lunedì 16 marzo 2026

Tommaso Cerno, campione di incassi. Dalla politica ( da Il Riformista)

 

Roma - quarta edizione de “L’Italia dei conservatori”

“Un programma di propaganda pagato con il canone Rai”, e poi le accuse di raccomandazione. Settimana dura per Tommaso Cerno, ex direttore de Il Tempo, ora alla guida de Il Giornale, che si è recentemente assicurato uno spazio su Rai 2 con la mini-trasmissione Due di picche. Pochi minuti, ma valutati profumatamente, per fare – sostiene Usigrai – “la voce del governo”, parlando apertamente in una nota di “Un collaboratore pagato mille euro al minuto, 11mila euro a puntata, che ha esordito in onda dicendo agli italiani che non devono lamentarsi dei rincari dovuti dall’attacco all’Iran”.

Tommaso Cerno e Due di picche: ascolti bassi

Il debutto della nuova striscia quotidiana di Tommaso Cerno su Rai 2, andata in onda il 9 marzo per la prima volta, ha registrato ascolti molto bassi: appena il 5,4% di share al giorno 1, persino inferiori a quelli di Medicina 33, che fino a poco tempo fa occupava quella stessa fascia oraria. Oltre i dubbi che i numeri si assesteranno dopo una brutta fase iniziale – difficile fare ascolti per uno spazio di transizione – c’è un’altra vicenda che preoccupa l’uomo di fiducia della famiglia Angelucci (proprietaria dei giornali di destra in cui Cerno viene spostato), già finita nel calderone della parentopoli televisiva.

Tommaso Cerno e la figlia del marito Stefano

Le insinuazioni di nepotismo riguardano la figlia del marito di Cerno, Stefano Balloch (esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia sposato nel 2022), Giada, che su Linkedin si definiva social media manager per la tv pubblica. A denunciare la situazione è stata la pagina social “BoicotteRai”, diffondendo uno screenshot della sua descrizione. “Assunta con contratto ibrido come social media manager della Rai per “rilanciare i contenuti di “Domenica In” con il fine di promuovere l’immagine di Tommaso Cerno sui social”. Il post è stato cancellato e la Rai e il giornalista hanno smentito prontamente: “L’ultima fake news contro di me è contro Due di picche. Balle spaziali. Giada non ha nessun contratto con la Rai”. “Non ha contratti di collaborazione con la Direzione Intrattenimento Day Time e con qualsiasi altra Direzione Rai”, scrive l’azienda. “Negli studi di Domenica In, la donna però entrava”, ribatte Il Fatto Quotidiano. Una polemica da quattro minuti? Giusto il tempo di un Due di picche.

Trump ride ancora alla notizia dei suoi 007: Mojtaba Khamenei è gay ( da Corriere Toscano)

 

Trump e la reazione al report degli 007: "Mojtaba Khamenei probabilmente è gay"


Presidente, probabilmente Mojtaba Khamenei è gay”. Donald Trump, nei briefing quotidiani alla Casa Bianca sulla guerra contro l’Iran, ha ricevuto questa comunicazione dall’intelligence degli Stati Uniti. L’orientamento sessuale della 56enne nuova Guida Suprema di Teheran, ferita nei primi raid di Israel e Usa e nominata dopo l’uccisione del padre Ali Khamenei, è stata oggetto di una riunione la scorsa settimana, secondo la ricostruzione proposta dal New York Post. Il quotidiano americano, sulla base delle informazioni fornite da due fonti di intelligence e da una persona vicina alla Casa Bianca, ha reagito in maniera plateale: prima è rimasto sorpreso, poi è esploso in una fragorosa risata. Il presidente non è stato l’unico ad accogliere così l’informazione. Secondo il Post, un funzionario di alto livello “non ha smesso di ridere per giorni”. Le informazioni sono giudicate credibili dalle agenzie di intelligence, afferma il Post, che non attribuiscono la diffusione dei rumors ad una presunta volontà di delegittimare il nuovo leader spirituale della repubblica islamica.  

L’articolo non giudica infondate le voci relative a relazioni omosessuali che avrebbero coinvolto Mojtaba Khamenei. Il quotidiano sottolinea che le agenzie di spionaggio statunitensi non hanno prove fotografiche , ma evidenzia che le informazioni riportate provengono in origine da “una delle fonti più protette che il governo possiede”. L’orientamento sessuale della nuova Guida Suprema sarebbe sotto i riflettori dell’intelligence americana da circa 2 anni, dallo schianto dell’elicottero in cui ha perso la vita l’allora presidente Ebrahim Raisi, ritenuto tra i favoriti per raccogliere l’eredità di Ali Khamenei. La vita privata di Mojtaba Khamenei è stata oggetto di un’informativa dal Dipartimento di Stato all’ambasciata statunitense a Londra nel 2008 e poi resa pubblica da WikiLeaks. Il 56enne si sarebbe sottoposto in passato nel Regno Unito a terapie per impotenza prima di sposarsi in età avanzata per le convenzioni iraniane – attorno ai 30 anni – e di avere figli. Negli attacchi che hanno colpito Teheran il 28 febbraio, il leader avrebbe perso la moglie e uno dei 3 figli. 

Trump negli ultimi giorni ha ripetutamente bocciato la figura di Mojtaba Khamenei, definito un leader “inaccettabile” per gli Stati Uniti. Il presidente degli Stati Uniti non ha certezze sulla sorte della Guida Suprema: “E’ ferito ma dovrebbero essere vivo”. L’erede di Ali Khamenei finora si è palesato solo con un messaggio affidato alla tv di Stato. Mojtaba Khamenei avrebbe riportato ferite al volto negli attacchi avvenuti all’inizio della guerra. Nessuna conferma ufficiale sulle condizioni, nel dettaglio, tra rumors realtivi all’amputazione di una gamba o – come riferisce la testata kuwaitiana Al-Jarida – al trasferimento in un ospedale di Mosca per interventi e terapie

Jessie Buckley, chi è l'attrice irlandese che ha vinto l'Oscar come miglior attrice protagonista, per il film Hamnet ( da Il Giornale, di Erika Pomella)

 

Chi è Jessie Buckley, Premio Oscar come Miglior Attrice

Forse è stato il premio più scontato di questa edizione dei Premi Oscar 2026, quello che è stato consegnato a Jessie Buckley per la sua interpretazione nel film Hamnet, diretto da Chloe Zhao, dove ha recitato al fianco di Paul Mescal, tra i grandi esclusi di quest’anno. Hamnet è un film che, mentre racconta la vita di William Shakespeare e di sua moglie Agnes, affronta in realtà il tema della perdita, dell’elaborazione di un lutto indicibile e di come l’arte possa essere uno strumento per affrontare l’assenza. Sin dalle prime proiezioni stampa all’uscita di Hamnet, Jessie Buckley è apparsa già come la favorita di quest’anno a vincere la tanto agognata statuetta d’oro. Una premonizione che si è fatta sempre più concreta man mano che l’attrice continuava a vincere premi, dal Golden Globe, consegnato dalla stampa straniera a Hollywood, fino all’Actors Award, ex SAG, che invece è il premio dato dal sindacato degli attori. Per la sua interpretazione di Agnes, la Buckley ha vinto anche un Bafta, l’Oscar inglese. Perciò la sua vittoria dell’Oscar era, appunto, scontata.

Chi è Jessie Buckley

Nata a Killarney, in Irlanda, il 28 dicembre 1989, Jessie Buckley ha iniziato a muoversi nel mondo dello spettacolo partecipando prima al talent show della BBC I'd do anything, dove si è piazzata seconda, e poi recitando in alcuni spettacoli teatrali. Dopo gli studi alla Royal Academy of Dramatic Art nel 2013, ottiene il primo ruolo importante nel 2016, quando viene assunta nella miniserie Guerra e Pace, dove interpreta la parte di Marja Bolkonskaja. Nel 2017, invece, è al fianco di Tom Hardy nell'apprezzata prima (e finora unica) stagione di Taboo. Il 2017 è inoltre l'anno del debutto al cinema, con il film Beast. Nel 2018 arriva il film A proposito di Rose, che la porta alla sua prima candidatura come Miglior attrice protagonista ai Bafta. Nel 2019 arriva al grande pubblico grazie ai cinque episodi della miniserie Chernobyl, che racconta il disastro nucleare nel 1986 anche attraverso le storie delle persone coinvolte nell'incidente del reattore. Tra gli altri film a cui ha preso parte nel corso della sua carriera in continua ascesa c'è l'horror di Charlie Kaufman Sto pensando di finirla qui (2020), L'ombra delle spie (2020), dove recita al fianco di Benedict Cumberbatch e la serie Fargo, anch'essa uscita nel 2020.

Jessie Buckley e il rapporto con Elena Ferrante

Nel 2021 Jessie Buckley viene scelta per interpretare, insieme a Olivia Colman, la protagonista del film La figlia oscura, tratto dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante. La regia segna il debutto dietro la macchina da presa dell'attrice Maggie Gyllenhaal, che presenta il suo film alla 78a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Per la sua interpretazione, Jessie Buckley ottiene anche una candidatura ai Premi Oscar del 2022 come miglior attrice non protagonista, premio andato poi a Ariana DeBose per West Side Story.

Jessie Buckley ha poi ritrovato Maggie Gyllenhaal, che l’ha diretta nel film La Sposa!, attualmente nelle sale italiane. L'attrice recita al fianco di Christian Bale in questa sorta di sequel ideale e femminista di Frankenstein, in cui interpreta la moglie della creatura. Una donna che, negli anni Trenta, viene strappata alla morte per volontà di un mostro avvolto nella propria solitudine, e finisce col diventare il simbolo di una rivoluzione.