lunedì 4 maggio 2026

Roma. Nuova Consonanza. Musica Futura, convegno a dicembre

E daje con gli emigrati. I flussi vanno gestiti. Neache questo il Governo Meloni è riuscito a fare, e diffonde paura del diverso e dello straniero. Fa più guai il suo amico (ex) Trump

 

Migranti, Meloni: flussi incontrollati influiscono su qualità democrazie© QdS

 “Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati. Ma non è tutto. Incidono anche sull’economia, mettendo sotto pressione le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Riducono la competitività, aumentano l’incertezza e alimentano le tensioni sociali. Sono collegati anche all’energia, perché dobbiamo affrontare il fatto che molti flussi provengono da regioni instabili che sono fondamentali per le nostre forniture energetiche”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla Cpe di Erevan nel corso di una discussione su ‘Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis’, moderata dal presidente cipriota Christodoulides, con i leader di Francia, Regno Unito e la presidente della commissione europea von der Leyen.

“Alla fine, tutto questo – ha sottolineato – influisce sulla qualità delle nostre democrazie. Quando i cittadini percepiscono che sfide importanti non sono governate in modo efficace, perdono fiducia nelle istituzioni. E quando la fiducia si erode, le persone diventano più vulnerabili alla manipolazione, incluso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale. Quindi non si tratta solo di migrazione: è migrazione, è economia, è democrazia, è competitività, è energia, è sicurezza”. ( Askanews)

Tragedia di Crans Montana. Littizzetto ( che tempo che fa) alla Svizzera: più che l' efficienza dovresti avere la DECENZA.... ( Today.it)

               La lettera di Luciana Littizzetto

“Cara Svizzera, terra di montagne pettinate e di laghi stirate a mano, terra di Guglielmo Tell, dove anche i coltellini, essendo svizzeri oltre che tagliare tritano, stappano, limano, spelano e cacciavitano”, così inizia la lettera di Luciana. “Cara Svizzera, piccola nazione che pur essendo in mezzo all'Europa la schifi, paese neutrale come il lucido da scarpe che si dà sui mocassini, paese per effetto dove le galline fanno le uova già dentro i contenitori da sei. Le trote rispettano i limiti di velocità e persino le mucche sono talmente svizzere che non hanno bisogno né di cani né di pastori. Fanno da sole - si legge ancora -. Unica trasgressione, ti prendi a schiaffi sul sedere mentre canti lo yodel. Tu prima della classe, noi casinisti dell'ultimo banco”. 

“Te la sei sempre tirata, eh? Dai, ammettilo”, aggiunge Luciana che poi arriva dritta alla questione: “Un orologio, la precisione svizzera, ciò che è giusto è giusto rispetto delle regole. Poi però qualche giorno fa hai preso una cantonata, d'altronde sei divisa in cantoni, ci sta. Hai chiesto soldi per le cure e i ricoveri dei ragazzi ustionati a Crans Montana”. 

“Ci hai spiegato, cara Svizzera”, continua ancora Luciana, “Che il tuo sistema sanitario non ragiona come il nostro e che questa è la tua legge e in Svizzera la legge va rispettata sempre, quindi bisogna pagare. Giusto? Ma la legge dice anche che la sicurezza delle discoteche va controllata e voi svizzeri non l'avete fatto. La legge dice che va verificata la capienza dei locali e voi non l'avete fatto. La legge dice che le discoteche vanno costruite con materiali ignifughi e i vostri non lo erano. E infine la legge dice anche che l'uscita di sicurezza deve essere agibile e non sbarrata per non far entrare gli abusivi”.

“E come facciamo allora? La legge è legge solo quando fa comodo a te. Essere i primi della classe significa esserlo sempre, non solo quando c'è da prendersi elogi, ma anche quando tocca assumersi delle responsabilità. Qui non si parla di uno sciatore maldestro che dà una craniata a una abete e poi scopre che all'ospedale svizzero il cerotto costa un botto. Qui parliamo di giovani travolti da un incendio in un locale che stava lì da te sotto il tuo cielo ordinatissimo dentro il tuo sistema di controlli che immaginavamo svizzero, appunto, rigoroso, minuzioso, ossessivo”, dice ancora la comica. 

Ci aspettavamo da te un gesto di pudore. Pudore istituzionale, perfino di imbarazzo e invece no. Spuntano le fatture. Il dramma da te non fa in tempo a finire che entra in contabilità. Cara Svizzera, ti abbiamo sempre guardata come si guarda la cugina f*** e impeccabile, quella che non sbaglia mai un congiuntivo, che non parcheggia mai in doppia fila. Noi rumorosi, teatrali e approssimativi, tu precisa, discreta, irreprensibile, ma ci siamo sbagliati perché in queste tragedie che si vede la vera qualità di un Paese”, sottolinea con forza la comica. 

Cara Svizzera, nessuno ti chiede di rinunciare alla tua natura. Tieniti pure i tuoi cucù, i tuoi chalet con le tendine inamidate, ma almeno davanti a una strage risparmiaci il modulo da compilare e il bollettino da saldare. Anche perché se a chiedere un risarcimento dovessero essere le famiglie di quei ragazzi ustionati o che non sono più tornati a casa, non basterebbero tutti i c**** di soldi che hai e che conservi nelle tue banche. A sto giro il tuo compito, cara Svizzera, è di non essere neutrale, almeno per una volta, ma di essere di parte dalla parte di quei ragazzi e delle loro famiglie, perché ci sono momenti in cui un paese, più che l'efficienza, deve avere la decenza. Luciana Litizzetto. Ecco”, conclude Littizzetto.



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Italia Viva attende trepidante l'arrivo di Marianna Madia, che lascia il PD. Madia, parlamentare e già ministra, le cui tracce erano scomparse da tempo, fu candidata perchè figlia di un giornalista, morto prematuramente, del clan Veltroni

 

Marianna Madia 13062023

La deputata ed ex ministra Marianna Madia lascerà il Pd. Lo ha comunicato, stando a quanto si apprende, alla capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e lo ha scritto nelle chat dell'ala riformista del partito. "Amici, provo da un'altra prospettiva a costruire un pezzo di centrosinistra. Sempre uniti per lo stesso obiettivo: liberare l'Italia da questo pessimo governo. Vi abbraccio tutti", scrive nel messaggio. Madia dovrebbe approdare da indipendente al gruppo parlamentare di Italia viva.

Madia è stata ministra per la Semplificazione e la pubblica amministrazione dal 2014 al 2018 nei governi Renzi e Gentiloni. Nel 2018, del Pd era stata anche portavoce.

La parlamentare, 46 anni a settembre, con una laurea in scienze politiche e un dottorato in economia, è attualmente vicepresidente della commissione parlamentare politiche dell'Unione Europea. 


Putin si nasconde nei bunker, ha una paura matta di attentati e colpi di stato. Si fa vedere sempre meno ( da Quotidiano.Net)

  Paura di attentati, rischi di un colpo di Stato, continue morti sospette di oligarchi e assassini di ufficiali russi. Sono questi i motivi che avrebbero convinto il presidente russo, Vladimir Putin a rafforzare le misure di sorveglianza sue e dei suoi più stretti collaboratori e vivere quasi costantemente rintanato nei bunker.


Vladimir Putin nei bunker

E’ quanto riferisce un rapporto di un'intelligence europea ottenuto dalla Cnn, secondo il quale il Cremlino avrebbe drasticamente rafforzato la sicurezza personale di Vladimir Putin.

Le misure, stando al dossier, includerebbero l'installazione di sistemi di sorveglianza nelle case dei collaboratori più stretti del presidente: tale inasprimento sarebbe la risposta a un'ondata di assassinii di alti ufficiali russi (ultima l’uccisione del vice degli 007), e ai timori di un possibile colpo di Stato.

Il timore di attentati

Secondo questa ricostruzione, il leader russo trascorrerebbe ormai diverse settimane all'interno di bunker potenziati dai quali può esercitare in pieno il suo potere sulla Federazione, preferendo la regione di Krasnodar alle sue residenze abituali di Mosca e Valdai. Il rapporto sostiene inoltre che allo staff – inclusi cuochi e guardie – sarebbe vietato l'uso dei mezzi pubblici e che l'accesso a internet sarebbe precluso sui dispositivi dei collaboratori.

La smentita del Cremlino

Una ricostruzione smentita dal Cremlino. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha liquidato le indiscrezioni della Cnn come “prive di fondamento”, definendole parte di una campagna di disinformazione occidentale volta a creare un'immagine di instabilità e paranoia ai vertici del potere russo. Secondo Mosca, l'agenda del Presidente proseguirebbe regolarmente e le misure di sicurezza non avrebbero subito variazioni eccezionali, se non quelle ordinarie richieste dal contesto bellico attuale. Per l'apparato russo, l'idea che Putin utilizzi immagini preregistrate per simulare la propria presenza sarebbe un'illazione strumentale.

https://www.quotidiano.net/esteri/la-russia-come-un-immenso-grande-fratello-dopo-internet-blocca-anche-telefonate-e-servizi-postali-qpz101om

Gli assassini di ufficiali e la paura di un Golpe

Tuttavia, tra le righe delle dichiarazioni ufficiali dei servizi russi emerge un dato reale che potrebbe offrire una chiave di lettura diversa. Se da un lato il Cremlino nega l'isolamento del presidente, dall'altro l'Fsb (Servizio federale per la sicurezza) ha confermato un innalzamento dei protocolli di protezione per i vertici militari. Questa necessità viene però motivata non con timori di golpe interno, ma con la minaccia di operazioni di sabotaggio coordinate dall'intelligence ucraina e dalla Nato. Mentre il dossier europeo legge in queste misure il segnale di un crescente malcontento interno e di una fragilità del sistema, la narrativa di Mosca le presenta come una risposta pragmatica e necessaria a un'aggressione esterna che mira ai centri di comando russi.

epa10365362 Russian President Vladimir Putin attends a meeting via videoconference with members of the Russian government in Moscow, Russia, 14 December 2022. EPA/MIKHAEL KLIMENTYEV / SPUTNIK / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Sempre meno apparizioni pubbliche

Il confronto tra queste due narrazioni evidenzia la difficoltà di decifrare la reale stabilità del potere a Mosca a quattro anni dall'inizio del conflitto in Ucraina. Da una parte, l'intelligence occidentale descrive un leader arroccato e diffidente verso il suo stesso entourage; dall'altra, il Cremlino rivendica la solidità delle proprie istituzioni, derubricando ogni notizia su bunker o sorveglianza domestica a propaganda ostile. Resta il fatto che la riduzione delle apparizioni pubbliche documentate e gli effettivi attentati ai generali russi dell'ultimo anno rappresentano elementi di tensione oggettivi, che ognuna delle due parti interpreta per sostenere la propria visione della crisi in corso.

Drone ucraino a 6 km dal Cremlino

Intanto nelle ultime ore un drone ucraino ha colpito, questa notte, un grattacielo a 6 chilometri dal Cremlino a Mosca. A riferirlo è stato il sindaco della capitale russa Sergey Sobyanin. "Secondo i dati preliminari, il drone si è schiantato contro un edificio nella zona di Mosfilmovskaya", ha scritto Sobyanin sul suo canale Telegram, come riferisce l'agenzia ucraina Ukrinform. Il drone si è schiantato contro un grattacielo, abbattendo i muri di tre stanze al 36° piano.