lunedì 9 marzo 2026

Giuliana Vitali con il romanzo 'Nata nell'acqua sporca', editore Giulio Perrone, rischia il Premio Strega ( da Il Messaggero)

 

Premio Strega: Giuliana Vitali partecipa con "Nata nell'acqua sporca", il romanzo con il quale «rischia grosso» secondo i critici© Redazione

Tra le 79 proposte al Premio Strega 2026 c’è anche il romanzo d’esordio di una napoletana che vive da tanti anni a RomaGiuliana Vitali. Il suo libro ha per titolo “Nata nell’acqua sporca”, Giulio Perrone Editore. «Giuliana Vitali “rischia grosso”, mettendo insieme tradizione letteraria alta e immaginario dei ragazzi nati dopo il 2000», osserva il critico letterario Marco Debenedetti nella motivazione inserita nella proposta al Premio Strega 2026, giunto all’80esima edizione.

La storia del romanzo

Il romanzo (con la prefazione di Silvio Perrella) racconta la storia di Sara, una giovane donna cresciuta ai margini con un padre imprenditore assente ed emigrato in Albania e una mamma giornalista troppo distante emotivamente. La vicenda è ambientata in una Napoli notturna, cupa, popolata dagli esclusi, una città che nel libro supera i confini geografici per farsi spazio universale: luogo simbolico di contraddizioni, ferite e resistenza, specchio di un disagio che parla a molte realtà contemporanee.

L'intervista

«Mi considero fortunata di essere tra le proposte del Premio Strega, e lo vivo con gratitudine e molta cautela. La fortuna, però, non basta: ogni libro deve guadagnarsi il proprio spazio. Poi, come sempre, sarà il tempo a fare selezione. I premi hanno un loro valore ma i libri, i romanzi - quando trovano radici vere - crescono e si muovono con la lentezza che la letteratura richiede».

Commenta la Vitali che è la condirettrice della rivista letteraria Achab -  «Credo anche che la letteratura, per essere tale, debba essere necessaria: deve saper costringere a sentire e lasciare traccia. Nata nell’acqua sporca nasce da qui, dal tentativo di essere un urto, di portare il lettore davanti a una realtà che troppo spesso scegliamo di non guardare. Ho provato a raccontare la precarietà del nostro tempo: quella che attraversa i corpi, le relazioni, l’identità e rende fragile perfino l’idea di futuro».

“Nata nell’acqua sporca” oltre la candidatura al Premio Strega 2026 è anche finalista al Premio Nabokov, candidato tra i primi 15 libri del Premio Fiesole e finalista al Premio Scarpetta.

Iran. Guida suprema nel mondo degli affari. Gli iraniani sono ciechi? ( da Il Giornale, di Federico Garau)

 

Appartamenti vicino a William e Kate: gli affari di Mojtaba Khamenei

Il figlio dell'ex Ayatollah Ali Khamenei avrebbe ereditato dal padre, oltre al titolo di guida suprema dell'Iran, anche un prestigioso patrimonio immobiliare. Secondo quanto rivelato da Bloomberg nelle scorse ore, infatti, Mojtaba Khamenei possiederebbe almeno 13 immobili nella capitale della Gran Bretagna, per un valore complessivo stimato in circa 250 milioni di euro: il timore di chi ha realizzato l'inchiesta è che questi possano essere utilizzati come basi per lo spionaggio internazionale.

Nelle disponibilità del nuovo Ayatollah risulterebbero 11 ville site ad Hampstead, esclusivo e lussuoso quartiere residenziale nel nord di Londra famoso per le sue esclusive proprietà, spesso definite come parte della "via dei miliardari". Non solo. Khamenei risulterebbe proprietario anche di 2 appartamenti di lusso al sesto e al settimo piano di un prestigioso edificio che si trova non solo a breve distanza in linea d'aria da Kensington Palace, la residenza londinese dei principi di Galles William e Kate Middleton, ma anche nelle immediate vicinanze dell'ambasciata israeliana di Londra.

Gli autori dell'inchiesta condotta da Bloomberg riferiscono che tutti e 13 gli immobili sarebbero stati acquistati tra il 2014 e il 2016, ma che nessuno di essi sarebbe mai risultato direttamente ricollegabile all'ex Ayatollah: l'intestatario sarebbe l'oligarca iraniano Ali Ansari, unito a Khamenei da un solido legame di amicizia e, presumibilmente, solo un prestanome scelto per mantenere un basso profilo.

Le prime ad essere acquistate, presumibilmente utilizzando introiti petroliferi nonostante le sanzioni internazionali, furono le ville di Hampstead nel 2013, ma a preoccupare maggiormente l'intelligence britannica sono soprattutto i due lussuosi appartamenti di Kensington, ad oggi del valore di circa 60 milioni di euro. Grazie alla loro collocazione a poche decine di metri dall'ambasciata israeliana, infatti, avrebbero potuto permettere in ogni momento di compiere operazioni di spionaggio internazionale ad alto rischio. Dopo le sanzioni comminate nei confronti dell'intestatario Ali Ansari, su cui grava il sospetto di essere un finanziatore dei Pasdaran, il governo ha di fatto posto i sigilli ai due immobili, ma a preoccupare è ciò che potrebbe esser già stato fatto tra le mura di suddette proprietà. "Questo non è un portafoglio di proprietà, è una piattaforma di sorveglianza permanente", ha detto un esperto di sicurezza al quotidiano britannico Daily Mail riferendosi ai due appartamenti di Kensington.

Dichiarazioni di politici e titoli di giornali imbarazzanti, Impossibile non chiosarli

 Vivo in un paese bello, certo, e non lo cambierei con nessun altro se potessi cambiare qualcosa qui; governato  ed abitato anche da persone che mi  hanno fatto spesso desiderare di emigrare altrove, in qualunque altro posto del mondo anche meno ospitale.

 Anche volendolo,  ora non posso più farlo; ci avrei dovuto pensare prima. Non conosco le lingue - l'unica è quella francese, appresa sui banchi di scuola ed anche coltivata in seguito che - anche quella con il tempo si è arrugginita - serve a poco.  E poi non sono mai voluto salito su nessun  carrozzone, anche quando me lo hanno proposto senza convinzione, ben sapendo che ero come un cavallo pazzo difficile da addomesticare.

 Per questo reputo Bocchino un servitore fedele che celebra Meloni come 'figlia del popolo'. L'avrei voluta vedere senza i fascisti e postfascisti a spingerla; avrebbe fatto l'interprete o forse la baby sitter a vita, non solo a casa Fiorello e magari si tirava appresso Mollicone, agente turistico.

Per questo ed altro altro non sopporto la ipocrisia che leggo in tanti giornali e la mancanza di vergogna evidente in  tante dichiarazioni di potenti (cosiddetti, a me fanno solo pena!) e per questo, magra ma per me sodisfacente rivincita, mi diverto a chiosare titoli di giornali e dichiarazioni di politici. Solo chiosare, non posso fare altro perchè vanto età avanzata e non più agilità sociale.

 buona notte a tuti! 

Meloni, referendum: 'la magistratura, in 80 anni di storia repubblicana, ha perso autorevolezza' (ITALPRESS). La politica non l'ha mai avuta ( P.A.)

 

Referendum, Meloni “La magistratura ha perso autorevolezza, bisogna correggere le storture. Se vince il no non ci dimetteremo” / Video

ROMA (ITALPRESS) – La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, è indispensabile per far funzionare l’Italia. Se non è efficiente, efficace, meritocratica, una parte fondamentale del meccanismo che definisce il nostro benessere si inceppa e i cittadini lo pagano. Tutti i cittadini. Non solo quelli che hanno a che fare direttamente con la giustizia, perché i giudici decidono su moltissimi aspetti della nostra vita, sulla sicurezza, sull’immigrazione, sul lavoro, sulla salute, sulla libertà personale”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, in un video diffuso via social.

“È un potere enorme – aggiunge -, ma è anche l’unico caso in cui, a questo potere, quasi mai corrisponde un’adeguata responsabilità. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, se ad esempio, come purtroppo è accaduto, si dimentica in carcere un imputato per quasi un anno oltre la scadenza del termine, nella maggior parte dei casi non accade assolutamente nulla. Quel magistrato fa carriera, e chi subisce questa sventura può essere qualsiasi cittadino onesto”.

“Sono storture – prosegue – che in 80 anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere. Noi abbiamo riformato il Parlamento, il governo, la pubblica amministrazione, le Regioni, moltissimi ambiti. La giustizia mai in modo sostanziale. Perché a ogni tentativo la reazione è stata totalmente sproporzionata. E il risultato è stata una magistratura che ha perso molta della sua autorevolezza, ma anche della sua efficacia. La riforma interviene esattamente su questo”.