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venerdì 7 ottobre 2016

Villa Medici.L'Accademia di Francia a Roma ha problemi? Perchè, invece, quella di Germania ( Villa Massimo) va a gonfie vele?

Non mi è mai accaduto di chiedere ai borsisti di Villa Massimo, borsisti tedeschi nei vari campi della cultura e dell'arte, recentemente riaperta dopo un anno circa di restauri, se per loro la residenza romana abbia un senso. Se, cioè, il cosiddetto 'viaggio di formazione' dei tempi andati abbia ancora senso oggi in una città come Roma, un tempo capitale del mondo in tutti i sensi, oggi neppure più capitale del paese, quantomeno in campo culturale, considerando come l'hanno ridotta in una decina d'anni gli amministratori che del sostegno alla cultura se ne sono pienamente fottuti, forti del detto' la cultura non si mangia' attribuito ad un truce ministro dell'economia del Governo Berlusconi, ma di fatto sottoscritto da tanti altri esponenti politici anche di diversi partiti, non esclusi quelli di sinistra, ai quali in passato la cultura faceva riferimento quasi esclusivo.
 Senonchè, per tornare ai borsisti tedeschi, a Villa Massimo ci stanno bene,  lavora e  fanno cose di grande qualità innanzitutto a beneficio di loro medesimi, poi a beneficio del loro paese ed, infine,  a beneficio anche del nostro, meglio delle città nella quale trascorrono qualche anno della loro vita ispirandosi alla Roma che fu, nonostante ora non lo sia più, un faro di cultura ed uno scrigno di tesori che nessuna altra città al mondo conserva (magari malamente).
 Perciò la domanda che s'è fatta quel parlamentare transalpino sulla opportunità di tenere ancora in vita l'Accademia di Francia a Roma che costa complessivamente 8 milioni di Euro l'anno supporrebbe che  quella domanda fosse stata posta in anticipo ai borsisti che certamente non v vengono a Roma a passare qualche anno, nè vogliono perdere tempo, giovani ed intraprendenti come sono per  la maggior parte loro, almeno a giudicare da quei pochi che, negli, anni abbiamo conosciuto.  Se molti essi recano onore al loro paese sarà anche per quegli anni di formazione a Roma? Si chieda loro, risponderanno in tutta sincerità. E se avesse ragione il parlamentare preoccupato che si buttino al vento 8 milioni di Euro, allora sarebbe il caso di ripensare al ruolo dell'Accademia di Francia.
 Il parlamentare poi dovrebbe chiedere al suo governo con quali criteri sceglie i direttori ( per l'ultima  e per il penultimo si dice abbia contato l'amicizia anici con l' amica attrice del presidente). Il direttore di Villa Massimo, attivissimo promotore ed organizzatore di iniziative di gran qualità, dall'apparenza di severo funzionario, è invece fine cultore dell'arte e uomo di cultura orgoglioso di 'allevare' le menti e gli artisti del suo paese.  A Villa Medici  nell'alternare i direttori si seguono evidentemente altri criteri di scelta. Che vogliamo fare, sono francesi!
 Villa Medici, il parlamentare transalpino la vedrebbe meglio come museo, confortato dalla ricchezza di tesori custoditi, dal bel giardino interno, dalla straordinaria architettura e dall'aumento continuo, da un anno all'altro, di visitatori. Flusso che certamente non si fermerà.
 Perchè allora azzerare la storia dei cosiddetti borsisti 'Prix de Rome', per quattro soldi che costano, Villa compresa, e senza aver prima interpellato i diretti interessati, cioè i borsisti che vivono e lavorano in  cima a Trinità dei Monti?

mercoledì 24 febbraio 2016

Accademie straniere a Roma. Villa Massimo, sede dell'Accademia Tedesca, la migliore

Mentre leggiamo sui giornali notizie relative alla programmazione delle Accademie straniere a Roma, da quella Americana a quella Francese, ci giunge un volume dall'Accademia Tedesca che ha la sede principale a Villa Massimo, ora chiusa fino a settembre per lavori di restauro, ed alcune altre dépèndences in città e fuori, diretta da tempo da Joachim Bluher.
 In tutte le Accademie, a maggior ragione nelle più prestigiose - e quella tedesca ovviamente non fa eccezione -  si preparano per i borsisti soggiorni produttivi e stimolanti, anche in accordo con alcune istituzioni culturali italiane della Capitale, e fra  le stesse accademie. Ma ciascuna ha un suo stile.

L'Accademia Americana, di cui abbiamo notizia almeno una volta l'anno dai giornali, organizza una festa che segna l'avvio della sua attività, e poi nel corso dell'anno ospita attività e manifestazioni frutto di collaborazioni con altre istituzioni, ad esempio con l'Associazione Nuova Consonanza ed il suo festival annuale.  Probabilmente ospita anche personalità americane, ma della loro presenza oggi  si sa poco o  nulla. Un tempo  non era così, e noi stessi negli anni Ottanta, venuti a sapere della presenza di Elliott Carter a Roma, lo invitammo a far parte della giuria del concorso di composizione 'Fogli d'album' bandito dalla nostra rivista 'Piano Time'.

L'Accademia di Francia, assieme a quella tedesca, è senza dubbio la più attiva, sebbene il nuovo corso, affidato alla direttrice fresca di insediamento - sulla cui nomina molti rumors sono circolati in Italia ed in Francia - si è avviato con un passo falso. Con una foto che ha fatto il giro della rete, nella quale i borsisti residenti erano ritratti arrampicati su una delle statue monumentali, storicamente  una delle più importanti, del giardino dell'Accademia di Villa Medici. Quella foto inaugurale del nuovo anno accademico è stata letta come una profanazione, un insulto alla storia di Villa Medici, che con direttori di diverso spessore mai e poi mai si sarebbe vista.  Ma ciò oggi è accaduto anche perchè nella scelta dei direttori, negli ultimi anni, contano molto le amicizie con l'attuale inquilino dell'Eliseo e con la sua compagna, attrice, che appare e scompare, ma che evidentemente  il presidente ascolta anche a distanza.

All'Accademia Tedesca questo non sarebbe mai accaduto e mai accadrà. La sede principale romana, a Villa Massimo, rappresenta per i borsisti un privilegio ed una occasione unica per lavorare ai propri progetti, lavoro che l'accademia asseconda e sostiene, con uno stile che definire tedesco, nel senso di sostanziale e di attenzione alle cose che contano davvero, non è fuori luogo.
 Ci spieghiamo. Noi una conoscenza più da vicino dell'Accademia ce la siamo fatta  subito dopo il terremoto aquilano, quando ospitammo sulla nostra rivista Music@ alcuni interventi del direttore dell'Accademia e l'illustrazione di un progetto pensato per gli studenti dell'Aquila davvero importante. La progettazione, cioè, di un grande  salotto mobile, una piazza accogliente di legno,  provvisto di parecchi ambienti che solo l'insipienza e l'indecisione tipica del nostro paese, ma anche l'insolenza dei governanti aquilani ha costretto ad impacchettare e rispedire in Germania. In mesi e mesi di trattative all'Accademia di Villa Massimo che si era fatta promotrice del progetto non è giunta nessuna risposta dell'amministrazione cittadina relativa al luogo dove montare questo meraviglioso regalo - gratuito!!!!  - della Germania alla città terremotata. Neppure l'intervento dell'allora sottosegretario Gianni Letta sortì alcun effetto.

 Ma l'Accademia organizza per i suoi borsisti molte attività per far conoscere loro la città ed anche per metterli in rapporto con le intelligenze  e le istituzioni creative romane. Attività che hanno il loro apice nel concerto annuale affidato all'Ensemble Modern ed alla festa di fine corso.
 Ma l'Accademia non si accontenta di questo, che sarebbe già abbastanza. Ha stampato un volume nel quale racconta in due lingue, italiano e tedesco, la sua attività e di ogni borsista presenta un profilo personale e della sua attività, oltre che le realizzazioni nate nel periodo di residenza romana. Insomma l'Accademia tedesca, a differenza delle altre, e meglio di qualunque altra, si occupa di aprire un futuro ai suoi borsisti, raccontando ciò di cui sono capaci e quel che hanno già realizzato. Ecco dove sta la differenza. Da questo  stesso volume, intitolato semplicemente  ' Villa Massimo. Accademia Tedesca a Roma. 2014', apprendiamo anche un particolare al quale non avevamo mai fatto caso, e che cioè un bel gruppo di accademie straniere vennero fatte edificare a Valle Giulia, dopo lì'Esposizione universale del 1911, dal indaco anticlericale Nathan, a corona della Galleria nazionale di Arte Moderna. per indicare che a Valle Giulia veniva impiantata la fucina che doveva produrre il nuovo mondo della arti ed ella ricerca.

mercoledì 15 gennaio 2014

Letto sulla stampa:15 gennaio 2014.Brutte e belle notizie

Cominciamo dalle buone notizie, son poche in verità, ma vale la pena segnalarle.
Innanzitutto da quella che riguarda Lucia Ronchetti, la compositrice oggi sulla cresta dell'onda internazionale, che è stata chiamata a far parte della giuria che sceglierà i prossimi 'Prix de Rome' , e cioè i 'pensionnaires' di Villa Medici a Roma, fra i  numerosi candidati nei vari settori dell'arte. In giuria siede anche l'attrice e produttrice cinematografica che vive una storia sentimentale con il presidente Hollande, ma anche questa è una buona notizia.( Contrordine dell'ultim'ora: l'attrice è stata esclusa dalla giuria, per intervento diretto della ministra di origini italiane, Filippetti. Uno schiaffo al direttore dell'Accademia di Francia a Roma che l'avrebbe scelta? O forse troppo poco autorevole - altro schiaffo al direttore di Villa Medici - per far parte della prestigiosa giuria?)
La seconda buona notizia- che era già sui giornali di ieri- è la nomina di Marino Sinibaldi a presidente del consiglio di amministrazione del Teatro di Roma, dopo che Borgna si era sfilato per via delle numerose ed ingiuste critiche incrociate. Sinibaldi, direttore di Radio 3, viene dallo stesso ente dal quale veniva il suo predecessore, Scaglia, cioè dalla Rai. Scaglia scrittore, Sinibaldi animatore culturale fra i più vivaci ed impegnati. A testimoniare che oggi sono i  mezzi di grande comunicazione a mettere i vetrina i protagonisti della società; se non si appartiene ai  media, addio sogni. Solo che...solo che... Sinibaldi dovrebbe , a nostro modestissimo parere, dimettersi da Radio 3, come dovrebbero fare altri dirigenti Rai che occupano   poltrone di responsabilità anche fuori dell'azienda. Gubitosi che fa, si gira dall'altra parte per non vedere?
Ed ora - finalmente! direbbero i maligni- veniamo a quelle cattive.
 Alfano e non solo lui, perchè è in compagnia di Brunetta, il moralizzatore, e Masi, il macho ex direttore generale Rai,  compaiono fra gli affittuari di Ligresti, a roma, in via delle Tre madonne ai parioli, una viuzza che non gli daresti due lire, ma  molto molto chic e con case extralusso. La casa di Alfano è di appena 220 mq. Non sappiamo se lui e Brunetta e Masi  - che sicuramente saranno a loro volta in compagnia di altri - pagassero affitti di favore, ma  c'è da dubitare che i tre, nei propri ambiti, alla bisogna non abbiano mostrato riconoscenza al proprietario delle loro povere magioni romane?
E Nunzia? la signora Di Girolamo,  campana, con la sua cricca? Ci ha colpiti leggere che avrebbe dirottato parte dei finanziamenti europei destinati ad alleviare i portatori di  handicap da Benevento ad un'altra provincia dove alloggerebbe il suo stato maggiore. Questo leggiamo sui giornali; vero o non vero, a noi questa notizia fa venire lo schifo.
L'Aquila. L'Università, dopo lo scandalo che ha investito anche la giunta comunale - sono tutti innocenti!!!, cosi dicono - con le dimissione del sindaco, ha fatto una proposta, mettendosi a disposizione con un comitato di saggi che potrebbe dare una mano nell'individuare la strada da percorrere per  una svolta nella ricostruzione. Apriti cielo! chi si rifa viva? La Pezzopane, indignata, perchè si sente espropriata dei suoi compiti di amministratore pubblico che ritiene di aver  svolto compiutamente anche in relazione alla ricostruzione che  purtroppo langue nella maggior parte della città. La stessa Pezzopane che si era indignata allorchè, secondo lei ingiustamente, la commissione europea preposta alle candidature per le 'Capitali della cultura' del 2019, aveva escluso L'Aquila. già per la semplice ragione che non si può candidare una 'città fantasma'. E non , come sosteneva l'assessore/parlamentare, per la 'cattiva stampa'.
 La motivazione 'cattiva stampa' ci riguarda anche un  pò.
 Per otto anni abbiamo diretto un bimestrale di musica, edito dal Conservatorio aquilano, MUSIC@, che sì è guadagnato una certa fama per l'originalità e qualità dei contenuti.  La nostra critica ha offerto l'alibi al nuovo direttore del Conservatorio, che di nome fa Piermarini, per vietare la pubblicazione dell'ultimo numero di Music@ affidato alla nostra direzione.  L'alibi consiste nel fatto che - secondo la vulgata di una delle 'menti' del conservatorio aquilano - la nostra critica avrebbe inficiato i buoni rapporti che il conservatorio sta instaurando con gli amministratori aquilani. Si tratta ovviamente di un alibi  nelle mani di una direzione che non sa cosa sia la cultura e per questo la calpesta e la mette all'indice.