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lunedì 7 agosto 2017

Luca Bergamo, assessore alla 'ricrescita culturale' dopo l'estate romana, promette anche un autunno romano. Che succede a Zetema?

Luca Bergamo, assessore nel gabinetto Raggi ed anche vicesindaco, battezzato dall'altro ieri, oltre che assessore alla 'ricrescita culturale',  anche assessore alla 'ricrescita stagionale', ha voluto stupire i suoi detrattori di professione, che già un volta ha messo ko, a Capodanno: mentre tutti nel mondo festeggiavano a mezzanotte, lui ha festeggiato, a Roma, le prime ore del nuovo anno, popolando ponti e piazze di passeggiatori ubriachi in uscita da veglioni e cene luculliane in casa di amici. Quei ponti con l'acqua sottostante facevano agli occhi degli attraversatori, lo stesso effetto che fa andare sul ponte di su una nave, ubriachi, di notte, in un mare in tempesta.

Lo hanno criticato per l'Estate romana che non è più quella di una volta - le lamentele di chi è vecchio di anni e vecchio 'dentro' - e lui ha risposto spargendola, anzi 'spalmandola', come si preferisce dire oggi, su tutto il territorio comunale.
Perchè costringere chi abita in periferia a venire in centro per ascoltare musica, vedere uno spettacolo di teatro, o godersi un film all'aria aperta, seduti comodamente in piazza?  Meglio assegnare ad ognuno dei municipi una somma per organizzare qualsivoglia manifestazione; senza censure, né esami preventivi. E così finalmente, merito di quel furbastro di Bergamo, per una volta gli abitanti del centro si sono riversati a vedere le belle periferie romane, risanate dalla giunta del suo sindaco. E non il contrario.

 E siccome il progetto ha soddisfatto sia Bergamo che i cittadini delle periferie, ora si fa il bis da metà ottobre a fine dicembre, con l'Autunno romano destinando a questa 'rivoluzione artistica dal basso'  la somma di 500.000 Euro che l'assessore aveva tenuto in serbo, ben occultata, nelle casse capitoline.

Intanto procede l'esame delle candidature per la presidenza di Zétema, per vent'anni nelle mani del dott. Ruberti, figlio dell'ex rettore della Minerva ed ex ministro, la partecipata comunale che organizza manifestazioni culturali e gestisce i musei della Capitale.
Non contenti, evidentemente, dei candidati presentatisi, il sindaco ha invitato il prof Flick ( ex ministro ed ex presidente della Consulta) a mandare un suo curriculum. Flick ( che non è figlio di... ma si presenta in prima persona), divertito, ha dichiarato che ha inviato un currriculum  che arriva fino ad una quindicina di anni fa, e che non sa veramente cosa sia ZEtema. E quando poi gli hanno chiesto se si sottoporrà ad  un esame, come fanno tutti i candidati, davanti alla Raggi ed a Bergamo, ha fatto spallucce: a settantacinque anni, ancora esami? Semmai a Raggi e Bergamo l'esame glielo faccio io!

mercoledì 21 giugno 2017

Festa della musica o Festa alla Musica?

Oggi, 21 giugno, dovremmo gioire, senza pause, dalla mattina alla sera,ed anche alla notte e fino alla mattina di domani, perchè a Roma,  non solo,  in Italia, e  in Europa si  celebra la Festa della Musica, voluta molti anni fa dal ministro Lang in Francia e poi diffusasi in tutto il vecchio Continente.
 E sicuramente fra le 552 città italiane che vi hanno aderito, le oltre 10.700 iscrizioni e i quasi 35.000 artisti, tutta l'Italia  suonerà e risuonerà. Quest'anno poi il Mibact di Franceschini ha voluto darle un tono più solenne impegnando anche un famoso testimone come Nicola Piovani.

A Roma, la Associazione che ogni anno organizzava - a modo suo - questa festa è stata sciolta od esautorata ( non sappiamo se è ancora in vita ed a quale festa si sia votata), ma la amministrazione della Raggi ed il suo fantasioso assessore alla 'ricrescita culturale', Bergamo, hanno invitato tutti i cittadini a parteciparvi attivamente, cioè scendendo in strada, con qualunque cosa di musicale abbiano o conoscano, per fare la loro parte. Anche senza vergogna.

Hanno, insomma, invitato tutti a fare festa, per la musica che oggi si festeggia e attraverso la musica che sanno fare.  Ma non c'è ordine, non ci sono gerarchie, e neppure generi, maggiori e minori, più o meno importanti. Insomma la caciara solita dei Cinquestelle, che arrivano sempre all'ultimo minuto ( come hanno già fatto a Capodanno e come del resto stanno facendo per l'ESTATE ROMANA; l'anno scorso avevano almeno una qualche giustificazione: erano arrivati  da poco al governo cittadino, ma gli uffici  che facevano?) e poi con la solita faccia tosta si improvvisano organizzatori dalla parte del popolo ( perchè sarebbe stato il popolo, ora ingannato e  finalmente cosciente dell'inganno, a votarli).

Che senso ha dire a tutti di partecipare, basta andare sul sito della 'festa della musica' - che  abbiamo cercato invano - ed iscriversi? Ognuno fa quel che vuole e dove vuole; comunicarlo a che serve, allora, oltre che mostrare una lista lunga quanto l'autostrada Roma-Napoli e ritorno?

Governare è altra cosa. Innanzitutto mostrare interesse verso i settori diversi in cui si articola l'attività della società civile (i Cinquestelle, specie verso la cultura hanno mostrato un interesse solo di 'facciata'); poi, agire in tempo per ottenere buoni risultati ( e questo finora non è mai accaduto in nessun caso specifico e per qualunque settore, anche in quelli decisivi per la convivenza); infine,  fare una cernita, delle proposte ( ma con lo stesso spirito critico che dimostrano solo nei casi in cui distribuiscono incarichi e premi ai fedelissimi, per il resto: liberi tutti! Loro aprono i cancelli ed entri chi vuole!).
 Questa politica (?) DISTRUGGERA', NEL CHIASSO GENERALE, ANCHE LA MUSICA.

mercoledì 10 maggio 2017

Anche il TAR del Lazio dà dell'incompetente alla sindaca Raggi

Perdonateci l'espressione, trattandosi di una signora, come Virginia Raggi. Ma è proprio il caso di dire che il TAR del Lazio la 'prenda per il culo' e la ridicolizzi.  
Il TAR, per giustificare la sua sentenza che  annullava l'ordinanza dei sindaco sulla proibizione dei fuochi d'artificio e botti per la sera di Capodanno, ordinanza emessa pochi giorni prima del Capodanno, bacchetta la poveraccia, facendole notare che il Capodanno cade sempre fra il 31 dicembre ed il 1 gennaio di ogni anno, dunque prevedibilissimo, e che quindi non si può intervenire su un evento sempre identico nella sua ricorrenza con ordinanze che sarebbero  più adatte, per i tempi e le modalità di emissione, a fatti ed eventi non prevedibili, che necessariamente non possono che essere organizzati  con strumenti emergenziali. Dunque per le ordinanze relative al Capodanno - dice il TAR alla sindaca, si provveda con ragionevole - è forse questo l'aggettivo che alla sindaca andrebbe spiegato!- anticipo.

Ora se il TAR decidesse di intervenire anche su altre questioni dello stesso tenore, dovrebbe ancora una volta 'prendere per il culo' non solo lei, ma con lei anche il suo assessore vice sindaco, Luca  Bergamo, per il caso dell'Estate romano. Sapendo, sindaca e assessore, che l'estate, pur essendo una stagione che non è più come l'estate di una volta, arriva sempre il 22 giugno (vero? ), perché sia lei, la sindaca, che lui, il suo assessore alla 'ricrescita culturale', si risolvono a pubblicare il bando per l'Estate Romana a ridosso dell'inizio delle manifestazioni? Forse che sperano che gli aspiranti ai finanziamenti comunali, desistano per spossatezza o addirittura crepino per fame, o che l'estate - con le stagioni che non sono più  come quelle di una volta - si sposti più avanti: al 22 luglio od anche al 22 agosto, e magari dell'anno successivo? 

mercoledì 29 giugno 2016

Il Commissario TRONCA al Comune di Roma va COMMISSARIATO. Per il disastro dell'Estate Romana

Non si tratta di un gioco di parole, ma di triste realtà. Il Commissario del Comune di Roma che ha mostrato i muscoli in tante occasioni, non è quasi mai riuscito  a condurre fino in fondo un incontro sul ring con vittoria per ko. Come ha fatto nel settore cultura.
Tronca, nel settore cultura - benchè vada a farsi vedere in giro nelle occasioni canoniche di spettacolo - è stato un vero disastro. Ha reso pubblico il bando per la cosiddetta 'Estate Romana' - che di quella storica manifestazione inventata da Renato Nicolini conserva ormai solo il nome,  e fondi quasi ridotti a zero - con un imperdonabile ritardo, ha chiuso il termine di presentazione delle domande a maggio (per una serie di manifestazioni che prende il via già in giugno) e alla fine di giugno - precisamente ieri, 28 - ha reso noto l'elenco delle manifestazioni che il Comune intende finanziare.  Anzi un doppio elenco: il primo in cui segnala le manifestazioni che hanno i requisiti e quindi meritevoli di essere finanziate, e poi con una cernita in base a non si sa quali criteri, ne ha estratto dal cilindro un numero limitatissimo, quello dei finanziati,  per i quali il massimo finanziamento non raggiunge i 40.000 Euro.
 Ora un  Comune può decidere di non finanziare nulla o pochissimo, per mancanza di soldi: liberissimo di farlo ( anche se poi dovrebbe spiegare  come mai ogni giorno i giornali raccontano di nuovi arresti di amministratori pubblici, anche dello stesso Comune di Roma, che continuavano ancora fino all'altro ieri a rubare. Certo che poi di soldi non ve ne sono più. E comunque neanche questa potrebbe essere una giustificazione per un comune che ha bilanci altissimi, ed anche deficit, trattandosi di una somma in definitiva irrilevante - quest'anno in totale l'Estate Romana sarebbe stata finanziata con 500.000 Euro circa, se  ricordiamo bene), ma deve farlo in tempi ragionevoli. Non può dire agli organizzatori alla vigilia delle varie manifestazioni: quest'anno vi arrangiate. Gli organizzatori devono poter esporre i loro programmi entro la fine dell'anno precedente l'estate in questione, ed entro i primi mesi dell'anno di riferimento le assegnazioni devono essere decise.
 Come Tronca, non si comporta un ufficiale pubblico chiamato, in situazione di emergenza, a governare una città. Non può anch'egli creare nuove emergenze, nuovi problemi, altrimenti ci lasciavano Marino, un genio dell'incapacità di governare.
 Perchè gli organizzatori che hano avuto un reale danno nopn denunciano il Commissario per INADEMPIENZA?

mercoledì 25 maggio 2016

Umberto Broccoli avrebbe fatto meglio di Claudio Parisi Presicce. A proposito del fregio sul Tevere di Willam Kentridge

Sicuramente l'ex sovrintendente capitolino del gabinetto Alemanno, Umberto Broccoli, avrebbe fatto meglio dell'attuale, Claudio Parisi Presicce, messo lì da Marino, in una questione scandalosa sotto gli occhi di tutti, riguardante il grande fregio di William Kentridge sui muraglioni del Tevere.
L'altro ieri la mondanità convenuta all'Opera di Roma per la Traviata di Valentino-Coppola (ed anche di Giuseppe Verdi, se vogliamo dirla tutta) aveva inneggiato al risveglio culturale di Roma citando appunto oltre che l'opera nel teatro della capitale, la notte dei musei e il grande fregio di Kentridge;  e già oggi  su quel fregio arrivano i primi schizzi di merda 'Capitale'.
 Sulle banchine del Tevere si stanno montando le tende, che ospiteranno le bancarelle, per la kermesse dell'Estate che Tronca ha quasi decimato lasciando in piedi proprio la fetta sulle rive del Tevere che suona di offesa all'opera del grande artista, la occultano, e frantumano. Il prossimo artista invitato a lavorare per la Capitale ci penserà due volte prima di accettare, con questi chiari di luna.
 Kentridge, sconsolato, alza le mani al cielo, non sa che dire; il sovrintendente, invece, azzarda perfino che le bancarelle promuoveranno l'opera di Kentridge, perché i visitatori delle bancarelle avranno occhi solo per quella singolare opera. E che loro andranno lì attratti dall'opera di Kentridge, e non per le cianfrusaglie esposte sulle bancarelle.
Faccia di bronzo di un sovrintendente che, nel tentativo di tirarsi fuori dal pasticcio in cui s'è cacciato da solo, ha anche detto che quando s'è parlato con Tronca dell'Estate romana, lui ha dato il suo assenso allo svolgimento della kermesse sulle rive del fiume. E le bancarelle? Pensava  alla kermesse, ma non alle bancarelle. Era l'unico a pensarla così. Naturalmente non sì è posto il problema dell'inopportunità di montare  quelle orrende bancarelle davanti al fregio.
 Chiederà agli organizzatori di montarle distanti dai muraglioni, con la conseguenza più ovvia e prevedibile, che qualche visitatore cadrà in acqua e poi daranno la colpa al pittore che aveva avuto quella idea balzana, senza pensare che quelle rive appartengono all'Estate romana, che Tronca ha rivitalizzato, finanziato lautamente ed allargato a suo modo; e così,  dell'Estate romana al tempo di Tronca, potrebbero restare solo quelle bancarelle che recano offesa all'opera di Kentridge.
Intanto il commissario, che ha mostrato sempre grande attenzione verso la cultura - e si vede, anche in questo caso - ha convocato una riunione in Campidoglio. Sicuramente  la soluzione che adotterà sarà più blasfema delle stesse bancarelle.

mercoledì 27 aprile 2016

Tronca azzera la cultura a Roma - Netrebko non canta a Londra - British Museum espone la Sicilia

Per il Natale di Roma, neanche una settimana fa, il commissario Tronca aveva dichiarato di voler investire sulla cultura; ne era così convinto da lanciare la parola d'ordine: 'ROMA CULTURA CAPITALE'. Ma si trattava di una BUFALA,  della solita tecnica dell'annuncio smentito a ventiquattr'ore di distanza dallo steso interessato.
I soldi per festeggiare il Natale di Roma li aveva trovati ( dove, ci dica Tronca, se poi non ne ha e non riesce a trovarne per nient'altro), sebbene si trattasse di una celebrazione semi improvvisata; quelli per la cosiddetta 'estate romana' trasformatasi ormai nell'inverno romano (del nostro scontento), non  ce li ha e non sa neanche dove trovarli. In realtà non gli frega e quindi neppure si da da fare. Raschiando il fondo del barile, già raschiato da Alemanno, Marino, ha racimolato la bellezza di 500.000 Euro, contro i già insufficienti 750.000 dell'edizione 2015.
 E non finisce qui. I criteri per accedere al bando per ottenere alla fine della festa non più di 25.000-30.000 Euro a soggetto partecipante, sono  la negazione del concetto di cultura - non è necessario che li stiamo ad elencare; basti solo sapere che quei criteri li stabilì quella mente dell'illuminata Giovanna Marinelli, chiamata da Marino a sostituire la Barca,  e che già all'era di Veltroni, a fianco del compianto Borgna, governava la cultura a Roma.
 Il prossimo 11 maggio scadono i termini per presentare le domande di partecipazione al bando ( perchè non prorogare addirittura i termini alla fine dell'estate?); e molti soggetti stanno addirittura pensando di non parteciparvi.
 Guai a mettere la cultura nelle mani di un commissario; perché anche il più illuminato - e Tronca non sta dando prova di esserlo - sempre commissario resta, e cioè un poliziotto al quale non hanno impartito l'ordine di mettersi a guardia della cultura, anche perché non gli hanno indicato dove trovarla, e lui da solo non sa dov'è.

 Che farà il Covent Garden senza Anna Netrebko che ha deciso di non cantare nell'opera inaugurale diretta da Pappano, il prossimo settembre, e cioè 'Norma'? La mia voce si è trasformata in questi ultimi anni, e quello di 'Norma' non è un ruolo adatto a me - ha spiegato la cantante. E Pappano, espertissimo di voci non se ne era accorto? O non lo sapeva? Strano, perchè con lui la Netrebko in questi anni ha cantato spesso e fatto anche dischi. No, Pappano non poteva saperlo quando l'ha ( l'avrebbe - è questa la toppa poco convincente per la cancellazione) scritturata, e cioè quattro anni fa.
 Ma chi più si risente della defezione della Netrebko, tanto da prenderla come un' offesa personale è il direttore del teatro londinese, al quale sembra non andargliene una giusta con la celebre cantante che già un'altra volta aveva disdetto un suo impegno a Londra.
 Vero, non vero, chissà. L'episodio dovrebbe insegnare a tutti che  le regole in vigore  nel villaggio globale sono speso fasulle; come quella di scritturare, per accaparrarsele e  toglierle alla concorrenza, con molto anticipo, le star.

Al British Museum sì è aperta una mostra che ospita oltre duecento reperti archeologici e storici della Sicilia, prevenienti da un museo palermitano che da anni è chiuso. Ma il fatto interessante è che la mostra sta riscuotendo, almeno dai primi segnali, lo stesso grande successo che anni fa riscosse quella che mostrava molti tesori di Pompei, chiusi nei depositi la gran parte. Un ulteriore esempio di come vengono valorizzati i nostri tesori quando sono affidati a mani straniere (ed esperte, ovvio), e di come noi non siamo capaci neanche di  mettere a frutto i tesori che, senza nostro merito, abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti.
 Franceschini sarà stato sicuramente presente all'inaugurazione, ma senza le vesti stracciate e il capo cosparso di cenere.