Tra le 79 proposte al Premio Strega 2026 c’è anche il romanzo d’esordio di una napoletana che vive da tanti anni a Roma, Giuliana Vitali. Il suo libro ha per titolo “Nata nell’acqua sporca”, Giulio Perrone Editore. «Giuliana Vitali “rischia grosso”, mettendo insieme tradizione letteraria alta e immaginario dei ragazzi nati dopo il 2000», osserva il critico letterario Marco Debenedetti nella motivazione inserita nella proposta al Premio Strega 2026, giunto all’80esima edizione.
La storia del romanzo
Il romanzo (con la prefazione di Silvio Perrella) racconta la storia di Sara, una giovane donna cresciuta ai margini con un padre imprenditore assente ed emigrato in Albania e una mamma giornalista troppo distante emotivamente. La vicenda è ambientata in una Napoli notturna, cupa, popolata dagli esclusi, una città che nel libro supera i confini geografici per farsi spazio universale: luogo simbolico di contraddizioni, ferite e resistenza, specchio di un disagio che parla a molte realtà contemporanee.
L'intervista
«Mi considero fortunata di essere tra le proposte del Premio Strega, e lo vivo con gratitudine e molta cautela. La fortuna, però, non basta: ogni libro deve guadagnarsi il proprio spazio. Poi, come sempre, sarà il tempo a fare selezione. I premi hanno un loro valore ma i libri, i romanzi - quando trovano radici vere - crescono e si muovono con la lentezza che la letteratura richiede».
Commenta la Vitali che è la condirettrice della rivista letteraria Achab - «Credo anche che la letteratura, per essere tale, debba essere necessaria: deve saper costringere a sentire e lasciare traccia. Nata nell’acqua sporca nasce da qui, dal tentativo di essere un urto, di portare il lettore davanti a una realtà che troppo spesso scegliamo di non guardare. Ho provato a raccontare la precarietà del nostro tempo: quella che attraversa i corpi, le relazioni, l’identità e rende fragile perfino l’idea di futuro».
“Nata nell’acqua sporca” oltre la candidatura al Premio Strega 2026 è anche finalista al Premio Nabokov, candidato tra i primi 15 libri del Premio Fiesole e finalista al Premio Scarpetta.
