giovedì 20 agosto 2026

Un pazzo non si rende conto dei disastri procurati ed altri è pronto a procurarne. Vedi il caso Trump-Iran

 

Trump annuncia una "guerra economica devastante" all'Iran | Salgono petrolio e gas: Brent sopra 94 dollari, giù le borse Ue© Afp

Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato contro l'Iran "la più devastante operazione economica mai intrapresa contro qualsiasi Paese. Questa sarà una guerra economica e un isolamento su una scala senza precedenti". Le sue dichiarazioni arrivano attraverso Truth Social. Immediata la risposta da parte di Teheran. L'agenzia semiufficiale Tasnim ha definito la guerra economica annunciata da Trump una prosecuzione della "fallimentare campagna di massima pressione" di Washington, giudicando le dichiarazioni di Trump "enfatiche ed esagerate". Arriva anche la replica del ministro degli Esteri iraniano Araghchi: "Operazione economica annunciata da Trump un diversivo per togliere l'attenzione dalla crisi Usa". Secondo la Cnn, sono oltre 750 i militari statunitensi feriti dall'inizio della guerra in Iran. Si fanno sentire i Pasdaran, che minacciano l'impiego di "armi più precise, più distruttive" nel caso in cui scoppiasse una nuova fase del conflitto. Anche il viceministro degli Esteri iraniano risponde a Trump. Nel frattempo, i prezzi del gas naturale in Europa tornano a sfiorare livelli record: sopra i 65 euro al megawattora.

E dopo Germania, Svizzera e Austria, anche la Finlandia

 Dopo la Germania, l’Austria e la Svizzera, anche la Finlandia – guidata da un governo di centrodestra – annuncia che con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (Ammr) il precedente accordo di Dublino debba considerarsi in vigore e anzi i trasferimenti di migranti verso il primo paese di approdo debbano ripartire.

Anzi, come sintetizza l’agenzia LaPresse che ha avuto conferma dal ministero dell’Interno finlandese, i voli sono «in preparazione». La fonte ha anche sottolineando che tutti gli Stati membri dovranno tener conto delle proprie responsabilità nell’ambito del Patto Ue su migrazione e asilo.

La grande statista/stratega Meloni, per correre dietro a Salvini e per timore di Vannacci, ha creato problemi per l'Italia già con tre paesi della UE

Chi in queste settimane ha scelto la Spagna come destinazione per le su vacanze, sa bene quanto sta pagando cara la presa di posizione di Meloni che ha sospeso Schengen con la scusa del pericolo infiltrazione di terroristi:  controlli alle frontiere, lunghe file... perchè tutto questo? per la lungimiranza della 'Fratella d'Italia' Giorgia.

 Ma il problema non si è risolto con i disagi soprattutto negli aeroporti. No, adesso  tre paesi dell'Unione ( germani, Svizzera, Austria) stanno cominciando a  rispedire in Italia i migranti sbarcati  sulle nostre coste e poi finiti in quei paesi. Di questo i giornali della corazzata 'nera' non parlano. L'ordine impartito dall'alto è puntare sul caso Ranucci-Lavitola. 

Ieri sera s'è sentito a proposito di migranti salvati in mare nelle ultime ore, o approdati a Ceuta, un bollona giornalista di Libero usare l'aggettivo 'raccattati', ripresa immediatamente da Telese che ha fatto notare alla Bellona, che l'aggettivo usato si usa non per gli esseri umani, ma per i rifiuti e le cose - che fa capire  come la Destra parla e tratta i migranti.


Ti pare che non metteva bocca anche lui, il ministro Mazzi, già Sanremo? ( Adnkronos)

 

Ranucci, ministro Mazzi: "Dice che soffre per i suoi figli, lui sa quanti ne ha fatti soffrire?"

 Sigfrido Ranucci "dice che soffre perché vede soffrire i suoi figli di fronte a quanto gli sta accadendo, ma lui sa quanti ne ha fatti soffrire? Quante famiglie ha fatto soffrire? Questa è la vergogna, al di là della politica". Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, durante Bar Italia, format di Fdi.  

"Ranucci cerca di dare qualche lezione etica in questo momento. Mi colpisce", considerando "che lui ha usato una telefonata privata della moglie di un ministro che ora non lo è più (Gennaro Sangiuliano, ndr), una telefonata che ha distrutto quella famiglia (e ora capiremo da chi l'ha ricevuta, considerato che la signora Boccia ha detto che Ranucci è il suo migliore amico, fa parte del suo cerchio magico); non ha esitato a pubblicare una telefonata che si sarebbe dovuto tenere privata perché non aggiungeva nulla. L'ho trovato veramente disdicevole e vergognoso", ha affermato Mazzi. 

Parlando del caso Ranucci, il ministro ha aggiunto che "è una vicenda quasi incommentabile, perché ogni giorno si scopre" qualcosa "su questa vicenda. Per anni ci hanno parlato di TeleMeloni, adesso scopriamo che invece è TeleRanucci. Abbiamo visto dei numeri assurdi, ma io preferisco non commentare".

Non si può e non si deve girare in pubblico con il viso coperto e quindi irriconoscibile. Legge in Portogallo ( ANSA)

 

In Portogallo è stata promulgata la cosiddetta "legge del burka"© Provided by ANSA

 Il Presidente della Repubblica portoghese, António José Seguro, ha promulgato questo martedì la cosiddetta "legge del burka", che proibisce di circolare negli spazi pubblici con il viso coperto. Il Parlamento portoghese aveva approvato la legge il 17 luglio scorso con i voti favorevoli dei partiti di governo (Psd e Cds), di Iniziativa liberale e di Chega, partito dell'ultradestra autore della prima bozza, poi emendata per evitare rischi di incostituzionalità, soprattutto in materia di libertà religiosa. Nella stesura definitiva, la proibizione si basa su motivi legati più alla sicurezza e all'ordine pubblico che alla religione.

"A seguito delle modifiche legislative introdotte, il Presidente della Repubblica ha deciso di promulgare", si legge in una nota emessa dalla Presidenza della Repubblica. Il capo dello Stato argomenta la sua decisione sulla base di sentenze "in linea con essa" emesse dalla Corte europea dei diritti umani (Cedu), con la quale Seguro "condivide la convinzione" che il volto sia "considerato fondamentale per l'identità e la comunicazione umana, in quanto elemento minimo di riconoscimento reciproco tra concittadini". Inoltre, si legge nella nota, "ammettere che le donne, e solo loro, debbano nascondere l'intero volto implica un'asimmetria incompatibile con i valori di uguaglianza e pari dignità tra uomini e donne, valori che sono alla base delle democrazie europee".

mercoledì 19 agosto 2026

Orvieto. Rifiutata da tre ristoranti perchè aveva bambini con lei. Miglior trattamento è riservato ad animali domestici al seguito

 

«Rifiutata da tre ristoranti a Orvieto perché ero con le mie bambine», la denuncia della consigliera di Torino Ludovica Cioria

«Questo è il mondo che stiamo creando. Che rabbia e che tristezza signore e signori» Secondo la consigliera, il problema è l'overtourism che rende le città inaccessibili e inospitali perché dominate esclusivamente dalle logiche commerciali

«Rifiutata da 3 ristornati perché ero con le mie figlie» La denuncia della consigliera di Torino in vacanza ad Orvieto


 

È stata rifiutata da tre ristoranti perché con sé aveva le sue figlie. Il quarto «ci ha messi in 4 in un tavolo da due» mentre «di fianco a noi» c'era «una coppia con lo stesso tavolo e una sedia in più per il cane». Lo ha raccontato sui social Ludovica Cioria, vicepresidente del consiglio comunale a Torino (Pd), in vacanza ad Orvieto in provincia di Terni.

La consigliera si trovava in vacanza in Umbria con il marito e le figlie. «Tre ristoranti hanno rifiutato di far sedere a mangiare me, Davide e le bambine» nonostante avessero «decine di tavoli liberi, essendo prestissimo». «Questo è il mondo che stiamo creando, dove anche per mangiare è una gara, dove vince solo chi paga di più, dove i bambini sono un problema perché consumano troppo poco, dove un cane sta seduto e due bambine devono farsi piccole per non disturbare. Che rabbia e che tristezza signore e signori». Secondo la consigliera, «il problema non è il cagnolino, il problema è l'overtourism che rende le città inaccessibili e inospitali perché dominate esclusivamente dalle logiche commerciali».

Molti gli utenti che hanno denunciato lo stesso tipo di trattamento, anche in altre città italiane. Qualcuno ha fatto presente che il problema potrebbe essere stato causato dalla mancata prenotazione, oppure dal fatto che il locale non accettasse bambini. «Ovviamente nessuno lo era, così come nessuno specificava “tutto prenotato o solo su prenotazione” e tutti si sono consultati all'interno per decidere se ammetterci. Non mi piace creare gogne mediatiche a gratis, non mi sarei mai permessa», ha spiegato la consigliera.

Critica invece la posizione di Vittorio Bertola, già consigliere comunale M5S all'opposizione ai tempi della giunta di Piero Fassino. «Esiste un famoso gruppo che scova recensioni assurde di ristoranti e alberghi ed è pieno di racconti come questo: mamme che lasciano una stella a posti onestissimi denunciando la “discriminazione” perché loro hanno i bambini e dunque deve magicamente e immediatamente spuntare un tavolo per loro, e che sia comodo e con la vista, e che il cibo arrivi subito perché i bambini hanno fame. Il termine usato su quel gruppo per queste persone è “mamma pancina”.

Il fatto che si tratti invece di una delle consigliere della maggioranza che governa Torino spiega molto delle capacità gestionali della nostra amministrazione».

Goebbels e quel pianoforte suonato da Zederackij di Francesco Lotoro

 

Goebbels e quel pianoforte suonato da Zaderackij

Goebbels e quel pianoforte suonato da Zaderackij

Rivoluzionario e politico sovietico di origine polacca, Feliks Dzeržinskij è noto principalmente per essere stato il fondatore e primo responsabile della Čeka, la famigerata polizia segreta bolscevica istituita nel dicembre 1917 per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio nei territori dell’ormai polverizzato Impero russo. Soprannominato Železnyj Feliks (Feliks uomo di ferro) per la sua inflessibile devozione alla causa, Dzeržinskij fu l’organizzatore del più imponente apparato repressivo sovietico durante la Guerra civile in Russia.

Durante le fasi finali del conflitto sul fronte meridionale, la sua esistenza si incrociò con quella del compositore ucraino Vsevolod Petrovič Zaderackij (foto 1), già docente di pianoforte del figlio dello zar ed erede al trono Aleksej Romanov. Dal 1918 al 1920 Zaderackij combatté nella Guerra Civile Russa ma dalla parte del Movimento Bianco nelle fila dell’Esercito Volontario Russo guidato dal generale Denikin.

A causa della sconfitta delle truppe di Denikin, moglie e figlio di Zaderackij guadagnarono il porto di Novorossijsk sul Mar Nero insieme a parenti degli ufficiali del Movimento Bianco per espatriare e salvarsi la vita; Zaderackij, in ritirata con le truppe di Denikin, fu fatto prigioniero dalle truppe dell’Armata Rossa e condannato a morte mediante fucilazione con gli altri ufficiali.

Condotto in una villa padronale confiscata dall’Armata Rossa e adibita a quartiere generale temporaneo dei bolscevichi, il caso volle che nella sala centrale della villa dove furono ammassati gli ufficiali di Denikin in attesa di essere fucilati ci fosse un bel pianoforte a coda; la notte prima della fucilazione Zaderackij suonò il pianoforte per tutta la notte mentre il capo della ČekaDzeržinskij alloggiava al piano superiore della villa intento a firmare ordinanze e decreti di esecuzione capitale.

A una certa ora della notte Dzeržinskij (noto per essere un estimatore musicale) chiese incuriosito chi stesse suonando a pianterreno, le guardie gli risposero che era il musicista Zaderackij; il mattino seguente Zaderackij fu separato dagli altri ufficiali, sul documento di custodia Dzeržinskij scrisse di suo pugno “Sohranit’ žizn’, naznačit’ mesto žitel’stva” (salvare la vita, assegnare un luogo di residenza), gli risparmiò la vita e gli consegnò un salvacondotto per raggiungere il confino a Rjazan’.

Tra aprile e maggio 1940, su proposta di Lavrentij Berija approvata da Stalin, la polizia sovietica si rese responsabile dell’uccisione di 22.000 cittadini polacchi internati dopo l’invasione sovietica della Polonia del settembre 1939 e scelti tra ufficiali dell’esercito polacco, poliziotti, medici, sacerdoti; le vittime furono eliminate con colpi di pistola alla nuca all’altezza della prima vertebra cervicale o dell’osso occipitale utilizzando prevalentemente pistole semiautomatiche Walther PPK di fabbricazione tedesca (sia per l’efficienza meccanica che per sviare successive responsabilità) e seppellite in fosse comuni presso la foresta di Katyn’, Mednoe e Pjatychatky.

Allo scoppio della guerra il sottotenente musicista e compositore polacco Roman Władysław Belohlavek (foto 2) fu richiamato in servizio ma a seguito dell’aggressione sovietica fu catturato e internato presso il campo di verifica di Kozel’sk: il 5 marzo 1940 fu inserito nella lista di liquidazione della polizia segreta sovietica e condotto presso la loro sede di Smolensk. Morì il 7 aprile 1940 mediante colpo di pistola alla nuca presso la foresta di Katyn’, nel 1943 la salma fu identificata durante le esumazioni condotte dalle truppe tedesche.

La musica non salva la vita ma nei momenti più drammatici della Storia offre agli uomini la possibilità di salvarne altri; accadde durante la Seconda guerra mondiale al chazan transilvano Shlomo Katz dopo aver intonato un meraviglioso canto prima di essere fucilato e scaraventato nella fossa comune (l’ufficiale tedesco che lo salvò lo condusse la sera stessa al circolo ufficiali per farlo cantare e al mattino gli diede una bicicletta per farlo fuggire) ma non salvò i musicisti ebrei del lager leopolino di Janowska, giustiziati con un colpo alla nuca dai Trawniki-Männer mentre suonavano in circolo.

La Germania nazionalsocialista perse disastrosamente la guerra, l’Unione Sovietica stalinista si sciolse come neve al sole il giorno dopo la morte di Stalin. Goebbels, invece, ha vinto alla grande.

Ha vinto la malainformazione, la storia riscritta in bella copia che ha fatto scomparire dai libri di storia la catastrofe dei gulag e l’ecatombe umanitaria che si consumò in Europa orientale dopo la Seconda guerra mondiale; hanno vinto le fake news spacciate per indiscutibili notizie giornalistiche mantecate nell’olio della propaganda ideologica, hanno vinto i mistificatori patentati del 7 ottobre degni del grande stregone del Reich che trasformava in vero tutto ciò che era falso e viceversa.

Chi o cosa ci salverà dai nuovi figli e figliastri di Goebbels?

Come sempre, la musica, unico fenomeno atmosferico più solido della roccia nonché impossibile da pilotare, edulcorare, truccare e la produzione musicale di ghetti, lager e gulag è lì a documentazione e difesa a oltranza contro riduzionismi e negazionismi di varia natura.

Dimenticare lo sterminio fa parte dello sterminio, scrisse il regista franco-svizzero Jean-Luc Godard: sta letteralmente accadendo sotto i nostri occhi eppure tutto cesserà allorquando un uomo si accorgerà che al piano di sotto un altro uomo sta suonando al pianoforte.

In quel preciso istante, ci salveremo la vita.