Il presidente del Consiglio che già ci ha regalato un CDA Rai di basso, bassissimo profilo, di quarta serie per esser chiari, ora ci prova anche con la presidenza RAI, proponendo qualcuno del suo già 'giglio magico', come De Siervo - ex presidente della Consulta, che ha già un figlio in RAI, a capo di RAI.Com, ed una figlia sistemata in Toscana; ambedue evidentemente non bastavano a Renzi che vuole sempre in ogni caso strafare - il cui nome si fa in queste ore di trepidante attesa dei nominati estratti dal cilindro magico del premier.
Ma la tragedia non finisce con De Siervo, che anzi sarebbe il nome più prestigioso e non sarebbe il primo ad esser passato dalla Consulta ( ricordate Baldassarri?), si fanno anche i nomi di quattro o cinque femmine, perchè alle nomine di genere il presidente Renzi tiene molto, augurandosi che la fortuna lo faccia imbattere in un 'altra come la Boschi, Maria Elena naturalmente, il suo asso nella manica, l'unica femmina, oltre due o tre maschi, che contano nel suo governo. E che valgono.
Circolano i nomi della Palombelli, gradita a Berlusca, signora Rutelli, dipendente Mediaset - vogliamo per una volta essere seri? lasciatela dove sta che qualche medaglia e non pochi soldi lì se li guadagna - della Mansi, già al MPS, dove ha lasciato il posto a Profumo, una brava amministratrice che naturalmente cosa sia la televisione non lo sa. Ma qualcuno potrebbe dire che anche Gubitosi, che pure è stato il migliore direttore generale degli ultimi anni non veniva dalla televisione. Si fa anche il nome di Caterina Caselli - a capo della Sugar, anzi proprietaria, il cui figlio, Filippo (non si chiama Filippo?) è il nuovo presidente SIAE; la mammina presidente potrebbe avere da lui qualche sconto sui diritti, o viceversa: il presidente SIAE dalla mammina presidente si potrebbe far pagare prima e meglio: E , infine la Maggioni. Il solito nome della solita giornalista che nonostante la sua ormai lunga carriera di direttore di RAI News 24, ha fatto solo l'intervista ad Assad, il macellaio siriano, e poi si è autoeclissata facendo un notiziario peggiore di quello di Sky Tg 24 che ha molte meno forze del suo; e della quale almeno noi, salvo che per alcune voci, non sappiamo chi la protegga, chi l'abbia fatta salire così in alto e chi voglia ora farla salire ancora di più. Certe carriere fondate sulle sabbie mobili devono far riflettere, perchè indicare per i vertici una persona professionalmente non così accreditata è un rischio abbastanza grosso, che il premier Renzi vuole comunque correre.
Si dirà che attualmente al suo posto c'è la Tarantola. Sì, vero, ma la signora era ai vertici di Bankitalia, senza spinte politiche. E' chiaro il discorso?
Ai vertici di una azienda come la RAI- e per vertici si intendono sia il CDA che presidenza e direzione generale, ma sarebbe logico includervi anche i direttori di rete e dei telegiornali- devono mettersi persone innanzitutto competenti e di altissima professionalità (ai vertici delle rispettive professioni, per dirla tutta) anche se non proprio nella materia televisiva, mentre i nomi dei candidati di cui si dice non hanno certo queste caratteristiche. Per non parlare dei componenti il CDA, che nelle rispettive professioni certamente non brillano, e brillano semmai nel servilismo al potente di turno, dalla cui corte i più provengono e sono ora dal principe proposti per la promozione pubblica.
Evidentemente la lezione certamente non gloriosa della presidente leghista della Camera Pivetti, meglio la sorella come attrice, che poi s'è data a mille altre professioni ( mantenendo, prima delle generali proteste, alcuni privilegi del suo passaggio dal Parlamento) non ha insegnato nulla. Vogliamo proseguire , il premier Renzi vuole proseguire su questa strada?
Sì, Renzi ha voluto osare, forzare: Monica Maggioni presidente, gradita anche a Berlusconi. E perciò una delle scelte peggiori. Sarebbe questa la carta segreta. certo era una carta impensabile. Ma ora si sa che, presidenza compresa, il nuovo vertice della RAI è tutto di basso profilo. Ora posso sperare anch'io che mi facciano papa al prossimo conclave, sempre che lo spirito si distragga, spirando da un'altra parte.
Come il buon senso pare abbia fatto nei riguardi di Renzi, stando a queste ultimissime notizie.
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mercoledì 5 agosto 2015
Presidenza RAI. Si fanno i nomi di De Siervo, Mansi, ma anche delle Caselli, Maggioni, Palombelli... è uno scherzo? NO, Maggioni presidente per Renzi
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lunedì 18 maggio 2015
Maledetti vitalizi di cui i maestri del pensiero beneficiari non parlano mai.
In queste ultime settimane dei famigerati vitalizi di uomini politici a tutti i livelli si è spesso parlato. perchè innanzitutto dopo anni di discussione si è riusciti a toglierli a qualche decina di ex politici condannati per reati particolari. Poi anche perché il TAR del Lazio ha dato torto ai consiglieri regionali che gli si erano appellati a seguito delle decisioni della giunta Zingaretti di dare una stretta alla loro elargizione ed ai tempi della medesima. Infine, perchè il Presidente della Repubblica, con suo decreto, ha tagliato stipendi e cumuli per tutti i dipendenti del Quirinale, compreso il suo.
Dunque se si vuole gli organi costituzionali come se li sono accaparrati (rubati) tanti privilegi possono anche toglierseli e restituire il mal tolto. e non solo per il futuro, ma cominciando dal presente ed andando anche al passato, andando a toccare i beneficiari, alcuni - forse troppi- insospettabili. E che, sebbene parlino ogni giorno su tutto e tutti, taluni scrivendo sui giornali e pontificando anche sul pontefice, altri in tv interpellati perfino sul colore della m... l'argomento vitalizio del quale beneficiano solo perchè sono stati in Parlamento per una sola legislatura, nel secolo scorso, continuano a percepire il vitalizio che loro schifano al punto che uno di tali maestri, Cacciari, interpellato da 'Libero' che sta dando addosso agli altri, ha risposto nella nobile lingua di Dante: che cazzo me ne frega a me del vitalizio. Che comunque riceve.(Se cominciassero a rinunciarvi loro e ad invitare gli altri a fare altrettanto, saremmo già a buon punto. Ma loro non lo faranno mai, questi profeti moderni).
Fra i casi più eclatanti quello di Eugenio Scalfari, ricchisimo giornalista, fondatore di Repubblica, ma prima anche direttore ecc... ecc... oggi patriarca riconosciuto del giornalismo italiano, anche per la veneranda età, che forse da più di quarant'anni percepisce il suo vitalizio, avendo accumulato una somma che supera di gran lunga i versamenti fatti nel corso del suo mandato parlamentare, poco più di 60.000 Euro, e che fino ad oggi ha ricevuto oltre 1.200.000 Euro.
Dunque anche Scalfari, il ricco e potente giornalista, da quarant'anni lo mantiene in parte la comunità di cittadini. Non ha mai pensato barbapapà che sarebbe stato morale rinunciarvi? Lui forse obietterà che da quel vitalizio ha tirato fuori per anni la paghetta per le sue due figliole, prima che le sistemasse, una al telegiornale di mitraglietta e l'altra alla agenzia fotografica che lavorava anche per il suo giornale. Ma basta?
No, ma lui su questo argomento non vuole sentire ragioni. Perchè dovrebbe rinunciarvi? Già perchè dovrebbe? Solo perchè è un furto. E che rubino in tanti non giustifica nessuno. Non lo fa neppure oggi dietro la spinta di tanti cittadini che ritenendosi dei benestantti, a causa della loro pensione che supera, al netto, i 2000 Euro, hanno dichiarato, anche sulla sua 'Repubblica' che rinunciano, per il BENE del PAESE, alla rivalutazione sancita dalla Consulta che sta mettendo in ginocchio il paese, come vogliono gli amici di Berlusca e Salvini ed anche Grillo, per i quali se si va tutti a fondo non importa, perchè servirà a prendere il potere per Grillo e Salvini, o per tornarci al potere, nel caso di Berlusconi, che ancora ci pensa e nel frattempo manda avanti il suo capetto veneziano con casa anche in riviera amalfitana e altrove, Brunetta.
I quali tutti si sbracciano dicendo che stanno svolgendo un compito importante per il paese e che per questo vengono ora ed in eterno compensati e vitalizzati. Non è che il ruolo o compito più importante lo stanno svolgendo per loro stessi, per i loro interessi?
Fa un certo effetto vedere in tv, quasi ogni giorno, parlamentari o consiglieri regionali o sindaci, di ambo i sessi, che hanno subito vistosissime trasformazioni anche esterior i- vestono tutti griffati - da burini quali erano ai primi tempi. Ci hanno colpito in passato i gemelli ai polsi di Fiorito, o le 'mise', ogni giorno diverse e sempre più di qualità delle varie Polverini o Gelmini, tanto per citarne due che non ci vanno per nulla a genio, che prima delle loro carriere politiche sembravano, per come vestivano, delle poverette ed ora vogliono far vedere a tutti come si diventa, con i soldi pubblici, dei signori o delle signore.
Dunque se si vuole gli organi costituzionali come se li sono accaparrati (rubati) tanti privilegi possono anche toglierseli e restituire il mal tolto. e non solo per il futuro, ma cominciando dal presente ed andando anche al passato, andando a toccare i beneficiari, alcuni - forse troppi- insospettabili. E che, sebbene parlino ogni giorno su tutto e tutti, taluni scrivendo sui giornali e pontificando anche sul pontefice, altri in tv interpellati perfino sul colore della m... l'argomento vitalizio del quale beneficiano solo perchè sono stati in Parlamento per una sola legislatura, nel secolo scorso, continuano a percepire il vitalizio che loro schifano al punto che uno di tali maestri, Cacciari, interpellato da 'Libero' che sta dando addosso agli altri, ha risposto nella nobile lingua di Dante: che cazzo me ne frega a me del vitalizio. Che comunque riceve.(Se cominciassero a rinunciarvi loro e ad invitare gli altri a fare altrettanto, saremmo già a buon punto. Ma loro non lo faranno mai, questi profeti moderni).
Fra i casi più eclatanti quello di Eugenio Scalfari, ricchisimo giornalista, fondatore di Repubblica, ma prima anche direttore ecc... ecc... oggi patriarca riconosciuto del giornalismo italiano, anche per la veneranda età, che forse da più di quarant'anni percepisce il suo vitalizio, avendo accumulato una somma che supera di gran lunga i versamenti fatti nel corso del suo mandato parlamentare, poco più di 60.000 Euro, e che fino ad oggi ha ricevuto oltre 1.200.000 Euro.
Dunque anche Scalfari, il ricco e potente giornalista, da quarant'anni lo mantiene in parte la comunità di cittadini. Non ha mai pensato barbapapà che sarebbe stato morale rinunciarvi? Lui forse obietterà che da quel vitalizio ha tirato fuori per anni la paghetta per le sue due figliole, prima che le sistemasse, una al telegiornale di mitraglietta e l'altra alla agenzia fotografica che lavorava anche per il suo giornale. Ma basta?
No, ma lui su questo argomento non vuole sentire ragioni. Perchè dovrebbe rinunciarvi? Già perchè dovrebbe? Solo perchè è un furto. E che rubino in tanti non giustifica nessuno. Non lo fa neppure oggi dietro la spinta di tanti cittadini che ritenendosi dei benestantti, a causa della loro pensione che supera, al netto, i 2000 Euro, hanno dichiarato, anche sulla sua 'Repubblica' che rinunciano, per il BENE del PAESE, alla rivalutazione sancita dalla Consulta che sta mettendo in ginocchio il paese, come vogliono gli amici di Berlusca e Salvini ed anche Grillo, per i quali se si va tutti a fondo non importa, perchè servirà a prendere il potere per Grillo e Salvini, o per tornarci al potere, nel caso di Berlusconi, che ancora ci pensa e nel frattempo manda avanti il suo capetto veneziano con casa anche in riviera amalfitana e altrove, Brunetta.
I quali tutti si sbracciano dicendo che stanno svolgendo un compito importante per il paese e che per questo vengono ora ed in eterno compensati e vitalizzati. Non è che il ruolo o compito più importante lo stanno svolgendo per loro stessi, per i loro interessi?
Fa un certo effetto vedere in tv, quasi ogni giorno, parlamentari o consiglieri regionali o sindaci, di ambo i sessi, che hanno subito vistosissime trasformazioni anche esterior i- vestono tutti griffati - da burini quali erano ai primi tempi. Ci hanno colpito in passato i gemelli ai polsi di Fiorito, o le 'mise', ogni giorno diverse e sempre più di qualità delle varie Polverini o Gelmini, tanto per citarne due che non ci vanno per nulla a genio, che prima delle loro carriere politiche sembravano, per come vestivano, delle poverette ed ora vogliono far vedere a tutti come si diventa, con i soldi pubblici, dei signori o delle signore.
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venerdì 4 luglio 2014
Sarko non è Berlusca, perchè la Francia non è l'Italia
Sarko, un tempo Presidente della repubblica francese, ma ancora oggi marito di Carla, è sotto accusa per finanziamento illecito e per aver favorito l'ascesa di un magistrato che gli forniva anticipatamente notizie riguardanti alcuni processi il cui esito gli interessava. Viene prelevato e trattenuto per ventiquattro ore in cella, poi rimesso in libertà, ma indagato, con il progetto di tornare a guidare la Francia ormai naufragato definitivamente. Sarko, indagato per finanziamento illecito, che è la principale accusa, reagisce contro la magistratura che lo indaga ad orologeria... esattamente quello che va dicendo da tempo anche il Berlusca. Con una sola differenza, non da poco, e cioè che Berlusca è stato condannato, e Sarko deve essere ancora processato. E con la differenza aggiuntiva che Berlusca non potrà mai essere indagato per finanziamento illecito, perché lui i soldi li ha semmai messi di tasca propria per anni. Anche se, forse, sarebbe lecito domandarsi se ha ridotto, ciò facendo, il suo patrimonio, o se quei soldi impiegati per mettere in piedi il suo partito-azienda e per finanziare le sue campagne elettorali, non se li sia procurati, in parte, attraverso la frode fiscale per la quale è stato condannato. Dunque, in certo senso, anche lui non avrebbe messo soldi suoi. Sarko ,invece, li avrebbe avuti da Gheddafi.
E, pur condannato, Berlusca, è affidato ai servizi sociali al posto degli arresti domiciliari, e circola liberamente, con la sola restrizione degli orari. Sorprende vederlo scendere da una macchina blindata, che non è quella che serve per il trasferimento di pregiudicati, circondato non da guardie carcerarie ma da guardaspalle da lui pagati, e ossequiato dalle forze dell'ordine, entrare nelle aule dove si riuniscono i parlamentari, esattamente come farebbe un leader politico libero. Ha perso l'immunità parlamentare, essendo decaduto da senatore, ma si avvale tuttora della impunità berlusconiana, che invece in Francia si sognano di riconoscere a Sarko, in conseguenza della sua passata presidenza della Repubblica.
Ed anche i giudici che, a detta di Berlusca, gli si sono messi contro a prescindere dalle sue colpe, come va dicendo all'unisono con Sarko - lo ripetiamo: l'unico punto in comune fra i due - sembrano non voler calcare la mano contro l'ex cav. anche quando contravviene in tutta evidenza agli accordi che gli hanno fatto scambiare la galera con l'affidamento ai servizi sociali. Perchè tanta benevolenza, dopo tanto accanimento - come dicono l'interessato e tutti i suoi inservienti? Forse, a breve per effetto delle sentenze di processi in atto, Berlusca potrebbe finire agli arresti domiciliari, ed allora i giudici non vogliono che si pensi di loro che lo hanno perseguitato ancora una volta. Potranno sempre giustificarsi dicendo che lo hanno lasciato in circolazione, quasi come un normale cittadino, libero, per tutto questo, mentre era un condannato per frode fiscale, e dunque libero non dovrebbe essere.
E, pur condannato, Berlusca, è affidato ai servizi sociali al posto degli arresti domiciliari, e circola liberamente, con la sola restrizione degli orari. Sorprende vederlo scendere da una macchina blindata, che non è quella che serve per il trasferimento di pregiudicati, circondato non da guardie carcerarie ma da guardaspalle da lui pagati, e ossequiato dalle forze dell'ordine, entrare nelle aule dove si riuniscono i parlamentari, esattamente come farebbe un leader politico libero. Ha perso l'immunità parlamentare, essendo decaduto da senatore, ma si avvale tuttora della impunità berlusconiana, che invece in Francia si sognano di riconoscere a Sarko, in conseguenza della sua passata presidenza della Repubblica.
Ed anche i giudici che, a detta di Berlusca, gli si sono messi contro a prescindere dalle sue colpe, come va dicendo all'unisono con Sarko - lo ripetiamo: l'unico punto in comune fra i due - sembrano non voler calcare la mano contro l'ex cav. anche quando contravviene in tutta evidenza agli accordi che gli hanno fatto scambiare la galera con l'affidamento ai servizi sociali. Perchè tanta benevolenza, dopo tanto accanimento - come dicono l'interessato e tutti i suoi inservienti? Forse, a breve per effetto delle sentenze di processi in atto, Berlusca potrebbe finire agli arresti domiciliari, ed allora i giudici non vogliono che si pensi di loro che lo hanno perseguitato ancora una volta. Potranno sempre giustificarsi dicendo che lo hanno lasciato in circolazione, quasi come un normale cittadino, libero, per tutto questo, mentre era un condannato per frode fiscale, e dunque libero non dovrebbe essere.
domenica 27 aprile 2014
Berlusca, che altro deve fare per meritarsi i domiciliari?
Ma c'è qualche giudice, dei tanti che ordinano intercettazioni telefoniche, disposto ad ordinare qualche intercettazione televisiva, ben più facile e meno costosa di quelle, a seguito della quale ridiscutere la pena del Berlusca, togliendolo ai servizi sociali e mandandolo direttamente ai domiciliari?
Ciò che sta sproloquiando davanti al volto soddisfatto della Barbarella D'Urso, sul 'suo' Canale 5, basterebbe da solo per decidere che l'ex Cav. ha contravvenuto ad una delle condizioni per le quali aveva ottenuto l'affidamento ai servizi sociali. Oggetto della sua critica anche dura è la Corte costituzionale, con i suoi membri che sono in gran parte 'amici' del Capo dello Stato, di quello presente e dei precedenti. Con l'evidente ironia sui servizi sociali, quando dice che, venendo in trasmissione, davanti ad un pubblico prevalentemente femminile- secondo la D'Urso - e persone semplici, lui sta già svolgendo il servizio sociale.
Caro giudice, cosa deve fare Berlusca per essere mandato ai domiciliari?
Possibile che a nessun quotidiano nazionale venga in mente di trascrivere integralmente ciò che Berlusca, seguace di Eramo da Rotterdam e devoto di madre Teresa, nonchè amante degli animali ed amico dei deboli e dei poveri, ha sparato alla D'Urso per oltre un'ora di tempo, lui condannato per frode fiscale ed affidato, da lunedì - condizioni da definire - ai servizi sociali presso la struttura per anziani 'Sacra famiglia?
Ciò che sta sproloquiando davanti al volto soddisfatto della Barbarella D'Urso, sul 'suo' Canale 5, basterebbe da solo per decidere che l'ex Cav. ha contravvenuto ad una delle condizioni per le quali aveva ottenuto l'affidamento ai servizi sociali. Oggetto della sua critica anche dura è la Corte costituzionale, con i suoi membri che sono in gran parte 'amici' del Capo dello Stato, di quello presente e dei precedenti. Con l'evidente ironia sui servizi sociali, quando dice che, venendo in trasmissione, davanti ad un pubblico prevalentemente femminile- secondo la D'Urso - e persone semplici, lui sta già svolgendo il servizio sociale.
Caro giudice, cosa deve fare Berlusca per essere mandato ai domiciliari?
Possibile che a nessun quotidiano nazionale venga in mente di trascrivere integralmente ciò che Berlusca, seguace di Eramo da Rotterdam e devoto di madre Teresa, nonchè amante degli animali ed amico dei deboli e dei poveri, ha sparato alla D'Urso per oltre un'ora di tempo, lui condannato per frode fiscale ed affidato, da lunedì - condizioni da definire - ai servizi sociali presso la struttura per anziani 'Sacra famiglia?
mercoledì 23 aprile 2014
Letto sui giornali: varia umanità
Alessandra Mussolini ha escogitato un sistema pratico e poco dispendioso per la sua campagna elettorale alle Europee. Candidatura che, detto fra noi, berlusca si poteva risparmiare, avendo la signora già fatto la sua campagna d'Italia da molto tempo, ed essendosi meritata, a seguito della stessa, un riposo domestico. Ed invece il cav ( ex) la costringe e restare sulla breccia. E lei che s'inventa? Si presenterà - ha già cominciato- in televisione ogni volta che la inviteranno - e la inviteranno, c'è da giurarci, molte volte perché chiassona - con un braccialetto luminoso al collo; non le servirà per coprire quel brutto effetto della pelle sul collo che si chiama ' di tartaruga', ma perché si leggerà la scritta luminosa 'Forza Italia'. La candidata ha premesso che quel braccialetto, evidentemente molto estensibile, lo portava un tempo in vita, non ci ha detto cosa vi si leggeva. Perché ha scelto di dirlo a voce, ogni volta che si presenta ad una trasmissione, a quale partito appartiene? se ne vergogna?
'ULisse 2000', 'Frecciarossa' - o come c. si chiama quest'ultimo mensile, sono le inutili pubblicazioni della nostra compagnia di bandiera e di Trenitalia. Noi non ci abbiamo mai scritto neanche una riga, ma le abbiamo sempre avidamente sfogliate nella speranza di trovarvi qualcosa che valesse la pena di leggere e che giustificasse la pubblicazione medesima e i lauti compensi alle articolesse del nostro più inutile ma salottiero giornalismo. Mai che avessimo trovato qualcosa di interessante. Ora la nuova Alitalia rifà il look alla sua rivista, affidandola ad una società, il cui capitale sociale è inferiore di molto a ciò che costa un singolo numero della sua rivista, per farci cosa non si sa. Secondo noi nulla, come sempre., mentre la compagnia di bandiera, nel frattempo, deve licenziare e essere venduta ad un compratore orientale.
Nel caso poi della rivista di Trenitalia, se non andiamo errati, nel colophon un solo cognome compare più volte. Non crediamo di ricordar male; questo stile 'famigliare' è assai diffuso. Lo abbiamo segnalato molto tempo fa, a proposito dell'agenzia 'angeli' affidata ad una grande giornalista (Paola Severini), che naturalmente vi ha chiamato a scrivere anche due suoi figli, nati Guidi, corrispondenti da Parigi e New York. Non sarà che gli angeli - gli stessi dell'agenzia - li mantengono agli studi?
'ULisse 2000', 'Frecciarossa' - o come c. si chiama quest'ultimo mensile, sono le inutili pubblicazioni della nostra compagnia di bandiera e di Trenitalia. Noi non ci abbiamo mai scritto neanche una riga, ma le abbiamo sempre avidamente sfogliate nella speranza di trovarvi qualcosa che valesse la pena di leggere e che giustificasse la pubblicazione medesima e i lauti compensi alle articolesse del nostro più inutile ma salottiero giornalismo. Mai che avessimo trovato qualcosa di interessante. Ora la nuova Alitalia rifà il look alla sua rivista, affidandola ad una società, il cui capitale sociale è inferiore di molto a ciò che costa un singolo numero della sua rivista, per farci cosa non si sa. Secondo noi nulla, come sempre., mentre la compagnia di bandiera, nel frattempo, deve licenziare e essere venduta ad un compratore orientale.
Nel caso poi della rivista di Trenitalia, se non andiamo errati, nel colophon un solo cognome compare più volte. Non crediamo di ricordar male; questo stile 'famigliare' è assai diffuso. Lo abbiamo segnalato molto tempo fa, a proposito dell'agenzia 'angeli' affidata ad una grande giornalista (Paola Severini), che naturalmente vi ha chiamato a scrivere anche due suoi figli, nati Guidi, corrispondenti da Parigi e New York. Non sarà che gli angeli - gli stessi dell'agenzia - li mantengono agli studi?
martedì 26 novembre 2013
Berlusca: senza di me il paese va a rotoli. Solo io posso difenderlo
Ha fatto bene il Cavaliere e la 'sua' Forza Italia a togliere la fiducia al governo, preannunciando che voteranno contro la legge di stabilità in parlamento, domani. e, invece, l'hanno già fatto questa notte. E così la legge di stabilità e la nuova maggioranza sono passate al Senato. Perchè Berlusca e la 'sua' Forza Italia hanno a cuore le sorti del nostro paese, che sembrano invece lontane dagli interessi di questo governo, che vuole tenere i conti in ordine, e che per tenersi buoni i cani rabbiosi dell'ex PDL ha dovuto già togliere l'IMU ecc... come è a tutti noto. Berlusca e la 'sua' Forza Italia non vogliono far fare altri sacrifici al paese e per bocca dei suoi capibastone Romani e Brunetta, che sanno - a differenza del governo - cosa vuol dire non arrivare alla fine del giorno, perchè i soldi non bastano neanche a loro per la semplice sopravvivenza, ed ancor meno bastano al Brunetta - che li ha spesi tutti l'anno scorso a pagare l'IMU delle numerose case che ha comprato qua e là, dopo aver rivenduto le precedenti proprietà acquistate dall'INPS a prezzi stracciati e di assoluto favore. Caro il Brunetta che dice di avere a cuore le sorti del paese, e intanto fa il furfantello.
Stessa cosa ripete il Berlusca. Lui va all'opposizione perchè non può votare una finanziaria che mette ancor più in ginocchio, più di quanto non abbia fatto lui negli ultimi suoi anni di governo, l'intero paese.
Perdoni, Cavaliere, ma questo suo cambio di casacca, ovviamente, non ha nulla a che fare con la votazione della sua decadenza da senatore che andrà in aula oggi ? E a chi pensa, al contrario, che le due cose siano da mettere in relazione, glielo dica apertamente, chiamandolo per nome: farabutto e diffamatore. Bravo Cavaliere! E se qualcuno, nonostante ciò, continuasse a pensarlo, lo metta in guardia: "chi non mi rispetta, stia attento. E' una minaccia? Certo che lo è, come faccio altrimenti a difendermi da chi vuole infangare il mio nome di onorato cittadino che vuole solo il bene del suo paese, che ha sempre pagato le tasse e non ha mai fatto male a nessuno? Chi vuole proseguire lo faccia, ma a suo rischio. Bravo Cavaliere, prossimo ex senatore.
Però ora, si tolga finalmente dai... vedrà che anche 'ai servizi sociali' non si sta poi tanto male. Anche fuori da Parlamento- ha affermato il Cavaliere,dopo la sua decadenza - continuerò a lottare per la nostra libertà'. Compresa la sua di libertà. Libertà provvisoria. Auguri.
Stessa cosa ripete il Berlusca. Lui va all'opposizione perchè non può votare una finanziaria che mette ancor più in ginocchio, più di quanto non abbia fatto lui negli ultimi suoi anni di governo, l'intero paese.
Perdoni, Cavaliere, ma questo suo cambio di casacca, ovviamente, non ha nulla a che fare con la votazione della sua decadenza da senatore che andrà in aula oggi ? E a chi pensa, al contrario, che le due cose siano da mettere in relazione, glielo dica apertamente, chiamandolo per nome: farabutto e diffamatore. Bravo Cavaliere! E se qualcuno, nonostante ciò, continuasse a pensarlo, lo metta in guardia: "chi non mi rispetta, stia attento. E' una minaccia? Certo che lo è, come faccio altrimenti a difendermi da chi vuole infangare il mio nome di onorato cittadino che vuole solo il bene del suo paese, che ha sempre pagato le tasse e non ha mai fatto male a nessuno? Chi vuole proseguire lo faccia, ma a suo rischio. Bravo Cavaliere, prossimo ex senatore.
Però ora, si tolga finalmente dai... vedrà che anche 'ai servizi sociali' non si sta poi tanto male. Anche fuori da Parlamento- ha affermato il Cavaliere,dopo la sua decadenza - continuerò a lottare per la nostra libertà'. Compresa la sua di libertà. Libertà provvisoria. Auguri.
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