domenica 31 gennaio 2021

Coldiretti. Gli Italiani preferiscono il pranzo al ristorante ed il caffè al bar (da Notizie.it, di Giorgia Basciu)

... Coldiretti, in base ad una sua analisi, ha constatato come circa l’80% degli italiani, preferisca fare la colazione al bar e consumare il pranzo al ristorante. Considerazioni che arrivano in vista della zona gialla, che da oggi, 1 Febbraio, porterà quasi tutta l’Italia, a minori restrizioni, consentendo quindi, anche il ritorno degli avventori della ristorazione. Ciò che si spera, è che si riesca a far fronte alla forte crisi del settore, innescata dalla pandemia e dalle conseguenti chiusure, che hanno visto il 2020, come uno degli anni peggiori di cui si abbia memoria. 

 Secondo i dati aggiornati del settore, il fatturato ha subito un dimezzamento pari al 48%, con una perdita pari a 41 miliardi di euro, secondo le stime Coldiretti su dati Ismea.

A render conto della crisi del settore, ci ha pensato il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa, secondo cui: -“Le attività di ristorazione si classificano tra quelle più duramente colpite dalle misure restrittive a livello nazionale. In Liguria ad esempio, gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare, con disdette per le forniture di prodotti che vanno dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità.” Poi proseguono: -“Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione, ma serve anche una riflessione sulla possibilità di apertura serale dei ristoranti anche alla luce delle importanti misure di sicurezza adottata, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso”.


La differenza tra le regioni gialle e arancioni

Diverse le limitazioni tra le regioni in fascia gialla e quelle in fascia arancione: per le prime infatti le attività di ristorazione al tavolo sono consentite solo dalle 5 alle 18 con la possibilità della consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 della ristorazione con asporto. Nelle regioni arancioni invece, è consentita la sola la consegna a domicilio o l’asporto, con la chiusura dei bar alle ore 18.


Coldiretti Puglia: la situazione

Limitazioni che, in una regione come la Puglia, la quale rimane in fascia arancione, ha comportato una perdita del fatturato di oltre 750 milioni di euro, come denunciato da Coldiretti Puglia: -“Una situazione di difficoltà che ha fatto chiudere il 14,4% di bar e ristoranti secondo Confcommercio e gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti Puglia – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.

 

Per il presidente dell’associazione agrituristica di Coldiretti Terranostra Puglia, Filippo De Miccolis: -“Alle limitazioni alle attività di impresa devono corrispondere in tempi stretti i sostegni economici agli agriturismi e a tutte le imprese lungo la filiera agroalimentare, per dare liquidità ad aziende che devo sopravvivere all’emergenza Covid, come interventi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti per salvare l’economia ed il lavoro”.

Brusaferro. Fara attenzione, decrescita curva epidemica è ancora lenta

 Il rischio è moderato-basso in quasi tutte le regioni. C'è un miglioramento in termini di impatto sui servizi, ma è contenuto perche le curve decrescono ma molto lentamente, e questo dopo le misure di mitigazione. Dunque l'epidemia resta in una fase delicata e non ci dobbiamo rilassare troppo, ma mantenere una grande attenzione".Lo ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa per l'analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia organizzata dal ministero della Salute. (ANSA).

Italia. Da oggi quasi tutte le regioni tornano in 'zona gialla'( AGI)

 Da oggi, 1 febbraio, zona gialla per 16 regioni in Italia ad eccezione di Puglia, Sardegna, Umbria, Sicilia e la provincia di Bolzano che saranno in zona arancione. Diminuisco i divieti, ma il ministro Speranza avverte "Zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane".

 Il monito del ministro della Salute è arrivato in un weekend  che ha visto nuovi assembramenti nelle grandi città, da Milano a Napoli, da Roma a Bologna, complice qualche squarcio di bel tempo e soprattutto la prospettiva del cambio di fascia per molte regioni.

Immagini inaccettabili

 "Le immagini degli assembramenti nelle città sono inaccettabili. Siamo in piena emergenza, la pandemia è fortemente diffusa nel Paese. I sindaci devono vigilare, non posso vedere Via del Corso a Roma cosi' piena. O i Navigli a Milano. I Comuni facciano qualcosa". E' l'appello di Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, che con l'AGI sottolinea: "Capisco che non si puo' chiedere alle forze dell'ordine di disperdere 50mila persone, per quello dico che bisogna prevenire. Usino i droni, chiudano gli accessi, insomma facciano qualcosa perche' in emergenza si interviene, anche se si teme di subire un calo di popolarita'". 

Lo struscio sui Navigli

 A Milano la domenica pomeriggio ha visto strade affollate in centro di Milano. Il ritorno del sole ha riempito la zona dei Navigli dove si sono formati assembramenti di giovani nella zona pedonale lungo la Darsena. Molta gente ha passeggiato in corso Vittorio Emanuele e a Porta Nuova, tra piazza Gae Aulenti e corso Como.

La movida a Roma

 A Roma si sono registrati diversi assembramenti sabato sera nelle zone della movida. Sono state piu' di 40 le multe elevate per la violazione delle norme a tutela della salute pubblica nel Centro Storico, ma anche in quartieri come Prati, Monti, Pigneto ed Eur.

Alcune delle zone più affollate sono state chiuse momentaneamente al transito. "E'veramente da irresponsabili vanificare il lavoro fatto", ha affermato l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato.

I controlli al Vomero

A Napoli le persone sanzionate sono state 44 nella sole notte di sabato. I carabinieri, impegnati nei controlli nel quartiere Vomero, hanno setacciato le strade della movida sorprendendo assembramenti e ragazzi in strada senza mascherina elevando multe per un importo complessivo superiore ai 12mila euro.

 

Anche a Bologna la serata di sabato ha registrato assembramenti di giovani nella zona universitaria, anche dopo le 22. I carabinieri hanno multato cinque persone per inosservanza delle misure anti-covid, ma sui social sono circoli video di giovani in piazza, anche con musica ad alto volume.


L'ordinanza di Fedriga

 Per evitare la ripresa degli assembramenti con il ritorno in zona gialla, il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha firmato un'ordinanza che vieta di consumare alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dell'esercizio di vendita e, comunque, nei luoghi dove siano possibili assembramenti e impone un divieto di consumazione al banco nei locali dopo le ore 11.

Milano sperimenta una città 'tutta a 15 minuti' ( AGI)

 Dall’introduzione del lavoro agile per il personale del Comune e delle sue partecipate sino all’utilizzo degli spazi di coworking cittadini, passando per le prestazioni svolte in “nearworking”, inteso come la possibilità di svolgere l’attività lavorativa in un luogo in prossimità della propria abitazione o domicilio.  Sono le principali novità introdotte dalle linee di indirizzo per il decongestionamento e la desincronizzazione degli orari per arrivare a una migliore organizzazione dei tempi della città, approvate dalla Giunta comunale di Milano. L'obiettivo è arrivare ad una città dove tutto sia raggiungibile in 15 minuti. 

Avvicinare il luogo di lavoro alla propria casa 

“Questo provvedimento ci consente di sperimentare nuove modalità lavorative all’interno della Pubblica Amministrazione, proponendo, primi in Italia, un nuovo modello di vivere e lavorare in una città a 15 minuti – commenta l’assessora alle Politiche del Lavoro, Attività Produttive e Risorse Umane del Comune di Milano, Cristina Tajani -. L'obiettivo è quello di avvicinare il luogo di lavoro alla propria abitazione favorendo così lo sviluppo di quartieri non più dormitorio, ma con servizi e nuove attività commerciali con conseguente risparmio di tempo e di emissioni derivanti dagli spostamenti obbligati.

La sperimentazione – continua - si inserisce nel generale ridisegno dei tempi della città, dovuto all'emergenza Covid, ma rappresenta un modello valido in sé, da proporre anche al settore privato, utile a migliorare la vita della città e la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro per i singoli individui". 


Flessibilità di orari e dotazioni tecnologiche

Due i principali ambiti di intervento previsti dalle linee guida, che saranno attuate in via sperimentale dal Comune di Milano e dalle sue partecipate nei prossimi mesi, a cominciare dall’adozione del POLA (Piano Organizzativo del Lavoro Agile) che vede il consolidamento del lavoro agile quale modalità lavorativa complementare all’attività in presenza a cui si affiancherà anche la sperimentazione di una nuova flessibilità oraria in entrata e uscita, oltre a una nuova dotazione tecnologica e digitale per il personale. 

 Una trasformazione che passa anche da un radicale ripensamento dei luoghi fisici del lavoro, non più intesi "come fissi ma dinamici, indispensabili per favorire la diffusione di servizi locali di quartiere e di prossimità per i cittadini nonché a limitare i trasferimenti periferia-centro, contribuendo così a sviluppare una reale città policentrica e inclusiva". 

In quest’ottica l’Amministrazione si adopererà per individuare e verificare la disponibilità di spazi di proprietà del Comune di Milano, distribuiti in città, da utilizzare come sedi di nearworking. A ciò si aggiungerà la possibilità di valutare la disponibilità e l’utilizzo degli spazi di coworking già esistenti.

 Si sperimenterà poi anche l’opportunità di utilizzare sedi aziendali, anche appartenenti a società partecipate dal Comune di Milano, per i dipendenti dell’Amministrazione in lavoro agile. Nei prossimi mesi si aprirà il confronto anche con le principali Associazioni datoriali. 

Italia. Si riduce il divario fra Nord e Sud. E' una buona notizia? ( TGCOM 24)

 Tra Nord e Sud si riduce il divario, ma per una volta non è una buona notizia. I dati sull'inflazione dicono che l'adagio popolare per cui vivere nel Mezzogiorno costi meno non è più tanto vero: lo dimostrano le cifre elaborate dall'Unione nazionale consumatori sulla base delle ultime rilevazioni Istat. La città in cui è più aumentato il costo della spesa alimentare, per esempio, è Caltanissetta: +4,2%. A Cosenza la palma del maggior rincaro per le visite mediche, a Messina quella per l'assistenza sociale. Tariffe amministrative da capogiro a Palermo (+18%) mentre per il caro-rette per scuola dell'infanzia e primaria bisogna spostarsi un po' al Nord, a Forli-Cesena (+6,3%). In generale l'emergenza Covid e i lockdown hanno portato buona parte d'Italia in deflazione, una realtà per 42 città su 68.

 A Venezia è crollato il costo di una notte in hotel, a Livorno si è ridotto quello per l'assistenza sociale, a Genova si spende meno per acqua e rifiuti. E Parma, tra le capitali del cibo italiano, è l'unica città dove la spesa alimentare è addirittura calata. 

 Ma anche in questa classifica emerge che il malato della nostra economia è il turismo. Non solo Venezia, con prezzi in picchiata del 10%, ma anche la Sicilia con Trapani, e poi Firenze, dove la flessione è del 7,6% a causa della scomparsa di visitatori stranieri da ormai quasi un anno. 

Renzi, lo sfascista: elezioni nel 2023 (TGCOM 24)

 Alla scelta di un governo istituzionale "è preferibile una soluzione politica". E' quanto afferma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, secondo il quale il voto è "il solito spauracchio per terrorizzare qualche parlamentare preoccupato. Qualche dirigente politico si finge di essere un raffinato stratega giocando la carta della paura sui senatori. Ma tutti sanno che al voto non si andrà prima del 2023".

Giuseppe Verdi raccontato da Topolino ( Rumors.it)

 In occasione dei 120 anni dalla scomparsa di Giuseppe Verdi, Panini Comics presenta "La musica lirica raccontata da Topolino", un Topolibro da collezione che raccoglie le più belle storie disneyane dedicate all’opera lirica, una vera delizia per tutti gli appassionati.

La musica lirica raccontata da Topolino è uno scrigno prezioso che contiene al suo interno 6 imperdibili storie che, nel corso degli anni, hanno contribuito a raccontare su Topolino la grande opera frutto del genio di Giuseppe Verdi e di altri grandi autori operistici. Il Topolibro è disponibile in edicola, in fumetteria con Topolino 3401 (da mercoledì 27 gennaio) e acquistabile anche su panini.it

Ad aprire il volume, la storia più recente. Topolino e il Codice Armonico di Francesco Artibani e Paolo Mottura, dove Topolino incontra Giuseppe Verdi in persona. Un omaggio in grande stile per ricordare il musicista in questa ricorrenza così speciale. Seguono altre 5 storie, scritte tra la fine degli anni ’70 e inizio ’80 da Guido Martina. (prolifico autore che nel 1949 diede vita alla prima Grande Parodia Disney).

I Paperi più amati sono dunque i protagonisti di Paper-Damès e Celest’Aida, Paperin Caramba Y Carmen Olé (Carmen di George Bizet), Paperino di Bergerac (Cyrano de Bergerac di Franco Alfano). Poi L’amorosa istoria di Papero Meo e Gioietta Paperina (Romeo e Giulietta di Charles Gounod) e Paperino e la piccola Butterfly (Madama Butterfly di Giacomo Puccini). A dare forma e colore alle storie, che in questo Topolibro sono introdotte ognuna da curiosità e approfondimenti che le riguardano, nomi storici del fumetto disneyano: Romano Scarpa, Giovan Battista Carpi e Pier Lorenzo De Vita.


L'Aquila. Accademia di Belle Arti. Lezioni in streaming

 Si chiama ABAQ Live il programma di lezioni in streaming aperte a tutti organizzate dall'Accademia di Belle Arti dell'Aquila, al via lunedì prossimo, 1 febbraio, dalle 10. Nello stesso giorno si tornerà a seguire in presenza le lezioni dei laboratori. Gli appuntamenti saranno fruibili su YouTube e sul sito www.abaq.it.

 Primo appuntamento, lunedì 1 alle 10, con il professor Alfredo Pirri, docente di Pittura, che parlerà di alcuni lavori in corso, fra arte e architettura. A febbraio Barbara Drudi con "Milton Gendel fotografia e critica tra Roma e New York" (12 febbraio); Italo Zuffi con "Il lavoro con gli studenti" (16 febbraio); Giovanni Curtis "L'influenza dei social network nell'estetica, nella cultura e nella società" (25 febbraio).

L'Accademia propone anche interventi in diretta dagli spazi dal titolo 'In fascia protetta - Atti Unici dal Biennio di Arti Visive', a cura del professor Maurizio Coccia in collaborazione con il professor Enzo De Leonibus. Gli interventi online sono pensati per rinsaldare i legami con gli operatori locali del settore arte contemporanea, a seguito del blocco forzato dovuto alla pandemia.

 Questi gli appuntamenti: 30 gennaio ore 10:30 Massimiliano Scuderi (Direttore Artistico Fondazione Zimei, Pescara); 14 febbraio ore 10:30 performance Gianmaria De Lisio (Collettivo Studio Lotta Critica); 26 febbraio ore 14:00 Ivan D'Alberto (Direttore Artistico Yag / garage, Pescara); 05 marzo ore 11:00 performance Alessandra Carducci (Collettivo Studio Lotta Critica); 13 marzo ore 10:30 Christian Ciampoli (Artista e conduttore dello spazio indipendente 16 Civico, Pescara).

La volontà - dichiara la direttrice Maria D'Alesio - è far conoscere le attività didattiche e culturali della nostra Accademia di Belle Arti, istituzione inserita e partecipe della ricerca artistica nazionale e internazionale, rinsaldando i legami con il territorio". (ANSA).

Sanremo in favore della campagna vaccinale? Appello del presidente Istituto Superiore di santità, prof. Locatelli

 Il Presidente del Consiglio superiore di sanità, Locatelli, ha proposto di sfruttare la popolarità del Festival di Sanremo alla causa della campagna di vaccinazione. Così Locatelli ha fatto sapere di aver lanciato un appello ai lavoratori del mondo dello spettacolo per la campagna vaccinale: "Faccio appello al mondo dello spettacolo perché ci aiuti nella campagna vaccinale, mi auguro che il Festival di Sanremo sia un'opportunità di rimarcare quanto è importante aderire. Ne ho parlato anche con Francesco De Gregori, che ha dato adesione entusiasta". Quindi, tra protocolli sanitari e regole ferree, il festival di Sanremo si farà, con non poche difficoltà, dal 2 al 6 marzo 2021.

sabato 30 gennaio 2021

Teatro Petruzzelli. Family Concert i diretta streaming oggi alle 18

 Nuovo appuntamento con i Family Concert in diretta streaming dal Teatro Petruzzelli:  oggi, domenica 31 gennaio alle 18.00 il maestro Vincenzo Perrone dirigerà l'Orchestra del Teatro. Il programma propone Introduzione al Balletto, dall'opera Enrico VIII di Camille Saint-Saëns, Pas de six, dall'opera Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, Danze popolari rumene, per piccola orchestra, BB 76 di Béla Bartók, Danze di Galànta di Zoltàn Kodàli, Danze ungheresi, n.1 e n. 5 di Johannes Brahms, Danze slave, n. 2 e n. 8 di Antonín Dvořák. 

Il concerto la cui realizzazione in streaming è a cura di International Sound in collaborazione con Filippo Lattanzi, sarà trasmesso sulle piattaforme digitali del Teatro (il canale Youtube Fondazione Petruzzelli, la pagina facebook ufficiale Fondazione Teatro Petruzzelli e il sito www.fondazionepetruzzelli.it) e resterà disponibile per un mese dalla data di pubblicazione. (ANSA)

Rossini Opera Festival 2021. Dal 9 al 22 agosto. Programma

  Quattro nuove produzioni (Moïse et Pharaon, Elisabetta regina d'Inghilterra, Il signor Bruschino e Stabat Mater), il ritorno del Viaggio a Reims dell'Accademia Rossiniana, otto concerti e il Gala inaugurale dell'Auditorium Scavolini, lo storico Palafestival, per i 25 anni di Juan Diego Florez al Rossini Opera Festival di Pesaro. E' il programma dell'edizione 2021 del festival, che si terrà dal 9 al 22 agosto.

Inaugurazione alla Vitrifrigo Arena con Moïse et Pharaon, con Giacomo Sagripanti sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del Teatro Ventidio Basso, e la regia di Pier Luigi Pizzi. Nel cast, Roberto Tagliavini, Erwin Schrott, Andrew Owens, Eleonora Buratto, Vasilisa Berzhanskaya, Alexey Tatarintsev, Matteo Roma, Monica Bacelli e Nicolò Donini.

 Seguirà il 10 agosto al Teatro Rossini la prima del Signor Bruschino, con Michele Spotti a dirigere la Filarmonica Gioachino Rossini in uno spettacolo ideato da Barbe & Doucet. Tra gli interpreti Marina Monzò, Pietro Spagnoli. 

Si torna alla Vitrifrigo Arena l'11 agosto con Elisabetta regina d'Inghilterra, diretta da Evelino Pidò e messa in scena da Davide Livermore. Nel cast, Karine Deshayes, Sergey Romanovsky, Salome Jicia, Sonia Prina, Barry Banks e Valentino Buzza. Ultima nuova produzione lo Stabat Mater in forma scenica, il 20 agosto alla Vitrifrigo Arena, direzione di Jader Bignamini, regia, scene e costumi di Massimo Gasparon.

l Rof 2021 si chiuderà domenica 22 agosto con il Gala Rossini, che inaugurerà il nuovo Auditorium Scavolini, sala polivalente ricavata dallo storico Palafestival. Con Florez si esibiranno alcuni dei cantati del festival. I Solisti Veneti, Annick Massis, Maxim Mironov, Erwin Schrott, Alexey Tatarintsev, Roberto Tagliavini, Anna Bonitatibus e Nino Machaidze saranno i protagonisti dei concerti. (ANSA).

Roberto Fico. Prosegue oggi il mandato di esplorazione affidatogli dal presidente Matterella (AGI)

 Concluso il primo giorno di consultazioni a Montecitorio, dove sono sfilate le delegazioni dei partiti maggiori della maggioranza uscente (oggi sarà la volta dei 'piccoli', compreso il neonato gruppo degli Europeisti), Roberto Fico attende di terminare il primo round dell'esplorazione affidatagli dal Capo dello Stato per tirare le prime somme della verifica sulla fattibilità di una ricomposizione tra Pd, M5sm, Leu e Italia viva, dopo lo strappo dei renziani.

Il calendario prevede che stamani alle 10 il Presidente della Camera veda i rappresentanti del Gruppo 'Europeisti – Maie – Centro Democratico' del Senato, alle 11.20 quelli del Gruppo Parlamentare "Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)" del Senato, alle 12.40 sarà il turno del Gruppo Misto della Camera limitatamente alle Componenti che fanno riferimento alla maggioranza: Centro Democratico - Italiani in Europa; Maie-Movimento associativo Italiani all'estero-Psi; Minoranze linguistiche. Alle 14, poi, Fico incontrerà infine il Gruppo Misto del Senato limitatamente ai componenti che fanno riferimento alla maggioranza.

I nodi sul tavolo sono ancora molti ed è per questo che non si esclude affatto, anzi appare assolutamente plausibile, viene spiegato, un secondo giro di colloqui (anche se al momento non si è entrati nel dettaglio e l'agenda è tutta da definire).

Inoltre, alla luce dell'esigenza - espressa da tutte le forze politiche nelle dichiarazioni alla stampa - di partire dal programma e mettere nero su bianco i punti programmatici alla base di un eventuale governo che prosegua la sua azione fino alla fine della legislatura, oltre agli incontri faccia a faccia si potrebbe delineare anche la scelta di un incontro collegiale.

Un momento in cui i vari 'attori' politici siedono l'uno di fronte all'altro. È una ipotesi, viene spiegato, che è stata affrontata durante le consultazioni di oggi, se ne è discusso, si è ipotizzata, è un tema sul tavolo, ma ancora tutto da definire.

Tutti i leader, come del resto lo stesso Fico, sono consapevoli che il lavoro è oneroso, che occorre pazienza e determinazione, che c'è ancora molto da fare (va ancora risolta la 'questione' del nome del premier, che per i giallorossi deve essere Conte, mentre Iv insiste sul fatto che i nomi vengono dopo, prima si parla dei contenuti), diversi i nodi da sciogliere e le asperità da smussare. Intanto si registra la comune volontà di provare a verificare se è possibile concordare un programma, mettendo al centro il Recovery plan.

Nella breve dichiarazione rilasciata dopo aver ottenuto l'incarico esplorativo da Mattarella, Fico non ha nascosto la consapevolezza dell'enorme responsabilità: "Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono", ha sottolineato.

E oggi, viene spiegato, si è avviato un percorso, si è aperto un confronto sulle diverse posizioni. Naturalmente il percorso è ancora aperto, così come il confronto, e si capirà nelle prossime ore (Fico deve riferire l'esito della sua esplorazione al Capo dello Stato martedì) se esistono condizioni e margini per dar vita a un nuovo governo sostenuto da Pd, M5s, Leu e Iv tutti di nuovo insieme. 

Coronavirus. In Europa - Francia, Spagna, Danimarca, Inghilterra - manifestazioni contro le nuove misure restrittive (Euronews)

Era autorizzata la manifestazione che sabato ha avuto luogo a Perpignan sui Pirenei francesi per protestare contro la nuova levata di scudi del governo francese per combattere il covid in Francia.

 La marcia è finita con balli e canti, questi invece non autorizzati. Il rave party è andata avanti fino all'alba di domenica, le forze dell'ordine che sorvegliavano il corteo non sono intervenute.

Un po' più a nord, a Aarhus in Danimarca, il gruppo di denominato "Uomini in nero" è sceso in piazza contro le restrizioni, ritenute violazione della libertà individuale.

 Il corteo dalla piazza del municipio si è diretto verso un parco un po' fuori città. La manifestazione ha avuto luogo una settimana dopo quella di Copenhagen in cui ci furono diversi arresti.

Atmosfera surriscaldata anche in Spagna dove circa un migliaio di persone hanno manifestato contro le misure restrittive prese dal governo regionale delle Baleari per dire no alla chiusura o meglio all'apertura ma con molte troppe restrizioni di bar, ristoranti e centri sportivi.  

Oxford, città universitaria per eccellenza, fa i conti con il nuovo lockdown . Molti esercenti hanno dichiarato che non riapriranno più il proprio locale.

venerdì 29 gennaio 2021

Rai. Alle Figuranti di sesso femminile: che taglia di reggiseno porta? Ma non c'entra con Sanremo ( da La Repubblica)

 La questione figuranti continua a tenere banco al Festival diSanremo, anche con dettagli a dir poco curiosi. Una notizia circolata nelle ultime ore parla di un formulario, che rivolgerebbe alla aspirante figurante, domande di questo tipo: quale taglia di reggiseno porti? Indossi gonna o pantaloni? Qual è la tua taglia? Quanto pesi? 

Ma la Rai smentisce: il formulario in questione - dice l'Adnkronos citando non meglio precisate fonti di viale Mazzini - è del tutto estraneo al Festival e si riferisce ad un form di molti anni fa, che la Rai sta cambiando, e che fa riferimento a ruoli (tra cui ballerini) per trasmissioni di varie tipologie ma non riguardanti la rassegna sanremese. Insomma, le aspiranti figuranti possono stare tranquille: la taglia del reggiseno non sarà criterio di valutazione

Il modulo è presente sul sito della Rai, alla voce “Ufficio Figuranti – Registrazione Figuranti”. Dopo le classiche domande domande su nome, cognome, e-mail, sesso, data di nascita, codice fiscale e indirizzo di residenza, ne arrivano altre più dettagliate che riguardanti le caratteristiche fisiche degli spettatori: altezza, peso, occhi, capelli, taglia, numero di scarpe e, appunto, taglia di reggiseno.

A portare alla luce il caso è stata Striscia la Notizia, che ha raccolto la segnalazione di una potenziale partecipante alle 5 serate del Festival. Ovviamente resta ancora da vedere chi dovrà (o potrà) sedere in platea.

Renzi al Quirinale impartisce ordini e disegna strategie governative per il futuro ( dal Corriere della Sera, di Marco Galluzzo)

 Si è svolto ieri il secondo giorno delle consultazioni  al Quirinale, seguite alle dimissioni di Giuseppe Conte e alla crisi di governo innescata da Italia viva. Al Colle sono salite le delegazioni del Pd, Leu, Italia viva, Centro democratico, +Europa/Azione ed Europeisti. Ma decisive sono state le dichiarazioni e le posizioni di Matteo Renzi, fondatore di Iv: su quelle dichiarazioni, nodali per l’andamento della crisi di governo, si sono concentrati, in seguito, tutti i tentativi di esegesi. Prima di salire al Colle Renzi riceve una telefonata da Giuseppe Conte: dirà in seguito di aver risposto che non esistono problemi personali ma «enormi dal punto di vista politico».

 

Dopo il colloquio con Mattarella Matteo Renzi parla per 27 minuti davanti alle telecamere: «Per noi il punto fondamentale è dire che siamo pronti ad appoggiare un governo, ma questa proposta politica necessita il passaggio ulteriore di capire se vogliono stare o no con noi. Devono confrontarsi con noi. Poi discuteremo delle persone. Io non vedo altra maggioranza politica che non contempli Italia viva». Insomma Renzi sembra ancora disposto a discutere dello stesso perimetro della precedente maggioranza, ma prima vorrebbe un passaggio intermedio per un confronto sui programmi, mentre viene fatto filtrare che sarebbe gradito un incarico esplorativo a Roberto Fico, il presidente della Camera.

Ma dopo essere salito al Quirinale, in una giornata in cui si confrontano con Mattarella anche il Pd, Leu, il centro di Bruno Tabacci, è ancora il leader di Italia viva a chiarire meglio la sua posizione: «Andare ad elezioni sarebbe un errore, preferiamo un governo politico ma siamo disponibili anche a un governo istituzionale. No a un incarico a Conte ora, sì a un mandato esplorativo. Nel caso non ci sia una maggioranza politica a noi va bene un governo del presidente». 

 

E una certa dose di ambiguità viene rimarcata da Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, anche lui al Colle con Zingaretti e il resto della delegazione dem: «Per riprendere Renzi in maggioranza bisogna capire se Renzi pone un veto su Conte o no, cioè se è vero quello che ha detto al Quirinale o se è vero quello che ha fatto uscire dopo sulle agenzie. Ma se con Renzi i numeri restano risicati, si continuerà a ballare e per questo vogliamo un allargamento della maggioranza. L’ultima parola naturalmente spetta a Mattarella ma ci sono più scenari e si rischia di rotolare ad elezioni». 

Per Leu e Pd invece il confronto con il capo dello Stato è servito a cristallizzare una posizione nota: «Abbiamo indicato la disponibilità a sostenere un incarico al presidente Conte che anche nell’ultimo voto di fiducia si è rivelato punto di sintesi ed equilibrio avanzato», dice Nicola Zingaretti, al termine delle consultazioni.

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 Ieri sera all'uscita dal colloquio con il Capo dello Stato, al Quirinale, Matteo Renzi, ha dettato le sue condizioni allweforze politiche, nel corso di un lungo 'comizio' irrituale. 

Mentre lo si ascoltava veniva di pensare che se non fossimo in piena pandemia, sarebbe il caso di andare alle elezioni per veder spazzato il suo partito,  fatto di fuorusciti dal PD, ridotto al lumicino, al punto che tutti insieme entrerebbero, neppure tanto 'pigiati', nel minuscolo 'salotto torinese di Fassino' - secondo la colorita espressione di Scanzi.

Ed invece, si è costretti ad assistere a questo teatro dell'assurdo in cui la pulce continua ad infastidire l'elefante, al quale è proibito - dalla drammatica contingenza pandemica di dargli un calcio nel culo e scaraventarla a terra e acciaccarla (P.A.)

giovedì 28 gennaio 2021

Sanremo è un decreto 'ristoro' per la Rai. Nonostante tutto, difendo Sanremo contro musica, opera, teatro, cinema

 Premetto che  qualche minuto davanti alla tv ce la faccio a resistere,  anche perchè costrettovi,  durante il festival nazionalpopolare della canzone italiana che ogni anno inonda Sanremo.

 Solo qualche minuto perchè poi la pochezza generale del prodotto e la sfilata carnevalesca di tanti giovani ai quali si fa credere che solo se mascherati hanno chance per le loro canzoni, mi fa cambiare canale.

 Premetto, infine, che se uno  con  quella faccia che ha, è riuscito a rubare al povero Wolfgang il nome: AMADEUS; alla Rai  milioni di Euro, e ad imporre anche sua moglie al festival, beh, allora vuol dire che  quella faccia non rispecchia l'essenza della sua persona.

E allora veniamo al dunque. Da settimane il mondo della cosiddetta 'cultura' - che il Governo chiama 'intrattenimento', facendoci subito capire in quanta considerazione l'abbia - lamenta, non senza qualche ragione, ma poche a nostro parere, la scarsa attenzione ai problemi del settore. Anche tralasciando le considerazioni 'alte' che si leggono in ogni dove: la cultura è indispensabile in tempi duri, è certo che il problema esiste. E se  le rassicurazione relative alla sicurezza del medesimo mondo non hanno fatto risolvere  neppure in parte il problema , qualche ragione forse c'è.

Ora, a differenza di quando accusava il Governo di 'riaprire i centri commerciali e i teatri no', quel mondo punta il dito contro Sanremo; perché dice: non è possibile che Sanremo sì e la Scala no.

E, invece, a noi sembra possibile, sempre considerando le premesse tutte che abbiamo fatto in principio. 

Perché Sanremo è solo Sanremo, mentre teatro, opera, musica, cinema, vuol dire migliaia di altri luoghi in tutta Italia; e perché assumere precauzioni per qualche giorno è possibile,  ma non lo è affatto nel caso dell'apertura dei luoghi della cultura che si protrarrebbe per settimane e mesi; e senza che conosciamo l'esito del decorso della pandemia, aggravata dalla notizia che il flusso regolare dei vaccini si inceppa  molto facilmente.

In sintesi. Una città contro migliaia, cinque giorni contro  settimane e mesi. Non è la stessa cosa. Senza considerare, inoltre, che  lo stesso pubblico della cultura, a differenza degli operatori -   dei quali si comprende e condivide il grido di dolore ! - non correrebbe a fiumi all'ingresso di teatri, sale da concerto e cinematografiche solo perchè un DPCM autorizza la riapertura ( lo ha detto, a denti stretti ma con dati alla mano, anche Marino Sinibaldi, nelle passate settimane, e noi  lo abbiamo ripreso, condividendone le riflessioni).

 Adesso la priorità è uscire dalla pandemia, il prima possibile e con le ossa meno rotte - il prof. Fauci, in America, ha dato qualche speranza per il prossimo autunno - poi si penserà alla riapertura al pubblico dei cosiddetti luoghi della cultura. Che allora, ma solo allora, torneranno a riempirsi. E' sano augurarselo e sperarlo.

 Per intanto il mondo della cultura continui a protestare contro il Governo, perché almeno tutti gli abitanti di quel mondo non garantiti - ma molti lo sono, per fortuna!- riescano a superare l'emergenza.

  

Pro Navalny

 Lo scorso fine settimana oltre 3.300 persone sono state arrestate in Russia fra i manifestanti pro Alexei Navalny, persona invisa al regime russo in quanto ha denunciato numerosi casi di arricchimento illegali di alti funzionari del Governo, tanto che hanno provato ad avvelenarlo la scorsa estate e Alexei è miracolosamente scampato. Alexei oggi è in arresto a Mosca e Marina chiede che gli venga assegnato il Nobel per la Pace.

Mozart. Tanto rumor per poco

Abbiamo letto che , in occasione dell'apertura delle 'Settimane mozartiane' che da anni si tengono a Salisbrugo, organizzate, se non andiamo errati, dal Mozarteum, e della quale è direttore artistico Villazon - noto tenore che dopo un intervento alle corde vocali ha preferito non proseguire con la carriera già intensa che aveva intrapreso, e dedicarsi anche all'organizzazione musicale -  nel giorno inaugurale, sarebbe stato eseguito e diffuso  dai social, un inedito  pianistico mozartiano. Il che è accaduto ed ora chi voglia ascoltarlo può ricorrere a You Tube.

Inedito? Della sua esistenza si sapeva, perché già l'estensore del Catalogo delle opere mozartiane, lo aveva inserito nel numero K 626 b - quel numero di catalogo senza la lettera b è quello del Requiem -  che più che una singola opera è una specie di cartella, nella quale sono compresi  brani brevi o abbozzi che il catalogatore ha anche numerato, essendo quelli  noti già molto numerosi, con il n.16.

Dunque di quel foglio di musica, una novantina di secondi in tutto la durata, se ne conosceva l'esistenza, ed è stato anche possibile ricostruire le traversie negli anni, dopo che ne aveva avuto il primo possesso la sorella del musicista Nannerl.

 L'articolo che abbiamo letto sul Corriere , che poi era l'unico giornale italiano che ne ha parlato, a firma Valerio Cappelli, titolava: " Spunta un inedito di Mozart: è l'Allegro composto a Milano' .  Sarebbe stato più opportuno titolare ' un Allegro', perchè non abbiamo contato quanti 'Allegro' egli abbia composto nei mesi in cui si è fermato a Milano, nel corso dei suoi viaggi italiani. L'Allegro in questione comunque è in Re maggiore, si dice sul giornale che  sarebbe la  rivisitazione, o trasposizione pianistica di un precedente brano per orchestra, una 'danza' e che  potrebbe configurarsi come uno di quei cosiddetti 'fogli d'album', presenti nei cataloghi di quasi tutti i musicisti e che altro non erano che dei 'cadeau' approntati in fretta, da offrire ad amici o conoscenti in particolari situazioni, magari per ricambiare favori ricevuti. Mozart lo scrisse diciassettenne, nel corso del suo soggiorno milanese del 1773.

La durata molto ridotta non pregiudicherebbe di per sè il suo valore, la qualità musicale. Basti pensare all'album, o ciclo, delle Scene infantili di Schumann, per convenire che, ad esempio, il primo dei brani è un capolavoro assoluto.

 Dunque nessuna pregiudiziale. Solo che non ci sentiamo di unirci al coro di chi inneggia alla scoperta di un capolavoro. Il coro  muove dalla consuetudine di  fare scoperte, vere o presunte, per promuovere manifestazioni musicali che altrimenti  verrebbero rubricate nella routine , anche di qualità. Solo che alla scoperta di una pepita d'oro musicale, occorrerebbe gridare solo quando in effetti, di un ritrovamento vero si tratti e di una pepita  preziosa. 

Non vogliamo ora crocifiggere Villazon che ha voluto solo  esagerare per dar lustro alla manifestazione di Salisburgo che altrimenti, in epoca di pandemia e nelle freddissime giornate di gennaio,  si sarebbe svolta senza particolare attenzione mediatica.

 Non vogliamo crocifiggere Villazon, perchè dovremmo  autocrocifiggerci, giàcchè anche noi sebbene con materiale ben più consistente, quando avemmo la responsabilità del Festival delle  Nazioni di Città di Castello, nel 2004 -  da anni piombato nella più grigia routine - inaugurammo  con  un  inedito corale di Mendelssohn, trascrizione dello stesso musicista di due Cori dalle musiche di scena per l'Edipo a Colono, che ebbero naturalmente molta eco in Italia, e via radio anche in Europa.

 Anche noi, esattamente come hanno fatto al Mozarteum, durante l'esecuzione dei brani, esponemmo il prezioso manoscritto  di Mendelssohn.

  Nella prassi  creano maggior clamore le scoperte di brani, più o meno importanti, di autori celebri del passato;  perchè minore  è il clamore, se in una manifestazione musicale come un festival, viene presentata una nuova opera appositamente commissionata; nonostante che anche questo si faccia, seppure raramente. 

Cosa che  noi pure abbiamo fatto, sia in quel festival del 2004, commissionando a Salvatore Sciarrino, genius loci di Castello, alcuni brani per orchestra da camera, da inserire nel celebre melologo di Richard Strauss 'Enoch Arden' ( nel catalogo del musicista, sono raccolti sotto il titolo 'Scene di vento'); sia nel 2011, sempre con Sciarrino, cui commissionammo un nuovo quartetto per archi, il nono del suo catalogo, in occasione dei festeggiamenti del millenario della città di Sansepolcro, per i quali fummo incaricati dalla città di provvedere alla festa, con la musica. Di quella volta serbiamo ancora un ricordo  indelebile, anche visivo, già che quel Quartetto, che aveva a titolo: ' Ombre nel mattino di Piero'  fu eseguito dal Quartetto Prometeo,  sotto l'Affresco della Resurrezione di Piero della Francesca: 'la più bella pittura del mondo', secondo la ben nota definizione dello scrittore inglese Aldous Huxley.



Gli autori dell'Inno della Gioventù Cattolica, 'BIANCO PADRE'. Una sorpresa!

  L'autore della musica di «Bianco Padre» è  Mario Ruccione, che oltre ad essere stato l'autore di famosi inni fascisti (ad esempio, di «Faccetta nera»), nel dopoguerra lavorò anche per Claudio Villa, vincendo addirittura con due sue canzoni due edizioni di Sanremo (1955, «Buongiorno tristezza», 1957, «Corde della mia chitarra», sempre con le parole di Fiorelli).

Non sappiamo invece dire se la datazione agli anni '30, sia quella corretta. Nella Biblioteca Marucelliana di Firenze è conservato lo spartito nell'edizione pubblicata a Milano, nel 1942, da Ave (Anonima Veritas editrice) e stampato presso la Tipografia La Musica Moderna. 

Le parole, si legge sullo spartito, sono di «Zorro», pseudonimo con il quale si firmava Guglielmo Giannini (nato a Pozzuoli il 14 ottobre 1891 e morto a Roma il 10 ottobre 1960), giornalista, scrittore di gialli, regista e conosciuto soprattutto perché fondatore del movimento dell'«Uomo Qualunque».

mercoledì 27 gennaio 2021

" Siamo arditi della fede, siamo araldi della croce"...

 Questa mattina ci ronzavano in testa alcuni versi, che poi abbiamo scoperto essere quelli del ritornello di un canto che anni fa, tanti anni addietro, conoscevamo e cantavamo. Era l'Inno della Gioventù cattolica, intitolato 'Bianco Padre'

Lo abbiamo cercato in rete e vi abbiamo trovato anche la melodia che avevamo del tutto dimenticata, anche perchè quell'inno non iniziava con i versi che dicevamo, bensì con Bianco Padre''. Ed il Padre 'bianco'  cui si inneggiava era naturalmente il Papa vestito di bianco.

 Abbiamo poi riletto i versi dell'inno, ritornello compreso, e siamo stati colpito dal tono 'militaresco'  che vi aleggiava. Vi si parla di  falange, arditi, araldi, terminando: 'al tuo cenno, alla tua voce'. con 'un esercito all'all'altar.

Viene cantato in ogni manifestazione della Gioventù cattolica ancora oggi? anche in quei raduni mondiali cui gli ultimi papi hanno dato vita? Non sappiamo, certo è che, anche semplicemente ascoltandolo, viene subito in mente un altro Inno, di tutt'altro colore:' 'Avanti popolo alla riscossa'!

"Bianco Padre"

Qual falange di Cristo Redentore, la gioventù cattolica in cammino/

la sua forza è lo Spirito Divino, origine di sempre nuovo ardor

ed ogni cuore affronta il suo destino, votato al sacrificio ed all'amor.


Rit.

Bianco Padre che da Roma, ci sei meta luce e guida,

in ognun di noi confida, su noi tutti puoi contar:

siamo arditi della fede, siamo araldi della Croce,

al tuo cenno, alla tua voce, un esercito all'altar!



Balde e salde s'allineano le schiere,che la gran Madre dal suo sen disserra,

la più santa Famiglia della Terra, innalza al cielo i cuori e la Bandiera:

ed ogni figlio è pronto alla sua guerra, votato al sacrificio ed all'amor.

Rit.

Bianco Padre che da Roma, ci sei meta luce e guida,

in ognun di noi confida, su noi tutti puoi contar:

siamo arditi della fede, siamo araldi della Croce,

al tuo cenno, alla tua voce, un esercito all'altar!


Il 27 gennaio (1756) nacque Mozart e poi, il 27 gennaio degli anni successivi? I giorni NON sono TUTTI uguali

 Ci siamo presi la briga, con l'aiuto miracoloso del computer, di vedere se il 27 gennaio, negli anni, dopo Mozart, siano nati altri musicisti, per il semplice fatto che, anche in questo blog, abbiamo segnalato, in due occasioni, certe coincidenze. Semplici coincidenze? Forse, giudicate voi.

La prima scoperta di una singolare coincidenza genetliaca, fu quando constatammo che il 5 gennaio, a distanza di 11 anni l'uno dall'altro, erano nati tre grandi pianisti. Ce lo fece scoprire Paolo Bordoni, pianista, che sull'argomento scrisse un articolo sulla nostra rivista 'Piano Time'. Che quel giorno fosse stato propizio a partorire tre grandi interpreti della tastiera era incontrovertibile, trattandosi di Benedetti Michelangeli, Brendel e Pollini. Dopo gli anni Quaranta, in quel giorno non sembra CHE NE SIANO nati altri  di GRANDI PIANISTI,  ma forse in futuro...

Poi successivamente, ed ancora casualmente, scoprimmo che in un altro giorno, il 30 dicembre, di anni differenti, e non con la stessa regolare distanza  dei pianisti, sono nati tre direttori  di una certa notorietà:  Tony Pappano,  Roberto Abbado e Paavo Jarvi. 

Incoraggiati da simili coincidenze, e per personale curiosità, abbiamo digitato sul computer 'nati il 27 gennaio', per vedere se negli anni, dopo Mozart,  in quel giorno erano nati altri musicisti di rilievo. Il computer, scorrendo l'elenco, ci ha fatto scoprire che il 27 gennaio sono nati i pianisti Ogdon (1937) e Collard (1948), il violinista Capucon ( 1976) ed il ballerino Barysnikov (1948). Artisti di un certo peso, ma... dopo che la natura ha partorito uno come Mozart, ci mette secoli per  ricaricarsi e partorirne un altro degno  di lui, il 27 gennaio, di un anno qualsiasi.

L'elenco del computer ci ha però rivelato che il 27 gennaio, con una regolarità che sembra quasi una regola, sono nati molti atleti,  maschi e femmine, che si sono cimentati  con successo in diverse discipline sportive, calcio compreso. E perciò Mozart sembra essere stato una eccezione, uno sbaglio, un vero e proprio monstrum della natura.

Il 27 gennaio, infine,  ce lo siamo ricordati, riflettendo sulle coincidenze, morì a Milano, nel 1901, Giuseppe Verdi. 


Già è tanto che ancora ascoltiamo l'Al Bano cantante, ma l'Al Bano virologo proprio no. Quello che pensa dei vaccini non ci interessa affatto ( da Il Giornale, di Carlo Lanna)

 In Italia c'è ancora chi non è sicuro dell'efficacia del vaccino. in molti si stanno interrogango senza sosta, proprio nel momento in cui la campagna vaccinale ha avuto una piccola battuta di arresto. E sull'argomento anche Al Bano esprime il suo punto di vista. Il cantante di Cellino San Marco, ex marito di Romina Power e attuale compagno di Loredana Lecciso, è intervenuto a 'Fuori dal Coro', la trasmissione di Rete 4 condotta da Mario Giordano. Nel programma in cui si è discusso di Covid, misure restrittive, senza dimenticare l'attuale situazione economica, durante la puntata che è andata in onda martedì 26 gennaio, ha aperto una lunga parentesi sull'efficacia del vaccino. Soprattutto, di fronte alle varianti inglesi, brasiliane e africane.

Al Bano è stato invitato a partecipare alla trasmissione perché, oltre a essere cantante, è anche imprenditore. E di fronte alle chiusure di diverse attività, anche la sua ha subito ingenti danni. Incalzato da Mario Giordano, al cantante è stato chiesto se si sottoporrà al vaccino anti-Covid, ovviamente quando sarà possibile farlo. Al Bano è molto schietto e sincero nella sua risposta, tanto è vero che persino il conduttore del programma resta stupito al suono della sua affermazione. L'artista ha 78 anni, non ha nessuna patologia pregressa, quindi secondo il piano, dovrebbe attendere ancora un po' prima di sottoporsi all'iniezione.

"Appena mi chiameranno vedrò come sto con la testa", afferma Al Bano. "Il vaccino? Non so se c'è da fidarsi. Questa è la domanda che mi pongo - aggiunge -. Ho letto gli ultimi risultati che ci sono in giro e mi hanno lasciato molti dubbi". Oltre a questo, il cantante esprime anche una critica piccata sull'attuale situazione politica. "Quello che mi da fastidio è che gli italiani vanno a votare e poi si fa di tutto per far cadere il governo. Abbiamo il Vaticano a pochi passi da noi che in due mila anni non ci ha insegnato proprio nulla?". Parole forti che non passano di certo inosservate, e che colpiscono da vicino il conduttore. Il quale, con parsimonia, cerca di smontare i dubbi di Al Bano, rivelando che i dati sulle conseguenze del vaccino non sono così allarmanti. E cita alcuni dati dell'Ema in cui si afferma che sono sicuri e che non causano nessuna grave conseguenza.

Virus. Calano i contagi in Italia, mai così bassi da tre mesi ( da La Repubblica, di Michele Bocci)

 Mai così in basso dal periodo 14-20 ottobre. Il numero dei nuovi positivi scende ancora in Italia e nella settimana tra il 20 gennaio e ieri è arrivato a 85.397, contro i 97.343 della precedente. Si tratta di un calo di 11.946 casi, in percentuale del 12,2%. Tra il 6 e il 12 gennaio il dato superava i 121mila. Potrebbe essere l’onda lunga delle chiusure da Natale alla Befana, che iniziano ad essere un po’ lontane nel tempo ma sono state seguite dai passaggi in zona rossa e arancione di molte regioni...

Il numero dei tamponi vola grazie agli antigenici

Con la possibilità di ricomprendere anche i test rapidi molecolari nel conteggio degli esami fatti, nelle ultime due settimane è di molto cresciuto il numero dei tamponi. Siamo arrivati a 1.697.817, che è il record assoluto per i motivi appena spiegati, contro i 985mila di due settimane fa. Quando si facevano solo i molecolari si era rimasti di poco sotto il milione e mezzo. Allo stesso tempo scende la percentuale dei positivi per test. Nella settimana appena conclusa è al 5,03%, in quella precedente era al 6,51% e in quella prima ancora al 12,31% (quando si conteggiavano solo i molecolari).

Meno ricoveri, anche in terapia intensiva. I morti sono stati 3.265 (-2,1%)

Con i casi che calano, il numero di ricoverati segue lo stesso andamento. Ieri nei reparti italiani erano ricoverate 25.186 persone con il Covid contro le 26.348 dei sette giorni precedenti. Si tratta di 1.162, cioè il 4,4%. Il martedì precedente erano 25.964, e prima ancora 26.211, 27.635 e 30.345.

Per le terapie intensive la situazione è simile. Era dal 3 novembre che non scendevano più di così. Ieri i ricoverati erano 2.487. contro i 2.636 del martedì precedente (cioè 149 in meno, il 5,6%). Prima ancora erano 2.569, 2.549, 2.687. Il record è stato raggiunto il 24 novembre con 3.816 ricoverati nei reparti di rianimazione.

I morti ieri hanno raggiunto quota 86.422. Nella settimana appena conclusa sono stati 3.265. Sono un po’ meno (il 2,1%) di quella precedente quando furono 3.338. Il dato nell’ultimo mese è piuttosto stabile, visto che nella settimana 6-12 gennaio sono stati 3.490, in quelle prima 3.300, 3.187. Se si risale nel tempo, fino al natale, si arriva a 5mila decessi.

27 gennaio 1756 - 27 gennaio 1945 - 27 gennaio 2021

 Il 27 gennaio, sul calendario dell'umanità e della storia, è da cerchiare in rosso fuoco, perché quel giorno del 1756, in una cittadina austriaca, Salisburgo, nacque un sole che ancora illumina e riscalda l'umanità: Wolfgang Amadeus Mozart.

Quel sole, 189 anni dopo,  gettò un raggio pieno di luce, esattamente il 27 gennaio 1945, per illuminare e bruciare l'orrore dell'Olocausto.

 Ora, trascorsi 76 anni da quel 27 gennaio 1945, il medesimo raggio di sole, che quotidianamente  riscalda e illumina l'umanità, suona anche come un ammonimento: brucerà e ridurrà in polvere chiunque  pensi di recare all'umanità  nuova immane tragedia come quella dell'Olocausto, od anche , più semplicemente,  di dimenticarla.

Buon compleanno Mozart!

martedì 26 gennaio 2021

Festival di Sanremo :" il mondo del teatro critichi Conte non il Festival "( da Il Giornale, di Paolo Giordano)

 Scusate ma che colpa ha il Festival di Sanremo? Negli ultimi giorni fior di attori e registi si sono scatenati contro il Festival colpevole di andare in scena "con il pubblico" mentre i teatri e i cinema sono obbligati a restare vuoti per i ben noti divieti legati al controllo della pandemia. 

Ieri l'ultimo a far polemica è stato il regista Davide Livermore che sulla Stampa ha usato toni minacciosi: "Davanti a Sanremo con gli spettatori dal vivo il teatro italiano tornerà militante". Ossia: "Noi apriremo i teatri e sul palco ci sarà il nostro festival: primo concorrente Shakespeare". 

Anche Emma Dante e Gabriele Lavia, tra gli altri, non hanno usato giri di parole. Il motivo della protesta è perfettamente comprensibile. L'obiettivo della protesta no

Il Festival di Sanremo non andrà in scena violando una legge o un Dpcm. Non farà qualcosa di vietato. Se gli attori e i registi (o i produttori e gli impresari) vogliono protestare, almeno scelgano il bersaglio giusto. 

E il "bersaglio" è chi ha definito il mondo dello spettacolo con un persino offensivo "i nostri artisti che ci fanno divertire", ossia il premier Conte che da bis sta diventando ter

Perché, invece, di prendersela con chi in queste settimane sta lavorando al Festival, gli operatori dello spettacolo "che ci fa divertire" non se la prendono con il Presidente del Consiglio o con il ministro Franceschini che, a detta di quasi tutti, non hanno finora preso le misure adatte e necessarie ad affrontare la situazione?

 Ha detto bene ieri Enzo Mazza della Fimi alla AdnKronos: "Basta lotte fratricide nella filiera culturale". Specialmente quando non servono a nulla. D'accordo che il Festival di Sanremo è la calamita perfetta per chi vuole attirare attenzione e titoli di stampa. Critichi Sanremo e vai sui giornali. Però, almeno in questo caso, non risolvi il problema. Se i teatri e i cinema restano vuoti, non è certamente colpa di Amadeus. E usarlo come pretesto per far polemica ha come unico e sconsolante risultato quello di non portare risultati.

Vaccino AstraZeneca. Problemi e polemiche, non solo scientifiche, prima ancora dell'autorizzazione dell'EMA (AGI)

 Un'altra tegola potrebbe abbattersi su AstraZeneca: il suo vaccino, atteso da milioni di europei già infuriati per i ritardi annunciati venerdì scorso, potrebbe ricevere l'autorizzazione dell'Ema limitata ad alcune fasce d'età, escludendo in particolare gli over 65.

 

La decisione è attesa per venerdì, ma sul tavolo degli esperti del comitato dell'Agenzia europea per i medicinali sono arrivati dall'azienda dati che hanno un campione molto ridotto di persone anziane.

Lo ha confermato la direttrice dell'Ema, Emer Cooke, in audizione alla commissione Salute dell'Europarlamento. "Per quanto riguarda AstraZeneca, gli studi compiuti sono stati fatti confluire nei dossier finora messi insieme e hanno una quantità molto ridotta di soggetti in età avanzata, quindi anziani. Cosa che è stata ripresa al momento dai media", ha spiegato.

 

"Ma il nostro comitato scientifico sta esaminando i dati nel loro insieme per comprendere quali siano le ripercussioni relativamente alla popolazione che abbiamo studiato e quindi cosa possiamo aspettarci anche in quelle fasce di popolazione che ancora non sono state analizzate".

L'azienda minimizza

 

"Questo è un iter normale relativamente a qualsiasi vaccino, dobbiamo considerare i dati disponibili, dobbiamo prendere in esame la scienza alla base di questi dati e l’aspetto scientifico e cercare di comprende cosa questi dati possano implicare", ha cercato di rassicurare Cooke.

Ma è inevitabile chiedersi quali siano le opzioni. "Il comitato può approvare questo vaccino sulla base delle valutazioni circa il valore probatorio dei dati scientifici. Non voglio pregiudicare alcuna decisione perché questa è una discussione scientifica tra esperti, ma è possibile concludere un'autorizzazione che si concentrerà per esempio soltanto su un determinato gruppo di età oppure su una fascia di eta più ampia", è la risposta di Cooke. 

 

"Per noi l'importante è essere trasparenti sui dati che abbiamo vagliato e le valutazioni che abbiamo compiuto per giungere alla conclusione. Siamo fiduciosi che la decisione sarà quella giusta ed è proprio su questo versante che il comitato si sta adoperando", ha garantito.

Il precedente tedesco

 

Il caso era già scoppiato in Germania dove alcune fonti anonime citate dai media hanno messo in dubbio l'efficacia del siero sugli anziani e avanzato l'ipotesi di una bocciatura da parte dell'Ema. L'azienda, ma anche il ministero della Salute tedesco, ha immediatamente smentito. 

Il quotidiano economico Handelsblatt aveva riferito ieri che Berlino ha stimato l'efficacia del siero tra gli over 65 sia solo dell'8%, citando fonti anonime. Bild - da parte sua - ha riportato che Berlino non si aspetta l'autorizzazione dal vaccino di AstraZeneca per gli anziani con un tasso di efficacia di "meno del 10%". 

 

"Circa l'8% dei volontari negli studi sull'efficacia di AstraZeneca ha tra 56 e 69 anni e il 3-4% ha più di 70 anni", ha precisato il ministero della Salute tedesco. "Tuttavia, questo non significa che sia efficace solo nell'8% delle persone anziane", ha aggiunto.

L'azienda è stata molto più netta nella smentita: "Le informazioni secondo cui l'efficacia del vaccino AstraZeneca-Oxford sia dell'8% negli adulti di età superiore ai 65 anni sono completamente errate". "A novembre, abbiamo pubblicato i dati su The Lancet che dimostrano che gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al vaccino, con il 100 per cento degli anziani che generavano anticorpi specifici dopo la seconda dose"

CONTE III. Numeri e ipotesi in Parlamento ( AGI)

 Allargare la maggioranza in Parlamento arrivando almeno alla quota minima di 161 senatori. È la parola d'ordine di Pd, M5s e Leu per poter puntare a dar vita a un governo Conte ter. Ed un passo in questa direzione si è compiuto con la nascita del nuovo gruppo 'Europeisti-Maie-Centro democratico' a palazzo Madama con la firma di dieci senatori. Lo si apprende da fonti qualificate dello stesso gruppo parlamentare. L'ampliamento della base parlamentare a sostegno dell'esecutivo, con la nascita di un nuovo gruppo autonomo, la cosiddetta 'quarta gamba', è condizione necessaria non solo per incassare una fiducia 'piena' anche al Senato, ovvero la maggioranza assoluta, ma soprattutto per avere i numeri nelle commissioni parlamentari così da non rischiare di finire 'sotto' ad ogni votazione e rendere non più determinanti i voti di Italia viva.

I giallorossi a palazzo Madama partono da una base numerica di 154 sì. Un numero che si ottiene sottraendo i 3 voti dei senatori a vita Liliana Segre, Elena Cattaneo e Mario Monti (sui cui voti non si può contare nell'attività quotidiana del Senato) ai 156 voti favorevoli incassati una settimana fa sulla fiducia al Conte II e aggiungendo 1 voto di un senatore M5s che era assente per Covid. Il nuovo gruppo nato al Senato non comporta in questo una variazione, perchè ne fanno parte parlamentari che già avevano votato la fiducia a Conte.

Nel dettaglio, i voti che rientrano nel perimetro ufficiale della maggioranza giallorossa sono 146 (92 M5s; 36 Pd; 7 Autonomie; 6 Leu; Maie 5). A questi vanno aggiunti i 2 senatori ex Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, e si sale a 148. Andrebbero inoltre aggiunti i voti dei singoli senatori del Misto (per lo più ex M5s) che hanno votato la fiducia e che potrebbero confluire nel gruppo dei 'volenterosi', anche se al momento non vi è la certezza su tutti: Sandra Lonardo, Luigi Di Marzio, Gregorio De Falco, Lello Ciampolillo.

Ha votato sì una settimana fa anche Sandro Ruotolo (il cui nome, però, non rientrerebbe viene spiegato tra i papabili della quarta gamba). C'è anche il voto di Tommaso Cerno, che però è già conteggiato nei numeri del Pd, essendo tornato con i dem. Si arriva così a quota 153, che sale a 154 con il voto di Riccardo Nencini, Psi nel gruppo Iv, che alla fiducia votò in extremis a favore di Conte, ma non è ancora certo come si posizionerà di fronte all'eventualità di un Conte ter. Dunque, per puntare a quota 161 servono almeno 7 senatori in più.

Secondo gli ultimi rumors a palazzo Madama, la quarta gamba sarebbe vicina dall'essere costituita, anche se i numeri non decollano: servono minimo 10 senatori per costituire un gruppo autonomo e il Maie, che al momento sarebbe il 'contenitore' dei 'volenterosi' (per poi magari passare il testimone a Centro democratico), sarebbe a un passo dal toccare quota 10 componenti, garantisce uno dei fautori dell'operazione, l'ex M5s De Falco.

Si tratterebbe, tuttavia, di voti già 'appartenenti' alla maggioranza e non 'aggiuntivi', quindi non sufficienti ad ampliare i numeri in maniera tale da poter dar vita a un nuovo governo con una base solida senza l'apporto di Iv. Altro discorso, appunto, se i centristi dell'Udc o i totiani dovessero confluire nel gruppo a sostegno del Conte ter, a cui si potrebbero aggiungere anche alcuni senatori azzurri.

Infine, se i renziani dovessero rientrare nella partita, a qual punto la maggioranza potrebbe contare su almeno 171 voti. La necessità di dar vita a un nuovo gruppo autonomo c'è anche alla Camera, sempre per puntare a un riequilibrio nelle commissioni. A Montecitorio i numeri sono meno ristretti per i giallorossi, ma anche in questo caso la 'quarta gamba' non ha ancora i numeri certi per costituire il gruppo: servono minimo 20 deputati.

Al momento la componente del Misto Centro democratico di Tabacci conta 13 componenti, mentre è cresciuta di 1 unità quella del Maie, passando da 3 deputati a 4 con l'arrivo di Fausto Longo.

Al nuovo gruppo potrebbero aderire i deputati del Misto che la scorsa settimana hanno votato la fiducia al Conte II, portando i giallorossi sopra la maggioranza assoluta di 316 con 321 sì, già saliti a 124 con l'arrivo di Longo (che non aveva votato la fiducia) e i due deputati M5s che la scorsa settimana erano assenti per Covid. 

Giorno della Memoria. 76 anni da quello storico 27 gennaio 1945 (TGCOM 24)

 Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo il Giorno della Memoria: viene ricordato il 27 gennaio 1945 quando le truppe dell'Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz svelando al mondo l'orrore del campo di concentramento, uno dei luoghi dell'Olocausto, liberandone i pochi superstiti. A 76 anni di distanza "non ho mai perdonato, come non ho mai dimenticato", ha dichiarato Liliana Segre nella sua ultima testimonianza pubblica ricordando l'abominio della Shoah.

 Le celebrazioni ufficiali si terranno al Quirinale, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e del premier dimissionario Giuseppe Conte. Iniziative per ricordare il genocidio del popolo ebraico si svolgono in Italia e in tutta Europa: nelle scuole, in Parlamento, nei Comuni, nelle tv. Molti degli eventi si terranno in forma virtuale e onlinea causa della pandemia di Covid-19. 

Le iniziative a Roma - Roma Capitale ricorda con Memoria genera Futuro, un programma di appuntamenti online promosso dall'Amministrazione Capitolina in occasione del Giorno della Memoria. L'obiettivo è quello di sensibilizzare le nuove generazioni e non solo al dramma della Shoah. 

 

Le iniziative a Milano - Quest’anno anche le tradizionali visite al Memoriale della Shoah, sotto ai binari della Stazione Centrale a Milano, si svolgono sui social. Dalle ore 8 si può partecipare a un tour virtuale sulla pagina Facebook del Memoriale, mentre alle 16 è in programma una diretta Instagram: 30 guide di un luogo simbolo della Shoah in Italia risponderanno alle domande su una delle pagine più buie della storia di Milano e sul tristemente famoso Binario 21. Da dove partirono, tra il 1943 e il 1945, almeno 20 convogli che deportarono migliaia di ebrei italiani e oppositori politici nei campi di sterminio nazisti. 

Rimini città della Memoria 2021 - Molte le iniziative anche a Rimini, scelta come Città italiana della Memoria 2021. Dedicato a Liliana Segre, il programma settimanale spazia tra linguaggi e discipline diverse, dalla storia al disegno, dal teatro alla musica, dalla fotografia alla radio. Tra gli eventi di maggior rilievo, la mostra online "1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia", a cura della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica contemporanea Cdec di Milano. Un'ampia ricostruzione storica della persecuzione degli ebrei in Italia durante il regime fascista e l’occupazione nazista, dal periodo della minorazione dei diritti e delle persecuzione sociale, tra 1938 al 1943, agli arresti, la deportazione e lo sterminio, che segnarono in modo indelebile la storia dell’Italia, dal settembre 1943 alla Liberazione. 

Le parole di Liliana Segre - "Mentre ero ad Auschwitz per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci". Le parole di Liliana Segre, pronunciate a ottobre alla Cittadella della pace di Rondine (Arezzo), risuonano pesantissime. "Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace". 

L'ombra del negazionismo - Mai come oggi, quando i negazionismi avanzano nel mondo, è infatti importante ricordare. Una recente ricerca Eurispes (ottobre 2020) rivela infatti che i negazionisti aumentano anche in Italia: in circa 15 anni la percentuale di chi non crede all'orrore della Shoah è passata dal 2,7% al 15,6% con un 16% che sostiene che la persecuzione sistematica degli ebrei "non ha fatto così tanti morti". 

I social network sono spesso il luogo dove corrono l'odio e l'intolleranza, dove è facile veicolare messaggi che raggiungono molte persone. E' per questo che, di recente, Facebook e Twitter hanno vietato, e rimuovono, i contenuti che negano l'Olocausto. Ma c'è ancora molto da fare e non solo sul web. 

Il Giorno della Memoria - Il Giorno della Memoria è stato istituito il primo novembre 2005 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. In Italia la giornata commemorativa è stata invece istituita per legge nel 2000 in ricordo delle vittime dell'Olocausto e delle leggi razziali, nonché di coloro che hanno protetto i perseguitati ebrei a rischio della propria vita e di tutti i militari e politici italiani deportati nella Germania nazista. Il significato della giornata può essere sapientemente racchiuso nelle parole di Primo Levi "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre". 

La Storia - Sono passati 76 anni da quel giorno del 1945 in cui i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz si aprirono per mostrare al mondo gli orrori dell'Olocausto. Le truppe sovietiche della Prima Armata del Fronte Ucraino liberarono circa settemila prigionieri ancora in vita. La liberazione del campo di Auschwitz, seguita nell'aprile del 1945 da quelle di Dachau e Buchenwald, ha mostrato al mondo intero la realtà agghiacciante del genocidio nazista e dello sterminio del popolo ebraico, ancora vivissimi nei racconti dei testimoni sopravvissuti e negli strumenti di tortura e morte utilizzati nei lager. Circa due settimane prima dell'apertura dei cancelli, i nazisti operarono un'ultima terribile "marcia della morte", nella quale condussero verso Auschwitz tutti i prigionieri ancora vivi. Molti di loro morirono lungo il percorso. L'intento di Hitler e della Germania nazista era quello di portare a termine la cosiddetta "soluzione finale della questione ebraica". Il piano per l'eliminazione di sei milioni di ebrei europei prese il via nel 1933, anno dell'ascesa al potere dei nazisti, con la segregazione degli ebrei tedeschi. L'operazione si estese a tutta l'Europa occupata dal Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale in nome della supremazia della "razza ariana". Dopo anni di deportazioni, nel 1941 ebbe inizio lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa, la maggior parte dei quali nei terribili campi di sterminio. 

Ragazzi, scuole, contagi. Il parere dell'epidemiologo Carlo La Vecchia ( da Corriere della Sera, di Gianni Santucci)

 I ragazzi, pur con le scuole superiori chiuse, nei mesi scorsi potevano uscire, e dunque si saranno incontrati comunque. Non credo che senza scuola non si vedessero».

Se fossero davvero loro gli inconsapevoli super-diffusori del Covid, gli effetti si sarebbero visti anche senza il ritorno in classe? 

«Al di là delle misure di contenimento e dell’attuale maggior disponibilità di tamponi rapidi, e pur se certamente i 14-19enni sono il gruppo della popolazione che intrattiene il maggior numero di contatti sociali, credo che tra i ragazzi, soprattutto in Lombardia, un certo livello di immunità si sia creato. Il pericolo è minore rispetto all’inizio dell’epidemia».

Dunque il rientro in classe alle superiori, pur se per ora solo al 50 per cento, non dovrebbe «alimentare» una nuova ondata?

 «Ritengo che in questa fase i rischi siano ridotti. Anche se resta l’indicazione inderogabile: proteggere gli anziani. I nonni dovranno ancora restare lontani dai nipoti. Le incognite che creano più preoccupazione sono le varianti, anche se per il momento in Italia non hanno avuto impatto».

 Carlo La Vecchia, epidemiologo, docente di Statistica medica alla «Statale», analizza giorno per giorno l’andamento della pandemia, con una visione globale e locale che spazia da Milano, all’Europa, agli altri continenti, e con un’attenzione specifica, soprattutto di recente, per il Regno Unito. Le sue considerazioni partono dall’interpretazione del momento attuale.

A che punto siamo? 

«La notizia migliore al momento è che in Lombardia, ma anche in generale, il “problema natalizio” è stato superato. C’è stato un aumento dei casi a inizio anno, poi ridimensionato. Nell’ultima settimana, in tutta la Regione, abbiamo circa 1.600 nuovi casi al giorno e la tendenza va verso un’ulteriore riduzione. Le proiezioni lineari, al momento, sono favorevoli. Il timore era per le riunioni familiari e amicali durante le feste: visto come è andata, bisogna dare atto che le persone si sono comportate in linea di massima con responsabilità e attenzione».

I dati sanitari come vanno interpretati?

 «In Lombardia abbiamo circa 400 ricoveri in terapia intensiva e 3.400 non intensivi; l’aspetto più negativo sono i 65-70 decessi al giorno, che restano stabili. A gennaio si assiste sempre a un aumento della mortalità, ma quest’anno praticamente l’influenza non c’è, almeno non ancora, e l’ipotesi che arrivi è sempre meno probabile. È già accaduto in Australia e in Sud America. Vuol dire che distanziamento e mascherine sono stati efficaci per evitare l’influenza, ma non il Covid: che è stato contenuto, ma non evitato. Bisogna anche dire che l’attuale numero di decessi resta non tollerabile, ma è comunque oltre 10 volte inferiore rispetto a quello della scorsa primavera».

Che ruolo avrà il vaccino? 

«È presto per vedere un impatto, se non molto indiretto. A gennaio sono partite le strutture sanitarie, ma per arrivare a un effetto sulla mortalità bisognerà attendere il vaccino agli anziani. Il grosso problema, non italiano ma europeo, è che abbiamo pochi vaccini. Se si riuscirà a vaccinare la fascia dei più anziani a marzo, ad aprile vedremo i risultati, ma per ora è presto».

Quanto preoccupano le varianti? 

«Sono il vero timore. Il Regno Unito oggi ha più del doppio dei decessi rispetto all’Italia su base settimanale. La preoccupazione per il prossimo mese è legata soprattutto a questo aspetto, anche se per ora non se ne vedono segnali. Speriamo che continui questa lenta discesa e si vada avanti così verso la fine dell’inverno».

Quanto ci vorrà per capire se saremo «salvi» dalla variante inglese? 

«Nel Regno Unito i casi sono schizzati fino a 60 mila al giorno in meno di un mese; ora stanno molto scendendo, ma restano comunque 30 mila. E tutto questo è accaduto da inizio dicembre. La preoccupazione deriva anche dal fatto che, a partire dalla seconda ondata, l’Italia ha “seguito” con un po’ di ritardo le dinamiche di altri Paesi europei. Se dovesse accadere anche da noi, speriamo di avere a quel punto già una qualche copertura dei vaccini sulla popolazione».

Giuseppe Conte. Le mie dimissioni per un Governo di salvezza nazionale ed europeista( TGCOM 24)

 "Le diffuse sofferenze dei cittadini richiedono una prospettiva chiara e un governo che abbia una maggioranza più ampia e sicura". Lo afferma il premier dimissionario Giuseppe Conte, che lancia un messaggio via Facebook. "E' il momento che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore la Repubblica. Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo di salvezza nazionale", che abbia un'impronta europeista.

Alleanza europeista per attuare le riforme "Serve un’alleanza - spiega Conte -, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono, per approvare una riforma elettorale di stampo proporzionale e le riforme istituzionali e costituzionali, come la sfiducia costruttiva, che garantiscano il pluralismo della rappresentanza unitamente a una maggiore stabilità del sistema politico". Il presidente del Consiglio lancia un appello verso tutti i partiti, anche a Italia Viva, per l'avvio di un Conte ter - strada sempre più in salita - e la formazione di un governo di unità nazionale ed europeista. Con il richiamo alla sfiducia costruttiva per il proporzionale infatti sembra cercare la sponda di Matteo Renzi, anche se la rottura tra i due sembra ormai insanabile, il leader di Iv non ha mai posto un veto sulla possibilità di nominare Conte alle consultazioni. 

Lavorerò fino all'insediamento del nuovo governo Dopo l'appello ai responsabili che hanno a cuore la Repubblica, il premier uscente punta i fari su ciò che "conta", evidenziando la necessità di risolvere in fretta la crisi innescata. Bisogna fare in modo "che il nostro Paese si rialzi in fretta e possa mettersi alle spalle la pandemia e le tragedie che essa ha arrecato, in modo da far risplendere la nostra nazione nella pienezza delle sue bellezze". "Per parte mia - osserva -, anche in queste ore continuerò a svolgere gli affari correnti fino all’insediamento del nuovo governo. Continuerò a svolgere il mio servizio al Paese, con senso di responsabilità e con profondo impegno". 

Mi ritroverete sempre a tifare per il nostro Paese Il premier evoca il lavoro svolto finora sottolineando come senso di responsabilità e impegno siano "le caratteristiche che hanno caratterizzato il mio operato, quello dell’intero governo e delle forze di maggioranza che ci hanno sostenuto, anche quando i risultati raggiunti e le risposte date non sono apparsi all’altezza delle aspettative dei cittadini". E infine dichiara: "L’unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l’Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l’Italia. Quanto a me, mi ritroverete sempre, forte e appassionato, a tifare per il nostro Paese". 

La Bohème di Giacomo Puccini. Torino, 1 febbraio 1896 - 1 febbraio 2021

 

La bohème di Giacomo Puccini debuttò al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1896. Nel 125° anniversario della prima assoluta, quella Bohème torna al Regio in un nuovo allestimento che riprende fedelmente i bozzetti e le scene originali. Senza pubblico, l’opera viene proposta in prima visione esclusiva su Classica HD (Sky, canale 136) il 30 gennaio alle ore 21:30 e in replica il 31 gennaio alle ore 15:00, e in streaming sul sito del Teatro Regio (www.teatroregio.torino.it) l’1 febbraio alle ore 20:00.
Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio ci sarà il maestro Daniel Oren, che già aveva diretto nel 1996 l’edizione del “centenario”. Il nuovo allestimento, con la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, le scene a cura di Leila Fteita e i costumi a cura di Nicoletta Ceccolini, riprende fedelmente i celeberrimi bozzetti che realizzò Adolf Hohenstein per la prima assoluta al Regio del 1896 (custoditi da © Archivio Storico Ricordi). Il Coro è istruito da Andrea SecchiRinaldo Rinaldi è pittore scenografo e le luci sono di Andrea Anfossi.
L’opera più amata di Giacomo Puccini sarà interpretata da un cast di voci fresche con Maria Teresa Leva nei panni di Mimì e Iván Ayón Rivas in quelli di Rodolfo, Hasmik Torosyan come Musetta e Massimo Cavalletti Marcello e poi Tommaso Barea (Schaunard), Alessio Cacciamani (Colline) e Matteo Peirone (Benoît e Alcindoro).
La nuova produzione degli allestimenti originali, eseguita dalle maestranze del Teatro Regio di Torino, è realizzata con il sostegno di Italgas, Socio Fondatore del Teatro Regio.
Da sempre l’Opera Italiana è l’evento di punta nella programmazione di Classica HD. Intesa Sanpaolo, che è anche Socio Fondatore del Teatro, è a fianco del canale nella valorizzazione e diffusione del patrimonio della grande lirica.
La bohème di Giacomo Puccini, dal Teatro Regio di Torino, è su Classica HD il 30 gennaio alle ore 21:30, in replica il 31 gennaio alle ore 15:00, e in streaming sul sito del Teatro Regio il 1° febbraio alle ore 20:00. I biglietti per assistere alla Bohème on line sono in vendita su www.teatroregio.torino.it al costo di € 5 e sono validi per lo streaming del 1° febbraio ore 20 e possono essere utilizzati fino all’8 febbraio.

Per la Verdi di Milano. Il magico Piccolo Principe con Bustric

A grande richiesta, Sergio Bini (in arte Bustric) torna sul palco dell’Auditorium di Milano con un imperdibile appuntamento per grandi e piccini: Il magico Piccolo Principe

A spasso tra pianeti misteriosi, Bustric ti porterà a conoscere il celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, conducendoti per mano nel suo mondo fatto di magia, giocolerie, pantomima e musica.

Lo spettacolo sarà disponibile da sabato 30 gennaio alle ore 16 sul nostro nuovo portale streaming!



Il concerto si inserisce nell’ambito dell'iniziativa #DonaEmozioni​, la nostra campagna di raccolta fondi, le cui donazioni sono effettuabili online sul sito dona.laverdi.org​. 


 

Giorno della Memoria. Anche la Musica per non dimenticare

 

OGGI mercoledì 27 gennaio alle ore 19:30 sulla pagina Facebook dell’ORCHESTRA SINFONICA METROPOLITANA di Bari sarà trasmesso in streaming il concerto

LA B ROVESCIATA

IL TESTAMENTO DELL’UNIVERSO CONCENTRAZIONARIO

Il concerto è organizzato dall’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari in collaborazione con La Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria.

Musiche di Józef Kropiński, Bela Bogaty Lustman, Ljowa Berniker, Arturo Coppola, Henry William Berry, Henryk Leszczyński, Edmund Jones Lilly, Jr., Aleksander Kulisiewicz, Stanisława Lempart Gąskowa, Alma Rosé, Richard Böhm, Anonimo di Auschwitz II Birkenau, Anonimo di Märzbachtal


ORCHESTRA SINFONICA METROPOLITANA di Bari

FRANCESCO LOTORO direttore e concertatore, pianista

ANNA MARIA STELLA PANSINI soprano

NICO SETTE tenore

ANGELO DE LEONARDIS baritono e voce narrante

PAOLO CANDIDO voce maschile



per collegarsi, cliccare sul link dell'Orchestra Metropolitana di Bari:

https://www.facebook.com/OSMBari/