ROVERETO
dal
16 al 20 settembre 2026
VALLAGARINA
dal 29 agosto al 13 settembre
2026
Settenovecento giunge quest’anno a spegnere dieci candeline: si tratta di un momento che segna idealmente la fine dell’“infanzia” della manifestazione, che in questo decennio ha ragionato molto sulla propria collocazione e sulla propria identità. Settenovecento è nato nel 2017 come progetto di rete tra soggetti roveretani in continuità con il prestigioso Festival Internazionale “W.A. Mozart” a Rovereto: dei primi animatori, rimane ancora attivo nell’organizzazione del festival il Centro Internazionale di Studi “Riccardo Zandonai”. Nel corso degli anni, oltre all’entrata dell’Associazione Filarmonica di Rovereto come soggetto capofila e di Coro S. Ilario, Rovereto Wind Orchestra e Associazione Re Minore nella rete dei partner, il festival è riuscito a radicarsi sul territorio coinvolgendo quasi tutti i comuni della Vallagarina e sviluppando una fitta rete di collaborazioni locali e nazionali. Dopo vari esperimenti, la strada intrapresa è quella di una manifestazione capace di presentare i molteplici aspetti della musica “classica” a un pubblico curioso e non necessariamente specialista, animato dalla voglia di scoprire esperienze sonore che vanno dall’orchestra alla musica da camera, affiancando artisti di prestigio alla valorizzazione della professionalità giovanile. Scoprendo giardini, cortili e palazzi di Rovereto, Settenovecento è sempre di più un’occasione per vivere la musica al centro di un ecosistema fatto di relazioni, dialoghi tra le arti e continua scoperta.
Buon 10° compleanno, festival Settenovecento!
I
direttori artistici
Federica Fortunato –
Centro Internazionale di Studi “Riccardo Zandonai”
Klaus
Manfrini – Associazione Filarmonica di Rovereto
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Lasciate le brume dei Mari del Nord dell’edizione 2025, Settenovecento mette ora al centro quel Mediterraneo che da sempre alimenta il nostro immaginario di luce, miti, suggestioni esotiche.
Nel programma diversi stili “classici” si alternano a ritmi e timbri di tradizioni mediorientali: da una parte il mondo iberico e le multiple voci della nostra Penisola, compositori d’oltralpe scesi al Sud per formazione (Händel, Mozart) o per ristoro (Chopin), soggetti teatrali che dal barocco ad oggi evocano scenari di fiaba. Dall’altra tecniche e strumenti della tradizione persiana, echi di quelle maghrebine, mescolanze contemporanee e balzi arditi (i Canti Rocciosi di Sollima tra Sicilia, rock e Dolomiti).
Dialogano i luoghi geografici e quelli della topografia roveretana; dialogano le epoche tenendo fede all’identità originale del festival; dialogano le diverse sponde esaltando le trame che da secoli testimoniano il fascino dell’incontro.
Simbolo di identità e di relazioni ma anche teatro di ferocia millenaria, oltre al baudelairiano “luxe, calme et volupté” il Mediterraneo continua a ricordarci le ferite vive del presente che la sala da concerto, nella cura delle emozioni e della bellezza, non vuole nascondere o dimenticare.
Storie di cornice – la musica classica come nessuno te l’ha mai raccontata, a cura dello scrittore e conduttore radiofonico Luca Ciammarughi, costituirà una cornice narrativa creata ad hoc che accompagnerà il pubblico nelle diverse tappe del viaggio musicale proposto, in modo che tutto il Festival abbia una drammaturgia coerente, attrattiva e amichevole nei confronti delle diverse tipologie di ascoltatori.
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