De André, Guccini, Battisti e non solo: la musica d’autore entra in classe. Valditara: “I brani dei cantautori possono essere oggetto di studio”
L’aggiornamento delle linee guida per le scuole secondarie di secondo grado prevede l’inserimento della canzone d’autore e dell’opera lirica nei percorsi di studio della letteratura.
La misura adottata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito introduce l’analisi dei testi musicali del Novecento e dei libretti teatrali all’interno delle ore di insegnamento.
L’orientamento del dicastero punta ad affiancare questi linguaggi al canone tradizionale. “Lo abbiamo già previsto per i licei. I brani dei cantautori, ovviamente quelli che hanno un certo livello e una certa valenza poetica, possono essere tranquillamente oggetto di studio, così come abbiamo previsto che lo sia il melodramma, da Verdi a Puccini”, specifica il ministro Giuseppe Valditara nell’intervista a Famiglia Cristiana.
Le lezioni nei licei comprenderanno la disamina dei testi di autori quali Fabrizio De André, Francesco Guccini, Francesco De Gregori e del repertorio di Mogol e Lucio Battisti. L’attività didattica si baserà sulle caratteristiche metriche e stilistiche delle composizioni, oltre che sul loro contesto storico e sociale.
L’integrazione dei programmi riguarda, inoltre, la tradizione operistica. I libretti delle opere di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini saranno analizzati come testi letterari destinati alla scena, fornendo un raccordo tra la storia della lingua, la produzione musicale e il contesto storico di riferimento.
La revisione complessiva dell’offerta formativa risponde alla necessità di rinnovare gli strumenti di analisi testuale forniti alle classi della scuola secondaria. L’inserimento dei testi musicali punta a sviluppare la capacità critica attraverso l’esame di linguaggi espressivi vicini all’esperienza quotidiana degli studenti.
L’insegnamento della letteratura integra così la produzione scritta tradizionale con la dimensione ritmico-verbale delle opere contemporanee, ampliando le prospettive di studio senza alterare il rigore didattico delle materie umanistiche.




