venerdì 24 maggio 2019

Cinquestelle? Chi li conosce - cantano in coro molti VIP. Sorge il sospetto che si stiano preparando ad assaltare il carro del nuovo probabile ( dio ce ne scampi e liberi) vincitore. Anche Salvini? In tempo di astinenza perchè no?

Si dichiarano «delusi», si sentono «traditi», qualcuno semplicemente non dà spiegazioni e torna a votare come faceva prima. Sono sempre di più gli intellettuali, gli artisti, i «maitre à penser» - perlopiù di sinistra - che fanno pubblica ammenda per aver sostenuto il Movimento 5 stelle, dopo aver scoperto che il partito della Casaleggio e associati non è esattamente una via alternativa per il sol dell’avvenire. Il «ritorno a casa» è iniziato da tempo, ma non sempre è una passeggiata di salute, anche perché la figura del figliol prodigo è roba da cattolici. In questi giorni se n’è accorta bene Fiorella Mannoia, cantautrice, di sinistra, che nel 2013 spiegava: «I 5 stelle sono davvero in gamba, hanno tutti contro. Io sono di sinistra, per questo non voto Pd».

Acqua passata, adesso la Mannoia ha concesso l’uso di una sua canzone al leader democratico Nicola Zingaretti ed è una dei tanti intellettuali - tra i quali appunti diversi altri «pentiti» - che hanno firmato un appello di voto in favore della Sinistra, il partito di Nicola Fratoianni. 
Peccato che il «ravvedimento» non sia stato accolto bene. Quando Fratoianni ha pubblicato l’appello su Facebook mettendo proprio la foto della cantante come «testimonial» le reazioni sono state poco amichevoli: «Chieda scusa, ha contribuito a farci avere il governo fascioleghista». Lei ha risposto attaccando, come insegna il manuale della miglior difesa: «Sono io che aspetto le scuse da una sinistra che ha indotto tanti come me, anche sbagliando, a dirottare la propria speranza da un’altra parte. Io non devo dimostrare niente a nessuno». 

Ma, appunto, la Mannoia è solo una dei tanti. Nello stesso appello firmato da lei compaiono anche lo storico Aldo Giannuli, Franco «Bifo» Berardi, uno dei protagonisti della sinistra extraparlamentare degli anni ‘70, l’urbanista comunista Paolo Berdini che per qualche mese è stato assessore della giunta Raggi, il vignettista Vauro. Tutti con una storia di sinistra e tutti recentemente «pentiti». 

Giannuli ha anche diffuso una nota insieme al sociologo Domenico De Masi e all’attore Ivano Marescotti - altri due «delusi» - per spiegare l’addio al Movimento: «Eravamo convinti che M5S potesse essere una valida via d’uscita dal sistema della seconda Repubblica e il portatore di interessi popolari da troppo tempo disattesi», ma «l’innaturale alleanza di governo con la Lega ha spento - almeno per ora - queste speranze». Vauro invece, come nel suo stile, è più drastico: «Ho sbagliato a non capire che il grillismo era una polpetta avvelenata». 

Ma l’elenco è ancora lungo. Anche se non hanno sottoscritto l’appello in favore della Sinistra, negli ultimi mesi hanno mollato i 5 stelle anche gli attori Claudio Santamaria e Michele Riondino, Sabrina Ferilli e Sabina Guzzanti. E i pentimenti non sono arrivati solo da sinistra, anche lo storico Ernesto Galli Della Loggia ha ammesso di avere «sbagliato», sia pure in buona fede per «provare a cambiare». 


In fondo, questa era un po’ la motivazione di tutti: votare M5S per «punire» la sinistra ufficiale. E, in questo senso, si può dire «missione compiuta».

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