lunedì 8 giugno 2026

L'ultima trovata di Trump: fra Putin e Zelensky la mediazione di Teofilo III patriarca ortodosso di Gerusalemme ( da Open.online, di Simone Disegni)

 

L’ultima idea di Trump per chiudere la guerra in Ucraina: «Tra Putin e Zelensky medi Teofilo III». Chi è il leader ortodosso che piace agli Usa
L’ultima idea di Trump per chiudere la guerra in Ucraina: «Tra Putin e Zelensky medi Teofilo III». Chi è il leader ortodosso che piace agli Usa

Russia e Ucraina? «Se la sbrighino tra loro». Venerdì il presidente Usa Donald Trump era sembrato certificare il definitivo abbandono dei tentativi Usa di mediazione tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Troppo faticosa e inconcludente quella trattativa – altro che «chiudere la guerra in 24 ore» come Trump sognava in campagna elettorale -, troppo ingombrante per gli Usa la matassa da sbrogliare in Medio Oriente con l’Iran, senza contare la “vera” sfida di lungo termine con la Cina. Quello di Trump non sarebbe un assist all’Europa però, che dopo essere diventata il finanziatore n° 1 di Kiev ora cerca un posto a capotavola di possibili negoziati con la Russia. Secondo la stampa israeliana, il presidente Usa avrebbe in testa idee ben diverse. Niente Draghi, Merkel, Kallas o Costa: Trump ora vorrebbe delegare la mediazione tra Putin e Zelensky a un leader spirituale, il Patriarca ortodosso di Gerusalemme Teofilo III.

L’incontro alla Casa Bianca e l’idea di Trump

Trump ha incontrato Teofilo giovedì scorso alla Casa Bianca. Argomento ufficiale dell’incontro, secondo il resoconto del Patriarcato di Gerusalemme, la libertà religiosa in Medio Oriente – in particolare la tutela della presenza della comunità cristiana e dei relativi siti sacri. Teofilo ha provato ad attrarre l’attenzione di Trump però pure sulle restrizioni alla libertà di culto islamico a Gerusalemme, e nell’occasione gli ha donato la Gran Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro. In un modo o nell’altro deve aver colpito particolarmente il presidente Usa. Forse anche per la coincidenza temporale con l’invio della lettera di Zelensky a Putin, nei conciliaboli deve essere così emerso pure il tema dello stallo nella guerra tra Russia e Ucraina. E secondo fonti citate dal quotidiano israeliano Yediot Ahronot, Trump avrebbe chiesto a Teofilo di fare un passo in avanti e mediare lui tra i capi dei due Paesi in guerra da oltre quattro anni.

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Le «carte» di Teofilo tra Putin e Zelensky

Il Patriarca ortodosso ha infatti già in agenda un incontro con Putin nelle prossime settimane, e la Casa Bianca lo spingerebbe a sfruttare la chance per assumere un ruolo negoziale di primo piano, considerato il valore della sua «figura non politica dotata di autorevolezza religiosa e morale», come guida religiosa ortodossa che gode della fiducia tanto dei russi quanto degli ucraini. Teofilo d’altronde può già vantare risultati diplomatici e umanitari ottenuti in altre trattative passate, ad esempio una delicata mediazione tra Russia e Israele per la liberazione della cittadina americano-isreliana Naama Issachar, finita in prigione nel 2019 con l’accusa di traffico di droga. Secondo l’entourage di Teofilo, riporta Yediot Ahronot, Trump vorrebbe mettere a segno progressi concreti in almeno uno dei grandi conflitti che lacerano il pianeta. Da qui nascerebbe la sua ultima scommessa. D’altra parte è impegnato da anni in analoghi sforzi per conto del Vaticano il Cardinale Matteo Zuppi. Che sin qui, nonostante ripetute missioni e contatti costanti, non è riuscito però a concludere più di una serie di scambi di prigionieri tra Russia e Ucraina.

Londra. Inghilterra, Francia e Germania con Zelensky: Piano per Kiev. E Meloni dove è andata? ( da Il Messaggero)

 

Ucraina, il piano di Londra in 5 punti: linea del fronte congelata, confini e beni russi. Ecco cosa prevede© Ansa

Fermare i combattimenti subito, senza condizioni. È questo il punto di partenza del documento elaborato a Londra nel corso del vertice tra i capi di governo di Francia, Germania e Regno Unito e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L'incontro aveva l'obiettivo di definire le basi su cui costruire un possibile percorso negoziale tra Ucraina e Russia. Nel testo approvato congiuntamente, i quattro leader hanno rivolto un appello diretto a Vladimir Putin affinché accetti l'interruzione immediata delle ostilità.

Lo stato attuale delle linee del fronte costituirebbe il punto di riferimento iniziale di qualsiasi trattativa futura. I firmatari hanno ribadito con fermezza che nessun confine può essere ridisegnato attraverso l'uso della forza militare e che l'Ucraina mantiene il pieno diritto di decidere autonomamente a quali alleanze aderire e con chi stipulare accordi in materia di sicurezza.

Tra le condizioni irrinunciabili figura anche la predisposizione di garanzie di sicurezza solide e con valore legalmente vincolante a protezione di Kiev, da attivare non appena un cessate il fuoco entrasse in vigore. È previsto in particolare il dispiegamento di una forza militare multinazionale, sulla scia degli impegni già assunti a Berlino alla fine del 2025 e a Parigi nei primi mesi del 2026.

Sul fronte economico, il documento stabilisce che i capitali russi attualmente congelati dovranno rimanere bloccati fino a quando l'aggressione non cesserà definitivamente e fino al pieno risarcimento dei danni di guerra. Viene inoltre chiarito che qualsiasi soluzione negoziata dovrà tenere conto degli equilibri di sicurezza del continente europeo, e che ogni scelta che coinvolga Unione Europea o NATO non potrà prescindere dal consenso degli Stati membri.

I leader hanno espresso sostegno alla disponibilità di Zelensky a percorrere la strada della diplomazia e hanno incoraggiato l'avvio di colloqui diretti tra Kiev e Mosca, con il coinvolgimento sia degli Stati Uniti che dei partner europei, per costruire le condizioni di un accordo stabile.