mercoledì 9 settembre 2026

L'immobile romano occupato da Casapound sarà presto sgomberato - assicura Piantedosi ( da Open.online, di Alba Romano). FdI teme le elezioni e decide sullo sgombero che si attendeva da anni ( P.A.=

 

Il ministro Piantedosi: «Presto lo sgombero di Casapound da via Napoleone III»


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Il responsabile del Viminale: dopo la fine della legislatura tornerò a fare il prefetto
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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dice che la sede di Casapound in via Napoleone III a Roma sarà sgomberata presto. Mentre riguardo il cittadino bengalese lasciato in libertà che ha molestato due donne a Torino «la sua posizione è al vaglio della magistratura. Al momento opportuno valuteremo la revoca della protezione e il rimpatrio». Quanto alle voci di una sua candidatura con Fratelli d’Italia: «Al termine del mio incarico da ministro tornerò a fare il prefetto, sempre grato a chi mi ha dato l’opportunità di vivere questa straordinaria esperienza, che ho svolto con l’unico obiettivo di essere al servizio del mio Paese».

Vannacci e Casapound

Piantedosi parla oggi con Irene Famà per La Stampa. Critica la presenza di Roberto Vannacci al convegno dei sindacati di polizia a Torino: «Attribuire a un’iniziativa anche una valenza formativa è cosa ben diversa dalla libertà sindacale. Gli accordi con il Viminale lo consentono quando ci sono determinati requisiti. In questo caso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dopo un approfondimento, ha ritenuto che quei requisiti non ci fossero. Punto». Su Casapound: «L’immobile di via Napoleone III è inserito nel piano degli interventi della Prefettura di Roma, assieme ad altre occupazioni. Peraltro fui proprio io, da prefetto di Roma, a stabilirlo. Come è già accaduto per altre occupazioni storiche, anche quello stabile sarà restituito alla proprietà».

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Ceuta, Schengen e la Spagna

Il responsabile del Viminale parla anche di Schengen e della Spagna: «Con Madrid abbiamo un rapporto costante e costruttivo. Capisco che la dietrologia renda tutto più interessante, ma qualche volta la spiegazione più semplice è anche quella corretta». E sui controlli: «Mi permetta di dire innanzitutto che i numeri andrebbero valutati soprattutto nella prospettiva della capacità delle misure adottate di realizzare un efficace effetto di deterrenza. Da quando abbiamo reintrodotto i controlli alla frontiera con la Spagna, sono state identificate oltre 180 mila persone, adottati 42 provvedimenti di respingimentonove nei confronti di cittadini marocchini – e arrestati otto soggetti».

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