Chi ha pensato, anche per un attimo, che potesse concludersi diversamente la brutta storia di B.V. prima nominata direttore ( al maschile) musicale dell'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, e poi cacciata , a suo dire, in malo modo attraverso comunicato, ha preso un abbaglio.
Mai e poi mai sarebbe potuto accadere che, ad ottobre, quando la donna giovane e bella direttrice si sarebbe dovuta presentare per la sua prima prova, sul podio dell'Orchestra del teatro veneziano, venisse accolta con favore, o senza apparente ostilità.
Può un direttore dirigere un'orchestra della quale, non per prove andata male, senza aver mai messo piede in teatro, ha detto peste e corna? Accusa che la direttrice, cacciata dal teatro ha girato a sua volta all'orchestra ed allo stesso sovrintendente che, a suo dire, dopo averla nominata, per ordini superiori, non l'avrebbe difesa come e quando doveva?
La storia inizia, siamo convinti, male, quando la direttrice, di famiglia neofascista ( ma questo non conta, a dispetto delle motivazioni insistenti in sua difesa della sua stessa parte politica!) dichiara il suo amore sco09nfinato per Giorgia Meloni: donna, giovane, prima Premier in Italia. La quale, in tutta risposta, non tarda a dichiarare la sua ammirazione per una direttrice d'orchestra, che, chiaramente ( avverbio che la Premier usa decine di volte in ogni sua apparizione pubblica!!!) non può valutare dal punto di vista strettamente musicale.
Non è il suo mestiere, e questo possiamo perdonarglielo. Mentre non possiamo fare altrettanto per la sua continua determinazione a indicare e volere in ogni campo, per incarichi anche di grande responsabilità e prestigio, persone a tutti note per la loro fedeltà al partito delle 'Sorelle d'Italia', piuttosto che per la necessaria riconosciuta competenza . Alle 'Fratelle d'Italia' questo l'hanno rimproverato anche noti esponenti della loro stessa parte politica.
Torniamo a B.V. La sua carriera, iniziata prima che Giorgia Meloni salisse al Governo, si era svolta fra normale 'gavetta' e tiepide attestazioni di stima - a differenza di quanto accaduto a molti altri giovani che, in questa o quella professione musicale, hanno mostrato evidenti segni di genialità, maturazione e competenza, a dispetto dell'età.
Questo è ciò che è accaduto a B.V. Non vengano a raccontare storie diverse.
Poi arriva, sempre per la ragione che Lei è donna giovane e bella e tiene in mano la bacchetta, la sua apparizione sul palco di Sanremo che certamente non rappresenta per una direttrice d'orchestra, una vetrina di eccellenza ( basta guardare quelli che fanno il suo stesso mestiere durante il festival per mettersi letteralmente le mani nei capelli: dilettanti allo sbaraglio, che, dobbiamo e vogliamo dirlo, non è il caso di B.V.)
Accade poi che Giorgia Meloni diventi Premier e che le due donne stringano un sodalizio per reciproco sostegno: B.V. loda la premier (che naturalmente la pensa come Lei, anche se senza tessera di partito); e la Premier alla disperata ricerca di qualcuno che possa avviare una egemonia della Destra nel settore della cultura, fa conto su di lei.
Comincia così questa storia che porterà i servi sciocchi del potere a voler assecondare questo patto, e le due dirette interessate (Giorgia e Arianna) a dar ordine di candidarla in ogni dove.
E così la giovane donna bella ma ancora acerba direttrice d'orchestra viene proposta in tutta la Penisola ed anche fuori, laddove arriva la mano governativa: istituti di cultura all'estero, manifestazioni istituzionali, comparse promozionali.
Naturalmente mancando una solida preparazione, a gavetta non ancora completata, arrivano i primi inciampi, che la Destra con tutto il codazzo di incapaci e dilettanti si affretta ad attribuire alle idee politiche della direttrice.
Mentre non è così. I suoi maestri - interpellati privatamente - ci hanno detto che era una studentessa diligente, ma che prima di esporsi come lei ha fatto, avrebbe avuto bisogno di lavorare ancora per non deludere le aspettative accese dal solito mix :'donna, giovane, bella'. Insufficiente per una carriera. E Lei non l'ha fatto. Ha contato eccessivamente sull'appoggio del Partito al Governo, che ha ufficializzato in più occasioni la sua appartenenza e fedeltà, con premi ed attestazioni di eccellenza, senza valore e credibilità, che, lo ripetiamo, lei ancora non ha, ma forse avrà in futuro - glielo auguriamo.
La Destra ha avuto la risposta facile a tali contestazioni: ma perchè la sinistra non ha fatto altrettanto in passato? A noi vengono in mente i casi di Gioacchino Lanza Tomasi o Michelangelo Zurletti. Questi due nomi, fra i tanti che potremmo citare, erano in cima alla lista dei professionisti del partito da sistemare, e venivano, fino a quando non sono stati poi sistemati, candidati ad ogni incarico che si rendeva disponibile in campo musicale. Naturalmente stiamo parlando di professionisti competenti , benché sistemati per la stessa logica. Il caso di B.V. è chiaramente opposto, trattandosi di una direttrice le cui capacità sono in molti a ritenere modeste (e noi siamo, modestamente, fra questi).
Arriva però il momento in cui la direttrice scalpita per ottenere un incarico. E allora, il già miracolato Colabianchi ( miracolato, per il suo incarico alla Fenice), forse spinto dalle 'Fratelle d'Italia', od anche semplicemente per ingraziarsele di più e ringraziarle del miracolo ricevuto, la nomini direttrice musicale . Senza nessuna interlocuzione - come si usa dire spesso oggi - con l'Orchestra, imponendola, senza valutare le possibili conseguenze, anche sindacali, di tale co0mportamento. E inizia il calvario per una direttrice che se avesse continuato a lavorare nelle periferie del mondo forse avrebbe potuto col tempo avvicinarsi ai centri che contano. Dove, lo ripetiamo, lei ancora non ha messo mai piede, mentre lo hanno potuto mettere alcune sue colleghe donne anch'esse, anche senza il partito alle spalle, evidentemente molto brave.
Naturalmente la donna giovane bella ma inesperta, ha pensato che l'appoggio delle 'Fratelle d'Italia' avrebbe avuto la meglio sulla sfiducia e ostilità dell'orchestra, e così ha cominciato non un avvio di collaborazione, ma una guerra aperta, e tutto sommato, il licenziamento l'ha salvata da una conclusione ancora più drammatica del licenziamento. Quella di esser letteralmente cacciata dall'orchestra, sfiduciata. Altro che il semplice, anche innocuo?, telegramma, come ha fatto Colabianchi.
Adesso perchè alla storia iniziata male e finita peggio si metta la parola fine, è necessario che Colabianchi che è , irresponsabilmente, all'origine, di molti dei mali di B.V. , si dimetta.
E cosa resta da fare a B.V.? Andarsene in Argentina, dove si sente a casa sua, continuare a studiare e lavorare, per migliorare, ma tenendosi alla larga dall'Italia, anche dovessero richiamarla, perchè Le farebbero comunque del male.