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domenica 30 agosto 2015

'Furti di Stato' autorizzati per i vertici delle amministrazioni parlamentari e repubblicane. Serafin, Pagano, Aquilanti, Zampetti. Dietro di loro, una lunga scia di altri furti autorizzati ed impuniti

Leggevamo qualche giorno fa del problema sorto con l'attuale segretario generale di Palazzo Chigi, Paolo Aquilanti, che proviene dal Senato, dal quale tuttora dipende, distaccato alla Presidenza del Consiglio. Il problema nasceva nella impossibilità da parte della Presidenza del Consiglio di adeguare il suo compenso  a quello consentito in Italia per i vertici di qualunque istituzione pubblica, e cioè 240.000 Euro. Uno stipendio da fame, appena bastante per mantenere una famiglia di quattro persone che vive in due camere e cucina.
 Aquilanti non può avere quello stipendio. Essendo egli in pianta al Senato, benche distaccato presso altra amministrazione, il suo stipendio lo stabilisce il Senato, ed è di 427.000 Euro.
Il quale Senato, che avalla  anche le leggi che mettono le  mani nelle tasche dei cittadini - l'ultimo furto sventato pare fosse stato ipotizzato da Cottarelli, il quale aveva proposto di abbassare le pensioni oltre i 2.000 Euro, considerate troppo alte - quando s'è trattato di mettere in atto la direttiva del Governo relativa  all'abbassamento degli stipendi massimi a 240.000 Euro - che è poi lo stipendio del Presidente della Repubblica Italiana, che è a sua volta superiore a quello di Barak Obama -  ha messo le mani avanti: non si può fare. Sia Grasso che la Boldrini hanno fatto di tutto, almeno a parole, perchè dalle due Camere arrivasse al paese un segnale positivo, ma nulla da fare, perchè quegli stipendi non si possono toccare. Può ritoccarli  solo il Senato medesimo che - direte voi - non se li abbassa neanche a schioppettate nella schiena.
L'attuale segretario generale del Senato, la bionda signora con il boccolo che le pende sulla guancia destra, Elisabetta Serafin, ha uno stipendio di 427.000 Euro, con un incremento annuo del 2%.
Alla Camera dei Deputati le cose non stanno diversamente. Lucia Pagano, da pochi mesi segretario generale, ha uno stipendio di 479.000 Euro.
 E il segretario generale della Presidenza della Repubblica, provenienza Camera dei Deputati, e cioè Ugo Zampetti, che la stessa Presidenza s'è subito sbracciata a dire che alla Presidenza della Repubblica non costa nulla perchè lui ha rinunciato allo stipendio -  lo credo bene! - guadagna  in virtù del suo precedente incarico,  dal quale, se non andiamo errati è in pensione, il doppio di quel che potrebbe guadagnare se fosse stipendiato dalla Presidenza. Guadagna cioè 478.000 Euro (che sarebbe, salvo una nostra clamorosa svista, la sua pensione).
 Il Parlamento e il Senato per non turbare le notti dei loro più alti dirigenti, a cominciare dai segretari generali, ha stabilito, dopo  infinite proteste, che l'adeguamento ai 240.000 Euro partirà solo dal 2018. Perchè? Sarebbe bene domandarlo a Grasso e Boldrini.
Perchè prevedendo lo stipendio da fame di 240.000 Euro, devo pensarci in tempo a cambiar casa e ad adeguare il loro tenore di vita.
 E intanto in questi tre anni, questi quattro ladroni di Stato, e non solo loro, intascano ciascuno quasi 800.000 di Euro in più, che tradotti in lire fanno quasi un miliardo e mezzo di lire ciascuno?
 Non è uno scandalo se il governo fa una legge e gli organi costituzionali di più alto grado non la osservano e nessuno può dire loro nulla, perchè a decidere se osservarla o meno sono loro e nessun altro, il governo del paese su di loro non ha giurisdizione?

martedì 17 febbraio 2015

Zampetti al Quirinale. Beatificazione rimandata

Non più tardi di un  paio di mesi fa, al tempo della nomina del nuovo Segretario generale della Camera dei Deputati, molte chiacchiere girarono su Zampetti, segretario uscente per limiti di età:65 anni.  Due fra tutte: andava in pensione con uno stipendio niente male ( 500.000 Euro circa l'anno) e, pensione di conseguenza, da sogno - come direbbe Briatore - o da capogiro; appena in tempo per evitare la scure dei tagli governativi che avrebbe  ridotto anche il suo compenso, senza parlare della liquidazione, all'altezza dello stipendio e della pensione, con annessi e connessi che  gli alti dirigenti delle Camere conservano anche quando alti dirigenti non lo sono più ( una beffa per il popolo che soffre e stenta!); e voleva che a succedergli fosse qualcuno di sua fiducia, come poi è stato, stando alle voci, con la sua sostituta, la dott. Pagano - così ci sembra si chiami l'attuale segretario generale - benedetta anche dalla Boldrini che benedice tutte le donne che salgono nella scala delle responsabilità. E bene fa.
 Insomma  di Zampetti, espertissimo di regolamenti e consuetudini parlamentari, non si diceva un gran bene,  salvo la sua competenza.
 Ora che  Mattarella lo ha chiamato al Quirinale, con lo stesso incarico di segretario generale - incarico ancora più delicato dell 'omonimo al Parlamento - si procede con la sua beatificazione: Zampetti lavorerà per il Presidente della Repubblica a titolo gratuito, rinunciando egli al compenso mensile di 30.000 Euro circa. Bello sforzo. Rinuncia ai 30.000 di stipendio mensile per tenersi i 40.000 circa della sua pensione mensile. 40.000 Euro è meglio di 30.000.
 Beatificazione rimandata.
P.S. Oggi i giornali inneggiano al presidente della Repubblica per l'apertura del Palazzo del Qurinale al pubblico, ai cittadini. Bene,bravo,bis! Ma se non lo avesse fatto sarebbe stato un cattivo presidente, mentre ora sarà sicuramente un buon presidente?

domenica 11 gennaio 2015

La Boldrini scrive una patetica lettera al Corriere in difesa della Pagano, neo segretario generale della Camera

Boldrini difende la sua neo segretaria generale, Pagano, perchè - ha scritto al Corriere - l'attendono grani sfide nelle prossime settimane, perchè è donna, perchè ha avuto un largo consenso la sua nomina ( spinta da Zampetti segretario uscente, potentissimo - ma questo la Blodrini non lo dice) e perchè il suo stipendio resta quello del suo incarico precedente. e cioè poco più di  280.000 Euro lordi, e perciò ancora superiore a quello del Presidente della Repubblica che doveva essere considerato, a detta del governo Renzi,  una barriera insuperabile da tutti i dirigenti pubblici, eccezion fatta per i politici, naturalmente. Loro gli stipendi li rubano, non se li guadagnano.
Già perché si è appreso che alla Camera - ed al Senato sarà la stessa cosa - ci sono una ottantina di stipendi superiori a quel tetto, sui quali la Boldrini fa scena muta, come anche su quelli dei due vicesegretari che guadagnano oltre 300.000 Euro cadauno, ed uno dei quali si chiama Letta - come non bastassero già gli altri due Letta, suoi parenti - ai quali l'abbassamento degli stipendi si farà gradualmente, per evitare che gli prenda una sincope nel passaggio da 300.000 e passa a 240.000, cosa che deve avvenire anche per la Pagano, la quale - pateticamente soggiunge la Boldrini- prende solo 6.000 Euro netti  in più per la nuova carica, mantenendo invece invariato il suo stipendio precedente - se Boldrini lo crede necessario, facciamo una colletta per la poveretta.
 Insomma la Camera dei Ladroni  adeguerà lentamente gli stipendi per evitare che i beneficiari subiscano dei colpi dai quali non sarebbero capaci di riprendersi.
 E al Senato? Abbiamo appreso dalle pagine del 'Sole' di oggi che 'quella che sembra una matta', secondo la nostra definizione, soltanto esteriore e quindi per nulla offensiva della dott. Serafin, biondissima e con quel boccolo che le pende da un solo lato del viso,  da due anni segretario generale  del Senato, ha uno stipendio di  427.000 Euro. Ma per Lei quel compenso è giustificato dalle spese del parrucchiere per addobbarla con quel boccolo ridicolo.
 Morale della storia. Il nostro Parlamento continua  a ballare mentre la nave affonda, perché non ha  capito ancora che una rivolta popolare può arrivare  prima di quanto  si pensi.

sabato 20 dicembre 2014

Siamo tutti uguali, ma qualcuno lo è meno (o forse più). Ad esempio Zampetti, segretario generale del Parlamento

Leggevamo ieri della cessazione dal servizio del segretario generale della Camera, speriamo di non sbagliare, dal significativo cognome Zampetti ( noi ci permettiamo di scherzare avendo un cognome sul quale tanti e per molto tempo hanno ironizzato). Due Zampetti qui , due Zampetti  là, egli è arrivato a percepire il modestissimo compenso annuo di 460.000 Euro, quasi il doppio di ciò che prende il povero vecchio Napolitano, che comunque ancora non va in pensione.
 E qui viene già il primo sospetto che la fuga velocissima di Zampetti - che in tutti questi anni aveva fatto passetti piccoli uno dopo l'altro, causa le Zampetti; ah se avesse avuto le Zamponi - sia dovuta  al cambio di regime stipendiale e pensionistico che dovrebbe toccare anche i dipendenti del Parlamento dall'ultimo usciere al primo Zampetti.
 Ciò che ci ha colpiti leggendo della sua uscita fra lacrime e pianti e tentativi di trattenerlo ancora in servizio da parte dell'ammaliatrice Boldrini, è che nei prossimi anni il compenso annuo del segretario generale del Parlamento dovrebbe GRADUALMENTE ridursi fino ad arrivare a poco più di 300.000 Euro. Ecco quel GRADUALMENTE ci ha colpiti segno della sensibilità dei nostri governanti verso i lavoratori e pensionati ai quali non si vuole rovinare il sonno, imponendo loro - come lo Stato fa con qualunque cittadino- regimi  stipendiali e pensionistici indesiderati ma imposti a colpi di leggi e decreti dall'oggi al domani. Almeno i pochi dipendenti del Parlamento godono a nome di tutti i cittadini. Ai quali se devono fare una qualche trattenuta la fanno in ventiquattr'ore, al punto da mangiargli quasi interamente uno stipendio , una mensilità di pensione o la tredicesima.
 A quei pochissimi che sono meno uguali di tutti gli altri di fronte allo Stato, a quei pochissimi, le cose si fanno con più garbo, specie quando gli si chiede di restituire ciò che si è avuto in più o, meglio ancora, di rinunciare ad un trattamento che se di favore è stato, come molti stolti  e disinformati ritengono, è solo perché, dall'ultimo usciere al primo dirigente, come lo Zampetti,  perchéa il loro lavoro è altamente qualificato e della più alta responsabilità. Tutti i lavori? Sì tutti quelli che si volgono nelle antiche sale dei palazzi del potere.
Sta lì la differenza. auguri a Zampetti, Si goda ala sua misera pensione ed anche la liquidazione che, per pubblico pudore e decenza, non ci hanno detto a quanto ammonti. ma lo immaginiano.
 P.S. Fra i possibili successori a Zampetti c'è anche un Letta, Guido, vice segretario generale della Camera dei Deputati. Ma non bastavano tutti i Letta che c'abbiamo già?
 Apprendiamo  dalla rete che lo stipendio di Zampetti è non di 460.000 Euro, come abbiamo scritto in questo post, ma di 600.000 Euro circa, quasi tre volte quello del povero Napolitano.