(Agenzia Vista), Macungie, Pennsylvania, Usa, 23 giugno 2026 Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump ha partecipato a un evento politico a Macungie in Pennsylvania. Al termine dell'evento Trump ha ballato Ymca. Courtesy: Casa Bianca Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Dal prossimo 23 giugno al 20 settembre 2026 inaugura alla Galleria Borghese Metamorfosi. Ovidio e le arti, un grande progetto espositivo nato dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam. A cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten, la mostra è stata ideata partendo da un dialogo scientifico condiviso tra le due istituzioni e, dopo la tappa olandese, che terminerà il 25 maggio, approderà a Roma a giugno in una configurazione autonoma e originale.
A partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visione del mondo fondata sul mutamento, sull’instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino.
Gli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Metamorfosi, rendendo questo luogo non solo adatto, ma intrinsecamente legato al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione, concependo l’architettura come dispositivo culturale capace di intrecciare mito, arte e autorappresentazione in un unico, coerente sistema di significati.
Questa vocazione si rafforzò nel Settecento con i restauri voluti da Marcantonio IV Borghese e affidati ad Antonio Asprucci, che riorganizzò gli spazi ponendo le sculture al centro delle sale e integrandole in un apparato decorativo ispirato alle Metamorfosi, dando forma a un contesto in cui la presenza di Ovidio risulta strutturale e pervasiva.
Cuore della mostra sarà dunque l’idea di metamorfosi come principio generativo, capace di attraversare e ridefinire il cosmo, la materia e il corpo; attraverso celebri miti e racconti spesso tragici, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini e conflitti, dando forma visiva a passioni, desideri, astuzie, violenze, inganni e possibilità di redenzione.
Il percorso espositivo restituirà una visione del mondo in cui dei, uomini e natura condividono un destino di trasformazione continua. Accanto a temi ovidiani come l’Amore, l’Aldilà e la creazione del mondo, la mostra indagherà anche il fenomeno dell’Ovide moralisé, riscrittura medievale dell’opera, che ha fortemente influenzato le rappresentazioni dei miti in epoca rinascimentale.
Dai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco fino ad artisti di epoche più vicine a noi – tra cui Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Gerôme, Rodin e Brancusi – l’esposizione metterà in luce la forza visiva e concettuale dei racconti ovidiani.
Intorno all’Apollo e Dafne e al Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, e agli altri capolavori mitologici della Galleria, la mostra riaffermerà l’attualità del mito e il suo ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario europeo.
Il percorso proporrà una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento, evocando la tensione tra ordine e trasformazione, la fluidità delle identità e il rapporto dinamico tra corpo e natura. In questo dialogo tra mito e arte, la metamorfosi si configura non solo come trasformazione fisica, ma come categoria estetica e ontologica, capace di interrogare le relazioni tra tempo, spazio, materia e forma.
Prodotto in collaborazione con il Rijksmuseum, il catalogo della mostra – disponibile in italiano, inglese e olandese – presenta tutte le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi.
La Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno.
Incendiato il Leccio di Belmonte: rogo doloso sfregia l’albero monumentale di oltre 600 anni (tra i più antichi della Toscana)
Una ferita insanabile squarcia il patrimonio naturalistico e storico della Toscana. Nel cuore della notte, un vile attacco incendiario ha gravemente compromesso la sopravvivenza delLeccio di Belmonte, il patriarca verde di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze.
L’esemplare secolare di Quercus ilex, che da oltre sei secoli domina maestoso il crinale collinare compreso tra le frazioni di Grassina e dell’Antella, è stato trasformato in una torcia di fuoco. Le fiamme hanno sfruttato la vulnerabilità della grande cavità naturale presente nel tronco centrale, agendo come una vera e propria fornace che ha carbonizzato il legno in profondità e ha provocato il tragico cedimento strutturale di uno dei rami più imponenti, ora adagiato al suolo tra la cenere.
La reazione istituzionale e la denuncia alle forze dell’ordine
La scoperta dello scempio ha sollevato un’ondata di indignazione immediata in tutta la provincia. Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, non ha usato giri di parole per stigmatizzare la matrice chiaramente dolosa del disastro, annunciando di essersi recato immediatamente a sporgere denuncia formale insieme al vicesindaco Francesco Conti e ai rappresentanti della Misericordia di Firenze nel tentativo di individuare i responsabili di questo vile atto.
Il primo cittadino ha dichiarato, postando le foto sui social:
Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte, l’albero secolare più antico del nostro territorio, con oltre seicento anni di vita. Troppa è la rabbia per un fatto che mi lascia senza parole. Un oltraggio, uno sfregio spudorato a tutta la comunità, a un pezzo della nostra storia, a un vero e proprio monumento. Mentre stavamo lavorando per rendere pubblico il lembo di terra su cui affonda le radici, oggi di proprietà della Misericordia, per farlo riscoprire alle nuove generazioni che hanno potuto vederlo da vicino e ammirarlo solo adesso dopo tanti anni in cui era precluso l’accesso, tocca assistere a questo scempio.
Il progetto di tutela spezzato e le speranze di salvezza
Il drammatico episodio si consuma in un momento cruciale per il futuro dell’area della Fattoria di Belmonte. L’amministrazione comunale, in stretta sinergia con Andrea Rontini e con l’attivazione del comitato civico degli Amici del Leccio, era infatti a un passo dal concludere l’iter per l’acquisizione pubblica del terreno.
Grazie a una lunga battaglia politica e ambientale, il gigante, forte di una circonferenza superiore ai sette metri e di una chioma di trenta metri di estensione, era stato ufficialmente inserito nel prestigioso registro degli alberi monumentali della Regione Toscana e in quello nazionale. Il piano aveva già permesso di riportare le scolaresche e i turisti sotto le sue fronde tramite frequenti visite guidate.
Ora, dopo il tempestivo intervento di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco, la priorità assoluta è salvarlo. Un’operazione molto complessa che sarà affidata ai tecnici botanici, come spiegato da Pignotti:
Insieme al vicesindaco Francesco Conti e alla Misericordia di Firenze ci stiamo recando a sporgere denuncia. Faremo verificare subito lo stato dell’albero. Farò e faremo di tutto per accertare quello che è successo. Chi è responsabile dovrà pagare per questo oltraggio a 600 anni di storia, alla Natura e a tutta la nostra comunità. Noi faremo di tutto per salvare il nostro Leccio di Belmonte.
"Ieri abbiamo avuto le richieste di condanna. Un passo importante, frutto di una ricostruzione eccezionale. Oggi tocca a noi, diremo il nostro punto di vista”. Con queste parole l’avvocata Alessandra Ballerini è entrata nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, dove si tiene una nuova udienza del processo per l’uccisione di Giulio Regeni, a carico degli 007 egiziani. Presente anche la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Ballerini ha commentato anche la mancata collaborazione dell’Egitto, tema ribadito dal procuratore di Roma, Francesco Lo Voi. “Andava detto da quella voce”, ha affermato, sottolineando come molti rappresentanti del governo continuino a sostenere che Il Cairo deve collaborare. “Il procuratore capo ha ribadito che non è così”, ha concluso.
La presidenza del Consiglio dei ministri, tramite l'Avvocatura dello Stato, ha chiesto un risarcimento di due milioni di euro nei confronti dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio del ricercatore italiano. Nel corso del suo intervento in aula, l'Avvocatura ha ricordato come "questo crimine abbia colpito profondamente la comunità italiana" e che gli imputati "hanno leso i diritti di tutela della libertà dei cittadini italiani anche all'estero. Sono stati violati diritti costituzionalmente garantiti".
Legale Regeni: "Giulio non tramava contro regime, non se l'è andata a cercare"
"Giulio dedicava il tempo alla condivisione con gli amici, Giulio era un ricercatore, non una spia né un cospiratore. Non tramava contro il regime, non era uno sprovveduto. Giulio non se l'era andata a cercare. Giulio si faceva e faceva delle domande. In questi anni ho capito chi ha perso l'Italia perdendo Giulio: tutti abbiamo subito un danno". Lo ha affermato l'avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Regeni, nel corso del suo intervento.
"In questi anni ho capito chi ha perso l'Italia perdendo Giulio: tutti abbiamo subito un danno. Ieri pm brillanti hanno ricostruito i fatti io starò nel mio perimetro con una premessa: per me Giulio è Giulio, per l'affetto che accumulato in questi anni. Paola, Claudio, Irene, gli amici hanno deposto in questa aula la loro sofferenza. Ora il processo trasformi la sofferenza in giustizia", ha aggiunto.
La famiglia ha lottato a mani nude contro il regime egiziano
La famiglia Regeni "ha lottato a mano nude contro il regime egiziano, ma non ha mai perso un briciolo di dignità". Spiega Alessandra Ballerini nel corso del suo intervento. "La famiglia Regeni non si è fatta mai contaminare dall'odio. Non hanno mai cercato vendette o punizioni, hanno solo detto 'verità e giustizia' - ha aggiunto -. Da quando Giulio è scomparso alla famiglia non è stato risparmiato nessun tormento. Abbiamo dovuto incontrare esponenti del governo, anche rappresentanti egiziani, non è gli è stato risparmiato nulla. Abbiamo subito persecuzioni e minacce".
Il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Fox News ha sottolineato il sostegno europeo all'azione militare Usa contro l'Iran, rilevando che migliaia di voli sono partiti da basi europee per supportare la missione. "Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l'Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione. Quindi si tratta di un numero enorme." "Se si guarda a tutta l'Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo", ha affermato Rutte. (ANSA).
«Venezia non si Usa».Più veloce delle polemiche scoppiate in Laguna, dove il megayacht era stato messo praticamente «al bando» da ambientalisti e centri sociali per la sua stazza (ma forse ancor più per quello che rappresenta),il "Boardwalk" di Tilman Joseph Fertitta, miliardario e ambasciatore degli Stati Uniti d'America a Roma, ha ridisceso in nottata l'Adriatico, passato lo Stretto di Messina e arrivando finoal molo San Vincenzo del porto di Napoli, dov'è apparso intorno a mezzogiorno di oggi.
Il proprietario dell'enorme natante, dal valore di 150 milioni di dollari e della lunghezza di 77 metri, con ponti su più livelli dei 30 metri d'altezza, del peso di 5.350 tonnellate e con un elicottero a bordo, tanto per delinearne alcune caratteristiche, è stato al centro di un «caso» per il quale era stata investita anche la Prefettura del capoluogo veneto dopo che era stata avanzata la richiesta di attraccare davanti piazza San Marco per «non perdersi - questa l'accusa - la festa del Redentore».
A restare al timone del contenitore pomeridiano di Rai1 sono invece Mara Venier, che pur avendo più volte ipotizzato un possibile addio ha accettato di proseguire su richiesta della Rai, è il direttore Tommaso Cerno, che dovrebbe continuare a occuparsi degli spazi di attualità all'interno del programma.