giovedì 14 maggio 2026

Per 480 registi il miglior film di guerra è... ( da Esquire Italia, di Giuseppe Giordano) Ora diteci anche qual è il miglior film 'di pace', se mai lo faranno ( P.A.-)

 Ogni dieci anni, la rivista britannica Sight & Sound aggiorna una classifica dei cento migliori film della storia del cinema scelti dai registi. L'ultimo aggiornamento è del 2022. Al primo posto c'è 2001: Odissea nello spazio, la rivoluzionaria incursione di Stanley Kubrick nella fantascienza. Qual è il film di guerra più in alto in classifica? Quello, cioè, che i registi considerano il migliore tra tutti gli altri esempi del genere?

Hanno partecipato 480 registi. Alcuni sono molto famosi, come Martin Scorsese. Alcuni sono meno noti, come il regista sperimentale ungherese, recentemente scomparso, Béla Tarr. L'Italia è rappresentata da Pupi Avati, Alberto Fasulo (autore di Menocchio e Tir, tra gli altri), Michelangelo Frammartino (Il buco, Le quattro volte), Luca Guadagnino, Roberto Minervini (di cui abbiamo ampiamente parlato qui su Esquire) e Alice Rohrwacher.

Qual è il film di guerra più importante per i filmmaker

Al 18mo posto della classifica generale, primo tra i film di guerra, troviamo Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola. Non è una sorpresa. D'altra parte, i film di guerra comunemente associati a un'idea di insuperabile grandezza sono Full Metal Jacket, Salvate il soldato Ryan, ma soprattutto Apocalypse Now, risultato di uno sforzo titanico che Gabriele Niola ha descritto in un articolo di Esquire:

Aveva 40 anni nel 1979 quando il film uscì e vinse la Palma D’Oro a Cannes, aveva iniziato a girarlo 3 anni prima, impiegando un tempo spropositato, consumando tutto, stando 7 settimane solo sulla scena degli elicotteri e due anni al montaggio (che comunque non gli ha impedito poi di rimontarlo altre due volte negli ultimi 40 anni). Faceva film da quando aveva 23 anni e a livello hollywoodiano da quando ne aveva 30 ma non ne avrebbe più fatti a quella grandezza. Apocalypse Now l’ha consumato completamente, l’ha distrutto, massacrato e gli ha succhiato via tutta l’energia. Prima di quel film aveva infilato uno dopo l’altro Il padrino 1 e 2 e La conversazione, dopo nulla che valga più di tanto la pena ricordare (forse solo Rusty il selvaggio si distingue).

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apocalypse now© Sunset Boulevard - Getty Images

Meno scontato il secondo film di guerra migliore, realizzato da un italiano. Si tratta di La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. Commentandolo, Stanley Kubrick disse: "È impressionante". In classifica anche un capolavoro russo del genere war movie, dimenticato e purtroppo ancora introvabile: si tratta del durissimo Va' e vedi.

Stretto di Hormuz. Mediazione Cina con Iran ( Adnkronos)


Trump: "La Cina non fornirà armi all'Iran". Teheran apre Hormuz alle navi di Pechino


La Cina non aiuterà l’Iran. E’ il risultato che Donald Trump annuncia nella giornata dell’incontro con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Il presidente degli Stati Uniti archivia il meeting con una ‘vittoria a metà’ che potrebbe avvicinare la fine del conflitto con Teheran: la Cina non fornirà equipaggiamenti militari alla Repubblica islamica, pur continuando ad acquistare petrolio dal regime degli ayatollah. Xi Jinping, afferma Trump a Fox News, “ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione”, dice il numero 1 della Casa Bianca aggiungendo che il leader cinese avrebbe comunque sottolineato l’interesse a proseguire l’acquisto di petrolio iraniano: “Comprano molto petrolio da lì e vorrebbero continuare a farlo”. 

Trump e Xi, secondo una nota della Casa Bianca, “hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto per sostenere il libero flusso di energia”. Usa e Cina “hanno concordato che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”. 

 

La chiusura delle Stretto di Hormuz, minacciato dall’Iran e ora paralizzato dal blocco navale americano, condiziona il commercio del 20% del petrolio mondiale. Per la Cina, potenzialmente un durissimo colpo. Non è un caso, però, che l’Iran abbia attuato una mossa a sorpresa proprio in coincidenza della visita di Trump a Pechino. Teheran ha consentito il transito nello Stretto di Hormuz di diverse navi cinesi, come riferisce l’agenzia iraniana Fars: il transito è consentito secondo il “protocollo” stabilito dalle autorità iraniane. In teoria, quindi, la Cina potrebbe avere accesso al greggio iraniano, visto che il blocco americano dovrebbe riguardare solo navi della Repubblica islamica. 

Nei primi tre giorni di questa settimana circa 18 navi hanno attraversato lo Stretto, un numero superiore a quello della settimana precedente. A delineare il quadro sono i dati di MarineTraffic citati dal ‘Wall Street Journal’. Prima della guerra iniziata con gli attacchi Stati Uniti e di Israele rano circa 130 le navi che attraversavano ogni giorno lo Stretto, garantendo il trasporto di circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas. 

“Gli armatori si stanno preparando a un’interruzione di lungo periodo e alcuni stanno rivalutando la propria propensione al rischio”, secondo gli analisti di Lloyd’s List of Intelligence in merito alla situazione delle petroliere. “Altri potrebbero tentare di attraversare lo Stretto, dato che le prospettive di una risoluzione appaiono sempre più remote”. Il numero di navi con un chiaro legame con l’Iran – che hanno fatto scalo in porti iraniani o che trasportano merci iraniane – in transito nello Stretto è diminuito in modo significativo, secondo Lloyd’s. 

 

Il tema, ovviamente, è centrale per Pechino, interessata ad una ripresa totale dei traffici. Secondo Trump, Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l’Iran e avrebbe persino offerto il proprio aiuto per favorirlo. Il presidente degli Stati Uniti dichiara che Xi “vorrebbe vedere raggiunto un accordo” tra Stati Uniti e Teheran. “Chi compra così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di rapporto con loro”, dice Trump riferendosi alla Cina. “Lui ha detto: ‘Mi piacerebbe essere d’aiuto. Se posso essere utile in qualsiasi modo’. Vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz”, aggiunge.