Visualizzazione post con etichetta palazzo chigi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta palazzo chigi. Mostra tutti i post

martedì 12 giugno 2018

Il governo 'gialloverde' ha inventato un gioco nuovo, il CARICABARILE

Tutto il mondo conosce un gioco, perchè assai praticato a tutte le latitudini geografiche sociali e politiche: lo SCARICABARILE. In Italia pio è una specie di gioco 'nazionale'. Mai che nessuno si assuma le responsabilità proprie, quale che sia il problema, la responsabilità è sempre di qualcun altro. Per i meriti , invece, il gioco non piace.  E, infatti, i meriti se li attribuiscono tutti, persino quelli di passaggio nei paraggi per caso.

 Ma da quando è andato al potere il governo gialloverde, 'presieduto', soi disant, da Giuseppe Conte - mentre si sa che lo presiede una coppia, nè omosessuale nè di sposi, e cioè Di Maio e Salvini - tutti i membri del governo giocano al CARICABARILE; si attribuiscono, facendosene carico, responsabilità che la legge  concede  ad altri membri del gabinetto. Al gioco prendono parte anche estranei, ufficialmente, ma suggeritori occulti del governo Conte, come il comico Grillo, il quale per l'ILVA di Taranto propone la trasformazione in un grande prato, 'verde' alla Morandi. Di Maio si inalbera e gli manda a dire pubblicamente che lui non decide nulla, le decisioni sull'ILVA spettano a lui.
 Altri ministri si provano ad attribuirsi responsabilità riguardanti il dicastero dell'Economia che fa capo al prof. Tria, e lui è costretto a rivendicare la titolarità delle decisioni in materia.

Per fortuna che Conte mette le cose a posto, bilancia cioè  la situazione,   declinando alcune responsabilità, perfino quella di guidare il governo. Quando chiede, coram populo a Di Maio, in Parlamento, se può dire una certa cosa o no, e Di Maio, con sguardo minaccioso ( la tipica 'faccia feroce' napoletana, della famosa barzelletta) gli risponde: No!, cosa fa ?

 E infatti se c'è uno che viene svestito di ogni responsabilità è proprio Conte, a dispetto di qualche sua dichiarazione in proposito. Quando in Canada comincia a dire cose che al genio di  Casalino non vanno giù, si fa strattonare e allontanare i microfoni, dal grande fratello Rocco, assurto ad ideologo oltre che portavoce del Movimento ed anche di Palazzo Chigi.

 Dunque anche Casalino intende assumersi responsabilità che sarebbero di altri, ad esempio di Conte  che non è capace di badare a se stesso e di decidere cosa dire e non dire?

 E allora, a questo quasi ministro, Casalino intendiamo, vogliamo impedirgli di rifare l'arredamento del suo ufficio a Palazzo Chigi che non gli piace affatto? Forse che un ministro (quasi) non ha il diritto di lavorare in un ambiente che gli agevoli impegno e fatica? Se la carta  da parati non gli piace potrà pure cambiarla o sostituirla, che so con sughero, manifesti di Che Guevara, Fidel Castro o  Lenin... perchè - dovete sapere che nel suo petto batte un cuore  di sinistra, come del resto un tempo batteva  anche nel petto di Giuseppe Conte.

mercoledì 4 ottobre 2017

Conflitto di interessi n.1: Enrica Laterza - Salvo Nastasi

Notizia di questi giorni. Enrica Laterza, giudice della Corte dei Conti notissima, preposta alla vigilanza sugli 'enti' (pubblici) potrebbe diventare alla fine di quest'anno la Presidente della Corte. Fino ad oggi, nonostante il suo delicato incarico e qualche parentela forse ingombrante, nessuno ha avuto da ridire su di lei. E così sarà sicuramente in futuro, anche promossa ed eletta Presidente della Corte.

Non molti sanno - o lo sanno tutti? - che la giudice Enrica Laterza è la madre di Salvo Nastasi, attuale vice segretario generale della Presidenza del Consiglio e Commissario per Bagnoli,  per volere di Renzi, dopo essere stato per oltre una decina d'anni il gran manovratore del Ministero della Cultura, dove si sono insediati uno dopo l'altro ministri senza competenza alcuna e quindi bisognosi di un suggeritore. Del tutto disinteressato come Salvo Nastasi?

Ricordiamoci che Nastasi  ha fatto numerosi danni al sistema musicale in Italia, prima di traslocare anche con quel suo algoritmo bestiale ( l'ultima sua trovata prima di abbandonare via del Collegio romano, per insediarsi nel vicino Palazzo Chigi, da dove comunque qualche occhiata al ministro Franceschini sembra continui a darla ), che ha decimato tante istituzioni, medie piccole e qualcuna anche grandicella  ( senza parlare dello scandalo del comportamento del ministero nei confronti dell'Orchestra Verdi di Milano) sparse sul nostro territorio, con anni di lavoro meritorio.

Un esempio che riguarda il passato che, se fosse passato sotto la lente di ingrandimento della giudice Laterza, lo avrebbe sanzionato. Ne siamo certi. Quando era commissario al Teatro San Carlo con il quale il suo ministero era stato, in quel periodo, di manica larga finanziando anche una tournée inutile ma costosa negli USA, Nastasi si inventò un Museo dell'Opera che fece allestire ed aprire, affidandone la cura a sua moglie  Giulia Minoli, figlia di Giovanni e di  Matilde Bernabei, evidentemente in cerca di lavoro, come ogni giovane in Italia. Con la sola differenza che Nastasi per trovar lavoro a sua moglie può anche inventarsi ex novo un museo, mentre nessun altro italiano preoccupato per un figlio disoccupato può fare altrettanto, non avendo la disponibilità di soldi pubblici, come Nastasi.

Giulia venne fatta scappare da Napoli quando lo scandalo venne alla luce, e probabilmente ora non pensa a cercarsi altro lavoro, essendole sopraggiunto quello di mamma. (Auguri sinceri anche al papa! noi sappiamo quanto l'arrivo di un figlio o di un nipotino, come nel nostro caso, possa cambiare la vita di un adulto).

La storia di quel museo deve far riflettere, anche perchè il suo gemello veronese sembra navighi in cattivissime acque, perché costoso ed inutile. A Napoli le cose vanno diversamente? Nessuno parla, neppure la sovrintendente Purchia, di Nastasi fedelissima,  da lui sostenuta ed imposta anche contro il parere del sindaco partenopeo.

Per tornare al conflitto di interessi - che ovviamente è solo sulla carta e nella nostra testa - la presidente Laterza, quando dovrà fare la sua annuale relazione, non farà un Euro di sconto,  neanche al ministero  dove suo figlio è al vertice dirigenziale, perchè quando si tratta di giustizia, non c'è figlio o parente che tenga.

lunedì 20 marzo 2017

Cose dell'altro mondo. Il funzionario promosso, l' extracomunitaria accolta dalla Boldrini e le donne che fanno figli a Bolzano

Ricordate il caso della visita del presidente iraniano a Roma,  in onore del quale in Campidoglio - pare senza che nessuna richiesta ufficiale fosse arrivata al cerimoniale - si coprirono i nudi delle statue classiche esposte nel corridoio che il presidente avrebbe dovuto percorrere?  Ricorderete anche che  alla folle decisione parteciparono in tanti, compresa la responsabile del cerimoniale di Palazzo Chigi la quale doveva essere Lei coperta di vergogna e dimessa, e che forse è ancora lì al suo posto.
 Tra i funzionari addetti al cerimoniale del Comune, Gentiloni ne ha scelto uno  per palazzo Chigi - non sappiamo se per sostituire la signora finalmente dimessa. Ma il caso ha voluto che fosse scelto uno di quelli che partecipò all'insana decisione.

Una studentessa extracomunitaria, secondo la folle legislazione italiana che ritiene ancora extracomunitaria una persona che risiede in Italia da vent'anni, ed ora ne ha solo 22, è stata premiata in Parlamento come migliore studentessa universitaria che si è laureata con il massimo dei voti. Il premio le è stato consegnato nello stesso Parlamento. Ma quando la studentessa ha chiesto di fare una visita dell'intero palazzo di Montecitorio, qualcuno le ha detto che non poteva in quanto extracomunitaria. Quando la Boldrini è venuta a conoscenza dell'accaduto ha invitato la  brillante studentessa a visitare il Parlamento ricevendola personalmente. Giustizia è fatta? No. Perchè ci piacerebbe sapere se colui /colei che le ha negato l'autorizzazione alla visita sia ancora al suo posto, e non sia stato/a raggiunto/a da richiamo alcuno.

In Italia, stando ai dati relativi al 2015  ci sono state meno nascite, in rapporto agli anni precedenti. Un bel guaio, se a tale diminuzione delle nascite fa da pendant l'aumento dei pensionati. Ma non è così in tutta Italia. Quantomeno non lo è nella provincia autonoma, ma sempre italiana, di Bolzano, dove la percentuale delle nascite per famiglia è superiore a quella di tutte le altre famiglie delle restanti regioni. E sapete perchè? Perchè Bolzano attua una politica della famiglia che  non è praticata nelle altre regioni. In nessuna delle altre regioni. Ma Bolzano è in Italia o no? E se Bolzano può farlo, perché non anche tutte le altre province e regioni italiane? da dove prende i soldi Bolzano se non dallo Stato italiano? E perchè Bolzano può destinare parte dei suoi fondi alla politica  della famiglia mentre le altre province non possono? Che ci fanno con quegli stessi fondi che Bolzano dirotta  alle politiche familiari?

venerdì 25 novembre 2016

Madia - Manzione. Combinato indisposto della bocciatura della Consulta.

I guai che non riesce a  combinare un ministro, e la Madia ne avrebbe di frecce al suo arco in tal senso, ci pensa a farli la Manzione, che dirige senza patentino il traffico legislativo dell'attuale governo, dalla cabina di  palazzo Chigi, dove è arrivata direttamente da una cittadina toscana, dove dirigeva letteralmente il traffico, promossa per volontà del premier, ed ora accolta anche nel nobile consesso del Consiglio di Stato, per tenerla al riparo da ogni successore di Renzi che potrebbe rimandarla a dirigere il traffico a vattelapesca. Per pura vendetta e non per premiare l'incapacità dell'interessata.

Che il governo Renzi non sappia fare (SCRIVERE, ANCHE MATERIALMENTE) le leggi glielo hanno detto in faccia con dimostrazioni alla mano in tanti; e che la Madia possa primeggiare in tale lavoro distruttivo della credibilità legislativa dell'attuale governo, non c'è bisogno di dimostrarlo ulteriormente.
 La Consulta  ha bocciato l'articolo della riforma della PA, nel quale si dice che, stando le cose come ora stanno, per qualunque decisione occorre che ci sia 'intesa' fra Stato e Regioni. Salvo il caso che  per  la riforma che gli italiani sono chiamati a votare non vinca il sì. Prima no. E la Madia questo non doveva saperlo? e la Manzione, grande esperta in legislazione, non avrebbe dovuto preventivamente farlo notare alla Madia, ministra per grazia di Dio e spintarella di Veltroni, a suo tempo? Come del resto Renzi ha fatto per la Manzione, la cui famiglia, relativamente alle sorti lavorative, a Roma ed in Toscana (ma anche in Rai, con persona che ha omonimia dovuta a  parentela) egli ha particolarmente a cuore?

Renzi che dice di circondarsi di amici, ma solo se bravi, vive evidentemente nell'illusione che  basti un suo bacio per trasformare una racchia qualunque in una bellissima desiderata principessa. A SCANSO DI EQUIVOCI, non ci riferiamo naturalmente ad una trasformazione fisica in questo caso, ma al bacio che  farebbe diventare in un colpo competenti persone assolutamente estranee alla materia che dovrebbero, per volere del premier baciatore, amministrare.
 Ma di questo articolo, anzi della sua riforma, non abbiamo letto nel quesito referendario.

sabato 24 settembre 2016

Non scoperchiare le pentole. Esce di tutto. Come dal Ministero della salute, con il caso Daniela Rodorigo

In tutte le amministrazioni pubbliche, ma anche alla Rai, si parla di  tagli di stipendi superiori a 240.000 Euro che sarebbe lo stipendio del Presidente della repubblica. Non si parla però di rimodulazione di tutti gli altri stipendi dei dirigenti dei medesimi enti, di quelli che si trovano, per effetto dello stesso principio degli stipendi gonfiati ed immotivati, poco al di sotto del limite imposto. Di questo non si parla. Sebbene risulti a tutti assurdo che il direttore del TG1, ad esempio, guadagni quando la dirigente 'comunicazione' del Ministero della Salute, dott. Daniela Rodorigo, avvocato, non giornalista né con qualche competenza in  fatto di comunicazione, che qualche potente di turno ha messo a quel posto, dirigenziale, e che paga con 236.000 Euro l'anno, il cui nome è venuto fuori nelle ultime ore.

Perchè tanto clamore attorno ad una semplice dirigente, come tante altre, del Ministero? Perchè sarebbe Lei, con tutta la  sua incompetenza, la principale responsabile delle ignobili campagne pubblicitarie sulla fertilità ed altro, messe in campo dal ministro Lorenzin, che se ne è lavate le mani.
Insomma dove altro le darebbero 236.000 Euro senza alcuna competenza nel settore cui è preposta?

Scoperchiare le infinite pentole cariche di immeritati privilegi sarebbe necessario, per farne uscire tutto il marcio presente e ricominciare accapo, sperando di diventare una 'pentola' (un paese) finalmente normale. nei vari ministeri di tagli ce ne sarebbero da fare.

Tanto per citarne uno, sapete quanto guadagnava Nastasi da direttore generale del Mibac? intorno a 400.000 Euro, come si lesse da qualche parte? E da commissario di Bagnoli, dove lo ha spedito Renzi? Avrebbe guadagnato molto molto meno, ed allora il premier se lo è portato, nominalmente, a Palazzo Chigi, come vice segretario generale, per fargli salvo lo stipendio , e da lì commissaria Bagnoli, con grande gioia di de Magistris?
Con tutta la sua mole, Nastasi si merita uno stipendio simile, il doppio quasi del Presidente della Repubblica e il triplo dello stesso premier, suo padrone? Suvvia.
Pulizia vogliamo.

giovedì 30 giugno 2016

L'ultima polpetta avvelenata di Salvo Nastasi al mondo dello spettacolo dal vivo, prima di lasciare l'incarico ministeriale

Più che una polpetta, un polpettone indigesto assai, di oltre cento pagine, pubblicate nel 'Supplemento ordinario' alla Gazzetta Ufficiale  n.113 del 19.8.2014, rappresenta l'ultimo regalo - AVVELENATO - di Salvo Nastasi, potentissimo e criticatissimo direttore generale dello Spettacolo, traslocato a Palazzo Chigi, presso l'inavveduto Renzi, che non sa chi si è messo in casa.
 Si tratta del Decreto ministeriale del 1 luglio 2014, recante nuove norme per la spartizione del FUS ecc.. bocciato in toto dal Tribunale amministrativo del Lazio, con sentenza del 28 giugno u.s.
 Adesso il Ministero, contro il quale si erano mosse numerose associazioni musicali e teatrali denunciandone gli assurdi criteri introdotti, corre ai ripari, sguinzagliando i suoi avvocati che dovrebbero mettere una pezza alla sentenza del TAR, dimenticando che contro tale decreto tante associazioni e molti enti che non adirono al tribunale,  hanno comunque presentato infinite obiezioni, attraverso interrogazioni parlamentari e interventi di gruppi nelle due Camere. Insomma un decreto, quello di Nastasi/Franceschini, che in un sol colpo, con la scusa di cancellare soprusi e clientele (magari le avessero cancellate , almeno quelle messe in atto del ministero e della direzione generale!), cancellava dal territorio molte realtà che lo avevano presidiato con non pochi sforzi attraverso la cultura, l'unica in grado di generare  progresso civile nella popolazione.
 Nastasi, come suo solito, attraverso un marchingegno ( 'algoritmo', infame!) che attribuiva maggior peso alla quantità, a scapito della qualità,  voleva riformare i criteri per l'assegnazione del FUS; di fatto cancellò infinite realtà, con grave danno per quelle realtà e per i cittadini cui si rivolgevano.
 Di fatto  si adottava il criterio dei finanziamenti triennali, sulla base di progetti altrettanto triennali- chissà poi se il ministero abbia osservato tempi e modi che esigeva dai richiedenti.
 Comunque adesso che accadrà? Bisognerebbe che tutte le associazioni si coalizzassero per richiedere i danni a Nastasi - la qual cosa, purtroppo, non faranno. E poi? Che si ritorni a definire la ripartizione del FUS, attraverso criteri qualitativi valutati caso per caso dalla la commissione messa su dal Ministero, dopo aver cambiato i membri della Commissione scelti secondo criteri di 'asservimento', ed 'ubbidienza cieca', ignorando di fatto l'avviso pubblico, dallo stesso direttore generale, Nastasi, sempre lui.
 E intanto, forse, bisognerà passare sopra almeno le due annualità già liquidate dal Ministero totalmente o in parte, chiedendo a tutte le associazioni che un tempo avevano accesso al FUS, prima dell'ultima 'bravata' di Nastasi, di presentare i loro progetti per il 2017, in tempi ravvicinati, onde procedere, con tempi non biblici ( come sono al solito quelli pubblici, al contrario della perentorietà richiesta nelle singole occasioni ai cittadini e dei tempi strettissimi!), al loro esame ed alla attribuzione del FUS.
 Franceschini ed il suo nuovo direttore generale Cutaia, purtroppo cresciuto alla scuola di Nastasi, prenda atto della sentenza del TAR  ed agisca di conseguenza, dimenticando il tragico periodo di Nastasi - imposto dai suoi protettori, troppo potenti, come enfant prodige del diritto pubblico e che invece si è rivelato un giovane 'azzeccagarbugli' - al suo Ministero.

venerdì 27 novembre 2015

SEGRETISSIMO. Il governo Renzi sta pensando di trasferire la Capitale da Roma a Firenze.

E non sarebbe la prima volta che Firenze  si trova ad essere la capitale dello Stato italiano. Roma non regge più al gran traffico che il Governo Renzi ha impresso alla Capitale e che ha intasato soprattutto la tratta Firenze -Roma.  E Roma? A Roma basta essere stata la capitale dell'Impero romano, la capitale d'Italia per  oltre un secolo e mezzo, la capitale dello Stato pontificio per secoli e la Capitale della cristianità dagli inizi del Cristianesimo. Primati questi che nessuna decisione, trasferimento o spoliazione di titolo potrà strapparle.
 La ragione del recente intasamento romano è dovuta alla calata di fiorentini e toscani nella Capitale chiamativi dal premier Renzi, e dalla indisponibilità di alloggi adeguati per i neoromani, essendo quasi tutti requisiti da potenti e miserabili, gli uni per i palazzi di Propaganda Fide, ai quali ovviamente avrebbero aspirato gli emigranti fiorentini, gli altri per quei tuguri mal messi del Comune.
A Roma non ci sono più case, e per fermare il traffico fra Firenze e Roma, meglio trasferire direttamente la Capitale a Firenze. Ma sono davvero tanti i fiorentini emigrati a Roma, per chiamata diretta del premier? Molti di più di quelli che si conoscono e che sono quelli  messi da Renzi ai vertici delle istituzioni o a capo di importanti società. E che comunque sono già tanti.
Si va dalla capa dei vigili chiamata a dirigere il traffico di carte e decreti a Palazzo Chigi, all'ingegnere che aveva curato la privatizzazione di quei venti tram che scarrozzano i turisti a Firenze, che ora dirigerà il traffico ferroviario in Italia, e, forte dell'esperienza della privatizzazione tramviaria fiorentina,  guiderà lo sbarco in borsa delle Ferrovie italiane. Per non parlare della Rai invasa da fiorentini ecc...ecc...
Tutti d'accordo per tale trasferimento che ora i ministri Padoan e Boschi stanno studiando fin nei minimi particolari ( la decisione nel prossimo consiglio dei ministri, prima di Natale), tranne uno: Papa Francesco che del trasferimento anche del Vaticano a Firenze non vuole sentir parlare.
 Intanto Renzi d'accordo con il suo scudiero violinista, Nardella, sta predisponendo la sua città ad accogliere gli emigranti di ritorno (tutti i fiorentini ) e gli emigranti romani, per lo meno per i lavori più umili - ce ne sarà bisogno, od anche per quelli provvederanno altri fiorentini e  toscani. Maledetti?
 La prima decisione assunta dall'amministrazione comunale fiorentina, in vista di tale prossimo trasferimento è il cambio di destinazione  di Palazzo Vecchio che sarà sede del Governo, ma anche e prima ancora il cambio di nome di tale storico palazzo, che da 'Palazzo vecchio', si chiamerà 'Palazzo nuovo'.
E per tutta la schiera di questuanti che ogni giorno fanno la fila  per bussare alle porte del potere? Firenze in questo s'è già attrezzata. Ha una disponibilità alberghiera, in proporzione, superiore a Roma, come ha potuto dimostrare al mondo intero in questi giorni, quando  ha ospitato gli invitati ad un matrimonio faraonico fra indiani che a casa hanno miseria  che si taglia  a pezzi e poi vogliono anche gli elefanti per la passeggiata nuziale  lungo le strade che costeggiano l'Arno. Gli ospiti solo di questo matrimonio hanno occupato ben 600 stanze, senza che il normale traffico di turisti avesse a soffrirne.
E siamo certi che se avessero pagato il richiesto o preteso, Nardella, e Renzi interpellato , avrebbero acconsentito alla passeggiata con l'elefante. Come hanno acconsentito a che il matrimonio venisse celebrato in una storica piazza della città, dove sono stati impiantati per l'occasione dei gazebo, per la modica cifra di 50.000 Euro ( il matrimonio ai poveri indiani costerà la bellezza di 20 milioni di Euro) ed hanno fatto scorrazzare per la città cortei di super ricchi vestiti nelle fogge più strane,  talune assai simili a quelle che il sindaco di Varese ha proibito con una stupida ordinanza nel perimetro del suo Comune.

domenica 11 ottobre 2015

Christillin all'ENIT - Premio del Mibact al Teatro San Carlo - Tenore 'in polo' spopola su You Tube

L'ENIT era da tempo commissariato e si diceva pure che aveva fatto il suo tempo e doveva essere soppresso. All'improvviso il ministro Franceschini ci ripensa e mette a capo della struttura, rinnovata, l'efficiente Cristiilin, gran signora torinese con cognome francese, fresca dei successi al Museo Egizio e prima ancora alle Olimpiadi invernali di Torino.
Nei giorni precedenti la svolta il Corriere aveva segnalato che anche all'ENIT carrozzone statale per gente raccomandata, gli stipendi degli impiegati andavano da un minimo di 60.00 ad un massimo di 80.000. La Cristillin, che certamente di soldi non ha davvero bisogno ha dichiarato in tv che il suo stipendio è di 70.000 Euro. Per lei è un punto d'onore tentare i dare una scossa al placido turismo italiano che di anno in anno va perdendo posizioni sul mercato mondiale. E come poteva essere altrimenti?
Ricordate il famoso portale che il governo Berlusconi pagò alcuni milioni di Euro, brutto, pieno zeppo di errori (per questo la Gelmini volle introdotto obbligatoriamente l'inglese nelle scuole. Per i futuri addetti al sito del turismo italiano) e con una musica di sottofondo tratta dalla Carmen di Bizet. Sito che fa il paio con quello altrettanto idiota dell'EXPO:Very bello!
 Il MIbact quando dà i premi  sorpende tutti. Immancabilmente.
 Un pò di anni fa, dopo la  brevissima esperienza della Crivellenti come sovrintendente , il Teatro Comunale di Cagliari ebbe un premio analogo, immaginiamo con motivazioni similari a quelle con cui ora arriveranno al Teatro San Carlo di Napoli, 2 milioni di Euro per il " VALORE DELLA PRODUZIONE, QUALITA' E GESTIONE VIRTUOSA"
 Chi ha valutato tali parametri? l'algoritmo al quale Nastasi poco prima di darsi allafuga dal Ministero aveva affidato la valutazione delle istituzioni di spettacolo italian, cancellandone di fatto alcune centinaia dal finanziamento statale attraverso il FUS? No,  sicuramente per questi premi, sospetti, l'algoritmo non funziona e oltre tutto sarebbe troppo lento, perchè almeno per il San Carlo i 2 milioni premierebbero la trionfante stagione estiva del teatro. Ma allora chi ha deciso questi premi?
 A noi viene il dubbio che sia stato il colpo di coda cosiddetto di Salvo Nastasi prima di lasciare il Collegio romano Per la semplice ragione che sia a Cagliari che a Napoli le due sovrintendenti sono state messe lì da Nastasi, anche contro il parere, nel caso della Purchia a Napoli, del presidente del teatro, il sindaco De Magistris.  Con i premi Nastasi vuole ad ogni costo dimostrare che le sue scelte erano giuste.  Ma se così è, faccia tornare a Cagliari al Crivellenti, ora che la sovrintendenza di quel teatro è vacante. E non ci venga a dire che ora sta a Palazzo Chigi, anzi a Bagnoli. A noi non la racconta con Franceschini che dipendeva da lui per ogni decisione.
 C'è un giovane tenore italiano, siciliano(?), di nome - se non andiamo errati - Paolo Fanale che popola su You Tube: il tenore con la polo che spopola 'per' la polo. Spopolerà anche se metterà una camicia?

domenica 13 settembre 2015

Clausole di salvaguardia del fuggitivo Salvo Nastasi

Leggiamo e rileggiamo i decreti con i quali, a  fine luglio, Salvo Nastasi, in procinto di fuggire dal Ministero della Cultura, dava l'ultima mazzata al mondo dello spettacolo e della musica in particolare, che è il settore che a noi interessa, per ragioni professionali, ovvio, e non altre.
Leggere la lunghissima lista di proscritti dal FUS, per merito di quell'algoritmo invocato da Nastasi per dare una patente di 'oggettività' alle scelte scellerate che recano la sua firma, ci  indigna e ci fa venie voglia di armare una protesta con forconi sotto la sua attuale residenza di Palazzo Chigi, dove c'è arrivato con una sorta di salvacondotto, prima che il mondo musicale e dello spettacolo in generale  si coalizzasse per dargli una sonora lezione.
 L'elenco dei proscritti lascia senza parola, ma senza parola lascia anche quello, ormai ridottissimo degli ammessi al finanziamento pubblico attraverso il FUS.
Nastasi ha attribuito gran peso ai punti totali che sono la somma di punteggi parziali segnati dai diversi indici introdotti da quell'infame di algoritmo. Ma poi, si vede subito che quei totali contano nulla, perchè non v'è  finanziamento che possa essere rapportato ad essi. Insomma chi prende 100 punti in totale, non è che riceva maggiori finanziamenti rispetto all'anno precedente o alla richiesta, e chi 70, minori. No, resta tutto come in fondo era l'anno precedente. Quell'algoritmo, con la sbandierata oggettività decreta solo chi ammettere e chi no al finanziamento. E la Commissione centrale per la Musica, quella che doveva consigliare il Ministro sulla qualità delle proposte concertistiche e della programmazione in genere delle istituzioni musicali ed in  base a tale valutazione adeguare il finanziamento pubblico? Composta da fedelissimi del direttore generale o da signori 'nessuno'  da molti anni non conta  quasi nulla, al punto che anche una 'graziata' da Nastasi, la compositrice Silvia Colasanti, si è dimessa  per denunciare lo scandalo di una commissione che non da nessun parere tecnico. C'è da augurarsi che non gliele facciano pagare le sue dimissioni, ma meglio non sperarci.
La commissione non ha mai contato nulla,  perchè chi ha sempre contato, ed era il solo, è Nastasi. I membri della Commissione, negli anni, hanno solo avuto il vantaggio di potersi fregiare della loro appartenenza alla ristretta Commissione,  di fronte al mondo musicale per trarne vantaggi. Potremmo citare molti esempi di questi campioni del nulla oltre che dello spreco di denaro pubblico ( ex sovrintendenti commissariati per disavanzi ne hanno fatto parte!) che si sono ritrovati all'interno di quella commissione, solo perchè qualcuno ce li ha messi a difesa di certi interessi, come puntualmente hanno fatto; che è poi l'unica cosa che hanno fatto.Sempre.
 Parlavamo delle clausole di salvaguardia presenti nei decreti di Nastasi.  Sono due.
La prima dice che tali finanziamenti dipendono dalle disponibilità statali ed aggiunge che se ci dovessero essere minori risorse verrebbe operato un taglio lineare del 10-15%, sulle singole attribuzioni.
 La seconda, prevedendo la vecchia volpe di Nastasi che questi suoi decreti avrebbero generato un putiferio, stabilisce che, qualora le risorse disponibili risultassero maggiori, l'elenco delle attribuzioni verrebbe rivisto. Ma le assegnazioni già fatte non verrebbero modificate, cosa che invece è prevista in caso di minori risorse disponibili.
 Ora questi decreti, come si sa, hanno generato un  profondo malumore in tutto il mondo italiano dello spettacolo che si è rivolto a Franceschini sperando che ' mezzo disastro' metta una toppa all'ultima malefatta del suo 'grande&grosso' direttore generale. Ora ex. Lo farà? Stiamo aspettando.

domenica 30 agosto 2015

'Furti di Stato' autorizzati per i vertici delle amministrazioni parlamentari e repubblicane. Serafin, Pagano, Aquilanti, Zampetti. Dietro di loro, una lunga scia di altri furti autorizzati ed impuniti

Leggevamo qualche giorno fa del problema sorto con l'attuale segretario generale di Palazzo Chigi, Paolo Aquilanti, che proviene dal Senato, dal quale tuttora dipende, distaccato alla Presidenza del Consiglio. Il problema nasceva nella impossibilità da parte della Presidenza del Consiglio di adeguare il suo compenso  a quello consentito in Italia per i vertici di qualunque istituzione pubblica, e cioè 240.000 Euro. Uno stipendio da fame, appena bastante per mantenere una famiglia di quattro persone che vive in due camere e cucina.
 Aquilanti non può avere quello stipendio. Essendo egli in pianta al Senato, benche distaccato presso altra amministrazione, il suo stipendio lo stabilisce il Senato, ed è di 427.000 Euro.
Il quale Senato, che avalla  anche le leggi che mettono le  mani nelle tasche dei cittadini - l'ultimo furto sventato pare fosse stato ipotizzato da Cottarelli, il quale aveva proposto di abbassare le pensioni oltre i 2.000 Euro, considerate troppo alte - quando s'è trattato di mettere in atto la direttiva del Governo relativa  all'abbassamento degli stipendi massimi a 240.000 Euro - che è poi lo stipendio del Presidente della Repubblica Italiana, che è a sua volta superiore a quello di Barak Obama -  ha messo le mani avanti: non si può fare. Sia Grasso che la Boldrini hanno fatto di tutto, almeno a parole, perchè dalle due Camere arrivasse al paese un segnale positivo, ma nulla da fare, perchè quegli stipendi non si possono toccare. Può ritoccarli  solo il Senato medesimo che - direte voi - non se li abbassa neanche a schioppettate nella schiena.
L'attuale segretario generale del Senato, la bionda signora con il boccolo che le pende sulla guancia destra, Elisabetta Serafin, ha uno stipendio di 427.000 Euro, con un incremento annuo del 2%.
Alla Camera dei Deputati le cose non stanno diversamente. Lucia Pagano, da pochi mesi segretario generale, ha uno stipendio di 479.000 Euro.
 E il segretario generale della Presidenza della Repubblica, provenienza Camera dei Deputati, e cioè Ugo Zampetti, che la stessa Presidenza s'è subito sbracciata a dire che alla Presidenza della Repubblica non costa nulla perchè lui ha rinunciato allo stipendio -  lo credo bene! - guadagna  in virtù del suo precedente incarico,  dal quale, se non andiamo errati è in pensione, il doppio di quel che potrebbe guadagnare se fosse stipendiato dalla Presidenza. Guadagna cioè 478.000 Euro (che sarebbe, salvo una nostra clamorosa svista, la sua pensione).
 Il Parlamento e il Senato per non turbare le notti dei loro più alti dirigenti, a cominciare dai segretari generali, ha stabilito, dopo  infinite proteste, che l'adeguamento ai 240.000 Euro partirà solo dal 2018. Perchè? Sarebbe bene domandarlo a Grasso e Boldrini.
Perchè prevedendo lo stipendio da fame di 240.000 Euro, devo pensarci in tempo a cambiar casa e ad adeguare il loro tenore di vita.
 E intanto in questi tre anni, questi quattro ladroni di Stato, e non solo loro, intascano ciascuno quasi 800.000 di Euro in più, che tradotti in lire fanno quasi un miliardo e mezzo di lire ciascuno?
 Non è uno scandalo se il governo fa una legge e gli organi costituzionali di più alto grado non la osservano e nessuno può dire loro nulla, perchè a decidere se osservarla o meno sono loro e nessun altro, il governo del paese su di loro non ha giurisdizione?

venerdì 14 agosto 2015

Salvo Nastasi lascia la Cultura per Palazzo Chigi, dove sarà vice segretario generale. Con delega per Bagnoli?

E' una buona notizia? Sì, certo che lo è. Il 'grande & grosso' direttore generale libera finalmente la sua poltrona al Ministero del Collegio romano per insediarsi a palazzo Chigi. E questa buona notizia, oggi solo La repubblica la dà con qualche punta di sana critica. L'uomo padrone del FUS, così l'ha definito, ora andrà a fianco di Renzi, al quale forse l'ha raccomandato Nardella, fraterno amico di entrambi, come ha scritto qualche giornale.
 A proposito del FUS, sulla cui gestione, non da oggi, Nastasi è stato duramente criticato, per l'ultima assegnazione di contributi, quella del 2015 resa nota, con grande tempismo, alla fine di luglio, ha fatto ciò che non aveva ancora fatto. E ne ha fatte tante.
Ha esautorato anche sotto il profilo teorico la Commissione centrale musica ( il discorso vale anche per gli altri settori finanziati con il FUS) che, da notizie degli anni trascorsi, nei fatti esautorata lo è stata da sempre. Perchè era anche accaduto che una volta il direttore generale si presentasse con l'elenco dei contributi, redatto da lui, chiedendo l'avallo della commissione che, essendo da sempre composta da miracolati da Nastasi, l'ha concesso senza fiatare. Come nelle migliori democrazie.
 Quest'anno ha fatto di più. Ha affidato ad una società di consulenza esterna la valutazione ed assegnazione dei punteggi ai varie richiedenti, annullando così qualunque valutazione della Commissione di cosiddetti esperti. Uno dei quali, anzi una, Silvia Colasanti , impossibilitata ad esprimere qualunque giudizio di qualità sui richiedenti - che è poi la ragione per cui  esiste la commissione - ha deciso di rassegnare le dimissioni. Brava!
 Alla fine dei conti, Nastasi con i suoi accoliti ubbidienti, ha stilato la lista  dei contributi, una lista  ristrettissima, difendendosi che non aveva potere discrezionale, perchè i richiedenti  erano stati valutati  secondo dati oggettivi trasformati in numeri. Sta di fatto che moltissime istituzioni, alcune anche storiche, che da tempo immemorabile ricevevano contributi dal Ministero sono state quest'anno escluse. A seguito di tali immotivate esclusioni, il mondo dello spettacolo è in rivolta. E forse bene ha fatto Renzi a strappare Nastasi dalla Cultura prima che  una folla inferocita armata di megafono e striscioni del tipo 'abbasso Nastasi!',  ' Fuori Attila dalla cultura', ' Nastasi peggio della crisi mondiale' non si piazzi fuori della sede ministeriale e lo aspetti all'uscita.
 Ma forse tale dirottamento serve semplicemente a risolvere un problema del quale avevano scritto i giornali, e cioè quella del compenso. Che sinceramente non capiamo, ma che così abbiamo inteso.  Va a palazzo Chigi per non perdere il suo 'grande & grosso' stipendio e il premier lo invia come commissario a Bagnoli, pagandolo a Palazzo Chigi, cosa che forse  non sarebbe potuto avvenire solo con la sua uscita dal Collegio romano, sede dove fino ad oggi Nastasi era seduto sulla sua poltrona di direttore generale dello 'Spettacolo dal vivo'.
 Il nuovo rebus è chi Franceschini metterà al suo posto. Uno che ne sappia meno di Nastasi - non è difficile da trovare - od uno che faccia peggio di lui? Impossibile.

giovedì 2 luglio 2015

Assessore Marinelli bugiarda, governatore Emiliano inopportuno

Giovanna Marinelli, assessore alla cultura a Roma , ha gettato la maschera facendoci conoscere il suo  effettivo valore all'interno della giunta di Ignazio Marino. Ne ha dette tante nei mesi da quando sta in Campidoglio, ma l'altro ieri  ne ha detta una ancora più grossa,  volendo rispondere indirettamente alla lettera di Franco Bernabè dimessosi dalla presidenza di Palaexpo assieme a tutto il Consiglio di amministrazione. In sostanza Bernabè aveva detto alla Marinelli: bella di zio, noi ci siamo procurati tutti i soldi necessari alla attività di Palaexpo e Scuderie, il finanziamento che reclamiamo dal Comune serve alla amministrazione della istituzione ed alla fornitura dei servizi - capito, bella di zio?
 Bella di zio Marinelli ha fatto finta di non capire, per ordine di Marino, ed ha risposto che presto il Comune provvederà alla formazione di un nuovo CdA di Palaexpo, perchè  il consiglio  presieduto da Bernabè non ha raggiunto i risultati 'di missione' che si era prefisso. Ed ha aggiunto,  come monito, che invece in altri casi, come all'Opera di Roma, il miracolante Fuortes i risultati prefissi li ha raggiunti. Dimenticando di dire, bella di zio, che Fuortes ha attinto al fondo 'salva teatri' ben 25 milioni, ed ha ottenuto anche dal Comune sostanziosi finanziamenti (14 milioni) anche se inferiori, ma di poco, a quelli dell'anno precedente; mentre al Palaexpo si volevano tagliare con la scure.
Nessuno dice in faccia a 'bella di zio' queste cose, neppure il Corriere che ospitando un suo intervento, pietoso, ( come del resto altrettanto pietoso è stato il cosiddetto bilancio della cultura a Roma di ieri!), le ha dato spazio per giustificare il nulla che nel settore ha fatto lei ed il suo capo Marino.
 Il Governatore Emiliano della Regione Puglia, comincia subito con un passo falso, assumendo a suo portavoce la sua compagna, della famosa famiglia dei Laterza baresi, alla quale appartiene - forse - la potentissima mamma di Nastasi( proprio lui), giudice di alto grado alla Corte dei Conti.
 La Laterza di Emiliano è stata sua portavoce negli anni al Comune, poi si è occupata della sua campagna elettorale, ma nel frattempo  essendo scoccata la scintilla dell'amore fra i due, appena si è insediato alla Regione, Emiliano l'ha assunta come portavoce.  Lei dirà, dalla Regione, al mondo ciò che vuole e pensa il suo Emiliano - badate che lei lo chiama per cognome, che finezza! - il quale però, a casa, farà solo quello che Laterza dirà ( anche lui la chiama per cognome?). Insomma una specie di vendetta di Emiliano sulla sua compagna.
 La decisione di Emiliano ci fa capire quanto difficile sia oggi trovare lavoro, al punto che se tu uno non lo assumi al tuo fianco quando hai potere, ben difficilmente  il lavoro lo troverà altrove. I meriti non contano. E, del resto, anche Renzi, da palazzo Chigi, sta trovando lavoro a tutti i suoi amici disoccupati; solo quelli fiorentini o toscani.

mercoledì 28 gennaio 2015

Scambio di cortesie fra statisti. Torna a colpire lo statista affidato ai servizi sociali

Alfano, l'unico fra gli statisti italiani in possesso di tutte le caratteristiche richieste dall'identikit del prossimo Presidente della repubblica - statura di statista, uomo delle istituzioni, conoscitore della macchina dello Stato, caratura e prestigio internazionale - ha fatto un passo indietro in favore di un antoagonista che  all'indomani della sua autocandidatura, si è rivelato avere una qualità che lui, candidato perfetto, non ha, e cioè la bellezza che a  Casini esce da tutti i buchi. E lo ha candidato assieme all'altro grande elettore che il mondo invidia all'Italia e cioè Cesa.
 Ma Alfano non è l'unico a fare un passo indietro a favore di un candidato che reputa più degno. Nella lista compare anche il prof. Settis, studioso, candidato dal Movimento di Grillo, il quale, ha detto che il candidato ideale è per lui Giuliano Amato, ed in suo favore è disposto a ritirare la sua candidatura, laddove venisse nuovamente proposta. Amato perché  lui lo conosce bene, essendo stato suo dipendente - si fa per dire - alla Treccani e perché conosce la sua generosità: ha rinunciato alle sue tre o quattro pensioni, da quando è giudice della Consulta,  naturalmente le riprenderà quando quel suo mandato terminerà, la qual cosa farà anche da Presidente. E, del resto, prosegue Settis, anche alla Treccani ha rinunciato al suo compenso, e, infine, Amato sarebbe il presidente della repubblica  che, a suo parere, presterebbe attenzione maggiore di ogni altro ai problemi della cultura.
 ora a proposito della attenzione della Presidenza della repubblica ai problemi della cultura, finora non v'è stato presidente più attento di Napolitano. ma cosa si è ottenuto? Forse di non peggiorare la situazione, certamente senza non migliorarla.
 Comunque sulle candidature pende il giudizio divino dell' evasore fiscale Berlusconi, condannato in via definitiva, affidato ai servizi sociali, privato del passaporto e del diritto di voto, estromesso dal Senato, ed impegnato in un via vai fra palazzo Grazioli e palazzo Chigi.
Povera l'Italia, se deve sottostare al giudizio, per la massima carica dello Stato, di un condannato definitivo.

mercoledì 16 aprile 2014

Pena mai iniziata per il cav (ex)? D'Alema, suo nemico giurato, delira

Siamo venuti a conoscenza del documento segreto del Tribunale di Milano che stabilisce tutto ciò che il cav (ex) deve fare per scontare la pena che gli ha inflitto il Tribunale di Milano e la Cassazione ha confermato. Perciò non possiamo concordare con D'Alema che ha detto,  dopo aver appreso, senza approfondire, i particolari della sentenza che  se fosse stato un comune mortale - ma come il cav(ex) non lo è? - ben altre misure il tribunale avrebbe preso nei suoi confronti. Purtroppo D'Alema non ha avuto, come noi, fra le mani il documento che ci accingiamo a rivelare.
1. Una volta a settimana, la domenica, prima delle 22, e per almeno quattro ore consecutive, lezioni di 'bunga bunga' nell'ospizio a 40 km. da alla sua residenza di Arcore. Lezioni/spettacolo agli anziani ospitati nella struttura. Professoresse d'eccezione le Olgettine , ex anche'esse. Il cav( ex) deve solo guardare ed alla fine pagare le prof.
2. Il lunedì,venerdì e sabato saranno gli anziani della suddetta casa ad andare ad Arcore, ospiti del cav (ex) e della sua compagna Pascale. Si fermeranno ad Arcore per il pranzo, la pennichella e la cena. Alle 22 ritorno nell'ospizio e liberazione di Arcore. Il cav (ex) è condannato per quelle tre sere a restare solo con la Pascale, e con dudù, ammesso che lo voglia l'amabile animale.
3.Nei  tre giorni a Roma, nella residenza di palazzo Grazioli, dovrà incontrare Bonaiuti, Alfano, Bondi e sig nora ma anche Cicchitto e Schifani e, a settimane alterne, Bossi, e, una volta al mese, Renzi.  Non è contemplata la presenza nè della Pascale nè di Dudù, ma solo della Rossi che,invece, non è ammessa ad Arcore, nelle altre giornate del cav (ex).
4 Nelle  giornate romane,infine, quanto al piano di lavoro, dovrà registrare un minimo di quattro interventi televisivi per le reti tv, esclusa Mediaset. Per Mediaset, il Toti sta già programmando registrazioni ad Arcore o a Cologno Monzese, dove il cav ( ex) potrà recarsi ogni volta che lo vorrà.
5. Nella trasferta romana, il Cav (ex) non dovrà vedere nessuna donna prima del calar del sole, e per il giovedì nessuna in assoluto, anche perchè sarebbe poi costretto a portarsele a dArcore, dove altre donne nonsono ammesse al di fuori di quelle previste. Unica eccezione in tal senso, la sera del mercoledì dopo aver cantato il 'Vespro' con i suoi chierichetti, per la recita delle 'Grazioline' che la Rossi sta già reclutando ed organizzando. Le Grazioline sono la versione romana degli ospiti dell'ospizio  milanese, la Rossi le sta esaminando una per una,  nella foresteria di Villa Arzilla. Le Grazioline potrebbero diventare la versione romana delle Olgettine, con una sola differenza riguardante l'età: sui settanta di media le Grazioline.
  E D'Alema, continua a dire che non si tratta di pena? Vorremmo vedere lui impegnato in questo tour de force quotidiano, non reggerebbe  neanche un paio di settimane. Il cav (ex) conta comunque di arrivare in piena forma al prossimo febbraio, alla scadenza della pena, per insediarsi, alle prossime elezioni, rinfrancato e purificato, nuovamente a palazzo Chigi. Alla faccia di chi gli vuol male.
Se, invece, Berlusconi, come ha cominciato a fare, a  gridare, cioè, contro la 'sentenza mostruosa', finirà agli arresti domiciliari - come quasi sicuramente accadrà, visto che i magistrati l'hanno avvisato che non tollereranno attacchi alla magistratura- allora  lui potrà fare la campagna da martire, come desiderava fin da principio per riprendersi un pò di quei milioni di voti che ha perso- e i magistrati potranno dire : noi siamo stati fin troppo clementi, ma per un delinquente recidivo non si può far nulla a suo favore. In tutto ciò, si dimentica, al di là del fatto che berlusconi è forse il 'primo'contribuente d'Italia che lui ha evaso le tasse; e questo che  è un grave reato per qualunque cittadino, è è un reato gravissimo per un politico E si dimentica che anche per un ricchissimo che ha versato allo Stato in tasse alcuni miliardi di euro, risparmiarne, evadendo, 400 milioni, è pur sempre un bel risparmio. Sono quasi 1000 miliardi delle vecchie care ed indimenticate lire italiane.