendone il divieto nel prossimo 'Patto di instabilità' italiano. Vogliono darci ad intendere che loro lavorano '24 ore su 24', tale è il senso di quella espressione abbreviata. Il paese si augura che dormino qualche ora la notte, altrimenti finiranno per dormire 'H24', come sembrano talora fare in barba alle dichiarazioni pubbliche.
Sconosciuti. Mai titolo fu più inappropriato di quello dato da Simona Ercolani alla sua trasmissione su Rai Tre. Si raccontano vite di gente comune al limite dell'eroismo, qualche volta addirittura toccano il sublime della normalità. Mentre in tante trasmissioni concorrenti, sfila quotidianamente gente nota che dice solo idiozie e che non ha nulla da raccontare, semplicemente perchè nulla ha fatto nella vita; ed il solo suo accesso alla notorietà deriva dall'essere figlia di.. amante di... escort con...
Berlusconi si candida. Alle prossime Europee, a maggio, Silvio berlusconi si candida come capolista in tutti i distretti circondariali, compresa Regina Coeli e San Vittore. E i santi non gliene vogliano. Silvio ha deciso di comportarsi come qualunque cittadino, in ossequio alla giustizia. Benchè ingiusta, vero Silvio?
Lavoriamo per il bene del paese. Lo dicono tanti, forse troppi. Ci vengono in mente Brunetta, Gelmini... ed ogni volta fatichiamo a nascondere una sonora risata. Voi vi immaginate - Brunetta certo si dà da fare e si vede - la Gelmini che si dà da fare per il bene del Paese? Noi la sentiamo solo parlare, e quasi esclusivamente in difesa del 'presidente Berlusconi'. Ma forse i compiti (il lavoro al quale accenna sempre) li fa a casa.
Boschi la bella. ( agginta domenica 16 marzo).Si continua a parlare della ministra Boschi che continua a far discutere per la sua avvenenza oltre che per la sua giovine età. Si sente ripetere che se non fosse stata bella non ne avrebbero parlato, perchè non c'è nulla altro da dire di lei. E, del resto non si tace della Bindi, e anche della Finocchiaro, per quanto bella signora, quest'ultima? Le due, per vendetta, onde far parlare di sé, si mettono di traverso sulla strada di Renzi. Bene,brave.
Noi continueremo a parlare della Boschi, perchè temiamo che non sia all'altezza del compito: l'unica cosa che ci interessa oltre il suo visino grazioso. Permetteteci di difenderla dagli attacchi del prof. Ricolfi. Il quale ha fatto la parte del professore che vuole a tutti i costi bocciare una studentessa - troppo facile, prof - e lei, nel tentativo di difendersi, mostrare il suo lato 'secchione' di studentessa bravina, non sufficiente per fare la ministra.
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giovedì 13 marzo 2014
Letto sulla stampa. Fiato alle bocche, Brunetta
Oggi hanno presentato il programma della prossima edizione del Festival di Ravello, di cui è presidente l'on.Brunetta, quello stesso che, se fosse dipeso da lui, avrebbe mandato a casa tutti i teatranti perchè magnaccia o qualcosa del genere, mentre lui, ora che guida una ciurma di teatranti, magnaccia non si considera, e continua a parlare, nonostante che per fare il suo festival si fa dare i soldi ( tanti!) dal Presidente della regione Campania, Caldoro, suo compagno di partito, in barba al fatto che ' con la cultura non si mangia' - massima del suo amico-nemico Tremonti. Lui se non con la cultura, almeno con la politica ha mangiato e continua a mangiare.
Si ricorda l'operazione dell'acquisto di una casa dall'INPS , a prezzi naturalmente di favorissimo, rivenduta poco dopo al doppio o triplo del costo pagato, per acquistare con il ricavato, una villa dalle parti dell'EUR Torrino. Esempio di grande onestà. Villa che non è la sola proprietà immobiliare dell'ex ministro : casa a Ravello ed anche Venezia; acquistate tutte con i soldi del Nobel che non ha ancora vinto ma che le banche a lui l'hanno anticipati, a tasso zero. Tante le proprietà al punto che l'allora ministro si lamentava di non avere i soldi per pagare l'ICI. E, per questo, della cancellazione dell'IMU (ex ICI) ha fatto un suo cavillo di battiglio.
Ma Brunetta parla anche d'altro. Dice di Renzi che è un dilettante e che le sue riforme appena annu nciate, sono soltanto un libro di sogni. Brunetta ha forse dimenticato che il libro delle riforme di Berlusconi, ma anche suo, era invece un libro di patacche. Ma questo non l'ha mai detto. Come non ha detto, proprio oggi, che una delle tante zoccolette - chiamiamole col nome scientifico, come si usa nei consessi internazionali - che frequentava il suo padrone ( che se l'era portata addirittura in Canada per una riunione dei capi di Stato, signorina Federica Gagliardi - gliel'aveva presentata la Polverini, alle cui dipendenze lavorava, alla Regione Lazio: che vergogna!) oggi è stata arrestata a Fiumicino con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti. La signorina era di ritorno da un viaggio in Venezuela e nel bagaglio a mano aveva venti chili di droga purissima. Stava per partire per Napoli dove avrebbe consegnato la droga, presumibilmente agli ambienti camorristici. Brunetta alzi lo sguardo e parli a proposito, in futuro.
E, intanto, non dica più quelle falsità: Renzi con il suo piano ha fatto uno spot elettorale, ma i fatti lo sbugiarderanno. Noi, invece, ci occupiamo del bene del paese. Se è da vent'anni che ve ne occupate e i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti, meglio sarebbe che vi distraeste e pensaste ad altro.
Si ricorda l'operazione dell'acquisto di una casa dall'INPS , a prezzi naturalmente di favorissimo, rivenduta poco dopo al doppio o triplo del costo pagato, per acquistare con il ricavato, una villa dalle parti dell'EUR Torrino. Esempio di grande onestà. Villa che non è la sola proprietà immobiliare dell'ex ministro : casa a Ravello ed anche Venezia; acquistate tutte con i soldi del Nobel che non ha ancora vinto ma che le banche a lui l'hanno anticipati, a tasso zero. Tante le proprietà al punto che l'allora ministro si lamentava di non avere i soldi per pagare l'ICI. E, per questo, della cancellazione dell'IMU (ex ICI) ha fatto un suo cavillo di battiglio.
Ma Brunetta parla anche d'altro. Dice di Renzi che è un dilettante e che le sue riforme appena annu nciate, sono soltanto un libro di sogni. Brunetta ha forse dimenticato che il libro delle riforme di Berlusconi, ma anche suo, era invece un libro di patacche. Ma questo non l'ha mai detto. Come non ha detto, proprio oggi, che una delle tante zoccolette - chiamiamole col nome scientifico, come si usa nei consessi internazionali - che frequentava il suo padrone ( che se l'era portata addirittura in Canada per una riunione dei capi di Stato, signorina Federica Gagliardi - gliel'aveva presentata la Polverini, alle cui dipendenze lavorava, alla Regione Lazio: che vergogna!) oggi è stata arrestata a Fiumicino con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti. La signorina era di ritorno da un viaggio in Venezuela e nel bagaglio a mano aveva venti chili di droga purissima. Stava per partire per Napoli dove avrebbe consegnato la droga, presumibilmente agli ambienti camorristici. Brunetta alzi lo sguardo e parli a proposito, in futuro.
E, intanto, non dica più quelle falsità: Renzi con il suo piano ha fatto uno spot elettorale, ma i fatti lo sbugiarderanno. Noi, invece, ci occupiamo del bene del paese. Se è da vent'anni che ve ne occupate e i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti, meglio sarebbe che vi distraeste e pensaste ad altro.
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domenica 2 febbraio 2014
Amministrazione trasparente
Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul
proprio sito istituzionale nella sezione: ‘Amministrazione trasparente’, i
curricula e i compensi dei soggetti, nonché i curricula dei titolari di posizioni
organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo. Recita così
l’art. 9 comm.1e 2 del Decreto Legge n.91, dell’8 agosto 2013, divenuto Legge il
7 ottobre 2013, n.112.
Le
istituzioni finanziate con denaro pubblico, a questo punto, obbligate per
legge, devono adeguarsi. Santa Cecilia che vuol continuare ad essere
considerata - giustamente - ‘prima della classe’, si è subito adeguata. A
questo punto devono farlo anche tutti gli altri, dalle fondazioni lirico
sinfoniche a festival e istituzioni concertistiche finanziati con soldi
pubblici.
Sono esclusi
da tale obbligo tutti i compensi artistici. Tanto per fare il caso di Santa
Cecilia, Pappano ha uno stipendio come ‘direttore musicale’, incarico di
collaborazione, ma quali siano i suoi compensi per i concerti e le tournée
l’Accademia non è tenuta a rendere pubblici. Sono lì i veri guadagni per gli
artisti, i compensi da direttore musicale od altro, sono puramente formali ed
ininfluenti sul reddito totale degli artisti interessati. Diciamo che in questa
seconda voce, molto più consistente, ha un peso il ‘mercato’ degli artisti
scritturati. Anche se resta sempre valida l’accusa che tutti rivolgono
all’Italia - l’ha fatto anche Pappano - e cioè che l’Italia paga molto di più
delle altre nazioni i musicisti. E forse anche qui, lo Stato che finanzia,
dovrebbe pretendere che si rispetti un ‘tetto’, tante volte invocato, qualche
volta fatto finta di applicarlo, ma il più delle volte dimenticato.
Volutamente. Gli episodi di malcostume, numerosi anche in tempi di vacche
magre, tante volte sono stati segnalati e denunciati dalla stampa, ma gli
organizzatori e lo stesso ministero fanno orecchie da mercante, e così tutti continuano
a fare il buono e cattivo tempo, senza mai dover rendere conto a nessuno.
Ora occorrerà
mettere fine, anche seguito del caso Mastrapasqua - FINALMENTE - al malcostume
dei doppi e tripli incarichi di dipendenti pubblici, non soltanto di quelli
‘apicali’, ma di tutti i dipendenti pubblici, come vuole la cosiddetta ‘Legge
Brunetta’, in vigore da fine 2012, alla quale non sembra si siano ancora
adeguati gli uffici pubblici che hanno dipendenti con incarichi fuori del
proprio ufficio di appartenenza.
Pensiamo -
come abbiamo spesso denunciato - ai tanti, troppi insegnanti di Conservatorio che
svolgono mansioni di direzione artistica o amministrativa, contro tale legge, che
i dirigenti scolastici sono tenuti a far rispettare.
Tanto per fare due esempi, romani.
A Santa Cecilia, Cagli prende 300.000 Euro, Pappano 150.000, Dall'Ongaro 30.000, Bucarelli 134.000, Nicoletti 69.000,Visco 166.000, Cupolillo 166 e ci fermiamo qui.
Alla Filarmonica romana, il presidente Baratta (Biennale) non riceve compenso, mentre per il direttore artistico si legge: 'Il compenso del m.Cesare Mazzonis è 7.000 Euro di totale imponibile fino al 28 febbraio 2014': Chissà cosa vorrà dire.
Dopo aver obbligato tutti alla trasparenza, occorre obbligare nuovamente tutti a non essere sibillini, criptici.
E, infine, fatica vana a cercare i dati relativi ai compensi dei dirigenti dell'Opera di Roma. Ma presto, ne siamo sicuri, Fuortes provvederà a metterli sul sito, e magari a liberare il teatro del gruppo di servitori del precedente padrone, e magari anche del padrone stesso, come ci si augurava di recente.
E, comunque, facendo il giro di alcuni teatri ed orchestre, si nota come alla 'trasparenza amministrativa', sono in molti ancora a non ubbidire. E il ministero dorme.
Tanto per fare due esempi, romani.
A Santa Cecilia, Cagli prende 300.000 Euro, Pappano 150.000, Dall'Ongaro 30.000, Bucarelli 134.000, Nicoletti 69.000,Visco 166.000, Cupolillo 166 e ci fermiamo qui.
Alla Filarmonica romana, il presidente Baratta (Biennale) non riceve compenso, mentre per il direttore artistico si legge: 'Il compenso del m.Cesare Mazzonis è 7.000 Euro di totale imponibile fino al 28 febbraio 2014': Chissà cosa vorrà dire.
Dopo aver obbligato tutti alla trasparenza, occorre obbligare nuovamente tutti a non essere sibillini, criptici.
E, infine, fatica vana a cercare i dati relativi ai compensi dei dirigenti dell'Opera di Roma. Ma presto, ne siamo sicuri, Fuortes provvederà a metterli sul sito, e magari a liberare il teatro del gruppo di servitori del precedente padrone, e magari anche del padrone stesso, come ci si augurava di recente.
E, comunque, facendo il giro di alcuni teatri ed orchestre, si nota come alla 'trasparenza amministrativa', sono in molti ancora a non ubbidire. E il ministero dorme.
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mercoledì 15 gennaio 2014
Letto sulla stampa:15 gennaio 2014.Brutte e belle notizie
Cominciamo dalle buone notizie, son poche in verità, ma vale la pena segnalarle.
Innanzitutto da quella che riguarda Lucia Ronchetti, la compositrice oggi sulla cresta dell'onda internazionale, che è stata chiamata a far parte della giuria che sceglierà i prossimi 'Prix de Rome' , e cioè i 'pensionnaires' di Villa Medici a Roma, fra i numerosi candidati nei vari settori dell'arte. In giuria siede anche l'attrice e produttrice cinematografica che vive una storia sentimentale con il presidente Hollande, ma anche questa è una buona notizia.( Contrordine dell'ultim'ora: l'attrice è stata esclusa dalla giuria, per intervento diretto della ministra di origini italiane, Filippetti. Uno schiaffo al direttore dell'Accademia di Francia a Roma che l'avrebbe scelta? O forse troppo poco autorevole - altro schiaffo al direttore di Villa Medici - per far parte della prestigiosa giuria?)
La seconda buona notizia- che era già sui giornali di ieri- è la nomina di Marino Sinibaldi a presidente del consiglio di amministrazione del Teatro di Roma, dopo che Borgna si era sfilato per via delle numerose ed ingiuste critiche incrociate. Sinibaldi, direttore di Radio 3, viene dallo stesso ente dal quale veniva il suo predecessore, Scaglia, cioè dalla Rai. Scaglia scrittore, Sinibaldi animatore culturale fra i più vivaci ed impegnati. A testimoniare che oggi sono i mezzi di grande comunicazione a mettere i vetrina i protagonisti della società; se non si appartiene ai media, addio sogni. Solo che...solo che... Sinibaldi dovrebbe , a nostro modestissimo parere, dimettersi da Radio 3, come dovrebbero fare altri dirigenti Rai che occupano poltrone di responsabilità anche fuori dell'azienda. Gubitosi che fa, si gira dall'altra parte per non vedere?
Ed ora - finalmente! direbbero i maligni- veniamo a quelle cattive.
Alfano e non solo lui, perchè è in compagnia di Brunetta, il moralizzatore, e Masi, il macho ex direttore generale Rai, compaiono fra gli affittuari di Ligresti, a roma, in via delle Tre madonne ai parioli, una viuzza che non gli daresti due lire, ma molto molto chic e con case extralusso. La casa di Alfano è di appena 220 mq. Non sappiamo se lui e Brunetta e Masi - che sicuramente saranno a loro volta in compagnia di altri - pagassero affitti di favore, ma c'è da dubitare che i tre, nei propri ambiti, alla bisogna non abbiano mostrato riconoscenza al proprietario delle loro povere magioni romane?
E Nunzia? la signora Di Girolamo, campana, con la sua cricca? Ci ha colpiti leggere che avrebbe dirottato parte dei finanziamenti europei destinati ad alleviare i portatori di handicap da Benevento ad un'altra provincia dove alloggerebbe il suo stato maggiore. Questo leggiamo sui giornali; vero o non vero, a noi questa notizia fa venire lo schifo.
L'Aquila. L'Università, dopo lo scandalo che ha investito anche la giunta comunale - sono tutti innocenti!!!, cosi dicono - con le dimissione del sindaco, ha fatto una proposta, mettendosi a disposizione con un comitato di saggi che potrebbe dare una mano nell'individuare la strada da percorrere per una svolta nella ricostruzione. Apriti cielo! chi si rifa viva? La Pezzopane, indignata, perchè si sente espropriata dei suoi compiti di amministratore pubblico che ritiene di aver svolto compiutamente anche in relazione alla ricostruzione che purtroppo langue nella maggior parte della città. La stessa Pezzopane che si era indignata allorchè, secondo lei ingiustamente, la commissione europea preposta alle candidature per le 'Capitali della cultura' del 2019, aveva escluso L'Aquila. già per la semplice ragione che non si può candidare una 'città fantasma'. E non , come sosteneva l'assessore/parlamentare, per la 'cattiva stampa'.
La motivazione 'cattiva stampa' ci riguarda anche un pò.
Per otto anni abbiamo diretto un bimestrale di musica, edito dal Conservatorio aquilano, MUSIC@, che sì è guadagnato una certa fama per l'originalità e qualità dei contenuti. La nostra critica ha offerto l'alibi al nuovo direttore del Conservatorio, che di nome fa Piermarini, per vietare la pubblicazione dell'ultimo numero di Music@ affidato alla nostra direzione. L'alibi consiste nel fatto che - secondo la vulgata di una delle 'menti' del conservatorio aquilano - la nostra critica avrebbe inficiato i buoni rapporti che il conservatorio sta instaurando con gli amministratori aquilani. Si tratta ovviamente di un alibi nelle mani di una direzione che non sa cosa sia la cultura e per questo la calpesta e la mette all'indice.
Innanzitutto da quella che riguarda Lucia Ronchetti, la compositrice oggi sulla cresta dell'onda internazionale, che è stata chiamata a far parte della giuria che sceglierà i prossimi 'Prix de Rome' , e cioè i 'pensionnaires' di Villa Medici a Roma, fra i numerosi candidati nei vari settori dell'arte. In giuria siede anche l'attrice e produttrice cinematografica che vive una storia sentimentale con il presidente Hollande, ma anche questa è una buona notizia.( Contrordine dell'ultim'ora: l'attrice è stata esclusa dalla giuria, per intervento diretto della ministra di origini italiane, Filippetti. Uno schiaffo al direttore dell'Accademia di Francia a Roma che l'avrebbe scelta? O forse troppo poco autorevole - altro schiaffo al direttore di Villa Medici - per far parte della prestigiosa giuria?)
La seconda buona notizia- che era già sui giornali di ieri- è la nomina di Marino Sinibaldi a presidente del consiglio di amministrazione del Teatro di Roma, dopo che Borgna si era sfilato per via delle numerose ed ingiuste critiche incrociate. Sinibaldi, direttore di Radio 3, viene dallo stesso ente dal quale veniva il suo predecessore, Scaglia, cioè dalla Rai. Scaglia scrittore, Sinibaldi animatore culturale fra i più vivaci ed impegnati. A testimoniare che oggi sono i mezzi di grande comunicazione a mettere i vetrina i protagonisti della società; se non si appartiene ai media, addio sogni. Solo che...solo che... Sinibaldi dovrebbe , a nostro modestissimo parere, dimettersi da Radio 3, come dovrebbero fare altri dirigenti Rai che occupano poltrone di responsabilità anche fuori dell'azienda. Gubitosi che fa, si gira dall'altra parte per non vedere?
Ed ora - finalmente! direbbero i maligni- veniamo a quelle cattive.
Alfano e non solo lui, perchè è in compagnia di Brunetta, il moralizzatore, e Masi, il macho ex direttore generale Rai, compaiono fra gli affittuari di Ligresti, a roma, in via delle Tre madonne ai parioli, una viuzza che non gli daresti due lire, ma molto molto chic e con case extralusso. La casa di Alfano è di appena 220 mq. Non sappiamo se lui e Brunetta e Masi - che sicuramente saranno a loro volta in compagnia di altri - pagassero affitti di favore, ma c'è da dubitare che i tre, nei propri ambiti, alla bisogna non abbiano mostrato riconoscenza al proprietario delle loro povere magioni romane?
E Nunzia? la signora Di Girolamo, campana, con la sua cricca? Ci ha colpiti leggere che avrebbe dirottato parte dei finanziamenti europei destinati ad alleviare i portatori di handicap da Benevento ad un'altra provincia dove alloggerebbe il suo stato maggiore. Questo leggiamo sui giornali; vero o non vero, a noi questa notizia fa venire lo schifo.
L'Aquila. L'Università, dopo lo scandalo che ha investito anche la giunta comunale - sono tutti innocenti!!!, cosi dicono - con le dimissione del sindaco, ha fatto una proposta, mettendosi a disposizione con un comitato di saggi che potrebbe dare una mano nell'individuare la strada da percorrere per una svolta nella ricostruzione. Apriti cielo! chi si rifa viva? La Pezzopane, indignata, perchè si sente espropriata dei suoi compiti di amministratore pubblico che ritiene di aver svolto compiutamente anche in relazione alla ricostruzione che purtroppo langue nella maggior parte della città. La stessa Pezzopane che si era indignata allorchè, secondo lei ingiustamente, la commissione europea preposta alle candidature per le 'Capitali della cultura' del 2019, aveva escluso L'Aquila. già per la semplice ragione che non si può candidare una 'città fantasma'. E non , come sosteneva l'assessore/parlamentare, per la 'cattiva stampa'.
La motivazione 'cattiva stampa' ci riguarda anche un pò.
Per otto anni abbiamo diretto un bimestrale di musica, edito dal Conservatorio aquilano, MUSIC@, che sì è guadagnato una certa fama per l'originalità e qualità dei contenuti. La nostra critica ha offerto l'alibi al nuovo direttore del Conservatorio, che di nome fa Piermarini, per vietare la pubblicazione dell'ultimo numero di Music@ affidato alla nostra direzione. L'alibi consiste nel fatto che - secondo la vulgata di una delle 'menti' del conservatorio aquilano - la nostra critica avrebbe inficiato i buoni rapporti che il conservatorio sta instaurando con gli amministratori aquilani. Si tratta ovviamente di un alibi nelle mani di una direzione che non sa cosa sia la cultura e per questo la calpesta e la mette all'indice.
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giovedì 5 dicembre 2013
I quattro, senza arte nè parte, che la bontà di Napolitano ha elevato a senatori
Un gruppo di premi nobel in vari campi, come Gasparri ( nobel dell'Umorismo) Casellati ( Nobel per materie giuridiche), Malan ( nobel per l'invensione del sistema per agitare le acque), e Bondi ( nobel per la poesia, tolto a Dario Fo e attrribuito a Bondi, perchè alla fine s'è scoperto che Fo non se lo meritava) s'è esposto in prima persona all'apprezzamento ed alla considerazione generale, per aver sollevato il problema dei quattro senatori a vita nominati da Napolitano nell'ultima infornata di qualche settimana fa. I Premi nobel hanno sostenuto che nessuno dei quattro sarebbe stato mai nominato senatore a vita se al Quirinale ci fosse stato una persona diversa da Napolitano, che per età ed acciacchi, non è più tanto capace di discernere chi merita e chi no. E dunque la nomina di quattro sconosciuti che fanno nome Rubbia, Abbado, Piano e Cattaneo, è da ascrivere prevalentemente alla bontà di Napolitano che, alla fine del suo mandato, s'è messo in testa di aiutare persone che nella vita non hanno combinato poi tanto, al fine di essere lui medesimo ricordato dai posteri, almeno per il suo buon cuore.
I nobel gli hanno rivolto un appello pressante per la revoca della nomina dei quattro, perchè i poveretti - come era prevedibile - sono andati ad ingrossare le fila dei parlamentari della medesima taglia intellettuale - cioè prossima allo zero- che hanno votato per la decadenza del grande evasore Berlusconi. Secondo i nobel il grande evasore doveva restare in parlamento per essere d'esempio: guardate come finisce uno che ha frodato il fisco: condannato a restare, egli furbissimo, fra i 'minus habentes' - intellettualmente, s'intende, non economicamente, perchè li paghiamo bene acciocchè non facciano danni fuori - che occupano buona parte parte dei banchi del parlamento. Tra parentesi, abbiamo usato il latino perchè non capiscano.
Nel drappello di nobel perchè questa volta mancava Brunetta, premiato per le sue indimenticabili ricerche in materia economica? No, anche lui, sì è fatto sentire negli stessi giorni, anche se fuori dal gruppo, per una causa giusta; che, dal tono usato, sembra diventata ossessiva: quanto guadagna Floris. Brunetta, nobel per l'economia, intendendo difendere la RAI si domanda: perchè ad un certo punto Floris, interno alla RAI, s'è fatto fare un contratto, naturalmente molto molto più remunerativo, da esterno, ma con la clausola che qualora dovesse finire, la Rai se lo riprende dentro ? Come dar torto a Brunetta? Lui non ne sbaglia una, altrimenti come mai gli avrebbero da tempo dato il Nobel?
Brunetta ha sempre ragione. E il nobel se l'è meritato, più di quanto non si siano meritati l'elezione a senatori a vita i quattro poveracci.
I nobel gli hanno rivolto un appello pressante per la revoca della nomina dei quattro, perchè i poveretti - come era prevedibile - sono andati ad ingrossare le fila dei parlamentari della medesima taglia intellettuale - cioè prossima allo zero- che hanno votato per la decadenza del grande evasore Berlusconi. Secondo i nobel il grande evasore doveva restare in parlamento per essere d'esempio: guardate come finisce uno che ha frodato il fisco: condannato a restare, egli furbissimo, fra i 'minus habentes' - intellettualmente, s'intende, non economicamente, perchè li paghiamo bene acciocchè non facciano danni fuori - che occupano buona parte parte dei banchi del parlamento. Tra parentesi, abbiamo usato il latino perchè non capiscano.
Nel drappello di nobel perchè questa volta mancava Brunetta, premiato per le sue indimenticabili ricerche in materia economica? No, anche lui, sì è fatto sentire negli stessi giorni, anche se fuori dal gruppo, per una causa giusta; che, dal tono usato, sembra diventata ossessiva: quanto guadagna Floris. Brunetta, nobel per l'economia, intendendo difendere la RAI si domanda: perchè ad un certo punto Floris, interno alla RAI, s'è fatto fare un contratto, naturalmente molto molto più remunerativo, da esterno, ma con la clausola che qualora dovesse finire, la Rai se lo riprende dentro ? Come dar torto a Brunetta? Lui non ne sbaglia una, altrimenti come mai gli avrebbero da tempo dato il Nobel?
Brunetta ha sempre ragione. E il nobel se l'è meritato, più di quanto non si siano meritati l'elezione a senatori a vita i quattro poveracci.
martedì 26 novembre 2013
Berlusca: senza di me il paese va a rotoli. Solo io posso difenderlo
Ha fatto bene il Cavaliere e la 'sua' Forza Italia a togliere la fiducia al governo, preannunciando che voteranno contro la legge di stabilità in parlamento, domani. e, invece, l'hanno già fatto questa notte. E così la legge di stabilità e la nuova maggioranza sono passate al Senato. Perchè Berlusca e la 'sua' Forza Italia hanno a cuore le sorti del nostro paese, che sembrano invece lontane dagli interessi di questo governo, che vuole tenere i conti in ordine, e che per tenersi buoni i cani rabbiosi dell'ex PDL ha dovuto già togliere l'IMU ecc... come è a tutti noto. Berlusca e la 'sua' Forza Italia non vogliono far fare altri sacrifici al paese e per bocca dei suoi capibastone Romani e Brunetta, che sanno - a differenza del governo - cosa vuol dire non arrivare alla fine del giorno, perchè i soldi non bastano neanche a loro per la semplice sopravvivenza, ed ancor meno bastano al Brunetta - che li ha spesi tutti l'anno scorso a pagare l'IMU delle numerose case che ha comprato qua e là, dopo aver rivenduto le precedenti proprietà acquistate dall'INPS a prezzi stracciati e di assoluto favore. Caro il Brunetta che dice di avere a cuore le sorti del paese, e intanto fa il furfantello.
Stessa cosa ripete il Berlusca. Lui va all'opposizione perchè non può votare una finanziaria che mette ancor più in ginocchio, più di quanto non abbia fatto lui negli ultimi suoi anni di governo, l'intero paese.
Perdoni, Cavaliere, ma questo suo cambio di casacca, ovviamente, non ha nulla a che fare con la votazione della sua decadenza da senatore che andrà in aula oggi ? E a chi pensa, al contrario, che le due cose siano da mettere in relazione, glielo dica apertamente, chiamandolo per nome: farabutto e diffamatore. Bravo Cavaliere! E se qualcuno, nonostante ciò, continuasse a pensarlo, lo metta in guardia: "chi non mi rispetta, stia attento. E' una minaccia? Certo che lo è, come faccio altrimenti a difendermi da chi vuole infangare il mio nome di onorato cittadino che vuole solo il bene del suo paese, che ha sempre pagato le tasse e non ha mai fatto male a nessuno? Chi vuole proseguire lo faccia, ma a suo rischio. Bravo Cavaliere, prossimo ex senatore.
Però ora, si tolga finalmente dai... vedrà che anche 'ai servizi sociali' non si sta poi tanto male. Anche fuori da Parlamento- ha affermato il Cavaliere,dopo la sua decadenza - continuerò a lottare per la nostra libertà'. Compresa la sua di libertà. Libertà provvisoria. Auguri.
Stessa cosa ripete il Berlusca. Lui va all'opposizione perchè non può votare una finanziaria che mette ancor più in ginocchio, più di quanto non abbia fatto lui negli ultimi suoi anni di governo, l'intero paese.
Perdoni, Cavaliere, ma questo suo cambio di casacca, ovviamente, non ha nulla a che fare con la votazione della sua decadenza da senatore che andrà in aula oggi ? E a chi pensa, al contrario, che le due cose siano da mettere in relazione, glielo dica apertamente, chiamandolo per nome: farabutto e diffamatore. Bravo Cavaliere! E se qualcuno, nonostante ciò, continuasse a pensarlo, lo metta in guardia: "chi non mi rispetta, stia attento. E' una minaccia? Certo che lo è, come faccio altrimenti a difendermi da chi vuole infangare il mio nome di onorato cittadino che vuole solo il bene del suo paese, che ha sempre pagato le tasse e non ha mai fatto male a nessuno? Chi vuole proseguire lo faccia, ma a suo rischio. Bravo Cavaliere, prossimo ex senatore.
Però ora, si tolga finalmente dai... vedrà che anche 'ai servizi sociali' non si sta poi tanto male. Anche fuori da Parlamento- ha affermato il Cavaliere,dopo la sua decadenza - continuerò a lottare per la nostra libertà'. Compresa la sua di libertà. Libertà provvisoria. Auguri.
venerdì 18 ottobre 2013
mancanze di coraggio e palle al piede
Il capo del Governo ha assicurato che la sua manovra è tutto quello che si poteva fare, le riforme vanno fatte gradualmente, farle tutte d'un colpo senza avere le possibilità vuol dire inficiarle, ancor prima che vengano attuate. Vero, ma...il malato Italia intanto continua a restare a letto in una condizione di prostrazione e debilitazione dalle quali non si riesce ancora a vedere come uscirne. La manovra ha anche la benedizione di Napolitano. Sì, forse era quello che si poteva fare nelle attuali condizioni, ma teniamo presente che ci sono molti esperti che pensano che non è stato fatto tutto quello che si poteva fare, e che ciò che andava fatto poteva andare in un altra direzione. Insomma, da molte parti si dice che a risollevare il malato, a letto da anni ,nessuno ha ancora pensato, e che non è sufficiente ribattere che comunque non lo si fa morire, in attesa che arrivi il farmaco miracoloso. Perché il farmaco miracoloso - senza interventi nella direzione giusta - non arriverà mai.
Fanno un gioco di società Letta e Alfano Quando Letta fa finta di aver coraggio è frenato da Alfano che tira in ballo le promesse fatte agli elettori; qualche volta Letta va molto avanti solo perchè sa che Alfano lo bloccherà; e poi Alfano non capo di un non partito, quando vuole lui fare la prima mossa tira in ballo proposte impossibili, tanto sa che l'amico Letta gliele boccerà, e lui potrà sempre dire di averle proposte e che le avrebbe attute se avesse governato da solo e senza la palla al piede di Letta, e viceversa. Letta ed Alfano sono sodali per dare una bella fregatura all'Italia, anche se il primo per lo meno la faccia dell'Italia all'estero l'ha resa più presentabile.
Però, però... Letta nipote e Napolitano è mai possibile che anche questa volta non arrivi nessun segnale sul taglio delle spese dei palazzi del potere e degli infiniti privilegi che chiunque, appena avuto un pò di potere, s'è accaparrato?
Le provincie le lasciamo sempre così? pare che in un precedente decreto ( femminicidio) ci sia un codicillo che lascia intendere la marcia indietro sulla loro eliminazione.
Il Parlamento lo lasciamo sempre bicamerale e con lo stesso inutile, INDEGNO, e costoso numero di parlamentari?
Gli emolumenti dei parlamentari restano sempre quelli VERGOGNOSI che tutti conosciamo, i più VERGOGNOSI d'Europa? Sfido che Sandro Bondi e signora - tanto per fare un esempio semplice semplice - non vogliono che si arrivi a tale dismissione di privilegio, loro due portano a casa ogni mese oltre 40.000 Euro. Chi glieli darebbe fuori dal parlamento? Bondi potrebbe guadagnare altrettanto contando sulla sua vena poetica che si sveglia solo quando è in linea con il suo Cavalier padrone?
E i vitalizi dei parlamentari e non solo di essi, li lasciamo così come stanno? Come mai agli statali si tagliano diritti acquisiti , e si tagliano anche con retroattività, mentre per le superpensioni ci viene sempre detto che non si possono toccare. Ma che c...( censura) dite?
E il finanziamento ai partiti? perché verrà eliminato solo dal 2017? Forse che Lei Letta sta dando tempo ai partiti per organizzare una nuova, diversa forma di furto al paese? E poi perché i soldi dati ai partiti si possono detrarre dal reddito, mentre quelli per la cultura no? per lo meno non interamente , ma in una piccola parte? perché il Governo sta dalla parte dei ladri e li difende?
E le famose macchine blu, Letta nipote, perché le tagli solo del 10%? basta ridurle al 10% del parco macchine esistente.
Quante autorità avete messo su, con capi ed uffici ben remunerati e nullafacenti? ma vogliamo una volta per tutte darci un taglio vero?
So già quale è la risposta di Letta nipote, ma anche di Napolitano o della Consulta. E no, non potete continuare a fregarci. Dovete tagliare e subito anche tutti questi capitoli di spesa. 1 milione di Euro da una parte , un altro da un'altra parte, sono comunque tagli stabili il cui beneficio per la collettività si sentirà sempre più nel tempo.
E poi, perché per la cosiddetta liquidazione gli aventi diritto devono attendere oggi quasi due anni, dal momento in cui lasciano il lavoro? Letta nipote vuole dirmi che lei quando andrà via dal Parlamento- se mai accadrà- avrà lo stesso tempo di attesa?
Gli alti stipendi in certi ambienti, anche quelli non si possono tagliare? Ha ragione CHI DICE CHE ANCHE SU QUELLI OCCORRE INTERVENIRE, come fa il Brunetta, al quale mi piacerebbe chiedere il nome di quel dirigente INPS che gli fece comprare una casa facendogliela pagare 150.000 Euro; la quale casa, rivenduta dopo pochissimi anni, gli ha fatto entrare la considerevole somma di quasi 600.000 Euro? Brunetta perché questo capita solo ai componenti le bande politiche, e mai ai semplici cittadini?
Fanno un gioco di società Letta e Alfano Quando Letta fa finta di aver coraggio è frenato da Alfano che tira in ballo le promesse fatte agli elettori; qualche volta Letta va molto avanti solo perchè sa che Alfano lo bloccherà; e poi Alfano non capo di un non partito, quando vuole lui fare la prima mossa tira in ballo proposte impossibili, tanto sa che l'amico Letta gliele boccerà, e lui potrà sempre dire di averle proposte e che le avrebbe attute se avesse governato da solo e senza la palla al piede di Letta, e viceversa. Letta ed Alfano sono sodali per dare una bella fregatura all'Italia, anche se il primo per lo meno la faccia dell'Italia all'estero l'ha resa più presentabile.
Però, però... Letta nipote e Napolitano è mai possibile che anche questa volta non arrivi nessun segnale sul taglio delle spese dei palazzi del potere e degli infiniti privilegi che chiunque, appena avuto un pò di potere, s'è accaparrato?
Le provincie le lasciamo sempre così? pare che in un precedente decreto ( femminicidio) ci sia un codicillo che lascia intendere la marcia indietro sulla loro eliminazione.
Il Parlamento lo lasciamo sempre bicamerale e con lo stesso inutile, INDEGNO, e costoso numero di parlamentari?
Gli emolumenti dei parlamentari restano sempre quelli VERGOGNOSI che tutti conosciamo, i più VERGOGNOSI d'Europa? Sfido che Sandro Bondi e signora - tanto per fare un esempio semplice semplice - non vogliono che si arrivi a tale dismissione di privilegio, loro due portano a casa ogni mese oltre 40.000 Euro. Chi glieli darebbe fuori dal parlamento? Bondi potrebbe guadagnare altrettanto contando sulla sua vena poetica che si sveglia solo quando è in linea con il suo Cavalier padrone?
E i vitalizi dei parlamentari e non solo di essi, li lasciamo così come stanno? Come mai agli statali si tagliano diritti acquisiti , e si tagliano anche con retroattività, mentre per le superpensioni ci viene sempre detto che non si possono toccare. Ma che c...( censura) dite?
E il finanziamento ai partiti? perché verrà eliminato solo dal 2017? Forse che Lei Letta sta dando tempo ai partiti per organizzare una nuova, diversa forma di furto al paese? E poi perché i soldi dati ai partiti si possono detrarre dal reddito, mentre quelli per la cultura no? per lo meno non interamente , ma in una piccola parte? perché il Governo sta dalla parte dei ladri e li difende?
E le famose macchine blu, Letta nipote, perché le tagli solo del 10%? basta ridurle al 10% del parco macchine esistente.
Quante autorità avete messo su, con capi ed uffici ben remunerati e nullafacenti? ma vogliamo una volta per tutte darci un taglio vero?
So già quale è la risposta di Letta nipote, ma anche di Napolitano o della Consulta. E no, non potete continuare a fregarci. Dovete tagliare e subito anche tutti questi capitoli di spesa. 1 milione di Euro da una parte , un altro da un'altra parte, sono comunque tagli stabili il cui beneficio per la collettività si sentirà sempre più nel tempo.
E poi, perché per la cosiddetta liquidazione gli aventi diritto devono attendere oggi quasi due anni, dal momento in cui lasciano il lavoro? Letta nipote vuole dirmi che lei quando andrà via dal Parlamento- se mai accadrà- avrà lo stesso tempo di attesa?
Gli alti stipendi in certi ambienti, anche quelli non si possono tagliare? Ha ragione CHI DICE CHE ANCHE SU QUELLI OCCORRE INTERVENIRE, come fa il Brunetta, al quale mi piacerebbe chiedere il nome di quel dirigente INPS che gli fece comprare una casa facendogliela pagare 150.000 Euro; la quale casa, rivenduta dopo pochissimi anni, gli ha fatto entrare la considerevole somma di quasi 600.000 Euro? Brunetta perché questo capita solo ai componenti le bande politiche, e mai ai semplici cittadini?
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