giovedì 10 settembre 2026

Trump mente anche sulla sua partecipazione - che non ci fu - all'11 settembre di 25 anni fa a New York - afferma il nipote del presidente ( da Cinemaserietv.it, di Fabio Fusco)

 

Il nipote di Trump smonta le storie sull’11 settembre: “Mio zio sta mentendo”

A pochi giorni dal 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, Fred Trump, nipote del presidente Donald Trump, ha pubblicato sui social una serie di dichiarazioni che contraddicono apertamente le affermazioni fatte dallo zio riguardo al suo presunto coinvolgimento nelle operazioni di soccorso presso le Torri Gemelle.

Fred Trump, figlio del fratello maggiore del presidente, suo omonim, morto nel 1981, ha espresso pubblicamente il suo dissenso martedì, affermando che le storie raccontate da Donald Trump nei giorni precedenti l’anniversario degli attentati non corrispondono alla realtà dei fatti.

La prima affermazione contestata riguarda l’asserito invio di numerosi operai da parte di Trump per contribuire alle operazioni di soccorso sul luogo del disastro. Secondo Fred, questa dichiarazione lo offende a tal punto da sentire il bisogno di parlare apertamente. Il nipote del presidente sostiene che lo zio non stava costruendo alcun grattacielo a Manhattan in quel periodo, dato che la Trump World Tower era stata inaugurata mesi prima dell’attacco.

Fred Trump precisa inoltre che l’unico personale che il presidente avrebbe potuto eventualmente inviare sul sito sarebbe stato composto da impiegati amministrativi e contabili della Trump Tower. “Conoscevo molti di loro e sono abbastanza sicuro che non fossero fisicamente in grado di aiutare, anche se sicuramente avrebbero voluto provare”, ha dichiarato.

La seconda contestazione riguarda il racconto fatto dal presidente Trump martedì, in cui affermava di essere stato “trascinato via” dall’edificio U.S. Steel da due vigili del fuoco subito dopo l’11 settembre, per timore che la struttura potesse collassare. Secondo Fred, questa versione dei fatti non può essere vera.

Il nipote spiega che il fratello di una sua compagna, ingegnere, fu chiamato per effettuare un’ispezione immediata dell’edificio. Sebbene inizialmente ci fossero state preoccupazioni, l’edificio non fu evacuato perché stesse “scricchiolando e fosse pronto a crollare”, come invece suggerirebbe il racconto del presidente.

Vale la pena notare che Trump, al momento dell’attacco, si trovava nel suo ufficio a diverse miglia di distanza verso nord, mentre chiamava uno show televisivo locale. Secondo TMZ il presidente potrebbe essersi riferito ai giorni successivi all’attacco, considerando che un edificio federale vicino a U.S. Steel fu effettivamente evacuato il 12 settembre. Tuttavia, non esistono reportage giornalistici contemporanei che corroborino la sua versione.

Martedì sera, in risposta alle contestazioni, il presidente Trump ha pubblicato un messaggio su Truth Social insistendo sulla veridicità di tutte le sue affermazioni riguardo all’11 settembre.

I rapporti tra Fred e lo zio non sono particolarmente stretti. Nel 2024, Fred Trump ha pubblicato un memoir intitolato All in the Family: The Trumps and How We Got This Way, nel quale ha già espresso critiche nei confronti del presidente. La Casa Bianca non ha ancora rilasciato commenti ufficiali in merito alle dichiarazioni del nipote.

A proposito, sapete che un’altra nipote di Trump, che è una psicologa, ha espresso forti preoccupazioni per la salute mentale del presidente USA?

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Istituzione Universitaria dei Concerti a Roma. Stagione 2026 -27( Comunicato). A quando anche gli italiani? Una stagione confezionata dalle agenzie per le istituzioni pigre ed incapaci E con i direttori artistici che si autocelebrano ( P.A.)

 

Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
82ª Stagione 2026 | 2027


L’Istituzione Universitaria dei Concerti torna all’Aula Magna della Sapienza Università di Roma con la sua 82ª Stagione, in programma dal 17 ottobre 2026 all’8 maggio 2027, con un cartellone di 35 concerti in abbonamento, due matinée della rassegna Musica PourParler e un concerto fuori abbonamento: grandi interpreti internazionali, giovani talenti, repertorio classico e musica contemporanea, musica antica, jazz e nuove sonorità.


Tra i grandi protagonisti internazionali spiccano i nomi di Carolin Widmann, Lilya Zilberstein, Alexander Lonquich, Ilya Gringolts, Marc-André Hamelin, Angela Hewitt, Roger Muraro, Tabea Zimmermann, Javier Perianes, VOCES8, Markus Stockhausen, Arsenii Moon. Non mancano in stagione numerosi giovani interpreti fra cui Lucie Horsch, Alexandra Dovgan, Arielle Beck oltre a vincitori di importanti competizioni internazionali da Julian Kainrath, Primo Premio Concorso Internazionale Eugène Ysaÿe 2025,  a Yfan Wu, Primo Premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni 2025.

Un viaggio musicale nel quale convivono Beethoven e Mozart, Bach e Schubert, Chopin e Liszt, Schumann e Bartók, Musorgskij, Debussy, Janáček, accanto alle voci della contemporaneità, da Philip Glass a John Zorn, Catherine Lamb, Luciano Berio e Nicola Sani, senza rinunciare al jazz, al tango, alla musica elettronica e alle contaminazioni con altri linguaggi.

Grande apertura all’insegna di Beethoven, sabato 17 ottobre, con l’Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano con la Seconda Sinfonia, e con la violinista Hawijch Elders protagonista del Concerto in re maggiore op. 61.
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La IUC - Istituzione Universitaria dei Concerti - giunta alla sua 82ª stagione, propone dal 17 ottobre 2026 all’8 maggio 2027 un cartellone di 38 concerti, di cui uno fuori abbonamento e due matinée, come di consueto il martedì sera e il sabato pomeriggio all’Aula Magna della Sapienza Università di Roma. 

Il cartellone della 82ª Stagione si apre sabato 17 ottobre con l’Orchestra da Camera Canova, formazione in residenza alla IUC, diretta da Enrico Pagano, con la violinista Hawijch Elders, protagonista del Concerto in re maggiore op. 61 di Beethoven, accostato alla Seconda Sinfonia. 



Beethoven al centro
Uno dei fili conduttori della stagione sarà infatti Ludwig van Beethoven, nel bicentenario della morte che cade nel 2027, ricorrenza che attraversa diversi appuntamenti del cartellone.

Dopo l’inaugurazione con l’Orchestra da Camera Canova, Beethoven torna protagonista in un progetto di particolare rilievo: l’integrale delle sonate per violino e pianoforte, affidata alla star del violino Carolin Widmann e al pianista Gabriele Carcano. Il primo appuntamento, martedì 10 novembre, propone le Sonate op. 12 n. 2, op. 24 “La Primavera”, op. 23 e op. 30 n. 2. Il secondo, sabato 13 marzo, presenta le Sonate op. 12 n. 1, op. 12 n. 3 e op. 96. Il progetto si svilupperà nell’arco di tre concerti.
Il compositore di Bonn sarà inoltre presente il 23 febbraio con la Grande Fuga op. 133, eseguita dal Quartetto Indaco, il 2 marzo con le Variazioni “Eroica” op. 35 affidate alla pianista Arielle Beck, il 9 marzo la Quarta Sinfonia che verrà accostate alla Sinfonia n. 3 della compositrice francese Louise Farrenc nel concerto dell’Orchestra Femminile del Mediterraneo (OFM) diretta da Antonella De Angelis. Lo Janoska Ensemble, il 26 gennaio, al debutto romano, proporrà Souvenir pour Elise inedita rilettura contemporanea di Für Elise.


Le star internazionali
La nuova stagione porta in Aula Magna alcuni tra i nomi più interessanti della scena musicale internazionale.
Martedì 20 ottobre sarà il pianista Arsenii Moon ad inaugurare questa carrellata di star insieme al Colloredo Ensemble, con un programma interamente dedicato a Mozart: una coinvolgente scoperta del suo dualismo musicale nel sottile confine tra intrattenimento e arte, dalle strade di Salisburgo ai salotti viennesi, con tre opere straordinarie (Cassazione n. 2 in si bemolle maggiore K. 99 (K6 63a), Concerto per pianoforte e orchestra n. 12 in la maggiore KV 414, Divertimento n. 15 in si bemolle maggiore "Lodronnische Nachtmusik n. 2" K 287) che svelano il genio di Mozart nel trasformare la musica popolare in capolavori eterni.
Tra i protagonisti del pianoforte, la giovanissima, ma già internazionalmente affermata Alexandra Dovgan, vincitrice a soli dieci anni del “Grand Piano Competition”. Acclamata per il virtuosismo cristallino, Alexandra, al suo debutto romano, il 27 ottobre, si misura con un programma rara intensità che intreccia Bach, Schubert e Chopin.
Il 7 novembre torna alla IUC il pianista Alexander Lonquich, questa volta in formazione cameristica d’eccezione insieme a grandi solisti della scena internazionale, il violinista Ilya Gringolts, il violoncellista Enrico Bronzi, il clarinettista Tommaso Lonquich e la flautista Irena Kavčič. Il programma si sviluppa dal duo al quintetto attraverso cinque strumenti: dall’equilibrio classico di Mozart al classicismo di Schubert, dall’intimismo di Brahms fino alla modernità della Kammersymphonie op. 9 di Schönberg nella trascrizione di Webern.
Il 15 dicembre debutta a Roma il violoncellista colombiano Santiago Cañón-Valencia, fra i più promettenti della sua generazione (vincitore della prestigiosa Medaglia d'argento e il "Premio del pubblico" al XVI Concorso Internazionale Čajkovskij nel 2019) insieme alla pianista giapponese Naoko Sonoda, in un programma che esplora le voci del violoncello  nel Novecento e nella contemporaneità attraverso Debussy, Ginastera, Pärt e Šostakovič e comprende la prima esecuzione italiana di Ad Noctem, dello stesso Cañón-Valencia. 
Il 19 gennaio il violoncellista Mario Brunello, propone il secondo concerto del ciclo (in tre appuntamenti) La Giusta Distanza, una particolare staffetta tra due compositori come Bach e Weinberg, che, apparentemente lontani appaiono accomunati dal loro sguardo di apertura verso il futuro.
Il 23 gennaio sarà la volta di Marc-André Hamelin, pianista canadese celebre per la profondità interpretativa e lo straordinario virtuosismo, con musiche di Enescu, Weinberg, Chopin, Debussy e Seven virtuoso Etudes on Gershwin songs del compositore novecentesco statunitense Earl Wild, trascrizione virtuosistica di alcune delle più famose canzoni di George Gershwin fra la tecnica e il virtuosismo pianistico romantico e i ritmi tipici del jazz. 
Il 20 febbraio arriverà un’altra grande interprete della tastiera, la canadese Angela Hewitt, ormai habitué della IUC, che sarà impegnata in un programma che accosta gli amatissimi Scarlatti (le quattro Sonate proposte ne testimoniano la straordinaria inventiva), Bach (di cui eseguirà la monumentale Partita n. 4 in re maggiore) e celebri pagine del repertorio di Chopin. 
Il 20 marzo il concerto della pluripremiata chitarrista spagnola Anabel Montesinos che inaugura la seconda edizione della rassegna Roma Guitar Series: la più giovane vincitrice, a soli 17 anni, del prestigioso Concorso Internazionale per chitarra Francisco Tarrega in Spagna, si è affermata rapidamente come una figura di riferimento per la chitarra classica. A Roma presenta un programma interamente dedicato al suo strumento con musiche di autori contemporanei, da José Luis Merlin a Agustín Barrios, da Jorge Morel a Marco Pereira, da Carlos Gardel a Ariel Ramírez, da Félix Luna a Cacho Tirao, Antonio Lauro, Benito Canónico.
Debutto romano per Zlata Chochieva, raffinata pianista russa dotata di grande dominio tecnico e qualità del suono, allieva prediletta di Mikhail Pletnev, il 23 marzo con la registrazione integrale dei 27 Studi di Chopin: incisa nel 2014 per la Piano Classics, è stato inserito dalla celebre rivista britannica Gramophone, fra le migliori 10 migliori registrazioni in assoluto dei lavori di Chopin. 
Dopo molti anni di assenza da Roma torna a esibirsi il 6 aprile il pianista francese Roger Muraro, artista che emerge per le interpretazioni di rara forza emotiva: proporrà una selezione della celebre raccolta Années de pèlerinage di Liszt di cui ha inciso una storica e monumentale versione, mentre il 10 aprile la grande violista tedesca Tabea Zimmermann torna nella Capitale insieme al pianista spagnolo Javier Perianes con un programma fra l’Ottocento e il Novecento, fra Schumann, Clara Schumann, Brahms, Britten e Šostakovič.


Buon compleanno Antonio Ballista
Un capitolo a parte merita, nella notte di Halloween, il 31 ottobre, il concerto a scopo benefico in collaborazione con Fondazione Emmanuel Miraglia in occasione dei 90 anni del grande pianista Antonio Ballista, decano della IUC. La paura fa 90! è l’emblematico titolo del concerto che raccoglie una carrellata straordinaria di famosissime pagine musicali da Gounod a Chopin, Schubert, Liszt, Schumann, Musorgskij, Debussy, fino a Cowell, Castiglioni, Ligeti e Crumb. 


Giovani “un certain regard
La valorizzazione dei giovani talenti, da sempre una delle missioni dell’Istituzione Universitaria dei Concerti, trova anche nella 82ª stagione uno spazio di primo piano.
Il 14 novembre il cinese Yifan Wu vincitore della 65ª edizione del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni e del Premio del Pubblico, debutta a Roma, dopo essersi esibito in prestigiose sale da concerto internazionali, con un programma dedicato a Schumann (Kreisleriana op. 16, Arabesque op. 18, Sonata per pianoforte n. 1 in fa diesis minore op. 11) e al catalano Frederic Mompou. 
Il 28 novembre il violinista Julian Kainrath, Primo Premio categoria Senior al Concorso Internazionale  Eugène Ysaÿe 2025, sarà affiancato dalla grande pianista Lilya Zilberstein in un concerto che affronta celebri pagine del repertorio per violino e pianoforte del tardo Ottocento di Grieg e Brahms alternate al modernismo musicale novecentesco di Prokof'ev di cui spicca una selezione dalle suites “Romeo e Giulietta”.
Tra le nuove generazioni emerge la prodigiosa Arielle Beck, giovanissima pianista francese che si distingue per il precoce talento, la fluidità del suono, l’autorevolezza e la maturità con cui affronta partiture impegnative. La Beck si esibirà il 2 marzo in un concerto che accosta accosta Beethoven, Prokof'ev, Liszt, anche evento inaugurale della seconda edizione della rassegna Fortuna FuturClassica 2027


Quartetti d’archi: tradizione, contemporaneità e nuovi linguaggi
Anche nella 82ª stagione il quartetto d’archi si conferma uno dei nuclei fondamentali della programmazione IUC. 
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Il Quartetto di Cremona, formazione da anni legata alla IUC, conclude il percorso dedicato a Schumann e Bartók, con un concerto il 17 novembre che propone il Quinto e il Sesto Quartetto di Bartók insieme al Primo Quartetto di Schumann. Successivamente il quartetto inaugurerà anche il progetto in sette appuntamenti dedicato all’integrale dei Quartetti per archi di Franz Schubert, in occasione del bicentenario della scomparsa del compositore che cadrà nel 2028, con il primo appuntamento il 17 aprile.
Il 21 novembre il Jack Quartet, vincitore del Premio Abbiati come Miglior Ensemble 2024, presenta un programma che attraversa tre generazioni della New York d'avanguardia e della sperimentazione americana accostando il minimalismo di Philip Glass all’eclettismo di John Zorn e di Catherine Lamb. Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana.
Il 23 febbraio sarà protagonista il Quartetto Indaco, primo ensemble italiano a conquistare il Primo Premio nel 2023 al prestigioso Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka, in un programma che guarda a Beethoven, al classicismo di Haydn e al romanticismo di Mendelssohn. 
Il 6 marzo il Quartetto Kuss, fra gli ensemble più originali e visionari della scena europea, presenta Quartetto Teatrale, un originale progetto che coniuga il grande repertorio e la musica del presente attraversando quattro secoli di musica, toccando estratti da Orlando di Lasso, Mozart, Mendelssohn, Beethoven, Verdi, Berg, Janáček e arrivando a due compositori contemporanei, il tedesco Enno Poppe e l’italiana Clara Iannotta.


La musica d’oggi alla IUC
La contemporaneità attraversa l'intera stagione come componente organica della programmazione, in piena continuità con una vocazione che appartiene alla storia stessa della IUC: fin dagli anni della sua fondazione, nell'immediato dopoguerra, l'Istituzione Universitaria dei Concerti ha fatto della musica del nostro tempo un elemento costitutivo della propria identità, ospitando in Aula Magna prime esecuzioni, nuove commissioni e alcuni tra i più importanti protagonisti della creazione musicale del Novecento e di oggi e affiancando così, con coerenza, il grande repertorio alle voci del presente.

In questo solco si inserisce, il 3 novembre, la prima esecuzione alla IUC di Au Revoir, progetto di Luca Pincini per violoncello ed elettronica, con la regia del suono di Fabio Venturi. Un percorso poetico che intreccia suono acustico ed elettronica, memoria e trasformazione, facendo dialogare in un'unica trama pagine di Michiru Ōshima, Philip Glass, Ennio Morricone, Stefano Mainetti, dello stesso Luca Pincini e di altri autori: una riflessione sul tempo, sul ricordo e sul congedo, in cui il violoncello si fa voce narrante e l'elettronica ne dilata e trasfigura il canto. Accanto ai nomi di Philip Glass ed Ennio Morricone, così familiari al pubblico della IUC, il progetto porta all'Aula Magna le voci di autori meno consueti per il pubblico della musica da concerto, ma di grande rilievo nei rispettivi percorsi artistici. Anche la presenza di Luca Pincini, tra i violoncellisti più sensibili e versatili della scena contemporanea e di Fabio Venturi, tra i massimi sound engineer italiani e tra le figure di riferimento anche a livello internazionale nella progettazione e nella regia del suono, sottolinea la natura profondamente interdisciplinare e contemporanea del progetto. 
Il 27 febbraioMarkus Stockhausen propone con il suo New Quintet (Annie Barbazza, voce e chitarra, Markus Stockhausen, tromba, flicorno ed elettronica, Fabio Mina, flauti ed elettronica, Fabrizio Ottaviucci, pianoforte, Francesco Savoretti, percussioni ed elettronica) Between Earth and Sky, Matter and Spirit, progetto che si muove liberamente tra jazz contemporaneo, musica ambientale, improvvisazione, elettronica e ricerca sonora, realizzato in collaborazione con l'Accademia Musicale Chigiana di Siena in occasione dei settant'anni di Markus Stockhausen, uno dei più celebri trombettisti del mondo, anche affermatissimo compositore e docente. Al di là dei confini stilistici, aperti all'ispirazione del momento, con forti paesaggi sonori fantasiosi che elevano la fantasia dell'ascoltatore, i cinque musicisti creano musica ad alto livello musicale ed estetico, contemporanea nel suo vero senso. Il doppio album Between Earth and Sky è uscito a gennaio 2026 ed è stato presentato dall'etichetta Dark Companion Records
Il 4 maggio, la IUC presenta Nicola Sani – Piano Landscapes, con Aldo Orvieto al pianoforte e geophone, Luca Richelli al live electronics e Alvise Vidolin al live electronics e alla regia del suono. Il programma propone composizioni di Nicola Sani per pianoforte e live electronics: No landscape (2012), A Francesca Fortuna … Atmend nach seligem Lauf, auf nichts zu, ins Freie (2019), Concetto spaziale, attese (1997), Unstable Terra (2022) nella nuova versione in prima esecuzione assoluta.
Piano Landscapes nasce da una ricerca sul pianoforte inteso come universo timbrico e spaziale, nel quale il suono dello strumento viene esplorato nella sua dimensione fisica, percettiva e dinamica attraverso le possibilità offerte dalle tecniche digitali del live electronics. Il pianoforte non viene considerato soltanto come uno strumento melodico e armonico, ma come un vero e proprio corpo sonoro, un ambiente acustico da esplorare nelle sue componenti più profonde e marginali: la risonanza delle corde, gli armonici, le vibrazioni della cordiera, i riverberi, le diverse qualità dell'attacco e le scorie del gesto strumentale diventano materia compositiva. In questa prospettiva, il live electronics assume una potente funzione innovativa: non si limita ad aggiungere una dimensione elettronica al pianoforte, ma ne costituisce una vera e propria espansione.


Musica antica e strumenti storici
Il dialogo tra passato e presente dà come sempre grande spazio alla musica antica e alla prassi esecutiva storicamente informata.
Sabato 24 ottobre la IUC e l’Instituto Cervantes presentano il Grupo de Música Barroca “La Folía”: diretto da Pedro Bonet il trio propone Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale, con musiche che vanno da Guglielmo Ebreo da Pesaro e Francisco de la Torre fino a Corelli in un viaggio nelle relazioni musicali tra la penisola iberica e l’Italia. Il trio, che prende il nome dall’illustre brano di origine iberica legato alla pratica musicale del Barocco, è stato fondato a Madrid nel 1977 dal flautista Pedro Bonet ed è attualmente ritenuto fra le formazioni dedite all’interpretazione storica che vanta la più lunga carriera nel panorama internazionale.
Il 24 novembre, il soprano Silvia Frigato e l’Ensemble Mare Nostrum, diretto da Andrea De Carlo, portano in Aula Magna Un angelo del paradiso – The Orrigoni Songbook immaginario canzoniere delle più celebri arie composte da Alessandro Stradella per il celebre evirato cantore Marc’Antonio Orrigoni. Registrato per Arcana, nomination ai Gramophone Classical Music Awards 2025, il progetto restituisce tutta la teatralità e la forza espressiva del Barocco italiano.
Il 6 febbraio sarà invece protagonista la giovane flautista olandese Lucie Horsch, al debutto a Roma con Metamorphosis, un attento programma costruito intorno alla straordinaria versatilità del flauto dolce, eseguito utilizzando otto strumenti diversi, attraversando quattro secoli di musica per flauto solo, da Bach a Berio, e svelando come il suo linguaggio si sia evoluto dal Barocco fino alle avanguardie contemporanee.


Jazz, tango e contaminazioni
La IUC rinnova anche nella nuova stagione il proprio dialogo con il jazz e con le musiche di tradizione e contaminazione.
Fuori abbonamento, martedì 1° dicembre, il concerto Miles Davis 100. L’arte del cambiamento celebra il centenario della nascita di uno dei protagonisti assoluti della storia del jazz. Sul palco Alberto Giraldi (pianoforte), Marco Siniscalco (contrabbasso) Francesco Fratini (tromba), Filiberto Palermini (sax alto) e Valerio Vantaggio (batteria).
Il 9 febbraio, con LiberTANGO, la IUC porta in Aula Magna l’universo di Astor Piazzolla e Carlos Gardel fra musica, danza e narrazione in un inno alla libertà dell’espressione artistica, un incontro tra culture e linguaggi che trasforma il palco in uno spazio dall’energia travolgente. In Aula Magna, Gloria Campaner (pianoforte), Alessandro Carbonare (clarinetto), Mario Stefano Pietrodarchi (bandoneon), insieme alla coppia di danzatori Chiara Benati e Andrea Vighi. Lo stesso progetto sarà proposto in versione matinée per gli studenti nell’ambito del progetto Musica PourParler, con la partecipazione del soprano Nadezdha Nesterova.


Il 16 marzo, al debutto nazionale, il duo CelloFellos, formato da Bryan Cheng e Leonard Disselhorst, propone un programma sorprendente nel quale Piazzolla, Bartók, Duke Ellington, Billy Strayhorn, Bobby McFerrin, Herbie Hancock e altri autori vengono riletti attraverso due violoncelli, in un continuo passaggio tra repertorio classico, jazz, tango e nuove sonorità. 


Ensemble e Orchestre
Debutta a Roma il 26 gennaio lo Janoska Ensemble: i quattro artisti, che registrano in esclusiva per la prestigiosa Deutsche Grammophon, si contraddistinguono per l’ormai inconfondibile “stile Janoska”, sintesi creativa dove la musica classica incontra altri generi in armonica affinità o creando variopinti contrasti con il jazz e la musica latina o pop. In Aula Magna proporranno un personalissimo Best of di arrangiamenti di brani noti, dalla classica al pop, fra Bizet, Lennon/ McCartney, Brahms, Bach, Cole Peter.
Il 9 marzo spazio al concerto dell’Orchestra Femminile del Mediterraneo, compagine interculturale nata per diffondere Pace, Cultura ed Educazione, valorizzando il talento delle donne nel complesso bacino mediterraneo diretta da Antonella De Angelis, che spicca fra le poche direttrici italiane distinguendosi per talento e originalità. Compositrici e compositori a confronto è il concerto che accosta la quarta sinfonia di Beethoven alla sinfonia n. 3 della compositrice francese Louise Farrenc. Contemporanea di Beethoven, la Farrenc ne fu profondamente influenzata tanto da contribuire concretamente al rinnovamento musicale parigino insieme ad altre illustri personalità del XIX secolo.
VOCES8, rinomato ensemble vocale britannico vincitore del premio Opus Klassik 2026 nella categoria registrazione corale dell’anno, nomination ai Grammy Awards nel 2023, il 13 aprile esplora in Give me your stars un programma che attraversa secoli di musica corale, alternando famose canzoni del Cinquecento e del Novecento, passando da autori come Orlando Gibbons, John Sheppard, Thomas Weelkes e Orlando di Lasso a Eric Whitacre, Lucy Walker, Nat King Cole, Kate Rusby e Simon & Garfunkel.


L’Istituzione Universitaria dei Concerti chiuderà la sua 82ª stagione sabato 8 maggio 2027 con l’Orchestra da Camera Canova, diretta da Enrico Pagano, e le pianiste Eleonora e Beatrice Dallagnese, nei due concerti per doppio clavicembalo e orchestra di Bach, accanto alla Sinfonia n. 3 “Pazzie” di Nicola Campogrande, in prima esecuzione a Roma, e alla Simple Symphony di Benjamin Britten.


Musica PourParler: la IUC incontra gli studenti
Prosegue anche nella 82ª stagione Musica PourParler, il progetto della IUC rivolto agli studenti.
Martedì 10 novembreGeografia sonora – Le terre dei ritmi e dei canti, con Ars Ludi Laboratorio, propone un viaggio musicale intorno alla terra attraverso ritmi, strumenti e musiche provenienti dai cinque continenti, intrecciati a testi di autori come Marco Polo, Hernán Cortés, Bruce Chatwin e Karen Blixen.
Il 9 febbraio, la matinée di LiberTANGO accompagnerà gli studenti alla scoperta del mondo di Piazzolla, dalle Quattro Stagioni di Buenos Aires a Oblivion e Le Grand Tango, attraverso l’incontro tra musica, voce e cultura del tango. 
La IUC conferma così la sua identità di luogo in cui la musica è materia viva, capace di dialogare con il presente e di aprire continuamente nuove prospettive di ascolto.


    

      

Per informazioni e biglietteria
Tel. 06.3610051-52
www.concertiiuc.it  
botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it


Biglietti: € 26 - 21 - 15
Under 30 € 8


mercoledì 9 settembre 2026

Il Menestrello ha superato quota 2 milioni

  Il Menestrello-persona non poteva immaginare, quando diede vita al suo canzoniere (canzonatorio) nel giugno del 2013, che lo avrebbe seguito - 'ascoltato'- un numero sempre maggiore di fedelissimi, che è  ciò che è accaduto.

 Negli anni i suoi fedeli 'ascoltatori' sono cresciuti lentamente  ma continuamente. Né l'allargamento degli interessi del menestrello ha distratto i fedelissimi della prima ora, abituati a leggervi solo cronache, notizie, riflessioni di carattere musicale.  Il menestrello, nel corso di questa avventura, ha pensato che  la musica non poteva essere dissociata dal mondo,   proclamandosi estranea a ciò che in esso accade, e poi deciso  di proporre con sempre maggiore frequenza riflessioni e cronache  di carattere politico sociale, ma anche storico, oltre che naturalmente artistico. 

Pensiamo soltanto ai fatti che hanno coinvolto anche la musica dopo l'invasione dell'Ucraina da parte di quel dittatorello sanguinario di Putin. E del resto come si fa a tacere, in nome della distinzione dei campi di azione e degli interessi, dei guai che quel pallone gonfiato  di Trump sta procurando al mondo intero? L'ultima sua promessa è di questa notte,  'Achille Lauro reincarnato': se vincerò alle elezioni di medio termine, darò 5000 dollari ad ogni americano. Come si fa a non cantargliele? Ma anche l'Italia è oggetto delle nostre attenzioni.

 Ora chi segue il menestrello 'elettronico' sa anche come la pensa il menestrello. E il crescente numero dei suoi fedelissimi - fino a raggiungere quota 2 milioni - dimostra che gradisce questo 'nuovo' menestrello. 

Tutte le bugie e le solite promesse ' da marinaio' di Trump: 'se vinciamo...' ( Adnkronos, di Valerio Sarsini Novak)

 

Trump, comizio show di due ore a Dallas: "5mila dollari a ogni americano se i Repubblicani vincono i midterm"

Il tycoon sul palco: "Dobbiamo conquistare il Congresso". 'America' e 'Trump' le parole più pronunciate alla convention Gop, Biden il dem più citato

Donald Trump a Dallas - Afp
Donald Trump a Dallas - Afp

"Per favore, fate finta che sia io a candidarmi. Andate a votare il 3 novembre, o anche prima, perché in realtà mi sto davvero candidando: dobbiamo conquistare il Congresso". Così Donald Trump chiudendo il suo comizio-show di quasi due ore nella prima serata della convention repubblicana di Dallas. Un intervento aperto con l'appello a votare per il Gop "per permetterci di finire il lavoro che abbiamo iniziato con i due anni migliori nella storia della presidenza".

Il presidente tornerà sul palco nella notte di giovedì per chiudere anche la seconda e ultima serata della convention, dopo l'intervento del vicepresidente JD Vance, ma ha anticipato che questa volta sarà molto più breve. "Non farò una cosa in grande come questa, perché non serve dire le stesse cose due volte. Vi ho dato molto materiale - ha scherzato - Salirò qui più o meno soltanto per dire: buona fortuna, vi vogliamo bene".

Invito al voto, attacco ai dem e avvertimento all'Iran

"Benvenuti alla prima convention per le elezioni di midterm mai organizzata da un partito. C'è voluta un po' di immaginazione per pensarci, ma ci abbiamo pensato noi", le parole di Trump aprendo il suo intervento alla convention.

Trump ha auspicato che l'iniziativa, inedita nella politica americana, venga riproposta anche in futuro: "Sono sicuro che diventerà un appuntamento fisso negli anni a venire, ma questa è la prima in assoluto per qualsiasi partito". Le convention nazionali negli Stati Uniti si tengono tradizionalmente negli anni delle elezioni presidenziali.

"Tra 55 giorni - ha continuato il tycoon - gli americani andranno alle urne per una delle elezioni più importanti nella storia del nostro Paese. Il vostro voto deciderà se il nostro Paese inciamperà ai blocchi di partenza dei prossimi 250 anni oppure scatterà in avanti senza voltarsi mai più indietro".

"Se consegniamo il futuro dell'America ai Democratici della sinistra radicale, la nostra nazione passerà il prossimo decennio soltanto a cercare di rimettersi in piedi. Sarebbe una tragedia - ha aggiunto -. Votate repubblicano e lasceremo il resto del mondo nella polvere per le generazioni a venire".

"Per qualche motivo, quando un presidente vince, anche se è davvero un buon presidente o un grande presidente - e non ce ne sono molti - non vince le elezioni di midterm, e nessuno sa bene perché. Noi cambieremo questa storia, non c'è alcuna ragione perché debba andare così", ha continuato.

"Vi chiedo di fare finta che io sia sulla scheda elettorale. Solo un'altra volta, perché se perdiamo, perderete il vostro confine, perderete i vostri tagli alle tasse, perderete la vostra sicurezza e perderete la vostra ricchezza", ha avvertito Trump. "Quando ci sono io sulla scheda, i Repubblicani vanno sempre molto bene", ha proseguito Trump, tornando poi a sostenere di aver vinto anche le presidenziali del 2020, nonostante la vittoria di Joe Biden: "Abbiamo vinto la presidenza tre volte".

"Possiamo vincere tutte queste sfide. Andrò in ognuno di quegli Stati per sostenere i candidati alla Camera e al Senato", ha poi aggiunto, promettendo di impegnarsi personalmente nella campagna per mantenere il controllo del Congresso. Trump ha indicato circa 35 competizioni elettorali in bilico, con candidati repubblicani che "potrebbero essere leggermente avanti, leggermente indietro o in parità", promettendo di sostenerli personalmente con comizi e, in alcuni casi, tele-rally. "In un paio di casi ci andrò due volte", ha assicurato il presidente, che già la scorsa settimana aveva annunciato alla Casa Bianca l'intenzione di fare campagna nelle 35 sfide considerate decisive.

Il presidente ha citato in particolare il Texas: "Tornerò in Texas perché dobbiamo eleggere Ken Paxton", ha affermato riferendosi alla candidatura al Senato del procuratore generale dello Stato, che poco prima aveva parlato alla convention. Il presidente lo ha quindi preso scherzosamente di mira: "Ad alcuni potrebbe non piacere come si veste. A me non piace", salvo aggiungere che "stasera era molto elegante nel suo completo blu". "Potrebbe non vestirsi nel modo giusto, potrebbe non parlare proprio alla perfezione e potrebbe non essere l'uomo più bello che abbia mai visto, ma sapete cos'è? È il più grande procuratore generale d'America", ha detto Trump.

Quindi l'attacco agli avversari: "I Democratici hanno messo le manette alla nostra polizia, noi invece le abbiamo messe ai criminali. L'anno scorso abbiamo ottenuto il più grande calo della criminalità violenta mai registrato, con il tasso di omicidi sceso al livello più basso degli ultimi 125 anni, dal 1900".

"Esattamente un anno fa, un estremista di estrema sinistra assassinava il mio grande amico e voce conservatrice Charlie Kirk, perché Charlie Kirk diceva la verità", ha continuato ricordando l'attivista conservatore ucciso il 10 settembre dello scorso anno mentre parlava alla Utah Valley University. "Quello che ha sconvolto milioni di americani non è stato soltanto il fatto che Charlie sia stato assassinato, per quanto terribile, ma anche quante persone abbiano cercato di giustificarlo o abbiano esultato", ha affermato Trump.

"Per un breve momento è caduta la maschera della sinistra radicale e avete visto che cosa rappresentano davvero - ha proseguito il presidente - Ora quelle stesse persone stanno cercando di ottenere potere su di voi in queste elezioni e votano tutte democratico. Non potete permettere che accada. Non lasceremo che vincano".

Il tycoon ha poi attaccato Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan, prendendo di mira anche alcuni membri della sua famiglia. Il presidente ha sostenuto che la sorellastra di El-Sayed abbia "celebrato" gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. In un video pubblicato nel 2024, Eman Abdelhadi aveva pronunciato una "benedizione" in occasione del primo anniversario dell'attacco.

Trump ha inoltre affermato che la madre di El-Sayed aavrebbe lavorato per un'organizzazione che finanziò Osama bin Laden. La donna aveva lavorato per l'Islamic American Relief Agency, organizzazione successivamente sanzionata dal Tesoro americano con l'accusa di aver sostenuto il terrorismo, fornendo anche supporto a bin Laden e Hamas. La campagna di El-Sayed ha precisato che la madre lavorava per "aiutare bambini orfani" e che "non è mai stata accusata di alcun illecito né incriminata" nei procedimenti riguardanti l'organizzazione.

"Metteremo fine alla libertà su cauzione senza pagamento e introdurremo la pena di morte per i grandi narcotrafficanti, i trafficanti di esseri umani e gli assassini delle forze dell'ordine", ha poi promesso.

Trump aveva già firmato ad agosto un ordine esecutivo volto a contrastare il sistema della cauzione senza pagamento, chiedendo alle agenzie federali di valutare la sospensione di finanziamenti e sovvenzioni a Stati e città che lo applicano. Il presidente aveva inoltre ripristinato al suo ritorno alla Casa Bianca la possibilità di eseguire condanne a morte a livello federale, revocando la moratoria sulle esecuzioni introdotta durante l'amministrazione Biden.

Quindi le parole sul fronte Iran. "Stiamo vincendo la guerra. Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Dovremmo chiamarlo 'Stretto di Trump', dovrò pur ricavarci qualcosa. Sono sicuro che la leadership iraniana ne sarà entusiasta", ha aggiunto.

"Abbiamo notato un po' di attività a Pickaxe. Consiglierei all'Iran di non fare il furbo, perché altrimenti dovremo colpirlo molto duramente", ha continuato minacciando un attacco contro il sito nucleare iraniano in costruzione soprannominato "Pickaxe Mountain", situato in profondità sotto una montagna a sud dell'impianto di arricchimento di Natanz. "Potremmo dover dare un colpo anche lì, perché qualcuno ha detto che c'è stato un po' di movimento nel sito", ha aggiunto.

Il sito, noto come Kuh-e Kolang Gaz La, non è stato finora colpito dagli Stati Uniti, a differenza dell'impianto di Natanz, bombardato durante l'operazione Midnight Hammer dello scorso anno e nuovamente nelle prime fasi dell'attuale conflitto. Non è chiaro cosa Teheran abbia installato all'interno della struttura sotterranea, alla quale l'Agenzia internazionale per l'energia atomica non ha mai avuto accesso.

5mila dollari a ogni americano in caso di vittoria, ecco il 'Trump dividend'

Quindi "ecco la mia promessa: se i Repubblicani vinceranno sia la Camera dei Rappresentanti che il Senato degli Stati Uniti, grazie al nostro enorme successo economico distribuirò un dividendo di 5mila dollari a ogni cittadino americano adulto".

"Se i Repubblicani vincono, vincete insieme a noi. Si chiamerà 'Trump dividend'", ha aggiunto il presidente, precisando che i 5mila dollari dovranno essere spesi negli Stati Uniti. Trump non ha fornito ulteriori dettagli sulle risorse con cui finanziare la misura né sulle modalità con cui verrebbe attuata.

'America' e 'Trump' le parole più pronunciate a convention Gop, Biden il dem più citato

La convention repubblicana in vista delle elezioni di midterm di novembre, ribattezzata dai media americani “Trump-a-palooza” per il protagonismo del presidente, ha confermato fin dalla prima serata la centralità assoluta del tycoon. Tra le 16 e le 21 (le 22 e le 3 del mattino in Italia), prima ancora che il presidente salisse sul palco, le decine di oratori intervenuti alla convention avevano pronunciato il suo nome 155 volte. Nel corso del suo discorso, Trump ha poi citato se stesso altre 16 volte, portando il totale a 171. Soltanto la parola "America", nelle sue diverse varianti, è ricorsa più frequentemente.

Prima dell'intervento di Trump, il Democratico più citato dagli oratori repubblicani era stato l'ex presidente Joe Biden, insieme alla sua amministrazione, con 27 menzioni. Seguivano il governatore della North Carolina Roy Cooper con 15 e il senatore della Georgia Jon Ossoff con otto. Sette citazioni ciascuno per l'ex senatore dell'Ohio Sherrod Brown e il candidato democratico al Senato in Michigan Abdul El-Sayed, sei per il texano James Talarico, cinque per il governatore della California Gavin Newsom e tre per la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez.