" Ma che mi significa quel concerto di fine anno ai Fori? Noi vogliamo andare controcorrente", così parlò, l'anno scorso, Luca Bergamo, assessore romano della Giunta Raggi. Il Capodanno romano 2017, CONTROCORRENTE, dell'assessore alla 'ricrescita culturale' del Comune di Roma, Luca Bergamo, perciò, fu fatto cominciare intorno alle 3 del mattino, quando " i romani - testuale- uscivano dai locali o tornavano a casa dopo il cenone". Dalle 3 in poi, protagonista del Capodanno romano diventata il Tevere con i suoi ponti, sui quali si esibirono musicisti di ogni risma GRATUITAMENTE, comprese intere orchestre che, nessuno ebbe il coraggio di spiegare all'assessore 'intellettuale', a quell'ora con tutta l'umidità ed il freddo prevedibile, avrebbero fatto meglio a restare a casa, lasciando i propri strumenti nelle più sane calde custodie. E, infatti, alcuni di quei musicisti che avevano accolto, in un primo momento, l'invito dell'assessore, quando seppero dove avrebbero suonato, gratis per giunta, si tirarono indietro. E dichiararono che non si può e non si deve lavorare gratis!
Il Comune non spese un solo Euro e perciò l'assessore ottenne, senza onere alcuno per le casse comunali, che la città venisse inondata da musicanti, saltimbanchi ed imitatori di ogni risma. Si seppe poi che mentre i musicisti saltimbanchi ed imitatori prestarono la loro opera gratis, al Comune anche quel bailamme inutile costò certamente qualcosa, anzi un pò.
Stesso discorso per quel tristissimo albero di Natale in Piazza Venezia, l'anno scorso, che gridava vendetta, per la sua miseria
Per l'albero di Natale anche quest'anno s'è ripetuto il disastro dell'anno scorso. Hanno sbagliato famiglia, ed è arrivato a Roma già tutto spelacchiato; quel pò di aghi che erano rimasti attaccati ai rami stanno via via cadendo a terra, e alla Befana quell'albero di aghi non ne avrà più. Si può dire che neanche l'albero giusto sa scegliere la giunta Raggi, senza incorrere nelle ire interessate e per ora inspiegabili del 'Fatto Quotidiano'?
Tutto invece cambia per il Capodanno 2018. L'assessore ci ha ripensato e la tradizione del Concertone di mezzanotte che l'anno scorso non voleva seguire perchè lui non era un 'pecorone', quest'anno si riprende, con qualche leggera modifica. Per non fare la solita idiota figura, Bergamo non fa il concertone, ma ha dato in gestione il Circo Massimo - che aveva ospitato qualche concertone negli anni precedenti - alla Fura dels Baus che vi porterà i suoi trampolieri giganti, con i quali, se lo vorranno. si potranno misurare, accodandosi, anche i trampolieri nostrani, perchè Bergamo VUOLE ANDARE VERSO IL POPOLO. La Fura lo avrà per un triennio, cioè a dire Bergamo ha ipotecato l'uso a Capodanno del Circo Massimo, anche quando verosimilmente lui e la giunta Raggi potrebbero essere già a casa, creando problemi ai loro successori.
Poi , in molti spazi della città , a cominciare dalle 21 del 31 e fino alla stessa ora del 1 gennaio 2018, varie carnevalate. Una per tutte. Alle 10 del mattino si esibirà all'aperto la JuniOrchestra dell'Accademia di Santa Cecilia magari in tenuta d'ordinanza, 'alla romana':pantaloni o gonne, giacche a vento, cappelli e guanti. Quest'anno sono state chiamate a parteciparvi tutte le istituzioni romane,
L'assessore ha fatto sapere che questa carnevalata romana, della durata di 24 ore, costerà al Comune la modica cifra di 900.000 Euro, ai quali si aggiungeranno i 500.000 dei privati.
Insomma quando se sono i cittadini a formulare e presentare progetti, il Comune non ha mai soldi in cassa per realizzarli, mentre, invece, quando è il Comune a decidere ed organizzare, i soldi ci sono ed anche parecchi. Quest'anno il CAPODANNO ( CARNEVALE) ROMANO COSTERA' COMPLESSIVAMENTE 1.400.000 EURO (cioè a dire quasi TRE MILIARDI delle VECCHIE LIRE). Alla faccia!
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sabato 16 dicembre 2017
mercoledì 25 maggio 2016
Umberto Broccoli avrebbe fatto meglio di Claudio Parisi Presicce. A proposito del fregio sul Tevere di Willam Kentridge
Sicuramente l'ex sovrintendente capitolino del gabinetto Alemanno, Umberto Broccoli, avrebbe fatto meglio dell'attuale, Claudio Parisi Presicce, messo lì da Marino, in una questione scandalosa sotto gli occhi di tutti, riguardante il grande fregio di William Kentridge sui muraglioni del Tevere.
L'altro ieri la mondanità convenuta all'Opera di Roma per la Traviata di Valentino-Coppola (ed anche di Giuseppe Verdi, se vogliamo dirla tutta) aveva inneggiato al risveglio culturale di Roma citando appunto oltre che l'opera nel teatro della capitale, la notte dei musei e il grande fregio di Kentridge; e già oggi su quel fregio arrivano i primi schizzi di merda 'Capitale'.
Sulle banchine del Tevere si stanno montando le tende, che ospiteranno le bancarelle, per la kermesse dell'Estate che Tronca ha quasi decimato lasciando in piedi proprio la fetta sulle rive del Tevere che suona di offesa all'opera del grande artista, la occultano, e frantumano. Il prossimo artista invitato a lavorare per la Capitale ci penserà due volte prima di accettare, con questi chiari di luna.
Kentridge, sconsolato, alza le mani al cielo, non sa che dire; il sovrintendente, invece, azzarda perfino che le bancarelle promuoveranno l'opera di Kentridge, perché i visitatori delle bancarelle avranno occhi solo per quella singolare opera. E che loro andranno lì attratti dall'opera di Kentridge, e non per le cianfrusaglie esposte sulle bancarelle.
Faccia di bronzo di un sovrintendente che, nel tentativo di tirarsi fuori dal pasticcio in cui s'è cacciato da solo, ha anche detto che quando s'è parlato con Tronca dell'Estate romana, lui ha dato il suo assenso allo svolgimento della kermesse sulle rive del fiume. E le bancarelle? Pensava alla kermesse, ma non alle bancarelle. Era l'unico a pensarla così. Naturalmente non sì è posto il problema dell'inopportunità di montare quelle orrende bancarelle davanti al fregio.
Chiederà agli organizzatori di montarle distanti dai muraglioni, con la conseguenza più ovvia e prevedibile, che qualche visitatore cadrà in acqua e poi daranno la colpa al pittore che aveva avuto quella idea balzana, senza pensare che quelle rive appartengono all'Estate romana, che Tronca ha rivitalizzato, finanziato lautamente ed allargato a suo modo; e così, dell'Estate romana al tempo di Tronca, potrebbero restare solo quelle bancarelle che recano offesa all'opera di Kentridge.
Intanto il commissario, che ha mostrato sempre grande attenzione verso la cultura - e si vede, anche in questo caso - ha convocato una riunione in Campidoglio. Sicuramente la soluzione che adotterà sarà più blasfema delle stesse bancarelle.
L'altro ieri la mondanità convenuta all'Opera di Roma per la Traviata di Valentino-Coppola (ed anche di Giuseppe Verdi, se vogliamo dirla tutta) aveva inneggiato al risveglio culturale di Roma citando appunto oltre che l'opera nel teatro della capitale, la notte dei musei e il grande fregio di Kentridge; e già oggi su quel fregio arrivano i primi schizzi di merda 'Capitale'.
Sulle banchine del Tevere si stanno montando le tende, che ospiteranno le bancarelle, per la kermesse dell'Estate che Tronca ha quasi decimato lasciando in piedi proprio la fetta sulle rive del Tevere che suona di offesa all'opera del grande artista, la occultano, e frantumano. Il prossimo artista invitato a lavorare per la Capitale ci penserà due volte prima di accettare, con questi chiari di luna.
Kentridge, sconsolato, alza le mani al cielo, non sa che dire; il sovrintendente, invece, azzarda perfino che le bancarelle promuoveranno l'opera di Kentridge, perché i visitatori delle bancarelle avranno occhi solo per quella singolare opera. E che loro andranno lì attratti dall'opera di Kentridge, e non per le cianfrusaglie esposte sulle bancarelle.
Faccia di bronzo di un sovrintendente che, nel tentativo di tirarsi fuori dal pasticcio in cui s'è cacciato da solo, ha anche detto che quando s'è parlato con Tronca dell'Estate romana, lui ha dato il suo assenso allo svolgimento della kermesse sulle rive del fiume. E le bancarelle? Pensava alla kermesse, ma non alle bancarelle. Era l'unico a pensarla così. Naturalmente non sì è posto il problema dell'inopportunità di montare quelle orrende bancarelle davanti al fregio.
Chiederà agli organizzatori di montarle distanti dai muraglioni, con la conseguenza più ovvia e prevedibile, che qualche visitatore cadrà in acqua e poi daranno la colpa al pittore che aveva avuto quella idea balzana, senza pensare che quelle rive appartengono all'Estate romana, che Tronca ha rivitalizzato, finanziato lautamente ed allargato a suo modo; e così, dell'Estate romana al tempo di Tronca, potrebbero restare solo quelle bancarelle che recano offesa all'opera di Kentridge.
Intanto il commissario, che ha mostrato sempre grande attenzione verso la cultura - e si vede, anche in questo caso - ha convocato una riunione in Campidoglio. Sicuramente la soluzione che adotterà sarà più blasfema delle stesse bancarelle.
venerdì 30 maggio 2014
Collaboratori, ministri e buoi dei paesi suoi
Molti anni fa un nostro trafiletto scherzoso sulla nuova compagna di Occhetto, quella dell'epoca perchè nel frattempo le cose sono nuovamente mutate, scelta nel ventre del partito suscitò polemiche ed anatemi da parte di chi leggeva in quelle nostre poche righe un atto di lesa maestà.
Ci spiace, ma siamo costretti a tornare sull'argomento, perchè si accusa Renzi di prendere collaboratori, ministri e componenti del suo cerchio magico fra le sue conoscenze e frequentazioni toscane. Gli si rimprovera che la rete da pesca non venga più gettata nel Tevere ma nell'Arno, mentre noi vogliamo sperare che i fiorentini abbiano fatto nel fiume cittadino un bagno rigeneratore, non solo letterario. Fin qui niente di male, salvo i mal di pancia del generone romano che si sente escluso dalla corte del principe. Il quale, però, avrebbe il vantaggio di pescare fra pesci che conosce bene, assumendo su di sè ovviamente tutte le responsabilità di tali scelte.
Il discorso torna attuale alla lettura dell'ennesimo scandalo che ha investito, e pare duramente, l'ex ministro Clini, direttore generale del ministero, prima e dopo il suo incarico di governo, che - se gli elementi emersi dall'inchiesta sono veritieri - si sarebbe comportato come un volgare mariuolo e con lui la sua compagna che nelle foto appare con giubbottino di pelliccia pregiata ed in mano la classica 'conchiglia' d'oro di Bulgari - pelliccia e pochette comprate naturalmente con i soldi che lui e la sua compagna hanno rubato a noi. Che vergogna. Renzi deve stare all'erta perciò, perchè il giorno in cui scoprissimo che alcuni dei suoi più stretti collaboratori, da lui scelti personalmente, si sono comportati come Clini, non potrebbe accampare nessuna giustificazione, e noi saremmo autorizzati a sputargli in faccia, e a chiedergli con insistenza e a ragione: ma che gente frequenta?
I casi di potenti e politici, nelle cui vite la volgarità si sposa al malaffare o ai più biechi interessi privati cominciano ad essere troppo numerosi, quasi un'epidemia. Negli ultimi tempi quel tale Fiorito, i vertici di Finmeccanica, la cupola dell'Expo, e poi Formigoni, e poi la cricca ( Balducci, Anemone ecc...) ma anche alcune coppie della prima e seconda repubblica, sulle quali non è ancora emerso nulla di penalmente rilevante ma che, guarda caso, vantano signore ( consorti o compagne) che hanno cariche dirigenziali nei ministeri o altrove di primo livello, con i mariti che professano innocenza ed estraneità a quelle ascese ai vertici dell'amministrazione statale . I mariti politici - così vogliono farci credere - non c'entrino nulla. Bechis in un un suo volumetto ha fatto le pulci a molte signore della nomenclatura politica; in quel suo libro, che meriterebbe un aggiornamento quotidiano, manca il Mastrapasqua e signora , ultimo esemplare di questi dinosauri che tardano ad estinguersi e continuano con la loro voracità a far danni.
Ci spiace, ma siamo costretti a tornare sull'argomento, perchè si accusa Renzi di prendere collaboratori, ministri e componenti del suo cerchio magico fra le sue conoscenze e frequentazioni toscane. Gli si rimprovera che la rete da pesca non venga più gettata nel Tevere ma nell'Arno, mentre noi vogliamo sperare che i fiorentini abbiano fatto nel fiume cittadino un bagno rigeneratore, non solo letterario. Fin qui niente di male, salvo i mal di pancia del generone romano che si sente escluso dalla corte del principe. Il quale, però, avrebbe il vantaggio di pescare fra pesci che conosce bene, assumendo su di sè ovviamente tutte le responsabilità di tali scelte.
Il discorso torna attuale alla lettura dell'ennesimo scandalo che ha investito, e pare duramente, l'ex ministro Clini, direttore generale del ministero, prima e dopo il suo incarico di governo, che - se gli elementi emersi dall'inchiesta sono veritieri - si sarebbe comportato come un volgare mariuolo e con lui la sua compagna che nelle foto appare con giubbottino di pelliccia pregiata ed in mano la classica 'conchiglia' d'oro di Bulgari - pelliccia e pochette comprate naturalmente con i soldi che lui e la sua compagna hanno rubato a noi. Che vergogna. Renzi deve stare all'erta perciò, perchè il giorno in cui scoprissimo che alcuni dei suoi più stretti collaboratori, da lui scelti personalmente, si sono comportati come Clini, non potrebbe accampare nessuna giustificazione, e noi saremmo autorizzati a sputargli in faccia, e a chiedergli con insistenza e a ragione: ma che gente frequenta?
I casi di potenti e politici, nelle cui vite la volgarità si sposa al malaffare o ai più biechi interessi privati cominciano ad essere troppo numerosi, quasi un'epidemia. Negli ultimi tempi quel tale Fiorito, i vertici di Finmeccanica, la cupola dell'Expo, e poi Formigoni, e poi la cricca ( Balducci, Anemone ecc...) ma anche alcune coppie della prima e seconda repubblica, sulle quali non è ancora emerso nulla di penalmente rilevante ma che, guarda caso, vantano signore ( consorti o compagne) che hanno cariche dirigenziali nei ministeri o altrove di primo livello, con i mariti che professano innocenza ed estraneità a quelle ascese ai vertici dell'amministrazione statale . I mariti politici - così vogliono farci credere - non c'entrino nulla. Bechis in un un suo volumetto ha fatto le pulci a molte signore della nomenclatura politica; in quel suo libro, che meriterebbe un aggiornamento quotidiano, manca il Mastrapasqua e signora , ultimo esemplare di questi dinosauri che tardano ad estinguersi e continuano con la loro voracità a far danni.
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