sabato 6 giugno 2026

Il Papa in Spagna: sono preoccupato per l'Ucraina, in Iran non c'è una guerra giusta ( da Quotidiano.Net)

  “Sono preoccupato per l'Ucraina, ogni volta la situazione peggiora: bisogna spingere sul negoziato”. Così Papa Leone XIV è tornato a parlare della guerra tra Kiev e Mosca, ormai in netta ripresa. Il Pontefice ha parlato anche del Libano: "Sono in contatto con i leader religiosi che ho incontrato. Stiamo cercando una risposta. La situazione è molto complessa".


L’appello di Zelensky e il gelo di Putin

Mentre si bombarda a spron battuto da entrambe le parti – ieri un drone marino è esploso nel porto di Costanza sul Mar Nero, dando il via ad accuse reciproche – i rapporti tra Putin e Zelensky sono sempre più tesi.

Lo zar ha rifiutato di incontrare il leader ucraino, nonostante la lettera aperta di Zelensky per invocare un summit. E Trump se ne lava le mani: “Putin e Zelensky risolvano da soli”. In questo scenario, stamattina Prevost ha commentato con i giornalisti i tentativi di dialogo falliti, mentre era a bordo dell'aereo papale diretto in Spagna. 

Pope Leo on the flight from Rome to Madrid during his apostolic journey to Spain, 6 June 2026. ANSA/VATICAN MEDIA + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK
Pope Leo on the flight from Rome to Madrid during his apostolic journey to Spain, 6 June 2026. ANSA/VATICAN MEDIA + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

“Bisogna spingere sul negoziato per mettere fine alla violenza”

"Il messaggio è già nell'enciclica, bisogna promuovere anche il negoziato. Si stava facendo qualche sforzo, ma bisogna veramente spingere perché la violenza e la guerra abbiano una conclusione", ha detto il Santo Padre. 

"Sono preoccupato per l'Ucraina. Ogni volta la situazione peggiora. Adesso anche negli Stati Uniti alcuni vogliono dare il loro appoggio. Sono già quattro anni e mezzo. Occorre trovare una soluzione", ha aggiunto salutando i giornalisti.

“In Iran non c'è una guerra giusta”

Leone ha affrontato anche il fronte bollente del Golfo Persico. “Credo che sia già stato detto molto chiaramente: in Iran non c'è una guerra giusta. Il problema è che la teoria della guerra giusta proviene dai secoli passati: non contemplava nemmeno le armi e la capacità di distruzione di cui dispone l'essere umano al giorno d'oggi". Così Papa Leone XIV sul volo da Roma Madrid, rispondendo a una domanda di un giornalista sulle dichiarazioni del vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance che ha sostenuto che la guerra in Iran presenti le caratteristiche di una "guerra giusta".

Dopo Palazzo Labia a Venezia e al Teatro delle Vittorie a Roma, tocca al Palazzo della Radio id Torino (da Fanpage.it) La Rai vuole fare cassa con i suoi gioielli storici. Perchè non sprechi e cachet milionari alle star?

 

La Rai vuole disfarsi anche del Palazzo della Radio di Torino, Littizzetto: “Darlo via per soldi è ottuso e vergognoso”
La Rai vuole disfarsi anche del Palazzo della Radio di Torino, Littizzetto: “Darlo via per soldi è ottuso e vergognoso”

La Rai non ne fa una giusta e continua ad essere al centro delle polemiche per la dismissione di alcuni immobili che rientrano nel piano di investimenti e di riorganizzazione dei beni che possiede il Servizio Pubblico. Dopo l'affaire Teatro delle Vittorie, ora è un altro luogo storico dell'azienda a venir meno: il Palazzo della Radio di Torino. Nel pomeriggio di venerdì 5 giugno, a protestare per la futura dismissione sono state personalità politiche, dello spettacolo, come Luciana Littizzetto che si è esposta manifestando tutto il suo dissenso.

Gli immobili torinesi al centro del piano di dismissione Rai

Un presidio tenuto dai lavoratori del centro di produzione, dai sindacati, dalle istituzioni locali e regionali, oltre che da personalità note del Servizio Pubblico, che insieme sostengono: "La Rai di Torino non si vende, si rilancia". L'obiettivo è quello di opporsi alla decisione presa dall'azienda di disfarsi di alcuni immobili appartenenti al Servizio Pubblico, ma che hanno fatto la storia della Rai e del nostro Paese. Ad essere minata è l'identità di una città, la sua memoria, ma la dismissione di questi immobili rientra in una questione culturale che tocca il patrimonio storico-artistico. A essere interessati sono il Palazzo della Radio di via Verdi 31, sede delle Teche Rai, il vicino ex teatro Scribe e l'ex Centro di produzione di corso Giambone: tre immobili che rientrano nel piano di dismissione immobiliare.

La Rai vuole disfarsi anche del Palazzo della Radio di Torino, Littizzetto: “Darlo via per soldi è ottuso e vergognoso”
La Rai vuole disfarsi anche del Palazzo della Radio di Torino, Littizzetto: “Darlo via per soldi è ottuso e vergognoso”

Le parole di Luciana Littizzetto e Massimo Gramellini

Come è accaduto per il Teatro delle Vittorie, per salvare il quale molte sono state le personalità che si sono fatte sentire, anche in questo caso non sono mancati personaggi noti che hanno affermato il loro dissenso, come Massimo Gramellini che dice in un video: "Possono provare a togliermi la voce, ma non le parole. La Rai è nata a Torino e a Torino non può morire. Viva la Rai di Torino, viva". Sul posto, per supportare la protesta, anche Daniele Macheda, segretario Usigrai, che parla anche dei lavoratori e di chi in questi anni ha contribuito a costruire la storia della Rai:

La Rai riguarda tutti noi. Queste dismissioni presuppongono si parli di edifici con dentro solo ragnatele, ma non è così. Qui dentro c'è la storia, il presente e il futuro della Rai. Vogliamo sapere qual è il progetto, a cosa serve tutto questo che oggi sembra finalizzato solo a fare cassa. Se si vogliono dismettere questi edifici allora non devono cambiare destinazione d'uso, perché questi palazzi sono stati progettati, pensati e immaginati per fare esattamente questo. Qui dentro c'è la storia.

Risuonano forti, poi, le parole di Luciana Littizzetto che rivendica l'importanza storica e memoriale dell'immobile, sottolineando come la politica debba farsi carico della questione:

La mia città ha questa memoria, quella della radio nata e inventata qui, dobbiamo preservarla. Pensare di buttarla via è ottuso, vergognoso. Sempre e solo per soldi. Questo non è un palazzo vecchio, è un palazzo antico. Facciamone un museo, possibile che non possiamo preservare un pezzo della nostra storia? Non possiamo smantellare tutto questo. Ci vogliono la politica, persone e imprenditori illuminati.

Cosa prevede il piano immobiliare della Rai

È emerso, ormai da qualche mese, il piano immobiliare della Rai che prevede la dismissione di alcuni dei palazzi storici appartenenti all'azienda e che, in qualche occasione, hanno costruito la storia del Servizio Pubblico. Il documento KPMG in cui si scrive della vendita è datato luglio 2022. Il Consiglio di amministrazione RAI ha approvato il piano quella stessa estate. A distanza di quattro anni, la procedura è ancora in corso — o forse finora non ci sono state vendite tali da generare un dibattito e, probabilmente, se non ci fosse stata la protesta di Fiorello per il Teatro delle Vittorie, alcune cose non sarebbero venute a galla.

Il portafoglio si compone di 15 asset per una superficie lorda complessiva di 151.464 mq. Milano rappresenta la quota maggiore — il 36% del totale, con 54.257 mq — seguita da Roma con il 20%, Firenze con il 16% e Torino con il 14%. Genova, Venezia e Cagliari coprono la parte restante. Per una parte degli immobili è previsto un meccanismo di sale & leaseback. Tradotto: la Rai vende ma rimane in affitto per uno, tre o cinque anni, il tempo necessario a completare la transizione verso le nuove sedi.

Bari. Musica sotto le stelle metropolityane. Stagione estiva dell'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana ( da Bari Viva)

 Stagione estiva ICO

Stagione estiva ICO
Eventi e cultura

Bari, al via la stagione estiva di "Musiche sotto le stelle metropolitane": presentato il programma

33 concerti nei Comuni del territorio, ma anche in spazi universitari, ospedali, parrocchie e centri sportivi

È stata presentata  "Musiche sotto le stelle metropolitane", il cartellone estivo dell'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari. La nuova stagione prende avvio dopo il grande successo della prima parte della programmazione concertistica 2026, appena conclusa. Grazie anche alla nuova formula degli abbonamenti, l'Orchestra ha registrato una straordinaria crescita della partecipazione del pubblico, con numeri triplicati rispetto alla passata stagione.

Nei primi 18 concerti in programma tra gennaio e maggio 2026 nell'Auditorium "Nino Rota" sono state registrate oltre 6mila presenze, un risultato che conferma il crescente interesse dei cittadini verso l'offerta musicale promossa dalla Città Metropolitana di Bari e il consolidamento del rapporto tra l'Orchestra e il suo pubblico.

La rassegna estiva prevede 33 concerti che faranno tappa in numerosi comuni del territorio metropolitano, ma anche in spazi universitari, ospedali, parrocchie e centri sportivi, con l'obiettivo di portare la musica sinfonica sempre più vicino a studenti, docenti, pazienti e cittadini.
Un programma che unisce cultura, formazione e partecipazione civile, valorizzando il ruolo della musica quale strumento di inclusione, crescita e condivisione.

Si comincia il 9 giugno con il concerto "Sport & musica" all'interno del CUS, il Centro Universitario Sportivo sul lungomare di Bari e si chiude il primo agosto in piazza XX settembre a Rutigliano. Anche quest'anno l'ICO (Istituzione Concertistica Orchestrale) della Città Metropolitana di Bari torna nei due Atenei baresi – Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" e Politecnico di Bari – con l'iniziativa speciale "Orchestra in Festa per le Università", che prevede sei concerti sinfonici gratuiti: tre negli spazi dell'Università e tre all'interno del Politecnico. L'obiettivo è avvicinare studenti, docenti e personale universitario alla musica sinfonica, rendendola parte integrante della vita accademica e cittadina. Il 29 giugno l'Orchestra si esibirà, inoltre, nell'agorà di fronte al Padiglione di Asclepios del Policlinico di Bari con il concerto "Note di cura". Infine, farà tappa nelle parrocchie e nelle piazze dei Comuni dell'area metropolitana.



«La prima parte della stagione 2026 si è chiusa con un risultato che vale più di un bilancio: oltre seimila presenze in diciotto concerti, con una partecipazione triplicata rispetto all'anno precedente – ha dichiarato il sindaco metropolitano, Vito Leccese -. È la misura concreta di una fiducia che si è costruita nel tempo tra l'Orchestra, il suo pubblico e le istituzioni che la sostengono. Con oltre trenta concerti che raggiungono comuni, università, ospedali e centri sportivi, l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana porta la musica dove la musica è più necessaria, vicino alle persone, dentro la vita quotidiana. È su questa base che si apre questa nuova fase della programmazione e una delle produzioni del cartellone estivo di quest'anno racconta anche chi siamo. "Made in Bari" restituisce al territorio la sua straordinaria tradizione musicale: da Domenico Modugno a Ermal Meta, da Anna Oxa a Serena Brancale, fino a Franca Raimondi di Monopoli, voci che hanno segnato la musica italiana e che affondano le radici in questa terra. Un riconoscimento dovuto, reso ancora più prezioso dagli arrangiamenti originali commissionati a giovani compositori della nostra area metropolitana. Accanto a questo, i grandi successi di Sanremo degli anni Ottanta e Novanta e i capolavori di chi a Sanremo non è mai voluto andare, da De Andrè a Pino Daniele, da Fabrizio De Gregori a Paolo Conte, ci ricordano che la canzone italiana è un patrimonio collettivo, e che l'orchestra sinfonica li fa risuonare come se li sentissimo per la prima volta».




Tre le voci protagoniste della stagione: Lidia Schillaci, Luciana Negroponte e Badrya Razem. L'accesso ai concerti è fino ad esaurimento posti.

Terni. Campus musicale 'Briccialdi', Al via i lavori ( Terni Today)

L’auditorium, le aule insonorizzate e una caffetteria a forma di violino: ecco il nuovo Briccialdi

Il progetto esecutivo per trasformare il centro multimediale in un campus musicale con un investimento da 6,4 milioni di euro: “È l’inizio di una trasformazione che vedrà Terni al centro di un processo di rinascita culturale”

L'auditorium del nuovo campus musicale

“Un campus della musica che ospiterà un auditorium da 414 posti — ricavato all'interno del teatro di posa A (865 mq), con struttura in acciaio indipendente e rivestimenti in legno — sette aule per grandi insiemi orchestrali e corali, aule didattiche insonorizzate, una biblioteca, una caffetteria da 187 mq rimodellata a forma di tavola armonica di violino, uffici e ampi spazi di socialità, tra cui una corte interna che sarà trasformata in spazio verde aperto e accessibile a tutti”.

Sono alcuni dei dettagli del progetto esecutivo per la realizzazione del campus musicale “Giulio Briccialdi” nella struttura dell’ex centro multimediale di Terni. “Un progetto che la città attendeva, e che oggi diventa realtà”. 

Il consiglio di amministrazione del conservatorio statale di musica “Giulio Briccialdi” ha approvato il progetto esecutivo generale del campus musicale Briccialdi che prevede la trasformazione dell’ex centro multimediale di piazzale Antonio Bosco nella nuova sede del conservatorio e in un polo culturale aperto alla città e al territorio: “Un luogo pensato per studenti, docenti e per i cittadini di Terni – spiega una nota diffusa dal conservatorio - Non una nicchia chiusa, ma un motore di sviluppo culturale per l'intera comunità”.

L’operazione complessiva vale oltre 6,4 milioni di euro, resi possibili dalla “virtuosa convergenza di quattro enti finanziatori”. All’investimento concorrono infatti il ministero dell’università e della ricerca con 5.239.212 euro, assegnati nell’ambito del fondo per l’edilizia Afam ad esito di una graduatoria nazionale cui hanno partecipato le istituzioni di alta formazione artistica e musicale di tutta Italia; il Comune di Terni – ente proprietario dell’immobile – con 350mila euro; la Regione Umbria con 300mila euro, già impegnati nel primo stralcio funzionale in corso di affidamento e la Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni con 500mila euro, “a conferma del legame storico e della fiducia che la Fondazione ripone nel conservatorio e nel suo ruolo per la città”.

“Il percorso attuativo è già avviato – prosegue il Briccialdi - Il Comune di Terni ha approvato con delibera di giunta del 29 gennaio 2026 il progetto esecutivo del primo stralcio funzionale – la riqualificazione della corte Interna dell’ex Cmm, per 300mila euro finanziati dalla Regione Umbria – cui la soprintendenza dell’Umbria ha già rilasciato l’autorizzazione”.

Questo risultato porta la firma di una squadra che ha saputo costruire continuità nel tempo. L’idea progettuale è nata grazie alla visione dell’allora presidente del conservatorio, professoressa Letizia Pellegrini, con la consulenza progettuale dell’architetto Carlo Giani, che ha firmato il progetto definitivo insieme a un gruppo di professionisti esperti e con il sostegno fattivo dell’allora sindaco Leonardo Latini. Il testimone è stato raccolto dall'attuale presidente, professor Dario Guardalben, mentre il direttore Roberto Antonello — presidente della conferenza dei direttori delle istituzioni Afam, in carica al momento della presentazione della domanda di contributo e dell'invio del progetto al Mur — ha seguito il percorso in tutte le sue fasi, dalla genesi dell'idea fino all'approvazione odierna del progetto esecutivo, con il supporto di una struttura tecnico-amministrativa determinata e competente, il cui cardine è la dottoressa Susanna Fanizza, responsabile della procedura, che segue il progetto sin dal 2023, affiancata dall’architetto Fabrizio Di Patrizi, supporto tecnico, e dall’avvocato Giovanni Ranalli, supporto giuridico. La progettazione esecutiva è stata affidata al raggruppamento temporaneo d’imprese composto da Sintagma srl, società di primario rilievo nazionale nel settore dei servizi di ingegneria e degli appalti pubblici, con una pluriennale operatività che ne fa un riferimento riconosciuto nel panorama professionale italiano, e dallo studio associato di ingegneria Corradi, realtà tra le più solide e stimate del territorio ternano, con decenni di esperienza nella progettazione strutturale di opere complesse e un legame profondo con la città e il suo sviluppo edilizio e infrastrutturale.

Una squadra di alto profilo, selezionata con la consapevolezza che un intervento di questa portata — per complessità architettonica, valore economico e rilevanza pubblica — meritasse i migliori professionisti disponibili.

Un ringraziamento va all’attuale sindaco Stefano Bandecchi che ha subito saputo cogliere l’importanza progettuale e l’ha sostenuta fin dal suo insediamento”.

“Questo progetto – dichiarano congiuntamente il presidente Guardalben e il direttore Antonello – segna l’inizio di una trasformazione che vedrà Terni al centro di un processo di rinascita culturale. Il conservatorio vuole essere motore di sviluppo per la città: siamo orgogliosi che questa visione si stia traducendo in realtà”.



--

Rimini. Sagra Malatestiana n.77. Programma ( GdM, di Lucia Fava)

 

La 77.a Sagra Musicale Malatestiana

Torna a Rimini la storica kermesse tra grandi orchestre, nuove visioni e una città che si fa palcoscenico



Orchestra Leonore e Daniele Giorgi  (foto Lorenzo Marianeschi)
Orchestra Leonore e Daniele Giorgi (foto Lorenzo Marianeschi)

La Sagra Musicale Malatestiana si prepara a vivere una nuova stagione confermando la propria vocazione di laboratorio culturale, capace di unire il prestigio della tradizione alla curiosità della scoperta. Anche nel 2026 Rimini sarà un teatro musicale dove i grandi nomi della scena internazionale dialogano con i giovani talenti, la musica sinfonica incontra la sperimentazione, e l’ascolto si arricchisce di contaminazioni sonore: dalle grandi orchestre europee ai progetti speciali, dalla musica da camera alle nuove frontiere della performance contemporanea, fino agli appuntamenti dedicati ai giovani musicisti e alla divulgazione musicale.

Il cuore pulsante della manifestazione resta la stagione dei concerti sinfonici, che porterà sul palco del Teatro Galli alcune delle formazioni più prestigiose del panorama internazionale. Ad aprire la rassegna domenica 30 agosto saranno i Münchner Philharmoniker, guidati da Lahav Shani, con un programma che intreccia il virtuosismo di Šostakovič e la profondità sinfonica di Brahms. Nei giorni e mesi successivi si alterneranno sul palcoscenico riminese l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Nikolai Lugansky al pianoforte, in un programma tutto dedicato a Rachmaninov (1 ottobre), l’Orchestra Leonore guidata da Daniele Giorgi alle prese con un capolavoro come la Messa in si minore di Bach (1 novembre), l’Orchestra Filarmonica della Scala con la direzione di Riccardo Chailly (11 ottobre), la Filarmonica Arturo Toscanini in un percorso monografico dentro l’Anello del Nibelungo di Wagner (24 settembre), la Chamber Orchestra of Europe diretta da Antonio Pappano, con la partecipazione del pianista Alexandre Kantorow (9 novembre).

Accanto ai grandi concerti, la Sagra continua a coltivare una dimensione di ricerca e originalità, approfondita nella sezione dei progetti speciali, dove si muove tra memoria storica, sperimentazione e teatro musicale, aprendo nuove prospettive d’ascolto. Si parte con “Frammenti che cantano”, affidato all’Ensemble Micrologus, un viaggio nella musica della corte malatestiana che riporta alla luce, con modalità sorprendenti, le testimonianze del patrimonio musicale medievale riminese. Si prosegue con “Regola”, la performance ideata da NicoNote e ispirata alla figura visionaria di Hildegard von Bingen, e la nuova produzione della Sagra con “The Tempest Songbook”, dove le sonorità di Kaija Saariaho e Henry Purcell si intrecciano in un dialogo sorprendente tra la musica e la drammaturgia contemporanee d’avanguardia, il presente e il Seicento inglese.

Questa stessa tensione verso il dialogo tra epoche e stili si ritrova nella sezione dedicata alla musica da camera, in programmi di grande suggestione. Dalla collaborazione con San Marino International Summer Coursees nascono due episodi di eleganti sonorità barocche, La Magnifica Baroque Ensemble e l’Ensemble Valli, fino alle raffinate interpretazioni del Quartetto Doré dedicate al Nuovo Mondo e al concerto dell’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, interamente impaginato sul concerto solistico di Vivaldi. Tra gli appuntamenti più curiosi risalta quello con l’Ensemble Il Pomo d’Oro e Giovanni Sollima, che mette in relazione Francesco Zappa e Frank Zappa, costruendo un ponte inaspettato tra Settecento e contemporaneità.

La volontà di riscoprire e valorizzare il patrimonio musicale riminese del passato, emerge invece nella sezione concerti/conferenze che illuminano alcune figure di Riminesi illustri, fra esecuzione dal vivo e narrazione nell’altrettanto illustre cornice di Santa Maria ad Nives riconsegnata recentemente a nuova vita. Attraverso figure come Mario Bianchelli, Maria Rita Brondi, Amintore Galli, Angelica Quadrelli, oltre al citato Canzoniere polifonico tratto da codice musicale riminese inedito fra Tre e Quattrocento, in Sala Ressi. A un altro riminese illustre è dedicato l’evento che ruota intorno al movimento di musicisti raccolti intorno al carisma romantico di Alfredo Speranza. Un percorso che restituisce voce e spazio a personalità legate alla storia musicale riminese, creando un dialogo con la memoria locale.

La Sagra guarda anche al futuro, rinnovando il proprio investimento sulle nuove generazioni. La sezione La musica e i giovani rappresenta uno spazio privilegiato dedicato alla formazione, alla crescita artistica e alla valorizzazione dei giovani interpreti. La Settimana della musica, in collaborazione con la rete che riunisce il Liceo Musicale Einstein, l’I.C. Alighieri, la Banda cittadina, il Conservatorio, animerà il centro storico di Rimini nel mese di maggio, un progetto educativo che coinvolgerà scuole, ensemble, cori e orchestre giovanili in una festa diffusa della musica, fatta di concerti, workshop e incontri. A questa si affiancheranno il recital pianistico di Daniele Martinelli, vincitore del Premio Venezia 2025, il progetto ideato ed eseguito da un giovane pianista come Paolo Ehrenheim, Sursum Corda! — Echi gregoriani dal Romanticismo a oggi e l’evento Cosmi sonori, affidato alla Grande Orchestra e Coro Giovanile di Rimini, in un programma dal titolo Visioni orchestrali del nostro tempo.

Le proposte di danza, nel corso degli anni hanno proposto scenari diversi fra il classico e il contemporaneo, sempre di grande spessore artistico, basti pensare a Roberto Bolle (2018), Svetlana Zakharova (2021), Béjart Ballet Lausanne (2022), Natalia Osipova (2023), Tokyo Ballet (2024), Ballet Preljocaj (2025). L’appuntamento con la danza è quest’anno affidato a un capolavoro senza tempo del repertorio classico come La bella addormentata, tratto dalla fiaba di Charles Perrault sulla musica di Cajkovskij, portato in scena dall’eccellente Balletto dell’Opera di Tblisi, sulle storiche coreografie di Marius Petipa e nella nuova versione coreografica e messa in scena firmata da Alexey Fadeechev e Nina Ananiashvil.

Anche la tradizione dei concerti d’organo trova spazio nel cartellone 2026, con due appuntamenti che valorizzano il patrimonio organario cittadino e il repertorio sacro europeo, mentre la sezione Percuotere la mente conferma la volontà della Sagra di dedicare uno sguardo ai linguaggi contemporanei che stazionano nei territori di confine con l’industria culturale.