mercoledì 25 febbraio 2026

Referendum sulla giustizia. La strategia di FdI. Se la paura fa novanta ( da Lettera43)

 

Referendum sulla giustizia: la propaganda di FdI sbarca a Sanremo

Giorgia Meloni era stata chiara: «Penso che sia molto importante che questa campagna referendaria rimanga sul merito e sul contenuto di ciò di cui stiamo parlando, senza cercare di trasformarla in altro», aveva detto nell’ultima intervista rilasciata a SkyTg24. «Una polarizzazione o un referendum sul governo interessa chi non può stare nel merito, non noi perché la conferma della riforma può solo fare il bene dell’Italia», aveva insistito la premier costretta a mettere la faccia a difesa della Riforma della Giustizia per arginare l’avanzata del No.

Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

E dopo la sbornia olimpica ecco il Festival da cavalcare

Il messaggio però non deve essere arrivato altrettanto chiaro allo staff social di Fratelli d’Italia che scopiazzando Taffo, Ryanair o Ceres, continuano a buttarla in caciara, declinando il sì al referendum sulla Giustizia sul tema del momento. Chiusa la maratona olimpica, non rimane che Sanremo, una manna per la Fiamma creativa. Dopo aver utilizzato a proprio vantaggio lo scivolone dem del meme con gli azzurri del curling, riproponendolo con Meloni protagonista (ma questa era farina del sacco della frizzante Atreju), ecco arrivare sul profilo ufficiale del partito il Festival Ingiustizia 2026, con ovviamente le card dei campioni del fronte del No.

I campioni del No in gara: da Gratteri a Travaglio

Un lavoro mica da poco visto che lo staff è arrivato a storpiare i titoli di hit del passato: Maledetta cronologia di Nicola Gratteri (il riferimento dei creativi è alla finta intervista di Giovanni Falcone per il no alla separazione delle carriere citata dal procuratore di Napoli).Ho cambiato idea, ma quale idea di Debora SerracchianiVuoto di memoria di Marco TravaglioVoterei ma non posso eseguita da Nichi Vendola; I migliori scivoloni della nostra vita cantata da Rocco Maruotti, segretario generale dell’Anm, Non voglio mica riformare del presidente sempre dell’Anm Cesare Parodi. Insomma, a Sanremo la premier non è andata (Palazzo Chigi ha smentito la sua partecipazione alla prima serata bollandola come fake news, ma i ‘suoi’ Fratelli si sono dati da fare).

Forse però gli arditi social media manager hanno commesso un errore (o forse è solo l’ennesimo tentativo destrorso di scippare icone alla sinistra dopo Gramsci e Pasolini). Già perché il carosello su Instagram si chiude con un: A riformare comincia tu. Chissà se Raffaella Carrà sarebbe stata d’accordo…

dal post di FdI.

Sanremo. Protesta dei giornalisti: 10 anni senza contratto

 

(LaPresse) - La Fnsi rilancia la mobilitazione dei giornalisti italiani con un flash mob nella giornata di apertura del Festival di Sanremo, davanti al Teatro Ariston. “giornalisti, 10 anni senza contratto è ora di cambiare”, si legge negli striscioni che i giornalisti espongono di fronte al teatro Ariston per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo di categoria. La segretaria generale Alessandra Costante dichiara: “Siamo da 10 anni senza contratto, abbiamo un contratto fermo al 2014 e i minimi contrattuali fermi al 2012. Noi stiamo facendo questa protesta, economica, per il rilancio della professione dell’informazione. Abbiamo la necessità di rinnovare il contratto, sia per la parte economica che normativa, c’è l’intelligenza artificiale ma il nostro contratto non ne parla. E questo non va bene. Questo per quanto riguarda i giornalisti dipendenti, poi ci sono i freelance e i Co.Co.Co., che vivono con stipendi da fame. La qualità dell’informazione così non ci può essere e senza qualità l’informazione è destinata a diventare il regno del copia incolla”. Costante fa ascoltare anche un brano fato con l’Intelligenza artificiale in cui si sente nel testo “La dignità non va in offerta”. “Abbiamo fatto una canzone con l’AI, questo è l’unico uso che possiamo accettare. Per il resto deve essere controllata dai giornalisti, almeno nelle redazioni”, spiega la segretaria del sindacato, concludendo: “Qui a Sanremo c’è molto pubblico e la nostra protesta può essere rilanciata, abbiamo l’esigenza di far capire alla gente cosa c’è e quale è la vita dei giornalisti che raccontano Sanremo, dipendenti e lavoratori autonomi. La gente ci considera casta ma noi non siamo casta, siamo lavoratori come gli altri. A volte facciamo fatica ad arrivare a fine mese, soprattutto le partite Iva e gli autonomi eppure siamo qui a raccontare il palcoscenico dorato di Sanremo, dietro le quinte, davanti ci siamo noi con la nostra protesta”

Da Abigail Spanberger, governatrice della Virginia, la risposta 'ufficiale' dem al discorso di Trump sullo Stato dell'Unione (da Il Giornale, di Valeria Chiapparino)

 

Chi è la governatrice dem che ha risposto al discorso del presidente

È toccato ad Abigail Spanberger, la neo governatrice democratica della Virginia, il compito di rispondere al discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato da Donald Trump davanti al Congresso riunito, come da tradizione, in seduta congiunta. Nell’annunciare la settimana scorsa la sua scelta, il leader della minoranza alla Camera, Hakeem Jeffries ha dichiarato che Spanberger “è in netto contrasto” con il presidente americano che nell’intervento a Capitol Hill “mentirà, svierà l’attenzione e darà la colpa a tutti tranne che a sé stesso per il fallimento della sua presidenza”.

Il discorso di Spanberger

Questa notte “non abbiamo sentito la verità dal nostro presidente”, ha detto Spanberger che ha tenuto il suo discorso di 12 minuti (Trump ha parlato per quasi due ore) a Colonial Williamsburg, il luogo in cui nel 1776 le delegazioni della Virginia votarono per proporre l’indipendenza dall’Inghilterra. La governatrice dem, affiancata da bandiere americane, ha incentrato il suo discorso sul tema del carovita, battuto con insistenza da The Donald durante la campagna presidenziale del 2024 ma che, dal suo ritorno alla Casa Bianca, tormenta, come già successo con il suo predecessore, anche il tycoon.

Riecheggiando un messaggio reaganiano, Spanberger ha posto una serie di domande durante il suo discorso: “il presidente sta lavorando per rendere la vita più accessibile per voi e la vostra famiglia? Sta lavorando per garantire la sicurezza degli americani, sia in patria che all’estero? Sta lavorando per voi? Sappiamo tutti che la risposta è no”. Nel concreto, la democratica ha attacco i dazi di Trump - “le sue politiche commerciali sconsiderate hanno costretto le famiglie americane a pagare più di 1700 dollari ciascuna in costi tariffari” - e i tagli alla spesa per Medicaid contenuti nel Big Beautiful Bill, la manovra di bilancio voluta dal presidente, che avrebbero provocato “la chiusura delle cliniche sanitarie rurali in Virginia”.

La governatrice ha raccontato storie di bambini colpiti dalla strategia brutale sull’immigrazione di Trump e ha parlato degli americani uccisi dall’Ice (il presidente nel suo discorso non ha menzionato Renée Good o Alex Pretti). Spanberger ha anche criticato il tycoon per aver “fatto amicizia con… miliardari per le sale da ballo, mettendo il suo nome e la sua faccia sugli edifici in tutta la capitale della nostra nazione”.

Citando le recenti vittorie dem in consultazioni in Georgia, Iowa, Mississippi e Texas, Spanberger ha dichiarato che gli elettori “si stanno recando alle urne per respingere con il loro voto” il caos provocato dall’amministrazione repubblicana. La governatrice ha sottolineato anche il suo passato nelle forze dell’ordine federali e nella Cia, un background che i democratici ritengono contribuisca a darle autorevolezza e che, evidenzia il Washington Post, rappresenta una “sorta di presentazione ad un pubblico nazionale che in futuro potrebbe vederla più spesso”.

La nuova stella dei dem

Spanberger, la prima donna governatrice della Virginia e in precedenza membro del Congresso, è stata eletta nel novembre del 2025 ed è considerata un astro nascente del partito democratico. Sin dal suo arrivo a Capitol Hill nel 2019 è considerata una portavoce non ufficiale dell’ala moderata dei dem. La sua selezione per il contro-discorso di stanotte da parte della leadership democratica, scrive il New York Times, rappresenta un messaggio al resto del partito affinché segua l’esempio della sua campagna elettorale vincente.

L’ex agente della Cia è entrata in carica a metà gennaio e nelle prime settimane da governatrice ha firmato una serie di provvedimenti contro il carovita in Virginia e una legge che, se dovesse essere approvata in un referendum indetto per aprile, ridisegnerebbe la mappa del Congresso dello Stato portando fino a quattro seggi repubblicani ai democratici.

La schiacciante vittoria elettorale ottenuta lo scorso anno dalla pragmatica Spanberger viene sempre più considerata un modello di come i democratici dovrebbero affrontare le elezioni di midterm del prossimo novembre.

martedì 24 febbraio 2026

Il discorso sullo Stato dell'Unione di Trump ( da Open.oniline, di Alessandro D'Amato). Se il discorso, zeppo di proclami, falsità, ingiurie ed accuse, venisse esaminato da uno psichiatra, Trump verrebbe, sicuramente internato ( P.A.)

 Il presidente batte il record di Clinton. La standing ovation e i fischi. Le liti con i Dem e l'annuncio: «La rivoluzione americana iniziata nel 1775 continua ancora oggi»

«Stasera, dopo appena un anno, posso dire con dignità e orgoglio che ci siamo trasformati e non torneremo dove eravamo prima. Abbiamo avuto una svolta epocale». L’inizio del discorso di Donald Trump sullo Stato dell’Unione è quello che tutti si aspettavano. Al Congresso tra gli ospiti il presidente ha voluto Erika, la vedova di Charlie Kirk, mentre almeno 30 Dem boicottano l’evento e un gruppo di attivisti organizza al National Press Club di Washington lo “Stato della Palude”, indossando maschere con il volto del tycoon e costumi a forma di rana. Al suo ingresso una standing ovation ha coperto i fischi mentre il deputato Dem del Texas Al Green è stato espulso per aver mostrato un cartello con la scritta “I neri non sono scimmie”.

Lo Stato dell’Unione e quello di Trump

Dal 1776 a oggi, ogni generazione di americani si è fatta avanti «per difendere la vita, la libertà e la ricerca della felicità per il prossimo. Ora tocca a noi», ha detto Trump. «Insieme, stiamo costruendo una nazione in cui ogni bambino abbia la possibilità di raggiungere traguardi più ambiziosi e di andare oltre, in cui il governo risponda al popolo, non ai potenti, e in cui gli interessi dei cittadini americani che lavorano duramente siano sempre la nostra prima e ultima preoccupazione». Invece «per decenni prima del mio arrivo dal commercio alla sanità, passando per l’energia e l’immigrazione, tutto è stato rubato e truccato per drenare ricchezza dalle persone produttive che fanno girare il paese». Ora però «c’è l’America First».

Il Minnesota

«Quando si parla della corruzione che sta saccheggiando l’America, non c’è esempio più eclatante del Minnesota, dove i membri della comunità somala hanno saccheggiato circa 19 miliardi di dollari dai contribuenti americani», ha poi detto il presidente. «Mentre parliamo, i Democratici in quest’Aula hanno tagliato tutti i finanziamenti al Dipartimento della Sicurezza Interna. Hanno chiuso l’agenzia responsabile della protezione degli americani da terroristi e assassini», ha detto. Aggiungendo che «stasera chiedo il ripristino completo e immediato di tutti i finanziamenti per la Sicurezza delle frontiere e la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti».

«Our country is back»

«Our country is back», ha sostenuto il tycoon. «Il nostro paese è tornato, più grande, più forte e più ricco che mai. Non torneremo indietro questa è l’età dell’oro dell’America». E ancora: «Nessun migrante illegale è entrato negli Stati Uniti nell’ultimo anno». Il primo riferimento alla politica estera nel discorso sullo Stato dell’Unione è al Venezuela. «Il nostro nuovo amico e alleato», ha detto il presidente americano rivendicando che gli Stati Uniti hanno ottenuto 80 milioni di barili di petrolio dal paese sudamericano. E ancora: «Ho ottenuto impegni per oltre 18 trilioni di dollari di investimenti da tutto il mondo».

Diversi media americani fanno notare che il presidente americano non ha presentato alcuna prova delle sue affermazioni. Sulla base di dichiarazioni di varie aziende, paesi stranieri e del sito della Casa Bianca, la cifra sembra di gran lunga superiore alla somma effettiva di circa 9,6 trillioni di dollari che include investimenti pianificati durante la presidenza di Joe Biden.

Le tasse e la Corte Suprema

Poi ha sostenuto che i democratici non volevano il taglio delle tasse e ha parlato della Corte Suprema, definendo «infelice» la decisione dei giudici sui dazi. Quelli nuovi, ha anticipato, saranno più complessi ma non richiederanno l’approvazione del Congresso. «Col passare del tempo, credo che le tariffe pagate dai paesi stranieri, come in passato, sostituiranno sostanzialmente il moderno sistema di imposta sul reddito», ha messo in evidenza. «Dovreste vergognarvi di restare seduti», ha detto poi rivolgendosi ai Dem che non hanno partecipato agli applausi.

Il terzo mandato

Il presidente ha ironizzato anche sul terzo mandato. Durante il discorso sullo Stato dell’Unione, parlando del sito Trump RX, dove dovrebbero essere venduti farmaci a prezzi più economici il presidente americando ha detto: «L’ho fatto nel primo anno del mio secondo mandato, ma sarebbe dovuto essere il mio terzo», ha dichiarato il presidente continuando a sostenere di non aver perso le elezioni del 2020 vinte da Biden. Poi ha annunciato che JD Vance ha un nuovo incarico: sarà alla guida della «guerra alle frodi» con l’obiettivo di riportare in pareggio il bilancio americano.

La lite con Ilhan Omar

Poi ha litigato con la deputata di origine somala Ilhan Omar. Il presidente americano ha ribadito la sua invettiva xenofoba contro la comunità somala sostenendo che «i pirati somali hanno saccheggiato il Minnesota» attraverso «corruzione, tangenti e illegalità» e ha invitato il Congresso ad alzarsi in piedi per sostenere gli americani invece degli immigrati «illegali. Importare queste culture attraverso l’immigrazione senza restrizioni e le frontiere aperte porta questi problemi proprio qui negli Stati Uniti». La deputata democratica del Minnesota a quel punto ha urlato «bugiardo» al presidente accusandolo di «aver ucciso degli americani!». Il tycoon ha replicato: «Dovresti vergognarti».

La politica estera

Dopo essersi vantato di aver concluso otto guerra, Trump ha detto che sta lavorando per la pace tra Russia e Ucraina e ha attaccato l’Iran. «Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma una cosa è certa: non permetterò mai all’Iran di avere l’arma nucleare», ha detto. Aggiungendo che Teheran «ha già sviluppato missili che possono colpire l’Europa e gli Stati Uniti». Ha anche detto che sua moglie Melania «è una star del cinema». Poi ha battuto il record Bill Clinton per il più lungo discorso sullo Stato dell’Unione della Storia. Superando il limite di un’ora e 39 minuti in Congresso. Si è congedato assicurando che «la rivoluzione americana iniziata nel 1775 continua ancora oggi» e il paese va verso «un futuro più grande, migliore, più fiero, più glorioso che mai. Dio benedica l’America», ha concluso il presidente.