mercoledì 15 luglio 2026

Voto dei 'fuorisede' votato all'unanimità

 

Via libera all'unanimità all'emendamento sul voto dei fuorisede
Via libera all'unanimità all'emendamento sul voto dei fuorisede© Provided by ANSA

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - Via libera all'unanimità dell'Aula della Camera con 349 sì all'emendamento alla legge elettorale della maggioranza sul voto dei fuorisede. La norma, passata col voto favorevole di tutte le opposizioni, prevede la possibilità, attraverso l'iscrizione in un apposito albo, per chi è lontano dal proprio Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche di votare dove è temporaneamente domiciliato. (ANSA).

Dedicata al Maestro Muti, per celebrarne la carriera straordinaria. La Zecca conia moneta d'argento da 3 Euro

 Il Ministero dell’economia e delle finanze ha emesso, nell’ambito della Collezione Numismatica 2026, una nuova moneta da 3 euro dedicata al Maestro Riccardo Muti per celebrare una carriera straordinaria e il contributo di uno dei più importanti interpreti della musica italiana nel panorama internazionale.

La moneta, in argento 925‰ e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, rende omaggio non solo alla figura del Maestro, ma anche al suo modo di concepire la musica come espressione di cultura, conoscenza e identità.

Sul dritto è raffigurato il ritratto di Riccardo Muti, tratto da uno scatto della fotografa Silvia Lelli, che ne coglie l’intensità espressiva nell’atto di dirigere l’orchestra. Un’immagine di grande forza evocativa, essenziale nella composizione, che concentra l’attenzione sul gesto direttoriale e sulla sua capacità di comunicare la musica.

Sul rovescio, le mani del Maestro, riprese in una fotografia di Todd Rosenberg, sembrano dare forma al suono stesso. Le onde sonore, raffigurate in movimento ascensionale e avvolte attorno a una spirale di pentagrammi e note musicali, accompagnano frammenti di tre celebri pagine di Giuseppe Verdi, compositore particolarmente amato da Muti: “Amami, Alfredo” da La traviata, l’“Ave Maria” dall’Otello e “Tutto nel mondo è burla” dal Falstaff. Tre momenti musicali che richiamano diverse stagioni dell’esperienza umana, dall’ardore giovanile alla maturità, fino alla consapevolezza e alla saggezza.

La moneta “Italiani illustri: Riccardo Muti” è stata progettata dall’artista Monica Ciucci ed è stata coniata dalla Zecca dello Stato.


Il Governo ( Meloni) che non ama la scienza e pensa già alle elezioni ( da LaPresse Italy)

 

(Kike Calvo via AP Images)
(Kike Calvo via AP Images)© LaPresse

Gli Ordini dei medici non ci stanno. “Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante Covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Ed è un affronto alle vittime di Covid-19 e, tra loro, ai 383 medici e odontoiatri e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”. Il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, appare più che sconcertato.

Medici di famiglia nelle Case di comunità, la firma si avvicina
Medici di famiglia nelle Case di comunità, la firma si avvicina

A scatenare la sua reazione l’approvazione, in Commissione Affari sociali alla Camera, dell’emendamento a prima firma Alice Buonguerrieri, nell’ambito dell’esame della Legge delega di riforma delle professioni sanitarie. Un provvedimento che scatena le ire dell’infettivologo Matteo Bassetti: “Uno sputo in faccia a tutti i sanitari italiani, ai morti per Covid e a tutti gli italiani che, con il proprio impegno, hanno portato fuori dall’emergenza questo Paese. Sono disgustato, ma anche felice di aver finalmente capito da che parte sta il Governo italiano sui vaccini”, scrive su X.

Per il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta “reintregrare i medici no-vax radiati è una vergogna di Stato. Un insulto ai medici che, durante la pandemia, hanno curato e protetto il Paese”.

L’emendamento

Ma di che si tratta? L’emendamento introduce una disposizione che consentirebbe la richiesta di reiscrizione ai sanitari radiati per fatti connessi alla pandemia di Covid. La richiesta andrebbe presentata alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

La reazione di Anelli

“Se queste notizie corrispondono al vero – insiste il presidente Fnomceo – verrebbe svuotato il ruolo disciplinare degli Ordini. La radiazione è infatti l’extrema ratio, la sanzione che certifica che il sanitario si è voluto chiamare fuori dalla comunità professionale, decidendo di non seguire quei precetti che la comunità stessa, liberamente, sceglie di autoimporsi, e che costituiscono il Codice deontologico”.

Il Codice di deontologia medica, all’articolo 13, “regola la prescrizione, che deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull’uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza. Il medico non adotta né diffonde pratiche diagnostiche o terapeutiche delle quali non è resa disponibile idonea documentazione scientifica e clinica valutabile dalla comunità professionale e dall’Autorità competente, né terapie segrete. Tutto questo a tutela del paziente e della sua salute, che è obiettivo dell’agire medico”, ricorda Anelli.

“Il procedimento disciplinare dunque è il punto più alto dell’azione degli Ordini a tutela del paziente. Comminare una sanzione non è mai una decisione presa con leggerezza ma è una ferita per tutta la comunità. Una ferita che però si rende necessaria per difendere i pazienti e l’onore stesso della professione. Non può infatti chiamarsi medico chi adotta e diffonde terapie antiscientifiche, che possono causare danni alla salute”, aggiunge il presidente dei medici.

“Secondo tutti i sondaggi la stragrande maggioranza degli italiani ha fiducia nei medici. Una fiducia che supera quella in tutte le altre istituzioni, e che passa attraverso la fiducia nella scienza, dichiarata dal 90% dei cittadini. Che una legge, in automatico, voglia riammettere chi è stato radiato ci sembra un’ingerenza ingiustificata nella nostra azione, che svuota di significato il ruolo di Enti sussidiari che lo Stato ci ha affidato”, chiarisce il presidente Fnomceo.

L’ultimatum

“Richiamiamo al rispetto che le istituzioni devono avere l’una per l’altra. L’autonomia degli ordini non è un privilegio delle professioni. È una garanzia per la collettività. Indebolirla significa indebolire uno dei presidi sui quali si fonda il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni”, conclude il presidente della Federazione nazionale.

E dunque la bocciatura dell'emendamento alla legge elettorale non è stato un sempolice 'incidente di percorso' ( da Open.online, di Alessandro D'Amato)

 

giorgia meloni legge elettorale preferenze elezioni anticipate caduta governo

La pazienza di Giorgia Meloni «è ormai al limite». E c’è già una data per le elezioni anticipate: il 4 aprile. I destinatari dell’avvertimento sono Antonio Tajani e Matteo Salvini. «Per una persona che si nasconde dietro il voto segreto e non ha il coraggio di dire la sua contrarietà su un provvedimento che, ripeto, è stato vagliato dai partiti di maggioranza non trovo altre definizioni se non questa: un vigliacco», dice Francesco Filini, responsabile del programma di Fratelli d’Italia. Mentre il vannacciano Edoardo Ziello accusa la Lega e annuncia: «Se la premier vuole vincere di nuovo le elezioni deve trattare con il generale». E il partito di Giorgia valuta seriamente di ripresentare le preferenze con un emendamento: il testo tornerebbe alla Camera, ma per un voto secco e che sarebbe certamente «con fiducia». E nel caso di sconfitta farebbe cadere il governo.

La legge elettorale, le preferenze, le elezioni anticipate

È il Corriere della Sera a raccontare che la prima domenica di aprile, il 4, potrebbe essere quella giusta per andare al voto. Con o senza nuova legge elettorale. Ma, è il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi, l’alleanza del 2022 non c’è più. Anzi, quello dell’emendamento sulle preferenze, spiega uno dei massimi dirigenti di FdI, sarebbe stato un esperimento: «Giorgia in realtà ha voluto arrivare fino al punto di rottura della maggioranza senza andare oltre. Perché se le preferenze fossero passate, la legge sarebbe stata poi affossata nel voto finale. E sarebbe stato un disastro».

I sondaggi

Invece, è il ragionamento, «con la sfida sulle preferenze Giorgia ha rovesciato l’accusa delle opposizioni di volersi occupare dei temi di Palazzo. E affermando la volontà di restituire ai cittadini il diritto di scegliersi il rappresentante in Parlamento, è stata mediaticamente efficace». La mossa, dicono i primi sondaggi, sarebbe stata apprezzata dall’elettorato. Anche se lo Stabilicum senza le preferenze potrebbe venire affossato dalla Corte Costituzionale. Meloni ha preannunciato che la Legge di Stabilità avrà una funzione deterrente con la «Lega del Nord» e con la «Forza Italia tendenza Marina». Sulla primogenita di Berlusconi si stagliano i sospetti dei Fratelli. Sul voto ad aprile però c’è l’ostacolo Mattarella: «Siamo sicuri che il capo dello Stato concederà a Meloni il voto per le Politiche senza farglielo accorpare con il voto delle Amministrative

La pazienza al limite

Ma la pazienza di Meloni «è al limite», come ha spiegato ai due vicepremier. Anche oggi, per decisione di Lorenzo Fontana, si voterà a scrutinio segreto. Mentre Repubblica fa notare che la data per maturare la pensione, per i parlamentari, scatta il 14 aprile. Il voto con fiducia alla Camera farebbe cadere il governo in caso di sconfitta. Sulla legge elettorale qualcuno vorrebbe accelerare, votare prima della pausa. Ma i più spingono per rallentare, aspettare ottobre. Anche per non regalare tempo alla Corte costituzionale, che potrebbe impallinare la nuova legge.

FdI e la riflessione

Intanto Francesco Filini, responsabile nazionale del programma di FdI, dice a Repubblica che la vigliaccheria potrebbe portare a rischi per la legislatura: «Noi abbiamo sempre detto di voler terminare la legislatura, perché abbiamo ancora tanti provvedimenti da realizzare, e questo governo gode del sostegno dei cittadini. Però è ovvio che bisogna essere uniti e compatti fino alla fine». Filini se la prende con «alcuni singoli parlamentari, che si sono nascosti dietro al voto segreto, chiesto vergognosamente dalle opposizioni visto che c’era in ballo il ritorno delle preferenze, si sono mossi nell’ombra senza avere il coraggio di dichiarare la propria contrarietà. Questo è stato l’unico incidente parlamentare in 4 anni di legislatura, avvenuto solo grazie al voto segreto».

Il Senato

E sulla strategia di votare al Senato senza segreti per ora è attendista: «Intanto portiamo a casa al Montecitorio la riforma elettorale, che è fatta per dare trasparenza e rispetto al voto dei cittadini italiani, dopodiché ragioneremo sul da farsi e se intervenire in Senato per correggere questo inciampo parlamentare sulle preferenze». Intanto Edoardo Ziello, responsabile organizzazione di Futuro Nazionale e autore dell’emendamento sulle preferenze bocciato ieri alla Camera, nega che sia nata una nuova maggioranza a destra: «Ma no. Non ci sono trattative o interlocuzioni tra noi e FdI. Glielo ripeto, hanno paura di essere scavalcati da noi su vari temi, compresa la sicurezza».

Poi annuncia: «Vannacci ci aveva dato indicazione di votare comunque sì, anche se quell’emendamento meticcio non era certo il massimo, con quei capilista bloccati. Chi ha tradito sono altri partiti. Come la Lega, sovranista solo a parole». L’obiettivo è il Carroccio: «I traditori sono quelli che votano contro Meloni nello scrutinio segreto, ma che le votano la fiducia. Dovrebbe guardarsi da quelli che non mantengono le promesse fatte in campagna elettorale».