Renzi, basta con gli indugi, con la correttezza formale ed il rispetto istituzionale. Scrivo a te nel modo che sento, senza pudore. Oggi il TG3 ha mandato in onda un servizio in cui si vedeva un giovane italiano, di Empoli, non lontano da casa tua - perciò apri gli occhi e le orecchie - alla stazione ferroviaria, impossibilitato a salire su un treno, perchè costretto da quando era piccolo a muoversi in carrozzella. Hai capito, Renzi? In quella stazione, a due passi da casa tua, non c'è il marchingegno che permette ad una persona costretto in carrozzella a prendere un treno. Hai capito, sì?
E allora che aspetti, tu che parli sempre dell'Europa dei cittadini? Un cittadino con tali problemi in Germania è giustamente assistito ed accudito dallo Stato; nell' Italia, che tu ora governi, no.
E allora, manda a fare in culo Grasso e la Boldrini e tutta la Corte Costituzionale e quella dei Conti e le cosiddette Autorità che noi conosciamo prevalentemente per i privilegi che si sono attribuiti nel tempo, fottendosene dei cittadini. Se la Boldrini - ma lo stesso vale per Grasso e per tutti gli altri - ritiene che il suo compenso netto mensile di 12.000 Euro non sia sufficiente per soddisfare le sue esigenze, consigliale di trovarsi un secondo lavoro per arrotondare. E ciò vale anche per i giudici costituzionali e per quelli della Corte dei Conti, alcuni dei quali hanno fatto affari con Mazzacurati, all'ombra del Mose.
In un paese che non ha i soldi per mettere in sicurezza le scuole, che non ha ospedali efficienti, che costringe i più deboli ad ulteriori sacrifici, che mette in fila gli anziani anche quando devono pagare, beh questo paese non è il paese dei cittadini. Allora con un decreto manda a fare in culo tutti quelli che godono di privilegi, immeritati, e con quei soldi rendi tutti i cittadini uguali. E le macchine blu, vendile tutte, che sono le 50-60 che hai messo all'asta ? Mezzi e benzina devono averli le forze dell'ordine, i vigili del fuoco , le ambulanze, i mezzi di trasporto dei disabili, non le belle signorine con i tacchi alti che frequentano il parlamento o il consiglio dei ministri; o i parlamentari che possono ancora muovere il culo, visto che non muovono la testa... A quel padre della patria che si chiama Calderoli, vogliamo dare anche macchina e segretaria? Ma scherziamo? Lui deve pagare tutti quelli che l'hanno votato, commettendo un errore che, in un paese civile, verrebbe punito con la pena capitale. E a Casini, tanto per pescare un altro caso nel mucchio, possiamo ancora dare ufficio e segreteria oltre ad altri privilegi solo perhcè una tragica debolezza degli elettori parlamentari l'ha eletto presidente per qualche anno. Finchè ci saranno ingiustizie, non ci potranno essere privilegi. Perciò tagliali tutti, e sana le ingiustizie, senza pietà, con determinazione e presto.
Renzi se c'hai le palle questo è il momento di tirarle fuori. E, se ci tieni, accusami pure di oltraggio all'autorità. Non m'importa, se alla fine i gravissimi problemi segnalati verranno risolti.
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sabato 12 luglio 2014
giovedì 12 giugno 2014
Alti compensi come garanzia di indipendenza
Caro Nordio e capi della Procura veneziana, è inutile che indaghiate Galan e gli altri della nobile compagnia del 'Mose'; nessuno di loro da Mazzacurati in giù ha mai acconsentito a richieste di qualunque genere e di qualunque provenienza che non fosse regolare e moralisima, perché la ragione dei loro alti (altissimi, giganteschi, forse spropositati) compensi, garantisce della loro impermeabilità a qualunque tentativo di irregolarità, nella fattispecie: mazzette e ruberie.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
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giovedì 5 giugno 2014
Giancarlo Galan indagato. Doge Galàn, doge Galàn, Aleppe
L'ha promesso al Cavaliere, più navigato di lui, nella navigazione in palude; gli ha promesso che tutto si chiarirà. Chi? Galàn. Galàn, chi?
Galàn, presidente della 'Commissione cultura' del Senato. E giù la prima risata.
Galàn chiamato da Silvio a costituire un cartello di nomi in grado di dare lustro e rilevanza culturale a Forza Italia. Giù la seconda risata. Per intenderci, Galàn cacciatore di cervelli ed intellettuali.
Galàn ministro dell'agricoltura, e poi ministro della cultura, dalle stalle ( più redditizie) alle stelle ( più oziose), protettore di quel bibliofilo che stava pian piano svuotando gli scaffali della Girolamini di Napoli- glielo aveva raccomandato Dell'Utri. Lo stesso Galàn che s'era fatto sentire a proposito del Festival del Cinema di Roma: perchè due festival concorrenti e così vicini? togliamo quello di Roma; no questo teniamolo, via l'altro, sul quale non contava più nulla, da quando non era più governatore del Veneto. Al ministero c'è rimasto abbastanza poco per altri exploit. Della cultura non poteva occuparsi a tempo pieno, quel ministero non era alla sua altezza e, perciò, ha ripiegato, anzi continuato, sul fronte 'mazzette', più impegnativo, sì, ma anche più rediditizio: ogni giorno ha dovuto ricordare ai suoi benefattori/beneficiari che lui, non più governatore, era ncora ministro, e perciò ancora influente. E siamo alla terza di risata, la più sonora.
Nella storia della disgrazia di Galàn, oltre la solita segretaria infedele - che s'è associata con quella di Scaiola per una futura fondazione, senza scopo di lucro, per consolare politici in galera - c'è anche l'antica passione degli italiani per la casa. Lui ne ha comprata una in Veneto, nella campagna padovana, una villetta malmessa, poco più di un rudere con i soldi della liquidazione di Publitalia, 900 milioni di lire - Galàn era un dipendente di Berlusconi, a tutti gli effetti, da dirigente Publitalia ed anche, di conseguenza, da senatore, governatore e ministro - e che lui, domenica dopo domenica, in anni e anni, smessi i panni del governatore, senatore e ministro e vestiti quelli del muratore, imbianchino, elettricista, idraulico, giardiniere ha rimesso a nuovo, comprando tutti i materiali dal Consorzio Venezia, per il cui acquisto aveva contratto un mutuo con Mazzacurati, di oltre 1,5 milioni di Euro, che sta ancora pagando con qualche soldo che nelle vacanze si guadagnava, andando a fare il guardiano notturno del Mose, e badando che nessun altro ladrone si avvicinasse alle dighe mobili per rubare acciaio.
Ora, per questo lavoro, ma solo per questo, dovranno trovare un altro guardiano notturno, perchè lui le notti, prossimamente, potrebbe passarle altrove.
Doge Galàn, questo è solo l'inizio.
Galàn, presidente della 'Commissione cultura' del Senato. E giù la prima risata.
Galàn chiamato da Silvio a costituire un cartello di nomi in grado di dare lustro e rilevanza culturale a Forza Italia. Giù la seconda risata. Per intenderci, Galàn cacciatore di cervelli ed intellettuali.
Galàn ministro dell'agricoltura, e poi ministro della cultura, dalle stalle ( più redditizie) alle stelle ( più oziose), protettore di quel bibliofilo che stava pian piano svuotando gli scaffali della Girolamini di Napoli- glielo aveva raccomandato Dell'Utri. Lo stesso Galàn che s'era fatto sentire a proposito del Festival del Cinema di Roma: perchè due festival concorrenti e così vicini? togliamo quello di Roma; no questo teniamolo, via l'altro, sul quale non contava più nulla, da quando non era più governatore del Veneto. Al ministero c'è rimasto abbastanza poco per altri exploit. Della cultura non poteva occuparsi a tempo pieno, quel ministero non era alla sua altezza e, perciò, ha ripiegato, anzi continuato, sul fronte 'mazzette', più impegnativo, sì, ma anche più rediditizio: ogni giorno ha dovuto ricordare ai suoi benefattori/beneficiari che lui, non più governatore, era ncora ministro, e perciò ancora influente. E siamo alla terza di risata, la più sonora.
Nella storia della disgrazia di Galàn, oltre la solita segretaria infedele - che s'è associata con quella di Scaiola per una futura fondazione, senza scopo di lucro, per consolare politici in galera - c'è anche l'antica passione degli italiani per la casa. Lui ne ha comprata una in Veneto, nella campagna padovana, una villetta malmessa, poco più di un rudere con i soldi della liquidazione di Publitalia, 900 milioni di lire - Galàn era un dipendente di Berlusconi, a tutti gli effetti, da dirigente Publitalia ed anche, di conseguenza, da senatore, governatore e ministro - e che lui, domenica dopo domenica, in anni e anni, smessi i panni del governatore, senatore e ministro e vestiti quelli del muratore, imbianchino, elettricista, idraulico, giardiniere ha rimesso a nuovo, comprando tutti i materiali dal Consorzio Venezia, per il cui acquisto aveva contratto un mutuo con Mazzacurati, di oltre 1,5 milioni di Euro, che sta ancora pagando con qualche soldo che nelle vacanze si guadagnava, andando a fare il guardiano notturno del Mose, e badando che nessun altro ladrone si avvicinasse alle dighe mobili per rubare acciaio.
Ora, per questo lavoro, ma solo per questo, dovranno trovare un altro guardiano notturno, perchè lui le notti, prossimamente, potrebbe passarle altrove.
Doge Galàn, questo è solo l'inizio.
sabato 15 marzo 2014
Letto sulla stampa. Varie ed eventuali
Sorrentino civis romanus. Due notissimi consiglieri del Comune di Roma, ambedue Nobel: uno per la scienza e l'altro per la buona amministrazione si sono opposti alla cittadinanza onoraria a Sorrentino, fresco di Oscar. Troppo. Niente è troppo. Sorrentino, che ha risposto con garbo ai due Nobel ( Ghera e Pomarici; se non andiamo errati sono questi i loro nomi, vinsero il Nobel alcuni anni fa e ce l'hanno con Sorrentino perchè a loro il sindaco dell'epoca non offrì uguale onore) è stato difeso anche da Marino - ovvio! anche se si tratta del peggior sindaco della Capitale - e da Carlo Verdone.
Myrta Merlino e i superburocrati. Che aria tira a'La 7' , nella trasmissione condotta da Myrta Merlino, perchè non si occupi degli stipendi - ESAGERATI e IMMERITATI - dei superburocrati? Forse che ve n'è qualcuno di sua conoscenza, o addirittura ne ha uno in famiglia?
Mazzacurati vergogna. Mazzacurati ha ricevuto, l'ha ricevuto già, una buonuscita dal 'Consorzio Venezia' ( quello che si occupa del Mose) di 7 milioni di Euro. Non fa nulla che sia indagato per l'allegra gestione dei fondi pubblici relativi a tale progetto e per le consulenze non proprio necessarie e neanche pulitissime. Ora è indagato, ma comunque sarà meno triste con quella buonuscita. Renzi e Cottarelli verranno a dirci che si tratta di diritti acquisiti. Acquisiti un cazzo!
Ci metto la faccia. Espressione assai in voga in Italia negli ultimi anni, no, mesi, forse solo settimane. Serve a spiegare che se uno ci mette la faccia, quella sua faccia la mette perchè sa quello che fa. Ma - domanda impertinente- se quella faccia che lui ci mette è una faccia di culo...
H 24.Proibito. Lo dicono tutti, da Renzi alla Boschi, ma andrebbe vietata tale locuzione, inserendone il divieto nel prossimo 'Patto di instabilità' italiano. Vogliono darci ad intendere che loro lavorano '24 ore su 24', tale è il senso di quella espressione abbreviata. Il paese si augura che dormino qualche ora la notte, altrimenti finiranno per dormire 'H24', come sembrano talora fare in barba alle dichiarazioni pubbliche.
Sconosciuti. Mai titolo fu più inappropriato di quello dato da Simona Ercolani alla sua trasmissione su Rai Tre. Si raccontano vite di gente comune al limite dell'eroismo, qualche volta addirittura toccano il sublime della normalità. Mentre in tante trasmissioni concorrenti, sfila quotidianamente gente nota che dice solo idiozie e che non ha nulla da raccontare, semplicemente perchè nulla ha fatto nella vita; ed il solo suo accesso alla notorietà deriva dall'essere figlia di.. amante di... escort con...
Berlusconi si candida. Alle prossime Europee, a maggio, Silvio berlusconi si candida come capolista in tutti i distretti circondariali, compresa Regina Coeli e San Vittore. E i santi non gliene vogliano. Silvio ha deciso di comportarsi come qualunque cittadino, in ossequio alla giustizia. Benchè ingiusta, vero Silvio?
Lavoriamo per il bene del paese. Lo dicono tanti, forse troppi. Ci vengono in mente Brunetta, Gelmini... ed ogni volta fatichiamo a nascondere una sonora risata. Voi vi immaginate - Brunetta certo si dà da fare e si vede - la Gelmini che si dà da fare per il bene del Paese? Noi la sentiamo solo parlare, e quasi esclusivamente in difesa del 'presidente Berlusconi'. Ma forse i compiti (il lavoro al quale accenna sempre) li fa a casa.
Boschi la bella. ( agginta domenica 16 marzo).Si continua a parlare della ministra Boschi che continua a far discutere per la sua avvenenza oltre che per la sua giovine età. Si sente ripetere che se non fosse stata bella non ne avrebbero parlato, perchè non c'è nulla altro da dire di lei. E, del resto non si tace della Bindi, e anche della Finocchiaro, per quanto bella signora, quest'ultima? Le due, per vendetta, onde far parlare di sé, si mettono di traverso sulla strada di Renzi. Bene,brave.
Noi continueremo a parlare della Boschi, perchè temiamo che non sia all'altezza del compito: l'unica cosa che ci interessa oltre il suo visino grazioso. Permetteteci di difenderla dagli attacchi del prof. Ricolfi. Il quale ha fatto la parte del professore che vuole a tutti i costi bocciare una studentessa - troppo facile, prof - e lei, nel tentativo di difendersi, mostrare il suo lato 'secchione' di studentessa bravina, non sufficiente per fare la ministra.
Myrta Merlino e i superburocrati. Che aria tira a'La 7' , nella trasmissione condotta da Myrta Merlino, perchè non si occupi degli stipendi - ESAGERATI e IMMERITATI - dei superburocrati? Forse che ve n'è qualcuno di sua conoscenza, o addirittura ne ha uno in famiglia?
Mazzacurati vergogna. Mazzacurati ha ricevuto, l'ha ricevuto già, una buonuscita dal 'Consorzio Venezia' ( quello che si occupa del Mose) di 7 milioni di Euro. Non fa nulla che sia indagato per l'allegra gestione dei fondi pubblici relativi a tale progetto e per le consulenze non proprio necessarie e neanche pulitissime. Ora è indagato, ma comunque sarà meno triste con quella buonuscita. Renzi e Cottarelli verranno a dirci che si tratta di diritti acquisiti. Acquisiti un cazzo!
Ci metto la faccia. Espressione assai in voga in Italia negli ultimi anni, no, mesi, forse solo settimane. Serve a spiegare che se uno ci mette la faccia, quella sua faccia la mette perchè sa quello che fa. Ma - domanda impertinente- se quella faccia che lui ci mette è una faccia di culo...
H 24.Proibito. Lo dicono tutti, da Renzi alla Boschi, ma andrebbe vietata tale locuzione, inserendone il divieto nel prossimo 'Patto di instabilità' italiano. Vogliono darci ad intendere che loro lavorano '24 ore su 24', tale è il senso di quella espressione abbreviata. Il paese si augura che dormino qualche ora la notte, altrimenti finiranno per dormire 'H24', come sembrano talora fare in barba alle dichiarazioni pubbliche.
Sconosciuti. Mai titolo fu più inappropriato di quello dato da Simona Ercolani alla sua trasmissione su Rai Tre. Si raccontano vite di gente comune al limite dell'eroismo, qualche volta addirittura toccano il sublime della normalità. Mentre in tante trasmissioni concorrenti, sfila quotidianamente gente nota che dice solo idiozie e che non ha nulla da raccontare, semplicemente perchè nulla ha fatto nella vita; ed il solo suo accesso alla notorietà deriva dall'essere figlia di.. amante di... escort con...
Berlusconi si candida. Alle prossime Europee, a maggio, Silvio berlusconi si candida come capolista in tutti i distretti circondariali, compresa Regina Coeli e San Vittore. E i santi non gliene vogliano. Silvio ha deciso di comportarsi come qualunque cittadino, in ossequio alla giustizia. Benchè ingiusta, vero Silvio?
Lavoriamo per il bene del paese. Lo dicono tanti, forse troppi. Ci vengono in mente Brunetta, Gelmini... ed ogni volta fatichiamo a nascondere una sonora risata. Voi vi immaginate - Brunetta certo si dà da fare e si vede - la Gelmini che si dà da fare per il bene del Paese? Noi la sentiamo solo parlare, e quasi esclusivamente in difesa del 'presidente Berlusconi'. Ma forse i compiti (il lavoro al quale accenna sempre) li fa a casa.
Boschi la bella. ( agginta domenica 16 marzo).Si continua a parlare della ministra Boschi che continua a far discutere per la sua avvenenza oltre che per la sua giovine età. Si sente ripetere che se non fosse stata bella non ne avrebbero parlato, perchè non c'è nulla altro da dire di lei. E, del resto non si tace della Bindi, e anche della Finocchiaro, per quanto bella signora, quest'ultima? Le due, per vendetta, onde far parlare di sé, si mettono di traverso sulla strada di Renzi. Bene,brave.
Noi continueremo a parlare della Boschi, perchè temiamo che non sia all'altezza del compito: l'unica cosa che ci interessa oltre il suo visino grazioso. Permetteteci di difenderla dagli attacchi del prof. Ricolfi. Il quale ha fatto la parte del professore che vuole a tutti i costi bocciare una studentessa - troppo facile, prof - e lei, nel tentativo di difendersi, mostrare il suo lato 'secchione' di studentessa bravina, non sufficiente per fare la ministra.
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