martedì 17 marzo 2026

Joe Kent, capo dell'antiterrorismo USA si dimette: L0'IRan non p una minaccia, in guerra ci ha trascinati Israele ( da Il Mattino)

 Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. «Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana», afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X

La lettera

 

«Dopo averci riflettuto a lungo, ho deciso di dimettermi dalla carica di direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con effetto immediato. In coscienza, non posso sostenere la guerra in corso in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione ed e chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni esercitate da Israele e dalla sua potente lobby americana».

Il capo dell'antiterrorismo americano si dimette: «L'Iran non è una minaccia, guerra nata per la pressione di Israele». Il caso di Joe Kent

Nella lettera indirizzata al presidente Usa, Donald Trump, Kent spiega di condividere «i valori e le politiche estere su cui ha basato le sue campagne elettorali del 2016, 2020 e 2024, e che ha messo in atto durante il suo primo mandato. Fino al giugno del 2025, ha compreso che le guerre in Medio Oriente erano una trappola che privava l'America delle preziose vite dei nostri patrioti e prosciugava la ricchezza e la prosperita della nostra nazione. Nel suo primo mandato, lei ha compreso meglio di qualsiasi altro presidente moderno come applicare in modo deciso la forza militare senza farci trascinare in guerre senza fine. Lo ha dimostrato uccidendo Qasam Solamani e sconfiggendo l'ISIS». «All'inizio di questo mandato - aggiunge Kent nella missiva -, alti funzionari israeliani e membri influenti dei media americani hanno messo in atto una campagna di disinformazione che ha completamente minato la sua piattaforma 'America First' e ha alimentato sentimenti favorevoli alla guerra per incoraggiare un conflitto con l'Iran. Questa 'camera di risonanza' e stata utilizzata per indurla a credere che l'Iran rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che, se avesse attaccato in quel momento, la strada verso una rapida vittoria fosse spianata. Era una bugia ed e la stessa tattica che gli israeliani hanno usato per trascinarci nella disastrosa guerra in Iraq, che e costata alla nostra nazione la vita di migliaia dei nostri migliori uomini e donne. Non possiamo ripetere questo errore».

E ancora Kent spiega di non poter «sostenere l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano ne giustifica il costo delle vite americane. Prego affinche rifletta su cio che stiamo facendo in Iran e per chi lo stiamo facendo. E giunto il momento di agire con coraggio. Puo invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure puo permettere che scivoliamo ulteriormente verso il declino e il caos. Ha lei le carte in mano». 

17 marzo. 165 anni dall'Unità d'Italia. Celebrazione con Mattarella ( da La Repubblica)

 

Unità d’Italia, Mattarella: “La Costituzione autentico presidio dei valori”_mattarella unità d'italia© fornito da La Repubblica

"Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell'Unità nazionale, il riconoscimento dell'Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell'impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall'occupazione nazifascista, costruendo l'Italia contemporanea", afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella dichiarazione in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera (oggi è il 165esimo anniversario dell'Unità d'Italia) che, aggiunge "richiama elementi fondanti dell'identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale".

"L'unità - dice ancora il capo dello Stato - non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l'intera vicenda storica del nostro Paese. Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona. È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessità, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese".

Segnala ancora Mattarella: “In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l'equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni Unite sono saldo punto di riferimento". Il 17 marzo “è giornata che rinnova l'appello all'impegno civile. Invito a custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l'azione delle istituzioni e della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunità internazionale", conclude.

All'Altare della Patria le alte cariche dello Stato – la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e il ministro della Difesa Guido Crosetto – hanno partecipato alle celebrazioni dell'anniversario dell'Unità d'Italia. Mattarella ha deposto una corona d'alloro al Milite Ignoto e ricevuto gli onori dal reparto interforze, con l'esecuzione dell'Inno nazionale. "Nel giorno in cui celebriamo i 165 anni dell'Unità d'Italia, il nostro grazie va a tutti coloro che, ogni giorno, con il proprio lavoro, il proprio impegno e il proprio amore per questa terra contribuiscono a rendere l'Italia una Nazione unita, forte e orgogliosa della propria storia e della propria identità.

Durante la cerimonia non è mancato il sorvolo di una formazione ridotta delle frecce tricolori.

lunedì 16 marzo 2026

Referendum del 22 e 23 marzo. Quesito: vuole Tajani o La Russa al Quirinale, oltre che confermare Meloni Premier? Vota NO ( da Baritalia News, di Claudia De Napoli)

 

Casalino avverte: “Se vince il sì il Quirinale finirà al centrodestra con Tajani o La Russa Presidente”

Rocco Casalino sostiene che il referendum sulla giustizia influenzerà anche la futura elezione del Presidente della Repubblica, indicando Antonio Tajani e Ignazio La Russa.

Rocco Casalino collega il referendum alla corsa al Quirinale

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia continua ad alimentare il confronto politico. Tra gli interventi più discussi degli ultimi giorni c’è quello di Rocco Casalino, ex portavoce del governo guidato da Giuseppe Conte.

In un editoriale pubblicato su La Sintesi, Casalino ha sostenuto che la consultazione popolare prevista per il 22 e 23 marzo non avrebbe soltanto effetti sul sistema giudiziario, ma anche sugli equilibri politici futuri.

“Al prossimo referendum, di fatto, si vota per Tajani o La Russa come prossimo presidente della Repubblica”.

Secondo Rocco Casalino, una vittoria del “Sì” rafforzerebbe politicamente il governo guidato da Giorgia Meloni, con possibili conseguenze anche sulle prossime elezioni politiche e sulla scelta del successore di Sergio Mattarella al Quirinale.

La riforma della giustizia al centro del voto

Il referendum riguarda la legge costituzionale che interviene su diversi articoli della Carta, introducendo modifiche al sistema giudiziario italiano.

Il quesito che troveranno gli elettori sulla scheda elettorale recita:

“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?’”.

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Tra i punti principali della riforma ci sono la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti del Consiglio superiore della magistratura.

Secondo Rocco Casalino, tuttavia, l’impatto politico della consultazione potrebbe andare oltre il contenuto tecnico della riforma.

Le previsioni di Casalino sul futuro politico

Nel suo editoriale l’ex portavoce di Giuseppe Conte ha ipotizzato che una vittoria del “Sì” potrebbe rafforzare il centrodestra anche in prospettiva delle prossime elezioni politiche.

“Se dovesse vincere il sì, il risultato sarebbe chiaro: una legittimazione politica enorme per il governo e per la maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Un rafforzamento che inciderebbe direttamente sulle prossime elezioni politiche e sulla successiva elezione del Presidente della Repubblica”.

Casalino ha poi indicato due possibili candidati del centrodestra per il Quirinale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Le quotazioni dei bookmaker inglesi sul prossimo Capo di Stato, se dovesse vincere il Sì, schizzerebbero immediatamente a favore di Tajani o La Russa. È un fatto politicamente lapalissiano: aumenterebbe in modo significativo la probabilità che, dopo Sergio Mattarella, il Quirinale finisca nell’orbita del centrodestra”.

Infine Rocco Casalino ha invitato gli elettori a valutare con attenzione le possibili conseguenze politiche del voto.

“Vale la pena fermarsi e renderci conto del reale pericolo che corre il nostro Paese”.