lunedì 28 settembre 2026

Cashback sanitario (da Il Giornale, di Federico Garau) Che aspetta il Governo ad applicare la sentenza della Cassazione, febbr. 2025, sulla detraibilità totale delle spese per assistere un malato grave, indipendentemente dal reddito?

 

Detrazioni fiscali, in arrivo il cashback sanitario: subito indietro il 19% delle spese mediche, come funzionerà

La riforma dei rimborsi per le spese mediche entra ufficialmente nell’agenda politica in vista della prossima legge di Bilancio 2027. Al centro del confronto c’è il cosiddetto cashback sanitario, un meccanismo pensato per accorciare drasticamente i tempi d’attesa dei cittadini, permettendo loro di recuperare il 19% dell’importo versato per visite specialistiche, esami clinici e farmaci senza dover attendere i canonici dodici mesi della dichiarazione dei redditi.

Ad oggi, secondo l’articolo 15, comma 1, lettera c) del D.P.R. 917/1986, lo Stato italiano riconosce una detrazione Irpef pari al 19% sui costi legati alla salute, ma ci sono dei vincoli ben precisi:

  • La franchigia fissa: Il rimborso non scatta sul totale complessivo, ma solo sulla quota che eccede la soglia minima di 129,11 euro.
  • Le tempistiche: Il recupero di queste cifre avviene tramite la presentazione del Modello 730 o del Modello Redditi l’anno successivo a quello della spesa. Chi effettua una prestazione sanitaria nel corso del 2026, ad esempio, otterrà il beneficio economico solo nel 2027. Stiamo quindi parlando di una lunga finestra di attesa.

La nuova misura, fortemente voluta da Forza Italia, guarda con particolare attenzione alle fasce sociali a basso reddito. L’attuale sistema di detrazioni crea infatti una forte disparità a causa dell’incapienza fiscale: i contribuenti che versano pochissima Irpef (o che ne sono esenti) finiscono per perdere lo sconto, poiché non hanno imposte sufficienti da cui sottrarre la cifra. Se il cashback sanitario venisse strutturato come un vero e proprio rimborso diretto ed erogato anche a chi non ha capienza fiscale, rappresenterebbe una tutela fondamentale per le famiglie più fragili. Questo argomento, dunque, avrà sicuramente bisogno di approfondimenti.

L’eventuale transizione verso il cashback non partirebbe da zero, potendo contare su pilastri normativi già consolidati. In primo luogo abbiamo l’obbligo del pagamento elettronico. La detrazione del 19% è infatti già subordinata all’uso di carte, bancomat o bonifici. Il pagamento deve essere tracciabile. I contanti sono accettati solo nelle strutture pubbliche, o private ma accreditate con il Servizio sanitario nazionale.

Nel nuovo sistema cashback potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale la tessera sanitaria, impiegata per calcolare ed erogare i rimborsi.

In attesa di un possibile via libera, sono tanti i punti che devono ancora essere chiariti. Devono essere determinati i tetti di reddito per accedere al cashback, o i limiti massimi erogabili per ciascun cittadino. Bisogna poi chiarire su quali coperture finanziarie si potrà fare affidamento per sostenere questa misura.

Magari avesse sempre questo tono di saggia garbatellese. Invece in Parlamento, Giorgia Meloni, sembra sempre garbatellese, ma pescivendola urlatrice- non ce ne vogliano tutte le signore che vendono pesce alla Garbatella e in tutto il Paese

 

Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana


Leggo le polemiche della sinistra perché non sono andata all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove l'Italia è rappresentata dal ministro degli Esteri come accade per molti Paesi europei, e perché lunedì sera ero invece alla cena inaugurale della settimana della moda a Milano.

Ci sono andata per dire a un settore che vale oltre 86 miliardi di export che il Governo c'è. Non solo a parole: 100 milioni per gli investimenti e un lavoro serio sulla formazione e sul capitale umano, perché è lì che quelle imprese faticano di più a trovare le competenze che servono.
Prendo atto che per la sinistra la settimana della moda è una passerella. Per me sono le persone che ci lavorano: sarte, modellisti, pellettieri, tecnici, piccole imprese che tengono in piedi la parte di Italia che il mondo ci invidia.
Chiamare "figuraccia" la vicinanza a un comparto in difficoltà dice tutto di quanto conoscono l'Italia reale.

Roma Tre Orchestra, si riparte. Questa sera anteprima al Teatro Palladium

 

Putin pretende di trattare con i suoi droni sull'Ucraina. Assassino! (da Open.online, di Antonia Verderosa)

 

Guerra Ucraina-Russia, drone russo colpisce l’Accademia delle Scienze a Kiev: morti e feriti 


Attacco di drone russo a Kiev
Attacco di drone russo a Kiev
La Polonia cambia le regole per abbattere velivoli stranieri. Tutti gli aggiornamenti
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Un drone russo ha colpito la sede dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, nel centro di Kiev. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, il bilancio è di un morto e sei feriti, tra cui tre bambini. Nel pomeriggio, ha aggiunto il leader ucraino, un altro attacco ha colpito una struttura sanitaria nel centro della capitale.

L’attacco arriva dopo una notte di nuovi raid russi su Kiev e sulla sua regione. Secondo l’Aeronautica ucraina, Mosca ha lanciato 165 droni, 112 dei quali sono stati abbattuti o neutralizzati. Nella regione della capitale almeno tre persone sono morte e otto sono rimaste ferite.

Kiev rivendica nuovi progressi nel nord del Donetsk. Il Terzo Corpo d’armata sostiene di aver riconquistato 51 chilometri quadrati di territorio nell’ambito dell’operazione «Vivaldi», liberando tre villaggi e riprendendo il controllo di altri due. Secondo il comandante Andriy Biletsky, nella stessa fase sarebbero stati catturati oltre 250 militari russi.

Sul fronte diplomatico, Donald Trump ha detto di aver chiesto a Volodymyr Zelensky di ridurre gli attacchi contro le raffinerie russe. Secondo il presidente americano, il leader ucraino avrebbe risposto che Kiev «probabilmente» lo farà.

Anche nella Svizzera 'neutrale' c'è chi si oppone alla Destra conservatrice

 

Svizzera, al referendum per rafforzare la neutralità vince nettamente il no: il 70,1% si oppone© LaPresse

La neutralità della Svizzera non verrà ridefinita. Secondo i risultati definitivi, il popolo e i cantoni hanno respinto con il 70,1% dei voti contrari il referendum sulla neutralità, presentata da Pro Suisse e dai membri del Partito Popolare Svizzero (UDC). Tutti i cantoni hanno votato contro. Con l’iniziativa ‘Salvaguardare la neutralità’, ambienti vicini alla destra conservatrice, nonché parte della sinistra, volevano sancire nella Costituzione una visione rigorosa della neutralità del Paese. Il Consiglio federale e quasi tutti i principali partiti, ad eccezione del Partito Popolare Svizzero (UDC), si sono opposti a questo testo.

I promotori contro le sanzioni alle Russia

L’iniziativa era nata in particolare contro la decisione del governo federale svizzero di aderire alle sanzioni dell’Ue contro la Russia in merito a quella che il governo definisce la “guerra di aggressione” della Russia contro l’Ucraina. Il fronte del No , tra cui il governo federale e il Parlamento, sostenevano che la Costituzione conceda già al governo federale il margine di manovra necessario per tutelare gli interessi nazionali.