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domenica 5 aprile 2015

Fine della storia d'amore fra Repetti, Bondi e Berlusconi

Come si possono dimenticare le terzine e quartine amorose rivolte da Bondi, non alla Repetti - l'amore con la quale è storia più recente - ma all'amatissimo Cavaliere?  Bondi e Berlusconi non si sono fidanzati solo perchè il Cavaliere ha ben altre tendenze e, per il suo divertimento, preferisce serate culturali, stile bunga bunga, con una scolaresca di ragazze disposte a succhiargli ogni sillaba di saggezza  che sgorga dalla sua bocca.
 Poi... un giorno Bondi, il poeta del Cavaliere, incontra la sua Giulietta, la Repetti, senatrice.  Per causa della intrusa insorgono i primi malumori fra il poeta ed il suo Cavaliere, quando il poeta ritiene che il Cavaliere non prenda in seria considerazione la sua Giulietta per incarichi di prestigio. Nel frattempo sia il poeta che la Giulietta sistemano le rispettive famiglie, profittando della generosità del cavaliere.  Bondi, causa Repetti, si sente tradito; pian piano si defila, poi un certo giorno il devoto poeta veste l'abito di accusatore non più in versi in rima: Forza Italia è un cesso - non ha usato questo termine il poeta, anche per la difficile rima con altro - ma il senso era proprio questo -  sbatte la porta e con lui anche la sua compagna. Escono da Forza Italia che  accusano è percorsa da orde di banditi interessati solo al potere - mentre il poeta e la sua Giulietta no, mai!
 A questo punto  ci si aspetterebbe che si dimettano dagli incarichi parlamentari, dallo stesso Parlamento, per tornare ad essere cittadini normali, come normali non sono stati più dal momento in cui si sono messi al servizio del Cavaliere.  No, loro abbandonano il gruppo di Forza Italia e confluiscono nel gruppo misto, perchè - così sostengono - non possono rinunciare al mandato degli elettori che li avrebbero eletti. Quando mai. Loro, come infiniti altri parlamentari  non sono stati eletti bensì nominati dal padrone-cavaliere-capo partito.
 E così, abbandonato l'amatissimo Cavaliere si ritirano in solitudine a piangere, lontano da lui, l'una sulla spalla dell'altro, lei e il suo compagno - così Giulietta parla del suo poeta ogni volta che lo nomina, mai con il cognome - con l'unica magra consolazione dei quasi 30.000 Euro mensili, che percepiscono da sempre, e da molti mesi senza che  facciano alcunché, semplicemente per l'incarico eccessivamente retribuito da un popolo di scemi quali noi siamo. La Repetti un altro impiego l'ha trovato - le donne sono più intraprendenti dei maschi - è diventata una delle nuove starlette della tv, vi appare quasi ogni giorno, anche al posto di Bondi che non si fa più vedere e quando esce cammina muro muro.
 Le statistiche dicono che oltre 200 parlamentari, nella presente  legislatura, hanno già cambiato casacca, si sono cioè dimessi dai partiti che li hanno eletti. Se si fossero dimessi, come la decenza avrebbe richiesto, non solo dal loro partito ma dal Parlamento, che gran risparmio avremmo avuto. Invece no, si dimettono, vestono una casacca diversa, mentre il loro lauto immeritato stipendio continua a correre come  fosse la cosa più normale, E non lo è.

martedì 26 novembre 2013

Berlusca: senza di me il paese va a rotoli. Solo io posso difenderlo

Ha fatto bene il Cavaliere e la 'sua' Forza Italia a togliere la fiducia al governo, preannunciando che voteranno contro la legge di stabilità in parlamento, domani.  e, invece, l'hanno già fatto questa notte. E così la legge di stabilità e la nuova maggioranza  sono passate al Senato. Perchè Berlusca e la 'sua' Forza Italia hanno a cuore le sorti del nostro paese, che sembrano invece lontane dagli interessi di questo governo, che vuole tenere i conti in ordine,  e che per  tenersi buoni i cani rabbiosi dell'ex PDL ha dovuto già  togliere l'IMU ecc... come è a tutti noto. Berlusca e la 'sua'  Forza Italia non vogliono far fare altri sacrifici al paese e per bocca dei suoi capibastone Romani e Brunetta, che  sanno - a differenza del governo - cosa vuol dire non arrivare alla fine del giorno, perchè i soldi non bastano neanche a loro per la semplice sopravvivenza, ed ancor meno bastano al Brunetta - che li ha spesi tutti l'anno scorso a pagare l'IMU delle numerose case che ha comprato qua e là, dopo aver rivenduto le precedenti proprietà acquistate dall'INPS a prezzi stracciati e di assoluto favore. Caro il Brunetta che  dice di avere a cuore le sorti del paese, e intanto  fa il furfantello.
Stessa cosa ripete il Berlusca. Lui va all'opposizione perchè non può votare una finanziaria che mette ancor più in ginocchio, più di quanto non abbia fatto lui negli ultimi suoi anni di governo, l'intero paese.
 Perdoni, Cavaliere, ma questo suo cambio di casacca, ovviamente, non ha nulla a che fare con la votazione della sua decadenza da senatore che andrà in aula oggi ? E  a chi pensa, al contrario, che le due cose siano da mettere in relazione, glielo dica apertamente, chiamandolo per nome: farabutto e diffamatore. Bravo Cavaliere! E se qualcuno, nonostante ciò, continuasse a pensarlo, lo metta in guardia: "chi non mi rispetta, stia attento. E' una minaccia? Certo che lo è, come faccio altrimenti a difendermi da chi vuole infangare il mio nome di onorato cittadino che vuole solo il  bene del suo paese, che ha sempre pagato le tasse e non ha mai fatto male a nessuno?  Chi vuole proseguire lo faccia, ma a suo rischio. Bravo Cavaliere,  prossimo ex senatore.
Però ora,  si tolga finalmente dai... vedrà che anche  'ai servizi sociali' non si sta poi tanto male. Anche fuori da Parlamento- ha affermato il Cavaliere,dopo la sua decadenza - continuerò a lottare per la nostra libertà'. Compresa la sua di libertà. Libertà provvisoria.  Auguri.

domenica 24 novembre 2013

Berlusconi si preoccupa solo ora del buon nome dell'Italia nel mondo

Sarebbe una vergogna per il nostro paese se il Senato decidesse la decadenza da senatore,  oltre naturalmente alla interdizione da ogni incarico pubblico, di Silvio Berlusconi, già  capo del governo. Così parlò il Cavaliere, che ha anche aggiunto che Napolitano dovrebbe concedergli la grazia prima che arrivi la sua decadenza e per evitargli la vergogna dell'affidamento ai servizi sociali e, soprattutto, senza che gliela chieda.
Perchè il Cavaliere non  si è  preoccupato del buon nome dell'Italia quando - tutto il mondo  lo sapeva -  la sua villa di Arcore e la sua residenza romana di palazzo Grazioli, le aveva trasformate in un casino affollatissimo di donnine, disposte a soddisfare qualunque sua richiesta in cambio di denaro? Allora, quando era capo del governo e perciò più in vista e con maggiori  e piùdelicate responsabilità, del buon nome del paese non gli fregava affatto?
Colpo di Stato  ai danni del Cavaliere? Colpo di testa del cavaliere  ai danni dell'Italia.

giovedì 12 settembre 2013

Divieto di accesso

Abbiamo scoperto, con grande tristezza , diciamo pure con grande sconforto, che  i senatori che fanno parte della commissione che deve decidere la decadenza del Cavaliere,  vivendo al senato  in due camere e cucine, si sono allargati al punto da OCCUPARE come sede stabile delle loro tristi riunioni, uno dei luoghi più belli della Capitale, nel chiostro di Sant'Ivo alla Sapienza, dominato dalla avveniristica cupola del Borromini, nei locali del lato destro del chiostro.  Stiamo meditando di recarci davanti al portone del chiostro di Sant'Ivo, in corso Rinascimento, ad un isolato da Palazzo Madama, e, sfidando la computezza degli uscieri del Senato,  di issare il cartello : DIVIETO DI ACCESSO. Sì, vorremmo tentare che quel luogo non  venga più  profanato dalle presenze sinistre dei componenti la commissione. Non ci si venga a dire che sono pur sempre rappresentanti del popolo. No, sono servi - Si' SERVI- dei loro capipartito, senza i quali starebbero a fare altri lavori, e tutti ed in ogni caso molto molto meno retribuiti. Ma ciò che ci colpisce è la loro INDEGNITA' a varcare quel portone ed a calpestare quel luogo dove ebbe la prima sede l'antichissima Università della Sapienza - che  ha derivato il nome in aggiunta al cortile di sant'Ivo, e che per moltissimi anni è stato sede dell'Achivio di Stato. Cosa c'entrano mai loro con la sapienza che lì veniva dispensata  all'inizio della sua storia e con la custodia della memoria storica del nostro paese?
 Abbiamo scritto in agosto che quel Cortile, come altri importanti luoghi della capitale, a causa della musica dozzinale e dilettantistica che spesso ospitano, è come se fossero stati sconsacrati, come se la loro sacralità fosse stata offesa in modo irreparabile, e come necessitino - di conseguenza- di una nuova consacrazione, il prima possibile, ospitando concerti e manifestazioni all'altezza della loro gloriosa, quasi sacra, storia . Figuriamoci cosa ci viene da dire di quell'orda di  gente che  non ha vita  propria; e che solo l'atto di nascita stilato dai rispettivi capi li censisce censirli nel mondo dei viventi. Vi viene frose da chiederci di fare qualche nome. Ma vi pare mai che uno come Maurizio Gasparri avrebbe mai potuto vivere di vita propria? Ed è tanto vero che il solo pensiero che presto vada a casa definitivamente - lui non fa parte della commissione - ci fa rabbrividire perchè neanche i servizi sociali sarebbero in grado di trovare un lavoro per lui, non avendone mai fatto uno in tutta la sua vita ed avendo avuto a disposizione macchina e scorta ( per proteggere cosa e perchè non siamo ancora riusciti a capire). Abbiamo fatto un unico nome, quello di Gasparri, solo perchè oltre che porci il dubbio amletico che vi abbiamo manifestato, ci sta particolarmente  in antipatia.
E perciò, se ce lo lasceranno fare, metteremo sul portone di Sant'Ivo alla Sapienza, per tutti, il cartello:
                                                             DIVIETO DI ACCESSO

sabato 10 agosto 2013

Sandro Bondi sarà il miglior ministro della cultura del prossimo governo

Tutti a dargli addosso, per aver semplicemente detto che se non si risolve il problema di Pompei e non si dà alla cultura il rilievo che merita nel nostro paese, nei prossimi mesi sarà guerra civile. Nessun politico s'era spinto a  tanto. C'è chi dice che Sandro Bondi è già stato ministro molti anni fa e che del suo passaggio  non c'è traccia. E' vero, ma  allora si trattava di difendere gli interessi di un uomo solo, il Cavaliere, da non confondere con gli interessi del Paese; e Bondi, a differenza di quello che farebbe nel prossimo governo, non si diede tanto da fare. Adesso  le cose sono cambiate. Ha capito che è in ballo il destino dell'Italia - Pompei non è che la prova generale delle grandi manovre - ed anche i destino suo e della sua compagna, parlamentare come lui, ma innanzitutto quello di moltissimi altri italiani che facendo il loro stesso mestiere politico, e sono qualche milione, portano a casa, la coppia, ogni mese qualcosa di più di 30.000 Euro. Ora ne va di mezzo l'onore. Ecco perchè non ha atteso che la sua nomina venisse ratificata dal prossimo consiglio dei ministri per dire con chiarezza come la pensa: se non risolvete - ripetiamo - il problema di Pompei e quello dei beni culturali in Italia, sarà guerra civile, ed io guiderò la rivolta. Parola di Bondi (e signora).