venerdì 14 agosto 2026

Giochi Milano Cortina. Lo Stato copre i buchi. E Malagò, anche per il calcio, chiede soldi. Lo Stato li troverà, mentre non li trova per sanità e scuola ( da Prima online)

 

Milano Cortina, lo Stato copre i buchi nei conti dei Giochi. E Malagò ora chiede ancora risorse anche per il calcio

Milano Cortina è finita, per Giovanni Malagò e per la Fondazione rimane la chiusura del bilancio e proprio dai conti emerge un aspetto che accompagna l’ultimo tratto della sua esperienza olimpica.

La macchina organizzativa dei Giochi secondo il progetto presentato da Malago al governo doveva sostanzialmente mantenersi con le proprie entrate, sponsor, biglietti, diritti e contributi del movimento olimpico.

Ancora nel 2024 al Governo venivano indicati circa 1,6 miliardi di costi che la Fondazione dichiarava sarebbero stati compensati da ricavi equivalenti. L’idea era quindi di una sorta di olimpiadi a costo zero per costi organizzativi che secondo il progetto presentato dovevano essere totalmente garantiti da risorse finanziarie private.

Le cose sono andate diversamente con il budget organizzativo è salito verso 1,7 miliardi e la Fondazione ha chiuso il 2025 con una perdita di circa 39 milioni e un deficit patrimoniale accumulato di 176,5 milioni. Il bilancio presenta inoltre oltre un miliardo di debiti, un dato che naturalmente non coincide con una perdita della stessa entità perché ci sono crediti, incassi e partite ancora da regolare, ma che dà la dimensione della macchina finanziaria che dovrà essere chiusa.

Nel frattempo è dovuto intervenire il Governo che ha nominato un commissario straordinario ed ha dovuto stanziare risorse pubbliche non previste per accompagnare l’organizzazione dei Giochi prevedendo inoltre meccanismi che consentono anticipazioni alla Fondazione in attesa della rendicontazione. La Corte dei Conti ha poi richiamato un altro aspetto relativo alla liquidazione perché se dovessero rimanere debiti non coperti, il conto potrebbe ricadere sui soggetti pubblici coinvolti. Lombardia e Veneto hanno già effettuato accantonamenti prudenziali.

Milano Cortina è stata un successo di pubblico, ha venduto 1,4 milioni di biglietti e portato circa mezzo milione di persone nei village, ma il modello economico con il quale era partita non ha prodotto, almeno finora, quell’equilibrio tra costi e ricavi che era stato alla base della candidatura ed alla fine lo Stato è dovuto intervenire e resta comunque tra i soggetti esposti alla chiusura definitiva dei conti, prevista nel 2027.

Quasi contemporaneamente Malagò, conclusa Milano Cortina e passato alla presidenza della FIGC, ha aperto con Parlamento e Governo un’altra discussione sull’incremento delle risorse, questa volta quelle del calcio. In Senato ha indicato tra le ipotesi una quota della raccolta delle scommesse da destinare al sistema, precisando che la soluzione non dovrebbe pesare, come promesso per Milano Cortina, sul bilancio dello Stato.

Le due vicende sono diverse ma la sequenza è difficile da non registrare. Malagò chiude Milano Cortina con il Governo chiamato a intervenire quando i conti dell’organizzazione non hanno seguito le previsioni iniziali e, nello stesso momento, da presidente della FIGC si rivolge nuovamente alla politica per trovare risorse per il calcio.

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