venerdì 10 luglio 2026

Negli USA a qualunque cosa Donald Trump impone il suo nome (da Metropolitan Magazine). Prossimamente toccherà anche ad una linea di cessi pubblici - a Roma non ci sono i ' Vespasiani'? ( P.A.)

 

Florida, il presidente degli USA ribattezza l’aeroporto di Palm Beach dandogli il suo nome
Florida, il presidente degli USA ribattezza l’aeroporto di Palm Beach dandogli il suo nome

Sembra una storia già sentita quella che sta coinvolgendo l’aeroporto di Palm Beach, in Florida. L’interesse del presidente degli Stati Uniti nell’inserire il proprio nome e la propria immagine negli spazi pubblici, infatti, continua. Prima con il John F. Kennedy Center, diventando poi Trump-Kennedy Center (e ritornato al suo nome originale), adesso con l’aeroporto diventato President Donald J. Trump International.

L’aeroporto di Palm Beach cambia nome: quanto è costato a Trump?

L’aeroporto in questione, situato nella Floria meridionale, ha ufficialmente cambiato il suo nome giovedì. Adesso sono in corso i lavori necessari rimuovere tutte le insegne precedenti e inserire nel nuove. Il responsabile dell’aeroporto ha scritto su Facebook: «”Poiché la trasformazione completa di un aeroporto non avviene dall’oggi al domani, nelle prossime settimane, passando per il terminal, noterete la coesistenza del nostro stile classico e dei nuovi elementi del marchio». E, per inaugurare le nuove istallazioni, il primo aereo atterrato all’aeroporto è stato Trump Force One, un Boeing 757 di proprietà della Trump Organization.

Tra i passeggeri a bordo c’era anche il figlio del presidente, Eric Trump. Generalmente questo figura tra gli aeroporti più utilizzati dalla famiglia Trump proprio per la residenza di Donald Trump a Mar-a-Lago, a Palm Beach. In aggiunta, un tratto di strada dall’aeroporto fino alla tenuta è stato già ribattezzato all’inizio di quest’anno come Donald J. Trump Boulevard. Eric ha poi scritto su X: «Non c’è nessuno che abbia fatto di più per la Florida e per il nostro Paese, e nessuno più meritevole di questo incredibile onore». «Come figlio, e come persona che parte da questo aeroporto quasi ogni giorno, sarò sempre orgoglioso di vedere le iniziali “DJT” sulla mia carta d’imbarco», ha aggiunto il figlio di Trump.

Ron DeSantis, il governatore della Florida, ha reso possibile effettuare il cambio del nome. La modifica, tra nuove insegne, operazioni di branding e aggiornamenti simili si aggira intorno ai 5,5 milioni di dollari (4,8 milioni di euro).

Stefania Cirillo

Firenze, ECMA concerti . Cenacolo di Santa Croce

 

Barletta. Notte d'opera nella Piazza d'Armi del CASTELLO SVEVO

 NOTTE D’OPERA AL CASTELLO

Una grande serata di lirica internazionale nella suggestiva Piazza d’Armi del Castello Svevo di Barletta.
📅 1 agosto 2026 – ore 20:30
Grandi voci internazionali saranno protagoniste di un emozionante gala lirico insieme all’Apulia Sinfonietta Orchestra, compagine sinfonica di oltre 40 elementi, diretta dal M° Pasquale Somma.
Un viaggio attraverso le pagine più celebri del grande repertorio operistico, in una cornice unica, tra musica, arte e storia.
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La Nato nelle mani di un fantoccio manovrato e soggetto a Trump, tanto diverso dal Mark Rutte di un tempo ( da Open.online, di Olga Colombano)

 

«Trump minaccia gli alleati e lei sta lì senza dire nulla?»: la domanda di un giornalista che imbarazza Mark Rutte – Il video
«Trump minaccia gli alleati e lei sta lì senza dire nulla?»: la domanda di un giornalista che imbarazza Mark Rutte – Il video

«Trump minaccia di conquistare la Groenlandia, oltre che gli stessi alleati Nato di iniziare guerre commerciali. Come fa a stare lì seduto accanto a lui senza dire nulla?». È la domanda, senza giri di parole, che un giornalista danese ha fatto al segretario della Nato Mark Rutte alla conferenza stampa del vertice Nato di Ankara. Il riferimento è a un’altra conferenza stampa tenuta da Trump e Rutte sempre a margine del summit. «Cose che non sembrano appartenere al vecchio Mark Rutte», osserva il giornalista, prima di rincarare la dose: «Tutto questo ha qualche effetto sul suo rispetto per se stesso?».

La risposta di Rutte

Il giornalista si chiama Rasmus Rauneborg e lavora per l’agenzia di stampa danese, Ritzau. Il segretario generale della Nato appare inizialmente sorpreso dalla domanda e sembra quasi pentito di aver dato la parola proprio a quel giovane. La risposta però svia la domanda. Rutte sostiene che Trump abbia fatto molto per l’alleanza e che «stia realizzando ora ciò che gli Stati Uniti cercavano di ottenere fin dai tempi di Eisenhower: equiparare la spesa tra gli Stati Uniti e l’Europa». Secondo il segretario Nato, questa volontà di «equiparare le forze» renderebbe l’Europa più rilevante come partner. Sulla Groenlandia, Rutte ricorda invece di aver già espresso la propria posizione dicendo a Trump «sono d’accordo con te quando si tratta della Russia, quando si tratta della Cina che ottiene l’accesso all’Estremo Nord, ma facciamolo insieme. Abbiamo la Nato per questo, lavoriamo insieme su questo». Poi conclude: «Ecco, questo è esattamente ciò che stiamo facendo».

La famigerata conferenza stampa

Durante la conferenza stampa congiunta a margine del summit di Ankara, il presidente statunitense ha rivolto dure critiche agli alleati della Nato, mentre Mark Rutte – seduto accanto a lui – è rimasto per lo più in silenzio. In apertura dell’incontro, Trump si è detto «molto arrabbiato con i Paesi Nato per ciò che hanno fatto con la Groenlandia, perché non hanno voluto aiutarci contro il principale Stato che finanzia il terrorismo (Iran) e perché noi paghiamo davvero troppo, miliardi e miliardi di dollari in più del dovuto, è ingiusto». Trump sostiene da tempo che gli Stati Uniti contribuiscano più di tutti gli altri membri e continua a chiedere che ciascun Paese destini il 5% del proprio Pil alle spese per la Nato. Tra i governi più criticati c’è quello spagnolo, che il presidente attaccata anche sul piano commerciale, arrivando ad affermare che non farebbe affari con la Spagna e invitando provocatoriamente a interrompere «ogni rapporto commerciale con la Spagna, per favore, comprese le visite».

Per tutta la durata delle dichiarazioni del presidente americano, il segretario generale della Nato non è intervenuto. Le poche volte in cui ha preso la parola lo ha fatto per elogiare Trump, sostenendo che molti dei risultati raggiunti «non sarebbero stati possibili» senza di lui. Addirittura all’affermazione di Trump secondo cui la Groenlandia «è un grande problema per gli Usa e che avrebbero dovuto tenersela dopo la seconda guerra mondiale», Rutte sembra quasi annuire per dare ragione alle affermazioni del presidente.

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