lunedì 9 dicembre 2019

L'informazione ha bisogno di attenzione del governo e pubblica

Si è parlato nei mesi scorsi di un taglio all’editoria, noi pensiamo invece ci debba essere un supporto all’editoria in un contesto nel quale occorre complessivamente una nuova legislazione per rilanciare il giornalismo in una tumultuosa fase di cambiamento”. Ne è convinto il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, Carlo Verna. “C’è bisogno di una presenza attiva dello Stato – ha spiegato, a margine di un incontro a Trieste – per concretizzare il diritto del cittadino a essere correttamente informato, in un contesto in cui tutte le nostre regole sono vecchie”. Da qui “l’idea di andare in giro in Italia per sensibilizzare anche le istituzioni locali alla necessità di un cambiamento e di un’attenzione specifica a questa che è una funzione vitale per la democrazia”.
Carlo Verna (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)
Intanto, ha aggiunto, a Roma “è in atto un tavolo con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Andrea Martella, che mi sembra abbia già ben colto molti dei nodi cruciali che adesso andranno sciolti. Stiamo trattando sulla questione dell’equo compenso, perché è cambiata la natura della nostra professione: ora prevalgono i giornalisti che lavorano in maniera autonoma, ragion per cui occorrono delle regole adatte. Il 19 ci sarà il prossimo appuntamento: noi – ha concluso – chiediamo una sorta di automatismo di quello che sarà l’equo compenso perché non è possibile chiedere a un soggetto non tutelato di avanzare rivendicazioni”.
Verna ha parlato anche dei contenuti della manovra. “Ancora non abbiamo il quadro definitivo, intanto se si presta l’adeguata attenzione alla vicenda dell’Inpgi, questa è cosa buona e giusta, se si blocca con una moratoria il taglio ai finanziamenti alla piccola editoria, già quella è una cosa buona e giusta”, ha affermato. “Poi – ha aggiunto – con il sottosegretario Martella abbiamo già convenuto un percorso, ammesso che ci siano le condizioni politiche e che il Governo vada avanti, per parlare di editoria 5.0. Quindi per andare a discutere proprio di una nuova legislazione per il giornalismo che è il nostro obiettivo”.
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