A Roma, nel cuore istituzionale del Campidoglio, Sharon Stone ha scelto di usare la sua voce non per parlare di cinema, ma per lanciare un messaggio che ha attraversato l’Oceano Atlantico con la forza di una verità elementare. Quando i giornalisti le hanno chiesto cosa direbbe oggi a Donald Trump, l’attrice non ha esitato un attimo: “Comportati in modo tale che tua madre possa essere fiera di te”.
Una frase semplice, disarmante nella sua immediatezza, che racchiude il senso dell’intervento della star di Basic Instinct alla Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War. Un summit che ha riunito premi Nobel, scienziati, rappresentanti delle istituzioni e personalità internazionali per confrontarsi sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale e sui nuovi equilibri geopolitici, in un momento storico segnato da guerre e tensioni che sembrano riportarci indietro di decenni.
A 68 anni, Sharon Stone continua a essere una donna che non ha paura di prendere posizione sui grandi temi del presente. E anche questa volta, dal palco romano, ha ribadito la sua convinzione di fondo con una chiarezza cristallina. Il progresso tecnologico ha senso soltanto se resta al servizio dell’essere umano, non il contrario.
“Ascoltando i miei stimati colleghi in questa settimana, sono giunta a una serie di pensieri semplici ma profondi. Dobbiamo essere uniti nel perseguimento del bene comune, uniti nel rispetto dello stato di diritto e della responsabilità. Dobbiamo imparare di nuovo ciò che pensiamo di sapere già”. – Sharon Stone
Per Sharon Stone, presentatasi in Campidoglio nelle vesti di attivista per i diritti umani e di ambasciatrice dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, il punto di partenza è la dignità della persona. Una dignità che nessuna innovazione, per quanto sofisticata, potrà mai sostituire o replicare.
“La dignità umana non è un algoritmo. E ricordate: la verità trionfa da sola, le bugie richiedono complicità”. – Sharon Stone
Un monito che suona particolarmente attuale in un’epoca in cui la manipolazione dell’informazione e la post-verità sembrano essere diventate la norma piuttosto che l’eccezione. L’attrice ha poi spostato il focus su un tema che le sta particolarmente a cuore: l’educazione delle nuove generazioni nell’era digitale.
“È davvero importante che i nostri figli non vengano influenzati esclusivamente da vicini pieni di pregiudizi, ma che continuino a mostrare amore verso chiunque. E con l’espandersi delle capacità delle macchine, devono crescere di pari passo anche le responsabilità intellettuali ed etiche di coloro che le creano”. – Sharon Stone
Secondo Sharon Stone, prima della politica, della tecnologia e del potere vengono quei principi elementari che impariamo da bambini e che troppo spesso dimentichiamo da adulti. “I valori che insegniamo ai nostri figli quando vanno all’asilo valgono anche per noi quando diventiamo bambini cresciuti”. Un concetto apparentemente banale, ma che applicato alla leadership mondiale e alla gestione delle tecnologie emergenti assume una portata rivoluzionaria.
Anche sull’intelligenza artificiale, il tema centrale del summit, il suo messaggio è stato improntato alla fiducia, purché accompagnata dal senso di responsabilità.
“La supereremo come abbiamo imparato a guidare un’auto, a usare un computer, un telefono fisso e poi uno smartphone: con un po’ di rispetto e un po’ di dignità. Dobbiamo comportarci esattamente come diciamo ai nostri figli di fare. Dobbiamo essere il riflesso del modo in cui vogliamo che loro si comportino. Sono qui per parlare come una madre”. – Sharon Stone
Ed è proprio in questa veste, quella di madre prima che di star di Hollywood, che Sharon Stone ha voluto presentarsi all’assemblea dei Nobel. Interpellata anche sul ruolo degli artisti di fronte ai conflitti che stanno attraversando il mondo, dall’Ucraina al Medio Oriente, ha risposto con la stessa coerenza che ha caratterizzato tutto il suo intervento.
“Nessuno ha bisogno della mia opinione per sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Credo che gli artisti partano da una prospettiva di innocenza ed è fondamentale non perderla, perché è proprio da lì che nascono la bontà, la gentilezza, la decenza, la generosità e l’eleganza dello spirito”. – Sharon Stone
La giornata si è conclusa con la firma della Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell’era dell’Intelligenza artificiale, delle armi nucleari e autonome. Un documento che punta a definire principi condivisi per governare le nuove tecnologie senza perdere di vista diritti, sicurezza e dignità umana. Comunque non è la prima volta che Sharon Stone usa la propria notorietà per lanciare messaggi che vanno ben oltre il cinema.
Difatti solo pochi mesi fa, durante una cena di gala al Festival di Cannes, aveva invitato i presenti a “mettere giù quei maledetti telefoni e abbracciarsi”, trasformando un evento mondano in un appello alla connessione umana. Oggi, dal palco del Campidoglio, il concetto è rimasto lo stesso, ma rivolto direttamente a chi detiene il potere: prima della politica, dell’intelligenza artificiale e delle strategie internazionali vengono la dignità, il rispetto e quei valori elementari che, come ha ricordato l’attrice, dovrebbero renderci persone di cui una madre possa andare fiera.