venerdì 28 gennaio 2022

Maggio Musicale Fiorentino. Lavori nel teatro. Spettacoli tutti in Sala 'Mehta' che ha anche la buca d'orchestra ( da La Nazione, di Giovanni ballerini)


"Nei prossimi nove mesi tutti gli spettacoli del Maggio si terranno nella Sala Mehta, in cui verrà inaugurata la buca dell’orchestra". Il sovrintendente Alexander Pereira spiega che questo non è quindi periodo da produzioni kolossal, ma bei progetti mirati, come l’opera di Cherubini, in scena dal 22 gennaio alle 20.

Si chiama Lo sposo di tre, e marito di nessuna, l’unica opera buffa (in italiano) di Luigi Cherubini, che vede debuttare sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino il maestro Diego Fasolis: "Per me è un grande onore dirigere un’opera di quello che Beethoven definiva il compositore drammatico più importante della sua epoca – spiega lo stesso Fasolis –. Per questa opera buffa poi, Cherubini ha compiuto un piccolo capolavoro, un lavoro maturo, con sette personaggi e più di tre ore di musica, che scorre a meraviglia, grazie anche a un cast strepitoso. E’ un’opera difficile per l’orchestra con questa musica con molti agganci al barocco e al primo classicismo. Il tutto non con una varietà di colori limitata e non con un’orchestra sinfonica, ma da camera". Al riguardo si sottolinea la straordinaria disponibilità e flessibilità dell’Orchestra del Maggio, nel lavorare sui dettagli e sulle articolazioni, sia sulla sincronizzazione con attori e cantanti. "Non sempre capita di avere una relazione fra la direzione musicale e quella di scena come quella che si è creata con Cesare Lievi - conclude il direttore –: lui capisce perfettamente le mie intenzioni musicali, e io le sue intenzioni sceniche. Qui al Maggio si realizza dunque quello che dovrebbe sempre essere: unità d’intenti tra regia e musica, tra apparato scenico e apparato musicale". La regia è di Cesare Lievi, che torna al Maggio dopo Linda di Chamounix di Donizetti dello scorso settembre. Le scene e i costumi sono firmati da Luigi Perego e le luci curate da Luigi Saccomandi. "Abbiamo avuto fortuna perché lo spettacolo che era stato costruito per il grande auditorium si è scoperto funzionale per la Sala Mehta, che esalta i colori di una scenografia aperta, ma soprattutto è funzionale al cantato e al recitato che questo cast esalta – dice Cesare Lievi -. Il plot di questa opera buffa gira intorno a uno sciocco vessato, anche se poi il beffato si trasforma in vittima e si fa spazio l’elemento meta teatrale, con i cantanti che commentano in diretta quello che hanno appena recitato, e altri momenti in cui è come se Cherubini facesse dell’ironia sul genere opera seria, inserendola all’interno di un’opera buffa". Nel cast Sara Blanch nel ruolo di Donna Lisetta, Ruzil Gatin in quello di Don Martino, Fabio Capitanucci che è Don Pistacchio, Arianna Vendittelli come Donna Rosa, Alessio Arduini in Don Simone, Benedetta Torre come Bettina e Giulio Mastrototaro nel Folletto. Dopo la prima di sabato, in cartellone quattro recite: 24 gennaio, 4, 6 e 8 febbraio. 

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