Perché i decreti meloniani hanno smantellato la legge per gli anziani non autosufficienti

Gli anziani siamo noi! Ci dirigiamo a gambe levate verso un invecchiamento della popolazione ed un aumento vertiginoso di quella non autosufficiente per la quale la Riforma n.33 del 2023, che era stata presentata dal governo Draghi e che andava incontro alle esigenze degli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie, rappresentava un atto importante atteso da 30 anni per eliminare le debolezze e le mancanze del welfare attuale. Purtroppo la riforma è finita nelle mani del governo Meloni, e quella che poteva essere un vero passo avanti per 10 milioni di persone, anziani, famigliari e caregiver di professione per i quali la legge introdotta grazie al Pnrr puntava a ridisegnare il sistema di welfare per rispondere alla loro sempre più diffusa presenza e a bisogni di cura sempre più complessi e che voleva colmare la mancanza in Italia di un servizio domiciliare pubblico progettato per la non autosufficienza, è precipitata nell’obbrobrio attuativo (Decreti attuativi del 2023) approvato dal governo Meloni, in palese contraddizione con le indicazioni della Delega.
Perché ne parlo oggi? Perché si iniziano a vederne gli effetti. Milioni di anziani, soprattutto non autosufficienti, con le loro famiglie, lasciati senza risorse, senza assistenza qualificata, senza servizi domiciliari anziché in strutture residenziali, senza prevenzione e, per peggiorare questo quadro già drammatico, smantellando il principio cardine del nostro welfare, quello della protezione universale, prevedendo, per ricevere assistenza, di dover dimostrare ridotte disponibilità economiche. Ciliegina sulla torta, le Regioni tagliate completamente fuori dai decreti. In nessun passaggio, sebbene l’assistenza agli anziani venga realizzata a livello territoriale, quindi sancendo alte possibilità di fallimento nella fase di attuazione degli interventi.
Tutte le migliori intenzioni contenute nella riforma si si sono arenate, bloccandosi definitivamente, nelle leggi attuative promosse da Meloni. All’intento di rimettere al centro le persone, la destra ha risposto con approssimazione, ideologia a favore dei ricchi, di coloro che possono e con bieca propaganda assistenziale.
La riforma aveva l’intento di superare la frammentazione delle misure e dei servizi, dare risposte diverse ai diversi bisogni, puntare a percorsi di assistenza semplici ed unitari, riportare la tutela pubblica della non autosufficienza. I decreti meloniani non prevedono risorse per rendere concrete le indicazioni normative, cancellano l’accesso universalistico ai servizi, dimenticano l’assistenza domiciliare integrata, peraltro in coerenza con l’impostazione generale del governo in materia di welfare: destrutturazione dei servizi di territorio, abbandono delle politiche di prevenzione e prossimità. Un disastro che 10 milioni di persone pagheranno sulla propria pelle.
E’ urgente, in un programma del centrosinistra che si rispetti, l’impegno a ritornare allo spirito e ai principi universalistici e solidaristici della Riforma, smantellando l’obbrobrio della destra e ripristinando l’approccio giusto ad una problematica drammaticamente attuale per milioni di famiglie.
COMMENTO
Per la Meloni e il suo governo di dilettanti ( e diciamo pure anche di 'delinquenti') le spese esorbitanti che una famiglia deve sostenere per assistere un membro non autosufficiente - quelle per le cosiddette badanti assunte con regolare contratto - non possono essere detratte dal reddito. E' consentito detrarne una parte minima solo se la soglia di reddito non supera i 40.000 Euro LORDI. Perchè chi percepisce reddito da lavoro o pensione di quella cifra il Governo e i suoi mandarini che ogni mese hanno una busta paga intorno ai 20.000 Euro, considerano da ricchi. Farabutti! E la Giorgia che è fra questi, in vita sua, dopo il lavoro da baby sitter a casa di Fiorello, durante gli studi superiori, non ha mai più lavorato. Perciò se lei smettesse di colpo di fare attività politica - sua fonte da sempre ed esclusiva di reddito - non saprebbe fare un altro lavoro - la stessa cosa vale per il suo sodale Salvini.
Capito Giorgetta, che da vent'anni percepisce lo stipendio da parlamentare che è vicino a quello dei capi di industrie pubbliche?
Ed anche ora che la Cassazione ha riconosciuto il diritto di chi assiste un familiare non autosufficiente malato grave a detrarre interamente le spese per l'assistenza, senza legarle al reddito, Lei pensa a fare le vacanze, tenera mamma con sua figlia, e non spinge l'Agenzia delle Entrate ad emettere il relativo decreto per far propria la sentenza della Cassazione. Chissenefrega! finché può mungere la 'vacca' Italia, il Governo delle Destre provvede a mungerla, occupato a far questo da mattina a sera (Pietro Acquafredda)

