venerdì 29 ottobre 2021

Palermo. La nuova stagione del Massimo. Giambrone sloggia per insediarsi all'Opera di Roma? ( da Leggo, di Totò Rizzo)

 Si inaugura il prossimo 20 gennaio la stagione lirica e di balletto 2022 del Teatro Massimo di Palermo. L’ha presentata stamattina il sovrintendente Francesco Giambrone (che alcuni rumors dalla Capitale vorrebbero in corsa per la successione a Carlo Fuortes all’Opera di Roma) che ha pure anticipato alcuni eventi per i cartelloni a venire (tra cui il ritorno sul podio di piazza Verdi di Riccardo Muti per il «Don Giovanni» di Mozart a dicembre 2023).

 

L’apertura con «Les vepres siciliennes» di Verdi, nell’edizione francese, sotto la guida da Omer Meir Wellber, direttore stabile dell’Orchestra, e la regia di Emma Dante. Un nuovo allestimento in collaborazione con i teatri lirici di Bologna, Napoli e Madrid.

 Ancora Verdi con «Simon Boccanegra» dal 19 febbraio in un’edizione storica che porta la firma per regia, scene e costumi di Sylvano Bussotti, il compositore da poco scomparso. Nel ruolo del protagonista Placido Domingo, la bacchetta è quella di Francesco Ivan Ciampa. 

Dal 20 marzo di scena «Roberto Devereux» di Donizetti, direttore Roberto Abbado, regista Alessandro Talevi in un’edizione dell’inglese Welsh National Opera.

Primo balletto in programma «Le relazioni pericolose» su musiche di Rameau e di Fähndrich in una coreografia firmata da Davide Bombana, direttore del Corpo di Ballo della Fondazione palermitana, al debutto il 9 aprile. 

Si torna all’opera il 29 aprile con la «Tosca» pucciniana in un rodato allestimento del Massimo con la regia di Mario Pontiggia e la direzione musicale di Valerio Galli

Tre musicisti di epoche diverse (Beethoven, Scriabin e Nono) per lo spettacolo successivo incentrato di mito di Prometeo che vedrà sul podio Gabriele Ferro e la regia in presa diretta e le proiezioni video dei Masbedo, tra i più applauditi creatori di installazioni e videoarte (dal 3 giugno).

 

Dopo la parentesi estiva al Teatro di Verdura (già annunciati una «Turandot» diretta da Daniel Oren, il balletto «Nijinski» con la coreografia di Marco Goecke e «Le quattro stagioni» di Vivaldi firmato da Cayetano Soto), 

la stagione tra gli stucchi del Basile riprenderà il 30 settembre con «Il matrimonio segreto» di Cimarosa, direttore Davide Levi, regia di Roberto Catalano

Si torna a Verdi con «Nabucco» dal 23 ottobre, direttore Francesco Lanzillotta, regia di Andrea Cigni. 

Nel trentennale delle stragi di mafia (1992-2022) il Massimo onorerà la memoria dei giudici Falcone e Borsellino e degli agenti delle loro scorte con una serie di eventi in anteprima assoluta: l’opera-inchiesta di Gery Palazzotto «Cenere» su musiche di Marco Betta, Fabio Lannino e Diego Spitaleri, la «Messa da Requiem» di Verdi, l’opera di Marco Tutino «Falcone e Borsellino - L’eredità dei giusti» e una singolare iniziativa il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, «One minute of no silence», un progetto collettivo che unisce artisti di tutto il mondo che invieranno via web, su commissione del teatro, un minuto di musica che comporrà una sinfonia di “minuti di non silenzio”.

Il Massimo palermitano ha anche presentato la stagione di concerti con grandi nomi di direttori e solisti tra cui spiccano una «Noche esponola», sul podio Placido Domingo, tenore Arturo Chacón Cruz, il recital del soprano Maria Agresta e del mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya. E con l’uscita, ci si augura definitiva, dall’emergenza sanitaria, si tornerà a produrre spettacoli dedicati alle scuole e riprenderanno le collaborazioni con le varie istituzioni della città (dal Conservatorio Scarlatti al Brass Group per il jazz) e le tournée internazionali: le masse artistiche e tecniche della Fondazione si sposteranno nella primavera del 2022 in Giappone (Tokyo, Hamamatsu, Otsu, Osaka e Nagoya) per proporre un nuovo allestimento di «Bohéme» e per il «Boccanegra», già citato, del cartellone principale.

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