mercoledì 25 marzo 2026

Per Giorgia Meloni

Gent.le Premier,

se vogliamo dirla tutta, il possibile ricatto che Lei denunciò da parte di Berlusconi, che comunque non ci fu, sarebbe stato comunque meno disonorevole di quello che ora, a detta di tutti, compresi i fedelissimi di FdI nel suo governo, sarebbe costretta a subire da parte di Daniela Santanchè.

 Nel caso della Santanchè uso il condizionale, quando sarebbe più giusto usare il presente, perchè lei è  già vittima di questo ricatto. E allora a noi cittadini viene da domandarci, per quali ragioni e con quali segreti Santanchè arriva a ricattare la premier che l'ha voluta ministra e l e che è anche segretaria del suo stesso partito, mettendola in grave, gravissima difficoltà? Cara Meloni, dica perchè è RICATTABILE da Santanchè. E aggiunga anche una qualche spiegazione  del ritardo con il quale ne chiede le dimissioni.

Il Giornale quotidiano, con NIco Spuntoni, è entrato nelle cabine elettorali per cedere come hanno votato cattolici. che erano cattolici, praticanti e non, ce l'avevano scritto in fronte?

La Cei gela il "No": "Zuppi non ha dato indicazioni di voto"

I vescovi non si fanno arruolare: "La Chiesa cattolica non entra nel merito delle scelte referendarie"

La Cei gela il "No": "Zuppi non ha dato indicazioni di voto"

Il presunto endorsement della Cei per il No è durato 24 ore. Ieri pomeriggio, infatti, una nota del Sir, l'agenzia stampa della Conferenza, ha puntualizzato che "il riferimento al referendum costituzionale sulla giustizia contenuto nelle considerazioni finali" dell'introduzione pronunciata il giorno prima al Consiglio permanente dal cardinale Matteo Zuppi (nella foto) "non contiene indicazioni di voto né orientamenti politici". Qualcuno ora parlerà di marcia indietro della Cei, ma la realtà è che Zuppi non aveva in alcun modo invitato a votare contro la riforma Nordio. In un testo tutto sommato equilibrato, il passaggio più problematico era quello con cui il presidente dei vescovi affermava che "la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l'assetto del Csm sono temi che, come pastori e come comunità ecclesiale, non ci devono lasciare indifferenti". Ciò è bastato a molti per arruolare la Cei tra i sostenitori del No con tanto di card propagandistiche sui social da parte degli stessi che lamentavano l'ingerenza della Chiesa in casi simili. Ma Zuppi, come avevamo scritto, non aveva alcuna intenzione di schierare la Cei all'opposizione della riforma Nordio. Non disposto ad ignorare del tutto le richieste dei vescovi più antigovernativi ma al tempo stesso consapevole che buona parte dell'episcopato non vuole guerre sul referendum, il cardinale deve essere rimasto sorpreso ed amareggiato dalle reazioni "partigiane" ed ha così deciso di affidare al Sir un chiarimento. Il suo intervento sull'argomento - spiega la nota - "si inserisce in una riflessione di carattere pastorale e civile più ampia" mentre "la Chiesa non entra nel merito delle scelte referendarie" e dunque "ogni lettura che attribuisca al testo finalità di schieramento o di strumentalizzazione politica non corrisponde al contenuto e all'intenzione dell'introduzione". Parole che hanno gelato lo schieramento per il No in cerca di sponsor autorevoli.

La nota conferma che la stagione dell'atteggiamento muscolare della Cei verso il centrodestra, voluta da Francesco ad inizio del suo pontificato e imposta tramite l'allora segretario generale Nunzio Galantino, si è chiusa definitivamente.