sabato 29 dicembre 2018

'Neanche l'Avaro di Molière si accorgerebbe del taglio' così il gaffeur Conte parlando di pensioni

Adesso Conte è diventato un grande statista, fino a ieri valeva quanto il 'due di coppe' nella briscola giocata dai due vicepremier; era un burattino nelle loro mani, agiva e parlava per nome e per conto dei due, mai in proprio, e quando  desiderava parlare chiedeva prima l'autorizzazione ad aprir bocca ai due; veniva dagli stessi convocato  per una riunione a tre - di fatto a due con il morto che ascolta!- e potremmo continuare ancora, perchè ogni giorno gli è stata appiccicata una etichetta niente affatto lusinghiera.

Poi all'improvviso per la stampa amica - capolista Il fatto quotidiano, il solito Fatto Quotidiano - Conte diventa uno statista: sa tener testa ai giornalisti nel corso di una lunga conferenza stampa, la sua pacatezza vince, è l'unico collante per questo governo che altrimenti deflagrerebbe,  maneggia con destrezza l'arma della diplomazia che l'ha fatto ritornare vincitore da Bruxelles, dove i due lo avevano spedito, pronti a scaricare su di lui l'eventuale insuccesso della trattativa, che lui è riuscito a far credere un successo.

 Che altro si vuole da un povero cristo sul quale nessuno avrebbe scommesso, per la discesa perfino di mezzo punto, di spread?

Ma il lupetto perde il pelo non il vizio, e durante la conferenza stampa sbraca quando afferma: a breve ci dovrebbe essere un rimpasto di governo ed anche una revisione del contratto di governo. Perchè subito dopo gli arriva la ramanzina di Spaccone-Di Maio: che c... stai dicendo? nessun rimpasto di governo nessuna revisione del contratto. E uno!

Poi  lo sproloquio sui fondi all'informazione, sui quali sta lavorando il sottosegretario Crimi, altro pensatore del 'Club Cinquestelle', e sui quali lui avanza che  dovranno i mezzi di informazione cercarsi fondi propri, così saranno più liberi! Sembra Aristotele reincarnato!E due!

E poi l'affondo sulle pensioni. Macché taglio, appena una limatura, così impercettibile che neanche l'Avaro di Molière la considererebbe tale, non se ne accorgerebbe neppure. Conte non ha calcolato che  per una pensione che al netto è ben al disotto dei 1000 Euro - come è la grande quantità delle pensioni dei comuni mortali,  un aumento mensile di 50 Euro circa è come una manna scesa dal governo. E tre. In un solo giorno bastano!

Le pensioni,  come i conti correnti, sono considerati da sempre un bancomat dai governi che vogliono far cassa subito, rastrellando moltissimo, perchè si toglie poco a ciascuno, ma il ricavato del furto - detto prelievo - risulta enorme. Anche le pensioni, da questo Governo, che dice di voler aiutare i pensionati più poveri, sono state toccate;  certo l'hanno fatto anche altri ( Monti e successori) con il mancato adeguamento all'inflazione; e lo steso discorso può farsi per i prelievi dai conti correnti: il governo Amato in una notte porto nelle casse dello Stato, rubandoli ai cittadini risparmiosi, svariati miliardi. Forse che per questo i 'furti di stato' hanno qualche giustificazione?

Nessun governo fa  mai cassa bussando alla porta degli grandi proprietari  fra i quali ovviamente si annidano i grandi evasori ; nessuno chiede a liberi professionisti che denunciano redditi bassi come facciano a mantenere certi tenori di vita ; nè una qualche giustificazione  a lavoratori autonomi che per il fisco non esistono, ma che tutti conoscono essere professionisti ( idraulici, elettricisti,muratori ecc...) e non hanno mai lasciato in vita loro neanche una fattura. Perché non chiede a questi signori - dal nord al sud sono presenti in ogni landa - come facciano a vivere, senza 'guadambiare' - come si dice a Roma - un solo Euro?

 Perchè non ricorrere ad una 'patrimoniale'? Quanto e perchè fa paura questa parola?
Anche nel vocabolario di Conte e dei due vice premier questa parola non esiste, come nel contratto di governo neanche si accenna ad una seria lotta all'evasione?

 Per fortuna che abbiamo scoperto uno statista, Giuseppe Conte, in arte premier f.f.


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