sabato 31 ottobre 2026

Cateno De Luca, leader di un nuovo soggetto politico che aderirà al Centrodestra vuole candidare... indovinate chi

 Alla stupidità umana e alla sfrontatezza politica non c'è mai fine. L'ultima ha per soggetto Cateno De Luca, che  solo a sentirlo parlare vengono i brividi pari a quelli che fa venire, quando parla, Vannacci.

 Ha postato, orgoglioso, una sua foto con il fondatore della Lega,  Umberto Bossi. E tal proposito , sempre per orgoglio e riconoscenza a Bossi, sta tentando il tutto per tutto per avere in lista un altro Bossi, non importa chi. 

 Il povero defunto Bossi ha due figli, il più grande, Riccardo, esce ed entra dalle patrie galere - ora sta dentro - perchè  fa casini  economici ogni momento, e dunque forse è meglio tenersi lontani da lui. E allora, Cateno, che si inventa? Convincere il 'trota' famosissimo, Renzo, figlio minore di Bossi, a candidarsi nella sua lista. 

Il soprannome 'Trota' glielo dietre  proprio Umberto, suo padre, quando gli chiesero se Renzo poteva essere il suo 'delfino' politico. Ma che 'delfino' caso mai 'trota'. 

Dimenticando Cateno la laurea finta, comprata in Albania, e mille altre sue prodezze, richiamandolo, come fecero i romani con Cincinnato, dalla campagna  (ha fondato una azienda agricola con suo fratello, dove lavora come coltivatore diretto).

 Per Cateno De Luca non contano queste scivolate, lui vuole un Bossi in lista e chiude un occhio anzi tutti e due. Lo faranno anche i suoi elettori? perchè non  dovrebbero?  LO fanno già. Non  sarebbe una cosa nuova: di signori e signore nessuno/a il Parlamento e gli altri organismi politici sono zeppi. 

Il cervello di Bruce Willis donato ( alla sua morte, s'ìintende), per stdiare la demenza frontotemporale

 

Il cervello di Bruce Willis verrà donato per studiare la demenza frontotemporale. La famiglia: «Aiutiamo a scoprire nuove cure»

L'attore soffre della malattia neurodegenerativa dal 2023. Sui social la moglie Emma Heming e le figlie condividono momenti passati con lui: «Ti amo ogni giorno! Posso ancora sentire il sole attraverso i tuoi abbracci» L'articolo Il cervello di Bruce Willis verrà donato per studiare la demenza frontotemporale. La famiglia: «Aiutiamo a scoprire nuove cure» proviene da Open.

Come pensate che possano interessarsi a tutti quelli che 'non arrivano alla fine del mese'? Non sanno - i nostri 'paperoni' politici - neanche di che cosa si tratti

 

Lupi 'guadagna' più di Tajani e Fratoianni batte Schlein. Il Paperone del Parlamento è Di Giuseppe

(Adnkronos) - Maurizio Lupi 'più ricco' di Antonio Tajani nel centrodestra. Nicola Fratoianni davanti a Elly Schlein nel campo largo. Il Paperone della Camera, però, non è un big di primissimo piano. Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d'Italia eletto nella circoscrizione Esteri America Settentrionale e Centrale, dichiara oltre 3 milioni e mezzo. Sono i dati che emergono dalle ultime dichiarazioni dei redditi presentate dai due parlamentari secondo quanto riportato sul sito della Camera. 

  

A circa 186mila euro (per l'esattezza 185mila 181 euro) ammonta il reddito di imponibile dichiarato al fisco nel 2026 dal segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Lo batte di qualche decina di migliaia di euro il presidente di Noi moderati, Maurizio Lupi, che invece percepisce uno 'stipendio' di 209mila 351 euro. Tajani ha presentato la sua dichiarazione dei redditi il 30 settembre, mentre il suo alleato Lupi il 14 dello stesso mese. Mancano, tra i leader del centrodestra, i redditi imponibili sia della premier Giorgia Meloni, sia del segretario della Lega Matteo Salvini. 

 

Nel campo largo le primarie solo a febbraio decideranno chi sarà il leader della coalizione progressista. Intanto, i redditi imponibili presentati per trasparenza tra Camera e Senato possono decretare fin da ora chi è il più 'ricco' tra i frontman del centrosinistra - al netto di chi, ovviamente, ha già provveduto a renderli noti, sia chiaro. E quindi la segretaria del Partito democratico Elly Schlein con i suoi 98mila 471 euro è battuta di un soffio (400 euro) dal co-leader di Avs e segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni. Bruno Tabacci, che dovrebbe 'prestare' il simbolo del suo Centro democratico a Più uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli, arriva a 119mila euro. Carlo Calenda, che però vuole rimanere fuori dai giochi del campo largo, ha guadagnato, invece, 114mila 7 euro. All'appello mancano i redditi di Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Matteo Renzi. 

 

Con oltre 3,5 milioni di reddito imponibile dichiarato al Fisco nel 2026 il 'Paperone' del Parlamento quest'anno, almeno per il momento, diventa Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d'Italia eletto nella circoscrizione Esteri America Settentrionale e Centrale, imprenditore romano che vive tuttora a Miami, in Florida, con la sua famiglia. L'esponente meloniano per l'esattezza ha guadagnato 3 milioni 546mila 872 euro, di cui 93mila 437 dichiarati in Italia. E' seguito a ruota, con 2 milioni 544mila 622 euro di reddito imponibile, dalla senatrice della Lega e avvocata Giulia Bongiorno e dall'ex ministro dei governi Berlusconi Giulio Tremonti, attuale presidente della commissione Esteri della Camera e deputato di Fratelli d'Italia, che ha dichiarato 1 milione 991mila 693 euro. 

venerdì 30 ottobre 2026

L'Aquila. Riapre il Teatro Comunale 'Nazzareno De Angelis' con Traviata di Giuseppe Verdi (Comunicato)

 Dopo diciassette anni il "Nazzareno De Angelis" torna alla città. Sei giornate tra spettacoli, visite guidate e incontri. Biondi: "Un teatro non si inaugura: si vive". Ruggeri: "Vogliamo farne la casa delle nuove generazioni"

Il Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” riaprirà il 17 novembre, a diciassette anni dal terremoto del 2009. Il taglio del nastro è fissato alle 11, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Seguiranno cinque giorni di appuntamenti, con la Traviata di Giuseppe Verdi, visite guidate e iniziative rivolte anche ai più giovani. La riapertura arriva nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, a dieci mesi esatti dalla cerimonia inaugurale del 17 gennaio.

Il programma, intitolato “La Città torna a Teatro”, è stato presentato a Palazzo Margherita dal sindaco Pierluigi Biondi e dai rappresentanti del Teatro Stabile d’Abruzzo. L’edificio, rimasto chiuso dopo il sisma, tornerà ad accogliere gli spettatori e sarà visitabile anche da chi vorrà semplicemente scoprirne gli spazi.

“Il 17 gennaio, quando abbiamo aperto l’anno dedicato alla Capitale italiana della Cultura, avevamo annunciato che la parte finale di questa sfida straordinaria che stiamo vivendo si sarebbe svolta all’interno del Teatro Comunale. C’erano degli scetticismi, invece ci siamo”, ha ricordato Biondi durante la presentazione. “È un bel traguardo, un obiettivo conseguito, una soddisfazione, credo, per l’intera comunità e per l’intero territorio”.

Nel comunicato diffuso al termine della conferenza, il sindaco ha ricostruito il percorso che ha portato alla riapertura.

“Restituire il Teatro Comunale alla città era una priorità assoluta per questa amministrazione, come annunciato nel 2025, ed esserci riusciti proprio nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura mi riempie di orgoglio”, ha commentato Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila. “Abbiamo lavorato con tenacia per centrare questo obiettivo: l’inaugurazione di novembre non rappresenta solo la conclusione di un complesso lavoro di recupero, ma è anche il simbolo più luminoso della rinascita della nostra città, proprio attraverso la cultura”.

“Sono grato a quanti, con le proprie competenze, hanno consentito che accadesse”, ha aggiunto il primo cittadino, “il Governo e il ministero della Cultura, per l’attenzione costante verso la nostra città; le strutture comunali; il Teatro Stabile d’Abruzzo; Eni, che dopo aver contribuito alla restituzione di Collemaggio ha voluto esserci accanto anche in questo momento; l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila; la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo; l’impresa che ha eseguito con velocità e cura i lavori dell’ultimo miglio. Abbiamo scelto di restituire il Teatro alla città in più giornate e con più porte d’ingresso, perché un teatro non si inaugura: si vive. Il primo sipario si alzerà per i ragazzi, che questo palcoscenico lo erediteranno, e per chi ha lavorato per restituircelo. Poi toccherà a chi lo frequentava prima del 2009 e lo ha atteso per diciassette anni, alle famiglie, ai curiosi. Voglio che ogni aquilano possa varcare quella soglia e sentirsi a casa. Perché una città rinasce davvero non quando ricostruisce i suoi luoghi, ma quando torna ad abitarli”.

La Traviata e gli appuntamenti della settimana

Martedì 17 novembre la cerimonia istituzionale comprenderà anche un’anteprima riservata alla stampa, con un approfondimento sugli interventi di restauro. Il giorno successivo, alle 17, si alzerà il sipario sulla Traviata, con la regia di Giorgio Pasotti, direttore artistico del Tsa.

Come illustrato durante la conferenza da Leonardo Bizzarri, direttore organizzativo del Teatro Stabile d’Abruzzo, la rappresentazione del 18 novembre sarà dedicata alle giovani generazioni e a quanti hanno contribuito al recupero dell’edificio. Saranno coinvolte le istituzioni formative cittadine, mentre gli studenti potranno acquistare un biglietto agevolato.

La prima ufficiale, su invito, è in calendario venerdì 20 novembre alle 19. Domenica 22, alle 17, è prevista la replica aperta al pubblico.

L’opera riunisce diverse realtà musicali e culturali. Accanto al Tsa, che cura la produzione, ci sono l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, I Solisti Aquilani, il Conservatorio statale di musica “Alfredo Casella”, la Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, il Coro Ventidio Basso e l’associazione L’Etoile. L’allestimento è realizzato con la Fondazione Teatro Coccia di Novara. Zzipp Group di Padova ha fornito il ledwall, mentre tra i soggetti che hanno contribuito figura il Consorzio tutela vini d’Abruzzo.

Non soltanto spettacoli. Giovedì 19 novembre, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, sono previste visite guidate per gli abbonati delle istituzioni culturali cittadine, con partenze ogni ora. Sabato 21, negli stessi orari, potranno partecipare tutti i cittadini, previa prenotazione.

Nella stessa giornata il caffè letterario ospiterà due booklab con Francesca Crescentini, conosciuta come Tegamini, alle 11 e alle 16. Gli incontri saranno gratuiti, ma occorrerà prenotarsi.

Ruggeri: “Una casa per gli artisti e per le nuove generazioni”

Per il Teatro Stabile d’Abruzzo si apre una fase diversa, con la possibilità di programmare le attività in una sede stabile. Il presidente Miska Ruggeri ha parlato della responsabilità che accompagna il ritorno nel Comunale.

“Devo iniziare il mio intervento con una parola precisa – ha dichiarato Miska Ruggeri, presidente del Tsa – e la parola è ‘grazie’, siamo grati a tutti coloro che, a vario titolo, hanno permesso alla nostra città di rientrare nel luogo più amato. Per il Teatro Stabile questa riapertura rappresenta una grande responsabilità e una straordinaria opportunità, sarà nostro compito contribuire a fare del Teatro Comunale un presidio di cultura veramente vivo, un luogo sempre aperto alla città, una casa per gli artisti. Ci piacerebbe inoltre vincere una scommessa con noi stessi: renderlo la casa delle nuove generazioni, quelle che non lo hanno conosciuto, che non hanno mai varcato quelle porte, per loro, per sperimentare anche in questo tempo difficile l’efficacia dello strumento teatro per la crescita civile dell’intera comunità”.

Durante la conferenza, Ruggeri ha spiegato che cosa cambierà concretamente per il Tsa dopo gli anni trascorsi a utilizzare spazi differenti.

“Uno degli obiettivi fondamentali della mia presidenza è riportare i giovani a teatro e adesso abbiamo anche i mezzi tecnici per farlo”, ha spiegato. “Fino a oggi dovevamo andare un po’ di qua e di là, anche nelle scuole, portarli da una parte all’altra. Adesso abbiamo proprio quella che sarà la nostra casa definitiva”.

Ruggeri ha poi parlato delle possibilità offerte dalla sala e del lavoro già avviato per riempirla di spettacoli e spettatori.

“È un teatro bellissimo e ha soprattutto tanti posti, quindi la cornice, il contenitore, è a posto. Adesso starà a noi metterci i contenuti. Ci stiamo già lavorando, abbiamo delle idee chiare e speriamo che i giovani dell’Aquila, su cui io conto parecchio, rispondano bene a questa nostra apertura. Non stendiamo il tappeto rosso per farli venire, ma quasi”.

Da gennaio il nuovo cartellone

La stagione 2027 partirà a gennaio. I titoli non sono ancora stati annunciati, ma il Teatro Stabile sta già preparando il calendario.

“Non posso anticipare cosa, però vi posso dire che sarà un cartellone bello denso, fatto di tante cose belle. Ovviamente inizieremo a gennaio perché vogliamo partire pronti, già a regime, non fare delle prove così, a vedere come va, ma partire già con il piede sull’acceleratore”, ha dichiarato il presidente.

Le prenotazioni per le visite guidate e l’acquisto dei biglietti saranno attivati nei prossimi giorni sui siti del Tsa e dell’Aquila 2026. A sostenere le iniziative inaugurali come main sponsor è Eni, già coinvolta nel recupero della basilica di Collemaggio.

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DE ANGELIS, Nazzareno

Nato a Roma il 17 nov. 1881, da Giovanni e da Clorinda Ovidi, fu fanciullo cantore dapprima presso la scuola di S. Salvatore in Lauro, e successivamente alla Cappella Sistina e alla Cappella Giulia. Riprese lo studio del canto, grazie all'interessamento del conte P. Senni, dopo aver compiuto il servizio militare, debuttando all'Aquila il 4 maggio 1903 nella Linda di Chamounix di G. Donizetti.

Negli anni successivi cantò nei principali teatri italiani, fra i quali il Petruzzelli di Bari (1906), la Scala di Milano (1907-10, 1912-14, 1918, 1922-24, 1926, 1931, 1933), il Comunale di Bologna (1907, 1915, 1924, 1927, 1931), il Costanzi (dal 1929 teatro Reale dell'Opera) di Roma (1911-13, 1915-16, 1918-20, 1924-25, 1928-30, 1938), il Regio di Parma (1913, 1916), il Carlo Felice di Genova (1915, 1922, 1929, 1931, 1932, 1935), il politeama genovese (1920, 1923), il Regio di Torino (1926). Compì inoltre frequenti tournées sia negli Stati Uniti, dove cantò all'Opera di Chicago nel 1910-11 e nel 1915-20, sia nell'America meridionale, cantando per tre stagioni in Cile, e per quattro stagioni al Colón di Buenos Aires. Ritiratosi dalle scene nel 1938, morì a Roma il 14 dic. 1962.... ( Enciclopedia Treccani)

Libera stampa in libero stato: sul caso della Novaya Gazeta nella Russia di Putin

 

ingresso uffici Novaya Gazeta a Mosca

Classificato da Mosca come “agente straniero” il quotidiano Novaya Gazeta ha annunciato la cessazione delle attività in Russia dal 9 novembre. La redazione pubblica una lunga nota starziante sul suo sito europeo in cui elenca - uno per uno - i motivi della decisione, ripercorrendo l'altrettanta lunga storia dei fatti, facendo anche i nomi dei responsabili.

"Siamo stati uccisi. Il 9 novembre spegneremo le luci del nostro edificio, dove abbiamo vissuto per 30 anni, spegneremo i server e ce ne andremo. Il giornale non esiste più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a cessare le attività". 

La testata è stata privata della licenza per operare in Russia già nel 2022, all'indomani dell'avvio delle ostilità in Ucraina. Da allora era rimasta operativa solo per la raccolta di informazioni relative alle inchieste giornalistiche. Parte dei giornalisti aveva già lasciato il Paese, continuando a lavorare al progetto Novaya Gazeta - Europe che resta attivo, arrivando al suo quarto anno di attività.

La redazione con sede a Riga, vanta collaboratori nell'est Europa - ma è già stata dichiarata "organizzazione indesiderata" e messa al bando in Russia che secondo l'ultimo rapporto World Press Freedom Index (2026) di Reporters Sans Frontières (RSF) sullo stato di salute della libertà di stampa, è scesa al 172° posto tra i paesi del mondo (180 quelli presi in considerazione) con una situazione dei media definita "molto grave".

La testata è divenuta celebre dopo la morte della giornalista russa Anna Politkovskaya avvenuta in un agguato sotto casa. La giornalista, allora 48enne, seguiva le vicende politiche e sociali, in particolare quelle riguardanti la seconda guerra cecena (1999–2005). Fu assassinata a sangue freddo nell'ascensore del palazzo in cui abitava, a Mosca, il 7 ottobre 2006, giorno del compleanno del presidente Putin. C'è chi parlò di regalo di compleanno. Le immagini di lei riversa a terra morta, con le buste della spesa ancora in mano fecero il giro del mondo.

La passione per il mestiere e l'amarezza per l'incompiuto: la nota della redazione ripercorre la storia del quotidiano che si intreccia a doppio filo con quella della Russia. “I nostri anni sono stati felici: pieni di creatività e speranze, lettori, amici, testi, film. A volte, questi anni sono stati disperatamente amari. Amari, perché è stato proprio durante il regno di questo regime, e non negli anni ’90 della criminalità organizzata, che i nostri colleghi sono stati uccisi per motivi politici, per aver adempiuto al loro dovere professionale e civico: Igor Domnikov, Yuri Shchekochikhin, Anna Politkovskaya, Stas Markelov, Anastasia Baburova, Natalya Estemirova”, si legge nel doloroso commiato.

E denuncia il giornale: "Contemporaneamente alla lettera di sfratto, hanno disattivato il sistema di donazioni che ci permetteva di ricevere contributi dai nostri lettori. In altre parole, ci hanno privato di qualsiasi fonte di finanziamento. Completamente". 

"Si tratta di un’operazione coordinata. Nessuno si lascerà convincere dalla giustificazione delle banche secondo cui agiscono in base a regole aziendali interne. Si tratta di regole esterne, stabilite dall’apparato statale repressivo, da funzionari dell’Fsb che si sono infiltrati in ogni organizzazione. Considerano il Paese come una loro proprietà", spiegano. 

Poi, dopo avere ripercorso le restrizioni a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina e l'aggressione al caporedattore Dmitry Muratov, Nobel per la Pace nel 2021, Novaya Gazeta sottolinea che "questa non è solo la nostra storia personale. È la storia di un Paese e di una società che vengono annientati esattamente allo stesso modo".  Muratov - co fondatore del giornale - fu costretto a dimettersi dalla carica di direttore responsabile, cedendo il posto a Serghei Sokolov.

Quest'ultimo il 15 ottobre scorso è stato trattenuto dalle forze dell'ordine per un interrogatorio di alcune ore in merito a un procedimento penale in cui è coinvolto un ex collaboratore della testata, Oleg Roldugin, accusato di violazioni nella raccolta di dati personali di politici e notabili russi.

Gli autori arrivano così ai "nomi" dei responsabili: "A compiere tutto questo sono l’Fsb, il ministero della Giustizia, la Procura e altri che hanno privatizzato lo Stato e usurpato il potere. Non si tratta di risentimento sovietico; sotto questa copertura è stata praticamente instaurata una dittatura militare". 

"I diritti umani e le libertà sono stati eliminati nel Paese, e la loro tutela è stata equiparata a un reato. Le elezioni e gli organi eletti sono stati di fatto eliminati. Le istituzioni pubbliche sono state smantellate. La libertà di coscienza e la dignità umana sono state calpestate. La vita privata è stata stravolta da mani sporche. L’articolo 29 della Costituzione, secondo cui 'la censura è vietata', non suona forse oggi come una beffa? I tribunali sono stati distrutti, insieme alla legge e allo Stato di diritto. Avere le proprie convinzioni è ora considerato tradimento", si legge ancora. 

Infine l'amara conclusione: "Ma il tradimento è quando uno Stato tradisce la propria Costituzione. E questo tradimento è un crimine in corso, che si sta svolgendo proprio ora sotto gli occhi del mondo intero. L’assassinio di 'Novaya Gazeta' ne è un’ulteriore prova. In tutti questi anni abbiamo scritto proprio di questo. Finché abbiamo potuto. Ecco perché l’abbiamo chiusa. Grazie a tutti coloro che ci hanno ascoltato".