domenica 13 luglio 2014

Daverio poteva essere un buon assessore se Marino non gli avesse preferito la Marinelli

Riassunto delle puntate precedenti. Giovanna Marinelli ha fatto parte della corte di Veltroni dal quale a fine mandato venne promossa per i servizi resi, anche con merito - perchè dubitarne? - assieme a Verini, suo braccio destro, oggi deputato;  a von Truppen, scrittore  mandato alla RAI al Maggio fiorentino, all'Agis, ovunque pur di farlo stare a galla, ed anche alla giovanissima Marianna Madia, da poco orfana di uno dei principale collaboratori dell'ex sindaco-segretario, candidata al Parlamento in seggio sicuro, la quale ora sta dimostrando di voler a tutti i costi imparare. Ci vorrà ancora del tempo ma alla fine forse ci riuscirà, perchè è brava e si impegna.
 Questa è la storia di alcuni dei 'Veltroni's boys & girls'. 'Se Parigi avesse avuto il mare ...' si dice dalle mie parti. Se Marino non avesse preferito la Marinelli di Veltroni, Daverio sarebbe stato un buon assessore. Il critico, noto per la sua presenza costante in tv da anni a raccontare storia ed arte del nostro paese, stava già facendo progetti, nonostante che - a suo dire - nessuno l'avesse mai contattato. Egli pensava che nella scelta di Marino avessero peso le qualità e le competenze dei candidati.
 In una intervista aveva anche dichiarato che non  avendo più nessun rapporto con la RAI era libero e vergine per assumere quell'incarico-sfida a Roma. Ma - gli chiede l'intervistatore - come nessun rapporto con la RAI,  lei continua ad essere in tv con il suo programma. No - risponde il critico - si tratta di puntate vecchie che la RAI continua a mandare in onda. Evidentemente piacciono.
Ha ragione Daverio, che si è precipitato a dichiarare, conoscendo la legislazione vigente, che non sarebbe entrato in conflitto di interessi.
(E' curioso. Tutti sanno che fra certi incarichi ed altri nel settore pubblico c'è un conflitto di interessi e l'assoluta proibizione per legge - noi stessi nell'ultimo  numero pubblicato di Music@, abbiamo proposto un elenco dei molti casi di incompatibilità fra l'incarico di professore e incarichi stabili di direzione artistica od amministrativa - ma nessuno si muove per farli cessare; non si muove la Madia che propone altre leggi, non si muove la Giannini alla quale evidentemente non import, e che qualcuno di questi incarichi incomptaibili li aveva sotto gli occhi nella sua Perugia; insomma, non si muove nessuno).
 Torniamo alla trasmissione di Daverio in RAI. Non crediamo dipenda dal fatto che quella trasmissione era prodotta dalla Cappelli, personaggio con  potenti entrature in RAI, da tempo immemorabile. Ma allora - ci viene spontanea la domanda: perchè la RAI non rimanda in onda anche le belle puntate di 'All'Opera!' , ben sessanta, presentate con successo da Antonio Lubrano su Rai Uno per sei stagioni consecutive, a cavallo degli anni Duemila, accolte da un successo di pubblico ben più alto della trasmissione di Daverio?  Tre le risposte  possibili:
- 'All'Opera!' non era prodotta dalla Cappelli, bensì dalla RAI;
- dell'opera non importa un bel niente a nessuno in RAI;
- la cultura, ed anche l'opera, purtroppo è in mano, per RAI 1, a Marzullo.
E forse ve ne sono anche delle altre che, al momento, ci sfuggono.

Piazza per Pizza

Sembrerebbe un racconto inventato di sana pianta, senonchè è finito con una denuncia ai carabinieri. Si voleva sostituire pizza con piazza, ma non era un gioco di parole. Perchè Piazza è un professore allettato da due politici, forse politici finti, che lo hanno convinto che loro potevano fargli fare carriera, farlo arrivare nelle  stanza del Palazzone di Viale Trastevere, dove ha sede il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica, e farlo sedere addirittura sulla poltrona di pizza. Anche Pizza  è una persona in carne ed ossa, nientemeno che il sottosegretario a detto ministero, nonostante il  cognome. E pare che Pizza - se ricordiamo bene -  a  dispetto del suo cognome vanti anche meriti di studioso di qualche materia. Naturalmente Pizza era all'oscuro di Piazza; l'avesse saputo l'avrebbe preso per un gioco: togliete Pizza e mettete Piazza; perchè? non basta Pizza? ci vuole proprio Piazza? non si può tenere sia  Pizza che Piazza?
 I due politici - finti o balordi? - convincono il malcapitato Piazza che stanno per uscire dal loro partito, di centro, pronti a fondarne uno nuovo, nel quale Piazza avrà una grossa responsabilità, e, al momento di farsi valere presso il capo del governo e pretendere da lui la ricompensa per il sostegno offerto, ecco che Piazza viene nominato sottosegretario. In attesa della scissione e del successivo rimpasto di governo, il Piazza ignaro del raggiro, incontra altri politici ed anche prelati - veri, finti o balordi anch'essi? - ai quali i truffatori lo presentano. Ma perchè fanno tutto questo per Piazza? Poichè nulla si fa gratis, lo fanno perchè hanno chiesto ed avuto da Piazza la bella somma di 400.000 Euro, neppure tanto alta per un posto da sottosegretario. Piazza versa i soldi per prendere il posto di Pizza; ma Pizza non esce da Viale Trastevere e Piazza non può entrarvi. Allora, e solo allora, Piazza si fa furbo, capisce che è stato raggirato e  va a denunciare tutto ai carabinieri. Comunque la storia finisce bene, ma poteva anche non cominciare se solo Piazza, professore non tanto accorto,  avesse capito a volo che troppo cara costava la sostituzione di pizza con piazza. Una semplice vocale in più pagata la bellezza di 400.000 Euro.

sabato 12 luglio 2014

Nevica a Caracalla

 Le nuove frontiere dello spettacolo.  A Caracalla, dove non si sa ancora se Bohème andrà in scena, causa agitazione sindacale che potrebbe rientrare, solo a poche ore dall'inizio della rappresentazione - con quali conseguenze sulla qualità dello spettacolo non è difficile immaginare - domani accadrà l'inverosimile, sempre che Bohème vada in scena. A meno che, per compensare i fedeli spettatori che comunque, nel dubbio, andranno a Caracalla sperando di poter assistere alla rappresentazione dell'opera di Puccini, non si faccia nevicare comunque.
Insomma il regista dell'opera ha pensato che era sprecata la spesa della macchina per la neve se questa avesse a cadere solo sul palcoscenico; perciò , a temperatura intorno ai 30°, quale si presume ci sarà domani sera, prenderà a nevicare prima sul palcoscenico e poi sul pubblico, con grande gioia per quello straniero orientale, meno forse per quello italiano che solitamente arriva  al teatro delle terme come se dovesse andare ad una serata di gala - non parliamo naturalmente del pubblico che arriva con i torpedoni  da fuori Roma e che solitamente è composto o da gitanti anziani che hanno vinto al concorso per l'acquisto di pentole inox, o da veri amanti dell'opera, che della nevicata sulla platea se ne sbattono.
 Noi, permetteteci, troviamo semplicemente demenziale che per far colpo sul pubblico dell'opera a Caracalla, al quale interessa l'opera oltre che lo straordinario scenario delle terme, si giochi la carta della nevicata imprevista. Su di essa può puntare solo chi di opera non conosce nulla, capisce poco, e,  in definitiva, non gli importa un fico secco. Come, ci viene il dubbio che accada a più di un dirigente del teatro dell'opera. Ci sembra di vedervi uno stile che conosciamo già segnare molti spettacoli dell'Auditorium, dove vige la regola e la convinzione che della musica non freghi niente a nessuno e che perciò occorra  fare qualcosa di strano ( elicotteri, metronomi), per rendere interessante l'acquisto di un biglietto.
Infine, il regista, autore dello scoop, dimentica che la neve  d'estate a Roma non è una novità. Da tempo un artista si diverte a farla cadere dalle parti di Santa Maria maggiore, per ricordare l'evento atmosferico 'miracoloso' che indicò il luogo sul quale erigere la basilica mariana.
 A Roma, come diceva un saggio, tutto è stato già visto e fatto.

Ora basta! Renzi, stammi a sentire

Renzi, basta con gli indugi,  con la correttezza formale ed il rispetto istituzionale. Scrivo a te nel modo che sento, senza pudore. Oggi il TG3 ha mandato in onda un servizio in cui si vedeva un giovane italiano, di Empoli, non lontano da casa tua - perciò apri gli occhi e le orecchie - alla stazione ferroviaria, impossibilitato a salire su un treno, perchè costretto da quando era piccolo a muoversi in carrozzella. Hai capito, Renzi? In quella stazione, a due passi da casa tua, non c'è il marchingegno che permette  ad una persona costretto in carrozzella a prendere un treno. Hai capito, sì?
E allora che aspetti, tu che parli sempre dell'Europa dei cittadini? Un cittadino con tali problemi in Germania è giustamente assistito ed accudito dallo Stato; nell' Italia, che tu ora governi, no.
E allora, manda a fare in culo Grasso e la Boldrini e tutta la Corte Costituzionale e quella dei Conti e le cosiddette Autorità che noi conosciamo prevalentemente per i privilegi che si sono attribuiti nel tempo, fottendosene dei cittadini. Se la Boldrini - ma lo stesso vale per Grasso e per tutti gli altri - ritiene che il suo compenso netto mensile  di 12.000 Euro  non sia sufficiente per soddisfare le sue esigenze, consigliale di trovarsi un secondo lavoro per arrotondare. E ciò vale anche per i giudici costituzionali e per quelli della Corte dei Conti, alcuni dei quali hanno fatto affari con Mazzacurati, all'ombra del Mose.
In un paese che non ha i soldi per mettere in sicurezza le scuole, che non  ha ospedali efficienti, che costringe i più deboli ad ulteriori sacrifici,  che mette in fila gli anziani anche quando devono pagare, beh questo paese non è il paese dei cittadini. Allora  con un decreto manda a fare in culo tutti quelli che godono di privilegi, immeritati, e con quei soldi rendi tutti i cittadini uguali. E le macchine blu, vendile tutte, che sono le 50-60 che hai messo all'asta ? Mezzi e benzina devono averli le forze dell'ordine, i vigili del fuoco , le ambulanze, i mezzi di trasporto dei disabili, non le belle signorine con i tacchi alti che frequentano il parlamento o il consiglio dei ministri; o i parlamentari che possono ancora muovere il culo, visto che  non muovono la testa...  A quel padre della patria che si chiama Calderoli, vogliamo dare anche macchina e segretaria? Ma scherziamo? Lui deve pagare tutti quelli che l'hanno votato, commettendo un errore che, in un paese civile, verrebbe punito con la pena capitale. E  a Casini, tanto per pescare  un altro caso nel mucchio,  possiamo ancora dare ufficio e segreteria oltre ad altri privilegi solo perhcè una tragica debolezza degli elettori parlamentari l'ha eletto presidente per qualche anno. Finchè ci saranno ingiustizie, non ci potranno essere privilegi. Perciò tagliali tutti, e sana le ingiustizie, senza pietà, con determinazione e presto.
Renzi se c'hai le palle questo è il momento di tirarle fuori. E, se ci tieni, accusami pure di oltraggio all'autorità.  Non m'importa, se alla fine i  gravissimi problemi segnalati  verranno  risolti.

Partito,famiglia,casta. Le cose che contano di più per gli italiani, perchè le sole che possono assicurare un futuro. I Casi di Marinelli, Muti, Boldrini

Alla fine ha vinto Giovanna Marinelli, anzi ha vinto il partito al quale appartiene, il PD attuale, ma lei nel grande partito popolare della sinistra ha sempre militato; e a tale militanza deve tutta - TUTTA - la sua carriera prima nelle stanze della politica e poi  in quelle delle istituzioni. Un tecnico che conosce l'amministrazione, l'hanno definita  in queste ore. 'Tecnico' sarebbe nella materia della quale andrebbe ad occuparsi, conoscitrice dell'amministrazione a causa della sua permanenza a capo degli uffici dell'assessorato alla cultura, sotto il regno di Gianni Borgna. Quanto ci mancherà Nicolini, quando vediamo la cultura amministrata da burocrati di partito, onesti per carità, ma burocrati e, perciò, a nostro parere, inutili.
 Ma Muti, il grande direttore, quanti amici ha, e quanto grande è la sua famiglia? La prima donanda  è stato lui stesso a suggerircela, quando abbiamo visto ben due 'concerti per un amico', il primo alla memoria di Claudio Abbado - che suo amico non era; il secondo per Candido, anch'egli suo amico, ma solo indirettamente, in quanto marito di Carla Fendi che ha restaurato il Caio Melisso di Spoleto e vi ha ospitato il concerto di Muti di questa sera, da lei offerto e pagato s'intende, in collaborazione con il Festival di Ravenna. E rispunta la famiglia, nella persona del pianista solista, che è il marito di sua figlia Chiara, che ha debuttato con lui l'anno scorso a Ravenna e quest'anno a Roma (prima Hindemith e poi Puccini), prima nel festival di mammà e dopo nel teatro di papà. Ora c'è posto anche per il genero.
 La Boldrini, presidente della Camera, si sta rivelando meno incisiva di quando era 'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati'. Oggi le sue energie sono rivolte in buona parte a difendere la casta che presiede, quella dei parlamentari e dei dipendenti della Camera dei deputati. Per i quali, parlamentari e dipendenti, tutti i tagli di Renzi, non hanno valore. Devono decidere da sè, per difendere la loro indipendenza, se un barbiere dei parlamentari debba guadagnare a fine carriera quanto guadagna un giudice. Oppone la Boldrini: guardate che i dipendenti sono persone altamente specializzate.  Scusi, signora presidente,  tutti i professori delle nostre scuole, compresi quelli universitari che, a fine carriera, guadagnano comunque molto meno dei suoi barbieri, le sembrano dei FESSI? E' bello ascoltare gli inviti alla riflessione, alla ragionevolezza, a fare sacrifici che spesso i presidenti delle camere rivolgono al paese, e poi vederli mettere sotto i piedi ogni ragionevolezza, per difendere ad oltranza privilegi, quando non addirittura vere e proprie RUBERIE. Ora basta, state attenti, un giorno il paese può esplodere. Ha sopportato già troppo.

venerdì 11 luglio 2014

Alla cultura, meglio un assessore-artista o un assessore-burocrate scelto fra i quadri di partito?Del Corno, daverio,barca,marinelli,carandini

Una cosa  è certa. Degli assessori alla cultura anche di città importantissime
 non sentiamo mai parlare, anzi non ne conosciamo neanche il nome. Eppure, come ha avuto modo di dire tante volte il neo ministro Franceschini, il ministero - il suo - o l'assessorato alla cultura, in un paese come l'Italia, dovrebbe avere la stessa considerazione del ministero del Tesoro, che invece non ha. Tant'è che i sindaci li scelgono, andando a scovare persone grigie, di nessun valore nè creativo nè amministrativo.
Prendiamo due casi. Milano e Roma. A Milano , con la giunta Pisapia, c'è un assessore musicista, addirittura un compositore con una sua storia importante, rampollo di una  altrettanto importante famiglia ecc... Filippo Dal Corno, che il questo momento ha anche importanti responsabilità per il prossimo EXPO.
A Roma, con la giunta Marino, s'è insediata - dopo la solita inutile ed inconcludente girandola di nomi - Flavia Barca, già dimessa, anch'essa appartenente ad una importante famiglia, con militanza nel partito. Nella precedente giunta romana, quella di Alemanno, l'assessore alla cultura, di cui non ricordiamo neanche il nome, era un signor 'nessuno'. Nella stessa giunta, c'era un sovrintendente comunale, Broccoli, con competenza nel settore  - IMPORTANTISSIMO - affidatogli, simile alla nostra in astrofisica.
 Di Filippo Del Corno mai una notizia trapelata, evidentemente svolge bene il suo lavoro, forse meno creativamente di quanto uno si attenderebbe da un musicista, ma già è tanto, se pensiamo che della Flavia Barca, invece, ci sovvengono molte cose, ma solo dei suoi numerosi passi falsi, scelte errate, rimandi di scelte ecc... un bollettino da guerra persa.
E' lecito allora chiedersi quale profilo di assessore sarebbe più opportuno, anche per non assistere agli scempi di cui le cronache giornalmente riferiscono. L'artista o l'amministratore?
Certo un assessore che unisse queste due qualità sarebbe benedetto, mentre sembra che tale profilo, laddove esistesse, non sia gradito, specie quando in tale profilo è compresa anche l'autonomia di pensiero, pur nella linea politica  della giunta, senza la cui condivisione nelle linee generali sarebbe inutile e dannoso accettare l'incarico. Come, infatti, è accaduto a Roma con la Barca, che non ha  comandato mai nulla ed è stata sempre in contrasto con il sindaco, ma non ha mai rassegnato per protesta le dimissioni, fino all'altro ieri, affondata dalle critiche.
 A Roma, ad esempio, fra i possibili candidati a sostituire la Barca, è spuntato anche il nome di Daverio - già assessore nella giunta del primo sindaco leghista di Milano, anni addietro - accanto a quello di Carandini, persona competentissima oggi presidente del FAI, e della Giovanna Marinelli, del partito, in virtù del quale ha avuto incarichi di prestigio e ha acquistato anche competenza, a prezzo forse  di  ancor più scarsa indipendenza.
 La Marinelli porterebbe la conoscenza della macchina amministrativa ed una certa competenza nel settore teatro, dove nella sua precedente vita il partito la destinò, come premio per gli anni passati in assessorato con  Borgna, nella giunta Veltroni. Viene spontaneo da chiedersi se sia semplicemente ipotizzabile che un assessorato del genere possa essere assegnato a persona con competenza prossima a zero del settore. E la risposta, guardando la realtà, è sì. In Italia non c'è città che abbia un assessore che capisca del settore che amministra, con il conseguente degrado amministrativo della cultura. Spesso ci siamo detti e chiesti: il ministro Franceschini andrebbe, per scelta e non per dovere istituzionale, a teatro o a concerto o a visitare un  sito archeologico o un museo?  La risposta è sì. Abbiamo scelto il suo caso perché sappiamo che lo fa. questo spiega il suo intervento immediato a difesa del Piccolo Eliseo, non altrimenti spiegabile.
 La competenza, innanzitutto , l'autonomia di pensiero e la non rieleggibilità per più di due mandati consecutivi, forse sarebbero ottime linee guida nelle scelte degli assessori alla cultura ( come di qualunque altro assessorato). Dopo che uno ha fatto l'assessore alla cultura per dieci anni, basta; torni al suo mestiere. Da nessuna parte deve accadere che esista un tizio che faccia, per mestiere, l' assessore. Si parla tanto di mobilità e la si invoca per modernizzare lo Stato; mentre, in molti, troppi posti di  responsabilità al vertice, e di diverso genere, troviamo persone che vi si sono insediate da tempo immemorabile, senza che nessuno riesca più a mandarli a casa perché, nel frattempo, si sono comprati tutti al costo di piccoli favori,  e il potente di turno resta ben saldo sul trono.
 Vogliamo scommettere che a Roma la vincerà Giovanna Marinelli?
 Peccato che non abbiamo scommesso. Stando a ciò che scrive oggi 'Il messaggero', Marino la scelta l'avrebbe già fatta: Giovanna Marinelli.

Libri per Dell'Utri; Casa Verdi a Busseto acquistata dalla Siae. Flavia Barca si schiera con gli occupanti del Valle;ancora Giovanna Marinelli?

'Più libri, più liberi', il motto inventato per una fiera di libri, ha fatto paura alla direzione del carcere di Parma che ha negato a Marcello Dell'Utri, di avere più di un libro o due che sarebbero quelli consentiti. Evidentemente sia il legislatore che il direttore dell'istituto di pena parmigiano che osserva la legge  parola per parola, incapace di interpretarla anche a costo di esporsi al ridicolo, avrà pensato che dando più libri a Dell'Utri, era come volerlo rendere più libero. Ecco perché il legislatore  ha limitatore il possesso di liberi in carcere, si sarà detto ed ha fatto.. Però... la prossima volta non processate Dell'Utri ancora per concorso 'esterno' in associazione mafiosa, dopo che l'avete messo in un istituto di pena dove c'è già Totò Riina. Semmai  sarete voi carcerieri ad esser processati per concorso 'interno' in associazione mafiosa. Cosa pretendete da un pover'uomo, senza libri, a stretto contatto con la mafia in persona?
Palazzo Orlandi a Busseto, abitato da Verdi e, se non andiamo errati, di proprietà della prima moglie del musicista, non sarà messo all'asta, né lasciato andare in malora; almeno si spera dopo che la SIAE ha deciso di avquistarlo per farne un centro di studi verdiani.
 Flavia Barca, ora che è uscita definitivamente dalle stanze di Piazza Campitelli, dove ha sede l'Assessorato alla cultura di Roma, si toglie qualche sassolino, dicendosi al fianco degli occupanti del valle, ed aggiungendo che il progetto di Marino di 'fare un bando' - il sindaco ama i bandi e i tempi lunghi: ha anche promesso che  in tre anni toglierà l'immondizia dalla capitale, nel frattempo cosa facciamo, sindaco? - non ha senso, meglio allora collegare il valle all'Argentina , in una cogestione fruttuosa.
 marino non ha ancora capito che in certe situazioni conta il tempo. Dovrebbe saperlo, se non lo sa ancora gli servirà un banale esempio dalla sua professione medica. E' come se lui, chirurgo, ordinasse di portare un malato in sala operatoria, di addormentarlo, assicurando che arriverà entro brevissimo tempo per operarlo, e poi se ne dimentichi. Che ne sarà del malato? Che ne sarà di Roma e dei suoi tanti problemi con il sindaco LENTO?
 Ancora insoluto il caso della successione a Flavia Barca,Mentre torna in lizza il nome di Giovanna Marinelli, al Comune ai tempi di Veltroni e Borgna e poi premiata, a fine mandato, con la presidenza dell'Argentina. Possibile che i vecchi mostri tornano sempre? Si fa anche il nome della Rummo, che viene dal Ministero, per rinsaldare i rapporti con Franceschini. Inutile, c'è già Michela Di Biase.