sabato 5 settembre 2026

Morale cattolica, un nuovo peccato: ' ECOLOGICO' contro il Creato e il Creatore' ( da Open.online, di Anna Clarissa Mendi)

 

Il Vaticano vuole introdurre un nuovo peccato contro il «Creato» per la crisi climatica

La crisi climatica non è una questione estranea alla fede cristiana. Al contrario, secondo la Commissione teologica internazionale (CTI), il rapporto dell’uomo con l’ambiente costituisce una dimensione essenziale del rapporto con Dio. E proprio perché l’essere umano ha una responsabilità nel progressivo deterioramento del pianeta, i teologi vaticani propongono di parlare di «peccato contro il creato e contro il Creatore». Un peccato che, sottolineano, ha conseguenze concrete e drammatiche, fino a provocare «tanti morti». È ciò che si legge nel nuovo documento della CTI, intitolato “Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario“, pubblicato ieri, mercoledì 2 settembre.

La riflessione della Chiesa: l’ecologia è parte integrante della fede

Il documento dell’organismo consultivo della Santa Sede, composto da teologi provenienti da tutto il mondo, è frutto di un lavoro sviluppato tra il 2022 e il 2025, è stato «portato alla considerazione del Santo Padre Leone XIV» il 28 luglio 2026 e approvato dal cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto dell’ex Sant’Uffizio. Per la Commissione, non è possibile separare la fede dal modo in cui l’uomo si rapporta al mondo naturale. «Non ci relazioniamo con il Dio uno e trino solo nella liturgia, nella preghiera o nel rapporto con il prossimo», si legge nel testo.

«Lo facciamo anche quando respiriamo, mangiamo o seminiamo semi; o quando abbattiamo foreste, estraiamo minerali o scarichiamo rifiuti tossici». Da qui la conclusione: «non è coerente con la logica della fede sminuire o escludere la questione ecologica, bollandola come qualcosa di estraneo alla stessa fede cristiana». Il rapporto con la natura, aggiungono i teologi, è dunque una dimensione costitutiva del rapporto con Dio creatore.

Dall’eredità di Papa Francesco alla nuova definizione

Il documento si inserisce nel solco tracciato da papa Francesco con Laudato si’ e richiama con forza la gravità della crisi ambientale. «Oggi è urgente ascoltare il grido sconvolgente della terra», scrivono i teologi, richiamando il deterioramento degli oceani e dei fiumi, la scomparsa delle specie, la distruzione delle foreste e lo scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci polari. Un grido che, sottolineano, è «tragicamente legato al grido dei poveri», cioè di coloro che subiscono maggiormente le conseguenze del degrado ambientale, insieme ai «tanti morti per gli effetti del peccato contro il creato».

Il «peccato contro il Creato e il Creatore»

È proprio su questo punto che la Commissione propone un ulteriore passaggio. I teologi ricordano che papa Francesco aveva già parlato di «peccato ecologico», un’espressione che però non si è ancora pienamente affermata nella Chiesa cattolica. Anche il Sinodo per l’Amazzonia del 2019 aveva contribuito ad aprire questa riflessione. La Commissione suggerisce ora di interpretare il danno arrecato all’ambiente in analogia con i concetti di «peccato sociale» e «strutture di peccato». Viene invece accantonato il termine «ecocidio», ritenuto meno efficace nel rappresentare la dimensione teologica della questione. La formula proposta è quindi «peccato contro il creato e contro il Creatore»: non soltanto perché danneggia la natura, ma perché «viola il senso della creazione voluto da Dio Creatore» e disconosce il compito affidato all’uomo di custodire e prendersi cura della «Casa comune».

Torino. Nuova Biblioteca civica centrale, nell'ex Padiglione Agnelli. La più grande biblioteca pubblica italiana ( da Domus, di Nicola Aprile)

 

Torino sta trasformando un capolavoro di Nervi in una delle biblioteche più grandi d’Europa

Il progetto di Rafael Moneo e Isolarchitetti converte il Padiglione Agnelli di Pier Luigi Nervi a Torino Esposizioni nella nuova Biblioteca Civica Centrale, restituendo una funzione pubblica a un capolavoro del Novecento.

Entro la fine del 2026 Torino aprirà la sua nuova Biblioteca Civica Centrale all’interno di Torino Esposizioni, uno dei complessi più significativi dell’architettura italiana del Novecento. Il progetto, firmato dallo studio di Rafael Moneo insieme a Isolarchitetti, trasforma il Padiglione Agnelli di Pier Luigi Nervi in quella che sarà la più grande biblioteca pubblica d’Italia e una delle più estese dell’Unione Europea, restituendo alla città un edificio storico dal valore inestimabile.

Duecento milioni, per la Biblioteca Civica Centrale di Torino — con tanto di teatri: uno da 1500 posti, uno da 400 e uno all’aperto da 500 — erano troppi. Così del progetto che Mario Bellini firmò per il capoluogo piemontese, vincendo il concorso bandito nel 2000 che raccolse 175 proposte, rimasero solo disegni arrotolati e un sogno che non ha mai visto la luce.

Rendering Rafael Moneo, Isolarchitetti, Biblioteca Civica Centrale, Torino, Italia, 2026

Il recupero di Torino Esposizioni

Ma prima della fine del 2026, Torino una biblioteca ce l’avrà, e sarà ospitata in un edificio che tiene traccia di un grande passato a cui hanno lavorato nomi illustri. La nuova Biblioteca Centrale della città sorgerà infatti in un edificio progettato da Ettore Sottsass sr. e completato nel 1938, ampliato poi da Pier Luigi Nervi (1948-1950) e da Riccardo Morandi (1959).

Rendering Rafael Moneo, Isolarchitetti, Biblioteca Civica Centrale, Torino, Italia, 2026

Adesso è toccato allo studio fondato dal Premio Pritzker Rafael Moneo e a Isolarchitetti — nato dalle ceneri dallo storico studio torinese Gabetti & Isola — intervenire proprio sul progetto di Nervi, il Padiglione Agnelli: quando è stato realizzato, era la più grande costruzione in ferrocemento al mondo, il materiale che l’ingegnere aveva contribuito a sperimentare e rendere celebre. Questo enorme spazio coperto dalla spettacolare volta in ferrocemento troverà nella Biblioteca una vita nuova dopo le tante vissute prima di rimanere inutilizzato, dopo le Olimpiadi invernali del 2006.

La gestione degli spazi e l'ipogeo

La sfida, per Moneo e Isolarchitetti, è stata restituire l’ampiezza di questo luogo prezioso, pur adattandolo a una destinazione che per definizione si compone di spazi frammentati e segmenti pieni di libri. 

Rendering Rafael Moneo, Isolarchitetti, Biblioteca Civica Centrale, Torino, Italia, 2026

Per questo, per le funzioni di servizio e accoglienza, è stato ricavato un nuovo grande spazio scavando al di sotto del padiglione: un piano ipogeo di circa cinquemila metri quadrati, “bucato” da una grande piazza da cui si gode della doppia altezza e si ammirano i movimenti del cemento sulla volta da un nuovo punto di vista.

Rendering Rafael Moneo, Isolarchitetti, Biblioteca Civica Centrale, Torino, Italia, 2026

Questo svuotamento centrale è enfatizzato dall’assenza di scaffalature, che sono invece installate lungo i perimetri su tutti i livelli, lasciando spazio nel resto dell’area a tavoli e sedie per la consultazione. Un giardino interno, organizzato in aiuole, mette in relazione la piazza ipogea con il Parco del Valentino, di cui Torino Esposizioni costituisce una naturale estensione.

L’accesso principale avverrà sia dal parco sia attraverso l’edificio storico progettato da Sottsass, che ospiterà un auditorium, un bookshop e alcuni uffici, rafforzando il legame tra il nuovo intervento e il tessuto urbano.

Rendering Rafael Moneo, Isolarchitetti, Biblioteca Civica Centrale, Torino, Italia, 2026

In totale, al pubblico sarà aperta un’area di 19.380 mq con quasi 1500 posti a sedere tra aree lettura e spazi lounge, mentre 3.175 mq sono destinati ad archivio, magazzino, uffici e servizi. La biblioteca ospiterà quasi un milione di libri, trasferiti dall’attuale sede di via Della Cittadella, inaugurata nel 1960.

Antico Gioco del Letta ( aggiornato al 5 settembre 2026). ANCORA LUI!

  Letta, presidente onorario ‘Civita’, Associazione per la cultura

 Letta, presidente Premio ‘Maschere  del Teatro italiano’
 Letta, presidente Premio ‘Guido Carli’
 Letta, consigliere Premio Minerva, Roma
 Letta, presidente Premio giornalistico ‘Biagio Agnes’
 Letta,  vice presidente nazionale Croce Rossa Italiana
 Letta, presidente Museo delle Lettere d’amore
 Letta , membro di Bilderberg
 Letta, vice presidente 'Unione industriali' di Roma
 Letta, amministratore ‘Relais Le Jardin spa’, Roma
 Letta, gestore bar (sei) dell’Auditorium, 'Musica per Roma'
 Letta, vice presidente e Ad Medusa Film
 Letta, membro Alta Roma
 Letta, socio Pallacanestro Cantù
 Letta, membro comitato d'onore Oratorio del Gonfalone, Roma
 Letta, consigliere di amministrazione 'Fondazione RomaEuropa'
 Letta sponsor della  ex sovrintendente Teatro di Cagliari Crivellenti
 Letta, mancato presidente della repubblica
 Letta, sponsor di Mastrapasqua, INPS, ed altri 25 incarichi - quasi più di Letta
 Letta, candidato segretario generale del Quirinale
 Letta, vice segretario generale della Camera dei Deputati
 Letta, candidato segretario generale della Camera dei Deputati
 Letta, prefatore e presentatore di libri di ogni genere
 Letta, professore di politica internazionale a Parigi
 Letta, sponsor di Giancarlo Leone per la direzione generale Rai
 Letta, con Lotti, partorisce il secondo 'Nazareno' che  partorisce il vertice Rai
 Letta, con Lotti, benedice la presidenza Maggioni e assicura la vice direzione generale a Leone
 Letta, presidente Comitato 'G. Andreotti'
 Letta, commissario di Forza Italia ( in assenza di Berlusconi, convalescente)
 Letta, presidente della Fondazione Teatro Eliseo
 Letta, presidente onorario Premio Roma
 Letta, vice presidente Accademia Naz. di Santa Cecilia
 Letta, membro Comitato nazionale celebrazioni '150 Rossini'
 Letta, presidente Fondazione Rossini, Pesaro ( 8-5-2018)
 Letta, presidente Premio " a fianco del coraggio"- Roche ( 28- 10-2018)
 Letta, membro Associazione Italia-Emirati Arabi
 Letta, presidente premio Lauretum
 Letta,  difensore (d'ufficio, cioè Berlusconi) del Governo Conte 2
 Letta, collezionista del Calendario Battistoni, Via de' Condotti-Roma
 Letta, presidente Accademia Nazionale d'Arte drammatica 'Silvio D'Amico' Roma
 Letta, membro consiglio di presidenza Società 'Dante Alighieri'
 Letta, consigliere Fondazione Policlinico Gemelli Roma
 Letta, consigliere di amministrazione Fondazione Romaeuropa
 Letta, apparso in pubblico con il 'riporto' da dietro in avanti
 Letta, comitato d'onore del Premio' Cantelli'
 Letta, segretario PD
 Letta, Presidente del Consiglio dei ministri 
 Letta, presidente comitato celebrazioni Piero Farulli
 Letta, premio 'Aritgenius' della confartigianato Abruzzo
 Letta, CDA della pasta De Cecco
Letta, professore di 'Diritto alla felicità' alla LUISS
Letta, zio del Segretario PD
Letta, presidente onorario della Fondazione De Sanctis
Letta, sponsor di Simona Agnes al CDA  Rai 
Letta, cittadino onorario di Pesaro
Letta, (con gli occhiali, anni 89) presidente giuria Premio teatro 'Maschera d'argento' 
Letta, presidente onorario Associazione 'Piero Farulli' onlus 
Letta, presidente giuria Premio Laurentum 
Letta, comitato nomine Fondazione Praexidia
Letta, vice presidente Accademia di Santa Cecilia
Letta, presidente  Piano City Roma

Il giocatore scelga  un Letta qualunque e, in coppia con lui, muova guerra di 'riconoscimento' a tutti gli altri; lo faccia con mezzi leciti e non. Vincerà quando li smaschererà uno per uno, dando un nome  e volto a ciascuno, e scoverà i nascondigli degli altri (Letta), rimasti ancora nell'ombra ma attivissimi. Il vincitore avrà diritto a passare una serata con il Letta prescelto, sempre che lo consideri un premio.

Elezioni anticipate. Agitazione nella maggioranza ( da Il Sole 24 Ore)

 

Le elezioni anticipate agitano la maggioranza, ecco le ipotesi in campo

Non è mistero che la premier Giorgia Meloni accarezzi l’idea di anticipare il voto politico in primavera. Superato il traguardo del governo più longevo della storia repubblica la presidente del Consiglio non ha nessuna intenzione di farsi logorare ora che la campagna elettorale sembra già entrata nel vivo, con gli alleati pronti a piantare le loro bandiere in vista della manovra. In un percorso che si preannuncia accidentato. Ecco perché, dopo l’approvazione della legge della legge elettorale e il varo della nuova finanziaria ogni data sarebbe buona in teoria per andare al voto. Senza escludere più neppure l’ipotesi di un election day con le amministrative di primavera (devono essere indette tra il 15 aprile e il 15 giugno), in cui si rinnoveranno i sindaci delle maggiori città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna). Un’ipotesi finora accantonata per timore dell’effetto traino per il fronte progressista che potrebbe avere il voto in centri storicamente amministrati dal centrosinistra.

Il problema è che gli alleati Lega e Forza Italia non sono d’accordo e puntano a un voto nell’autunno dell’anno prossimo, a scadenza della legislatura. Matteo Salvini è il più determinato. «Stiamo festeggiando il governo più longevo della storia della Repubblica, perché interrompere prima l’enorme lavoro che tutti stiamo facendo. C’è una scadenza che è autunno 2027» dice chiaro il leader leghista. Elezioni politiche e comunali separate, quindi? «Certo - risponde -. La scadenza delle amministrative è per norma in primavera, votano tante città importanti da Milano a Roma, Bologna, Torino, Napoli». E insiste: «Ho tanti cantieri da portare avanti, e vorrei arrivare fino all’ultimo giorno utile». L’auspicio del leader leghista è che il fenomeno Vannacci, si sgonfi dopo i primi fuochi iniziali. E che il test delle elezioni amministrative, quando conteranno i voti veri e non più solo i sondaggi (che vedono Futuro Nazionale in crescita all’8%), servirà a ridimensionare il partito del generale. Senza dimenticare che la fine anticipata della legislatura metterebbe a rischio l’approvazione definitiva delle intese sull’autonomia differenziata, cavallo di battaglia del Carroccio.

Anche l’altro vicepremier Antonio Tajani sembra spingere le elezioni più in là, pur con meno enfasi. «Non ho problemi a votare uno o due mesi prima ma forse la data giusta è la fine della legislatura», spiega il leader azzurro. Anche la manovra è un tema nei ragionamenti tra i parlamentari: arrivare all’autunno consentirebbe di “mettere a frutto” le misure approvate, dal momento che gli elettori avrebbero più tempo per godere di riduzioni delle tasse, bonus e incentivi vari.

A sinistra Giuseppe Conte sembra rispondere alla sfida. «In primavera o quando sarà, noi saremo sempre pronti. Già in autunno avremo un programma condiviso. Non siamo assolutamente in ritardo», dice chiaro, rimandando allo step successivo le primarie per la scelta del leader. Il presidente M5S non sembra disposto ad avallare altre strade: «È perfettamente legittima la pretesa del segretario del maggiore partito, il Pd, di poter aspirare a essere il candidato premier di tutta la coalizione. Però attenzione, è la prima volta che andiamo in coalizione, e non possiamo noi, e io immagino gli altri partiti, accettare che ci sia questa regola che dovrebbe essere applicata per la prima volta. Siamo in un contesto completamente diverso rispetto a quello del centrodestra». Sarà la legge elettorale a decidere se il campo largo dovrà accelerare le operazioni o meno. E, dopo l’ok allo Stabilicum in terza lettura alla Camera, anche il destino della legislatura potrebbe essere più chiaro