mercoledì 30 settembre 2026

Milano. Il melodramma a Sant'Ambrogio. Prossimo passo: Messa cantata alla Scala, per riportare i guitti in chiesa ( P.A.)

 Il progetto “La Grande Opera in Villa“ – ideato e realizzato da Arte&Cultura Villa Sormani a Villa Sormani Marzorati Uva, in Brianza, e in altre prestigiose location architettoniche – trova un’inedita declinazione lunedì 5 ottobre in Sant’Ambrogio patrocinato dallo Studio Legale Wegal Avvocati. Per diffondere l’opera lirica, patrimonio dell’Umanità, presso un pubblico sempre più vasto, il format porta il grande repertorio lirico italiano e internazionale in una rappresentazione ridotta (durata di circa un’ora e dieci minuti), che mescola canto e parola con cinque cantanti solisti guidati da Gabriele D.G. Bolletta e accompagnati dalla pianista Yuka Gohda e da un quartetto d’archi. Introdotta dalla giornalista Sabrina Scampini, dall’Abate della Basilica monsignor Carlo Faccendini, e dall’intervento dello psicoanalista e saggista Massimo Recalcati, l’opera scena è “La Forza del destino“ di Verdi. L’evento è preceduto da un cocktail di benvenuto. Nella foto, u8n’immagine del “Rogiletto“ proposto a Villa Sormani Marzorati Uva.

Decreto Scuola. Le limature del Quirinale prima della firma del Presidente, arrivata dopo sei giorni dal CdM ( da Il Sole 24 Ore)

 

Decreto scuola firmato dal Quirinale, salta il fondo per i dipendenti del Ministero dell’Istruzione

Dopo sei giorni di limature supplementari arriva la firma del Quirinale in calce al decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri giovedì 24 settembre. Il provvedimento in 15 articoli, pubblicato sulla Gazzetta di oggi e in vigore da giovedì 1° ottobre va ora al Senato per la conversione in legge.

Rispetto al testo di entrata in Cdm risulta saltato, dopo i rilievi della Ragioneria generale dello Stato, un mini-fondo per i dipendenti del Mim. Nessuna novità di rilievo invece sulle misure “core” che avevano portato a varie interlocuzioni preliminari tra i tecnici di Mim, Palazzo Chigi e Colle.

A cominciare dall’introduzione per legge, a partire dal 2027/28, del tetto del 30% per gli alunni provenienti dall’estero, non nati in Italia e con poca dimestichezza dell’italiano. Confermate anche le deroghe raccontate nei giorni scorsi: saranno esclusi gli studenti della primaria che hanno frequentato due anni di scuola dell’infanzia oppure quelli delle medie e delle superiori che ne hanno alle spalle tre con tanto di promozione. La soglia varrà già a partire dal 2026/27 per eventuali arrivi in classi già formate, ma solo ove possibile.

Per fronteggiare eventuali sforamenti arrivano anche 3,4 milioni nel 2027 e 14,1 nel 2028 che serviranno a organizzare corsi di potenziamento dell’italiano. Confermati infine anche il divieto di accedere a scuola con il volto travisato (da burqa, niqab, caschi eccetera) e i corsi di italiano presso i Cpia per i genitori degli alunni con gravi ritardi in italiano. Per i trasgressori, in entrambi i casi, è prevista una multa da 200 a 1.000 euro.

ITALIANA, il nuovo canale 'powered by Rai' lanciato all'Aquila (da Fanpage.it, di Gennaro Marco Duello)

 

Rai lancia Italiana, Ciannamea: “Obiettivo mezzo punto di share”, Mellone: “Ci metto dodici firme”

Un monastero arroccato, una bottega di artigiani, un sentiero che sale in quota, il caseificio dove nasce un formaggio che ha dato il nome a un paese. È questo l'alfabeto di Italiana, il nuovo canale powered by Rai che dal 1° ottobre occupa la posizione 57 del digitale terrestre. La presentazione si è tenuta oggi all'Auditorium del Parco dell'Aquila, con Angelo Mellone, direttore Intrattenimento Day Time, Marcello Ciannamea, direttore Distribuzione e responsabile ad interim della Direzione Contenuti Digitali e Transmediali, ed Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay e Digital. A moderare l'incontro il vicedirettore dell'Ufficio Stampa Rai, Dante Fabiani.

Il progetto si presenta come un racconto dell'Italia pensato per più generazioni insieme: persone e paesaggi, tradizioni e cambiamenti, con un occhio a enogastronomia, turismo del patrimonio, folklore, innovazione e cultura popolare. A Fanpage.it, il direttore Ciannamea risponde sugli obiettivi e sui target di share: "Almeno mezzo punto". Il siparietto con Mellone: "Metto dodici firme". 

Rai lancia Italiana, Ciannamea: “Obiettivo mezzo punto di share”, Mellone: “Ci metto dodici firme”

Da Mario Soldati a Linea Verde, l'archivio Rai diventa un canale

Il cuore di Italiana, almeno in questa prima fase, è il patrimonio già esistente. Mellone lo rivendica senza giri di parole: "Costruire un canale che sia allo stesso tempo divulgativo, culturale ed esperienziale. Italiana mette insieme quello che c'è già, lo straordinario materiale relativo al grande racconto italiano".

Il direttore del Day Time traccia una linea che parte da lontano: "All'interno di queste categorie, hai Mario Soldati, come tutti i grandi scrittori e giornalisti che hanno capito che raccontare le radici, raccontare una nazione provinciale, non è una diminutio, ma dà profondità alla scrittura". Il lavoro di cucitura, spiega, ha coinvolto molte strutture dell'azienda: "Noi del Daytime abbiamo fatto coordinamento, ma hanno collaborato in maniera eccezionale tantissime direzioni. L'obiettivo è dare un ordine a questa proposta enorme che noi abbiamo, che parte da Mario Soldati e arriva a Linea Verde che fanno ascolti da grande prima serata".

Lo spettro va "dallo storico all'iper contemporaneo", con programmi che intrecciano storia dell'arte e gastronomia, montagna e coste. La tesi di fondo è dichiarata: "L'Italia è la nazione con la maggiore biodiversità del mondo, la puoi viaggiare in mille modi diversi, ogni volta ti racconta qualcosa di diverso. Dare quindi una grande sensazione di pluralità e inclusività, non c'è nulla di più inclusivo che sentirsi italiani perché lo siamo tutti".

Mellone insiste sulla varietà degli accessi: "L'Italia puoi raccontarla scalando una montagna o raccontando un monastero, viaggiando per i borghi, che sono una invenzione italiana, puoi raccontarla raccontando il Made in Italy, perché è l'Italia che ha inventato le botteghe artigiane". E cita Ernesto Galli della Loggia: "L'Italia è una nazione fondata sulla bellezza, come dice Galli della Loggia. Italiana avrà come compito quello di raccontare questo".

"Che male ha fatto il provolone?", la risposta alle critiche

Un canale costruito sull'identità nazionale si porta dietro, inevitabilmente, qualche sospetto. Mellone li affronta di petto, a partire dall'accusa di raccontare il Paese in versione sagra: "Qualcuno ci ha detto che facciamo la storia del provolone. Ma che c'è di male se io alla storia del provolone ci lego un luogo dove nasce quel provolone? Che male ha fatto il provolone?".

Poi arriva la domanda più politica, quella su un'eventuale rete sovranista. La replica passa dal nome stesso: "Ci siamo chiesti se chiamarla o meno Italiana, ma italiana è una parola accogliente e inclusiva".

Il direttore descrive anche il tono che il canale vuole avere: "Il mood del canale Italiana, che poi è un femminile, è accogliente: guardate che scoperte, che viaggi abbiamo fatto. Sono un pezzo della formazione culturale di ogni essere che vuole ‘play human', giocare sull'umano. Poi ci sono altre formazioni, altre divulgazioni, noi all'interno del servizio pubblico, componiamo un pezzo della torta".

Otto ore di palinsesto, le produzioni originali dal 2027

Sul fronte tecnico, Ciannamea chiarisce la struttura della partenza: "Il palinsesto sarà sulle 8 ore con ripetizioni a 3 cicli". Una griglia tipica di un canale tematico, che per ora vive di materiali d'archivio. Le produzioni originali pensate per Italiana arriveranno a partire da gennaio 2027: sarà quello il vero banco di prova per capire se il canale saprà andare oltre il riordino, pur ambizioso, di ciò che la Rai ha già in magazzino.

Elena Capparelli sposta invece l'attenzione sul digitale. Italiana crescerà anche su RaiPlay, attraverso clip e playlist, mentre il progetto RaiScuola, in transizione verso l'e-learning, troverà nel canale una nuova spinta e un sistema di interazione "per ampliare e valorizzare le proprie conoscenze. RaiPlay Scuola E-Learning è una miniera da questo punto di vista".

La risposta a Fanpage.it e il siparietto tra Ciannamea e Mellone

Resta il nodo dei numeri. Interpellato da Fanpage.it su obiettivi e pubblico di riferimento, Ciannamea sceglie la prudenza, senza rinunciare a fissare un'asticella: "Non ci siamo dati un obiettivo, è sbagliato darci un obiettivo perché siamo in una fase di start-up. Saremmo felici se in questa prima fase almeno mezzo punto di share proviamo a raggiungerlo. Per gennaio ce la faremo".

Mellone, seduto accanto, non si lascia sfuggire l'occasione e parte un siparietto: "Ci metto dodici firme, viva l'ottimismo di Ciannamea". Una battuta che dice molto. Mezzo punto, per un canale nato su un numero lontano dai primi tasti del telecomando e alimentato soprattutto da repliche, non è un traguardo scontato. La scommessa di Italiana si gioca tutta qui: trasformare un archivio in un'abitudine.

Torre di Chia. La travagliana storia della 'Torre di Pasolini' ( da Il Messaggero, di Novella Toloni)

 Doveva essere un progetto di vita ma anche un’iniziativa dal valore civico e culturale, invece il sogno di far rivivere la Torre di Pasolini si è trasformato in un incubo per Gabriele Gallinari. L’attore ha acquistato l’immobile direttamente dall’erede del celebre scrittore e regista, ma dopo avere investito soldi e tempo, trasformando la proprietà nella sua prima casa e restituendola al pubblico per visite ed eventi gratuiti anche a titolo gratuito, ora dovrà lasciarla. Il 7 ottobre, infatti, Gallinari sarà sfrattato per aver perso - solo in primo grado, con appello pendente - una causa civile mossa contro di lui da un ente privato, che ne ha rivendicato l’uso civico.

Il caso Torre di Pasolini

La vicenda finirà anche sulle pagine di testate internazionali, ma Gabriele non si arrende: «Farò ricorso al TAR. Per me non è semplicemente una casa, è un progetto in cui ho creduto, ci ho investito sia economicamente che emotivamente per le relazioni che ho intessuto sul territorio, le storie, le persone, l’energia che ho messo nel restauro, le difficoltà che ho superato e sono felice di averlo fatto e di aver riaperto al pubblico e di aver visto la risposta entusiasta dei visitatori».

 

La Torre e Pasolini

Pier Paolo Pasolini

La Torre di Chia si trova nel comune di Soriano nel Cimino nel viterbese. Pier Paolo Pasolini se ne innamorò nel 1964 durante le riprese del film “Il Vangelo secondo Matteo”. Il regista e scrittore scoprì il sito medievale abbandonato nel bosco mentre cercava il posto giusto per effettuare le riprese della scena del battesimo, girata alle cascate. Nel 1969 comprò la proprietà, la restaurò a sue spese e si fece disegnare dallo scenografo Dante Ferretti due abitazioni di legno e vetro, che si integrassero con la natura. Per alcuni anni Pasolini visse nella torre insieme alla cugina Graziella Chiarcossi e sua madre e alla sua morte, avvenuta nel 1975, la proprietà fu ereditata prima dalla madre e poi da Graziella che se ne è presa cura per cinquant’anni. 

L’acquisto della proprietà

Nel 2019 la torre necessita di un importante restauro e la cugina di Pasolini, non potendo farsene carico, la mette in vendita. «Io ho trovato l’annuncio su Immobiliare.it», ha raccontato Gabriele Gallinari: «Molto incuriosito, sono venuto a vedere la proprietà e me ne sono innamorato. Era fuori dai miei programmi, non avevo intenzione di andare a vivere in campagna, ma vedendo questo posto ho pensato che meritasse di essere salvato anche perché né le istituzioni né i privati lo avevano voluto. Così ho venduto la mia prima casa di Roma per comprare la torre». L’acquisizione è avvenuta in modo regolare: il notaio aveva effettuato le verifiche del caso e il comune di Soriano aveva rilasciato la certificazione che escludeva la presenza di usi civici. Non solo: «Lo Stato ha rinunciato alla prelazione e, spiegandone le motivazioni in una interrogazione parlamentare, il Ministero ha ribadito che la proprietà è sempre stata privata e si augurava che il nuovo proprietario, ovvero io, mantenesse la proprietà aperta al pubblico. Cosa che io ho fatto». Sin da subito Gallinari ha stretto una collaborazione con il comune di Soriano per aprire la proprietà al pubblico con le stesse modalità con cui lo facevano gli eredi oltre a garantire una serie di aperture culturali a titolo gratuito accettando la manifestazione di interesse dell’Istituto ministeriale Ville Monumentali della Tuscia. 

Il restauro della torre

«Ho comprato la Torre di Pasolini dai suoi eredi e l'ho restaurata, ho speso un milione di euro. Ma ora sono stato sfrattato da casa mia»

Nel frattempo Gallinari ha avviato un percorso di restauro durato tre anni e mezzo sotto la guida della Soprintendenza, che nel 2001 aveva sottoposto il bene al vincolo storico artistico culturale: «Ho fatto i restauri interamente a spese mie senza ricevere fondi statali né bandi. Ho acquistato la casa per 775 mila euro e ne ho spesi circa 300 mila per i lavori per un totale complessivo di spese a mio carico di circa un milione e centomila euro. Ci ho vissuto dal primo istante, da cinque anni è la mia prima casa e mentre ci vivevo era aperta al pubblico». 

Il parco turistico

Nella primavera del 2022 l’Università Agraria di Chia, un ente privato vincolato ad attività agro-silvo-pastorale che conta circa 120 iscritti e gestisce il bosco demaniale circostante alla proprietà di Gallinari, apre un parco a tema su Pasolini. «Hanno recintato abusivamente venti ettari di bosco trasformandolo in un parco turistico a pagamento dedicato a Pasolini», spiega Gallinari. «Utilizzano il nome dello scrittore, le sue immagini e l’opera di Pasolini, oltre all’immagine della torre, per vendere il biglietto senza che alcuna autorizzazione sia stata chiesta agli eredi di Pasolini e senza il riconoscimento di un diritto d’autore. In questo parco abusivo viene svolta un’attività turistico-commerciale: l’area viene affittata anche per matrimoni, set fotografici e cinematografici. Come se non bastasse il Comune e la Sovrintendenza contestano ventotto manufatti abusivi nel parco, c’è un ordine di demolizione pendente e c’è una sanzione da 20mila euro». 

La causa civile

Due mesi dopo l’inaugurazione del parco, l’ente privato Università Agraria di Chia fa causa a Gallinari, rivendicando un diritto d’uso civico sulla sua proprietà: «Nel 2021 mi hanno mandato una Pec, in cui c’era l’estratto di una perizia demaniale e rivendicavano sulla mia proprietà l’esistenza di un uso civico per cui mi chiedevano la restituzione di terreni e fabbricati a titolo gratuito. Mi intimarono di presentarmi nella loro sede ma io mi sono rivolto ad un avvocato. Dopo un anno di silenzio hanno inaugurato il parco abusivo e due mesi dopo mi hanno fatto causa, rivendicando l’uso civico sulla mia proprietà». L’iter giudiziario prende il via: il giudice nomina il suo tecnico di fiducia, il CTU superpartes, il professor Sandro Notari che, dopo cinque mesi, arriva alla conclusione che la proprietà non è gravata da alcun uso civico: la proprietà è privata. «Mi ha dato ragione al 100%, confermando la certificazione che il comune di Soriano mi aveva rilasciato nel 2020 quando ho comprato la proprietà», spiega Gallinari. 

L’esproprio e la beffa

L’esito per l’attore non è però quello sperato: «Il giudice si discosta totalmente dalle conclusioni del suo CTU senza darne motivazione, ordina alla Regione Lazio di eseguire la reintegra ovvero l’esproprio a titolo gratuito dei terreni e dei fabbricati di mia proprietà senza riconoscermi l’indennizzo economico per le migliorie apportate alla proprietà come prevederebbe il Codice Civile». Gallinari si è così rivolto alla Corte d’Appello di Roma, chiedendo che la sentenza venisse riformata perché viziata, ma l’udienza per il merito è stata fissata a luglio 2028: «Ho presentato anche istanza di sospensione della sentenza di esproprio ma la Corte ha rigettato la mia domanda, sostenendo che non sarei riuscito a dimostrare il periculum, perché non sarebbe un danno grave ed irreparabile togliere la prima casa a una persona perché è un danno che può essere eventualmente risarcito economicamente. Ma in questo caso nessun indennizzo è stato disposto a mio favore». Così la Regione Lazio ha avviato l’iter di esproprio a titolo gratuito, dando trenta giorni di tempo all’attore per presentare le sue controsservazioni: «Ma l’8 settembre mi è stata notificata dalla Regione la conferma dell’esproprio, quindi l’7 ottobre dovrò lasciare la mia casa». Oltre al danno anche la beffa: «Sono stato condannato a pagare una penale (il cui importo non è ancora stato stabilito, ndr) all’ente privato come se io, in questi cinque anni, avessi occupato abusivamente una proprietà che invece ho regolarmente acquistato, restaurato, mantenuto e aperto al pubblico». 

Lo sfogo di Gallinari

La possibilità di raggiungere un accordo con l’Università Agraria di Chia non c’è mai stata, ma Gabriele Gallinari non si arrende e farà ricorso al TAR: «Per cercare di sospendere l’esproprio, è l’unico spazio di manovra che ho». Ma questo non lenisce il rammarico e la sofferenza per l’esito della vicenda: «Mi sembra di vivere un incubo. Sono stato completamente abbandonato dalle istituzioni. Anche l’appello di Graziella Chiarcossi, che ha vissuto qui con Pasolini e che per cinquant’anni ha avuto cura di questa proprietà è stato completamente ignorato. A 80 anni lei ha gridato sui giornali che la torre di Pasolini non venisse consegnata in mani sbagliate ma nessuno l’ha ascoltata». L’attore si è poi sfogato: «Oggi in Italia è possibile essere cacciati dalla propria prima casa, acquistata regolarmente, in trenta giorni, senza alcun indennizzo e senza aspettare una regolare sentenza definitiva. Nonostante l’ordinamento italiano preveda tre gradi di giudizio per me e per la casa di Pasolini evidentemente ce n’è soltanto uno. Qui si va anche contro il principio che la Costituzione italiana difende, quello del diritto alla proprietà, contro il principio dell’affidamento che il privato fa nelle pubbliche istituzioni. Ovvero io compro una casa perché tu pubblica istituzione dici che posso farlo e dopo cinque anni cambi idea, mi metti per strada senza riconoscermi un indennizzo e senza attendere una sentenza definitiva».