giovedì 20 agosto 2026

Antonio Salieri. La salma resti a Vienna. Il compositore l'aveva deciso- come risulta da una sua lettera ( da Corriere della Sera, di Marianna Peluso)

 

Un secolo di litigi sulle spo­glie di Salieri Legnago si ras­se­gna «Restino a Vienna»

Il brac­cio di ferro è andato avanti per più di un secolo, tra richie­ste uffi­ciali, rifiuti vien­nesi, comi­tati, amba­scia­tori, per­sino il mini­stro degli Esteri. Adesso Legnago è pronta alla tre­gua: le spo­glie di Anto­nio Salieri reste­ranno a Vienna. A met­tere la parola fine alla lunga con­tesa è il sin­daco Paolo Lon­ghi, arri­vato alla con­clu­sione che con­ti­nuare a recla­mare i resti del com­po­si­tore nato a Legnago il 18 ago­sto 1750 non abbia più senso. «Credo sia giunto il momento di rinun­ciare a una pra­tica che ormai aveva quasi assunto i toni di una bar­zel­letta. Se per cent’anni ti rispon­dono che la salma non te la danno, insi­stere sem­bra più un gioco delle parti che una cosa effet­ti­va­mente voluta».

Il primo ten­ta­tivo docu­men­tato risale al 1924. «L’allora pode­stà aveva richie­sto a Vienna di poter ria­vere le spo­glie di Salieri - rac­conta il primo cit­ta­dino -. Il com­po­si­tore morì nella capi­tale austriaca il 7 mag­gio 1825 e da allora è rima­sto legato alla città nella quale aveva tra­scorso quasi ses­sant’anni». La prima istanza legna­ghese rimase senza rispo­sta. Da allora il Comune tornò più volte alla carica, senza riu­scire a scal­fire la posi­zione di Vienna: nes­suna aper­tura né sulla tra­sla­zione né sulla gestione della sepol­tura, «ci face­vano capire che della sua tomba si sareb­bero occu­pati loro». E così, ammi­ni­stra­zione dopo ammi­ni­stra­zione, è rima­sta aperta l’idea di tra­sfe­rire i resti nel duomo della città natale. La richie­sta è stata rilan­ciata più volte anche dal comi­tato «Legnago per Salieri», pre­sie­duto da Loretta Paola Gia­co­melli, e dal 2011 dai sin­daci che si sono suc­ce­duti alla guida della città.

Lon­ghi stesso, sol­le­ci­tato dagli appas­sio­nati del com­po­si­tore, ha pre­sen­tato una nuova istanza. Ed è stato l’ultimo ten­ta­tivo, nel 2025, a por­tare la que­stione molto più lon­tano di quanto fosse mai arri­vata: la depu­tata vero­nese di Forza Ita­lia Paola Boscaini ha coin­volto il mini­stro degli Esteri Anto­nio Tajani e nella par­tita è entrato anche l’amba­scia­tore ita­liano in Austria Gio­vanni Pugliese. «Mi ha chia­mato e si è dato molto da fare presso le auto­rità austria­che. Per la prima volta Vienna ha preso la richie­sta più sul serio». Non abba­stanza da otte­nere le spo­glie, ma abba­stanza da cam­biare il clima di un rap­porto rima­sto per decenni piut­to­sto freddo. Nel 2025, per il bicen­te­na­rio della morte di Salieri, il sin­daco Lon­ghi è stato invi­tato alle cele­bra­zioni, rice­vuto a Palazzo Met­ter­nich, sede dell’amba­sciata ita­liana, dove è stata col­lo­cata anche una targa. Dopo­di­ché ha visi­tato la tomba del com­po­si­tore: «Era in stato per­fetto, siste­mata molto bene. E Vienna ha orga­niz­zato un bicen­te­na­rio straor­di­na­rio». Alle cele­bra­zioni ha par­te­ci­pato anche il mae­stro Ric­cardo Muti, cit­ta­dino ono­ra­rio di Legnago.

Poi, il 7 otto­bre, il Tea­tro Salieri ha ospi­tato «Fal­staff ossia Le tre burle», uno degli appun­ta­menti cen­trali dell’anno dedi­cato al com­po­si­tore, e Vienna ha par­te­ci­pato con una pro­pria rap­pre­sen­tanza: «Per la prima volta, un occhio di riguardo per Legnago». È anche alla luce di que­sto nuovo rap­porto che per Lon­ghi la bat­ta­glia per le spo­glie ha perso signi­fi­cato. In più, a raf­for­zare la sua con­vin­zione è stato l’incon­tro con Erne­sto Mon­salve, diret­tore d’orche­stra spa­gnolo e autore della bio­gra­fia «Anto­nio Salieri. L’uomo che non uccise Mozart». «Ha recu­pe­rato la cir­co­stanza per la quale, in una delle sue let­tere, Salieri con­fes­sava che avrebbe voluto essere sepolto a Vienna».

Salieri arrivò a Vienna nel 1766, a sedici anni, orfano di entrambi i geni­tori, al seguito del com­po­si­tore Flo­rian Leo­pold Gass­mann: lì costruì la pro­pria car­riera fino a diven­tare Kapell­mei­ster della corte impe­riale, si sposò ed ebbe sette figli. «A Vienna sono sepolti sua moglie e la sua stirpe. Dal punto di vista sto­rio­gra­fico, delle volontà di Salieri e della vici­nanza con tutto ciò che amava, penso sia più giu­sto che con­ti­nui a ripo­sare lì». Legnago ora si con­cen­tra sulla musica e sulla figura sto­rica del com­po­si­tore, ancora gra­vata dalla leg­genda dell’invi­dioso rivale e assas­sino di Mozart. Lon­ghi aveva già tra­sfor­mato l’osti­na­zione cit­ta­dina per le spo­glie in mate­ria tea­trale: nel dicem­bre 2025 la Com­pa­gnia Poco Sta­bile Mario Crocco, della quale fa parte il primo cit­ta­dino, ha messo in scena «Salieri, il ritorno». «Abbiamo gio­cato pro­prio sulla bra­mo­sia di Legnago di avere i suoi resti. La cosa più impor­tante, in realtà, non è avere una cas­set­tina di ossa, quanto il ricordo e soprat­tutto l’eco eterna della sua musica».

Nessun commento:

Posta un commento