domenica 1 novembre 2026

Qualche piccola (!) critica alla manovra che non piace quasi a nessuno ( da La Repubblica)

 

Sciopero generale Cgil e Uil, il corteo contro la manovra a Genova© fornito da La Repubblica

MILANO – La digestione dei 157 articoli della manovra - inviata venerdì sera alla Camera – fa emergere i bocconi amari. Scuola, sanità, previdenza: sono i fronti su cui si coagulano le critiche di opposizioni, sindacati, associazioni. Il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, parla di una Legge di bilancio che «per finanziare la propaganda» taglia sulla scuola e «investe risorse insufficienti nella sanità». Il M5S rincara: «Vergogna assoluta».

La Cgil vede un testo «al di là delle peggiori aspettative», opera di un governo «di un altro pianeta», incapace di rispondere ai bisogni a partire da un’inflazione (5,4% a ottobre) che rende terribilmente lontano per le famiglie il 27 del mese. Non a caso, dato Eurostat sul secondo trimestre, in Italia la propensione al risparmio crolla dell’1,2% contro il -0,2% continentale.

La Caritas: “Interventi frammentati”

Non è a da meno la Caritas, che con il direttore don Marco Pagniello legge «interventi frammentati» e richiama su ogni aspetto: equità fiscale («trattamenti differenti tra contribuenti simili», riferimento alla flat tax); contrapposizione giovani-anziani; diritto alla salute concesso «soltanto di chi può permetterselo». Bollente, questo fronte. La Cgil lamenta «appena 2,4 miliardi alla sanità», cifra che non copre né inflazione né assunzioni necessarie, e calcola che «il fabbisogno sanitario sprofonderà dal già risicato 6,14% del Pil di quest’anno al 5,83% del 2029: valori assolutamente insufficienti».

Sulle barricate la Confindustria dispositivi medici, che minaccia «azioni legali». Nel mirino «l’inutile» 0,1% di incremento del budget (146 milioni): «Sa di beffa». Ma soprattutto spaventano i «12,5 miliardi che costerà alle imprese il payback nel 2019-2029»: la manovra copre 1,4 miliardi dei 4 risalenti al solo 2019-2023, lasciando gli altri 2,6 in capo alle imprese in aggiunta al nuovo «che si continua a generare e cresce di 1,5 miliardi l’anno».

La scuola perde 7mila posti

Stride con quanto visto nelle piazze in questi giorni il taglio di 7mila posti nella scuola, 4.925 docenti dell’autonomia degli istituti e 2.049 nel personale Ata, per risparmi annui di 252 milioni dal 2028. Scelta «gravissima e inaccettabile» per la segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci. Mossa che Marcello Pacifico, a capo dell’Anief, abbina ai tagli già disposti con la manovra 2025 e che «rischia di aggravare ulteriormente le criticità del sistema scolastico». Prorogato, intanto, il buono da 1.500 euro per le famiglie che mandano i figli alle paritarie (20 milioni), arriva all’obbligo per gli editori di produrre edizioni digitali dei testi alla metà del costo.

Pensioni della discordia

Il taglio delle rivalutazioni delle pensioni, da cui il governo fa cassa per oltre 14 miliardi in dieci anni, mette dalla stessa parte Cgil e Federmanager. Per quest’ultima gli assegni «non sono salvadanai da rompere». Tania Scacchetti dello Spi difende i pensionati che «negli ultimi trent’anni hanno già perso oltre 100 miliardi»: a pagare non solo i titolari di assegni d’oro (l’impatto si sente dai 2.447 euro lordi mensili) ma chi ha «maturato la pensione dopo una vita di lavoro».

Angelo Bonelli (Avs) punta il dito contro lo “sconto” al 20% ai concessionari delle slot per chiudere il contenzioso sul contributo da mezzo miliardo imposto nel 2015, di cui quasi 90 milioni risultano ancora non versati. Anche i Comuni montani bocciano il testo e sperano nel Parlamento, dove la manovra arriva con una “dote” da 120 milioni per il 2027 e altrettanti per il 2028 per le modifiche proposte dagli eletti. Il vicepremier Antonio Tajani schiera FI per «ottenere la previdenza dedicata per il comparto Difesa e sicurezza». L’altro vice, Matteo Salvini, non esclude nuovi interventi sulle banche: «Se il Parlamento riterrà di chiedere di più, è sovrano». A giorni la presidenza della commissione Bilancio di Montecitorio stilerà il calendario dei lavori: si va verso audizioni tra il 9 e il 12 novembre ed emendamenti entro il 17.

Meloni: non riesco a capire la sinistra sul Quirinale ( da Il Tempo). Posso modestamente spiegarglielo io ( P.A.)

 

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospite della trasmissione Rai Porta a porta, condotta da Bruno Vespa, Roma 22 settembre 2026. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

“Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani”. Lo afferma Giorgia Meloni intervistata da Bruno Vespa nel suo ultimo libro. La presidente del Consiglio aggiunge però: “Detto questo, non si capisce perché debba fare scandalo l’idea che una personalità di cultura conservatrice possa un giorno ambire a quel ruolo”.

Meloni in “Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”, pubblicato da Mondadori-RAI Libri e in uscita lunedì 2 novembre, prosegue con un affondo: “Ma chi lo ha detto che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra? Trovo insopportabile questo ‘razzismo culturale’ per il quale una parte degli italiani, su per giù la metà o più, debba sempre essere considerata figlia di un dio minore, in molti casi da gente che da giovane faceva il tifo per l’Unione Sovietica. Anche basta”.

Infine, sul tema della successione al Colle: “Dopodiché, però, penso che le crisi isteriche che vengono alla sinistra ogni volta che si adombra la possibilità che, la prossima volta, possa essere una maggioranza di centrodestra a indicare il presidente della Repubblica la dice lunghissima sulla concezione proprietaria che hanno delle istituzioni”.

Spiegazione

La semplice idea che una come Lei, o come l'attuale Presidente del Senato, possiate essere prossimi inquilini del Quirinale mette i brividi a me e ad altri milioni di italiani come me. Non si tratta di 'razzismo' culturale, ma di INADEGUATEZZA STRUTTURAL DELLA DESTRA PER LA MASSIMA ISTITUZIONE ' DI GARANZIA' DEL NOSTRO PAESE, LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA.

 Per Lei no al Quirinale, perchè se riguarda  a Rai Play o altrove tutti i suoi interventi istituzionali,  specie quelli davanti alle Camere, capirà. Lei gioca una volta  ad essere al governo ( dove purtroppo c'è) ed un'altra all'opposizione,  oltretutto senza mai dimenticare di fare il 'capo partito'. Tutti ostacoli, per  ragioni istituzionali e di civiltà, per la sua salita al Quirinale. Come vede non si tratta della 'cultura di destra' cui sarebbe inibito il Quirinale.

 Altrettanto dicasi per il suo socio La Russa, ignaro come Lei, e forse più di Lei, delle regole del ruolo istituzionale che ha, incapace di parlare da seconda carica dello Stato; e poi anche, per il suo mai completamente rinnegato fascismo. Che si è espresso tante volte, mancando le celebrazioni della Resistenza,  ed attraverso le idiozie che Lui, come anche altri ex ( sarà vero?) camerati hanno professato nel corso di questi anni al potere. ( Pietro Acquafredda)

sabato 31 ottobre 2026

A volte basta un semplice biglietto ( da Skuola.net, di Federico Bianchetti)

 

biglietto treno

A volte bastano un foglio di carta, una penna e poche parole per provare a rendere migliore la giornata di qualcuno. Nessun gesto eclatante, nessuna grande dichiarazione. Soltanto un bigliettino scritto a mano e consegnato a una perfetta sconosciuta, incontrata per caso durante un viaggio in treno.

È la storia raccontata su Reddit da una studentessa che, dopo una giornata particolarmente intensa di lezioni, si è ritrovata seduta vicino a una ragazza apparentemente alle prese con un momento difficile.

Guance arrossate, un fazzoletto in mano e una conversazione telefonica dalla quale traspariva una certa tensione. Non sapeva cosa le fosse successo, né se stesse piangendo o fosse semplicemente raffreddata. Ma qualcosa l'ha spinta a fare un piccolo gesto di gentilezza.

Nonostante si descriva come una persona estremamente timida e introversa, ha tirato fuori carta e penna dalla borsa e, in meno di cinque minuti, ha scritto il primo pensiero che le è venuto dal cuore: "Dopo la pioggia c'è sempre l'arcobaleno".

Una frase semplice, accompagnata però da una coincidenza tanto curiosa quanto inaspettata. Soltanto quando si è avvicinata per lasciare il messaggio, infatti, si è accorta che la ragazza indossava proprio una maglia multicolore a tema arcobaleno.

Indice

  1. Il biglietto lasciato sul treno: "Sono estremamente timida, ma non ci ho pensato due volte"
  2. "Avrei desiderato ricevere un pensiero gentile": perché ha deciso di aiutare una sconosciuta

Il biglietto lasciato sul treno: "Sono estremamente timida, ma non ci ho pensato due volte"

Tutto è cominciato durante un normale viaggio di ritorno dopo le lezioni. La studentessa, seduta sul treno, ha notato una ragazza impegnata in una telefonata che sembrava metterla particolarmente sotto pressione.

Non conosceva il contenuto della conversazione e non aveva elementi per sapere con certezza che cosa stesse attraversando.

Ma quell'immagine le ha riportato alla mente alcuni video visti sui social, nei quali le persone compiono piccoli gesti di gentilezza verso gli sconosciuti, spesso lasciando messaggi di incoraggiamento.

Così ha deciso di fare qualcosa di simile. "Io sono una persona estremamente timida e introversa, ma senza pensarci due volte, in meno di 5 minuti ho tirato fuori carta e penna dalla borsa", racconta nel suo post.

Il risultato è stato un messaggio brevissimo, ma carico di significato: «Dopo la pioggia c'è sempre l'arcobaleno».

Poche parole per ricordare che anche i periodi più difficili possono lasciare spazio a momenti migliori. Senza sapere se la destinataria ne avesse davvero bisogno, la studentessa ha deciso comunque di consegnargliele.

E lo ha fatto nel modo che le sembrava più naturale, vista la propria timidezza: lasciando il biglietto e allontanandosi rapidamente.

Proprio in quel momento, però, ha notato un particolare sorprendente: la sconosciuta indossava una maglia con i colori dell'arcobaleno, esattamente il simbolo che aveva appena scelto per il suo messaggio.

"Avrei desiderato ricevere un pensiero gentile": perché ha deciso di aiutare una sconosciuta

Ma dietro quel biglietto non c'è soltanto il desiderio di compiere una buona azione.

Nel post, infatti, la studentessa spiega di aver attraversato in passato un periodo particolarmente buio della propria vita. Un'esperienza che le ha fatto comprendere quanto possa essere importante, in alcuni momenti, ricevere anche soltanto un piccolo incoraggiamento.

"So quanto avrei desiderato ricevere un piccolo segnale dell'universo, una spinta o anche solo un pensiero gentile da uno sconosciuto", scrive.

Ed è forse proprio qui che si trova l'aspetto più significativo della vicenda: la ragazza ha scelto di offrire a un'altra persona qualcosa che avrebbe voluto ricevere lei stessa quando ne aveva bisogno. Senza aspettarsi nulla in cambio e, soprattutto, senza sapere quale effetto avrebbe avuto il suo gesto.

Non conosciamo infatti la reazione della destinataria. Non sappiamo se abbia letto immediatamente il biglietto, se abbia sorriso o se quelle parole siano riuscite a darle conforto.

La studentessa stessa non pretende di conoscere ciò che la sconosciuta stava vivendo. Si limita a sperare che il suo messaggio possa aver significato qualcosa per lei.

E alla fine del racconto, tra autoironia e un pizzico di imbarazzo, rivolge agli utenti di Reddit una domanda: "È stata una pazzia o dovrei iniziare a girare sempre con un blocchetto di bigliettini nella borsa?"

Previsioni del c..(ciufolo). Il mondo finirà il prossimo 13 novembre, venerdì ( da Il Gazzettino)

 

«Il mondo finirà venerdì 13 novembre 2026»: il caso di uno studio (del 1960) pubblicato sulla rivista Science© Social (Facebook etc)

Pubblicato nel novembre 1960, uno studio intitolato “Giorno del giudizio: venerdì 13 novembre 2026” sosteneva che l’umanità avrebbe raggiunto il suo punto di rottura demografico entro il 13 novembre 2026. L’analisi finita su Science, redatta dallo scienziato Heinz von Foerster e dai suoi colleghi, suscitò all’epoca una notevole preoccupazione: si temeva che l’umanità potesse finire schiacciata e che la Terra non avesse più spazio sufficiente per accoglierla.

Il rallentamento

 

Oggi gli scienziati hanno smentito tali previsioni. I tassi di natalità a livello globale hanno subito un rallentamento drastico, attestandosi a meno della metà di quanto ipotizzato nello studio del 1960. Di conseguenza, il modello di crescita del 1960 è da considerarsi superato: il 13 novembre sarà un giorno come tanti altri, non un apocalittico “giorno del giudizio”. Le popolazioni crescono a un ritmo costante. Tuttavia, lo studio del 1960 sosteneva che i progressi nella tecnologia e nella medicina avrebbero modificato l'ambiente, rendendolo capace di sostenere una maggiore quantità di vita. Di conseguenza, la crescita della popolazione umana avrebbe subìto un'accelerazione nel corso del tempo. Questo concetto è noto come «crescita iperbolica». All'epoca, il documento suscitò un enorme interesse mediatico e fu trattato da testate di grande diffusione, come il Time Magazine.

Fame e tecnologie

 

In termini semplici, quando il numero al denominatore di una frazione diminuisce progressivamente, il valore complessivo aumenta. Nello studio del 1960, la curva utilizzata per proiettare la crescita demografica futura indicava che il denominatore della frazione si sarebbe azzerato il 13 novembre 2026. I ricercatori affermavano che l'umanità non avrebbe sofferto la fame, poiché le tecnologie agricole avrebbero garantito una produzione alimentare sufficiente. Il loro timore era che le persone finissero per essere schiacciate, nel tentativo di un numero infinito di individui di occupare lo spazio limitato del pianeta. Per scongiurare tale singolarità, lo studio auspicava un tempestivo intervento umano. Lo studio del 1960 si basava su stime storiche della popolazione che risalivano all'epoca dell'Impero Romano. Nel corso degli anni '70 e '80, l'equazione dell'apocalisse si è rivelata accurata, proprio mentre la crescita demografica subiva un'accelerazione. Tuttavia, nel 1993, il tasso di crescita della popolazione ha iniziato a discostarsi dalle proiezioni dello studio. Oggi, gli scienziati ritengono che la popolazione mondiale raggiungerà un picco, per poi diminuire nel corso del secolo. Il fattore clima era stato considerato, co il surriscaldamento della Terra, ma non abbastanza.

Collasso della crescita

 

Gli ecologi sostengono inoltre che lo studio non abbia tenuto conto delle leggi fondamentali della natura. In natura, quando le popolazioni crescono troppo rapidamente, raggiungono una cosiddetta "capacità portante" (o limite di carico): lo spazio e le risorse alimentari si esauriscono, provocando un crollo demografico. Di conseguenza, l'idea di una popolazione infinita su un pianeta finito è scientificamente assurda. Ben prima che l'umanità potesse arrivare al punto in cui gli individui si ritrovassero fisicamente schiacciati gli uni contro gli altri, l'esaurimento delle risorse causerebbe il collasso della crescita della popolazione. Inoltre, lo studio del 1960 ipotizzava che, con il progresso tecnologico, gli esseri umani si sarebbero riprodotti più rapidamente. Nella realtà contemporanea, i tassi di natalità sono diminuiti di pari passo con lo sviluppo tecnologico e socioeconomico. L'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione superiore per le donne ha modificato, nel tempo, le dimensioni dei nuclei familiari. Un altro aspetto interessante dello studio del 1960 riguarda il vissuto di Heinz von Foerster: prima di diventare professore, egli lavorò come prestigiatore professionista. Conosceva bene l'arte dello spettacolo e le tecniche di depistaggio. È curioso notare che la data da lui indicata, il 13 novembre 2026, coinciderebbe con il suo centocinquantesimo compleanno, se fosse ancora in vita.

In rete si vedono cose che definire indecenti e volgari è poco. Come la 'grossa e grassa' festa di compleanno di Federica Panicucci( da Fanpage.it, di Giusy Dente). Nostro commento, brevissimo

 

Il compleanno di Federica Panicucci: festeggia 59 anni con l’abito d’oro da quasi 5000 euro

Federica Panicucci ha festeggiato il suo 59esimo compleanno con qualche giorno di ritardo. La conduttrice ha riunito amici e persone care da Savini Milano 1867, dove era presente anche il compagno Marco Bacini, al suo fianco da dieci anni.

Il compleanno di Federica Panicucci

Sembrava che Federica Panicucci quest'anno avesse deciso di sorvolare sul suo compleanno, facendolo passare inosservato. Invece, la conduttrice ha solo festeggiato con qualche giorno di ritardo. Ha compiuto 59 anni il 27 ottobre e ieri ha celebrato la ricorrenza assieme a tutte le persone più care. Ha riunito da Savini Milano 1867 tutti gli amici e, contrariamente a chi aveva parlato di crisi di coppia, era presente anche il compagno Marco Bacini. I due stanno insieme ormai da 10 anni, dunque l'imprenditore per nulla al mondo si sarebbe perso la cena in onore della sua dolce metà.

Il compleanno di Federica Panicucci: festeggia 59 anni con l’abito d’oro da quasi 5000 euro

Il look prezioso della festeggiata

Per l'occasione la festeggiata ha scelto un look glamour, da vera diva, elegantissimo. Ha puntato su una creazione firmata Roberto Cavalli. È un abito da sera lungo, aderente, con scollatura tonda e spalline sottili e finiture preziose. Sulla base nude spiccano delle decorazioni dorate che richiamano delle foglie e riflessi metallici. Il vestito è caratterizzato da gonna extralunga svasata sul fondo e presenta un originale inserto stile corsetto con lacci a incrocio sulla schiena.

Il compleanno di Federica Panicucci: festeggia 59 anni con l’abito d’oro da quasi 5000 euro

Sul sito ufficiale costa 4795 euro. Il look fa parte della collezione Primavera/Estate 2026 "Gold Obsession" disegnata da Fausto Puglisi, presentata il 26 settembre 2025 durante la Milano Fashion Week. È una linea ispirata a Cleopatra e dunque interamente declinata in chiave lussuosa, scenografica.

Il compleanno di Federica Panicucci: festeggia 59 anni con l’abito d’oro da quasi 5000 euro



NOSTRO COMMENTO Il suo nome, glorioso, scritto nel registro del Savini, va ad aggiungersi a quelli di tanti frequentatori, oscuri,  del passato, da Giuseppe Verdi a Gabriele D'Annunzio...

Dove ha festeggiato Federica Panicucci

La neo 59enne ha scelto anche una location speciale. Savini Milano 1867 è un locale molto famoso nel capoluogo lombardo, con una lunga storia alle spalle. Si trova in Galleria Vittorio Emanuele II ed è un ristorante iconico, guidato dal 2015 dallo chef Mario Massa, rilevato nel 2008 dalla famiglia Gatto. Tornando indietro nel tempo, spiccano grandi nomi tra i frequentatori del locale: Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Verga, Maria Callas, Charlie Chaplin e Frank Sinatra.

Per continuare 'fuori dai denti'

 La classe politica - in gergo: 'differenziata' e bisognosa di sostegno - se l'è presa con gli studenti che lamentano gravi carenze nella scuola, dagli insegnanti alle aule, al diritto allo studio, agli alloggi ecc... ecc... e perciò gridano Meloni via dai coglioni! - una  cacofonia, dettata non da mancanza di rispetto  ma da rime ed assonanze, che comunque suona bene.

 Manco a farla apposta, agli studenti, rivelatisi veggenti e profeti, arriva la bella notizia che nella finanziaria 2027 è previsto per la scuola, alla quale il Governo - quale?- Meloni, che anche per questo 'via dai coglioni!- dice di guardare con particolare attenzione, destinandole  lauti fondi, arriva la notizia - dicevamo - che è previsto il taglio di 7.000 unità, la maggior parte insegnanti e 1/4 circa di personale ATA.

 Con tutto il rispetto per gli indignati colleghi della Premier e solidali con Lei, che altro attendersi dagli studenti - e ben presto anche da molti altri settori come si annuncia dalle avvisaglie di questi giorni - se non Meloni via dai coglioni?

 Ora stringo i denti, perchè la protesta, sguaiata!, che è uscita dalla mia bocca basta per qualche anno!

Posso scrivere per una volta 'fuori dai denti' come si usa parlare solitamente in privato?

 La scritta più sovversiva che mi è capitato di leggere questi giorni sui cartelloni mostrati in tv a corredo delle manifestazioni  di piazza - oltre 1 milione di manifestanti in tutta Italia - è stata: Meloni via dai coglioni. Mi sono sinceramente arrabbiato e per questo  protesto anche per iscritto. Come sto facendo.

Non protesto più, invece, perchè le trovo naturali, per le file che mi capita di osservare, ed alle quali in molti casi partecipo, in ogni dove: dagli ospedali, alle Poste, ed alle banche; file anche quando si deve pagare, nessuna agevolazione. Bene fa lo Stato, non deve guardare in faccia a nessuno.

 Non protesto più per la situazione in cui versano gli edifici scolastici  di ogni genere - e io ne ho grande esperienza, per gli anni passati nei Licei e nei Conservatori. Un tempo mi domandavo  come si poteva pretendere dagli studenti che si comportassero secondo il galateo, se poi erano accolti ogni giorno in aule fatiscenti - su una porta del Liceo Castelnuovo, sotto un buco, una bravata di atti vandalici, la didascalia: 'Foro italico'. Oggi non protesterei più, perchè le aule fatiscenti, le strade sporche, fanno parte del paesaggio museale italiano, ricco di ruderi ' a cielo aperto' e 'al chiuso'.

Non protesto neanche quando constato come in  un paese dove la ricchezza viene esibita anche smodatamente, non si riesca a trovare un buco dove  far vivere una anziana signora di 84 anni, povera , ma sveglia più di un rincoglionito cinquantenne. L'esperienza mi dice che sempre , in ogni situazione, c'è qualcosa che si tiene 'da parte' perchè all'ultimo minuto può averne bisogno qualcuno che conta. Per scendere a cose più banali -  faccio l'esempio dei biglietti per uno spettacolo. Nella mia carriera di giornalista - quarant'anni e passa - non ho quasi mai telefonato per avvertire della mia presenza. Arrivavo ed un biglietto, anche quando a tutti si diceva che non ve ne erano, per me si trovava sempre, come immagino si trovasse per qualunque potente che lo avesse chiesto all'ultimo minuto. Una casa dove far appoggiare il culo  di qualche potente è sempre a disposizione, accuratamente nascosta ai comuni mortali . Una casetta, anche una sola stanza per una povera disgraziata, invece, non c'è mai. Che protesto a fare?

 Non protesto più per il degrado in cui versa la comunicazione e la convivenza sociale. Sempre più banale incompetente la prima,  sempre più volgare, incivile, la seconda. E' la globalizzazione , uno dei suoi effetti perversi, i cui elementi negativi hanno la meglio sullo stile, l'eleganza - non limitata al portamento - il rispetto , il galateo sociale ed umano, l'inclusione.

 Per queste queste cose e situazioni non protesto più. Mentre, invece, con quel pò di forza che mi resta,  protesto con la Meloni - senza che vada 'via dai coglioni' - come hanno scritto quei maleducati di manifestanti, per la notizia che le pensioni medioalte  (la mia, appartiene a questa categoria, ma non dico quanto, perchè vi scompiscereste dalle risate, amare!) non avranno l'adeguamento completo per effetto dell'inflazione, perchè Meloni, sì proprio Lei, ha preferito con i soldi che risparmia sui pensionati, tagliare le tasse per i lavoratori  autonomi. Capite? E allora protesto contro Meloni che va in tv a dire che il suo Governo è attento ai giovani, agli anziani, ai bisognosi. Perchè se fosse vero - altra ragione per cui protesto -   avrebbe già fatto recepire dall'Agenzia delle Entrate, quella sentenza della Cassazione - gennaio 2025 - che stabilisce che tutte le spese sostenute da una famiglia per assistere un malato grave possono essere completamente detratte, indipendentemente dal reddito familiare.

 E allora anche io protesto mi viene da dire che in fondo in fondo: Meloni via dai coglioni si può anche scrivere! E scusate l'italianismo!