mercoledì 29 aprile 2026

Colabianchi prossimamente SILURATO? ( Dagospia, da La Stampa art. di Alberto Mattioli)

 


colabianchi venezi

DOPO IL SILURAMENTO DI "BEATROCE" VENEZI, ADESSO TRABALLA ANCHE COLABIANCHI: I LAVORATORI DEL TEATRO HANNO MESSO NEL MIRINO IL SOVRINTENDENTE CHE NON VUOLE RINUNCIARE ALL’INCARICO – MATTIOLI: “L'UOMO FA PERFINO TENEREZZA, SBALLOTTATO COM'È DAGLI ORDINI DEI GERARCHI ROMANI CHE PRIMA GLI IMPONGONO DI ARRUOLARE VENEZI E POI DI LICENZIARLA. COME POSSA RESTARE ALLA GUIDA DI UN TEATRO DOVE A A OGNI CONCERTO TUTTO IL PUBBLICO APPLAUDE CHI GLI URLA DI DIMETTERSI È UN MISTERO. LA RESA DEI CONTI AVVERRA’ DOPO LE ELEZIONI A VENEZIA” (I SONDAGGI DANNO IL CENTROSINISTRA AVANTI) – PER LA SOSTITUZIONE DI VENEZI TRA I FAVORITI C’È MARKUS STENZ, AMATO DALL’ORCHESTRA PER AVER APPENA BEN DIRETTO “LOHENGRIN”

Alberto Mattioli per “la Stampa” - Estratti

 

E adesso alla Fenice che succederà? Se Beatrice Venezi per ora resta nella Pampa, chi pare non voler rinunciare all'incarico è il sovrintendente e direttore artistico, Nicola Colabianchi.

colabianchi venezi

 

L'uomo fa perfino tenerezza, sballottato com'è dagli ordini dei gerarchi romani che prima gli impongono di arruolare Venezi e poi di licenziarla. Come possa restare alla guida di un teatro dove a ogni recita e a ogni concerto tutto il pubblico applaude chi gli urla di dimettersi è un mistero. Lui è bravissimo a fare finta di niente, come se questo disastro planetario non lo riguardasse. Ma si sa che la destra egemonica vive in un mondo distopico dove la realtà non esiste, quindi Venezi può essere una grande direttrice e il ministro Giuli confermare «piena fiducia» a un sovrintendente che finora ha fatto solo disastri.

 

I lavoratori però non mollano e, dopo la testa di Venezi, chiedono anche quella di Colabianchi, come in una Salomè al quadrato. E la recente esperienza dimostra che questi veneziani sono determinatissimi. In ogni caso, la resa dei conti non avverrà prima delle comunali di fine maggio.

 

STRISCIONE SU COLABIANCHI VENEZI

I sondaggi danno ampiamente in testa il candidato del centro-sinistra, Andrea Martella, che ha già annunciato di voler "resettare" il teatro, intento che implicherebbe di sostituirne il sovrintendente.

 

L'operazione tuttavia non è facile, perché il sindaco è sì il presidente della fondazione, ma c'è un consiglio d'indirizzo dove siedono altri quattro membri, uno solo dei quali di nomina comunale: un altro è indicato dalla Regione (di destra) e due dal ministero (idem). Anche per un eventuale commissariamento ci vorrebbe un intervento del Mibac. Certo che è difficile restare sovrintendente avendo contro i lavoratori, il pubblico ed eventualmente il sindaco: in un anno appena a Venezia, Colabianchi è riuscito a realizzare quest'unanimità al contrario.

 

BEATRICE VENEZI

Altro capitolo, la sostituzione di Venezi dopo una direzione musicale finita prima di iniziare. Escludendo Pino Insegno (si scherza), in zona destra ci sarebbero Alvise Casellati, figlio di, che però fa il direttore artistico al Massimo di Palermo, e Alberto Veronesi, altro figlio di, nel qual caso forse l'Orchestra chiederebbe di richiamare Venezi. Ai professori piace Markus Stenz, che ha appena diretto benissimo Lohengrin, ama riamato l'Orchestra, ha standing internazionale e lunga dimestichezza con la Fenice, insomma è il contrario di Venezi..

Cortona. Festival NUME ( da GdM, di Stefano Nardelli)

 A Cortona, tra le pietre antiche e gli scorci che si affacciano sul Lago Trasimeno, torna uno degli appuntamenti più stimolanti e riconoscibili del panorama musicale italiano: NUME Academy & Festival 2026. Dal 17 al 26 giugno il borgo toscano diventa crocevia internazionale della musica classica, capace di mettere in dialogo grandi interpreti e giovani talenti in un equilibrio raro tra alta formazione e programmazione artistica. Cuore del progetto è infatti l’Academy d’archi, che anche quest’anno ha selezionato 13 musicisti tra oltre 350 candidature provenienti da tutto il mondo, offrendo loro masterclass gratuite con docenti di altissimo profilo. Accanto alla dimensione formativa, il Festival propone concerti cameristici, recital e appuntamenti speciali, disegnando un’esperienza immersiva in cui il pubblico può assistere anche alle lezioni, vivendo da vicino il processo creativo e didattico.

A guidare l’Academy una faculty giovane e già affermata a livello internazionale, con nomi come Stella Chen, Andreas Brantelid, Vlad Stanculeasa ed Ettore Causa, affiancati da guest star del calibro del pianista Robert Levin, del violoncellista Torleif Thedéen, del violinista e direttore Nikolaj Szeps-Znaider e del violista Lars Anders Tomter. «Un’esperienza ambita e prestigiosa», capace di trasmettere «una visione concreta, contemporanea e profondamente credibile del mestiere musicale», sottolinea l’organizzazione, evidenziando il valore di un progetto che unisce eccellenza artistica e attenzione alle nuove generazioni. L’entusiasmo è palpabile non solo tra gli studenti, ma anche tra i docenti e gli ospiti internazionali, coinvolti in un dialogo continuo che rende NUME un laboratorio vivo e in costante evoluzione.



Il programma si apre il 17 giugno con “Fleur à ses Amis”, concerto inaugurale con la mezzosoprano Fleur Barron, seguito il 21 giugno da uno degli eventi più attesi, “Legends: A Stradivari Night with Robert Levin”, che vedrà protagonisti tre straordinari strumenti di Stradivari. Il 22 giugno riflettori su “To My Friends” con Nikolaj Szeps-Znaider, serata dedicata al tema dell’amicizia nella musica da camera. Spazio poi alle nuove generazioni con i concerti “Next Gen” del 23 e 24 giugno, mentre il 25 e 26 giugno il festival si chiude con “Tramonti” e “Nostalgia”, due appuntamenti di forte intensità emotiva. Attorno al nucleo centrale, il progetto si espande con “NUME Risonanze” e numerose attività sul territorio, tra laboratori, incontri e concerti diffusi, confermando la vocazione di Cortona a diventare un punto di riferimento stabile per la formazione musicale d’eccellenza.

martedì 28 aprile 2026

La Politica dietro il licenziamento di B.V. dalla Fenice. Il prossimo mese si vota a Venezia per il Comune ( Dagospia). Ora anche Colabianchi deve fare attenzione, se sgarra, Meloni lo affonda ( P.A.)

 


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 DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

Grazia a Nicole Minetti. Cosa non torna sull'adozione e le cure del bambino, che non è orfano

 

Cosa non torna secondo l'inchiesta sul caso della grazia a Minetti: il bimbo non è orfano

Secondo un'inchiesta del Fatto Quotidiano, l'ex igienista dentale di Berlusconi avrebbe dichiarato il falso riguardo alla condizione sua e di suo figlio adottivo: tutta la procedura di adozione sarebbe costellata di opacità- La donna aveva ottenuto la grazia dalla Presidenza della Repubblica lo scorso febbraio, su indicazione del ministero della Giustizia, perché il bambino era affetto da una grave patologia. Questa versione è stata messa in discussione dalle ultime notizie giornalistiche: è vero che il bambino ha sofferto di una grave patologia che ha richiesto costose cure, ma non sarebbe orfano

Il minore, adottato in Uruguay e "abbandonato alla nascita" secondo un'istanza depositata dai legali di Minetti, avrebbe in realtà due genitori naturali, stando agli atti del Tribunale di Maldonado. Minetti e l'imprenditore Giuseppe Cipriani, suo compagno –  che compare più volte negli Epstein Files.  – avrebbero quindi intentato una causa verso i due genitori per togliere loro la patria potestà sul bambino.

Uno degli aspetti controversi della vicenda, sollevato dal Fatto, è legato proprio al fatto che il bambino avrebbe una madre biologica in Uruguay, che risulterebbe scomparsa nel febbraio del 2026. E dunque il bambino non sarebbe orfano. Mentre la legale che difendeva la mamma biologica è morta carbonizzata dopo che Minetti aveva fatto causa per ottenere l'affidamento del bambino.

Media Uruguay dicono che l'avvocata della madre biologica "morì accidentalmente"

Il sito uruguaiano Montevideo Portal in un lungo articolo dedicato al caso di Nicole Minetti e alle ricostruzioni dei media italiani che hanno messo in relazione la legale morta nel rogo ai genitori biologici del bimbo preso in affido in Sudamerica, scrive che la legale è morta in un incidente. "Nel novembre 2025, una terza perizia richiesta dal procuratore Sebastián Robles ha confermato la tesi dell'incidente: il rapporto ha indicato che l'incendio, costato la vita agli avvocati Mercedes Nieto e Mario Cabrera nel giugno 2024, è stato causato dall'esplosione di una stufa, smentendo una consulenza privata presentata dalla famiglia, che invece sosteneva l'ipotesi dell'omicidio con segni di ‘accanimento'", si legge.

Il sito affronta anche la vicenda della presunta madre biologica del bambino, María de los Ángeles González. "González Colinet, uruguaiana di 29 anni, è ufficialmente scomparsa. Il ministero dell'Interno dell'Uruguay ha diffuso un avviso nazionale con la sua foto il 14 aprile 2026. L'ultima traccia della donna risalirebbe a metà febbraio" in un quartiere di Maldonado, città del sud-est dell'Uruguay.

Ospedali di Padova e Milano: "Mai curato quel bambino"

Il Fatto Quotidino ha sollevato dubbi sulle cure mediche di cui necessiterebbe il bambino. Nell'istanza di grazia concessa all’ex igienista dentale si dice che già nel 2021 Minetti aveva portato il bambino negli Stati Uniti per un delicato intervento chirurgico al Boston Children's Hospital, dopo due pareri contrari all'operazione del San Raffaele di Milano e dell'ospedale di Padova. L'istanza firmata dai legali di Minetti specifica che l'intervento a Boston non sarebbe stato risolutivo, tanto che all'ultimo controllo del 16 aprile 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni.

Ora però il professor Luca Denaro, direttore dell'Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell'Azienda Ospedale Università di Padova sostiene di "non avere mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti" e conferma "di non avere mai avuto in cura il bambino".

Teatro La Fenice. Colabianchi si giustifica ( da LaPresse)

 

La Fenice, il 2 giugno e il no all'Inno: cosa è successo© LaPresse

Nicola Colabianchi, sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, in un’intervista al Fatto Quotidiano è tornato sulla decisione di interrompere la collaborazione con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. “È successo che c’erano state dichiarazioni di Venezi (a La Naciòn il 23 aprile ndr) che mettevano in dubbio la credibilità e la competenza dell’orchestra e del teatro. Io prima ne ho preso le distanze, dopodiché la mia decisione non poteva che essere questa. La direttrice ha perso la sua posizione perché non mostrava fiducia e stima nel personale dell’istituzione”. Quelle al giornale argentino non erano, però, le prime dichiarazioni dure di Venezi. “La prima volta che le ha fatte, appena rientrata in Italia – spiega Colabianchi – sembrava una giovane artista ferita nell’orgoglio, che non si sentiva trattata bene per il curriculum, per l’età. La seconda è stata una reiterazione di una critica francamente inaccettabile. La decisione era obbligata“.

Teatro La Fenice: “Su Beatrice Venezi scelta obbligata, vista una volta sola”

Con Venezi, racconta, in sette mesi si sono visti “una volta sola, con anche il sindaco (di Venezia, Luigi Brugnaro), sarà stato in ottobre”. Il ministro Giuli ha appoggiato la decisione di Colabianchi ma con lui, precisa il sovrintendente, “non ne avevamo parlato, la scelta è mia, ma lo ringrazio per la fiducia istituzionale che conferma la correttezza di quanto fatto. Se il fatto che Mazzi, da sottosegretario sia diventato ministro del Turismo ha aiutato a trovare una via d’uscita? Assolutamente no, con Mazzi c’è un rapporto perfetto. Il rapporto di fiducia si è rovinato per le dichiarazioni della direttrice Venezi”. Con i lavoratori e gli abbonati, che avevano contestato la nomina di Venezi “conto si apra una fase positiva, spero si rimetta il dialogo nel giusto binario. Il pubblico della Fenice può aspettarsi una stagione ai massimi livelli”.

Colabianchi si dice dispiaciuto perché non si è riusciti “in tutto questo tempo ad avere un incontro preliminare con l’orchestra, la direzione di un’opera. Io lo volevo assolutamente, avevo fatto diverse proposte, ma non ci siamo riusciti. Se l’incontro è stato rifiutato da Venezi? Diciamo che non ci sono state le condizioni. Un gesto di distensione avrebbe aiutato, un incontro professionale con l’orchestra, conoscitivo, sarebbe servito”.

Venezi: “Io offesa e bullizzata”

Dopo l’interruzione del rapporto di collaborazione con la Fenice Beatrice Venezi ha detto la sua. “Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata , calunniata, offesa e bullizzata, su social, giornali, Tv, in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera”, ha scritto la direttrice d’orchestra in una nota.

Rsu: “Lavoratori ricevono insulti e minacce di morte”

In giornata è arrivata anche la denuncia della Rsu della Fenice. “Le lavoratrici e i lavoratori del Gran Teatro la Fenice in questi giorni stanno ricevendo, soprattutto sui social, valanghe di insulti e minacce, anche di morte. Vogliamo far sapere che ci siamo già rivolti ai nostri uffici legali per difenderci da tanta inutile meschinità”, fanno sapere.

“I rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori mai e sottolineiamo mai, hanno offeso o calunniato né la Maestra Venezi né nessun’altra persona o istituzione – proseguono – La nostra istanza, durata sette mesi, è stata costantemente e unicamente finalizzata al ripristino di quella ordinaria prassi consolidata che garantisce un clima di fiducia e rispetto, presupposto indispensabile per la gestione di un Teatro e che garantisce la più alta resa artistica possibile”. 

Teatro La Fenice. Solidarietà obbligata, ma 'pelosa' e 'non disinteressata' di Colabianchi, sovrintendente, a tutti i dipendenti del teatro oggetto di insulti e minacce

 

Colabianchi, 'solidarietà a tutti i dipendenti La Fenice minacciati'© Provided by ANSA

 Il sovrintendente del Teatro La Fenice Nicola Colabianchi esprime in una nota "la più ferma e sincera solidarietà a tutti i dipendenti del teatro che, in questi giorni, sono stati oggetto di minacce, anche di estrema gravità sui social del teatro e sui profili social personali. Tali episodi - si legge - sono inaccettabili e profondamente lesivi non solo della dignità delle persone coinvolte, ma anche dei valori fondamentali di rispetto, civiltà e convivenza che devono sempre caratterizzare la nostra comunità". "A tutti i lavoratori colpiti va il pieno sostegno della Fondazione, con l'auspicio che quanto accaduto non si ripeta e che ogni forma di intimidazione venga fermamente contrastata. Confido - prosegue Colabianchi - che si possa ristabilire in tempi rapidi un clima sereno e costruttivo, che consenta a ciascuno di svolgere il proprio lavoro con la necessaria tranquillità e dedizione, restituendo al teatro quel contesto di armonia e collaborazione che da sempre ne rappresenta l'essenza".

Il sovrintendente sottolinea poi che la Fenice, "forte di una storia prestigiosa, e la sua orchestra, composta da professionisti di altissimo livello, devono continuare a essere un luogo di eccellenza artistica, dialogo e rispetto reciproco".

La solidarietà di Colabianchi arriva a seguito di una nota della Rsu della Fenice che ha fatto sapere che le lavoratrici e i lavoratori "stanno ricevendo, soprattutto sui social, valanghe di insulti e minacce, anche di morte". (ANSA).