Powaqqatsi, dalla lingua hopi, “una vita che si alimenta consumando altre vite”, è il secondo capitolo della trilogia Qatsi realizzata da Godfrey Reggio e Philip Glass. Completato nel 1988, immediatamente dopo Koyaanisqatsi, il film prosegue la riflessione di Reggio sul rapporto tra umanità, sviluppo e trasformazione globale, spostando lo sguardo verso il Sud del mondo e le tensioni tra culture tradizionali e modernizzazione. La musica non è un semplice accompagnamento delle immagini: le sostiene, le attraversa, le trasforma. L’opera segna un passaggio significativo nel percorso di Glass: alla struttura ipnotica e modulare che caratterizza il suo linguaggio si affianca un ampliamento timbrico e ritmico, con colori orchestrali più stratificati e l’apertura a suggestioni provenienti da tradizioni musicali extra-occidentali. Mai eseguita a Roma, Powaqqatsi viene presentata dalla Philip Glass Ensemble in occasione della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival, restituendo all’opera la sua dimensione originaria di esperienza totale, dove orchestra e immagini respirano insieme e riportano al centro uno dei capitoli più emblematici dell’universo sonoro di Glass.
sabato 12 settembre 2026
Venezia. Mostra del Cinema. I premi ( da La Repubblica)
Venezia 83

Ecco tutti i premiati della 83esima edizione della Mostra del cinema di Venezia
La Giuria di presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, dopo aver visionato i 21 film in competizione ha deciso di assegnare
LEONE D’ORO per il miglior film a: Kvinde Ukendt – Woman unknown di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia)
LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a: Possible love di Lee Chang-dong (Corea del Sud)
LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a: Ilya Khrzhanovsky per il film DAU (Germania, Francia, Svezia)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a: Mathilde Arcel nel film Kvinde Ukendt – Woman unknown di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a: John Malkovich nel film Wild horse nine di Martin McDonagh (Regno Unito, USA, Cile)
PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorceper il film Un bon petit soldat di Stéphane Brizé (Francia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor (Regno Unito)
PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a: Malou Khebizi per il film 15/18 (A PLACE TO HEAL) di Cédric Kahn (Francia)
ORIZZONTI
La Giuria ORIZZONTI della 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, presieduta da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi, dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 13 cortometraggi in concorso, assegna:
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a: UN DÉTOUR PAR DIANE (DIANE IN THE LOOP) di Ann Sirot e Raphaël Balboni (Belgio, Francia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a: Jacqueline Lentzou per il film MIA MERA STI ZOI TIS TZO: KEFALAIO FAIDRA (A DAY IN THE LIFE OF JO: CHAPTER PHAEDRA) (Grecia, Germania, Francia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a: LA MAISON DU VENT (HOUSE OF THE WIND) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a: Laleh Marzbannel film MORAGHEB (FALLING HOUSE) di Mohsen Gharaei (Iran, USA, Germania)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a:Riccardo Scamarcio nel film I FIGLI DELLA SCIMMIA di Tommaso Landucci (Italia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:Tommaso Landucci e Damiano Femfert per il film I FIGLI DELLA SCIMMIA di Tommaso Landucci (Italia)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a: QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS) di Shaden Safieddine Tazi (Francia, Regno Unito, Libano)
La Giuria LEONE DEL FUTURO - PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” della 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, presieduta da Carolina Cavalli e composta da Akinola Davies Jr. e Ted Hope, assegna il premio
LEONE DEL FUTURO PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a: LA MAISON DU VENT (HOUSE OF THE WIND) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar)
ORIZZONTI
VENEZIA SPOTLIGHT
PREMIO DEGLI SPETTATORI ARMANI BEAUTY a: EU CONTEZ (I MATTER) di Alina Șerban (Romania, Germania, Belgio)
VENEZIA CLASSICI
La Giuria di VENEZIA CLASSICI presieduta da Daniele Vicari e composta da 24 studenti – indicati dai docenti - dei corsi di cinema delle università italiane, assegna: il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a: LA LUNGA NOTTE DEL ‘43 di Florestano Vancini (Italia)
VENICE IMMERSIVE
La Giuria VENICE IMMERSIVE presieduta da Paul Raphaël e composta da Négar Motevalymeidanshah e Kate Voet dopo aver visionato i 30 progetti in concorso, assegna :il GRAN PREMIO VENICE IMMERSIVE a: THE PIGEON RING di Shixin Tao e Yuqi Zhang (Cina) il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA VENICE IMMERSIVE a: OUT OF THE ASHES di Rory Mitchell e Nonny De La Peña (USA) il PREMIO PER LA REALIZZAZIONE VENICE IMMERSIVE a: EMPIRE AT SEA di Peter Flaherty (USA)
Meloni a Vercelli, alla festa del 'riso', torna a fare la 'faccia cattiva' - ex opposizione - per prendere le distanze dalla Germania, dove ha trionfato l'AFD ( da Baritalia News, di Antonicelli)
La premier respinge i paragoni con la Germania e attacca le semplificazioni dopo il successo dell’AfD in Sassonia-Anhalt.
Giorgia Meloni rompe il silenzio sul successo dell’AfD in Sassonia-Anhalt e lo fa marcando una distanza netta tra il caso tedesco e quello italiano. Alla festa internazionale del riso di Vercelli, Risò, la presidente del Consiglio ha spiegato che il risultato dell’AfD va letto dentro le dinamiche politiche della Germania e non può essere usato per costruire parallelismi automatici con l’Italia.
«Penso che la democrazia vada rispettata», ha esordito Meloni, aggiungendo che il tema non riguarda soltanto il piano valoriale, ma anche i rapporti con l’Europa.
Poi il passaggio più politico: «Nessun parallelismo con l’Italia, perché in Germania c’è un governo di Grosse Koalition che mette insieme partiti di centrodestra e di centrosinistra».
Secondo la premier, proprio formule di governo così larghe possono rendere più difficile offrire una linea politica riconoscibile sui temi che interessano maggiormente gli elettori.
Meloni: «In Italia c’è un governo di destra»
Meloni ha insistito sulla differenza tra Berlino e Roma: «Sono soluzioni che, poste le difficoltà a dare una linea chiara su materie importanti per i cittadini, poi producono anche la crescita di questo genere di movimenti».
Subito dopo ha precisato: «Non è il caso italiano. In Italia c’è un governo di centrodestra, di destra».
Un riferimento diretto anche al tema dell’immigrazione, centrale nella crescita dell’AfD. La presidente del Consiglio ha ricordato che il governo italiano ha già adottato una linea precisa su questo fronte.
La premier ha poi invitato a evitare letture troppo semplicistiche del voto tedesco. «Ogni Paese ha la sua storia, il suo quadro politico, le sue difficoltà, le sue priorità», ha osservato. E ha aggiunto: «L’importante è che non facciamo le semplificazioni che ho sentito in questi giorni».
La sfida sulla legge elettorale
Meloni ha affrontato anche la riforma della legge elettorale in discussione al Senato, difendendo il testo e rivendicando la scelta politica del centrodestra.
«Gli italiani avranno la possibilità di scegliere la coalizione, il premier, il programma, il parlamentare», ha affermato. «E io sono fiera che questo l’abbia fatto il centrodestra».
La premier ha respinto anche le critiche sulle preferenze, ricordando che non sono presenti per l’elezione del Parlamento da oltre trent’anni.
«Il tema qui non è chi ne vuole di più, chi ne vuole di meno», ha concluso. «Il tema è chi ha consentito che ci fosse la scelta del parlamentare, le preferenze nella legge elettorale, e chi invece non l’ha fatto».
E se il nuovo ciclo di Report ripartisse proprio dall'attentato a Ranucci e facesse chiarezza sui rapporti con Lavitola? ( da Fanpage.it, di Daniela Seclì)
Report potrebbe ricominciare proprio da Sigfrido Ranucci. La nuova edizione andrà in onda a partire da domenica 8 novembre, in prima serata su Rai3. Dopo giorni tumultuosi, la conduzione è stata affidata a Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. Nel corso delle prime puntate alcuni inviati si potrebbero occupare proprio di fare chiarezza sull'attentato a Sigfrido Ranucci e sugli eventi che si sono succeduti dal 16 ottobre 2025 fino all'arresto dell'amico del conduttore Valter Lavitola avvenuto il 10 agosto.
Se l'ipotesi di una puntata dedicata al caso Ranucci dovesse essere confermata, la trasmissione di Rai3 risponderebbe nel migliore dei modi ai detrattori che in queste ore stanno infestando i social chiedendo che gli inviati indaghino sull'attentato e su quanto accaduto successivamente con lo stesso rigore con il quale di solito conducono le loro inchieste.
Secondo quanto sostiene Libero, l'inviato Paolo Mondani si sarebbe messo in contatto con l'avvocato Giuseppe Cavallaro, che rappresenta legalmente Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, per comprendere se sia disposta a parlare ai microfoni del programma di Rai3. L'intento sarebbe anche quello di puntare un faro sul rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, diventato il punto debole per il giornalista in questa delicata vicenda.
Ma vediamo le tappe che hanno portato dall'attentato all'arresto di Lavitola. La vicenda ha avuto inizio il 16 ottobre 2025 quando un ordigno rudimentale è esploso davanti all'appartamento di Sigfrido Ranucci a Pomezia. Non ci sono stati feriti, ma il cancello dell'abitazione e alcune auto che erano parcheggiate nei pressi dell'esplosione sono state danneggiate. Inizialmente nessuno sembrava avere dubbi: doveva trattarsi di una ritorsione legata alle inchieste condotte dalla trasmissione di Rai3.
A giugno del 2026 il quadro ha iniziato a farsi più definito. Sono finiti in manette quattro persone: Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone e Marika De Filippis. Sono stati accusati di essere gli esecutori materiali dell'attentato. Gli è stata riconosciuta l'aggravante del metodo mafioso. Avrebbero posizionato la bomba davanti alla casa di Sigfrido Ranucci su richiesta di qualcuno.
Il mandante è emerso poco dopo, si trattava di Valter Lavitola. L'uomo, interrogato i primi di luglio, ha negato di avere a che fare con l'attentato e si è professato caro amico di Sigfrido Ranucci. Lo stesso giornalista reputava inverosimile che il mandante potesse essere Lavitola proprio per il rapporto che li legava. Purtroppo ha dovuto ricredersi.
Il 10 agosto Valter Lavitola è stato arrestato e ha confessato di essere il mandante dell'attentato a Ranucci. Secondo la Procura di Roma avrebbe incaricato Clesio Tavares Gomes, 47enne che lavorava presso il suo ristorante, di reclutare alcune persone che potessero entrare in possesso di esplosivo e posizionare una bomba rudimentale davanti a casa del giornalista. Ci sarebbe stato anche un sopralluogo da parte dello stesso Lavitola e di Gomes il 15 settembre. Per gli inquirenti, lo scopo sarebbe stato quello di accrescere la popolarità di Ranucci per agevolare i suoi progetti in ambito politico. Lavitola, invece, sostiene di avere appreso di un attentato imminente ai danni dell'amico e di averne inscenato uno lui stesso perché fosse innalzata la scorta di Ranucci.