Non c'è pace a San Pietro: il progetto di un ristorante-bistrot-punto di ristoro sulla terrazza della basilica non s'ha da fare. E' stata lanciata sui social una petizione on line (indirizzata al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano) per raccogliere più firme possibili contro l'allestimento di un locale nella chiesa più sacra della cristianità e per chiedere una urgente verifica canonica sulla gestione interna di questo luogo di culto. Nella bufera è finito il cardinale romagnolo Mauro Gambetti, arciprete della basilica, più volte bersagliato da critiche per la sua impostazione ritenuta da molti cardinali e vescovi un po' troppo creativa. Nella petizione si sconsiglia poi il Vaticano a rinnovarlo nell'incarico.
I lavori
Sotto osservazione in ogni caso sono i lavori di ampliamento da lui decisi per creare un punto di ristoro sulla sommità della basilica. «Pur comprendendo le esigenze di accoglienza dei pellegrini, riteniamo che iniziative di carattere commerciale o para-commerciale all’interno o in stretta connessione con il principale luogo sacro della cristianità debbano essere valutate con estremo rigore. Il Codice Canonico stabilisce infatti che nei luoghi sacri «sia ammesso soltanto ciò che serve all’esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione» (can. 1210 CIC), e che « è vietato qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo» (ibid.). Inoltre, i luoghi sacri, per loro natura, devono essere preservati da usi impropri o anche solo percepiti come sconvenienti dai fedeli, in forza dei cann. 1205–1213 CIC sulla tutela giuridica dei luoghi sacri».
La violazione
«Anche quando non vi sia violazione formale di norme edilizie o amministrative, resta il profilo della convenienza canonica e pastorale, legato al dovere di custodire la speciale dignità del luogo» si legge. Nelle lamentele oggetto della petizione c'è anche quella relativa ad una presunta scarsa vigilanza, considerando i diverse profanazioni riscontrate nel corso degli anni, ultimo dei quali avvenuto il mese scorso. Per questi motivi i firmatari (per ora poco meno di duemila) chiedono una verifica canonica e pastorale e l'adozione di misure previste dal diritto per la tutela della santità del luogo di culto. Infine, si legge ancora, «in vista della prossima scadenza dell’incarico di Arciprete della Basilica di San Pietro, si consideri attentamente l’opportunità di un rinnovo, alla luce del bene dei fedeli e della massima tutela dovuta al luogo sacro».



