Le borse americane sono di nuovo vicine ai massimi storici. È una notizia che può sconcertare, visto quello che sta accadendo in Iran e tutto quello che si sente dire sulle conseguenze catastrofiche di questa guerra. Ma per spiegarla può aiutare un rapporto della Bank of America, uno dei più grandi istituti di credito americani, che parla dell'ottima salute dell'economia statunitense e in particolare la tenuta dei consumi. Nonostante tutti i problemi di carovita, l'aumento del prezzo della benzina. Tutto questo deve indurci a essere un po' meno apocalittici e a ragionare con freddezza e lucidità quando parliamo di economia. L'economia americana non è quella più danneggiata dalla guerra in Medio Oriente, dallo shock energetico, anche se ci sono delle ripercussioni interne. Tuttavia, l'America è il paese meno esposto a una penuria di energia, visto che ce l'ha in casa in abbondanza. Ma in generale, se pensiamo che poco più di un anno fa c'era il famoso Liberation Day, l'annuncio dei super dazi di Donald Trump. Fior di economisti fecero delle previsioni apocalittiche sul crollo delle esportazioni italiane. Il disastro del made in Italy che non si sarebbe più venduto in America a causa dei super dazi. Beh, a un anno di distanza la situazione è ben diversa e per fortuna molto molto migliore. A New York si è conclusa pochi giorni fa una rassegna di Altagamma, quell'associazione che riunisce tutti i grandi marchi del lusso italiano ed è stata una manifestazione a dir poco trionfale. Il lusso italiano continua a vendersi molto, molto bene negli Stati Uniti. Merito ovviamente della qualità dei prodotti italiani. Ma è anche la conferma che non c'è stata quella recessione che tanti economisti pronosticavano. Non c'è stato quel crollo dei consumi, non c'è stato quel disastro che i dazi di Trump dovevano provocare. E questo è importante, importante per tante ragioni che l'apocalisse non ci sia. In generale è una buona notizia, ma è anche importante perché dovremmo imparare a non cedere al riflesso del panico automatico, non dichiarare a ogni conflitto che è la terza guerra mondiale, a ogni crisi energetica che è senza precedenti, in realtà i precedenti ci sono, ce ne sono tanti. E lo studio della storia aiuta a mettere le cose nel loro contesto, è il miglior ansiolitico che si possa consumare senza effetti collaterali.