L’Associazione I Solisti Aquilani, ha presentato la prima edizione del Vittorio Antonellini International Conducting Competition – Concorso internazionale per direttori d’orchestra Vittorio Antonellini.
L’iniziativa è stata illustrata dal sindaco Pierluigi Biondi, e, per i Solisti Aquilani, dal presidente Silvia Gauzolino e dal direttore artistico Maurizio Cocciolito. In sala anche il vicesindaco Raffaele Daniele,i rappresentanti delle principali istituzioni musicali abruzzesi, tra i quali Ettore Pellegrino, direttore artistico dell’Istituzione sinfonica abruzzese, e per i Solisti il vicepresidente Walter Capezzali, le consigliere Paola D’Ascanio ed Elisabetta Leone.
Il concorso internazionale è inserito nel cartellone delle manifestazioni per L’Aquila Capitale della cultura italiana 2026.
L’intitolazione rende omaggio al fondatore dei Solisti Aquilani, il direttore d’orchestra Vittorio Antonellini, nonché figura di riferimento dell’ambiente culturale e musicale dell’Aquila e dell’intero Abruzzo. I Solisti Aquilani, debuttarono all’auditorium del Castello Cinquecentesco dell’Aquila il 21 aprile 1968, scrivendo come corollario al nome “Complesso abruzzese da camera della Società aquilana dei concerti”.
«Il concorso internazionale è un omaggio doveroso a una figura che ha segnato profondamente la storia culturale della nostra città – ha detto il sindaco Pierluigi Biondi -. Il maestro Antonellini fondò i Solisti Aquilani, con la sua visione, inoltre, portò il nome dell’Aquila nei festival più prestigiosi del mondo, costruendo un’identità musicale riconoscibile e autorevole. È grazie a personalità come la sua se oggi possiamo parlare di una tradizione solida e di una vocazione internazionale. L’inserimento delle attività dei Solisti Aquilani nel programma di Capitale italiana della Cultura si colloca pienamente nello spirito del nostro progetto ‘Un territorio, mille capitali’: una visione che valorizza le energie diffuse, le competenze e le istituzioni culturali che rendono forte questo territorio. Accogliere a settembre oltre cento giovani direttori d’orchestra da tutto il mondo significa investire sui talenti, rafforzare il profilo internazionale della città e consolidare quel percorso di rigenerazione culturale che ci ha portato a essere Capitale italiana della Cultura 2026. La musica, come la cultura tutta, resta il nostro biglietto da visita migliore per raccontare una città che custodisce la propria memoria e guarda con determinazione al futuro».
«Con la prima edizione del Concorso – aggiunge la presidente Silvia Gauzolino – l’associazione I Solisti Aquilani inaugura un progetto di grande valore artistico e culturale, pensato per sostenere concretamente le nuove generazioni di direttori d’orchestra. Il Concorso nasce nel segno di Vittorio Antonellini, fondatore e figura centrale della nostra storia, il cui spirito visionario e la cui attenzione ai giovani continuano a ispirare la nostra attività. L’Aquila diventa così, ancora una volta, luogo di produzione musicale e di confronto internazionale, grazie alla collaborazione con prestigiose istituzioni italiane ed europee e alla presenza di una giuria di altissimo profilo. Questo concorso non è solo una competizione ma un percorso di crescita, formazione e visibilità, capace di offrire reali opportunità professionali ai partecipanti e di rafforzare il ruolo della città e dell’Abruzzo nel panorama musicale contemporaneo».
«Ci sono momenti in cui il passato e il futuro si incontrano in un abbraccio perfetto. Provo una grande emozione – conclude Maurizio Cocciolito, direttore artistico dei Solisti Aquilani – nell’annunciare che nell’ambito del cartellone per L’Aquila Capitale della Cultura 2026, dedicheremo un grande tributo al Maestro Vittorio Antonellini. Abbiamo voluto un Concorso internazionale per direttori d’orchestra che rispecchiasse la grandezza della sua visione. Avere con noi il Maestro Salvatore Accardo alla guida della giuria, insieme ai rappresentanti delle più prestigiose orchestre da camera italiane ed europee, trasforma questo evento in un appuntamento imperdibile per la cultura del nostro Paese. Ricordiamo l’uomo, il fondatore, l’animatore culturale. Ma soprattutto, continuiamo a far vivere la sua arte e i suoi insegnamenti».
Il concorso, dal 14 al 19 settembre nell’auditorium del Parco, si prefigge di scoprire e valorizzare giovani talenti della direzione d’orchestra, offrendo loro un’opportunità unica di confrontarsi con una giuria di altissimo livello e di esibirsi davanti a un pubblico internazionale. Si prevede la partecipazione di 140-150 giovani direttori d’orchestra da tutto il mondo, rendendo l’evento un crocevia di culture e approcci musicali.
A garanzia del prestigio e della serietà del concorso, la giuria sarà composta da figure di spicco del panorama musicale italiano e internazionale. Saranno presenti i direttori artistici dei Solisti Veneti (Giuliano Carella), dei Virtuosi Italiani (Alberto Martini), della Camerata Ducale di Vercelli (Guido Rimonda) dei Solisti Aquilani (Maurizio Cocciolito), nonché i prestigiosi rappresentanti dei Musici (Claudio Buccarella), dell’Academy St. Martin in the Fields (Andrew Marriner) e della Wiener KammerOrchester (Jan Willem de Vriend). A presiedere la commissione il Maestro Salvatore Accardo, icona della musica classica e violinista di fama mondiale, conferendo all’evento un ulteriore aura di eccezionale autorevolezza.
COMMENTO di PIETRO ACQUAFREDDA
Di peggio, nel senso di più inopportuno, c'era solo l' intitolazione del Concorso 'internazionale' di 'direzione d'orchestra' a Maurizio Cocciolito, intraprendente direttore artistico de I Solisti Aquilani, promotori dell'iniziativa, fondata appunto da Vittorio Antonellini in anni lontanissimi.
Conosco, ma solo di nome, Cocciolito, non avendo mai avuto notizia alcuna della sua attività strettamente musicale. Per anni abbiamo ambedue insegnato al Conservatorio dell'Aquila, ma salvo i rituali saluti e qualche battuta scambiata nei corridoi, di lui sapevo solo che era diventato il direttore artistico, in pratica e nei fatti l'organizzatore, con grandi capacità imprenditoriali (devo ammetterlo) de I Solisti Aquilani. E la presenza negli anni più recenti del suddetto complesso in festival e istituzioni musicali fuori L'Aquila lo attestano.
Vittorio Antonellini posso dire di conoscerlo un pò meglio; con lui ho spesso parlato. Negli ultimi mesi di mia permanenza a L'Aquila, quando si paventava la nomina indecorosa di un certo insegnante a direttore del Conservatorio, faceva presagire che l'avventura del bimestrale Music@ da me fondato e diretto, poteva concludersi, Vittorio mi offrì concretamente la possibilità di editarlo lui, attraverso L'Istituzione Sinfonica Abruzzese, come soggetto editore. Rifiuitai perchè l'esperimento era nato in Conservatorio e per il Conservatorio.
Co Vittorio, poi, il legame, indirettamente, datava in anni lontani, prima ancora di conoscerlo, perchè in gioventù avevo frequentato il corso di direzione di coro alla Chigiana, diretto da suo padre, il mitico Nino, lui si meritevole di essere onorato, direttore del Coro da camera della Rai.
Sarebbe stato molto più opportuno intitolare questo ed altri concorsi a Nino Carloni, lui sì il fondatore della musica aquilana, suocero, nella vita, di Vittorio. Anche l'avv. Carloni l'ho conosciuto, esattamente nel 1978, nei primi mesi di mia collaborazione a Paese Sera, nel corso di un mio viaggio all'Aquila, per un concerto alla Barattelli, quando ebbi modo di passare con lui una serata indimenticabile.
Per far capire che non ho nulla contro Cocciolito, dirò che se a qualcuno venisse in mente di intitolare un concorso di musicologia alla mia persona, penserei che è matto perchè io valente musicologo non sono, sono altro. Esattamente come non era direttore d'orchestra Antonellini e non lo è mai stato neanche Cocciolito, per avere i numeri per garantire la qualità dell'iniziativa.
Posso indovinare che dopo un paio di edizioni, se pure, quando i fondi del Pnrr per l'Aquila Capitale non ci saranno più, il Concorso morirà di morte naturale. A che è valso fallo nascere? Le mezze cose non hanno mai vita lunga, a meno che non ci sia qualcuno disposto a spendere di tasca propria. E non è il nostro caso. Anche il presidente della Giuria, il grandissimo Salvatore Accardo, pure lui direttore d'orchestra non è.