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giovedì 5 febbraio 2015

Post d'amore per la senatrice Pezzopane, abruzzese

La minuta senatrice, ex amministratrice aquilana, immortalata da storiche foto con Obama, in occasione del G8 a L'Aquila, dopo il terremoto  - corse allora voce che Obama si fosse invaghito dell'intraprendente Pezzopane - soffre pene d'amore e per questo ha scritto alla posta del cuore, 'Pene d'amore', del nostro blog.
Prendiamo su di noi le sue pene d'amore  che hanno carne ed ossa. Teme lei che il suo  palestrato attuale giovane compagno, del quale è follemente innamorato e viceversa, possa invaghirsi di... anzi no, la cosa non sta proprio in questi termini. Lei  ci ha scritto che è gelosa di Belen Rodriguez e Maria Elena Boschi, le due carampane sulle pagine di tutti i giornali di gossip e sulle bocche di tutti gli italiani. Teme, teme che.. No, senatrice Pezzopane, ma le pare che uno che si innamora di lei possa avare anche solo un occhio per quelle due carampane? L'amore non è vero che è cieco.
Certo è che quelle due potrebbero farsi avanti per reclamare la loro razione di muscoli.

mercoledì 22 ottobre 2014

Capitale Europea della Cultura 2019. Candidate in Italia, anche città 'sgarrupate'.

Le candidature italiane erano infinite, come al solito. Un anno fa circa la prima scrematura, ad opera di una commissione che esaminò tutte le candidature; ne eliminò definitivamente dalla corsa alcune, ne mantenne altre, una rosa ristretta.
 La delusione più grande fu per l'eliminazione, dalla rosa ristretta,  della città dell'Aquila, duramente segnata dal terremoto nel 2009, che allora - ma solo allora - poteva pensare che  il 2019 poteva essere una data per la definitiva rinascita della città, davanti al mondo. L'eliminazione sembrò una ingiustizia e frutto di grave insensibilità nei confronti della città martoriata. No, non fu così. Noi, allora direttore di Music@, dalle pagine della rivista lanciammo immediatamente, all'indomani del terremoto, e dunque quasi dieci anni prima del 2019, la candidatura dell'Aquila, che avrebbe potuto essere una spinta a ricostruire non nei tempi classici del malcostume e 'ruba-ruba' italiani. Dieci anni sono un tempo sufficientemente lungo per programmare e  attuare la rinascita di una storica città distrutta.  Lavorando  e rispettando i tempi.Tornammo sull'argomento  all'indomani della bocciatura, quando i politici cittadini se la presero con la cattiva stampa e non con le lungaggini burocratiche, i veti incrociati, gli interessi sporchi e nascosti, le ruberie - come sostennero sia Cialente che la famosa ex assessore Pezzopane, Susanna,   recentemente ancora agli onori della cronaca per il suo amore nei riguardi di un ex tronista  della premiata ditta 'defilippimaria', molto più giovane ed anche  più aitante dell' assessore, ora senatrice.
Ma come si poteva pensare che cinque anni prima dell'appuntamento europeo, venisse presa in considerazione la candidatura di una città che non esisteva ancora, benché dal terremoto fossero passati già cinque anni? E non era ancor accaduto ciò che avrebbe esposto L'Aquila e l'Italia agli insulti del mondo: il progetto Ca.Se, costosissimo, che va a pezzi. con i balconi dichiarati inagibili, perché cascano, e gli abitanti reclusi in casa.
 Non che a Matera le cose siano messe meglio; e comunque Matera è stata scelta come 'Capitale europea della cultura' per il 2019, sull'onda emozionale che  ha spinto alcune produzioni cinematografiche internazionali a girarvi film famosissimi,  ammirate dalla sua  architettura assolutamente unica, i suoi 'sassi'. I quali, da qualche anno, sulla base di un turismo d'élite internazionale, sono stati riqualificati ed oggi, come già i trulli, sono richiestissimi.
 Un lungo reportage di Repubblica, ci ha mostrato quanto altrettanto 'sgarrupata' sia Matera, non servita da nessuna linea ferroviaria nazionale, ma solo da una tradotta che da Bari a Matera copre la distanza di una settantina di km in un paio di ore e più. Una ferrovia, in verità, delle FS, avrebbe dovuto esserci, e nel tempo si sono spesi per viadotti (nel deserto) e gallerie che hanno deturpato il paesaggio,  ed anche per la stazione, oltre 200 miliardi di vecchie lire. Ed altrettanti ne servirebbero per  metterla in funzione, ma nessuno ci pensa a farlo. Una vergogna. Che si potrebbe eliminare almeno  abbattendo quella stazione fantasma e i viadotti che grideranno, altrimenti, vendetta, per i secoli futuri. Perché si fa presto a costruire con il cemento armato, ma quello, una volta impiantato, ha bisogno delle bombe per essere distrutto. Ora sperano, a Matera, sui 600 milioni di Euro che  dovrebbero essere investiti per l'occasione e nei cinque anni che ci separano dall'appuntamento europeo; nel frattempo hanno programmato che i turisti, qualche milione, attesi a Matera, saranno trasferiti dall'aeroporto di Bari a Matera con bus, in numero sufficiente. Rimedi all'italiana per candidature di città 'sgarrupate'.

domenica 2 marzo 2014

Gli Aquilani si votano a Franceschini

Auguro agli aquilani, io aquilano adottivo ed onorario - ho insegnato nel Conservatorio  della città per venticinque anni ininterrottamente, ed ho vissuto con gli allievi la tragedia del terremoto del 2009 e la delusione del dopo terremoto, fino alla esclusione della città dalla candidatura a capitale Europea della cultura per il 2019, fra cinque anni - di non aver sbagliato il destinatario nel quale riporre le loro speranze, che oggi ritengono di riporre in Franceschini  -  il quale,nonostante le assonanze nulla ha a che fare con Francesco, il santo dei poveri, essi stessi poveri di umanità, socialità, prospettive - che si è recato, e glielo riconosciamo, a visitare la città fantasma, oggetto di tante promesse non mantenute da Berlusconi in avanti,  e fino a tutti i ministri che l'hanno preceduto nel dicastero dei Beni culturali. Visitare la città che non c'è non gli può che aver giovato. Ora, però,  monitoreremo se anche lui ha fatto promesse al vento o no. Ha detto agli aquilani che in cinque anni verrà loro riconsegnata la città ricostruita. Nel 2019, anno nel quale, se la città non fosse stata ancora nelle condizioni in cui si trova, avrebbe potuto far parte della rosa ristretta di città candidate alla cultura europea. Nella visita alla città l'accompagnavano l'ex assessore ora parlamentare Stefania Pezzopane ed il sindaco Cialente, i due che dopo l'esclusione dell'Aquila da quella candidatura se la sono presi con i giornali, anzi con i cattivi giornali che hanno gettato fango sulla città. E lì hanno commesso un grande errore.  Perché forse i giornali non hanno nessuna responsabilità nel caso, semmai la responsabilità potrebbero averla anche i due amministratori che in tutti questi anni, ben cinque dal terremoto, evidentemente non hanno fatto abbastanza per ripulire la città dal fango dell'immobilismo, delle decisioni opposte, delle lotte interne per gestire i fondi, sempre insufficienti, sempre  fatti arrivare a rate larghe, e solo dopo ripetute proteste.
 Non vorremmo che ora anche la loro apertura di credito e fiducia cieca in San Franceschini sia  mal riposta. Si vedrà presto: ad aprile finiscono i soldi a disposizione degli amministratori per la ricostruzione e se San Franceschini non sarà capace di farne arrivare altri, allora dovranno  cercarsi l'ennesimo santo protettore, in grado, finalmente, di far risorgere una città che, come noi l'abbiamo conosciuta, era vanto ed orgoglio di tutti, ed oggi è ancora un cumulo di macerie o di scheletri architettonici imbullonati.

mercoledì 15 gennaio 2014

Letto sulla stampa:15 gennaio 2014.Brutte e belle notizie

Cominciamo dalle buone notizie, son poche in verità, ma vale la pena segnalarle.
Innanzitutto da quella che riguarda Lucia Ronchetti, la compositrice oggi sulla cresta dell'onda internazionale, che è stata chiamata a far parte della giuria che sceglierà i prossimi 'Prix de Rome' , e cioè i 'pensionnaires' di Villa Medici a Roma, fra i  numerosi candidati nei vari settori dell'arte. In giuria siede anche l'attrice e produttrice cinematografica che vive una storia sentimentale con il presidente Hollande, ma anche questa è una buona notizia.( Contrordine dell'ultim'ora: l'attrice è stata esclusa dalla giuria, per intervento diretto della ministra di origini italiane, Filippetti. Uno schiaffo al direttore dell'Accademia di Francia a Roma che l'avrebbe scelta? O forse troppo poco autorevole - altro schiaffo al direttore di Villa Medici - per far parte della prestigiosa giuria?)
La seconda buona notizia- che era già sui giornali di ieri- è la nomina di Marino Sinibaldi a presidente del consiglio di amministrazione del Teatro di Roma, dopo che Borgna si era sfilato per via delle numerose ed ingiuste critiche incrociate. Sinibaldi, direttore di Radio 3, viene dallo stesso ente dal quale veniva il suo predecessore, Scaglia, cioè dalla Rai. Scaglia scrittore, Sinibaldi animatore culturale fra i più vivaci ed impegnati. A testimoniare che oggi sono i  mezzi di grande comunicazione a mettere i vetrina i protagonisti della società; se non si appartiene ai  media, addio sogni. Solo che...solo che... Sinibaldi dovrebbe , a nostro modestissimo parere, dimettersi da Radio 3, come dovrebbero fare altri dirigenti Rai che occupano   poltrone di responsabilità anche fuori dell'azienda. Gubitosi che fa, si gira dall'altra parte per non vedere?
Ed ora - finalmente! direbbero i maligni- veniamo a quelle cattive.
 Alfano e non solo lui, perchè è in compagnia di Brunetta, il moralizzatore, e Masi, il macho ex direttore generale Rai,  compaiono fra gli affittuari di Ligresti, a roma, in via delle Tre madonne ai parioli, una viuzza che non gli daresti due lire, ma  molto molto chic e con case extralusso. La casa di Alfano è di appena 220 mq. Non sappiamo se lui e Brunetta e Masi  - che sicuramente saranno a loro volta in compagnia di altri - pagassero affitti di favore, ma  c'è da dubitare che i tre, nei propri ambiti, alla bisogna non abbiano mostrato riconoscenza al proprietario delle loro povere magioni romane?
E Nunzia? la signora Di Girolamo,  campana, con la sua cricca? Ci ha colpiti leggere che avrebbe dirottato parte dei finanziamenti europei destinati ad alleviare i portatori di  handicap da Benevento ad un'altra provincia dove alloggerebbe il suo stato maggiore. Questo leggiamo sui giornali; vero o non vero, a noi questa notizia fa venire lo schifo.
L'Aquila. L'Università, dopo lo scandalo che ha investito anche la giunta comunale - sono tutti innocenti!!!, cosi dicono - con le dimissione del sindaco, ha fatto una proposta, mettendosi a disposizione con un comitato di saggi che potrebbe dare una mano nell'individuare la strada da percorrere per  una svolta nella ricostruzione. Apriti cielo! chi si rifa viva? La Pezzopane, indignata, perchè si sente espropriata dei suoi compiti di amministratore pubblico che ritiene di aver  svolto compiutamente anche in relazione alla ricostruzione che  purtroppo langue nella maggior parte della città. La stessa Pezzopane che si era indignata allorchè, secondo lei ingiustamente, la commissione europea preposta alle candidature per le 'Capitali della cultura' del 2019, aveva escluso L'Aquila. già per la semplice ragione che non si può candidare una 'città fantasma'. E non , come sosteneva l'assessore/parlamentare, per la 'cattiva stampa'.
 La motivazione 'cattiva stampa' ci riguarda anche un  pò.
 Per otto anni abbiamo diretto un bimestrale di musica, edito dal Conservatorio aquilano, MUSIC@, che sì è guadagnato una certa fama per l'originalità e qualità dei contenuti.  La nostra critica ha offerto l'alibi al nuovo direttore del Conservatorio, che di nome fa Piermarini, per vietare la pubblicazione dell'ultimo numero di Music@ affidato alla nostra direzione.  L'alibi consiste nel fatto che - secondo la vulgata di una delle 'menti' del conservatorio aquilano - la nostra critica avrebbe inficiato i buoni rapporti che il conservatorio sta instaurando con gli amministratori aquilani. Si tratta ovviamente di un alibi  nelle mani di una direzione che non sa cosa sia la cultura e per questo la calpesta e la mette all'indice.