'La Repubblica' dopo che è stata smascherata non si è preoccupata - come farebbe ogni buon giornale che tiene ai suoi lettori - di scusarsi con loro. No, ha fatto finta di niente ed ha tirato avanti. Cosa è accaduto? E' accaduto che due giorni fa sia uscito nelle pagine centrali del quotidiano un lungo testo del grande scrittore sovietico dissidente Solgenitsyn, gabellato come inedito. E che i redattori della 'cultura' di Repubblica' credessero a quel che scrivevano si deduce anche dal fatto che l'eccezionalità dell'inedito veniva anticipata anche in prima pagina. Il titolo dell'inedito pubblicato da Repubblica era: 'Vivere senza menzogna', che era poi il titolo originale del testo, con un sottotitolo coniato dalla redazione che suonava: 'Perchè la ribellione alla menzogna è la vera resistenza'. Ma il bello, anzi il brutto per La Repubblica era che con quel titolo, e contenente ovviamente quel testo, era uscito nientemeno che da Mondadori, nel 1974, dunque 40 anni fa, un libretto che includeva anche la 'Lettera ai dirigenti dell'Unione sovietica'. Rivelazione di Antonio Socci su 'Libero'
All'indomani, cioè ieri, Antonio Socci, in una ricca paginata di Libero, metteva alla berlina il quotidiano romano, il quale ovviamente taceva sull'accaduto, spiegando ai suoi redattori che la vergogna alla quale Solgenitsyn si riferiva era il partito comunista sovietico; aggiunge che lui quel libro lo aveva letto all'epoca, quand'era un liceale, e quando anche in Italia la sinistra imperava. Aggiunge poi che lo stesso clima si respira anche oggi - non scherziamo Socci! - e che Repubblica avrebbe dovuto chiosare quel testo, facendo capire che se Solgenitsyn fosse oggi vivo avrebbe preferito Putin ad Obama ed avrebbe - testuale - " condiviso la condanna putiniana di quei Paesi che stanno rinnegando le loro radici, tra cui i valori cristiani che sono alla base della civiltà occidentale. Stanno negando i principi mortali e la propria identità:nazionale,culturale,religiosa e perfino sessuale".
E qui Socci, con qualche ragione appena a suo favore, la spara più grossa di quanto non abbia fatto Repubblica pubblicando un finto inedito pubblicato da una grande casa editrice molti anni fa.
Perchè Socci è contro l'attuale pontefice, alfiere di una modernità che egli non condivide e che molti nel mondo invece non solo condividono ma approvano. Il che rende ancora più furioso Socci che in papa Francesco vede addirittura un anticristo, almeno così si legge fra le righe.
E, invece, papa Francesco anticristo non è anche se qualche vola dovrebbe essere più attento a parlare, come non ha fatto alcuni giorni fa in una lunga intervista ad un giornale argentino, subito ripresa ovviamente da Repubblica, più attenta al papa dello stesso Osservatore romano, della quale egli dichiara che è l'unico giornale che legge ogni mattina, sebbene 'di corsa'. Sarebbe stato meglio non l'avesse detto, anche se l'ha fatto per omaggiare 'Barbapapà' che lo riempie di attenzioni.
Papa Francesco, pur non trattandosi di dottrina - perchè come si vede sbaglia anche in cose meno gravi - avrebbe dovuto prendere a modello quella espressione che risuonò nelle navate della basilica di San Pietro durante le sessioni del Concilio vaticano II per bocca del teologo Hans Kung, se non andiamo errati:' non amo ( o frse disse .temo') la Chiesa di un solo teologo', e Kung si riferiva a San Tommaso d'Aquino, che della dottrina cristiana è stato esegeta fondamentale come Barbapapà non può essere considerato della dottrina di Francesco, perchè gli mancano i fondamentali; e ancor meno può ritenersi La Repubblica, nonostante che sia l'unico quotidiano che papa Francesco legge ogni mattina.
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giovedì 28 maggio 2015
lunedì 18 maggio 2015
Maledetti vitalizi di cui i maestri del pensiero beneficiari non parlano mai.
In queste ultime settimane dei famigerati vitalizi di uomini politici a tutti i livelli si è spesso parlato. perchè innanzitutto dopo anni di discussione si è riusciti a toglierli a qualche decina di ex politici condannati per reati particolari. Poi anche perché il TAR del Lazio ha dato torto ai consiglieri regionali che gli si erano appellati a seguito delle decisioni della giunta Zingaretti di dare una stretta alla loro elargizione ed ai tempi della medesima. Infine, perchè il Presidente della Repubblica, con suo decreto, ha tagliato stipendi e cumuli per tutti i dipendenti del Quirinale, compreso il suo.
Dunque se si vuole gli organi costituzionali come se li sono accaparrati (rubati) tanti privilegi possono anche toglierseli e restituire il mal tolto. e non solo per il futuro, ma cominciando dal presente ed andando anche al passato, andando a toccare i beneficiari, alcuni - forse troppi- insospettabili. E che, sebbene parlino ogni giorno su tutto e tutti, taluni scrivendo sui giornali e pontificando anche sul pontefice, altri in tv interpellati perfino sul colore della m... l'argomento vitalizio del quale beneficiano solo perchè sono stati in Parlamento per una sola legislatura, nel secolo scorso, continuano a percepire il vitalizio che loro schifano al punto che uno di tali maestri, Cacciari, interpellato da 'Libero' che sta dando addosso agli altri, ha risposto nella nobile lingua di Dante: che cazzo me ne frega a me del vitalizio. Che comunque riceve.(Se cominciassero a rinunciarvi loro e ad invitare gli altri a fare altrettanto, saremmo già a buon punto. Ma loro non lo faranno mai, questi profeti moderni).
Fra i casi più eclatanti quello di Eugenio Scalfari, ricchisimo giornalista, fondatore di Repubblica, ma prima anche direttore ecc... ecc... oggi patriarca riconosciuto del giornalismo italiano, anche per la veneranda età, che forse da più di quarant'anni percepisce il suo vitalizio, avendo accumulato una somma che supera di gran lunga i versamenti fatti nel corso del suo mandato parlamentare, poco più di 60.000 Euro, e che fino ad oggi ha ricevuto oltre 1.200.000 Euro.
Dunque anche Scalfari, il ricco e potente giornalista, da quarant'anni lo mantiene in parte la comunità di cittadini. Non ha mai pensato barbapapà che sarebbe stato morale rinunciarvi? Lui forse obietterà che da quel vitalizio ha tirato fuori per anni la paghetta per le sue due figliole, prima che le sistemasse, una al telegiornale di mitraglietta e l'altra alla agenzia fotografica che lavorava anche per il suo giornale. Ma basta?
No, ma lui su questo argomento non vuole sentire ragioni. Perchè dovrebbe rinunciarvi? Già perchè dovrebbe? Solo perchè è un furto. E che rubino in tanti non giustifica nessuno. Non lo fa neppure oggi dietro la spinta di tanti cittadini che ritenendosi dei benestantti, a causa della loro pensione che supera, al netto, i 2000 Euro, hanno dichiarato, anche sulla sua 'Repubblica' che rinunciano, per il BENE del PAESE, alla rivalutazione sancita dalla Consulta che sta mettendo in ginocchio il paese, come vogliono gli amici di Berlusca e Salvini ed anche Grillo, per i quali se si va tutti a fondo non importa, perchè servirà a prendere il potere per Grillo e Salvini, o per tornarci al potere, nel caso di Berlusconi, che ancora ci pensa e nel frattempo manda avanti il suo capetto veneziano con casa anche in riviera amalfitana e altrove, Brunetta.
I quali tutti si sbracciano dicendo che stanno svolgendo un compito importante per il paese e che per questo vengono ora ed in eterno compensati e vitalizzati. Non è che il ruolo o compito più importante lo stanno svolgendo per loro stessi, per i loro interessi?
Fa un certo effetto vedere in tv, quasi ogni giorno, parlamentari o consiglieri regionali o sindaci, di ambo i sessi, che hanno subito vistosissime trasformazioni anche esterior i- vestono tutti griffati - da burini quali erano ai primi tempi. Ci hanno colpito in passato i gemelli ai polsi di Fiorito, o le 'mise', ogni giorno diverse e sempre più di qualità delle varie Polverini o Gelmini, tanto per citarne due che non ci vanno per nulla a genio, che prima delle loro carriere politiche sembravano, per come vestivano, delle poverette ed ora vogliono far vedere a tutti come si diventa, con i soldi pubblici, dei signori o delle signore.
Dunque se si vuole gli organi costituzionali come se li sono accaparrati (rubati) tanti privilegi possono anche toglierseli e restituire il mal tolto. e non solo per il futuro, ma cominciando dal presente ed andando anche al passato, andando a toccare i beneficiari, alcuni - forse troppi- insospettabili. E che, sebbene parlino ogni giorno su tutto e tutti, taluni scrivendo sui giornali e pontificando anche sul pontefice, altri in tv interpellati perfino sul colore della m... l'argomento vitalizio del quale beneficiano solo perchè sono stati in Parlamento per una sola legislatura, nel secolo scorso, continuano a percepire il vitalizio che loro schifano al punto che uno di tali maestri, Cacciari, interpellato da 'Libero' che sta dando addosso agli altri, ha risposto nella nobile lingua di Dante: che cazzo me ne frega a me del vitalizio. Che comunque riceve.(Se cominciassero a rinunciarvi loro e ad invitare gli altri a fare altrettanto, saremmo già a buon punto. Ma loro non lo faranno mai, questi profeti moderni).
Fra i casi più eclatanti quello di Eugenio Scalfari, ricchisimo giornalista, fondatore di Repubblica, ma prima anche direttore ecc... ecc... oggi patriarca riconosciuto del giornalismo italiano, anche per la veneranda età, che forse da più di quarant'anni percepisce il suo vitalizio, avendo accumulato una somma che supera di gran lunga i versamenti fatti nel corso del suo mandato parlamentare, poco più di 60.000 Euro, e che fino ad oggi ha ricevuto oltre 1.200.000 Euro.
Dunque anche Scalfari, il ricco e potente giornalista, da quarant'anni lo mantiene in parte la comunità di cittadini. Non ha mai pensato barbapapà che sarebbe stato morale rinunciarvi? Lui forse obietterà che da quel vitalizio ha tirato fuori per anni la paghetta per le sue due figliole, prima che le sistemasse, una al telegiornale di mitraglietta e l'altra alla agenzia fotografica che lavorava anche per il suo giornale. Ma basta?
No, ma lui su questo argomento non vuole sentire ragioni. Perchè dovrebbe rinunciarvi? Già perchè dovrebbe? Solo perchè è un furto. E che rubino in tanti non giustifica nessuno. Non lo fa neppure oggi dietro la spinta di tanti cittadini che ritenendosi dei benestantti, a causa della loro pensione che supera, al netto, i 2000 Euro, hanno dichiarato, anche sulla sua 'Repubblica' che rinunciano, per il BENE del PAESE, alla rivalutazione sancita dalla Consulta che sta mettendo in ginocchio il paese, come vogliono gli amici di Berlusca e Salvini ed anche Grillo, per i quali se si va tutti a fondo non importa, perchè servirà a prendere il potere per Grillo e Salvini, o per tornarci al potere, nel caso di Berlusconi, che ancora ci pensa e nel frattempo manda avanti il suo capetto veneziano con casa anche in riviera amalfitana e altrove, Brunetta.
I quali tutti si sbracciano dicendo che stanno svolgendo un compito importante per il paese e che per questo vengono ora ed in eterno compensati e vitalizzati. Non è che il ruolo o compito più importante lo stanno svolgendo per loro stessi, per i loro interessi?
Fa un certo effetto vedere in tv, quasi ogni giorno, parlamentari o consiglieri regionali o sindaci, di ambo i sessi, che hanno subito vistosissime trasformazioni anche esterior i- vestono tutti griffati - da burini quali erano ai primi tempi. Ci hanno colpito in passato i gemelli ai polsi di Fiorito, o le 'mise', ogni giorno diverse e sempre più di qualità delle varie Polverini o Gelmini, tanto per citarne due che non ci vanno per nulla a genio, che prima delle loro carriere politiche sembravano, per come vestivano, delle poverette ed ora vogliono far vedere a tutti come si diventa, con i soldi pubblici, dei signori o delle signore.
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