Noi avevamo scommesso, osando e contro ogni nostra fondatissima convinzione, che, per una volta, Franceschini, il 'mezzodisastro' del governo italiano, l'avrebbe avuta vinta con la sua proposta riappacificatrice ai due fronti, milanese e torinese, sul futuro della mostra del libro in Italia.
Ieri la rappresentante dell'AIE - gli editori con i soldi che vogliono fare la 'loro' festa del ( al ) Libro a Rho, nella Fiera di Milano - ha voluto smentire le voci di una rottura delle trattative fra i due fronti; e sembrava convincente, quando negava ogni credibilità alle rivelazioni giornalistiche.
Il gruppo di lavoro (tavolo, si direbbe nel gergo sindacal politico) istituito per trattare la faccenda era costituito da Gorgani ( per l'AIE, i milanesi per essere chiari), da Bray (presidente in pectore della Fondazione del libro torinese), e dai due emissari/rappresentanti dei ministeri interessati ( MIBAC e MIUR) rispettivamente Rummo e Colasanti. Insomma tre contro una e i tre si son fatto fregare. Almeno a leggere i soli titoli dei giornali di questa mattina dagli schermi televisivi.
E se decisione c'è stata, contro la proposta del ministro, questa ci fa capire ancora una volta quanto Franceschini, oltre che a sparare successi su successi non suoi, ed a presenziare a inaugurazioni e convegni, non conti un tubo proprio nei settori che riguardano direttamente il suo dicastero, e non abbia alcun peso politico - ce l'ha più sua moglie nell'aula consigliare del Comune di Roma, nella fossa dei feroci pentastellati che non le mettono paura, e, nonostante i denti affilati lei continui a sbraitare.
Stesso discorso si può fare anche per la Giannini che, nel bel mezzo delle polemiche sui trasferimenti degli insegnanti immessi in ruolo, e sugli inizi disastrosi del nuovo anno scolastico ( dal costo dei libri, alle polemiche su alcuni casi particolari, alle sedi scolastiche non a norma o inagibili e bisognosi di lavori urgenti di messa in sicurezza, alle cattedre ancora scoperte) mette a tacere tutto, riportando l'attenzione su questioni irrilevanti alle quali ricorrono tutti i ministri nel suo dicastero ogni volta che desiderano alzare polveroni: riforma dell'esame di maturità, giudizi espressi con lettere e non più con i voti nella scuola dell'obbligo ( si dovrebbe scrivere: italiano A, matematica C, Scienze B, Giannini D, che equivale a 'insufficiente') modifica dei criteri di formazione delle commissioni d'esame ecc.... Anche la Giannini, che con il mondo dell'editoria dovrebbe avere a che fare, se non altro per il vasto mercato dei libri scolastici, conta nulla e si vede.
Insomma in questa partita a quattro, si è arrivati al paradosso che i tre dell'ala torinese perdono contro l'unica rappresentante di quella milanese, quantomeno non riescono a convincerla su nulla. E fu rottura.
In questo bailamme di confusioni ed impotenze evidenti, su una altro tavolo la Lorenzin gioca alle 'figurine' sulla faccenda della 'fertilità' sulla quale, dopo le polemiche della sua insulsa campagna, ha cambiato linea, anzi figurina.
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martedì 20 settembre 2016
domenica 13 settembre 2015
Li due compari e il testimone silenzioso: Franceschini, Nastasi e Fontana
Nastasi lascia definitivamente la direzione generale dello Spettacolo dal vivo del Ministero per i beni e le attività culturali - Dio sia ringraziato! - retto dal suo compare Franceschini. Ed ambedue hanno concordato un bel regalo di fine mandato,destinataria la biblioteca della città di Renzi (può il premier pensare anche alle biblioteche? ma che gliene frega?). A differenza di Nastasi, Franceschini dobbiamo ancora tenercelo; ma forse dovremo tenereci anche Nastasi, che ora si è stabilito ad un tiro di schioppo dallo studio del presidente Renzi che potrà consigliare - MALAMENTE - anche quando non venga richiesto, sulla materia che ha maneggiato con scarsa cura e sconsideratamente per molti anni nel ministero, sconsigliando Urbani, Rutelli, Buttiglione, Galan, Bondi, Ornaghi, Franceschini: una schiera di ministri, campioni, ed eroici difensori della cultura che tutto il mondo invidia all'Italia.
Per fermarci solo agli ultimi regali che Nastasi ha fatto al mondo dello spettacolo, complice Franceschini, è il decreto attuativo della Legge del luglio 2013 ( allora c'era Bondi), che stabilisce i nuovi criteri che regolano il FUS; la disposizione - non sappiamo se ancora valida - secondo la quale i dipendenti della fondazioni piriche italiane non possono esercitare la libera professione di musicisti - il senso della moralità professionale del Nastasi, che crea un posto alla sua mogliettina, la 'giulietta' Minoli al Museo del Teatro San Carlo di Napoli, da lui creato nel periodo di commissariamento - ubbidisce a tale moralità; e l'ultima trovata relativa al FUS, l' erogazione del quale è affidata ad un algoritmo, barbaro ed assassino. Bastano questi pochi cenni per avere il quadro dell'azione cosiddetta moralizzatrice, per Nastasi riformatrice ma devastatrice per lo Spettacolo, che Nastasi ha messo in atto al Ministero, come si vanta di aver fatto nella lettera di ringraziamento a Fontana, presidente Agis, e suo consigliere prezioso, ringraziamento e saluto al momento di lasciare l'incarico. Alla quale lettera Fontana certamente non risponderà con analogo ringraziamento perchè se dovesse dire il vero dovrebbe scrivere una lettera di liberazione, da Nastas: una vera manna per il mondo dello Spettacolo, sempre che Franceschini non vada a cercarsi uno ancor peggio di Nastasi - in Italia ve ne sono tanti e tutti aspiranti a qualche poltrona.
Da tale corrispondenza di 'distruttivi sensi' fra Nastasi e Fontana, Franceschini s'è sentito tagliato fuori ed ha reagito per dire ai due : voi NON SAPETE CHI SONO IO, SONO IO IL MINISTRO, nè Nastasi, nè Fontana. E perciò vi faccio vedere che esisto, rendendo noti i nuovi organici delsettore delle grandi biblioteche pubbliche, come le due 'Nazionali' più importanti ( Firenze e Roma) un settore retto dalla sodale Rummo, mandata a risanare il MAXXI della parente acquisita di Nastasi, Melandri, dotandolo immediatamente di un finanziamento speciale, mentre non trova i soldi per pagare il minimo sindacale di custodi e bibliotecari per mandare avanti queste biblioteche che conservano la memoria storica e culturale del nostro paese e dei suoi saperi che hanno reso celebre l'Italia. No, i soldi per la biblioteca di Firenze non ci sono, e il suo direttore deve ringraziare me - fa sapere Franceschini, il MINISTRO CHE NON C'E' - se ho trovato 120.000 Euro per i nuovi acquisti.
Questo è Franceschini che poi si sbraccia e protesta contro i suoi sodali dell'ISIS che distruggono musei e siti archeologici, mentre lui non è ancora riuscito a regolarizzare neanche la normale attività di Pompei.
Per fermarci solo agli ultimi regali che Nastasi ha fatto al mondo dello spettacolo, complice Franceschini, è il decreto attuativo della Legge del luglio 2013 ( allora c'era Bondi), che stabilisce i nuovi criteri che regolano il FUS; la disposizione - non sappiamo se ancora valida - secondo la quale i dipendenti della fondazioni piriche italiane non possono esercitare la libera professione di musicisti - il senso della moralità professionale del Nastasi, che crea un posto alla sua mogliettina, la 'giulietta' Minoli al Museo del Teatro San Carlo di Napoli, da lui creato nel periodo di commissariamento - ubbidisce a tale moralità; e l'ultima trovata relativa al FUS, l' erogazione del quale è affidata ad un algoritmo, barbaro ed assassino. Bastano questi pochi cenni per avere il quadro dell'azione cosiddetta moralizzatrice, per Nastasi riformatrice ma devastatrice per lo Spettacolo, che Nastasi ha messo in atto al Ministero, come si vanta di aver fatto nella lettera di ringraziamento a Fontana, presidente Agis, e suo consigliere prezioso, ringraziamento e saluto al momento di lasciare l'incarico. Alla quale lettera Fontana certamente non risponderà con analogo ringraziamento perchè se dovesse dire il vero dovrebbe scrivere una lettera di liberazione, da Nastas: una vera manna per il mondo dello Spettacolo, sempre che Franceschini non vada a cercarsi uno ancor peggio di Nastasi - in Italia ve ne sono tanti e tutti aspiranti a qualche poltrona.
Da tale corrispondenza di 'distruttivi sensi' fra Nastasi e Fontana, Franceschini s'è sentito tagliato fuori ed ha reagito per dire ai due : voi NON SAPETE CHI SONO IO, SONO IO IL MINISTRO, nè Nastasi, nè Fontana. E perciò vi faccio vedere che esisto, rendendo noti i nuovi organici delsettore delle grandi biblioteche pubbliche, come le due 'Nazionali' più importanti ( Firenze e Roma) un settore retto dalla sodale Rummo, mandata a risanare il MAXXI della parente acquisita di Nastasi, Melandri, dotandolo immediatamente di un finanziamento speciale, mentre non trova i soldi per pagare il minimo sindacale di custodi e bibliotecari per mandare avanti queste biblioteche che conservano la memoria storica e culturale del nostro paese e dei suoi saperi che hanno reso celebre l'Italia. No, i soldi per la biblioteca di Firenze non ci sono, e il suo direttore deve ringraziare me - fa sapere Franceschini, il MINISTRO CHE NON C'E' - se ho trovato 120.000 Euro per i nuovi acquisti.
Questo è Franceschini che poi si sbraccia e protesta contro i suoi sodali dell'ISIS che distruggono musei e siti archeologici, mentre lui non è ancora riuscito a regolarizzare neanche la normale attività di Pompei.
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mercoledì 17 dicembre 2014
Le prodezze di 'vice disastro' Franceschini, ministro ombra al servizio di 'grande e grosso' Nastasi
La definizione non è nostra, ma di Renzi, riferendosi al vice segretario di un tempo del PD, l'attuale ministro Franceschini. Il quale, per non smentirsi, ogni giorno ne inventa una.
Ad esempio canta vittoria perché fra le istituzioni che possono usufruire delle donazioni dell'Art Bonus', cosiddetto - il decreto che consente in via sperimentale per i prossimi tre anni - e cioè la detrazione del 65% della somma devoluta dal proprio reddito, lui, sì proprio lui, non ci cedereste, è riuscito ad inserirvi anche le fondazioni lirico-sinfoniche ed i teatri di tradizione, evidentemente escluse dalla legge di stabilità, analfabeta d'un ministro italiano.
Si poteva usufruire di tale detrazione, per la prima volta introdotta in Italia il paese della cultura, solo per le somme destinate alla conservazione di beni culturali (che per il ministero sono solo i monumenti); mentre i teatri e ciò che in essi si fa non erano considerati 'beni culturali'. Avrebbe dovuto scusarsi, invece che cantare vittoria, per l'imperdonabile dimenticanza che ne ha causato fino ad ora l'esclusione. Ma che fa tutto il giorno 'vice disastro' ora ministro Francechini, e 'grande e grosso', direttore generale dalla preistoria, Nastasi?
Chissà se saranno svegli, 'vice disastro' e 'grande e grosso' per rispondere all'appello firmato da illustri personalità come Quirino Principe, Paolo Isotta e Pierangelo Buttafucoo e pare anche da altri, con il quale gli chiedono di nominare come sovrintendente dell'Arena di Verona una persona che abbia qualità umane e professionali all'altezza - qualità di cui evidentemente non ritengono sia in possesso Girondini, sovrintendente in scadenza, che gli appellanti non vorrebbero riconfermato nell' incarico. Curioso e multicolore il vario mondo rappresentato dai firmatari. Tosi che fece nominare il ragioniere o geometra Girondini - dovrebbe essere professionista in uno di queste due campi; comunque molte se ne sono lette e dette sul suo conto anche nei rapporti con Tosi - dovrebbe sprofondare. Oppure se ne frega perché lui ha un candidato e sa che Franceschini e Nastasi, fra un sonno e l'altro, nomineranno il suo candidato. E forse,proprio tale timore ha spinto gli appellanti a mettersi insieme e protestare.
Ma 'vice disastro' e 'grande e grosso' direttore generale ne hanno già fatta un'altra ancora più grossa, che ha a che fare con la Biblioteca dei Girolamini, con l'intervento illuminante di un altro genio del ministero, la dott. ssa Rummo, la quale vuole mandare a casa due o tre bibliotecari, non importa il loro nome, senza la cui avvedutezza e denuncia, il loro amico De Caro ( amico o buon conoscente di Galan, Ornaghi - e da essi stimato tanto da volerlo come consigliere - Dell'Utri), ora dietro le sbarre, sarebbe riuscito a svuotare la storica biblioteca napoletana con quei camion che, di notte, disattivato l'allarme, faceva caricare per portare i tesori trafugati sul mercato dei bibliofili o dei ricettatori in Italia e fuori. Quei bibliotecari sono precari e la illuminata dott. Rummo pensa che siano di troppo, e che perciò, nella migliore delle ipotesi, dovrebbero avere un contratto precario rinnovato ma dimezzato nell'orario, quindi ancor più precario.
A lei, come a 'vice disastro' e a 'grande e grosso', non interessa che i valorosi bibliotecari siano stati fatti 'cavalieri' da Giorgio Napolitano proprio per quello che hanno fatto in difesa della Biblioteca dei Girolamini, contro quel farabutto di De Caro, messo lì da ministri compiacenti, lo ribadiamo, come Ornaghi e Galan. Che certo non erano complici nei furti, almeno direttamente, ma che certamente, come del resto fa 'vice disastro' e 'grande e grosso', non hanno vigilato abbastanza.
Certo Renzi non può pensare a tutto, ma quando ha definito Franceschini 'vice-disastro' doveva rifilarlo a noi ?
P.S. Appena si muovono i giornali gli integerrimi ed efficientissimi dirigenti ministeriali corrono ai ripari. La faccenda dei tre bibliotecari dei Girolamini è risolta; così la Rummo ha scritto a Repubblica. Meno male, meglio tardi che mai. ma non poteva la Rummo pensarci prima che la grave negligenza venisse denunciata?
PP.SS. Sulla storia dell'Art Bonus ci tocca nuovamente intervenire, perchè - come denuncia oggi Escobar - i teatri di prosa a differenza dell fondazioni liriche e dei teatri di tradizione vi sono esclusi, compreso il 'Piccolo, Teatro d'Europa'. Ma Franceschini che fa dalla mattina alla sera, per dimenticarsi ogni giorno qualcosa? Dorme? Altro che 'mezzo disastro', è 'disastro totale'.
Il sindaco di Verona Tosi ha trovato due fondazioni bancarie ( Unicredit e CariVerona) che daranno i 14 milioni necessari per il restauro profondo, conservativo, necessario dell'Arena. Chissà se ora il ministro gli farà nominare un sovrintendente di suo gradimento, non dando ascolto agli appellanti che sono, naturalmente, contro la passata gestione (Girondini) dell'Arena, benedetta da Tosi
Ad esempio canta vittoria perché fra le istituzioni che possono usufruire delle donazioni dell'Art Bonus', cosiddetto - il decreto che consente in via sperimentale per i prossimi tre anni - e cioè la detrazione del 65% della somma devoluta dal proprio reddito, lui, sì proprio lui, non ci cedereste, è riuscito ad inserirvi anche le fondazioni lirico-sinfoniche ed i teatri di tradizione, evidentemente escluse dalla legge di stabilità, analfabeta d'un ministro italiano.
Si poteva usufruire di tale detrazione, per la prima volta introdotta in Italia il paese della cultura, solo per le somme destinate alla conservazione di beni culturali (che per il ministero sono solo i monumenti); mentre i teatri e ciò che in essi si fa non erano considerati 'beni culturali'. Avrebbe dovuto scusarsi, invece che cantare vittoria, per l'imperdonabile dimenticanza che ne ha causato fino ad ora l'esclusione. Ma che fa tutto il giorno 'vice disastro' ora ministro Francechini, e 'grande e grosso', direttore generale dalla preistoria, Nastasi?
Chissà se saranno svegli, 'vice disastro' e 'grande e grosso' per rispondere all'appello firmato da illustri personalità come Quirino Principe, Paolo Isotta e Pierangelo Buttafucoo e pare anche da altri, con il quale gli chiedono di nominare come sovrintendente dell'Arena di Verona una persona che abbia qualità umane e professionali all'altezza - qualità di cui evidentemente non ritengono sia in possesso Girondini, sovrintendente in scadenza, che gli appellanti non vorrebbero riconfermato nell' incarico. Curioso e multicolore il vario mondo rappresentato dai firmatari. Tosi che fece nominare il ragioniere o geometra Girondini - dovrebbe essere professionista in uno di queste due campi; comunque molte se ne sono lette e dette sul suo conto anche nei rapporti con Tosi - dovrebbe sprofondare. Oppure se ne frega perché lui ha un candidato e sa che Franceschini e Nastasi, fra un sonno e l'altro, nomineranno il suo candidato. E forse,proprio tale timore ha spinto gli appellanti a mettersi insieme e protestare.
Ma 'vice disastro' e 'grande e grosso' direttore generale ne hanno già fatta un'altra ancora più grossa, che ha a che fare con la Biblioteca dei Girolamini, con l'intervento illuminante di un altro genio del ministero, la dott. ssa Rummo, la quale vuole mandare a casa due o tre bibliotecari, non importa il loro nome, senza la cui avvedutezza e denuncia, il loro amico De Caro ( amico o buon conoscente di Galan, Ornaghi - e da essi stimato tanto da volerlo come consigliere - Dell'Utri), ora dietro le sbarre, sarebbe riuscito a svuotare la storica biblioteca napoletana con quei camion che, di notte, disattivato l'allarme, faceva caricare per portare i tesori trafugati sul mercato dei bibliofili o dei ricettatori in Italia e fuori. Quei bibliotecari sono precari e la illuminata dott. Rummo pensa che siano di troppo, e che perciò, nella migliore delle ipotesi, dovrebbero avere un contratto precario rinnovato ma dimezzato nell'orario, quindi ancor più precario.
A lei, come a 'vice disastro' e a 'grande e grosso', non interessa che i valorosi bibliotecari siano stati fatti 'cavalieri' da Giorgio Napolitano proprio per quello che hanno fatto in difesa della Biblioteca dei Girolamini, contro quel farabutto di De Caro, messo lì da ministri compiacenti, lo ribadiamo, come Ornaghi e Galan. Che certo non erano complici nei furti, almeno direttamente, ma che certamente, come del resto fa 'vice disastro' e 'grande e grosso', non hanno vigilato abbastanza.
Certo Renzi non può pensare a tutto, ma quando ha definito Franceschini 'vice-disastro' doveva rifilarlo a noi ?
P.S. Appena si muovono i giornali gli integerrimi ed efficientissimi dirigenti ministeriali corrono ai ripari. La faccenda dei tre bibliotecari dei Girolamini è risolta; così la Rummo ha scritto a Repubblica. Meno male, meglio tardi che mai. ma non poteva la Rummo pensarci prima che la grave negligenza venisse denunciata?
PP.SS. Sulla storia dell'Art Bonus ci tocca nuovamente intervenire, perchè - come denuncia oggi Escobar - i teatri di prosa a differenza dell fondazioni liriche e dei teatri di tradizione vi sono esclusi, compreso il 'Piccolo, Teatro d'Europa'. Ma Franceschini che fa dalla mattina alla sera, per dimenticarsi ogni giorno qualcosa? Dorme? Altro che 'mezzo disastro', è 'disastro totale'.
Il sindaco di Verona Tosi ha trovato due fondazioni bancarie ( Unicredit e CariVerona) che daranno i 14 milioni necessari per il restauro profondo, conservativo, necessario dell'Arena. Chissà se ora il ministro gli farà nominare un sovrintendente di suo gradimento, non dando ascolto agli appellanti che sono, naturalmente, contro la passata gestione (Girondini) dell'Arena, benedetta da Tosi
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venerdì 11 luglio 2014
Libri per Dell'Utri; Casa Verdi a Busseto acquistata dalla Siae. Flavia Barca si schiera con gli occupanti del Valle;ancora Giovanna Marinelli?
'Più libri, più liberi', il motto inventato per una fiera di libri, ha fatto paura alla direzione del carcere di Parma che ha negato a Marcello Dell'Utri, di avere più di un libro o due che sarebbero quelli consentiti. Evidentemente sia il legislatore che il direttore dell'istituto di pena parmigiano che osserva la legge parola per parola, incapace di interpretarla anche a costo di esporsi al ridicolo, avrà pensato che dando più libri a Dell'Utri, era come volerlo rendere più libero. Ecco perché il legislatore ha limitatore il possesso di liberi in carcere, si sarà detto ed ha fatto.. Però... la prossima volta non processate Dell'Utri ancora per concorso 'esterno' in associazione mafiosa, dopo che l'avete messo in un istituto di pena dove c'è già Totò Riina. Semmai sarete voi carcerieri ad esser processati per concorso 'interno' in associazione mafiosa. Cosa pretendete da un pover'uomo, senza libri, a stretto contatto con la mafia in persona?
Palazzo Orlandi a Busseto, abitato da Verdi e, se non andiamo errati, di proprietà della prima moglie del musicista, non sarà messo all'asta, né lasciato andare in malora; almeno si spera dopo che la SIAE ha deciso di avquistarlo per farne un centro di studi verdiani.
Flavia Barca, ora che è uscita definitivamente dalle stanze di Piazza Campitelli, dove ha sede l'Assessorato alla cultura di Roma, si toglie qualche sassolino, dicendosi al fianco degli occupanti del valle, ed aggiungendo che il progetto di Marino di 'fare un bando' - il sindaco ama i bandi e i tempi lunghi: ha anche promesso che in tre anni toglierà l'immondizia dalla capitale, nel frattempo cosa facciamo, sindaco? - non ha senso, meglio allora collegare il valle all'Argentina , in una cogestione fruttuosa.
marino non ha ancora capito che in certe situazioni conta il tempo. Dovrebbe saperlo, se non lo sa ancora gli servirà un banale esempio dalla sua professione medica. E' come se lui, chirurgo, ordinasse di portare un malato in sala operatoria, di addormentarlo, assicurando che arriverà entro brevissimo tempo per operarlo, e poi se ne dimentichi. Che ne sarà del malato? Che ne sarà di Roma e dei suoi tanti problemi con il sindaco LENTO?
Ancora insoluto il caso della successione a Flavia Barca,Mentre torna in lizza il nome di Giovanna Marinelli, al Comune ai tempi di Veltroni e Borgna e poi premiata, a fine mandato, con la presidenza dell'Argentina. Possibile che i vecchi mostri tornano sempre? Si fa anche il nome della Rummo, che viene dal Ministero, per rinsaldare i rapporti con Franceschini. Inutile, c'è già Michela Di Biase.
Palazzo Orlandi a Busseto, abitato da Verdi e, se non andiamo errati, di proprietà della prima moglie del musicista, non sarà messo all'asta, né lasciato andare in malora; almeno si spera dopo che la SIAE ha deciso di avquistarlo per farne un centro di studi verdiani.
Flavia Barca, ora che è uscita definitivamente dalle stanze di Piazza Campitelli, dove ha sede l'Assessorato alla cultura di Roma, si toglie qualche sassolino, dicendosi al fianco degli occupanti del valle, ed aggiungendo che il progetto di Marino di 'fare un bando' - il sindaco ama i bandi e i tempi lunghi: ha anche promesso che in tre anni toglierà l'immondizia dalla capitale, nel frattempo cosa facciamo, sindaco? - non ha senso, meglio allora collegare il valle all'Argentina , in una cogestione fruttuosa.
marino non ha ancora capito che in certe situazioni conta il tempo. Dovrebbe saperlo, se non lo sa ancora gli servirà un banale esempio dalla sua professione medica. E' come se lui, chirurgo, ordinasse di portare un malato in sala operatoria, di addormentarlo, assicurando che arriverà entro brevissimo tempo per operarlo, e poi se ne dimentichi. Che ne sarà del malato? Che ne sarà di Roma e dei suoi tanti problemi con il sindaco LENTO?
Ancora insoluto il caso della successione a Flavia Barca,Mentre torna in lizza il nome di Giovanna Marinelli, al Comune ai tempi di Veltroni e Borgna e poi premiata, a fine mandato, con la presidenza dell'Argentina. Possibile che i vecchi mostri tornano sempre? Si fa anche il nome della Rummo, che viene dal Ministero, per rinsaldare i rapporti con Franceschini. Inutile, c'è già Michela Di Biase.
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