mercoledì 21 ottobre 2026

UE, proteste in molti paesi, accelerate da influencer pagati dal Cremlino. I dubbi crescono ( da Quotidiano.Net, di Marta Ottaviani)

 

Mosca esulta: “Il modello Ue è nel caos”. Ma gli 007 francesi: proteste accelerate da influencer pagati dal Cremlino

 L’Europa brucia e Mosca festeggia. I quotidiani russi oggi danno ampio risalto alle proteste che hanno devastato alcune città, fra cui Milano e Parigi. Il verdetto è unanime: le democrazie occidentali sono in crisi, soprattutto l’Italia, a cui è stata data un’attenzione particolare. Aleksandr Dugin, ideologo di estrema destra e, per alcuni, ispiratore del presidente Putin, ha commentato con “più caos c’è, meglio è”, invocando una "controrivoluzione conservatrice”. Kirill Dmitriev, rappresentante speciale di Putin per i rapporti con gli Stati Uniti, ha parlato di suicidio della società occidentale, collegando l’ondata di malcontento europeo agli errori delle politiche energetiche e alle sanzioni contro Mosca. Oggi, poi, è arrivata anche il commento del Cremlino, con il suo portavoce, Dmitry Peskov, che ha dichiarato: "È difficile dire se la crisi sia sistemica oppure no, ma è evidente che si tratta di una crisi di grandi dimensioni. Sono disordini che ormai rasentano il caos".

Per qualcuno, questo caos ha un mandante preciso. Il premier albanese Edi Rama ha denunciato interferenze straniere nelle manifestazioni antigovernative degli ultimi giorni. A lui ha risposto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zacharova, che, poco diplomaticamente, gli ha consigliato di non addossare agli altri le colpe che sono sue. I servizi francesi hanno già sottolineato come la protesta sia stata accelerata o sostenuta da blogger e influencer i cui video, spesso contro le armi all’Ucraina e più soldi le scuole, sono divenuti virali grazie all’intervento di potenze straniere, in primis la Russia.

https://www.quotidiano.net/video/esteri/francia-dopo-le-violenze-lecornu-annuncia-coprifuoco-localizzati-e7lmg6bz

Le proteste europee offrono a Mosca un'occasione per alimentare il caos senza necessariamente provocarlo. I servizi russi possono sfruttare le tensioni già esistenti attraverso provocazioni e campagne di disinformazione, amplificando tanto le violenze dei manifestanti quanto gli interventi della polizia. L'obiettivo è esasperare le divisioni sociali, delegittimare i governi e indebolire la fiducia nelle istituzioni democratiche. È una strategia già sperimentata dal Cremlino: la sua guerra ibrida ha come prima caratteristica l’impalpabilità, tanto che molti studiosi per questo la chiamano ‘guerra grigia’. Non è un caso che le proteste di ieri siano state seguite da vicino anche da Rybar, influente canale Telegram fondato da Michail Zvinchuk, ex funzionario del ministero della Difesa russo. Il canale ha pubblicato una cartina aggiornata delle proteste in Francia, Italia e altri Paesi europei, accompagnata da un'analisi che prevede una successione di crisi nazionali, più che una rivolta generalizzata. Sul fronte opposto, il canale bielorusso d'opposizione NEXTA ha richiamato l'attenzione sul sostegno offerto in passato da Mosca ai gilet gialli francesi, suggerendo il rischio di nuove strumentalizzazioni delle proteste da parte del Cremlino. Di certo, quello visto nello scorso fine settimana, è solo l’inizio, alla vigilia di un 2027 pieno di elezioni nei Paesi europei.

Sciopero della fame a favore dei cittadini assediati da mesi dai russi nell'ucraina Oleshky

 

Ucraina, Calenda: "Mi unisco allo sciopero della fame di Picierno su situazione Oleshky'


Sciopero della fame per Carlo Calenda. Mercoledì 21 ottobre, il segretario di Azione ha annunciato che si unirà alla protesta di Pina Picierno per richiamare l’attenzione sulla situazione nella città ucraina di Oleshky: “Da oggi a mezzanotte, aderisco allo sciopero della fame promosso da Pina Picierno per richiamare l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo a Oleshky, città ucraina dove migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall’esercito russo, senza accesso regolare a cibo e medicine”, ha scritto Calenda sul proprio profilo X.  

“L’ultimo convoglio con i beni essenziali è arrivato il 26 maggio. Chi resta rischia di morire di fame, chi prova a scappare rischia di saltare su una mina. L’iniziativa è lodevole e nonviolenta. In Italia c’è chi chiede ogni giorno ‘più diplomazia’. Questa è un’azione diplomatica. Vediamo quanti si uniranno”, ha concluso Calenda. 

Lollo, e se anche ci fossero infiltrazioni criminali, COME VAI DICENDO, tu che fai? stai a guardare? ( da Lettera43)

 

Sciopero degli autotrasportatori, Lollobrigida: «Evidenti infiltrazioni criminali»

Per quanto riguarda i disordini avvenuti a Milano e in altre città d’Italia, il governo si è di fatto diviso: due ministri (Guido Crosetto e Antonio Tajani) ritengono che si sia stata una «regia esterna», circostanza invece esclusa da altri due membri dell’esecutivo (Matteo Piantedosi e Matteo Salvini). Un quinto ministro, Francesco Lollobrigida, ha invece detto la sua sulla protesta degli autotrasportatori al Sud, parlando di «evidenti infiltrazioni criminali».

Protesta degli autotrasportatori (Imagoeconomica).

«Ci sono dei casi evidenti, che sono stati visibili a tutti», ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, intervistato da Repubblica prima del question time alla Camera. A sostegno della sua tesi, scrive il quotidiano romano, Lollobrigida ha mostrato il “curriculum” di alcuni camionisti protagonisti dei blocchi contro il caro carburante: «Basta leggere qui per capire di chi si sta parlando».


La protesta andrà avanti almeno fino al 27 ottobre

Intanto continua la protesta di autotrasportatori e agricoltori che ormai da giorni sta paralizzando il Sud Italia: nelle intenzioni proseguirà almeno fino al 27 ottobre, giorno in cui è staro fissati l’incontro col governo. Segnalati sempre più distributori a secco, con lunghe code alle pompe, mentre in diversi supermercati del Meridione gli scaffali sono vuoti. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha detto al question time alla Camera che il Viminale «sta procedendo alle identificazioni» degli autotrasportatori protagonisti dei blocchi, «anche ai fini di rimuovere i presidi».

I sindaci Bari e Napoli: «Anticipare il confronto col governo»

In una nota congiunta i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, si sono rivolti al governo e a Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, chiedendo di anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre: «Rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti. La situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore». Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, ma «le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano».