venerdì 7 agosto 2026

Dalla Puglia a Berlino, dopo Vienna, con onore, l'AYSO: Accademia Youth Symphony Orchestra di Bari

  Accademia Youth Symphony Orchestra di Bari torna a rappresentare l’Italia dei giovani talenti musicali partecipando per la prima volta al Festival Young Euro Classic 2026 di Berlino il 16 agosto, dopo aver sorpreso il mondo vincendo per due anni consecutivi il Primo Premio al Summa cum Laude Festival di Vienna, quindi nel ‘25 il Golden Award al World Orchestra Festival sempre a Vienna, dimostrando come anche una giovane realtà del Sud Italia possa stupire per eccellenza proprio nel cuore togato del grande sinfonismo europeo. L’appuntamento corona la tournée che toccherà anche Bari e Lugano.

12 agosto, ore 20:30, Teatro Kursaal Santalucia - Bari
14 agosto, ore 20:30, Festival Ceresio Estate, Lugano (Collina d’oro)
16 agosto, ore 19:00, Konzerthaus Berlino, Festival Young Euro Classic
Nata in seno ad OrchestrAcademy, organizzazione no profit attiva da oltre sette anni nel campo della formazione musicale avanzata e basata su un innovativo modello inclusivo, democratico, gratuito ed internazionale, pensato per aiutare i ragazzi nell’inserimento nel mondo del lavoro, AYSO Orchestra - Accademia Youth Symphony Orchestra – è stata a lungo un progetto virtuoso ed efficace ma conosciuto solo nell’ambito degli addetti ai lavori e nel proprio territorio. Fondata e guidata dalla direttrice artistica e musicale Teresa Satalino, vera agit prop del patrimonio umano italiano, AYSO Orchestra ha sfidato per la prima volta la propria marginalità territoriale nel 2023 e con coraggio e intraprendenza è partita alla volta di Vienna, dove contro ogni previsione e sfidando eccellenze internazionali, ha sorprendentemente vinto per due anni consecutivi, nel ’24 e ’25, il prestigioso Primo Premio al Summa cum Laude Festival. Da allora ha continuato ad inanellare premi di altissimo profilo, come nel ’25 il Golden Award al World Orchestra Festival sempre a Vienna, ed ha avuto così l’occasione di esibirsi in alcune delle sale simbolo della grande civiltà musicale europea, come Musikverein, Smetana Hall, la sede parigina di UNESCO e quest’anno finalmente nel cuore più prestigioso del sinfonismo mondiale, partecipando per la prima volta al Festival Young Euro Classic, in programma dal 31 luglio al 16 agosto al Konzerthaus di Berlino. Il festival infatti – sostenuto da personalità artistiche del calibro di Daniel Barenboim, Iván Fischer e Gidon Kremer - riunisce ogni anno ensemble giovanili provenienti da tutto il mondo e, nell’edizione 2026, presenterà orchestre come il Bundesjugendorchester, la European Union Youth Orchestra, la National Youth Orchestra of the United States of America, e la Sommerakademie der Wiener Philharmoniker
Per l’occasione del 16 agosto AYSO sarà diretta come sempre dalla sua fondatrice e direttrice artistica e musicale Teresa Satalino, alla guida dell’orchestra dal 2018, e si presenterà a Berlino con un organico di circa settanta musicisti under 28 provenienti da tutta Italia ma anche da diversi paesi del mondo, tra cui Giappone, Francia, Spagna e Lettonia, a dimostrazione che la fama internazionale di AYSO è cresciuta con rapidità ed efficacia, sviluppando parallelamente l’importante ruolo di ambasciatrice della nostra eccellenza, peraltro confermata dai costanti inviti in ambito di diplomazia culturale da parte delle nostre Ambasciate e Istituti Italiani di Cultura, fra cui Vienna, Praga, Parigi, Bruxelles e Bratislava. Dunque la partecipazione al prestigioso festival berlinese ribadisce AYSO come protagonista all’interno di un contesto di dialogo internazionale, che favorisce il confronto tra differenti tradizioni orchestrali e la collaborazione tra giovani interpreti provenienti da realtà culturali eterogenee.
Il programma musicale scelto dalla Satalino per il debutto berlinese propone poi un percorso dedicato all’immaginario italiano attraverso tradizione, viaggio, creatività contemporanea e paesaggio simbolico. La selezione dei brani riflette infatti un’idea di repertorio inteso come narrazione culturale, in cui opere di epoche e linguaggi diversi dialogano tra loro per restituire un’immagine plurale dell’Italia.
L’Ouverture Scapino di William Walton apre il concerto evocando la commedia dell’arte; il Notturno op. 70 n. 1 di Giuseppe Martucci introduce la dimensione lirica italiana; il Capriccio italiano op. 45 di Pëtr Il’ič Čajkovskij offre una lettura luminosa e popolare dell’Italia, ispirata ai viaggi del compositore e alle suggestioni sonore raccolte durante il suo soggiorno nel Paese. La prospettiva contemporanea è affidata alla prima esecuzione assoluta di Ritual del compositore Domenico Turi, un brano che rielabora materiali legati ai rituali del Sud, alle cantilene arcaiche e alla dimensione ancestrale della cultura popolare italiana, trasformandoli in un linguaggio orchestrale stratificato e attuale. Il programma si conclude con Pini di Roma di Ottorino Respighi, in cui il paesaggio italiano assume una dimensione evocativa e simbolica attraverso una scrittura orchestrale di grande forza immaginativa. La scelta dell’impaginato riflette la linea artistica di AYSO, che si colloca nel solco del grande sinfonismo europeo, prediligendo organici ampi e una progettualità che affronta repertori complessi con un approccio rigoroso, coraggioso e orientato alla ricerca di nuovi confini espressivi. Teresa Satalino dichiara: «La partecipazione al Festival Young Euro Classic rappresenta una tappa importante nel percorso internazionale dell’orchestra. AYSO nasce per offrire ai giovani un ambiente di alta formazione sinfonica gratuito, inclusivo e competitivo a livello europeo, e questo invito conferma la solidità della nostra missione.».
Francesco Pollice, Presidente del CIDIM, afferma: «Siamo accanto a Teresa Satalino che con impegno, passione e alta professionalità è l’energico ed efficace motore dell’Orchestra AYSO, progetto di riconosciuto valore formativo ed artistico che merita di essere sostenuto. Il CIDIM apprezza l’originalità e qualità di AYSO ed è impegnato a promuoverne l’attività in Italia e all’estero.»
La presenza di AYSO al Festival Young Euro Classic rappresenta dunque un’importante occasione di confronto con alcune delle principali realtà giovanili internazionali e un momento significativo nel percorso dell’orchestra all’interno del panorama europeo, pur mantenendo salda la propria identità gratuita nata dall’esperienza di vita in un territorio del nostro paese dove accedere all’alta formazione è spesso ancora un doloroso privilegio, che esclude a priori molti talenti dalla possibilità di vero sviluppo delle proprie doti.
Il tour internazionale di AYSO è sostenuto da Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Cultura – Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo, Regione Puglia, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica e dai sostenitori privati OVS, TopCon, Bruno Generators, Deda.Next, Vinella, Meit e dai partner tecnici Orienta, Lanit Tercom e l’Arancia. 
AYSO Orchestra, si è distinta sulla scena internazionale vincendo per due anni consecutivi il Primo Premio al Summa cum Laude Festival di Vienna e, nel luglio 2025, ha conseguito il Golden Award al World Orchestra Festival di Vienna. I musicisti di AYSO ha avuto l’onore di suonare in alcune delle sale più prestigiose d’Europa – dalla Golden Hall del Musikverein alla Konzerthaus di Vienna, dalla Smetana Hall di Praga alla Haydn Saal di Palazzo Esterházy – e di rappresentare l’Italia in contesti di alta diplomazia culturale presso le Ambasciate e gli Istituti Italiani di Cultura di Vienna, Praga, Parigi e Bruxelles, Bratislava fino alla performance presso la sede parigina dell’UNESCO.

In fin di vita Khamenei jr.? ( TGCom 24)

 

Iran, chi può succedere a Mojtaba Khamenei e perché la Guida Suprema non è l'unico vero fulcro del potere
Iran, chi può succedere a Mojtaba Khamenei e perché la Guida Suprema non è l'unico vero fulcro del potere© Afp

La notizia - non confermata - delle "gravissime condizioni" in cui verserebbe l'ayatollah Mojtaba Khamenei non giunge come un fulmine a ciel sereno. Dal raid sul compound a Teheran, in cui ha perso la vita il padre e suo predecessore Ali Khamenei, la Guida suprema dell'Iran non ha mai mostrato il suo volto in pubblico. Per mesi sono circolate solo voci di corridoio e bisbigli: c'erano quelli convinti di averlo visto mascherato alle esequie pubbliche del padre, quelli che fosse stato ferito in maniera così grave da non poter nemmeno parlare. Ma c'è anche chi è convinto che quei messaggi scritti e affidati alle televisioni di Stato, unico modo finora adottato da Mojtaba per parlare al suo popolo, siano in realtà opera di altri, forse dei pasdaran. Se davvero, come ha anticipato in esclusiva IranWire, l'ayatollah fosse sul letto di morte, si aprirebbe una seconda battaglia politica nei palazzi di Teheran. Chi sono i possibili candidati a prendere il suo posto? E la morte di Khamenei potrebbe cambiare gli equilibri interni?

Dalla Meloni il panegirico di Guccini "anche se non ne sarebbe contento" ( da Il Messaggero) Dove trova il tempo per interessarsi anche di un cantautore di sinistra sinistra? ( P.A.)

 

Guccini, Meloni: «Continuerò a cantare le sue canzoni, anche se non ne sarebbe contento»© Ansa

«Continuerò a cantare le sue canzoni, nonostante probabilmente non ne sarebbe contento». Giorgia Meloni saluta così Francesco Guccini, che più volte, dal suo arrivo a Palazzo Chigi, non ha nascosto la sua avversione alla politica della premier, a partire dalla riscrittura di Bella Ciao a seguito della vittoria elettorale del centrodestra alle ultime politiche.

Una posizione in linea con le idee politiche del cantautore, che però la leader di Fratelli d'Italia ha sempre detto di apprezzare, tanto che l'avrebbe voluto anche ad Atreju diversi anni fa, ottenendo un secco rifiuto dall'artista. 

Meloni e il tributo a Guccini

«Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani - ha scritto Meloni in serata - E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. 'Cirano' e 'Cristoforo Colombo' sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale».

«Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni - ha assicurato -. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l'ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto - al di là delle differenze - sarà sempre la mia bussola».

Video correlato: Quando Guccini intonava "Bella Ciao" contro «l'invasore» Meloni. Giorgia: «Continuerò a cantare le sue canzoni» (Il Messaggero)

Le polemiche passate

Il riferimento della premier non è solo alla citata versione Bella Ciao, in cui Guccini parla dei «fasci della Meloni» al potere, ma anche alle interviste rilasciate in più occasioni. Il cantautore ricordava che la premier «ha voluto mantenere la fiamma nel simbolo del suo partito» e che dunque poco contava il fatto che il fascismo fosse già morto quando lei era nata. Ospite a Propaganda Live nel 2022, criticò fortemente l'avvento del nuovo governo. «Adesso è il momento della Meloni, dalla destra, che si tira dietro Salvini e Berlusconi - disse -. Bene, godetevela voi. Hai voluto la bicicletta? Pedala». Nel corso dell'intervista tornò anche sull'invito a partecipare ad Atreju, ricevuto diversi anni addietro.

«Ebbi una telefonata da Meloni e io non sapevo neppure chi fosse - raccontò Guccini -. Voleva che partecipassi a un incontro ad Atreju. Io cortesemente rifiutai, come era ovvio». In serata è arrivato anche l'omaggio del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che definisce Guccini «uno dei maggiori interpreti della canzone d'autore italiana, meritevole di un ricordo unanime al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica». «Il suo amore per la libertà, espresso nella forma di un personale socialismo libertario - prosegue -, ne fece il cantore del sacrificio praghese di Jan Palach così come l'originale custode del senso delle radici».

giovedì 6 agosto 2026

Ghiacciai. Scomparso quello della Marmolada. Istantanea per i negazionisti del cambiamento climatico

 

La scomparsa del ghiacciaio della Marmolada documentata da due foto
La scomparsa del ghiacciaio della Marmolada documentata da due foto© Provided by ANSA

(ANSA) - BOLZANO, 06 AGO - Due fotografie scattate a 12 anni di distanza documentano la rapida riduzione del ghiacciaio della Marmolada. A proporre il confronto è il gruppo Facebook "Passione Neve & Montagna", che ha affiancato due immagini prese dalla stessa webcam il 6 agosto 2014 e il 6 agosto 2026.

Se dodici anni fa il pendio in quota si presentava ancora come un'unica distesa bianca, allo stato attuale si notano soltanto alcune lingue di ghiaccio isolate. Lo scioglimento dell'apparato glaciale è stato ulteriormente accelerato dall'attuale ondata di caldo estremo: in Trentino lo zero termico si mantiene saldamente oltre i 4.000 metri da diversi giorni, senza che si preveda al momento un'inversione di tendenza. (ANSA).