martedì 11 agosto 2026

Rocamadour, Dordogna (Francia). Festival di musica classica e sacra ( GdM, di Alma Torretta)

 

La 21ª edizione del Festival di Rocamadour

Dal 15 al 26 agosto, musica sacra e classica nella valle della Dordogna. Attesi il tenore Roberto Alagna e il controtenore Carlo Vistoli, il violinista Renaud Capuçon, il giovane organista Alexis Grizard e tanti ensemble


Festival de Rocamadour ©François Le Guen
Festival de Rocamadour ©François Le Guen

Fondato nel 2006 con il nome di Cantica Sacra su iniziativa di appassionati di musica medievale, rinominato Festival di Rocamadour nel 2013, l'evento è cresciuto costantemente fino a diventare, grazie anche alla direzione di Emmeran Rollin, uno dei principali eventi di musica sacra e classica in Francia, un appuntamento imperdibile nella Valle della Dordogna e nell'Occitania.

Per la 21ª edizione del Festival di Rocamadour previsti una trentina di concerti sul tema "Dialogue des Mondes" (Dialogo dei Mondi). “Rocamadour è da sempre un luogo d'incontro. Per questa 21ª edizione, il Festival diventa più che mai uno spazio in cui si forgiano connessioni tra secoli, culture e sensibilità. Qui la musica diventa un Dialogo tra Mondi, un linguaggio universale capace di unire orizzonti apparentemente distanti – ha dichiarato il suo Emmeran Rollin - qui la musica non si scontra, risuona in un dialogo costante e ci unisce”.

Situata sul Cammino di Santiago di Compostella, la cittadina medievale di Rocamadour, nel dipartimento del Lot, è stata costruita in modo spettacolare su una rupe a 120 metri sopra il canyon dell'Alzou. Rocamadour è uno dei siti storico-religiosi più visitati di Francia: ogni anno, quasi un milione di visitatori vengono soprattutto per visitare il Santuario, Patrimonio Unesco, con le sue sette cappelle, tra cui la Basilica di Saint-Sauveur, edificio romanico del XIII secolo, la Cripta di Saint-Amadour e la Cappella di Notre-Dame, scavata nella roccia e che custodisce la Madonna Nera di Rocamadour. Proprio dopo una visita al santuario nel 1936, il compositore Francis Poulenc ha scritto le sue Litanies à la Vierge noire.

Il Festival Rocamadour si caratterizza quindi per la bellezza delle sue sale da concerto: La Basilica di Saint-Sauveur offre un'acustica straordinaria per le principali opere del repertorio sacro; la valle dell'Alzou, ai piedi della città mariana, ospita i concerti all'aperto in uno scenario naturale spettacolare; alcuni concerti vengono organizzati anche nei castelli e nelle abbazie della regione.

Il festival quest’anno si aprirà con le Cantate di Bach dei Vox Luminis di Lionel Meunier, il giorno seguente, la valle accoglierà il romanticismo di Brahms e Grieg con l'Orchestra Consuelo diretta da Victor Julien-Laferrière e il pianoforte di Lise de la Salle. IL 17 agosto il recital di Roberto Alagna e musicisti amici nella vallée de l’Alzou renderà omaggio a Puccini. Altro appuntamento molto atteso, quello del 25 agosto, “Les Italianes à Londres” con il controtenore Carlo Vistoli e l’ensemble Les Accents, mentre Le Concert de l’Hostel Dieu con il mezzosoprano Blandine de Sansal dedicheranno invece una serata, il 20 agosto, a “Vivaldi, Divina Stella”.

L'Ensemble la Sportelle, ensemble vocale creato nel 2017 proprio a Rocamadour e che, sotto la direzione di Nigel Short, esplora sia il repertorio a cappella che i grandi oratori, talvolta accompagnato da organo o ensemble strumentali, quest’anno eseguirà, tra l’altro, i Magnificat di Bach. Bach pure, ma le Sonate, per Renaud Capuçon al violino e Guillaume Bellom al pianoforte

Un posto speciale nel programma spetta poi ai recital d'organo. Nel 2009, infatti, il Festival ha lanciato il progetto della costruzione di un Grande Organo per la Basilica di Saint-Sauveur. finanziato esclusivamente da donazioni private e inaugurato dopo quattro anni di lavori. "Martedì d'Organo" sono offerti durante tutta l'estate e durante il Festival affidati al giovane talentuoso organista Alexis Grizard.

Sul filo del tema “Dialogo dei Mondi” ci saranno anche la musica del Sud America con La Misa Criolla riportata in vita dall'energia jazz della Amazing Keystone Big Band e la tradizione polifonica inglese con il Coro Tenebrae; i King’s Singers rivisiteranno il Rinascimento, esplorando le sue sottigliezze polifoniche e la ricchezza delle armonie sacre; la Tempête di Simon-Pierre Bestion presenterà il Nocturne II; ci sarà anche un omaggio alla cantautrice francese Barbara da parte di Noëmi Waysfeld allo Château de la Treyne e chiuderà il programma di quest’anno , la Passio di Arvo Pärt, eseguito da The Gesualdo Six e dall'Ensemble la Sportelle,

Identità artistica nell'era digitale. Se ne discute a Bolzano, a fine agosto, per iniziativa del Concorso pianistico 'Busoni' ( GdM. di Alberto Massarotto)

 In una recente intervista a Paul Kainrath, Direttore artistico del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano   è emerso come la figura del pianista si stia adattando a nuove esigenze espressive. Da questa riflessione nasce un programma di incontri, dibattiti e concerti sulla ricerca dell'artista del futuro, che si terrà dal 27 al 29 agosto nell’ambito del programma del Bolzano Festival Bozen 2026. Un percorso che riunisce alcuni tra i più autorevoli interpreti, direttori artistici, giornalisti e protagonisti del panorama musicale internazionale, per riflettere sulle trasformazioni della professione musicale nel ventunesimo secolo.

Giovedì 27 agosto si terrà il Welcome talk Is there a future for artists?, un dialogo tra il giornalista Andrea Penna e Peter Paul Kainrath dedicato alle prospettive della carriera musicale contemporanea. La serata proseguirà con il recital del pianista Yifan Wu, vincitore del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni 2025.

Venerdì 28 agosto, una giornata di conferenze alla Libera Università di Bolzano affronterà il tema dell'identità artistica, dalla formazione all'impatto delle competizioni internazionali e dalla comunicazione digitale al rapporto tra musica e matematica. Tra gli ospiti il pianista Josu de Solaun, che riflette sul concetto di global neutral style e partecipa a un confronto con Yifan Wu sul significato di vincere un grande concorso internazionale. Masashi Nishimaki, direttore artistico della Toppan Hall di Tokyo, interverrà con una riflessione sulla nuova generazione di interpreti, mentre Shannen Liu Kotow analizzerà il fenomeno di Hayato Sumino - compositore e pianista giapponese, nonché Youtuber con un seguito di oltre un milione e mezzo di followers -, come esempio di artista capace di trasformare il successo online in una solida carriera concertistica. Infine, Rita Virgili, Presidente di Gioventù Musicale Italia, porterà una riflessione sul panorama musicale giovanile nazionale. A concludere la mattinata, il recital di Nikola Meeuwsen, primo premio Queen Elisabeth Competition nel 2025.

Nel pomeriggio il dibattito si estenderà sul rapporto tra musica e media con la giornalista Serena Bortone, sul tema della costruzione dell'identità dell'artista nel sistema mediatico contemporaneo, mentre Kit Armstrong proporrà una prospettiva interdisciplinare nel suo intervento dedicato al dialogo tra musica e matematica.

Due visioni opposte sullo stato della musica classica sono invece affidate a Lucas Debargue, il cui intervento è il provocante Classical music is not dying: it has never been alive, e a Martin Cullingford, direttore del mensile Gramophone, che risponderà invece con Classical Music is as Vivid as Ever. A conclusione della giornata, una tavola rotonda sul futuro della professione artistica, moderata da Cullingford, e con il recital The Unfiltered Reception di Josu de Solaun.

Sabato 29 agosto, a Palazzo Mercantile, il percorso culminerà nell'incontro conclusivo The Artist of the Future, che riunirà tutti i protagonisti delle precedenti sessioni, e con il recital di Kit Armstrong.

Tutte le informazioni sul sito di Bolzano Festival Bozen.

Pur di apparire si farebbe fotografre anche sulla bocca del vulcano, perfino investita dalla lava e coperta di lapilli e cenere (da Il Giornale, di Roberta Damiata)

 

Etna in eruzione, aeroporto di Catania chiuso fino a domani. E Diletta Leotta finisce nella bufera per la foto “troppo vicina” alla colata
Etna in eruzione, aeroporto di Catania chiuso fino a domani. E Diletta Leotta finisce nella bufera per la foto “troppo vicina” alla colata

L’Etna torna a condizionare la vita della Sicilia orientale. L’attività eruttiva del vulcano ha provocato nuove ripercussioni sul traffico aereo, con l’aeroporto di Catania costretto a sospendere arrivi e partenze fino alle 11 di mercoledì 12 agosto. Nelle stesse ore il vulcano è diventato anche protagonista dei social grazie alle immagini pubblicate da Diletta Leotta, che ha raggiunto la Valle del Bove per osservare le colate laviche in notturna. La giornalista e conduttrice catanese ha condiviso fotografie e video accompagnati dalla scritta “Etna is on fire”. Gli scatti hanno però acceso una discussione soprattutto sul tema della sicurezza. Alcuni utenti l’hanno accusata di essersi avvicinata troppo alla colata e di aver dato, attraverso i social, un esempio potenzialmente rischioso. Una lettura che, però, deve essere ridimensionata alla luce dei video pubblicati insieme alle fotografie: la lava, infatti, appare più lontana di quanto sembri negli scatti, anche per effetto della prospettiva.

L’attività dell’Etna blocca l’aeroporto di Catania

La nuova fase eruttiva ha avuto conseguenze immediate sul traffico aereo. Secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, nella notte tra il 10 e l’11 agosto si è aperta una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, a una quota stimata intorno ai 1.900 metri, in prossimità di Monte Simone. Parallelamente continua la forte attività esplosiva al cratere Voragine, con emissione di cenere dispersa verso Sud-Sud-Est. La presenza della cenere vulcanica in atmosfera ha avuto ripercussioni sull’operatività dell’aeroporto Vincenzo Bellini. La società di gestione SAC ha comunicato il prolungamento della chiusura dello spazio aereo corrispondente alla nube vulcanica a Sud-Ovest, nel settore C1, e la chiusura del settore B3. La decisione comporta la sospensione di tutte le attività di volo, sia in arrivo sia in partenza, fino alle 11 di domani, 12 agosto. La SAC invita i passeggeri a verificare con la propria compagnia aerea lo stato effettivo del volo prima di recarsi in aeroporto.

I disagi per i passeggeri

Le conseguenze sul traffico aereo si sono già fatte sentire. Secondo i dati riportati dall’ANSA, nella giornata di oggi al Vincenzo Bellini era decollato un solo aereo, un volo Wizz Air Malta diretto a Bologna. Cinque voli in arrivo risultavano cancellati, mentre altri due erano stati dirottati. Un volo proveniente da Brescia e diretto a Catania è stato indirizzato verso Palermo, mentre un aereo Volotea partito da Olbia è stato dirottato su Comiso. Una situazione che ha inevitabilmente provocato disagi per i passeggeri e che potrebbe avere ripercussioni anche sui collegamenti programmati nelle prime ore di domani, 11 agosto. Per questo la raccomandazione della SAC è di non affidarsi esclusivamente all’orario indicato sul biglietto, ma di controllare direttamente con la compagnia aerea l’operatività del proprio volo prima di raggiungere lo scalo.

Una nuova bocca nella Valle del Bove

Mentre l’attività del vulcano continua a essere monitorata dall’INGV, la nuova bocca eruttiva si è aperta nella Valle del Bove, uno degli scenari più spettacolari e caratteristici dell’Etna. Il fenomeno si aggiunge all’attività esplosiva che interessa il cratere Voragine e alle emissioni di cenere che stanno condizionando anche lo spazio aereo. La situazione viene seguita costantemente dall’Osservatorio Etneo, che attraverso i propri comunicati aggiorna sull’evoluzione dei fenomeni. L’attività dell’Etna può infatti modificarsi rapidamente e richiede un monitoraggio continuo proprio per valutare le condizioni di sicurezza nelle aree interessate. È in questo contesto che acquistano particolare importanza anche le modalità di accesso alle zone dove sono presenti colate e fenomeni eruttivi. La spettacolarità del paesaggio non deve infatti far dimenticare che si tratta di un ambiente vulcanico attivo, nel quale le condizioni possono cambiare rapidamente.

Diletta Leotta e le foto che fanno discutere

Ed è proprio mentre l’Etna regala uno dei suoi spettacoli più suggestivi che Diletta Leotta ha deciso di raccontarlo attraverso i social. La conduttrice, originaria di Catania, ha raggiunto la Valle del Bove e ha pubblicato una serie di immagini e filmati realizzati durante la notte. Nel post compare la scritta “Etna is on fire” e nelle fotografie Leotta posa con il bagliore della lava sullo sfondo. Gli scatti hanno immediatamente attirato l’attenzione dei follower, ma non tutti hanno apprezzato la scelta di trasformare l’eruzione in uno scenario fotografico. Tra i commenti c’è chi ha definito la posa “un po’ da idioti”, contestando l’atteggiamento fashion davanti a un fenomeno naturale di questo tipo. Un altro utente ha invece sottolineato la responsabilità legata alla notorietà: “Essere personaggi noti è una responsabilità”, si legge nel commento, con il timore che immagini del genere possano trasmettere un messaggio sbagliato a chi le osserva.

La polemica sulla sicurezza

Il punto più discusso è stato però quello della distanza dalla colata. Alcuni utenti hanno interpretato le fotografie come la dimostrazione che Leotta si trovasse molto vicina alla lava e hanno contestato la scelta di pubblicare immagini del genere mentre il vulcano era in attività. “Non credo sia un grande esempio da dare, fare foto vicino a un vulcano e la sua colata in atto”, è uno dei commenti che si leggono, riportati anche dall’Ansa. Un altro utente ha chiesto invece con quale autorizzazione fosse stato possibile arrivare così vicino alla colata, facendo riferimento anche alla possibilità di una sanzione. La questione della sicurezza non è marginale. Quando un vulcano è in attività, la possibilità di osservare una colata lavica da vicino non significa che sia sicuro raggiungere qualsiasi punto dell’area. Proprio per questo gli accessi alle zone interessate dai fenomeni eruttivi sono soggetti alle indicazioni delle autorità e alle eventuali limitazioni stabilite in base all’evoluzione dell’attività.

La prospettiva inganna: la lava sembra più vicina

C’è però un elemento che cambia la lettura delle immagini. Le fotografie, prese singolarmente, possono dare l’impressione che Diletta Leotta sia a pochissima distanza dalla colata. Il video pubblicato sui social mostra invece una situazione diversa. Nei filmati la lava appare più lontana rispetto a quanto sembri negli scatti fotografici. A creare l’effetto di vicinanza contribuisce infatti la prospettiva, che può comprimere i diversi piani dell’immagine e far sembrare molto più ravvicinati la persona in primo piano e il fenomeno vulcanico sullo sfondo. Questo non cancella il tema generale della sicurezza, ma permette di distinguere due aspetti diversi della polemica: da una parte la necessità di rispettare le regole e le indicazioni relative all’accesso alle aree vulcaniche, dall’altra la reale distanza di Leotta dalla colata, che le fotografie da sole possono far percepire in modo alterato.

Il timore dell’emulazione

Una parte delle critiche ha riguardato anche il possibile effetto delle immagini sui follower. Il ragionamento di alcuni utenti è che una persona molto conosciuta possa involontariamente incoraggiare altri a cercare lo stesso tipo di esperienza senza avere la preparazione necessaria o senza conoscere i rischi. “Eccoci… ora hai scatenato decine di incoscienti che vorranno imitarti correndo rischi inutili”, ha scritto un utente. È una preoccupazione che si lega al particolare potere delle immagini dell’Etna, le colate notturne sono estremamente spettacolari e possono spingere curiosi e visitatori a cercare punti di osservazione sempre più ravvicinati. Le immagini hanno portato molti utenti a interrogarsi sulla responsabilità di mostrare sui social un fenomeno naturale tanto affascinante senza rischiare di far apparire normale un comportamento che, in altre circostanze, potrebbe essere pericoloso.