Ci chiediamo spesso cosa si prefigga un ministro al momento in cui prende possesso del suo dicastero. Ad esempio Franceschini cosa vuole fare, di cosa vuole che si parli in futuro per gli anni in cui ha governato il Ministero dei beni e delle attività culturali, aiutato da quella brava persona che è Salvo Nastasi - nel caso specifico del Colosseo- solo con un sostegno morale, quello pratico avverrà più avanti.
Scavi e siti che vanno in rovina, musei chiusi in giorni di grande affluenza di pubblico, interventi fuori luogo a proposito di opere d'arte da mandare in giro... soprattutto di questo ci si ricorderà in futuro di Franceschini. ma anche di tutti gli altri ministri che lo hanno preceduto, e che ricordiamo noi negli ultimi vent'anni, da Rutelli a Urbani, a Buttiglione, a Bondi, a Ornaghi a Galan. Per queste disfatte soprattutto li ricorderemo, e qualcuno perchè ha messo dei beni che avrebbe dovuto custodire e proteggere nelle mani di qualche ladrone, come nel caso di Galan - che dietro consiglio di Dell'Utri, mette un ottimo ladrone di libri antichi alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Il ministro si chiamava Galan, ladro anch'egli come si evince dall'inchiesta veneziana relativa al Mose.
Ma Franceschini, no, vuole essere ricordato anche per altro. Franceschini ha ben altri progetti per la testa, per i quali ha in casa un' ottima consigliera, la sua nuova consorte che presiede la Commissione cultura del Comune di Roma. Franceschini si è messo in testa di fare un gran ballo annuale al Colosseo. Solo allora gli sarà di grande aiuto la consulenza di Nastasi. E per fare ciò che, a detta del ministro, sicuramente porterà tanti soldi nelle casse dello Stato, a causa dei diritti televisivi, ha deciso di rifare, in legno (speriamo non gli venga in mente di usare il cemento armato, come è accaduto al Teatro Grande di Pompei, dove nessuno ancora è finito in galera, ma ci sono parecchi inquisiti, anche del suo ministero) la platea del grande anfiteatro che coprirà interamente i sotterranei che forse potrebbero essere addirittura protetti da tale intervento.
Con quali soldi signor ministro? Non va ogni giorno dicendo che molto ci sarebbe da fare per proteggere il nostro patrimonio e che non ha i soldi per farlo e perciò chiede aiuto ai privati, come del resto sì è messo a fare anche il suo amico Ignazio Marino- dietro consiglio sempre di sua moglie Di Biase? No, per questo intervento, per il quale i posteri parleranno di Franceschini i soldi ci sono. Ma dove li ha trovati? E perchè non li ha destinati alla protezione, o alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio, che è uno dei motori di sviluppo e crescita del nostro paese, come anche ieri ha dichiarato il premier Renzi?
Franceschini vuole essere ricordato come il Ministro che ha riportato il Colosseo ad essere luogo di spettacolo come accadeva fino all'Ottocento. E non solo per questo, ora che ricordiamo una delle sue strabilianti recenti uscite pubbliche. Anche per aver sollecitato ministro dell'Istruzione e insegnanti a portare a scuola e far studiare i testi delle canzoni dei nostri cantautori, alla stessa maniera con cui si fanno studiare Dante, Leopardi, Pascoli Carducci o Foscolo, che si studino anche Dalla, De André, Vecchioni.
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sabato 18 aprile 2015
Gran ballo al Colosseo. La grande trovata del ministro Franceschini, fra crolli abbandoni e disfacimenti
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lunedì 8 dicembre 2014
Della Scala a San Vittore. Venier e Madia candidate? Avventure in Italia, dove va tutto 'alla grande'. Anche il malaffare
Sta diventando abituale ormai la trasmissione, su schermo gigante, nelle carceri milanesi, della 'prima' alla Scala( come anche la protesta dei centri sociali, con gli stessi protagonisti, da una ventina d'anni in qua). E, forse, l'idea di ambientare l'opera non in un carcere ma in una fabbrica dismessa l'ha suggerita alla regista inglese, proprio tale visione in diretta. I detenuti conoscono molto bene l'inferno delle carceri, che, se non rappresentato alla perfezione, li avrebbe irritati.
Ma c'è un'altra ragione per cui è divenuto un rito tradizionale tale visione nelle carceri, alla stregua della stessa prima della Scala a sant'Ambrogio.
Nei salotti milanesi se ne parla da tempo, perfino durante la cena al Savini nel dopo teatro. Dicono le malelingue che, visto il flusso sempre più consistente di personaggi della Milano che conta da Piazza della Scala a san Vittore o ad Opera ( il secondo carcere nel quale viene anche trasmessa) si vuole alleviare, in futuro, la mancata presenza di certi personaggi nella sala del Piermarini a Sant'Ambrogio, come avvenuto prima di andare in vacanza San Vittore, dove in fondo un tetto e i pasti gli vengono forniti senza alcun esborso ed ora anche la prima della Scala. Certo non saranno come le nobili dimore al centro di Milano, né come le cene al Savini, però sulla gratuità non bisogna mai sputarci.
Si torna a parlare di elezioni a Roma, mentre si attendono anche quelle veneziane, per le quali il Cavaliere ha fatto una offerta a Mara Venier, dicendole che lei è molto stimata ed amata dai veneziani. Ma non ha aggiunto che non capisce un tubo di amministrazione. Non bastano i danni dell'acqua alta. Come si vede il 'lupo' Cavaliere perde il pelo - che anzi l'ha perso del tutto e da tempo - ma non il vizio di pensare alla politica come ad uno spettacolo di soubrettes.
Anche a Roma, sebbene tutti dicano che Marino è il candidato unico della sinistra, intoccabile - mentre fino all'altro ieri anche per il suo stesso partito era da mandare a casa perchè avrebbe scaraventato agli ultimi posti dei voti ricevuti il suo partito in future elezioni - si pensa di seguire il 'modello Berlusconi'. Non perché indicando la Madia si pensi a Lei come ad una soubrette di sicura presa popolare, ma perchè si pensa comunque che una donna, giovane, seppure inesperta, possa essere motivo di attrazione per gli elettori. Insomma al partito romano non basta il caso Marino che comunque, finora, si è mostrato certamente pulito, ma incapace di guidare una grande città; il PD vuole riprovarci con la Madia. Che sarebbe la versione 'di sinistra' - Marianna 'alla romana', della Mara 'alla veneziana'. Ambedue piatti a-Mari...
Si va 'alla grande'. In Italia va tutto 'alla grande', anche il piccolo. Musei aperti, 'alla grande'; buche per le strade, piccole e grandi ma sempre 'alla grande'; lavori interrotti e mai terminati, 'alla grande'; piogge,' alla grande', purtroppo davvero. Ma, come ma, non dicono 'alla grande', quando parlano del malaffare che ha coinvolto la politica - per l'ennesima volta - nella Capitale, dopo Milano e Venezia? sino ad ora solo Roma, Venezia e MIlano, vediamo domani,. ma sempre e comunque 'alla grande'. Con una sola differenza: a Roma 'alla grande' vanno la monnezza e gli immigrati. A Milano, c'è l'EXPO, e a Venezia il Mose: altra classe.
Ma c'è un'altra ragione per cui è divenuto un rito tradizionale tale visione nelle carceri, alla stregua della stessa prima della Scala a sant'Ambrogio.
Nei salotti milanesi se ne parla da tempo, perfino durante la cena al Savini nel dopo teatro. Dicono le malelingue che, visto il flusso sempre più consistente di personaggi della Milano che conta da Piazza della Scala a san Vittore o ad Opera ( il secondo carcere nel quale viene anche trasmessa) si vuole alleviare, in futuro, la mancata presenza di certi personaggi nella sala del Piermarini a Sant'Ambrogio, come avvenuto prima di andare in vacanza San Vittore, dove in fondo un tetto e i pasti gli vengono forniti senza alcun esborso ed ora anche la prima della Scala. Certo non saranno come le nobili dimore al centro di Milano, né come le cene al Savini, però sulla gratuità non bisogna mai sputarci.
Si torna a parlare di elezioni a Roma, mentre si attendono anche quelle veneziane, per le quali il Cavaliere ha fatto una offerta a Mara Venier, dicendole che lei è molto stimata ed amata dai veneziani. Ma non ha aggiunto che non capisce un tubo di amministrazione. Non bastano i danni dell'acqua alta. Come si vede il 'lupo' Cavaliere perde il pelo - che anzi l'ha perso del tutto e da tempo - ma non il vizio di pensare alla politica come ad uno spettacolo di soubrettes.
Anche a Roma, sebbene tutti dicano che Marino è il candidato unico della sinistra, intoccabile - mentre fino all'altro ieri anche per il suo stesso partito era da mandare a casa perchè avrebbe scaraventato agli ultimi posti dei voti ricevuti il suo partito in future elezioni - si pensa di seguire il 'modello Berlusconi'. Non perché indicando la Madia si pensi a Lei come ad una soubrette di sicura presa popolare, ma perchè si pensa comunque che una donna, giovane, seppure inesperta, possa essere motivo di attrazione per gli elettori. Insomma al partito romano non basta il caso Marino che comunque, finora, si è mostrato certamente pulito, ma incapace di guidare una grande città; il PD vuole riprovarci con la Madia. Che sarebbe la versione 'di sinistra' - Marianna 'alla romana', della Mara 'alla veneziana'. Ambedue piatti a-Mari...
Si va 'alla grande'. In Italia va tutto 'alla grande', anche il piccolo. Musei aperti, 'alla grande'; buche per le strade, piccole e grandi ma sempre 'alla grande'; lavori interrotti e mai terminati, 'alla grande'; piogge,' alla grande', purtroppo davvero. Ma, come ma, non dicono 'alla grande', quando parlano del malaffare che ha coinvolto la politica - per l'ennesima volta - nella Capitale, dopo Milano e Venezia? sino ad ora solo Roma, Venezia e MIlano, vediamo domani,. ma sempre e comunque 'alla grande'. Con una sola differenza: a Roma 'alla grande' vanno la monnezza e gli immigrati. A Milano, c'è l'EXPO, e a Venezia il Mose: altra classe.
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sabato 12 luglio 2014
Ora basta! Renzi, stammi a sentire
Renzi, basta con gli indugi, con la correttezza formale ed il rispetto istituzionale. Scrivo a te nel modo che sento, senza pudore. Oggi il TG3 ha mandato in onda un servizio in cui si vedeva un giovane italiano, di Empoli, non lontano da casa tua - perciò apri gli occhi e le orecchie - alla stazione ferroviaria, impossibilitato a salire su un treno, perchè costretto da quando era piccolo a muoversi in carrozzella. Hai capito, Renzi? In quella stazione, a due passi da casa tua, non c'è il marchingegno che permette ad una persona costretto in carrozzella a prendere un treno. Hai capito, sì?
E allora che aspetti, tu che parli sempre dell'Europa dei cittadini? Un cittadino con tali problemi in Germania è giustamente assistito ed accudito dallo Stato; nell' Italia, che tu ora governi, no.
E allora, manda a fare in culo Grasso e la Boldrini e tutta la Corte Costituzionale e quella dei Conti e le cosiddette Autorità che noi conosciamo prevalentemente per i privilegi che si sono attribuiti nel tempo, fottendosene dei cittadini. Se la Boldrini - ma lo stesso vale per Grasso e per tutti gli altri - ritiene che il suo compenso netto mensile di 12.000 Euro non sia sufficiente per soddisfare le sue esigenze, consigliale di trovarsi un secondo lavoro per arrotondare. E ciò vale anche per i giudici costituzionali e per quelli della Corte dei Conti, alcuni dei quali hanno fatto affari con Mazzacurati, all'ombra del Mose.
In un paese che non ha i soldi per mettere in sicurezza le scuole, che non ha ospedali efficienti, che costringe i più deboli ad ulteriori sacrifici, che mette in fila gli anziani anche quando devono pagare, beh questo paese non è il paese dei cittadini. Allora con un decreto manda a fare in culo tutti quelli che godono di privilegi, immeritati, e con quei soldi rendi tutti i cittadini uguali. E le macchine blu, vendile tutte, che sono le 50-60 che hai messo all'asta ? Mezzi e benzina devono averli le forze dell'ordine, i vigili del fuoco , le ambulanze, i mezzi di trasporto dei disabili, non le belle signorine con i tacchi alti che frequentano il parlamento o il consiglio dei ministri; o i parlamentari che possono ancora muovere il culo, visto che non muovono la testa... A quel padre della patria che si chiama Calderoli, vogliamo dare anche macchina e segretaria? Ma scherziamo? Lui deve pagare tutti quelli che l'hanno votato, commettendo un errore che, in un paese civile, verrebbe punito con la pena capitale. E a Casini, tanto per pescare un altro caso nel mucchio, possiamo ancora dare ufficio e segreteria oltre ad altri privilegi solo perhcè una tragica debolezza degli elettori parlamentari l'ha eletto presidente per qualche anno. Finchè ci saranno ingiustizie, non ci potranno essere privilegi. Perciò tagliali tutti, e sana le ingiustizie, senza pietà, con determinazione e presto.
Renzi se c'hai le palle questo è il momento di tirarle fuori. E, se ci tieni, accusami pure di oltraggio all'autorità. Non m'importa, se alla fine i gravissimi problemi segnalati verranno risolti.
E allora che aspetti, tu che parli sempre dell'Europa dei cittadini? Un cittadino con tali problemi in Germania è giustamente assistito ed accudito dallo Stato; nell' Italia, che tu ora governi, no.
E allora, manda a fare in culo Grasso e la Boldrini e tutta la Corte Costituzionale e quella dei Conti e le cosiddette Autorità che noi conosciamo prevalentemente per i privilegi che si sono attribuiti nel tempo, fottendosene dei cittadini. Se la Boldrini - ma lo stesso vale per Grasso e per tutti gli altri - ritiene che il suo compenso netto mensile di 12.000 Euro non sia sufficiente per soddisfare le sue esigenze, consigliale di trovarsi un secondo lavoro per arrotondare. E ciò vale anche per i giudici costituzionali e per quelli della Corte dei Conti, alcuni dei quali hanno fatto affari con Mazzacurati, all'ombra del Mose.
In un paese che non ha i soldi per mettere in sicurezza le scuole, che non ha ospedali efficienti, che costringe i più deboli ad ulteriori sacrifici, che mette in fila gli anziani anche quando devono pagare, beh questo paese non è il paese dei cittadini. Allora con un decreto manda a fare in culo tutti quelli che godono di privilegi, immeritati, e con quei soldi rendi tutti i cittadini uguali. E le macchine blu, vendile tutte, che sono le 50-60 che hai messo all'asta ? Mezzi e benzina devono averli le forze dell'ordine, i vigili del fuoco , le ambulanze, i mezzi di trasporto dei disabili, non le belle signorine con i tacchi alti che frequentano il parlamento o il consiglio dei ministri; o i parlamentari che possono ancora muovere il culo, visto che non muovono la testa... A quel padre della patria che si chiama Calderoli, vogliamo dare anche macchina e segretaria? Ma scherziamo? Lui deve pagare tutti quelli che l'hanno votato, commettendo un errore che, in un paese civile, verrebbe punito con la pena capitale. E a Casini, tanto per pescare un altro caso nel mucchio, possiamo ancora dare ufficio e segreteria oltre ad altri privilegi solo perhcè una tragica debolezza degli elettori parlamentari l'ha eletto presidente per qualche anno. Finchè ci saranno ingiustizie, non ci potranno essere privilegi. Perciò tagliali tutti, e sana le ingiustizie, senza pietà, con determinazione e presto.
Renzi se c'hai le palle questo è il momento di tirarle fuori. E, se ci tieni, accusami pure di oltraggio all'autorità. Non m'importa, se alla fine i gravissimi problemi segnalati verranno risolti.
giovedì 26 giugno 2014
Ci risiamo con la storia del soldi che garantiscono indipendenza
Sembra che con la Banca d'Italia, anche
dopo l'intervento di Mario Draghi, il governo si sia imposto,
considerando l'Istituto di vigilanza bancaria alla stregua degli
altri istituti di controllo e garanzia e perciò soggetti alla
rideterminazione dei compensi dei dirigenti. Anche per la Banca
d'Italia essi non devono comunque superare il compenso massimo
rappresentato da quello del Presidente della repubblica.
Ma per la stessa questione, si è
aperto un altro capitolo , quello dell'Avvocatura dello Stato, i cui
membri sono intorno alle 500 unità. Oltre allo stipendio annuo, che
raggiunge già il compenso del Presidente della Repubblica, a
ciascuno degli Avvocati chiamati a difendere lo Stato ogni volta che
viene convocato per rispondere nelle aule di un tribunale, viene
riconosciuto un ulteriore compenso che quindi porta il loro compenso
complessivo annuo al di sopra del limite determinato da quello del
Presidente della Repubblica. Il Governo non intende riconoscere ai
componenti la schiera dell'Avvocatura dello Stato il compenso
aggiuntivo. Anche loro vanteranno la necessità di riottenere tale
compenso aggiuntivo a garanzia della loro indipendenza?
Il colmo dei colmi, però, si è
raggiunto in un altro importante settore dell'organizzazione dello
Stato, quello che riunisce i giudici contabili, ovvero la Corte dei
Conti. S'è venuto a sapere , in questi giorni, che la Corte dei
Conti che giustamente va a spulciare le carte dei tutti gli enti
pubblici, per segnalare anomalie e sprechi, bene la corte dei Conti,
nello volgere tale ruolo moralizzatore e di giustizia, si rivela
spendacciona. Il suo bilancio annuo raggiunge infatti l'astronomica
cifra di 313 milioni di Euro. Insomma anche alla Corte dei Conti si
predica bene e si razzola male, come in tutti gli altri apparati
statali che costituiscono la cosiddetta casta, dove a nessuno importa
che il popolo 'soffre', loro continuano a spendere e spandere senza
ritegno. E poi, questa montagna di soldi per un'azione che il più
delle volte non va oltre la semplice segnalazione di anomalie
contabili che restano tali, dunque INUTILI.
Anche la Corte dei Conti avanzerà, a
giustificazione di tale faraonica spesa di gestione, la sua
indipendenza di giudizio, purtroppo anche questa spesso calpestata,
come dimostrano anche le recenti vicende giudiziarie riguardanti il
Mose, nelle quali è finito anche un giudice della Corte dei Conti?
sabato 14 giugno 2014
Mineo chi? la vendetta
La frase ' Mineo chi?' - che ovviamente non ha nulla di offensivo, ed è stata già ascoltata, con diversa declinazione, in anni recenti, riferita ad di un signore chiamato per nome: Michele chi?, e perciò baciato dalla fama, per cui basta il nome - l'ha pronunciata nel bollore dell'estate segnata dagli scandali dell'Expo e del Mose il nuovo sindaco di Firenze, Dario Nardella, al quale Mineo ha subito risposto per le rime: 'Nardella, chi cazzo è ?'. Mineo, lo sappiamo chi è: è stato fino a qualche anno fa a capo di un esercito di giornalisti RAI per il canale 'Rai News', dopo essere stato corrispondente estero per il TG3, nel quale era nato per volontà della levatrice Curzi, e dove si era prevalentemente formato.
Di Nardella, invece, sappiamo che s'è diplomato in violino al Cherubini di Firenze - ma non ha mai esercitato - e poi laureato in giurisprudenza, con dottorato a seguito, ma ha subito cominciato la carriera politica, avendo dalla sua la fortuna di essere sempre al fianco di vincitori, fino a sedersi sullo scranno più alto della città di Firenze, quella di sindaco, con la benedizione di Renzi, amico, protettore e predecessore. Rispetto a Mineo è giovane e quindi ha ancora tempo per dimostrare 'chi cazzo è'; e per dimostrarlo anche a Mineo che, chi è, l'ha già dimostrato. E sta proprio qui il problema di Mineo, come ha acutamente sottolineato qualche suo compagno di penna. Mineo da quando sta in Parlamento, è affetto della sindrome 'dell'abbandono' e 'dell'oscurità', lui che ogni mattina per un'oretta buona predicava dal teleschermo della sua rete 'All News' . Adesso, per restare a Mineo, a causa di tale sindrome da cui è evidentemente affetto, ha voluto dare una svolta alla sua vita di parlamentare, solo che, per la fretta, l'ha fatto in due occasioni che gli recano solo danno.
Ma questo non può e non deve autorizzare 'Nardella chi cazzo è?' a dargli addosso.
Di Nardella, invece, sappiamo che s'è diplomato in violino al Cherubini di Firenze - ma non ha mai esercitato - e poi laureato in giurisprudenza, con dottorato a seguito, ma ha subito cominciato la carriera politica, avendo dalla sua la fortuna di essere sempre al fianco di vincitori, fino a sedersi sullo scranno più alto della città di Firenze, quella di sindaco, con la benedizione di Renzi, amico, protettore e predecessore. Rispetto a Mineo è giovane e quindi ha ancora tempo per dimostrare 'chi cazzo è'; e per dimostrarlo anche a Mineo che, chi è, l'ha già dimostrato. E sta proprio qui il problema di Mineo, come ha acutamente sottolineato qualche suo compagno di penna. Mineo da quando sta in Parlamento, è affetto della sindrome 'dell'abbandono' e 'dell'oscurità', lui che ogni mattina per un'oretta buona predicava dal teleschermo della sua rete 'All News' . Adesso, per restare a Mineo, a causa di tale sindrome da cui è evidentemente affetto, ha voluto dare una svolta alla sua vita di parlamentare, solo che, per la fretta, l'ha fatto in due occasioni che gli recano solo danno.
Ma questo non può e non deve autorizzare 'Nardella chi cazzo è?' a dargli addosso.
giovedì 12 giugno 2014
Alti compensi come garanzia di indipendenza
Caro Nordio e capi della Procura veneziana, è inutile che indaghiate Galan e gli altri della nobile compagnia del 'Mose'; nessuno di loro da Mazzacurati in giù ha mai acconsentito a richieste di qualunque genere e di qualunque provenienza che non fosse regolare e moralisima, perché la ragione dei loro alti (altissimi, giganteschi, forse spropositati) compensi, garantisce della loro impermeabilità a qualunque tentativo di irregolarità, nella fattispecie: mazzette e ruberie.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
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