domenica 20 settembre 2026

Feltri asfalta Ranucci ( da Il Tempo) Perchè non chiede cosa pensa il pubblico di lui Feltri? Si ritiri, ormai ogni vota che apre bocca crea danni come Trump e dice sciocchezze più di Salvini e Vannacci insieme( P.A.)

 

Ranucci, la stoccata di Feltri: "Vada ad arare. La Rai non doveva proprio assumere"

Vittorio Feltri non usa mezzi termini e non fa sconti. Sul palco di Milano, in occasione di un evento dedicato ai giovani comunicatori ICCH tenutosi giovedì sera, il direttore del Giornale non le manda a dire all'ex conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Per il direttore non ci sono dubbi: "Ranucci farebbe bene ad andare ad arare piuttosto che fare questo mestiere, per il quale non è tagliato". Il giudizio sulla linea e sui metodi del giornalismo televisivo è critico verso la mancata reale aderenza alla cronaca dei fatti: "È più portato allo sputtanamento che al racconto della realtà. Il pubblico è in grado di giudicare meglio di Ranucci".

Un metodo d'informazione che il direttore del Giornale rifiuta anche dal punto di vista dell'etica professionale: "Non avrei accettato di dirigere un programma che ha le sue radici nello sputtanamento degli altri. Se ci sono due opinioni contrapposte, mi piace sentirle tutte e due prima di blaterare". Di qui la lapidaria risposta finale: "La Rai ha sbagliato perché non lo doveva proprio assumere".

Meloni, oltre che Trump, imita anche Vannacci. Presto norma per numero di studenti stranieri in classe ( LaPresse)

 

Giorgia Meloni a Fenix© LAPRESSE

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto: «Nel prossimo Consiglio dei ministri si parlerà della norma che introduce il divieto di burqa a scuola». Poi: «Sta per arrivare in Consiglio dei ministri un provvedimento che introduce per legge il numero degli studenti stranieri per classe. Numero massimo, si intende chiaramente». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo a 'Fenix', l'evento di Gioventù nazionale in corso a Roma. E aggiunge: oltre al numero massimo degli stranieri in classe, si «introduce anche l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico, a imparare l'italiano. E introduce il divieto di burqa e niqab a scuola. Perché a scuola si va a viso aperto e perché in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità tra uomo e donna non è negoziabile. Non lo è nelle nostre strade, non lo è nelle nostre scuole».

Poi la presidente interviene sui giovani. «Qualcosa si muove, soprattutto nel mercato del lavoro. La disoccupazione giovanile è al minimo storico, crescono i lavoratori stabili, cala il precariato. A 5 anni dalla laurea 9 laureati su 10 trovano un lavoro. Il numero di quei ragazzi che non studiano e non lavorano si è quasi dimezzato rispetto a 10 anni fa. Non basta, lo devo dire, lo voglio dire, non basta». Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'intervento con cui ha chiuso Fenix, la festa di Gioventù Nazionale. «Il nostro obiettivo - ha rimarcato la premier - deve essere fare dell'Italia il posto dove si arriva o si ritorna e non quello da cui si parte, il luogo dove non sia più un atto di coraggio ma una scelta competitiva scegliere di restare. Ed è questo secondo me il metro con il quale dovremo giudicarci e sfidarci. Quando un ragazzo resterà in Italia perché gli conviene e non perché non ce l'ha fatta ad andarsene, allora quel giorno avremo vinto».

Feltri su Vannacci: sa scrivere e sa agire. Viva Vannacci ( Baritalia News). Povero Feltri!

 

Feltri punta su Vannacci: “Sa scrivere e sa agire. Si è magnato la Lega e il pranzo non è finito”

A Torino il direttore editoriale del Giornale promette spazio al generale e critica la linea seguita finora dalla sua stessa testata.

Vittorio Feltri sceglie parole inequivocabili per manifestare il proprio sostegno a Roberto Vannacci. Arrivato a sorpresa al convegno sulla sicurezza organizzato a Torino, il direttore editoriale del Giornale prende il microfono e chiude il suo intervento con un netto: «Viva Vannacci».

È lo stesso generale ad accorgersi della presenza di Feltri mentre sta parlando. Vannacci interrompe l’intervento, gli va incontro e lo saluta: «Direttore». Poi la stretta di mano e il benvenuto: «È un piacere conoscerla».

Feltri entra subito nel merito del percorso politico del leader di Futuro Nazionale. «Mi è piaciuto tantissimo il suo libro», afferma, prima di lanciare una battuta destinata a pesare soprattutto nei rapporti con la Lega: «Si è magnato la Lega, ma non credo sia finito qui il pranzo».

Feltri: «Il mio giornale ha criticato in modo maldestro»

Il passaggio più significativo arriva subito dopo. Feltri non si limita a elogiare Vannacci, ma annuncia apertamente che intende seguirne il percorso e garantirgli spazio.

«Io personalmente garantirò di seguirlo, darò spazio», dice. Poi prende le distanze dalla linea tenuta finora dal Giornale: «Il mio giornale purtroppo ha criticato in modo maldestro, ma io personalmente darò una diversa linea».

Un intervento che assume un peso politico particolare anche perché Feltri è consigliere regionale della Lombardia eletto con Fratelli d’Italia. Lo Spiffero sottolinea proprio questo elemento, osservando come il sostegno pubblico a Vannacci arrivi mentre il generale sta costruendo il proprio movimento e definendo la strategia in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Feltri insiste anche sulle capacità del generale: «Il generale ha la mano giusta anche per scrivere. Questo mi rincuora, perché chi sa scrivere sa anche agire». Poi torna sull’avanzata politica di Vannacci, descrivendo la Lega come un semplice «antipasto» e lasciando intendere che, a suo giudizio, il percorso del leader di Futuro Nazionale sia appena iniziato.

La conclusione cancella ogni possibile ambiguità sulla posizione scelta dal giornalista: «Viva Vannacci».

Alemanno: Vannacci sarà premier ( da Open.online, di Ettore Ambrosi). E Lui Alemanno che farà con Vannacci premier? Il Presidente della Repubblica ( P.A.)

 

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

«Alle prossime politiche oltre il 10 per cento, in quelle dopo farà il premier». Risponde così Gianni Alemanno alla domanda di Repubblica sulle ambizioni di Roberto Vannacci, con il quale secondo lui Giorgia Meloni deve parlare: «Ma io resto rigido. Perché non dobbiamo rischiare di fare gli stessi errori fatti dal centrodestra al governo, e che fece già Gianfranco Fini: farsi risucchiare dal centro. Oggi le elezioni si vincono stando a destra, come dimostrano Le Pen in Francia e l’Afd in Germania».

Le elezioni a destra

In verità non risulta che Marine Le Pen abbia ancora mai vinto un’elezione in cui si era candidata. Mentre Afd è stabilmente fuori dal governo nazionale in Germania almeno fino alle prossime. Ma secondo Alemanno l’alleanza tra Futuro Nazionale e il centrodestra «si può fare solo su basi concretamente di destra». Sull’Ucraina per esempio «io porrei due discrimini: se vogliamo la crescita bisogna fermare la guerra in Ucraina e inoltre serve cambiare questa Unione europea, che è all’origine di tutti i mali». La guerra però «bisogna chiuderla adesso, statuendo i confini sanciti dalla guerra. Non possiamo fare un conflitto nucleare per la Crimea e il Donbass».

Alemanno e Meloni

Alemamno con Meloni ha rotto proprio su questo. «Sì, mi disse che ero libero di cercarmi un altro partito». Ora però «spetta a lei decidere se vuole andare avanti con Antonio Tajani e Ursula von der Leyen o fare una grande alleanza di destra». A Orvieto, dov’è in corso la convention di Futuro nazionale di Fratelli d’Italia non è venuto «nessuno. Avevo fatto personalmente molte telefonate, chiamando pure il presidente del Senato Ignazio La Russa, ma alla fine Meloni ha chiuso tutte le porte». Nonostante le condanne, Alemanno dice di essere candidabile alle elezioni: «Sì, ma non chiedo niente, voglio fare il militante politico».

Neonazisti e lesbiche

Su Afd Alemanno dice che «un partito che ha come leader una lesbica non può essere nazista». E sulla remigrazione: «L’immigrazione dev’essere rotazionale. Alla fine del contratto si torna in patria. Tra qualche anno con l’Intelligenza artificiale molti dei lavori che svolgono gli immigrati non ci saranno più». E aggiunge: «Poi c’è un fatto etnico. In carcere l’ho visto con i miei occhi: ci sono bande etniche di stranieri che prevalgono sui detenuti italiani e che non riescono ad essere controllate nemmeno dalla polizia penitenziaria».