domenica 26 luglio 2026

10 Teatri 'condominiali' dell'Italia centrale riconosciuti 'patrimonio mondiale UNESCO' ( da SiViaggia, di Francesca Pasini)

 

I teatri condominiali dell’Italia centrale sono stati riconosciuti patrimonio dell’umanità UNESCO

Dal Settecento sono il cuore della vita culturale di piccoli borghi tra Marche, Umbria ed Emilia-Romagna: oggi i teatri condominiali entrano nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO



L’Italia conquista un nuovo riconoscimento UNESCO e, ancora una volta, a essere premiato è un patrimonio che non ha eguali nel mondo. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Busan(in Corea del Sud), ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale i teatri condominiali dell’Italia centrale, un patrimonio diffuso unico composto da 10 teatri storici distribuiti tra Marche, Emilia-Romagna e Umbria.

Non si tratta semplicemente di splendidi edifici storici, ma di un vero e proprio “sistema” nato tra Settecento e Ottocento in cui erano gli stessi cittadini a finanziare, costruire e condividere la proprietà del teatro, trasformandolo nel cuore della vita culturale della comunità. Ancora oggi questi gioielli architettonici custodiscono sale eleganti e palchi decorati che hanno visto secoli di spettacoli, musica e tradizioni, rappresentando una tappa imperdibile per chi ama scoprire luoghi ricchi di storia e di fascino.

Un nuovo emozionante riconoscimento che porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella lista UNESCO.


Perché i teatri condominiali entrano nella lista UNESCO

I teatri condominiali rappresentano un fenomeno tutto italiano. Tra il Settecento e l’Ottocento, nei piccoli centri dell’Italia centrale, cittadini, nobili e amministratori locali decisero di unirsi per costruire spazi destinati agli spettacoli, diventandone comproprietari attraverso una sorta di “condominio” ante litteram.

In un’epoca in cui il teatro era spesso riservato alle corti aristocratiche, questi edifici permisero anche agli abitanti dei borghi di assistere all’opera, alla musica classica e ad altri spettacoli dal vivo. Le loro eleganti sale a palchi divennero così veri centri della vita comunitaria, contribuendo alla diffusione della cultura ben oltre le grandi città.

Teatro dell'Aquila è nuovo patrimonio UNESCO
Ufficio Stampa
Teatro dell’Aquila è nuovo patrimonio UNESCO nel sistema di teatri condominiali

Più che semplici edifici storici, quindi, questi teatri raccontano una storia di partecipazione collettiva: furono infatti le comunità locali a investire nella loro costruzione e a mantenerli vivi nel corso dei secoli. È proprio questo modello, che unisce valore architettonico, funzione culturale e identità civica, ad aver convinto l’UNESCO a riconoscere il sito come patrimonio dell’umanità.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito i teatri condominiali “gioielli architettonici” e una “infrastruttura culturale italiana di eccellenza”, sottolineando come abbiano consentito per oltre due secoli anche agli abitanti dei piccoli centri di accedere all’opera, alla musica classica e agli spettacoli dal vivo.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, promotore della candidatura, che ha definito la decisione del Comitato UNESCO “un risultato storico per le Marche e per l’intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale”, sottolineando come il riconoscimento confermi “il valore universale di un patrimonio unico al mondo”.

Emozione anche da parte di Lucia Chiatti, direttrice generale della Fondazione Pergolesi Spontini, che gestisce il Teatro Pergolesi di Jesi. In un’intervista a La Repubblica ha raccontato di aver atteso “con trepidazione” l’esito di un percorso avviato nel 2020, definendolo una sfida impegnativa che ha permesso di riscoprire e valorizzare ancora di più il patrimonio rappresentato da questi teatri e il lavoro svolto ogni giorno per custodirlo.

I 10 teatri diventati patrimonio UNESCO

Sono 10 i teatri condominiali che entrano nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Ecco quali sono:

  • Teatro Angelo Mariani, Sant’Agata Feltria (Emilia-Romagna)
  • Teatro Pergolesi, Jesi (Marche)
  • Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno (Marche)
  • Teatro Serpente Aureo, Offida (Marche)
  • Teatro dell’Aquila, Fermo (Marche)
  • Teatro Lauro Rossi, Macerata (Marche)
  • Teatro Feronia, San Severino Marche (Marche)
  • Teatro Gentile, Fabriano (Marche)
  • Teatro Bramante, Urbania (Marche)
  • Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto (Umbria).

Il nuovo riconoscimento UNESCO è anche un invito a esplorare alcuni dei borghi più affascinanti dell’Italia centrale. Molti di questi teatri sono ancora oggi utilizzati per stagioni liriche, concerti, spettacoli di prosa e festival, permettendo ai visitatori di vivere non solo la bellezza delle loro architetture, ma anche la loro funzione originaria.

Pierino e il lupo. Roma Tre Orchestra

 

La musica è una cosa meravigliosa:

arriva Prokofiev con Pierino e il lupo


Giovedì 30 luglio

Venerdì 31 luglio

Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11

Ore 20.30


S. Prokofiev:

A summer day op. 65bis

Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 "Sinfonia classica"

Pierino e il lupo

Roma Tre Orchestra

Marco Boni, direttore

Massimo Wertmuller, voce narrante


(il violinista Boris Belkin, precedentemente annunciato, non potrà partecipare per sopraggiunti problemi di salute)

Sergej Prokof’ev (1891–1953) è stato una figura centrale della musica del Novecento; il suo stile, caratterizzato da energia ritmica e incisività tematica, mantiene un costante dialogo con la tradizione della propria patria.

La Sinfonia n. 1, detta “Classica”, rappresenta un omaggio al linguaggio settecentesco rinnovato attraverso una sensibilità moderna, mentre Summer Day (Un giorno d'estate), Op. 65bis, è una suite orchestrale nata come orchestrazione e riorganizzazione di sette degli undici brani pianistici originariamente inclusi dall’autore nella sua raccolta “Musica per bambini” (Op. 65), composta nel 1935. Pierino e il lupo, il cui testo, scritto dallo stesso Sergej Prokof'ev, è invece una vera e propria fiaba, capace di affascinare ogni bambino e di restare impressa anche in età adulta. Ciascun personaggio è rappresentato da un tema musicale e da uno specifico strumento dell’orchestra, secondo abbinamenti timbrici di immediata e naturale efficacia.

Per la seconda volta sul podio della Roma Tre Orchestra, Marco Boni, Direttore Onorario della Royal Concertgebouw Orchestra, incontra Massimo Wertmüller, attore romano tra i più versatili e apprezzati, nel ruolo di voce narrante.

sabato 25 luglio 2026

Nuovo regolamento per Alta formazione artistica, musicale e coreutica ( da Orizzontescuola.it, di Andrea Carlino)

 

AFAM, via libera del governo alla riforma: Conservatori e Accademie equiparati alle Università. I dettagli



Una svolta epocale per il mondo della musica, della danza e delle arti visive. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, ha dato il via libera in esame preliminare al nuovo Regolamento per il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, atteso da oltre un quarto di secolo.

Un provvedimento che, come sottolineato dalla stessa Bernini, “porta finalmente a compimento il percorso di riforma cominciato oltre venticinque anni fa”. Con questo intervento, i 98 Conservatori, le Accademie di Belle Arti e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche italiane vengono equiparati alle Università, entrando a pieno titolo nel circuito della valutazione nazionale.

Addio al “far west” normativo: arriva la disciplina organica

Fino a oggi, il sistema AFAM ha operato in assenza di una regolamentazione unitaria, con criteri spesso disomogenei da un istituto all’altro. Il nuovo decreto introduce per la prima volta regole chiare e condivise per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione dell’intero comparto, allineandolo agli standard europei di assicurazione della qualità, ma salvaguardando l’autonomia delle singole istituzioni.

Cuore della riforma è l’obbligo per ogni istituto di adottare programmi triennali, aggiornati annualmente, che dovranno riguardare la qualità dell’offerta formativa, la produzione artistica e la ricerca, i servizi agli studenti, l’internazionalizzazione e l’equilibrio economico-finanziario. Un cambio di passo significativo, che impone a Conservatori e Accademie di dotarsi di una visione strategica di medio periodo.

Valutazione Anvur e fondi premiali: i soldi seguono la qualità

La novità forse più attesa è l’ingresso dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) nel mondo AFAM. Così come avviene per gli atenei, l’Agenzia si occuperà del monitoraggio periodico delle istituzioni, valutando non solo la didattica e la ricerca, ma anche l’apertura internazionale, gli sbocchi occupazionali e la sostenibilità finanziaria.

Parallelamente, viene istituito il Fondo per il finanziamento ordinario (FOA) , con una quota compresa tra il 10 e il 30 per cento destinata a finalità premiali. In pratica: più un istituto sarà virtuoso nella qualità della ricerca, nelle politiche di reclutamento e nella programmazione triennale, più risorse otterrà. Un meccanismo che mira a incentivare l’eccellenza e a premiare chi investe in innovazione.

Viene inoltre istituita l’Anagrafe nazionale dei prodotti della ricerca e della produzione artistica dei docenti, uno strumento che renderà trasparente e certificabile il lavoro dei professori, consentendo confronti oggettivi tra le diverse sedi.

Accreditamento più rigoroso: niente più “istituti fantasma”

Il sistema di accreditamento iniziale e periodico delle sedi e dei corsi di studio viene completamente rinnovato. Non sarà più sufficiente avere una struttura fisica: gli istituti dovranno dimostrare il possesso di requisiti didattici, organizzativi e di qualificazione dei docenti, oltre a una solida sostenibilità economico-finanziaria.

In caso di carenze, le istituzioni saranno destinatarie di un piano di adeguamento. Solo in caso di persistente inadempienza si potrà arrivare alla soppressione della sede o del corso, ma con due garanzie fondamentali: il diritto degli studenti a completare gli studi e il mantenimento del posto di lavoro per il personale di ruolo.

Politecnici delle arti e sedi all’estero: l’Italia esporta la sua bellezza

Il Regolamento apre anche a nuove forme associative. Viene prevista la possibilità di fusioni e federazioni tra istituzioni AFAM, anche con le Università, per razionalizzare le risorse e rafforzare la presenza territoriale. Ma la novità più affascinante è l’istituzione dei Politecnici delle arti, pensati come laboratori di collaborazione interdisciplinare tra istituti di ambiti diversi (musica, arte, design, danza) per sviluppare percorsi formativi innovativi e progetti comuni.

Un’altra frontiera è l’internazionalizzazione: le AFAM potranno accreditare nuove sedi decentrate all’estero, un’opportunità per valorizzare la tradizione artistica italiana nel mondo e attrarre studenti stranieri.

I comitati regionali si allargano: spazio agli studenti

Il regolamento modifica anche la composizione dei comitati regionali di coordinamento, che ora includeranno i rappresentanti delle istituzioni AFAM e tre rappresentanti degli studenti. Un segnale di attenzione verso le nuove generazioni, chiamate a partecipare attivamente alle scelte che riguardano il loro percorso formativo.

Il passo finale: i diplomi diventano lauree

Il percorso di riforma, avviato con gli interventi sugli ordinamenti didattici e il reclutamento del personale, e proseguito con l’istituzione dei dottorati di ricerca, sarà completato con un ulteriore tassello: la trasformazione dei diplomi rilasciati da Conservatori, Accademie e ISIA in lauree. Un passaggio che equiparerà definitivamente i titoli AFAM a quelli universitari, riconoscendo il valore e la dignità accademica di questi percorsi.

“Non è solo una promessa mantenuta – ha concluso il Ministro Bernini – sono risorse per una formazione di qualità assoluta. Si sono create le condizioni per un modello internazionale che l’Italia potrà guidare”.

Cori ABF Voices of Global Gathering.promosso da Andrea Bocelli. Concerto ( Rainews.it)

 

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Il Dynamo Camp a Limestre, nel comune di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, ha ospitato un evento di musica, emozioni e condivisione per raccontare come una voce possa diventare un ponte tra popoli e generazioni. E' il concerto dei cori ABF Voices of, uno degli appuntamenti più significativi del primo ABF Voices of Global Gathering, l’iniziativa internazionale promossa dalla Andrea Bocelli Foundation che fino al 29 luglio riunirà in Italia oltre 160 bambini e giovani provenienti da Italia, Uganda e Terra Santa, insieme agli educatori e ai team multidisciplinari impegnati nei diversi territori.

L’evento ha rappresentato un momento di incontro e restituzione del percorso educativo portato avanti dalla Fondazione attraverso ABF Voices of, il programma che utilizza la musica corale come strumento di crescita personale, relazione e costruzione di comunità. Sul palco non si è esibito soltanto un insieme di cori, ma una comunità internazionale capace di raccontare, attraverso le proprie voci, storie, radici culturali e percorsi di vita differenti. Alla serata hanno partecipato il maestro Andrea Bocelli e Serena Autieri, insieme a donor, delegazioni e ospiti vicini alla Fondazione, che hanno potuto conoscere da vicino l’impatto educativo del progetto e il valore del sostegno che rende possibili percorsi continuativi di accompagnamento per bambini e giovani in contesti spesso segnati da fragilità e difficoltà.

Dai cori attivi in Italia, con i percorsi di Camerino e del Rione Sanità, fino alle esperienze sviluppate in Uganda e Terra Santa, il concerto ha restituito la dimensione internazionale di ABF Voices of. Un viaggio iniziato nel 2016 ad Haiti con il primo progetto pilota della Fondazione e cresciuto negli anni fino a diventare una rete capace di mettere in dialogo culture e comunità lontane. La presenza dei giovani coristi haitiani, impossibilitati a raggiungere l’Italia a causa della complessa situazione del Paese, è stata comunque parte integrante dell’incontro. A rappresentarli è stato il loro Maestro di coro, che ha portato sul palco la testimonianza di un’esperienza fondata sulla resilienza, sulla speranza e sul potere della musica come strumento di rinascita. In un periodo storico caratterizzato da conflitti, divisioni e tensioni sociali, ABF Voices of propone la musica come linguaggio universale in grado di creare connessioni e favorire una nuova idea di cittadinanza globale. Il canto diventa così uno spazio di ascolto reciproco, dove le differenze non rappresentano un ostacolo ma una ricchezza da condividere.

“Desidero anzitutto dare il benvenuto ai bambini arrivati da tante parti del mondo – ha dichiarato il fondatore Andrea Bocelli –. A ciascuno di loro va il nostro pensiero più affettuoso e commosso. Un pensiero speciale è rivolto ai bambini di Haiti, che purtroppo non hanno potuto affrontare il viaggio e oggi non sono qui con noi, ma che sentiamo pienamente partecipi di questa giornata”. Bocelli ha poi sottolineato l’importanza di creare occasioni in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, esprimersi liberamente e vivere esperienze capaci di lasciare un ricordo positivo: “Giornate come questa ci ricordano quanto sia importante creare opportunità nelle quali ogni bambino possa sentirsi valorizzato”.

Per Laura Biancalani, direttore generale ABF, il Global Gathering rappresenta la dimostrazione concreta della forza educativa della musica: “Avere oggi questi bambini qui con noi, in mezzo a guerre, all’emergenza Ebola e a tante altre difficoltà, ha richiesto un lavoro enorme. Attraverso la musica e il potere generativo dell’arte, le differenze possono incontrarsi e diventare una ricchezza condivisa”.

Anche il presidente di ABF, Stefano Aversa, ha ricordato il lungo percorso iniziato dieci anni fa: “Vedere tutti questi ragazzi sul palco, dopo quanto abbiamo vissuto ad Haiti, ci commuove profondamente. La gioia di questi ragazzi ci dà la forza per continuare il lavoro di ogni giorno. L’auspicio è poter offrire queste esperienze a un numero sempre maggiore di giovani in molte altre parti del mondo”.

Il programma del Global Gathering proseguirà nei prossimi giorni con nuovi appuntamenti: il 25 luglio i giovani coristi saranno protagonisti al Teatro del Silenzio di Lajatico insieme ad Andrea Bocelli, mentre dal 26 al 29 luglio il percorso educativo farà tappa a Roma, con una seduta speciale al Senato della Repubblica e l’incontro con Papa Leone XIV a Borgo Laudato Si’.

Nata nel 2011 dalla famiglia Bocelli, la Andrea Bocelli Foundation opera con la missione “Empowering people and communities”, promuovendo progetti dedicati all’educazione, all’inclusione sociale e allo sviluppo del potenziale delle persone e delle comunità più fragili. Attraverso musica, arte, tecnologia e interventi umanitari, la Fondazione ha realizzato scuole, programmi educativi e iniziative di sostegno in Italia e ad Haiti, contribuendo a offrire nuove opportunità a migliaia di bambini e giovani.