giovedì 23 aprile 2026

Nicola Piovani si racconta in 'Note a margine', domani, a Bitritto, Bari ( da vivibari.com)

 

Il Palatour di Bitritto si prepara ad accogliere uno dei giganti della cultura italiana contemporanea. Venerdì 24 aprile, alle ore 21:00, il Maestro Nicola Piovani salirà sul palco con “Note a margine”, uno spettacolo che è molto più di un semplice concerto: è un’autobiografia sonora, un racconto intimo in cui la musica si fa parola e il ricordo si trasforma in melodia.

Presentato per la prima volta al Festival di Cannes nel 2003 con il titolo “Leçon Concert”, lo spettacolo rappresenta una riflessione profonda sulla musica come linguaggio universale. “Non ricordo un solo momento della mia vita in cui non ci sia stata la musica”, confessa Piovani, e su questo filo conduttore si snoda una performance che alterna aneddoti personali a esecuzioni dal vivo dei suoi brani più celebri.

Un viaggio tra le “stazioni dell’anima”

Accompagnato da un ensemble di solisti d’eccezione — Marina Cesari (sassofoni e clarinetto), Marco Loddo (contrabbasso) e Vittorino Naso (percussioni e vibrafono) — il Maestro ripercorrerà le tappe fondamentali di una carriera lunga quarant’anni. Il racconto toccherà gli incontri che hanno segnato la storia del cinema e della cultura:

Il Teatro e la Lirica: Dalle oltre 250 colonne sonore fino alle recenti opere come Amorosa Presenza e il successo per ragazzi Il labirinto di Creta.

Il Cinema dei Maestri: I ricordi legati a Federico Fellini, ai fratelli Taviani e il sodalizio con Roberto Benigni, culminato con il Premio Oscar per La vita è bella.

La Grande Scrittura: Le collaborazioni con Vincenzo Cerami e poeti della canzone come Fabrizio De André, per il quale Piovani firmò capolavori della discografia italiana.

L’identikit: Nicola Piovani, classe 1946, è Accademico di Santa Cecilia e Commendatore OMRI. La sua capacità di unire rigore compositivo e immediatezza emotiva lo ha reso uno dei compositori più amati e premiati a livello internazionale.

Bari. Auditorium 'Nino Rota'. ' MAESTRI': Concerto-omaggio ai musicisti pugliesi (da ilikepuglia)

 

“Maestri”: concerto omaggio dell’Orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari ai grandi docenti del Conservatorio “Niccolò Piccinni”

Oggi,  23 aprile, alle ore 20, nell’Auditorium “Nino Rota” di Bari, l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana si esibirà nel concerto “Maestri”

Questa sera, alle ore 20, nell’Auditorium “Nino Rota” di Baril’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana si esibirà nel concerto “Maestri”, omaggio a quattro compositori baresi ed ex docenti del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari.
I compositori ed ex docenti in questione sono Ottavio De Lillo, Salvatore Pappagallo, Raffaele Gervasio e Pasquale La Rotella, punti di riferimento nella formazione musicale di intere generazioni.
Il concerto, realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Bari, sarà diretto dal maestroMichele Nitti e si aprirà con una prima esecuzione assoluta: Suite Nostalgica (1995) di Ottavio De Lillo, presentata nell’orchestrazione del figlio Massimo, anch’egli noto e pluripremiato compositore.
Seguiranno Le Beatitudini di don Salvatore Pappagallo, cantata composta nel 1967 e successivamente trascritta per coro e orchestra dallo stesso autore nel 1980; Florilegio ’83 di Raffaele Gervasio, brano commissionato dall’ICO di Bari ed eseguito più volte nelle stagioni concertistiche; infine lo Stabat Mater Pasquale La Rotella, dedicato al conterraneo bitontino Tommaso Traetta.
Sul palco saranno presenti tre cori, di cui sono due espressioni delle classi di formazione corale dei maestri Andrea Gargiulo e Sabino Manzo, oltre al Coro “Incanto Armonico” diretto dal maestro Bepi Speranza.
Tutti i solisti sono ex studenti e docenti del Conservatorio di Bari: Antonietta Cozzoli (voce recitante), Antonella Baldantoni (soprano), Anna Giove (mezzosoprano), Nico Franchini (tenore), Francesco Masilla (basso) e Vincenzo Filacaro (organo).
(Ingresso a pagamento con biglietto unico 5 euro. 1 euro per studenti di ogni ordine e grado, over 65, tesserati Agis, accompagnatori di dipendenti dell’Ente, iscritti ai circoli dei dipendenti di Enti Pubblici, 2 euro per tesserati Fai.
Ingresso gratuito per dipendenti dell’Ente, persone con disabilità e accompagnatore. Prevendita su piattaforma: https://www.ticketone.it/artist/orchestra-sinfonica-bari/)
“Maestri”: concerto omaggio dell’Orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari ai grandi docenti del Conservatorio “Niccolò Piccinni”
“Maestri”: concerto omaggio dell’Orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari ai grandi docenti del Conservatorio “Niccolò Piccinni”

mercoledì 22 aprile 2026

Valditara annuncia: fra qualche settimana PSICOLOGO nelle scuole, come risposta al disagio psicologico degli strudenti

 

(LaPresse) «Con l'introduzione dello psicologo nelle scuole, tra qualche settimana daremo una risposta importante al disagio psicologico, che tutte le indagini indicano come sempre più diffuso». A dirlo è il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, a margine della visita al Salone del Mobile di Milano, annunciando le fasi conclusive dell'iter per l'introduzione di forme di contrasto al disagio psicologico giovanile. Il decreto è attualmente all'esame della Corte dei Conti: il via libera dell'organo di controllo consentirà l'approvazione definitiva del provvedimento, che istituisce un servizio di assistenza psicologica negli istituti scolastici. «È stato un percorso lungo e complesso - ha concluso Valditara - Ma siamo ormai alle battute finali».

Bari. Conservatorio Piccinni. 'Note d'autore' per la giornata mondiale del libro, oggi 23 aprile

 

“Note d’Autore”: il Conservatorio ‘Piccinni’ di Bari celebra nel foyer dell’Auditorium “Nino Rota” la ‘Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore’ con la presentazione di quattro volumi e una rarità musicale

In occasione della Giornata Mondiale per il Libro e il Diritto d’Autore, il prossimo 23 aprile dalle ore 15.00 alle ore 18.00 il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari aprirà le porte della Biblioteca e del Foyer dell’Auditorium “Nino Rota” per la nuova edizione della rassegna “Note d’autore. Presentazione di libri con commenti e interludi”. Coordinato dalla docente bibliotecaria, Maria Grazia Melucci, l’appuntamento, presenterà una maratona di presentazioni “flash” (30 minuti l’una): quattro proposte editoriali che spaziano in tempi, luoghi e generi diversi, ma tutte legate dal fil rouge della “pugliesità” espressa dagli autori invitati o dai temi trattati:  dalla esplorazione della storia organaria in terra di Bari, alla vicenda biografica ed artistica del musicista biscegliese Gaetano Veneziano (Bisceglie, 1656 – Napoli, 15 luglio 1716); dalle novità della didattica del pianoforte messe a punto da due ex allievi del Conservatorio di Bari, oggi docenti di Conservatorio, all’ultimo contributo di studio su Richard Wagner a centocinquant’anni dalla prima esecuzione della Tetralogia e dalla fondazione del festival di Bayreuth.

Nell’ordine, questi i volumi al centro delle presentazioni:
di Sara Moro e Andrea Siano, “Scale e Arpeggi. Metodo progressivo” (Ed. AGA, 2025);
di Claudio Ermogene Del Medico, “Quaderni di arte organaria in Terra di Bari” (Ed. AGA);
di Maurizio Rea e Antonio Dell’Olio, “Gaetano Veneziano. Biografia e catalogo delle opere” (Ed. LIM 2026);
di Adele Boghetich, “Richard Wagner il cantore del mito. Vita, pensiero, opere” (Ed. Zecchini, 2026).

In chiusura un prezioso interludio musicale di raro ascolto a tema con la musica del compositore di scuola napoletana Gabriele Leone (Napoli, ca. 1735 Francia, ca. 1790), verrà eseguito da David Stefanovic, studente della classe di mandolino della Prof.ssa Camilla Finardi.

Il progetto si svolge nell’ambito della programmazione artistica del Dipartimento di Teoria Analisi Direzione e Composizione e sarà aperto al pubblico, senza prenotazione.

Nato nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, “Il Maggio dei Libri” è una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto. Nella sua missione, coinvolge in modo capillare enti locali, scuole, biblioteche, librerie, festival, editori, associazioni culturali e i più diversi soggetti pubblici e privati. In Italia ma non solo: ogni anno, infatti, la campagna varca i confini nazionali unendo nella comune passione per la lettura diverse realtà, come le scuole italiane all’estero.

Per informazioni: mediateca@consba.it

I cattolici americani si ricompattano al fianco di Leone XIV e contro Trump ( da Fortune,com, diTristan Bove)

 

Trump contro Papa Leone XIV: lo scontro che divide i cattolici americani

papa leone xiv

La guerra di parole tra il presidente Donald Trump e Papa Leone XIV ha suscitato una forte reprimenda da parte di importanti figure della Chiesa cattolica negli Stati Uniti e ha minacciato di frammentare un blocco elettorale che egli aveva dominato nel 2024.

Vescovi e leader cattolici di tutto il Paese hanno trascorso la settimana reagendo ai ripetuti attacchi di Trump contro il pontefice, che la scorsa settimana aveva criticato i piani del presidente di colpire infrastrutture civili iraniane definendoli “del tutto inaccettabili”. All’inizio di aprile, durante la Messa di Pasqua, Papa Leone aveva inoltre rivolto un appello esplicito a “coloro che possiedono armi” affinché cessassero le ostilità e cercassero la pace.

Trump non ha accolto bene le critiche del pontefice. In un post sui social media domenica, il presidente ha definito Papa Leone “debole contro il crimine” e ha inquadrato le sue posizioni come liberali. Trump ha anche sostenuto che il primo papa americano eletto alla carica dovrebbe essergli riconoscente, affermando: “Se non fossi stato alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano.”

Precedenti conflitti tra il presidente e il papa

Non è la prima volta che un presidente degli Stati Uniti si scontra verbalmente con un papa in carica. Durante il suo primo mandato, Trump ebbe uno scontro verbale con Papa Francesco, predecessore di Leone, riguardo ai suoi piani per il muro al confine. Negli anni ’90 e 2000, Papa Giovanni Paolo II si confrontò con i presidenti sui fondamenti morali di temi sensibili, tra cui l’aborto e la ricerca sulle cellule staminali.

Tuttavia, lo scontro tra Trump e Papa Leone ha attirato una condanna costante da parte di molte influenti voci religiose negli Stati Uniti, un segnale preoccupante per i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, mentre la base del partito appare sempre più divisa sulle conseguenze del conflitto.

“Sono rattristato dal fatto che il Presidente abbia scelto di scrivere parole così sprezzanti nei confronti del Santo Padre. Papa Leone non è un suo rivale, né il Papa è un politico”, ha scritto domenica in una dichiarazione l’arcivescovo Paul Coakley, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti.

L’appello alla pace di Papa Leone XIV

Molte voci autorevoli della Chiesa si sono schierate con l’appello alla pace di Papa Leone. L’arcivescovo Gregory Hartmayer di Atlanta questa settimana ha ribadito l’invito del pontefice a “deporre le armi, scegliere il dialogo, proteggere la vita innocente”.

Anche alleati dichiarati di Trump hanno criticato la scelta delle parole del presidente, come il vescovo Robert Barron di Winona-Rochester, che questa settimana ha definito i commenti di Trump “del tutto inappropriati e irrispettosi”, aggiungendo che “il Presidente deve delle scuse al Papa”.

Con il passare dei giorni e l’inasprirsi della retorica di Trump nei confronti di Papa Leone, sono arrivate ulteriori critiche. Molti hanno contestato un’immagine generata con l’intelligenza artificiale, condivisa da Trump, che lo raffigurava come una figura taumaturgica simile a Gesù Cristo. Trump ha poi cercato di ridimensionare il paragone, rifiutandosi però di scusarsi con il Papa; ciononostante, i leader cattolici hanno protestato con forza contro il post, che è stato successivamente rimosso.

L’Ancient Order of Hibernians, la più grande organizzazione di cattolici irlandesi del Paese, ha diffuso martedì una dichiarazione in cui affermava che l’immagine aveva “amplificato l’offesa” dei commenti iniziali di Trump, definendo l’atto “un sacrilegio e una diffamazione della fede”.

“Quando un presidente deride il Vicario di Cristo e poi si ammanta dell’immagine di Cristo, ha completamente abbandonato il terreno della politica”, si legge nella dichiarazione. “Ha commesso un atto di profanazione contro una fede ritenuta sacra da oltre un miliardo di persone.”

Che cos’è una guerra giusta?

Lo scontro tra Trump e il Papa ha riacceso il dibattito, in alcune fazioni del partito del presidente, su cosa costituisca una guerra religiosamente giustificata. Funzionari dell’amministrazione, tra cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth, hanno utilizzato il linguaggio della “guerra giusta” per promuovere la campagna in Medio Oriente, attualmente sospesa nell’ambito di un cessate il fuoco negoziato.

Ma le voci spirituali del Paese sono meno convinte. Il vescovo James Massa, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, ha scritto mercoledì che una nazione può dirsi impegnata in una guerra giusta, secondo la definizione della Chiesa cattolica, solo quando agisce “per autodifesa, dopo che tutti i tentativi di pace sono falliti”.

“In altre parole, per essere giusta deve trattarsi di una difesa contro qualcuno che sta attivamente conducendo una guerra”, ha scritto Massa.

La frattura tra l’amministrazione e le autorità religiose

La frattura tra l’amministrazione e le autorità religiose rischia di creare una spaccatura tra il partito di Trump e un blocco elettorale potenzialmente cruciale in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo autunno. Gli elettori cattolici si erano orientati verso Trump nel 2024, quando egli ottenne il 55% dei voti di questo gruppo demografico contro il 43% dell’allora vicepresidente Kamala Harris.

I cattolici si sono dimostrati un gruppo oscillante formidabile nelle elezioni e, secondo gli exit poll, rappresentano circa un elettore su cinque. Nel 2020, l’ex presidente Joe Biden aveva vinto con il 50% dei cattolici contro il 49% di Trump.

Da parte sua, Papa Leone ha dichiarato questa settimana di non avere “alcuna paura” dell’amministrazione Trump e di voler continuare a esprimersi contro la guerra. Con un numero crescente di importanti voci cattoliche al suo fianco, quello che era iniziato come uno scambio di accuse verbali si è trasformato in un dibattito teologico che coinvolge ampie fasce dell’elettorato americano, in uno dei momenti peggiori possibili per il Partito Repubblicano.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com.

Che fine ha fatto la versione inglese della biografia di Giorgia Meloni, scritta da Sallusti, con la prefazione di Vance, in uscita negli USA il 28 aprile?( da Open.online)

 

giorgia meloni libro jd vance

Che fine ha fatto il libro di Giorgia Meloni con JD Vance? Negli Stati Uniti “Giorgia’s Vision” esce il 28 aprile. Con la prefazione del vicepresidente ad arricchire la prima versione firmata in coppia con Alessandro Sallusti. La casa editrice è la Skyhorse Publishing. Ma secondo quanto risulta al Foglio Meloni non ha intenzione di promuoverlo negli Usa. A causa della situazione politica e delle tensioni con il presidente Donald Trump.

Il libro di Giorgia con prefazione di JD

Il quotidiano fa anche sapere che Rizzoli non ha letto nemmeno una riga della prefazione di Vance. E nemmeno Sallusti: «È blindatissima». E poi Trump e la sua base sono ai ferri corti. Come spiega Francesco Giubilei: «Ci sono diverse figure che verranno in Italia e che sono in totale disaccordo con Trump. I cattolici statunitensi che ho visto all’American Week, la settimana scorsa, erano contro il presidente e con il Papa». Tra questi anche Rod Dreher, che è il padrino spirituale di Vance. E questo è il clima in cui arriva il libro. Anche se nessuno sa niente e nessuno lo promuove.

Il bifolco e l’underdog

Eppure la coppia formata dal bifolco (JD) e l’underdog (Giorgia) sembrava così ben assortita. Anche perché condividono natali modesti e un’ascesa eccezionale. Il libro è pronto ma intanto il mondo è cambiato. E l’editoria non tiene il passo.

Turandot, debutta alla Scala, il 25 aprile 1926 ( da Puccini, Sonatore del Regno, di Pietro Acquafredda)

...1926, 25 aprile. Alla Scala di Milano viene presentata la Turandot, completata da Franco Alfano. Mussolini manifestò la sua volontà di essere presente alla 'prima' dell'opera di Puccini, diretta da Toscanini. 

Sembra che Mussolini abbia chiesto che in apertura di serata, venisse eseguito l'inno Giovinezza  e che Toscanini si sia rifiutato di dirigerlo, minacciando in caso contrario di abbandonare il podio. Mussolini rinunciò allora ad intervenire, comunicando la sua rinuncia con la motivazione " che la sua presenza venisse in alcun modo a distrarre l'attenzione del pubblico che doveva essere interamente dedicata a Puccini".

Dopo la morte di Liù, a sipario alzato, nel silenzio generale, Toscanini, evidentemente commosso, si girò verso il pubblico e disse: " qui finisce l'opera lasciata incompiuta  dal Maestro, perchè a questo punto il Maestro è morto".

Il sipario calò, Toscanini lasciò il podio, il pubblico si levò in piedi, e nella Sala del Piermarini, si udì una  voce gridare:" Viva Puccini!".

 L'opera con il finale scritto da Alfano, venne eseguita solo a partire dalla recita successiva...

             (da Giacomo Puccini, Sonatore del Regno. di Pietro Acquafredda ed. Clichy, Firenze)


100 anni fa debuttava alla Scala, diretta da Toscanini, la grande 'incompiuta' di Puccini, Turandot

 Cento anni. Domenica 25 aprile 1926 debuttava al Piermarini, in prima esecuzione assoluta, il capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini, forse uno dei titoli più amati del repertorio novecentesco, diretto da Arturo Toscanini, nel cast Rosa Raisa, Miguel Fleta e Maria Zamboni: Turandot. Per commemorare questo importante anniversario il Teatro alla Scala propone, nel mese corrente, dieci recite del dramma lirico in tre atti su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni; qui si riferisce della compagnia di canto alternativa, che vede il debutto scaligero dei due protagonisti.