venerdì 10 aprile 2026

Tutti si rendono conto che è ora che la guerra finisca, sia russi che ucraini ( open.online, di Simone Disegni)

 

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La fine della guerra tra Russia e Ucraina è a portata di mano. A gettarlo il sasso nello stagno a sorpresa è il braccio destro di Volodymyr ZelenskyKyrylo Budanov. «Tutti capiscono che la guerra deve finire, ecco perché negoziano. Non penso ci vorrà molto», azzarda il capo dell’ufficio presidenziale di Kiev in un’intervista a Bloomberg. Piccolo mistero nel mistero, la testata diffonde le esternazioni di Budanov solo oggi, nonostante l’intervista sia stata rilasciata – viene detto – ben sei giorni fa. Kiev vuole spargere ottimismo ora che la guerra in Iran pare chiusa? Di certo c’è che il raffreddamento della tensione in Medio Oriente dovrebbe consentire agli Usa di tornare a dedicare qualche attenzione al dossier russo-ucraino, dopo che i negoziati erano stati congelati per oltre un mese durante «l’altra guerra». Gli inviati di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero arrivare a Kiev nei prossimi giorni, ha detto Zelensky. E secondo Budanov questa volta qualcosa bolle in pentola.

L’ottimismo di Budanov e la tregua di Pasqua (ortodossa)

Entrambe le parti in guerra continuano a tenersi su posizioni «massimaliste» sulla risoluzione del conflitto, ma le cose potrebbero presto cambiare, sostiene l’ex capo dell’intelligence militare, che ha oggi anche il compito di guidare i negoziati lato Kiev. Per il momento certo «nessuna decisione è stata presa, ma in principio tutti ora capiscono quali sono i limiti di ciò che è accettabile: un progresso enorme», segnala Budanov. Ma perché Vladimir Putin, proprio ora che ha rinverdito le casse statali con i proventi più vantaggiosi del petrolio, dovrebbe abbandonare la sua posizione massimalista, in primis la richiesta che l’Ucraina ceda l’intero Donbass in cambio della pace? Per ragioni economiche, sostiene Budanov con Bloomberg. «A differenza nostra, loro stanno spendendo i loro stessi soldi – somme ingenti, nell’ordine delle migliaia di miliardi». Sogno o realtà? Per il momento l’unica concessione reale di Putin è quella di fermare le armi per 32 ore questo finesettimana in occasione della Pasqua ortodossa (domenica 12 aprile). Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov però ha già tenuto a raffreddare ogni eventuale entusiasmo: la tregua va letta come niente di più che una «misura umanitaria temporanea» perché alla Russia non interessa un cessate il fuoco ma un accordo di pace permanente.

Meloni: siamo seri ed andiamo avanti. NOSTRO COMMENTO

 NOSTRO COMMENTO

Se capita di ascoltare la Premier, quando si presenta, quelle rare volte, in Parlamento, alla viglia di appuntamenti internazionali importanti o quando a gran voce e ripetutamente viene chiamata a riferire su particolari questioni, viene spontaneo un dubbio: ma quante opposizioni vi sono in Parlamento? Una certamente è quella costituita dalle forze del cosiddetto 'campo largo' alias centro sinistra più o meno allargato, che sta effettivamente all'opposizione e che svolge il suo ruolo come meglio può. Ma c'è anche una seconda opposizione,  curiosamente costituita dalla coalizione al governo del Paese, ed impersonata magnificamente proprio dalla Premier, che fa opposizione a se stessa.  Meloni sembra non aver ancora capito che  a fare l'opposizione al Governo ci pensa il 'campo largo', mentre Lei parla come se l'opposizione al Governo da Lei rappresentato dovesse essere sostenuto da Lei,  usando gli stessi toni che venivano a lei consentiti quando era una underdog alla ricerca dell'osso da spolpare elettoralmente. Ora quell'osso lo ha azzannato e allora?

                                                                     ( Pietro Acquafredda)

Roma, 09 aprile 2026 “Quanto alle dimissioni, colleghi, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno. Cioè esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più, tanto che definisce questo governo un ‘pericolo per l’Umanità’ ma non ne invoca le dimissioni. Posizione bizzarra, di chi evidentemente ostenta una sicurezza che non ha. Non temete. Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile”. 










Festival Toscanini 2026 (Comunicato)

 

Dal 21 giugno al 16 luglio un cartellone di concerti sinfonici, cameristici e jazz nel segno di Arturo Toscanini

Dal 21 giugno al 16 luglio 2026 torna il Festival Toscanini, la rassegna estiva della Fondazione Arturo Toscanini che anima Parma e alcuni dei luoghi più significativi della provincia (da Busseto a Montechiarugolo, da Sala Baganza alla Reggia di Colorno) con un cartellone articolato di concerti sinfonici, cameristici e jazz, nel segno del lascito artistico e culturale di Arturo Toscanini.

Un percorso che intreccia grandi pagine del repertorio classico, nuove letture, contaminazioni e progetti speciali, valorizzando al tempo stesso il territorio, i suoi spazi storici e il dialogo con il pubblico, in una proposta capace di parlare a spettatori diversi per età e sensibilità.

Per Ruben Jais, Sovrintendente e Direttore artistico della Fondazione Toscanini, il Festival rappresenta «un laboratorio vivo in cui la tradizione non viene semplicemente celebrata, ma continuamente rimessa in gioco. Il Festival Toscanini è il luogo in cui l’identità della Filarmonica incontra la città e il suo territorio, attraversando repertori, linguaggi e generazioni, nel segno di una musica condivisa e accessibile».

Main donor della rassegna è Fondazione Monteparma, che sostiene con convinzione il Festival Toscanini fin dalla sua prima edizione, condividendone la visione e riconoscendone il significativo impatto culturale sul territorio. «Si tratta di un progetto di grande rilievo che valorizza il patrimonio musicale storico aprendosi a una dimensione internazionale e contemporanea – afferma Mario Bonati, Presidente di Fondazione Monteparma –. Certi che anche quest’anno l’iniziativa saprà distinguersi per qualità e partecipazione, rinnoviamo il nostro contributo all’attività musicale della Toscanini e, in particolare, al prestigioso Festival».

 

IL CARTELLONE
L’edizione 2026 del Festival Toscanini si sviluppa lungo quasi un mese di appuntamenti, con protagonisti la Filarmonica Arturo Toscanini e i suoi ensemble, insieme a solisti e direttori di rilievo internazionale. Accanto ai concerti sinfonici trovano spazio le proposte della Toscanini Academy, dedicate al cinema, al jazz, alla musica americana, alla rilettura del grande repertorio operistico e cameristico, in un equilibrio tra qualità artistica e apertura dei linguaggi.

Ad aprire il Festival sabato 21 giugno alle Tettoie Liberty del Parco della Musica di Parma, in occasione della Festa della Musica, un grande appuntamento a ingresso gratuito con la Filarmonica Arturo Toscanini e Mihaela Costea al violino, in un programma che accosta Mendelssohn e Vivaldi, con l’esecuzione integrale delle Quattro stagioni.
Il Festival prosegue il 
25 e 26 giugno tra Piazza San Francesco a Parma e Villa Pallavicino a Busseto, con Oleg Caetani sul podio e Virgile Barthe alla chitarra in “Eroi, atmosfere, illuminazioni”, un percorso tra Beethoven e Rodrigo. Piazzale San Francesco accoglie la Toscanini Academy in due grandi appuntamenti: il 27 giugno sarà la volta della Big Band diretta da Beppe di Benedetto con Andrea Tofanelli alla tromba e la voce di Alan Scaffardi per “My Way: omaggio a Miles Davis e Frank Sinatra”, seguita il 28 giugno dal concerto “Classico Pop” con il Sax Ensemble e Massimo Ferraguti direttore e sax.

A inizio luglio il Festival si tinge di cinema con la Filarmonica Toscanini e Federico Mondelci direttore e sax nel programma “Una notte di cinema”, tra Parma e il Castello di Montechiarugolo, rispettivamente il 2 e 3 luglio.
Si prosegue con programmi cameristici di squisita raffinatezza: il 
7 luglio alla Casa della Musica il Quartetto de La Toscanini propone “La forma allo specchio”, un programma dedicato a Wolf Ferrari e Verdi, seguito l’8 luglio dall’Ensemble de La Toscanini con “Accordi discordi”, tra Mozart e una nuova composizione in prima esecuzione assoluta di Valentina Scheldhofen CiardelliArtistic Partner for inclusion e innovation della Filarmonica e, per l’occasione, anche solista al contrabbasso insieme all’arpista Anna Astesano.

Tornano poi protagonisti il jazz e le atmosfere americane con l’Academy Big Band Quartet in “American Beauty” il 13 luglio alla Casa della Musica di Parma, e la Toscanini Academy Big Band il 14 luglio in “Hollywood Swing”, alla Rocca di Sala Baganza.

Momento culminante del Festival sarà il concerto conclusivo di giovedì 16 luglio in Piazza Duomo a Parma, con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Robert Trevino, impegnata in “Il Ring senza parole”, la suite sinfonica da L’anello del Nibelungo di Richard Wagner nella versione di Lorin Maazel: un grande affresco orchestrale, in uno dei luoghi più emblematici della città, che conferma il dialogo tra musica, spazio urbano e patrimonio artistico.
A introdurre il concerto, 
il 14 luglio, all’APE Parma Museo di Fondazione Monteparma si terrà un momento di approfondimento dedicato all’universo wagneriano: “Il Ring in un’ora”, un incontro gratuito a cura di Fabio Sartorelli pensato per accompagnare il pubblico all’ascolto e alla comprensione di uno dei capolavori assoluti del teatro musicale, che intreccerà racconto, esempi musicali dal vivo e video, per entrare nel cuore dei temi, dei personaggi e della straordinaria architettura sonora del Ring.

Il Festival Toscanini 2026 è realizzato grazie al sostegno di Fondazione Monteparma, Chiesi, Socogas, Opem, Conad, Bonatti, La Giovane, Camst, Rotary Club Salsomaggiore, e con il contributo di Ascom.

 

INFO E BIGLIETTI
I biglietti per i concerti sono acquistabili online dal 23 aprile su ticket.latoscanini.it o in biglietteria. 
Gli eventi gratuiti sono prenotabili online su ticket.latoscanini.it.
Gli 
abbonati alla stagione 25/26 della Filarmonica Toscanini hanno diritto di prelazione sull’acquisto di biglietti dal 9 al 22 aprile con uno sconto del 20%, esclusivamente presso la Biglietteria La Toscanini

Salisburgo. Finita l'era Hinterhauser alla direzione del Festival. Il direttore sospeso con effetto immediato (da GdM, di Stefano Nardelli). Caratteraccio del direttore dimissionato o ingerenza politica nella direzione del Festival? ( P.A.)

 

Markus Hinterhäuser sospeso a Salisburgo

Dopo la pubblicazione di un’inchiesta di Der Spiegel sul chiacchierato stile di leadership del sovrintendente, il Festival di Salisburgo annuncia la sua sospensione e cerca un successore


Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)
Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)

Cala il sipario a Salisburgo ma questa volta non sul palcoscenico. Il sovrintendente Markus Hinterhäuser viene sospeso con effetto immediato. Lo ha annunciato il Consiglio di sorveglianza del festival austriaco, con un comunicato ufficiale, citando «differenze e divergenze insormontabili» come motivo della rottura. Hinterhäuser, che guida le sorti artistiche di Salisburgo fin dal 2016, è stato messo alla porta dopo mesi di scontri sempre più aspri con le istituzioni che governano una delle più importanti rassegne musicali del pianeta.

A dare il primo colpo, qualche giorno prima dell'annuncio ufficiale, era stato il settimanale tedesco Der Spiegel, con un'inchiesta dettagliata sullo stile di leadership di Hinterhäuser. Le accuse emerse nell'articolo del settimanale tedesco — esplosioni di rabbia, demansionamenti, pressioni sui collaboratori — hanno squarciato il velo di silenzio che circondava i malumori interni al festival. Che l'atmosfera fosse tesa pare non fosse un segreto per nessuno ma la pubblicazione di nomi e dettagli da parte della stampa tedesca ha provocato un autentico terremoto.

In passato, in un'intervista alla Salzburger Nachrichten, Hinterhäuser aveva definito se stesso «un carattere emotivo, a volte impulsivo». Anche il sito BackstageClassical aveva subìto la sua ostilità: Hinterhäuser l'aveva citato in giudizio su sette punti, ma aveva perso sia in primo grado sia in appello presso il tribunale di Amburgo. Tra le voci che circolavano c'era persino un presunto divieto d'accesso nel celebre Café Bazar di Salisburgo come conseguenza del suo comportamento.

Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)
Markus Hinterhaeuser (foto Salzburger Festspiele – Franz Neumayr)

La scintilla formale della crisi è però legata a una questione apparentemente tecnica: la nomina del nuovo direttore della sezione teatro di prosa. In un'intervista al Kronen Zeitung, Hinterhäuser aveva indicato pubblicamente la sua preferita per quel ruolo: Karin Bergmann, ex direttrice del Burgtheater di Vienna. Il problema era che la Bergmann non si era formalmente candidata e non aveva partecipato ai colloqui. Il Consiglio di sorveglianza si è sentito scavalcato e la governatrice del Land di Salisburgo, Karoline Edtstadler del Partito Popolare, così come il sindaco socialdemocratico Bernhard Auinger (SPÖ) hanno accusarono pubblicamente il sovrintendente di aver violato la fiducia del Consiglio. Ma la vera questione era chiaramente un’altra. Il contratto di Hinterhäuser — già rinnovato fino al 2031 con un contratto sottoscritto dal predecessore di Edtstadler — conteneva una «clausola di buona condotta» che il Consiglio di sorveglianza ha ritenuto violata. Una clausola che evidentemente segnalava una mancanza di fiducia nei confronti del manager. Accessi di rabbia, umiliazioni e insulti nei confronti di collaboratori pare fossero diventati una costante, e il rispetto verso i dipendenti era considerato una condizione minima ignorata da Hinterhäuser. Già dopo la rottura con la direttrice del teatro di prosa Marina Davydova, licenziata già a fine 2024, si erano moltiplicati i commenti critici sullo stile di direzione del sovrintendente e sulle sue complicate relazioni con i colleghi. Su Hinterhäuser nel tempo si era costruito un racconto che caratterizzava la sua gestione come geniale e intoccabile, denigrando chi osava criticarla.

All'invito a dare giustificazioni da parte del Consiglio di sorveglianza, Hinterhäuser non ha risposto, facendosi forza sulla scadenza del suo contratto nel 2031 e portando la questione sul piano legale. Alla fine di complesse trattative fra avvocati, si è raggiunto un accordo: Hinterhäuser è formalmente «in congedo» fino al 30 settembre 2026, data di scadenza del contratto attuale, con obbligo di riservatezza sui dettagli dell'intesa.

A difesa di Hinterhäuser erano scesi in campo circa sessanta artisti — tra cui i premi Nobel Elfriede Jelinek e Peter Handke — attraverso una lettera aperta, accusando il Consiglio di sorveglianza di ingerenza politica nelle scelte artistiche. Un gesto di solidarietà che però, secondo molti osservatori, difendeva l'uomo sbagliato per le ragioni sbagliate. Anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung si era schierata al fianco di Hinterhäuser, commentando la vicenda con toni duri verso i politici: «Non è ridicolo né tragico, è solo miserabile e stupido. Il Consiglio di sorveglianza vuole liberarsi del sovrintendente perché non gli può imputare altro che una cattiva condotta.»

Se il programma del 2026 è già definito quello del 2027 è in uno stadio avanzato, si apre ora il problema della successione. La Presidente Kristina Hammer e il direttore amministrativo Lukas Crepaz assumono temporaneamente la gestione operativa, mentre si cercano candidati per una direzione artistica ad interim ma inevitabilmente si apre una fase di incertezza. Il Festival di Salisburgo dovrà affrontare non solo la sostituzione di una figura chiave, ma anche una delicata transizione in un momento cruciale, tra grandi investimenti strutturali e la necessità di ridefinire equilibri istituzionali.

Una 'Traviata da cortile'- annuncia Baricco ( da GdM, di Alessandro Rigolli)

 

La “Traviata da cortile” di Alessandro Baricco

Parte da Parma il 27 e 28 maggio la tournée 2026 con la direzione musicale e creativa di Enrico Melozzi e Gloria Campaner


Alessandro Baricco, conferenza stampa “Una Traviata da cortile” a Busseto
Alessandro Baricco, conferenza stampa “Una Traviata da cortile” a Busseto

Alessandro Baricco sarà protagonista di una nuova interpretazione de La traviata di Giuseppe Verdi, dal titolo Una Traviata da cortile, spettacolo di narrazione e musica dal vivo concepito per spazi aperti e cortili.

La produzione, curata dallo stesso Baricco con Domenico Procacci e IMARTS (International Music&Arts) è stata presentata oggi nella storica Salsamenteria Baratta di Busseto – vale a dire nel cuore popolare delle terre verdiane, tra salumi e scodelle di vino – ed inaugurerà la tournée 2026 presso l'Antica Grancia Benedettina di Colorno il 27 e 28 maggio 2026 (ore 19.00), nell’ambito della Stagione d’Opera del Teatro Regio di Parma. La direzione musicale è affidata a Enrico Melozzi, quella creativa e il casting a Gloria Campaner.

“Una Traviata da cortile” Conferenza stampa a Busseto
“Una Traviata da cortile” Conferenza stampa a Busseto

Sulla scia dell’esperienza maturata in occasione della messa in scena alla scuola Holden di Torino nello scorso anno, realizzata in collaborazione con Lingotto Musica, questa nuova produzione supera i confini tradizionali tra palco e platea, integrando il pubblico nell’azione e offrendo un’esperienza immersiva e partecipativa.

“Una Traviata da cortile” Conferenza stampa a Busseto
“Una Traviata da cortile” Conferenza stampa a Busseto

La musica sarà eseguita da Duphol Big Band Orchestra, ensemble creato per l’occasione composto da un quintetto d’archi, una banda (Orchestra di fiati del Cilento e Anbima FVG), la fisarmonica di Mario Stefano Pietrodarchi, il mandolino di Raffaele La Ragione, il contrabbasso di Paolo Borsarelli e il Coro del Teatro Regio di Parma, Maestro del coro Martino Faggiani. Un flusso sonoro che accompagna i momenti salienti della storia di Violetta Valéry, interpretata da Floriana Cicìo, con Matteo Roma nel ruolo di Alfredo e Franco Vassallo in quello di Germont. La narrazione, articolata in quattro quadri tematici, sottolinea gli aspetti umani e contemporanei della vicenda. Una Traviata da cortile si configura dunque come un esperimento teatrale e musicale volto a restituire all’opera lirica la sua dimensione più autentica e condivisa.

“Una Traviata da cortile”, Torino (foto Roberto Cristaudo)
“Una Traviata da cortile”, Torino (foto Roberto Cristaudo)

Il programma della tournée 2026 a oggi prevede – dopo il doppio appuntamento del 27 e 28 maggio a Colorno – le date del 20 e 21 giugno al Cortile dell'Università di Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino, il 20 luglio presso l’Azienda Agricola Zorzettig di Spessa (Udine) per il Mittelfest, il 5 agosto presso il Castello di Titignano a Orvieto per l'Umbria Green Festival e il 26 e 27 settembre presso il Cortile degli stabilimenti Kimbo a Melito di Napoli.