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domenica 25 marzo 2018

Consiglio alla Raggi per coprire i fori romani

Le buche, o come dicevano gli antichi, i 'fori' a Roma rappresentano da mesi l'emergenza n.1 della Capitale. Non l'unica, perchè conviviamo da tempo  anche con l'emergenza rifiuti e, siccome non c'è due senza tre, con  l'emergenza  trasporti.

 In fondo, tre emergenze, piccole tutto sommato, se paragonate alle grandi emergenze italiane e non solo romane, cioè l'emergenza politica e quella del debito pubblico e quella del lavoro. Ma se intanto si cominciassero a risolvere  le emergenze che abbiamo definito 'piccole', se non altro perchè limitate ad una città, seppure Capitale, saremmo già un bel passo avanti. E fra esse una almeno potrebbe forse essere risolta, perchè si sa come farlo, ed i soldi- se non se li rubano strada facendo, come hanno   quasi sempre fatto - ci sarebbero.

L'emergenza 'fori' romani ha una soluzione  a portata di mano. La sindaca e l'assessore competente, congiuntamente, hanno inviato una delegazione a Milano, per interrogare il sindaco Sala sulle buche che ci sono a Roma ma non a Milano, quantomeno nella stessa quantità;  non si tratta di diversa percezione. Le buche a Roma ci sono, non v'è strada senza, e si possono, anzi si devono risolvere.

Sala gli ha detto che a Milano c'è una squadra di una settantina di addetti, in servizio permanete, pronta ad intervenire, in ogni momento e con tempestività, sulle strade del capoluogo milanese. Ma non può essere questa la ricetta che salva Roma dai suoi 'fori'. Anche perchè di squadre 'tappabuche'  ne esistono. A Roma, squadre di volontari che si danno da fare, a proprie spese,  a differenza dell'immobile Giunta, per tappare con asfalto a presa istantanea le buche segnalate dai cittadini.

 Il rimedio, dicevamo, esiste, basta applicarlo. Alla viglia del Giubileo della Misericordia, Roma si dette una  sistematina stradale, sotto il Commissario Tronca. Uno dei lavori più imponenti, ma non l'unico del genere, fu il nuovo manto stradale della via Nomentana, da Piazza Sempione al Raccordo anulare. Alcuni chilometri di strada che negli anni successivi al Giubileo, nonostante pioggia e neve ed altro ancora, sono lì come appena fatti. Mai una buca, oltre quelle che  i vari servizi comunali  ( luce, gas, acqua, fogne) ogni tanto creano per interventi imprevisti o  di emergenza, salvo poi a rattoppare in maniera abbastanza soddisfacente le buche procurate.

 Perciò, invece che inviare una delegazione a Milano, basterebbe che la sindaca Raggi o il suo vice Bergamo con l'assessore o assessori competenti andassero a guardar i capitolati degli appalti assegnati da Tronca,  nel caso dei lavori stradali alla viglia del Giubileo. Prenderebbero visione, con la massima precisione della qualità dell'asfalto di quei lavori. Se seguissero quell'esempio, saremmo sicuri che  quattro o cinque anni - almeno quanti ne sono trascorsi dal Giubileo ad oggi -  ma forse anche più, le buche non  sarebbero uno dei grandi problemi a Roma.

 Che aspettano?

sabato 8 aprile 2017

ATAC della vergogna. Ancora sullo schifo della pensilina installata all'altezza del civico 905 di via nomentana a roma

Torno ancora sulla pensilina che hanno finito  di installare ieri, dopo una settimana di lavoro, senza che ce ne fosse bisogno alcuno, perchè alla fermata in questione ( all'altezza del civico 905 di Via Nomentana) non ho mia visto più di due o tre persone attendere l'autobus. E ci torno perché ce l'ho proprio sotto casa. Mi sarei offerto di offrire un più comodo divano di casa mia a chi attendeva l'autobus per un tempo  enorme, pur di non vedere questo inutile sgorbio sotto casa.
 Questa mattina sono tornato a riguardare la pensilina dello scandalo. Ed ho notato - e come me l'ha notato quel cittadino che attendeva l'autobus - che la pensilina offre posti a sedere in numero di 2. Ma non una panca bensì una striscia metallica larga 10 cm e lunga 70-80, sulla quale possono appoggiare una fetta di culo non più di due persone contemporaneamente. Ma non la appoggeranno mai fino a quando l'ATAC ed il servizio di disinfestazione non provvederanno a pulirla e disinfettarla. Perché sia il cosiddetto sedile che l'intera struttura della pensilina sono lerci - ZOZZI, si dice a Roma - ed hanno bisogno di essere puliti  'a fondo', sgrassati e disinfettati, prima che qualcuno vi si possa riparare ed appoggiare o poggiare  il culo su quel sedile, cosiddetto.
Qui l'unica cosa che si vede fatta bene è l'asfalto, fatto alla vigilia del Giubileo. Solo l'asfalto è ancora integro, dal piazza Sempione al Raccordo. Ma non si azzardi la sindaca ad attribuirsene il merito, lei ha solo il merito delle buche rattoppate dai cittadini; quell'asfalto fu fatto con i soldi del Giubileo e sotto l'amministrazione del Commissario Tronca.
 Chi ha visto la pensilina è sicuro che mai e poi mai quei zozzoni dell'ATAC o dell'AMA verrano mai  a disinfettarlo e pulirlo.

P.S. E invece  no. Dopo qualche giorno dalla posa in opera delle pensilina, è arrivato un operaio specializzato con  detersivi e disinfettanti ed ha ripulito la pensilina che  ora, pur vecchia, ha un aspetto decente. Meno male.

giovedì 9 febbraio 2017

L'ondata moralistica degli onesti (?) Cinquestelle a Roma fa disastri nel settore immobiliare di proprietà del Comune

Iniziata da Marino, proseguita con apparente rinato vigore da Tronca, la moralizzatrice rimessa in discussione dell'uso del patrimonio comunale immobiliare, aveva subìto poi un stop dopo che alcuni soggetti intestatari di affitti delle migliaia di immobili del Campidoglio sul territorio comunale si erano rivolti al Tar, ottenendo una sospensione delle cartelle esattoriali o degli avvisi di sfratti, quando non degli sfratti esecutivi.

Venne allora l'impressione che sia Marino che il Commissario Tronca, quest'ultimo con più determinazione, apparente, del sindaco fatto dimettere, intendessero  mandare un segnale, senza la determinazione di  scendere nei singoli casi  per risolverli. Tutti, senza eccezione.
 Nella foga moralizzatrice si andarono a toccare anche delle onlus che si occupavano di settori di forte rilevanza sociale, fra queste anche quella che assicurava  sostegno ed assistenza a famiglie nelle quali  c'era qualche malato di sla; ma ve ne erano anche altre impegnate in settori altrettanto delicati e socialmente utili.

Il Tar allora aveva sospeso gli sfratti esecutivi, come abbiamo detto; nel frattempo sono trascorsi parecchi mesi e il Campidoglio degli onesti Cinquestelle, riprende ora le fila del discorso, senza aver nel frattempo fatto nulla per evitare che nel tritacarne della foga moralizzatrice (finta?)  finiscano anche soggetti che andavano preservati, lasciati fuori, addirittura protetti.

Non sappiamo se nei 43 miracoli ottenuti dai Cinquestelle a Roma, secondo la bibbia grillina, figuri anche la difesa di tali onlus ed il loro diritto, per ragioni di  sociale utilità, ad un trattamento di favore; o se questa è stata già segnata nella prossima lista di miracoli che ora santa Virginia, per bocca del suo profeta, dichiara di voler compiere a breve.
 Fatto sta che, alla ripresa delle grandi manovre immobiliari, quando ancora non s'è spenta l'eco degli sporchi affari  della coppia Scarpellini-Marra,  il Comune di Roma va ad importunare una associazione che si occupa di malati gravi, senza sentire ragioni.

P.S.  Un censimento - quello degli immobili  di proprietà del Comune di Roma e dei loro occupanti - più volte promesso e forse anche attuato, da quello che ci viene detto, non è stato ancora reso di pubblico dominio nella sua interezza, salvo casi rarissimi che dovevano servire di lezione; un secondo censimento ora viene promesso, sempre dal Comune di Roma, che a breve partirà, e riguarderà le buche delle strade, che sono tante,  anzi tantissime, meglio infinite, ed hanno bisogno di essere censite, prima di essere riparate. A  proposito sono stati già stanziati i fondi per eseguirlo questo censimento, ma ci vorrà del tempo. Poi si comincerà con la riparazione.
 Noi vorremmo suggerire un modo per risparmiare a Virginia Raggi proprio su questa mappatura, certamente necessaria, ma che  rischia di dover essere aggiornata, ora dopo ora, prima  che si proceda alla riparazione.
 Si muti l'oggetto del  censimento: si censiscano le strade senza buche. Così censendo, si fa prima, perchè forse si conterebbero sulle dita due mani non più, e così non c'è e più bisogno della mappatura delle buche, e si potrebbe immediatamente procedere alla loro riparazione.

lunedì 6 febbraio 2017

Beppe Grillo, faccia di c...

La penultima capriola l'ha fatta giorni fa Beppe Grillo, blindando tutto il Movimento attorno a Virginia Raggi,  disponendolo in una sorta di cintura di sicurezza e sanitaria, e neutralizzando così gli ormai troppi nemici  anche interni della sindaca, fra i quali andrebbero cercate perfino le 'gole profonde' che avrebbero riferito alla Procura di Roma della 'polizza' di Romeo a favore della sindaca, ma 'a sua insaputa', come hanno poi rivelato durante le ore del lungo interrogatorio in Procura della sindaca, sia L'Espresso che l'organo di stampa del movimento, 'Il fatto quotidiano'.

Ma capriola ancora più spericolata, ultima in ordine di tempo, il capo del Movimento Cinquestelle ha compiuto l'altro ieri attraverso un post del blog, che è diventato, come abbiamo scritto, una sorta di 'Albo pretorio' del sindaco, dei sindaci e di Grillo e dove adesso scrivono anche più volte al giorno ed al quale, per regolamento interno, è d'obbligo affiggere comunicazione di chiamata in giudizio, di avvio di indagini e condanne eventuali. E da dove si presume, verranno comunicato 'urbi et orbi',  le dimissioni di adepti - come si comincia a temere  potrebbe accadere anche alla Raggi e in tempi ristretti, alla viglia dell'interrogatorio di Marra, in carcere; il quale, certamente, non è rimasto contento delle dichiarazioni della sindaca contro di lui, indicandolo come unico responsabile di molte malefatte comunali. 'a sua insaputa', ed intende vendicarsi.

Ora Grillo parlando a nome della sindaca - che comunque in questi ultimi giorni è parsa più loquace, andandosi a difendere sia da Mentana che sul Corriere -  ha fatto sapere che Raggi volta pagina e si dedica alla città.
Intanto ci sono già alcuni milioni pronti per le buche delle strade. Ma prima di ripararle ci sarà la 'mappatura' completa, attraverso droni e telecamere nascoste. Eh sì, perchè per scovarle le buche, ci vuole un agente segreto, tanto sono invisibili ad occhio nudo. Roba che non c'è strada che non ne abbia. E, dove non ve ne sono al  momento, che non si procurino alle prime gocce di pioggia o lavori stradali.
(Vogliamo ricordare alla sindaca ed al suo assessore ai lavori pubblici che un asfalto, quello della Nomentana, nel tratto che va da piazza Sempione fino al Raccordo, realizzato alla viglia del Giubileo, commissario Tronca, è a tutt'oggi perfetto, che vuol dire che si può fare un asfalto che non si rovini ad ogni alitar di vento e cader di pioggia).

 Ma Grillo ha superato se stesso e la decenza quando ha affermato in uno dei suoi manifesti 'pro Raggi' che  i guai nei quali il Movimento ha trovato la Capitale non ha permesso di gettar luce sulle imprese amministrative già compiute dalla sua sindaca. Ben 43 gli obiettivi già raggiunti, in questi sette mesi di non governo.
 Beppe Grillo, ha proprio una faccia di c...omico

venerdì 6 gennaio 2017

All'assessore e vice sindaco Luca Bergamo la biblioteca storica del Burcardo non interessa?

Chi dice Burcardo dice 'storia del teatro italiano'. Nella storica biblioteca,  alle spalle del Teatro Argentina a Roma, è conservata la memoria storica del nostro teatro.
 La biblioteca è di proprietà della SIAE che paga per quei locali un affitto al Comune di Roma, che negli ultimi anni il Comune, ora retto dalla Raggi e dall'Assessore alla (ri)crescita culturale, Bergamo ha aumentato al punto di diventare, a parere dell SIAE non più sostenibile. E perciò... alla fine di questo mese la biblioteca dovrebbe sloggiare da quei locali. E finire dove?
 Noi, inguaribili ottimisti, pensiamo che, alla fine, Bergamo riuscirà a far ragionare il Comune - concesso che gli interessi il valore storico e culturale della biblioteca, anche in funzione della (ri)crescita culturale che, gli sta tanto a cuore, e a farlo recedere dall'intimazione dello sfratto, accettando una vera mediazione sull'aumento dell'affitto dei locali.
 Si tratta di una biblioteca, assessore, vorremmo dire a Bergamo - alla Raggi no, perchè lei non sa neppure cosa sia il Burcardo - sperando che poi lui riferisca alla direzione del patrimonio immobiliare del Comune intercedendo e dando tempo alla SIAE di ragionare sull'affitto  e trovare una soluzione.

Il Comune , prima di procedere a sfrattare la storica biblioteca conosciuta in tutto il mondo e notissima fra gli studiosi e le università italiane, dovrebbe rendere conto ai cittadini dell'esito definitivo dell'indagine avviata - o solo accelerata, secondo alcuni - da Tronca sugli  immobili del Comune dati in affitto a persone ed enti che non ne avevano diritto ed a prezzi scandalosamente fuori mercato.
 Ha fatto scalpore lo sfratto della storica sezione del PD da via dei Giubbonari, ma quello è stato un atto dimostrativo; vogliamo sapere se tutti gli immobili, dopo anni ed anni di indagini ed inchieste, ora sono  affittati a prezzi equi e solo a persone ed enti che ne hanno diritto.
Dopo che questa operazione, di cui - ripetiamo - non si conosce l'esito, verrà completata, allora si potrà anche bussare alla SIAE per domandarle un adeguamento dell'affitto per la biblioteca del Burcardo . Solo allora.  Senza,però, dimenticare che trattasi di una biblioteca preziosissima per gli studiosi e per la storia del teatro italiano. Salvo che non si trovi un benefattore disposto a venire incontro alla SIAE, per  il pagamento dell'affitto aumentato.
 In ultimo, se anche questa possibilità dovesse sfumare, allora deve pensarci la SIAE e provvedere, trovando una nuova sistemazione -  sebbene dannosa per gli studiosi che ormai conoscono quella sede alla spalle del teatro Argentina. Perchè la SIAE che dal teatro e dallo spettacolo dal vivo in generale trae la sua ragion d'essere ed anche i suoi introiti - se è ben amministrata, come speriamo che lo sia dal figlio di Caterina Caselli, erede dei Sugar - può far fronte alle spese della Biblioteca del Burcardo.
 Metta una tassa sui diritti degli artisti milionari- e ve ne sono. Che sarà mai, in confronto, l'affitto del Burcardo?

lunedì 17 ottobre 2016

Divisa per due. La Roma storica, fra Stato e Comune. E Franceschini sta zitto

Se hai qualcosa da proporre o un problema da risolvere relativamente alla zona est  di via dei Fori Imperiali devi rivolgerti alla Sovrintendenza Comunale; se la proposta o il problema riguarda invece la zona ovest di via dei Fori Imperiali, devi bussare ai palazzi della sovrintendenza nazionale.
Due sovrintendenze, due carrozzoni con centinaia di impiegati e dirigenti che si sono aggiudicati, come si fa con una  partita a carte,  l'amministrazione dei beni  storici ed architettonici della città.
Sembra di vedere uno di quei film polizieschi in cui, per la cattura di un pregiudicato, allo scopo di attribuirsene il merito, si precipitano sul luogo del delitto tutte le forze di polizia. Mai che la cosa avvenga anche in presenza di  crimini da reprimere .
 L'arrivo di Sergio Rizzo, a capo della cronaca romana del Corriere, promette una panoramica sulla tragedia continua che è l'amministrazione cittadina. Intanto, le due sovrintendenze. Alle quali per porvi rimedio il confusionario Franceschini e  e il sindaco nel pallone, Marino, cercarono di parlarsi e pensarono ad un comitato nel quale far confluire rappresentati dell'una e dell'altra, senza però abolirle. Senonchè alla seconda o terza riunione, si finì col litigare su chi avesse diritto alla presidenza  e chi alla vice presidenza del comitato, e tutto restò come prima.
E cioè che per muovere un sampietrino ad est della via dei Fori Imperiali, ci si  deve ancora rivolgere a Parisi Presicce, mentre per sampietrini da rimuovere o da rimpiazzare ad ovest della medesima via, a Prosperetti. Per fortuna che almeno i cognomi dei due cominciano con la stessa lettera, la 'P' - almeno qualcosa in  comune l'hanno.
Poi - racconta Rizzo- arrivò Tronca con ben altri problemi da risolvere e la vita di quel nascituro comitato, andò a farsi bendire. Fortunatamente, aggiunge il giornalista, perchè altrimenti a confusione  altra confusione si sarebbe aggiunta.
 I problemi, alla faccia di Franceschini che vuole rifare la platea del Colosseo, restano, anche perchè  aggiunge Rizzo,  non c'è solo la zona est e quella ovest di via dei fori Imperiali,  Accade anche che il Colosseo sia di competenza statale, ma sulla zona in cui sorge, invece,  la competenza è comunale.
 Insomma Franceschini deve decidere se spostare il selciato attuale del Colosseo in zona ovest e portarvi invece quello delle zona est.  Oppure, qualora l'operazione sul selciato si rivelasse difficile,  se  optare per lo spostamento del Colosseo. Visto che  siamo in tempo di grandi lavori, ordini che lo si sollevi e lo si impianti in un luogo dove il conflitto di competenza cessi.

mercoledì 29 giugno 2016

Il Commissario TRONCA al Comune di Roma va COMMISSARIATO. Per il disastro dell'Estate Romana

Non si tratta di un gioco di parole, ma di triste realtà. Il Commissario del Comune di Roma che ha mostrato i muscoli in tante occasioni, non è quasi mai riuscito  a condurre fino in fondo un incontro sul ring con vittoria per ko. Come ha fatto nel settore cultura.
Tronca, nel settore cultura - benchè vada a farsi vedere in giro nelle occasioni canoniche di spettacolo - è stato un vero disastro. Ha reso pubblico il bando per la cosiddetta 'Estate Romana' - che di quella storica manifestazione inventata da Renato Nicolini conserva ormai solo il nome,  e fondi quasi ridotti a zero - con un imperdonabile ritardo, ha chiuso il termine di presentazione delle domande a maggio (per una serie di manifestazioni che prende il via già in giugno) e alla fine di giugno - precisamente ieri, 28 - ha reso noto l'elenco delle manifestazioni che il Comune intende finanziare.  Anzi un doppio elenco: il primo in cui segnala le manifestazioni che hanno i requisiti e quindi meritevoli di essere finanziate, e poi con una cernita in base a non si sa quali criteri, ne ha estratto dal cilindro un numero limitatissimo, quello dei finanziati,  per i quali il massimo finanziamento non raggiunge i 40.000 Euro.
 Ora un  Comune può decidere di non finanziare nulla o pochissimo, per mancanza di soldi: liberissimo di farlo ( anche se poi dovrebbe spiegare  come mai ogni giorno i giornali raccontano di nuovi arresti di amministratori pubblici, anche dello stesso Comune di Roma, che continuavano ancora fino all'altro ieri a rubare. Certo che poi di soldi non ve ne sono più. E comunque neanche questa potrebbe essere una giustificazione per un comune che ha bilanci altissimi, ed anche deficit, trattandosi di una somma in definitiva irrilevante - quest'anno in totale l'Estate Romana sarebbe stata finanziata con 500.000 Euro circa, se  ricordiamo bene), ma deve farlo in tempi ragionevoli. Non può dire agli organizzatori alla vigilia delle varie manifestazioni: quest'anno vi arrangiate. Gli organizzatori devono poter esporre i loro programmi entro la fine dell'anno precedente l'estate in questione, ed entro i primi mesi dell'anno di riferimento le assegnazioni devono essere decise.
 Come Tronca, non si comporta un ufficiale pubblico chiamato, in situazione di emergenza, a governare una città. Non può anch'egli creare nuove emergenze, nuovi problemi, altrimenti ci lasciavano Marino, un genio dell'incapacità di governare.
 Perchè gli organizzatori che hano avuto un reale danno nopn denunciano il Commissario per INADEMPIENZA?

giovedì 26 maggio 2016

William Kentridge ringrazia tutti eccetto Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai beni culturali, reo di leggerezza ed insensibilità

Ancora ieri il Sovrintendente capitolino ai beni culturali, Claudio Parisi Presicce, sull'affaire 'fregio di Kentridge sui muraglioni del Tevere' tentava di salvare 'capra e cavoli': Capra - se medesimo, secondo la felicissima locuzione inventata da Sgarbi, giacché nella vergognosa intervista pubblicata da Repubblica dimostrava essere l'unico a non aver considerato che le bancarelle sui bordi del fiume avrebbero offeso il fregio di Kentridge, ed addirittura - fuori di testa -  si azzardava a dire che il flusso di passeggiatori sulle rive del fiume sarebbe andato ad ingrossare il numero dei visitatori interessati alla singolare opera appena inaugurata;  Cavoli -   e cioè le bancarelle, non considerando che sicuramente le mercanzie esposte avrebbero, metaforicamente, sprigionato un odore nauseabondo,  sotto il segno ispirato di bellezza di Kentridge.
 La riunione convocata da Tronca in Campidoglio, durante la quale sicuramente il Commissario - se anche lui non 'sta fuori come un balcone', come si dice a Roma - avrà strigliato il suo sovrintendente, l'unico a non capire e a non dare, in tempo, disposizione per lo spostamento delle bancarelle, ha accolto le richieste di artisti e degli stessi organizzatori della kermesse a bordo fiume, più illuminati e ragionevoli dello stesso Sovrintendente capitolino, ed ha spostato, con il loro consenso, di 500 metri le bancarelle, lasciando libero alla vista il fregio di Kentridge. Davanti al quale non ci saranno bancarelle, bensì concerti, teatro e visite guidate.
 L'artista, appena saputo della decisione, ha ringraziato tutti, eccetto il Sovrintendente capitolino, il cui nome  è scomparso anche da tutti i resoconti giornalistici,  e suona come generale condanna della sua inefficienza ed insensibilità verso un argomento che è prerogativa del suo incarico a Roma.
 Ma non è la  sua prima  scivolata.  Come si è saputo tardi, il suo nome è apparso anche nell'inchiesta sulle statue ingabbiate, altra decisione, la cui responsabilità ha cercato in ogni modo di scrollarsi di dosso, nella quella, come è emerso dopo,  lui c'entra e come, nel senso che non ha valutato a dovere l'impatto di quell'ingabbiamento. Questa di oggi, a causa della sua cecità, è per lo meno la seconda figuraccia di Roma agli occhi del mondo.
Dobbiamo solo  sperare che alla prossima tornata di nomine, qualcuno - chi di dovere- se ne ricordi, e lo trombi.

mercoledì 25 maggio 2016

Umberto Broccoli avrebbe fatto meglio di Claudio Parisi Presicce. A proposito del fregio sul Tevere di Willam Kentridge

Sicuramente l'ex sovrintendente capitolino del gabinetto Alemanno, Umberto Broccoli, avrebbe fatto meglio dell'attuale, Claudio Parisi Presicce, messo lì da Marino, in una questione scandalosa sotto gli occhi di tutti, riguardante il grande fregio di William Kentridge sui muraglioni del Tevere.
L'altro ieri la mondanità convenuta all'Opera di Roma per la Traviata di Valentino-Coppola (ed anche di Giuseppe Verdi, se vogliamo dirla tutta) aveva inneggiato al risveglio culturale di Roma citando appunto oltre che l'opera nel teatro della capitale, la notte dei musei e il grande fregio di Kentridge;  e già oggi  su quel fregio arrivano i primi schizzi di merda 'Capitale'.
 Sulle banchine del Tevere si stanno montando le tende, che ospiteranno le bancarelle, per la kermesse dell'Estate che Tronca ha quasi decimato lasciando in piedi proprio la fetta sulle rive del Tevere che suona di offesa all'opera del grande artista, la occultano, e frantumano. Il prossimo artista invitato a lavorare per la Capitale ci penserà due volte prima di accettare, con questi chiari di luna.
 Kentridge, sconsolato, alza le mani al cielo, non sa che dire; il sovrintendente, invece, azzarda perfino che le bancarelle promuoveranno l'opera di Kentridge, perché i visitatori delle bancarelle avranno occhi solo per quella singolare opera. E che loro andranno lì attratti dall'opera di Kentridge, e non per le cianfrusaglie esposte sulle bancarelle.
Faccia di bronzo di un sovrintendente che, nel tentativo di tirarsi fuori dal pasticcio in cui s'è cacciato da solo, ha anche detto che quando s'è parlato con Tronca dell'Estate romana, lui ha dato il suo assenso allo svolgimento della kermesse sulle rive del fiume. E le bancarelle? Pensava  alla kermesse, ma non alle bancarelle. Era l'unico a pensarla così. Naturalmente non sì è posto il problema dell'inopportunità di montare  quelle orrende bancarelle davanti al fregio.
 Chiederà agli organizzatori di montarle distanti dai muraglioni, con la conseguenza più ovvia e prevedibile, che qualche visitatore cadrà in acqua e poi daranno la colpa al pittore che aveva avuto quella idea balzana, senza pensare che quelle rive appartengono all'Estate romana, che Tronca ha rivitalizzato, finanziato lautamente ed allargato a suo modo; e così,  dell'Estate romana al tempo di Tronca, potrebbero restare solo quelle bancarelle che recano offesa all'opera di Kentridge.
Intanto il commissario, che ha mostrato sempre grande attenzione verso la cultura - e si vede, anche in questo caso - ha convocato una riunione in Campidoglio. Sicuramente  la soluzione che adotterà sarà più blasfema delle stesse bancarelle.

martedì 24 maggio 2016

Il COMMISSARIO TRONCA UNO DUE E TRE

Il commissario straordinario di Roma che fra qualche settimana è in partenza per altri lidi ma che molti vorrebbero commissario per tutta la prossima legislatura e magari anche per le seguenti - e non se ne capiscono i grandi meriti - oggi ha fatto alcune sortite pubbliche  imbarazzanti,  e per la loro inutilità pratica  e per l'evidente  contraddittorietà  con altre sue recenti determinazioni.

 Passiamo sopra volentieri alla faccenda delle case e dei beni immobili del Comune, sulla quale sembrava deciso e determinato ad andare fino in fondo, ma della quale non si sa più nulla da tempo, dopo il clamore iniziale, al punto da far promettere ai candidati sindaci,  cogliendo la palla al balzo, che, a differenza di Tronca, il giorno dopo l'elezione pubblicherebbero l'elenco completo - senza riguardo per nessuno - degli attuali occupanti, per sbugiardarli davanti a tutti, soprattutto a quelli che hanno veramente bisogno di una casa, ne avrebbero anche diritto e non l'hanno, perché la casa che spetterebbe a loro è stata offerta a prezzi di favore e fuori mercato al potente 'ladrone'  di turno.

Oggi dalla convocazione di Tronca sulla cultura ed i suoi bisogni tutti si attendevano non solo le cifre dei bisogni ma anche quelle dei fondi disponibili. E, invece, la solita lagna, esattamente come faceva il sindaco che lui è venuto a sostituire. "Il patrimonio artistico della città , elencato nel dettaglio quello bisognoso di cure ordinarie e straordinarie, è immenso" - grazie per avercelo detto. "Gli interventi necessari hanno bisogno di 500 milioni di Euro" - ed anche questo più o meno lo si sapeva. Ciò che di nuovo ha detto Tronca, e questo davvero non lo si sapeva, è che "c'è bisogno di mecenati privati", ai quali si è rivolto con un appello accorato e sincero. Ma inutile.
Marino, almeno un piccolo sforzo l'aveva fatto, andando nei paesi arabi per sensibilizzare i ricchi sceicchi e donare fondi per mantenere lo splendore abbastanza appannato della grande Roma - che non è la squadra di pallone, anche quella appannata nello splendore e percorsa da polemiche.
Lui, Tronca, invece, cerca soldi, come il principe che cercava moglie ma che la trovo' solo dopo che si era dato da fare.
A che serve l'appello di Tronca se lui, o chi per lui, non si muovono concretamente? Pensa forse che i mecenati, sentito il suo straziante appello, si mettano in fila per bussare alle porte del suo ufficio, chiedendo di poter riempire di denaro fresco la cassa comunale? E perché non si è rivolto a Franceschini, magari  per il tramite della sua consorte, Michela Di Biase, già a capo della Commissione cultura del Comune con Marino, per avere da lui la prima tranche di fondi di una ventina di milioni - poca cosa, ma per cominciare vanno anche bene - distogliendoli da quell'insano inutile progetto di ricostruire in legno la platea del Colosseo?

E poi sul finire della sua conferenza, Tronca, si è rivolto ai singoli cittadini con un appello, questo davvero nuovo ed inatteso. "Vorrei che ogni cittadino, un privato cittadino, adotti la sua strada per curarne il decoro". Ma va, Tronca, chi te l'ha data questa geniale idea, in Italia fuori moda e non praticata? Sarebbe bello, anzi bellissimo. Solo che... non più tardi di qualche settimana fa, abbiamo letto sui giornali che il  Comune - forse non era quello di Tronca, o Tronca pensava ad altro, o ha lasciato fare? - ha ingiunto a dei cittadini che curavano la manutenzione delle aiuole della loro strada di desistere,  se non volevano incorrere in multe salate, perchè era compito dell'assessorato al decoro del Comune che, come  si capisce ed era facile immaginare nel disastro generale della città commissariata da Tronca, le hanno fatte andare in malora. Allora Tronca?

 O lei è andato in confusione, ed è quindi giunta l'ora che si prenda un periodo di riposo, oppure deve controllare ogni volta ciò che gli scrivono e gli dicono di dire, perchè c'è qualcuno che vuol farla scivolare platealmente;  e se le accadesse sarebbe impossibile ricostruirsi una onorabilità.

mercoledì 27 aprile 2016

Tronca azzera la cultura a Roma - Netrebko non canta a Londra - British Museum espone la Sicilia

Per il Natale di Roma, neanche una settimana fa, il commissario Tronca aveva dichiarato di voler investire sulla cultura; ne era così convinto da lanciare la parola d'ordine: 'ROMA CULTURA CAPITALE'. Ma si trattava di una BUFALA,  della solita tecnica dell'annuncio smentito a ventiquattr'ore di distanza dallo steso interessato.
I soldi per festeggiare il Natale di Roma li aveva trovati ( dove, ci dica Tronca, se poi non ne ha e non riesce a trovarne per nient'altro), sebbene si trattasse di una celebrazione semi improvvisata; quelli per la cosiddetta 'estate romana' trasformatasi ormai nell'inverno romano (del nostro scontento), non  ce li ha e non sa neanche dove trovarli. In realtà non gli frega e quindi neppure si da da fare. Raschiando il fondo del barile, già raschiato da Alemanno, Marino, ha racimolato la bellezza di 500.000 Euro, contro i già insufficienti 750.000 dell'edizione 2015.
 E non finisce qui. I criteri per accedere al bando per ottenere alla fine della festa non più di 25.000-30.000 Euro a soggetto partecipante, sono  la negazione del concetto di cultura - non è necessario che li stiamo ad elencare; basti solo sapere che quei criteri li stabilì quella mente dell'illuminata Giovanna Marinelli, chiamata da Marino a sostituire la Barca,  e che già all'era di Veltroni, a fianco del compianto Borgna, governava la cultura a Roma.
 Il prossimo 11 maggio scadono i termini per presentare le domande di partecipazione al bando ( perchè non prorogare addirittura i termini alla fine dell'estate?); e molti soggetti stanno addirittura pensando di non parteciparvi.
 Guai a mettere la cultura nelle mani di un commissario; perché anche il più illuminato - e Tronca non sta dando prova di esserlo - sempre commissario resta, e cioè un poliziotto al quale non hanno impartito l'ordine di mettersi a guardia della cultura, anche perché non gli hanno indicato dove trovarla, e lui da solo non sa dov'è.

 Che farà il Covent Garden senza Anna Netrebko che ha deciso di non cantare nell'opera inaugurale diretta da Pappano, il prossimo settembre, e cioè 'Norma'? La mia voce si è trasformata in questi ultimi anni, e quello di 'Norma' non è un ruolo adatto a me - ha spiegato la cantante. E Pappano, espertissimo di voci non se ne era accorto? O non lo sapeva? Strano, perchè con lui la Netrebko in questi anni ha cantato spesso e fatto anche dischi. No, Pappano non poteva saperlo quando l'ha ( l'avrebbe - è questa la toppa poco convincente per la cancellazione) scritturata, e cioè quattro anni fa.
 Ma chi più si risente della defezione della Netrebko, tanto da prenderla come un' offesa personale è il direttore del teatro londinese, al quale sembra non andargliene una giusta con la celebre cantante che già un'altra volta aveva disdetto un suo impegno a Londra.
 Vero, non vero, chissà. L'episodio dovrebbe insegnare a tutti che  le regole in vigore  nel villaggio globale sono speso fasulle; come quella di scritturare, per accaparrarsele e  toglierle alla concorrenza, con molto anticipo, le star.

Al British Museum sì è aperta una mostra che ospita oltre duecento reperti archeologici e storici della Sicilia, prevenienti da un museo palermitano che da anni è chiuso. Ma il fatto interessante è che la mostra sta riscuotendo, almeno dai primi segnali, lo stesso grande successo che anni fa riscosse quella che mostrava molti tesori di Pompei, chiusi nei depositi la gran parte. Un ulteriore esempio di come vengono valorizzati i nostri tesori quando sono affidati a mani straniere (ed esperte, ovvio), e di come noi non siamo capaci neanche di  mettere a frutto i tesori che, senza nostro merito, abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti.
 Franceschini sarà stato sicuramente presente all'inaugurazione, ma senza le vesti stracciate e il capo cosparso di cenere.

L'AMA va indagata e sciolta per inefficienza. L'IMMONDEZZAIO a via nomentana 905 CONTINUA E SI AMPLIA

Non più tardi di una quindicina di giorni fa abbiamo segnalato lo schifo del bidone dell'umido rovesciato sito in via Nomentana al civico 905, pieno di rifiuti, indicando anche la causa di un simile disastro puzzolente. Un camion nell' operazione di svuotamento, l'aveva fatto cadere  rovesciandolo, e l'aveva lasciato in quella posizione, carico di rifiuti. E lì era rimasto per OLTRE DUE SETTIMANE, nonostante le infinite telefonate di protesta fatte al centralino dell'AMA.
 E' trascorsa  una settimana appena ed il fenomeno si  sta ripetendo. I bidoni, giacenti su un terreno non perfettamente piano a causa delle radici degli alberi, sono strapieni  ed in posizione obliqua che  probabilmente non consente ai camion di vuotarli. Tutt'intorno, essendo i bidoni pieni colmi,  c'è una montagna di immondizia per terra.
 Quanto tempo deve ancora passare prima che  a tale disastro si ponga nuovo rimedio, magari rimedio definitivo, spostando in altra sede stradale i bidoni, e raccogliendo nel frattempo l'immondizia che ormai invade il marciapiedi e la strada?
 Proprio in corrispondenza di tale schifo  è attivo un asilo nido, i cui bambini, anche in giornate assolate, vengono costretti al chiuso, per non esporli al puzzo orrendo.
 Che aspetta Tronca a sciogliere l'Ama, o magari ad affidare il servizio della raccolta rifiuti ad altra azienda?
 Negli ultimi mesi di Marino, lo 'sfacelo al potere',  ci fu un periodo - a dire il vero molto breve - durante il quale degli ispettori passavano regolarmente a verificare l'efficienza della raccolta rifiuti ed anche lo stato dei bidoni, dati questi che immediatamente, attraverso congegno elettronico, comunicavano alla centrale. Che fine hanno fatto?
 Tronca, ora che la sua candidatura a capo della Polizia sembra del tutto tramontata, nelle poche settimane che gli restano da commissario del comune, si giochi tutto per tutto per risolvere un paio di situazioni gravi; affondi il bisturi, senza  paura e titubanza.
I trasporti e la pulizia della città sono emergenze tuttora irrisolte che, con l'arrivo della bella stagione, non potranno che aggravarsi.
TRONCA SI MUOVA,
MANDI ISPEZIONI ALL'AMA,
FACCIA CADERE ALCUNE TESTE.
CHE ASPETTA?

P.S. Non più tardi di un paio d'ore fa quell'indecente  fetido immondezzaio in via Nomentana 905 è stato rimosso. L'autista del camion che ritira i rifiuti con manovra abilissima è riuscito a raddrizzare, agganciare e mettere in piano i cassonetti. W l'operatore ecologico AMA

lunedì 18 aprile 2016

DENUNCIAMO l'AMA inadempiente. TRONCA si muova

Abbiamo scritto una settimana fa di un cassonetto lasciato marcire per quindici giorni, in VIA NOMENTANA 905, a Roma. E dopo quindici giorni abbiamo scritto  del suo svuotamento. Era  accaduto che  nell'operazione di scarico un camion raccoglitore dell'AMA l'aveva fatto cadere  lasciandolo rovesciato ed ancora pieno di rifiuti umidi che nel frattempo erano MARCITI.
Nella notte, a seguito della nostra denuncia e dopo infinite telefonate, il cassonetto era stato rimesso in piedi e svuotato. Svuotato ma solo in parte.
Nei giorni scorsi, costeggiando il cassonetto incriminato avevamo sentito un odore nauseabondo ( facciamo notare che sui cassonetti affaccia il giardinetto di un asilo nido ( i cui ospiti sono costretti a satre al chiuso per tutto il giorno, nonostante il bel tempo), per questo e già solo per questo TRONCA e i dirigenti AMA dovrebbero essere DENUNCIATI.
 Quel cassonetto, ci dicono oggi testimoni oculari, contiene un liquido putrido e schifoso che , anche questa mattina, nello svuotamento, è stato fatto cadere (COLARE) a terra, ma non del tutto.
 Ed ora , anche a distanza, si sente un odore terribile.
 L'AMA, più interessata a fare favore agli amici degli amici, deve provvedere PRESTISSIMO a LAVARE quel cassonetto, o a CAMBIARLO. NON si può andare avanti ancora per molto in queste condizioni. Capito TRONCA?

sabato 16 aprile 2016

CULTURA a ROMA: pena CAPITALE

Ha un bel dire il prefetto di Roma Tronca sulla volontà di rifondare la Capitale, poggiando le basi sulla cultura, dopo che la mafia ha provveduto a spolparsela - secondo l'eloquio tipico dei mafiosi dietro le sbarre - se poi lui stesso taglia del 75% per cento i fondi per la cultura, decimando anche le già esigue iniziative rimaste in vita dell'estate, cosiddetta 'romana'.
Lo stesso Tronca che riesce a trovare i soldi necessari, dopo aver detto che non ve ne erano, per le manifestazioni di sua iniziativa come quelle programmate per il 'Natale' di Roma che cade appunto il prossimo 21, ma i cui festeggiamenti cominciano già alla vigilia e si concludono con la FESTA DELLA LIBERAZIONE, che tutti ci si augura sia la liberazione definitiva dalla mafia.
 Con lo slogan ' Roma Cultura Capitale' - messa sotto l'antico simbolo della città, la lupa con Romolo e Remo e  l'iscrizione romana antica SPQR, che per volontà di Tronca ha sostituito l'insulso mariniano 'Rome & You' - il Commissario celebra il poeta di Roma, Belli,  facendone leggere pubblicamente le opere, poi celebra anche Piero Angela, l'unico testimone oculare della fondazione della città, e perciò ancora la racconta, e ancora con l'illumminazione a giorno di Via dei Fori imperiali. Per questa celebrazione Tronca i soldi li ha trovati. Per il resto il suo commissariamento sarà ricordato  anche per l condanna alla pena capitale della cultura a Roma.
UN altro caso fa pensare ad un Tronca 'bifronte', che volge lo sgardo da un'altra parte, negandosi la vista delle brutture  e delle inefficienze della Capitale, l'ultima delle quali abbiamo appreso oggi dai giornali, e chiama in causa l'AMA, ancora l'AMA .
Nella terrazza fra le più belle di Roma, quale viene considerato il Pincio che si affaccia su Piazza del Popolo, nello slargo prospiciente la Casina Valadier,  si assiste ogni giorno allo squallido spettacolo del travaso dei rifiuti dai camioncini nei compattatori dell'AMA, che naturalmente non possono evitare la dispersione di liquidi schifosi. E ciò sotto gli occhi stupefatti di romani e turisti che si domandano che  cosa faccia Tronca e cosa aspetti a porvi rimedio, chiamando a rapporto i vertici di AMA. Che, vien da dire, ROMA non l'AMA

lunedì 11 aprile 2016

Al Commissario TRONCA denunciamo l'AMA.

Il Commissario del Comune di Roma ha emanato, qualche giorno fa, un decreto con il quale commina multe salatissime  a chi dà da mangiare per strada a gatti ed altri animali, comprese ogni specie di volatili, ed a coloro i quali lasciano immondizia per strada, contribuendo così ad accrescere l'invasione dei topi, oltre che a deturpare il decoro della nostra città.
 In Via NOMENTANA al civico 905, da QUINDICI GIORNI, giace a terra, aperto, pieno di immondizia, un bidone della spazzatura, per la precisione quello dell'umido, cioè a dire quello con gli scarti alimentari. Un camion che effettua la raccolta, nel caricarlo, l'ha fatto cadere e l'ha lasciato semipieno di immondizia a terra, dove giace da oltre quindici giorni.
Durante i quali i  numerosi camion, che più volte al giorno effettuano lo svuotamento dei cassonetti, sicuramente non hanno segnalato all'AMA - che sarebbe dovuta intervenire per la rimozione dell'immondizia - l'inconveniente, non rientrando direttamente nei compiti degli operatori.
 Da QUINDICI GIORNI, invece, al centralino dell'AMA sono pervenute, da parte dei condomini interessati, numerose telefonate - più di una al giorno -  per segnalare l'inconveniente che, col passare dei giorni, produce fermentazione dei rifiuti, e, di conseguenza, un  odore nauseabondo, creando le condizioni per lo sbarco dei topi.
 A tutte le telefonate, dall'operatore AMA, è stata data la medesima risposta: segnaleremo  l'inconveniente, ed , in seconda battuta, sollecitiamo l'intervento.
 Oggi, ancora oggi, dopo QUINDICI GIORNI, intendiamo DENUNCIARE  l'AMA che  non ha provveduto ancora,  nonostante il decreto di TRONCA, a rimuovere il cassonetto e risolvere l'inconveniente.

lunedì 14 marzo 2016

TRONCAROMA

Nei salotti della politica si fa un gran parlare di Tronca e  Gabrielli i due fratelli-serpenti, ambedue interessati, anzi aspiranti all'incarico di 'capo' della polizia. La spunterà chi commetterà meno errori e riuscirà a farsi più bello agli occhi della opinione pubblica e della politica che distribuisce incarichi e premi.
Gabrielli ha da penare al Giubileo che  non è neanche a metà strada - finirà alla fine di novembre -  e che rappresenta, non solo per lui, un fenomeno 'attenzionato' come dicono gli spregiatori della lingua italiana,  bisognoso di attenzione continua.
 Tronca invece si fa bello tentando il risanamento di un bilancio che fa acqua, come quello del Comune di Roma. Ha fatto già tagli su tagli, TRONCAndo qualunque cosa si potesse TRONCAre.
 E non contento, dopo aver ricevuto il plauso, ora  compie un affondo, senza chiedersi se con questo possibile ulteriore taglio,  la città stessa di Roma possa affondare.
 In queste ore il consiglio comunale dovrebbe approvarlo, comprendendovi anche l'ulteriore taglio di 73.000.000 di Euro. Bruscolini.  Tronca andrà a tagliare sul salario accessorio del personale ( il taglio maggiore, una sessantina di milioni) sulle gestione delle mense (2,2 milioni. e qui le cose cominciano a preoccupare), toglierà soldi alla cultura (12 milioni: che resta?) e alla cura del verde, un altro paio di milioni.
 Con questi chiari di luna, i romani ed i visitatori della Capitale saranno costretti a fare ciò che fece Massimo D'Azeglio ai suoi tempi, in concomitanza di un Giubileo, anche allora, quando Roma era tutto un 'esercizio spirituale'. Decise di stabilirvisi nel suo paese d'origine, rimandando il suo soggiorno a Roma, a Giubileo terminato.
 E chi non può fare oggi come D'Azeglio, ha solo da augurarsi di vedere la fine del Giubileo. E non quella di Roma, dopo la cura da cavallo di TRONCA.

domenica 14 febbraio 2016

Vittorio Emiliani interviene su Affittopoli a Roma, ma non ci convince.

Come non ci aveva convinto Paolo Fallai, sul Corriere, il quale dopo aver ingranato le marce alte per andare a sbattere  contro 'affittopoli' a Roma, aveva messo il freno - 'non sarà che ora se la prendono con la povera gente?' - non ci convince ugualmente Vittorio Emiliani.
 Si era letto nei giorni precedenti l'intervento di Fallai che gli intellettuali ed artisti in centro, a poche lire, erano arrivati dopo la guerra, per incentivare il meticciato abitativo, inteso a non ridurre tutto il centro storico a ghetto per poveracci. E intellettuali ed artisti, controvoglia ma incentivati da affitti irrisori, si trasferirono nei centri storici onde evitarne il degrado umano e sociale. Accadeva negli anni Cinquanta o ai primi Sessanta, e sono trascorsi già cinquant'anni da quella deportazione pilotata.
 Poi è arrivata la moda dei centri storici, in alcuni casi risanati - ma non a Roma,  per lo meno  non  tutta Roma, con un centro storico vastissimo - e si è chiesto al mercato di gestire queste zone, divenute di pregio.
 Come fare, se in moltissimi di quegli alloggi, proprio a causa di quella come di altre deportazioni  pilotate,  abitano tanti poveri che le varie amministrazioni comunali  hanno sistemato non avendo mai incentivato nuove costruzioni di edilizia popolare?
 Vittorio Emiliani, dopo aver constatato che dai centri storici, Roma inclusa, sono sparite tanta gente comune, botteghe artigiane, giovani non autosufficienti,  si chiede se non si vuole farne delle isole per soli ricchi, gli unici che possono permettersi affitti o acquisti di abitazioni storiche -  questo si domanda Emiliani che fa capire di non volere centri storici per soli ricchi. ( Ci sia consentito anche aggiungere, per  Emiliani, che sotto  Rutelli e Veltroni,  per iniziativa di Causi, molte abitazioni in cui abitavano ricchi e privilegiati furono vendute a quegli stessi inquilini, a prezzi di favore;  e che anche a questo furto legalizzato, Tronca dovrebbe rimediare, nonostante siano passati alcuni anni).
 Neanche noi li vogliamo i centri storici per soli ricchi, specie quando ricchi, potenti e privilegiati, che vi abitano da tempo, pagano affitti da poveri.
Sta qui il punto dove il ragionamento di Emiliani non ci convince. I poveri che abitano in centro non possono essere sfrattati alla stessa maniera con cui  vanno subito sfrattati i ricchi, se non hanno titolo a restare in quegli immobili - che qualcuno chiama 'alloggi', per non dare nell'occhio;  tutte le situazioni  vanno esaminate una per una -  e ,se si è fatto tutto lo schifo possibile per anni e decenni, si potrà venire incontro a gente davvero bisognosa, magari  chiedendo un adeguamento - dove possibile, senza favoritismi - del canone d'affitto.
 Ma ciò che Tronca deve  assolutamente fare è mandare via, se non pagano il dovuto, tutti i ricchi, i privilegiati e gli imbroglioni - ve ne sono anche fra politici ed ex politici - che pagano, con l'inganno, affitti da poveracci, anche per immobili adibiti ad uso commerciale. Tronca deve essere chiaro su questo punto: la pacchia è finita,  Roma per loro non è il paese di 'bengodi' . Se vogliono restare paghino il giusto, chi non vuole va via. Sono questi i casi che non devono più verificarsi e che vanno sanzionati in quarantott'ore, lasciando in pace i poveri cristi che non hanno altra possibilità di ripararsi sotto un tetto.
 Perciò, caro Emiliani, le cose stanno diversamente da come lei teme: i ricchi devono sloggiare dal centro storico. E sono tanti. Sono i casi che tutta Roma chiede a Tronca di risolvere. Non il contrario.

lunedì 8 febbraio 2016

Ancora su 'Affittopoli' a Roma. I casi dell'Aventino e dei Parioli

Chi adesso viene a dirci che coloro i quali occupano la maggior parte degli immobili del Comune di Roma sono 'povera gente', invitandoci a non infierire su di loro ed a cercare gli abusi i privilegi e gli imbrogli altrove  e combatterli,  deve spiegarci come mai ogni giorno si scopre  qualcosa di nuovo su parecchi di quelli che - per non aver fatto pulizia negli anni passati -  gli stessi definiscono 'povera gente'.
 Era povera gente quella coppia che risiedeva in un villino sull'Aventino, zona San Saba, pagando al Comune l'affitto di un centinaio di Euro, mentre la signora aveva un reddito che superava i 70.000 Euro, una casa in comproprietà con la sorella e  suo marito era proprietario di ben cinque appartamenti, non tutti a Roma - bisogna dirlo - e quindi  scomodi alcuni per abitarvici e lavorare a Roma, ma di cui era proprietario e che quindi avrebbe dovuto abitare? Se non abbiamo capito male li hanno già sfrattati  quei due, senza vergogna che hanno ottenuto un appartamento senza avere il benché minimo requisito. Naturalmente con la compiacenza di funzionari e dirigenti comunali.
 E i proprietari di quella  macelleria in Via Antonelli, ai Parioli dove ora s'è spostata parte della task force messa su da Tronca, dove solo per entrarci occorre pagare una tassa, anche quelli sono 'povera gente' al punto da pagare un canone mensile irrisorio, vergognoso?
 E ci fermiamo a questi due soli esempi, che naturalmente non sono gli unici e neppure  solo alcuni dei pochissimi. Perchè l'indagine di Tronca ogni giorno rivela e continuerà a rivelare che di abusi di privilegi e di veri e propri imbrogli, complice l'Amministrazione capitolina,  l'uso del patrimonio immobiliare del Comune di Roma è pieno.

giovedì 4 febbraio 2016

A' Tronca, stai scoprendo l'acqua calda. Parola di Marco Causi, ex assessore al Bilancio

Tronca, come suppongono alcuni, starebbe alzando un gran polverone sul caso 'affittopoli' a Roma, perché vuole guadagnarsi sul campo - dove resterà ancora per pochi mesi  e dunque deve fare in fretta - il lasciapassare  per arrivare al comando della polizia, dove aspira anche Gabrielli che in questi ultimi mesi lavora 'nel silenzio'.
 Anche se Marco Causi, ex assessore al bilancio nelle giunte Rutelli e Veltroni e vice sindaco per poco  con Marino, non lo sostiene  direttamente, comunque, manda a dire a Tronca che sta per scoprire l'acqua calda. Se ne accorgerà quando verrà a sapere tutto su 'affittopoli', caso sul quale sta alzando un inutile polverone. Perché la storia di 'affittopoli' è nota da tempo; lui quando era assessore avviò la vendita di parte del patrimonio immobiliare di Roma, vendita fermata poi da Alemanno. Nel corso di quel censimento, ai fini della vendita del patrimonio immobiliare di Roma - che per metà circa degli immobili fu attuata -  si venne a sapere che per buona parte - dice Causi " si tratta di unità abitative che non sono alloggi popolari ma che, nel corso del tempo, sono stati assegnati a soggetti che erano titolati ad avere una casa popolare".
Sostiene Causi che molti aventi diritto ad una casa popolare, furono loro malgrado assegnatari di appartamenti a Palazzo Barberini, a Palazzo Borghese, a Piazza Navona e a Via del Corso. Loro  non volevano, ma furono costretti ad accettare, questo in sintesi dice Causi, che aggiunge: c'era proprio bisogno di fare un censimento ulteriore, se  tutto il patrimonio immobiliare del Comune di Roma è censito ed è consultabile on-line?
 Perchè non li avete venduti tutti - chiede a Causi il giornalista di Repubblica? E lui risponde: " Perchè c'erano problematiche di tipo sociale. Dagli accertamenti risultò che gli inquilini erano anziani a basso reddito, famiglie in difficoltà, con disabili o disoccupati. E questi sono esattamente quelli SCOPERTI da Tronca".
Tronca sta facendo un gran casino per niente, tutto quello che vuole scoprire può saperlo già, perché di censimenti  ne sono stati fatti due: sotto Veltroni e Rutelli.
 Dunque non c'è nulla da scoprire, semmai - punta il dito Causi - "l'inefficienza gestionale e l'opportunismo dei locatari, uniti talvolta alla corruzione hanno fatto sì che chi un tempo aveva i titoli per occupare un alloggio ( bel termine: alloggio, pare di star al campo!) del Comune, se lo sia poi tenuto, passandolo magari ai digli o in subaffitto. E ciò perché i censimenti, I CUI RISULTATI SONO ON-LINE vanno mantenuti e aggiornati. Alemanno non lo fece, Marino sì". E poi?
 E  poi termina: "quando nel 2014 si varò la delibera di riordino con gli sfratti di morosi ed abusivi, ne nacque un enorme contenzioso ( spiegaci bene , Causi!). Questo associato all'inerzia amministrativa e a episodi di vera e propria illegalità, conferma una volta di più il malfunzionamento dell'istituzione capitolina", della quale anche lui ha avuto responsabilità in ben due gabinetti, anzi tre.
 Allora la conclusione cui Causi giunge, senza dirlo apertamente, è che Tronca farà un buco nell'acqua, e che l'ennesimo censimento porterà a concludere che gli illeciti sono pochissimi e che gran parte di quegli alloggi sono occupati da persone indigenti.
 Non abbiamo ragioni per non credere a Causi, perchè lui la macchina amministrativa 'illegale'  e 'mal funzionante' del Comune  la conosce bene. Però abbiamo il sospetto che Causi voglia chiudere subito il discorso per non aprirlo, ad esempio, sul caso delle sedi di partito, o dei politici e potenti beneficiari a prezzi stracciati di 'alloggi'  MAGARI A DUE PASSI DAL COLOSSEO O DAL PANTHEON.  E non ci riferiamo naturalmente ai casi di poveracci che vivono in 30 metri quadri ed hanno una pensione sociale di  300/400 Euro.
AUGURIAMO A CAUSI DI NON ESSERE SMENTITO DA TRONCA, ALTRIMENTI DOVREMMO PENSARE CHE LA SUA DIFESA  VOGLIA NASCONDERE I NUMEROSI CASI DI APPARTAMENTI AFFITTATI AGLI AMICI DEGLI AMICI. A lui  forse no, altrimenti non si sarebbe esposto.


mercoledì 3 febbraio 2016

Scandalo case del Comune a Roma. Dellapasqua e Menicucci del Corriere più severi del procuratore Pignatone.

Non finisce qui, ancora servizi su servizi sui giornali, e nei telegiornali e chiacchiere su chiachiere al bar e per strada. Dove si apprendono altri particolari. Ad esempio che Alemanno non ne sapeva nulla e che  la colpa di tutto questo era del Dipartimento Patrimonio  con il quale anche lui ha dovuto insistere per avere alcune  notizie; ma lui  non si era mai reso conto delle dimensioni dello scandalo... certo lui badava ad altri più redditizi affari e a non andare a muovere le acque in un campo che avrebbe potuto procurargli, da parte degli amici degli amici, qualche guaio. Ora che, prima Marino e poi Tronca sono venuti a conoscenza dei fatti, bene hanno fatto a muoversi, ha dichiarato l'ex sindaco. Che lezione di moralità.
 Ma sui giornali e nelle interviste televisive, mai che venisse fuori un nome eccellente, come invece ha fatto, in un suo pezzo, Merlo su Repubblica', quando ha rinfrescato la memoria sul famoso attico dato a De Mita, in zona Fontana di Trevi, alle spalle del Quirinale. Tutti vanno ad intervistare i molti casi di gente con seri problemi, dunque non professionisti o politici con ben altri, alti  redditi che si sono infilati in molte delle case di pregio a prezzi stracciati.
 Nessun giornale,  dopo aver criticato gli amministratori per aver chiuso tutti e due gli occhi, fa poi qualche nome eccellente che già altre volte sono venuti fuori, perché, lo abbiamo già scritto, è da oltre vent'anni che si parla di questa storia di abusi e privilegi illegittimi ( e gli elenchi sono venuti fuori regolarmente) come tanti altri di cui in Italia si parla a cadenza regolare ma che mai si risolve.
  Fra parentesi. L'altro ieri la senatrice del PD Sereni, rispondendo ad una inchiesta del Corriere sugli stipendi dei dipendenti del Parlamento faceva notare che intanto il tetto del 240.000 Euro annui - non dei 240 Euro mensili, come per molti disgraziati che  abitano alcune di quelle case sfitte - è attivo fino al 2018. Intanto, ha scritto la senatrice, è una cosa, meglio che niente. Insomma i privilegi dei dipendenti del Parlamento di cui tanto si è detto e scritto, non sono privilegi ma diritti acquisiti, come si ama definirli in Italia dai diretti interessati, e perciò c'è da attendersi che dopo due anni di moratoria, tornino ad essere quelli di un tempo. Perchè ai dipendenti del Palazzo  le 'fregature' - o quelle che loro considerano tali - della cancellazione di privilegi ingiustificati deve essere inflitta gradualmente, non si sa mai gli venisse un colpo per il taglio di tali privilegi e decidessero i parenti di far causa allo Stato.
 E, infine, la chicca uscita dalla penna dei due giornalisti del Corriere, Erica Dellapasqua e Ernesto Menicucci che hanno firmato oggi l'inchiesta sulle case del Comune,  dove si legge: " Il Commissario è per il pugno duro: chi non ha i requisiti verrà sfrattato. Con buona pace anche di chi ha una pensione sociale".
 Che, tradotto per farlo capire anche a Dellapasqua e Menicucci, è come dire,  a causa degli studi di settore,  che il fisco,  senza sentire ragione,  vuole dai due le stesse tasse che paga Paolo Mieli, che come loro è giornalista, dunque... Solo allora anche Dellapasqua e Menicucci andranno a dire  al Fisco che sì anche loro sono giornalisti ma con lo stipendio del giornalista Mieli si potrebbero pagare quelli di una decina di colleghi.