La riforma dei rimborsi per le spese mediche entra ufficialmente nell’agenda politica in vista della prossima legge di Bilancio 2027. Al centro del confronto c’è il cosiddetto cashback sanitario, un meccanismo pensato per accorciare drasticamente i tempi d’attesa dei cittadini, permettendo loro di recuperare il 19% dell’importo versato per visite specialistiche, esami clinici e farmaci senza dover attendere i canonici dodici mesi della dichiarazione dei redditi.
Ad oggi, secondo l’articolo 15, comma 1, lettera c) del D.P.R. 917/1986, lo Stato italiano riconosce una detrazione Irpef pari al 19% sui costi legati alla salute, ma ci sono dei vincoli ben precisi:
- La franchigia fissa: Il rimborso non scatta sul totale complessivo, ma solo sulla quota che eccede la soglia minima di 129,11 euro.
- Le tempistiche: Il recupero di queste cifre avviene tramite la presentazione del Modello 730 o del Modello Redditi l’anno successivo a quello della spesa. Chi effettua una prestazione sanitaria nel corso del 2026, ad esempio, otterrà il beneficio economico solo nel 2027. Stiamo quindi parlando di una lunga finestra di attesa.
La nuova misura, fortemente voluta da Forza Italia, guarda con particolare attenzione alle fasce sociali a basso reddito. L’attuale sistema di detrazioni crea infatti una forte disparità a causa dell’incapienza fiscale: i contribuenti che versano pochissima Irpef (o che ne sono esenti) finiscono per perdere lo sconto, poiché non hanno imposte sufficienti da cui sottrarre la cifra. Se il cashback sanitario venisse strutturato come un vero e proprio rimborso diretto ed erogato anche a chi non ha capienza fiscale, rappresenterebbe una tutela fondamentale per le famiglie più fragili. Questo argomento, dunque, avrà sicuramente bisogno di approfondimenti.
L’eventuale transizione verso il cashback non partirebbe da zero, potendo contare su pilastri normativi già consolidati. In primo luogo abbiamo l’obbligo del pagamento elettronico. La detrazione del 19% è infatti già subordinata all’uso di carte, bancomat o bonifici. Il pagamento deve essere tracciabile. I contanti sono accettati solo nelle strutture pubbliche, o private ma accreditate con il Servizio sanitario nazionale.
Nel nuovo sistema cashback potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale la tessera sanitaria, impiegata per calcolare ed erogare i rimborsi.
In attesa di un possibile via libera, sono tanti i punti che devono ancora essere chiariti. Devono essere determinati i tetti di reddito per accedere al cashback, o i limiti massimi erogabili per ciascun cittadino. Bisogna poi chiarire su quali coperture finanziarie si potrà fare affidamento per sostenere questa misura.



