A Covo arriva il divieto di burqa in municipio, in biblioteca e palestre. Da oggi, giovedì 13 agosto, non sarà consentito accedere integralmente con il volto coperto non solo negli uffici e nelle strutture comunali ma nemmeno partecipare alle manifestazioni con accessi controllati promosse dal Comune. A prendere la decisione il sindaco leghista Andrea Capelletti con un'ordinanza che avrà provvisoriamente la durata di 60 giorni. «Nel nostro comune – afferma Capelletti – nessuno viene giudicato per come si veste, per la propria cultura o per la propria fede. Ma quando si entra in una struttura pubblica, la sicurezza e la possibilità di identificare una persona devono essere garantite. È una regola semplice, uguale per tutti e dettata da una sola esigenza: tutelare cittadini, dipendenti e operatori».
Il provvedimento riguarda il palazzo municipale, gli uffici comunali, la biblioteca e le altre strutture aperte al pubblico, oltre alle manifestazioni organizzate, promosse o patrocinate dal Comune quando siano previste procedure di identificazione. Chi entra dovrà mantenere il volto normalmente visibile e consentire la propria identificazione quando richiesta dal personale addetto o dalle forze di polizia. L'ordinanza, spiega l'Amministrazione comunale, nasce anche in seguito a segnalazioni relative alla presenza, in prossimità di esercizi commerciali e uffici pubblici, di persone con il volto integralmente coperto. Il Comune precisa però che il provvedimento non attribuisce alcuna presunta pericolosità alle persone segnalate e non introduce un divieto basato sull'appartenenza religiosa, culturale, etnica o nazionale.
Restano escluse dal divieto le situazioni previste dalla legge, comprese le esigenze sanitarie, lavorative e di sicurezza sul lavoro, oltre alle attività sportive, artistiche, culturali, storiche o tradizionali autorizzate. Anche in questi casi, però, qualora sia necessaria una verifica dell'identità, potrà essere richiesta la momentanea scopertura del volto. L'operazione dovrà avvenire nel rispetto della dignità della persona e, quando necessario per ragioni di riservatezza, attraverso personale dello stesso sesso.
Negli esercizi commerciali e negli altri luoghi privati aperti al pubblico, invece, continuerà ad applicarsi la normativa statale vigente. Lo stesso vale per parchi, piazze e aree mercatali.
Il Comune sottolinea inoltre di non voler attribuire ai propri dipendenti poteri che non hanno né sostituirsi alle forze dell'ordine. In caso di rifiuto, comportamenti oppositivi o elementi concreti di pericolo, sarà richiesto l'intervento della Polizia Locale o delle altre forze di polizia competenti.
«Non stiamo introducendo una guerra contro qualcuno – aggiunge il sindaco –. Stiamo affermando un principio di buon senso: dove è necessario sapere chi sta entrando, chi sta accedendo e chi sta partecipando a un evento sottoposto a controllo, quella persona deve poter essere identificata».
L'ordinanza resterà in vigore per un massimo di 60 giorni. Nel frattempo la Polizia Locale monitorerà gli episodi rilevati, le richieste di intervento e le eventuali violazioni. Al termine del periodo l'Amministrazione valuterà se permangano le condizioni che hanno portato all'adozione del provvedimento. «La sicurezza non si fa con gli slogan – conclude Capelletti –. Si fa con regole chiare, controlli corretti e responsabilità».