domenica 6 settembre 2026

Cernobbio. Opposizioni all'attacco. Ma la platea promuove il Governo Meloni ( da La Stampa)

 

Cernobbio, l’opposizione boccia Meloni ma il Forum la promuove: scontro su crescita, lavoro e difesa_elly© LAPRESSE

Domenica, ultimo giorno del Forum Ambrosetti di Cernobbio e l'attesa è tutta per Matteo Salvini, dopo il mezzo flop di Roberto Vannacci di sabato, e per il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che chiuderà i lavori prima della pausa pranzo e del sorvolo delle Frecce Tricolori sul Lago di Como.

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Ma si parte con le opposizioni al gran completo - salvo Giuseppe Conte, anche quest'anno in videocollegamento - che sferzano il governo citando i dati Istat impietosi. A fare l'elenco ci pensa per primo Matteo Renzi arrivando a Villa D'Este per la sessione del mattino. «Abbiamo un paese con più poveri, con meno potere d'acquisto e con l'aumento della spesa della quotidianità dalle bollette al carrello della spesa», dice. Ma la fotografia restituita dal sondaggio tra la platea del Forum lascia emergere un giudizio nettamente più favorevole per il governo Meloni che per l’opposizione, a cui gli addetti ai lavori danno un voto largamente negativo. Il sondaggio elettronico, condotto da TEHA Group su oltre 200 imprenditori e manager presenti a Cernobbio, chiedeva di valutare l’operato del governo e dei partiti di opposizione su una scala da 1 a 9. Sul governo, il 68,3% dei rispondenti esprime un giudizio positivo, assegnando un voto compreso tra 6 e 9: il punteggio più frequente è il 7, scelto dal 33,3% del campione. Di segno opposto la valutazione dell’opposizione: l’83% degli intervistati assegna infatti un voto tra 1 e 4, dieci punti in più rispetto al 2025, mentre i giudizi positivi si fermano al 6,8%.

A Cernobbio, dunque, il confronto si sposta subito sulle ricette per il futuro e sulla capacità dell'opposizione di costruire un'alternativa al governo. Elly Schlein parte dall'Europa e chiede un cambio di passo: “Basta disfattismo sull'Europa perché con tutti i suoi difetti resta comunque il migliore antidoto per non essere schiacciati dall'annientamento del multilateralismo”, dice. In platea l'ex commissario europeo Paolo Gentiloni e l'ex premier e segretario dem Enrico Letta. «Serve un salto avanti dell'integrazione europea. È una questione di sopravvivenza in un quadro politico mutato». La segretaria del Pd insiste sulla necessità di superare l'attuale meccanismo decisionale: «Bisogna superare l'unanimità, perché non si riesce a governare neanche un condominio con l'unanimità, figurarsi una comunità che tiene insieme 27 Stati membri diversi». E indica come priorità “cooperazioni rafforzate» e «investimenti comuni».

Per Schlein, però, la sfida riguarda innanzitutto la crescita italiana. «Noi dobbiamo rimettere in moto questo Paese a partire da una strategia per la crescita che per noi ha tre nodi fondamentali», spiega. Il primo è «accelerare sulla decarbonizzazione per abbattere il costo dell'energia», con una proposta al governo sull'utilizzo di 14 miliardi di flessibilità, quindi “rilanciare gli investimenti” e, infine, «migliorare la qualità del lavoro», attraverso il salario minimo e il contrasto alla precarietà.

Sul terreno della difesa interviene Renzi, che sostiene la necessità di una dimensione europea della spesa militare: «È evidente che ci deve essere, ma deve essere europea». Il leader di Italia Viva lega il tema della sicurezza a quello dell'innovazione e del capitale umano: “Se riportiamo in Italia i cervelli e magari quelli in fuga da Trump potremmo avere il cosiddetto 'dual use', con effetti non solo sulla difesa ma anche sulla sicurezza».

Renzi guarda anche alla prossima partita elettorale e alla costruzione del campo riformista. «Penso che sia meglio votare in maggio, perché vota mezza Italia e per evitare una campagna elettorale estiva», dice, aggiungendo che «sulla base di questo, poi si fanno le primarie».

Da remoto, Giuseppe Conte insiste invece sul bilancio dei quattro anni di governo. «La stabilità forse è un aggravante rispetto a quello che poteva essere fatto», sostiene il leader del M5s, secondo cui nel Paese «aumenta l'impoverimento complessivo per il ceto medio». E aggiunge: «Il Paese, con un tasso di crescita dell'occupazione superiore a quello del Pil, soffre di scarsa produttività».

Il nodo della difesa diventa quindi uno dei terreni di maggiore scontro con il governo. «Con l'aumento delle spese per la difesa concordato dal governo in sede Nato alcuni si avvantaggiano ma altri si impoveriranno di più», afferma Conte, definendo gli impegni sottoscritti da Meloni «irresponsabili»: «Mai potremmo sostenere questo impegno».

Conte rivendica invece una convergenza tra le opposizioni sulla politica estera. «Abbiamo già lavorato insieme, politiche del lavoro, politiche climatiche. Per quanto riguarda la politica estera ci ritroviamo tutti: riteniamo che l'Europa non si avvantaggi nel proseguire un'escalation militare che sta drenando moltissime risorse». E insiste: «Si arricchiscono alcuni comparti ma il resto si impoverisce. Il piano di riarmo europeo non serve a nessuno, bisogna pensare a una difesa comune». Per il leader M5s, inoltre, «non dobbiamo lasciare che altri facciano le mediazioni diplomatiche al posto degli europei». Sulla guerra in Ucraina, infine, avverte: «La resa va scongiurata perché probabilmente riguarderebbe l'Ucraina».

A chiudere il quadro dell'opposizione è Angelo Bonelli, che torna sulle polemiche suscitate dall'intervento di Roberto Vannacci. «Chi come Vannacci mette in discussione l'esistenza del femminicidio, il tema dell'uguaglianza o parla della supremazia della razza a me crea un disagio, bisogna dire no a queste persone, vanno contrastate», dice il co-leader di Avs. Bonelli ringrazia Mario Monti per le parole pronunciate ieri e avverte: «Vedere che in questo Paese c'è una destra che mette in discussione i principi fondanti delle democrazie mi preoccupa e penso che dovrebbe preoccupare anche voi».

Quanto alla costruzione dell'alleanza, Bonelli rinvia la questione della leadership alla fase successiva alla definizione del programma: «Il tema di chi guiderà l'alleanza verrà dopo, dopo la scrittura del programma che stiamo portando avanti con le altre forze». Ma sulla possibilità di conquistare Palazzo Chigi non ha dubbi: «Io sono convinto che noi vinceremo le prossime elezioni e insieme a voi daremo al Paese un governo migliore per l'Italia».

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