mercoledì 26 agosto 2026

Meloni e Salvini in totale disaccordo sulle prossime elezioni politiche. Meloni le vorrebbe anticipate alla primavera, per godere del vento che spera ancora a suo favore, Salvini no, perchè spera nel miracolo di risalire nei sondaggi ( da Open.online, di Bruno Gaetani)

 

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Matteo Salvini spinge per arrivare alla scadenza naturale della legislatura e votare nell’autunno del 2027. Giorgia Meloni, invece, starebbe valutando seriamente l’ipotesi di anticipare le elezioni alla primavera del prossimo anno. Lo rivela Repubblica, secondo cui è nato un battibecco tra i due principali alleati di governo sulla data delle prossime elezioni politiche. Il leader della Lega ne avrebbe parlato alla premier anche nelle ultime ore, ribadendo la convinzione che l’attuale maggioranza possa vincere nuovamente le elezioni.

La premier spinge per un voto in primavera

Per Salvini, arrivare fino alla fine della legislatura significherebbe avere ancora un anno a disposizione per migliorare il quadro politico e recuperare consenso. Innanzitutto quello scivolato verso l’estrema destra di Roberto Vannacci, in costante ascesa nei sondaggi. Ma a Palazzo Chigi il ragionamento sarebbe diverso. Meloni, secondo quanto scrive Repubblica, non sembra intenzionata a seguire la strada indicata dal vicepremier e starebbe prendendo in considerazione un voto anticipato. Tra le date esaminate ci sarebbe soprattutto l’11 aprile 2027. La scelta avrebbe una sua logica nel calendario dell’anno prossimo. La Pasqua cadrà il 28 marzo e il voto arriverebbe quindi due settimane dopo, lasciando alcune settimane di distanza dalle elezioni amministrative, previste tra maggio e giugno.

L’ipotesi election day e la strategia di Palazzo Chigi

A rendere più complessa la decisione c’è proprio il calendario delle amministrative. Nel 2027 saranno chiamate al voto alcune delle più grandi città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Palermo. Palazzo Chigi, sempre secondo il retroscena di Repubblica, avrebbe chiesto a sondaggisti ed esperti di flussi elettorali di valutare i possibili effetti di un unico election day. Il timore iniziale era che un voto amministrativo favorevole al centrosinistra potesse trascinare verso il basso il centrodestra anche alle politiche. Secondo gli esperti consultati, però, questo rischio sarebbe più limitato del previsto. Per Meloni, accorpare le due consultazioni non rappresenterebbe necessariamente uno svantaggio. Ma il ragionamento della premier è un altro: puntare prima alla conferma del governo a livello nazionale e affrontare successivamente la partita delle grandi città.

Elisabetta Maschio alla Fenice. L'equivoco in cui è caduto FANPAGE.IT per ignoranza di Pietro Acquafredda

 Elisabetta Maschio, direttrice d'orchestra, oggi a capo del 'Sistema delle orchestre giovanili in Italia' (nato da una costola dell'omonimo storico movimento venezuelano fondato da Abreu) è stata 'scelta' dal sovrintendente Colabianchi della Fenice - il più discusso fra i sovrintendenti italiani e non perchè sia 'destro' da sempre, avendo militato in MSI, epoca Almirante, ed ora fedelissimo dei Fratelli d'Italia,  ma per le vicende legate alla sua nomina, a quella della direttrice d'orchestra  'scarsa' B.V, finita si sa come, ed anche alla sostituzione del maestro del coro del teatro - per dirigere l'orchestra, in due concerti nella prossima stagione, in regione, uno dei quali legato alla commemorazione di Sinopoli che  del sostegno al 'Sistema' venezuelano fu un pioniere. 

La notizia è questa. Piccola cosa, niente di speciale,  e perciò neanche meritevole di attenzione. Elisabetta Maschio ha iniziato la carriera nel 1991; perchè solo oggi che  ha superato i sessanta, debutta sul podio dell'orchestra veneziana? In tutti questi anni nessuna delle fondazioni liriche italiane, e delle istituzioni musicali che contano in Italia come all'estero, si è accorta di Lei? Oppure ha avuto una  brillante carriera all'estero, dove ha preferito stabilirsi? Nulla di questo.

 Ostracismo per ragioni politiche? no, Per ragioni artistiche,  cioè di valore, forse sì.

Ecco che la notizia, più che essere pompata, meritava di passare in sordina, fra le tante cui si dedicano due righe  a fondo pagina in cronaca.

 Invece, Colabianchi ha approfittato, tacendo, del clamorino giornalistico per  mettere una toppa al buco creato dalla sua precedente impresa con la direttrice 'scarsa'. E i giornali IGNORANTI,  a cominciare da Fanpage, che ha dato corpo all'equivoco,  hanno fatto pensare che via B.V., Colabianchi avesse nominato al suo posto Elisabetta Maschio.

 Mentre non è così. Altrimenti l'Orchestra della Fenice avrebbe dovuto fare altrettante manifestazioni.

 Fanpage, sito giornalistico sempre sulle barricate,  è necessario che chiarisca l'equivoco nato dalla totale ignoranza in fatto di musica, per non perdere la credibilità ed onorabilità che si è acquistata con un lavoro  serio e di qualità.

Elisabetta Maschio, infine, non ce ne voglia. Perchè la storia è semplice: le sono stati assegnati un paio di concerti e basta. Forse avrebbero avuto più valore se arrivati prima d'ora, molto prima. Anche perchè ci piacerebbe sapere in quale grande istituzione musicale ha passato tutti questi anni.  Che poi si senta onorata della chiamata, concordiamo, e che ringrazi Colabianchi, siamo anche noi d'accordo con Lei.   

martedì 25 agosto 2026

Bangladesh. Condannato a morte preside che aveva molestato una ragazza, da questa denunciato, e l'aveva poi bruciata viva ( da Fanpage.it, di Eleonora Paqnseri)

 

Bangladesh, bruciata viva dopo aver denunciato le molestie del preside: confermata condanna a morte per l’uomo

È stata confermata la condanna a morte per l'ex preside di una scuola islamica rurale in Bangladesh accusato di aver ucciso una studentessa, la 19enne Nusrat Jahan Rafi. La ragazza era stata bruciata viva dopo averlo denunciato per molestie sessuali.

La Corte d'appello ha deciso di mantenere la pena capitale anche per un coimputato, stretto collaboratore del preside, mentre ha ridotto dall'impiccagione all'ergastolo le condanne di altri quattro imputati. Altre 10 persone invece sono state assolte.

Ha inoltre ordinato al Ministero della Giustizia di revocare i poteri giudiziari penali dell'allora giudice del tribunale di primo grado, Mamun Ur Rashid, per aver inflitto le condanne a morte a tutti e 16 gli imputati in modo ritenuto "sconsiderato e irragionevole".

Nel 2019 il tribunale di primo grado aveva infatti condannato a morte tutti e 16 gli imputati. I quattro, le cui condanne a morte sono state commutate in ergastolo, hanno confessato il loro coinvolgimento nel delitto. Le loro confessioni sono state corroborate dalle dichiarazioni dei loro coimputati e da altri testimoni.

Nusrat aveva solo 19 anni quando fu stata cosparsa di cherosene e data alle fiamme. Aveva riportato ustioni sull'80% del corpo ed era morta in ospedale quattro giorni dopo.

Il caso aveva suscitato forte indignazione in Bangladesh, con proteste che erano durate diversi giorni nella capitale del Paese, Dhaka, e richieste di una punizione esemplare per i responsabili.

Il procuratore generale Md Ruhul Quddus Kazal ha affermato che quattro degli imputati avevano legato mani e piedi della ragazza e l'avevano cosparsa di cherosene "per assicurarsi che morisse".

Il fratello maggiore della vittima, Mahmudul Hasan, ha riferito che la famiglia riceve messaggi di minaccia e ha chiesto al governo di garantirne la sicurezza.

Milo Infante, esordio a Mediaset. Ascolti mattina e pomeriggio ( Adnkronos, di Antonella Nesi)

 

Ascolti tv, buon debutto per Milo Infante su Canale 5 ma nel pomeriggio vince Manuela Moreno con Vita in Diretta

Il programma di Rai1 prevale nella sovrapposizione con il 17,95% di share

Manuela Moreno e Milo Infante - fotogramma/ipa
Manuela Moreno e Milo Infante - fotogramma/ipa
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Bene il doppio debutto di Milo Infante su Mediaset ma nel pomeriggio lo scontro tra 'Verità Nascoste - Il Diario' su Canale 5 e 'Vita in Diretta' su Rai1, ha visto prevalere nettamente quest'ultimo, con un media nel periodo di sovrapposizione che è stata di 1.226.885 spettatori con il 16,72% di share per Infante e di 1.317.340 spettatori con il 17,95% di share per il programma condotto da Manuela Moreno.

Nel dettaglio, al mattino su Rete4 'Ore 11' ha ottenuto 460.000 spettatori e il 9.6% di share, nella prima parte, e 550.000 spettatori con il 6.9%, nella seconda parte, in onda dopo il Tg4.

Nel pomeriggio, 'Verità Nascoste – Il Diario' è stato seguito da una media di 1.225.000 spettatori con il 16.7%. Ma l'andamento della curva degli ascolti è discendente. La soap che ha preceduto Infante, 'Tutto per la mia Famiglia', è stata seguita da 1.779.000 spettatori con il 24.1%.

Il programma di Infante ha ricevuto la linea al 25% di share e nella prima parte ha tenuto al 19.7% mentre nella seconda parte è sceso 14.9%. Percorso opposto per 'Vita in Diretta', che riceve la linea al 12% circa e cresce costantemente ottenendo, il 12,2% con 891.000 spettatori, nella prima mezz'ora chiamata 'Start' (quando ancora ha contro la soap di Canale 5) e sale costantemente nei segmenti successivi, ottenendo 1.161.000 spettatori con il 16.3% nella presentazione e 1.475.000 spettatori con il 19.4% di share nel programma. E infatti la media del periodo di sovrapposizione tra i due programmi vede vincere quello condotto da Manuela Moreno su Rai1.