lunedì 22 giugno 2026

Il dito puntato contro Trump. Per la stampa americana è forse alla base dell'insulto del presidente a Meloni

 

Meloni e quel dito puntato verso Trump, un video all’origine dello scontro?
 Mentre la politica nazionale è ancora sotto choc per le frasi insultanti di Donald Trump nei confronti della premier italiana ("Mi ha implorato di fare una foto. Mi ha fatto pena”), per di più una donna, ma soprattutto un’alleata-amica, ormai sarebbe il caso di aggiungere “ex” davanti alle due qualifiche, analisti ed esperti cercano di rintracciare la genesi di parole che potrebbero incrinare a lungo i rapporti tra Italia e Usa. E all’indomani delle
 frasi della discordia si fa strada l'ipotesi che dietro quelle parole possa nascondersi il disappunto del presidente Usa per la gestione delle immagini del summit. In particolare per la diffusione di un filmato che mostra la premier italiana mentre gesticola e punta il dito verso di lui, in un atteggiamento che sembra voler chiarireo spiegare qualcosa con particolare animosità...

Trieste, mare. Maschi da una parte, femmine dall'altra

 

Trieste, bagnante sconfina tra i maschi: rissa al lido che separa uomini e donne. «Vivete nel Medioevo»
Trieste, bagnante sconfina tra i maschi: rissa al lido che separa uomini e donne. «Vivete nel Medioevo»

Bella città Trieste. Generosa, accogliente, curiosa, ma guai a toccarle le tradizioni (e qualche stranezza), perpetuate gelosamente; caratteristiche che contribuiscono a rafforzarne il fascino e la attrattività. Dunque, tacciare la città e i suoi cittadini di essere «medievali» suona ingeneroso, significa non aver ben compreso né lo spirito del luogo né quello della città. E invece proprio «medievale» è stata il duro epiteto rivolto alla città da una coppia di turisti italiani capitati evidentemente per caso, «Alla Lanterna», lo stabilimento balneare, in centro città. Il «Pedocìn», come tutti i triestini chiamano familiarmente quello stabilimento (comunale, biglietto di ingresso 1,20 euro) ha una peculiarità: è l'unico luogo balneare in Europa dove i maschi sono divisi dalle donne, un alto muro separa i due settori e per chi proprio non può farne a meno, in acqua, lì dove finisce il muro, si può incontrare con qualcuno dell'altro sesso.

Trasimeno Festival 2026. Magione e Perugia, dal 26 al 30 giugno. Programma

 

Programma 2026

  • mercoledì 24 Giugno | 21:00

    Concerto d’apertura

    Auditorium San Francesco al Prato, Perugia

    Angela Hewitt, pianoforte
    Kerson Leong, violino
    Orchestra da Camera di Perugia
    Mozart, Vivaldi

  • giovedì 25 Giugno | 21:00

    Ensemble Astera

    Castello dei Cavalieri di Malta, Magione

    Ensemble Astera, quintetto di fiati
    Angela Hewitt, pianoforte
    Bernstein, Barber, Mozart, Thuille

  • venerdì 26 Giugno | 21:00

    Musica da camera

    Castello dei Cavalieri di Malta, Magione

    Enrico Bronzi, violoncello
    Samuel Buron-Mousseau, clarinetto
    Kerson Leong, violino
    Angela Hewitt, pianoforte
    Debussy, Stravinsky, Messiaen

  • sabato 27 Giugno | 21:00

    Sir John Rutter

    Auditorium San Francesco al Prato, Perugia

    Orchestra da Camera di Perugia
    Sir John Rutter, direttore
    Kerson Leong, violino
    Silvia Podrecca, arpa
    Cantores Beati Ubaldi (maestro del coro: Renzo Menichetti)
    Grieg, Rutter, Debussy, Barber

  • domenica 28 Giugno | 21:00

    Sestetto Wanderer

    Teatro del Pavone, Perugia

    Sestetto Wanderer - Strumentisti del Teatro alla Scala
    Angela Hewitt, pianoforte
    Strauss, Schubert

  • lunedì 29 Giugno | 15:00 - 16:00

    James Runcie & Angela Hewitt / A Passion for Bach
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    Teatro del Pavone, Perugia

    James Runcie, scrittore
    Angela Hewitt, pianoforte

  • lunedì 29 Giugno | 17:00

    Intervista a James Runcie

    Teatro del Pavone, Perugia

    James Runcie, scrittore
    Eric Friesen, giornalista

  • martedì 30 Giugno | 19:30

    Concerto di chiusura: Angela Hewitt

    Basilica di San Pietro, Perugia

    Angela Hewitt, pianoforte
    Bach, Schumann, Couperin, Ravel

  • martedì 23 Giugno | 21:00

    Anteprima festival
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    Piazza, Borgo di San Savino, Magione

    Corale Fra’ Giovanni da Pian di Carpine
    Sergio Briziarelli, direttore
    Angela Hewitt, pianoforte
    Bach, Rossini, Mendelssohn, Verdi, Offenbach, Fauré, Lauridsen, Haydn, Schubert

Il Bologna Festival ha un nuovo consulente artistico. Finalmente una faccia nuova: Paolo Arcà!

 

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Il Bologna Festival, che festeggia 45 anni di attività, rafforza la propria struttura artistica con l'ingresso del settantatreenne compositore romano Paolo Arcà nel ruolo di consulente artistico.

La nomina accompagna la crescita delle attività del Festival, sempre più articolate e distribuite lungo tutto l'arco dell'anno.

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    "In un momento di forte sviluppo progettuale per Bologna Festival, mi rende assai felice poter essere affiancata da una figura così importante come quella di Paolo Arcà - afferma la sovrintendente e direttrice artistica Maddalena da Lisca - La sua grande esperienza artistica, organizzativa e progettuale rappresenta una risorsa preziosa per affrontare le nuove sfide e immaginare ulteriori prospettive di crescita".
   

PAM. Papa Leone: 'il mondo di oggi potrebbe vivere senza fame. I conflitti vengono alimentati più facilmente di quanto le persone vengano nutrite'

 

Roma, 22 giu. (askanews) - "Il mondo di oggi potrebbe vivere senza fame"; "servono più risorse"; e ancora l'invito alla pace, riflettendo sul fatto che "i conflitti vengono 'alimentati' più facilmente di quanto le persone vengano nutrite". Tanti i temi toccati da Papa Leone XIV, in visita alla sede di Roma del World Food Programme, il Programma Alimentare Mondiale, a Roma, a Parco dei Medici, a dieci anni dalla visita di Papa Francesco.Accolto da un lungo applauso dell'assemblea plenaria nell'auditorium, il Pontefice nel suo discorso ha invitato a opporsi "alla mercificazione dei bisogni umani fondamentali. Il cibo, l'acqua e l'assistenza sanitaria - ha detto - non possono essere subordinati a considerazioni di mercato o a interessi geopolitici".Poi, nel corso di un intervento pronunciato a braccio davanti al personale del Programma Alimentare Mondiale (Pam), che ha voluto incontrare e ringraziare per il loro lavoro, Leone ha parlato del mondo di oggi afflitto da guerre e divisioni, chiamando in causa anche la tecnologia:"Anziché aiutarci a creare un mondo migliore in cui vivere, la tecnologia viene spesso utilizzata come strumento di guerra, distruzione e morte". 

domenica 21 giugno 2026

Trieste. Teatro Verdi. Anno 225 dalla apertura. Stagione 2026/27 (GdM, di Stefano Nardelli)

 

Il Verdi di Trieste celebra la sua storia guardando al futuro

Per i 225 anni del teatro una stagione tra grandi classici, nuove produzioni e uno sguardo alla musica contemporanea




Il Teatro Verdi di Trieste si prepara a celebrare il 225° anniversario dalla sua apertura con una stagione lirica 2026-2027 che intreccia memoria e innovazione, grandi titoli del repertorio e nuove produzioni, in un percorso che conferma la vocazione internazionale del teatro e il suo legame con la storia musicale della città. Dal 13 novembre 2026 al 20 giugno 2027 il cartellone proporrà sette opere e un balletto, alternando nuovi allestimenti a prestigiose coproduzioni e ospitando alcune delle voci più apprezzate del panorama lirico internazionale.

Ad inaugurare la stagione sarà, il 13 novembre, Lohengrin di Richard Wagner, una scelta che assume un particolare valore simbolico perché richiama due momenti fondamentali nella storia del Verdi: la prima esecuzione triestina dell'opera nel 1876 e la prima rappresentazione in lingua tedesca in territorio italiano nel 1917. Sul podio salirà Enrico Calesso, mentre la nuova produzione sarà firmata per regia e scene da Arnaud Bernard. Protagonista sarà Dmitry Korchak affiancato da Gabriela Scherer, Martin Gantner ed Elena Batoukova-Kerl. A dicembre, come da tradizione, sarà in scena il balletto Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, nell'allestimento del Teatro San Carlo di Napoli con le coreografie di Simone Valastro e la partecipazione dei solisti e del Corpo di Ballo del teatro partenopeo. Il nuovo anno si aprirà il 15 gennaio con Don Giovanni di Mozart con la direzione di Enrico Calesso e un nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi per regia, scene e costumi. Il 12 febbraio sarà la volta de L'Elisir d'amore di Donizetti, nell'acclamata produzione del Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia con la regia di Damiano Michieletto e la direzione musicale di Nicolò Jacopo Suppa. A marzo tornerà Puccini con La Bohème, in scena dal 12 marzo nell'allestimento del Teatro Massimo di Palermo. La direzione sarà affidata a Giuseppe Mengoli, mentre la regia porta la firma di Mario Pontiggia. Uno degli appuntamenti più originali della stagione sarà il dittico dedicato a Giovanna d'Arco, in scena dal 9 aprile: Jeanne d'Arc au bûcher di Arthur Honegger su testo di Paul Claudel e Jeanne Dark di Fabio Vacchi su libretto di Stefano Jacini. La direzione musicale sarà affidata ad Alessandro Cadario e la regia a Paolo Valerio. Il grande repertorio verdiano tornerà protagonista il 7 maggio con Aida, in nuova produzione diretta da Jordi Bernàcer con la regia di Alessandra Premoli. La stagione si concluderà il 11 giugno con Norma di Bellini, diretta da Daniel Oren e affidata alla regia di Federico Tiezzi. Nel ruolo del titolo si alterneranno Jessica Pratt e Roberta Mantegna.

Accanto alla lirica, il Verdi proporrà anche una ricca stagione sinfonica che, per la prima volta dopo molti anni, accompagnerà il pubblico fino a maggio 2027 con undici appuntamenti. Il cartellone vedrà alternarsi direttori e solisti di prestigio internazionale, da Francesco Lanzillotta a Ton Koopman, da Enrico Calesso a John Axelrod, con programmi che affiancheranno i grandi classici del repertorio a pagine di compositori contemporanei come Ezio Bosso, Silvia Colasanti e Fabio Massimo Capogrosso. Una scelta che conferma la volontà del Teatro Verdi di essere non solo custode di una grande tradizione, ma anche luogo vivo di scoperta e di dialogo con la musica del nostro tempo.

Festival Pontino. Edizione 62 (GdM, di Mauro Mariani)

 Il Festival Pontino è giunto alla sua sessantaduesima edizione, che si dirama dai corsi del Campus internazionale di Musica di Sermoneta e porta la musica nel sud della provincia di Latina, tra castelli, abbazie e note località marine.

Il festival avrà un’anteprima il 2 luglio con un recital di Filippo Tenisci, giovane talento del pianoforte che suonerà nella sala affrescata da Federico e Taddeo Zuccari nel Palazzo Cetani di Cisterna di Latina: nel programma spiccano alcune trascrizioni lisztiane di musiche di Wagner. Il concerto inaugurale si svolgerà il giorno successivo in un’altra residenza dei Caetani, il castello di Sermoneta, e sarà dedicato a Goffredo Petrassi e in particolare a sue quattro composizioni per ottoni, dirette da Marcello Panni, che di Petrassi è stato allievo. Si prosegue nella stessa sede il 4 con il violinista Davide Alogna e il pianista Enrico Pace. Il 5 il Quintetto di fiati dell’Accademia di Santa Cecilia suona trascrizioni di musiche d’opera e da film in quel luogo magico che è l’abbazia di Fossanova. L’8 suonerà a Latina il Trio Rinaldo, vincitore del Concorso “Alberto Burri” di Città di Castello nel 2024 e del premio Farulli della critica musicale italiana nel 2025.

Dal 9 al 13 si svolgono gli Incontri Internazionale di Musica Contemporanea. Il primo giorno il duo pianistico Bellocchio-Piemonti rende omaggio ad Alessandro Solbiati, docente storico dei Corsi di Sermoneta, e a György Kurtag, in occasione del settantesimo anniversario del primo e del centesimo del secondo. Il 10 e l’11 suona il Quartetto Maurice: nel primo concerto esegue musiche di Beat Furrer e Helmut Lachenmann e una prima assoluta di Edoardo Dadone, nel secondo concerto prime esecuzioni di composizioni di Ivan Fedele, Marco Sau, Jean-Luc Hervé e Marco Stroppa. Gli Incontri di Musica Contemporanea si concludono il 13 luglio con l’esecuzione dei pezzi scritti dagli allievi del Workshop di composizione di Sermoneta.

Il 14 e il 15 il Quartetto Lyskamm accosta Schubert a Webern e Solbiati. Nei giorni seguenti suonano il duo Ivos Margoni (violino) e Nicola Possenti (pianoforte) e poi il Jazzphony Sextett, un’originale formazione composta da cinque archi e un vibrafono, che fonde temi operistici e jazz. Il 21 otto arpe rendono omaggio a Ursula Holliger, eccezionale arpista e storica docente dei corsi di Sermoneta. Il 22 il Dario Rogato Sextet celebra i grandi jazzisti americani degli anni ’60 ne ’70.

Il violinista Marco Rizzi, il violoncellista Giovanni Gnocchi e il pianista Andrea Lucchesini non formano un trio stabile ma ogni anno si ritrovano a Sermoneta come decenti dei corsi di perfezionamento e formano un trio d’eccezione: il 24 eseguiranno musiche di Beethoven e Schubert. Poi - dopo l’originale Trio Synchordia per flauto, viola e arpa, nel cui concerto Debussy avrà il poso d’onore - Rizzi, Gnocchi e Lucchesini tornano a suonare insieme nel concerto di chiusura del 28 luglio, quando saranno affiancati dagli allievi delle loro classi.