Ricomincia il gioco del rimbalzo di responsabilità. Raggi sostiene che la sporcizia della Roma d'oggi, giunta a livelli insostenibili - mentre l'assessore preposta dice, con la faccia tosta che dimostra, che a Roma non c'è un'emergenza rifiuti - è il risultato di Mafia Capitale e di vent'anni di malgoverno (anche se verrebbe da chiederle dove è stata stoccata la sporcizia che ora c'è dappertutto in questi vent'anni, in attesa che arrivassero i finti rivoluzionali dei cinque stelle al governo della città e per ritirarla fuori e spargerla per le strade); Zingaretti, governatore chiamato in causa dalla Raggi, risponde che il Comune deve fare la sua parte. Da mesi, da quasi un anno, la Regione attende dal Comune un piano per i rifiuti che non è mai stato né redatto né prodotto, e inviato alla Regione, e dunque che si vuole dalla Regione?
Raggi, emblema della più totale inefficienza ed incapacità di governo, invoca l'ennesimo complotto anche per l'incendio di Pomezia, spalleggiata dai dioscuri della chiacchiera, Dibatosta e Dipeggio.
E Lei, Virginia Raggi, per non allarmare i cittadini , che sono già allarmati anzi terrorizzati, non ci ha ancora detto, in coppia con il suo omologo di Pomezia, se dobbiamo preoccuparci ancora di più e quali misure prendere?
Si può continuare a lasciare nelle sue incapaci mani (ed anche mente) una città che è sotto gli occhi di tutti e che versa in uno stato pietoso che prelude forse a qualche preoccupante allarme di carattere sanitario?
P.S. Ieri sera in tv, Luigi Dipeggio, nel salotto di Giovanni Floris, alle contestazioni del conduttore sulla sporcizia - monnezza! - e sull'emergenza rifiuti, ha risposto che non si può gridare all'emergenza rifiuti per qualche cassonetto, non svuotato, che un cittadino, nemico del movimento, magari del PD, ha fotografato e messo in rete. Non aveva ancora terminato la sua barzelletta che tutto lo studio, ed anche Floris, gli ha riso in faccia sonoramente.
Visualizzazione post con etichetta SPQR. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SPQR. Mostra tutti i post
martedì 9 maggio 2017
sabato 16 aprile 2016
CULTURA a ROMA: pena CAPITALE
Ha un bel dire il prefetto di Roma Tronca sulla volontà di rifondare la Capitale, poggiando le basi sulla cultura, dopo che la mafia ha provveduto a spolparsela - secondo l'eloquio tipico dei mafiosi dietro le sbarre - se poi lui stesso taglia del 75% per cento i fondi per la cultura, decimando anche le già esigue iniziative rimaste in vita dell'estate, cosiddetta 'romana'.
Lo stesso Tronca che riesce a trovare i soldi necessari, dopo aver detto che non ve ne erano, per le manifestazioni di sua iniziativa come quelle programmate per il 'Natale' di Roma che cade appunto il prossimo 21, ma i cui festeggiamenti cominciano già alla vigilia e si concludono con la FESTA DELLA LIBERAZIONE, che tutti ci si augura sia la liberazione definitiva dalla mafia.
Con lo slogan ' Roma Cultura Capitale' - messa sotto l'antico simbolo della città, la lupa con Romolo e Remo e l'iscrizione romana antica SPQR, che per volontà di Tronca ha sostituito l'insulso mariniano 'Rome & You' - il Commissario celebra il poeta di Roma, Belli, facendone leggere pubblicamente le opere, poi celebra anche Piero Angela, l'unico testimone oculare della fondazione della città, e perciò ancora la racconta, e ancora con l'illumminazione a giorno di Via dei Fori imperiali. Per questa celebrazione Tronca i soldi li ha trovati. Per il resto il suo commissariamento sarà ricordato anche per l condanna alla pena capitale della cultura a Roma.
UN altro caso fa pensare ad un Tronca 'bifronte', che volge lo sgardo da un'altra parte, negandosi la vista delle brutture e delle inefficienze della Capitale, l'ultima delle quali abbiamo appreso oggi dai giornali, e chiama in causa l'AMA, ancora l'AMA .
Nella terrazza fra le più belle di Roma, quale viene considerato il Pincio che si affaccia su Piazza del Popolo, nello slargo prospiciente la Casina Valadier, si assiste ogni giorno allo squallido spettacolo del travaso dei rifiuti dai camioncini nei compattatori dell'AMA, che naturalmente non possono evitare la dispersione di liquidi schifosi. E ciò sotto gli occhi stupefatti di romani e turisti che si domandano che cosa faccia Tronca e cosa aspetti a porvi rimedio, chiamando a rapporto i vertici di AMA. Che, vien da dire, ROMA non l'AMA
Lo stesso Tronca che riesce a trovare i soldi necessari, dopo aver detto che non ve ne erano, per le manifestazioni di sua iniziativa come quelle programmate per il 'Natale' di Roma che cade appunto il prossimo 21, ma i cui festeggiamenti cominciano già alla vigilia e si concludono con la FESTA DELLA LIBERAZIONE, che tutti ci si augura sia la liberazione definitiva dalla mafia.
Con lo slogan ' Roma Cultura Capitale' - messa sotto l'antico simbolo della città, la lupa con Romolo e Remo e l'iscrizione romana antica SPQR, che per volontà di Tronca ha sostituito l'insulso mariniano 'Rome & You' - il Commissario celebra il poeta di Roma, Belli, facendone leggere pubblicamente le opere, poi celebra anche Piero Angela, l'unico testimone oculare della fondazione della città, e perciò ancora la racconta, e ancora con l'illumminazione a giorno di Via dei Fori imperiali. Per questa celebrazione Tronca i soldi li ha trovati. Per il resto il suo commissariamento sarà ricordato anche per l condanna alla pena capitale della cultura a Roma.
UN altro caso fa pensare ad un Tronca 'bifronte', che volge lo sgardo da un'altra parte, negandosi la vista delle brutture e delle inefficienze della Capitale, l'ultima delle quali abbiamo appreso oggi dai giornali, e chiama in causa l'AMA, ancora l'AMA .
Nella terrazza fra le più belle di Roma, quale viene considerato il Pincio che si affaccia su Piazza del Popolo, nello slargo prospiciente la Casina Valadier, si assiste ogni giorno allo squallido spettacolo del travaso dei rifiuti dai camioncini nei compattatori dell'AMA, che naturalmente non possono evitare la dispersione di liquidi schifosi. E ciò sotto gli occhi stupefatti di romani e turisti che si domandano che cosa faccia Tronca e cosa aspetti a porvi rimedio, chiamando a rapporto i vertici di AMA. Che, vien da dire, ROMA non l'AMA
Iscriviti a:
Post (Atom)