venerdì 4 settembre 2026

Testi di canzoni d'autore e libretti melodramma entrano a scuola. Nuovi programmi ( da Orezzontescuola.it, di Andrea Carlino)

De André, Guccini, Battisti e non solo: la musica d’autore entra in classe. Valditara: “I brani dei cantautori possono essere oggetto di studio”



L’aggiornamento delle linee guida per le scuole secondarie di secondo grado prevede l’inserimento della canzone d’autore e dell’opera lirica nei percorsi di studio della letteratura.

La misura adottata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito introduce l’analisi dei testi musicali del Novecento e dei libretti teatrali all’interno delle ore di insegnamento.

L’orientamento del dicastero punta ad affiancare questi linguaggi al canone tradizionale. “Lo abbiamo già previsto per i licei. I brani dei cantautori, ovviamente quelli che hanno un certo livello e una certa valenza poetica, possono essere tranquillamente oggetto di studio, così come abbiamo previsto che lo sia il melodramma, da Verdi a Puccini”, specifica il ministro Giuseppe Valditara nell’intervista a Famiglia Cristiana.

Le lezioni nei licei comprenderanno la disamina dei testi di autori quali Fabrizio De André, Francesco Guccini, Francesco De Gregori e del repertorio di Mogol e Lucio Battisti. L’attività didattica si baserà sulle caratteristiche metriche e stilistiche delle composizioni, oltre che sul loro contesto storico e sociale.

L’integrazione dei programmi riguarda, inoltre, la tradizione operistica. I libretti delle opere di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini saranno analizzati come testi letterari destinati alla scena, fornendo un raccordo tra la storia della lingua, la produzione musicale e il contesto storico di riferimento.

La revisione complessiva dell’offerta formativa risponde alla necessità di rinnovare gli strumenti di analisi testuale forniti alle classi della scuola secondaria. L’inserimento dei testi musicali punta a sviluppare la capacità critica attraverso l’esame di linguaggi espressivi vicini all’esperienza quotidiana degli studenti.

L’insegnamento della letteratura integra così la produzione scritta tradizionale con la dimensione ritmico-verbale delle opere contemporanee, ampliando le prospettive di studio senza alterare il rigore didattico delle materie umanistiche. 

Valle d'Itria, Martina Franca e Ceglie Messapica. 'La Ghironda' 2026 ( da Il Tacco di Bacco)

 

La Ghironda 2026 a Martina Franca

Cabaret & Comedy
Concerti
Teatro
La Ghironda 2026 a Martina Franca
A Martina Franca (4 e 5 settembre) e Ceglie Messapica (6 e 7 settembre)

«La Ghironda» in Valle d’Itria: quattro giorni di musica, circo e culture da tutto il mondo

Tra gli artisti internazionali, il percussionista indiano Rashmi Bhatt, il gruppo folk britannico Hodmadoddery, gli Yampapaya Tribe, i campioni dell’afrobeat Le Shegall e il cubano Roberto Matos

La Valle d’Itria si prepara a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto per la ventinovesima edizione de La Ghironda, Rassegna di arte cultura popolare dei cinque continenti. Un viaggio attraverso linguaggi artistici, generi musicali e culture lontane che, per quattro serate, porterà nei centri storici di Martina Franca (4 e 5 settembre) e Ceglie Messapica (6 e 7 settembre) un mosaico internazionale di artisti e spettacoli.

Ideata da Giovanni Marangi, direttore esecutivo della manifestazione, La Ghironda conferma la propria vocazione a creare occasioni di incontro attraverso la cultura e lo spettacolo con il sostegno delle amministrazioni comunali delle due città. Dall’Africa all’America Latina, dall’Europa all’Asia, saranno numerose le provenienze rappresentate: Italia, Gambia, Argentina, Germania, Gran Bretagna, Senegal, Congo, Olanda, Stati Uniti, Brasile, Tunisia, Camerun, Venezuela, India e Cuba. Una geografia artistica che prende forma nelle strade e nelle piazze, favorendo un rapporto diretto e spontaneo tra interpreti e spettatori.

A Martina Franca saranno dieci gli spazi coinvolti: piazzetta Sant’Eligio, Villa Garibaldi, piazza XX Settembre, piazza Roma, largo San Giovanni, piazza Plebiscito, piazza Immacolata, largo San Pietro, chiostro di San Domenico e piazzetta Stabile.

A Ceglie Messapica gli spettacoli si dislocheranno tra otto postazioni previste in piazza Sant’Antonio, piazza Plebiscito, vico III Chirulli, chiesa Matrice, largo Ognissanti, piazza Vecchia, largo Monterrone e l’atrio del Museo Maac. Tutti gli appuntamenti prenderanno il via alle 19.45.

Il cartellone attraversa generi e atmosfere molto diversi. Le percussioni e i ritmi dell’Africa saranno affidati ai Kora Hero, mentre gli Ol’Boogies proporranno il loro repertorio swing. Teatro fisico, acrobazia e manipolazione di oggetti caratterizzeranno le performance dei Nones Circo, compagnia italo-argentina, accanto al tango nuevo della fisarmonicista Rita Di Tizio e del pianista Alessio Buccella.

Dalla Germania arriverà l’electric soul dei Tanga Elektra, mentre i britannici Hodmadoddery porteranno in Valle d’Itria le suggestioni del folk britannico. Un itinerario musicale sorprendente sarà quello delle Chitarre da ripostiglio, capaci di muoversi tra Paolo Conte e Mozart, mentre l’argentino Mateo Saralegui condurrà il pubblico verso le sonorità del Sud America.

La dimensione internazionale della rassegna troverà una delle sue espressioni più significative nella Yampapaya Tribe, formazione composta da musicisti provenienti da Stati Uniti, Brasile, Senegal, Congo e Italia. Spazio anche all’afrobeat di Le Shegall, progetto transnazionale che riunisce artisti italiani, tunisini, camerunesi e venezuelani, e alle ritmiche degli olandesi King Ben & His Rhythm Sticks.

Non mancheranno il cantautorato del Fabio Balzano Quartet, il circo-teatro e la comicità dei clown argentini di Manteca al Dente, i canti popolari dell’India interpretati da Kargupta Chandra con Rashmi Bhatt, percussionista di fama mondiale che ha suonato anche con Sting, le sperimentazioni del Teatro Trabagai e il folk della Popular Band. A completare il programma saranno il one-man-band Galiro Show, il concerto dei Delta Blues, la formazione italo-cubana Roberto Matos e Son de Amigos specializzata in sonorità e ritmi salsa e il Duo Cuerda y Aliento con il loro omaggio al tango.

Una festa diffusa, dunque, in cui il patrimonio dei borghi pugliesi incontra espressioni artistiche provenienti da ogni latitudine: un appuntamento pensato per attraversare confini geografici e culturali e restituire alla musica, al teatro e al circo la loro capacità più immediata di parlare a tutti.
Web: www.laghironda.it

da venerdì 4 a sabato 5 settembre 2026
Martina Franca (Taranto)
Centro storico
ore 19:45
ingresso libero
Info. 0804301150
(clicca per ingrandire )

Venezia, Jane Fonda: viviamo in tempi pericolosi

 Who are Furious about all the Games we've made. Allora

 Non importa se la tua voce nasce sotto i riflettori della fama globale o se viene strappata al silenzio di un trauma indicibile. Quando Jane Fonda trasforma la sua popolarità in uno scudo contro le ingiustizie e i cambiamenti climatici, e quando Gisèle Pelicot pretende le porte aperte in tribunale affinché "la vergogna cambi campo" trasformano la propria biografia in un'arma collettiva. Sono belle e strane l'una accanto all'altra: l'una battagliera e abituata ai riflettori. L'altra timida, ma con uno sguardo che ti attraversa. «Stiamo vivendo tempi spaventosi e pericolosi. Per noi negli Stati Uniti è qualcosa di nuovo. Gli afroamericani hanno conosciuto l'autoritarismo, gli americani bianchi no. Per questo stiamo cercando di capire come reagire e stiamo imparando velocemente. E questo è positivo». La democrazia americana trema, ma per la prima volta la paura è democratica. Secondo l'attrice e attivista Jane Fonda, l'era di Donald Trump ha spezzato un'illusione storica: se la comunità afroamericana ha sempre convissuto con i volti dell'autoritarismo, oggi anche l'America bianca si scopre vulnerabile. A 88 anni, la leggendaria icona dei diritti civili fotografa un Paese sospeso tra il terrore del declino e la rapidità di una nuova resistenza sociale. E lo fa a Venezia, dove ha dolci memorie di famiglia (la quarta moglie di suo padre Henry Fonda era la contessa Afdera Franchetti) su invito di Diane von Furstenberg per ricevere il DVF Award, Jane Fonda - bellissima e luminosa in camicia in seta verde e sontuosa gonna cangiante - ha spiegato che anche una parte dell'elettorato repubblicano e dei sostenitori di Donald Trump non approva ciò che sta accadendo nel Paese

Naziskin, e la galassia neonazista europea, in raduno a Pietramurata, Comune di Dro ( Rai News,it)

 

Sociologia università

"Dal 3 al 6 settembre Pietramurata, nel Comune di Dro, ospita 'Ritorno a Camelot', raduno organizzato dal Veneto Fronte Skinheads e riconducibile alla galassia neonazista europea. Che un'iniziativa di questa natura possa tenersi in Trentino ci riguarda direttamente, come docenti dell'Università di Trento oltre che come cittadine e cittadini di questa Repubblica. Riteniamo perciò necessario esprimere pubblicamente la nostra opposizione al razzismo e alle ideologie nazifasciste cui il raduno si richiama". Lo scrivono, in una lettera aperta pubblicata su UniTrentoMag, un centinaio di docenti dell'Università di Trento.  

"L'università - si legge ancora nella lettera - è un luogo di libera ricerca, formazione e confronto fra posizioni anche molto diverse. Questa libertà presuppone il riconoscimento dell'eguale dignità delle persone e il rifiuto che le differenze di origine, appartenenza, identità o cultura si traducano in gerarchie di valore o di diritti. Presuppone allo stesso modo il pluralismo e il dissenso, incompatibili con ogni concezione politica fondata sull'autorità, sulla forza e sull'esclusione. Razzismo e nazifascismo negano, dunque, alla radice le condizioni stesse della vita universitaria. Rispetto, non discriminazione e antifascismo sono del resto princìpi costituzionali e cardini della convivenza democratica che la stessa Università di Trento ha esplicitamente assunto come proprio fondamento etico e che devono continuare a orientarne la presenza sul territorio".   

Infine, rivolgendosi "a quanti quelle ideologie prendono di mira", i docenti sottolineano che "chi studia, lavora e costruisce qui la propria vita è parte a pieno titolo della nostra comunità. La libertà e la dignità che difendiamo sono indivisibili: una società che pretende di negarle ad alcuni le mette in discussione per tutti. La solidarietà che affermiamo comincia dal rifiuto che qualcuno possa arrogarsi il potere di stabilire chi abbia maggiore o minore titolo a essere uno di noi".

Barenboim 'membro onorario' del Festival di Bayreuth ( GdM, di Stefano Nardelli)

 

Barenboim membro onorario del Festival di Bayreuth

Il festival wagneriano istituisce per la prima volta questa carica e la conferisce al pianista e direttore d'orchestra, protagonista per quasi vent’anni della sua storia musicale


Daniel Barenboim festeggiato a Bayreuth (Foto dalla pagina Facebook di Daniel Barenboim)
Daniel Barenboim festeggiato a Bayreuth (Foto dalla pagina Facebook di Daniel Barenboim)

A chiudere simbolicamente l’anno del 150° anniversario dei Bayreuther Festspiele è stato un omaggio a uno dei musicisti che più profondamente hanno segnato la storia recente della collina verde. Daniel Barenboim è stato nominato Membro Onorario del Festival di Bayreuth, una onorificenza istituita per la prima volta nei 150 anni di vita della manifestazione. La nomina, conferita dalla direttrice del Festival Katharina Wagner, riconosce “il suo legame di lunga data con l’istituzione e i suoi eccezionali meriti artistici”, come recita il diploma firmato dalla direttrice del festival.

La cerimonia si è svolta lo scorso 26 agosto presso il Festspielhaus di Bayreuth alla presenza di Daniel Barenboim, visibilmente commosso. Il pubblico gli ha tributato una lunga standing ovation. Fra le personalità che hanno preso parte alla cerimonia, la direttrice d’orchestra Simone Young e il soprano Waltraud Meier, legate al maestro da importanti collaborazioni artistiche e personali. A seguire, l’Orchestra del Festival, diretta dalla stessa Young, ha eseguito il Siegfried-Idyll e il Preludio di Tristan und Isolde: due pagine che racchiudono idealmente una parte essenziale della storia bayreuthiana di Barenboim.

Il rapporto di Barenboim con Bayreuth risale al 1981 con la direzione di Tristan und Isolde nella produzione di Jean-Pierre Ponnelle. Sarebbe tornato regolarmente sulla collina verde per quasi vent’anni, fino all’ultima recita, nel 1999, con Die Meistersinger von Nürnberg. In questo arco di tempo diresse 161 rappresentazioni, affrontando, oltre a Tristan, Parsifal, Die Meistersinger e il Ring des Nibelungen. Particolarmente significativa fu proprio la sua esperienza wagneriana degli anni Ottanta e Novanta: tra il 1988 e il 1992 diresse per cinque stagioni consecutive l’intera Tetralogia nella celebre messinscena di Harry Kupfer.

Il riconoscimento di Bayreuth arriva come una sorta di congedo dalla collina verde, ma non necessariamente dalla musica. Barenboim, che negli ultimi anni ha dovuto ridurre progressivamente la propria attività a causa del morbo di Parkinson, continua tuttavia a mantenere un rapporto attivo con la musica. E il suo legame con Wagner non sembra destinato a interrompersi: nei prossimi mesi è atteso nuovamente alla guida del West-Eastern Divan Orchestra, da lui fondata con Edward Said, in programmi che comprendono anche composizioni wagneriane. E risale a pochi giorni fa l’annuncio del nuovo West-Eastern Divan Festival fondato da Barenboim in programma a Berlino dall’11 al 18 novembre.