L'ex Ministro, l'ex 'Italianoeuropeo', l'ancòra e sempre Dalemiano, finché dura - altrimenti la carriera non la faceva - ed ora anche 'Amatiano' ( nel senso di Giuliano Amato, suo più fresco sponsor): Massimo Bray, Dante, clemente, lo avrebbe messo nel girone degli eterni indecisi, e noi, invece, nella 'Umana Commedia', in quello dei 'calcolatori'.
Non ricordiamo con particolare nostalgia il periodo in cui il Letta nipote lo volle ministro, 'togliendolo ai suoi studi' e 'facendoselo prestare, causa premio' da D'Alema; e neanche per qualche segno lasciato, salvo quella legge che porta il suo nome e che dovrebbe tirar fuori dai guai economici le fondazioni liriche. Non è che il Ministero della cultura abbia brillato per presenze egregie negli ultimi anni, forse decenni: Urbani - che risplende come una stella su tutti gli altri, figurati - Buttiglione, poi Rutelli, se non sbagliamo, e Veltroni e Melandri ed ancora Bondi e Galan e quel bocconiano di cui non ricordiamo neanche il nome, Ornaghi forse, ed infine l'inviato del 'massimo' che c'è - Massimo come D'Alema - e cioè il Massimo 'minimo'.
Direttore editoriale della Treccani, per molti anni, quando il PD, per volere del Massimo 'massimo' lo fa eleggere al Parlamento; alla prima occasione utile di cambio del governo, in Italia tanto frequenti, D'Alema lo sostiene e lo fa nominare ministro - ministro della cultura, per i suoi studi, iniziati nella fondazione dalemiana e proseguiti alla Treccani, ma anche e soprattutto per essere stato issato alla presidenza dai luogotenenti di D'Alema, della 'Notte della taranta', festival salentino di musica popolare - sempre in zona dalemiana - noto nel mondo e di primissima qualità. Al ministero il suo incarico finisce ben presto, non quello al Parlamento. Ma ci pensano ancora D'Alema e Amato a farlo tornare in Treccani, questa volta lui si dimette da parlamentare, perché ritorna in Treccani non più con il semplice incarico di 'direttore editoriale', bensì con quello di 'direttore generale ( 'un incarico per volta, dichiara furbescamente, la Treccani lo richiama per un incarico ben più impegnativo' ma forse più remunerativo anche per immagine: di Treccani ce n'è una, al Parlamento son cinquecento) scacciando via 'Kaiser Franz' che in una decina d'anni aveva risanato i bilanci e digitalizzato tutta la produzione del famoso istituto. Anche se nei riguardi dello stesso istituto, per volontà e merito di quella signora di sua moglie, Sonia Raule, aveva osato uno sfregio, utilizzando nella sua masseria pugliese, ben cento volumi della famosa enciclopedia a mò di tavolino - tavolone - da salotto, sul quale servire tè e pasticcini. Una vergogna oltre che uno sfregio. Ma intanto i bilanci li aveva risanati.
Poi arriva la scadenza delle elezioni comunali a Roma, e il Massimo 'minimo', per 'senso di responsabilità' - l'interesse non esiste nel suo vocabolario - prima mette in giro la voce che vuole candidarsi a sindaco; poi un lungo tira e molla, e alla fine si sfila, quando si accorge che nessuno lo avrebbe votato - chi è Massimo Bray, si chiedevano anche nello stesso PD - accampando la generosissima tesi che 'non voleva spaccare il partito'.
Ancora una volta, in tempi più recenti, riciccia il Massimo 'minimo' come candidato a difendere dalla rovente concorrenza milanese il Salone del Libro di Torino. Lui sarebbe un presidente di 'peso', pensano in Piemonte: dello stesso peso dei volumi che l'Istituto che dirige produce e di quelli inamovibili che la Sonia Tatò ha usato per tavolo da salotto, facendoli incellofanare - proprio come fa un famoso artista impacchettatore - non per evitare che si sporchino, come verrebbe da pensare visto il già grave scempio, semplicemente perché non si spostino ogni volta che i pargoli di Franz Kaiser e signora ci giocano con le macchinine telecomandate.
Il Massimo 'minimo' - torniamo alla sua candidatura a Torino - dichiara di essere onorato della proposta torinese, ma non si decide ad accettarla, attende che nelle prossime settimane la Appendino e la Fondazione si diano il nuovo statuto, leggi: gli diano altre certezze, perchè il Massimo 'minimo', quando il Massimo 'massimo' avesse a dimenticarsi di lui, teme di finire chissà dove, senza garanzie, e perciò le pretende in ogni incarico. E , del resto, i casi di tutti gli altri ministri finiti nel dimenticatoio una volta che i loro protettori politici sono caduti in disgrazia o li hanno abbandonati, suonano come ammonimento sinistro, anche per il Massimo 'minimo'.
Il Massimo 'minimo' fa il paio con Virginia Raggi, l'intraprendente sindaca romana sull'orlo di una crisi di governo. Su molti, quasi tutti i settori di sua competenza non decide ( Fiera di Roma, Olimpiadi del 2024, nettezza urbana, metrò, trasporti, ma anche sui suoi collaboratori), non solo; ma perde pezzi importanti, come è accaduto anche ieri, ed è presa in carico, per evidente incapacità, accompagnata da indecisione perenne, dal direttorio del suo partito, pardon 'movimento' attraversato da lotte intestine per accaparrarsi, ciascun ducetto ma anche ciascun soldato semplice, la sua fetta di potere e popolarità. E intanto Roma affonda anche sotto le 5 Stelle che avrebbero dovuto brillare nel suo cielo.
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venerdì 2 settembre 2016
Massimo Bray e Virginia Raggi: soltanto indecisi? No, 'calcolatore' il primo, 'incapace' la seconda.
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sabato 30 aprile 2016
Qualche interessato consiglio al prof. Boeri, in fatto di PENSIONI
Non passa giorno senza che il prof. Boeri. presidente INPS, ci faccia venire un colpo, con le sue dichiarazioni sulle pensioni, presenti e, soprattutto, future.
L'ultima sua invenzione, rappresentata dalle buste 'arancione', il colpo vuol farlo venire, find'ora, ai pensionati futuri - ammesso che arrivino a percepirne una. Della quale fin d'ora Boeri mette tutti sull'avviso che sarà una pensione da fame, dopo una vita lavorativa già da fame, come i probabili futuri pensionati già sperimentano.
Si sa, Boeri deve cercare, con ogni modo, di far quadrare i conti per non trovarsi un giorno a non aver più soldi in cassa per pagare le pensioni erogate, e per erogarne di nuove, pur 'da fame'.
E come fa? Ogni giorno fa girare qualche nuova voce destabilizzante, fra le ultime quella sulle pensioni di reversibilità o sui tagli a pensioni che egli reputa ricche - a partire da tre volte il minimo.
Noi, pensionati - ricchissimi, secondo i criteri Boeri & C. - della scuola, ci offriamo senza essere richiesti e gratuitamente, per dargli qualche consiglio a Boeri, con cui far quadrare i conti presenti e futuri.
Intanto cominceremmo col metter ordine negli stipendi, che preludono alle pensioni, alcuni davvero esagerati, come quelli dei dipendenti del Palazzo in ogni ordine, grado e latitudine. I dipendenti del Palazzo hanno stipendi (e poi liquidazioni e pensioni) che non sono giustificati da nient'altro che dai privilegi che chiunque viene a contatto con il Potete tenta di autoassegnarsi.
In questi giorni, il giudice della Consulta, Amato, già ministro e premier, ed anche espertissimo in doppie e triple pensioni cumulabili con lauti stipendi, ha dichiarato essere ammissibile il ricorso presentato alla Consulta dai dipendenti del nostro Parlamento che non accettano di vedersi tagliati i loro stipendi PRIVILEGIATI. E' evidente che Amato difende anche i suoi di privilegi che oggi sono le due pensioni ed il lauto compenso da giudice della Consulta, sul cui taglio nessuno può decidere, salvo i giudici medesimi che da quest'orecchio evidentemente, anche per l'età, non ci sentono - come hanno già dichiarato apertamente.
E non ci dica Boeri che non si può. Perchè una qualche strada c'è. Se la inventi, come ogni giorno se ne va inventando altre, come quelle frequenti per affamare del tutto i titolari di pensioni 'al minimo'.
C'è anche un alto caso di cui abbiamo letto nei giorni scorsi, a seguito di altre sue dichiarazioni, prof. Boeri. Ci sono in Italia - lo ha Lei dichiarato - circa 500.000 titolari di pensioni ( dirette ma anche di reversibilità) che tali pensioni ricevono da 50 anni. Ma quanti c. di anni vivono i pensionati italiani con le pensioni di un tempo? Come si fa a percepire una pensione da 50 anni?
Lo spieghi Boeri, e soprattutto trovi il modo per mettere la parola fine ad una tale longevità pensionistica. Faccia fare anche un giro nei cimiteri ai suoi ispettori, qualche inghippo lo scoverà certamente.
Un altro capitolo sul quale intervenire é quello dei vitalizi ai parlamentari ed anche sul sistema di reversibilità dei medesimi, del quale si parla da anni, inutilmente, accampando ogni volta la scusa che in fondo non sarebbero che poche migliaia di soggetti e con questa si dice che non vale la pena di fargli la lotta per cancellarli. No, vale la pena e molto più di quanto non valga nel farne ogni giorno ai pensionati 'al minimo' i quali, basta che soffi un pò più forte il vento, per giocarseli loro ed i loro parenti più stretti - la qual cosa forse Boeri si augura segretamente per risolvere alla radice i problemi del suo istituto.
Nel quale un pò d'ordine lo sta mettendo senza guardare in faccia a nessuno. Come nel caso dell'adeguamento delle pensioni, in base ai contributi versati anche dopo l'attribuzione della pensione medesima, continuando l'attività lavorativa, ove consentita. E, infatti, per non generare false aspettative, egli fa attendere tutti per qualche mese, parecchi mesi, più esattamente più d'un anno per consentirne l'adeguamento, ammesso che alla fine lo conceda, a seguito di richiesta, sia ben inteso; mai automaticamente, nonostante se ne abbia acquisito il diritto. Ad oggi, sappiamo di casi specifici, per i quali è già trascorso più d'un anno dalla presentazione della domanda, ma ancora l'INPS non ha dato risposta.
Il prof. Boeri stia tranquillo, sappia fin d'ora che se ci vengono altre idee per risolvere in parte o del tutto i problemi del suo INPS, gliele suggeriremo. Alla prossima idea!
L'ultima sua invenzione, rappresentata dalle buste 'arancione', il colpo vuol farlo venire, find'ora, ai pensionati futuri - ammesso che arrivino a percepirne una. Della quale fin d'ora Boeri mette tutti sull'avviso che sarà una pensione da fame, dopo una vita lavorativa già da fame, come i probabili futuri pensionati già sperimentano.
Si sa, Boeri deve cercare, con ogni modo, di far quadrare i conti per non trovarsi un giorno a non aver più soldi in cassa per pagare le pensioni erogate, e per erogarne di nuove, pur 'da fame'.
E come fa? Ogni giorno fa girare qualche nuova voce destabilizzante, fra le ultime quella sulle pensioni di reversibilità o sui tagli a pensioni che egli reputa ricche - a partire da tre volte il minimo.
Noi, pensionati - ricchissimi, secondo i criteri Boeri & C. - della scuola, ci offriamo senza essere richiesti e gratuitamente, per dargli qualche consiglio a Boeri, con cui far quadrare i conti presenti e futuri.
Intanto cominceremmo col metter ordine negli stipendi, che preludono alle pensioni, alcuni davvero esagerati, come quelli dei dipendenti del Palazzo in ogni ordine, grado e latitudine. I dipendenti del Palazzo hanno stipendi (e poi liquidazioni e pensioni) che non sono giustificati da nient'altro che dai privilegi che chiunque viene a contatto con il Potete tenta di autoassegnarsi.
In questi giorni, il giudice della Consulta, Amato, già ministro e premier, ed anche espertissimo in doppie e triple pensioni cumulabili con lauti stipendi, ha dichiarato essere ammissibile il ricorso presentato alla Consulta dai dipendenti del nostro Parlamento che non accettano di vedersi tagliati i loro stipendi PRIVILEGIATI. E' evidente che Amato difende anche i suoi di privilegi che oggi sono le due pensioni ed il lauto compenso da giudice della Consulta, sul cui taglio nessuno può decidere, salvo i giudici medesimi che da quest'orecchio evidentemente, anche per l'età, non ci sentono - come hanno già dichiarato apertamente.
E non ci dica Boeri che non si può. Perchè una qualche strada c'è. Se la inventi, come ogni giorno se ne va inventando altre, come quelle frequenti per affamare del tutto i titolari di pensioni 'al minimo'.
C'è anche un alto caso di cui abbiamo letto nei giorni scorsi, a seguito di altre sue dichiarazioni, prof. Boeri. Ci sono in Italia - lo ha Lei dichiarato - circa 500.000 titolari di pensioni ( dirette ma anche di reversibilità) che tali pensioni ricevono da 50 anni. Ma quanti c. di anni vivono i pensionati italiani con le pensioni di un tempo? Come si fa a percepire una pensione da 50 anni?
Lo spieghi Boeri, e soprattutto trovi il modo per mettere la parola fine ad una tale longevità pensionistica. Faccia fare anche un giro nei cimiteri ai suoi ispettori, qualche inghippo lo scoverà certamente.
Un altro capitolo sul quale intervenire é quello dei vitalizi ai parlamentari ed anche sul sistema di reversibilità dei medesimi, del quale si parla da anni, inutilmente, accampando ogni volta la scusa che in fondo non sarebbero che poche migliaia di soggetti e con questa si dice che non vale la pena di fargli la lotta per cancellarli. No, vale la pena e molto più di quanto non valga nel farne ogni giorno ai pensionati 'al minimo' i quali, basta che soffi un pò più forte il vento, per giocarseli loro ed i loro parenti più stretti - la qual cosa forse Boeri si augura segretamente per risolvere alla radice i problemi del suo istituto.
Nel quale un pò d'ordine lo sta mettendo senza guardare in faccia a nessuno. Come nel caso dell'adeguamento delle pensioni, in base ai contributi versati anche dopo l'attribuzione della pensione medesima, continuando l'attività lavorativa, ove consentita. E, infatti, per non generare false aspettative, egli fa attendere tutti per qualche mese, parecchi mesi, più esattamente più d'un anno per consentirne l'adeguamento, ammesso che alla fine lo conceda, a seguito di richiesta, sia ben inteso; mai automaticamente, nonostante se ne abbia acquisito il diritto. Ad oggi, sappiamo di casi specifici, per i quali è già trascorso più d'un anno dalla presentazione della domanda, ma ancora l'INPS non ha dato risposta.
Il prof. Boeri stia tranquillo, sappia fin d'ora che se ci vengono altre idee per risolvere in parte o del tutto i problemi del suo INPS, gliele suggeriremo. Alla prossima idea!
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mercoledì 28 gennaio 2015
Scambio di cortesie fra statisti. Torna a colpire lo statista affidato ai servizi sociali
Alfano, l'unico fra gli statisti italiani in possesso di tutte le caratteristiche richieste dall'identikit del prossimo Presidente della repubblica - statura di statista, uomo delle istituzioni, conoscitore della macchina dello Stato, caratura e prestigio internazionale - ha fatto un passo indietro in favore di un antoagonista che all'indomani della sua autocandidatura, si è rivelato avere una qualità che lui, candidato perfetto, non ha, e cioè la bellezza che a Casini esce da tutti i buchi. E lo ha candidato assieme all'altro grande elettore che il mondo invidia all'Italia e cioè Cesa.
Ma Alfano non è l'unico a fare un passo indietro a favore di un candidato che reputa più degno. Nella lista compare anche il prof. Settis, studioso, candidato dal Movimento di Grillo, il quale, ha detto che il candidato ideale è per lui Giuliano Amato, ed in suo favore è disposto a ritirare la sua candidatura, laddove venisse nuovamente proposta. Amato perché lui lo conosce bene, essendo stato suo dipendente - si fa per dire - alla Treccani e perché conosce la sua generosità: ha rinunciato alle sue tre o quattro pensioni, da quando è giudice della Consulta, naturalmente le riprenderà quando quel suo mandato terminerà, la qual cosa farà anche da Presidente. E, del resto, prosegue Settis, anche alla Treccani ha rinunciato al suo compenso, e, infine, Amato sarebbe il presidente della repubblica che, a suo parere, presterebbe attenzione maggiore di ogni altro ai problemi della cultura.
ora a proposito della attenzione della Presidenza della repubblica ai problemi della cultura, finora non v'è stato presidente più attento di Napolitano. ma cosa si è ottenuto? Forse di non peggiorare la situazione, certamente senza non migliorarla.
Comunque sulle candidature pende il giudizio divino dell' evasore fiscale Berlusconi, condannato in via definitiva, affidato ai servizi sociali, privato del passaporto e del diritto di voto, estromesso dal Senato, ed impegnato in un via vai fra palazzo Grazioli e palazzo Chigi.
Povera l'Italia, se deve sottostare al giudizio, per la massima carica dello Stato, di un condannato definitivo.
Ma Alfano non è l'unico a fare un passo indietro a favore di un candidato che reputa più degno. Nella lista compare anche il prof. Settis, studioso, candidato dal Movimento di Grillo, il quale, ha detto che il candidato ideale è per lui Giuliano Amato, ed in suo favore è disposto a ritirare la sua candidatura, laddove venisse nuovamente proposta. Amato perché lui lo conosce bene, essendo stato suo dipendente - si fa per dire - alla Treccani e perché conosce la sua generosità: ha rinunciato alle sue tre o quattro pensioni, da quando è giudice della Consulta, naturalmente le riprenderà quando quel suo mandato terminerà, la qual cosa farà anche da Presidente. E, del resto, prosegue Settis, anche alla Treccani ha rinunciato al suo compenso, e, infine, Amato sarebbe il presidente della repubblica che, a suo parere, presterebbe attenzione maggiore di ogni altro ai problemi della cultura.
ora a proposito della attenzione della Presidenza della repubblica ai problemi della cultura, finora non v'è stato presidente più attento di Napolitano. ma cosa si è ottenuto? Forse di non peggiorare la situazione, certamente senza non migliorarla.
Comunque sulle candidature pende il giudizio divino dell' evasore fiscale Berlusconi, condannato in via definitiva, affidato ai servizi sociali, privato del passaporto e del diritto di voto, estromesso dal Senato, ed impegnato in un via vai fra palazzo Grazioli e palazzo Chigi.
Povera l'Italia, se deve sottostare al giudizio, per la massima carica dello Stato, di un condannato definitivo.
giovedì 22 gennaio 2015
Il diritto acquisito della povertà, per molti italiani
Di diritti acquisiti si fa un gran parlare in questi ultimi tempi, e lo fanno in molti, ne straparla anche Capanna, ex Lotta continua, che rinunciare al suo 'diritto acquisito' delle super pensioni non ci pensa affatto. Come non ci pensa affatto neanche quell'avvocato perugino, dipendente del Comune del capoluogo, che per una strana curiosa contingenza riceve una pensione di oltre 600.000 Euro l'anno. O quel segretario generale della Regione siciliana che, in difesa del diritto acquisito ad una ricca pensione, si è dimesso prima che entrasse in vigore la legge che gli avrebbe decurtato la pensione di oltre 400.000 Euro, l'anno - sia chiaro. E' bene chiarirlo perchè di questo passo non sarebbe neppure così peregrina l'idea che in Italia ci possano essere persone che percepiscono pensioni di 400.000 Euro, magari lordi, al mese.
E, mentre, contro certi cumuli, quelli di poche lire, l'INPS spara pallettoni, al punto da azzerare alcune pensioni minime, contro cumuli consistenti - come ad esempio quelli del candidato primo al Quirinale, il prof. Amato, sembra abbia consumato tutte le munizioni possibili. Ma il diretto interessato, Amato, che certamente non vi rinuncia ed anzi le somma alle briciole del suo stipendio come giudice costituzionale ( appena 400.000 Euro, l'anno), ha dichiarato che molti dei suoi compensi finiscono in beneficienza (dei suoi familiari?).
E potremmo continuare con la lista di quelli che vengono definiti 'diritti acquisiti', e perciò intoccabili. Certo i diritti, se meritati, conquistati, pagati e perciò acquisiti sarebbero intoccabili. Ma gran parte dei casi citati ed anche molti altri sono privilegi scambiati, per proprio comodo, in diritti.
Come le pensioni baby, fra le quali quelle dei parlamentari di ogni ordine e grado, in cima alla lista di quelle da cassare seduta stante, senza attendere un minuto in più. O i privilegi che uomini politici che hanno avuto un tempo delle cariche istituzionali, si sono dati, ed ai quali non intendono mai e poi mai rinunciare. Esponenti di tutti gli schieramenti: ex presidenti di Camera e Senato, come Casini o Pera e altri ancora, hanno uffici e segreteria ed altri agi che comprendono magari macchina con autista ecc... nonostante non ricoprano più quelle cariche ed alcuni siano perfino sconosciuti ai più.
In questo ultimi tempi, infine, sembra essersi diffusa la coscienza di un altro diritto acquisito in Italia, difeso a denti stretti da una fetta sempre più grande di popolazione. Il diritto 'acquisito' alla povertà. E non c'è governo che intenda eliminarlo.
E, mentre, contro certi cumuli, quelli di poche lire, l'INPS spara pallettoni, al punto da azzerare alcune pensioni minime, contro cumuli consistenti - come ad esempio quelli del candidato primo al Quirinale, il prof. Amato, sembra abbia consumato tutte le munizioni possibili. Ma il diretto interessato, Amato, che certamente non vi rinuncia ed anzi le somma alle briciole del suo stipendio come giudice costituzionale ( appena 400.000 Euro, l'anno), ha dichiarato che molti dei suoi compensi finiscono in beneficienza (dei suoi familiari?).
E potremmo continuare con la lista di quelli che vengono definiti 'diritti acquisiti', e perciò intoccabili. Certo i diritti, se meritati, conquistati, pagati e perciò acquisiti sarebbero intoccabili. Ma gran parte dei casi citati ed anche molti altri sono privilegi scambiati, per proprio comodo, in diritti.
Come le pensioni baby, fra le quali quelle dei parlamentari di ogni ordine e grado, in cima alla lista di quelle da cassare seduta stante, senza attendere un minuto in più. O i privilegi che uomini politici che hanno avuto un tempo delle cariche istituzionali, si sono dati, ed ai quali non intendono mai e poi mai rinunciare. Esponenti di tutti gli schieramenti: ex presidenti di Camera e Senato, come Casini o Pera e altri ancora, hanno uffici e segreteria ed altri agi che comprendono magari macchina con autista ecc... nonostante non ricoprano più quelle cariche ed alcuni siano perfino sconosciuti ai più.
In questo ultimi tempi, infine, sembra essersi diffusa la coscienza di un altro diritto acquisito in Italia, difeso a denti stretti da una fetta sempre più grande di popolazione. Il diritto 'acquisito' alla povertà. E non c'è governo che intenda eliminarlo.
giovedì 12 giugno 2014
Alti compensi come garanzia di indipendenza
Caro Nordio e capi della Procura veneziana, è inutile che indaghiate Galan e gli altri della nobile compagnia del 'Mose'; nessuno di loro da Mazzacurati in giù ha mai acconsentito a richieste di qualunque genere e di qualunque provenienza che non fosse regolare e moralisima, perché la ragione dei loro alti (altissimi, giganteschi, forse spropositati) compensi, garantisce della loro impermeabilità a qualunque tentativo di irregolarità, nella fattispecie: mazzette e ruberie.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
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giovedì 10 ottobre 2013
La procura d'Italia ha inviato avvisi di garanzia a mezza italia che conta
Un avviso di garanzia è stato recapitato nella notte a Letta, nipote, capo del governo per il reato di 'spoliazione' del popolo italiano, ed anche un secondo avviso di garanzia per un secondo reato, quello di' impotentia governandi', per il quale, identico avviso di garanzia è giunto anche allo statistico, ministro Giovannini. La Procura d'Italia imputa loro innanzitutto di ridurre ogni giorno una fetta sempre maggiore di popolazione alla fame - mentre loro gozzovigliano, insinua la Procura d'Italia - come si imputa loro a causa dell'ultimo decreto illegale che non adegua le pensioni all'inflazione, qualora superino i 3.000 Euro, ma lordi ( che vuol dire 2000 Euro netti circa). Quando, invece, vengono citate le pensioni d'oro di ex parlamentari, che ormai sono un esercito, a causa delle brevi stagioni di ogni governo, allora nei loro documenti ufficiali citano sempre le pensioni al netto: che so, D'Alema prende quasi 6.000 Euro, Veltroni, il missionario altrettanto. Perchè, in questo caso, si chiede la Procura d'Italia, si cita il netto? E la medesima procura una risposta ce l'ha: per evitare la vergogna di dover far sapere ai cittadini affamati che il lordo mensile delle loro immeritate pensioni è di 10.000 - 12.000 Euro.
Sull'attività di Giovannini, accusato del reato di 'impotentia governandi', e di 'furto istituzionale'si sofferma la 'Procura d'Italia' che per lo stesso reato indaga anche la Corte costituzionale e i due rami del Parlamento. Mentre si procede con metodica azione alla spoliazione ed all'affamamento del paese, da parte di Giovannini, la Consulta e il Parlamento, non si tagliano neanche il più piccolo dei loro privilegi: numero dei parlamentari, pensioni d'oro, stipendi correnti, macchine blu, uffici e benefit per ex presidenti delle camere ( per portarci dentro amanti ed escort, d'ora in avanti chiamate 'segretarie') Un particolare rimprovero muove la Procura d'Italia alla Consulta che boccia ogni seppur minimo taglio quando riguarda gli ambienti del potere, i quali non si toccano, perchè toccarli - ha decretato la Consulta- è contro la Costituzione. In questa difesa si è distinto Giuliano Amato, nonostante che da poco abbia messo piede nella Corte Costituzionale, dichiarando, seduta stante, di voler patteggiare: a tal scopo ha dichiarato per iscritto che la pensione da 30.000 Euro mensili la darà in beneficienza, mentre lo stipendio da giudice costituzionale, che ammonta ad appena 400.000 Euro annui, lo terrà per sostenere le spese, una sorta di paghetta per anziani.
Ancora al ministro Cancellieri ed al vice premier, 'internista' Alfano è stato inviato un altro avviso di garanzia, per il reato di' temporeggiamento e connivenza' perchè non hanno sciolto immediatamente la Procura di Caltanisetta, per evidente infiltrazione mafiosa, in ubbidienza alla quale perseguono tutti gli emigranti che approdano, quelli scampati alle acque del mediterraneo, sulle nostre coste, per il reato di clandestinità. La mafia tiene a questo reato, per poter meglio sfruttare, come manovalanza, quei disperati che aspirano, per sopravvivere, a vestire le divise dell'esercito del crimine. In un sussulto di 'stupidità', la suddetta procura ha indagato anche quei pescatori che hanno salvato dalle acque quei pochi che non sono morti e li ha accusati di favoreggiamento della clandestinità.
A Letta nipote, poi, Giovannini, Cancellieri, Alfano Parlamento e Consulta , la suddetta Procura d'Italia ha chiesto, per il processo che si svolgerà in direttissima, in Piazza san Pietro, di presentare memoria difensiva. Che si difendono?
Sull'attività di Giovannini, accusato del reato di 'impotentia governandi', e di 'furto istituzionale'si sofferma la 'Procura d'Italia' che per lo stesso reato indaga anche la Corte costituzionale e i due rami del Parlamento. Mentre si procede con metodica azione alla spoliazione ed all'affamamento del paese, da parte di Giovannini, la Consulta e il Parlamento, non si tagliano neanche il più piccolo dei loro privilegi: numero dei parlamentari, pensioni d'oro, stipendi correnti, macchine blu, uffici e benefit per ex presidenti delle camere ( per portarci dentro amanti ed escort, d'ora in avanti chiamate 'segretarie') Un particolare rimprovero muove la Procura d'Italia alla Consulta che boccia ogni seppur minimo taglio quando riguarda gli ambienti del potere, i quali non si toccano, perchè toccarli - ha decretato la Consulta- è contro la Costituzione. In questa difesa si è distinto Giuliano Amato, nonostante che da poco abbia messo piede nella Corte Costituzionale, dichiarando, seduta stante, di voler patteggiare: a tal scopo ha dichiarato per iscritto che la pensione da 30.000 Euro mensili la darà in beneficienza, mentre lo stipendio da giudice costituzionale, che ammonta ad appena 400.000 Euro annui, lo terrà per sostenere le spese, una sorta di paghetta per anziani.
Ancora al ministro Cancellieri ed al vice premier, 'internista' Alfano è stato inviato un altro avviso di garanzia, per il reato di' temporeggiamento e connivenza' perchè non hanno sciolto immediatamente la Procura di Caltanisetta, per evidente infiltrazione mafiosa, in ubbidienza alla quale perseguono tutti gli emigranti che approdano, quelli scampati alle acque del mediterraneo, sulle nostre coste, per il reato di clandestinità. La mafia tiene a questo reato, per poter meglio sfruttare, come manovalanza, quei disperati che aspirano, per sopravvivere, a vestire le divise dell'esercito del crimine. In un sussulto di 'stupidità', la suddetta procura ha indagato anche quei pescatori che hanno salvato dalle acque quei pochi che non sono morti e li ha accusati di favoreggiamento della clandestinità.
A Letta nipote, poi, Giovannini, Cancellieri, Alfano Parlamento e Consulta , la suddetta Procura d'Italia ha chiesto, per il processo che si svolgerà in direttissima, in Piazza san Pietro, di presentare memoria difensiva. Che si difendono?
giovedì 19 settembre 2013
Incoscienti e irresponsabili. Ma anche profittatori
'Oggi è festa' dice con quella sua bocca, da cui sgorga il fiume in piena della sua intelligenza, l'ex presidente del Senato, Schifani, ed ora capogruppo del PDL, da oggi FI, rinata, nel corso dell'inaugurazione della nuova sede del partito i n Piazza san Lorenzo in Lucina a Roma. Abito scuro, cravatta sgargiante, barbiere e manicure appena fatte, camicia con polsini fermati da preziosi, come ha la maggioranza dei burini seduti nelle due camere del nostro parlamento, insomma vestito a festa per un giorno di festa. Lo dice anche Berlusca che è un giorno di festa; con più ragioni di Schifani, perchè anche lui, in procinto di essere tirato giù dal piedistallo e finire addirittura affidato ai servizi sociali, si merita qualche momento di allegria, dopo giornate in cui l'ha prese di santa ragione dalla Cassazione, e mentre sa che il suo nemico De Benedetti se la gode ai Caraibi con i soldi che gli ha scucito.
Ma l'atmosfera di festa si diffonde anche negli altri palazzi del potere. Ci sembra di vedere l'ultima scena di un naufragio, nella quale i signori della prima classe, sebbene avvertiti dal comandante che la nave sta affondando, restano nella sala delle feste, al piano più alto, a sorseggiare Dom Perignon ed a gustare ostriche e caviale, tanto a loro- ne sono pienamente convinti - qualcuno verrà sempre a salvarli, non possono affondare come tutti i passeggeri della classe economica. Ecco qual è l'immagine dell'Italia. Un paese ridotto alla povertà con l'eccezione dei ricchi e dei frequentatori dei palazzi del potere.
Da anni non si adeguano gli stipendi di milioni di italiani, le pensioni non vengono rivalutate neppure in funzione dell'inflazione, mentre loro mantengono i lauti stipendi di un tempo che non riescono a trovare il tempo per abbassare, e non riescono ad abbassare neanche il numero degli occupanti le due camere parlamentari come i consigli regionali; ritoccano del solo 20% il numero delle autoblu che costano una cifra spropositata, a Roma si paga un autoparco per auto di servizio del comune 1.000.000 di Euro e via di questo passo. Dimenticavamo: topolino Amato, criticato per le sue pensioni d'oro che andavano ad aggiungersi allo stipendio alla Treccani, ora nominato giudice costituzionale, aggiungerà ai 30.000 Euro di pensione mensili lo stipendio di 400.000 Euro che dovrà, controvoglia, prendere alla Consulta. Insomma topolino e tutti gli altri non si accorgono neppure che fuori la plebe 'litiga', come ironizzava Petrolini. Che accadrà quando non basterà più alla plebe di 'litigare' e andrà a stanare per esempio, Sandro Bondi, proprio lui che aveva dichiarato che se nel paese le cose non cambiano (ma lui intendeva: a favore di Berlusconi, per il quale auspicava che la condanna in Cassazione fosse solo uno scherzo!) poteva esserci la guerra civile. La quale, se un giorno ci sarà - speriamo mai, perchè alla fine, poco prima dell'affondamento, anche Bondi potrebbe rendersi conto della situazione , ma non di Berlusocni, di tutti) - Bondi potrebbe essere il primo dei suoi simili ad andarci di mezzo. Perchè certo lui non la farà. Perchè dovrebbe? Non c'è altro angolo del pianeta nel quale lui e la sua compagna, deputata Repetti, godrebbero degli stessi benefici di cui godono, grazie a Berlusconi, oggi in Italia.
Ora intanto, anche nel clima di festa, si esercitano tutti, Schifani, Brunetta e Bondi compresi, a minacciare la crisi del governo, come in un gioco di società. Cacciamoli tutti alla prossima occasione elettorale.
Ma l'atmosfera di festa si diffonde anche negli altri palazzi del potere. Ci sembra di vedere l'ultima scena di un naufragio, nella quale i signori della prima classe, sebbene avvertiti dal comandante che la nave sta affondando, restano nella sala delle feste, al piano più alto, a sorseggiare Dom Perignon ed a gustare ostriche e caviale, tanto a loro- ne sono pienamente convinti - qualcuno verrà sempre a salvarli, non possono affondare come tutti i passeggeri della classe economica. Ecco qual è l'immagine dell'Italia. Un paese ridotto alla povertà con l'eccezione dei ricchi e dei frequentatori dei palazzi del potere.
Da anni non si adeguano gli stipendi di milioni di italiani, le pensioni non vengono rivalutate neppure in funzione dell'inflazione, mentre loro mantengono i lauti stipendi di un tempo che non riescono a trovare il tempo per abbassare, e non riescono ad abbassare neanche il numero degli occupanti le due camere parlamentari come i consigli regionali; ritoccano del solo 20% il numero delle autoblu che costano una cifra spropositata, a Roma si paga un autoparco per auto di servizio del comune 1.000.000 di Euro e via di questo passo. Dimenticavamo: topolino Amato, criticato per le sue pensioni d'oro che andavano ad aggiungersi allo stipendio alla Treccani, ora nominato giudice costituzionale, aggiungerà ai 30.000 Euro di pensione mensili lo stipendio di 400.000 Euro che dovrà, controvoglia, prendere alla Consulta. Insomma topolino e tutti gli altri non si accorgono neppure che fuori la plebe 'litiga', come ironizzava Petrolini. Che accadrà quando non basterà più alla plebe di 'litigare' e andrà a stanare per esempio, Sandro Bondi, proprio lui che aveva dichiarato che se nel paese le cose non cambiano (ma lui intendeva: a favore di Berlusconi, per il quale auspicava che la condanna in Cassazione fosse solo uno scherzo!) poteva esserci la guerra civile. La quale, se un giorno ci sarà - speriamo mai, perchè alla fine, poco prima dell'affondamento, anche Bondi potrebbe rendersi conto della situazione , ma non di Berlusocni, di tutti) - Bondi potrebbe essere il primo dei suoi simili ad andarci di mezzo. Perchè certo lui non la farà. Perchè dovrebbe? Non c'è altro angolo del pianeta nel quale lui e la sua compagna, deputata Repetti, godrebbero degli stessi benefici di cui godono, grazie a Berlusconi, oggi in Italia.
Ora intanto, anche nel clima di festa, si esercitano tutti, Schifani, Brunetta e Bondi compresi, a minacciare la crisi del governo, come in un gioco di società. Cacciamoli tutti alla prossima occasione elettorale.
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