domenica 1 novembre 2026

Rapporto Coop 2026. Come sono gli italiani

 

Presentato a Milano il Rapporto Coop 2026 - Consumi e stili di vita degli italiani, curato da Albino Russo, Direttore Generale ANCC Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori). L'indagine fotografa il sentire economico e sociale del Paese, in un contesto appesantito dall'inflazione, da un nuovo conflitto bellico e dalle incertezze future. La famiglia (per il 64 per cento degli italiani e delle italiane intervistati) resta il porto sicuro. Gli italiani consumano meno ed evitano gli sprechi non solo per il fattore economico. “Il quadro che emerge dal Rapporto Coop è quello di un Paese in stallo, contrassegnato da una sempre più forte polarizzazione sociale con una classe media in grande difficoltà - commenta Domenico Brisigotti Presidente Coop Italia - Chi come noi opera sul mercato deve fare particolare attenzione a una domanda che continua ad essere debole. Una possibile ma non auspicabile ripresa dell’inflazione, magari alimentata dalla pressione dell’energia, potrebbe innescare una spirale al ribasso negli acquisti sia quantitativa che qualitativa". "E ci auguriamo - continua Brisigotti - che aggravi ulteriori, pur nati sotto auspici condivisibili per l’obiettivo che si prefiggono, come la Sugar e la Plastic Tax (attualmente rinviate al gennaio 2027) non aggiungano ulteriori costi

Burioni: perchè questo Parlamento vuol riammettere nell'ordine professionale i medici, i no Vax, antiscientifici e per questo a suo tempo radiati? ( da Corirere toscano) Perchè è un Parlamento di ignoranti ( P.A.)

 

Burioni: "I medici no vax avevano torto, bugie dei politici sono intollerabili"


“Quando sento ogni giorno politici, deputati e senatori che diffondono quotidianamente bugie pericolose sui vaccini, è intollerabile”. Il professor Roberto Burioni, ospite di Che tempo che fa oggi nella puntata dell’1 novembre, si esprime così dopo il voto parlamentare con cui sono stati reintegrati i medici ‘no vax’ radiati dopo la pandemia covid. “L’ordine dei medici l’ha radiati, c’è un atto del Parlamento che sconfessa l’ordine dei medici. Il dottor Anelli, che è il presidente del nostro ordine, si è espresso contro” la decisione del Parlamento. “Ma questo è ovvio. La gravità di questo provvedimento è che diffonde diffidenza sui vaccini, c’è sotto il messaggio che forse questi” medici “avevano anche un po’ ragione e non avevano tutti i torti a non vaccinarsi. No, hanno avuto tutti i torti”, dice Burioni conversando con Fabio Fazio. 

“Quando noi introduciamo questa incertezza soprattutto nei genitori dei bambini, poi succede che una signora di Palermo, spaventata perché qualcuno diceva che i vaccini fanno venire l’autismo, non ha fatto vaccinare la figlia. E la figlia è morta di difterite. Io non me la prendo con la signora, poveretta. Quando sento ogni giorno politici, deputati e senatori che diffondono quotidianamente bugie pericolose sui vaccini, è intollerabile. La salute pubblica non è di destra o di sinistra. E’ salute, basta”, aggiunge il virologo. 

Meloni per la Rai . Il Parlamento starebbe preparando la 'sua' riforma e sarebbe già a buon punto

 

Rai: Meloni: riforma? Siamo a buon punto

La riforma della Rai “è materia della quale si sta occupando il Parlamento, ma mi pare si sia a buon punto”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Bruno Vespa per il libro “Storia della seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni. Da Prodi a Schlein”, in uscita per Mondadori-Rai libri.

“Finalmente, toglieremo alla sinistra anche questo argomento”, ha continuato la premier nelle sue dichiarazioni, senza risparmiare un attacco frontale alle opposizioni. “La questione, però, spiega bene quanto siano ridicoli. L’attuale legge sulla Rai è stata fatta dalla sinistra, che l’ha poi usata per anni per definire la governance della Rai. Poi, ha aggiunto, quando siamo arrivati al governo noi, hanno detto che la legge andava cambiata perché dava troppo potere alla politica in Rai”.

“Ecco, questa è la sinistra in Italia”, ha concluso.

Chi dopo Mattarella al Quirinale se vince il centrodestra? ( da Il Messaggero). Per le elezioni al Quirinale, si spera comunque che non vinca il Centrodestra alle politiche e che ci sia di meglio da candidare ( P.A.)

Chi dopo Mattarella, se il centrodestra vincesse le elezioni (e, al momento, i sondaggi li danno in svantaggio)? Meloni, nelle frasi che escono dalle anticipazioni dell'ultimo libro di Bruno Vespa, sembrerebbe chiamarsi fuori: «Sono concentrata su quello che sto facendo, non è nei miei piani», dice la premier. Che sia tattica oppure no, in ogni caso la leader Fdi aggiunge un ragionamento: «Non si capisce perché debba fare scandalo l'idea che una personalità di conservatrice della cultura possa un giorno ambire a quel ruolo». Ora, detto che tutto dipende dalle elezioni del 2027 - che siano in primavera o che siano a fine legislatura cioè in autunno - è chiaro che a destra ci stanno pensando.

Se l'attuale maggioranza (ri)vince le elezioni che succede? Che a "dare le carte", in Parlamento, sarà il centrodestra e in particolare Fratelli d'Italia, primo partito italiano e di gran lunga primo partito della coalizione, senza avversari. Con i sondaggi attuali, Lega, Forza Italia e Noi Moderati in tre fanno la metà dei voti di Fdi. Dunque toccherebbe a Meloni, che ovviamente se vincesse le elezioni sarebbe ancora a Palazzo Chigi, fare la prima mossa. Non uno scandalo e non è un golpe. Funziona così, da che mondo è mondo. Mattarella, ad esempio, nel 2015 fu la proposta fatta da Matteo Renzi, allora premier e leader del Pd, che in quella circostanza ruppe il patto del Nazareno siglato con Silvio Berlusconi.

Se vince il centrodestra, chi va al Quirinale? Meloni si sfila, i 4 nomi per il dopo Mattarella (da Mantovano a Fini)

E allora chi, se non Meloni? Tra gli attuali ministri, in passato si è parlato sia di Carlo Nordio che di Guido Crosetto. Ma il primo si è già chiamato fuori più volte ("dominus, non sum dignus", disse nel 2022) e ha già annuncaito che, finita l'esperienza di via Arenula tornerà "ai miei gatti", senza neppure ricandidarsi. Diverso il discorso per Crosetto, che già quasi cinque anni fa raccolse diversi consensi - 114 in totale - da destra ma forse non solo. E' vero che nel frattempo Crosetto è stato il ministro della Difesa del governo Meloni, che qualche volta ha polemizzato con giudici e avversari, ma rimane un nome spendibile, non proveniente dalla destra italiana, antifascista dichiarato, co-fondatore di Fdi ma non esattamente uomo di partito.

Si vedrà. Alle elezioni per il Quirinale mancano oltre 2 anni, un'era geologica.

Poi, tra gli uomini più vicini a Meloni, nella lista dei quirinabili c'è sicuramente Alfredo Mantovano, sottosegretario a Palazzo Chigi, attualmente già "tessitore" dei rapporti tra il governo e il Colle. Uomo di equilibrio, di mediazione, cattolico, un moderato con buoni rapporti bipartisan, profondo conoscitore delle regole parlamentari e costituzionali, sul quale anche le opposizioni forse avrebbero poco da dire.

Se vince il centrodestra, chi va al Quirinale? Meloni si sfila, i 4 nomi per il dopo Mattarella (da Mantovano a Fini)

Risponde a questi criteri anche il nome di Raffaele Fitto, fedelissimo di Meloni, sicuramente uno di quelli di cui Meloni si fida di più in assoluto. Anche lui, ormai, ha un curriculum di tutto rispetto: già governatore della Puglia, ministro dei Rapporti con la Ue, ora vicepresidente della Commissione guidata da von der Leyen. Un'europista, e atlantista, convinto, di chiara fede. In più l'estrazione democristiana sicuramente aiuta. Fitto è un altro che ha ottimi rapporti anche con le opposizioni, che tesse tele, che fa del dialogo e della mediazione le sue armi. In più, per la sua naturale riservatezza (in 4 anni non ha mai concesso un'intervista) non è finito sotto i riflettori per polemiche di parte o scivoloni.

Infine c'è la suggestione Fini. Impossibile? Chi lo sa. Di sicuro l'ex leader di An sta per uscire definitivamente dalle maglie giudiziarie: per la vicenda della casa di Montecarlo, di proprietà del partito e venduta al genero Giancarlo Tulliani, per Fini la procura ha chiesto l'archiviazione in appello, dopo la condanna a 2 anni e 8 mesi in primo grado. Fini, da tempo, è tornato ad apparire in pubblico ed è anche tornato "a casa", partecipando alla festa di Atreju nel 2025, 17 anni dopo l'ultima ospitata e dopo lo strappo con la storia della destra italiana, che lo porto' ad essere fischiato e contestato al funerale di Pino Rauti, a Roma.

Meloni, Premier del paese di Pulcinella: a proposito di auto, potete sbizzarrirvi con le targhe personalizzate (da Il Mattino). Tutto il Paese era in trepidante attesa di questa decisione del Governo. Buffoni! Meloni , ci parli dei tagli alle pensioni, al personale della scuola...

 

Targhe per auto personalizzate, Meloni: «Ci si potrà sbizzarrire come si ritiene, la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere»© - licenza temporanea -

Scegliere il contenuto della targa della propria auto sarà possibile a pagamento, con una spesa complessiva di 600 euro per la coppia anteriore e posteriore. È una delle novità previste dalla riforma del Codice della strada, licenziata da Palazzo Chigi e ora sottoposta al vaglio di vari pareri. La personalizzazione resterà però entro confini precisi: formato, numero massimo di caratteri e struttura sintattica saranno soggetti a vincoli rigidi, mentre le modalità effettive dovranno essere definite dalle norme applicative.

 

Come funziona la targa per auto personalizzata

A confermare l’introduzione delle targhe personalizzate è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi successiva all’approvazione della manovra da parte del Consiglio dei ministri. «A proposito di auto, una nota che si potrebbe definire di colore, introduciamo la possibilità per chi se ne vorrà avvalere di avere delle targhe personalizzate: ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo. E qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere», ha dichiarato la premier. In quella sede non sono state illustrate le tempistiche di introduzione.

 

Quanto costeranno e quali combinazioni saranno ammesse

Il testo del nuovo Codice precisa per la prima volta gli importi a carico degli automobilisti interessati. Per ottenere le due targhe occorrerà versare 500 euro al Poligrafico dello Stato e altri 100 euro al ministero dei Trasporti, al quale resterà la consegna materiale alla Motorizzazione civile. Il totale previsto è dunque di 600 euro.

La riforma stabilisce che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa rilasciare, su richiesta, targhe con «una successione e un impiego di caratteri alfanumerici personalizzati». Una possibilità che offrirà maggiore libertà rispetto alla sequenza attuale, composta da due lettere, tre numeri e due lettere. L’ampiezza concreta della scelta dipenderà tuttavia dalle disposizioni applicative, chiamate a definirne le modalità.

La personalizzazione non consentirà qualsiasi combinazione: il testo prevede il divieto di sequenze offensive, ambigue o potenzialmente fuorvianti. Ogni targa dovrà inoltre essere unica.

Per le auto già immatricolate si prospetta la possibilità di ottenere una targa personalizzata soltanto in caso di reimmatricolazione per furto, smarrimento o deterioramento di quella esistente. Si tratta però di una possibilità che la norma non indica esplicitamente.

 

Le scadenze e il ruolo delle norme di attuazione

Il percorso della riforma prevede che il Governo emani il decreto legislativo finale entro la primavera del 2027. L’entrata in vigore del nuovo Codice della strada è fissata al 30 aprile 2027, ma questa scadenza non coincide con l’avvio delle nuove disposizioni sulle targhe.

Le nuove norme scatteranno infatti il 1° gennaio 2028 e, in ogni caso, non prima che siano trascorsi 180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento. Si prospetta quindi anche un possibile slittamento dell’applicazione al 1° aprile 2028.

L’Aci spiega che la disponibilità delle targhe personalizzate già dal 1° gennaio 2028 non è garantita: i tempi effettivi dipenderanno dalle norme di attuazione.

Opera di Roma. Falstaff di Giuseppe Verdi in diretta tv ( Rai 3) questa sera ( da Teatrionline)

 

Teatro dell’Opera di Roma, il Falstaff di Verdi diretto da Mariotti in diretta su Rai3


 

Il 1° novembre alle 20.40 con la regia di Tatjana Gürbaca e Luca Salsi protagonista

Il 1° novembre alle 20.40 con la regia di Tatjana Gürbaca e Luca Salsi protagonista. Arriva in diretta e in mondovisione su Rai 3 la nuova produzione di Falstaff, l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi ora in scena all’Opera di Roma, con la direzione di Michele Mariotti.

L’ultima recita, in programma al Teatro Costanzi domenica 1° novembre, sarà trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai 3 a partire dalle 20.40. La serata, realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, è raccontata ai telespettatori dagli attori Cristiana Capotondi e Maurizio Lastrico. La regia televisiva è curata da Fabrizio Guttuso Alaimo. E quello del 1° novembre su Rai 3 diventerà un appuntamento fisso: sarà la serata inaugurale delle prossime stagioni dell’Opera di Roma, a partire dal 1° novembre 2027, quando andrà in scena La clemenza di Tito di Mozart, seguita il 1° novembre 2028 dal Don Carlos di Verdi, proposto nella versione in cinque atti in francese. Sempre con il Direttore musicale Michele Mariotti sul podio.

La regia di questo nuovo Falstaff è affidata alla tedesca Tatjana Gürbaca, al suo debutto assoluto in Italia dopo i successi riscossi nei maggiori teatri europei. Protagonista sul palco è Luca Salsi, baritono dalla carriera internazionale, che negli ultimi anni è diventato interprete di riferimento per la parte di Sir John Falstaff, cantandola in teatri come la Staatsoper di Vienna o il Liceu di Barcellona. Accanto a lui sono impegnati Maria Agresta come Mrs. Alice Ford, George Petean come Ford, Violeta Urmana nei panni di Mrs. Quickly, Marina Monzò in quelli di Nannetta, Dave Monaco nella parte di Fenton e Carmen Artaza come Mrs. Meg Page. Completano il cast Carlo Bosi (dottor Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola). Il coro è istruito da Ciro Visco. Le scene sono di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett e le luci di Stefan Bolliger.

«La messa in onda in prima serata su Rai 3 del Falstaff di Verdi – dice il Direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi – resa possibile grazie alla sinergia con l’Opera di Roma, conferma l’impegno di Rai Cultura nel rendere la grande musica accessibile al pubblico più ampio possibile. Perché l’opera può raggiungere e sorprendere anche chi non la frequenta abitualmente, e la televisione è un ottimo mezzo per portare a tutti la forza del suo linguaggio e le emozioni che essa trasmette».

«Siamo particolarmente felici – dice il Sovrintendente dell’Opera di Roma Francesco Giambrone – di proseguire un progetto avviato lo scorso anno con Rai Cultura, sotto l’egida del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, che ha visto la trasmissione in prima serata su Rai 3 della Tosca di Puccini nel 125esimo anniversario della nascita dell’opera, seguita da quasi 600.000 persone. La collaborazione con la Rai, dunque, si consolida e continua quest’anno e nei prossimi, quando il 1° novembre diventerà la nostra serata inaugurale di stagione, sempre proposta in prima serata TV, con l’obiettivo di portare la Prima dell’Opera nelle case di tutti avvicinando il teatro alle persone. Quest’anno proponiamo un nuovo Falstaff, affidato al nostro direttore musicale Michele Mariotti, che viene presentato in una recita straordinaria programmata appositamente per la trasmissione Rai, dopo lo straordinario successo delle recite in teatro, che già hanno fatto registrare la presenza di più di 10.000 spettatori».

«Con Falstaff si entra in un laboratorio teatrale perfetto – conclude Michele Mariotti – Ed è un’opera perfetta anche per la televisione, perché è una commedia, anche se non si ride mai davvero, ma si sorride con il disincanto tipico di Verdi. Per l’orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: la scrittura è virtuosistica, ricca di interventi solistici e richiede brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Ma sono proprio la libertà strutturale e l’unicità del coinvolgimento tra buca e palcoscenico a rendere quest’opera il primo grande capolavoro che guarda al Novecento».

Info: www.operaroma.it

DA UN 'PEZZO DI MERDA' DI PRESIDENTE, Trump, L'INSULTO AD UN APESE EUROPEO, Norvegia definito ' CESSO ID PAESE' ( Adnkronos)

 

"Norvegia cesso di Paese?" Oslo risponde a Trump con una gallery di toilette spettacolari

 Una carrellata fotografica con i bagni pubblici più belli. Oslo ha risposto con ironia alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che domenica, durante un comizio, ha dichiarato di essersi visto negare il Premio Nobel per la Pace e ha definito pertanto la Norvegia un "cesso di Paese". E se il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide aveva risposto prontamente alle dichiarazioni del tycoon, ribadendo l'indipendenza della commissione che assegna il premio, l'ente turistico del Paese è andato ben oltre, pubblicando nel suo sito web 'Visit Norway' le immagini dei bagni più belli presenti sul suo territorio.  

"La Norvegia ha reso di nuovo grandiose le toilette pubbliche!", ha scritto l'agenzia, pubblicando immagini di alcune delle più sorprendenti toilette pubbliche del paese e aggiungendo: "Queste toilette meritano una visita, sia quando ne avete davvero bisogno, sia quando non ne avete bisogno". Dunque, dopo l 

le parole di Trump, durante un comizio in Michigan - "francamente, la Norvegia fa schifo. La Norvegia è diventata un cesso di Paese" -ecco la sorprendente risposta di Visit Norway, che ha mostrato le opere di architetti di fama internazionale, che hanno trasformato, lungo 18 itinerari panoramici, semplici latrine stradali in vere e proprie attrazioni. Diverse di queste hanno vinto premi internazionali di architettura.  

L'agenzia per il turismo norvegese ha realizzato una serie di bagni pubblici di design (che si possono vedere qui) , molti dei quali architettonicamente straordinari e tutti in grado di offrire panorami mozzafiato, affacciati su fiordi, accanto a fiumi impetuosi e cascate spumeggianti, e in punti panoramici di grande effetto. Combinando linee pulite e minimaliste con il paesaggio aspro e suggestivo del fiordo, i bagni sono famosi per le loro ampie vetrate oscurate, che offrono ai visitatori una vista panoramica pur rimanendo invisibili dall'esterno.