mercoledì 11 marzo 2026

Colabianchi, Antonia Brico era una brava direttrice - B.V. non lo è - e fu discriminata perchè donna e non perchè musicista scarsa. E poi un secolo fa. Dunque il paragone non ha senso ( da Venezia Today, di Leonardo Bison)

 

Fenice, il sovrintendente esalta Beatrice Venezi: «Anche Antonia Brico fu discriminata»

Il consiglio d'indirizzo oggi torna a sostenere la direttrice musicale dopo l'appassionata relazione di Colabianchi, che parla di «una scelta consapevole di valorizzare il talento italiano» per normalizzare il ruolo delle donne

Il Teatro La Fenice, foto d'archivio

Nessun passo indietro dalla dirigenza del Teatro La Fenice sulla nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale (da ottobre 2026 al 20230), anzi. Nella riunione del consiglio d'indirizzo dell'ente di oggi, i consiglieri hanno fatto sapere di aver «espresso approvazione per la nomina del Maestro Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro e per l’accurata relazione del sovrintendente Nicola Colabianchi». 


Un punto che era già stato ribadito più volte in questi mesi ma che, alla luce della relazione del sovrintendente, viene caricato anche di un significato politico e sociale pesante. Che potrebbe finire per rinfocolare gli animi nel teatro, dato che le maestranze hanno da sempre negato qualsiasi tipo di sessismo intorno alla critica sulla nomina. 

«Scelta consapevole», ed evoca la vicenda della direttrice statunitense che aprì le porte

Il sovrintendente infatti nella sua relazione al consiglio ha puntato a un paragone tra Beatrice Venezi e Antonia Brico, la prima donna che, negli anni '30 del novecento, arrivò a dirigere le più importante orchestre statunitensi. Colabianchi ha ricordato ai consiglieri che quando Brico arrivò a dirigere importanti orchestre sinfoniche, «il fatto non fu accolto come un normale accadimento in ambito musicale, ma come una rottura dell’ordine consueto. Nonostante i successi artistici e il consenso manifestato dal pubblico, la sua presenza sul podio generò resistenze esplicite; alcuni musicisti e critici si scagliarono contro di lei. John Charles Thomas, il più celebre baritono dell’epoca, si rifiutò di farsi dirigere da lei al Metropolitan Opera House di New York, sostenendo che la sua presenza avrebbe distratto l’attenzione dal suo canto e, a causa di tutto ciò, alcuni contratti con importanti teatri e orchestre furono cancellati e una parte della stampa parlò sprezzante di “Amazzoni sul podio”, trasformando un traguardo artistico in un’anomalia sociale. Quelle difficoltà non nacquero da limiti professionali, ma dal fatto che per la prima volta una donna esercitava un’autorità in campo musicale fino ad allora riservata esclusivamente agli uomini».

Il paragone è audace: dopo Brico, che era emigrata dai Paesi Bassi da bambina e che era dotata di un talento riconosciuto praticamente da chiunque, le direttrici d'orchestra non sono mancate e, seppur il sessismo sia indubbiamente presente nel mondo della lirica e non solo (basti pensare che Venezi è stata definita “principessa”, o “fi*a spaziale” da alcuni suoi sostenitori, fatto impensabile per un direttore maschio), il contesto e i curriculum sono molto diversi. In più il ruolo di direttore musicale quadriennale di cui è stata investita Venezi non è quello di direttrice d'orchestra, è più importante. 

Ma questo è un punto che il sovrintendente ha chiarito nel suo discorso ai consiglieri, il direttore musicale è «non soltanto un interprete sul podio, ma una figura chiamata a concorrere alla continuità dell’indirizzo artistico, al dialogo con le strutture interne e alla rappresentanza dell’immagine del Teatro», e per questo ruolo Venezi viene ritenuta il miglior profilo possibile. 

La nomina per Colabianchi si inserisce «in una scelta consapevole di valorizzare il talento italiano, non in chiave difensiva o domestica, ma come affermazione di una leadership artistica nazionale capace di dialogare e competere nel contesto internazionale. La Fenice ha storicamente svolto questo ruolo, e intende continuare a farlo». Ma non si può dimenticare «il valore simbolico di una scelta che contribuisce alla normalizzazione della presenza femminile nei ruoli apicali della musica. Non una nomina “in quanto donna”, ma una nomina che prescinde dal genere proprio perchè fondata su competenza, progetto e responsabilità. La vicenda di Antonia Brico ci ricorda quanto sia costato, alla storia musicale del Novecento, il mancato riconoscimento istituzionale di figure capaci e anticipatrici». Beatrice Venezi, la direttrice che non vuole essere definita al femminile, può diventare un simbolo di rivalsa delle donne? Questa è la scommessa della Fenice, pienamente sostenuta dal suo consiglio d'indirizzo.

Il Cdi ribadisce la nomina. Martella: «Decisione arrogante»

Resta il solito nodo: come potrà la direttrice dirigere un'orchestra che, a più di cinque mesi dall'annuncio dell'incarico, non ha mai incontrato, e che è stata più volte attaccata dai suoi sostenitori. «Non c’è stato ascolto, non c’è stata volontà di ricomporre una frattura evidente, non c’è stato il minimo senso istituzionale. C’è stato solo il solito metodo Brugnaro: decidere da padrone e non da rappresentante delle istituzioni» commenta a caldo il segretario della Cgil di Venezia Daniele Giordano. 

«La scelta del sindaco e del soprintendente è ancora una volta sbagliata nel metodo, nei tempi, nel significato politico. E ancora una volta contraddice nei fatti le asserite disponibilità al confronto e al dialogo con i musicisti che sono l’anima di questa straordinaria eccellenza veneziana e internazionale. Riproponendo quell’arroganza che è il vero tratto distintivo dell’amministrazione uscente» dichiara Andrea Martella, candidato sindaco di Venezia, commentando il nuovo comunicato sulla nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del Teatro La Fenice. 



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Teatro La Fenice.La nomina di B.V confermata dal CdI fa dimettere un consigliere, nominato dal Ministero. Se la direttrice si dimettesse e con Lei anche Colabiahchi tornerebbe la pace artistica e sindacale in teatro

 

Teatro La Fenice Venezia
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Teatro La Fenice Venezia

All'indomani del voto consultivo con cui è stata confermata la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale della Fenice di Venezia, si dimette il consigliere del MiC, Alessandro Tortato, consigliere d'indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice, nominato dal ministero della Cultura, nel 2025.

Le dimissioni di Tortato: “Una questione meramente politica, non serve un musicista e me ne vado”

"A questo punto è evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c'è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado". 

 

Lo scrive, nel suo lungo post sui social, Alessandro Tortato, consigliere d'indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice nominato dal ministero della Cultura, dopo la conferma della nomina di Beatrice Venezi. Tortato era stato nominato a gennaio 2025. 

Sulla nomina di Venezi, sottolinea Tortato, "si può essere in disaccordo, protestare, parlare di prassi violata, ma la nomina è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all'unanimità dal Consiglio d'indirizzo, cosa mai avvenuta. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche".
Oltre che verso il sovrintendente, Tortato è critico anche nei confronti dei sindacati, che lo hanno duramente criticato durante il braccio di ferro sul welfare: "Visto che stiamo parlando della Fenice e non della bocciofila di Maerne (che non esiste, così non offendo nessuno), era assolutamente sensato sospendere il pagamento di quell'erogazione liberale sin quando non si avesse avuto la certezza che quei soldi sarebbero entrati in cassa".

 

Fenice, via libera alla nomina di Beatrice Venezi

Per quanto riguarda Venezi -continua Totrtato nel suo lungo post- nonostante la nomina sia "assolutamente lecita, non è lecito da parte sua - o per lo meno non è da me accettabile - parlare pubblicamente della Fenice come di un 'teatro con gestione anarchica', affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l'intero Consiglio. È poi inopportuno abbracciare una persona che ha appena dichiarato pubblicamente che orchestrali e coristi del 'suo' teatro sono 'pippe il cui massimo titolo è il battesimo' (il giornalista Andrea Ruggieri, ndr)". Inoltre "altrettanto fuori luogo sono le dichiarazioni sul pubblico veneziano composto da ottantenni".
Per questo, insiste Tortato, nei confronti della direttrice "mi immaginavo almeno una presa di posizione da parte della governance del Teatro a cui appartengo. Al contrario, ieri, ancora in barba allo Statuto, si è voluto far pronunciare nuovamente il Consiglio di indirizzo sulla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro". 

 

Beatrice Venezi
Beatrice Venezi (Ansa)

Dopo mesi di polemiche e proteste che hanno visto in prima linea i lavoratori del teatro, ieri il Consiglio di indirizzo si è riunito con il presidente, il sindaco, Luigi Brugnaro, per ratificare la nomina della direttrice musicale che entrerà in carica a ottobre con un contratto di quattro anni. Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha motivato la propria decisione con una lunga relazione.

Le motivazioni

Colabianchi ha spiegato ai consiglieri che la scelta di Beatrice Venezi, "assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro", anche per via della sua giovane età di 36 anni, e motivandola anche con una "coerenza artistica e progettuale di natura strettamente musicale" e con una "formazione direttoriale solida". Venezi, infatti, "possiede una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura e su un metodo di lavoro orientato all'analisi strutturale del testo musicale".

Continuano le polemiche

Lo stato di agitazione continua, con le maestranze che ritengono il curriculum della direttrice d'orchestra toscana non all'altezza del prestigio del teatro e la Cgil Venezia che definisce la una nomina ‘divisiva’. 

Taranto. Festival Mysterium

 

MYSTERIUM FESTIVAL 2026 (12esima edizione)

Classica e LiricaClassica e Lirica
ConcertiConcerti
Incontri culturaliIncontri culturali
MYSTERIUM FESTIVAL 2026  (12esima edizione)
MYSTERIUM FESTIVAL 2026 (12esima edizione):
13 marzo - 5 aprile 2026

Musica, spiritualità, arte e grandi interpreti si incontrano in un percorso unico che attraversa la Settimana Santa, trasformando Taranto in un grande palcoscenico di emozioni.
Un calendario ricco di eventi e momenti di riflessione che raccontano, attraverso la musica, il senso più profondo di questo tempo.

Una produzione realizzata da Le Corti di Taras in collaborazione con ICO Magna Grecia, L.A. Chorus, ARCoPu, Arcidiocesi di Taranto, con il patrocinio del Comune di Taranto, della Regione Puglia e del Ministero della Cultura.

Gli eventi sono gratuiti con prenotazione su Eventbrite, ad eccezione di:

Inaugurazione Requiem di Mozart 13 marzo ore 21.00 Concattedrale Gran Madre di Dio;
Mysterium Film 16 e 18 marzo ore 20.00 Teatro Orfeo;
Sono nato con la bocca aperta 22 marzo ore 11.15 Museo MarTa;
Dalla culla alla croce 1 aprile ore 21.00 Teatro Orfeo

I biglietti sono acquistabili sul sito Vivaticket.

Location, orario di inizio e modalità di ingresso variano in base all'evento.

Info:
Via Giovinazzi 28, Taranto
392/9199935

Web: www.vivaticket.com/it/ticke...

da venerdì 13 Marzo a domenica 5 aprile 2026
Taranto
Varie location
ore 20:30
ingresso con prenotazione
Info. 392/9199935


Mysterium Festival - Taranto

La musica sacra può essere esperienza culturale condivisa, capace di attraversare una città e di dialogare con la sua storia: è questo lo spirito che animerà a Taranto, dal 13 marzo al 5 aprile, il Mysterium Festival, rassegna di Fede, Arte, Storia, Tradizione e Cultura giunta alla dodicesima edizione e articolata in trentadue appuntamenti distribuiti in ventidue giorni. Concerti, incontri, teatro musicale, cinema e installazioni animeranno quattordici chiese e alcuni luoghi simbolo della città, dalla Concattedrale Gran Madre di Dio alla Cattedrale di San Cataldo, dal Castello Aragonese al Museo Archeologico nazionale. La manifestazione è prodotta da Le Corti di Taras in collaborazione con l'Orchestra ICO della Magna Grecia, L.A. Chorus, ARCoPu e Arcidiocesi di Taranto, con il patrocinio di Comune di Taranto, Regione Puglia e Ministero della Cultura.

Musica e spiritualità

Il festival si aprirà venerdì 13 marzo alle 21 nella Concattedrale Gran Madre di Dio con il Requiem in re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, eseguito dall'Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Günter Neuhold insieme al Coro regionale ARCoPu e al L.A. Chorus. Accanto alla grande pagina mozartiana sarà presentata in prima esecuzione assoluta l'Ave Maria per soprano e orchestra di Davide Famà, nuova commissione del festival. Il concerto inaugurale sarà replicato il giorno successivo, sabato, nella Basilica di Santa Maria Assunta di Lucera. «La musica ci aiuta ad entrare in noi stessi - ha spiegato l'arcivescovo di Taranto, monsignor Ciro Miniero - e a riflettere sulla bellezza e sull'armonia, aprendo con lo slancio del cuore la nostra esistenza. Il Mysterium risponde a un'esigenza dello spirito sostenendosi attraverso l'arte e la bellezza della musica, del teatro, della poesia e del teatro». Un progetto che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nel calendario culturale della città, coinvolgendo artisti, musicisti, attori e studiosi, insieme a numerose realtà ecclesiali e culturali del territorio.

La città diffusa

La direzione artistica è affidata al maestro Pierfranco Semeraro, in collaborazione con Piero Romano, direttore artistico dell'Orchestra della Magna Grecia. «Progetti innovativi, commissioni di brani su testi e preghiere tarantine e sperimentazioni artistiche - ha sottolineato Romano - costituiscono il cuore del Mysterium. Ma è fondamentale anche la partecipazione della cittadinanza, perché il festival diventi un segno condiviso di fede e cultura nei quartieri della città». Il cartellone intreccia repertorio classico e nuove produzioni. Tra gli appuntamenti spiccano Germogli, con il Coro Tarenti Cantores e musiche di Fauré, Piazzolla e Satie; la riflessione pasquale in forma di teatro musicale elettroacustico Mysterium Spatium, Lumen Silentii; il concerto Fratres con i Meridies Cello Ensemble e la voce recitante di Erminio Truncellito; e Memorie, dedicato al maestro Rocco Brandonisio, con il Concerto per clarinetto K 622 di Mozart accanto a nuove composizioni contemporanee. Accanto alla musica trovano spazio approfondimento e un confronto con «Mysterium Film», incontri di approfondimento e un convegno dal titolo Il processo a Gesù - Dignità umana e dialogo tra diritto e fede.

Gran finale pasquale

Nella parte finale del festival il programma si arricchisce di eventi multidisciplinari, tra cui «Tessere d'arte nel Borgo e nell'Isola», con spettacoli diffusi tra chiese e spazi storici, e i Tableaux vivants dedicati a Luca Giordano nel Castello Aragonese. Il percorso culminerà nel tradizionale Concerto di Pasqua nella Cattedrale di San Cataldo: sabato 4 aprile con la prova generale aperta e domenica 5 aprile con l'esecuzione della Messa in re minore di Johann Michael Haydn, affiancata da una nuova composizione commissionata a Orazio Sciortino. Sul podio l'Orchestra della Magna Grecia diretta da Gianluca Marcianò insieme al L.A. Chorus e a un cast di solisti internazionali. Nel segno del dialogo tra musica, spiritualità e identità urbana, il Mysterium Festival conferma così l'obiettivo di trasformare Taranto in un grande spazio di ascolto e contemplazione artistica durante il tempo che conduce alla Pasqua, facendo incontrare nel cuore della città tradizione religiosa e ricerca culturale.

Salento. Classiche forme. Festival di musica da camera diretto da Beatrice Rana

 

Classiche Forme. Festival leccese di musica da camera. 


Dal 19 al 26 luglio tra capoluogo e provincia 

con grandi interpreti e nuovi talenti

  Classiche Forme 2026, il festival internazionale di musica da camera fondato e diretto dalla pianista Beatrice Rana,  quest'anno giunto alla  decima edizione. 

A Lecce dal 19 al 26 luglio. Anteprima il 18 luglio. Nove giorni tra concerti, incontri e nuovi progetti nei luoghi storici e paesaggistici del Salento. 

Il tema scelto per questo anniversario è «Lessico familiare», espressione che richiama il celebre romanzo di Natalia Ginzburg e che diventa metafora del linguaggio condiviso tra musicisti, maestri e allievi, generazioni diverse riunite attorno alla musica. 

Nato nel 2017 da un'idea della stessa Rana e cresciuto nel tempo come una vera comunità artistica, il festival ha costruito negli anni una rete internazionale di interpreti e giovani talenti che tornano a incontrarsi ogni estate nel cuore del Salento. 

Tra gli ospiti dell'edizione 2026, il violoncellista Pablo Ferrández, il clarinettista Calogero Palermo, il percussionista Simone Rubino, il primo violino dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Andrea Obiso, oltre al primo corno dei Berliner Philharmoniker Sarah Willis con la sua formazione The Sarahbanda.

Il «lessico familiare»

Il programma musicale intreccia grandi classici del repertorio cameristico con omaggi e nuove commissioni. 

Tra i momenti più attesi l'anteprima del 18 luglio al Parco di Belloluogo con la cittadina Concerto per la città, che ospiterà la prima esecuzione assoluta di A Sicilian Traveller, commissione 2026 affidata al violoncellista e compositore Alessio Pianelli. 

I concerti si snoderanno tra Lecce e altri luoghi simbolici del territorio: Supersano, Casamassella e Spongano, con programmi che spaziano da Čajkovskij a Brahms, da Dvořák a Schubert, fino al Novecento viennese di Korngold e Schönberg. Il festival ricorderà inoltre il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Benjamin Britten e celebrerà due figure della musica americana, Samuel Barber e Leonard Bernstein, nel quadro delle iniziative per i 250 anni della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti. 

Accanto ai concerti tornano anche le «Conversazioni di Classiche Forme», con gli studiosi e giornalisti Harvey Sachs, Carla Moreni e Luca Baccalini, mentre gli studenti dei Conservatori pugliesi saranno protagonisti di momenti musicali dedicati alle nuove generazioni.

 Il decennale coincide anche con nuove commissioni: tra questi «La cura del talento», programma di sostegno ai giovani musicisti, e l'album Opere Prime, che raccoglie le commissioni del festival dal 2017 al 2025, disponibile dall'11 marzo sulle piattaforme digitali. 

Commissione Opera. Presidente Scattolari, animatore di Opera24. Cioé? Boh!

  Alla presidenza della Commissione è stato nominato Tommaso Scattolari, direttore di Opera24.it e autore di una collana editoriale sull’opera lirica che si completerà in 22 volumi – tra cui Il Regno dell’Opera, dedicato al periodo storico del Regno di Napoli e delle Due Sicilie, Voci della Steppa Gli Artisti della Serbia e Voci dei Balcani. Scattolari è inoltre esperto di Percezione, Strategia della Narrazione e StratCom.



Opera24: Il Sogno, il Palco, l’Eternità!

Perché siamo qui?

Siamo qui per la bellezza più sincera che un palco possa donare. Perché mentre il mondo scorre su binari artificiali, noi scegliamo il crepitio del sipario che si apre, il respiro trattenuto prima della prima nota, il fremito silenzioso di chi aspetta il proprio ingresso.

Siamo qui per il suono della vita che vibra nelle assi di legno, per il battito accelerato di chi si prepara a dare anima e corpo a un sogno.

Opera24 è una promessa.

È la promessa di un ritorno, di un rinnovamento, di un risveglio. Vogliamo riportare i giovani nel cuore pulsante dello spettacolo, davanti e dietro il sipario. Vogliamo che vedano, che scoprano, che si innamorino di un mondo che non è mai stato fuori dal tempo, ma che vive dentro il Tempo stesso, lo plasma, lo modella, lo rende indimenticabile.

E allora, perché Opera24?

Perché, in fondo, ci piace sognare. Ci piace quel brivido negli occhi lucidi, quel fremito del cuore quando gli artisti cantano, danzano, suonano, si muovono come lampi di luce. Perché tutto questo non è solo per voi, è anche per noi.

Opera24 è un atto di fede.

Perché crediamo nei sogni, nei sacrifici e nelle gioie di ogni artista. Vogliamo raccontare le storie di chi ha avuto il coraggio di seguire la propria vocazione, di chi ogni giorno lotta con la fatica e l’incertezza ma non smette mai di illuminare il mondo con la propria arte. Vogliamo essere la voce di chi dà voce all’arte.

Opera24 è casa, è rifugio, è palcoscenico.

Per questo saremo qui. Per costruire progetti insieme o per voi, per accompagnare i talenti, per scrivere e raccontare. Per supportare chi inizia, chi arriva e chi continua a correre. Perché l’Opera non è mai stata solo spettacolo, ma vita.

E noi siamo qui per accomodarci, applaudire e goderci lo spettacolo più bello che ci sia: il sogno che diventa realtà.


                   Opera24 – Beyond the Curtain
Rivista editoriale indipendente dedicata al mondo dell’opera, della musica e della cultura.



CdI del Teatro La Fenice conferma ed ufficializza la nomina di B.V. a direttore musicale ( da IL Fatto Quotidiano, di Thomas Mackinson). Fedeli al motto : boia chi molla, Colabianchi e B.V. resistono ad oltranza ( P.A.)

 

La Fenice blinda la “direttrice della discordia”: via libera a Beatrice Venezi tra le dimissioni di Muti jr e le querele dell’orchestra.

Il caso Venezia. La Biennale si scontra col Governo sui russi, la Fenice conferma Beatrice Venezi. Via libera ufficiale alla direttrice dopo lo scossone delle dimissioni di Domenico Muti. Ma tra scioperi, accuse agli abbonati e querele, l'orchestra resta sul piede di guerra
La Fenice blinda la “direttrice della discordia”: via libera a Beatrice Venezi tra le dimissioni di Muti jr e le querele dell’orchestra
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Mentre alla Biennale di Venezia il presidente Pietrangelo Buttafuoco difende l’autonomia dell’istituzione e conferma il padiglione russo andando allo scontro diretto con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sull’altro fronte culturale lagunare, la Fondazione Teatro La Fenice “blinda” Beatrice Venezi.

 Il Consiglio d’indirizzo, riunitosi  alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, ha infatti formalmente approvato la nomina della direttrice musicale. Una ratifica che arriva proprio nei giorni in cui le repentine dimissioni di Domenico Muti (figlio del celebre Riccardo) sembravano aver aperto una breccia favorevole a chi contesta la nomina da mesi.

Muti aveva ricevuto dal sovrintendente Nicola Colabianchi un incarico di consulenza per le tournée internazionali da 30mila euro annui più provvigioni, tre mesi dopo la nomina della Venezi. I sindacati avevano puntato il dito contro queste consulenze esterne, specialmente in un momento in cui la dirigenza aveva bloccato il welfare per i dipendenti. Finito nel “tritacarne mediatico-politico” dopo che il padre aveva speso parole distensive per la Venezi (“Lasciatela dirigere”), Domenico Muti ha rassegnato le dimissioni rinunciando ai compensi maturati, spiegando che il clima creatosi non gli permetteva di lavorare con “serenità”.

Nonostante questo scossone, il sovrintendente Colabianchi ha tirato dritto. Presentandosi in Consiglio con una lettera di cinque pagine, ha ribadito che la legge sancisce la sua “competenza esclusiva” per la nomina. Ha difeso la scelta della Venezi definendola “un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età”. Il contratto, della durata di quattro anni, prenderà il via ufficialmente a ottobre 2026, anche se è già stato chiarito che non le sarà affidato il prestigioso e mediatico Concerto di Capodanno del 2027, per il quale è stato poi scelto Gianandrea Noseda.

Le carte bollate non sembrano però spegnere l’incendio scoppiato lo scorso settembre. Da mesi le maestranze e gli orchestrali portano avanti uno stato di agitazione con scioperi e la celebre protesta delle spillette (andate a ruba anche all’estero), ribadendo di non contestare la persona, ma di giudicare il suo curriculum “non all’altezza del prestigio del teatro”.

Ad alimentare ulteriormente la tensione è stata la stessa Venezi con una recente intervista rilasciata al quotidiano argentino Clarín. Da Buenos Aires, la direttrice ha liquidato le contestazioni come un attacco politico per colpire il Governo, lamentando inoltre il “molto machismo” presente in Italia. Ma soprattutto, ha attaccato frontalmente il pubblico veneziano: ha affermato che gli abbonati della Fenice “hanno più di 80 anni”, “hanno paura del nuovo” e che senza innovazione “i teatri diventano musei”.

Dichiarazioni che hanno provocato la dura replica del neo-comitato di abbonati “Fenice Viva”, che ha definito le parole della direttrice “profondamente lesive”, smentendo i dati anagrafici citati. In un clima sempre più teso in cui i vertici del teatro tacciono, la battaglia si sposta ora in tribunale: il sindacato Slc Cgil del Veneto ha annunciato l’intenzione di querelare per diffamazione l’editorialista Andrea Ruggieri. Durante un evento a Milano, Ruggieri aveva definito i professori d’orchestra della Fenice “quattro pippe” davanti alla stessa Venezi, la quale – denunciano i sindacati – non ha preso le distanze dall’offesa rivolta a quelli che saranno i suoi musicisti. Venezi a sua volta ha sporto querela contro musicisti e giornalisti che avevano osato dare spazio alle critiche, compresi il Fatto e Report.

martedì 10 marzo 2026

Galoppini licenziato dal Regio di Torino, viene assunto alla Scala da Meyer, ed ora approda all'Opera di Roma.

 La rivincita di Galoppini: il direttore licenziato dal Regio diventa il «vice» di Meyer alla Scala

Alessandro Galoppini (a destra) con l’ex sovrintendente William Graziosi e la sindaca Chiara Appendino
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Non è rimasto fermo Alessandro Galoppini, che dopo i contrasti vissuti anche apertamente con l’ex sovrintendente del Teatro Regio, William Graziosi, non era stato rinnovato (nella sua posizione di direttore dell’area artistica) all’arrivo di Sebastian Schwarz. Il maestro, che per un anno è stato anche direttore artistico dell’ente lirico torinese, ora ha trovato una nuova casa: ieri è stato scelto come casting manager del Teatro alla Scala di Milano. Il nuovo sovrintendente, Dominique Meyer, che ha sostituito Alexander Pereira ed entrerà in carica a dicembre, ha voluto Galoppini con sé. Di fatto sarà il «numero due» della Scala, nelle vesti di «responsabile delle compagnie di canto», ruolo finora ricoperto da Toni Gradsack. Galoppini era stato lasciato fuori dal Regio perché, ufficialmente, risultava dipendente del Conservatorio, dove è docente. Una giustificazione che aveva creato qualche malumore in teatro.