domenica 30 agosto 2026

No dell'Islanda alla UE . Sul voto del referendum l'analisi di Nathalie Tocci ( da Quotidiano.Net, di Lorenzo Mantiglioni)

No dell’Islanda all’Ue, Nathalie Tocci: “Destre estreme sfruttano la bandiera della semplificazione e danno una lettura faziosa del voto”

Secondo l’analista, le forze di destra radicale “cercano di disintegrare l’Europa” con la loro propaganda. Sull’esito del voto in Islanda: “Confermata una posizione storica”

Nathalie Tocci

Nathalie Tocci



    “Un’altra Europa è possibile”. Con queste parole la leader francese di Rassemblement National, Marine Le Pen, ha riassunto la vittoria del No al referendum in Islanda sulla ripresa dei negoziati di adesione all’Unione europea. E se da una parte le destre estreme fanno il funerale alle politiche di Bruxelles, la professoressa della Johns Hopkins University, Nathalie Tocci, parla di una “non notizia” dato che l’Islanda ha confermato ciò che aveva già deciso in passato.

    Come si interpreta il No dell’Islanda?

    “Sono necessarie alcune premesse. La prima è che Reykjavík ha sempre scelto di non far parte dell’Unione europea e già una volta il processo di adesione era stato interrotto. Da un certo punto di vista, quindi, dobbiamo interpretare questo No non come un risultato frutto dell’euroscetticismo, ma di una convinzione rimasta intatta. Inoltre, l’Islanda già fa parte dell’area economica europea ed è un membro della Nato, di conseguenza parliamo di un Paese perfettamente integrato sul piano economico e su quello della difesa. La cosa sorprendente è però che, nonostante l’effetto Trump (e quindi le minacce alla Groenlandia), la maggioranza dell’elettorato non si sia spostato a votare Sì”.

    Uno striscione contro la ripresa dei negoziati dell’Islanda con l'Ue dei sostenitori della campagna per il “No”, Reykjavik, 27 agosto (AFP)
    Uno striscione contro la ripresa dei negoziati dell’Islanda con l'Ue dei sostenitori della campagna per il “No”, Reykjavik, 27 agosto (AFP)

    Ciononostante la destra populista, come nel caso di Marine Le Pen, legge questo risultato come la riprova di un fallimento delle politiche di Bruxelles.

    “È chiaro che le destre estreme stiano facendo una lettura molto faziosa di un risultato che, ripeto, non è affatto sorprendente. Allo stesso tempo si può dire che l’Ue sia stata incapace di cogliere l’occasione per spostare la maggioranza degli elettori verso il Sì”.

    La pesca ha giocato un ruolo chiave in queste elezioni. I sostenitori del No temevano che il Paese dovesse affrontare forti limitazioni: l’Ue resta un Moloch di burocrazia?

    “Il problema della burocrazia in Europa non è legato alla regolamentazione comunitaria in sé, ma alla stratificazione di regole nazionali che ne derivano. L’Unione europea sta cercando di semplificare le proprie normative, ma non può intervenire sui regolamenti nazionali che creano non poche problematiche. A questo si aggiunge poi il problema delle destre estreme che, tramite la bandiera della semplificazione, cercano di spingere verso la disintegrazione comunitaria”.

    I Paesi più ricchi non entrano, mentre quelli più poveri – come Bosnia e Montenegro – vogliono aderire: l’Ue è appetibile solo per gli Stati più fragili?

    “È sempre stato così, salvo l’ingresso di Svezia e Finlandia. L’allargamento ogni volta è stato dettato dal far entrare Paesi che erano meno solidi sul piano economico rispetto a quelli che già erano membri. E questo è avvenuto perché la logica del consolidare la pace attraverso l’integrazione è il cuore identitario dell’Unione europea”.

    Papa Leone e Lou Marini, sassofonista dei Blues Brothers. Incontro e scambio di doni ( da Screen World, di Alberto Rossi)

     Ci sono incontri che sembrano preparati apposta per chiudere un cerchio. Per Papa Leone XIV quel momento è arrivato al Meeting di Rimini, quando davanti a lui si è presentato un pezzo di uno dei film che ama da quando era ragazzo: Lou “Blue Lou” Marini, storico sassofonista dei Blues Brothers. E alla fine sono bastati un paio di Ray-Ban, due rosari e una delle frasi più celebri della storia del cinema per trasformare un incontro durato pochi minuti in uno dei fuori programma più curiosi della visita del Pontefice.

    Tutto è successo sabato 22 agosto. Leone XIV stava attraversando i padiglioni del Meeting di Rimini, dove era arrivato dopo la visita nella Repubblica di San Marino e una tappa a Pennabilli, quando passando davanti allo spazio dei media vaticani ha riconosciuto Marini. Il musicista statunitense, 81 anni, non era certo lì per caso. Marini è stato uno dei componenti della leggendaria Blues Brothers Band ed è apparso nel film diretto da John Landis nel 1980, quello con John Belushi e Dan Aykroyd diventato negli anni un autentico cult.

    Leone XIV, vedendolo, gli ha fatto capire che sarebbe tornato a salutarlo. Prima c’era infatti un’altra visita ad attenderlo, quella alla mostra dedicata a Sant’Agostino. Ma il Papa ha mantenuto la promessa. Poco dopo è tornato allo stand e si è fermato con Marini e sua moglie Carmen. A quel punto il sassofonista aveva già preparato una sorpresa. Nelle sue mani c’era una custodia contenente un paio di Ray-Ban nello stile reso immortale dai Blues Brothers. Marini aveva pensato persino a una dedica speciale da incidere sugli occhiali, ma il tempo non gli aveva permesso di realizzarla.

    Dichiarazione

    “Avrei voluto far incidere sopra ‘Papa Cool’”. – Lou Marini

    Una scelta che diventa ancora più divertente conoscendo un particolare della vita di Robert Francis Prevost. Molto prima di diventare Leone XIV, infatti, il futuro Papa aveva già indossato cappello e occhiali scuri alla Blues Brothers. Una vecchia fotografia riemersa nel documentario vaticano Leo from Chicago mostra il giovane Prevost proprio con quel look, completo di abito nero.

    Non era soltanto un travestimento casuale, visto che Prevost è nato e cresciuto nell’area di Chicago, la stessa città che è praticamente un altro personaggio del film di John Landis. Quando The Blues Brothers arrivò nei cinema nel 1980 aveva 25 anni e, secondo i ricordi raccolti negli ultimi mesi, ne rimase particolarmente entusiasta. Decenni dopo, uno degli uomini che aveva contribuito a rendere quel film indimenticabile era davanti a lui con un nuovo paio di occhiali.

    Alla vista del regalo, Leone XIV ha sorriso e ha accettato i Ray-Ban. Ma lo scambio non poteva naturalmente finire lì. Il Pontefice ha infatti consegnato a Marini e alla moglie due rosari: un piccolo scambio di doni che difficilmente avrebbe potuto mettere insieme due mondi più diversi e, allo stesso tempo, più perfettamente collegati.

    Papa Leone XIV, fonte: X

    Poi è arrivata la battuta inevitabile e parlando con il sassofonista, Leone XIV ha richiamato proprio la frase diventata il simbolo di The Blues Brothers, quella “missione per conto di Dio” ripetuta da Jake ed Elwood durante la loro folle avventura.

    Dichiarazione

    “Preghiamo tutti affinché la missione che Dio ci ha affidato possa essere portata avanti”. – Papa Leone XIV

    Più che una ripetizione letterale della battuta del film, è stata quindi una variazione papale della celebre “We’re on a mission from God”. E naturalmente Marini ha capito immediatamente il riferimento. Dietro quel breve incontro c’è però anche la storia di un musicista che ha attraversato decenni di musica americana. Louis Marini Jr., soprannominato “Blue Lou”, entrò nel 1975 nella house band del Saturday Night Live. Fu proprio all’interno dello storico programma televisivo che John Belushi e Dan Aykroyd cominciarono a esibirsi nei panni di Jake ed Elwood Blues, prima che quell’idea si trasformasse nel film arrivato al cinema nel 1980.

    Marini entrò così nella Blues Brothers Band e nel film compare anche durante uno dei suoi momenti musicali più memorabili: la performance di Aretha Franklin sulle note di “Think”, durante la quale il sassofonista suona seduto sul bancone del locale. La carriera di Marini, però, è molto più lunga di quel singolo film. Ha fatto parte anche dei Blood, Sweat & Tears e nel corso degli anni ha lavorato con alcuni dei più importanti artisti della musica americana. Scoprire che il nuovo Pontefice fosse un appassionato dei Blues Brothers è stata quindi una sorpresa particolarmente piacevole anche per lui.

    Dichiarazione

    “Quando abbiamo saputo che era un fan dei Blues Brothers, tutti i miei amici della band hanno fatto: ‘Yeah!’”. – Lou Marini

    Il video virale del Papa con le Nike ai piedi fonte: YouTube

    Marini ha raccontato inoltre di aver rivisto il film soltanto pochi mesi fa insieme alla moglie Carmen, dopo molto tempo. E dietro gli inseguimenti, le battute e la musica continua a vedere qualcosa che probabilmente spiega anche perché The Blues Brothers sia sopravvissuto per quasi mezzo secolo. Per il sassofonista è, in fondo, una storia molto più dolce di quanto la sua superficie caotica lasci immaginare: una storia nella quale la musica riesce a trasformare la malinconia da cui nasce il blues in qualcosa capace di produrre gioia.

    Forse Leone XIV la vede allo stesso modo. Di certo, più di quarant’anni dopo quella fotografia in abito nero, cappello e occhiali scuri, Robert Francis Prevost si è ritrovato davanti a uno dei veri Blues Brothers. E questa volta non ha avuto bisogno di travestirsi: Lou Marini gli ha portato personalmente i Ray-Ban. Un incontro che conferma anche il particolare rapporto del Pontefice con il mondo della musica: solo pochi mesi fa Leone XIV aveva ricevuto in Vaticano Patti Smith, con la quale era emerso anche un curioso legame proprio con Chicago.