venerdì 19 giugno 2026

Lucerna, Svizzera. Colloqui USA-Iran rinviati a tempo indeterminato ( ANSA)

 

Rinviati a tempo indeterminato i colloqui Usa-Iran in Svizzera© Provided by ANSA

I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino.

"I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta disponibile a facilitare tali colloqui. Il relativo lavoro preparatorio prosegue", ha annunciato il ministero degli Esteri in un messaggio inviato all'Afp, senza specificare una nuova data per i colloqui.

I colloqui tra Stati Uniti e Iran erano previsti per oggi al Bürgenstock, nei pressi di Lucerna. Ad annunciare il rinvio, in particolare, il Dipartimento federale degli Affari esteri elvetico. "La Svizzera resta pronta e prosegue i preparativi", ha detto Nicolas Bideau, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), citato dall'agenzia Keystone-ATS. "Rimane pienamente impegnata nei suoi sforzi per promuovere il dialogo", ha aggiunto.

giovedì 18 giugno 2026

Nasce la Fondazione Raffaella Carrà ( ANSA)

 

Nasce la Fondazione Carrà, parla il figlio Gian Luca e racconta l'adozione© Provided by ANSA

 Sono passati quasi cinque anni dalla morte di Raffaella Carrà, scomparsa il 5 luglio 2021 e oggi nel giorno della sua nascita il 18 giugno nasce anche la Fondazione Raffaella Carrà Ets istituita per portare avanti i progetti e le iniziative sociali che hanno sempre contraddistinto la vita e la carriera della grande artista e di cui è ideatore e presidente il figlio adottivo Gian Luca Pelloni Bulzoni. L'uomo parla per la prima volta nel corso della presentazione a Palazzo delle Esposizioni a Roma, rispondendo alle domande dei cronisti e racconta anche come è maturata la scelta di Raffaella Carrà di adottarlo. Presente anche il nipote Matteo Pelloni (figlio del fratello di Raffaella, deceduto) che definisce il cugino adottivo: "come un fratello. Ci conosciamo da 30 anni, io personalmente non mi sono mai occupato di spettacolo, zia Raffaella è stata come una madre, ma Gian Luca è un uomo generoso e leale l'unico che era in grado di portare avanti questo progetto, per questo ho deciso di aderire alla Fondazione". La conduttrice e showgirl classe 1943 morta a 78 anni a causa di un tumore ai polmoni, avrebbe sancito questa scelta dopo la scoperta della malattia. Come è avvenuta l'adozione? "Io - risponde Gian Luca - avevo conosciuto Raffaella nel 2001 quando ero stato chiamato per affiancarla per la sua sicurezza, poi lei mi ha chiesto di restare e di diventare una persona di sua fiducia, il rapporto si è evoluto professionalmente poco alla volta. Mi ha insegnato ogni cosa. Mi diceva che i giovani sono come le pietre grezze che possono essere trasformate in diamanti. Ho avuto l'onore di avere una grande maestra di vita". A Raffaella nel periodo del lockdown, stiamo parlando del 22 di aprile del 2020 "le viene diagnosticata questa malattia bruttissima". "Il 4 di maggio arriva il referto, la diagnosi tremenda a quel punto io ero seduto in ufficio con lei che stava scrivendo. Le chiedo che fai? E lei mi risponde 'il testamento te lo voglio leggere', dico no per cortesia. Questo avviene di domenica, il lunedì davanti a Sergio Japino mi chiama Raffaella in ufficio: "abbiamo deciso: con tono sereno, solo tu sei in grado conosci tutto di me, le mie abitudini, cosa mi piace, cosa detesto, devi portare avanti tutte le cose che io ho fatto in tutti questi anni ti voglio adottare, ma guarda decidi subito, ora". Lei è il primo diamante grezzo di Raffaella Carrà allora? "Si possiamo dirlo". Gianluca tra i progetti tiene molto alla Grande mostra dal titolo Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e Libertà, che debutterà in autunno a Roma promossa dal ministero della Cultura e prodotta da Alessandro Nicosia. (ANSA).

Nasce la Fondazione Carrà, parla il figlio Gian Luca e racconta l'adozione© Provided by ANSA

Norbello, Oristano in Sardegna. Paese senza medico. Ordinanza del sindaco: ' obbligo di AUTOGUARIGIONE e divieto di AGGRAVAMENTO' ( da Leggo)

 

Nessun medico in paese, il sindaco emette un'ordinanza: «Obbligo di autoguarigione e divieto di aggravamento»
Nessun medico in paese, il sindaco emette un'ordinanza: «Obbligo di autoguarigione e divieto di aggravamento»© Ansa

Sono tempi duri per la carenza dei medici di famiglia un po' in tutta Italia: una carenza che porta molti paesi, anche piccoli, ad avere pochi medici o addirittura nessuino. Come nel caso di Norbello, paese di 1.100 abitanti alle porte di Oristano, il cui sindaco Matteo Manca, per rispondere all'assenza totale di medici, ha emanato un'ordinanza che prevede, tra le altre disposizioni, «l'obbligo di autoguarigione» e il «divieto di aggravamento». Il documento è stato trasmesso, tra gli altri, anche alla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni.

Un atto del Comune. Ma anche una provocazione: lo scrive lo stesso sindaco nelle avvertenze finali. «La presente ordinanza ha carattere esclusivamente provocatorio e simbolico - si legge - e intende evidenziare l'insanabile contraddizione tra il riconoscimento formale del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, dalle leggi dello Stato e dalla normativa regionale, e l'effettiva assenza di servizi sanitari territoriali essenziali nel Comune di Norbello. Si evidenzia che nessuna disposizione normativa vigente e nessuna legge fisica o medica consente ai cittadini di guarire per ordinanza sindacale e che la tutela della salute richiede la concreta presenza di professionisti, strutture e servizi adeguati».

L'ordinanza del sindaco

Un'ordinanza tra denuncia, ricerca urgente di soluzioni e ironia. Per quanto riguarda l'obbligo di autoguarigione il sindaco spiega che «tutti i cittadini residenti nel Comune di Norbello che dovessero ammalarsi sono tenuti a guarire autonomamente e nel più breve tempo possibile». Richiesta anche la «collaborazione attiva del paziente» con iniziative finalizzate al ripristino spontaneo del proprio stato di salute, «con particolare riguardo a buona volontà, pensiero positivo, resistenza fisica e morale, eventuale ricorso alla fortuna».

Disposte anche le modalità operative per il conseguimento della guarigione: «Sono rimesse all'autonoma organizzazione del cittadino, stante l'impossibilità di acquisire indicazioni professionali continuative sul territorio comunale». Le premesse, invece, sono serie: «Nel territorio comunale - spiega il sindaco - risulta da tempo assente il medico di medicina generale titolare, i cittadini sono frequentemente costretti a rivolgersi a servizi sanitari ubicati in altri comuni, spesso a notevole distanza, il diritto alla salute risulta difficilmente esercitabile in assenza di un presidio di assistenza primaria stabile e accessibile' non risultano allo stato disponibili, presso il territorio comunale, medici di medicina generale». E quindi si dispone l''autoguarigione'. 

Se brucia Kiev, anche Mosca brucia( da Gazzetta del Sud, di Alberto Zanconato)

 

Mosca sotto una pioggia di droni. Zelensky: "Brucerà con noi". A fuoco la raffineria, Lavrov promette una dura risposta
Mosca sotto una pioggia di droni. Zelensky: "Brucerà con noi". A fuoco la raffineria, Lavrov promette una dura risposta

"Se l’Ucraina brucia, anche la vostra Mosca brucerà": questo il messaggio di Volodymyr Zelensky dopo che la capitale russa è stata presa di mira nella notte tra mercoledì e giovedì dal più grande attacco degli ultimi due anni, con il lancio di 180 droni da parte delle forze ucraine. Bombardamenti che sono tornati a colpire e a scatenare un incendio per la seconda volta in tre giorni nella principale raffineria di Mosca, a sud-est del centro città, ma anche un condominio e centri commerciali, secondo quanto denunciato dalle autorità locali.

Mosca: «Gli attacchi allontanano un vertice Putin-Zelensky»

Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha avvisato che «tutto questo certo non favorisce» un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e Zelensky, più volte chiesto da quest’ultimo per mettere fine al conflitto. E il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha promesso che, in risposta ai raid ucraini, le forze russe continueranno gli «attacchi di vasta portata su base regolare contro obiettivi che hanno un impatto diretto sulla capacità di combattimento delle forze armate dell’Ucraina».

Colpita la raffineria Gazprom, chiusi gli aeroporti della capitale

Secondo il ministero della Difesa, sono stati 555 i droni lanciati su tutta la Russia, il che fa dell’ultimo attacco il secondo per dimensioni dall’inizio del conflitto. Tutti e quattro gli aeroporti internazionali di Mosca sono stati chiusi al traffico per ore. E tutto questo mentre nella città di Kazan, 700 chilometri ad est, Putin partecipava a un vertice con gli 11 Paesi dell’Asean, interessati a mantenere i rapporti commerciali con la Russia, vista come un sicuro fornitore di energia. Dopo gli attacchi ucraini, grandi colonne di fumo nero si sono levate dalla raffineria della Gazprom situata a Kapotnya, alla periferia di Mosca.

Dopo diverse ore, il sindaco, Serghei Sobyanin, ha detto che le fiamme erano state in gran parte domate.

Feriti e danni nelle regioni russe

Il governatore della regione della capitale, Andrey Vorobyov, ha fornito un bilancio di 17 feriti, tra i quali due bambini di 3 e 10 anni. Fonti russe hanno riferito anche di danni a due centri commerciali e a una torre residenziale nella periferia sud-est, non lontano dalla raffineria.

Oltre che l'uccisione di un uomo in un raid ucraino nella regione di Rostov e il ferimento di due bambine di 10 e 11 anni quando l'auto su cui viaggiavano con la loro madre è stata colpita nella regione di Bryansk.

Zelensky: «I russi devono capire il prezzo della guerra»

Secondo Zelensky, gli attacchi ucraini, che ormai prendono regolarmente di mira raffinerie e altre infrastrutture petrolifere anche a centinaia di chilometri dal confine, hanno lo scopo di fare capire al «popolo russo» che «un solo uomo, Putin, sta conducendo questa guerra mentre la gente comune ne paga il prezzo intero».

«Negli ultimi giorni, tutti i nostri partner hanno constatato la precisione e l’efficacia dei nostri attacchi», ha aggiunto il presidente ucraino, che al vertice del G7 ha incassato il comune impegno degli europei e degli Usa a continuare «l'incrollabile sostegno» militare e politico all’Ucraina.

Lo scontro diplomatico tra Mosca, G7 e Nato

Secondo Mosca, però, questo è stato il risultato del fatto che il presidente americano Donald Trump è stato "riempito di idee inutili, se non dannose», da parte degli europei.

Questi ultimi «insistono chiaramente sul fatto che la guerra debba continuare, e sono guidati dalla premessa completamente errata e falsa che la situazione sul campo di battaglia stia presumibilmente cambiando a favore delle forze ucraine, il che è categoricamente falso», ha affermato il consigliere Ushakov. Il segretario generale della Nato Mark Rutte, invece, si dichiara convinto che «l'Ucraina sta cambiando gli equilibri sul campo di battaglia e infliggendo enormi perdite alla Russia».

Ma potrà continuare a farlo, ha aggiunto Rutte al termine della ministeriale Difesa, «solo se intensificheremo il nostro sostegno, non solo per le esigenze immediate, come la difesa aerea, ma anche valutando come possiamo collaborare a lungo termine per garantire che l’Ucraina possa rimanere sovrana, libera e sicura».

Raid russi sull'Ucraina: vittime e feriti

Intanto anche l’Ucraina continua ad essere presa di mira dai raid russi. Sempre nella notte tra mercoledì e giovedì, il Paese è stato attaccato da sette missili e 239 droni, secondo l'Aeronautica di Kiev. Due persone sono state uccise e 17 ferite nel Dnipropetrovsk e un uomo è morto nella regione di Sumy, secondo le autorità locali.

Papa Leone in pellegrinaggio alla casa di Sant'Agostino. Viaggio a Pavia e Sant'Angelo Lodigiano, sabato 20 giugno (da Il Giornale)

 

Pavia e Sant'Angelo accolgono il Papa
Pavia e Sant'Angelo accolgono il Papa

Non è Milano. Ma papa Leone XIV sabato sarà in visita a Pavia e a Sant'Angelo Lodigiano, dove i fedeli potranno vederlo da vicino. Due città lombarde che parlano del cuore del Papa statunitense, perché Pavia è la casa di sant'Agostino, dottore della Chiesa e padre degli agostiniani, l'ordine religioso di cui fa parte Papa Prevost che, nel 2004, quando era priore generale degli Agostiniani, scortò le reliquie del corpo di sant'Agostino nel viaggio straordinario verso la cappella privata di Giovanni Paolo II. La basilica di San Pietro in Ciel d'oro, cuore del "pellegrinaggio", custodisce le spoglie del grande vescovo Sant'Agostino (354-430). Nell'aprile del 2007 era stato in visita al corpo di Agostino anche papa Benedetto XVI. Sant'Angelo Lodigiano, seconda tappa della visita, ha dato i natali a madre Francesca Saverio Cabrini (1850-1917), missionaria presso gli emigrati italiani negli Stati Uniti, morta a Chicago, il luogo in cui il figlio di migranti e futuro Papa Leone XIV è nato il 14 settembre 1955. Un viaggio che ha una sua forte dimensione spirituale, nel quale si ripercorrono tappe importanti della vita del Santo Padre. Chi vorrà salutare Papa Leone potrà farlo lungo il percorso che il Papa compirà dalla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro verso Piazza del Duomo, a partire dalle 17, attraverso viale Matteotti, che resta un'area libera. Un maxischermo nei giardini del Castello Visconteo consentirà di seguire i passi del Papa, che in piazza Duomo pronuncerà un discorso. Per arrivare ai luoghi clou della visita è necessario avere un pass speciale. Un altro maxischermo sarà in piazza Petrarca.

Ecco la giornata nel dettaglio. Alle 14.45 Papa Leone atterrerà in elicottero nel campo di rugby CUS di Cravino, dove sarà accolto dal vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti e da Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia. Il Papa andrà subito in auto al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), dove incontrerà alcuni bambini in cura con i genitori. Alle 15.30 si trasferirà in auto alla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, per incontrare brevemente nel convento dei Padri Agostiniani la comunità dei suoi confratelli, alla presenza del priore generale. Nel chiostro saluterà i vescovi della Lombardia per poi andare in basilica, dove è atteso per la celebrazione della Parola e la venerazione delle reliquie di Sant'Agostino. Qui pronuncerà un discorso. Alle 17 il saluto dei fedeli nel piazzale e quindi il trasferimento in auto in piazza Duomo, dove riceverà l'omaggio floreale dei bambini e saluterà la Comunità sudamericana presente in piazza. In Cattedrale l'adorazione del Santissimo Sacramento, sostando poi davanti all'altare di San Siro, primo vescovo e patrono della Diocesi e della città. Qui la passeggiata dal Duomo a piazza Vittoria, dove incontrerà la cittadinanza e terrà un altro discorso.

Alle 18.30 la partenza da Pavia verso sant'Angelo Lodigiano: atterrerà nello stadio comunale "Carlo Chiesa" e sarà accolto dal vescovo di Lodi, Maurizio Malvestiti. Nella parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, sono previsti l'adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini. Qui il Santo Padre terrà il terzo discorso della giornata. Alle 19.45 il decollo in direzione Città del Vaticano.