martedì 25 agosto 2026

Bangladesh. Condannato a morte preside che aveva molestato una ragazza, da questa denunciato, e l'aveva poi bruciata viva ( da Fanpage.it, di Eleonora Paqnseri)

 

Bangladesh, bruciata viva dopo aver denunciato le molestie del preside: confermata condanna a morte per l’uomo

È stata confermata la condanna a morte per l'ex preside di una scuola islamica rurale in Bangladesh accusato di aver ucciso una studentessa, la 19enne Nusrat Jahan Rafi. La ragazza era stata bruciata viva dopo averlo denunciato per molestie sessuali.

La Corte d'appello ha deciso di mantenere la pena capitale anche per un coimputato, stretto collaboratore del preside, mentre ha ridotto dall'impiccagione all'ergastolo le condanne di altri quattro imputati. Altre 10 persone invece sono state assolte.

Ha inoltre ordinato al Ministero della Giustizia di revocare i poteri giudiziari penali dell'allora giudice del tribunale di primo grado, Mamun Ur Rashid, per aver inflitto le condanne a morte a tutti e 16 gli imputati in modo ritenuto "sconsiderato e irragionevole".

Nel 2019 il tribunale di primo grado aveva infatti condannato a morte tutti e 16 gli imputati. I quattro, le cui condanne a morte sono state commutate in ergastolo, hanno confessato il loro coinvolgimento nel delitto. Le loro confessioni sono state corroborate dalle dichiarazioni dei loro coimputati e da altri testimoni.

Nusrat aveva solo 19 anni quando fu stata cosparsa di cherosene e data alle fiamme. Aveva riportato ustioni sull'80% del corpo ed era morta in ospedale quattro giorni dopo.

Il caso aveva suscitato forte indignazione in Bangladesh, con proteste che erano durate diversi giorni nella capitale del Paese, Dhaka, e richieste di una punizione esemplare per i responsabili.

Il procuratore generale Md Ruhul Quddus Kazal ha affermato che quattro degli imputati avevano legato mani e piedi della ragazza e l'avevano cosparsa di cherosene "per assicurarsi che morisse".

Il fratello maggiore della vittima, Mahmudul Hasan, ha riferito che la famiglia riceve messaggi di minaccia e ha chiesto al governo di garantirne la sicurezza.

Milo Infante, esordio a Mediaset. Ascolti mattina e pomeriggio ( Adnkronos, di Antonella Nesi)

 

Ascolti tv, buon debutto per Milo Infante su Canale 5 ma nel pomeriggio vince Manuela Moreno con Vita in Diretta

Il programma di Rai1 prevale nella sovrapposizione con il 17,95% di share

Manuela Moreno e Milo Infante - fotogramma/ipa
Manuela Moreno e Milo Infante - fotogramma/ipa
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Bene il doppio debutto di Milo Infante su Mediaset ma nel pomeriggio lo scontro tra 'Verità Nascoste - Il Diario' su Canale 5 e 'Vita in Diretta' su Rai1, ha visto prevalere nettamente quest'ultimo, con un media nel periodo di sovrapposizione che è stata di 1.226.885 spettatori con il 16,72% di share per Infante e di 1.317.340 spettatori con il 17,95% di share per il programma condotto da Manuela Moreno.

Nel dettaglio, al mattino su Rete4 'Ore 11' ha ottenuto 460.000 spettatori e il 9.6% di share, nella prima parte, e 550.000 spettatori con il 6.9%, nella seconda parte, in onda dopo il Tg4.

Nel pomeriggio, 'Verità Nascoste – Il Diario' è stato seguito da una media di 1.225.000 spettatori con il 16.7%. Ma l'andamento della curva degli ascolti è discendente. La soap che ha preceduto Infante, 'Tutto per la mia Famiglia', è stata seguita da 1.779.000 spettatori con il 24.1%.

Il programma di Infante ha ricevuto la linea al 25% di share e nella prima parte ha tenuto al 19.7% mentre nella seconda parte è sceso 14.9%. Percorso opposto per 'Vita in Diretta', che riceve la linea al 12% circa e cresce costantemente ottenendo, il 12,2% con 891.000 spettatori, nella prima mezz'ora chiamata 'Start' (quando ancora ha contro la soap di Canale 5) e sale costantemente nei segmenti successivi, ottenendo 1.161.000 spettatori con il 16.3% nella presentazione e 1.475.000 spettatori con il 19.4% di share nel programma. E infatti la media del periodo di sovrapposizione tra i due programmi vede vincere quello condotto da Manuela Moreno su Rai1.

Ranucci, il 'trapezista': 'andrei a cena anche con Riina' (da Leggo)

 

Sigfrido Ranucci© Ansa

Sigfrido Ranucci si allontana sempre di più da Report, ma il conduttore non ci sta e promette battaglia: «Un eventuale ridimensionamento o uno spostamento ad altre testate della Rai per me sarebbe un tornare indietro», afferma soffermandosi con i giornalisti a Cerveteri prima della tappa del suo tour «Diario di un trapezista». «Se sposti Sigfrido Ranucci perché non lo ritieni consono per una trasmissione d'inchiesta, che fai, vai a formare altri 100 Sigfrido Ranucci per poi spostarli dopo che li hai formati? Non ha senso», dice il giornalista.

Ranucci promette battaglia

Sul futuro in Rai, proprio nei giorni in cui l’azienda discute sul suo ruolo, Ranucci osserva: «Vediamo quali sono le offerte che faranno e farò le mie valutazioni, certo non torno indietro dopo la mia storia, lo devo alla mia famiglia e a tutto quello che ha dovuto subire, compresa la bomba sotto casa». E su cosa ci possa essere meglio di Report, Ranucci chiosa con ironia: «Forse c’è uno spazio informativo dentro Sanremo? Però la vedo dura».

«Non credo che sia questa l'intenzione», risponde alla domanda sulla possibilità di una sua permanenza alla guida di 'Report'. «La squadra di Report è composta da persone che hanno mostrato la loro lealtà nei pezzi e nelle inchieste. Non è importante la lealtà nei miei confronti, è importante la lealtà nei confronti del pubblico e della trasmissione». «Non è la prima volta che tentano di mandarmi via», rincara poi la dose. «Hanno chiesto il mio licenziamento nel 2000 quando ritrovai l'intervista di Borsellino. Hanno tentato di farlo con l'inchiesta su Fallujah nel 2005, poi con la storia dell'Autogrill e adesso ci riprovano».

 

«Lavitola? Andrei a cena anche con Riina»

Sulla sua amicizia con Lavitola, Ranucci spiega: «Io non sono puro. Sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città, dalle grate di un tombino perché faccio questo mestiere». «Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei», aggiunge, poi rivela: «Personalmente ho ricevuto tantissima solidarietà. Ricevo bella gente, dove vado vado, ho tantissime manifestazioni di solidarietà». E alla domanda se in Rai si sia sentito abbandonato, Ranucci risponde: «Se mi sento isolato? Ho tanti amici clandestini che mi scrivono, hanno paura anche».

«Questa roba la spiego agli inquirenti. Per rispetto ai magistrati, quello che ho da dire lo dico ai magistrati», aggiunge su Lavitola. «Se avessi percepito un rischio vero dalle parole di Lavitola, l'avrei denunciato. Ho sempre denunciato anche cose che riguardavano me».

«Non sono preoccupato, sono tranquillissimo perché ho la coscienza a posto», aggiunge. «Sono 35 anni che sono in Rai, sono nato come assistente al programma, non ho avuto sponsor politici né di sindacato. Ho fatto il mio percorso grazie alle persone che ho incontrato sulla mia strada, Roberto Morrione e Milena Gabanelli», ha detto il conduttore. «Report è la trasmissione più premiata, io sono il giornalista più premiato della storia della Rai», conclude ricordando il suo percorso professionale. «Ho attraversato indenne oltre 240 atti di citazione, querele e mediazioni. Ho tenuto alto l'onore della Rai mettendo a repentaglio la mia vita, quella dei miei cari e anche dei miei inviati».