venerdì 15 maggio 2026

Vi racconto la storia di come la politica in Italia cura solo i propri interessi. E di quelli dei cittadini in difficoltà? Prossimamente di Pietro Acquafredda

  Quando leggo le statistiche che evidenziano come si viva sempre più a lungo anche in Italia, e come il 'bacino' costituito dalla vecchiaia sia sempre più appetibile dal mercato, mi si rizzano i capelli che, per fortuna, ho ancora, anche se imbiancati, riflettendo sulle conseguenze di tale statistica constatazione.

 I cosiddetti 'anziani' o 'vecchi' sono sempre più numerosi, e questo lo abbiamo capito, ma non si dice anche che gli acciacchi che la vecchiaia comporta mettono i diretti interessati in condizioni che definire solo disagevoli è poco: la gran parte delle volte i vecchi sono costretti a trascinarsi in situazioni che definirei tragiche.

 Come non far caso, girando per le città, alle tante carrozzine, spinte da badanti di altri continenti, sulle quali siedono vecchi non autosufficienti, e vittime di malattie degenerative che gettano non solo il diretto interessato ma l'intera famiglia in un inferno dolorosissimo ed insopportabile?

 Che fa una famiglia che deve far fronte a situazioni simili? A chi deve rivolgersi, nella società, per ottenere un giusto e meritato sostegno?

 Certo c'è una struttura del SSN che  dà una mano, come negarlo, come interventi domiciliari, di carattere in prevalenza sanitari. 

Va bene. Ma la vita quotidiana come si svolge nelle  mura domestiche ventiquattrore su ventiquattro?  La soluzione sta nella presenza di una badante, part time (insufficiente) o domiciliata ( che è la soluzione che può rendere la vita, comunque drammatica della famiglia, meno insostenibile).

Vi è capitato di informarvi o di aver sentito dire del costo di un simile sostegno necessario, indispensabile per continuare a campare?

 Vi faccio solo un esempio. Mettete che il suo costo annuale sia  di 15.000 Euro circa, per difetto. Per sostenerlo, occorre naturalmente avere uno stipendio se ancora in attività, od una pensione. 

Ebbene nell'un caso come nell'altro, mettete che stipendio o pensione, lordi, siano tre volte il costo di una badante. Basta quel che rimane a mandare avanti una famiglia? A provvedere ad affitto o condominio, riscaldamento vitto utenze varie ecc...  e alle infinite spese, che vanno ad aggiungersi a quelle strettamente mediche che il SSN eroga molte volte, ma con i tempi biblici che tutti sappiamo?

 Stringendo la cinghia, e facendo sacrifici si può riuscire. Poi arriva il momento di fare la cosiddetta 'denuncia dei redditi'. e chiunque penserebbe che quelle somme erogate per sopravvivere, possano essere  ammesse 'a detrazione'  da un governo ( e non ci riferiamo solo a quello attualmente in carica) che pensa ogni tanto alla salute dei cittadini, oltre che al riarmo e a come pascere se stesso. 

E, invece, scopre, che non possono essere detratte, se non in quota minima e solo se il reddito non supera 40.000 Euro lordi annui. perchè con 45.000 Euro lordi l'anno si è considerati ricchi o quantomeno benestanti e quindi capaci di far frotne ad ogni necessità economica.

E allora gli viene da riflettere amaramente che le accuse che si muovono a chi ha il potere - non è esente l'attuale - di avere un classe dirigente di pessima qualità, che brilla per 'deficit intellettivo'  - mica gli infortunati a  seguito di tale deficit ci sono solo nella società civile! -  che, però,  non incontra le stesse difficoltà, anche economiche, dei normali cittadini in situazioni analoghe, ci sta tutta. Il potere li  nasconde agli occhi di tutti, assumendoli, perchè con la loro presenza non diano scandalo nella società, e poi li alloca nei banchi delle assise parlamentari, nelle varie commissioni o addirittura nei ministeri, e provvede ad ogni loro necessità.

La Russa ci ricasca. Il Preisdente del Senato anche il pubblico straparla come certamente fa nel bar di periferia dove battute trucide spesso volano ( da Fanpage.it, di Giulia Casula). La Russa, ed anche Concita Borrelli, cambiate mestiere (P.A.)


All’evento al Senato dedicato alla tutela dei minori sul web, il presidente del Senato si è lanciato in un’allusione di dubbio gusto nei confronti delle colleghe di maggioranza, lì per presentare una proposta di legge sul tema: “Farò una seduta a tre con la Gelmini e la Carfagna, che non è mica male…”.

Ennesima battuta sessista del presidente del Senato Ignazio La Russa. Ieri, all'evento ‘SAFE – Social, Adolescenti, Famiglie, Educazione' dedicato al delicato tema della tutela dei minori sul web, la seconda carica dello Stato ha visto bene di lanciarsi in un'allusione di dubbio gusto: "Una seduta a tre con la Gelmini e la Carfagna non è male…".

La Russa è intervenuto nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in Senato, per parlare della proposta di legge della deputata di Noi Moderati, Mara Carfagna per la tutela degli under 16 nell'utilizzo dei social network. Un confronto importante che intreccia diversi temi: dall'educazione digitale al bodyshaming, passando per il cyberbullismo e la violenza online, più volte al centro di drammatici episodi di cronaca.


Eppure, il presidente del Senato ha colto l'occasione per pronunciare una battuta inopportuna nei confronti delle colleghe di maggioranza, Gelmini e Carfagna, che erano lì per presentare il loro lavoro e non certamente, per essere messe in imbarazzo con allusioni sessuali.  "Purtroppo potrò restare per poco tempo, ma mi hanno promesso Mara Carfagna e Stella Gelmini che mi riferiranno, faremo apposta una seduta a tre che non è male con la Gelmini e la Carfagna… – per darvi un po' più di elementi", ha dichiarato in un chiaro riferimento che non lascia scampo ad eventuali giustificazioni. "Magari insieme a Mennuni che è la firmataria della legge che sta andando avanti in sede parlamentare, accogliendo magari nella fase mediativa tutto ciò che si può aggiungere alla proposta di legge di cui oggi parliamo", ha aggiunto.


Non è la prima volta che La Russa si fa notare per commenti di questo genere. Solo due mesi fa, a marzo, il presidente del Senato si era rivolto in questo modo alla cronista di La7, Roberta Benvenuto che gli si era avvicinata per fare delle domande: "Tu chi sei? Sei carina. Carina, ma brava soprattutto. Brava, perché oggi le donne valgono soprattutto se brave".


Inutile dire che a prescindere dalla frase, di per sé inaccettabile, anche in quel caso il contesto fosse del tutto inappropriato.  La Russa si trovava alla mostra "Il volto delle Donne – 80 anni di Repubblica: Storie di ingegno fino alle madri costituenti", un evento dedicato alla celebrazione del talento femminile e a una tappa fondamentale nel percorso di emancipazione delle donne in Italia, ovvero il 2 giugno 1946, quando per la prima volta poterono partecipare a delle elezioni.



Concita Borrelli dove aveva la testa l'altro ieri quando ha detto a Porta a Porta quella bestialità del tutto fuori luogo, mentre si parlava del delitto di Garlasco e della morte violenta della povera Chiara Poggi?

 Concita Borrelli e le parole sullo stupro

Il delitto di Garlasco è ormai argomento quotidiano, affrontato sui giornali, nelle trasmissioni televisive e tante sono ormai le opinioni che fioccano da un programma all'altro. Nel blocco dedicato al caso, quindi, si parla del profilo psicologico di Andrea Sempio, ormai unico imputato del processo dopo la chiusura delle indagini della Procura di Pavia. A parlare di quanto emerso in queste settimane, soffermandosi sul comportamento adottato dal 38enne e del contenuto dei suoi diari, è Elisabetta Cametti che dichiara:

Lui sognava di stuprare le donne, sognava di accoltellarle, ma non solo. Ci sono anche una serie di ricerche fatte online, tutte a sfondo sessuale, violento. Lui aveva un interesse per gli stupratori, per i predatori, per gli omicidi, questo ovviamente non fa di lui né un aggressore né un assassino, però è chiaro che c'è una parte di lui che potrebbe essere un comportamento delittuoso.

Ed è qui che interviene Concita Borrelli che prendendo parola, dopo l'intervento più tecnico della criminologa Anna Vagli, esordisce con una premessa: "Diciamo una cosa dura, però secondo me molto realistica, non vera perché io non dico le cose vere, ma secondo me molto realistica", la giornalistica, quindi, continua:

Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c'è lo stupro. C'è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell'immaginazione, ce l'abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini. Questo è pericolosissimo, questi profili, che se ne faccia un uso molto misurato, ci fermiamo alla sfera sessuale. Per quanto riguarda l'approccio suo nella realtà alle donne, si capisce che è un ragazzo introverso di per sé, con tutti. Introverso, ma non possiamo dire.



Il momento è stato riportato anche sui social, scatenando l'indignazione di chi non ha assistito in diretta al momento. Si è trattato di un'affermazione pericolosa e fuorviante di cui, però, in risposta al commento di un giornalista su X, la diretta interessata respinge l'accezione: "le fantasie sessuali sono al di sopra di noi! Non facciamo gli ipocriti. Io non sogno come auspicio, sognare significa fantasia". 




continua su: https://www.fanpage.it/spettacolo/programmi-tv/concita-borrelli-e-lorribile-frase-a-porta-a-porta-nelle-fantasie-sessuali-di-tutti-ce-lo-stupro/

https://www.fanpage.it/

giovedì 14 maggio 2026

Per 480 registi il miglior film di guerra è... ( da Esquire Italia, di Giuseppe Giordano) Ora diteci anche qual è il miglior film 'di pace', se mai lo faranno ( P.A.-)

 Ogni dieci anni, la rivista britannica Sight & Sound aggiorna una classifica dei cento migliori film della storia del cinema scelti dai registi. L'ultimo aggiornamento è del 2022. Al primo posto c'è 2001: Odissea nello spazio, la rivoluzionaria incursione di Stanley Kubrick nella fantascienza. Qual è il film di guerra più in alto in classifica? Quello, cioè, che i registi considerano il migliore tra tutti gli altri esempi del genere?

Hanno partecipato 480 registi. Alcuni sono molto famosi, come Martin Scorsese. Alcuni sono meno noti, come il regista sperimentale ungherese, recentemente scomparso, Béla Tarr. L'Italia è rappresentata da Pupi Avati, Alberto Fasulo (autore di Menocchio e Tir, tra gli altri), Michelangelo Frammartino (Il buco, Le quattro volte), Luca Guadagnino, Roberto Minervini (di cui abbiamo ampiamente parlato qui su Esquire) e Alice Rohrwacher.

Qual è il film di guerra più importante per i filmmaker

Al 18mo posto della classifica generale, primo tra i film di guerra, troviamo Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola. Non è una sorpresa. D'altra parte, i film di guerra comunemente associati a un'idea di insuperabile grandezza sono Full Metal Jacket, Salvate il soldato Ryan, ma soprattutto Apocalypse Now, risultato di uno sforzo titanico che Gabriele Niola ha descritto in un articolo di Esquire:

Aveva 40 anni nel 1979 quando il film uscì e vinse la Palma D’Oro a Cannes, aveva iniziato a girarlo 3 anni prima, impiegando un tempo spropositato, consumando tutto, stando 7 settimane solo sulla scena degli elicotteri e due anni al montaggio (che comunque non gli ha impedito poi di rimontarlo altre due volte negli ultimi 40 anni). Faceva film da quando aveva 23 anni e a livello hollywoodiano da quando ne aveva 30 ma non ne avrebbe più fatti a quella grandezza. Apocalypse Now l’ha consumato completamente, l’ha distrutto, massacrato e gli ha succhiato via tutta l’energia. Prima di quel film aveva infilato uno dopo l’altro Il padrino 1 e 2 e La conversazione, dopo nulla che valga più di tanto la pena ricordare (forse solo Rusty il selvaggio si distingue).

Continua qui.

apocalypse now© Sunset Boulevard - Getty Images

Meno scontato il secondo film di guerra migliore, realizzato da un italiano. Si tratta di La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. Commentandolo, Stanley Kubrick disse: "È impressionante". In classifica anche un capolavoro russo del genere war movie, dimenticato e purtroppo ancora introvabile: si tratta del durissimo Va' e vedi.

Stretto di Hormuz. Mediazione Cina con Iran ( Adnkronos)


Trump: "La Cina non fornirà armi all'Iran". Teheran apre Hormuz alle navi di Pechino


La Cina non aiuterà l’Iran. E’ il risultato che Donald Trump annuncia nella giornata dell’incontro con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Il presidente degli Stati Uniti archivia il meeting con una ‘vittoria a metà’ che potrebbe avvicinare la fine del conflitto con Teheran: la Cina non fornirà equipaggiamenti militari alla Repubblica islamica, pur continuando ad acquistare petrolio dal regime degli ayatollah. Xi Jinping, afferma Trump a Fox News, “ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione”, dice il numero 1 della Casa Bianca aggiungendo che il leader cinese avrebbe comunque sottolineato l’interesse a proseguire l’acquisto di petrolio iraniano: “Comprano molto petrolio da lì e vorrebbero continuare a farlo”. 

Trump e Xi, secondo una nota della Casa Bianca, “hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto per sostenere il libero flusso di energia”. Usa e Cina “hanno concordato che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”. 

 

La chiusura delle Stretto di Hormuz, minacciato dall’Iran e ora paralizzato dal blocco navale americano, condiziona il commercio del 20% del petrolio mondiale. Per la Cina, potenzialmente un durissimo colpo. Non è un caso, però, che l’Iran abbia attuato una mossa a sorpresa proprio in coincidenza della visita di Trump a Pechino. Teheran ha consentito il transito nello Stretto di Hormuz di diverse navi cinesi, come riferisce l’agenzia iraniana Fars: il transito è consentito secondo il “protocollo” stabilito dalle autorità iraniane. In teoria, quindi, la Cina potrebbe avere accesso al greggio iraniano, visto che il blocco americano dovrebbe riguardare solo navi della Repubblica islamica. 

Nei primi tre giorni di questa settimana circa 18 navi hanno attraversato lo Stretto, un numero superiore a quello della settimana precedente. A delineare il quadro sono i dati di MarineTraffic citati dal ‘Wall Street Journal’. Prima della guerra iniziata con gli attacchi Stati Uniti e di Israele rano circa 130 le navi che attraversavano ogni giorno lo Stretto, garantendo il trasporto di circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas. 

“Gli armatori si stanno preparando a un’interruzione di lungo periodo e alcuni stanno rivalutando la propria propensione al rischio”, secondo gli analisti di Lloyd’s List of Intelligence in merito alla situazione delle petroliere. “Altri potrebbero tentare di attraversare lo Stretto, dato che le prospettive di una risoluzione appaiono sempre più remote”. Il numero di navi con un chiaro legame con l’Iran – che hanno fatto scalo in porti iraniani o che trasportano merci iraniane – in transito nello Stretto è diminuito in modo significativo, secondo Lloyd’s. 

 

Il tema, ovviamente, è centrale per Pechino, interessata ad una ripresa totale dei traffici. Secondo Trump, Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l’Iran e avrebbe persino offerto il proprio aiuto per favorirlo. Il presidente degli Stati Uniti dichiara che Xi “vorrebbe vedere raggiunto un accordo” tra Stati Uniti e Teheran. “Chi compra così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di rapporto con loro”, dice Trump riferendosi alla Cina. “Lui ha detto: ‘Mi piacerebbe essere d’aiuto. Se posso essere utile in qualsiasi modo’. Vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz”, aggiunge.