martedì 20 ottobre 2026

Sveglia Lollo! I consumatori vogliono sapere cosa acquistano e cosa mangiano ( da Leggo)

 

Truffe alimentari: ingannati 3 italiani su 4, tra etichette "furbe" e olio d'oliva tunisino al ristorante© Redazione

Tre italiani su quattro (75%) sono stati vittime almeno una volta di inganni a tavola. Dai prodotti stranieri spacciati per italiani, come l'olio d'oliva tunisino nei supermercati e nei ristoranti, alle etichette ingannevoli fino a vere e proprie truffe. È quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Censis «La filiera della buona salute: la centralità del cibo italiano», presentato in occasione del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House - Ambrosetti, che si terrà martedì 20 e mercoledì 21 a Roma.

Un fenomeno pericoloso che ha fatto crescere nei cittadini una voglia di «tolleranza zero» dinanzi a quelle che non sono più considerate semplici furbizie tutto sommato poco rilevanti, ma vere e proprie minacce alla salute pubblica a cui applicare sanzioni severe. Agli inganni tra gli scaffali o ai tavoli dei locali si sommano peraltro le difficoltà ad identificare il vero prodotto italiano. Al 74% è capitato di cercare prodotti 100% italiani senza riuscire a trovarli, mentre il 64% non ha trovato in etichetta l'origine di un prodotto. 

Come limitare il fenomeno

Non sorprende dunque che per l'89% degli intervistati servano leggi severe contro le frodi sulla qualità e sulla provenienza, mentre l'88% considera le etichettature ingannevoli sull'origine una minaccia per la salute pubblica. Un passo importante in tale direzione è stata l'approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta «Legge Caselli», fortemente sostenuta da Coldiretti e ottenuta dopo oltre un decennio di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera.

Gli obblighi e i controlli innovativi

L'altro passo deve essere ora quello di estendere l'obbligo dell'indicazione d'origine su tutti gli alimenti in commercio nell'Unione Europea, assieme all'introduzione dei controlli innovativi basati su risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica con la creazione della prima banca dati varata nell'ambito del Coltivaitalia.

La trasparenza resta, infatti, il «faro» delle richieste dei cittadini come evidenziato dal rapporto Coldiretti/Censis. L'84% vuole conoscere la reale provenienza degli alimenti e dei loro ingredienti e l'80% chiede l'obbligo di indicarla anche nei ristoranti. Difendere l'origine significa tutelare insieme cittadini, qualità e agricoltura italiana.

Napoli e Campania: scaffali ancora vuoti nei supermercati ( da Vesuvio Live)

 

Scaffali vuoti nei supermercati in tutta Napoli: fino a quando e cosa succederà

Continuano a circolare sul web le immagini degli scaffali dei supermercati vuoti a Napoli, in Campania e più in generale al Sud, a seguito della protesta degli autotrasportatori. Tra la scorsa domenica e ieri chiunque, facendo un giro nei punti vendita, ha potuto constatare la presenza di banchi letteralmente svuotati.

Supermercati vuoti a Napoli e in Campania: fino a quando

Dal Vesuviano fino al centro di Napoli passando per i diversi quartieri: i cittadini accorsi ad acquistare le consuete provviste hanno dovuto fare i conti con la carenza di beni di prima necessità, in particolare prodotti freschi, tra frutta, verdura, latte, carni e surgelati.

Anche le più grandi catene risultano prive dei più importanti generi alimentari: dal Sole 365 al Centro Commerciale Neapolis di via Argine e Torre del Greco all’Eurospin di San Giorgio a Cremano passando per il supermercato de La Birreria di Miano e tanti altri punti vendita della provincia napoletana.

Una situazione dettata dal mancato rifornimento da parte degli autotrasportatori – che solitamente consegnano la merce “fresca” quasi quotidianamente – ma anche dalle scorte folli di alcuni cittadini che, presi dall’allarmismo generale, hanno deciso di riempire i carrelli. In questi ultimi giorni, infatti, in molti sono arrivati alle casse con provviste considerevoli, spendendo cifre importanti.

Al momento, nonostante la maggioranza dei consumatori appoggi la mobilitazione, ci si chiede quanto durerà questa condizione. La data decisiva sembra essere proprio quella di oggi, 20 ottobre, per l’incontro alla Prefettura di Milano, inizialmente fissato al 27 del mese, poi anticipato.

In mattinata saranno accolte le istanze delle sigle nazionali, nel pomeriggio ci sarà l’incontro con i gruppi spontanei di Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. Stando alle prime indiscrezioni l’intenzione sarebbe quella di rendere subito disponibili le risorse già stanziate contro il caro gasolio, stanziare risorse aggiuntive per il fondo autotrasporto e per il Marebonus 2026, oltre ad estendere il credito d’imposta al 2027.

In caso di un accordo, le proteste dovrebbero placarsi ma potrebbe volerci ancora qualche giorno per rimettere in moto la catena di produzione e distribuzione dei freschi, consentendo agli autisti di tornare al lavoro e ai supermercati di rifornire i reparti. In concomitanza si placherebbe anche l’allarmismo che ha spinto finora i cittadini a svuotare gli scaffali, riducendo il rischio di dover affrettarsi per trovare i prodotti.

Al contrario, in assenza di un punto di incontro, gli autotrasportatori sembrerebbero intenzionati a portare avanti la mobilitazione. Se le consegne non riprenderanno, le scorte di prodotti freschi nei prossimi giorni potrebbero mancare completamente. La situazione, tuttavia, dovrebbe essere in fase di risoluzione: già ieri il ministro Salvini ha rassicurato telefonicamente gli autotrasportatori che hanno promesso di allentare la presa. Se il tavolo di oggi dovesse risolversi positivamente, anche i reparti nei supermercati tornerebbero pieni nel giro di 48 ore.

Autotrasportatori: lo sciopero continua, fino al 27, data del prossimo incontro con il Governo (da Il Mattino, di Giorgia Verna). E intanto gli scaffali dei supermercati resteranno vuoti ( P.A.)

 

Gli autotrasportatori campani al Mattino: «Per ora non c'è accordo, lo sciopero continuerà fino al 27 ottobre»© - licenza temporanea -

«È brutto, bruttissimo vedere il Paese in questo momento così. Sembra vivere veramente attimi di guerra». Commenta così Vincenzo Parisi, rappresentante degli autotrasportatori di Napoli e Caserta, la situazione dei supermercati vuoti come conseguenza delle proteste degli autotrasportatori per il caro carburanti. Oggi Parisi ha incontrato a Milano il ministro Matteo Salvini.

Cosa si sono detti con il ministro Salvini?

«Noi, come rappresentanza dei trasportatori per Napoli e Caserta, abbiamo rappresentato più punti di quello che sta vivendo il settore in questo preciso momento. Abbiamo parlato del rincaro del gasolio, abbiamo parlato della problematica dei pedaggi autostradali, con un’autostrada che, a parere nostro, è fatiscente», racconta Parisi.

«Abbiamo parlato se c’era la possibilità di onorare questi rincari con un lockdown finanziario e retributivo.

L’unica cosa che ci è stata confermata è che ci sarà l’erogazione del credito dei 300 milioni del 2025. Da domani inizieranno i pagamenti».

Tavolo rimandato al 27 ottobre

Attualmente, però, non sembra esserci un compromesso: «Ci lavoreranno, si troveranno soluzioni e ne siamo contenti tutti», afferma Parisi. «Però al momento non c’è liquidità per le aziende e, in questo preciso momento, ha rimandato il tavolo al 27 ottobre, con la speranza che il 27 ottobre almeno qualcuno di questi quesiti possa essere esaudito».

Le proteste continueranno

Per questo motivo in Campania, Molise, Calabria e Basilicata lo sciopero proseguirà a oltranza. «Io come rappresentanza dei trasportatori ho cercato, cercherò di far capire se possiamo mollare un po’ la presa.

Lo sciopero è una questione soggettiva: c’è chi vuole aderire, c’è chi non vuole aderire. La stragrande maggioranza è per continuare con lo sciopero. Cercheremo, con tutta l’intelligenza, con tutto il buon senso, di cercare di mollare un po’ la presa per far sì di non paralizzare proprio l’Italia.»