sabato 22 agosto 2026

Bruno Vespa. Tutti a parlare di libri (????) in montagna: Cortina ( da Baritalia News)

 

Vespa boccia Vannacci: «Un bravo soldato, ma da qui a farne un leader politico ce ne vuole»

A Cortina il giornalista attacca Trump, difende Kiev e Meloni e liquida Vannacci: «Con la Lega non c’entra nulla».

Parole nette su Ucraina, Donald Trump e soprattutto Roberto Vannacci. Dal palco della Alexander Girardi Hall di Cortina d’Ampezzo, davanti a una sala esaurita, Bruno Vespa ha affrontato diversi temi della politica italiana e internazionale durante un incontro della rassegna “Una Montagna di Libri”.

Il momento più applaudito arriva quando il giornalista ribadisce la propria posizione sulla guerra in Ucraina: «Con l’Ucraina fino alla morte. Rappresenta tutto quello in cui crediamo dal ’45 a oggi».

Vespa critica invece duramente la gestione americana del conflitto e il comportamento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, descritto come «l’uomo più potente e contraddittorio del mondo».

Vespa contro Trump: «Porta il caos»

Nel dialogo con Alessandro Russello, Vespa attribuisce a Trump una linea politica imprevedibile e fortemente destabilizzante.

«Porta il caos. Cambia idea ogni giorno», afferma, arrivando anche ad accusarlo di anticipare pubblicamente le proprie opinioni per favorire operazioni finanziarie.

Ancora più severo il giudizio sulla politica americana in Ucraina, definita «disastrosa e irresponsabile».

In questo quadro Vespa riconosce invece un ruolo positivo all’Europa e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che a suo giudizio starebbe mantenendo una linea europeista capace di contenere quella che definisce la «brutalità diplomatica della Casa Bianca».

«Meglio perdere che vincere con Vannacci»

Sul fronte italiano, il passaggio più duro riguarda Vannacci.

Vespa ne riconosce le capacità militari, ma esclude che queste bastino a trasformarlo in un leader politico.

«Un bravo soldato, perfettamente in controllo, ma da qui a farne un leader politico ce ne vuole», afferma.

Il giudizio sulla compatibilità con la Lega è ancora più netto: «Con la Lega non c’entra nulla».

Poi la frase destinata a far discutere: «Meglio perdere le elezioni che vincerle con Vannacci».

Per Vespa pesa anche la posizione del generale sulla Russia: «La sua simpatia per Putin è imperdonabile».

L’elogio a Zaia e il giudizio su Meloni

Diverso il tono nei confronti di Luca Zaia, che Vespa definisce «un asso». Il giornalista, però, non lo considera adatto alla segreteria federale della Lega, descritta come un partito dalla struttura molto rigida.

Su Alberto Stefani, invece, esprime un giudizio positivo: «Mi sembra un giovane capace».

Vespa si sofferma anche su Meloni, della quale sottolinea la durata e la solidità della leadership. Alla domanda su una possibile futura candidatura al Quirinale, osserva che a 49 anni sarebbe prematuro immaginare un ruolo che potrebbe allontanarla troppo presto dalla politica attiva.

Più scettico il giudizio sul campo largo delle opposizioni. Secondo Vespa, Pd, M5S e gli altri alleati non dispongono ancora di una piattaforma comune sufficientemente solida: «Non hanno un programma condiviso né una politica estera comune, solo l’accordo sul salario minimo».

Sull’immigrazione, infine, Vespa respinge letture semplicistiche. «Ne abbiamo bisogno e le migrazioni esistono da sempre», afferma, proponendo regolarizzazioni mirate, contrasto al caporalato e sostegno allo sviluppo africano attraverso il Piano Mattei.

La battuta finale riguarda Sigfrido Ranucci. Alla domanda sul conduttore di Report, Vespa risponde sorridendo: «Ranucci chi? Ho ancora un’etica aziendale».

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