giovedì 19 febbraio 2026

B.V. torna a parlare: non voglio fare polemica. Sto pensando di...dimettermi, oltre che di avere figli (auguri e figli maschi!) ( Adnkronos, di Paolo Martini) Lei scarsa pensa di attirare un pubblico nuovo? Povera illusa presuntuosa( P.A:)

 


La Fenice, Beatrice Venezi: "Ho scelto la musica e me stessa, non la polemica"

La direttrice d'orchestra: "In Italia c'è ancora molto machismo". E rivela: "Sto pensando di avere figli"

Beatrice Venezi (Fotogramma)
Beatrice Venezi (Fotogramma)

"Ho scelto di non reagire, di non parlare, perché mi sono resa conto che in quella società la verità non interessa a nessuno. Così ho deciso di concentrarmi su ciò che mi interessa e che mi fa stare bene con me stessa: la musica, il mio lavoro, ciò che sono e so fare. Sono rimasta molto sorpresa dall'affetto che ho ricevuto da tante persone. Questo mi ha dato molta forza". Lo afferma la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, in un'intervista al magazine del "Clarín", il più importante quotidiano argentino, a proposito della sua nomina a direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia, che dal settembre scorso ha provocato il rifiuto dell'Orchestra e dei sindacati, perché considerata un'imposizione politica e artistica, con scioperi e proteste a causa del curriculum non giudicato all'altezza del prestigio dell'istituzione. L'intervista integrale è stata postata dalla stessa Venezi sulla sua pagina Facebook.

Spiega Venezi, che fa parte del Teatro Colón di Buenos Aires come direttrice principale ospite dell'Orchestra Stabile, a proposito dell'ostilità nei suoi confronti: "Ho capito di trovarmi nel mezzo di una questione politica: è stato come un modo per attaccare l'attuale Governo, e inoltre c'erano le elezioni regionali in Veneto, di cui fa parte Venezia. A peggiorare la situazione, c'era l'aggravante di attaccare una lavoratrice, una donna. In Italia c'è ancora molto machismo. Superato il momento difficile, ho pensato: 'Hanno paura del nuovo'. Non osano rischiare con progetti innovativi. Venezia ha bisogno di attrarre nuovi pubblici che arrivano con il turismo. Gli abbonati attuali hanno più di 80 anni. Se non si prova a fare qualcosa di diverso nell'arte, dove altro farlo? Altrimenti i teatri diventano musei. Assumerò l'incarico a ottobre".

Sui suoi prossimi impegni, Beatrice Venezi, 35 anni, anticipa che nel mese di marzo andrà in Uruguay; poi sarà a Buenos Aires con "Pagliacci / Cavalleria Rusticana". Sta inoltre lavorando a un grande omaggio a Luciano Pavarotti per i suoi 90 anni in Sud America: il tenore modenese aveva un legame molto forte con Buenos Aires e con il Teatro Colón. E sull'Argentina dice: "Per me è come essere a casa. Più che in Italia, persino in Svizzera, dove vivo. Qui ho costruito relazioni di grande affetto e stima. È un Paese che mi sembra avere prospettive, un potenziale enorme. Qui si possono fare cose che in Europa non sono possibili perché non è solo il Vecchio continente, ma anche un continente 'vecchio'. Una delle cose che mi ha conquistato dell'Argentina è la società: la gente qui è molto diversa da quella europea. La grande forza dell'Argentina sta in due valori aggiunti: il pensiero critico e le relazioni sociali, che sono più autentiche. In Europa non è così per molte ragioni, come le tensioni sociali degli ultimi anni, che hanno generato paura dell’altro e sfiducia. Per motivi di politiche sociali e fenomeni migratori, l'Italia non ha più l'identità di prima. Sono in una fase della mia vita in cui sto pensando di avere figli. Qui mi sembra il luogo ideale, lo dico sinceramente".

                       

                          Una volta per tutte

 Ma se ti senti più a casa in Argentina, perchè ti ostini a tornare in Italia? Resta dove ti apprezzano e ti vogliono! ( P.A.)

Proposta FASCISTA di consigliere di Fdi in Toscana ( da Dottor Salute)

 

Proposta di Fratelli d’Italia in Toscana: ai nomi ufficiali delle scuole aggiungere “comunista”, “antisionista” o “antiamericana”

Proposta di Fratelli d’Italia per aggiungere etichette ideologiche ai nomi delle scuole di Bagno a Ripoli. Dura replica del sindaco Francesco Pignotti.

La proposta dei consiglieri di Fratelli d’Italia

Bagno a Ripoli si accende il confronto politico dopo il deposito di una mozione da parte dei consiglieri di Fratelli d’Italia, indirizzata al sindaco e al presidente del Consiglio comunale. L’atto chiede di integrare la denominazione ufficiale degli istituti scolastici del territorio con indicazioni aggiuntive che rendano esplicito, secondo i proponenti, l’orientamento culturale e ideologico presente nelle scuole.

Nel documento si ipotizza di affiancare ai nomi degli istituti espressioni come “politicamente schierata a sinistra”, “ideologicamente comunista”, “favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke”, oppure formule quali “antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica”.

L’obiettivo dichiarato dai firmatari sarebbe quello di favorire l’orientamento delle famiglie, consentendo ai genitori di individuare con maggiore chiarezza l’offerta educativa ritenuta più coerente con le proprie convinzioni.

Le motivazioni alla base della mozione

Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, nelle scuole del territorio si farebbe attività politica anziché limitarsi all’insegnamento. Da qui la richiesta di rendere “pubblico e trasparente” l’indirizzo culturale attribuito al corpo docente e alla dirigenza scolastica.

Nel testo si sostiene che una denominazione integrata permetterebbe alle famiglie con figli in età scolare di scegliere consapevolmente tra gli istituti, sulla base delle caratteristiche indicate. La proposta riguarda esclusivamente le scuole del Comune e si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo dell’istruzione pubblica e sui contenuti dell’attività didattica.

La replica del sindaco Francesco Pignotti

La risposta dell’amministrazione comunale è arrivata poche ore dopo la protocollazione della mozione. Il sindaco Francesco Pignotti ha definito la richiesta come un tentativo di “schedare le nostre scuole”, richiamando esplicitamente precedenti storici legati al periodo fascista.

“È tutto vero – ha dichiarato il primo cittadino – hanno protocollato una mozione che invita l’amministrazione a cambiare la denominazione ufficiale. Non è solo una grave provocazione, ma un attacco vergognoso alla libertà delle nostre scuole, un’intimidazione senza pudore ai nostri insegnanti e alle nostre dirigenti”.

Pignotti ha inoltre evocato il passato del Ministero dell’Educazione nazionale durante il regime di Mussolini, parlando di “liste di proscrizione dei professori non allineati” e di persecuzioni. “Dovunque i consiglieri di Fratelli d’Italia vogliano arrivare – ha concluso – sappiano che qui a Bagno a Ripoli troveranno sempre una comunità unita nel difendere la propria scuola, i suoi insegnanti e il diritto di istruirsi”.