Due fra rivelazioni e fatti inattesi hanno ieri colpito l'opinione pubblica.
La rivelazione, a cura dello psicoterapeuta d'Italia, Matteo Salvini che con il governo che sta per far nascere col compagno Di Maio, vuole che gli italiani siano più tranquilli, anzi felici e guardino al futuro con maggiore fiducia, eliminando l'uso eccessivo che ora fanno di psicofarmaci: 11 milioni di italiani fanno normalmente uso di psicofarmaci. Secondo le informazioni fornite a Salvini direttamente dal Ministero della Salute, questi 11 milioni circa di italiani che fanno regolarmente uso di psicofarmaci, sono la gioia solo delle case farmaceutiche che sulla vita 'lunga e malaticcia' degli utenti fanno affari d'oro.
Salvini, finissimo psicoterapeuta, non vuole togliere di colpo gli psicofarmaci agli 11 milioni di Italiani che soffrirebbero di crisi di astinenza e, curiosamente, ne richiederebbero e consumerebbero in quantità ancora maggiore, e forse la platea stessa dei consumatori attuali si allargherebbe: Italiani popolo di santi, navigatori, inventori, evasori e psicofarmaci dipendenti
No, lui vuole eliminare alla radice le cause che costringono gli Italiani a far uso di psicofarmaci, per sopravvivere. Darà al paese serenità fiducia e speranza.
Dall'identikit , fonte ancora Ministero della salute della Lorenzin, del cittadino che consuma psicofarmaci, risulta che di quegli 11 milioni, la maggior parte erano elettori del PD che hanno votato Cinquestelle o Lega. E, perciò, si presume che gli psicofarmaci hanno avuto lo stesso effetto terapeutico del 'turarsi il naso' di montanelliana memoria, al cospetto della cabina elettorale.
Mattarella sarebbe stato messo all'angolo da quei due giovinotti che, incuranti del galateo istituzionale, sono andati al Quirinale, ed hanno di fatto detto al Presidente della repubblica: governo di coalizione via libera, questo il nome del premier, questo il programma e questa la lista dei ministri. Firma e mosca.
Giobbe-Mattarella per non dargli un calcio in culo alle due delegazioni e scaraventarle per le scale, conscio delle sue prerogative, ha ascoltato solo il nome proposto per il premier, e di esso, fatto assai inusuale, questa mattina ne sta parlando con i presidenti delle Camere, poi questo pomeriggio si recherà a Civitavecchia per salutare la nave diretta a Palermo per la Giornata della Legalità, un impegno già preso da tempo, e poi si vedrà. Se il Quirinale ha atteso ottanta giorni che i due si mettessero d'accordo e si spartissero il Paese, ora i due giovanotti potranno attendere qualche giorno, tanto per cominciare a capire come ci si comporta quando si hanno incarichi istituzionali.
Certo i due sono lesti, lesti assai. Intanto Salvini ha candidato la sua dolce metà alla direzione generale in Rai, in attesa la fa ammirare dagli italiani, in procinto di mettersi a tavola ogni giorno.
Certo Mattarella, ora che i due giovinotti si sono messi d'accordo - quanto durerà? - non può mandarli a quel paese. Quindi il tempo che si sta prendendo serve solo per salvare la faccia e rimettere ordine nel galateo istituzionale che i due non conoscono. Non può far altro. Come nel caso in cui, invitando un ospite di riguardo - e i due sarebbero tali perché votati dal popolo - che a tavola mangia come se fosse un animale, non può far altro che star zitto; magari non lo inviterà una seconda volta, visto che non può dirgli cosa pensa di lui, facendogli notare che a tavola si sta secondo il galateo.
Ma anche perchè, se non accettasse - come potrebbe - il nome del premier, e la lista dei ministri e si mettesse di traverso sulla strada, per ora spianata, del governo, cosa potrebbe accadere? Un presidente contro il Parlamento.
Avrà certo da ridire sui ministri. A cominciare dal nome per il ministero chiave dell'Economia, per il quale è stato proposto un professore certamente di vaglia, Savona, ex ministro, ma che ha già 82 anni ed è contro l'Europa, ma che proposto da Salvini, sarebbe anche gradito a Berlusconi con il quale, quand'era a Palazzo Chigi, ha avuto incarichi di peso. I due giovanotti sono matti!
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martedì 22 maggio 2018
mercoledì 22 novembre 2017
Un grande ospedale della Capitale che non ha il reparto di neurochirurgia. Siamo un paese civile?
Il tragico episodio della morte della quattordicenne a Roma getta nello sconforto tutti i normali cittadini che si domandano: come è possibile che un grande ospedale come il 'Pertini' non abbia un reparto di neurochirurgia?
I fatti.Diagnosi sbagliata, quando la mamma ha portato la ragazzina in ospedale con un forte mal di testa: stress; mentre se le avessero fatto un 'tac' od una 'risonanza' - noi non sappiamo quale delle due, non siamo esperti nella materia - avrebbero forse capito che lo stress non c'entrava affatto.
La ragazzina va a casa con la madre, rassicurata. Ma quando torna a scuola si accascia e da allora comincia il tragico calvario. Torna in ospedale, dopo aver atteso l'ambulanza. dove le fanno, non immediatamente, la 'tac' e si accorgono, pur trattandosi di un caso assai raro, dell'aneurisma. Ma L'OSPEDALE PERTINI NON HA UN REPARTO DI NEUROCHIRURGIA.
Di nuovo ambulanza e trasferimento al 'Bambino Gesù', dove viene immediatamente operata. Ma nel frattempo sono passate oltre due ore, un tempo infinito in simili casi . Niente da fare. Troppo tardi. La bambina, che AVREBBE POTUTO SALVARSI, se gli ospedali fossero in Italia come dovrebbero, nonostante ciò che la Lorenzin vuole farci credere, è morta a quattordici anni.
Il prof. Giulio Maira, intervistato, ha effettivamente ammesso che un aneurisma a quell'età è un caso molto raro. Passi perciò la prima diagnosi sbagliata - stress - all'ospedale, dove comunque avrebbero potuto fare un'indagine al primo ricovero, ma non l'hanno fatto perchè il 'pronto soccorso' lì, come in altri istituti ospedalieri, è sempre affollato ecc... ecc... tutte cose che sappiamo. Ma la seconda volta occorreva fargliela presto l'indagine e a seguito dell'esito, operarla d'urgenza, e forse si sarebbe salvata.
I casi di malasanità in Italia sono frequenti anzi normali; come frequente ed anche normale è l'invio da parte della Lorenzin di ispettori. Ma tutto resta come prima. Questo ci preme sottolineare qui. L'ospedale 'Pertini' non può non avere una neurochirurgia. Mancano i soldi, ci verrebbe risposto. I soldi trovateli, replichiamo.
Questo è il problema. Gli ospedali e le scuole, in ogni paese della nazione, grandi o piccoli, devono vantare un grado altissimo di eccellenza ed efficienza. Questo fa un paese civile. Che non può non garantire la salute fisica e mentale dei suoi cittadini. Gli ospedali insufficienti e poco efficienti, le scuole insicure fisicamente ed anche intellettualmente devono diventare solo un tristissimo ricordo.
Ci hanno impressionato le dichiarazioni della preside del Liceo 'Virgilio' dove è caduto un soffitto che poteva fare una strage di ragazzi che passano ogni giorno la mattinata a scuola; la quale ha detto che 'i professori non riescono a 'governare' gli allievi a dialogare con loro. La preside forse non si è resa conto di quel che diceva, dimostrando che chi le ha affidato quella responsabilità non conosceva la sua incapacità ed inadeguatezza. Ma come, i professori non sanno, o non riescono a parlare ai loro allievi? Che sanno fare allora' ? A noi che abbiamo insegnato per una quarantina d'anni, anche in scuole turbolenti ed in anni di contestazione, non è mai passato per la testa che in situazioni particolari non saremmo stati in grado di avere un colloquio od anche un dibattito con i nostri studenti. E quando ci è capitato siamo stati all'altezza del momento. Ammettere di non averlo significa per un insegnante, ammettere il proprio fallimento. Questo in fondo ha voluto dire la preside inesperta. Una ammissione gravissima!
Come si esce da questa situazioni precaria anche fisicamente? Tagliando tutti -TUTTIIII - i privilegi, innanzitutto economici di qualunque categoria, dai parlamentari ai magistrati ai manager pubblici, e con quei soldi cominciare a pensare a mettere fine ai troppi buchi neri degli ospedali e delle scuole. Poi occorre trovare altri fondi, perchè quelli sicuramente non basteranno. ma intanto si cominci con quelli.
Invece accade che si debbano ascoltare quasi giornalmente notizie di malasanità e cattiva scuola, mentre, altrettanto giornalmente, il taglio dei privilegi e degli sprechi - che sono altrettanto diffusissimi!- viene attribuito all'antipolitica che un giorno finirà. Perchè - si dice- il taglio di quei privilegi non cambierà nulla di importante nel paese. Intanto si cominci da lì, si è atteso fin troppo. Il resto verrà dopo.
I fatti.Diagnosi sbagliata, quando la mamma ha portato la ragazzina in ospedale con un forte mal di testa: stress; mentre se le avessero fatto un 'tac' od una 'risonanza' - noi non sappiamo quale delle due, non siamo esperti nella materia - avrebbero forse capito che lo stress non c'entrava affatto.
La ragazzina va a casa con la madre, rassicurata. Ma quando torna a scuola si accascia e da allora comincia il tragico calvario. Torna in ospedale, dopo aver atteso l'ambulanza. dove le fanno, non immediatamente, la 'tac' e si accorgono, pur trattandosi di un caso assai raro, dell'aneurisma. Ma L'OSPEDALE PERTINI NON HA UN REPARTO DI NEUROCHIRURGIA.
Di nuovo ambulanza e trasferimento al 'Bambino Gesù', dove viene immediatamente operata. Ma nel frattempo sono passate oltre due ore, un tempo infinito in simili casi . Niente da fare. Troppo tardi. La bambina, che AVREBBE POTUTO SALVARSI, se gli ospedali fossero in Italia come dovrebbero, nonostante ciò che la Lorenzin vuole farci credere, è morta a quattordici anni.
Il prof. Giulio Maira, intervistato, ha effettivamente ammesso che un aneurisma a quell'età è un caso molto raro. Passi perciò la prima diagnosi sbagliata - stress - all'ospedale, dove comunque avrebbero potuto fare un'indagine al primo ricovero, ma non l'hanno fatto perchè il 'pronto soccorso' lì, come in altri istituti ospedalieri, è sempre affollato ecc... ecc... tutte cose che sappiamo. Ma la seconda volta occorreva fargliela presto l'indagine e a seguito dell'esito, operarla d'urgenza, e forse si sarebbe salvata.
I casi di malasanità in Italia sono frequenti anzi normali; come frequente ed anche normale è l'invio da parte della Lorenzin di ispettori. Ma tutto resta come prima. Questo ci preme sottolineare qui. L'ospedale 'Pertini' non può non avere una neurochirurgia. Mancano i soldi, ci verrebbe risposto. I soldi trovateli, replichiamo.
Questo è il problema. Gli ospedali e le scuole, in ogni paese della nazione, grandi o piccoli, devono vantare un grado altissimo di eccellenza ed efficienza. Questo fa un paese civile. Che non può non garantire la salute fisica e mentale dei suoi cittadini. Gli ospedali insufficienti e poco efficienti, le scuole insicure fisicamente ed anche intellettualmente devono diventare solo un tristissimo ricordo.
Ci hanno impressionato le dichiarazioni della preside del Liceo 'Virgilio' dove è caduto un soffitto che poteva fare una strage di ragazzi che passano ogni giorno la mattinata a scuola; la quale ha detto che 'i professori non riescono a 'governare' gli allievi a dialogare con loro. La preside forse non si è resa conto di quel che diceva, dimostrando che chi le ha affidato quella responsabilità non conosceva la sua incapacità ed inadeguatezza. Ma come, i professori non sanno, o non riescono a parlare ai loro allievi? Che sanno fare allora' ? A noi che abbiamo insegnato per una quarantina d'anni, anche in scuole turbolenti ed in anni di contestazione, non è mai passato per la testa che in situazioni particolari non saremmo stati in grado di avere un colloquio od anche un dibattito con i nostri studenti. E quando ci è capitato siamo stati all'altezza del momento. Ammettere di non averlo significa per un insegnante, ammettere il proprio fallimento. Questo in fondo ha voluto dire la preside inesperta. Una ammissione gravissima!
Come si esce da questa situazioni precaria anche fisicamente? Tagliando tutti -TUTTIIII - i privilegi, innanzitutto economici di qualunque categoria, dai parlamentari ai magistrati ai manager pubblici, e con quei soldi cominciare a pensare a mettere fine ai troppi buchi neri degli ospedali e delle scuole. Poi occorre trovare altri fondi, perchè quelli sicuramente non basteranno. ma intanto si cominci con quelli.
Invece accade che si debbano ascoltare quasi giornalmente notizie di malasanità e cattiva scuola, mentre, altrettanto giornalmente, il taglio dei privilegi e degli sprechi - che sono altrettanto diffusissimi!- viene attribuito all'antipolitica che un giorno finirà. Perchè - si dice- il taglio di quei privilegi non cambierà nulla di importante nel paese. Intanto si cominci da lì, si è atteso fin troppo. Il resto verrà dopo.
lunedì 11 settembre 2017
Boicottare MILLENNIUM, mensile diretto da Peter Gomez, che è contro 'l'obbligo dei vaccini'
Alla fine anche i due paladini dell'antivaccinismo Maroni e Zaia, politici e medici di rango, si sono arresi di fronte all'onda di indignazione popolare nei loro confronti, seguita all'approvazione della legge che stabilisce l'obbligo di vaccinare i bambini che frequentano le scuole del nostro paese. I casi recenti di morbillo come anche altri poco lontani di meningite, in alcune zone del paese, avevano fatto assumere al governo la decisione, suffragata da pareri medici autorevoli e disinteressati, di imporre l'obbligo dei vaccini per evitare, specie in ambienti scolastici, il nascere di epidemie di malattie, alcune delle quali che sembravano debellate definitivamente nel nostro paese, sono, invece, riapparse.
All'inizio s'era opposta alla Lorenzin la Fedeli, per difendere il diritto 'primario' allo studio, messo in dubbio dal diritto che la Lorenzin con la legge sui vaccini voleva difendere, quello cioè alla salute, altrettanto 'primario',ma che deve essere salvaguardato, prima di ogni altro.
Medici e ricercatori di ogni scuola hanno rassicurato sulla bontà, sull'efficacia ed imprescindibilità dei vaccini, nonostante i casi di complicanze, pur registrati, ma statisticamente davvero irrilevanti: si parla di percentuali pari ad 1 su 1.000.000.
Sentito il parere dei medici, quel che pensa il governatore del Veneto o della Lombardia ( ora ci si è messo anche quello della Puglia, altro campione in medicina!) o i rispettivi assessori alla salute, sinceramente non frega niente a nessuno, e meglio sarebbe se tacessero sull'argomento, non avendo nessun diritto, per competenza, a parlare. Mentre lo fanno per accaparrarsi, vergogna!, il favore di possibili futuri elettori.
E per far sapere al mondo che esistono, non avendo altri modi, se non quello di sparare cazzate, autentiche cazzate, le sparano, addirittura con i cannoni che ne amplificano la gravità.
Ora si possono capire i governatori in cerca di spazio, notorietà e voti, ma che anche un giornale, anzi un mensile, quindi un periodico, che dovrebbe pensarci due volte prima di impegnarsi in una campagna, si faccia sostenitore della campagna contro l'obbligo dei vaccini, è davvero sorprendente, per non dire oscurantista ed antiscientifico. Anche se veste l'armatura del giornalismo d'inchiesta, raccontando come in altri paesi ci si comporta con i vaccini, che sono frutto di una scelta, a seguito di informazione. La tesi di Zaia. Lui vuole informare. Ma, cosa si debba fare, in attesa che la popolazione venga informata, non sa dircelo.
Probabilmente in quei paesi dei quali parla MILLENNIUM i casi di epidemie, seppure geograficamente circoscritte, di morbillo e meningite, non si sono avute, perchè la popolazione è vaccinata nelle percentuali richieste. Ma da noi, dove i casi si sono avuti, i medici sono d'accordo che l'unico rimedio oggi conosciuto ed efficace è quello delle vaccinazioni preventive.
Perciò di quello che pensa il Millennium di Peter Gomez a noi non frega assolutamente nulla. Noi siamo, con medici e scienziati, per le vaccinazioni obbligatorie, perchè vogliamo proteggere TUTTI i bambini, oltre quelli a noi più cari, che frequentano le nostre scuole.
E per questa ragione vogliamo BOICOTTARE MILLENNIUM , invitando tutti a NON COMPRARLO.
All'inizio s'era opposta alla Lorenzin la Fedeli, per difendere il diritto 'primario' allo studio, messo in dubbio dal diritto che la Lorenzin con la legge sui vaccini voleva difendere, quello cioè alla salute, altrettanto 'primario',ma che deve essere salvaguardato, prima di ogni altro.
Medici e ricercatori di ogni scuola hanno rassicurato sulla bontà, sull'efficacia ed imprescindibilità dei vaccini, nonostante i casi di complicanze, pur registrati, ma statisticamente davvero irrilevanti: si parla di percentuali pari ad 1 su 1.000.000.
Sentito il parere dei medici, quel che pensa il governatore del Veneto o della Lombardia ( ora ci si è messo anche quello della Puglia, altro campione in medicina!) o i rispettivi assessori alla salute, sinceramente non frega niente a nessuno, e meglio sarebbe se tacessero sull'argomento, non avendo nessun diritto, per competenza, a parlare. Mentre lo fanno per accaparrarsi, vergogna!, il favore di possibili futuri elettori.
E per far sapere al mondo che esistono, non avendo altri modi, se non quello di sparare cazzate, autentiche cazzate, le sparano, addirittura con i cannoni che ne amplificano la gravità.
Ora si possono capire i governatori in cerca di spazio, notorietà e voti, ma che anche un giornale, anzi un mensile, quindi un periodico, che dovrebbe pensarci due volte prima di impegnarsi in una campagna, si faccia sostenitore della campagna contro l'obbligo dei vaccini, è davvero sorprendente, per non dire oscurantista ed antiscientifico. Anche se veste l'armatura del giornalismo d'inchiesta, raccontando come in altri paesi ci si comporta con i vaccini, che sono frutto di una scelta, a seguito di informazione. La tesi di Zaia. Lui vuole informare. Ma, cosa si debba fare, in attesa che la popolazione venga informata, non sa dircelo.
Probabilmente in quei paesi dei quali parla MILLENNIUM i casi di epidemie, seppure geograficamente circoscritte, di morbillo e meningite, non si sono avute, perchè la popolazione è vaccinata nelle percentuali richieste. Ma da noi, dove i casi si sono avuti, i medici sono d'accordo che l'unico rimedio oggi conosciuto ed efficace è quello delle vaccinazioni preventive.
Perciò di quello che pensa il Millennium di Peter Gomez a noi non frega assolutamente nulla. Noi siamo, con medici e scienziati, per le vaccinazioni obbligatorie, perchè vogliamo proteggere TUTTI i bambini, oltre quelli a noi più cari, che frequentano le nostre scuole.
E per questa ragione vogliamo BOICOTTARE MILLENNIUM , invitando tutti a NON COMPRARLO.
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mercoledì 26 luglio 2017
1 romano a guardia di 1 cassonetto. La fantasia dei Cinquestelle al potere
La notizia è di quelle bomba. L'amministrazione capitolina e la sua controllata AMA - perchè poi le hanno dato un tale nome soave? - hanno assicurato che ci vorrà un anno prima che la situazione della monnezza a Roma venga definitivamente risolta.Nel frattempo, a giorni alterni, vediamo accumularsi montagne di rifiuti presso ogni cassonetto, che non riesce più a contenerli, visto che la raccolta non è più neanche giornaliera. L'assessore Montanari, spalleggiata dalla sindaca che ora , in verità, s'è trovata anche un'altra gatta da pelare, quella dell'acqua, messa in mezzo da Zingaretti da una parte - il quale ha emanato quella sua ordinanza di divieto di prelievo delle acque del Lago di Bracciano, che soddisfano solo l'8% del fabbisogno cittadino, dopo che il consorzio, presieduto da Raggi, che monitora la salute del nostro territorio, ha fatto presente che il Lago di sta abbassando, e, mentre , al
contrario, il presidente di Acea , pur considerando il periodo di grave siccità, dice che l'allarme per il Lago di Bracciano è ingiustificato - e dall'altra dalla ministra Lorenzin che ha ingiunto alla sindaca ed a Zingaretti, a provvedere di acqua gli ospedali , minacciandoli di denuncia.
Insomma la stessa Raggi che ha provocato l'ordinanza di Zingaretti, ora prova a gettare la croce sulle spalle del governatore, chiamandosi fuori e facendo la parte di chi vuole a tutti i costi risolvere il problema, convocando attorno ad un tavolo in Campidoglio i protagonisti dell'ultimo dramma capitolino. Perchè di dramma si tratta, anche se ora tutti invocano l'apparizione del deus ex machina, nella duplice veste: della pioggia - che oggi è arrivata, ma solo per inumidire il terreno e forse anche per evitare qualche altro incendio - e della vacanza agostana, quando la città si svuota di residenti e i consumi anche di acqua calano. Insomma anche il problema dell'acqua deve rivolverlo qualcun altro, come del resto tutti gli altri problemi, sempre.
Ma c'è anche la farsa. L'assessore Montanari, che non riesce ad assicurare alla Capitale al raccolta dei rifiuti ed il loro smaltimento - altrimenti si fa il gioco di toglierli da una parte e portarli in un'altra, ha avuto un'idea geniale: mettere un cittadino a guardia di ogni cassonetto, per una duplice o triplice funzione- dopo averli naturalmente istruiti questi guardiani ed educatori di monnezza.
Innanzitutto devono istruire i cittadini sul modo corretto di gettar i rifiuti nei cassonetti, ipotizzando dopo qualche mese di istruzione che i cittadini di rifiuti ne gettano sempre meno, e sanzionando quelli che continuano a tener un comportamento scorretto, cioè a gettare tutti i rifiuti che hanno accumulato in casa ( se vengono educati a gettarne sempre meno, forse un giorno impareranno anche a non produrli - sogna l'assessora che nel frattempo avrà trovato il modo di raccoglierli come si deve e smaltirli).
Il loro secondo compito è quello di restare a guardia dei cassonetti pieni e traboccanti di rifiuti, nel timore che qualcuno che non sia nè la Montanari, nè la Raggi e neppure l'AMA - gli unici abilitati a raccoglierli - li rubi , li trasferisca altrove e ne tragga profitto, come accade in molti paesi ed anche in qualche zona i cui governanti,con meno fantasia dei governanti romani, li raccolgono regolarmente, li trattano e ne traggono vantaggi anche economici, con il riciclo dei materiali che lo consentono.
E intanto, con questi angeli custodi della monnezza, attenderemo che Raggi, Montanari ed AMA, ci facciano l'atteso regalo di togliere dalle strade la montagna di rifiuti divenuta ormai parte del paesaggio romano.
contrario, il presidente di Acea , pur considerando il periodo di grave siccità, dice che l'allarme per il Lago di Bracciano è ingiustificato - e dall'altra dalla ministra Lorenzin che ha ingiunto alla sindaca ed a Zingaretti, a provvedere di acqua gli ospedali , minacciandoli di denuncia.
Insomma la stessa Raggi che ha provocato l'ordinanza di Zingaretti, ora prova a gettare la croce sulle spalle del governatore, chiamandosi fuori e facendo la parte di chi vuole a tutti i costi risolvere il problema, convocando attorno ad un tavolo in Campidoglio i protagonisti dell'ultimo dramma capitolino. Perchè di dramma si tratta, anche se ora tutti invocano l'apparizione del deus ex machina, nella duplice veste: della pioggia - che oggi è arrivata, ma solo per inumidire il terreno e forse anche per evitare qualche altro incendio - e della vacanza agostana, quando la città si svuota di residenti e i consumi anche di acqua calano. Insomma anche il problema dell'acqua deve rivolverlo qualcun altro, come del resto tutti gli altri problemi, sempre.
Ma c'è anche la farsa. L'assessore Montanari, che non riesce ad assicurare alla Capitale al raccolta dei rifiuti ed il loro smaltimento - altrimenti si fa il gioco di toglierli da una parte e portarli in un'altra, ha avuto un'idea geniale: mettere un cittadino a guardia di ogni cassonetto, per una duplice o triplice funzione- dopo averli naturalmente istruiti questi guardiani ed educatori di monnezza.
Innanzitutto devono istruire i cittadini sul modo corretto di gettar i rifiuti nei cassonetti, ipotizzando dopo qualche mese di istruzione che i cittadini di rifiuti ne gettano sempre meno, e sanzionando quelli che continuano a tener un comportamento scorretto, cioè a gettare tutti i rifiuti che hanno accumulato in casa ( se vengono educati a gettarne sempre meno, forse un giorno impareranno anche a non produrli - sogna l'assessora che nel frattempo avrà trovato il modo di raccoglierli come si deve e smaltirli).
Il loro secondo compito è quello di restare a guardia dei cassonetti pieni e traboccanti di rifiuti, nel timore che qualcuno che non sia nè la Montanari, nè la Raggi e neppure l'AMA - gli unici abilitati a raccoglierli - li rubi , li trasferisca altrove e ne tragga profitto, come accade in molti paesi ed anche in qualche zona i cui governanti,con meno fantasia dei governanti romani, li raccolgono regolarmente, li trattano e ne traggono vantaggi anche economici, con il riciclo dei materiali che lo consentono.
E intanto, con questi angeli custodi della monnezza, attenderemo che Raggi, Montanari ed AMA, ci facciano l'atteso regalo di togliere dalle strade la montagna di rifiuti divenuta ormai parte del paesaggio romano.
sabato 10 giugno 2017
SOS salute.Vitamine per il governo Gentiloni e vaccini per i Grillini
Cominciamo dai vaccini la cui somministrazione sembra più urgente, dopo la firma del Quirinale al decreto Lorenzin e la pubblicazione del medesimo sulla Gazzetta ufficiale.
Preoccupano le voci giunte da alcune asl sulla mancanza di vaccini disponibili e sul differimento della loro somministrazione all'autunno, quando le scorte saranno nuovamente disponibili.
Ora però occorre, ad ogni costo, che il vaccino 'trivalente' capace, forse, di immunizzare contro la stupidità, la paranoia e la dissociazione di personalità, venga fornito alla Asl parlamentare per la vaccinazione obbligatoria dei parlamentari grillini, particolarmente affetti da tali malattie professionali. A cominciare dal parlamentare Sibilia il quale, a sua volta, ha consigliato sempre alla asl del Parlamento di procurarsi il vaccino da somministrare alla Lorenzin, contro la decretazione vaccinale, dalla quale a suo paranoico parere, sembrerebbe affetta. E speriamo che la vaccinazione sortisca i suoi effetti; perchè la sua efficacia potrebbe essere annullata dall'età avanzata e dallo stato di salute 'mentale' già compromesso dei vaccinandi. Vaccinar non nuoce.
Dai vaccini alle vitamine. Nei giorni scorsi più d'un giornale ha elencato tutte le leggi che con le elezioni anticipate avrebbero interrotto il loro cammino parlamentare per l'approvazione, notando che si tratta di leggi importanti che farebbero compiere al nostro paese un passo avanti decisivo sul cammino delle riforme che da anni si attendono.
Ora, scongiurate - come sembrano - le elezioni anticipate, il Governo Gentiloni ha bisogno di una robusta iniezione di vitamine per proseguire nel suo cammino riformatore, non strombazzato (alla maniera di Renzi) ma continuo. Forse con una robusta dose di vitamine anche lo stesso Gentiloni che appare un pò impallidito, prenderebbe più vigore, e potrebbe fare orecchie da mercante alle lusinghe delle sirene che continuamente vogliono indicargli la strada de seguire ( vedi Renzi). Gentiloni sa che non verrà rieletto, e che forse otterrà, o potrebbe ottenere un ministero nel prossimo gabinetto, anche se per uno che è stato capo del governo, non sarebbe il massimo.
E allora, visto che ha davanti ancora un semestre o poco più di governo, nel quale dimostrerà tutte le sue capacità, governi e faccia, senza sentire nessuno, ciò che crede necessario al futuro del nostro paese. Non serve ingraziarsi nessuno, se farà il premier come il paese si attende da lui, avrà fatto il massimo.
Oltre le vitamine, a Gentiloni serviebbe anche un aiutino dei presidenti delle due Camere. Visto che ora sono salvi i vitalizi degli eletti per la prima volta - secondo la legge vigente - che almeno Camera e Senato discutano la proposta di legge Richetti, per la quale, vitalizi presenti, e futuri, siano ricalcolati TUTTI, secondo il sistema contributivo. Sarebbe un segnale, non da poco.
Preoccupano le voci giunte da alcune asl sulla mancanza di vaccini disponibili e sul differimento della loro somministrazione all'autunno, quando le scorte saranno nuovamente disponibili.
Ora però occorre, ad ogni costo, che il vaccino 'trivalente' capace, forse, di immunizzare contro la stupidità, la paranoia e la dissociazione di personalità, venga fornito alla Asl parlamentare per la vaccinazione obbligatoria dei parlamentari grillini, particolarmente affetti da tali malattie professionali. A cominciare dal parlamentare Sibilia il quale, a sua volta, ha consigliato sempre alla asl del Parlamento di procurarsi il vaccino da somministrare alla Lorenzin, contro la decretazione vaccinale, dalla quale a suo paranoico parere, sembrerebbe affetta. E speriamo che la vaccinazione sortisca i suoi effetti; perchè la sua efficacia potrebbe essere annullata dall'età avanzata e dallo stato di salute 'mentale' già compromesso dei vaccinandi. Vaccinar non nuoce.
Dai vaccini alle vitamine. Nei giorni scorsi più d'un giornale ha elencato tutte le leggi che con le elezioni anticipate avrebbero interrotto il loro cammino parlamentare per l'approvazione, notando che si tratta di leggi importanti che farebbero compiere al nostro paese un passo avanti decisivo sul cammino delle riforme che da anni si attendono.
Ora, scongiurate - come sembrano - le elezioni anticipate, il Governo Gentiloni ha bisogno di una robusta iniezione di vitamine per proseguire nel suo cammino riformatore, non strombazzato (alla maniera di Renzi) ma continuo. Forse con una robusta dose di vitamine anche lo stesso Gentiloni che appare un pò impallidito, prenderebbe più vigore, e potrebbe fare orecchie da mercante alle lusinghe delle sirene che continuamente vogliono indicargli la strada de seguire ( vedi Renzi). Gentiloni sa che non verrà rieletto, e che forse otterrà, o potrebbe ottenere un ministero nel prossimo gabinetto, anche se per uno che è stato capo del governo, non sarebbe il massimo.
E allora, visto che ha davanti ancora un semestre o poco più di governo, nel quale dimostrerà tutte le sue capacità, governi e faccia, senza sentire nessuno, ciò che crede necessario al futuro del nostro paese. Non serve ingraziarsi nessuno, se farà il premier come il paese si attende da lui, avrà fatto il massimo.
Oltre le vitamine, a Gentiloni serviebbe anche un aiutino dei presidenti delle due Camere. Visto che ora sono salvi i vitalizi degli eletti per la prima volta - secondo la legge vigente - che almeno Camera e Senato discutano la proposta di legge Richetti, per la quale, vitalizi presenti, e futuri, siano ricalcolati TUTTI, secondo il sistema contributivo. Sarebbe un segnale, non da poco.
sabato 20 maggio 2017
Anche sulla salute dei cittadini i politici scherzano. Un compromesso per accontentare la ministra Fedeli
Prendete Luca Zaia, ex ministro dell'Agricoltura ed ora governatore della Regione Veneto e provate a chiedervi: con quale competenza e diritto Luca Zaia parla delle vaccinazioni, opponendosi - ma non potrà più farlo d'ora in avanti, in presenza di una legge nazionale - alla loro obbligatorietà? Perchè è governatore? O perchè ha sentito - ed ha capito - quello che la Comunità medica e scientifica afferma sulle vaccinazioni? O ad essa si è rivolto? Nè l'una ne l'altra. Semplicemente, parla.
Come anche, ancor più semplicemente di Zaia, parla quella signora rumena da anni residente nel nostro paese che ha detto che non vaccinerà suo figlio di pochi mesi e che non intende farlo per nessuna ragione, anzi che si appellerà al TAR, al Consiglio di Stato ed anche al Tribunale.
Ora la signora sappia che non potrà mandare suo figlio all'asilo nido e alla scuola materna se non prima vaccinato. E dunque che farà? E sappia anche, qualora decida di tenerlo a casa fino alle elementari, che dalle elementari in su, i genitori che porteranno a scuola i loro figli, devono dimostrare di averli vaccinati e se non l'hanno fatto, sono passibili di multe pecuniarie che arrivano oltre i 7.000 Euro; e il preside delle scuola è tenuto a controllare e denunciare e i genitori, per far loro pagare le multe e comunque farli vaccinare.
Inutile inoltrarsi in una casistica che dimostrerebbe quanto anacronistici siano tanti casi in cui ci si opponga alle vaccinazioni, adducendo quei pochi, statisticamente irrilevanti, se pur dolorosamente rilevantissimi, in cui alla somministrazione di un vaccino è seguito una qualche grave forma di malattia. I casi - dolorosi - esistono, ma l'incidenza eventuale di una epidemia di malattie che credevamo ormai debellate con l'uso dei vaccini, farebbero forse molti e più numerosi danni.
Ciò che però ci preme qui sottolineare è il compromesso cui si è giunti, per non far fare la figura della sconfitta alla Fedeli - anch'essa non avrebbe titolo alcuno per parlare, anche se ministra dell'Istruzione, che difende a spada tratta il diritto alla scuola, opponendolo a quello primordiale alla salute - e cioè di non effettuare tutte le vaccinazioni fino ai dieci anni di età ( compresi i richiami) ma fino a sei, pur avendo aumentato il numero dei vaccini obbligatori.
Insomma anche sulla salute dei cittadini i politici scherzano, mentre dovrebbero affidarsi CIECAMENTE alle direttive della comunità medica internazionale. Oltre tutto, senza offesa per nessuna delle due, una diplomata alle magistrali (Fedeli) ed una all'Istituto commerciale ( Lorenzin) quale titolo hanno per parlare in proprio di medicina? NESSUNO. E speriamo che lo capiscano!
Come anche, ancor più semplicemente di Zaia, parla quella signora rumena da anni residente nel nostro paese che ha detto che non vaccinerà suo figlio di pochi mesi e che non intende farlo per nessuna ragione, anzi che si appellerà al TAR, al Consiglio di Stato ed anche al Tribunale.
Ora la signora sappia che non potrà mandare suo figlio all'asilo nido e alla scuola materna se non prima vaccinato. E dunque che farà? E sappia anche, qualora decida di tenerlo a casa fino alle elementari, che dalle elementari in su, i genitori che porteranno a scuola i loro figli, devono dimostrare di averli vaccinati e se non l'hanno fatto, sono passibili di multe pecuniarie che arrivano oltre i 7.000 Euro; e il preside delle scuola è tenuto a controllare e denunciare e i genitori, per far loro pagare le multe e comunque farli vaccinare.
Inutile inoltrarsi in una casistica che dimostrerebbe quanto anacronistici siano tanti casi in cui ci si opponga alle vaccinazioni, adducendo quei pochi, statisticamente irrilevanti, se pur dolorosamente rilevantissimi, in cui alla somministrazione di un vaccino è seguito una qualche grave forma di malattia. I casi - dolorosi - esistono, ma l'incidenza eventuale di una epidemia di malattie che credevamo ormai debellate con l'uso dei vaccini, farebbero forse molti e più numerosi danni.
Ciò che però ci preme qui sottolineare è il compromesso cui si è giunti, per non far fare la figura della sconfitta alla Fedeli - anch'essa non avrebbe titolo alcuno per parlare, anche se ministra dell'Istruzione, che difende a spada tratta il diritto alla scuola, opponendolo a quello primordiale alla salute - e cioè di non effettuare tutte le vaccinazioni fino ai dieci anni di età ( compresi i richiami) ma fino a sei, pur avendo aumentato il numero dei vaccini obbligatori.
Insomma anche sulla salute dei cittadini i politici scherzano, mentre dovrebbero affidarsi CIECAMENTE alle direttive della comunità medica internazionale. Oltre tutto, senza offesa per nessuna delle due, una diplomata alle magistrali (Fedeli) ed una all'Istituto commerciale ( Lorenzin) quale titolo hanno per parlare in proprio di medicina? NESSUNO. E speriamo che lo capiscano!
venerdì 19 maggio 2017
A Roma tolgo il saluto e alla ministra Fedeli la parola; mentre Renzi alla Orlandi toglie il posto
Si saluta chi si conosce, si fa così di norma, salvo i casi in cui non si voglia salutare chiunque si abbia ad incrociare per strada o altrove. Altrimenti non si saluta. Ma accade anche che non si saluti una persona di nostra conoscenza, che non vediamo da molto, qualora abbia subito tali e tante offese dal tempo e dai malanni, da rendercelo irriconoscibile. Sta accadendo anche con Roma, ogni volta che la giriamo, lontano dai luoghi solitamente frequentati, e la troviamo sempre più irriconoscibile: sporca oltre ogni limite, caciarona, invasa da bancarelle e paccottiglie le più diverse, pizzerie, fast food. la Roma che conoscevamo e che amavamo non c'è e perciò le togliamo il saluto.
E alla ministra dell'istruzione Fedeli vorremmo togliere la parola. Perchè dopo la bocciatura della sua proposta contraria alla obbligatorietà delle vaccinazioni, forse ringalluzzita dal sostegno che le è venuto da Pierluigi Battista ( Corriere della Sera). Il quale, a difesa della Fedeli contro la Lorenzin ha presentato il caso limite di un ragazzo di dieci anni che si presenta a scuola, accompagnato dai genitori, e che non è vaccinato. Che fa la scuola lo manda a casa? No, caro Battista, lo si fa immediatamente vaccinare e la cosa è risolta. Adesso la Fedeli torna a polemizzare con la Lorenzin sull'età entro la quale le vaccinazioni sono obbligatorie. Secondo la ministra Fedeli fino a sei anni, secondo la Lorenzin che, immaginiamo, si faccia portavoce della medicina, fino a dieci. Perchè prima di quell'età il ciclo di vaccinazioni con i richiami previsti non è completo.
E' a tutti evidente come la Fedeli, nonchè ministro, sulle vaccinazioni non ha diritto di parola. Non spetta a Lei stabilire quando il ciclo di vaccinazioni può ritenersi completo. Lo devono stabilire e medici e lei dovrà attenersi, zitta mosca.
Renzi, pur dall'esterno di Palazzo Chigi, continua a dettar legge come ne fosse ancora l'inquilino, mentre ad abitarvi ora è Gentiloni, anche se alle dipendenze di Renzi. L'ultimo diktat riguarda la direttrice dell'Agenzia delle Entrate, donna energica che in tutti questi anni non si è fatta mai beccare per nessuna cosa, e che ha portato tanti soldi nelle casse dello Stato. Il suo mandato è in scadenza nel giro di un mese, e Lei che evidentemente sta sul c. a Renzi e, si dice anche a Padoan, a dispetto dei risultati raggiunti, deve sloggiare, per far posto ad un fedelissimo dell'ex premier, il prof. Ruffini, figlio di ministro, nipote di cardinale.
Dunque nell'era Renzi e post Renzi, chi fa bene può anche essere rimosso, basta che stia sul c. a qualcuno e che al suo posto voglia andarci un altro. E' possibile che si sia giunti a tale punto di barbarie,? Perchè gli interessi generali e pubblici non devono essere curati con la stessa deiligenza con cui si curano, solitamente, i propri?
E alla ministra dell'istruzione Fedeli vorremmo togliere la parola. Perchè dopo la bocciatura della sua proposta contraria alla obbligatorietà delle vaccinazioni, forse ringalluzzita dal sostegno che le è venuto da Pierluigi Battista ( Corriere della Sera). Il quale, a difesa della Fedeli contro la Lorenzin ha presentato il caso limite di un ragazzo di dieci anni che si presenta a scuola, accompagnato dai genitori, e che non è vaccinato. Che fa la scuola lo manda a casa? No, caro Battista, lo si fa immediatamente vaccinare e la cosa è risolta. Adesso la Fedeli torna a polemizzare con la Lorenzin sull'età entro la quale le vaccinazioni sono obbligatorie. Secondo la ministra Fedeli fino a sei anni, secondo la Lorenzin che, immaginiamo, si faccia portavoce della medicina, fino a dieci. Perchè prima di quell'età il ciclo di vaccinazioni con i richiami previsti non è completo.
E' a tutti evidente come la Fedeli, nonchè ministro, sulle vaccinazioni non ha diritto di parola. Non spetta a Lei stabilire quando il ciclo di vaccinazioni può ritenersi completo. Lo devono stabilire e medici e lei dovrà attenersi, zitta mosca.
Renzi, pur dall'esterno di Palazzo Chigi, continua a dettar legge come ne fosse ancora l'inquilino, mentre ad abitarvi ora è Gentiloni, anche se alle dipendenze di Renzi. L'ultimo diktat riguarda la direttrice dell'Agenzia delle Entrate, donna energica che in tutti questi anni non si è fatta mai beccare per nessuna cosa, e che ha portato tanti soldi nelle casse dello Stato. Il suo mandato è in scadenza nel giro di un mese, e Lei che evidentemente sta sul c. a Renzi e, si dice anche a Padoan, a dispetto dei risultati raggiunti, deve sloggiare, per far posto ad un fedelissimo dell'ex premier, il prof. Ruffini, figlio di ministro, nipote di cardinale.
Dunque nell'era Renzi e post Renzi, chi fa bene può anche essere rimosso, basta che stia sul c. a qualcuno e che al suo posto voglia andarci un altro. E' possibile che si sia giunti a tale punto di barbarie,? Perchè gli interessi generali e pubblici non devono essere curati con la stessa deiligenza con cui si curano, solitamente, i propri?
sabato 13 maggio 2017
Chi non ha titolo, come non lo abbiamo anche noi, a parlare delle vaccinazioni e della loro obbligatorietà per iscriversi a scuola, e ha parlato, ora si tappi la bocca
Se avessimo voglia e tempo per stilare un elenco di coloro i quali sono abilitati a parlare riguardo ad alcuni precisi settori ed a tacere su tutti gli altri, scopriremmo che, riguardo ad alcun questioni, anche di grande interesse, la gran parte di coloro che parlano non ha titolo per farlo e dunque dovrebbe tacere.
Come, ad esempio, delle vaccinazioni e della loro obbligatorietà, di cui oggi tanto si discute in Italia, per via che il morbillo ha ricominciato a colpire con una frequenza maggiore di anni passati.
Occorre vaccinarsi o no? e la vaccinazione deve essere obbligatoria o no? Ne discutono, anche animatamente, Grillo e i suoi( che invocano contro la scelta obbligatoria, quella informata), qualche deputato, alcuni assessori alla sanità - che hanno quell'incarico non perché siano medici o sappiano di medicina - qualche ministro, senza laurea come chi, comunque, siede a Viale Trastevere a reggere il dicastero dell'Istruzione ed altri ancora, compresa la Lorenzin il cui unico titolo a parlare è la sua nomina a Ministro della salute.
Gli unici che hanno diritto ad esprimersi sono i medici e le organizzazioni sanitarie nazionali ed internazionali, i quali, insieme, danno voce e fiato alla Lorenzin che alle loro determinazioni, per fortuna, si attiene scrupolosamente; e non dovrebbe mai fare altrimenti.
La ministra Fedeli - abilitata a star zitta nel caso specifico - è stata la prima a mettersi di traverso al decreto della Lorenzin, accampando il diritto allo studio che l'obbligatorietà delle vaccinazioni per tutti coloro che frequentano una scuola, metterebbe in forse. Per fortuna che poi le cose sembrano essere tornate alla giusta casella, quando l'ex premier, Renzi, ha fatto sentire la sua voce all'attuale capo del governo, Gentiloni che, verso il decreto Lorenzin sembrava tiepido, per aver ascoltato pareri di ministri che non avrebbero dovuto parlare. Il decreto sarà presto approvato, perchè il diritto alla salute viene prima di quello all'Istruzione. Capito Fedeli?
Se li avessero vaccinati contro il parlare a vuoto, oggi, non solo nel campo sanitario ma in molti altri, staremmo certamente meglio tutti, per l'effetto gregge che viene invocato anche per la obbligatorietà delle vaccinazioni.
Come, ad esempio, delle vaccinazioni e della loro obbligatorietà, di cui oggi tanto si discute in Italia, per via che il morbillo ha ricominciato a colpire con una frequenza maggiore di anni passati.
Occorre vaccinarsi o no? e la vaccinazione deve essere obbligatoria o no? Ne discutono, anche animatamente, Grillo e i suoi( che invocano contro la scelta obbligatoria, quella informata), qualche deputato, alcuni assessori alla sanità - che hanno quell'incarico non perché siano medici o sappiano di medicina - qualche ministro, senza laurea come chi, comunque, siede a Viale Trastevere a reggere il dicastero dell'Istruzione ed altri ancora, compresa la Lorenzin il cui unico titolo a parlare è la sua nomina a Ministro della salute.
Gli unici che hanno diritto ad esprimersi sono i medici e le organizzazioni sanitarie nazionali ed internazionali, i quali, insieme, danno voce e fiato alla Lorenzin che alle loro determinazioni, per fortuna, si attiene scrupolosamente; e non dovrebbe mai fare altrimenti.
La ministra Fedeli - abilitata a star zitta nel caso specifico - è stata la prima a mettersi di traverso al decreto della Lorenzin, accampando il diritto allo studio che l'obbligatorietà delle vaccinazioni per tutti coloro che frequentano una scuola, metterebbe in forse. Per fortuna che poi le cose sembrano essere tornate alla giusta casella, quando l'ex premier, Renzi, ha fatto sentire la sua voce all'attuale capo del governo, Gentiloni che, verso il decreto Lorenzin sembrava tiepido, per aver ascoltato pareri di ministri che non avrebbero dovuto parlare. Il decreto sarà presto approvato, perchè il diritto alla salute viene prima di quello all'Istruzione. Capito Fedeli?
Se li avessero vaccinati contro il parlare a vuoto, oggi, non solo nel campo sanitario ma in molti altri, staremmo certamente meglio tutti, per l'effetto gregge che viene invocato anche per la obbligatorietà delle vaccinazioni.
giovedì 23 febbraio 2017
Tutti per il Paese, nessuno per se stesso
Da qualche tempo, sempre più spesso, in questo blog compaiono post di argomento tutt'altro che musicale. Vorrete condannarci se ogni tanto distogliamo lo sguardo dal nostro mondo, quello della musica, dove comunque non sono tutte rose e fiori, per allargare l'orizzonte?
Se ci fermassimo alle parole dei politici, specie di quelli che ci governano, e concedessimo loro il massimo di credito, dovremmo ammettere che per tutto il tempo in cui governano non hanno altro pensiero per la testa che il bene del Paese.
Poi, invece, se ci prendiamo la briga di verificare come razzolano tizio o caio che abbiamo ascoltato predicar bene, le cose cambiano dal giorno alla notte, e si fa buio pesto.
Vogliamo parlare di Vasco Errani, uno nel mazzo? Pezzo da novanta del PD emiliano, appena scagionato da un'accusa di cui non ricordiamo il contenuto, per la sua passata responsabilità di governo della sua Regione, durante il quale ha gestito anche il terremoto e post terremoto, è stato nominato dal passato governo, quello di Renzi e confermato da Gentiloni, commissario straordinario per il terremoto. Lo abbiamo visto speso girare per le desolate zone terremotate, ed anche come accompagnatore di premier e ministri in quelle zone. Ora un commissario 'per il terremoto' in una zona in cui le scosse non accennano a diminuire, avrà da fare, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto? Certo. E comunque non basterebbe. Perché per risolvere gli infiniti problemi le sue giornate dovrebbero durare dalle 48 alle 76 ore. E forse solo allora lavorerebbe con l'efficienza necessaria.
E invece che ti fa l'Errani, Vasco. Trova il tempo per andare nella sua sezione PD, a Ravenna, per dichiarare ai suoi compagni di sezione che lui lascia il PD, e si mette sulla strada degli altri compagni scissionisti. Ma, ha assicurato, che non lascerà l'incarico commissariale. Ma forse dovrà necessariamente trascurarlo.
Senza voler apparire per il difensore non richiesto di quella mammoletta che è Renzi, al quale tutti hanno rimproverato di aver fatto perdere all'Italia una intera stagione politica, impegnando le forze di governo e di opposizione sui temi del referendum del 4 dicembre, vorremmo far notare che fra gli accusatori dell'ex premier, c'era anche Emiliano, governatore pugliese, il quale per far campagna contro Renzi, quando era ancora premier, andava dicendo che al governo i problemi della sua governata Puglia non interessavano affatto, mentre a lui sì, E citava il caso drammatico dell'Ilva di Taranto, ma anche il referendum sulle trivelle che toglieva responsabilità al governatore che invece la voleva perché solo così si sentiva pienamente responsabile della sua Regione, ed in grado di dare risposta alle numerose richieste.. Ora, ad Emiliano che da qualche settimana sta ogni giorno, dall'alba a notte fonda, in tv, e perciò lontano anche con la testa dal governo della sua Puglia, è lecito domandare quando si occupa dell'Ilva, sempre che il problema esista ancora.
Possiamo chiedere anche a lui di razzolare bene, esattamente come va predicando?
E poi ci verrebbe da chiedere ai medici che si sono opposti al bando regionale del Lazio relativo all'assunzione di due medici per l'Ospedale s.Camillo, due ginecologi, che non si dichiarino obiettori in fatto di interruzione della gravidanza, se esiste una legge dello Stato in materia e se tale legge è osservata in tutte le strutture sanitarie del paese. Perché se tale legge viene di fatto disattesa, allora la decisione del governatore Zingaretti è più che motivata, essendo altissima la percentuale dei medici obiettori ( che va dall'80 addirittura ad oltre il 90%) Che si opponga la Conferenza episcopale è perfino pleonastico notarlo; ma che lo faccia lo stesso Ministro della salute (che però, non si dimentichi, viene da un partito che a parole si dichiara cattolico, di ispirazione, ed ora, in previsione delle elezioni, non vuole correre il rischio di perdere l'appoggio degli elettori cattolici), è grave; mentre incomprensibile risulta il diverso parere dei medici del Lazio (negativo), e, a favore, quello dell'Ordine nazionale.
Mentre, come molti sanno, specie se ci sono passati loro stessi o qualche loro congiunto o conoscente, fra gli obiettori non sono pochi coloro che in strutture private l'aborto lo praticano, a pagamento, e facendo cartelle false, senza chiedersi se così facendo non mettono alcune donne, che non dispongono dei soldi necessari, in pericolo di vita. A questi mascalzoni, altro che medici, mai nessun ordine professionale ha chiesto il conto, e nei rarissimi casi in cui un conto gli si è chiesto, lo ha fatto la magistratura. Solo la magistratura.
sabato 24 settembre 2016
Non scoperchiare le pentole. Esce di tutto. Come dal Ministero della salute, con il caso Daniela Rodorigo
In tutte le amministrazioni pubbliche, ma anche alla Rai, si parla di tagli di stipendi superiori a 240.000 Euro che sarebbe lo stipendio del Presidente della repubblica. Non si parla però di rimodulazione di tutti gli altri stipendi dei dirigenti dei medesimi enti, di quelli che si trovano, per effetto dello stesso principio degli stipendi gonfiati ed immotivati, poco al di sotto del limite imposto. Di questo non si parla. Sebbene risulti a tutti assurdo che il direttore del TG1, ad esempio, guadagni quando la dirigente 'comunicazione' del Ministero della Salute, dott. Daniela Rodorigo, avvocato, non giornalista né con qualche competenza in fatto di comunicazione, che qualche potente di turno ha messo a quel posto, dirigenziale, e che paga con 236.000 Euro l'anno, il cui nome è venuto fuori nelle ultime ore.
Perchè tanto clamore attorno ad una semplice dirigente, come tante altre, del Ministero? Perchè sarebbe Lei, con tutta la sua incompetenza, la principale responsabile delle ignobili campagne pubblicitarie sulla fertilità ed altro, messe in campo dal ministro Lorenzin, che se ne è lavate le mani.
Insomma dove altro le darebbero 236.000 Euro senza alcuna competenza nel settore cui è preposta?
Scoperchiare le infinite pentole cariche di immeritati privilegi sarebbe necessario, per farne uscire tutto il marcio presente e ricominciare accapo, sperando di diventare una 'pentola' (un paese) finalmente normale. nei vari ministeri di tagli ce ne sarebbero da fare.
Tanto per citarne uno, sapete quanto guadagnava Nastasi da direttore generale del Mibac? intorno a 400.000 Euro, come si lesse da qualche parte? E da commissario di Bagnoli, dove lo ha spedito Renzi? Avrebbe guadagnato molto molto meno, ed allora il premier se lo è portato, nominalmente, a Palazzo Chigi, come vice segretario generale, per fargli salvo lo stipendio , e da lì commissaria Bagnoli, con grande gioia di de Magistris?
Con tutta la sua mole, Nastasi si merita uno stipendio simile, il doppio quasi del Presidente della Repubblica e il triplo dello stesso premier, suo padrone? Suvvia.
Pulizia vogliamo.
Perchè tanto clamore attorno ad una semplice dirigente, come tante altre, del Ministero? Perchè sarebbe Lei, con tutta la sua incompetenza, la principale responsabile delle ignobili campagne pubblicitarie sulla fertilità ed altro, messe in campo dal ministro Lorenzin, che se ne è lavate le mani.
Insomma dove altro le darebbero 236.000 Euro senza alcuna competenza nel settore cui è preposta?
Scoperchiare le infinite pentole cariche di immeritati privilegi sarebbe necessario, per farne uscire tutto il marcio presente e ricominciare accapo, sperando di diventare una 'pentola' (un paese) finalmente normale. nei vari ministeri di tagli ce ne sarebbero da fare.
Tanto per citarne uno, sapete quanto guadagnava Nastasi da direttore generale del Mibac? intorno a 400.000 Euro, come si lesse da qualche parte? E da commissario di Bagnoli, dove lo ha spedito Renzi? Avrebbe guadagnato molto molto meno, ed allora il premier se lo è portato, nominalmente, a Palazzo Chigi, come vice segretario generale, per fargli salvo lo stipendio , e da lì commissaria Bagnoli, con grande gioia di de Magistris?
Con tutta la sua mole, Nastasi si merita uno stipendio simile, il doppio quasi del Presidente della Repubblica e il triplo dello stesso premier, suo padrone? Suvvia.
Pulizia vogliamo.
martedì 20 settembre 2016
Salone del LIbro Milano -Torino o Torino - Milano, addio. Ognuno a suo modo farà guerra al libro
Noi avevamo scommesso, osando e contro ogni nostra fondatissima convinzione, che, per una volta, Franceschini, il 'mezzodisastro' del governo italiano, l'avrebbe avuta vinta con la sua proposta riappacificatrice ai due fronti, milanese e torinese, sul futuro della mostra del libro in Italia.
Ieri la rappresentante dell'AIE - gli editori con i soldi che vogliono fare la 'loro' festa del ( al ) Libro a Rho, nella Fiera di Milano - ha voluto smentire le voci di una rottura delle trattative fra i due fronti; e sembrava convincente, quando negava ogni credibilità alle rivelazioni giornalistiche.
Il gruppo di lavoro (tavolo, si direbbe nel gergo sindacal politico) istituito per trattare la faccenda era costituito da Gorgani ( per l'AIE, i milanesi per essere chiari), da Bray (presidente in pectore della Fondazione del libro torinese), e dai due emissari/rappresentanti dei ministeri interessati ( MIBAC e MIUR) rispettivamente Rummo e Colasanti. Insomma tre contro una e i tre si son fatto fregare. Almeno a leggere i soli titoli dei giornali di questa mattina dagli schermi televisivi.
E se decisione c'è stata, contro la proposta del ministro, questa ci fa capire ancora una volta quanto Franceschini, oltre che a sparare successi su successi non suoi, ed a presenziare a inaugurazioni e convegni, non conti un tubo proprio nei settori che riguardano direttamente il suo dicastero, e non abbia alcun peso politico - ce l'ha più sua moglie nell'aula consigliare del Comune di Roma, nella fossa dei feroci pentastellati che non le mettono paura, e, nonostante i denti affilati lei continui a sbraitare.
Stesso discorso si può fare anche per la Giannini che, nel bel mezzo delle polemiche sui trasferimenti degli insegnanti immessi in ruolo, e sugli inizi disastrosi del nuovo anno scolastico ( dal costo dei libri, alle polemiche su alcuni casi particolari, alle sedi scolastiche non a norma o inagibili e bisognosi di lavori urgenti di messa in sicurezza, alle cattedre ancora scoperte) mette a tacere tutto, riportando l'attenzione su questioni irrilevanti alle quali ricorrono tutti i ministri nel suo dicastero ogni volta che desiderano alzare polveroni: riforma dell'esame di maturità, giudizi espressi con lettere e non più con i voti nella scuola dell'obbligo ( si dovrebbe scrivere: italiano A, matematica C, Scienze B, Giannini D, che equivale a 'insufficiente') modifica dei criteri di formazione delle commissioni d'esame ecc.... Anche la Giannini, che con il mondo dell'editoria dovrebbe avere a che fare, se non altro per il vasto mercato dei libri scolastici, conta nulla e si vede.
Insomma in questa partita a quattro, si è arrivati al paradosso che i tre dell'ala torinese perdono contro l'unica rappresentante di quella milanese, quantomeno non riescono a convincerla su nulla. E fu rottura.
In questo bailamme di confusioni ed impotenze evidenti, su una altro tavolo la Lorenzin gioca alle 'figurine' sulla faccenda della 'fertilità' sulla quale, dopo le polemiche della sua insulsa campagna, ha cambiato linea, anzi figurina.
Ieri la rappresentante dell'AIE - gli editori con i soldi che vogliono fare la 'loro' festa del ( al ) Libro a Rho, nella Fiera di Milano - ha voluto smentire le voci di una rottura delle trattative fra i due fronti; e sembrava convincente, quando negava ogni credibilità alle rivelazioni giornalistiche.
Il gruppo di lavoro (tavolo, si direbbe nel gergo sindacal politico) istituito per trattare la faccenda era costituito da Gorgani ( per l'AIE, i milanesi per essere chiari), da Bray (presidente in pectore della Fondazione del libro torinese), e dai due emissari/rappresentanti dei ministeri interessati ( MIBAC e MIUR) rispettivamente Rummo e Colasanti. Insomma tre contro una e i tre si son fatto fregare. Almeno a leggere i soli titoli dei giornali di questa mattina dagli schermi televisivi.
E se decisione c'è stata, contro la proposta del ministro, questa ci fa capire ancora una volta quanto Franceschini, oltre che a sparare successi su successi non suoi, ed a presenziare a inaugurazioni e convegni, non conti un tubo proprio nei settori che riguardano direttamente il suo dicastero, e non abbia alcun peso politico - ce l'ha più sua moglie nell'aula consigliare del Comune di Roma, nella fossa dei feroci pentastellati che non le mettono paura, e, nonostante i denti affilati lei continui a sbraitare.
Stesso discorso si può fare anche per la Giannini che, nel bel mezzo delle polemiche sui trasferimenti degli insegnanti immessi in ruolo, e sugli inizi disastrosi del nuovo anno scolastico ( dal costo dei libri, alle polemiche su alcuni casi particolari, alle sedi scolastiche non a norma o inagibili e bisognosi di lavori urgenti di messa in sicurezza, alle cattedre ancora scoperte) mette a tacere tutto, riportando l'attenzione su questioni irrilevanti alle quali ricorrono tutti i ministri nel suo dicastero ogni volta che desiderano alzare polveroni: riforma dell'esame di maturità, giudizi espressi con lettere e non più con i voti nella scuola dell'obbligo ( si dovrebbe scrivere: italiano A, matematica C, Scienze B, Giannini D, che equivale a 'insufficiente') modifica dei criteri di formazione delle commissioni d'esame ecc.... Anche la Giannini, che con il mondo dell'editoria dovrebbe avere a che fare, se non altro per il vasto mercato dei libri scolastici, conta nulla e si vede.
Insomma in questa partita a quattro, si è arrivati al paradosso che i tre dell'ala torinese perdono contro l'unica rappresentante di quella milanese, quantomeno non riescono a convincerla su nulla. E fu rottura.
In questo bailamme di confusioni ed impotenze evidenti, su una altro tavolo la Lorenzin gioca alle 'figurine' sulla faccenda della 'fertilità' sulla quale, dopo le polemiche della sua insulsa campagna, ha cambiato linea, anzi figurina.
lunedì 21 marzo 2016
Sulla scena del Campidoglio altri due campioni: Tosi da Verona e Razzi l'abruzzese
Meloni, Storace, Bertolaso, Giachetti, Marchini, Raggi non bastano; nella lunga fila di improbabili candidati a sindaco di Roma, spunta anche Marino, ancora Marino, di nuovo lui, che però è combattuto tra il presentare la sua candidatura e presentare il suo libro in uscita, e sembra che alla fine sceglierà di presentare il suo nuovo libro, perchè gli hanno consigliato di tenersi fuori dalla tenzone, per non fare ancora un'altra figuraccia. Lui la pensa diversamente. Per ora non sappiamo, sta prendendo la decisione in questi giorni, e noi, Roma con noi, già tremiamo di paura che l'incapace chirurgo voglia nuovamente tornare al capezzale dell'agonizzante Roma, in rianimazione nonostante la sua cura, convinto che un nuovo più pesante intervento chirurgico possa salvarla.
La discussione sui candidati si è accesa di più nelle ultime settimane soprattutto sulla candidatura di mamma Meloni. Può una donna che aspetta un bambino fare il sindaco? Certo che può! E può farlo anche di una città come Roma? Sicuro! Ma la Meloni ha una qualche esperienza amministrativa per svolgere tale gravoso lavoro anche con il pargolo in braccio? Domanda tabù, su di lei come su altri candidati. Vale l'esperienza della Madia, della Lorenzin, della Gelmini e financo della De Biase, signora Franceschini, nel suo ruolo di mamma e consigliera comunale a Roma. ma il sindaco.... zitto tu!
Ora dichiara di voler scendere in campo anche Tosi, il leader leghista che s'è messo contro tutti, senza fare un granchè alla sua città. Si dice che a consigliarlo sia stato il ministro Franceschini dopo che ha saputo che Tosi sta ipotizzando la copertura dell'Arena, il tempio della lirica che vorrebbe attivo durante tutto l'anno, piova o tiri vento. Perchè così Franceschini, con Tosi al fianco, potrebbe finalmente coronare il suo progetto di riaprire il Colosseo alle lotte con le belve feroci ed alle passerelle di moda ed altro ancora: con la platea ricostruita e la copertura totale forse si potrà distogliere l'attenzione sulle buche, sulla sporcizia, sul traffico bestiale e sulle mille emergenze della disastrata Capitale.
Ma tra i nuovi candidati c'è anche un fuoriclasse, il grande Antonio Razzi, quello che ha fatto la fortuna di Crozza, con il suo ideale di vita: 'fatti i c... tuoi'. Ha detto presentandosi che è stanco del teatrino della politica e che lui scende in campo perchè può contare sui quasi 500.000 abruzzesi residenti nella Capitale che lo voterebbero ad occhi chiusi ed in massa, anche perché promette e fa sperare più allegre e divertenti giornate, durante la sua permanenza al Campidoglio.
Ma lui non cambiato il suo ideale di vita in vista di tale candidatura. Alludendo agli abruzzesi residenti a Roma, il suo celebre motto. l'ha così tradotto: se mi candido io, con la massa di abruzzesi al seguito, cari politici, "so' cazzi!".
La discussione sui candidati si è accesa di più nelle ultime settimane soprattutto sulla candidatura di mamma Meloni. Può una donna che aspetta un bambino fare il sindaco? Certo che può! E può farlo anche di una città come Roma? Sicuro! Ma la Meloni ha una qualche esperienza amministrativa per svolgere tale gravoso lavoro anche con il pargolo in braccio? Domanda tabù, su di lei come su altri candidati. Vale l'esperienza della Madia, della Lorenzin, della Gelmini e financo della De Biase, signora Franceschini, nel suo ruolo di mamma e consigliera comunale a Roma. ma il sindaco.... zitto tu!
Ora dichiara di voler scendere in campo anche Tosi, il leader leghista che s'è messo contro tutti, senza fare un granchè alla sua città. Si dice che a consigliarlo sia stato il ministro Franceschini dopo che ha saputo che Tosi sta ipotizzando la copertura dell'Arena, il tempio della lirica che vorrebbe attivo durante tutto l'anno, piova o tiri vento. Perchè così Franceschini, con Tosi al fianco, potrebbe finalmente coronare il suo progetto di riaprire il Colosseo alle lotte con le belve feroci ed alle passerelle di moda ed altro ancora: con la platea ricostruita e la copertura totale forse si potrà distogliere l'attenzione sulle buche, sulla sporcizia, sul traffico bestiale e sulle mille emergenze della disastrata Capitale.
Ma tra i nuovi candidati c'è anche un fuoriclasse, il grande Antonio Razzi, quello che ha fatto la fortuna di Crozza, con il suo ideale di vita: 'fatti i c... tuoi'. Ha detto presentandosi che è stanco del teatrino della politica e che lui scende in campo perchè può contare sui quasi 500.000 abruzzesi residenti nella Capitale che lo voterebbero ad occhi chiusi ed in massa, anche perché promette e fa sperare più allegre e divertenti giornate, durante la sua permanenza al Campidoglio.
Ma lui non cambiato il suo ideale di vita in vista di tale candidatura. Alludendo agli abruzzesi residenti a Roma, il suo celebre motto. l'ha così tradotto: se mi candido io, con la massa di abruzzesi al seguito, cari politici, "so' cazzi!".
sabato 10 ottobre 2015
La politica fa bene alle parlamentari, non altrettanto le parlamentari alla politica. Frivolezze
Siamo in vena di frivolezze, oggi. All'indomani della liberazione di Roma da Marino, in difesa del quale ancora ieri correvano personaggi insospettabili, come il sociologo De Masi che nell'estremo tentativo di evitare a Marino la forca mediatica generale, arrivava a prendersela anche con il Papa, il cui intervento ha bollato alla stessa maniera con cui ci aveva provato il diretto interessato.
Roma potrebbe voltare finalmente pagina e perciò concediamoci qualche istante di leggerezza.
Abbiamo notato nel giro di mesi, o di qualche anno al massimo, la radicale evoluzione compiuta da alcune donne, ragazze o signore, che la Politica ha portato in Parlamento.
Non ci occupiamo altrettanto e volutamente degli uomini perchè su gran parte di quelli che siedono sugli scranni di Montecitorio o di Palazzo Madama neanche un intervento diretto della divinità potrebbe produrre un qualche cambiamento esteriore ed estetico degno di nota. Cosa può fare anche la stessa divinità per cambiare i connotati a un Brunetta o a un Calderoli, tanto per fare solo due esempi eclatanti? E, come noi, a seguito di tale meditata constatazione anche la divinità disposta ad intervenire ha fatto marcia indietro.
Mentre ... e qui sta il miracolo, anche senza bisogno dell'intervento di una qualche divinità, tante signore apparse di recente nell'agone politico sembrano, a distanza di pochi mesi, addirittura irriconoscibili, naturalmente in meglio - perchè non si è mai verificato il contrario.
Non possiamo verificare se tale processo abbia riguardato signore che nella politica sono entrate quando noi eravamo ancora ragazzini, come la bella, elegante, Anna Finochiaro che in Parlamento è arrivata una trentina di anni fa e quindi ha avuto tutto il tempo per rifarsi. Dacchè abbiamo imparato a far caso a questi cambiamenti, la bella Anna Finocchiaro è sempre stata una bella signora, elegante. Non sappiamo come era dapprincipio; e se non fosse stata come ora, onore al merito per la sua trasformazione.
Mentre abbiamo seguito passo passo le evoluzioni di giovani signore, entrate in Parlamento alle ultime infornate, alcune anche per la loro avvenenza - non è un mistero - mentre altre che all'inizio sembravano essere uscite di casa infilandosi il primo vestito che gli era capitato a portata di mano, oggi vestono griffate, hanno acquisito una certa eleganza e non per le griffe, e soprattutto si 'sono date una ripulita' - come si dice a Roma - nessuna si offenda. Prendete ad esempio la Lorenzin, il cui nome si fa oggi - tanto per esagerare - come possibile candidato sindaco a Roma, sembra un'altra persona. Diciamo che la maternità le ha anche giovato. Ma oggi ha sistemato integralmente il suo look, veste bene, ha un bel taglio di capelli ed anche il suo viso s'è addolcito. Sembra un'altra persona e non solo per il fatto che non porta più quell'apparecchietto in bocca.
Un altro esempio? Mariastella, sì, la Gelmini, è un'altra persona, anche se resta sempre quell'antipatica saccente di un tempo. Stesso discorso vale per la Lombardi, dei '5 stelle'. per lei ci sarebbe ancora qualcosa da fare, ma intanto di strada ne ha fatto ( anche di lei si parla come di possibile candidato a sindaco di Roma).
Ci sono poi altre giovani signore che di cambiamenti non hanno ancora bisogno, perchè li avevano già operati prima, nella previsione di entrare in Parlamento, ( come certi capi partito gli avevano fatto intravedere).
Ed infine un altro paio di categorie, assai esigue, che per diverse ragioni stentano a cambiare, in meglio.
La categoria delle 'madonne', alla quale appartiene la Madia, la quale, come la Madonna, ritiene di non dover apportare nessun ritocco al suo look; lei deve star seduta ferma, immobile ,in silenzio, esposta alla devozione popolare
E poi la categoria delle 'principesse ereditarie' rappresentata in modo smagliante dalla Boschi, la quale, unica fra le donzelle giunte in Parlamento senza un curriculum preparatorio e di formazione, è talmente sicura di sè e tanto attiva, oltre che desiderata, che non ha nessuna intenzione di cambiare se stessa. Altrimenti non girerebbe con tacco 12 e pantaloni a vita bassa come ha fatto, con ammirevole sfrontatezza, anche al Quirinale, il giorno del giuramento da ministro.
P.s. Ci siamo dimenticati di un caso, forse il più eclatante per il fatto che non sono interventuti cambiamenti radicali, quello del ministro della Difesa, sig.ra Pinotti
che sembrava prima, a causa della sua importante corporatura, adeguata ad un capo di forze armate, un monumentale 'auricchio' dolce, gigante. Anche la Pinotti, ora sembra un'altra persona, anche nel viso, senza aver fatto interventi militari, bel taglio di capelli e scollature un pò malandrine, ma eleganti ed adatte al ruolo.
Roma potrebbe voltare finalmente pagina e perciò concediamoci qualche istante di leggerezza.
Abbiamo notato nel giro di mesi, o di qualche anno al massimo, la radicale evoluzione compiuta da alcune donne, ragazze o signore, che la Politica ha portato in Parlamento.
Non ci occupiamo altrettanto e volutamente degli uomini perchè su gran parte di quelli che siedono sugli scranni di Montecitorio o di Palazzo Madama neanche un intervento diretto della divinità potrebbe produrre un qualche cambiamento esteriore ed estetico degno di nota. Cosa può fare anche la stessa divinità per cambiare i connotati a un Brunetta o a un Calderoli, tanto per fare solo due esempi eclatanti? E, come noi, a seguito di tale meditata constatazione anche la divinità disposta ad intervenire ha fatto marcia indietro.
Mentre ... e qui sta il miracolo, anche senza bisogno dell'intervento di una qualche divinità, tante signore apparse di recente nell'agone politico sembrano, a distanza di pochi mesi, addirittura irriconoscibili, naturalmente in meglio - perchè non si è mai verificato il contrario.
Non possiamo verificare se tale processo abbia riguardato signore che nella politica sono entrate quando noi eravamo ancora ragazzini, come la bella, elegante, Anna Finochiaro che in Parlamento è arrivata una trentina di anni fa e quindi ha avuto tutto il tempo per rifarsi. Dacchè abbiamo imparato a far caso a questi cambiamenti, la bella Anna Finocchiaro è sempre stata una bella signora, elegante. Non sappiamo come era dapprincipio; e se non fosse stata come ora, onore al merito per la sua trasformazione.
Mentre abbiamo seguito passo passo le evoluzioni di giovani signore, entrate in Parlamento alle ultime infornate, alcune anche per la loro avvenenza - non è un mistero - mentre altre che all'inizio sembravano essere uscite di casa infilandosi il primo vestito che gli era capitato a portata di mano, oggi vestono griffate, hanno acquisito una certa eleganza e non per le griffe, e soprattutto si 'sono date una ripulita' - come si dice a Roma - nessuna si offenda. Prendete ad esempio la Lorenzin, il cui nome si fa oggi - tanto per esagerare - come possibile candidato sindaco a Roma, sembra un'altra persona. Diciamo che la maternità le ha anche giovato. Ma oggi ha sistemato integralmente il suo look, veste bene, ha un bel taglio di capelli ed anche il suo viso s'è addolcito. Sembra un'altra persona e non solo per il fatto che non porta più quell'apparecchietto in bocca.
Un altro esempio? Mariastella, sì, la Gelmini, è un'altra persona, anche se resta sempre quell'antipatica saccente di un tempo. Stesso discorso vale per la Lombardi, dei '5 stelle'. per lei ci sarebbe ancora qualcosa da fare, ma intanto di strada ne ha fatto ( anche di lei si parla come di possibile candidato a sindaco di Roma).
Ci sono poi altre giovani signore che di cambiamenti non hanno ancora bisogno, perchè li avevano già operati prima, nella previsione di entrare in Parlamento, ( come certi capi partito gli avevano fatto intravedere).
Ed infine un altro paio di categorie, assai esigue, che per diverse ragioni stentano a cambiare, in meglio.
La categoria delle 'madonne', alla quale appartiene la Madia, la quale, come la Madonna, ritiene di non dover apportare nessun ritocco al suo look; lei deve star seduta ferma, immobile ,in silenzio, esposta alla devozione popolare
E poi la categoria delle 'principesse ereditarie' rappresentata in modo smagliante dalla Boschi, la quale, unica fra le donzelle giunte in Parlamento senza un curriculum preparatorio e di formazione, è talmente sicura di sè e tanto attiva, oltre che desiderata, che non ha nessuna intenzione di cambiare se stessa. Altrimenti non girerebbe con tacco 12 e pantaloni a vita bassa come ha fatto, con ammirevole sfrontatezza, anche al Quirinale, il giorno del giuramento da ministro.
P.s. Ci siamo dimenticati di un caso, forse il più eclatante per il fatto che non sono interventuti cambiamenti radicali, quello del ministro della Difesa, sig.ra Pinotti
che sembrava prima, a causa della sua importante corporatura, adeguata ad un capo di forze armate, un monumentale 'auricchio' dolce, gigante. Anche la Pinotti, ora sembra un'altra persona, anche nel viso, senza aver fatto interventi militari, bel taglio di capelli e scollature un pò malandrine, ma eleganti ed adatte al ruolo.
lunedì 20 aprile 2015
Di Matteo Salvini e Enrico Letta.Non meravigliamoci se...
Non ci si meravigli se il Matteo padano spara idiozie, banalità e triti luoghi comuni senza senso, a raffica, e per questo, soprattutto per questo, sale nei sondaggi di questa settimana. Il Matteo fiorentino, ed ora anche romano, vedendo su quale china si stava mettendo l'omonimo padano, tempo fa gli aveva suggerito di leggere qualche libro, come fa lui che i libri, intanto li compra (nelle frequenti escursioni a piedi dalle parti di Palazzo Chigi, il Matteo fiorentino entra in galleria e ne esce con un pacco di libri sotto il braccio) e l'intenzione di leggerli ce l'ha.
Il Matteo padano un libro glielo aveva sventolato sotto il naso all'omonimo fiorentino, ma era il suo libro. Lui legge solo se stesso, per leggere gli altri non ha tempo, s'è scusato. Ma quando legge se ogni giorno partecipa ad almeno una dozzina di trasmissioni, tutti lo vogliono perché fa salire l'audience e fa fare anche qualche risata per le idiozie che dice? Di idiozie il Matteo padano ha un repertorio praticamente illimitato, raccolto pazientemente in previsione della sua carriera politica. Adesso dove trova il tempo per leggere un libro? E per capirlo?
E non ci si meravigli, per un altro verso, neanche della scelta di Enrico Letta, ex premier, che ha deciso di lasciare il seggio parlamentare per tornare a fare il professore, anzi il rettore della scuola di studi internazionali a Parigi. Perchè? Perchè la politica non può diventare un mestiere che si esercita a vita: lui vuol guadagnarsi da vivere facendo il mestiere che crede di saper fare: insegnare. L'impegno, anzi la passione politica quella resta. Ma non gli piace vivere della passione politica.
Ci meravigliamo della scelta di Letta, quando a molti appare naturale, perfino ovvia. Ci meravigliamo perchè stiamo già pensando, se mai con il suo mestiere Salvini ( quale mestiere conosce e sa fare?) potrebbe vivere, guadagnando quello che guadagna oggi dicendo idiozie e banalità, e anche stupidaggini...diciamo la verità, ogni giorno; o come potrebbe guadagnarsi da vivere la Gelmini facendo l'avvocato, lei che è andata a sostenere l'esame per l'esercizio della professione in Calabria. Ed anche la Lorenzin - dopo averle fatto sinceri auguri per la sua maternità - dove potrebbe fare il ministro con il diploma da ragioniera, se non salendo sul carro della politica? Il discorso vale anche per Casini che forse un lavoro non l'ha mai fatto nella sua vita 'di rappresentanza' o anche Fini. Il problema riguarda ed investe tutti gli schieramenti politici senza distinzione di sesso, età, censo.
Dunque non meravigliamoci né di Salvini che dice idiozie, nè di Letta che abbandona la politica e neppure di Gelmini, Lorenzin e Razzi e Casini e Fini e il Craxi 'bobo', e tanti tanti altri che se non facessero i politici di mestiere chissà se potrebbero fare un qualunque lavoro, con il quale guadagnarsi da vivere.
Il Matteo padano un libro glielo aveva sventolato sotto il naso all'omonimo fiorentino, ma era il suo libro. Lui legge solo se stesso, per leggere gli altri non ha tempo, s'è scusato. Ma quando legge se ogni giorno partecipa ad almeno una dozzina di trasmissioni, tutti lo vogliono perché fa salire l'audience e fa fare anche qualche risata per le idiozie che dice? Di idiozie il Matteo padano ha un repertorio praticamente illimitato, raccolto pazientemente in previsione della sua carriera politica. Adesso dove trova il tempo per leggere un libro? E per capirlo?
E non ci si meravigli, per un altro verso, neanche della scelta di Enrico Letta, ex premier, che ha deciso di lasciare il seggio parlamentare per tornare a fare il professore, anzi il rettore della scuola di studi internazionali a Parigi. Perchè? Perchè la politica non può diventare un mestiere che si esercita a vita: lui vuol guadagnarsi da vivere facendo il mestiere che crede di saper fare: insegnare. L'impegno, anzi la passione politica quella resta. Ma non gli piace vivere della passione politica.
Ci meravigliamo della scelta di Letta, quando a molti appare naturale, perfino ovvia. Ci meravigliamo perchè stiamo già pensando, se mai con il suo mestiere Salvini ( quale mestiere conosce e sa fare?) potrebbe vivere, guadagnando quello che guadagna oggi dicendo idiozie e banalità, e anche stupidaggini...diciamo la verità, ogni giorno; o come potrebbe guadagnarsi da vivere la Gelmini facendo l'avvocato, lei che è andata a sostenere l'esame per l'esercizio della professione in Calabria. Ed anche la Lorenzin - dopo averle fatto sinceri auguri per la sua maternità - dove potrebbe fare il ministro con il diploma da ragioniera, se non salendo sul carro della politica? Il discorso vale anche per Casini che forse un lavoro non l'ha mai fatto nella sua vita 'di rappresentanza' o anche Fini. Il problema riguarda ed investe tutti gli schieramenti politici senza distinzione di sesso, età, censo.
Dunque non meravigliamoci né di Salvini che dice idiozie, nè di Letta che abbandona la politica e neppure di Gelmini, Lorenzin e Razzi e Casini e Fini e il Craxi 'bobo', e tanti tanti altri che se non facessero i politici di mestiere chissà se potrebbero fare un qualunque lavoro, con il quale guadagnarsi da vivere.
mercoledì 17 dicembre 2014
LA MUSICA IN ITALIA, QUANDO NON TACE, FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI
Due notizie, oggi, hanno attirato la nostra attenzione, al punto che si paventa una notte insonne se non riusciamo, prima di andare a letto, a mettere a punto una soluzione.
Innanzitutto. In sala operatoria, si opera con o senza musica? La questione non è di poco conto, specie quando veniamo a sapere che la gran parte dei chirurghi vuole la musica e preferisce quella 'leggera'. Peccato, perchè noi stavano già pensando ad una lista di 'classica' a che 'contemporanea', escluso il povero Allevi, da suggerire, come ad esempio 'L'imbalsamatore' di Giorgio Battistelli, senza il recitante ( Lombardi), oltre tutto in linea con quanto si fa in quelle segrete stanze, sperando che non imbalsamino anche vivi. E perchè non il silenzio? Il prof. Giulio Maira, neurochirurgo che apre la mente per operarla, e che evidentemente sa che cosa di terribile talvolta vi scopre, consiglia il silenzio, perché ad un certo punto potrebbe confondersi il basso 'insultante' che proviene dalle viscere del cervello e le note diffuse dagli altoparlanti, con grande pericolo per per chi ha sotto i ferri. Dunque, quale soluzione proporre, dal basso della nostra competenza? Fate come credete, purché vi ricordiate del vostro mestiere, con o senza musica. Noi sappiamo fare il nostro, e per questo vi diciamo: riservate la musica a situazioni migliori e più attente.
Rizzo o Stella, il dilemma non è di facile soluzione, quando ci domandiamo chi, dei gemelli del Corriere, ha lanciato l'ennesima freccia contro il malcostume italiano. Forse questa volta è stato Stella - o Rizzo? - che ha colpito i Conservatori, dove per effetto delle leggi e disposizioni più recenti - e pensare che noi ci sentivamo in mani sicure con l'arrivo della Giannini, rettore a Perugia, oltre che con Profumo e Carrozza, tutti eminenti cattedratici, dopo l'avvocaticchio , a seguito di furto di abilitazione, Gelmini. (A proposito di ignoranti, oggi hanno rimandato indietro un decreto del ministro della salute, Lorenzin, perchè scritto in un italiano zoppicante , a tratti incomprensibile). Insomma nei Conservatori il 'merito' per scalare le graduatorie non viene più preso in considerazione. Stella - o Rizzo?- avete guardato l'elenco dei direttori dei Conservatori? Ce ne fosse uno, almeno uno, che si possa dire musicista di un certo nome in attività! Ne conosciamo uno in particolare, con il quale abbiamo avuto a che fare solo dopo la nostra uscita dal Conservatorio, il quale nel suo curriculum scrive di aver effettuato 'alcune centinaia di concerti'. Noi abbiamo ribattuto, in chiesa tutte le domeniche. E l'abbiamo sfidato a dirci almeno dieci concerti che contano fra le diverse centinaia che sostiene di aver tenuto. Attendiamo ancora la risposta. Ora come può pensare Stella - o Rizzo - che un musicista di tale statura valuti il merito, che lui non ha, in altri che l'hanno? a lui basta attenersi alle direttive, inique, del ministero, per esser in regola. Con l'ignoranza. Ciò non toglie che nei Conservatori vi siano anche buoni insegnanti, altrimenti non si spiegherebbe come mai, nonostante tutto e nonostante la gran parte degli inutili direttori, vi escano ancora bravi, giovani musicisti.
Innanzitutto. In sala operatoria, si opera con o senza musica? La questione non è di poco conto, specie quando veniamo a sapere che la gran parte dei chirurghi vuole la musica e preferisce quella 'leggera'. Peccato, perchè noi stavano già pensando ad una lista di 'classica' a che 'contemporanea', escluso il povero Allevi, da suggerire, come ad esempio 'L'imbalsamatore' di Giorgio Battistelli, senza il recitante ( Lombardi), oltre tutto in linea con quanto si fa in quelle segrete stanze, sperando che non imbalsamino anche vivi. E perchè non il silenzio? Il prof. Giulio Maira, neurochirurgo che apre la mente per operarla, e che evidentemente sa che cosa di terribile talvolta vi scopre, consiglia il silenzio, perché ad un certo punto potrebbe confondersi il basso 'insultante' che proviene dalle viscere del cervello e le note diffuse dagli altoparlanti, con grande pericolo per per chi ha sotto i ferri. Dunque, quale soluzione proporre, dal basso della nostra competenza? Fate come credete, purché vi ricordiate del vostro mestiere, con o senza musica. Noi sappiamo fare il nostro, e per questo vi diciamo: riservate la musica a situazioni migliori e più attente.
Rizzo o Stella, il dilemma non è di facile soluzione, quando ci domandiamo chi, dei gemelli del Corriere, ha lanciato l'ennesima freccia contro il malcostume italiano. Forse questa volta è stato Stella - o Rizzo? - che ha colpito i Conservatori, dove per effetto delle leggi e disposizioni più recenti - e pensare che noi ci sentivamo in mani sicure con l'arrivo della Giannini, rettore a Perugia, oltre che con Profumo e Carrozza, tutti eminenti cattedratici, dopo l'avvocaticchio , a seguito di furto di abilitazione, Gelmini. (A proposito di ignoranti, oggi hanno rimandato indietro un decreto del ministro della salute, Lorenzin, perchè scritto in un italiano zoppicante , a tratti incomprensibile). Insomma nei Conservatori il 'merito' per scalare le graduatorie non viene più preso in considerazione. Stella - o Rizzo?- avete guardato l'elenco dei direttori dei Conservatori? Ce ne fosse uno, almeno uno, che si possa dire musicista di un certo nome in attività! Ne conosciamo uno in particolare, con il quale abbiamo avuto a che fare solo dopo la nostra uscita dal Conservatorio, il quale nel suo curriculum scrive di aver effettuato 'alcune centinaia di concerti'. Noi abbiamo ribattuto, in chiesa tutte le domeniche. E l'abbiamo sfidato a dirci almeno dieci concerti che contano fra le diverse centinaia che sostiene di aver tenuto. Attendiamo ancora la risposta. Ora come può pensare Stella - o Rizzo - che un musicista di tale statura valuti il merito, che lui non ha, in altri che l'hanno? a lui basta attenersi alle direttive, inique, del ministero, per esser in regola. Con l'ignoranza. Ciò non toglie che nei Conservatori vi siano anche buoni insegnanti, altrimenti non si spiegherebbe come mai, nonostante tutto e nonostante la gran parte degli inutili direttori, vi escano ancora bravi, giovani musicisti.
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