venerdì 31 marzo 2023

FIRENZE. Finale di stagione per gli AMICI della MUSICA

 La musica vocale e il quarto ritratto di compositore contemporaneo per l’ultimo appuntamento della stagione degli Amici della Musica di Firenze.

Sabato 1 aprile, alle 16, al Teatro della Pergola, si esibisce in concerto il contralto dalla carriera internazionale Sara Mingardo, assieme a un quintetto formato da Grazia Rimondi e Federico Parravicini ai violini, Silvio Di Rocco alla viola, Luigi Piovano al violoncello e Olaf John Laneri al pianoforte. Il concerto è dedicato alla memoria di Michele Manzotti, giornalista, musicologo, firma de La Nazione, assiduo frequentatore dei concerti degli Amici della Musica. L’ensemble eseguirà opere di Brahms e  Mahler.

Domenica 2 aprile, alle 21, al Saloncino della Pergola, è in cartellone “Ritratti”, il ciclo dedicato alla musica contemporanea. Protagonista della serata il compositore Ivan Fedele, che sarà affiancato sul palco dal Syntax Ensemble. In programma brani di Ravel, Fedele, Schönberg.

Napoli. Apre il 20 luglio il Museo dedicato ad ENRICO CARUSO

 Con l'apertura il 20 luglio a Napoli del Museo dedicato a Caruso, a Palazzo Reale, «saniamo un debito storico della città con questo suo 'figlio', perché Caruso aveva sempre desiderato poter cantare al San Carlo e quando ci riuscì, proprio i suoi concittadini napoletani non lo accolsero bene». Lo ha detto il ministro della CulturaGennaro Sangiuliano, a «Oggi è un altro giorno» su Rai 1. L'Italia, ha aggiunto, ha «grandi bellezze, paesaggi, siti ma tra i grandi personaggi c'è sicuramente la figura di Caruso». 

Agrigento Capitale italiana della cultura 2025

 Sarà Agrigento la città Capitale italiana della cultura. E con Agrigento ci sarà anche l'isola di Lampedusa. L'annuncio è stato dato questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della cultura, alla presenza del Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano e del  presidente della Giuria, Davide Desario.

Erano dieci le città finaliste: Agrigento, appunto, Aosta, Assisi (Perugia), Asti, Bagnoregio (Viterbo), Monte Sant’Angelo (Foggia), Orvieto (Terni), Pescina (L’Aquila), Roccasecca (Frosinone) e Spoleto (Perugia). 

«L'Italia è la superpotenza culturale perché abbiamo avuto, nella storia, la sovrapposizione  di più civiltà - ha detto il ministro - nel corso di vita e carriera ho visitato molti luoghi e in ognuno ho trovato una ricchezza, un'identità. Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre città, dei nostri comuni, del nostro territorio. La cultura, nei territori, è uno dei pilastri del nostro Paese. Ogni realtà è uno scrigno di tesori. 

Dall'anno prossimo avremo anche la Capitale dell'Arte Contemporanea, oltre a quelle del Libro e della Cultura». Importante anche il ruolo dell'isola di Lampedusa, citata da Sangiuliano.

Ravello. A Pasqua , in Duomo, musica sacra di Vivaldi

 Al Duomo di Ravello, il 10 aprile alle 11:30 l’Orchestra e Coro del Teatro G. Verdi di Salerno eseguiranno il «Magnificat» e il «Gloria» di Antonio Vivaldi preceduti dalla Sinfonia per archi e basso continuo «Al Santo Sepolcro».

A dirigere il concerto George Petrou, uno dei più sensibili interpreti del repertorio Barocco che inaugura a Ravello i suoi impegni italiani dell’anno che lo vedranno protagonista al Rossini Opera Festival e al Teatro alla Scala. Il maestro greco, candidato ai Grammy e vincitore dell'Echo Klassik, vanta una notevole carriera internazionale.

La Fondazione Ravello celebra la Pasqua con un concerto in Duomo
La Fondazione Ravello celebra la Pasqua con un concerto in Duomo© Fornito da Il Mattino

Dalla stagione 2021/22 è il nuovo direttore artistico del festival internazionale Händel-Festspiele di Göttingen, è direttore artistico dell’orchestra Armonia Atenea, con la quale effettua numerose tournée e registrazioni, esibendosi sia su strumenti d'epoca che moderni, ed è direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Greca. Oltre all'attività di direttore d'orchestra, Petrou ha sviluppato un vivo interesse per la regia teatrale firmando diverse produzioni di successo. Soliste per l’appuntamento della Città della Musica, il contralto Francesca Ascioti e il soprano Daniela Cappiello.

Francesca Ascioti, diplomata al Conservatorio di Brescia e all'Accademia del Teatro alla Scala, ha esordito cantando il ruolo della Mrs Quickly in Falstaff al fianco di Renato Bruson. La sua carriera è decollata dopo aver cantato lo stesso ruolo al Ravenna Festival sotto la guida di Riccardo Muti. La Cappiello, voce campana tra le più apprezzate, è uno dei prodotti del Conservatorio Martucci di Salerno, specializzatasi poi in canto lirico presso il Conservatorio «G. Frescobaldi» di Ferrara. Si è affermata nel mondo dell’opera e ha vinto numerosi concorsi lirici internazionali. Il concerto è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Anche l'alleato russo Lukashenko teme un 'colpo di testa' di Putin, e chiede un 'cessate il fuoco incondizionato in Ucraina' (da Il Riformista)

 Nel giorno in cui l’Ucraina commemora l’anniversario del ritiro russo dalla città martire di Bucha, dove le truppe russe lasciarono dietro di loro i cadaveri di civili giustiziati a freddo, facendo di questa località vicino a Kiev il simbolo più lampante delle atrocità compiute dall’esercito di Mosca, arriva da Minsk un inaspettato “ramoscello d’ulivo”.

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20804829_small© Fornito da Il Riformista

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, fedele alleato di Vladimir Putin, ha chiesto oggi in un discorso tenuto al Parlamento bielorusso sullo stato della nazione un “cessate il fuoco incondizionato in Ucraina“. “Bisogna fermare il conflitto prima che ci sia una ulteriore escalation“, ha detto, “Se la leadership russa vede rischi di collasso del Paese userà le armi più spaventose”, è stato l’avvertimento dell’autocrate bielorusso, che arriva a pochi giorni dall’annuncio da parte di Mosca del prossimo dispiegamento di armi nucleari tattiche proprio sul territorio bielorusso.

Mi assumo il rischio – ha aggiunto Lukashenko – di proporre che le attività militari vengano sospese senza che le parti possano spostare equipaggiamenti militari e raggruppare le truppe“.

Luglio Trapanese. Programma concerti e concorso

 Si è tenuta nella Sala Sodano di Palazzo D’Alì, la conferenza stampa di presentazione della 75^ Stagione Lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese con un focus sugli eventi di aprile. Sono intervenuti: Giacomo Tranchida, sindaco del Comune di Trapani, Rosalia d’Alì, assessore alla cultura del Comune di Trapani, Natale Pietrafitta, consigliere delegato dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, Walter Roccaro, direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.

Al via il cartellone 2023 del Luglio Musicale Trapanese con una stagione primaverile che coniuga tradizione e contemporaneità, proposta in vari luoghi della città di Trapani, ricercando il perfetto equilibrio tra impegno e leggerezza. Un’offerta musicale che trova l’attenta considerazione dell’Amministrazione comunale di Trapani, nell’ottica di rinnovare nella cittadinanza l’amore per la Musica.  

Si parte il 2 e il 3 aprile con un doppio appuntamento alle ore 19.30 e alle 21.30 nella Chiesa di San Nicola. “Le sette parole di Cristo sulla croce” é un’opera da camera del compositore Giuseppe Crapisi (per l’occasione anche direttore) che, prendendo spunto dal testo evangelico, si servirà di un linguaggio musicale contemporaneo, immediato e giovane per attualizzarne il contenuto e il messaggio. Sulla stessa lunghezza d’onda opera l’intervento del regista e scenografo Danilo Coppola, capace di dare vita ad una drammaturgia poetica ed emotivamente coinvolgente. L’Orchestra e il Coro del Luglio Musicale Trapanese accompagneranno lo spettacolo. 

Si continua il 6 aprile, sempre nella Chiesa di San Nicola, alle ore 21.30, con lo “Stabat Mater” di Alessandro Scarlatti. Un vero e proprio capolavoro di musica sacra dalla formidabile struttura polifonica. Un mirabile equilibrio fra l’ardente sentimento religioso che anima e sorregge l’intera composizione e la magnificenza degli strumenti musicali e delle voci. L’Ensemble del Luglio Musicale Trapanese sarà diretto dal maestro concertatore Mirco Reina.

Il 23 aprile, alle ore 18.00, a Palazzo d’Alì, si esibirà il chitarrista Christian Saggese, esecutore virtuoso che vanta una carriera concertistica internazionale. In programma musiche di Johann Sebastian Bach, Angelo Gilardino, Mauro Giuliani,  Fernando Sor, Dionisio Aguado, Ferdinando Carulli, Bruno Battisti D’Amario, Francisco Tarrega, Giulio Regondi. Il musicista suonerà con una chitarra del Maestro liutaio Vincenzo Candela.

E per concludere, dal 26  al 30 aprile si svolgerà, presso il Teatro M° Tonino Pardo di Trapani, e culminerà in un Concerto di Gala il 30 aprile, alle ore 21.00, la XVIII Edizione del Concorso Lirico Internazionale “Giuseppe Di Stefano”. Saranno messi in palio i ruoli principali di una delle opere previste nel cartellone della Stagione estiva 2023 dell’Ente e precisamente Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

La giuria di questa edizione sarà presieduta da Ernesto Palacio, sovrintendente del ROF -Rossini Opera Festival e sarà composta da Dietmar Kerschbaum, tenore e direttore generale della Brucknerhaus e del Festival internazionale di Linz; Jochen Schönleber direttore artistico del Festival Rossini in Wildbad di Bad Wildbad; Giuseppe Cuccia, Opera Production consultant – China National Centre for the Performing Arts (NCPA) Beijing;  Simone Di Crescenzo pianista, musicologo esperto di Belcanto, organizzatore e coordinatore artistico del Festival Toscanini e del Concorso Internazionale per giovani direttori d’orchestra Arturo Toscanini; Marco Iezzi, responsabile dell’Agenzia artistica BJM Management; Micaela Carosi, Ugo Guagliardo, Patrizia Pace, Elizabeth Smith cantanti lirici di fama internazionale e docenti; Walter Roccaro, pianista, docente, già direttore di Conservatorio e attuale direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese. Il concerto di Gala, ad ingresso gratuito, previsto per il 30 aprile, alle ore 21.30 rappresenta il momento culminante del concorso. 

La 75a Stagione Lirica è organizzata dal Luglio Musicale Trapanese con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana e del Comune di Trapani. Partner del progetto Airgest Spa. Media partner Rai Cultura.

Fanny Ardant al cinema: senza musica non c'è felicità

 "Non si può essere felici senza musica, penso che la musica, qualsiasi tipo di musica, ti salvi". Non ha dubbi Fanny Ardant che risponde in modo netto alla domanda che emerge da 'Amusia', il film di Marescotti Ruspoli, in concorso al Bif&st nella sezione panorama internazionale che parla di questa sindrome praticamente sconosciuta che è l'incapacità neurologica di tradurre in suoni coerenti la musica. Ardant interpreta la mamma di una ragazza che vive la sofferenza di percepire la musica come rumore insopportabile ma anche di non riuscire a far capire del tutto alla sua famiglia e al resto del mondo il suo dramma.

Fanny Ardant al Bif&st, non c'è felicità senza musica
Fanny Ardant al Bif&st, non c'è felicità senza musica© Provided by ANSA

"E' una donna molto enigmatica - spiega - nemmeno io l'ho capita bene. Proprio questo mi è piaciuto del film. Il modo di parlare, raccontare la storia con zone oscure, questa donna viveva una sofferenza, una insoddisfazione della vita, forse era depressa". "Anche il ragazzo innamorato - continua - ha zone d'ombra e così il marito di lei e questo fa di questa storia qualcosa di nuovo e sconosciuto".

Ardant è al Bif&st anche con un secondo film presentato ieri sera in anteprima, Couleurs de l'incendie, di Clovis Cornillac. Anche in questa storia il suo personaggio ha a che fare con la musica, perchè interpreta una cantante lirica. "In canto dice molto più della voce, c'è qualcosa dell'anima, del corpo e dello spirito, è un'arte maggiore. E' più facile essere un'attrice rispetto ad essere una cantante lirica". (ANSA).

L'analfabetismo cresce ovunque, perfino sulla fiancata di un treno 'frecciarossa'

 Caro ministro, ti disturbo perché vorrei sapere chi è l'autore di questo scempio, roba da matita rossa alle elementari. I soldi degli Italiani vanno spesi bene e la nostra lingua rispettata». 

All'occhio dei social non sfugge niente. Trenitalia ha dedicato un Frecciarossa all’Aeronautica militare in occasione del centenario. 

Peccato che abbia sbagliato la scritta. Sulla fiancata di un treno compare infatti la formula: «Frecciarossa per i cento anni dell’Areonautica militare».  Un refuso che, inutile dirlo, ha immediatamente fatto il giro dei social. Gli utenti si sono rivolti direttamente al ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha commentato l’errore attribuendolo a «suppongo Trenitalia. No comment».  

Si tratta, però, di un refuso su un singolo mezzo. Su Twitter, tra chi cita la Treccani e definisce l'errore «una variante pop» e chi si chiede se non sia un fotomontaggio, c’è anche infatti chi posta le foto degli altri treni con la formula corretta.

Chanel Totti sulle orme della madre: poveri figli! E poi quel nome

 Chanel Totti a 15 anni è già un celebrity e sta seguendo le orme della madre Ilary Blasi in fatto di stile. Sui social conta più di 300 mila followers e mostra sempre la sua passione per le griffe. Nelle ultime ore ha mostrato un nuovo outfit, un look casual in tuta reso sofisticato dagli accessori extra lusso.

Chanel Totti, griffatissima anche con il look casual: gli accessori costano quasi 10 Mila euro

La giovane influencer aggiorna quotidianamente i suoi followers documentando i dettagli più lussuosi della sua quotidianità. Dalle vacanze in montagna con papà Francesco Totti, alle serate glamour e gli inviti alla Milano Fashion Week. La secondogenita di Ilary Blasi ha le carte in regola per entrare nel mondo dello spettacolo. Il dettaglio che accumuna i suoi post su Instagram sono decisamente gli accessori griffati. Nelle ultime ore Chanel Totti ha mostrato come anche una tuta casual possa avere un lato trendy e glamour. Lo pensavate possibile? Nelle scorse ore mamma Ilary Blasi ha assistito allo spettacolo del Cirque Du Soleil in compagnai della piccola Isabel, mentre la sua secondogenita è uscita in tuta. La 15enne ha trasformato un anonimo look total black in un'occasione di stile. Ai pantaloni oversize ha abbinato la felpa coordinata firmata Nike, dimostrando che un look casual può essere usato per serate mondane. Ciò che distingue i look di Chanel Totti sono, però, gli accessori. Sia che li prenda in prestito dalla madre Ilary Blasi o che facciano parte del suo armadio non importa: è certo che sono tutti iper griffati. Al look total black molto cozy, infatti, la 15enne ha abbinato dei maxi stivali a carrarmato in pelle nera di Prada. Il loro costo sul sito ufficiale della Maison è di 1.150 euro. Per aggiungere un tocco di colore ha aggiunto una borsa rosa in pelle martellata, il modello Double Flap media di Chanel che sui siti di e-commerce è in vendita per 9.649 euro.

Papa Francesco sta meglio. Ma c'è chi, temendo il peggio, si prepara al dopo ( da Corriere della Sera, di Massimo Franco)

 Il Papa sta lentamente migliorando. Ma emergerà da questo ricovero comunque infragilito. E il Conclave ombra impazzerà più che mai...». Gli effetti del ricovero di Francesco al Policlinico Agostino Gemelli in seguito alla crisi respiratoria di mercoledì già si fanno sentire. Ma non sono solo fisici. Proiettano quasi per inerzia tutte le ombre che lo accompagnano da tempo; e che dopo la scomparsa di Benedetto XVI, il «Papa emerito», il 31 dicembre scorso, si sono inspessite. «Il tema non è questa permanenza in ospedale: il Pontefice non è in pericolo di vita. Il tema, piuttosto, è come lui stesso analizzerà quanto gli è accaduto, e quali conclusioni ne trarrà».

Le condizioni di Papa Francesco migliorano, ma ora c’è il rischio di un conclave ombra
Le condizioni di Papa Francesco migliorano, ma ora c’è il rischio di un conclave ombra© Fornito da Corriere della Sera

Le parole della fonte vaticana suonano lievemente anodine. Solo in parte, però. Il pudore lessicale lascia trasparire la grande domanda su una possibile rinuncia: questione irrisolta dal punto di vista legislativo, probabilmente perché irrisolvibile; ma tuttora in sospeso, per le indicazioni oscillanti arrivate in questi anni da Casa Santa Marta. Nei mesi scorsi, Francesco ha rilasciato una serie di interviste nelle quali ha lasciato intendere intenzioni non sempre coincidenti: fino a precisare, di fronte a voci interessate di possibili dimissioni, che il papato è tendenzialmente a vita.

Ma in precedenza aveva affermato che potrebbe dimettersi per motivi seri di salute, o se capisse di perdere lucidità; che se rinunciasse non resterebbe in Vaticano; che non andrebbe nemmeno in Argentina; che forse si ritirerebbe in una parrocchia romana, o nella basilica di San Giovanni in Laterano; che non si chiamerebbe «Papa emerito» come il predecessore ma «vescovo emerito di Roma»; e che non indosserebbe più l’abito bianco. Il problema è che di colpo, da due giorni queste ipotesi astratte debbono fare i conti con un cedimento fisico improvviso, non prevedibile. E dunque diventano speculazioni meno teoriche sul futuro prossimo del suo pontificato.

Lo testimonia l’agitazione febbrile e un po’ scomposta che anonimamente mostrano amici e avversari, per motivi opposti. I primi, perché temono che quanto è accaduto avvicini non solo la rinuncia ma la resa dei conti in una Chiesa profondamente divisa. Gli altri, perché confidano che l’indebolimento di Francesco acceleri un Conclave dai contorni misteriosi, ma considerato tra i più difficili e conflittuali degli ultimi decenni. In un momento in cui dovrebbero emergere soprattutto la compassione e la solidarietà nei confronti di Jorge Mario Bergoglio, peraltro arrivate da più parti, rispunta invece anche la divisione quasi tribale sopravvissuta a ogni papato; e non sanata nel decennio di Francesco.

È un conflitto sordo che il Papa percepisce, e del quale soffre. Nei giorni scorsi, ricevendo una delegazione di profughi, avrebbe evocato ancora nemici all’interno del Vaticano, oltre che fuori. E di certo non lo ha confortato l’uscita del prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gaenswein, che al Corriereaveva confidato prima del malore papale: «Credo che non pochi cardinali avrebbero vissuto bene se Angelo Scola fosse stato Pontefice». Il cardinale Scola, allora arcivescovo di Milano, era considerato nel 2013 il più accreditato candidato italiano al papato.

In più, il fatto che a comunicare il decorso della degenza continui a essere la Sala stampa vaticana e non i medici del Gemelli, rischia di contribuire a far nascere le voci più malevole. Finora non si sono mai visti né si è mai sentita la voce dei dottori che lo stanno curando. Non ci sono bollettini ufficiali dell’ospedale, come non ci furono due anni fa quando Francesco fu operato allo stomaco. E questa assenza di trasparenza permette a nemici e amici di scegliere la narrativa preferita, senza che l’opinione pubblica sia in grado di capire fino in fondo come stanno le cose.

L’impressione è che in Vaticano stiano un po’ tutti col fiato sospeso, e in un silenzio che conferma il disorientamento e l’incertezza. Sottotraccia, però, le manovre per il Conclave, mai interrotte, si stanno intensificando. Qualcuno fotografa il paradosso di un pontificato argentino affiancato, se non condizionato per quasi dieci anni dall’ombra dell’«emerito» Benedetto; e da appena tre mesi ritornato alla normalità dopo la morte di Joseph Ratzinger. Invece, proprio quando finalmente si era riaffermato un solo Papa regnante, è arrivata questa crisi respiratoria, abbinata a una sofferenza cardiaca: come se Francesco e Benedetto fossero pontefici con traiettorie esistenziali difficili da separare.