mercoledì 26 gennaio 2022

Maria Elisabetta Alberti Casellati? Noooooo

La destra è tornata a parlare della candidatura dell'attuale presidente del Senato,  Casellati,  alla presidenza della repubblica. Lei che, qualora dovessero protrarsi a lungo le votazioni, dopo il 3 febbraio, farebbe le funzione del capo dello Stato, nella cui gerarchia Lei  è  seconda  al Presidente. 

 Per noi,  il nostro parere vale quel poco che vale, la Casellati non è la personalità specchiata che può  aspirare ad occupare la carica che oggi è di Mattarella. 

Si dirà che comunque è stata eletta presidente del Senato. Vero, ma potremmo ribattere che anche la Pivetti, come nel caso della Casellati,  fu votata per un gioco fra le parti. Poi si è visto come è andata a finire, meritandosi  l'accusa di indegnità per quell'incarico così prestigioso, di presidente del Parlamento. Non che la Casellati finirà allo stesso modo, non intendiamo dire questo; bensì che talvolta ci si trova issati su un piedistallo anche importante senza che se ne conoscano le ragioni e senza soprattutto che se ne posseggano qualità e si vantino meriti. Se vogliamo proprio dirla tutta, noi pensiamo la stessa cosa anche di Tajani. Anche lui  diventato presidente del Parlamento europeo: chi pensa che ne avesse - ed abbia tuttora - le qualità e la statura di statista che quell'incarico richiedeva, alzi la mano. Nessuno l'ha alzata.

 Torniamo alla Casellati.  Pur tralasciando le pulci che in più occasioni le ha fatto il quotidiano diretto da Travaglio, Il Fatto Quotidiano, va sottolineato che in questi anni di suo impegno alla presidenza del Senato  non ha certo brillato nel fare ESCLUSIVAMENTE  gli interessi del Paese. 

 In tal senso, tuttavia, almeno un elenco delle sue scivolate merita di essere computato. Ha cambiato  molte volte il suo portavoce (non la faceva brillare quanto lei avrebbe desiderato - si è letto ogni volta); ha risistemato il suo appartamento di rappresentanza, dove faceva cene - non 'eleganti', alla maniera del suo sponsor politico Berlusconi, sia chiaro -  quasi giornaliere con la sua corte; ha utilizzato voli di Stato ogni fine settimana per tornare a Padova, ed anche per il ritorno a Roma all'inizio della settimana successiva; ha fatto spesso viaggi 'istituzionali - così li ha chiamati Lei - raggiungendo  posti anche dell'altro mondo, dove, per una pura coincidenza, suo figlio Alvise, direttore d'orchestra dirigeva qualche concerto (New York, ad esempio) mentre negli ultimi tempi, senza brillare per nulla, i concerti in Italia del Casellati direttore, sono aumentati di numero, anche se di poche unità. E' andata  a Cartagena ( Colombia?) - si trova in quel paese? - dove si tiene un noto festival, dove suo figlio ha spesso diretto, per premiarne la direttrice artistica.

 Insomma, anche senza considerare i troppi favori elargiti a sua figlia, assunta come sua collaboratrice, in un precedente incarico pubblico,  la Casellati si è comportata come buona parte dei parlamentari, i quali  durante il  loro mandato, cercano di profittare di tutto il possibile, ed anche di più. Possiamo anche aggiungere: senza vergogna. 

 E questo basterebbe  a rendere il suo profilo istituzionale non proprio il più adatto ad occupare la carica della presidenza della repubblica.

 Ma ci sono due fatti che  hanno macchiato la sua 'fedina' istituzionale; e questi non si possono tacere.

 Il primo ha a che fare con la magistratura: Lei partecipò alla manifestazione pro Berlusconi - perseguitato (?) dalla magistratura -  davanti al Tribunale di Milano. Manifestava a favore di Berlusconi - senza il quale Lei oggi forse starebbe ad occuparsi del suo studio legale a Padova - e contro la Magistratura, della quale da presidente  sarebbe a capo del relativo Consiglio di autogoverno, nel quale sempre la politica l'ha fatta sedere, con uno strascico poco edificante sugli emolumenti percepiti in Senato da Lei pretesi in quel periodo. 

 E poi il secondo che per noi ha un peso negativo ancora maggiore, e per il quale non abbiamo timore ad esprimere tutte le nostre perplessità sulla sua candidatura al Quirinale.

 Quando il presidente della Repubblica Napolitano nominò 'senatori a vita' alcune delle glorie del nostro paese in vari campi -   da Rubbia a Cattaneo a Piano ad Abbado, Lei si permise di dire che non riconosceva a  questi personaggi meriti tali da  giustificare  la nomina a senatori a vita. Lo diceva Lei che, davvero, non aveva nessun tutolo né merito per assurgere successivamente alla presidenza del Senato.

Lei appartiene a quella categoria - purtroppo assai numerosa nella politica del nostro paese - il cui prestigio lo acquisisce solo dalla carica che occupa, per la quale  non aveva meriti e competenze adeguati.

 Vogliamo solo pensare, concludendo, che quando poi è stata nominata presidente del Senato , e si è ritrovata la prima volta faccia a faccia con i nostri gloriosi senatori a vita, sia almeno arrossita per la vergogna. Non pretendiamo che si sia anche scusata. Una come la Casellati questo non lo mette neanche in conto. 

 

 

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