domenica 6 settembre 2026

Mario Monti a Meloni: centinaia di miliardi spesi ma la crescita resta ancora allo 'zero virgola'. Mancate riforme (da Baritalia News, di Lorenzo Costantino)

 

Monti punge Meloni sul record del governo: «Troppa stabilità, poche riforme per la crescita»

L’ex premier riconosce il valore della durata dell’esecutivo, ma accusa la politica di non aver rimosso protezioni e ostacoli alla crescita.

Mario Monti riconosce a Giorgia Meloni il risultato della stabilità politica raggiunta dal governo, ma subito dopo mette sul tavolo quella che considera l’altra faccia del record celebrato a Bari: pochi interventi nei settori in cui, secondo l’ex presidente del Consiglio, sarebbe stato necessario incidere per favorire la crescita economica.

Intervistato dall’AdnKronos durante il Forum Teha di Cernobbio, Monti parte dalle congratulazioni alla premier per la longevità dell’esecutivo, salvo poi spostare l’attenzione sulle riforme rimaste, a suo giudizio, incompiute.

«Il record di longevità, e mi congratulo con la presidente Meloni, festeggiato ieri a Bari, è in sé una cosa positiva», afferma. Poi arriva la critica: «L’altra faccia della medaglia della notevole stabilità politica in questi anni è stata la mancanza di azione in quei campi dove sarebbe stato necessario agire per togliere incrostazioni e far funzionare l’economia».

Monti cita balneari e tassisti: «Si sarebbero tolte protezioni»

Per l’ex premier il problema riguarda in particolare quei settori nei quali un intervento avrebbe comportato costi politici e scontri con categorie organizzate.

Monti cita direttamente le concessioni balneari e i tassisti: «Per far funzionare meglio i meccanismi si sarebbero incontrati ostacoli politici perché si sarebbero tolte protezioni alle concessioni balneari, ai tassisti e tante altre categorie».

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Il ragionamento si concentra quindi sulla concorrenza. Secondo il senatore a vita, la stabilità di governo avrebbe potuto essere utilizzata per affrontare con maggiore decisione alcuni nodi strutturali dell’economia italiana, anche accettando il rischio di perdere consenso presso singoli gruppi.

La critica non riguarda soltanto l’attuale esecutivo. Monti allarga infatti il discorso all’intero sistema politico, accusando i partiti di continuare a difendere interessi particolari invece di intervenire sulle protezioni che, nella sua lettura, frenano l’economia.

«Centinaia di miliardi spesi, ma la crescita resta allo zero virgola»

L’ex presidente del Consiglio mette poi a confronto le ingenti risorse arrivate negli ultimi anni con l’andamento della crescita.

«Noi veniamo da anni in cui la creazione e l’erogazione di fondi, soprattutto da parte europea, ma non solo all’Italia, è stata clamorosamente elevata», osserva Monti.

Tra gli esempi indica i circa 200 miliardi del Pnrr e le «centinaia di miliardi del superbonus». Risorse straordinarie che, secondo l’ex premier, non hanno prodotto un’accelerazione sufficiente: «Siamo qui con un tasso di crescita che è dello zero virgola».

Da qui il messaggio rivolto alla politica. Per Monti immettere risorse nell’economia non basta se non vengono contemporaneamente rimossi i vincoli che limitano la concorrenza.

«Io spero che questa sia una buona esperienza per capire che per far crescere di più l’economia ci vogliono altre cose», afferma.

La richiesta è che «il potere politico, tutti i partiti più o meno, cessino di voler privilegiare una categoria piuttosto che un’altra». Per Monti, mantenere «vincoli di protezione anticoncorrenziale a favore di una singola categoria contro altre» rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico e alla crescita.

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