mercoledì 19 agosto 2026

Orvieto. Rifiutata da tre ristoranti perchè aveva bambini con lei. Miglior trattamento è riservato ad animali domestici al seguito

 

«Rifiutata da tre ristoranti a Orvieto perché ero con le mie bambine», la denuncia della consigliera di Torino Ludovica Cioria

«Questo è il mondo che stiamo creando. Che rabbia e che tristezza signore e signori» Secondo la consigliera, il problema è l'overtourism che rende le città inaccessibili e inospitali perché dominate esclusivamente dalle logiche commerciali

«Rifiutata da 3 ristornati perché ero con le mie figlie» La denuncia della consigliera di Torino in vacanza ad Orvieto


 

È stata rifiutata da tre ristoranti perché con sé aveva le sue figlie. Il quarto «ci ha messi in 4 in un tavolo da due» mentre «di fianco a noi» c'era «una coppia con lo stesso tavolo e una sedia in più per il cane». Lo ha raccontato sui social Ludovica Cioria, vicepresidente del consiglio comunale a Torino (Pd), in vacanza ad Orvieto in provincia di Terni.

La consigliera si trovava in vacanza in Umbria con il marito e le figlie. «Tre ristoranti hanno rifiutato di far sedere a mangiare me, Davide e le bambine» nonostante avessero «decine di tavoli liberi, essendo prestissimo». «Questo è il mondo che stiamo creando, dove anche per mangiare è una gara, dove vince solo chi paga di più, dove i bambini sono un problema perché consumano troppo poco, dove un cane sta seduto e due bambine devono farsi piccole per non disturbare. Che rabbia e che tristezza signore e signori». Secondo la consigliera, «il problema non è il cagnolino, il problema è l'overtourism che rende le città inaccessibili e inospitali perché dominate esclusivamente dalle logiche commerciali».

Molti gli utenti che hanno denunciato lo stesso tipo di trattamento, anche in altre città italiane. Qualcuno ha fatto presente che il problema potrebbe essere stato causato dalla mancata prenotazione, oppure dal fatto che il locale non accettasse bambini. «Ovviamente nessuno lo era, così come nessuno specificava “tutto prenotato o solo su prenotazione” e tutti si sono consultati all'interno per decidere se ammetterci. Non mi piace creare gogne mediatiche a gratis, non mi sarei mai permessa», ha spiegato la consigliera.

Critica invece la posizione di Vittorio Bertola, già consigliere comunale M5S all'opposizione ai tempi della giunta di Piero Fassino. «Esiste un famoso gruppo che scova recensioni assurde di ristoranti e alberghi ed è pieno di racconti come questo: mamme che lasciano una stella a posti onestissimi denunciando la “discriminazione” perché loro hanno i bambini e dunque deve magicamente e immediatamente spuntare un tavolo per loro, e che sia comodo e con la vista, e che il cibo arrivi subito perché i bambini hanno fame. Il termine usato su quel gruppo per queste persone è “mamma pancina”.

Il fatto che si tratti invece di una delle consigliere della maggioranza che governa Torino spiega molto delle capacità gestionali della nostra amministrazione».

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