giovedì 5 novembre 2026

La scuola non rientra negli orizzonti principali ed urgenti di Giorgia Meloni (da Il Riformista, di Raffaele Bonanni)

 

Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Festa de Il Tempo,

Settemila posti cancellati dalla scuola: 4.925 docenti e 2.049 lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari. La manovra promette 252 milioni di risparmi annui dal 2028. Ma la scuola è una comunità da far crescere, non un magazzino da svuotare. La demografia, certo, presenta il conto. Nelle scuole statali gli alunni erano 7,71 milioni nel 2005-2006; nel 2024-2025 sono 7,07 milioni: 641mila in meno. Il declino si è accelerato nell’ultimo decennio. E la Fondazione Agnelli, sulla base delle proiezioni Istat, stima quasi due milioni di giovani fra zero e diciotto anni in meno entro il 2040. Non è un dettaglio: è un terremoto. Ma confondere la previsione demografica con il fabbisogno educativo è un errore politico prima che contabile.

Il divario

In classe, intanto, è cambiato tutto. Gli alunni con cittadinanza non italiana sono 931.323, l’11,6% del totale, comprese le paritarie: molti sono nati qui, non arrivati ieri. Servono insegnamento dell’italiano, mediazione culturale, integrazione vera. Crescono bisogni educativi complessi, fragilità psicologiche e richieste di sostegno; le famiglie cambiano, il lavoro domanda competenze nuove, il digitale e l’Intelligenza Artificiale trasformano l’accesso al sapere. E noi continuiamo a misurare il personale con il metro di una scuola che non esiste più. Il divario territoriale rende la sfida urgente: nei piccoli Comuni chiudere una classe può significare cancellare un presidio; nelle periferie urbane una classe più piccola può restituire attenzione a chi oggi resta indietro. L’uguaglianza non è distribuire tagli uguali.

Il governo Meloni senza un progetto sulla scuola

Meno alunni potrebbero significare classi meno affollate, più tempo pieno, tutoraggio, orientamento, contrasto alla dispersione, laboratori e sostegno personalizzato. Potrebbero, appunto. Senza un progetto, diventano soltanto meno insegnanti e meno servizi. E senza formazione continua, nuove professionalità e una diversa organizzazione del lavoro, anche mantenere tutti gli organici rischia di conservare le inefficienze. Il governo di Giorgia Meloni ritiri i tagli automatici e presenti un piano: dove servono docenti, dove psicologi e mediatori, dove personale tecnico, quali competenze riqualificare, quali territori proteggere. Ma anche i sindacati escano dalla trincea del solo «non si tocca»: dicano come impiegare meglio le risorse, quali innovazioni contrattare e quali responsabilità assumersi. Difendere ogni posto senza discutere che cosa debba produrre è una scorciatoia, non una strategia.

La scuola non è un capitolo residuale della finanziaria

La scuola non è un capitolo residuale della finanziaria né il palcoscenico per slogan incendiari. È il luogo in cui si decide se l’Italia avrà cittadini liberi e lavoratori preparati. Serve un patto nazionale, verificabile, con obiettivi, investimenti e risultati. Chi governa non usi la denatalità come forbice; chi protesta non trasformi ogni riforma in una barricata. Perché al guaio dei tagli non si risponde con il guaio opposto: l’immobilismo travestito da battaglia.

Trump va cacciato dal partito - così commenta la sconfitta - tutta colpa sua! - una sua ex alleata ( da Il Messaggero)

 

Trump, l'ex alleata: «Sconfitta alle midterm è al 100% colpa sua, va cacciato dal partito»© - licenza temporanea -

La colpa della sconfitta dei repubblicani alle elezioni di metà mandato è al «100%" di Donald Trump: «Se i repubblicani vogliono avere una chance nel futuro devono cacciarlo dal partito». Lo afferma Marjorie Taylor Greene, l'ex deputata repubblicana ed ex alleata del presidente, non ha dubbi sul perché il suo partito è stato travolto alle midterm.

Il passo indietro

Mike Johnson non correrà per essere leader della minoranza repubblicana alla Camera quando si insedierà il nuovo Congresso deciso alle elezioni di metà mandato. Lo riporta Cnn citando alcune fonti. Lo speaker della Camera, stretto alleato di Donald Trump, ha deciso di fare un passo indietro, lasciando il posto a volti nuovi.

Gli effetti

Dopo l'esito delle midterm americane, cedono terreno i titoli delle aziende di Elon Musk all'apertura di Wall Street: SpaceX cede il 3%; Tesla il 3,73%. Musk, tra i principali alleati del presidente Donald Trump, ha investito quasi 446 milioni di dollari nel ciclo elettorale. I democratici sono riusciti a conquistare il Congresso, rovesciando sette seggi del Senato in stati a prevalenza repubblicana: Iowa, Kansas, Texas, Ohio, Maine, Nord e Sud Carolina. I dem avranno ora il potere di bloccare l'agenda legislativa del tycoon, respingere gli ufficiali da lui nominati e avviare indagini sull'amministrazione.

Video correlato: Midterm, la disfatta di Trump e il possibile effetto boomerang (Askanews - Video)

Le reazioni

La Casa Bianca posta su X un messaggio di pubblica utilità per ricordare che «Trump è ancora il vostro presidente», ringraziando «per l'attenzione su questo argomento». Il post è accompagnato da un'immagine di Trump che guarda davanti a sé, pugni poggiati sul tavolo, con un'aria seria e decisa. Una foto che potrebbe ricordare Frank Underwood, il personaggio interpretato da Kevin Spacey in House of Cards. A gennaio 2025 era stata pubblicata una foto di Melania Trump che era stata subito paragonata a Claire Underwood, la moglie di Frank.

Valuteremo modifiche su scuola e pensioni. Ministro, chi l'ha fatta la manovra?

 Sul tavolo le loro proposte in merito alla scuola, in

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Roma, 4 nov. (askanews) - "Abbiamo avuto un lungo e proficuo incontro con il sindacato autonomo Confsal: sul tavolo le loro proposte in merito alla scuola, alle pensioni e alla sicurezza sul lavoro. Sulle pensioni ho ribadito la disponibilità di Fi ad esaminare la possibilità di migliorare la proposta contenuta nel ddl bilancio approvato dal Cdm durante l'iter parlamentare per cercare di effettuare dei cambiamenti che possano andare incontro al mondo dei pensionati. Anche per quanto riguarda la scuola, abbiamo dato la disponibilità a cercare di migliorare in Parlamento i contenuti della manovra andando nella direzione richiesta dal sindacato, quindi per cercare di vedere se si può, in prospettiva, incrementare il numero delle assunzioni nei prossimi anni". Lo ha detto il vicepremier e leader di Fi Antonio Tajani nella sede del partito al termine dell'incontro con Confsal."Sulla sicurezza sul lavoro - ha aggiunto - Fi è favorevole a dar vita a un piano straordinario per assumere ispettori che vadano nei luoghi di lavoro per verificare se vengono rispettate le regole sulla sicurezza"."Vedremo nel corso del dibattito parlamentare cosa si potrà fare. Oggi abbiamo una riunione di Fi con chi segue il bilancio e valuteremo come le disponibilità che abbiamo dato ai sindacati incontrati su pensioni e scuola si possano trasfomare in scelte concrete anche quantificando gli interventi che possono essere fatti. C'è massima disponibilità a confrontarci su questo", ha concluso