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sabato 18 agosto 2018

Spaccone-Di Maio, per una volta, mette in ombra Bullo-Salvini

Salvini, sempre occupato a fare il duro con i migranti raccattati in mare, questa volta da una moto vedetta della nostra marina,  se ne è occupato anche nel corso dei funerali delle vittime del crollo del ponte a Genova, quando ha fatto sapere che non verrà data nessuna autorizzazione ( ad una motovedetta della nostra Marina!!!) ad attraccare in un porto italiano, non si è accorto immediatamente dello sgambetto che il suo compagno Spaccone-Di Maio gli stava facendo nelle stesse ore, sui rapporti con la Società Autostrade alla quale il Governo imputa, prima che la magistratura accerti le responsabilità, il crollo del ponte a Genova, che ha fatto 43 vittime.

 Spaccone-Di Maio, applaudito al suo ingresso alla Fiera di Genova dove erano già disposte le bare per la messa funebre, ha salutato come si può fare in qualunque altra occasione fuori che in questa.

Nei giorni scorsi quando ancora i vice premier ed il premier stesso, ma mettiamoci anche il succube Toninelli, non sembravano d'accordo sulle decisioni da prendere  a seguito del crollo, Di Maio, più ancora del ministro competente, si è super esibito in atteggiamento muscoloso nei confronti della società Autostrade, concessionaria di una buona parte del nostro sistema viario a pagamento. Ed ha detto da subito, decretando di fatto che la società era stata inadempiente nella manutenzione e nella eventuale sottovalutazione dell'insicurezza di quel ponte. Ed aveva detto, con toni decisamente personali, con condivisi dagli altri del quadrumvirato, che andava revocata la concessione alla Società dei Benetton. Conte, scavalcato dal suo socio sostenitore, aveva subito specificato che non intendeva attendere i tempi della magistratura , e che avrebbe preso immediatamente provvedimenti, avviando la procedura della revoca della concessione, con le contestazioni delle inadempienze di manutenzione. Di Maio, meno cauto s'è spinto oltre profittando anche della distrazione di Salvini: chi non è d'accordo con la revoca deve passare sul mio cadavere - ha detto  (e subito in lontananza si sente cantare ... in infernum conducat te satana).
 Oggi, ai funerali, ha annunciato lui al posto diToninelli che Toninelli ha inviato lettera formale a Società Autostrade per le contestazioni del caso alle quali chiede risposta in quindici giorni.
  Spaccone-Di Maio non perde tempo e rincara la dose: Autostrade non avrà più concessione autostrade nè per il tratto genovese nè per nessun altro tratto. insomma revoca delle concessione in toto.

 Subito dopo il funerale, in Prefettura,  c' è stato un Consiglio dei Ministri, al quale hanno partecipato i vertici delle Istituzioni genovese e ligure. Il Governo ha aumentato lo stanziamento annunciato l'altro ieri di 5.000.000 di Euro per le prime necessità con un secondo di 28.5000.000 di Euro.

  Quasi nelle stesse ore in cui si svolgeva il Consiglio dei Ministri, si è tenuta una conferenza stampa dei vertici dell Società Autostrade, Cerchiai presidente e Castellucci amministratore delegato.
 I due si sono scusati  con Genova per il danno arrecato dalla caduta del ponte, dell'apparente lontananza dell società nelle prime ore del disastro, mentre era impegnata a concretizzare i primi interventi dopo il disastro, sul quale Autostrade attende il verdetto della magistratura. Ovvio che non avrebbero ammesso una loro colpa per mancata manutenzione. Però intanto sono stati dal punto di vista delle necessità delle vittime, degli sfollalti e della viabilità più  efficaci e veloci del Governo e dello Spaccone-Di Maio.
E forse la serie di misure rivelata  sicuramente si rivelerà molto più utile nelle prossime settimane per i  famigliari delle vittime, gli sfollati e la città. La Società ha stanziato un fondo per per i parenti delle vittime, un secondo per  indennizzare gli abitanti delle palazzine che dovranno essere abbattute e ha assicurato che, avute le relative autorizzazioni, entro otto mesi possono dotare la città di un nuovo ponte in acciaio, abbattendo anche quello che resta del ponte-Morandi.  Insomma , visto che non possono resuscitare i morti e restituirli ai loro cari, almeno tirano fuori i soldi per rendere meno doloroso il trauma subito.

Poi, quando la magistratura avrà capito le cause e le responsabilità del crollo, beh, allora si faccia pagare alla Società una multa salatissima, si mandino in galera i vetrici e, magari, si tolga loro la concessione. Per ora non si poteva pretendere altro sa Autostrade.
 Ma Spaccone-Di Maio, attentissimo a non perdere consenso, ha subito detto: il Governo non accetta elemosine da Autostrade ed ha ribadito che la revoca sarà per tutti i tratti autostradali; e Bullo-Salvini, accortosi in tempo che il socio gli stava fregando la ribalta, ha aggiunto: Autostrade ha fatto il 'minimo sindacale'.

 Ora riflettiamo, il Governo che si è mosso con tempestività - d'altro canto se non approfitta, vergognosamente e sacrilegalmente, anche delle tragedie, si può sapere quali meriti può ancora vantare nell'amministrazione del paese?  -  e che ha messo a disposizione  una trentina di milioni , poco più - bruscolini! - domani torna a Roma e forse il Caso Genova sarà chiuso, con le solite parole d'occasione: non vi lasceremo soli. Ma nella merda sì, perché dopo aver pianto i morti che resta deve  far fronte a tante necessità alle quali il Governo, per ora, non ha prestato effettiva attenzione.
 Come invece, magari anche per la coscienza sporca, ha tentato di fare immediatamente Autostrade.
 Che ha stanziato in tutto sui 500.000.000 di Euro, cifra certo più consistente, dichiarando fin d'ora che il costo per sanare il grave vulnus non è il nostro primo pensiero; vogliamo alleviare i disagi, per come è possibile, e ricongiungere le due parti della città con un nuovo ponte in acciaio, messo in piedi in otto mesi circa. Lo hanno assicurato.

 Ora a mente fredda, chi è più utile alla città ed alla situazione, dopo la tragedia, il finto Governo Conte , cioè il governo di Spaccone Di Maio e Bullo-Salvini, o la società che  mette mano al portafogli ed allevia i disagi dei cittadini, dei quali Conte & C. si saranno dimenticati domani?  Mentre dalla passarella sul luogo del dolore, trarranno altri vantaggi, come hanno sottolineatogli applausi con cui è stato salutato l'ingresso ai funerali della coppia Spaccone-Di Maio e Bullo-Salvini.

 Bullo-Salvini, le vite degli immigrati stipati sulla motovedetta della nostra marina non ti interessano?  A Genova  era necessario mostrare attenzione alla vita umana, mentre nel Mediterraneo, serve il contrario?

Spaccone-Di Maio perchè non revoca il mandato di sindaca alla  Raggi che, mutatis mutandis, a Roma sta facendo danni non indifferenti a tutti i cittadini? 

sabato 28 luglio 2018

La copertina di 'Famiglia Cristiana'. Da Salvini ( satana) a Venezi (direttrice d'orchestra)

 Perchè tanta attenzione ed altrettanto clamore per la copertina dell'ultimo numero di Famiglia Cristiana che accusa Salvini per il trattamento dell'emergenza migranti, se i vescovi italiani, di cui il settimanale cattolico è l' house organ, da tempo rimproverano molte cose al Ministro dell'Interno che sui migranti vuol fare la faccia feroce?

E' stata tale l'attenzione per quel 'vade retro satana' che alcuni giornalisti hanno sfogliato il vangelo per cercarvi in Matteo, Marco, il passo ove ricorre l'espressione, chi l'ha pronunciata ( Gesù) e chi ne è destinatario: l'apostolo Pietro, da non confondere nè assimilare per nessuna ragione al leghista forzuto. Il quale se l'è presa, come aveva azzardato a fare l'apostolo che di lì a poco avrebbe tradito Gesù, dicendo che non si meritava quell'attacco di Famiglia Cristiana. Come, non se lo meritava? si aspettava forse che il Papa non chiamasse in Vaticano per metterlo a capo della Congregazione deell'evangelizzazione e delle missioni?

 Ma non è di Salvini che vogliamo parlare, troppo impegnativa la questione e difficile la soluzione all'emergenza migranti, per trattarne in questo blog, anche se abbiamo la certezza che la soluzione non può essere  quella di Salvini.

 Vogliamo parlarvi dell'altro personaggio che ha diviso - indegnamente ed immeritatamente, ma per chi e con chi - con il capo leghista la copertina del settimanale cattolico, e cioè di Beatrice Venezi, 'l'affascinante direttrice d'orchestra secondo Forbes tra i 100 leader del futuro', come si legge accanto alla sua foto, in copertina
 A chi segue da vicino le vicende musicali il suo nome non è affatto sconosciuto per la semplice ragione che essendo 'carina' - 'affascinante' pensa Famiglia Cristiana -  e 'giovane' e svolgendo la professione di direttrice d'orchestra, se ne parla e scrive. Ma che sia anche tanto brava da meritare siffatta attenzione e per Forbes  essere una sicura  promessa di grande futuro, ce ne corre parecchio.

 Nell'intervista interna al settimanale, apprendiamo di lei due cose: che vuole essere chiamata 'direttore' e non direttrice', o maestro' e non 'maestra', e che  non vuole rinunciare alla sua femminilità neanche sul podio,  dove si presenta con sgargianti e ingombranti vestiti da sera.Esattamente le uniche due cose che sapevamo già perché le abbiamo lette in tutte le altre interviste rilasciate sempre e solo perché 'carina e giovane'. Ma sono le uniche due cose che lei va dicendo. Non c'è altro.  Perchè le orchestre che finora ha diretto sono, diciamolo in tutta sincerità, delle 'orchestrine' - senza offesa per nessuna - ed il fatto che sarà la prima donna a dirigere in Georgia è un fatto statistico. Essendo, cioè, le donne che dirigono, poche numericamente,  ciascuna di esse potrebbe  vantare un elenco lungo pagine e pagine per segnalare debutti in nazioni dove le donne non hanno ancora mai diretto.

Della Venezi abbiamo anche visto qualche video  in rete che, sulle sue capacità direttoriali ci hanno fatto venire serissimi dubbi.

Non sappiamo per il futuro, non avendo le capacità divinatorie di Forbes, e non giudicando secondo i  suoi  stessi criteri, ma fin d'ora  possiamo tranquillamente affermare che, per la direzione d'orchestra  Lei non è  compresa neanche fra  i primi 100.000 personaggi, sotto i trent'anni, che contano qualcosa nel mondo. Oggi.

mercoledì 11 luglio 2018

Il condottiero Matteo da Giussano-Salvini che muove lancia in resta contro migranti e rom, non partecipa alla guerra contro ruberie e privilegi dei politici: gli è si spuntata la lancia

Siamo sinceramente ed umanamente preoccupati dei destini futuri di Matteo da Giussano-Salvini. Che ne sarà di lui dopo che in qualche maniera sarà riuscito a frenare l'arrivo di migranti dall'Africa in Italia, frontiera d'Europa? Dopo aver chiuso i porti alle navi che trasportano migranti, e bollate quelle delle ong che salvano naufraghi come fiancheggiatrici degli scafisti, che farà ora che già nel governo presieduto dal ragionier Conte, per l'emergenza migranti, appaiono le prime crepe? Affonderà direttamente le navi, senza guardare alla nazionalità, per non creare nuove divergenze con il suo collega di governo  Toninelli?  Ovvio, e sia detto sena ironia,  che stiamo parlando di grandi statisti che l'Italia neppure si merita.

 Matteo da Giussano-Salvini dopo i migranti, anzi gli scafisti -  il vero obiettivo della sua guerra, perché - come dice spesso - "da padre, i migranti regolari sono miei fratelli e mie sorelle" - combatterà la sua guerra contro i rom, l'ha promesso; ed anche in quel caso combatterà con tutte le sue forze, magari anche bruciando ed abbattendo interi campi per  far capire loro che devono andare altrove, in altri paesi, perché qui non c'è posto per loro. Anche per loro direbbe, come per i migranti, che lui : 'da padre i rom regolari sono miei fratelli e sorelle'?

Ma poi si dovrebbe occupare anche di ordine pubblico. O non rientra nelle competenze del ministro Matteo da Giussano-Salvini? Perché la percezione che i cittadini hanno, a seguito dei numerosi episodi di piccola delinquenza soprattutto, è quella dell'insicurezza. Ma arriverà a risolvere anche questa emergenza?

 Intanto  nella lotta contro i politici ladroni, profittatori, privilegiati e spendaccioni intrapresa dai suoi soci di governo, e da Fico in testa, lui si è sfilato, dichiarando che la lancia gli si è spezzata.

 Sui vitalizi Matteo da Giussano-Salvini non se la sente di combattere. Dichiara di voler rivedere regole, leggi trattati anche internazionali, ma poi sugli scandalosi vitalizi - il loro ricalcolo - dichiara di 'temere ricorsi', fiancheggiando la costituzionalista di fama internazionale, Casellati, Presidente del Senato, Matteo da Giussano-Salvini contro quella carovana di malandati ex parlamentari non se la sente di muovere il suo esercito.

E, intanto, cresce - secondo i sondaggi -   il numero di coloro i quali dichiarano che lo voterebbero, se ci fossero oggi le elezioni. E sono - sarebbero - quasi il doppio di coloro che lo hanno votato alle passate Politiche.

lunedì 25 giugno 2018

Le anomalie del governo italiano

Dove i due vice premier sono di fatto il premier a due teste, e quello che tutti consideriamo, a rigor di legge, il premier è di fatto il vice premier, o, se vogliamo il premier 'di rappresentanza' che l'Italia, anzi i due vicepremier-premier inviano nei raduni internazionali  perchè sa fare bene il baciamano alle signore, conosce le lingue (mentre i due vice su questo punto, ed anche sulla lingua italiana, sono indietro con i compiti) e si sa comportare. Dopo averlo naturalmente ben istruito sul da farsi, sugli atteggiamenti da assumere, ed anche  su quando e come occorra battere i pugni sul tavolo, facendo però attenzione a non farsi male alle mani, altrimenti poi nelle foto, con quelle mani fasciate, viene male.

 Insomma un paese dove il premier non è premier ed i due vice non sono vice ma i veri titolari del nuovo gabinetto gialloverde, non è un paese normale. Non lo è mai stato, in ogni caso. Ed è tanto vero che qualche volta  uno dei due vice chiama a rapporto il premier cosiddetto; come quando il bulletto Salvini (che non ha ancora capito come si ottengono le cose nei consessi internazionali e come ci si comporta nel proprio paese, a livello istituzionale) dichiara: oggi vedo il premier , mentre sarebbe più opportuno che il premier cosiddetto chiami (quantomeno faccia finta di chiamare) al Quirinale il vice 'bullo' o che questo  dichiari di aver chiesto al premier, cosiddetto, di poterlo incontrare.  No il vice dice al premier che lo deve vedere e il premier ubbidisce.

 Salvini poi, lo stesso Salvini che intende imporre ordine e disciplina anche in mare, prima di pensare a come affondare i migranti, perchè non si occupa dell'ordine pubblico sulla terraferma, materia principe del suo dicastero? Forse perchè in questo caso i proclami stanno a zero, come molte delle cose che va dichiarando il vice bullo, e perchè è molto più complicato instaurare la sicurezza sul territorio, senza che i cittadini sia armino come vorrebbe (altra soluzione facile, ma inutile e pericolosa!) che mandare ad attraccare in un porto straniero qualche nave carica di esseri umani in cerca di futuro?


 Un altro aspetto messo in evidenza da qualche osservatore è che questo governo più che governo 'del cambiamento' è il governo 'dello scambiamento', dove tutti - proprio tutti - i ministri parlano di provvedimenti che non fanno capo ai loro rispettivi ministeri. Il bullo parla di vaccini, asserendo che sono troppi e che non devono esser obbligatori, mentre dovrebbe, anche se bullo, capire che sui vaccini  deve star zitto, e che a parlare deve essere la scienza e dopo anche il ministro competente; e comunque non lui. Sulle questioni relative al ministero dell'Economia, poi, quasi tutti sparlano, costringendo il povero Tria, il ministro, a ricordare a tutti che prima di qualunque riforma occorre tenere a bada anzi ridurre il debito, restare nell'Euro - perchè fuori non c'è vita! - ecc...

 E, infine, ogni giorno una riforma sbandierata, per fare casino, e subito dopo rimessa nel cassetto. Da almeno tre mesi ci attendiamo la soluzione sui vitalizi, ma ora anche questa soluzione che, a detta dei grillini, era a a portata di mano, sembra essersi allontanata. Allora si prova con le pensioni d'oro, per le quali il galletto 'schrestato' Di Maio non ha ancora deciso, ma intanto parla, se il tetto è sui 4.000 o 5.000 Euro. E, insomma, la confusione è grande sotto questo cielo

lunedì 18 giugno 2018

Siamo finiti nella mani di un esercito di pezzenti che vanno a mendicare biglietti per lo stadio dal grande corruttore, felice di regalarli in previsione di favori futuri

I nostri politici non finiscono di meravigliarci per la loro pochezza umana.  Alcuni di loro sarebbero pronti a offrire perfino mogli e figlie in cambio di un piatto di lenticchie. Per concedere favori non meritati  si accontentano di  qualche migliaio di Euro, come landruncoli, topi d'appartamento e  scippatori.

 Si viene a sapere che nessuno di coloro che avevano da tempo rapporti con l'innominato, il costruttore Parnasi, lo conoscevano bene;  con lui solo rarissimi incontri, perlopiù casuali, senza che mai sia il corruttore che gli aspiranti corrotti abbiano mai toccato l'argomento per cui si conoscevano e frequentavano: intrecci perversi tra affari e politica.

 E si è saputo anche, a dimostrazione che i loro incontri erano casuali, che gli hanno chiesto in diverse occasione soltanto qualche biglietto per le partite della Roma, dei quali lui non disponeva in prima persona ma che chiedeva alla società, precisando che si davano non a tutti i questuanti, ma solo a coloro che potevano essere utili al momento giusto. Logica sulla quale anche la società sportiva si trovava d'accordo, visto il mega progetto dello stadio, che forse mai si farà.

 Noi abbiamo esercitato il mestiere di critico musicale per la carta stampata - che comunque in altra maniera continuiamo a fare - per alcuni decenni. Ebbene, mai abbiamo chiesto un biglietto in più di quello che ci veniva offerto per esercitare il nostro lavoro critico. O forse lo abbiamo fatto quattro o cinque volte, in quasi quarant'anni di attività. Un record,  perchè non riconoscerlo?, mentre tante volte ci siamo trovati accanto colleghi accompagnati da mogli, fidanzate, amanti amiche o figli. Le istituzioni glieli concedevano senza fiatare, sapendo che poi se li sarebbero fatti amici... esattamente con la stessa tecnica 'ricattatoria' di Parnasi, in campi diversi.

 Beh, a Parnasi per ottenere biglietti per le partite della Roma, si sono nel tempo rivolti Salvini, sì proprio lui - magari avrà incaricato qualcuno del suo staff; ma perchè non comprarli? gli mancavano forse i soldi? certamente no. Ma per un parvenu come lui dimostrare che i biglietti per lo stadio lui può ottenerli sempre e gratuitamente è motivo di orgoglio  e di dimostrazione del potere raggiunto - ma anche, fra gli altri, Francesco Boccia, a capo della Commissione bilancio del Parlamento. E qui c'è una riflessione in più da fare. Francesco Boccia, PD, è sposato a Nunzia Di Girolamo (battezzata ieri sera, nel corso del lugubre dibattito su Fabrizio Corona,  da Giampiero Mughini, la 'suora', per i suoi atteggiamenti moralistici, che fa la opinionista in tv e si è pure candidata per il Cda Rai) e la coppia parlamentare, sebbene su opposti schieramenti,  da molti anni si fa accreditare sul proprio conto bancario, qualcosa come 30.000 Euro circa  ogni mese. Ora, non è una vergognosa vergogna che  lui chieda biglietti a Parnasi, sapendo bene chi è, ed anche che un giorno o l'altro dovrà restituirgli il favore?

Di questi parlamentari, esempi preclari di pochezza umana, pezzenti in ogni senso,  da veri signori  noi ci vergogniamo.

martedì 12 giugno 2018

Aquarius, la nave dei migranti sballottata dalle onde, che dirigerà verso il porto di Valencia, nasconde un segreto solo per Massimo Giletti di 'Non è l'Arena': quello linguistico

La vicenda della nave AQUARIUS, di una ong  che ha a bordo 630 migranti circa, fra adulti, donne ed anche bambini, alcuni non accompagnati,  che sta ora nelle acque fra Malta e l'Italia, dovrebbe concludere la sua avventura fra qualche giorno - il tragitto è lungo ed il mare è in tempesta- nel porto di Valencia, dopo che Malta se ne è lavata le mani e Salvini e Toninelli, padri di figli, se ne sono bellamente  anch'essi lavate le mani per l'Italia, dove hanno chiuso tutti i porti. Vedete che  a volte - ha dichiarato quella bestia di Salvini (sarà possibile dirlo di uno che ha fatto ciò che ha fatto: mettere seriamente a rischio la vita di un gran numero di persone, sì di persone!) - alzare la voce EDUCATAMENTE' - a suo dire - serve? 

La Spagna questa volta si è offerta di accogliere i migranti. Ma le prossime volte  a chi toccherà occuparsi degli sbarchi ? Non certo alla Francia che, comunque,  dopo aver cacciato qualche centinaio di migranti da Ventimiglia, oggi si è permessa di accusare di disumanità l'Italia?

Salvini avrebbe dovuto intanto accogliere l'Aquarius, e poi subito, senza attendere la fine del mese quando il dossier 'emigrazione' sarà sottoposto all'attenzione dei capi di Stato a Bruxelles, bussare alle porte dell'Europa ed anche delle nazioni del nord Africa da dove partono i migranti, per una soluzione equa e definitiva che non si può raggiungere unilateralmente, mentre una nave in mezzo al mare in balia delle onde, carica di esseri umani, è in attesa del suo destino. Perchè  è evidente che gli sbarchi non cesseranno solo perchè un ministro della repubblica italiana chiude i porti. Come se la chiusura dei porti non possa essere sabotata. Se sabotassero i porti che farebbe Salvini, il padre di famiglia, bombarderebbe le navi?

 Ma tutto questo discorso,  troppo impegnativo per un blog che solitamente si occupa d'altro, solo per dirvi  qualcosa di meno drammatico, e cioè che quell'analfabeta di Massimo Giletti, che ha affrontato la questione dell'Aquarius, non ha capito che il nome della nave dell'ong è  LATINO e che quindi va pronunciato come è scritto, e non come lui, volendo mostrare di maneggiare disinvoltamente le lingue, ha, invece, dimostrato quanto sia ignorante, continuava a chiamarla Aquerius, Aquerius.

Il governo 'gialloverde' ha inventato un gioco nuovo, il CARICABARILE

Tutto il mondo conosce un gioco, perchè assai praticato a tutte le latitudini geografiche sociali e politiche: lo SCARICABARILE. In Italia pio è una specie di gioco 'nazionale'. Mai che nessuno si assuma le responsabilità proprie, quale che sia il problema, la responsabilità è sempre di qualcun altro. Per i meriti , invece, il gioco non piace.  E, infatti, i meriti se li attribuiscono tutti, persino quelli di passaggio nei paraggi per caso.

 Ma da quando è andato al potere il governo gialloverde, 'presieduto', soi disant, da Giuseppe Conte - mentre si sa che lo presiede una coppia, nè omosessuale nè di sposi, e cioè Di Maio e Salvini - tutti i membri del governo giocano al CARICABARILE; si attribuiscono, facendosene carico, responsabilità che la legge  concede  ad altri membri del gabinetto. Al gioco prendono parte anche estranei, ufficialmente, ma suggeritori occulti del governo Conte, come il comico Grillo, il quale per l'ILVA di Taranto propone la trasformazione in un grande prato, 'verde' alla Morandi. Di Maio si inalbera e gli manda a dire pubblicamente che lui non decide nulla, le decisioni sull'ILVA spettano a lui.
 Altri ministri si provano ad attribuirsi responsabilità riguardanti il dicastero dell'Economia che fa capo al prof. Tria, e lui è costretto a rivendicare la titolarità delle decisioni in materia.

Per fortuna che Conte mette le cose a posto, bilancia cioè  la situazione,   declinando alcune responsabilità, perfino quella di guidare il governo. Quando chiede, coram populo a Di Maio, in Parlamento, se può dire una certa cosa o no, e Di Maio, con sguardo minaccioso ( la tipica 'faccia feroce' napoletana, della famosa barzelletta) gli risponde: No!, cosa fa ?

 E infatti se c'è uno che viene svestito di ogni responsabilità è proprio Conte, a dispetto di qualche sua dichiarazione in proposito. Quando in Canada comincia a dire cose che al genio di  Casalino non vanno giù, si fa strattonare e allontanare i microfoni, dal grande fratello Rocco, assurto ad ideologo oltre che portavoce del Movimento ed anche di Palazzo Chigi.

 Dunque anche Casalino intende assumersi responsabilità che sarebbero di altri, ad esempio di Conte  che non è capace di badare a se stesso e di decidere cosa dire e non dire?

 E allora, a questo quasi ministro, Casalino intendiamo, vogliamo impedirgli di rifare l'arredamento del suo ufficio a Palazzo Chigi che non gli piace affatto? Forse che un ministro (quasi) non ha il diritto di lavorare in un ambiente che gli agevoli impegno e fatica? Se la carta  da parati non gli piace potrà pure cambiarla o sostituirla, che so con sughero, manifesti di Che Guevara, Fidel Castro o  Lenin... perchè - dovete sapere che nel suo petto batte un cuore  di sinistra, come del resto un tempo batteva  anche nel petto di Giuseppe Conte.

venerdì 8 giugno 2018

Oltre 230 candidati al CdA Rai per i quattro consiglieri di nomina parlamentare

Ma non era un inferno la Rai? E come mai tutti vogliono finirci dentro? Perchè tutta questa voglia di far parte del CdA che verrà rinnovato prossimamente? Hanno espresso il loro interesse a restarci  quasi tutti i consiglieri uscenti, perfino Carlo Freccero, del cui passaggio in CdA nessuno ha visto tracce, in compenso  se lo ritrova quotidianamente in trasmissioni di ogni genere a pontificare,  sempre con  ' devo dirvi due o tre, mai una sola, cose importanti'- espressione con cui lui stesso fa precedere  ogni suo intervento, fiancheggiatore dei Cinquestelle, che sarà sicuramente riconfermato.

Ci sono naturalmente molti candidati che di televisione ne capiscono, meglio. dovrebbero caprine abbastanza, avendo avuto nella televisione di Stato incarichi di prestigio, direzioni di rete, ad esempio, nonostante che abbiano superato i settanta quasi tutti. Perchè tornare in quell'inferno mentre possono godersi una bella pensione magari in paesi affacciati sull'oceano la cui legislazione è molto comprensiva verso pensionati ricchi, come loro, che esportano valuta?

 E' loro convinzione, nel caso dei consiglieri Rai, che la giovane età non è un punto a favore, la 'rottamazione' non  può essere applicata con profitto, perchè per guidare  quella che è si un inferno ma anche la 'massima azienda culturale del paese', continuamente strattonata da tutte le forze politiche e massimamente da quelle al governo, i capelli bianchi sono preferiti.

 C'è anche chi non ha mai avuto responsabilità tali da giustificare la candidatura nel CdA, come la Nunzia Di Girolamo, la quale, dopo essere stata trombata alle elezioni, ha cambiatio vita e, per l'occasione, ha tirato fuori una carta che ritiene vincitrice: "ho partecipato a molte trasmissioni televisive dunque conosco bene la tv". Come darle torto, se debutta alla massima carica del paese - il premierato - un avvocato che non ha mai fatto  attività politica nè  avuto responsabilità di governo, e pure governa sotto lo sguardo vigile dei due contraenti, Di Maio e Salvini ?

Dopo le ultime gaffe,  il suo ruolo ci ha fatto venire in mente il famoso programma 'Non è la Rai', con un esercito di lolite, ed una più di tutte, che  avevano il suggeritore incorporato (Gianni Boncompagni). Solo che le lolite ed il suggeritore dovevano semplicemente intrattenere,  mentre Giuseppe Conte e i due suggeritori devono governare; e la differenza non è da poco.

mercoledì 6 giugno 2018

Umberto Bossi non parli dei meridionali che 'vogliono solo i soldi'

Il senatùr, ormai molto male in arnese, che l'hanno ricandidato al Senato per fargli guadagnare quello che gli serve per una  più che serena vecchiaia - perchè la pensione da parlamentare non gli sarebbe bastata, anche a causa del suo stato di salute ( ma quanti italiani sono nelle sue stesse precarie condizioni di salute e se la passano molto peggio di lui? - oggi ha lanciato delle accuse contro i meridionali che 'vogliono solo soldi' e 'non hanno nessuna intenzione di muoversi'.

 Confessiamo che non abbiamo letto tutta l'intervista, perchè ci siamo subito detti: da che pulpito viene la predica. Parla lui che di soldi pubblici, per il fatto che era il padre della Lega, se ne è fottuti tanti, troppi, sia per se stesso che per  i suoi due immeritevoli figli, uno con la passione delle corse  a terra e in mare, e l'altro per la caparbietà dei genitori che l'hanno voluto, pagando, far laureare in Albania - parliamo ovviamente del 'trota'. Potremmo anche aggiungere che alla scuola di sua moglie,  Lei meridionale, il caro marito che disponeva dei soldi della Lega come fossero suoi, ha fatto arrivare quasi un milione di Euro - magari quelli sono tra i soldi che ha speso meglio, lui e la sua famiglia.

E non prendiamo in considerazione il caso del suo tesoriere Belsito - ci pare si chiamasse così - che ha comprato pietre preziose in Africa, e via rubando; non lo prendiamo in considerazione anche perchè vista l'entità del furto nelle casse della Lega se ne sta opportunamente occupando la magistratura. La quale sta anche indagando su alcune decine di milioni di Euro che se non li ha portati all'estero Salvini e la sua cerchia, sono spariti dai tempi di Bossi.

 E allora, non sarebbe il caso che il senatùr osservi il più assoluto silenzio sulla questione 'soldi'? Perchè nel caso dei meridionali, la sua uscita suona come quella del 'bue che vorrebbe dire all'asino cornuto', mentre l'asino ( meridionali) ancora cornuto non è, mentre il bue (Bossi) sì.


martedì 5 giugno 2018

Cultura e lstruzione: Conte e il contratto Lega -Cinquestelle non sanno neanche dove sono di casa

Il nostro amico e collega Giuseppe Pennisi nella sua analisi, appena licenziata, del discorso di Conte - che altro non è che il contratto, formato 'bignamuccio di governo - ha messo in evidenza come l'Istruzione, alla quale questo governo già  nel contratto preventivo non ha prestato la dovuta attenzione, a detta di tanti capoccioni, economisti e sociologi, costituisca un volano imprescindibile dello sviluppo di un paese, incidendo addirittura concretamente sul PIL. Nel contratto, all'istruzione si presta  un'attenzione appena sufficiente, per non essere accusati di indecenza e barbarie.

E  attenzione ancora minore se ne presta ad un altro fattore fondamentale di sviluppo del nostro paese: la cultura. Sì, si parla dell'ambiente, e bene hanno fatto a parlarne - ma il tema della cultura, centrale in un paese come il nostro, compare alla fine del contratto , in un paragrafo,  anche quello pieno di buone intenzioni e banalità.

 Hanno pensato al turismo - che volevano staccare dai Beni culturali, e poi hanno accorpato, ma alla cultura che è insieme all'ambiente, il maggior polo di attrazione del turismo nazionale ed internazionale, attenzione zero.

La casella del relativo ministero è stata coperta solo negli ultimi minuti , con il preside di  un'Accademia di belle arti privata. Insomma il massimo che era in grado di offrire chi a questo settore non ha mai prestato nessuna attenzione; neanche quando i dati sventolati da un ministro, che a confronto di quello attuale , passerà alla storia come un grande statista - e dire che per tutti Francechini era 'mezzodisastro' - parlavano della forte incidenza del settore sul PIL italiano.
 Purtroppo questo è quello che passa il convento. e non si può pretendere di più.

Dal governo non pretendiamo che quella litania recitata in bella forma da Conte venga messa in pratica, perchè allora vorrebbe dire che questo non è il Paese di Di Maio e Salvini; basterebbe che ne attuassero  1/10, e già il Paese ne guadagnerebbe.
Li attendiamo alla prova dei fatti per giudicarli, nel frattempo permetteteci di dubitarne fortemente.

 P.S. Nella replica alle dichiarazioni di voto, il premier Conte, ha chiuso il suo intervento con queste precise parole: ' Resterebbe da parlare della Scuola, Università, Cultura, di cui... che sono presenti nel programma e di cui si occuperemo per rispondere alle attese dei cittadini". Dieci parole in tutto si temi che ben altra attenzione meriterebbero. e che ci confermano nella sensazione che tali temi siano loro estranei.

venerdì 1 giugno 2018

Diario del governo che sta per arrivare

 - Giuseppe Conte, al suo curriculum già troppo lungo, lunedì scorso ha aggiunto un'altra voce; ' già premier incaricato - ma che ha dovuto rinunciare - del primo governo gialloverde della storia italiana'; e oggi una ulteriore: 'premier  del governo 'salvimaio', altrimenti noto come 'gialloverde'.
 I dubbi sulla sua autonomia  di governo, come previsto dalla Costituzione, sono infiniti e impossibili, o quasi, da sciogliere.

Per saperne di più rivolgersi a Mimmo Cuticchio, titolare di una storica impresa di burattini. Vi spiegherà che i 'tiranti', per un teatro di burattini, anche con un solo pupazzo a grandezza naturale in scena, sono sempre più d'uno, esattamente come nel caso del governo Conte, il burattino con gli abiti di un eroe. Dietro di lui i tiranti che ne decidono le mosse: Salvini, Di Maio, Giorgetti. I quali pure gli prestano la voce. Solo che, a differenza di quello che accade nell'impresa di Mimmo Cuticchio, ogni volta che i tiranti di Conte devono muovere il loro burattino, Di Maio deve consultarsi con Grillo, Casaleggio e con la piattaforma Rousseau; Giorgetti deve chiedere a Salvini sulla mossa da far fare a Conte; e Salvini , a sua volta, al suo popolo. Insomma Conte rischia di restare immobile ed afono, incapace di muoversi e aprir bocca senza l'aiuto dei tiranti  che lo fanno apparire anche ventriloquo.

 Ma, comunque vadano le cose, un governo è stato varato, dopo le infinite vergognose, talvolta furbe, giravolte dei protagonisti, in tre mesi di estenuanti trattative e tira e molla, ed ora è atteso alla prova dei fatti. Perchè Conte, ma anche Salvini e Di Maio, sarebbero vincolati da un contratto, che devono rispettare e soprattutto - cosa ben più difficile - realizzare. Ma  giudicarli ancor prima che si mettano all'opera non è corretto.

-Cottarelli superstar.  Cottarelli, il Presidente del Consiglio della storia politica italiana, incaricato per il più breve tempo, quarant'otto ore, prima della rinuncia. al momento di congedarsi ha ricevuto dalla sala stampa del Quirinale un applauso sgorgato sincero e spontaneo.
 Cottarelli, un signore con un curriculum, lui sì di tutto rispetto, ha risposto alla chiamata del Presidente, è corso a Roma, si è messo a lavorare a quel Governo 'neutrale' per la cui formazione aveva ricevuto l'incarico. Quando Mattarella gli ha fatto sapere che  quella sua minaccia, sotto forma di incarico, aveva prodotto finalmente la nascita di un governo 'politico', lui si è tirato indietro, spiegando che un governo 'politico' è di gran lunga migliore di qualunque altro governo, compreso il suo; ha ringraziato per la fiducia,  ha chiesto scusa per essere stato di poche parole, ha salutato ed è uscito, accompagnato dall'applauso dei giornalisti.
  A confronto con Cottarelli, un autentico signore, Salvini e Di Maio, avrebbero potuto essere scambiati per due bifolchi, incaricati di curare il giardino della residenza del principe Cottarelli, anche senza divisa d'ordinanza,  cioè da vivaisti di professione, mentre li conosciamo con cravatta o con felpe recanti l'indicazione geografica del precedente impiego. Non lavoro, perchè i due non hanno MAI LAVORATO.

-Bonafede, avvocato fiorentino,  è ministro della Giustizia. Qualunque cosa uscisse dalla nostra bocca nei suoi riguardi, chiunque potrebbe ricordarci che ministri  suoi predecessori, sono stati Mastella o Alfano...dunque mosca!
Vero. Ma, leggendo qualche riga che lo riguarda, abbiamo appreso che sarebbe stato lui a presentare Conte, professore a Firenze, a Di Maio.  Come anche che, in questi giorni  alla vigilia dell'assunzione del Ministero della Giustizia, il sito internet del suo studio legale fiorentino è 'in lavorazione': pulizia, correzione od altro? Abbiamo anche letto che il suo studio fiorentino si è specializzato sulla 'Class action'; continuerà ad essere specialista della materia, anche nel caso tale azione legale avesse come destinatario lo Stato? E, sempre da internet, che lo studio fiorentino di Bonafede, si sarebbe allargato enormemente, con l'arrivo di altri giovani avvocati, un drappello, nello stesso anno in cui Bonafede,  deputato anche nella precedente legislatura,  venne eletto 'vice presidente' della Commissione Giustizia della camera. Ma sarà una semplice coincidenza. Nessun conflitto, semmai profitto di interessi.

Savona, Di Maio, Salvini, Mattarella. Nelle ultime settimane i rapporti fra questi esponenti della politica e delle professioni non sempre sono stati corretti, e men che mai cordiali, con il Presidente Mattarella. Ora tutti questi, oggi pomeriggio, dovranno giurare davanti al Presidente della Repubblica, come ministri, e dovranno anche ipocritamente stringergli la mano e magari anche abbozzare un sorriso.  E' la politica, bellezza!

giovedì 31 maggio 2018

Governo giallo verde.I due padri - che Mentana definisce 'nobili'- che nobili non sono

 Fino a ieri l'Italia non aveva nessun governo. Oggi, ventiquattr'ore dopo, l'Italia ne ha ben due in  procinto di partire:ne senso che un governo entro stasera 's'ha da fare' e se non parte uno, quello dei PADRI IGNOBILI,  parte l'altro. il Governo del Presidente con Cottarelli premier.

La sorte di Savona non è ancora decisa. Va via dal ministero dell'Economia? Resta nel governo? Va in un altro Ministero? Esteri o Rapporti con l'Europa? Intanto il diretto interessato tace, mentre i due padri 'ignobili' trattano, continuando a giocare sporco per andare al potere da parte di Di Maio, e a provocare ancora per la seconda volta Mattarella con lo spostamento di Savona ai Rapporti con l'Europa, dove potrebbe mettersi al fianco di Orban, amico, sostenitore ed a sua volta sostenuto da Salvini e di altri leader dell'Europa Orientale.

E forse Mattarella potrebbe tornare a dirgli a Salvini: ma allora vuoi sfruguliare? Salvini che non teme le elezioni e non le teme neanche a distanza ravvicinata perchè nessuno l'ha visto ancora all'opera  quando il suo libro di sogni si scoglierà ion un attimo, e che perciò teme più il governo che le elezioni, perchè non propone a Di Maio di spostare Savona alle Infrastrutture? Sarebbe bello vedere Savona nel ruolo di mediatore - che non avrebbe svolto in Europa - fra i due padri 'ignobili', visto che molte grandi opere uno le vuole e l'altro no. Vada lì Savona, e faccia scoppiare subito il bubbone che chiarirebbe le contrastate visioni dei due.

 Comunque in questi giorni la litania che abbia visto recitare da tutti è.  a noi sta a cuore la sorte del paese, non siamo entrati in politica per le poltrone. Ma chi gli può credere?

Nel petto spavaldo del barbaro Salvini batte un cuore tenerissimo

Chi pensava che il barbaro Matteo avesse un cuore tenero solo per la sua Elisa - l'attuale sua compagna- si è sbagliato di grosso. I fatti hanno smentito questa  convinzione. Il barbaro Matteo, quasi ogni ora in questi giorni, dopo il rifiuto di formare un governo senza Savona, come l'ha invitato a fare Di Maio - il grullo della coppia -  va ripetendo che lui vuole andare al voto. Se non gli hanno consentito di varare il governo giallo verde, a causa del veto su Savona posto dai mercati e dell'Europa, per mezzo di Mattarella, allora si voti,  e si voti il prima possibile.

Lui è sicuro di fare il pieno di voti e allora che farà Mattarella, quando la Lega avrà maggioranza assoluta? Se riproporrà Savona, Mattarella glielo boccerà nuovamente, sempre che il vecchio professore non si ritiri per il meritato riposo?

Al voto, al voto, ma non d'estate - ha spiegato il barbaro dal cuore tenero. Io non coglio mandare a votare il mio popolo quando si sta godendo il meritato riposo dopo un anno di lavoro - e dopo aver sopportato anche le sue bischerate! No, in estate non si può. I nonni che accudiscono ai nipotini vanno lasciati in pace al mare ed i montagna. ed anche i nonni senza nipotini Matteo non vuole costringerli ad uscire di casa per andare a votare nei giorni di grande calura. Ma come, dice il barbaro dal cuor gentile, da un lato invitiamo per quei giorni, vecchi e bambini a stare al riparo, e dall'altro di costringiamo ad andare a votare, magari facendo lunghe file per dare il loro voto? A chi? Ma alla Lega, si capisce.

Ma perchè non accogliere l'invito del grulletto Cinquestelle e varare il governo, anche senza Savona?
La ragione è facile da capire.  La paura di andare al governo e dimostrare in pochi mesi che quel loro programma è soltanto un libro di sogni e un'accozzaglia di promesse irrealizzabili, offerti a quella massa di grulli italiani che ancora credono ai due. L'assenza dell'intellettuale filosofo della politica economica Savona, minerebbe alla base anche tutte le ipotesi di scardinamento delle basi dell'Unione.

Matteo il barbaro può solo guidare le ruspe; mentre Savona gli serve per mettere benzina, il meno inquinante nelle ruspe. Insomma dovrebbe con le sue argomentazioni cerare di salvargli la faccia, in modo che lui possa dire al popolo dei suoi grulli: vedete anche un professore da tutti stimato mi incoraggia ad andare avanti e sfondare tutto; perché con le buone maniere,  con la diplomazia, con  il rispetto dei patti - va dicendo ogni giorno il barbaro- non si ottiene nulla.  E,invece, con le ruspe? 

martedì 29 maggio 2018

Le convulsioni della politica

Ha fatto bene o ha fatto male Mattarella a mandare a casa il Governo giallo verde  presieduto da Conte ( leggi: Salvini-Di Maio) con Savona? C'è chi dice che abbia fatto male, anzi malissimo perchè avrebbe dovuto dire ai due giovinotti - uno un pò fessacchiotto, l'altro abilissimo e furbissimo - governate, vediamo cosa riuscite a realizzare del vostro impossibile programma. Ed anche chi dice che ha fatto non bene ma benissimo per evitare al paese mesi e forse anni di  problemi.
 Mattarella si è comportato come un buon padre che al figlio che ha portato a casa una fidanzata impresentabile, dice di lasciar perdere. Fa bene il buon padre  a mettere sull'avvio il proprio figlio per non fargli correre rischi, ma...  a quel figlio resterà sempre il dubbio che  quel boccone non sarebbe potuto essere necessariamente amaro.

 Gli elettori italiani che  non la pensano come Mattarella   diranno sempre:  se li avesse mandati al governo quelli avrebbero rivoltato l'Italia. Sì, ma come? Sta qui il problema.

 Non dimentichiamo che i due giovinotti si sono accordati sulla spartizione del paese  e della poltrone facendo finta di lavorare alacremente alla stesura di un programma (poveri grulli quelli che pensano che con il governo giallo verde, il potere sarebbe finito in mano di salvatori della patria! )quando Mattarella, a due mesi dalle elezioni, ha spinto, anzi minacciato per un governo del Presidente.

Ora, mandato a casa il governo dei due giovanotti, Mattarella è tornato sul governo del 'presidente' chiamando Cottarelli.  E, di nuovo, i due giovanotti, hanno fatto sapere che potrebbero tornare a trattare, rinunciare magari a Savona e andare al governo. Tanto sta loro a cuore la sorte del paese.....Seeeee!

Pur di salvare questo nostro Paese, che si salverebbe anche senza i due giovanotti - il barbaro ed il grulletto - loro vogliono rinunciare alle elezioni anticipate e andare in Parlamento dove hanno la maggioranza.
 Cancellata  la minaccia della messa in stato di accusa del presidente;mentre la Meloni, irriducibile nell'accusare Mattarella, temendo di scomparire completamente, più di quanto non lo sia già,  in da un giorno all'altro ha cambiato idea - mai con  i Cinquestelle e con Salvini loro alleato!) s'è fatta avanti ed ha offerto al possibile governo dei due il suo appoggio.

 Ora possiamo stare più tranquilli perchè la sorte del nostro paese sta a cuore  a quasi tutti i politici.

lunedì 28 maggio 2018

Le buche di Roma, governata dall'alleata, che Salvini non vede; e le fontane ridotte a paludi

Anche Salvini s'è prodotto nella difesa ad oltranza,  e contro ogni evidenza, della incapace Raggi al governo della Capitale, da due anni, senza che nulla sia riuscita a fare, aggravandone ogni giorno problemi e emergenza.
 Nei giorni scorsi, quel furbacchione, ha dichiarato testualmente: 'sono andato in giro per Roma, ma le buche non le ho viste'.
 Mentre proprio ieri nella tappa conclusiva del Giro d'Italia, svoltasi a Roma,  gli organizzatori hanno dovuto ridimensionare il circuito per non far correre troppi pericoli ai ciclisti, in relazione alla loro incolumità.
 Dunque, pochi giorni dopo la passeggiata di Salvini in una Roma mendata delle buche, i nemici  dei Cinquestelle  avrebbero ridotto le strade nuovamente  una groviera, per gettare fango sulla povera Raggi.

 Che ieri sera, a poche ore dalla rinuncia di Giuseppe Conte, s'è materializzata a Fiumicino, a fianco di Di Maio e Di Battista per  appoggiare la campagna elettorale comunale della pentastellata Velli, come portabandiera ed artefice del buongoverno nella Capitale.
 Ma ciò accadeva proprio mentre alle tante emergenze romane (monnezza, buche, trasporti pubblici, verde, per parlare delle principali, ancora tutte irrisolte) una nuova si aggiungeva: la mancata manutenzione delle fontane della Città, dall'antichità nota come la 'Città delle acque'.

 Turisti e romani, appena sbarcati a Roma, a Termini, possono ammirare la grande fontana dell'Esedra, la cui vasca, mai prima d'ora,  è diventata un acquitrino, e l'acqua ha assunto colore giallo. Da mesi  le fontane di Roma non hanno più manutenzione. In questo ultimo caso perché il bando per l'appalto della manutenzione conteneva errori ed è stato, di conseguenza, invalidato. Ora se ne dovrà fare un altro, e le fontane continueranno a presentarsi, anche le fontane, nello stato pietoso in cui le ha ridotte l'amministrazione Raggi.
 I cittadini sono ancora convinti di voler affidare ai Ciquestelle ed anche alla Lega  le sorti del Paese.
L'esempio romano non ha insegnato nulla?

Salvini, Di Maio molto arrabbiati; Giuseppe Conte rinuncia, Cinquestelle e Fratelli d'Italia vogliono accusare di tradimento il presidente Mattarella, il quale ha convocato per questa mattina Cottarelli

I nostri lettori  sono invitati a tollerare questa nostra  invasione di campo, motivata solo dalla volontà di cittadino ed elettore, di riflettere sull'attuale situazione politico-istituzionale del Paese.

Cominciamo dai due capipopolo  che per settimane e settimane hanno professato fede cieca e totale  in Mattarella. Fede che gli è stata poi tolta in meno di quarant'otto ore, quando il Presidente, forte delle sue prerogative, ha  dichiarato che la candidatura di Paolo Savona - per ragioni che ha a lungo spiegato nel suo messaggio - non l'avrebbe avallata.

Nel pomeriggio di ieri, prima del patatrac annunciato, in maniera irrituale, Mattarella, precedendo il ritorno di Conte  con la lista dei ministri, aveva ricevuto separatamente al Quirinale, i due giovanotti ai quali ha fatto presente che avrebbe accettato la lista di Conte, a patto che vi fosse stato depennato il nome di Savona, indicando - pare - anche qualche nome della stessa Lega, anche assai in vista, in sua vece. I due gli avrebbero risposto 'picche', facendo capire al Capo dello Stato che chi comandava erano loro e che lui avrebbe dovuto  accettare quella lista dei ministri, firmarla, farli giurare e, nel più assordante silenzio e con smacco istituzionale, far partire il governo.

Mattarella ha detto loro chiaramente che era sua prerogativa non accettare diktat, esattamente come loro sono andati a dire al Presidente che non accettavano veti. E siccome l'ultima parola spetta a Mattarella, il diktat su Savona è stato fatto valere; e Conte, con la coda fra le gambe,  ma ligio alla sudditanza nei confronti dei due - come è apparso chiaramente dalle poche parole pronunciate per dichiarare  la sua rinuncia - se ne è tornato a casa., in Via del Governo Vecchio, lasciando la casella del Governo Nuovo.

Apriti cielo. I due  si sono arrabbiati. A noi è venuto spontaneamente di dire: e chissenefrega... Conte-Nessuno andava bene ai due perchè lo avrebbero comandato a bacchetta, non riconoscendogli nessuna autonomia nell'azione di governo; mentre Savona, accreditato anche in Europa, avrebbe dovuto  fungere da  macchina di sfondamento per ogni loro proposta, molte delle quali irrealizzabili nella attuale situazione, allo scopo di accreditarsi come governo 'del cambiamento'.

 Se ci tenevano tanto a varare il loro governo di 'cambiamento' , perchè non hanno proposto al Capo dello Stato un nome alternativo a quello di Savona? Non esiste in Italia uno che possa svolgere altrettanto egregiamente il lavoro che sarebbe andato a fare il prof. Savona a Via XX settembre? Salvini si è impuntato su Savona, per dimostrare che, nel braccio di ferro, lui aveva la meglio su Mattarella.

 Ma forse la ragione vera della rottura e della messa in stato di accusa di Mattarella, sta nella  speranza- che per Salvini è quasi certezza - che alle prossime elezioni, la Lega farà il pieno di voti per governare da sola, e allora Salvini vorrà  di nuovo sfidare Mattarella  e vedere se metterà il veto su qualche ministro. E siccome il nome di Savona sarà una delle bandiere della campagna elettorale giù avviata,  Mattarella se il nome di Savona gli verrà nuovamente sottoposto, non potrà agire altrimenti da come ha agito ora. Perchè è nei suoi poteri anche quello di porre il veto su ministri e non accettare diktat da nessuno, anche per la seconda volta.

Intanto Di Battista-cannoniere è già rientrato dal suo semestre sabbatico in America, anzi non è mai partito, per candidarsi al fianco di Di Maio che, evidentemente, è giudicato troppo morbido. E il dibattito, sebbene all'inizio, si è subito infuocato.

 Mattarella ha convocato per questa mattina Cottarelli, da tutti stimato ed elogiato, per il suo lavoro sotto i governi Letta e Renzi, per tagliare le spese dello Stato, specie quelle inutili, e indirizzare le risorse ricavate  verso terreni produttivi e più utili al paese. Ora non possono dire che anche Cottarelli, alfiere nella lotta contro privilegi e sprechi, sia un traditore, servo dei poteri forti, contrario a qualunque rinnovamento.

Anzi dovrebbero esser grati a Mattarella che, chiamando Cottarelli, farà fare il lavoro sporco proprio all'economista, un lavoro che nessun governo mai farà, per non perdere consensi. Il caso dei vitalizi che, a detta di Fico, sarebbe stato risolto dal nuovo Parlamento in  una quindicina di giorni, non è entrato neppure nell'agenda della discussione. Questa inefficienza, anche in un settore che non sarebbe stato difficile riformare, deve far riflettere sul programma 'di cambiamento' del governo dei due giovanotti.

E' chiaro a tutti, a cominciare da Mattarella e Cottarelli - che non ha nulla da perdere, lui continuerà a fare l'economista anche dopo la sua uscita di scena, a meno che i Leghisti non lo vogliano insediare nella poltrona prenotata per Savona ( è difficile, anzi impossibile perchè Cottarelli e i ministri del suo gabinetto non si potranno candidare alle prossime elezioni; ma  la sete di 'potere', non di 'governo' dei due è così forte che nei prossimi mesi  li vedremo fare tante capriole) - che le elezioni sono alle porte, quindi nessuna paura per i  due giovanotti che sono sicuri di far man bassa di consensi. Ma sarà proprio così? O già Di Maio potrebbe fare, obbligato, un passo indietro e lasciare che al suo posto si insedi un altro candidato più abile di lui, per  fronteggiare Salvini che da questa trattativa esce rafforzato, essendosi comportato da abile giocatore, più abile di Di Maio, anche se ha dovuto capitolare di fronte a Mattarella, contro il quale il muso duro non ha funzionato, perchè lui non può modificare le regole  e le prerogative che la Costituzione gli riconosce.

mercoledì 23 maggio 2018

Vale per Minoli che si candida al CdA Rai, ma non per Conte, candidato premier, secondo Travaglio: competenza ed esperienza

Alla fine di questo mese scade il termine per la presentazione dei curriculum da parte chi aspira ad entrare nel CdA Rai che  a giugno dovrà esser rieletto, essendo quello in carica in scadenza.

  Michele Santoro ha fatto sapere che lui ha presentato il suo curriculum, in nome della sua competenza in materia, ed altrettanto ha fatto Giovanni Minoli, 72 anni, che è passato da tutti piani di Viale Mazzini - senza che il suocero Bernabei abbia mai mosso un dito in suo favore, mentre avrebbe potuto farlo, dunque si è fatto tutto da sè - salvo quello del CdA, nel quale ambisce ora sedersi.

In nome di che cosa sia Santoro che Minoli intendono candidarsi per il CdA della Rai? In nome, sacrosanto, della loro conoscenza della materia in via diretta e per la loro competenza in fatto di televisione a tutti i livelli - questo vale a maggior ragione per Minoli che ha avuto incarichi dirigenziali e di gestione ma anche autorali.

 Lo ha affermato  chiaramente oggi in un'intervista al Corriere, di 'Cairo' - proprietario anche della Ditta per la quale lavora: La 7, che sta dimostrando di fare squadra e di saperla fare - dove ha esplicitamente detto che per stare in quel CdA occorre  conoscere la televisione, e chi meglio e più di lui?

 Ha ragione Minoli, ed il suo discorso vale per tutti i campi; ma va tenuto presente, nel suo caso, anche il fatto che ritornare sul luogo del delitto non fa bene all'interessato, e che  stare per molto tempo in uno stesso posto, può incancrenire, a dispetto della competenza, certe situazioni anche negative.

Ora  il discorso che fa Minoli potrebbe essere applicato anche a Giuseppe Conte, prelevato di peso dall'Università e dallo Studio legale dove lavora e catapultato a Palazzo Chigi, in nome e per conto dell'accordo Di Maio-Salvini. Ma senza competenza alcuna nel governo del paese o in amministrazione della cosa pubblica. Sì, ma che c'è di strano, rifletteva ieri dall'emittente di Cairo, Marco Travaglio?
 C'è per tutti  e in ogni campo una prima volta. Forse che tutti i presidenti del Consiglio italiani prima di andare a Palazzo Chigi avevano avuto una precedente esperienza, che li promuoveva e giustificava per quell'incarico? No, sosteneva convinto -  semplice finzione televisiva  e per mantenere il punto dell' appoggio ai Cinquestelle - Travaglio.

 E ha fatto anche qualche esempio per convincere della sua asserzione. Forse Ciampi, Monti, Renzi,  Gentiloni ed i loro predecessori avevano tali credenziali? Sì, caro Travaglio. In un modo o nell'altro l'avevano, comunque avevano esperienze di amministrazione della cosa pubblica,  erano politici attivi, o godevano di grande prestigio nel consesso internazionale europeo ecc.. Cosa che Conte non potrà vantare e, peggio ancora, comincia la sua corsa azzoppato. E, fatto non da poco, nessuno al mondo, salvo in quello accademico del diritto amministrativo molto ristretto, conosce neppure di nome.

E del resto, Travaglio, nessuno avrebbe affidato a te la direzione del 'Fatto' se tu fossi appena arrivato nel consesso dei giornalisti pur essendo, per tua stessa convinzione, il più bravo, il più puro (  hai sentito la pernacchietta?) Intendiamoci, nessun editore te lo avrebbe consentito.  Ti avrebbe detto: datti da fare, impara il mestiere e poi concorrerai alla direzione.
 Se il giornale fosse tuo è evidente che potresti fare quello che ti pare, anche farlo fallire - gli esempi sono tanti.
 Dunque è così strano che le forze più responsabili del paese - che naturalmente non sono tutte di quel consesso di bravuomini litigiosi del PD - non vogliano far correre all'Italia pericolo alcuno?

martedì 22 maggio 2018

Italiani schiavi di psicofarmaci, Mattarella messo all'angolo

Due fra  rivelazioni e fatti inattesi hanno ieri colpito l'opinione pubblica.
 La rivelazione, a cura dello psicoterapeuta d'Italia, Matteo Salvini   che con il governo che sta per far nascere col compagno Di Maio, vuole che gli italiani siano più tranquilli, anzi felici e guardino al futuro con maggiore fiducia, eliminando l'uso eccessivo che ora fanno di psicofarmaci: 11 milioni di italiani fanno normalmente uso di psicofarmaci. Secondo le informazioni fornite a Salvini direttamente dal Ministero della Salute,  questi 11 milioni circa di italiani  che fanno regolarmente uso di psicofarmaci, sono la gioia solo delle case farmaceutiche che  sulla vita 'lunga e malaticcia' degli utenti fanno affari d'oro.
 Salvini, finissimo psicoterapeuta, non vuole togliere  di colpo gli psicofarmaci agli 11 milioni di Italiani che soffrirebbero di crisi di astinenza e, curiosamente, ne  richiederebbero e consumerebbero in quantità ancora maggiore, e forse la platea stessa dei consumatori attuali si allargherebbe: Italiani popolo di santi, navigatori, inventori, evasori e psicofarmaci dipendenti

 No, lui vuole eliminare alla radice le cause che costringono gli Italiani a far uso di psicofarmaci, per sopravvivere. Darà al paese serenità fiducia e speranza.

 Dall'identikit , fonte  ancora Ministero della salute della Lorenzin, del cittadino che consuma psicofarmaci,  risulta che di quegli 11 milioni,  la maggior parte erano elettori del PD che hanno votato Cinquestelle o Lega. E, perciò,  si presume che gli psicofarmaci hanno  avuto lo stesso  effetto terapeutico  del 'turarsi il naso' di montanelliana memoria,  al cospetto della cabina elettorale.

Mattarella sarebbe stato messo all'angolo da quei due giovinotti che, incuranti del galateo istituzionale, sono andati al Quirinale, ed hanno di fatto detto al Presidente della repubblica: governo di coalizione via libera, questo il nome del premier, questo  il programma e questa la lista dei ministri. Firma e mosca.
Giobbe-Mattarella per non dargli un calcio in culo alle due delegazioni e scaraventarle per le scale, conscio delle sue prerogative, ha ascoltato solo il nome proposto per il premier, e di esso, fatto assai inusuale, questa mattina ne sta parlando con i presidenti delle Camere, poi questo pomeriggio si recherà a Civitavecchia per salutare la nave diretta a Palermo per la Giornata della Legalità, un impegno già preso da tempo, e poi si vedrà. Se il Quirinale ha atteso ottanta giorni che i due si mettessero d'accordo e si spartissero il Paese, ora i due giovanotti potranno attendere qualche giorno, tanto per cominciare a capire come ci si comporta quando si hanno incarichi istituzionali.
 Certo i due sono lesti, lesti assai. Intanto Salvini ha candidato la sua dolce metà alla direzione generale in Rai, in attesa la fa ammirare dagli italiani, in procinto di mettersi a tavola ogni giorno.

Certo Mattarella, ora che i due giovinotti si sono messi d'accordo - quanto durerà? - non può mandarli a quel paese. Quindi il tempo che si sta prendendo serve solo per salvare la faccia e rimettere ordine nel galateo istituzionale che i due non conoscono. Non può far altro. Come nel caso in cui, invitando un ospite di riguardo - e i due sarebbero tali perché votati dal popolo - che a tavola  mangia come se fosse un animale, non può far altro che  star zitto; magari non lo inviterà una seconda volta, visto che non può dirgli cosa pensa di lui, facendogli notare che a tavola si sta secondo il galateo.

 Ma anche perchè, se non  accettasse - come potrebbe - il nome del premier, e la lista dei ministri e si mettesse di traverso sulla strada, per ora spianata, del governo, cosa potrebbe accadere? Un presidente contro il Parlamento.

 Avrà certo da ridire sui ministri. A cominciare dal nome per il ministero chiave dell'Economia, per il quale è stato proposto un professore  certamente di vaglia, Savona, ex ministro, ma che ha già 82 anni ed è contro l'Europa, ma che proposto da Salvini, sarebbe  anche gradito a Berlusconi con il quale, quand'era a Palazzo Chigi, ha avuto incarichi di peso. I due giovanotti sono matti!


domenica 20 maggio 2018

Governo SALVIMAIO in difficoltà ancor prima di partire

Nel prossimo futuro possibile governo Cinquestelle-Lega, che Mattarella dovrà tenere a battesimo - sempre che decida per il sì,  una volta lette le carte: il cosiddetto contratto firmato dai sigg. DiMaio e Salvini,  e controllata la lista dei nomi e prima ancor il nome del premier - ci sono cose che ci fanno ancora dubitare della sua nascita.

 Mattarella accetterà quel contratto bocciato sulla carta da schiere di esperti, eccetto quelli del Fatto che l'hanno approvato, pur con qualche riserva, e a seguire l'esercito dei votanti sulla piattaforma Rousseau - addirittura oltre 40.000 - e i votanti ai gazebo della Lega - quasi 200.000 comprendendovi i cittadini non elettori della Lega invitati da Salvini ad esprimersi - che, a detta della maggioranza, e le migliori  loro intenzioni,  ma mettedo da parte la confusione, creerebbe problemi con l'Europa e farebbe saltare i conti dell'Italia?

 Questo è certamente il maggiore dei problemi che presenterebbe l'eventuale compagine che in queste ore pare si stia formando, alla viglia dell'incontro con Mattarella.

 Ma  ce n'è anche un altro non inferiore per gravità e peso politico. Chi sarà il premier, da chi sarà composta la squadra di ministri, chi avrà la responsabilità dei dicasteri chiave: economia, interni, esteri, ma anche scuola e università, lavoro, sviluppo economico, cultura... dicasteri questi ultimi sui quali il contratto è o reticente o generico.

 Sarà Di Maio il premier? Salvini non vuole. Ma Di Maio, autoesclusosi senza convinzione, dice che il premier deve essere un politico. E qui i nomi proposti, messi in fila uno dopo l'altro, fanno letteralmente sconpisciare dalle risate. Ed è probabile che effetto analogo possano generare nel Presidente Mattarella.

 Ma forse una ragione c'è nella proposta di questi signor nessuno, incompetenti ed inaffidabili per la carica di premier. I due capibastone vogliono guidare le danze e comandarli a bacchetta.
Solo che mentre Salvini deve ogni volta prima rendere conto  a Berlusconi, per non rompere alleanze per le quali governa in molte parti d'Italia; Di Maio ha una fila di suggeritori alle spalle e dovrà sentirli tutti, prima di impartire ordini al suo premier fantoccio. Si chiamano: Casaleggio spa, Grillo, la Piattaforma Rousseau che parla via internet e chissà quanti altri, magari anche Di Battista che parte non parte o forse resta. E, perchè no, anche Casalino, formatosi ad Harward, nella Facoltà 'Grande fratello'? Con il vantaggio, non trascurabile, che potranno sempre addossare la responsabilità di scelte sbagliate ai rispettivi fantocci.

Se Mattarella non gli dà una bella raddrizzata alla coppia di cavalli che lo trainano, temiamo che il carro Italia, dopo le prime curve,  possa finire in qualche fossato e non si riesca più a rimetterlo in carreggiata. Questo Mattarella lo sa; e per questo ha dato ai due signori tutto il tempo richiesto, per poter dir a loro ed anche all'opinione pubblica, che lui ha fatto tutto il possibile, e che questi non sono ancora pronti per una responsabilità di governo, se ne parla perciò al prossimo giro, se ce ne sarà un altro per loro due, dopo questa prova di incapacità totale. Intanto ci pensa Mattarella.

venerdì 18 maggio 2018

Governo SALVIMAIO. Previsioni di catastrofi

Programma. Appunti
Non sono riusciti a rivedere i vitalizi, che avevano promesso avrebbero ricalcolato in un quindicina di giorni, potranno mai ridurre - dimezzare - il numero dei Parlamentari, abolire il CNEL ( non erano capitoli della revisione proposta da Renzi con il referendum che anche loro hanno ostacolato?), ridurre i compensi degli stessi Parlamentari, ed altre  velleità... potranno  rivedere le pensioni, tutte le pensioni, come hanno scritto, al di sopra dei 5.000 Euro netti?

Se non metteranno prima mano alla cancellazione degli infiniti privilegi della politica, non potranno mai, credibilmente, aggredire la spesa  delle pensioni in Italia che, secondo Cazzola, è stata calcolata fino al 2012, sempre con il sistema retributivo, dunque con un premio al quale non corrispondevano in nessun caso i contributi versati. E questo vale soprattutto per coloro che hanno fatto carriera, ottenendo scatti considerevoli di stipendio verso la fine della stessa, i cui benefici il sistema retributivo ha fatto ricadere positivamente sull'intera carriera lavorativa.

Scuola, Università... agli ultimi capitoli  del libro dei sogni del nascituro - ma non si sa ancora - Governo SalviMaio. Una fittissima serie di buone intenzioni che, se i leghisti avessero memoria, ricorderebbero che molti di quegli atti che intendono ora cancellare con i loro nuovi soci, sono stati introdotti proprio dai loro governi con il socio dell'epoca: Forza Italia.

Premier, Ministri. E' il capitolo più allarmante del contratto di governo, cosiddetto 'SalviMaio'. Quando si leggono i nomi che circolano per l'incarico di premier, la cui indicazione spetterebbe - per la regola della assunzione delle responsabilità verso il paese, altrimenti note come: poltrone! - ai Cinquestelle, una volta accantonato il nome di Di Maio, si resta di sasso! Perchè i nomi che circolano sono quelli  di Carelli - che forse  è stato concordato, contrattato da Di Maio con Salvini, su suggerimento di Berlusconi, datore di lavoro per lungo tempo del giornalista - Bonafede, Fraccaro, addirittura Toninelli.
 Questi signori - che rappresenterebbero la crema della palude Cinquestelle,  sono signori NESSUNO, in Europa non c'è leader che li conosca, e che non faticheranno ad incartarli alla prima occasione di incontro, anche per colpa delle loro stesse farneticazioni.
 Però, questi signori nessuno,...fanno comodo sia a Di Maio che a Salvini, per dire al Paese che  non hanno potuto realizzare il programma di governo sottoscritto, non perchè irrealizzabile( come gli vanno dicendo tutti già ora) ma a causa e per colpa dei cosiddetti EUROCRATI, e del complotto mondiale contro il Governo SALVIMAIO.

Alla ben nota prosopopea tutto il gabinetto, di cui si vocifera, per il nuovo governo,  vanno considerate anche la crassa ignoranza, incompetenza, improvvisazione e debutto nella politica, nel governo e per alcuni, addirittura nel mono del lavoro.