lunedì 2 marzo 2026

Trump, il doppio: dialogo e bombe - bombe e dialogo ( da Il Giornale, di Valeria Robecco)

 

Bombe e dialogo, il doppio Trump: "La guerra durerà un mese o meno. Disposto a parlare coi nuovi leader"

Donald Trump torna a minacciare Teheran e avverte che in caso di ulteriori rappresaglie gli Usa colpiranno con una forza "senza precedenti", ma allo stesso tempo spiega che gli Stati Uniti "stanno parlando" con la nuova leadership, "che l'Iran avrebbe dovuto farlo prima, ha aspettato troppo a lungo" e aggiunge di essere pronto a fermare gli attacchi, ma "solo se i nuovi dirigenti iraniani ci soddisfano e per ora non ci sono riusciti".

È il doppio binario del presidente americano, che su Truth fa sapere di aver "affondato nove navi della marina iraniana" e parzialmente distrutto il loro quartier generale, pur non escludendo un possibile dialogo. "L'Iran ha appena dichiarato che colpirà molto duramente, più duramente di quanto non abbia fatto prima. È meglio che non succeda, perché altrimenti li colpiremmo con una forza mai vista", è il duro monito alla Repubblica islamica, dopo che i Pasdaran hanno preannunciato pesanti attacchi in risposta a quelli di ieri di Stati Uniti e Israele. Il tycoon aggiunge: "Stiamo cercando di colpire anche le altre navi: presto galleggeranno sul fondo del mare". In un'intervista a The Atlantic, il comandante in capo non si impegna a prolungare la campagna per sostenere un'eventuale rivolta popolare, e sottolinea: "Guarderò la situazione". Al Daily Mail dichiara che "l'operazione potrebbe durare almeno 4 settimane", che i "sauditi stanno combattendo anche loro" e che, nonostante le vittime, "alla fine sarà un grande affare per il mondo". Infine ricorda le ragioni dell'attacco: "Non erano disposti a dire che non avrebbero avuto un'arma nucleare". Si dice però "soddisfatto della reazione mostrata dal popolo iraniano: Nonostante sia molto pericoloso, la gente ha urlato per strada dalla gioia". Sull'effetto dell'attacco sul prezzo del petrolio spiega che potrebbe essere meno forte per gli americani rispetto a quanto pensano gli analisti: potrebbe esserci un aumento consistente "se le cose vanno male. Vedremo cosa succede. Hanno ucciso per 47 anni e ora la situazione si è ribaltata". Con Cnbc, invece, assicura che le "cose si stanno evolvendo nella giusta direzione".

Il blitz, secondo diversi osservatori, mette alla prova la base Maga, che ha scelto Trump come "presidente di pace", contrario all'interventismo militare: alcuni, come l'ex deputata Marjorie Taylor Greene, si sono sentiti traditi, molti altri non si sbilanciano in giudizi definitivi. Un ex funzionario tuttavia spiega a The Atlantic che "c'è molta preoccupazione per l'impatto sul panorama politico delle elezioni di medio termine", poiché questo non è il progetto che il tycoon aveva detto ai suoi elettori di voler sostenere. Per il presidente, invece, sbarazzarsi del governo salito al potere durante la Rivoluzione del 1979 è un'impresa epocale, sfuggita ai suoi predecessori. Trump ambisce a lasciare un segno duraturo e avrebbe detto ad amici e consiglieri che vede la sua eredità storica definita dal rovesciamento di regimi come quelli del Venezuela, dell'Iran e magari anche di Cuba. La realtà sul campo rimane incerta e i Pasdaran potrebbero assumere maggiore potere e risultare ancora più ostili a Washington, per questo lui ha invitato il popolo iraniano a rovesciare il governo una volta terminata l'operazione militare.

I Paesi del Golfo, amici e nemici, pronti a rispondere agli attacchi dell'Iran ( da Lettera43)

 

I Paesi del Golfo sono «pronti a rispondere all’Iran»

Affermando il «diritto di autodifesa» in una nota congiunta i Paesi arabi del Golfo alleati degli Stati Uniti, assieme alla Giordania, si sono detti uniti nel valutare ipotesi di risposta militare all’Iran. Gli attacchi di Teheran «non possono essere lasciati senza rappresaglia», ha aggiunto il ministero degli Esteri del Qatar, da cui si sarebbero già alzati in volo alcuni caccia.

Il supporto annunciato da Francia, Germania e Regno Unito

I Paesi del Golfo e la Giordania potranno contare su FranciaGermania Regno Unito, che si sono detti pronti a fornire supporto in azione difensive contro i raid dell’Iran. «Adotteremo misure per difendere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati nella regione, potenzialmente consentendo azioni difensive necessarie e proporzionate per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni alla fonte», si legge in una dichiarazione congiunta di Emmanuel MacronFriedrich Merz Keir Starmer.

LEGGI ANCHE: Attacco all’Iran: lo shock petrolifero e l’impatto sull’economia europea

La «condanna inequivocabile» di Parigi per gli «ingiustificati» attacchi

La Francia, in particolare, tramite il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot ha espresso «condanna inequivocabile» per gli «ingiustificati» attacchi iraniani e «totale sostegno» a Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Iraq, Bahrein, Oman, Kuwait e Giordania, tutti Paesi «che sono stati bersaglio deliberato dei missili e dei droni delle Guardie della Rivoluzione e sono stati coinvolti in una guerra che non avevano scelto».

La precisazione di Berlino: «Non parteciperemo ad azioni militari contro l’Iran»

La Germania è pronta a fornire supporto ai Paesi del Golfo, ma «non parteciperà alle azioni militari contro l’Iran». Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul a Deutschlandfunk, sottolineando che Berlino «non ha neanche i mezzi militari necessari», dato che la Germania, diversamente da Regno Unito e Usa, non ha neppure basi nella regione.


Un drone iraniano ha colpito una base aerea britannica a Cipro

«Tutti ricordiamo gli errori commessi in Iraq e ne abbiamo imparato qualcosa», ha sottolineato il primo ministro Starmer in un video pubblicato su X, dando un aggiornamento sulla situazione in Medio Oriente in cui ha messo in chiaro che Londra non parteciperà a operazioni militari in Iran. Ma al momento sono proprio i britannici gli europei più coinvolti nel conflitto. Londra ha infatti accettato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari nella regione per colpire i siti missilistici iraniani: in risposta, droni di Teheran hanno attaccato il sito di Akrotiki, a Cipro, dove è di stanza la Royal Air Force.

Iran. Una persona sana di mente, per giunta presidente della più grande potenza, può parlare come ha fatto Trump?

 Mentre in Italia, dalla 'Commissione esteri' del Senato - commissione presieduta da Stefania Craxi, pensate un pò, che carriera! - proviene il balbettio imbarazzante dei ministri Tajani e Crosetto, dagli Usa arrivano messaggi davvero preoccupanti che fanno temere, quasi non bastasse ciò che sta accadendo, il peggio a breve.

 Trump, che gioca alla guerra come un bambino incosciente che non si rende conto del senso e del peso di ciò che dice, ha dichiarato: li stiamo massacrando, attendiamoci nuovi attacchi dall'Iran.

 Ma può un presidente degli Stati Uniti parlare in questo modo? Ci vuole ancora molto a capire che purtroppo il destino del mondo è anche nella mani di un bullo, irresponsabile e pazzo?  Al di là delle giustificate preoccupazioni per le conseguenze in ogni campo dell'attacco all'Iran,  c'è da aver paura di quanto sta accadendo in quella parte di mondo, perchè da lì proviene il combustibile per l'economia mondiale.

Iran. Sulla informazione dell'attacco da parte degli USA Crosetto smentisce sia Conte che Renzi. Ma se è vero quel che dice Crosetto, che ci faceva un ministro della difesa all'estero mentre il Medio Oriente era in fiamme?

 

Crosetto “Ero a Dubai senza scorta, c’è stata un’accelerazione inattesa”

 “Noi non abbiamo preso parte all’attacco; posso dirlo con grande chiarezza. Per quanto riguarda un eventuale supporto alle operazioni in atto, qualora dovessimo ricevere richieste da Usa o Israele, valuteremo caso per caso, insieme al governo e interessando anche il Parlamento, se sarà necessario”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto in una intervista a “La Repubblica” che rivela poi, che gli Stati

Uniti “Ci hanno avvisato quando hanno avvisato gli altri, ad attacco in corso. Il contatto con gli Stati Uniti è costante anche in queste ore”. Sulla sua presenza nel Golfo, in vacanza con la famiglia, dice: “Sono venuto perchè le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. E quando ho capito che – a differenza di altre volte – ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia. Dovevano partire la mattina (e quindi saremmo arrivati tranquillamente), ma per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio. Il fatto di trovarsi bloccato non è una cosa su cui fare polemica soprattutto perchè la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata”.

Crosetto, quindi, smorza la polemica sul fatto che è andato lì senza che servizi e governo sapessero. “Io non sono andato di nascosto, ma essendo una questione familiare non ho voluto scorte, nè codazzi e ho usato una compagnia aerea civile. Cosa che faccio da tre anni sempre. Anche quando avevo sulla testa una taglia Wagner. Nulla di segreto. Secondo me è un esempio semmai virtuoso. Per il resto non penso che l’opposizione sia preoccupata dei miei rischi personali, ma solo alle polemiche e infatti chiede dimissioni. Per cosa? Perchè l’Iran ha attaccato Dubai? Sono preoccupati della mia salute, ma poi fanno polemiche inventate. Non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della nazione in questi anni. Lo dico con sofferenza, ma è così”. ( ITALPRESS)

Roma, IUC. Aula Magna Università 'La Sapienza. Quartetto Modigliani, che suona preziosi strumenti storici

                                     Istituzione Universitaria dei Concerti

I CONCERTI DELL’AULA MAGNA

Martedì 3 marzo . ore 20.30 
QUARTETTO MODIGLIANI 
Amaury Coeytaux, violino      
Loïc Rio, violino
Laurent Marfaing, viola      
François Kieffer, violoncello

Joaquín Turina La oración del torero op. 34 
Joseph Haydn Quartetto in fa maggiore op. 77 n. 2 Hob III: 82 “Lobkowitz” 
Maurice Ravel Quartetto in fa maggiore


***

Da sempre punto di forza delle programmazioni dell’Istituzione Universitaria dei Concerti, il focus sui quartetti d’archi: di particolare interesse il concerto del Quartetto Modigliani, formazione dalla carriera ultra ventennale, invitati in tutto il mondo dalle più prestigiose sale e manifestazioni. In questi ultimi mesi si stanno dedicando alla più grande sfida nella vita di un quartetto d'archi: registrare tutti i sedici Quartetti di Beethoven. Per il loro concerto in Aula Magna, martedì 3 marzo alle 20.30, i quattro musicisti propongono il quartetto “Lobkowitz” di Haydn, un quartetto di Ravel e una breve composizione di Joaquín Turina, La oración del torero, che unisce i temi spagnoli della religione e della corrida in un affresco musicale dai toni quasi francesi. Il concerto è realizzato in collaborazione con l'Accademia Chigiana di Siena.

Nel 2023 il Quartetto Modigliani ha festeggiato il ventesimo anniversario dalla sua fondazione. L’ensemble viene regolarmente invitato in tutto il mondo dalle più prestigiose sale e manifestazioni per quartetti d’archi e musica da camera. Nel 2017, i membri del Quartetto Modigliani hanno avuto il grande onore di essere il primo quartetto in assoluto a suonare nella prestigiosa sala della Elbphilharmonie di Amburgo. Nel 2020 il Quartetto Modigliani ha assunto la direzione artistica del Festival per quartetti d’archi Quatuors à Bordeaux e del rinomato Concours International de Quatuor à Cordes de Bordeaux. È inoltre fondatore e direttore artistico del Festival di Saint-Paul-de-Vence. Dall'autunno 2023 il Quartetto tiene la prima classe di insegnamento di ‘quartetto d'archi’ presso l'École Normale de Musique de Paris Alfred Cortot.

.

Grazie alla generosità e al supporto di sponsor privati, il Quartetto Modigliani si esibisce con quattro eccezionali strumenti italiani:

Amaury Coeytaux suona un violino ‘Stradivari’ del 1715,
Loïc Rio suona un violino ‘Giovanni Battista Guadagnini’ del 1780,
Laurent Marfaing suona una viola ‘Luigi Mariani’ del 1660,

François Kieffer suona un violoncello ‘Matteo Goffriller’ del 1706.