A Venezia parlano i film, le storie vere, e che dire della moda che sul red carpet trova la sua massima espressione. Ma a parlare sono anche e soprattutto le star. Perché tra conferenze stampa, photocall, incontri con i giornalisti e interviste rilasciate tra una posa e l'altra, la Mostra del Cinema è anche una formidabile fucina di dichiarazioni. Virgolettati destinati a far discutere o riflettere, altri a raccontare un aspetto inedito oppure pensati per divertire e innescare l'effetto sorpresa.
Confessioni personali, riflessioni sul cinema e sull'attualità destinate alla prima pagina, ma anche battute brillanti e risposte argute capaci di alleggerire persino le press conference più ingessate. Perché come la storia insegna, nei giorni del Festival, una frase può fare il giro del mondo quasi quanto un abito sul tappeto rosso o una pellicola destinata all'Oscar.
Qui raccoglieremo le dichiarazioni più importanti, divertenti e potenti delle star della Mostra del Cinema di Venezia 2026, perché tra una première e un red carpet, sono spesso le parole a lasciare il segno.
Susan Sarandon
Penso che la narrazione sia completamente cambiata per quanto riguarda l’importanza storica della Palestina e i legami dei sionisti con l’America e con la nostra politica.
Per molte persone è stata una rivelazione importante. Nessuno capiva davvero quanto denaro gli Stati Uniti destinassero a Israele. E ora abbiamo anche votato per unire l’esercito degli Stati Uniti a quello israeliano. Oggi le persone sono consapevoli di molte cose. E questo è cambiato.
Per quanto riguarda i rapporti di potere, recentemente mi sono stati ancora sottratti dei film perché ci sono agenzie che continuano a dire alle persone di non ingaggiarmi. Ma questo fa parte dei rapporti di potere.
Penso che, tra la gente, soprattutto a livello internazionale, io sia accolta. Dipende quindi dal fatto che si tratti o meno di una grande casa di produzione. Credo che esista un problema, non solo nei miei confronti, ma anche verso altre persone a cui è stato detto che fosse impossibile realizzare questo film.
E ringrazio Andrea per questo, perché non ha ascoltato gli avvertimenti. Quindi sì, penso che sia cambiato il modo in cui la situazione viene compresa, almeno dall’opinione pubblica.
Ma all’interno della mia industria ci sono ancora posizioni molto radicate, sostenute dai sionisti, che non hanno attenuato la loro ostilità nei miei confronti.
Però ho trovato la mia famiglia, ho trovato la mia gente, e sto bene.
Luca Marinelli
"Il ricordo che mi porto personalmente è di aver lavorato con un gruppo di artiste e artisti immensi, Ricordando un testo di De Filippo, che diceva 'ho mancato alla battuta per ascoltarla', mi capitava di perdermi nell’osservare Susan e Alicia nei loro processi".
Louis Garrel
Parlando di Nanni Moretti “Lui ti fa vedere prima come vuole una scena, per poi rifarla. In un’occasione dovevo fare canestro in un campetto da basket. Lui l’ha fatto subito al primo colpo, passando la palla dietro alla schiena come Michael Jordan. E poi mi ha detto, ora fallo tu. Ovviamente, dopo 25 ciak miei sbagliati, sadico com’è, ha chiesto a tutta la troupe di rivedere il suo. La seconda è che avevo una scena in scooter, a Roma, e mi aspettavo una Vespa. Arrivo e vedo un motorino giapponese. Ma dico, perché non una Vespa, è un tuo film? Mi ha detto, ‘Louis, non amo le autocitazioni’. Insomma, andavo a Roma prima al Sacher che in Vaticano, lo adoro, ma fare questo film è stata sofferenza e gioia”.
Nanni Moretti
“Mannaggia, volevo tanto parlare dell’attualità politica, sarà per la prossima volta”. Nanni Moretti ha chiuso così il suo incontro con la stampa al Festival di Venezia.
Alessandro Borghi
"Credo che il cinema debba sollevare dei quesiti che hanno a che fare con l'individualità, ma in questo caso tantissimo con la società, con la responsabilità, con l'indifferenza, con l'empatia". (Conferenza stampa)
John Malkovich
"Ho avuto una carriera molto lunga, con collaborazioni meravigliosi, registi e attori con cui non sono mai entrato in competizione. Per me è una cosa bellissima è che il film riceva attenzione. E' un film che ha attori meravigliosi ed è stato scritto e diretto meravigliosamente: è questo che per me è davvero importante". (Sulla sua partecipazione a Wild Horse Nine, il nuovo film di Martin McDonagh in concorso alla Mostra)
Rooney Mara
"All'inizio è stato molto intimidatorio, l'idea che avremmo interpretato la stessa persona, ma abbiamo capito molto in fretta che avere trascorso una vita insieme, con tutta la nostra storia e un'infanzia passata a giocare insieme, aveva creato tra noi un mondo non detto che non abbiamo dovuto costruire. Una volta trovato il nostro ritmo, ci siamo divertite tantissimo ed è stata un'esperienza davvero unica e irripetibile" (sul condividere il set di Bucking Fastard con la sorella Kate Mara in conferenza stampa).
Laura Dern
"George è l'amico migliore che si possa avere e la persona migliore che si possa incontrare e l'uomo più affascinante, votato uomo più sexy del mondo due volte. Ho avuto il privilegio di conoscere Gregory Peck e ho pensato che un uomo così fosse unico e invece ne abbiamo uno anche nella nostra generazione".
"Dato che George ha ancora così tanta arte, storia e vita da condividere con noi, potrebbe ricevere il Leone d'oro per metà della sua carriera e poi potrebbe tornare fra vent'anni per riceverne un altro". (Sul palco prima di consegnare a Clooney il Leone d'oro alla carriera).
Maggie Gyllenhaal
"Credo che sia finalmente diventato chiaro che gli uomini fanno film migliori delle donne. Rispondo seriamente: c'è un problema sistemico, penso che per le donne sia molto più difficile ottenere finanziamenti per i propri film. Inoltre, è possibile che i temi che le donne, avendo avuto un'esperienza di vita diversa, desiderano trattare nei loro film non siano sempre considerati arte? Mi chiedo davvero perché ci siano così poche donne nella competizione principale.
Chi decide cosa è buono? Chi decide cosa ha valore? È una domanda che mi pongo anch'io, ed è una domanda legittima.. Penso che sia passato ancora poco tempo da quando le donne hanno avuto l'opportunità di fare film e ci vorrà tempo per abituarsi al fatto che molte di loro li fanno in modo molto diverso dagli uomini". (Sulla presenza di una sola regista in concorso al Festival in conferenza stampa).
"Potremmo anche chiederci: ma come facciamo a stare qui, a parlare di cinema, mentre il mondo è in uno stato di tale emergenza? Per me, la risposta ha a che fare con l’empatia. Penso che il cinema apra una finestra: che ci permetta di trovare l’empatia dentro di noi". (Conferenza stampa)
"I miei film preferiti sono quelli in cui registi imperfetti mi invitano nella loro mente e in quella dei loro collaboratori. Non credo che si possa fare arte solo su certe cose o persone. Voglio essere scossa e cambiata. Anche quando raccontiamo storie sui personaggi più corrotti e perversi, questo ci permette di trovare una sorta di empatia. Che ci piaccia o no siamo tutti sulla stessa barca, ci sono pezzi così in tutti noi perché il cuore è sempre in conflitto con se stesso. Cosa c'è di più coraggioso di stare in una sala buia con persone che non conosciamo? Basta solo connettersi ed è quello che spero di fare fintanto che sarò qui". (discorso della serata di apertura della Mostra)
George Clooney
"La mia storia d’amore con Venezia dura da 30 anni, mi sono anche sposato qui, ed è stato il momento più bello, sarei nei guai se non lo dicessi. È una città romantica e di speranza, così come questo festival. Chi viene a Venezia e dice che non è innamorato della città sta male, è uno dei luoghi più belli del mondo”. (Conferenza stampa)
"Ho due bambini di 9 anni e ho smesso di fare il regista per passare più tempo con loro. Un film da attore mi impegna per circa tre mesi; un film da regista, invece, è un lavoro che dura un anno intero e non lo posso più fare. È divertente essere tornato a fare l'attore, mi piace". (Conferenza stampa)
"Ho 65 anni e a questa età tutto assume un velo di malinconia, persino quando mi lavo i denti. Però, allo stesso tempo, sono anche molto fortunato: ho una moglie che amo e due figli meravigliosi. La vita per me è bella. Nonostante ci siano tante cose che non vanno nel mondo e si abbia la tendenza a sentire il peso dei problemi, dobbiamo sempre ricordarci di festeggiare le tante, tantissime cose belle che abbiamo". (Conferenza stampa)
"Negli Stati Uniti abbiamo attraversato altri momenti difficili e questo è uno di quelli. C’è un termine fantastico, 'kakistocracy', che indica un Paese governato dalle persone meno qualificate. Penso che forse in questo momento ci troviamo proprio in una cachistocrazia, ma ce la faremo [...] Le elezioni di novembre dovrebbero ristabilire un sistema di controlli e contrappesi". (Conferenza stampa)
"Nessuno ride in una lingua diversa. Nessuno piange in una lingua diversa. I genitori si preoccupano allo stesso modo. I bambini sognano allo stesso modo. L'amore appare straordinariamente simile in ogni lingua". (sul palco per la consegna del Leone d'oro alla carriera)
"I film ci ricordano che uno sconosciuto non è mai uno sconosciuto, e che potrebbe essere l'eroe della storia di qualcun altro". (sul palco per la consegna del Leone d'oro alla carriera)
Greta Scarano
"Ho firmato un appello per la Palestina alla Biennale, perché la luce su ciò che accade si è un po’ spenta. Non smetterò di dire ciò che penso sul genocidio, come sui rifugiati ucraini e sull’ambiente". (La Repubblica)
"Venezia è la foto di un problema sistemico. Questa rivoluzione richiede tempo, ma è necessaria, come lo è lo sguardo femminile sul mondo". (Sulla scelta di una sola regista in concorso al Festival a La Repubblica)
Nicolas Maupas
"Spero di essere un rappresentante degno della mia generazione che è estremamente interessante e ama il cinema". (Adnkronos)
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