Donald Trump torna a minacciare Teheran e avverte che in caso di ulteriori rappresaglie gli Usa colpiranno con una forza "senza precedenti", ma allo stesso tempo spiega che gli Stati Uniti "stanno parlando" con la nuova leadership, "che l'Iran avrebbe dovuto farlo prima, ha aspettato troppo a lungo" e aggiunge di essere pronto a fermare gli attacchi, ma "solo se i nuovi dirigenti iraniani ci soddisfano e per ora non ci sono riusciti".
È il doppio binario del presidente americano, che su Truth fa sapere di aver "affondato nove navi della marina iraniana" e parzialmente distrutto il loro quartier generale, pur non escludendo un possibile dialogo. "L'Iran ha appena dichiarato che colpirà molto duramente, più duramente di quanto non abbia fatto prima. È meglio che non succeda, perché altrimenti li colpiremmo con una forza mai vista", è il duro monito alla Repubblica islamica, dopo che i Pasdaran hanno preannunciato pesanti attacchi in risposta a quelli di ieri di Stati Uniti e Israele. Il tycoon aggiunge: "Stiamo cercando di colpire anche le altre navi: presto galleggeranno sul fondo del mare". In un'intervista a The Atlantic, il comandante in capo non si impegna a prolungare la campagna per sostenere un'eventuale rivolta popolare, e sottolinea: "Guarderò la situazione". Al Daily Mail dichiara che "l'operazione potrebbe durare almeno 4 settimane", che i "sauditi stanno combattendo anche loro" e che, nonostante le vittime, "alla fine sarà un grande affare per il mondo". Infine ricorda le ragioni dell'attacco: "Non erano disposti a dire che non avrebbero avuto un'arma nucleare". Si dice però "soddisfatto della reazione mostrata dal popolo iraniano: Nonostante sia molto pericoloso, la gente ha urlato per strada dalla gioia". Sull'effetto dell'attacco sul prezzo del petrolio spiega che potrebbe essere meno forte per gli americani rispetto a quanto pensano gli analisti: potrebbe esserci un aumento consistente "se le cose vanno male. Vedremo cosa succede. Hanno ucciso per 47 anni e ora la situazione si è ribaltata". Con Cnbc, invece, assicura che le "cose si stanno evolvendo nella giusta direzione".
Il blitz, secondo diversi osservatori, mette alla prova la base Maga, che ha scelto Trump come "presidente di pace", contrario all'interventismo militare: alcuni, come l'ex deputata Marjorie Taylor Greene, si sono sentiti traditi, molti altri non si sbilanciano in giudizi definitivi. Un ex funzionario tuttavia spiega a The Atlantic che "c'è molta preoccupazione per l'impatto sul panorama politico delle elezioni di medio termine", poiché questo non è il progetto che il tycoon aveva detto ai suoi elettori di voler sostenere. Per il presidente, invece, sbarazzarsi del governo salito al potere durante la Rivoluzione del 1979 è un'impresa epocale, sfuggita ai suoi predecessori. Trump ambisce a lasciare un segno duraturo e avrebbe detto ad amici e consiglieri che vede la sua eredità storica definita dal rovesciamento di regimi come quelli del Venezuela, dell'Iran e magari anche di Cuba. La realtà sul campo rimane incerta e i Pasdaran potrebbero assumere maggiore potere e risultare ancora più ostili a Washington, per questo lui ha invitato il popolo iraniano a rovesciare il governo una volta terminata l'operazione militare.