lunedì 18 ottobre 2021

Salvini: a Roma e nel resto di Italia ha vinto la destra. Gualtieri sindaco per caso

 Volevo ringraziare le romane ed i romani per questo risultato così significativo, sono onorato della fiducia che mi è stata accordata. Metterò tutto il mio impegno per onorarlo". Lo ha detto Roberto Gualtieri, parlando dal suo comitato elettorale, dopo la vittoria al ballottaggio contro il candidato del centrodestra, Enrico Michetti. 

 

 "Sarò il sindaco di tutti, delle romane, dei romani e di tutta la città. Inizia un lavoro straordinario per rilanciare Roma e per farla crescere, per farla diventare più inclusiva e per farla funzionare, per essere una città produttiva, una città della cultura, della scienza, dell'innovazione, vicina alle persone". 

 Roberto Gualtieri ha ringraziato i suoi sfidanti nella sede del suo comitato elettorale: Enrico Michetti, Carlo Calenda e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, "per l'impegno profuso in questi anni". Gualtieri ha ringraziato i volontari del suo comitato e ha parlato di "una bellissima campagna elettorale".

Brutte notizie da Bran Bretagna e Russia sulla pandemia ( Euronews)

 

Il Regno Unito ha registrato il picco più alto della parabola Covid negli ultimi tre mesi. Le cifre del governo si attestano attorno ai 45.000 nuovi contagi con 57 morti legate al virus nelle ultime 24 ore.


Il Regno Unito, picco di contagi. Secondo l'ufficio nazionale di statistica, l'impennata di casi significa che una persona su 60 nel Regno Unito ha contratto il Covid nell'ultima settimana. Nel tentativo di porre un freno alla pandemia, le autorità sanitarie stanno pianificando campagne di vaccinazione per i bambini dai 12 ai 15 anni. È questa la fascia di età che continua a registrare la più alta percentuale di test positivi.

Russia, numeri da record. Anche la Russia in questo periodo conosce numeri da record: oltre 34.000 nuovi casi con 997 morti. Il Moscow Times riporta che i medici in autoisolamento o in pensione sono chiamati a vaccinarsi e a tornare al lavoro per alleviare la pressione sui servizi sanitari.

Romania, i controlli sui pass. In Romania, a Bucarest, dove l'infezione colpisce 16 persone ogni 1.000 abitanti, la polizia è mobilitata per i controlli: è necessario esibire un green pass - in cui si certifica l'avvenuta vaccinazione - in luoghi affollati come ad esempio i mercati. 

Le proteste 'no pass' in Italia. Dalla Romania all'Italia, che ha conosciuto un fine settimana di proteste contro il certificato sanitario - Il pass è diventato obbligatorio per l'accesso a tutti i luoghi di lavoro. I manifestanti hanno bloccato i varchi in numerosi porti italiani, tra cui quelli di Genova e Trieste, per tutta la giornata di domenica.

Vaccinati al 90%, stato di emergenza attenuato

 Con il 90% di prime dosi somministrate si potrà attenuare lo stato di emergenza. Lo ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza, in un’intervista a Repubblica. “Sicuramente quella percentuale ci porrà in una condizione di maggiore serenità – aggiunge – . Non è sufficiente a sradicare il coronavirus perchè i bambini non sono ancora coinvolti nella campagna ma comunque darà un contributo straordinario alla sicurezza. Già adesso il problema sta diventando individuale e non collettivo, il sistema sanitario non è sotto pressione. Quindi il 90% va bene ma quando si potranno vaccinare anche i bambini dovremo mantenere la stessa copertura sul totale della popolazione”. L’obbligo del Green pass “ci permetterà di tornare alla normalità e svolgere in sicurezza le attività al chiuso, alle quali non parteciperanno soggetti infetti e contagiosi”. 

                                                                                     (ITALPRESS)

Polizia sgombera manifestanti irriducibili dal Porto di Trieste, anche con gli idranti

 E' cominciato lo sgombero dei manifestanti che stazionano davanti al Varco 4 di Trieste. Alcuni mezzi della polizia sono giunti al presidio davanti al Varco 4 dall'interno del Porto. 

I manifestanti li attendevano seduti dall'altro lato del Varco lungo la strada seduti a terra intonando "La gente come noi non molla mai" e "Libertà". I poliziotti sono scesi dai mezzi in tenuta antisommossa, un funzionario li ha più volte invitati a disperdersi "in nome della legge" poi sono stati azionati gli idranti. 

 Non siamo violenti, toglietevi gli scudi", "Arretrate" "Pace, amore e libertà". Cosi' urlano i manifestanti ai poliziotti schierati in tenuta antisommossa al varco 4 del porto di Trieste. (Rai News)


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Mentre alcuni lavoratori portuali assieme ai manifestanti stanno liberando e pulendo la postazione di presidio allestita davanti al varco 4 del porto di Trieste, da dove da venerdì mattina hanno tenuto conferenze stampa e offerto cibo e bevande a chi partecipava alla protesta "no Green pass", è cominciato lo sgombero dei manifestanti che ancora stazionano. In azione gli idranti.

 Alcuni mezzi della polizia sono giunti al presidio davanti al Varco 4 dall'interno del Porto. I manifestanti li attendevano seduti dall'altro lato del Varco lungo la strada seduti a terra intonando "La gente come noi non molla mai" e "Libertà". I poliziotti sono scesi dai mezzi in tenuta antisommossa, un funzionario li ha più volte invitati a disperdersi "in nome della legge" poi sono stati azionati gli idranti. 

La linea dei sindacati - Al di là delle divergenze organizzative su come gestire la protesta, pare comunque essere stato ascoltato l'appello dei sindacati. "Liberate il porto", le legittime manifestazioni di dissenso "devono essere garantite, ma non possono impedire ad un porto e ad una città di continuare a generare reddito e prospettive per il futuro", avevano affermato Cgil, Cisl e Uil. 

 "Quelle persone che hanno dimostrato solidarietà a quei lavoratori portuali in presidio facciano un passo in avanti e liberino il porto e quei lavoratori da un peso e una responsabilità che non hanno. Non si esasperi questa situazione perché, nel rispetto di tutte le idee, chiediamo che la maggioranza non sia ostaggio di una minoranza".

                                                                              (TGCOM 24


'Julius Caesar' di Giorgio Battistelli inaugura la stagione dell'Opera di Roma il 20 novembre ( News Ricordi editore)

 Il 20 novembre il Julius Caesar di Giorgio Battistelli debutta in prima assoluta per l’inaugurazione della stagione operistica 2021-2022 del Teatro dell’Opera di Roma. La tragedia in musica su libretto di Ian Burton è stata commissionata dal Lirico romano.


Sul podio d’orchestra ci sarà Daniele Gatti, che con quest’opera si congeda dal Lirico capitolino nella veste di direttore musicale. La regia del nuovo allestimento è affidata Robert Carsen, che con Battistelli e Burton forma un trio ormai consolidato, dopo le fortunate esperienze di Riccardo III e CO2.

«La partitura mi è stata commissionata anni fa e quindi il lavoro è stato completato prima della pandemia – racconta Battistelli – anche se, in vista dell’esecuzione, ho semplicemente previsto qualche riduzione di organico in orchestra. La regia di Carsen sarà incisiva e intensa. Del resto, è la storia che nasce forte e civile. E vedremo in scena il Parlamento italiano».

Nel cast compaiono Clive Bayley (Julius Caesar), Elliot Madore (Brutus) e Julian Hubbard (Cassius). Dopo la
prima del 20 novembre, lo spettacolo resterà in scena per altre cinque recite, fino al 28 novembre.

Ancora sull'opera di Matteo D'Amico da Fellini: 'il viaggio di G. Mastorna' (da emiliaromagnanews24.it, di Roberto di Biase)

 Valter Malosti è Federico Fellini nella nuova opera in forma semiscenica di Matteo D’Amico in prima assoluta sabato 23 ottobre – ore 20.30 – al Teatro Galli di Rimini, direttamente ispirata al film progettato e mai realizzato dal grande maestro del cinema. La sceneggiatura originale è diventata il libretto di un’opera fantastica in un prologo e tredici quadri, Il Viaggio di G. Mastorna, nella quale Malosti firma anche la regia del nuovo allestimento, nato da un’idea di Cinzia Salvioli e Valerio Tura.

“Ho scritto il libretto a partire dalla sceneggiatura firmata da Federico Fellini, Dino Buzzati, Bernardino Zapponi e Brunello Rondi e recentemente ripubblicata dallo scrittore Ermanno Cavazzoni – racconta il compositore Matteo D’Amico – I tredici quadri scandiscono in modo incalzante il susseguirsi delle situazioni in cui è proiettato un musicista che si trova a viaggiare su di un aereo in mezzo a una tempesta. L’aereo precipita e Mastorna, interpretato da un baritono, è proiettato in un aldilà che potrebbe anche essere un sogno angoscioso fatto in volo e affollato di figure inquietanti che appartengono ad un ideale universo felliniano. La protagonista femminile è la figura della Hostess, una sorta di Beatrice di dantesca memoria, che sostiene Mastorna, comparendo sotto spoglie diverse. Tutti gli altri personaggi sono interpretati da un soprano, un mezzosoprano, un tenore e un basso che fungono all’occorrenza da piccolo coro madrigalistico, quartetto di voci per cui ho musicato alcune terzine dell’Inferno dantesco, come specchi poetici dell’azione in scena”

Ai cantanti – il baritono Luca Grassi, i soprani Yulia Tkachenko e Vittoria Magnarello, il mezzosoprano Eleonora Lué, il tenore Aslan Halil Ufuk e il basso Ken Watanabe – si affiancano due attori – Marco Manchisi e Matteo Baiardi – e la danzatrice Barbara Martinini, tutti insieme impegnati a dare vita all’affollato stuolo di personaggi previsto dalla partitura di D’Amico.

“Le situazioni sempre mutevoli della storia – spiega il compositore – mi hanno ispirato una musica prevalentemente dinamica, proteiforme, instabile, che rifugge, per lo più, dalla contemplazione lirica e che avvolge tutto, battute del Narratore comprese, nel suo fluire incessante. Non c’è tempo per l’approfondimento psicologico dei personaggi, che vengono colti e fissati nel loro breve presentarsi, per poi rapidamente dileguarsi. Altrettanto mercuriale è il carattere della scrittura strumentale, che si avvale di un’orchestra da camera di diciotto elementi, sfruttandone appieno sia le capacità d’insieme che le infinite sfaccettature cameristiche e solistiche”.

“Per Fellini – afferma Malosti – Mastorna è come un relitto di una nave affondata che dagli abissi continua a mandare, così, la sua radioattività; ed è andato a nutrire tutti i suoi film successivi. Questa affermazione poetica e visionaria mi ha dato l’indicazione principale per muovermi dentro questo affascinante oggetto che è la sceneggiatura di Mastorna. Così i protagonisti emergeranno dal buio fitto, come reperti di un sogno. Come se il pubblico si immergesse nel grande mare che nasconde il famoso relitto-Mastorna e insieme tutte le visioni che Fellini ha sognato per questo film impossibile. Nella drammaturgia che ho costruito insieme al compositore, il medium sarà proprio lui, Federico, con le meravigliose parole della sceneggiatura che sono anche un racconto in prima persona, in cui il tempo della vita e della morte diventa l’equivalente di un set cinematografico, quasi prefigurando tecnologie non ancora esistenti, potremmo dire il virtuale?”

Così diceva Fellini: «Ecco, a volte avevo l’impressione di aver veramente conosciuto Mastorna, quasi fosse una parte di me stesso o uno che avevo frequentato in un’altra vita, in una vita più piena e pura, ma poi tornava a sfuggirmi. Mastorna ero soprattutto io. Ci sono sempre in tutti i miei film. Questo avrebbe dovuto offrire anche una certa immagine della psiche, cioè della condizione della mia coscienza e della mia anima. Ma è stato come trovarmi davanti a una pesante porta sbarrata e aprirla, poi scendere ripide scale di pietra e trovarmi in cantina, scendere ancora ed entrare in una stanza con un’alta volta, molto antica. Il pavimento era fatto di lastre di pietra, alternati a strati di mattoni, ne alzai una con un anello, si sollevava rilevando un’altra scala di strettissimi gradini, scesi ancora e mi ritrovai in una sorta di caverna scavata nella roccia, e piena di ossa, cocci e un teschio! Era forse il mio? Coltivavo forse segreti desideri di morte? Quanto più scendevo, tanto più il mio inconscio mi diventava oscuro ed estraneo. Perché dunque dovevo immergermi in stadi così remoti della mia coscienza? Ho inglobato l’occhio di un animale extraterrestre.”

Il viaggio di G. Mastorna debutterà grazie all’apporto dei giovani musicisti dell’Orchestra Arcangelo Corelli affidati alla bacchetta di Jacopo Rivani, mentre al nuovo allestimento di Valter Malosti, proposto in forma semi scenica, contribuiscono inoltre Davide Amadei per le scene e i costumi, Cesare Accetta per il disegno luci e Sergio Metalli per le immagini in video.

Quella de Il viaggio di Mastorna è una coproduzione con il Teatro Alighieri di Ravenna, una collaborazione fruttuosa cha ha già prodotto la messa scena dell’Aroldo di Verdi che ha debuttato al Galli e verrà ripreso nella stagione lirica del Teatro Alighieri.

Il viaggio di G. Mastorna sarà replicato giovedì 4 novembre al Teatro Bonci di Cesena.

Prevendita

Biglietteria Teatro Galli (piazza Cavour 22, Rimini). Aperta dal martedì al sabato dalle 10 alle 14 e il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30; tel. 0541 793811; e-mail biglietteriateatro@comune.rimini.it. Biglietti on line su: biglietteria.comune.rimini.it.

Per informazioni: https://teatrogalli.it/it/eventonew/viaggio-mastorna

 

Fellini. 'Il viaggio di G. Mastorna' diventa un'opera per la musica di Matteo D'Amico. Teatro Galli il 23 ottobre ( da Quotidiano.net, di Debora Grossi)

 Al Teatro Galli, il 23 ottobre, il film mai realizzato di Federico Fellini: "Il viaggio di G. Mastorna" diventerà un’opera fantastica, con prologo e 13 quadri. 

Il libretto è stato composto dal maestro Matteo D’Amico per la regia di Valter Malosti, neo direttore di Emilia-Romagna Teatro. L’idea nata da Cinzia Salvioli e Valerio Tura è una co-produzione del Teatro Galli di Rimini e il Teatro Dante Alighieri di Ravenna. Il debutto, in prima assoluta, si inserisce in una collana di iniziative che accompagnano l’inaugurazione del Fellini Museum e vede la partecipazione di 6 cantanti internazionali, tre attori e la danzatrice riminese Barbara Martinini. 

"Devo essere sincero, non conoscevo la storia,- spiega il compositore D’Amico- La verità è che non sono un cinefilo, ho visto la quasi totalità dei film di Fellini ma non l’ho mai approfondito fino a che non mi sono trovato di fronte a questa proposta. Quando ho letto la sceneggiatura originale ho avuto la sensazione che fosse un soggetto adatto ad una trasposizione musicale. Ha una grande ricchezza di immagini e personaggi. I cantanti si alternano in tantissimi ruoli, è un’opera corale dove il protagonista viene costantemente travolto dalle tante figure e dalla musica". 

La sceneggiatura originale, scritta da Fellini, Buzzati, Zapponi e Rondi, nell’edizione a cura di Ermanno Cavazzoni, vede il musicista Mastorna proiettato in un aldilà, un sogno angoscioso affollato di personaggi nebulosi e ricorrenti. 

"È un testo che avrei voluto fare già da anni,- racconta Malosti- Forse Fellini non lo ha voluto fare perché parlava molto di sé, lo chiamava ‘un fantasmone’. È la sua voce che racconta e questo ha un grande valore letterario. La messa in scena mette in luce un viaggio nel suo mondo interiore. È interessante che ora sia diventato un’opera, perché Mastorna è un musicista e secondo Fellini i musicisti riescono a capire meglio i lavori sull’anima. La musica infatti è al centro di un grande viaggio e sarà possibile entrare in un mondo fantastico grazie alle sue parole". In scena, nei panni di un Fellini narratore, ci sarà proprio Valter Malosti mentre sarà il baritono romagnolo Luca Grassi ad interpretare il protagonista. Jacopo Rivani dirigerà l’orchestra Arcangelo Corelli e il coro di solisti costituito a Ravenna 3 anni fa. La stagione lirica del teatro Galli rende così omaggio a Fellini con la realizzazione di uno dei suoi sogni, accompagnato anche da tavole inedite, mai viste, realizzate dall’amico Milo Manara.