martedì 31 ottobre 2023

Scuola di Musica di Fiesole. Francesco Sottile vince il premio di composizione Veretti 2023 riservato agli allievi di composizione della scuola

 Si è svolto sabato 21 ottobre il 13° Premio Veretti, il concorso di composizione al quale partecipano ogni anno gli allievi compositori della Scuola.

La serata conclusiva, che prevedeva l’esecuzione dal vivo degli 11 brani in gara, ha registrato il tutto esaurito nell’Auditorium Sinopoli, dove insieme al folto pubblico sedeva la commissione, presieduta da Alexander Lonquich e composta da Lorenzo AncillottiIlaria BaldacciniDuccio CeccantiNima Keshavarzi e Giuseppe Scali.

 

Al primo posto si è classificato il brano di Francesco Sottile, che viene premiato con una commissione del Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni; al secondo posto Andrea Bagnato, che scriverà per ContempoartEnsemble e al terzo Francesco Sgambati, che ha ottenuto una commissione di G.A.M.O. Quarto classificato Ugo Maccari, che si aggiudica una produzione musicale Ema Vinci Records mentre Lorenzo Fazzini, al quinto posto, vince una commissione di La Filharmonie.
Il premio del pubblico è andato ad Andrea Bagnato, che si è così aggiudicato una commissione di Valentina Coladonato Trio.

 

Tre menzioni speciali – per Nicolò VeseMichela Ruggero ed Edoardo Francioni – hanno completato il lavoro della giuria, suggellando una serata speciale di musica che, anche grazie alla partecipazione dei numerosi e generosi esecutori, si è confermata un momento importante nella vita della Scuola.

Canale di comunicazione diretta fra Russia e Ucraina - rivela il Washington Post ( da Il Giornale, di Valerio Chiapparino)

 


La guerra in Ucraina e il canale di comunicazione diretto tra Kiev e Mosca
La guerra in Ucraina e il canale di comunicazione diretto tra Kiev e Mosca

In una guerra d’attrito che ha superato il triste traguardo dei 600 giorni non è facile trovare una buona notizia a cui aggrapparsi ma quella che il Washington Post ha riportato nei giorni scorsi, seppur passata in sordina, potrebbe essere indicativa di una piccola grande svolta nel conflitto nell’Europa dell’est. Secondo quanto rivelato dal quotidiano americano l’Ucraina e la Russia avrebbero infatti aperto un canale di comunicazione con la finalità di discutere alcune questioni umanitarie fondamentali. Una linea di dialogo che gli analisti sperano possa presto estendersi alle trattative, al momento ufficialmente inesistenti, per la fine delle ostilità.

Scambio di prigionieri e delle salme dei caduti al fronte, passaggio delle navi dai porti ucraini sul mar Nero e la restituzione a Kiev dei bambini trasferiti in Russia. Questi sono i punti di contatto su cui avvengono negoziati diretti tra il governo di Volodymyr Zelensky e il regime di Vladimir Putin spesso coadiuvati da intermediari come il Qatar, la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, il Vaticano e il Comitato internazionale della Croce Rossa.

Tra i punti più delicati c’è il recupero dei caduti nei territori occupati. Un paio di volte al mese camion refrigerati per il trasporto di cadaveri sono condotti al confine dagli operatori dei servizi di emergenza russi e ucraini. Il personale della Croce Rossa - è quest’ultima ad aver avviato il programma nell’estate del 2022 – controlla la documentazione sotto la supervisione dei servizi di sicurezza di Kiev e di Mosca. “È necessario accordarsi con il nemico su qualcosa” afferma Oleh Kotenko, un ufficiale ucraino che sino a settembre ha gestito il trasferimento e la ricerca dei soldati dispersi aggiungendo che se così non fosse “1700 uomini non sarebbero stati sepolti con dignità e da eroi”.

La cooperazione tra i due Paesi nemici si estende allo scambio dei prigionieri ed avviene, come per quello dei caduti in guerra, nella regione di Sumy, nel nord est dell’Ucraina. Il Washington Post ricorda come la Convenzione di Ginevra preveda tale tipo di intese ma solo dopo la cessazione delle ostilità. Sarebbe però stato il governo di Zelensky a premere sul ritorno in patria nel più breve tempo possibile dei suoi soldati in mano ai russi per sottrarli ad un sistematico programma di torture documentato anche dalle Nazioni Unite.

I giornalisti americani riportano che quando si raggiunge uno stallo nelle comunicazioni dirette tra Kiev e Mosca, peraltro non pubblicizzate da nessuno dei due Paesi in guerra, il premier turco Recep Tayyip Erdogan presta i suoi servizi per risolvere l’impasse. Non a caso il più grande scambio di prigionieri - 215 soldati dell’esercito di Zelensky e 10 combattenti stranieri contro 55 ufficiali russi e Viktor Medvedchuk, oligarca e grande alleato di Putin - è stato raggiunto grazie ad una trattativa parallela a quella sul grano svoltasi in Turchia che ha visto anche la partecipazione attiva dei sauditi. “Ognuna delle due parti deve poter dire di aver vinto in qualche modo” sostiene Dmytro Usov, un membro dell’intelligence militare ucraina.

Il Vaticano e il Qatar sono altri mediatori rivelatisi utili per la liberazione del personale non coinvolto in combattimenti e per l’avvio di un programma di rimpatrio, di cui ancora non si conoscono tutti i dettagli, dei bambini ucraini sottratti dai russi. A partire da marzo gruppi di minorenni hanno cominciato infatti a fare ritorno nelle loro famiglie a cadenza quasi regolare passando attraverso il confine bielorusso.

Che il dialogo in corso tra Kiev e Mosca possa salire di livello lo ha lasciato intendere ieri il ministro della Difesa russo, Sergei Shogu, il quale al Forum Xiangshan di Pechino ha affermato che “se si creeranno le condizioni necessarie, siamo pronti a discutere politicamente sia la situazione postbellica della crisi ucraina sia i parametri di un’ulteriore coesistenza con l’Occidente su una base realistica”. Una dichiarazione che i cremlinologi studieranno con attenzione sperando di cogliere i primi segnali di disponibilità da parte di Mosca all'apertura di un tavolo di trattative per la fine della guerra nell’est Europa.

Queen, Rock sinfonico. 'Queen At The Opera'. Vendita biglietti ( Comunicato)

 Alle spalle una lunga striscia di sold-out, all’orizzonte 30 spettacoli in 20 città. “Queen At The Opera”, lo show rock-sinfonico basato sulle musiche dei leggendari Queen, torna sui palchi dei teatri italiani - e non solo - a pochi mesi dall'ultimo, trionfale, tour. 

Il nuovo Celebrating Tour 2023/2024 prenderà il via il 24 novembre, toccherà Firenze il 2 e 3 febbraio facendo tappa al Tuscany Hall, Genova il 3 e 4 maggio al Politeama Genovese, Grosseto l’11 maggio al Teatro Moderno. 

E presto si aggiungeranno nuove città e nuove date. I biglietti sono disponibili sul sito ufficiale www.queenattheopera.com, su www.ticketone.it (tel. 892.101) e sui canali di prevendita autorizzati dei rispettivi teatri. “Queen At The Opera” deve il successo alla sua formula raffinata e ai grandi interpreti di uno spettacolo lontanissimo dal concetto di cover. 

Un meraviglioso tributo ai Queen che combina sapientemente musica sinfonica e rock, la delicatezza degli archi con i riff della chitarra elettrica. Tutto impreziosito da un coinvolgente visual show. 

Classici senza tempo come “We Are The Champions”, “Bohemian Rhapsody”, “We Will Rock You”, “The Show Must Go On”, “Radio Ga Ga”, “Another One Bites The Dust”, “Who Wants To Live Forever”, sono interpretati da un ensemble di 30 elementi, tutti grandi professionisti, tra cui il primo violino Prisca Amori, storica collaboratrice di Ennio Morricone

A spiccare sono poi le straordinarie voci di Luca Marconi, Valentina Ferrari, Alessandro Marchi, Luana Fraccalvieri e del soprano lirico Giada Sabellico. Prodotto da DuncanEventi, “Queen At The Opera” nasce da un’idea del produttore musicale e direttore artistico Simone Scorcelletti: dal suo esordio nel 2015, lo spettacolo ha raccolto standing ovation e sold out in Italia e in Europa.

Pino Insegno e il 'Mercante in fiera', Rai 2, bocciato prima dai telespettatori ed ora anche dalla redazione del telegiornale di rete , TG 2 (da Leggo, di Ida Di Grazia)

 I bassi ascolti de Il Mercante in Fiera, il programma di Pino Insegno in onda nel preserale di Rai 2 (dal lunedì al venerdì a partire dalle 19.55), iniziano a preoccupare anche il TG2. Sempre sotto al 3% la trasmissione più che traino è un fardello che l'assemblea di redazione non sembra più voler portare.


Mercante in Fiera: Il Tg2 "scarica" Pino Insegno «Ascolti preoccupanti, è penalizzante»
Mercante in Fiera: Il Tg2 "scarica" Pino Insegno «Ascolti preoccupanti, è penalizzante»

L'accusa

L’assemblea di redazione del Tg2 si è riunita lo scorso lunedì per affrontare diversi problemi, tra cui quelli legati alla grave carenza di organico, e in un documento approvato all'unanimità si legge un attacco, nemmeno troppo velato, alla trasmissione di Pino Insegno "Il mercante in Fiera".

Non si fa mai direttamente il nome di Insegno ma «L’assemblea del Tg2 - si legge - esprime severa preoccupazione per i risultati di ascolto del programma che precede l’edizione delle 20.30, una situazione per noi molto penalizzante. Ricordiamo che proprio il Tg2 e le sue rubriche sono da sempre e stabilmente al di sopra dello share di rete».

L'ipotesi cancellazione del programma, che costa alla rai circa due milioni di euro, è stata seccamente smentita nei giorni scorsi dall'amministratore delegato Roberto Sergio «Sono indignato per la violenza mediatica e preventiva nei confronti di Pino Insegno e del suo programma. Insegno ha una storia professionale di 40 anni, è un professionista serio, che ha accettato una sfida in una programmazione molto complessa. Voglio dare una notizia: il suo programma non viene chiuso».

In attesa di capire se questa protesta avrà qualche effetto Pino Insegno dal 2 gennaio Insegno, salvo cambiamenti dell'ultimo minuto, sarà alla guida de l'Eredità, il game show preserale che fa da traino al TG1 .