mercoledì 18 dicembre 2019

A che servono bande e orchestre nella tragica situazione in cui versa Taranto?



 Nel decreto Legge: CANTIERE TARANTO, è contenuto un "fondo da 150mila euro per la promozione e il sostegno delle bande e orchestre musicali di Taranto con soldi che arriveranno dalla norma previsa in legge di Bilancio".

Quando abbiamo letto di questo fondo, c'è venuto automaticamente  un cattivo, anzi terribile pensiero, che è questo. Alla città  deturpata dall'ex ILVA,  vittima  e martire dell'inquinamento, sacrificata per ottenere il massimo profitto, si sta preparando il funerale, che si vuole  accompagnato dalla banda  e dalle orchestre cittadine o del circondario.   E l'immagine tragica del Titanic che affonda mentre l'orchestrina suona  si è materializzata contemporaneamente al cattivo pensiero. 


E' terribile solo pensarlo, ma si può destinare un fondo alle bande ed alle orchestre - come se  quella zona fosse oggi la culla della musica (sebbene  il ricordo della nostra infanzia in Puglia ci rimanda alla esibizione di alcune bande per la festa del santo Patrono, provenienti dal Tarantino, come,ad esempio, quelle famose di Castellaneta,Francavilla Fontana, Mottola, e la storia del suo passato lo lascerebbe intendere) - quando la città ha bisogno  di ben altro, non per risorgere ma per convivere con quel mostro che produce ricchezza per gli sfruttatori industriali, ma morte e sofferenza per i cittadini? Che se ne fanno nella situazione in cui vivono di bande e orchestre?


Passi la banda, ma  le orchestre? Quali? Quella della Magna Grecia che ancora non siamo riusciti a capire se, fra tutte le ICO italiane, sia carne o pesce? Vogliamo continuare a chiamarla orchestra? Chi la sponsorizza? 


E, infine,  quando si legge: un fondo per bande e e orchestre, uno si attende di leggere di seguito che  la cifra stanziata ha una qualche consistenza, mentre invece si tratta di spiccioli: 150.000 Euro. Ci saranno anche questi spiccioli nel decreto non ancora approvato?  


Intanto leggiamo che il Governo sta cercando i 200 milioni di fondi previsti dal decreto, e destinati ad alleviare le criticità e le autentiche  sofferenze  cui la città è già sottoposta e quelle che si aggiungeranno se la fabbrica non verrà  risanata in modo che salvaguardi i posti di lavoro e la salute dei cittadini. 


Quella  musica  i cittadini di Taranto vorranno suonare e ascoltare!

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