giovedì 12 febbraio 2026

No al bistrot sulla terraza della Basilica di San Pietro. Raccolta firme e contesto il cardinale arciprete, francescano, Gambetti ' troppo creativo' ( da Il Messaggero, di Franca Giansoldati)

 

San Pietro, parte una raccolta di firme contro il bistrot sulla terrazza della basilica. Nella bufera il cardinale Gambetti© Ap

Non c'è pace a San Pietro: il progetto di un ristorante-bistrot-punto di ristoro sulla terrazza della basilica non s'ha da fare. E' stata lanciata sui social una petizione on line (indirizzata al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano) per raccogliere più firme possibili contro l'allestimento di un locale nella chiesa più sacra della cristianità e per chiedere una urgente verifica canonica sulla gestione interna di questo luogo di culto. Nella bufera è finito il cardinale romagnolo Mauro Gambetti, arciprete della basilica, più volte bersagliato da critiche per la sua impostazione ritenuta da molti cardinali e vescovi un po' troppo creativa. Nella petizione si sconsiglia poi il Vaticano a rinnovarlo nell'incarico.

I lavori

Sotto osservazione in ogni caso sono i lavori di ampliamento da lui decisi per creare un punto di ristoro sulla sommità della basilica. «Pur comprendendo le esigenze di accoglienza dei pellegrini, riteniamo che iniziative di carattere commerciale o para-commerciale all’interno o in stretta connessione con il principale luogo sacro della cristianità debbano essere valutate con estremo rigore. Il Codice Canonico stabilisce infatti che nei luoghi sacri «sia ammesso soltanto ciò che serve all’esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione» (can. 1210 CIC), e che « è vietato qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo» (ibid.). Inoltre, i luoghi sacri, per loro natura, devono essere preservati da usi impropri o anche solo percepiti come sconvenienti dai fedeli, in forza dei cann. 1205–1213 CIC sulla tutela giuridica dei luoghi sacri».

La violazione

«Anche quando non vi sia violazione formale di norme edilizie o amministrative, resta il profilo della convenienza canonica e pastorale, legato al dovere di custodire la speciale dignità del luogo» si legge. Nelle lamentele oggetto della petizione c'è anche quella relativa ad una presunta scarsa vigilanza, considerando i diverse profanazioni riscontrate nel corso degli anni, ultimo dei quali avvenuto il mese scorso. Per questi motivi i firmatari (per ora poco meno di duemila) chiedono una verifica canonica e pastorale e l'adozione di misure previste dal diritto per la tutela della santità del luogo di culto. Infine, si legge ancora, «in vista della prossima scadenza dell’incarico di Arciprete della Basilica di San Pietro, si consideri attentamente l’opportunità di un rinnovo, alla luce del bene dei fedeli e della massima tutela dovuta al luogo sacro».

Quanto dobbiamo aspettare ancora per lo scioglimento di Casapound? La sentenza di Bari consiglia di far presto, ed anche di sgomberare anche il Palazzo occupato nel centro di Roma ( da La Repubblica)

 


Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi venga subito in Aula a riferire e il governo si attivi per sciogliere il movimento politico di estrema destra CasaPound e sgomberi l'immobile occupato da tempo a Roma. È la richiesta avanzata nell'Aula della Camera da Avs, Pd e M5s, alla luce della sentenza del tribunale di Bari che ha condannato 12 militanti di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni.

Durissimo in Aula l'intervento di Angelo Bonelli di Avs che, nel chiedere l'informativa urgente di Piantedosi, afferma: dopo la sentenza di Bari "non ci sono più dubbi: CasaPound è una organizzazione neofascista che occupa illegalmente un immobile e chiediamo a Piantedosi la ragione per cui non viene immediatamente sgomberato e chiediamo a Piantedosi che sia immediatamente sciolta questa organizzazione neofascista. Chiediamo al governo, che ha costruito una campagna di attacco in particolare contro Avs perché noi le violenze le abbiamo subito condannate, da che parte si schiera: se dalla parte dei fascisti che pestano o dalla parte della Costituzione, non ci possono essere ambiguità".

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Anche il Pd con Roberto Morassut si unisce alla richiesta di informativa urgente: "Dopo questa sentenza CasaPound è anche formalmente una organizzazione neofascista. Per noi e per la Costituzione è un crimine. E la scorsa settimana, onorando la Costituzione, abbiamo impedito a CasaPound di tenere una conferenza stampa alla Camera. Oggi si onorino la legge e la sentenza di Bari e il governo sciolga CasaPound". Per idem interviene anche il capogruppo al Senato, Francesco Boccia: “Non ci sono più scuse per il governo: invece di riempirsi la bocca della parola sicurezza Giorgia Meloni agisca e abbia il coraggio di fare quello che invochiamo da sempre: la sciolga”.

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Sulla stessa linea Alfonso Colucci di M5s: "La Costituzione italiana è antifascista e vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista. Questo è un limite invalicabile. Noi pretendiamo l'immediato scioglimento di CasaPound e l'immediato sgombero dello stabile occupato a Roma".

Con la sentenza del tribunale di Bari, commenta l'avvocato Emilio Ricci, vicepresidente nazionale Anpi, "vengono riconosciute le nostre ragioni e il valore della memoria antifascista sancita dalla Costituzione".

Vicenza Jazz, XXX edizione

NEW CONVERSATIONS – VICENZA JAZZ 2026
XXX edizione
DALLE TROMBE DI GERICO AL DIVINO MILES
Dedicato a Miles Davis nel centenario della nascita.

15-25 maggio 2026

Teatro Olimpico | Teatro Comunale | Cimitero Maggiore | Abbazia di Sant’Agostino
Basilica Palladiana e molti altri luoghi

VICENZA

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MAKAYA McCRAVEN QUARTET
BARBARA HANNIGAN & BERTRAND CHAMAYOU
MARY HALVORSON Canis Major | URI CAINE piano solo
BILLY COBHAM BAND | JOSHUA REDMAN 
QUARTET
ISRAEL GALVAN & MICHAEL LEONHART SEPTET New Sketches of Spain
PAOLO FRESU QUINTET Ascensore per il patibolo | ISAIAH COLLIER QUARTET
LAKECIA BENJAMIN QUARTET | SAVINA YANNATOU SEPTET Water Songs
ROBERTO OTTAVIANO & ROB LUFT | PIETRO TONOLO QUARTET
DIMITRI ESPINOZA A Love Supreme | NEAPOLIS MANTRA
ENRICO RAVA FEARLESS FIVE | FABRIZIO BOSSO QUARTET








                                                           CALENDARIO

15 maggio | ANTEPRIMA NEW CONVERSATIONS – VICENZA JAZZ 2026
ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
MAKAYA McCRAVEN QUARTET

16 maggio
ore 21 | Teatro Olimpico
BARBARA HANNIGAN & BERTRAND CHAMAYOU – Jumalattaret di John Zorn per soprano e pianoforte (e altre musiche di Olivier Messiaen e Alexandr Scrjabin)
Prima Italiana

17 maggio
dalle ore 21 | Teatro Olimpico 

  • MARY HALVORSON QUARTET – Canis Major
  • URI CAINE Piano solo

Prima Italiana

18 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
BILLY COBHAM BAND
Prima Italiana

19 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
JOSHUA REDMAN QUARTET

20 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ISRAEL GALVAN & MICHAEL LEONHART – New Sketches of Spain

21 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
PAOLO FRESU QUINTET – Ascensore per il patibolo | una produzione Vicenza Jazz 2026

22 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
ISAIAH COLLIER QUARTET
LAKECIA BENJAMIN QUARTET

ore 24 | Cimitero Maggiore
SAVINA YANNATOU – Water Songs
Prima Italiana

23 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto

  • ROBERTO OTTAVIANO & ROBERT LUFT
  • PIETRO TONOLO QUARTET

24 maggio
alba | Abbazia di Sant’Agostino
DIMITRI ESPINOZA – A Love Supreme

ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
NEAPOLIS MANTRA

25 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ENRICO RAVA FEARLESS FIVE
FABRIZIO BOSSO QUARTET

Dal 20 al 23 maggio
concerti Happy Hour ore 19.00
concerti After Hour ore 22.30

INFO & PREVENDITE

Biglietteria Teatro Comunale
tel. 0444 324442 – biglietteria@tcv.it
Online
www.tcvi.it – www.vicenzajazz.org

CONTATTI STAMPA

Ufficio Stampa Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza
Lorenza Arzenton
+39 347 1407874 - teatrocomunalevicenza@aellecom.it

mercoledì 11 febbraio 2026

Milano-Cortina 2026.n.22. Le medaglie olimpiche si rompono. La Zecca (di Stato) ha fatto cilecca (da Today)

 

Milano Cortina, abbiamo un problema: le medaglie (più costose della storia) si rompono all'improvviso

Agli atleti è stato richiesto di riconsegnare le medaglie: il comitato organizzatore delle olimpiadi avrebbe identificato l'origine del problema

Le medaglie delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 – presentate come un simbolo di artigianalità e orgoglio italiano – stanno diventando un piccolo incubo per il Comitato organizzatore. Che siano d'oro, d'argento o di bronzo hanno tutte in comune una certa fragilità come testimoniato dalle video denunce di alcuni medagliati olimpici.

La pattinatrice statunitense Alysa Liu ha pubblicato un video dove mostra come la sua medaglia, vinta domenica nella gara a squadre, si sia staccata dal nastro durante i festeggiamenti, cadendo a terra e danneggiandosi. Stessa sorte per la connazionale Breezy Johnson, oro nella discesa libera femminile, che si è ritrovata in mano solo il fiocco mentre saltava per la gioia dopo la vittoria. In sala stampa ha raccomandato agli altri atleti di non saltare con la medaglia al collo. Non si tratta soltanto degli ori: lo snowboarder bulgaro Tervel Zamfirov, bronzo nello slalom gigante parallelo, ha visto la medaglia staccarsi dal laccetto in condizioni analoghe, così alla fondista svedese Ebba Andersson, argento nella gara di skiathlon femminile, e al tedesco Justus Strelow nel biathlon. In tutti i casi la dinamica è identica: la medaglia si sgancia dal cordino mentre l’atleta si muove rapidamente per festeggiare.

A causare la "fragilità" delle medaglie che pesano 500 grammi (oro e argento) o meglio del fiocco usato per indossarle, sarebbe il meccanismo d'aggancio dotato di un meccanismo anti-soffocamento richiesto dalla legge che rilascia la medaglia automaticamente se tirato con forza.

Le medaglie che rappresentano "dischi di ghiaccio" sarebbero costate circa quattro volte più della media dei precedenti Giochi invernali: lavorazione a mano, materiali innovativi e un design ispirato alle montagne lombarde e venete avrebbero giustificato questo record olimpico. Ora, però, gli stessi dettagli che dovevano renderle uniche sembrano trasformarsi in punti deboli.

Fonti interne al comitato spiegano che il problema riguarda “una piccola partita difettosa di leghe metalliche”, ma sui social il caso è già esploso con ironie sugli “ori di cartapesta”.

medaglie olimpiadi milano cortina 2026 lapresse
Le medaglie

Il Comitato organizzatore, in una nota, assicura che "tutte le medaglie saranno verificate e sostituite se necessario". Sulla vicenda è intervenuta la Zecca di Stato, responsabile della produzione, che ha individuato una soluzione tecnica. Già oggi alcuni tecnici sono presenti nelle sedi di gara per applicare un secondo dispositivo di sicurezza, mentre le medaglie danneggiate verranno riparate.



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Milano Cortina, abbiamo un problema: le medaglie (più costose della storia) si rompono all'improvviso
https://www.today.it/web/medaglie-olimpiadi-milano-cortina.html
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