giovedì 13 agosto 2026

Taranto. Festival Paisiello a rischio chiusura ( da Connessi all'Opera)

 

Taranto, il Paisiello Festival rischia di chiudere: l’appello per salvarlo

Il futuro del Giovanni Paisiello Festival è appeso a un filo. Dopo ventitré anni di attività, la manifestazione dedicata al compositore nato a Taranto rischia di interrompersi a causa della drastica riduzione dei finanziamenti pubblici e della revoca del contributo comunale.

Per fare il punto sulla situazione e lanciare un appello al territorio, gli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, organizzatori del festival, hanno convocato un incontro pubblico mercoledì 5 agosto alle ore 11 nella Sala Conferenze della Banca di Bari e Taranto Credito Cooperativo. Il Festival, ribadiscono: “rischia l’estinzione  e il rischio ancora più grave è che tutto questo avvenga nel silenzio – consapevole e non – della città che ha dato i natali a questa figura illustre, che in altre realtà, nazionali ed estere, viene celebrata e valorizzata”.

Diretto artisticamente da Lorenzo Mattei, il Giovanni Paisiello Festival si è affermato negli anni come una delle principali iniziative dedicate al compositore tarantino, protagonista della scena musicale europea del Settecento. Attraverso produzioni operistiche, concerti, attività di ricerca, masterclass e progetti didattici, il festival ha contribuito a riportare l’opera di Paisiello al centro dell’attenzione. L’edizione 2026 prevedeva un ampio programma dal 30 settembre al 13 ottobre, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Taranto nei circuiti della musica colta nazionali e internazionali

Secondo gli organizzatori, il venir meno del sostegno del Comune rende oggi indispensabile il contributo di imprese, istituzioni e cittadini per garantire la continuità del progetto. Nei giorni scorsi sono già arrivati segnali di sostegno da parte di diverse realtà culturali del territorio — tra cui il Conservatorio Statale “Giovanni Paisiello”, il Teatro Crest e Spazioportoe il recente riconoscimento del Teatro La Fenice di Venezia, che ha indicato Taranto come custode naturale dell’eredità del compositore, ha ulteriormente evidenziato il valore della manifestazione.

La vicenda va oltre il destino di un singolo festival. Se dovesse chiudere, Taranto perderebbe uno dei pochi progetti capaci di trasformare il proprio patrimonio musicale in ricerca, formazione e produzione culturale. Un paradosso per la città che ha dato i natali a un compositore celebrato nei teatri del mondo e un monito su quanto sia fragile, ancora oggi, la tutela concreta della nostra eredità musicale.

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