sabato 7 febbraio 2026

La città con più diplomati in Italia è... da Men's Health , di Roberto Pegorini)

 

Qui si registra anche il terzo posto per il numero medio di anni di studio© Francesco Riccardo Iacomino - Getty Images

La crescita di un Paese è spesso legata anche alla preparazione scolastica dei suoi cittadini. Avere un titolo di studio oggi più che mai, con l’aria di crisi che tira, diventa fondamentale anche se non è sinonimo di sicurezza. E comunque la cultura è anche una crescita personale indipendentemente dal mondo del lavoro, è un modo per imparare a mettere le cose in prospettiva, a sapersi districare nel confronto con altri ad avere una buona capacità di adattamento. Ne sa qualcosa la città con più diplomati in Italia, che ha la più alta percentuale degli italiani e forse non è un caso se pensiamo alla sua storia in rapporto allo studio e alla conoscenza.

È questa la città con più diplomati in Italia

A rendere noto è lo studio che il Sole 24 Ore compie ogni anno per comprendere quale sia la città con la migliore qualità della vita. Per farlo, vengono prese in considerazione cinque indicatori che a loro volta sono formati da una serie di categorie. Una di queste, alla voce Demografia, salute e società, è legata proprio all’istruzione. Ed è così emerso che la città con più diplomati in Italia è Bologna, con oltre l’80% per le persone nella fascia di età 25-64 anni. Non solo. Nella categoria del numero medio degli anni di studio della popolazione over 25 anni, il capoluogo emiliano è risultato terzo, alle spalle di Roma e di Trieste.

Questi due piazzamenti, insieme ad altri ottimi risultati nelle altre voci (ad esempio il quinto nella qualità della vita delle donne) ha fatto si che Bologna sia prima anche nell’indicatore Demografia, salute e società. Che lo studio fosse così importante non è una sorpresa per questa città, vista la sua tradizione. Bologna, infatti, tra i suoi soprannomi ha anche quella di la Dotta. Poiché ospita l’università più antica in Europa. Fondata nel 1088, l’ha resta un centro di cultura e sapere fin dal Medioevo. Gli altri soprannomi storici di questa città sono la Grassa, per via del cibo, e la Rossa e non per questioni politiche, bensì per i tetti e i palazzi in cotto.

Le altre città italiane che annoverano un alto numero di diplomati

Dunque Bologna è la regina dei diplomati, di chi sta parecchi anni sui libri scolastici e quindi anche dell’indicatore Demografia, salute e società. Un risultato che le permette anche di essere a un passo dal podio per la città con la migliore qualità della vita in Italia, piazzandosi quarta, alle spalle di Trento, Bolzano e Udine.

Tornando però nello specifico dei diplomati è proprio l’Emilia a primeggiare in Italia. Nella top ten, infatti, oltre a Bologna troviamo anche Parma e Modena. Per quanto riguarda, invece, gli anni di studio, detto del podio formato da Roma, Trieste e appunto Bologna, anche qui l’Emilia spadroneggia con Reggio sesta, Parma ottava e Modena nona. Da segnalare anche che Bologna risulta prima per i laureati, ma questa categoria rientra nella voce Affari e Lavoro.

Milano-Cortina 2026 n.9. 'Volare' cantata da Mariah Carey mette i brividi (da Cult Web, di Francesca Fiorentino). Sì, ma per l'indecente inattendibilità dell'esibizione ( P.A.)

 

Mariah Carey regina delle nevi a Milano-Cortina 2026, la sua Volare mette i brividi, ma diventa virale il gobbo fonetico

La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali ha avuto una protagonista d’eccezione: Mariah Carey si è trasformata nella regina delle nevi di San Siro, conquistando il pubblico con una scelta artistica inaspettata. La cantante statunitense ha infatti interpretato “Nel blu dipinto di blu” – meglio conosciuto come “Volare” – il classico immortale firmato da Domenico Modugno nel 1958.

L’esibizione ha rappresentato un omaggio alla musica italiana su scala mondiale, con la voce potente della popstar che si è misurata con una canzone simbolo della cultura del nostro Paese. Dopo aver emozionato con il brano di Modugno, Carey ha proseguito con “Nothing is Impossible”, traccia estratta dal suo ultimo disco “Here for It All”, pubblicato l’anno scorso.

L’aspetto scenico ha contribuito a rendere magico il momento. Secondo quanto riportato da Vogue, la cantante ha sfoggiato un abito firmato Roberto Cavalli (sotto la direzione creativa di Fausto Puglisi) che richiamava perfettamente l’atmosfera invernale: tessuto bianco e argentato impreziosito da cristalli Swarovski, completato da uno scenografico boa di piume di struzzo. La mise è stata arricchita da una collezione di gioielli Levuma dal valore straordinario, con collana, orecchini e bracciali in platino tempestati di oltre 306 carati di diamanti taglio smeraldo.

Ma i social network hanno fatto esplodere la discussione attorno a un dettaglio tecnico che non è sfuggito agli spettatori più attenti. Durante l’interpretazione del classico italiano, Carey ha utilizzato un teleprompter con trascrizione fonetica delle parole. Sul monitor scorrevano i versi della canzone scritti in modo da aiutarla nella pronuncia corretta dell’italiano, lingua che naturalmente non è la sua madre lingua.

La scoperta ha scatenato reazioni contrastanti online. Molti hanno trovato divertente questo espediente, condividendo screenshot e commenti ironici. Altri hanno sottolineato come si tratti di una pratica assolutamente normale nel mondo dello spettacolo: quando gli artisti internazionali si esibiscono in idiomi che non conoscono, ricorrere a supporti visivi con la fonetica è una strategia professionale standard.

Al di là delle polemiche da tastiera, la performance ha raggiunto il suo obiettivo: portare un pezzo di patrimonio musicale italiano davanti a un pubblico globale di miliardi di spettatori. Con un mi bemolle in sovracuto, mostruso, che Carey ha fatto come se stesse semplicemente bevendo un bicchiere d’acqua.