sabato 17 ottobre 2026

Beatrice Rana inaugurala Società del quartetto, promossa dal pubblico, penalizzata dal Ministero ( GdM, di Stefano Jacini)

 

La Società del Quartetto inizia con Beatrice Rana

Milano: presentata la nuova stagione

Beatrice Rana (Foto Società del Quartetto)
Beatrice Rana (Foto Società del Quartetto)

Nel presentare la stagione 2026-27 della Società del Quartetto, la presidente Ilaria Borletti Buitoni, ha preso atto di un'ottima tendenza perché gli abbonamenti sono aumentati del 25% e nell'aria si percepisce un desiderio di comunità in ambito artistico, che fa ben sperare. Ma come in ogni medaglia c'è anche un rovescio sconfortante, che si trascina da anni. Il Quartetto riceve dallo Stato un terzo di quanto ricevono altre realtà musicali milanesi perché, il cielo sa per quale impennata algoritmica, è stato classificato per usare un eufemismo "a casaccio".

Né c'è alcuna intenzione di correre ai ripari, la riprova l'ha avuta la presidente Borletti Buitoni quando poco tempo fa si è sentita dire da una addetta del Ministero che la Società del Quartetto organizza serate per una ventina di persone a Casa Verdi e quindi non pretenda altro.

A capo della Direzione Artistica è ora Maria Majno (succeduta a Paolo Arcà), che oltre alla programmazione si dedicherà a individuare filantropi disposti a coprire le necessità di cassa. In realtà non esorbitanti, ma va tenuto conto della poco tranquilla situazione generale in Europa. Con questo non verrà meno l'impegno educativo della società, che oltre a vantare la regolare presenza di ben 1.600 ragazzi, s'impegnerà in progetti socialmente preziosi per portare la musica fuori dalle sedi tradizionali, secondo l'esempio della Sonata for Seven Cities di Filippo Gorini (per altro presente a maggio in cartellone).

Se per il programma completo è consigliabile consultare il sito , da segnalare l'apertura della stagione affidata il 13 ottobre a Beatrice Rana (Bach, Debussy, Chopin), a gennaio Les Musiciens du Louvre diretti a Marc Minkowsky (Requiem e Messa k 427 di Mozart), a febbraio la Cappella Napoletana con Ian Bostridge, diretta da Antonio Florio (musiche di Cavalli), in aprile Pierre-Laurent Aimard (Beethoven, Ligeti, Stockhausen), in aprile Barbara Hannigan come soprano e il pianista BertraNd Chamayou (Messiaen, Skrjabin, Zorn) e le presenze disseminate nella stagione del Quartetto Ébène per l'integrale dei quartetti di Beethoven. In chiusura il 25 maggio l'Ensemble Resonanz, diretto da Riccardo Minasi (Primo concerto di Paganini, solista Aozhe Zhang, e la Quinta di Beethoven).

Il papa lascia oggi l'ospedale e domani reciterà l'Angelus affacciato alla finestra del suo studio, come sempre

 

Il Papa lascerà l'ospedale oggi pomeriggio, 'idoneo alla dimissione'© Provided by ANSA

 Il Papa lascerà l'ospedale nel primo pomeriggio di oggi. "A seguito delle conclusioni fornite dai medici questa mattina, Papa Leone XIV sarà dimesso oggi dal Policlinico Gemelli, dove era ricoverato per l'intervento al polmone destro. Lascerà l'ospedale nel primo pomeriggio e farà rientro in Vaticano. Domani reciterà la preghiera dell'Angelus dalla finestra dell'appartamento pontificio", precisa in una nota la sala stampa vaticana. "In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico, il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione". Lo sottolinea il bollettino medico diffuso dal Vaticano e firmato dal dottor Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora. (ANSA).

Schlein e il programma elettorale da concordare con gli alleati: per noi il sostegno all'Ucraina è un punto dirimente

 

Schlein, il sostegno all'Ucraina per noi è un punto dirimente© Provided by ANSA

"Ci sarà la discussione sul programma, dobbiamo affinare e mettere giù le cose che sono ancora complicate come il sostegno all'Ucraina che per noi è un punto dirimente". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein - secondo quanto riferito da alcuni partecipanti - intervenendo al seminario del gruppo Pd a Rondine Cittadella della Pace, ad Arezzo. Schlein ha poi chiesto di "allargare ed essere inclusivi" ribadendo che serve "un grande percorso di ascolto condiviso con categorie, corpi intermedi, mondo sindacale. Non sono disposta a rinunciare per i tempi degli altri al fatto che questo percorso lo dobbiamo rendere attrattivo e partecipato" perché "l'unità è una responsabilità di tutti". Secondo la segretaria "questo campo progressista è il più competitivo d'Europa" e ha ottenuto "risultati sono oggettivi". "Non ci sarei più io qua a parlare al seminario del gruppo Pd per la terza volta, se nei risultati avessimo vacillato". (ANSA).

Mollicone, ideologo meloniano, lamenta il mancato invito del Governo &S. alla conferenza stampa di presentazione della riapertura del Teatro Valle. Scorrettezza del sindaco Gualtieri ( Adnkronos)

 

Roma, Mollicone attacca Gualtieri: "Grave scorrettezza non invitare governo e regione a conferenza riapertura teatro Valle"

 “Troviamo di cattivo gusto il fatto che oggi non siano stati invitati alla conferenza stampa di presentazione il ministro Giuli, il sottosegretario Cannella, il ministro del Turismo Mazzi – attraverso cui passarono i fondi Pnrr Caput Mundi – la Regione Lazio – che ha finanziato con 2 milioni e 350mila la programmazione – e le Commissione parlamentari, vigilanti sul fondo nazionale dello spettacolo dal vivo e, quindi, del teatro. Organi rappresentati nel Consiglio d’Amministrazione in maggioranza. È una grave scorrettezza istituzionale”. Così il presidente della Commissione Cultura della Camera e Responsabile nazionale cultura e innovazione di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, in merito alla conferenza stampa per la riapertura del Teatro Valle.  

Per Mollicone “la riapertura del Teatro Valle chiude finalmente una vicenda annosa e davvero ‘pirandelliana’, restituendo ai romani e all’Italia intera un bene fondamentale del nostro patrimonio culturale, in cui fu rappresentato per la prima volta il capolavoro di Luigi Pirandello ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ e valorizzato dai più grandi attori del novecento come Franca Valeri, a cui è stato dedicato il Foyer e che abbiamo omaggiato alla Camera dei deputati a luglio scorso”. L’esponente di FdI ci tiene tuttavia a precisare il ruolo dell’Esecutivo: “Ricordiamo che la riapertura non è stata finanziata solo dal Comune, ma resa possibile grazie all’impegno concreto del ministero della Cultura, che ha concorso direttamente al restauro del bene con i 10 milioni di euro del Pnrr – di cui specificatamente 1,5 milioni di euro tramite un accordo di valorizzazione – oltre ai più di 2 milioni di euro destinati al Teatro di Roma attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo”. 

Inoltre, prosegue, “consideriamo singolare l’omaggio nel progetto di ristrutturazione all’occupazione illegale del Teatro e la citazione del sindaco Gualtieri. Fu una vera e propria devastazione di un bene pubblico vincolato – su cui ci fu anche un’inchiesta della Magistratura, poi archiviata per motivi mai del tutto chiariti – nata, tra l’altro, sulla menzogna della chiusura e della trasformazione in un supermercato. Per ricostruzione storica, infatti, ricordo che è totalmente falso dire che il teatro fosse chiuso al momento dell’occupazione: basta cercare online e si trova l’intero programma della stagione 2010-11 e – come Presidente della Commissione cultura in Campidoglio e grazie al lavoro dell’Assessore alla cultura Gasperini – avevamo stanziato 800mila euro per garantirne la successiva. Fu a tutti gli effetti un’operazione organizzata a tavolino dal ‘circoletto’, che ebbe anche un ritorno economico pluriennale. Non vorremmo che la sinistra e il Pd siano stati affetti dalla ‘sindrome di Stoccolma’ nei confronti dei centri sociali e dai protagonisti di quella drammatica esperienza, che comportò la chiusura per anni dello storico stabile e lavori molto più onerosi per la ristrutturazione. Responsabilità e reati per cui nessuno ha mai pagato”. Il Presidente ha, infine, concluso: “Oggi riapriamo un luogo storico e simbolico per la drammaturgia e la cultura italiana, una casa dove formare artisti e spettatori e dove il passato torna a generare futuro. Ma la storia non si riscrive: la riapertura del Valle è una vittoria della legalità e non la passerella di chi per anni ha avallato l’illegalità a danno dei cittadini di Roma”. 

Italia. L'economia illegale e sommersa vale 218 miliardi, il 9,9 del Pil. ( da Il Sole 24 Ore). Il Governo sa tutto di noi contribuenti ed evasori. Perchè non agisce perseguendo gli evasori? Perchè sono fra i suoi elettori? (P.A.)

 

L’economia sommersa e illegale vale 218,2 miliardi: è il 9,9% del Pil. Cresce il lavoro irregolare

Dipende sempre da come si guarda il bicchiere se mezzo pieno o mezzo vuoto. Ma il dato di fatto è che l’economia non osservata (ossia la somma di sommerso e illegale) in Italia vale 218,2 miliardi di euro. Considerata l’entità del problema, si può però individuare qualche segnale positivo negli ultimi dati relativi al 2024 diffusi dall’Istat nella mattina di venerdì 16 ottobre. In primo luogo, la crescita sull’anno precedente (il 2023), che si era sempre caratterizzata nel tempo per incrementi più sostanziosi, si è attestata a un +0,3% rispetto a una crescita del Pil del 3,2 per cento. L’incidenza sul Pil scende al 9,9% dal 10,2% dell’anno precedente con una riduzione di 0,3 punti percentuali.

Come spiega l’Istat nel suo comunicato, l’economia sommersa (ossia al netto delle attività illegali) si attesta a 198,4 miliardi (+ 0,8 miliardi rispetto all’anno precedente), mentre il valore delle attività illegali scende a 19,8 miliardi. Le unità di lavoro irregolari sono poco meno di 3,3 milioni, con un incremento di oltre 145mila unità rispetto al 2023.

Dunque le unità di lavoro irregolare aumentano del 4,6% le unità di lavoro irregolari rispetto al 2023. La crescita viene registrata sia per la componente dipendente (+5,4%,+121,8mila unità), sia in quella indipendente (+2,7%, +23,4mila unità). L’Istat ricorda che sono definite irregolari le posizioni lavorative per le quali non viene rispettata la normativa vigente in materia fiscale e contributiva, nonché quelle relative ad attività illegali e, quindi, non osservabili direttamente presso le imprese, le istituzioni e attraverso le fonti amministrative.

«L’incremento del tasso di irregolarità - riporta l’istituto nazionale di statistica - è dovuto alla forte crescita del lavoro non regolare, la cui dinamica (+4,6%) è circa tre volte superiore a quella della componente regolare. Quest’ultima mostra nel 2024 un aumento dell’1,6% (circa +339mila Ula), esclusivamente per la componente dipendente che cresce del 2,9% (+437,5mila Ula regolari dipendenti). Le Ula indipendenti regolari registrano invece una diminuzione dell’1,6% (-98,5mila Ula regolari indipendenti)».

Ci sono altri dati che devono far riflettere. In primo luogo, il peso del sommerso economico sul valore aggiunto è più elevato negli Altri servizi alle persone, dove raggiunge il 30,7%, nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (18,5%) e nelle Costruzioni (17,7%). Mentre c’è un’incidenza più contenuta negli Altri servizi alle imprese (5%), nella Produzione di beni d’investimento (4%) e nella Produzione di beni intermedi (1,4%).

«La lieve riduzione dell’incidenza complessiva del sommerso economico sul valore aggiunto, che passa dal 10,3% del 2023 al 10% nel 2024, è - come puntualizza l’Istat - il risultato di dinamiche settoriali eterogenee. Ad esempio, una contrazione del sommerso in molti settori, e in particolare negli Altri servizi alle persone (-0,9 punti percentuali rispetto al 2023). Aumenti si registrano, invece, nelle Costruzioni (+1,2 punti, dopo un triennio di sensibili riduzioni), nei Servizi professionali (+0,4 punti) e in Agricoltura (+0,2 punti)».

Proprio il dato sulle costruzioni fa riflettere, perché arriva in un anno (il 2024) in cui ha iniziato a esaurirsi la forte spinta dei maxibonus edilizi (con le sue conseguenze in termini di peso sulla finanza pubblica) e sarà interessante valutare come sarà poi il 2025: anno in cui la detrazione per i lavori di ristrutturazione e di risparmio energetico è stata ricondotta alle due percentuali del 50% sui lavori sulle abitazioni principali e al 36% sulle seconde case.

La componente riconducibile alla sottodichiarazione ha un peso significativo negli Altri servizi alle persone e nelle Costruzioni, dove rappresenta in entrambi i casi il 10,8% sul valore aggiunto del settore, nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (10,7%) e nei Servizi professionali (10,3%). Il fenomeno risulta invece più contenuto nell’Istruzione, sanità e assistenza sociale (3%), nella Produzione di beni di investimento (2,7%), negli Altri servizi alle imprese (2,5%) e nella Produzione di beni intermedi, energia e rifiuti (0,5%).