venerdì 21 agosto 2026

Ma siamo in Italia o in America? La strana richiesta di un ospedale pugliese alla famiglia americana che ha ricoverato una bambina ( Open.online, di Olga Colombano)

 


Erano in vacanza in Puglia quando la figlia di una coppia di turisti americani ha iniziato a non sentirsi bene. Preoccupati, i genitori l’hanno portata all‘ospedale di Monopoli-Fasano, dove la bambina è stata sottoposta ad alcuni controlli e ha trascorso una notte. Il mattino dopo, visto che stava bene, ed è stata dimessa. È dopo qualche ora che i genitori ricevono una chiamata in cui viene comunicato loro un conto di circa 1.700 euro. Il racconto della famiglia ha sollevato subito i dubbi dei sindacati dei medici che sono intervenuti per difendere la famiglia.

La bambina portata in ospedale per qualche linea di febbre

Era il 10 agosto quando la bambina si è svegliata con qualche linea di febbre. Il padre, preoccupato, decide di portarla al Pronto soccorso per un controllo. Come raccontano i genitori al Corriere della Sera, in ospedale i medici le hanno fatto gli esami del sangue e delle urine e hanno deciso di tenerla sotto osservazione per una notte. La mattina dopo la bambina stava bene e i genitori sono andati a riprenderla per portarla in albergo con loro.

Una richiesta di pagamento per telefono

La sorpresa è arrivata poche ore dopo la dimissione quando i genitori sono stati contattati per telefono e informati del fatto che avrebbero dovuto pagare circa 1.700 euro per l’assistenza ospedaliera. Una richiesta che inizialmente ha insospettito la famiglia, «Chiedere soldi per telefono ci è sembrato un fatto irrituale. Poteva trattarsi anche di una truffa», hanno raccontato. I genitori hanno quindi chiesto di ricevere la fattura via e-mail e il documento ha confermato l’importo di 1.662 euro.

I dubbi sulla richiesta: «Errori evidenti»

La vicenda ha subito suscitato le critiche di alcuni rappresentanti dei medici pugliesi, che hanno messo in dubbio soprattutto il modo in cui è stata calcolata la cifra. Antonio Mazzarella, responsabile del Dipartimento Politiche per la salute della Cgil pugliese, ha parlato di «errori evidenti» nelle indicazioni inserite nella piattaforma informatica Edotto, che hanno portato all’emissione di una fattura sbagliata. «Non so se per inesperienza o a sciatteria di qualcuno. Sembra una vicenda a metà tra un tentativo di truffa e di mala amministrazione», aggiunge Mazzarella.

Dubbi simili sono stati espressi da Stefano Andreasciani, consigliere regionale di Anaao Assomed, secondo cui i problemi potrebbero dipendere proprio dai sistemi informatici utilizzati. «Abbiamo ribadito al presidente della Regione, Antonio Decaro, e all’assessore Donato Pentassuglia che i nostri sistemi informatici non funzionano. Usando un eufemismo, direi che fanno piangere» ha aggiunto.

La spiegazione dell’Asl pugliese

L’ospedale ha però difeso la richiesta spiegando che la bambina risiede all’estero e quindi non è iscritta al Servizio sanitario nazionale. La cifra, ha spiegato l’ospedale, è stata quindi calcolata «applicando quanto previsto per la contabilizzazione delle prestazioni sanitarie erogate a favore dei pazienti stranieri». In più l’ospedale rassiucra che non si tratta di una truffa perché i prezzi sono elaborati automaticamente proprio dal sistema informativo Edotto.

'Mona who?' nei souvenir del Museo del Louvre. Ironia (veneta) social ( da Open.online, di Ygnazia Cigna)

 


mona who ironia louvre

«Mona Who?». Questa volta non è un insulto in dialetto veneto, ma l’ultima trovata nelle sale del Louvre. Il celebre museo parigino ha lanciato una nuova linea di merchandising firmata dall’artista e fotografo francese Thomas Lélu, pensata per giocare con la figura iconica di Mona Lisa. Tra magliette e borse campeggiano frasi ironiche e giochi di parole in inglese, come il romantico «All you need is Louvre» o lo spiazzante «Mona Who?».

Cosa vuol dire in dialetto veneto

Ma se a Parigi l’espressione vuole essere soltanto un rimando alla Gioconda, in Italia, e in particolare in Veneto, il senso della frase cambia radicalmente. Per il pubblico locale, infatti, la parola «mona» è un pilastro assoluto del dialetto, termine estremamente versatile che può indicare una persona molto sciocca o ingenua, ma che assume mille sfumature diverse a seconda del contesto e dei modi di dire. L’involontario doppio senso ha trasformato all’istante lo slogan internazionale in un comico malinteso culturale, dove la compostezza del museo più famoso del mondo si scontra con la verve della parlata veneta.

L’ironia social

L’effetto sui social è stato immediato. C’è chi ha già proclamato la t-shirt come «il souvenir preferito dai veneti» e chi scommette che andrà presto sold out tra Venezia e provincia. Quello che per i curatori francesi era solo un innocuo gioco di parole sulla Mona Lisa è diventato così, per i veneti, un’occasione imperdibile e irripetibile per comprarsi una «mona» al museo più famoso del mondo.

Venezia. Mostra del Cinema 2026, dal 2 al 12 settembre. Tutto quello che c'è da sapere ( da Quotidiano Nazionale magazine)

 


Venezia si prepara a riaccendere i riflettori sul grande schermo. Le luci della Mostra torneranno ad accendersi sul Lido dal 2 settembre, dando il via a un’edizione destinata a proseguire fino al 12. Al timone della selezione resta Alberto Barbera, mentre la Biennale è guidata da Pietrangelo Buttafuoco.

Il Lido vivrà undici giorni all’insegna di proiezioni attese, grandi nomi e opere d’autore. Il sipario si alzerà con Ink, la nuova pellicola di Danny Boyle, mentre sarà Dio ride di Giovanni Veronesi, fuori gara e con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, a chiudere il programma della Mostra.

Dakota Johnson, Robert Pattinson e Al Pacino
Dakota Johnson, Robert Pattinson e Al Pacino

La corsa al Leone d'Oro

La competizione ufficiale di questa edizione accende i riflettori su venti titoli di altissimo profilo che uniscono grandi autori internazionali e sguardi originali. Tra i titoli più attesi in gara figurano Company di Casey Affleck, l'opera iraniana Kami Nour di Ali Asgari e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis. Lo schermo si accende poi con il cinema europeo di Stéphane Brizé (Un Bon Petit Soldat), May el-Toukhy, Werner Herzog e i titoli più mastodontici come il kolossal DAU di Ilya Khrzhanovsky e il lavoro di Cédric Kahn.



Non mancano i grandi nomi d'autore come Hirokazu Kore-eda (Look Back), Lee Chang-dong, Martin McDonagh (Wild Horse Nine), il ritorno dietro e davanti la macchina da presa di Nanni Moretti con Succederà questa notte, e le incursioni pop e d'autore di Lance Oppenheim, Andrea Pallaoro, Nicolas Pariser, Paolo Strippoli, Shinya Tsukamoto e il ricchissimo cast stellare di Bunker firmato da Florian Zeller.

Una scena del film Succederà questa notte
Una scena del film Succederà questa notte

Il cinema italiano oltre la vetrina

La vitalità del cinema italiano non brilla solo in apertura e chiusura, ma illumina ogni sezione del festival. Nella sezione Venezia Spotlight spicca Serpenti con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Pietro Castellitto, affiancato da Hombre al Agua con Gael García Bernal. La sezione Orizzonti schiera titoli di forte impatto come La città dei vivi con Valerio Mastandrea, Una storia diretta e interpretata da Anna Foglietta insieme ad Alba Rohrwacher, e I figli della scimmia con Riccardo Scamarcio, oltre al cortometraggio Paper Plane con Saoirse Ronan. Completano il quadro la sezione delle Giornate degli Autori con Agata the Writer e Mare Mosso, e le Notti Veneziane che accolgono Scarpe rotte con Barbara Ronchi.



Le grandi star sul red carpet

Il red carpet del Lido si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove le leggende di Hollywood e i grandi volti della musica internazionale sfilano sotto i flash dei fotografi. A calcare la passerella lagunare arrivano icone del calibro di Russell Crowe, i fratelli Liam e Noel Gallagher pronti a infiammare l'atmosfera con il loro documentario, e pesi massimi della recitazione come John Malkovich, Sam Rockwell e Steve Buscemi. L'energia sale con l'arrivo del cast stellare di Ink, guidato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, accanto a presenze magnetico-pop come Dakota Johnson, Robert Pattinson, Alicia Vikander e Susan Sarandon.

Una scena del film Succederà questa notte
Una scena del film Succederà questa notte

Non mancano i mostri sacri del cinema d'autore e internazionale come Al Pacino, Kiefer Sutherland, Sofia Boutella e Taika Waititi, pronti a mescolarsi alla nutrita e applaudita delegazione di casa nostra — da Alessandro Borghi a Valeria Golino, passando per Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Toni Servillo, Serena Rossi, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Marinelli e Nanni Moretti — in un vortice di incontri ravvicinati con il pubblico e la stampa.

Succederà Questa Notte di Nanni Moretti in concorso a Venezia
Nanni Moretti torna alla Mostra di Venezia con un film in concorso

I Leoni d'Oro alla carriera

I massimi riconoscimenti alla carriera di questa edizione celebrano due vere e proprie icone del cinema mondiale: George Clooney ed Ellen Burstyn. L'attore e regista americano riceve il premio per un percorso artistico totale che lo ha visto imporsi come volto simbolo di Hollywood, autore di successo e produttore coraggioso. L'amata attrice statunitense viene invece omaggiata per una monumentale carriera che supera i cinquant'anni e vanta oltre centocinquanta interpretazioni al fianco dei più grandi maestri della storia della settima arte. Il tributo a Burstyn è arricchito da una proiezione d'eccezione: il cortometraggio Flesh Impact diretto da Maggie Gyllenhaal per il centenario di Marilyn Monroe, che vede la diva interpretata da Dakota Johnson e affiancata proprio dalla stessa Burstyn.



Informazioni utili e biglietti

Vivere l'atmosfera della Mostra da vicino richiede di organizzarsi per tempo scegliendo tra biglietti singoli, abbonamenti e accrediti ufficiali. La vendita dei biglietti per il pubblico si svolge interamente online attraverso i canali ufficiali della Biennale di Venezia, che per l'edizione 2026 prevede tariffe agevolate e riduzioni speciali dedicate ai giovani under 26, agli spettatori over 60 e ai titolari della Biennale Card 2026.