venerdì 12 giugno 2026

Mosca e Kiev, la guerra. Forze in campo e prospettive (?) future ( Rainews.it)

 

Vladimir Putin/Volodymyr Zelensky

In occasione della Festa Nazionale russa, il presidente Vladimir Putin ha tracciato un bilancio numerico e strategico del conflitto in Ucraina, fornendo dati inediti sul contingente e ammettendo, per la prima volta, che le operazioni non stanno procedendo secondo i piani ideali. Sul fronte opposto, Kiev risponde intensificando i raid con droni in profondità nel territorio nemico e pianificando una massiccia richiesta di nuovi fondi agli alleati occidentali.

I numeri del Cremlino e l'ammissione di Putin

Sono oltre 700mila i soldati russi attualmente impegnati in quella che Mosca continua a definire "operazione militare speciale". Si tratta di una cifra enorme, che rappresenta quasi la metà dei circa 1,5 milioni di arruolati complessivi nelle forze armate della Federazione.

Incontrando un gruppo di militari, Putin ha parlato di "una presenza consistente", ma ha anche pronunciato parole insolite che suonano come una parziale ammissione di difficoltà: "La Russia non sta avanzando con la rapidità che vorremmo, ma ogni giorno avanza gradualmente."

Kiev vuole far "bruciare" la Russia: pronti a chiedere 20 miliardi

L'Ucraina non accenna a retrocedere e punta a colpire il cuore dell'economia e della logistica russa. Un alto funzionario della difesa ucraina, parlando in forma anonima con la testata Politico, ha annunciato che Kiev presenterà una richiesta formale per ottenere altri 20 miliardi di dollari dai partner occidentali.

La domanda verrà ufficializzata il prossimo 18 giugno durante il vertice dei Paesi del formato Ramstein. L'obiettivo è chiaro e senza giri di parole: "Tutti vedono che la Russia sta bruciando, e noi vogliamo che bruci ancora di più, ma per farlo abbiamo bisogno di finanziamenti".

Negli ultimi mesi l'esercito ucraino ha moltiplicato gli attacchi contro obiettivi strategici in territorio russo, colpendo raffinerie, infrastrutture energetiche e industrie belliche. Tra giovedì e venerdì si è registrata una massiccia ondata di centinaia di droni ucraini che ha paralizzato i cieli russi, costringendo le autorità a chiudere temporaneamente otto aeroporti. Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha riferito che almeno 14 droni sono stati abbattuti mentre puntavano sulla capitale, mentre nella Repubblica del Tatarstan si registrano quattro feriti per un drone caduto su un edificio residenziale a Nizhnekamsk.

Lo spettro del missile Oreshnik e le minacce di rappresaglia

La reazione russa ai raid sui propri confini minaccia di tradursi in una nuova escalation. Putin ha avvertito che Mosca intensificherà i raid sulle infrastrutture ucraine per "scoraggiare" gli attacchi civili subiti. Nelle ore scorse, l’Aeronautica militare di Kiev ha lanciato un allarme specifico. Nelle prossime 24 ore esiste un'alta probabilità che la Russia lanci un missile balistico a medio raggio dal cosmodromo di Kapustin Yar, nella regione di Astrakhan.

La base è la stessa da cui sono già partiti i tre precedenti lanci del missile balistico ipersonico Oreshnik, vettore di nuova generazione capace di trasportare testate nucleari.

I dati chiave del momento sul terreno evidenziano la portata dello scontro: il contingente russo al fronte ha superato il 50% dell'intero esercito nazionale, mentre l'offensiva aerea di Kiev ha temporaneamente bloccato ben 8 scali aeroporti russi, costringendo le difese di Mosca a intercettare almeno 14 velivoli diretti verso la capitale.

Diplomazia: le condizioni di Mosca e l'apertura di Washington

Nonostante le tensioni sul campo, restano aperti i canali della discussione diplomatica. Putin ha ribadito che la Russia è disposta a sedersi al tavolo dei negoziati, ponendo però una condizione imprescindibile: la discussione dovrà tenere conto della "realtà sul terreno", formula con cui il Cremlino pretende il riconoscimento dei territori ucraini attualmente occupati dalle truppe russe. "Devono essere negoziati, non gli ultimatum che hanno cercato di lanciare finora", ha tagliato corto il leader russo.

A sorpresa, segnali di distensione sono arrivati da Washington. Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha inviato un messaggio di auguri al popolo russo per la Festa Nazionale, usando toni insolitamente morbidi. Rubio ha assicurato che gli Stati Uniti "rimangono impegnati a far avanzare una soluzione pacifica della guerra" e ha espresso l'auspicio che una pace duratura possa aprire le porte a "una più costruttiva relazione" bilaterale tra Washington e Mosca.

Il 'Politicamente scorretto', parlando di una collega

Ho sempre tenuto per me fino ad oggi ciò che ho pensato e penso tuttora di una collega tv, brava certamente, bravissima se si pensa a tante altre anche sue compagne di lavoro che andrebbero cancellate dai palinsesti - ma non lo fanno perchè hanno compagni di peso, sempre azzimati e con capelli composti laccamente. Il suo nome  non dico, dico solo che attualmente ha apparizioni continue, di riffa o di raffa, in tv, come padrona di casa o ospite.

 L'altra sera ha fatto l'ennesima intervista ad uno dei suoi padrini, Salvini, al quale, raccontavano i giornali, ogni mattina lei inviava un sms di augurio e di lode, generato da stima incondizionata e nessun interesse.

 L'ho sempre ritenuta eccessiva, nel modo  in cui si presenta anche a prima mattina in tv. Petto fuori, monili così debordanti da farla  compatire. E, detto  senza pudore, volgare nel portamento.

 Ieri leggo un lungo articolo/panegirico dedicatogli dal quotidiano di Napoli Il Mattino. Per l'articolista lei abita a Roma, in un quartiere per ricchi, ha un salotto 'aristocratico' e la sua casa è oberata di argenteria (qualche pezzo si è visto)  - neanche avessi soldi da buttare o da investire in oggetti di pessimo gusto ma d'argento, comprerei uno solo dei pezzi in mostra.

 Mi disturba l'eccesso la volgarità, la burinaggine della collega; ma ciò che più mi offende nel suo caso, è che è pugliese come me. E questo non mi riesce di perdonarlo ad una corregionale.

 Una pugliese non può essere così.

Gigantesco 8647 al'lindirizzo di Trump, e il suo significato ( Adnkronos)

 

Usa, gigantesco 8647 su prato vicino Casa Bianca: avviata inchiesta per violenza politica

La sequenza, evidente nelle immagini live della webcam sul Washington Monument, viene considerata un codice per far riferimento all'assassinio di Trump, che è il 47mo presidente, con il numero 86 usato nello slang americano per indicare la necessità di "fare fuori" qualcosa o qualcuno

Usa, gigantesco 8647 su prato vicino Casa Bianca: avviata inchiesta per violenza politica

Un gigantesco 8647 apparso sui prati del National Mall di Washington ha allarmato le autorità federali a due giorni dagli attesi festeggiamenti domenica alla Casa Bianca per l'80mo compleanno di Donald Trump. La sequenza di numeri impressi sui prati, evidenti nelle immagini live della webcam sul Washington Monument, infatti viene considerata un codice per far riferimento all'assassinio di Trump, che è il 47mo presidente, con il numero 86 usato nello slang americano per indicare la necessità di "fare fuori" qualcosa o qualcuno. E il numero ora è comunque diventato un simbolo dell'opposizione al presidente Trump.


"Ogni minaccia contro il presidente è presa seriamente e la nostra Us Park Police sta indgando e prenderà i responsabili", ha dichiarato un portavoce del dipartimento dell'Interno, da cui dipendono i parchi federali, annunciando le indagini su questo "folle" atto di vandalismo che la Casa Bianca ha già bollato come "violenza politica".

La prima cosa che l'inchiesta dovrà stabilire in effetti come responsabili siano riusciti a discolorare l'erba in modo da formare i numeri sotto accusa: "La causa della discolorazione non è ancora stata determinata, sono stati raccolti dei campioni per fare dei testi", spiegano a Nbcnews dalla polizia dei parchi federali. Intanto è già arrivata la dura presa di posizione da parte della Casa Bianca: "Chiunque compia o sostenga violenza politica o cultura dell'assassinio deve essere condannato nei modi più fermi. Devono ricevere immediatamente sostegno psichiatrico per curare il grave caso di sindrome della pazzia di Trump che ha minato i loro cervelli", ha dichiarato il portavoce del presidente Davis Ingle.

Non sono invece arrivate dichiarazioni dall'ufficio del procuratore del distretto di Columbia, che nelle scorse settimane ha incriminato James Comey per aver condiviso la scorsa estate sui social media una fotografia che mostrava delle conchiglie messe sulla spiaggia in modo da formare il numero 8647. L'ex direttore dell'Fbi, nemico giurato di Trump da quando il presidente lo licenziò per aver avviato l'inchiesta del Russiagate, dovrebbe andare a processo il prossimo ottobre per rispondere all'accusa che ha postato un'immagine che è "una grave espressione dell'intento di danneggiare il presidente degli Stati Uniti".

Da parte sua Comey, che la scorsa estate di fronte alle polemiche da parte di commentatori di destra aveva cancellato il post dichiarandosi estraneo a qualsiasi intenzione violenta, si prepara a chiederte di archiviare il caso sostenendo che costituisce un nuovo caso di giustizia strumentalizzata per appagare lo spirito vendicativo di Trump. L'ex direttore dell'Fbi nei mesi scorsi è riuscito a far archiviare precedenti accuse, questa volta per falsa testimonianza, che il dipartimento di Giustizia aveva mosso contro di lui.

Senza contare che un giudice federale il mese scorso ha stablito che il numero 8647 non può essere considerato una minaccia, decidendo che la bandiera con questi numeri fissata di fronte alla palazzo di giustizia di Washington non doveva essere rimossa nel rispetto della libertà di espressione sancita dal primo emendamento.

La festa di compleanno di Trump

L'allarme per la scritta apparsa sul prato del Mall, che come osserva la Cnn non era visibile in alcune foto aeree della zona scattate il 5 giugno, coincide con i preparativi in corso alla Casa Bianca per i festeggiamenti per l'80mo compleanno di Trump. Che, come è noto, ha deciso di festeggiare trasformando il South Lawn del giardino della Casa Bianca in un'arena per i combattimenti di arti marziali, un'enorme struttura soprannominata 'The Claw', l'artiglio.

Se l'evento di Ufc Freedom 250, che si prevede attirerà 100mila persone nel cuore della capitale americana, non ha precedenti nella storia americana, in effetti la Casa Bianca e i suoi giardini hanno in passato già ospitato competizioni sportive. In particolare il presidente Warren Harding e la moglie Florence nel 1922 invitarono sei campioni di tennis americani e internazionali per un torneo nei campi da tennis che erano stati fatti realizzare nei giardini della Casa Bianca da Theodore Roosevelt nel 1903.

Non solo, sempre Teddy Roosevelt era un appassionato di boxe che continuò a praticare nella palestra della Casa Bianca prima di un infortunio sportivo: "dopo alcuni anni ho dovuto abbandonare la boxe e la lotta, perché in un incontro un giovane capitano di artigliera mi sferrò un contrattacco all'occhio, rompendo alcuni vasi sanguini", racconta il presidente nella sua autobiografia.

In tempi più recenti, va ricordato che Barack Obama fece trasformare uno dei campi da tenns in un campo da basket, per potersi continuare ad allenare anche alla Casa Bianca. In effetti nel 1991 un mezzo campo da basket era stato fatto realizzare da George Bush sr, un presidente sportivo che amava correre, giocare a tennis e nuotare.

Ma la vera passione del 41mo presidente era l'horseshoe, il gioco che prevede il lancio dei ferri di cavallo per il quale Bush sr nel 1989 fece realizzare un campo nel 1989, dove si esibì nei lanci per la Regina Elisabetta che durante la sua visita alla Casa Bianca nel 1991 portò in regalo al presidente quattro ferri di cavallo d'argento. Passando poi dall'esterno all'interno della Casa Bianca, è famosa la piccola sala da Bowling che fu realizzata, a spese dello stato del Missouri, per il 63mo compleanno del presidente Harry Truman, poi allargata da Richard Nixon, grande appassionato di bowling.

Meloni , le cosiddette accuse sessiste in Parlamento. Il retaggio dell'educazione cattolica in Italia.

 Intanto, Melon, ogni volta che si rivolge al Parlamento degli italiani, chiamata in causa per ragioni che attengono al suo ruolo di Premier,  fa immediatamente pensare, dopo qualche minuto di calma ( apparente), a quel personaggio di una trasmissione di Bonolis, all'Indignato speciale che non non riesce in alcun modo, pur provandoci, a parlare pacatamente, ed anzi professa apertamente che lui senza strillare ed adirarsi non sa stare.

 Anche Meloni è sempre così, appena la si tocca esplode con una rabbia che non le dona in nessun modo, trasformandola da Premier in pescivendola, con rispetto parlando.

 Negli ultimi mesi, a proposito dei suoi rapporti con gli Usa, le è stato fatto notare, in un paio di occasini, che Lei è succube di Trump, nonostante che da tempo si sarebbe dovuta dissociare dal suo pazzoide operato con il quale  sta destabilizzando il mondo intero ( anche in queste ore con la  faccenda serissima della guerra con l'Iran).

 L'hanno definita 'cortigiana'  di Trump; e proprio ieri dai banchi dei Cinquestelle, è partito un'altra accusa: 'inginocchiat' davanti a Trump, nessuna dissociazione, anzi acquisto di 'ginocchiere' per stare più comoda.

 Ambedue le accuse non sessite -  ma potevano essere meno pittoresche - stavano a dire che la promessa di dissociarsi dagli Usa, fatta proprio da Lei, non è stata mantenuta.

 Senonchè in Italia, paese cattolico dove il sesso è ancora un tabù,  a queste farsi colorite ( potevano essere scelte delle altre) si è subito dato un colore sessista.

 Parlando nel 'politicamente scorretto', invocato spesso soprattutto dalla Destra al potere, si è visto non il senso di quelle accuse, ma  ciò che quelle accuse volevano trucidamente e sessualmente dire, interpretate letteralmente e cioè: detto papale papale, ci scusi Leone XIV: pu... e pomp...

  Di  lì lo scoppio di bile, abbastanza consueto però, della Premier.

 E infatti in un Paese come l'Italia ciò che si è sentito dire contro Schlein:  ti possa investire una macchina e farti secca,  è ritenuto meno grave di pu... e pomp... dimenticando che Monica Levinsky con  una di queste pratiche,  alla Casa Bianca, ci ha fatto una fortuna.

 Alla fine della storia se, in ogni caso e in certi luoghi, si evitassero linguaggi così scomposti tutti ne guadagnerebbero e, prima di tutti, in dignità, ne guadagnerebbero i politici.

Mola di Bari. Per Miles Davis. Domani sera, chiostro di Santa Chiara

 ll 26 maggio 1926, ad Alton (Illinois), nasceva Miles Davis, una delle figure più influenti e rivoluzionarie nella storia del jazz. A distanza di un secolo, la sua musica continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile non solo per i jazzisti, ma per intere generazioni di musicisti di ogni ambito, dal rock alla musica elettronica. 

E nell’anno del centenario, l’Agimus Festival di Mola di Bari rende omaggio al grande trombettista con «Round About Miles», recital di musica e parole in programma sabato 13 giugno alle 21.15 nel Chiostro Santa Chiara. 

Protagonisti dell’evento speciale, inserito nel più ampio calendario di iniziative promosse a livello internazionale dalla comunità jazzistica, sono Ugo Sbisà (voce narrante e autore dei testi), Roberto Ottaviano (sax e direzione musicale), Flavio Boltro (tromba), Eugenio Macchia (pianoforte), Giuseppe Bassi (contrabbasso) e Mimmo Campanale (batteria).