Il Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” riaprirà il 17 novembre, a diciassette anni dal terremoto del 2009. Il taglio del nastro è fissato alle 11, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Seguiranno cinque giorni di appuntamenti, con la Traviata di Giuseppe Verdi, visite guidate e iniziative rivolte anche ai più giovani. La riapertura arriva nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, a dieci mesi esatti dalla cerimonia inaugurale del 17 gennaio.
Il programma, intitolato “La Città torna a Teatro”, è stato presentato a Palazzo Margherita dal sindaco Pierluigi Biondi e dai rappresentanti del Teatro Stabile d’Abruzzo. L’edificio, rimasto chiuso dopo il sisma, tornerà ad accogliere gli spettatori e sarà visitabile anche da chi vorrà semplicemente scoprirne gli spazi.
“Il 17 gennaio, quando abbiamo aperto l’anno dedicato alla Capitale italiana della Cultura, avevamo annunciato che la parte finale di questa sfida straordinaria che stiamo vivendo si sarebbe svolta all’interno del Teatro Comunale. C’erano degli scetticismi, invece ci siamo”, ha ricordato Biondi durante la presentazione. “È un bel traguardo, un obiettivo conseguito, una soddisfazione, credo, per l’intera comunità e per l’intero territorio”.
Nel comunicato diffuso al termine della conferenza, il sindaco ha ricostruito il percorso che ha portato alla riapertura.
“Restituire il Teatro Comunale alla città era una priorità assoluta per questa amministrazione, come annunciato nel 2025, ed esserci riusciti proprio nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura mi riempie di orgoglio”, ha commentato Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila. “Abbiamo lavorato con tenacia per centrare questo obiettivo: l’inaugurazione di novembre non rappresenta solo la conclusione di un complesso lavoro di recupero, ma è anche il simbolo più luminoso della rinascita della nostra città, proprio attraverso la cultura”.
“Sono grato a quanti, con le proprie competenze, hanno consentito che accadesse”, ha aggiunto il primo cittadino, “il Governo e il ministero della Cultura, per l’attenzione costante verso la nostra città; le strutture comunali; il Teatro Stabile d’Abruzzo; Eni, che dopo aver contribuito alla restituzione di Collemaggio ha voluto esserci accanto anche in questo momento; l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila; la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo; l’impresa che ha eseguito con velocità e cura i lavori dell’ultimo miglio. Abbiamo scelto di restituire il Teatro alla città in più giornate e con più porte d’ingresso, perché un teatro non si inaugura: si vive. Il primo sipario si alzerà per i ragazzi, che questo palcoscenico lo erediteranno, e per chi ha lavorato per restituircelo. Poi toccherà a chi lo frequentava prima del 2009 e lo ha atteso per diciassette anni, alle famiglie, ai curiosi. Voglio che ogni aquilano possa varcare quella soglia e sentirsi a casa. Perché una città rinasce davvero non quando ricostruisce i suoi luoghi, ma quando torna ad abitarli”.
La Traviata e gli appuntamenti della settimana
Martedì 17 novembre la cerimonia istituzionale comprenderà anche un’anteprima riservata alla stampa, con un approfondimento sugli interventi di restauro. Il giorno successivo, alle 17, si alzerà il sipario sulla Traviata, con la regia di Giorgio Pasotti, direttore artistico del Tsa.
Come illustrato durante la conferenza da Leonardo Bizzarri, direttore organizzativo del Teatro Stabile d’Abruzzo, la rappresentazione del 18 novembre sarà dedicata alle giovani generazioni e a quanti hanno contribuito al recupero dell’edificio. Saranno coinvolte le istituzioni formative cittadine, mentre gli studenti potranno acquistare un biglietto agevolato.
La prima ufficiale, su invito, è in calendario venerdì 20 novembre alle 19. Domenica 22, alle 17, è prevista la replica aperta al pubblico.
L’opera riunisce diverse realtà musicali e culturali. Accanto al Tsa, che cura la produzione, ci sono l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, I Solisti Aquilani, il Conservatorio statale di musica “Alfredo Casella”, la Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, il Coro Ventidio Basso e l’associazione L’Etoile. L’allestimento è realizzato con la Fondazione Teatro Coccia di Novara. Zzipp Group di Padova ha fornito il ledwall, mentre tra i soggetti che hanno contribuito figura il Consorzio tutela vini d’Abruzzo.
Non soltanto spettacoli. Giovedì 19 novembre, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, sono previste visite guidate per gli abbonati delle istituzioni culturali cittadine, con partenze ogni ora. Sabato 21, negli stessi orari, potranno partecipare tutti i cittadini, previa prenotazione.
Nella stessa giornata il caffè letterario ospiterà due booklab con Francesca Crescentini, conosciuta come Tegamini, alle 11 e alle 16. Gli incontri saranno gratuiti, ma occorrerà prenotarsi.
Ruggeri: “Una casa per gli artisti e per le nuove generazioni”
Per il Teatro Stabile d’Abruzzo si apre una fase diversa, con la possibilità di programmare le attività in una sede stabile. Il presidente Miska Ruggeri ha parlato della responsabilità che accompagna il ritorno nel Comunale.
“Devo iniziare il mio intervento con una parola precisa – ha dichiarato Miska Ruggeri, presidente del Tsa – e la parola è ‘grazie’, siamo grati a tutti coloro che, a vario titolo, hanno permesso alla nostra città di rientrare nel luogo più amato. Per il Teatro Stabile questa riapertura rappresenta una grande responsabilità e una straordinaria opportunità, sarà nostro compito contribuire a fare del Teatro Comunale un presidio di cultura veramente vivo, un luogo sempre aperto alla città, una casa per gli artisti. Ci piacerebbe inoltre vincere una scommessa con noi stessi: renderlo la casa delle nuove generazioni, quelle che non lo hanno conosciuto, che non hanno mai varcato quelle porte, per loro, per sperimentare anche in questo tempo difficile l’efficacia dello strumento teatro per la crescita civile dell’intera comunità”.
Durante la conferenza, Ruggeri ha spiegato che cosa cambierà concretamente per il Tsa dopo gli anni trascorsi a utilizzare spazi differenti.
“Uno degli obiettivi fondamentali della mia presidenza è riportare i giovani a teatro e adesso abbiamo anche i mezzi tecnici per farlo”, ha spiegato. “Fino a oggi dovevamo andare un po’ di qua e di là, anche nelle scuole, portarli da una parte all’altra. Adesso abbiamo proprio quella che sarà la nostra casa definitiva”.
Ruggeri ha poi parlato delle possibilità offerte dalla sala e del lavoro già avviato per riempirla di spettacoli e spettatori.
“È un teatro bellissimo e ha soprattutto tanti posti, quindi la cornice, il contenitore, è a posto. Adesso starà a noi metterci i contenuti. Ci stiamo già lavorando, abbiamo delle idee chiare e speriamo che i giovani dell’Aquila, su cui io conto parecchio, rispondano bene a questa nostra apertura. Non stendiamo il tappeto rosso per farli venire, ma quasi”.
Da gennaio il nuovo cartellone
La stagione 2027 partirà a gennaio. I titoli non sono ancora stati annunciati, ma il Teatro Stabile sta già preparando il calendario.
“Non posso anticipare cosa, però vi posso dire che sarà un cartellone bello denso, fatto di tante cose belle. Ovviamente inizieremo a gennaio perché vogliamo partire pronti, già a regime, non fare delle prove così, a vedere come va, ma partire già con il piede sull’acceleratore”, ha dichiarato il presidente.
Le prenotazioni per le visite guidate e l’acquisto dei biglietti saranno attivati nei prossimi giorni sui siti del Tsa e dell’Aquila 2026. A sostenere le iniziative inaugurali come main sponsor è Eni, già coinvolta nel recupero della basilica di Collemaggio.
----------------------
Nato a Roma il 17 nov. 1881, da Giovanni e da Clorinda Ovidi, fu fanciullo cantore dapprima presso la scuola di S. Salvatore in Lauro, e successivamente alla Cappella Sistina e alla Cappella Giulia. Riprese lo studio del canto, grazie all'interessamento del conte P. Senni, dopo aver compiuto il servizio militare, debuttando all'Aquila il 4 maggio 1903 nella Linda di Chamounix di G. Donizetti.
Negli anni successivi cantò nei principali teatri italiani, fra i quali il Petruzzelli di Bari (1906), la Scala di Milano (1907-10, 1912-14, 1918, 1922-24, 1926, 1931, 1933), il Comunale di Bologna (1907, 1915, 1924, 1927, 1931), il Costanzi (dal 1929 teatro Reale dell'Opera) di Roma (1911-13, 1915-16, 1918-20, 1924-25, 1928-30, 1938), il Regio di Parma (1913, 1916), il Carlo Felice di Genova (1915, 1922, 1929, 1931, 1932, 1935), il politeama genovese (1920, 1923), il Regio di Torino (1926). Compì inoltre frequenti tournées sia negli Stati Uniti, dove cantò all'Opera di Chicago nel 1910-11 e nel 1915-20, sia nell'America meridionale, cantando per tre stagioni in Cile, e per quattro stagioni al Colón di Buenos Aires. Ritiratosi dalle scene nel 1938, morì a Roma il 14 dic. 1962.... ( Enciclopedia Treccani)