domenica 24 maggio 2026

Laurea honoris causa incanto popolare a Sal Da Vinci, dal Conservatorio di Benevento ( da ScreenWord) Una laurea in Italia, non si nega a nessuno, specie poi se si tratta di farsi pubblicità (P.A.)

 

Laurea honoris causa a Sal Da Vinci in canto pop: scoppia la polemica, ma il direttore del Conservatorio difende la scelta

Il prossimo 30 giugno il Conservatorio statale di Musica Nicola Sala di Benevento conferirà a Sal Da Vinci una laurea honoris causa in canto pop. Una decisione che ha immediatamente diviso l’opinione pubblica, trasformando quello che dovrebbe essere un normale riconoscimento accademico in un vero e proprio caso nazionale. Da un lato c’è chi celebra l’apertura di un’istituzione classica alla musica contemporanea, dall’altro chi vede in questa scelta un pericoloso cedimento ai gusti del grande pubblico, una deriva lontana dagli standard accademici tradizionali.

La notizia ha fatto il giro dei social network in poche ore, catalizzando reazioni contrastanti e accendendo un dibattito che va oltre il semplice ambito musicale. In gioco c’è infatti qualcosa di più profondo: il rapporto tra istituzione e cultura popolare, tra tradizione accademica e modernità, tra ciò che viene considerato “alto” e ciò che invece appartiene alla dimensione quotidiana dell’ascolto di massa.

Il Conservatorio di Benevento, però, non sembra intenzionato a fare marcia indietro. La cerimonia di conferimento si terrà dopo l’Eurovision Festival e i dettagli organizzativi verranno definiti nelle prossime settimane. La scelta, spiegano i vertici dell’istituto, nasce dalla volontà di riconoscere il valore artistico, umano e professionale di un interprete che nel corso degli anni ha saputo rappresentare con autenticità la musica italiana, mantenendo un forte legame con il pubblico e con la dimensione culturale e popolare della canzone contemporanea. A difendere pubblicamente la decisione ci ha pensato il direttore del Conservatorio.

Dichiarazione

“L’arte merita rispetto sempre. Al di là delle mode, delle polemiche e delle dinamiche dei social network, resta il valore umano del percorso artistico, dello studio, della dedizione e del lavoro che ogni artista porta con sé. Il Nicola Sala intende riaffermare il ruolo delle istituzioni accademiche come luoghi di cultura, dialogo e riconoscimento del merito artistico e umano.” – Il maestro Giuseppe Ilario

Dichiarazione

“Il conferimento del diploma accademico honoris causa a Sal Da Vinci rappresenta un momento di grande significato istituzionale per il nostro conservatorio. È un riconoscimento che vuole valorizzare non soltanto il percorso artistico dell’interprete, ma anche il contributo che la musica popolare e contemporanea continua a offrire alla crescita culturale e sociale del nostro Paese.” – il presidente dell’istituto Nazzareno Orlando

Per molti puristi, il conferimento di una laurea honoris causa a un cantante pop resta un tabù difficile da accettare. La questione tocca nervi scoperti nel dibattito culturale italiano: cosa merita riconoscimento accademico e cosa no. Dove finisce la musica d’arte e dove inizia l’intrattenimento. Se l’apertura alle forme popolari rappresenti un’evoluzione necessaria o un impoverimento dei criteri di eccellenza.

I sostenitori della decisione sottolineano come Sal Da Vinci rappresenti un ponte tra generazioni e stili, un interprete che ha saputo tradurre codici tradizionali in linguaggi contemporanei. I detrattori invece temono che questo riconoscimento possa aprire una porta pericolosa, trasformando le lauree honoris causa in premi alla popolarità piuttosto che all’eccellenza artistica misurata con parametri rigorosi.

Roma. Lo STORICO Teatro Valle restaurato riapre ad ottobre. La stagione

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È stata presentata questa mattina al Teatro Argentina la programmazione della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma. "Il teatro è VITA" è lo slogan scelto, con VITA che è l'acrostico formato da Valle, India, Torlonia, Argentina

 

La stagione sarà divisa in quattro sale e segna la riapertura del Teatro Valle che diventerà Casa della Drammaturgia Contemporanea. Il Sindaco, Roberto Gualtieri, ha annunciato la fine dei lavori al Valle, dove si partirà il 16 ottobre con 'La sera della prima - Sei personaggi in cerca d'autore al Teatro Valle'.

 

Il Teatro di Roma conta quest'anno 90 titoli sotto la direzione artistica di Luca De Fusco

 

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All'Argentina spazio ai maestri d'esperienza: 'Otello' ambientato in un Sud coloniale (4-29 novembre) e 'Peccato che fosse una sgualdrina' di John Ford (2-13 dicembre). Si prosegue poi con Peter Stein alla direzione del 'Platonov' di Čechov (31 marzo-11 aprile). Tra gli altri, anche Massimo Popolizio, regista e interprete de 'La pazzia di Re Giorgio' di Alan Bennett (9-31 gennaio), e la modernità goldoniana riletta da Valerio Binasco in 'Una delle ultime sere di Carnovale' (2-14 febbraio).


 

Il Valle ospiterà 'Escaped alone' di Caryl Churchill per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni (23 ottobre-1 novembre), 'Memoria di ragazza' dal libro di Annie Ernaux e la regia di Silvia Costa (10-22 novembre), 'Che dolore terribile è l'amore' di Han Kang (26 novembre-6 dicembre). Il 20 aprile torna Pirandello con 'Studio sui Seipersonaggi in cerca d'autore' di Emma Dante.

 


Al Teatro India saranno proposte produzioni-specchio delle complessità sociali, dove i giovani artisti di oggi esploreranno la memoria: Francesca Astrei con 'Gli elefanti nella stanza' (16 ottobre-1 novembre), Jacopo Gassmann con 'The Body of an American' di Dan O'Brien (20-28 febbraio), Davide Sacco con 'Lettera di una sconosciuta' di Stefan Zweig (13-18 aprile).

 


Al Teatro Torlonia ci sono i 'Racconti Romani' diretti da Danilo Capezzani (3-6 dicembre la prima parte, 10-13 dicembre la seconda), Riccardo Caporossi in 'Vita a rate' (16-30 aprile), Enrico Torzillo con 'Spettacolo politicamente scorretto' (21-30 maggio).

Fabio Fazio è bravo in ogni cosa, anche a curare i propri interesse. Si sa da sempre, non è un mistero per nessuno (da Il Gazzettino, di Dajana Mrruku)

 Fabio Fazio chiude la stagione di Che tempo che fa e, oltre allo studio con il celebre acquario alle spalle, c’è un altro “dietro le quinte” che incuriosisce il pubblico: le sue case. Riservatissimo sulla vita privata, il conduttore vive soprattutto in Liguria, ma avrebbe anche altri indirizzi del cuore tra Milano e Parigi. Dimore eleganti, lontane dal clamore, che raccontano un lato più intimo del padrone di casa del Nove: meno pesci tropicali, più libri, ulivi e silenzio.

Scopriamo le case di Fabio Fazio e che fine fanno i pesciolini nell'acquario dopo la stagionale di CTCF.

Fabio Fazio, chi è 

Fabio Fazio, nome completo Fabio Agostino Francesco Fazio, nasce a Savona il 30 novembre 1964. La madre, Delia, è una casalinga nata in Etiopia da genitori calabresi. Fin da piccolo mostra una forte passione per le materie umanistiche: si diploma al liceo classico Gabriello Chiabrera di Savona e poi si laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Genova, discutendo una tesi sugli elementi letterari nei testi dei cantautori italiani.

 

La vita privata 

Fabio Fazio, le case tra Liguria, Milano e Parigi: la villa con piscina, 13 camere da letto, l'uliveto e il mistero dei pesciolini di Che tempo che fa

Fabio Fazio è molto riservato sulla sua vita privata. Dal 1994 è sposato con la giornalista Gioia Selis, con cui ha due figli, Michele e Caterina. La coppia ha sempre scelto di mantenere un profilo basso, lontano dai riflettori e dalla cronaca rosa.

 

Da imitatore a conduttore di CTCF

Fabio Fazio, le case tra Liguria, Milano e Parigi: la villa con piscina, 13 camere da letto, l'uliveto e il mistero dei pesciolini di Che tempo che fa

Fabio Fazio è uno dei volti più longevi della televisione italiana. La sua carriera inizia giovanissimo: nel 1982 debutta in Rai come imitatore nel programma Black out, mentre l’anno successivo arriva in tv con Pronto Raffaella. «Era il 10 ottobre 1983, non avevo ancora 19 anni», ha ricordato al Corriere della Sera. Proprio Raffaella Carrà gli chiede cosa voglia fare da grande e lui risponde: «Voglio fare Mike Bongiorno».

Dopo anni di gavetta, nel 2003 arriva la svolta con Che tempo che fa, il programma che diventa il suo marchio di fabbrica: un format a metà tra intrattenimento, attualità e cultura, costruito intorno alle interviste a grandi personaggi italiani e internazionali. Nel corso degli anni, nello studio di Fazio sono passati ospiti di peso come Barack Obama, Papa Francesco, Michail Gorbačëv, Bill Gates, Lady Gaga, Meryl Streep, Quentin Tarantino, Pedro Almodóvar, Whoopi Goldberg ed Ed Sheeran. 

Al suo fianco, tra le presenze più amate, c’è Luciana Littizzetto. Nel curriculum di Fazio ci sono anche quattro edizioni del Festival di Sanremo: 1999, 2000, 2013 e 2014.

 

La villa a Celle Ligure 

Fabio Fazio, le case tra Liguria, Milano e Parigi: la villa con piscina, 13 camere da letto, l'uliveto e il mistero dei pesciolini di Che tempo che fa

Fabio Fazio vive con la famiglia a Celle Ligure, in una grande villa immersa nel verde. Secondo quanto riportato, la casa avrebbe tredici stanze, due dependance, una piscina e un uliveto secolare, oltre a un piccolo orto che il conduttore coltiva personalmente nel tempo libero.

Fazio, da sempre molto riservato, non ama mostrare la sua vita privata. Tuttavia, dai pochi scatti condivisi sui social si intravedono alcuni dettagli dell’abitazione: ambienti eleganti, arredamento classico, pavimenti in legno, porte a vetri bianche, grandi librerie, tappeti persiani, divani importanti e poltrone in velluto. 

 

Lo studio 

Fabio Fazio, le case tra Liguria, Milano e Parigi: la villa con piscina, 13 camere da letto, l'uliveto e il mistero dei pesciolini di Che tempo che fa

Lo studio di Fabio Fazio appare come uno spazio caldo e personale, più vicino a un angolo di casa vissuto che a un ambiente costruito per le telecamere. Sulla parete si vedono scaffali bianchi pieni di libri, volumi di cinema, documenti e oggetti raccolti nel tempo. Su una mensola spiccano anche diversi riconoscimenti ricevuti nel corso della carriera, Telegatti compresi, quasi a comporre una piccola parete della memoria.

L’ambiente è ordinato ma non freddo: tra cornici, disegni, contenitori e dettagli pop, racconta bene il legame del conduttore con la televisione, la cultura e i suoi riferimenti più personali. 

 

Le case all'estero

Fabio Fazio, le case tra Liguria, Milano e Parigi: la villa con piscina, 13 camere da letto, l'uliveto e il mistero dei pesciolini di Che tempo che fa

Secondo quanto riportato da Libero, Fabio Fazio avrebbe altre proprietà in Italia e all'estero. La prima è una casa a Varazze, borgo marinaro della Riviera ligure dove il conduttore trascorrerebbe parte delle vacanze estive, tra mare e relax. A Milano, poi, avrebbe un appartamento utilizzato soprattutto nei periodi legati alle registrazioni di Che tempo che fa, che si svolgono nel capoluogo lombardo. Infine, secondo le ricostruzioni, Fazio avrebbe anche una casa a Parigi, città a cui è da sempre molto legato.

I pesciolini dell’acquario di Che tempo che fa, quindi, non sembrano avere “dimora” nelle case di Fabio Fazio. Come ha raccontato più volte lo stesso conduttore, a fine stagione sono gli autori del programma a occuparsi di loro. Un piccolo retroscena da studio tv che aggiunge una nota curiosa al mondo di Fazio: sul set l’acquario è ormai un simbolo, a casa invece dominano libri, ulivi e riservatezza.