venerdì 14 agosto 2026

Il Governo chiede la sostituzione di Ranucci a Report. Il PD si rivolge alla Commissione UE( Prima online)


Ranucci: il governo chiede la mia sostituzione. Pd denuncia alla Commissione Ue

“Il governo chiede mia sostituzione, Pd denuncia alla Commissione Ue”: lo scrive Sigfrido Ranucci su Facebook, postando un intervento dell’eurodeputato Sandro Ruotolo, responsabile Informazione della segreteria dem, che annuncia di aver “scritto alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen per richiamare la sua attenzione sulle ripetute dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini” contro il conduttore di Report, “storico programma di giornalismo d’inchiesta del servizio pubblico radiotelevisivo italiano, e sulla richiesta rivolta alla Rai di sospenderlo dalla conduzione del programma.

È una questione – afferma Ruotolo – che riguarda direttamente l’indipendenza del servizio pubblico e l’applicazione dell’European Media Freedom Act”. “Non può essere il vicepresidente del Consiglio – aggiunge Ruotolo, che è anche rappresentante del gruppo dei socialisti e democratici nel gruppo di lavoro del Parlamento europeo sull’attuazione dell’European Media Freedom Act – a decidere il futuro professionale di un giornalista della Rai. E non può essere il governo a stabilire chi debba o non debba condurre un programma del servizio pubblico”.

Per l’eurodeputato Pd, “sull’attentato subito da Ranucci indaga la magistratura e spetta esclusivamente alla magistratura accertare fatti, movente e responsabilità. Allo stato degli atti, l’ordinanza del giudice non attribuisce a Ranucci alcuna conoscenza preventiva o partecipazione al piano. Trasformare la vittima di un attentato nell’imputato politico della vicenda è inaccettabile”.

“Quando uno dei più alti rappresentanti del governo chiede pubblicamente e ripetutamente alla Rai di sospendere uno specifico giornalista – afferma ancora Ruotolo -, entra direttamente in una sfera che deve rimanere autonoma dal potere politico. L’European Media Freedom Act è molto chiaro: l’articolo 4 tutela l’effettiva libertà e indipendenza editoriale dei media e vieta alle autorità pubbliche di interferire o tentare di influenzarne le politiche e le decisioni editoriali. L’articolo 5 impone agli Stati membri di garantire l’indipendenza editoriale e funzionale dei media di servizio pubblico. Per questo abbiamo chiesto formalmente alla Commissione europea se le dichiarazioni e le richieste di Salvini alla Rai possano configurare un’interferenza o un tentativo di influenza politica sulle decisioni editoriali del servizio pubblico, in violazione degli articoli 4 e 5 dell’Emfa, e quali iniziative la Commissione intenda assumere per garantirne il pieno rispetto”.

Giochi Milano Cortina. Lo Stato copre i buchi. E Malagò, anche per il calcio, chiede soldi. Lo Stato li troverà, mentre non li trova per sanità e scuola ( da Prima online)

 

Milano Cortina, lo Stato copre i buchi nei conti dei Giochi. E Malagò ora chiede ancora risorse anche per il calcio

Milano Cortina è finita, per Giovanni Malagò e per la Fondazione rimane la chiusura del bilancio e proprio dai conti emerge un aspetto che accompagna l’ultimo tratto della sua esperienza olimpica.

La macchina organizzativa dei Giochi secondo il progetto presentato da Malago al governo doveva sostanzialmente mantenersi con le proprie entrate, sponsor, biglietti, diritti e contributi del movimento olimpico.

Ancora nel 2024 al Governo venivano indicati circa 1,6 miliardi di costi che la Fondazione dichiarava sarebbero stati compensati da ricavi equivalenti. L’idea era quindi di una sorta di olimpiadi a costo zero per costi organizzativi che secondo il progetto presentato dovevano essere totalmente garantiti da risorse finanziarie private.

Le cose sono andate diversamente con il budget organizzativo è salito verso 1,7 miliardi e la Fondazione ha chiuso il 2025 con una perdita di circa 39 milioni e un deficit patrimoniale accumulato di 176,5 milioni. Il bilancio presenta inoltre oltre un miliardo di debiti, un dato che naturalmente non coincide con una perdita della stessa entità perché ci sono crediti, incassi e partite ancora da regolare, ma che dà la dimensione della macchina finanziaria che dovrà essere chiusa.

Nel frattempo è dovuto intervenire il Governo che ha nominato un commissario straordinario ed ha dovuto stanziare risorse pubbliche non previste per accompagnare l’organizzazione dei Giochi prevedendo inoltre meccanismi che consentono anticipazioni alla Fondazione in attesa della rendicontazione. La Corte dei Conti ha poi richiamato un altro aspetto relativo alla liquidazione perché se dovessero rimanere debiti non coperti, il conto potrebbe ricadere sui soggetti pubblici coinvolti. Lombardia e Veneto hanno già effettuato accantonamenti prudenziali.

Milano Cortina è stata un successo di pubblico, ha venduto 1,4 milioni di biglietti e portato circa mezzo milione di persone nei village, ma il modello economico con il quale era partita non ha prodotto, almeno finora, quell’equilibrio tra costi e ricavi che era stato alla base della candidatura ed alla fine lo Stato è dovuto intervenire e resta comunque tra i soggetti esposti alla chiusura definitiva dei conti, prevista nel 2027.

Quasi contemporaneamente Malagò, conclusa Milano Cortina e passato alla presidenza della FIGC, ha aperto con Parlamento e Governo un’altra discussione sull’incremento delle risorse, questa volta quelle del calcio. In Senato ha indicato tra le ipotesi una quota della raccolta delle scommesse da destinare al sistema, precisando che la soluzione non dovrebbe pesare, come promesso per Milano Cortina, sul bilancio dello Stato.

Le due vicende sono diverse ma la sequenza è difficile da non registrare. Malagò chiude Milano Cortina con il Governo chiamato a intervenire quando i conti dell’organizzazione non hanno seguito le previsioni iniziali e, nello stesso momento, da presidente della FIGC si rivolge nuovamente alla politica per trovare risorse per il calcio.

Ponte sullo stretto di Messina, nuovo stop: vento, cavi e faglie sismiche ( da Automotoit)

Stop Ponte sullo Stretto: vento, cavi e faglie sismiche. 
353 pagine di "compiti a casa" per Salvini
  
Il semaforo è tecnicamente verde, ma la strada per vedere posata la prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina appare ancora lunga, tortuosa e costellata di ostacoli progettuali. Il parere rilasciato lo scorso 6 agosto dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici restituisce infatti un quadro tecnico estremamente complesso, decisamente più articolato e cauto rispetto all'entusiastico "via libera" definitivo annunciato nei giorni scorsi dal Governo e dalla società Stretto di Messina.  

Leggendo le 353 pagine del documento, emerge con chiarezza che l'approvazione è vincolata a un numero impressionante di prescrizioni. Per superare l'attuale stallo burocratico, l'iter del progetto esecutivo è stato salomonicamente diviso in due tranche.

 Il Consiglio ha autorizzato esclusivamente l'avvio della cosiddetta "Fase A", un periodo di transizione durante il quale la società concessionaria dovrà eseguire innumerevoli studi, prove sperimentali in scala e verifiche strutturali. 
Il passaggio alla "Fase B", ovvero l'apertura effettiva dei cantieri, non avrà alcun automatismo: scatterà solo se le soluzioni tecniche adottate nella prima fase riusciranno a soddisfare le rigide richieste dei tecnici di Stato, dimostrando in modo inconfutabile l'effettiva fattibilità dell'infrastruttura. 

 I nodi ingegneristici da sciogliere non sono dettagli di poco conto, a partire dal problema del vento e dalla stabilità dei cavi. Per un ponte sospeso che vanta una campata centrale di oltre tre chilometri, il comportamento aerodinamico dell'impalcato rappresenta il parametro di sicurezza per eccellenza. 

Il Consiglio ha perentoriamente richiesto l'esecuzione di nuove prove in galleria del vento su un modello aeroelastico completo. I test dovranno essere effettuati alla scala più grande possibile, spingendo i tecnici a suggerire persino l'utilizzo di laboratori extraeuropei dotati di impianti più capienti, anche per fugare i dubbi su alcune discordanze emerse nei risultati precedent
 Ancora più delicata è la questione dell'instabilità aeroelastica che potrebbe colpire i giganteschi cavi accoppiati di ormeggio. Si tratta di un fenomeno che, in determinate condizioni atmosferiche, rappresenta un rischio concreto per l'integrità dell'intera opera. Sebbene i progettisti abbiano già ipotizzato l'inserimento di una speciale griglia porosa per mitigare le vibrazioni, l'organo di controllo ha posto un aut-aut: il problema deve trovare una soluzione certificata durante la Fase A, ben prima di iniziare a scavare.

 C'è poi l'incognita di ciò che si nasconde sotto il fondale e le coste. Il capitolo relativo alla geologia e alla sismotettonica dello Stretto evidenzia come le indagini attualmente a disposizione - alcune delle quali risalenti a diversi decenni fa - siano ormai considerate insufficienti per validare un progetto esecutivo di questa portata. Vengono richiesti a gran voce nuovi e profondi accertamenti geofisici e paleosismologici. 

Sotto la lente d'ingrandimento finiranno in particolare la faglia di Pezzo e il complesso sistema Piale-Musalà-Acciarello sul versante calabrese, per calcolare la reale interazione tra i movimenti tellurici, i futuri viadotti e le fondazioni ciclopiche. Fondazioni che, insieme ad acciai, calcestruzzi e saldature, dovranno superare severi test di resistenza a fatica per garantire la tenuta decennale in un ambiente marino altamente corrosivo. 

 Oltre all'ingegneria, il ponte dovrà sopravvivere alla consueta giungla burocratica e giudiziaria italiana. Terminati i test, il dossier dovrà tornare sui tavoli del Cipess e sottostare nuovamente al vaglio preventivo della Corte dei conti, la stessa che nell'ottobre 2025 aveva sbarrato la strada al progetto negando il visto. Senza contare le associazioni ambientaliste, già sul piede di guerra e pronte a trascinare ogni singolo atto davanti ai giudici del Tar, e i dubbi sollevati dall'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), che continua a ritenere necessaria una nuova gara d'appalto pubblica. 
 
Di fronte a questa montagna di compiti a casa, il Ministero guidato da Matteo Salvini ha scelto la linea della normalizzazione. In una nota diramata nella serata del 13 agosto, il dicastero di Porta Pia ha difeso a spada tratta l'iter in corso: le 361 prescrizioni e le 77 indicazioni di indirizzo non minerebbero la fattibilità dell'opera, ma rientrerebbero nella normale amministrazione per infrastrutture di questa caratura. 
 A riprova di ciò, il Ministero ha tirato in ballo i lotti dell'Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria: a fronte di un quadro economico di 7 miliardi, ricevettero ben 210 prescrizioni. Con un progetto da 13,5 miliardi per il Ponte, le 361 richieste del Consiglio vengono definite "perfettamente in linea". Il progetto non si ferma, ma la corsa, per ora, procede col freno a mano tirato.

Ferragosto a Roma, Milano e Napoli. Per chi lo passa in città (da Leggo)

 

Roma, Napoli, Milano (foto Pexels)© Internet (altro)

Ferragosto fa rima con partenze, autostrade e spiagge prese d'assalto, ma non tutti hanno voglia di mettersi in viaggio proprio nel weekend più affollato dell'estate. E così, per chi resta in città, il fine settimana del 14, 15 e 16 agosto può trasformarsi in un'occasione per riscoprire luoghi, spettacoli e iniziative a pochi passi da casa.

Gli eventi in città

Le grandi città italiane non si fermano del tutto e anche nel giorno di Ferragosto propongono concerti, esperienze immersive, musei aperti e iniziative pensate per chi ha scelto di non partire. Da Roma a Milano, passando per Napoli, le possibilità sono diverse e adatte a gusti e budget differenti. Ci sono appuntamenti completamente gratuiti, come alcuni dei concerti in programma, ma anche esperienze più particolari per chi vuole approfittare del Ferragosto per fare qualcosa di diverso dal solito. Ecco allora tre idee per vivere il weekend senza bisogno di una valigia.

 

Ferragosto a Roma

A Roma il Ferragosto può iniziare dalla musica. Alle Terme di Caracalla prosegue infatti Jazz&Image 2026, la rassegna che per quasi due mesi ha portato concerti e serate musicali tra le rovine illuminate dell'antica Roma. Il 15 agosto è in programma il tradizionale concerto di Ferragosto affidato a Javier Girotto & Aires Tango. La  rassegna è a ingresso gratuito.

Video correlato: Cosa fare a Ferragosto a Milano: idee e appuntamenti per chi resta in città (Leggo)

Per chi preferisce un viaggio nel passato, ma con un tocco di tecnologia, il 15 agosto è possibile scegliere “L'Ara si rivela”, il progetto multimediale ospitato al museo dell'Ara Pacis. L'esperienza utilizza videomapping, audio e narrazione per ricostruire la policromia originaria del monumento e accompagnare i visitatori alla scoperta della sua storia. Nel weekend di Ferragosto sono previsti tre turni, alle 21, 22 e 23, per un'esperienza della durata di circa 40 minuti. Il biglietto intero costa 15 euro, il ridotto 13 euro, mentre sono previste tariffe famiglia da 22 euro. È consigliato il preacquisto e l'arrivo almeno 15 minuti prima.

Un'altra possibilità è il Circo Maximo Experience, che attraverso visori e realtà aumentata permette di vedere la storia del Circo Massimo ricostruita virtualmente. Per il weekend ferragostano la Sovrintendenza Capitolina indica aperture dalle 17 alle 20, con accessi ogni 15 minuti e ultimo ingresso alle 18.50. Il biglietto intero è di 12 euro, il ridotto di 10 euro e la tariffa famiglia di 22 euro.

 

Ferragosto a Milano

Milano ad agosto può sembrare più vuota, ma anche quest'anno il calendario degli appuntamenti non va in ferie. Tra le proposte più interessanti c'è proprio quella di Milano la Città Che Sale, il festival che dal 21 luglio al 15 agosto porta concerti, spettacoli e iniziative nei quartieri del Municipio 4, tutte a ingresso libero. Il gran finale è fissato per sabato 15 agosto alla Cascina Cuccagna, con il doppio concerto del trio svizzero Elæna, in programma alle 19.30 e alle 21.30. La formazione proporrà un repertorio che mescola jazz, groove, progressive ed elettronica.

Per chi vuole approfittare della giornata per una visita culturale, c'è poi un'occasione particolarmente conveniente: il 15 agosto le Gallerie d'Italia di Milano sono aperte gratuitamente, dalle 9.30 alle 19, con ultimo ingresso alle 18. Tra le mostre visitabili ci sono “Arnaldo Pomodoro. Una vita” e “Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento”.

La musica torna protagonista anche nel pomeriggio con il Concerto di Ferragosto di Milano Arte Musica, alle 16, al Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso. Il Quartetto Vanvitelli propone una “musical tenzone barocca”, costruita attorno al confronto tra grandi protagonisti della musica del passato.

 

Ferragosto a Napoli

A Napoli il Ferragosto può diventare un'esperienza decisamente più estiva. Per tutto il weekend, 14, 15 e 16 agosto, è in programma “Ammare in Kayak a Ferragosto”, con partenza alle 18.30 da via Ferdinando Russo, nella zona di Posillipo. Il tour dura circa due ore e mezza e attraversa alcuni dei tratti più suggestivi della costa, tra ville storiche, baie e panorami sul Golfo, con una sosta alla spiaggetta di Villa Lauro. Il prezzo per gli adulti è di 35,90 euro, mentre per i bambini tra 6 e 16 anni è di 25,90 euro; la quota comprende anche il servizio navetta di andata e ritorno.

Per chi preferisce cominciare la giornata molto presto, il 15 agosto c'è invece “Note Incantate”, il concerto gratuito all'alba sulla terrazza panoramica di Sant'Antonio a Posillipo. L'inizio è fissato alle 5 del mattino, con partenza delle navette gratuite alle 4 dal parcheggio Brin e da piazza Municipio. L'appuntamento unisce musica e panorama sul Golfo proprio nel momento in cui la città comincia a svegliarsi.

E per chi vuole dedicare il Ferragosto all'arte, le Gallerie d'Italia di Napoli saranno aperte gratuitamente il 15 agosto dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. Si potrà visitare anche la mostra “OBEY: Power to the peaceful”, dedicata a Shepard Fairey, in programma fino al 6 settembre. Così, anche senza lasciare la propria città, il weekend di Ferragosto può diventare un piccolo viaggio: tra concerti sotto le stelle, monumenti che prendono vita grazie alla tecnologia, musei aperti e tramonti sul mare. E soprattutto senza affrontare code in autostrada.