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mercoledì 6 luglio 2016

PIzza, il politico che non coltivava solo la passione letteraria. Assieme ai fratelli

Non ricordiamo più chi aveva tessuto l'elogio dell'allora sottosegretario all'Istruzione, Pizza (padrone del simbolo dello Scudocrociato - un affare), indicandolo al mondo, nonostante quel suo cognome assolutamente dozzinale, come fine letterato e cultore della classicità. E tutto il mondo impallidì a fronte di tanta statura di studioso, pentendosi perfino delle normali ed automatiche battute a suo danno, a causa di quel cognome. L'essersi dedicato a studi impegnativi ed elitari lo teneva lontano da ogni possibile bassa pratica umana, non umanistica. Egli, insomma, volava alto.
 Fino al momento in cui si viene a scoprire - ed è storia recentissima, di questi giorni - che gli studi letterari e l'immersione nella classicità erano l'altra faccia di una sorta di 'pizza connection' - ci si perdonerà l'accostamento abusato da quanti hanno nel tempo voluto gettare fango sulla nostra società - che lui politico di professione, già sottosegretario al tempo di Berlusconi, assieme agli altri due fratelli - tributarista si diceva con studio nel quadrilatero romano del potere in Piazza in Lucina - uno più dell'altro, aveva messo su una società per delinquere; e che  il politico, addirittura, è indagato dalla magistratura, non solo come 'sponda' al fratello tributarista nell'agganciare politici e in certo modo ricattarli con scambi di favori ed altro,  ma per riciclaggio di denaro.
 Insomma il letterato Pizza, con il tributarista faccendiere Pizza tessevano i fili di una grande ragnatela nella quale non era difficile far cadere  politici corrotti, disposti a fare qualunque cosa in cambio di denaro o di favori.
 Insomma un bell'epilogo per il fine letterato e cultore della classicità, come in lungo elogio qualcuno segnalò al mondo intero, il Pizza sottosegretario, a dispetto del cognome.
 Alla fine dell'inchiesta siamo sicuri che il Pizza letterato e fine cultore della classicità verrà completamente scagionato dalle infamanti accuse rivoltegli; e semmai gli venisse imputato qualche passo falso, il nostro Pizza alla magistratura dimostrerà di averlo fatto per portare sulla retta via suo fratello tributarista il quale, non per sua colpa, ma per genetica tara,  non sa che fare torbidi affari ai danni della società.

lunedì 15 settembre 2014

Talk show del 'già' fatto quotidiano.L'omonimo giornale non c'entra affatto

 A Gubitosi ed ai vari Berlusconi di seconda e terza generazione, nonché a Cairo, per risolvere la crisi dei dibattiti politici vuoti e 'di parole al vento', vorremmo proporre un nuovo tipo di talk, il talk del 'già fatto', nella speranza che  la crisi giri alla larga dai dibattiti politici televisivi o radiofonici (dove, comunque, sono assai meno presenti, perchè non si possono vedere le facce dei partecipanti assai più eloquenti ed interessanti di ciò che dicono, che non interessa a nessuno). Ed insieme alla proposta anche un format  nuovo e , concretamente, la scaletta di una trasmissione tipo o addirittura della telefonata preventiva di invito, da ripetere tassativamente ad inizio trasmissione.
- Vi presento tizio o tizia: nome e cognome
- Parentela con ... o semplice omonimia (nel caso si riscontrassero)
-Qual è il uso incarico pubblico o privato
-Da quanto tempo
-Qual è il suo compenso
-Quanto guadagna complessivamente: cosa concorre a formare il suo reddito
-Quali e quanti beni possiede
-Come e quando  li ha acquistati, soprattutto nel caso si tratti di considerevoli beni immobili  o di partecipazioni azionari e di altri beni  costosi anche per la manutenzione (tutti  ne posseggono,  anche a propria insaputa, non impota se  intestati a consorti, figli, genitori, ed anche amanti; ne ha parecchi e di un certo peso anche Brunetta il moralizzatore! con quali soldi? con prezzi di favore 'politico', non  certo 'universitario'?)
-Chi considera questo genere di domande una violazione della privacy, tenga innanzitutto presente la quantità enorme di beni al sole che giorno dopo giorno la magistratura, scopre appartenere a questo o a quello; ma  non dimentichi che le denunce dei redditi di molti personaggi sono pubbliche e pubblicate  nei siti ufficiali delle amministrazioni di appartenenza.
-Ancora. Questo genere di domande vanno fatte preventivamente e poi, ripetuti in sede di trasmissione  a tutti gli ospiti, anche a quelli provenienti dalle varie professioni, giornalisti compresi, i quali tante volte per strade  note solo alla provvidenza, lavorano di nascosto al soldo di faccendieri e farabutti pubblici e privati.
- Proseguendo con le domande: che cosa ha fatto, nel suo lavoro, che viene a  raccontare al pubblico televisivo'
- Se la risposta è: ho proposto... farò... oppure sto per fare... sto per proporre... ho il progetto... la risposta dei programmisti del talk deve essere inequivocabilmente: grazie, ci sentiamo quando avrà fatto qualcosa, perché ce la racconti.
 Perchè, a questo nuovo tipo di talk, il 'dire' non interessa affatto, il nuovo talk è  interessato solo al 'fare' ma a 'fatto compiuto'.
 Gubitosi, i Berlusconi e Cairo ci facciano sapere, con calma, i risultati di tale rivoluzione. A presto.