lunedì 14 settembre 2026

Cantautori nelle scuole. Il libro (ANSA)

 

'Io cantautore per caso', in un libro per le scuole il racconto di Guccini



 

"Tra Modena e Reggio, nei primi anni Sessanta, c'era un gran fermento.

Dapprima facevo pezzi che erano uguali a quelli dei Platters e suonavo la chitarra in alcuni gruppi di rock'n'roll dell'epoca, poi, anch'io sono stato influenzato da Bob Dylan, soprattutto per quello che di simbolico ha rappresentato 



in quel periodo.

    "Le ragazze e i ragazzi non sono il futuro, ma un bellissimo presente", ha sottolineato l'assessore comunale alla Scuola, Daniele Ara, intervenendo alla presentazione. "È importante portare nelle comunità scolastiche la ricchezza poetica del cantautorato italiano, senza ridurre gli artisti a etichette politiche, ma valorizzando ciò che hanno lasciato alla nostra cultura".
    Il volume, pensato come strumento per insegnanti e studenti, è curato da Felice Liperi, Paolo Talanca e Francesco Guarino per Pendragon edizioni, e propone una ricognizione storica della canzone d'autore dagli anni Cinquanta a oggi, testimonianze di numerosi artisti e una serie di esercizi didattici di difficoltà differenziata. "Quando sono entrato per la prima volta in un'aula pensavo fosse facile parlare di De André e Guccini - ha raccontato Talanca, docente e studioso della canzone d'autore -.
    In realtà non è così: per gli studenti la canzone può diventare un altro obbligo scolastico. Per questo servono formazione degli insegnanti e strumenti adeguati".
    Nel volume intervengono, oltre a Guccini, Zucchero (che parla proprio del cantautore di Pavana), Fiorella Mannoia (su De André), Vasco Rossi (su Jannacci e Gaber), Daniele Silvestri (De Gregori), Tosca, Jovanotti, Samuele Bersani (Dalla), Carmen Consoli, Niccolò Fabi, Brunori Sas, Emma Nolde, Alfa e Anna Castiglia. Le loro testimonianze raccontano gli artisti e le canzoni che hanno rappresentato un riferimento nella loro formazione, creando un dialogo tra generazioni.

Meloni in fila all'aeroporto (da Leggo) Giorgia non ci incanti! Siamo abituati alle file, al Pronto soccorso e negli ospedali ( P.A.)

 

Giorgia Meloni in coda all'aeroporto, Fdi esalta il momento di normalità della premier: «Che orgoglio»© Social (Facebook etc)

Una coda in aeroporto, un volo per Bari e una fotografia che ha un messaggio politico. Giorgia Meloni attende il suo turno insieme agli altri passeggeri prima di partire per il capoluogo pugliese, dove questa sera (5 settembre) il suo partito celebra il primato dell’esecutivo più longevo della Repubblica.

A raccontare la scena è Alessandro Urzì, deputato di Fratelli d’Italia, che affida ai social un commento dai toni apertamente celebrativi.

«Giorgia Meloni in coda come tutti all’aeroporto mentre sta partendo per Bari dove stasera celebreremo il governo più longevo nella storia della Repubblica, il suo», scrive Urzì. E aggiunge: «Ha dato autorevolezza e stabilità all’Italia. C’è solo da essere orgogliosi di una donna così!».

Il record che Fdi festeggia è quello dei 1.413 giorni a Palazzo Chigi. L'esecutivo guidato da Meloni, insediatosi il 22 ottobre 2022, supera così per durata il secondo governo Berlusconi, fino a oggi il più longevo della storia repubblicana. Un risultato che la stessa premier ha voluto leggere soprattutto attraverso la parola «stabilità».

«Non è un record da esibire», ha scritto Meloni sui social, ma la condizione che permette a un Paese di «programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare». Una formula con cui Palazzo Chigi prova a spostare il significato politico della giornata dalla semplice durata dell'esecutivo alla rivendicazione di continuità dell'azione di governo.

La festa ha inevitabilmente anche un significato politico. Per Meloni è l'occasione di rivendicare quasi quattro anni di governo e, nello stesso tempo, di cominciare a spostare lo sguardo verso il 2027, quando saranno gli elettori a giudicare l'esperienza dell'esecutivo. «Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro», ha scritto la presidente del Consiglio.

Non manca, naturalmente, l'altra lettura del primato. Le opposizioni contestano da tempo l'equazione tra durata e risultati e la celebrazione organizzata da Fratelli d'Italia accentua il carattere politico, più che istituzionale, dell'appuntamento. Anche nella maggioranza, del resto, il record è stato sottolineato soprattutto dal partito della premier.

Ma per Urzì la fotografia dall'aeroporto contiene già tutto il messaggio della giornata: da una parte il potere e il primato della durata, dall'altra la premier che aspetta il proprio turno prima di imbarcarsi.

Poi Bari, il palco e la festa. Con Fratelli d'Italia pronto a trasformare quei 1.413 giorni non soltanto in un numero da consegnare agli annali, ma nel primo argomento della lunga campagna politica che porterà alle prossime elezioni.

Netanyahu: Naza, il documentario premiato a Venezia, è scioccante e intollerabile ( Adnkronos). Quanto il genocidio compiuto a Gaza? Molto molto meno! ( P.A.)

 

Netanyahu contro Naza, il documentario premiato a Venezia è "scioccante e intollerabile"


Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito “scioccante” e “intollerabile” il documentario ‘Naza’, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. “Ne ho sentito parlare, ed è scioccante”, ha detto Netanyahu in un video di circa un minuto pubblicato sui social. “Stiamo combattendo in tutto il mondo contro l’incitamento antisemita, ma quando viene da dentro di noi, è intollerabile”.  

I registi Yuval Abraham e Rachel Szor hanno raccolto le testimonianze di 24 soldati e soldatesse dell’Unità 8200, il reparto di intelligence delle Idf, riguardo alle operazioni militari durante la guerra nella Striscia di Gaza. Alcuni dei protagonisti affermano di essere stati coinvolti in “crimini di guerra e genocidio” e discutono di danni collaterali, bombardamenti e uccisioni mirate. 

Intanto, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato l’apertura di un’indagine sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del documentario.

 

L’indagine, ha spiegato Zamir, è stata ordinata dopo una consultazione con il vice capo di stato maggiore delle Idf, il generale Tamir Yadai, il capo della Direzione delle operazioni, il generale Itzik Cohen, il procuratore militare generale, generale Itai Ofir, il comandante dell’aeronautica israeliana, generale Omer Tishler, il comandante dell’Unità 8200, generale di brigata A., la portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, generale di brigata Effie Defrin, e altri comandanti. Al termine della riunione, spiega Ynet, Zamir ha disposto che venga creata una squadra interforze e multidisciplinare per elaborare strategie per contrastare quelle che i militari definiscono ”false accuse” contro le Idf. Zamir ha anche incaricato il Procuratore Generale Militare di esaminare possibili azioni legali riguardanti il film e le persone coinvolte nella sua realizzazione. 

”Non permetteremo che i soldati delle Forze di Difesa Israeliane vengano presi di mira con menzogne e accuse di omicidio rituale”, ha detto Zamir. “Un simile tentativo deve essere contrastato con decisione, utilizzando ogni strumento a nostra disposizione: legale, di comando e di diplomazia pubblica”, ha aggiunto. Zamir ha affermato che l’esercito opera in linea con il diritto internazionale, il proprio codice etico e i propri valori, ed è in prima linea negli sforzi per mitigare i danni ai civili non coinvolti.