venerdì 9 ottobre 2026

La giudice che Gasparri voleva fosse ricusata, da ragione alla rai e rigetta il ricorso di Sigfrido Ranucci ( da Open, di Giovanni Ruggiero)

 

Sigfrido Ranucci non tornerà a Report: la decisione del giudice dà ragione alla Rai

Sigfrido Ranucci
Il giornalista aveva fatto ricorso contro la decisione della Rai di fine agosto di rimuoverlo dalla conduzione di Report. Al giudice chiedeva di annullare quella decisione e tornare al suo posto

Il Tribunale del lavoro di Roma ha rigettato l’istanza presentata dal giornalista Sigfrido Ranucci per il reintegro alla conduzione della trasmissione Report. La Rai aveva rimosso il giornalista dalla guida del programma di inchieste a fine agosto, dopo l’arresto dell’«amico fraterno» Valter Lavitola. Il faccendiere è indagato dalla procura di Roma come mandante dell’attentato proprio contro Ranucci nell’ottobre 2025.

Cosa aveva chiesto Ranucci al tribunale del Lavoro

Con il ricorso al giudice del Lavoro, l’avvocato Roberto De Vita che assiste Ranucci chiedeva «di accertare, in sede cautelare, l’illegittimità del provvedimento e di ordinare la revoca, con l’immediata reintegrazione di Ranucci nelle funzioni di autore e conduttore di Report». Ma il giudice del lavoro ha dato ragione ai vertici della Tv di Stato, che a Ranucci avevano offerto almeno tre alternative di pari grado per un cambio di ruolo nell’azienda.

Perché la Rai ha sospeso Ranucci per dieci giorni

Il verdetto arriva dopo settimane di tensione tra il giornalista e l’azienda, finite con un provvedimento disciplinare di dieci giorni di sospensione dal lavoro e dallo stipendio. La sanzione poggiava su quattro contestazioni. La prima riguarda 50 ingressi negli edifici Rai, nell’arco di sette anni, dell’amica Laura Cianfoni, fatta passare dalla sicurezza aziendale. La seconda, alcune dichiarazioni rivolte al deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto a proposito di un approfondimento giornalistico sul parlamentare di Fratelli d’Italia Gerolamo Cangiano. La terza, l’aver girato a Lavitola alcune comunicazioni interne del direttore della Direzione Approfondimento Paolo Corsini, che chiedeva a Ranucci più equilibrio in certe puntate di Report. L’ultima, le presunte offese alla reputazione e alla professionalità di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, i due che l’azienda aveva inizialmente designato alla conduzione.

Cosa ha risposto la Rai alle accuse

I legali del giornalista avevano contestato le accuse e chiesto all’azienda di produrre prove specifiche. La replica della Rai era stata che «non vi è alcun obbligo di discovery probatoria nella presente sede». De Vita aveva già annunciato l’intenzione di impugnare anche la sospensione, facendo notare che era arrivata mentre il giudice stava ancora valutando la richiesta di reintegro. Sul possibile ritorno di Ranucci alla conduzione si era espresso Corsini: «Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia». Il direttore aveva poi difeso l’operato dell’azienda: «Io quello che dovevo fare l’ho fatto. Stiamo lavorando serenamente, pensiamo di essere nel giusto e di avere fatto tutto correttamente». Il rigetto riguarda il ricorso urgente, e le motivazioni del giudice non sono ancora note nel dettaglio.

Bravo l'ex cancelliere

 

Schroeder da Putin per il compleanno, Merz 'profondamente indignato'© Provided by ANSA

 Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è "profondamente indignato" dal fatto che l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder abbia festeggiato con Vladimir Putin il suo compleanno a Mosca. Putin è "l'unico responsabile della guerra", ha aggiunto il portavoce Steffen Meier in conferenza stampa a Berlino, riferendo la posizione del leader tedesco. "Il cancelliere ritiene che sia immorale che Schroeder festeggi un giorno del genere con lui", ha concluso. La notizia dell'incontro di Schroeder con Putin a Mosca per il compleanno è rimbalzata sui media tedeschi da Mosca. (ANSA).

Un gioco macabro. Elisa Isoardi e il 'totomorte'- Dead Pool ( da Leggo, di Ida Di Grazia)

 Una foto pubblicata sui social si trasforma in un caso per Elisa Isoardi e il suo programma Bar Centrale, in onda su Rai1. A scatenare le polemiche è una storia Instagram della conduttrice, nella quale compare, sullo sfondo, una lavagna con un elenco di personaggi famosi. Non una lista qualsiasi, ma una sorta di «totomorte», con 22 nomi accompagnati dalle rispettive età.

La foto e la lista dei vip

Elisa Isoardi, bufera su Bar Centrale per il «totomorte» dei vip: nella lista anche Mattarella, Sophia Loren e Lino Banfi

L'intenzione di Isoardi era quella di mostrare un momento di pausa dietro le quinte del programma. Nello scatto, che ritrae una collaboratrice, la scritta «Momento prima lettura con popcorn». Ma l'attenzione degli utenti si è subito concentrata sulla lavagna alle sue spalle. Tra i nomi riportati figurano Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Mina e Liliana Segre. Nell'elenco compare anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla frase «speriamo di no».

La foto è stata rapidamente ingrandita e condivisa dagli utenti, che hanno diffuso screenshot della storia Instagram. Le immagini hanno così iniziato a circolare sui social, alimentando le critiche. Quello che sembrava essere un gioco interno alla redazione si è trasformato in una polemica pubblica. Numerosi utenti hanno giudicato la lista «un gioco macabro e di pessimo gusto», contestando soprattutto la presenza di personalità istituzionali e volti molto amati dal pubblico.

Nobel per la Pace a Navi Pillay ( da Quotidiano.Net) Lo dividerò con Trump - ha detto ironicamente Navi Pillay, attaccata duramente da Israele- ( P.A.)

  “Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno", è stata la reazione di Israele all’assegnazione del Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navanethem "Navi" Pillay, 85 anni, per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale.

Joseph Goebbels con la famiglia e Adolf Hitler

"Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno", è la nota incandescente del ministero degli Esteri israeliano. “Se esistesse un premio per le menzogne, l'odio e le accuse infamanti, Pillay sarebbe la favorita assoluta. Il suo ruolo nell'incessante demonizzazione di Israele, con motivazioni politiche, e nella promozione delle accuse di genocidio è eloquente".

https://www.quotidiano.net/video/esteri/il-nobel-per-la-pace-alla-giurista-sudafricana-navi-pillay-c9rek1wn

Ma a molti è sembrata una decisione giusta quella presa dalla Fondazione Nobel. Una "vittoria collettiva per i diritti umani", ha affermato Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Dello stesso avviso Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia: “Si manda un messaggio chiaro: La giustizia internazionale è lo strumento irrinunciabile per sconfiggere l'impunità, garantire paci durature e assicurare il rispetto dei diritti umani", ha sottolineato l'attivista. "Speriamo che il messaggio arrivi chiaro a quei leader che cercano di smantellare il sistema internazionale di protezione dei diritti umani e, con esso, la giustizia internazionale". La relatrice speciale dell'Onu per i Territori occupati, Francesca Albanese, sul proprio profilo di X ha scritto: “Congratulazioni, giudice Pillay! Il comitato, nell'assegnarle il Premio Nobel per la Pace, ha dichiarato: 'Un sistema giuridico internazionale in cui i criminali di guerra vengono chiamati a rispondere delle proprie azioni e le vittime di abusi vedono resa giustizia è una precondizione per un mondo pacifico'. Che questa giustizia abbia inizio in Palestina".

In Italia il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha postato su X: “Un riconoscimento davvero meritato e quanto mai opportuno, in un momento in cui il diritto internazionale è sottoposto a crescenti pressioni. Il suo impegno di una vita a favore dei diritti umani, della giustizia e del diritto internazionale ci ricorda che la pace può durare solo se vengono tutelati la dignità, la responsabilità e lo Stato di diritto. L'Ue sostiene con fermezza questi valori". Una scelta apprezzata anche dalla senatrice Susanna Camusso, capogruppo del Pd nella Commissione Diritti umani: "Applaudiamo al premio Nobel per la pace a Navi Pillay, avvocata che ha dedicato l'impegno di una vita al rispetto dei diritti umani e che si è distinta nel contrasto ai crimini di guerra sia nella Corte penale internazionale, che come Alto commissario Onu per i diritti umani che nella Commissione internazionale contro la pena di morte. Questo riconoscimento è un segnale chiaro e forte al mondo sul rispetto dei diritti umani".

I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Esteri di Camera e Senato hanno tirato in ballo la premier e Trump: “Ci spiace per Meloni che voleva dare il Nobel per la pace a Trump. E anche per Tajani convinto che il diritto internazionale valga fino a un certo punto. Questo premio alla giurista Navi Pillay è un riconoscimento importantissimo del ruolo delle Nazioni Unite e delle istituzioni di giustizia internazionali - come la Cpi contro cui Tajani ha perfino invocato un'inchiesta - nel denunciare e perseguire senza timore i criminali, per quanto potenti essi siano, come ha fatto Pillay riconoscendo il 'genocidio' di Gaza e raccogliendo migliaia di prove contro Netanyahu e i vertici militari israeliani. In un periodo storico in cui i buoni vengono puniti e infangati dai cattivi a cui danno fastidio e in cui, come prevedeva Orwell, i fautori delle guerre si proclamano costruttori di pace, fa piacere constatare che almeno in un caso la vera bontà venga riconosciuta".

Roma, Accademia di Santa Cecilia. Theodora di Haendel. Lunedì 16 novembre

 

MONTEVERDI CHOIR E GLI ENGLISH BAROQUE SOLOISTS PORTANO A ROMA LA “THEODORA” DI HANDEL PER LA SUA UNICA ESIBIZIONE IN ITALIA
 
Unica rappresentazione italiana il 16 novembre 
all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia 
 
Christophe Rousset dirige il celebre oratorio di Händel con un cast internazionale che comprende Marie Lys, Alice Coote e Iestyn Davies
 
Lunedì 16 novembre 2026 – ore 20:00
Accademia Nazionale di Santa Cecilia 
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma – Sala Sinopoli
 

Dopo quattro concerti in Sudamerica e l’apertura del loro tour europeo a Parigi, il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists arrivano a Roma all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per l’unica rappresentazione italiana della “Theodora” di Händel, un’opera raramente messa in scena che racconta una storia intensa di coscienza, fede e libertà.
 
Lunedì 16 novembre, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Christophe Rousset dirigerà il celebre oratorio drammatico di Händel nell’ambito della stagione di musica da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. 

Ad affiancare il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists c’è un cast internazionale che vede Marie Lys nel ruolo di Teodora, Alice Coote in quello di Irene, Iestyn Davies in quello di Didimo, Guy Cutting in quello di Settimio, John Chest in quello di Valente e Jonathan Hanley in quello del Messaggero. 

 

Composta nel 1749 su un libretto inglese di Thomas Morell, Theodora fu il penultimo oratorio di Händel. La storia della martire cristiana è una delle opere più intensamente drammatiche ed emotivamente profonde del compositore, caratterizzata da una visione introspettiva, da personaggi principali psicologicamente sfaccettati e da un coro che occupa il centro stesso del dramma. 

 

Lo spettacolo prosegue l’esplorazione dell’oratorio di Händel da parte del Monteverdi Choir & Orchestras attraverso esecuzioni concertistiche “messe in scena”. Christophe Rousset conferisce all’opera il suo caratteristico brio operistico, con la regia di Tom Guthrie. Il recitativo è trattato come prosa teatrale, mentre la recitazione, la gestualità e i movimenti misurati scaturiscono dal linguaggio emotivo della partitura. Il coro diventa un partecipante attivo nella vicenda drammatica, e i suoi colori vocali mutevoli creano l’universo di Theodora senza bisogno di scenografie elaborate.

 


Alla sua prima rappresentazione, il 16 marzo 1750 al Covent Garden Theatre di Londra, Theodora non riuscì a conquistare il grande pubblico, sebbene trovasse estimatori tra musicisti e intenditori. Un tempo sottovalutata dai contemporanei di Händel, è oggi riconosciuta come una delle sue opere più importanti, contenente alcune delle sue arie più celebri, tra cui “As with rosy steps the morn”, “With darkness deep” e “Angels ever bright and fair”.

 

Il Monteverdi Choir è tra i principali interpreti al mondo degli oratori di Händel, e Theodora  ne sfrutta appieno la gamma espressiva. Il coro è al centro del dramma, passando dalla devozione e dalla vulnerabilità della comunità cristiana alle esuberanti festività dei pagani romani.

 

La tournée internazionale ha avuto inizio il 2 novembre al Teatro Colón di Buenos Aires, seguita da rappresentazioni a Montevideo, Lima, San Paolo e Parigi. Dopo l’unica rappresentazione italiana a Roma il 16 novembre, Theodora si sposterà a Oxford il 18 novembre e a Londra il 19 novembre.
 
Händel Theodora
oratorio drammatico in tre atti

Monteverdi Choir
English Baroque Soloists
direttore Christophe Ruote
messa in scena Tom Guthrie
Theodora Marie Lys
Irene Alice Coote
Didimo Iestyn Davies
Settimios Guy Cutting
Valente John Chest
Messaggero Jonathan Hanley

Biglietti da € 28 a € 52