sabato 22 agosto 2026

Ranucci: se mi tolgono REPORT ci divertiamo ( da Il Riformista, di Stefano Giordano)

 

Roma - RAI, Sigfrido Ranucci sul set della trasmissione Report

«Se mi tolgono la conduzione, ci divertiamo. Nel mio telefono ho le chat di tutti». La frase, riportata dal Foglio e mai smentita dall’interessato, è attribuita a Sigfrido Ranucci.

Clementina Forleo, consigliera della Corte d’appello di Roma, ha osservato su Facebook che, se la notizia fosse vera, in un Paese normale il prospettare la divulgazione di conversazioni private pur di conservare una poltrona televisiva avrebbe già un nome nel codice penale. Risultato: querelata. Anzi no: in serata Ranucci ci ripensa, «non gliela faccio, ha tracciato i mandanti». Anzi sì: il suo legale smentisce il ripensamento, «era sarcasmo». Un giorno solo, tre versioni. Report avrebbe fatto un servizio su chiunque altro.

Il paradosso è squisito: chi ha edificato una carriera sul dogma che le domande scomode siano il sale della democrazia trascina in tribunale — forse — una giudice per una domanda su notizie di stampa che nessuno ha smentito. Una giudice, peraltro, che non ha mai abitato il mainstream delle correnti e del CSM, e che proprio per questo parla senza rete.

C’è un nome anche per questo, e i giornalisti lo conoscono bene: Slapp, le azioni legali intimidatorie usate per scoraggiare chi partecipa al dibattito pubblico. L’Europa, con la direttiva del 2024, chiede agli Stati di neutralizzarle. Ranucci le ha denunciate per anni chiamandole querele bavaglio, quando arrivavano ai cronisti. Ora che la critica riguarda lui, il bavaglio dev’essergli parso improvvisamente un accessorio di stile. Aggiorniamo il catalogo di Sciascia: oltre ai professionisti dell’antimafia esistono i professionisti delle domande, che le pongono per mestiere e le querelano quando le ricevono. Salvo ripensamenti, s’intende.

venerdì 21 agosto 2026

Milano. Concorso lirico, 26 settembre

 


Festival Pergolesi Spontini. Jesi e dintorni. Prosegue fino al 21 settembre ( Fondazione Pergolesi Spontini. Calendario)

 Sabato 29 agosto 2026, ore 21

JESI, SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
VIA CRUCIS
Le 14 stazioni della Croce, S 53
per mezzosoprano, baritono, coro e organo
musica di Franz Liszt
meditazioni di Mons. Paolo Ricciardi, Vescovo di Jesi
mezzosoprano Roberta Sollazzo
baritono Marco Cazzuffi
voce recitante Claudia Benassi
Coro dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia
direttore Marco Berrini
organo Alessandro Marangoni

Composta nel 1878, questa sequenza di meditazioni è una delle espressioni più straordinarie del Romanticismo musicale. Liszt, ha saputo trasporre in note le sofferenze e le riflessioni della Via Crucis, creando un’opera che non solo racconta la sofferenza, ma invita a vivere ogni passo del cammino con una partecipazione profonda. L’esecuzione non è solo una celebrazione della Passione di Cristo, ma anche una meditazione sul dolore, sul sacrificio e sulla speranza, temi che risuonano ancora oggi con forza nella nostra vita.


venerdì 4 settembre 2026, ore 21
JESI, TEATRO PERGOLESI
NOA
THE BEST OF
voce e percussioni Noa
pianoforte
Ruslan Sirota
sassofono
Omri Abramov
batteria Daniel Dor

Noa, una delle voci internazionali più emozionanti, un’artista unica capace di cambiare ed evolversi in ogni progetto, mantenendo sempre il suo tratto distintivo elegante e raffinato presenta al Teatro Pergolesi il suo “The best of”. Una musica, quella di Noa, che va oltre i confini di genere musicale e della lingua, una musica capace di parlare al cuore delle persone e di emozionarle. The Giver and the See (pubblicato l’8 marzo 2026) è il nuovo album in studio in cui la cantautrice israeliana esplora il rapporto simbiotico tra l’artista e la musica, vista come un’entità viva che sceglie il musicista e non viceversa. I testi e le melodie attingono a tematiche legate all’acqua, alla guarigione e all’introspezione.


sabato 5 settembre 2026, ore 21
JESI, TEATRO PERGOLESI
LUMEN ET UMBRA
musiche di J.S. Bach
violoncello Miriam Prandi
musicAeterna Dance
ballerini Maksim Klochnev, Elena Lisnaya 
coreografie Alexey Slutsky, Maksim Klochnev, Elena Lisnaya
PRIMA NAZIONALE

Performance multidisciplinare con Miriam Prandi e musicAeterna Dance, intensa e meditativa. Sulle note delle Suites per violoncello solo di Bach, la danza si fa sguardo introspettivo, tensione silenziosa, dialogo tra luce e ombra che si trasforma in memoria, traccia, riflessione. I movimenti dei danzatori si contraggono e si dissolvono nello spazio, mentre il violoncello si fa voce che attraversa la materia del silenzio.


mercoledì 9 settembre 2026, ore 14.30; 16; 17.30
mercoledì 9 settembre 2026, ore 19; 20.30; 22
JESI, TEATRO PERGOLESI
DIRETTORE PER UN’ORA
Pergolesi Escape Room
ideazione e conduzione Pietro Piva
in collaborazione con Scuola Musicale Pergolesi di Jesi

Una divertente e adrenalinica escape room al Teatro Pergolesi! Avrai un’ora di tempo per completare la tua stagione lirica, chiudere i contratti, programmare prove e spettacoli ma fai attenzione, ci sono presenze nell’ombra del teatro, enigmi da risolvere e segreti da svelare … riuscirai a far tornare i conti e trovare la via della fuga?
Gioco di squadra (max 8 partecipanti a turno)
età consigliata: 10-16 anni e adulti
durata: 1 ora


venerdì 11 settembre 2026, ore 21
JESI, TEATRO PERGOLESI
LUPIN
Il musical
musiche di Paola Magnanini
soggetto, libretto e regia Salvatore Sito
direzione musicale Rosa Sito
coreografie Silvia Raschi
con Flavio Gismondi, Angelica Cinquantini, Federica Basile, Paolo Bianca, Andrea Rodi, Umberto Scida ed un ensemble di straordinari performer.
Compagnia della Corona
in co-produzione con Teatro Fanin ed in collaborazione con Orchestra Senzaspine

Dopo il successo de La Famiglia Addams, Compagnia della Corona torna in scena con Lupin – il Musical, prima grande produzione italiana dedicata al ladro gentiluomo più celebre (e amato) di tutti i tempi. Tra jazz, intrighi e romanticismo, la Parigi degli anni ‘30 prende vita sulle note originali di Paola Magnanini e nel libretto brillante di Salvatore Sito. Un viaggio avventuroso sull’Orient Express, dove Lupin è pronto a sorprendere con la sua prima mossa. 


Sabato 12 settembre 2026, ore 21
MONSANO, CHIESA DEGLI AROLI
RESIDART I
musiche di J. Haydn, W. A. Mozart, E. Mayer 
Quartetto Noema  
violini Hiroyo Watanabe, Dominik Fischer 
viola Elisabeth Mair 
violoncello Matthäus Pescoller
in collaborazione con Residart Festival e Orlando European Summer Course 

Questo giovane e talentuoso ensemble viennese, propone un programma musicale che unisce due giganti assoluti del Classicismo viennese, Haydn e Mozart, a un’importante voce del Romanticismo tedesco da riscoprire, Emilie Mayer, soprannominata all’epoca il “Beethoven donna” per la potenza delle sue opere. 


domenica 13 settembre 2026, ore 11
MONTE ROBERTO, TEATRO B. GIGLI
RESIDART II
musiche di W. A. Mozart, J. Brahms 
Quartetto Cino Ghedin
violino Filippo Bogdanovic
viola Myriam Traverso
violoncello Mattia Geracitano
pianoforte Laura Licinio
in collaborazione con Residart Festival e Orlando European Summer Course 

Nato nel novembre 2024 presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Quartetto Cino Ghedin è l’ensemble italiano vincitore della Borsa di studio 2026 promossa da Residart, Orlando European Summer Course e Fondazione Pergolesi Spontini. I quattro musicisti impegnati nel corso di specializzazione in musica da camera sotto la direzione del M° Henk Guittart direttore d’orchestra e Chamber Music Coach, propongono pagine memorabili scritte per quartetto con pianoforte partendo dalla chiarezza formale classica di Mozart per passare con Brahms a uno dei vertici assoluti della musica da camera dell’Ottocento. 


martedì 15 settembre 2026, ore 21
JESI, TEATRO PERGOLESI
RESIDART III
musiche di L. van Beethoven, D. Shostakovich, R. Schumann
pianoforte Keigo Mukawa    

Quartetto Noema 
violini Hiroyo Watanabe, Dominik Fischer 
viola Elisabeth Mair 
violoncello Matthäus Pescoller

Quartetto Cino Ghedin 
violino Filippo Bogdanovic
viola Myriam Traverso
violoncello Mattia Geracitano
pianoforte Laura Licinio 

in collaborazione con Residart Festival e Orlando European Summer Course 

ll virtuoso e pluripremiato pianista giapponese Keigo Mukawa, ormai guest star del Festival, esegue la Sonata per pianoforte N. 1 in fa minore Op. 2 N. 1 di L. van Beethoven: una delle sue prime grandi composizioni pubblicata nel 1796. Un’opera che rispetta le forme tradizionali ereditate da Haydn e Mozart, ma le riempie di una forza emotiva, un’irrequietezza e una spinta dinamica totalmente nuove e rivoluzionarie per l’epoca.
Completano il programma musicale il Quartetto per archi N. 3, Op. 73 di D. Shostakovich eseguito dal Quartetto Noema e il Quartetto per piano, violino, viola e violoncello Op. 47 di R. Schumann eseguito dal Quartetto Cino Ghedin.


venerdì 18 settembre 2026, ore 21
MONTECAROTTO, TEATRO COMUNALE
RESIDART IV
musiche di L. van Beethoven, G. Crumb Makrokosmos, A. Scriabin, C. Debussy, M. Ravel, A. Schoenberg (arr. H. Guittart)
pianoforte Keigo Mukawa
violino Hiroyo Watanabe
violoncello Matthäus Pescoller 

in collaborazione con Residart Festival e Orlando European Summer Course  

L’ultimo dei concerti da camera firmati Residart, ci propone un viaggio affascinante che attraversa tre secoli di letteratura pianistica e cameristica, sospeso tra il rigore formale e l’esplorazione dell’inconscio. Il concerto si apre con il classicismo vivace di Beethoven, per approdare al lirismo denso, espressionista e notturno di Schoenberg passando per Crumb, Scriabin, Debussy e Ravel. Sul palco il pianista Keigo Mukawa e due musicisti del Noema Quartet. 


Sabato 19 settembre 2026, ore 21
JESI, TEATRO PERGOLESI
IL CASO SCHICCHI
S
OCIAL OPERA
musica di G. Puccini
pianoforte Carlo Morganti
regia Simone Guerro e Arianna Baldini
danza movimento terapia Beatrice Guerri
Compagnia “OperaH” (laboratorio di Teatro Sociale – XV edizione)
attore Enrico Desimoni
educatori Eva Luccioni, Andrea Accoroni, Mariano Fagioli
scene, costumi, luci, social media e pedagogia teatrale Studenti “Banco di scena” (progetto di Formazione Scuola-Lavoro, XIII edizione)
Il progetto “OperaH” 2026 è realizzato con il contributo di A.S.P. – Ambito 9 – Comune di Jesi
in collaborazione con UMEA Unità Multidisciplinare Età Adulta AST ANCONA, COOSS Marche, Teatro Giovani-Teatro Pirata, Nuovo Spazio Studio Danza.

Opera, teatro, danza, disabilità, scuola ecco gli ingredienti di una Social Opera. Il progetto “Social Opera” della Fondazione Pergolesi Spontini è nato nel 2011 mettendo in rete servizi sociali, scuole ed enti culturali del territorio per costruire insieme percorsi di inclusione e benessere attraverso l’esperienza del palcoscenico.


lunedì 21 settembre 2026, ore 21
JESI, TEATRO PERGOLESI
FAMILY MOVIE CONCERT
musiche di B. Conti, B. Tyler, J. Swinscoe/M. Price, D. Elfman, H. Zimmer, H. Gregson-Williams, J. Horner, J. Newton Howard, J. Hisaishi, J. Barry / M. Norman, J. Powell, J. Williams
direzione e arrangiamenti Stefano Campolucci 
Orchestra della Scuola Musicale G.B. Pergolesi  
Coro della scuola Musicale G.B. Pergolesi
maestro del coro Luca Mancini  

La musica sinfonica per il cinema occupa ormai uno spazio riconosciuto nel panorama concertistico internazionale. Le grandi partiture degli ultimi quarant’anni appartengono a pieno titolo alla tradizione orchestrale contemporanea, e vengono eseguite nelle sale da concerto con crescente frequenza e attenzione critica. Questo programma propone un itinerario attraverso alcune delle pagine più rappresentative di quel repertorio, accomunate da un filo conduttore preciso: la capacità di evocare emozioni immediate e autentiche, indipendentemente dall’età o dalla formazione musicale di chi ascolta. Meraviglia, nostalgia, tensione, euforia — sentimenti che la grande musica cinematografica sa suscitare con una immediatezza che poche altre forme espressive possono eguagliare. L’arco del programma è costruito per accompagnare il pubblico attraverso un’esperienza emotiva completa: dai momenti più intimi e riflessivi fino alle pagine di maggiore intensità orchestrale, lungo un percorso pensato per attraversare generi diversi e parlare a più generazioni.


I programmi potrebbero subire variazioni per motivi economici, tecnici o di forza maggiore.

Il Festival Pergolesi Spontini è organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini

Erice, Settimana di musica antica. Riscoperta opera di Bernardo Pasquini ( GdM, di Alma Torretta)

A Erice rivive “La donna ancora è fedele"

La prima esecuzione moderna dell’opera seicentesca con libretto di Domenico Filippo Contini e musica di Bernardo Pasquini ha chiuso la Settimana di Musica Antica con regia di Zuzana Vrbova e direzione di Fabio Bonizzoni


“La donna ancora è fedele" nel Cortile di Palazzo sales ad Erice (foto @almatorre)
“La donna ancora è fedele" nel Cortile di Palazzo sales ad Erice (foto @almatorre)


Conosciamo tutti l’opera di Mozart-da Ponte Così fan tutte scritta tra il 1789 e il 1790, ma già più di un secolo prima, durante il Carnevale del 1676 a Roma, al Teatro Rucellai al Corso, aveva debuttato un’opera, La donna ancora è fedele, dal libretto simile. Scritto da Domenico Filippo Contini (1669 ca - 1687) e musicato da Bernardo Pasquini (1637 – 1710), tratta di mettere alla prova la costanza di sentimento delle donne. L’opera riscoperta è stata messa in scena in conclusione della XXX Settimana di Musica antica di Erice, quest’anno interamente dedicata al periodo barocco, ed organizzata da MeMa, Mediterranean Music Association, e dall’Orchestra Barocca Siciliana (OBS) e inserita nel cartellone di Erice Estate 2026.

Nel Cortile di Palazzo Sales è andata così in scena, dopo 350 anni, in prima esecuzione moderna, una versione ridotta del lavoro, dall’intreccio assai complesso, in versione di opera studio ma sufficiente per rendersi conto della qualità del libretto e della musica. Si conoscono solo tre repliche (Ancona, 1680; Firenze, 1684; Perugia, 1686), ed un rifacimento napoletano del 1698, totalmente riscritto da Alessandro Scarlatti, poi più nulla. L’unica partitura pervenutaci è custodita presso la Biblioteca Universitaria Estense di Modena, ed è stata studiata da Luca Ambrosio nell'ambito della sua ricerca di dottorato conclusasi nel 2016 con la tesi Drammi, commedie e favole musicali all’ombra del Colosseo: modi, forme e contesti dell’opera a Roma tra 1668 e 1689. A 350 anni esatti di distanza dal primo allestimento, quindi, la redazione dell’edizione critica di partitura e libretto ha consentito finalmente a “La donna ancora è fedele" di tornare in vita e dopo Erice e poi Siracusa, previste repliche già anche in diversi altri paesi europei come in Spagna, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, grazie al sostegno del Ministero della Cultura, bando Boarding Pass Plus 2025-2027. I protagonisti dell’opera sono i giovani vincitori di un apposito concorso, tutti molto promettenti, con la parte musicale affidata all' Orchestra Barocca Siciliana con il maestro Fabio Bonizzoni, specialista del repertorio barocco, alla direzione e clavicembalo.

L'opera è una di quelle commedie in musica di argomento sentimentale destinate ad allietare l’ozio dei nobili romani all'interno dei loro palazzi oppure in teatrini effimeri annessi, quindi prevede poche scenografie, che possono essere sostituite anche da un salone antico, da un giardino oppure un cortile di palazzo, come ad Erice. Le scene di Danilo Coppola sono di conseguenza molto semplici, oggi anche per ragioni di trasporto in luoghi poco facilmente accessibili come il centro storico della cittadina trapanese, consistono ad alcune file di suggestive candela a limitare lo spazio scenico, qualche tenda a coprire gli ingressi, sedie e un tavolino dove scrivere quella lettera che si rivelerà fondamentale per chiarire gli inganni. Molto più elaborati i costumi di Stefania Federico che si rifanno a quelli d’epoca e sono molto curati anche nelle acconciature. La regia è stata affidata Zuzana Vrbova, una delle massime specialiste mondiali in gestualità barocca che ha tenuto pure ad Erice un corso apposito. Gesti molto eleganti per esprimere i sentimenti dei personaggio di più alto rango e levatura morale, solo enfatizzazione dei gesti quotidiani con movenze prive di grazia invece per la coppia di servitori.

La commedia, in tre atti, prevede infatti, come per la scene, un cast ridotto al minimo: due coppie di interpreti principali più una coppia di buffi. La trama anticipa quella di Così fan tutte di Da Ponte-Mozart, con la differenza che, oltre alle due coppie, non c’è il cinico Don Alfonso, ma è uno dei due amici, il cavaliere romano Alidoro, interpretato con un po’ di spavalderia dal tenore Roberto Manuel Zangari, che vuole mettere alla prova Florinda, ruolo affidato al soprano Marta Pacifici che conferisce am personaggio un intenso colore drammatico. Ma Florinda, altra differenza con Mozart-Da Ponte, non cede agli inganni e resta salda, fedele al suo amore per Alidoro. Anche se è stata indotta a credere che il suo amato è invece innamorato dell'amica Lisaura. il soprano Gaia Ammaturo molto elegante nei gesti e nel canto, che è invece innamorata di Roberto, l’altro cavaliere, amico di Alidoro che quest’ultimo ha spinto a fingersi innamorato di Florinda per metterla alla prova. Roberto è interpretato dal tenore Matteo Laconi che si è fatto ammirare per bel timbro dolce e ricco di sfumature, di spiccata musicalità. Gli inganni sono facilitati da Filandra, la vecchia balia di Florinda, che ascolta e riferisce rendendosi complice involontaria dell’inganno, interpretata con molta immedesimazione dal mezzosoprano ceco Iva Táborská, dizione italiana già molto buona. Ed infine c’è Selvino, il buon basso siciliano Antonino Arcilesi, il servitore di Alidoro che, com’è tradizione, si lamenta del lavoro, finirà per sposare la balia e alla fine si scopre che non è il vero padre di Florinda, quest’ultima è quindi nobile non solo d’animo ma anche di natali. La trama complicata, in realtà, è ben comprensibile grazie al buon libretto di Domenico Filippo Contini ed i tre atti scorrono veloci inframezzati da due balli, slegati dal resto della commedia come si usava allora per gli intermezzi, che qui sono stati affidata alla ballerina Carla Favata specializzata in danze storiche. Musicalmente l’intreccio è sostenuto con brio e precisione da un piccolo ensemble di due clavicenbali, tiorba, contrabbasso, violoncello, viola e due violini. Se Roberto minaccia di venire alle armi contro Alidoro, le due donne si affrontano invece molto più sottilmente con le parole e molto godibile è, in particolare, il duetto tra Florinda e Lisaura, sia musicalmente che vocalmente, con un bel gioco di frasi musicali, battute e gesti uguali e contrastanti. Dopo l’intensa aria finale di Florinda, applausi calorosi per tutti.

Molti interessanti anche altri momenti della Settimana Barocca 2026, dal concerto di apertura dedicato alla nascita del violoncello come voce solista trasformandolo da strumento d'accompagnamento a protagonista, attraverso le musiche di Dall’Abaco, Lanzetti, Scarlatti, Barrière, Biber, Galuppi e Boccherini; agli intermezzi buffi dedicati ai piaceri del vino in altre commedie in musica romane di fine Seicento; a La danse du rou soleil con costumi d’epoca; alla Vivaldiana per rendere omaggio al Prete rosso.

Vaticano, conclave. Le cene dei 'conservatori' che portarono all'elezione di Prevost ( da Il Tempo)

 

Quelle cene dei conservatori a casa del cardinale Burke che scelsero Prevost e bocciarono Parolin

Come sull’elezione del Romano Pontefice vige il più assoluto e sacro riserbo. Non solo i cardinali elettori, ma anche i cerimonieri, i cuochi e le varie maestranze chiuse all’interno del recinto del Conclave sono obbligati a giurare sui Vangeli di non rivelare nulla di quanto visto, accaduto o anche semplicemente ascoltato. Pena: la scomunica latae sententiae, ossia automatica. Ciononostante, su quel che accade prima e durante la clausura elettorale, giornalisti, vaticanisti e storici hanno sempre investigato, molto spesso riuscendo ad incastrare i tasselli di un complicato puzzle grazie a fonti riservate, cardinali un po' troppo chiacchieroni, monsignori in rampa di lancio con qualche sogno di gloria esageratamente evidente. Sul Conclave del 7-8 maggio 2025 che ha portato Robert Francis Prevost sul Soglio di Pietro si è già scritto molto e anche questo quotidiano ha rivelato alcuni dettagli sul vero andamento dei quattro scrutini che hanno consegnato la Chiesa a Leone XIV. Oggi, dopo mesi di incontri riservati e un notevole lavoro d’intreccio e verifica delle fonti, Il Tempo è in grado di rivelare come la scelta di far convergere i propri voti su Prevost, e non su Pietro Parolin, sia stata presa dal gruppo dei conservatori già qualche giorno prima di entrare nella Cappella Sistina.

Durante le Congregazioni generali preparatorie quasi tutti i porporati, elettori e non, hanno preso parte a cene, pranzi e incontri riservati. Diversi gruppetti di eminentissimi si sono ripetutamente attovagliati nelle trattorie di Borgo discutendo apertamente sul da farsi in Conclave tra una carbonara e un piatto di carciofi alla romana. Altri ancora, più scaltri e avveduti, si sono riuniti in gran segreto negli appartamenti privati di questo o tutti sanno, quel porporato. In una casa in particolare, tuttavia, due cene sono bastate per delineare il quadro che avrebbe tracciato il corso delle votazioni dei giorni successivi. Un appartamento, peraltro, al centro di numerose polemiche negli anni scorsi e cioè quello, sito a Palazzo Rusticucci (con affaccio su via della Conciliazione), dove vive il potentissimo cardinale americano Raymond Leo Burke e che Papa Francesco avrebbe voluto togliergli insieme al «piatto cardinalizio», ovvero l’appannaggio mensile spettante ai cardinali di curia anche in pensione. 

Due cene, stessi commensali, tranne gli invitati principali: Pietro Parolin e Robert Francis Prevost. Alla prima, oltre ovviamente al padrone di casa, erano presenti tutti i cardinali statunitensi, un paio di tedeschi, un polacco, alcuni europei e l’ex prefetto della Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller. L’ospite d’onore di quel desco fu Pietro Parolin, segretario di Stato uscente e da tutti considerato il candidato più accreditato alla successione di Bergoglio. A lui i commensali, in particolare gli americani Burke, Dolan e DiNardo, hanno chiesto cosa avrebbe fatto da pontefice per appianare le divisioni liturgiche, teologiche e morali causate dal pontificato appena concluso. A sentire alcuni dei partecipanti a quella cena, quando Parolin lasciò l’abitazione prima di tutti gli altri, uno dei cardinali presenti pronunciò quella che ha il sapore di una sentenza definitiva: «Non possiamo fidarci di lui, votiamo chiunque tranne Parolin».

Due giorni dopo, stiamo parlando dei primissimi di maggio 2025, si svolse una cena pressoché identica. Stessi invitati, stesse questioni poste sul tavolo, medesime domande, ma stavolta rivolte ad un ospite molto diverso: Robert Francis Prevost, prefetto uscente del dicastero per i Vescovi, residente a Roma da soli due anni ma già assai pratico del mondo vaticano e curiale. Chi era presente ci ha rivelato che giunti al caffè e agli amari il dado era ormai tratto: il pacchetto di voti (tra i 20 e i 25) in mano ai «conservatori» sarebbe confluito, già dal secondo scrutinio, su Prevost e non su Parolin, dato come colui che nella prima votazione avrebbe verosimilmente ottenuto più voti.

La realtà, però, ha superato i conti matematici e, com’è ormai acclarato, a seguito del primo scrutinio, proprio il candidato di bandiera dei conservatori, il primate d’Ungheria Péter Erdö, è risultato essere in testa. A seguire, incredibilmente, Parolin e Prevost, distanti l’uno dall’altro da una manciata di voti. Nel secondo scrutinio, la mattina seguente 8 maggio, il quadro era ormai delineato: i conservatori confluirono su Prevost, come deciso nella cena di qualche sera prima che oggi abbiamo svelato in esclusiva. Resta solo una domanda che non tanto noi, quanto i conservatori che hanno puntato su Prevost, si pongono: rispetterà i patti siglati in quella cena?