mercoledì 8 luglio 2026

Pistola e munizioni. Il singolare dono/ricordo di Erdogan al vertice Nato di Ankara ( da La Repubblica)

 

Vertice Nato, Starmer rivela: “Erdogan ha donato ai leader una pistola con munizioni”_GettyImages-2273791425© POOL/AFP via Getty Images

Una pistola con inciso il nome del destinatario e una scatola di munizioni. È l’insolito dono che il presidente Erdoganha fatto a ciascun leader presente al vertice Nato ad Ankara. Lo ha raccontato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti durante il volo di rientro a Londra.

Erdogan ha anche allegato una nota che esentava le pistole dai controlli sulle esportazioni, ma Starmer ha spiegato di aver lasciato l’arma in Turchia perché introdurla nel Regno Unito sarebbe stato illegale.

Per il premier, che si è dimesso lo scorso 23 giugno, proprio nel giorno dell’anniversario del referendum sullaBrexit, il summit Nato è stato l’ultimo evento internazionale. “È stato un buon vertice – ha dichiarato ai cronisti – Abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo prefissati, ovvero l'unità. Averla è fondamentale, soprattutto alla luce dei conflitti in corso in Ucraina e in Iran".

Mr. Volare secondo Francesco Bovi. 'Modugno a modo mio', presentato a Polignano a mare

 

Francesco Bovi omaggia Mr Volare con “Modugno a modo mio”

Da venerdì 3 luglio disponibile in pre-order su iTunes e su tutte le piattaforme digitali dal prossimo 10 luglio “Modugno a modo mio part 1” di Francesco Bovì, tenore pugliese e già primo tenore del coro del Teatro dell’Opera di Roma, che rientra nel progetto discografico 'Modugno a modo mio', un percorso musicale dedicato a dodici brani di Domenico Modugno reinterpretati in chiave crossover-pop.

In vista del centenario di Mr. Volare,  'Modugno a modo mio'prevede una serie di pubblicazioni tra luglio e settembre. In ognuna  brani del grande cantautore. In questa prima uscita:“Vecchio frack”, “Meraviglioso”, Chi si vuol bene come noi”, “La donna riccia”.


L’intero progetto “Modugno a modo mio” vede la partecipazione di una squadra di professionisti: arrangiamenti di Fabio Barnaba, produzione di studio Giuseppe Di Gioia, chitarre di Gianni Laterza, batteria di Mimmo Campanale, tromba di Francesco Gravina e cori di Rossella Vinci. A completare l’opera, l’artwork della pittrice Sonia Abbatepaolo, che ha realizzato un dipinto originale raffigurante la statua di Modugno nella cornice di Polignano a Mare.

Il progetto è stato presentato mercoledì 8 luglio a Polignano a mare in uno degli appuntamenti del festival “Il libro Possibile”. 

Con la cultura si mangia. Una ricerca tedesca ( GdM, di Stefano Nardelli)

 

A Berlino la cultura rende

Uno studio dell'Institut für Kulturelle Teilhabeforschung di Berlino dimostra che la spesa pubblica per la cultura genera importanti ritorni economici, rafforza l'attrattività dei territori e contribuisce alla competitività di imprese e città. E la musica è tra i motori di questo ecosistema



Lo studio dell'IKTf di Berlino
Lo studio dell'IKTf di Berlino

Quando si parla di finanziamenti alla cultura, il dibattito si concentra quasi sempre sui costi. Ma se fosse il punto di partenza sbagliato? Lo studio “Kultur als Standortfaktor in Berlin. Ein Gesamtbild ökonomischer, gesellschaftlicher und stadtgestaltender Effekte” (La cultura come fattore di attrattività a Berlino. Un quadro d’insieme degli effetti economici, sociali e urbanistici) firmato da Vera Allmanritter, Tibor Kliment e Thomas Renz dell'Institut für Kulturelle Teilhabeforschung (IKTf) di Berlino, l’Istituto per la ricerca sulla partecipazione culturale, dimostra che la cultura non è una spesa improduttiva, bensì uno degli investimenti pubblici con il più alto ritorno economico. E questo vale anche – e forse soprattutto – per il mondo della musica. Lo studio, realizzato per conto del Senato di Berlino, analizza l'intero sistema culturale della capitale tedesca: musei, teatri, biblioteche, festival, club, sale da concerto, orchestre, formazione musicale e industrie creative. La conclusione è che per ogni euro investito con fondi pubblici mediamente vengono generati oltre 3,5 euro di ricadute economiche. In alcuni comparti il moltiplicatore arriva addirittura a sfiorare i sette euro.

Lo studio arriva in un momento particolarmente delicato per Berlino. Negli ultimi mesi il governo della città-Stato ha infatti approvato pesanti tagli al bilancio della cultura – circa 130 milioni di euro, pari a oltre il 12% delle risorse del settore – nell'ambito di un più ampio piano di risanamento dei conti pubblici, motivato dalla necessità di contenere il debito e riequilibrare le finanze cittadine. Le conseguenze riguardano teatri, orchestre, festival, club, scuole di musica e numerose realtà della scena indipendente, con il timore di cancellazioni, riduzione delle attività e perdita di posti di lavoro. È proprio in questo scenario che lo studio dell'IKTf assume un valore particolare: anziché discutere la cultura come una voce di spesa, ne misura il contributo all'economia e dimostra come gli investimenti culturali producano ricchezza, occupazione e attrattività per l'intera città.

Il dato più interessante è però come questa ricchezza venga prodotta. Solo una parte deriva dall'attività delle istituzioni culturali; il resto nasce da tutto ciò che si muove intorno a un concerto, a un festival o a uno spettacolo. Chi partecipa a un evento acquista un biglietto, ma spesso prenota anche un albergo, cena in un ristorante, utilizza i mezzi pubblici, fa acquisti nei negozi della città. Secondo lo studio, quasi due terzi dell'impatto economico complessivo è generato proprio dalla spesa dei visitatori, confermando come il turismo culturale sia uno dei principali motori dell'economia urbana.

Particolarmente significativo è che per Berlino, una delle capitali europee della musica dal vivo, dei festival e dei club, la ricerca mostri come tale patrimonio non sia solo un elemento identitario, ma anche un fattore di competitività economica. Un’offerta musicale ricca e continuativa rende dunque una città più attrattiva per i turisti, ma anche per imprese, professionisti e lavoratori qualificati che scelgono dove vivere anche in base alla qualità della vita e alle opportunità culturali disponibili. Non solo. Lo studio dimostra come solo nel 2024, i 12,7 milioni di visitatori provenienti dalla Germania e da tutto il mondo hanno raggiunto Berlino per le sue attrazioni turistiche (63%) e per l’offerta artistica e culturale (61%). I turisti attratti dalla cultura rimangono in media più a lungo in città e spendono di più. Da questo punto di vista, Berlino è una delle destinazioni urbane più visitate d’Europa e si colloca allo stesso livello di metropoli come Parigi e Londra.

Lo studio evidenzia inoltre il peso della cultura e delle industrie creative nell'economia berlinese: un comparto che genera tra i 12 e i 15 miliardi di euro di valore aggiunto, impiega circa 195 mila persone e sviluppa oltre 41 miliardi di euro di fatturato. Numeri che raccontano un settore produttivo a tutti gli effetti, ben lontano dall'immagine di un comparto sostenuto esclusivamente dai contributi pubblici.

Naturalmente non tutto è misurabile in termini economici. Gli autori ricordano che la cultura produce benefici altrettanto importanti sul piano della salute, della coesione sociale, dell'educazione e della qualità della vita. Ma il valore aggiunto della ricerca è proprio quello di dimostrare che non è necessario scegliere tra cultura ed economia: le due dimensioni si rafforzano a vicenda.

Per il settore musicale il messaggio è di grande attualità. Festival, concerti, club, conservatori e scuole di musica non rappresentano soltanto luoghi di produzione artistica o di intrattenimento. Sono infrastrutture economiche che alimentano turismo, occupazione, innovazione e attrattività internazionale. In altre parole, sostenere la musica significa investire nello sviluppo di un territorio. Una conclusione che supera il caso di Berlino e parla a tutte le città europee e non solo. Se la cultura genera ricchezza, tagliare gli investimenti non significa semplicemente risparmiare: significa rinunciare a una delle leve più efficaci per creare valore economico, sociale e competitivo nel lungo periodo.

In Italia c'è un Teatro 'Erik Satie'. A Caerano di San Marco, Treviso ( GdM, di Stefano Nardelli)

 Esiste un luogo unico al mondo dedicato a Erik Satie. Non a Parigi, né a Honfleur, ma a Caerano di San Marco, piccolo centro della pedemontana trevigiana dove la passione di un manipolo di cultori ha dato vita all'Erik Satie Teatro: un raccolto anfiteatro all’interno di un giardino privato, nato lo scorso anno, in occasione del centenario della morte del compositore. A inaugurarlo fu Antonio Ballista, quasi a suggellare una dichiarazione d'amore verso l'autore più eccentrico e inclassificabile del Novecento. Proprio qui – o meglio, nella vicina Villa Benzi Zecchini, dove il concerto è stato trasferito all'ultimo momento causa maltempo – Alessandra Celletti ha ricordato, a centouno anni esatti dalla morte di Satie, il compositore che continua a considerare il proprio nume tutelare. 

l'EST - Erik Satie Teatro (Courtesy EST - Erik Satie Teatro)
l'EST - Erik Satie Teatro (Courtesy EST - Erik Satie Teatro)

Satie mon amour, questo il titolo del recital e dell'ultimo album della pianista romana, potrebbe far pensare a un programma monografico. In realtà, delle ventisette pagine eseguite senza intervallo, soltanto tre appartengono a Satie – la prima Gymnopédie e la prima e quinta Gnossienne – mentre tutto il resto è costituito da composizioni originali della stessa Celletti. «Satie è il mio autore del cuore. Mi interessa e mi affascina la sua essenzialità, la sua profondità leggera», ha dichiarato la stessa Celletti. Una dichiarazione che aiuta a comprendere il senso del programma, perché più che alla scrittura del compositore francese il suo linguaggio guarda infatti agli sviluppi successivi del minimalismo pianistico, tra Philip Glass, Meredith Monk o Michael Nyman, e quella linea melodica reiterativa che, in Italia, ha trovato in Ludovico Einaudi una delle espressioni più popolari. Ne nasce una musica sospesa, nel segno dell'eclettismo stilistico, costruita su cellule melodiche reiterate e armonie rarefatte, nella quale già i titoli – Tra una stella e l'altra, Le vrai nom du vent, L'Ange de la vie, Sous Satie – delineano un immaginario di leggerezza, natura e memoria.

A intervallare il flusso musicale intervengono brevi testi recitati dalla stessa Celletti: un dialogo immaginario fra Satie e una bambina che si affaccia alla musica, evidente alter ego della compositrice, attraverso il quale l'omaggio assume una dimensione autobiografica più che filologica. Anche per questo le tre pagine di Satie finiscono per assumere il ruolo di punti di orientamento all'interno di un percorso eminentemente personale.

Nonostante una serata segnata dalla pioggia, il pubblico ha seguito con attenzione un concerto volutamente intimo, privo di effetti esteriori. Più che un omaggio a Erik Satie, Satie mon amour si rivela così il ritratto di un'eredità ormai pienamente assimilata e trasformata in una voce personale. 

Casentino, Toscana. NATURALMENTE PIANOFORTE ( da Musica JAZZ)

 

Nel pianoforte esiste un pedale speciale. Si chiama sustain: prolunga il suono oltre il gesto che lo ha generato, lo lascia respirare, lo fa durare nel tempo. È forse la più precisa definizione di sostenibilità che si possa trovare nell’arte. Ed è proprio da questa idea che nasce l’anima più profonda di Naturalmente Pianoforte: un festival che non porta la musica nel Casentino, ma la lascia crescere là dove già esiste. Che non occupa il paesaggio, ma vi risuona dentro.

Dall’11 al 19 luglio 2026, piazze medievali, castelli, foreste, fiumi e borghi silenziosi diventano co-protagonisti e parte viva della musica. Il festival, organizzato dall’associazione Pratoveteri APS insieme al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e al Comune di Pratovecchio Stia, abbraccia tutti e dieci i Comuni del Casentino in una rete di luoghi, persone e suoni che è già, di per sé, un’opera d’arte collettiva.

Il tema scelto per questa edizione, Nessun genere di confine, è una dichiarazione di metodo. E, la sinestesia – quella fusione continua tra suono, gesto, parola e paesaggio – è la struttura stessa del festival. Qui il jazz incontra la classica, il pianoforte dialoga con l’arte contemporanea, il fumetto si fa diario collettivo disegnato in tempo reale, la fotografia abbatte confini visibili e invisibili, il cibo racconta identità e radici.

La maggior parte degli eventi è a ingresso gratuito, perchè Naturalmente Pianoforte nasce da questo territorio e a questo territorio restituisce tutto, senza barriere, senza distanza tra il palco e chi ci vive.

Renzo Rubino

Il festival si apre con un’anteprima. Il 24 giugno (Fondazione Baracchi, Bibbiena, ore 21.00), Renzo Rubino porta in scena Cosa direbbe Lucio: un’ouverture intima e orchestrale dedicata al genio di Lucio Dalla, un omaggio narrativo che anticipa lo spirito dell’intera manifestazione. Un assaggio prima che tutto inizi l’11 luglio, in piazza Tanucci a Stia, sul palco la pianista russa Olga Moniakh con l’Orchestra OIDA di Arezzo, diretta dal maestro spagnolo Manuel Tevar. In programma due capolavori di Beethoven: il Concerto per pianoforte e orchestra “Imperatore” e l’Ottava Sinfonia. La grande classica apre la porta. Poi il festival si dilata in tutte le direzioni.

I CONCERTI: UN PANORAMA SENZA FRONTIERE

La sezione concerti principali obbedisce a una regola che il direttore artistico Enzo Gentile difende con orgoglio: “Proponiamo ogni anno artisti mai incontrati nelle edizioni precedenti”. Il risultato è un panorama vasto e a tratti sorprendente, che attraversa decenni di musica e geografie culturali lontanissime.

 
Rita Marcotulli

Rita Marcotulli dialoga con la voce di John De Leo in un omaggio visionario ai Pink Floyd. L’icona del soul jazz britannico Sarah Jane Morris arriva con Anders Olinder e The Sisterhood 1 e 2: un tributo personalissimo alle voci femminili che hanno riscritto la storia della musica come Billie Holiday, Nina Simone, Janis Joplin o Amy Winehouse. Francesca Tandoi, tra le pianiste più originali del nuovo jazz europeo, porta il suo Trio con Stefano Senni al basso e Pasquale Fiore alla batteria.


Gloria Campaner attraversa l’intera settimana con un pianismo capace di abitare mondi distanti: insieme a Valeria Solarino in un dialogo tra musica e parola, e con Paolo Ruffini in uno spettacolo che mescola ironia e profondità. Il teatro-canzone irrompe con Elio e Alberto Tafuri nella produzione speciale de La rivalutazione della tristezza, accompagnati da Giulio Molteni al basso e Martino Malacri alla batteria: una dimensione onirica dove la satira si fa poesia e il pianoforte diventa specchio dell’anima. È proprio questa capacità di tenere insieme mondi lontani (la comicità e il dolore, la leggerezza e la profondità), che definisce il carattere del festival.


L’ALBA DI ROMENA: IL MOMENTO CHE ESISTE UNA VOLTA SOLA

Il momento più atteso dell’intera edizione si consuma all’alba del 19 luglio, quando il buio cede al primo chiarore sulla Pieve di Romena. Qui il pianoforte di Gloria Campaner incontra la parola di Paolo Ruffini in Mi manchi. L’alba della mia felicità: un evento concepito per esistere una volta sola, in quel luogo, in quell’ora. Non uno spettacolo da replicare, ma un’esperienza da attraversare. Un’opera creata appositamente per il festival, che nasce e muore con l’alba.


 IL PIANOFORTE NEI BORGHI, NELLE STRADE, SOTTO LE STELLE

Ma il festival non abita solo i grandi palchi. La Colonna Sonora porta decine di pianisti nelle strade e nelle piazze di Pratovecchio, fino a che il suono non diventa paesaggio quotidiano. Musica nei borghi raggiunge gli angoli più remoti del Casentino come il Castello di Sarna dove la musica di Isabella Turso e la narrazione di Giorgio Volpi conducono in L’arte segreta della natura, un viaggio che sradica la nostra visione antropocentrica del mondo per rivelare che la creatività non è prerogativa esclusiva dell’essere umano.

Dal tramonto all’alba, sezione diretta da Denis Ferri, è lo spazio più libero e imprevedibile del festival: dalla dimensione performativa del Lungarno al La.B, una sorta di backstage condiviso dove musica, parola e gesto si incontrano nella forma più spontanea, fino al Podere Sommo alla Villa, dove l’alba del 17 luglio sarà accompagnata dal polistrumentista e biologo Renato Torre attraverso un sistema di cuffie silent concert che cattura e restituisce i suoni ambientali: il festival che ascolta la foresta, e la foresta che suona. Il 18 luglio, il sole sorge, invece, con Luis Di Gennaro che riarrangia i grandi successi dei Coldplay in un omaggio pianistico emozionale e intimo.

ARTE, FOTOGRAFIA, FUMETTO: QUANDO LA SINESTESIA SI FA VISIBILE

Accanto alla musica, Naturalmente Pianoforte continua a sviluppare una potente dimensione multidisciplinare. L’Arte Contemporanea, diretta da Afran (pseudonimo di Francis Nathan Abiamba), declina il concetto wagneriano di Gesamtkunswerk (l’opera d’arte totale), in mostre, installazioni e interventi diffusi nel paesaggio. Le Botteghe d’Arte in Natura (BAN) portano artisti e pianisti a lavorare fianco a fianco: il pubblico non assiste all’opera finita, ma al gesto vivo della creazione. Maestri d’arte: Silvio Boselli, Alessia Zari, Pierre Pintor, Savina Foresti, Samuele Piardi, Barbara Fumagalli, Sara Lovari, Elisa Zadi.

Giovanni Marrozzini firma la sezione fotografica con Isole. Un fotografo, dieci racconti fotografici e dieci scrittori: Alberto Rollo, Fabio Guarnaccia, Francesco Zani, Veronica Galli, Gabriele Cavallini, Massimo Gezzi, Marco Filoni, Angelo Ferracuti, Laura Pugno e Lorenzo Pavolini. A ciascun autore è stata affidata una sequenza di immagini accompagnata da una suggestione proposta dal fotografo. Nessuna consegna. Nessun obbligo di interpretazione. Le fotografie non illustrano i racconti. I racconti non spiegano le fotografie. Entrambi nascono dallo stesso incontro. Ogni Isola è una possibilità di attraversamento.

Giuseppe Scapigliati coordina la sezione Fumetto: Sudario Brando e Mattia Sarti trasformano il festival in un diario collettivo disegnato in tempo reale, giorno per giorno, ora per ora e Giorgio Franzaroli che parteciperà al racconto viaggiando con la Carovana.


LE PAROLE, LA CAROVANA, I PIÙ PICCOLI

Gli Incontri – Le Parole, curata da Andrea Scanzi e don Luigi Verdi, porta nei luoghi più suggestivi del Casentino, al tramonto e con il pianoforte sempre presente, un salotto di voci tra musica e riflessione. Ospiti: Anna Foglietta, Simona Molinari, Enzo Iacchetti, Nicola Gratteri e Giovanna Botteri.

La Carovana è il cuore nomade del festival: un trekking artistico nel Parco Nazionale in cui il pubblico diventa comunità in cammino. A guidarla, Nicola Doni, Andrea Pellegrini e gli artisti Luca Mauceri, Giorgio Franzaroli, Miriam Bardini, Stefania Ermini, gli scrittori Antonella Fioravanti (Viaggio nel mondo invisibile, Aboca edizioni) e Giulio Betti (Ha sempre fatto caldo, Aboca edizioni), e il progetto Pedala Piano. Ogni passo è una performance. Ogni incontro, un’opera.

Due novità ampliano ulteriormente i confini del festival. Armonie Naturali è la prima sezione dedicata ai più piccoli: una settimana di laboratori per bambini dai 5 ai 12 anni tra musica, arte e parola, realizzata in collaborazione con il Festival del libro di Bibbiena.

Nasce anche VIVERI, sezione ideata da Martina Liverani, giornalista e gastronoma, che porta la cultura del cibo dentro la narrazione del territorio: incontri e storie costruite attorno al progetto del Parco Nazionale ‘Aziende agricole consigliate dal Parco’, che restituiscono il legame profondo tra paesaggio, lavoro e identità.

 FORMARE MENTRE SI CELEBRA

La Classica, con la direzione artistica del M° Andrea Turini, costruisce un dialogo tra grandi interpreti e giovani talenti attraverso concerti e masterclass di alto perfezionamento: il pianoforte come strumento di trasmissione, non solo di esibizione. Naturalmente Jazz, Pop… è la masterclass del M° Massimiliano Calderai, rivolta a pianisti di ogni età che vogliono espandersi nei linguaggi della musica contemporanea. Il festival non celebra soltanto l’eccellenza: la fa crescere.

VERSO LA SOSTENIBILITÀ CERTIFICATA

Per il 2026, Naturalmente Pianoforte avvia il percorso verso la certificazione ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi. La campagna Naturalmente Green accompagna il pubblico verso pratiche eco-compatibili e forme di mobilità sostenibile, in un’attenzione concreta, coerente e quotidiana al territorio che lo ospita: un festival che nasce dentro un Parco Nazionale non può che farsene custode.

Gloria Campaner in concerto nel Casentino. 'Concerto agli alberi' ( da La Nazione)

 

Gloria Campaner: lo Strega su Rai 3 e poi il doppio concerto in Casentino

Mercoledì la finale su Rai 3, poi il doppio appuntamento a “Naturalmente Pianoforte”. Il racconto del rito segreto tra i faggi: “Ho suonato per gli alberi, mi hanno risposto”.

 Prima i riflettori di Rai 3 per l'atto finale del Premio Strega, poi l’abbraccio intimo e suggestivo del Casentino. Si annunciano dieci giorni densissimi per Gloria Campaner, pianista di fama internazionale che quest'estate ha scelto la Toscana come una delle tappe centrali del suo percorso artistico, tra gli ospiti di punta di Naturalmente Pianoforte (in cartellone dall’11 al 19 luglio).

Il primo appuntamento dell'agenda, ieri mercoledì 8 luglio a Roma: Campaner  sul palco di Piazza del Campidoglio al fianco di Pino Strabioli per condurre la finalissima dell’80ª edizione dello Strega, alternando la presentazione degli autori alle sue incursioni al pianoforte. Subito dopo la parentesi televisiva, la musicista si sposterà stabilmente in provincia di Arezzo per un attesissimo doppio appuntamento.

Il “concerto agli alberi”

Il legame profondo con il festival e il territorio in realtà è iniziato già nei mesi scorsi, quando la pianista è stata la protagonista assoluta del "Concerto agli Alberi": un esperimento d'avanguardia vissuto in totale solitudine, senza pubblico, microfoni o applausi, nel cuore più remoto e incontaminato del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Un vero e proprio rito ecologico in cui il pianoforte ha dialogato con il sistema vivo più antico del pianeta, anticipando quello che oggi anche la scienza riconosce: le foreste non sono mai silenziose, ma comunicano e reagiscono agli stimoli.

“Ho avuto la sensazione che la foresta respirasse con me – racconta la pianista, ricordando quei momenti intensi –. A un certo punto non capivo più dove finisse il suono dello strumento e dove iniziasse quello dell'ambiente. Le corde del pianoforte mi sembravano il prolungamento dei rami. Quando ho suonato il Notturno di Respighi le note si sono fuse con il vento, e con il Clair de lune di Debussy è arrivata una folata improvvisa tra le chiome, come una vera risposta degli alberi”.

Questa incredibile esperienza, documentata in un video che sta accompagnando il festival, farà da legante emotivo per i due impegni ufficiali (questi sì aperti al pubblico) della rassegna.

Il doppio appuntamento con Solarino e Ruffini

Il primo round casentinese è previsto per giovedì 16 luglio alle ore 21.30 in Piazza Tarlati a Bibbiena. Qui Gloria Campaner dividerà il palco con l'attrice Valeria Solarino nello spettacolo “Oltre le colonne d'Ercole. Guida al viaggio da Chopin a Stevenson”. Si tratta di un intenso dialogo tra musica e parola in cui i testi dei grandi poeti che hanno fatto del viaggio un genere letterario si intrecceranno alle atmosfere acquatiche di Debussy, alla delicatezza di John Field e al vento che attraversa i preludi di Chopin.

Il cerchio si chiuderà ufficialmente all'alba di domenica 19 luglio, nella cornice della Pieve di Romena. Alle prime luci del mattino, la pianista si esibirà insieme a Paolo Ruffini nella prima assoluta di “Mi Manchi. L'alba della mia felicità”, un progetto trasversale ed emozionante che fonderà note, teatro e la naturale suggestione del sole che sorge sulla pietra antica della pieve.

«Vogliamo che musica, paesaggio e persone tornino a sentirsi parte dello stesso respiro», commenta Simone Maglioni, presidente di Pratoveteri Aps, l'associazione che organizza la manifestazione. Dalla platea della TV di Stato alle piazze e ai sagrati del Casentino: l'estate di Gloria Campaner è pronta a lasciare il segno.