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domenica 13 settembre 2015

Chiamiamo i responsabili con i loro nomi. Nastasi, con la complicità di Franceschini, ha fatto di tutto per distruggere la musica in Italia. Capito Nicola Campogrande?

La Federazione Nazionale Italiana Associazioni  Regionali Corali ( FENIARCO) quest'anno non ha ottenuto il pur misero finanziamento statale, che ammontava a 160.000 Euro, destinato al funzionamento  di detta Associazione che riunisce quasi oltre duemila cori ed alcune centinaia di migliaia di cantori iscritti ( ma non sono gli unici; 'La lettura' di oggi valuta la consistenza numerica dei cantori addirittura a  tre milioni di italiani) di tutte le età e di ogni ceto sociale che, A PROPRIE SPESE, si riuniscono due volte a settimana, in locali, il cui affitto e la manutenzione è a carico quasi sempre degli stessi cantori ( come anche le spese di cartoleria: fotocopie partiture ecc...), per il semplice piacere di cantare insieme, alla faccia di Franceschini e Nastasi che ad un concerto non si sono mai visti, tranne quelli d'ordinanza, e che mai e poi mai hanno mostrato un qualche interesse per la musica e la sua diffusione in Italia, paese fra i più analfabeti in tale campo.
 Ha ragione Renzi ad inorgoglirsi per il successo della Pennetta nel tennis a New York; ma possibile che anche a lui - il marcio comincia dalla testa - non gliene fotte nulla di ciò che accade nel campo della cultura in Italia, salvo che cercare disperatamente i soldi per completare l'Opera di Firenze?
 Ora della negazione del  miserabile finanziamento alla FENIARCO,  e che serviva - meglio ripeterlo - al  necessario lavoro di raccordo che tale associazione fa tra le migliaia di cori 'amatoriali', nel senso più nobile del termine, italiani, ed anche per organizzare incontri  di studio e partecipazioni a meeting internazionali - la strana coppia di barbari distruttori, Franceschini & Nastasi  incolpano esclusivamente  quell'algoritmo - che se lo incontriamo per strada gli sputiamo in un occhio - e non  loro stessi avanzando che, se fosse dipeso esclusivamente da loro, mai e poi mai avrebbero fatto un tale ignobile disonesto taglio.
La strana coppia però non ci dice chi è che si è rivolto all'algoritmo che domandargli aiuto affinchè la ripartizione dei fondi del FUS avvenisse secondo criteri 'oggettivi' che dovevano mettere finalmente fine, in apparenza, agli imbrogli grandi e piccoli che il ministero ha sempre operato in fatto di attribuzione del finanziamento  FUS.
 E non ce lo dice neanche Nicola Campogrande che oggi su 'La Lettura', settimanale del Corriere della Sera, dedica all'argomento un suo acutissimo intervento. Certo ci dice quanto sia bello cantare, ci dice anche quanto il cantare in coro, nonostante le apparenze, sia diffuso in Italia, ma si dimentica di dirci che tutti quelli che amano cantare in coro si pagano questa attività che costa, secondo il precetto di due economisti di fama, Tremonti e Brunetta, i quali nel loro manuale di economia - che li ha candidati  per almeno due volte al Nobel, ma forse la terza ci riusciranno in coppia - hanno scritto che chi vuole la musica se la paghi, esattamente come fa chi vuole il calcio e fa un abbonamento allo stadio. Ma ciò che è ancora più grave è che egli, Nicola Campogrande, compositore di genio e commentatore radiofonico, taccia i nomi di coloro che tale  colpo mortale - e non è nè il solo nè il più grave - hanno inferto alla musica in Italia e cioè Dario Franceschini & Salvo Nastasi.
Non li conosce o si è vietato di chiamare i  principali responsabili  della distruzione della musica in Italia, con i loro nomi?

sabato 6 giugno 2015

Veltroni un tempo, ed ora Zingaretti gomito a gomito con due mascalzoni

Chi era Odevaine? Il capo gabinetto dell'allora sindaco di Roma Veltroni, Uolter per tutti. E Venafro?  Il capo gabinetto del governatore Zingaretti. Veltroni e Zingaretti diranno che erano capi gabinetto ed ora non lo sono più, e per Venafro, Zingaretti aggiungerebbe s'è dimesso da tempo e successivamente è finito dietro le sbarre. Non fosse stato per la indagine della Porcura di Roma, quando mai saremmo venuti a capo di questa cloaca umana all'ombra della politica? La stessa cosa  potrebbe dire Uolter del suo ex capo gabinetto, il quale, caro ex sindaco, deve aver cominciato molto tempo fa a curare i suoi affari criminali, non l'altro ieri. Naturalmente non parliamo della gestione Alemanno e dei consiglieri comunali o regionali, di tutti gli schieramenti, finiti dietro le sbarre.
 Ora due politici di lungo corso si sono allevati ed hanno tenuto stretti due autentici malfattori che hanno lucrato perfino sugli sputi da pulire per terra, per non parlare degli appalti per lavori pubblici e per  iniziative assistenziali come quelle destinate ai Rom o agli immigrati?
 Ma ci dicano allora dove vanno a scegliersi i collaboratori Uolter e Zingaretti, per incarichi di grande responsabilità come lo è quello di capo gabinetto? Nel partito che è diventato un allevamento intensivo di ladri ed autentici delinquenti? Ma come fa il cittadino a fidarsi di politici che non si accorgono - così dichiarano, protestando la loro totale ed assoluta estraneità, alla quale non si può non credere -  di che pasta di merda sono fatti i  loro più stretti collaboratori?
 E se politici come loro, onesti ed anche bravi e capaci non si accorgono del malaffare o si girano dall'altra parte per non vedere, cosa dovremmo pensare di  tanti loro colleghi, ai vertici delle istituzioni, che hanno consentito il malaffare proprio e dei loro più stretti collaboratori, in un giro di ricatti e collusioni ignobili?
Perchè a questi politici il paese dovrebbe riservare un trattamento di favore dovuto ai soli servitori dello Stato e della Comunità? Non bastavano le mazzette che si sono rubati per ogni cosa, al punto che nell'ambiente della malavita organizzata con i quali avevano stretti rapporti, i loro nomi venivano indicati con aggettivi del tipo  'signor trentamila euro'.
 Bella storia, e Uolter e Zingaretti, onesti,  come anche il pur onesto Marino non possono chiamarsi fuori. Chi ha suggerito loro i nomi di questi farabutti? Possibile che solo loro erano all'oscuro dei loschi traffici di questi collaboratori, noti a tutti come i signori del 5 o 10 o 20 % su ogni spesa anche quelle di carità?
Filippo Ceccarelli oggi su Repubblica sussurra un'altra ipotesi, rammentando che il cavallo di Caligola  aveva come nome 'incitatus', e chi se non Caligola era il suo incitatore? che traduce così Ceccarelli: ricordate il caso di Andreotti e di Evangelisti, suo braccio destro e suo 'esattore' dai vari imprenditori, come il più famoso di tutti Gaetano Caltagirone che, alla sola vista di Evangelisti gli domandava, prima che aprisse bocca: 'A Fra' che te serve'? ed anche il  caso della segretaria di Galan. perchè - dice Ceccarelli- ci deve essere nel paese del malaffare quello che si sporca le mani  per conto del capo che deve rimanere, almeno all'apparenza, puro come un giglio. Ma non dimentica di ricordare sempre Ceccarelli che in questi due casi, alla fine del rapporto, per incidenti giudiziari, i due principali collaboratori hanno buttato la croce sulle spalle dei loro capi, come accadde con Andreotti ed anche con Galan, al quale le accuse più forti furono rivolte dalla sua ex Claudia Minutillo; e c'è anche il caso Marco Milanese che alla fine gettò anche lui la croce sulle spalle del suo ex capo, il ministro Tremonti.

sabato 7 marzo 2015

La BUONA(?) SCUOLA Giannini del CATTIVO(!) GOVERNO Renzi

Tre governi, tre diversi ministri  dopo la Gelmini per mettere finalmente una toppa alle cosiddette riforme della ministra del governo Berlusconi, la Maria Stella, la quale era stata messa lì dal Cavaliere proprio in dispregio al merito, al quale andava dicendo che avrebbe improntato la sua riforma scolastica. Sì questo diceva anche la Gelmini, proprio lei che per prendere l'abilitazione alla pratica forense era andata in un distretto calabrese dove gliel'avrebbero data con più facilità. Come poi regolarmente accadde. Berlusconi, per dimostrare che sì vale il merito e valgono anche le capacità, però se uno si industria, non importa in quale modo, ottiene sempre quel che vuole, la mise all'Istruzione. Non lo dimostrò, sempre sotto il governo Berlusconi, anche il 'trota' di bossiana filiazione, come del resto la Gelmini, con la sua laurea 'albanese', pagata con i soldi pubblici, di cui l'altro genio 'verde', Salvini, ha perso la memoria?
 Berlusca chiese al suo ministro  Maria Stella - che mai ha luccicato, salvo che per il suo cavaliere benefattore - in linea con le richieste sottoscritte anche da Tremonti, di ridurre  le spese, e lei non solo, ubbidiente e riconoscente ridusse le spese, ma ridusse anche gli insegnanti. Ridusse quasi tutto, e poco ci mancò che non riducesse, fino a cancellarli, anche i cosiddetti 'plessi' scolastici, che pur ridusse. Con il miraggio del premio al merito, agitato sotto il naso degli insegnanti. I più bravi e meritevoli li premiava. Così disse.
 Poi fortunatamente per la scuola, la Maria Stella fu mandata a casa, e da quel momento si disse 'niente più analfabete  al Ministero dell'Istruzione'. Ancora gira la barzelletta  dei neutrini  che da Ginevra viaggiavano, in un tunnel sotterraneo, alla velocità superiore a quella della luce fin sotto il Gran Sasso. Poverina, Lei, oltre i suoi dati anagrafici e la devozione totale per il Berlusca, non sapeva nient'altro.
 E perciò, nei governi che si succedettero al ritmo di uno all'anno, si ricorse a professori per il Ministero dell'Istruzione, anzi a Rettori di istituti universitari. Prima Profumo, dal Politecnico di Torino, nel governo Monti, poi la Carrozza dalla Scuola di Sant'Anna di Pisa- da dove proveniva il suo capo, Letta, il nipote - ed infine con il Governo dello sveltino Renzi, la 'straniera' Giannini, da Perugia. Tutti e tre con un'unica missione: cancellare i danni prodotti dalla cosiddetta riforma Gelmini che della scuola voleva fare un riformatorio. Oltre il riformatorio che la scuola - come qualunque altro ambiente professionale - è già, senza neppure la geniale Gelmini.
 Chi ha insegnato per tutta la vita, come noi abbiamo fatto in diversi ordini di scuola, sa che la scuola - gli insegnanti intendiamo -  presentano vizi e virtù in egual misura di qualunque altro ambiente. Con una sola differenza.  che nella scuola le criticità caratteriali e di preparazione degli insegnanti producono maggiori danni che in altri ambienti.  Di insegnanti bravi ne abbiamo incontrati tanti, ed anche di insegnanti dediti al loro lavoro senza mai risparmiarsi, convinti che al centro della loro professione andavano sempre e comunque messi gli alunni. Ma anche di insegnanti disadattati, di insegnanti con turbe mentali, tutti dannosi per la crescita e la formazione degli alunni, ne abbiamo anche incontrati. Insegnanti ai quali noi non avremmo mai, e per nessuna ragione, affidato un nostro figlio, anzi avremmo fatto di tutto per  farlo cacciar dalla scuola. Cosa che non sempre riesce ed è possibile. E nei Conservatori, dove abbiamo insegnato per trent'anni, casi simili, purtroppo, ve ne sono più d'uno.
 Dopo la Gelmini la canzone del merito l'hanno cantata tutti da Profumo alla Carrozza ed ora alla Giannini. Tutti convinti che la scuola 'buona' la fanno i 'buoni'( bravi) insegnanti.
Naturalmente ci sono anche altri problemi, senza arrivare ai soldi per l'acquisto della carta igienica o alla messa in sicurezza degli edifici - un problema che accomuna scuole di ogni ordine ed in ogni angolo del paese. Questo sì da risolvere immediatamente, come va promettendo Renzi da quando è arrivato a Palazzo Chigi, mentre ogni tanto si ha ancora notizia di controsoffitti o intonaci che crollano sugli allievi, per fortuna senza danni negli ultimi mesi. O di scuole  che, semplicemente entrandoci, mettono il malumore ed invitano a degradarle sempre più, senza ritegno, tanto fanno schifo.
 Per certi ordini di scuola - vedi il settore AFAM - oggi c'è anche il problema dei capi di istituto eletti direttamente dai docenti i quali assai spesso preferiscono avere un capo di istituto 'ciuccio' del tutto, che già non dovrebbe insegnare, che però asseconda ogni loro richiesta, piuttosto che uno bravo che, invece, discute, in nome della buona scuola, ogni richiesta. quando sia di dubbia provenienza. Ed ha un progetto in testa. Potremmo fare anche qualche nome, per conoscenza diretta. Evitiamo solo per carità cristiana.
 Adesso con la Giannini le cose stanno per cambiare davvero, sempre ed ancora un volta sotto la bandiera del 'premio al merito'. Ed anche per altre cosucce di cui si parla da tempo ( studio delle lingue, scuola-lavoro, istruzione artistica, musica ecc..).
 Finalmente con la buona(?) scuola della Giannini , dopo una decina d'anni di fermo, anche i compensi degli insegnanti - che sono fra i più bassi del mondo civile! - riprenderanno a salire, perchè a detta di Renzi un buon governo si misura dall'impegno che mette nel migliorare la sua scuola, quella che forma i cittadini di domani. E gli insegnanti sono  il perno di questa riforma.
 Sono pronte già le tabelle che saranno presto  approvate dal Consiglio dei ministri e avallate dal Parlamento.
 L'anzianità degli insegnanti si tradurrà in 10,00 Euro lordi al mese in busta paga, e per i più bravi, il merito sarà premiato con 16,00 Euro lordi al mese, che sommati- ma solo e soltanto per i più bravi e meritevoli - fanno 26,00 Euro lordi al mese; e netti, qualcosa - ma solo per i più bravi e meritevoli - come 192,00 Euro all'anno. Finalmente. Converrebbe agli insegnanti, autoridursi di poco lo stipendio,  per  essere iscritti di diritto  nelle liste dei più bisognosi per avere 80.00 Euro al mese. Ma da subito.
Perchè invece gli aumenti della Giannini e di Renzi dovrebbero - il condizionale è necessario - a partire dal 2019. Il domani della riforma della Scuola. Quando Renzi non ci sarà più, ed il suo successore lavorerà per premiare merito e bravura degli insegnanti. A partire dal...

martedì 23 dicembre 2014

A proposito del saluto di Napolitano al CSM. 'Sì, però...' e simili altre circostanze. Il 'Sistema Veltroni'

I magistrati facciano indagini e siano meno protagonisti. Più ricerca della verità e meno interviste. Questo in sostanza una delle cose dette da Napolitano nel suo messaggio di fine anno al CSM, che è anche il suo messaggio di addio, visto che, a gennaio, ha deciso, come è ormai noto, di lasciare il Quirinale. Ma ha anche detto tante altre cose, di cui sappiamo meno.
 Oggi i giornali tornano a parlarne ma usando la solita tecnica. Sì, però... avrebbe dovuto difendere i magistrati dagli attacchi ingiustificati; avrebbe dovuto anche dire con fermezza che in Italia di marcio c'è la corruzione e non la magistratura.
 Sì,però...  è il cosiddetto ' Sistema Veltroni'. Il quale ogni volta che parlava, prevenendo le possibili obiezioni, dopo aver  fatto una affermazione, ne faceva anche una opposta e contraria, facendola precedere dal suo indimenticabile 'ma anche', che di fatto annullava la precedente. Naturalmente non era il caso di Napolitano .
 Perchè, invece, non si può dire una cosa ed anche l'altra, senza che la prima escluda la seconda?
 Il sistema di far pesare diversamente due affermazioni  fatte nel corso del medesimo discorso e magari anche di identico peso, al punto che l'una cosa escluda l'altra, ci fa venire in mente un discorso tante volte ascoltato,  specie quando si tira in ballo la cultura. Se si parla di teatri, di musica, di libri ecc... c'è sempre qualche ... che se ne esce così: 'sì però vengono prima gli ospedali, le strade, le scuole'. Come dargli torto?
In occasione poco diversa, il famosissimo ministro Tremonti, pronunciò la celebre frase: 'con la cultura non si mangia' prendendo una solenne cantonata, perchè da ministro dell'Economia avrebbe dovuto sapere che se in Italia si togliesse - per semplice nostra incuria, come tentiamo di fare ad ogni costo, e cecità di chi ci governa - il 'sistema cultura', chissà quanti punti del PIL  perderemmo, essendo tale settore fra i più produttivi di  PIL per il nostro paese. Aggiungiamo a Tremonti, Brunetta', altro campione in Economia, il quale disse che avrebbe voluto chiudere  i teatri e mandare tutti a lavorare - come fa lui ogni giorno entrando ed uscendo con fatica dalle auto blu superaccessoriate - tanto quelli erano soldi sprecati. Poi, causa casetta  di vacanze a Ravello, ottiene dai suoi amici di partito, la presidenza della Fondazione Ravello, A quel punto la cultura ravellianna ( con due elle, per evitare che qualcuno bestemmi Ravel) acquista valore; e lui si fa dare dall'amico Caldoro qualche milione di Euro; proprio il professore in economia, ad un passo dal Nobel più d'una volta.
 Ci viene in mente ascoltando o leggendo simili panzane, un colloquio che ricordiamo parola per parola, con l'avv. Nino Carloni, il padre della musci in Abruzzo. Ci disse quelal vota: " quando coinciai subito dopo la guera, nell'Italia biosognava ricostruire e costruire tutto, comprese le strade e gli ospedali e le scuole. Ed io costruivo e ricostruivo la musica. Che in molti casi è servita alla ricostruzione italiana esattamente come sono servite strade ospedali scuole. Bandando  all'una com alle altre CONTEMPORANEAMENTE.

domenica 14 dicembre 2014

Berlusconi al Qurinale, a patto che Fabrizio Corona resti in carcere e Giancarlo Galan alla Commissione cultura della Camera

Saremmo tutti felici se, alla fine, cancellata anche la condanna della Cassazione - la pena è stata da subito resa innocua, come se non ci fosse - Berlusconi succedesse a Napolitano. Finalmente avremmo le gloriose ma austere sale del Palazzo del Quirinale invase dalla allegre brigate di signorine fatte venire apposta dalla villa berlusconiana, nella quale erano relegate per mancanza di altri più ampi spazi, negli anni del bunga bunga. E nessuno potrebbe obiettare qualcosa, perchè al padre e salvatore della patria Berlusconi gli verrebbe restituito l'onore ed il rispetto che si è meritato in vent'anni circa di governo, con alterne vicende, del nostro paese. Oggi è riabilitato di fatto, agli occhi della nazione. Ha una macchina blindata con guardie del corpo -  e non si tratta né del furgone penitenziario né delle guardie carcerarie, come qualche infame potrebbe suggerire - viene omaggiato dai corpi militari dello Stato ogni volta che da quella sua macchina cassaforte ne discende, parla alla Camera dei deputati, riunisce i suoi a palazzo Grazioli, tiene comizi. Cos'altro manca alla piena riabilitazione di un uomo che per il suo paese ha fatto moltissimo, più di chiunque altro? La presidenza della repubblica: Berlusconi for President (e speriamo di non aver toppato con l'inglese, che, a dir la verità, ci fa difetto).
Sì Berlusconi Presidente della repubblica a patto che Fabrizio Corona resti in carcere, per dimostrare al mondo che quando uno ha commesso un reato, per piccolo che sia, in Italia viene sempre punito. Se lui sta in carcere è perché il reato, anzi i reati da lui commessi, sono tanto più gravi di quelli addebitati a berlusconi, per i quali lui si professa innocente e ricorre alla Corte dei diritti umani di Strasburgo, che ascolterà il suo grido di dolore e la sua richiesta di giustizia. E' la ragione per cui Berlusconi non ha mai voluto chiedere la grazia, e Corona ora s'è deciso a domandarla a Napolitano.
Sostenendo la candidatura di Berlusconi, saltano le candidature che non hanno fondamento come quella di Tremonti ad opera di Bossi.  Perchè Bossi, in effetti, per il parallelo con il caso di Fabrizio Corona, non potrebbe candidare nessuno, essendosi fottuto non pochi soldi pubblici per sè ( non solo per curarsi), sua moglie (per la scuola, ora al verde come la sua cravatta), per il povero 'trota' (che ha fatto laureare in Albania) e per soddisfare le mire dell'altro suo figlio pilota che voleva aprire la 'Formula Uno' alle biciclette ed ai motoscafi che lui pilotava, sulle piste, da dio.
 Ma per vedere Berlusconi al Quirinale, occorre che anche illeciti non  ne vengano più  commessi sul suolo italico, che con la salita al Quirinale di Berlusconi, deve essere dichiarato, 'territorio deingiustizializzato'. Perciò, il deputato Galan, affondato con le pesanti mazzette del Mose legate in vita, non è giusto che si dimetta dalla presidenza della Commissione cultura del Parlamento. Sarebbe un'ingiustizia come ha spiegato la maestrina Boldrini dalle pagine del Corriere.  Già soffre tanto agli arresti domiciliari, dopo qualche mese durissimo di carcere. Perchè dovrebbe? Cosa c'entra la cultura con le mazzette, mazzettone? E chi a suo carico mette anche la nomina di qual ladro di libri, De caro, segnalatogli dall'amico bibliofilo Dell'Utri, alla direzione della Biblioteca napoletana dei Girolamini, sappia che quella - per dichiarazione dello stesso Galan- è stata una svista. non ha letto e verificato bene il curriculum del promuovendo direttore.

domenica 4 agosto 2013

Valore cultura, finalmente. Renzi, intanto, si è sfilato

E' la prima volta che un governo italiano, da vent'anni a questa parte, mette mano per davvero al settore cultura, dopo averne dichiarato, ma solo a parole,  per anni e anni, il ruolo strategico. In verità, non tutti i governi hanno fatto la difesa della cultura, neanche a parole; perché c'è stato anche chi avrebbe preferito azzerare tutto questo settore, definito di 'sfruttatori di denaro pubblico', 'mangiasoldi a tradimento' si direbbe in gergo- e ci riferiamo a Tremonti, a Brunetta ( che ora è presidente della Fondazione Ravello , ma guarda un pò!), a Pagliarini, detto 'Tagliarini', che stava per mandare gamba all'aria tutto il settore dell'opera in Italia. Tutti i moralizzatori di turno si sono appellati alla necessità di non buttare soldi pubblici - ma sempre e solo di 400 milioni di Euro l'anno, ad oggi , per tutto il settore spettacolo - mentre soldi pubblici a miliardi si buttano in molti altri settori improduttivi, a differenza dello spettacolo che invece è altamente produttivo, come ci siamo stancati di dimostrare dati alla mano. Dalle auto blu ( è notizia di oggi che ci costano ancora, dopo i tagli annunciati, 1 miliardo di Euro l'anno) al taglio dei parlamentari, dei loro privilegi ed emolumenti, all'abolizione delle province,  ed a tutti quegli sprechi che quasi quotidianamente i giornali vanno denunciando nell' indifferenza generale di chi dovrebbe vigilare, mentre si punta il dito contro il finanziamento  pubblico di un settore produttivo ed altamente redditizio, in ogni senso, per l'Italia. Comunque l'altro ieri, il  Consiglio dei ministri, per la prima volta, nella storia repubblicana, si è riunito per mettere a punto e licenziare un decreto interamente dedicato al settore cultura ed intitolato 'Valore Cultura'. Un pacchetto di misure rivolte al cinema, ai teatri,  ai musei, alla archeologia, all'occupazione giovanile nel settore.
Per quel che ci riguarda più direttamente, è stato finanziato un fondo di 75 milioni di Euro, al quale potranno attingere, dietro assicurazione di risanamento economico e  ristrutturazione interna del personale, i grandi teatri oggi in difficoltà, a condizioni naturalmente vantaggiose e  con l'impegno di un piano per la restituzione  abbastanza  diluito nel tempo. Alla faccia di Renzi e del commissario Bianchi per il Teatro del Maggio Fiorentino che prospettavano per quella storica e gloriosa istituzione il fallimento. Soluzione curiosa, prospettata proprio da Renzi il quale, a proposito del casa'Kazako' inveiva contro i politici che scaricano le responsabilità  sui dirigenti dei rispettivi ministeri. E lui che ha fatto   nel caso del 'Maggio'? Ci ha messo a capo  la sig.ra Colombo, per sanare il deficit  della precedente gestione; negli anni in cui la sovrintendente Colombo ha lavorato, sembrava d'amore e d'accordo con la sua linea, poi l'ha affondata, dichiarando che il suo piano era fallito. E lui era il presidente del teatro. Poteva non sapere?
 Il ministro Bray, sulle cui capacità di reggere un dicastero così importante, all'inizio del suo mandato, molti esprimevano dubbi, ha invece sorpreso tutti. Questo decreto reca naturalmente la sua impronta, oltre quella del presidente Letta. Da lui ci si attende ora che prosegua nella linea del risanamento, a cominciare dalle stanze abitate dai suoi maggiori consiglieri, sulla cui utilità molti nutrono invece fondatissimi dubbi.
Fatto il decreto 'Valore cultura',  i papaveri del settore in passerella a dire la loro. Comincia Carlo Fuortes che ha un Teatro Petruzzelli ( del qual è commissario) con un personale fra i più ridotti d'Italia - se non il più ridotto -  il quale ha subito messo le mani avanti:  forse potrei attingere per qualche milione anch'io a quel fondo. Per fare cosa? Non aveva chiuso il bilancio in attivo e non aveva dichiarato che tutti  i soldi che risparmiava per la ristretta struttura ora li poteva impiegare per 'attività artistica, per la produzione degli spettacoli, per intenderci, che aveva portato alla  sublime soglia di una quarantina circa per l'intera stagione? A seguire Catello De Martino, sovrintendente a Roma, il quale ha detto  di sperare di non dover ricorrere a quel fondo - non ha detto di non dover 'mai' ricorrere a quel fondo. Siamo già alla vigilia di una nuova resa dei conti, cambiato il colore del Campidoglio?  C'è chi lo teme, sulla base di quanto è sempre accaduto ogni volta che è cambiata l'amministrazione pubblica della Capitale, quando si sono scoperti - come si dice - gli altarini; mentre tutti si augurano, noi per primi, che in questo caso l'Opera di Roma 'se la cavi'.