Vi ricordarte? Solo poche settimane fa, denunciammo a più riprese l'esosità del costo dei biglietti per assistere al 'cineconcerto' nell'Auditorium 'Conciliazione', retto da quel Valerio Toniolo che tutti i ministri della cultura vogliono al loro fianco perchè s'è fatto il nome di difensore e propagatore di cultura, ed intanto fotte soldi ai cittadini con biglietti il cui costo è un vero furto.
Per quel cineconcerto - spieghiamo: proiezione di un film della famosa saga con la musica eseguita dal vivo - i biglietti andavano da 43 Euro a 188. E i bambini pagavano biglietto intero come gli adulti. Una sola riduzione era prevista, per famiglie, ma con un minimo di quattro persone. Insomma per andarsi a vedere un film stranoto ci si doveva impegnare il 'quinto' dello stipendio o far scivolare direttamente nelle casse 'sante' dell'Auditorium vaticano (gestito da una società di proprietà della famiglia Cesa - vi dice qualcosa questo cognome?) parte della tredicesima, di là da riscuotere.
In quell'occasione, a dimostrare come i prezzi dei biglietti fossero fuori mercato, ricordammo che anche Santa Cecilia aveva fatto analoghe operazioni, ma come per tutti gli altri concerti i biglietti più cari costavano intorno ai 50 Euro, e quelli più economici 15 Euro circa.
Ma forse Toniolo contava sul fatto che gli analoghi cineconcerti di Santa Cecilia, s'erano svolti molti mesi prima e i più se ne erano dimenticati.
Ora, a mettere nuovamente sul banco degli imputati Toniolo e il suo cineconcerto dedicato a Harry Potter, viene l'analoga iniziativa di Musica per Roma, prevista per oggi e domani, con Frozen e le musiche eseguite dal vivo da un'orchestra né meglio né peggio di quella che suonò alla Conciliazione, perché ambedue orchestre raccogliticce. Ma, guarda caso i biglietti all'Auditorium Parco della Musica costano da 34 a 45 Euro. Una bella differenza.
Capito Toniolo? allora a lei, tanto furbo e tanto bravo, hanno rifilato una bufala pure con la cresta; se dobbiamo - ma non possiamo! - credere alla sua giustificazione: l'alto il costo dell'operazione. Perchè con quei biglietti si va ad ascoltare un concerto dei Wiener a Vienna o dei Berliner a Berlino, e avanza anche qualche soldo per la cena, dopo il concerto.
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giovedì 29 dicembre 2016
domenica 20 novembre 2016
Valerio Toniolo di BUONACULTURA vuol fare OTTIMIAFFARI all'Auditorium della Conciliazione
Valerio Toniolo, manager culturale di successo, quarantenne, fondatore dell'associazione 'Buona Cultura', i cui interessi lambiscono anche il Giubileo della Misericordia ( l'Auditorium è di proprietà del Vaticano!), optato nelle Commissioni centrali ( musica, danza, teatro) del Ministero, dove passa da una all'altra con grande nonchalance e non altrettanta competenza, ai vertici dell'Agis di Fontana, sembra aver ridato nuova vita all'Auditorium della Conciliazione, che gestisce attraverso la soc. 'I Borghi' passata già due volte di mano: dai Cesa a Carducci e Toniolo. E che, nell'interregno, è stato tenuto aperto dai finanziamenti della Polverini e Marrazzo che l'avevano eletto a sede di rappresentanza della Regione Lazio, dopo che era stato restaurato con i soldi di ARCUS: e già questa sfilza di nomi rende chiarissimi gli intrecci politici del suddetto auditorium e dei suoi amministratori. Tutte cose note, che si sono lette più d'una volta sui giornali, dunque nulla di nuovo.
L'auditorium, che ha ospitato per anni, dopo l'abbandono dell'Accademia di Santa Cecilia, all'inizio degli anni Duemila, i concerti sinfonici del m. Francesco La Vecchia - fondatore a Roma di un'orchestra ed anche di un'accademia, ma del quale si sono perse le tracce, dopo la chiusura dell'orchestra, a causa del mancato finanziamento da parte della Fondazione bancaria che l'aveva voluta in vita - ora funziona come l'Auditorium ' Parco della Musica', quello diretto per un decennio da Fuortes, ospita cioè spettacoli e manifestazioni di ogni genere ( lo abbiamo riconosciuto anche nello spettacolo di Rai1 'Prodigi' trasmesso proprio ieri sera ; già, perchè la Rai non ha sedi prestigiose nelle quali ospitare le sue produzioni!!!) che offre al suo pubblico a prezzi veramente accattivanti- leggi: esorbitanti, eccessivi, ingiustificati.
Ad esempio, all'inizio di dicembre, è in programma la proiezione di Harry Potter, con la musica eseguita dal vivo da un'orchestra di cui consociamo il nome ' Orchestra italiana del cinema' , ma non il suo organico stabile e che sappiamo lavora negli studi di registrazione cinematografica, ospitati a Roma, a Piazza Euclide.
La proiezione di un film celebre, con l'esecuzione della musica dal vivo, non è fatto nuovo, e nel tempo era stata giustificata per 'insonorizzare' la proiezione di film muti, o per far ascoltare la colonna sonora opportunamente ritrascritta, restaurata e rieseguita.
L'ha fatto nella passata stagione, a Roma, anche Santa Cecilia, offrendo al pubblico tale singolare riproposta - di cui sinceramente non capiamo le ragioni di opportunità - ma a prezzi calmierati, come del resto lo sono in genere i prezzi di tutti i concerti di stagione, che ospitano regolarmente star della musica.
Per l'Harry Potter alla Conciliazione, con musica eseguita dal vivo, uno spettacolo che ha come pubblico privilegiato quelli dei piccoli, l'Auditorium di Toniolo propone prezzi esorbitanti, preavvertendo che anche i bambini pagano prezzo pieno, e che qualche sconto è concesso a chi ha più di 65 anni, o a gruppi famigliari con non meno di 4 persone.
Allora calcoliamo che due genitori vogliamo portare il proprio figlio a rivedere quel film - al bambino poco importa che la musica venga eseguita dal vivo, ed ancor meno importa la qualità dell'esecuzione (che non è garantita; sotto la direzione dell' americano, Justin Freer, fondatore di una società di nome 'Cine Concert'- si vede che la cosa tira! - e con il quale ai possessori dei biglietti più costosi promette anche un incontro!) - se acquistano i biglietti più popolari devono tirar fuori dal portafoglio Euro 149,00, perché i biglietti più popolari costano 43,00 Euro e le poltronissime 188,00, insomma più di quanto non costassero i biglietti dei passati analoghi concerti dell'Accademia di Santa Cecilia, e quasi allo steso livello dei costi dei biglietti del Teatro dell'Opera - e l'opera è ben altra cosa.
Inutile fare i conti in tasca a quelli che i soldi ce l'hanno ma noi li facciamo comunque. Se decidono di andare alla Conciliazione di Toniolo, quello della 'BuonaCultura', per guardarsi un film ed ascoltare la colonna sonora suonata dal vivo, devono tirar fuori quasi 600,00 Euro. Non è troppo per un film, anche se proiettato in 3D.
P.S. Al fine di essere completi nell'informazione facciamo presente che i prezzi dei biglietti sia al Teatro dell'Opera che all'Accademia di Santa Cecilia sono di gran lunga inferiori a quelli richiesti da Toniolo per vedere un film, pur con la colonna sonora eseguita dal vivo, nell'Auditorium della Conciliazione.
- Teatro dell'Opera. da 23 a 160 Auro ( per le 'prime'), da 17 a 115 Euro per tutte le altre recite;
- Accademia di Santa Cecilia: da 19 a 52 Euro per la stagione sinfonica, per quella da camera ancora meno.
E allora i 43 Euro di un biglietto di ultima fila , o i 188,00 Euro per una poltronissima dell'Auditorium della Conciliazione, non vi sembrano un furto?
L'auditorium, che ha ospitato per anni, dopo l'abbandono dell'Accademia di Santa Cecilia, all'inizio degli anni Duemila, i concerti sinfonici del m. Francesco La Vecchia - fondatore a Roma di un'orchestra ed anche di un'accademia, ma del quale si sono perse le tracce, dopo la chiusura dell'orchestra, a causa del mancato finanziamento da parte della Fondazione bancaria che l'aveva voluta in vita - ora funziona come l'Auditorium ' Parco della Musica', quello diretto per un decennio da Fuortes, ospita cioè spettacoli e manifestazioni di ogni genere ( lo abbiamo riconosciuto anche nello spettacolo di Rai1 'Prodigi' trasmesso proprio ieri sera ; già, perchè la Rai non ha sedi prestigiose nelle quali ospitare le sue produzioni!!!) che offre al suo pubblico a prezzi veramente accattivanti- leggi: esorbitanti, eccessivi, ingiustificati.
Ad esempio, all'inizio di dicembre, è in programma la proiezione di Harry Potter, con la musica eseguita dal vivo da un'orchestra di cui consociamo il nome ' Orchestra italiana del cinema' , ma non il suo organico stabile e che sappiamo lavora negli studi di registrazione cinematografica, ospitati a Roma, a Piazza Euclide.
La proiezione di un film celebre, con l'esecuzione della musica dal vivo, non è fatto nuovo, e nel tempo era stata giustificata per 'insonorizzare' la proiezione di film muti, o per far ascoltare la colonna sonora opportunamente ritrascritta, restaurata e rieseguita.
L'ha fatto nella passata stagione, a Roma, anche Santa Cecilia, offrendo al pubblico tale singolare riproposta - di cui sinceramente non capiamo le ragioni di opportunità - ma a prezzi calmierati, come del resto lo sono in genere i prezzi di tutti i concerti di stagione, che ospitano regolarmente star della musica.
Per l'Harry Potter alla Conciliazione, con musica eseguita dal vivo, uno spettacolo che ha come pubblico privilegiato quelli dei piccoli, l'Auditorium di Toniolo propone prezzi esorbitanti, preavvertendo che anche i bambini pagano prezzo pieno, e che qualche sconto è concesso a chi ha più di 65 anni, o a gruppi famigliari con non meno di 4 persone.
Allora calcoliamo che due genitori vogliamo portare il proprio figlio a rivedere quel film - al bambino poco importa che la musica venga eseguita dal vivo, ed ancor meno importa la qualità dell'esecuzione (che non è garantita; sotto la direzione dell' americano, Justin Freer, fondatore di una società di nome 'Cine Concert'- si vede che la cosa tira! - e con il quale ai possessori dei biglietti più costosi promette anche un incontro!) - se acquistano i biglietti più popolari devono tirar fuori dal portafoglio Euro 149,00, perché i biglietti più popolari costano 43,00 Euro e le poltronissime 188,00, insomma più di quanto non costassero i biglietti dei passati analoghi concerti dell'Accademia di Santa Cecilia, e quasi allo steso livello dei costi dei biglietti del Teatro dell'Opera - e l'opera è ben altra cosa.
Inutile fare i conti in tasca a quelli che i soldi ce l'hanno ma noi li facciamo comunque. Se decidono di andare alla Conciliazione di Toniolo, quello della 'BuonaCultura', per guardarsi un film ed ascoltare la colonna sonora suonata dal vivo, devono tirar fuori quasi 600,00 Euro. Non è troppo per un film, anche se proiettato in 3D.
P.S. Al fine di essere completi nell'informazione facciamo presente che i prezzi dei biglietti sia al Teatro dell'Opera che all'Accademia di Santa Cecilia sono di gran lunga inferiori a quelli richiesti da Toniolo per vedere un film, pur con la colonna sonora eseguita dal vivo, nell'Auditorium della Conciliazione.
- Teatro dell'Opera. da 23 a 160 Auro ( per le 'prime'), da 17 a 115 Euro per tutte le altre recite;
- Accademia di Santa Cecilia: da 19 a 52 Euro per la stagione sinfonica, per quella da camera ancora meno.
E allora i 43 Euro di un biglietto di ultima fila , o i 188,00 Euro per una poltronissima dell'Auditorium della Conciliazione, non vi sembrano un furto?
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giovedì 15 settembre 2016
Vergnano, secolare sovrintendente del Teatro Regio di Torino, si rivolge alla commissione Musica del MIBAC, presieduta da Toniolo.Toniolo chi? Ancora lui!
Alla vigilia della riunione della Commissione centrale Musica del Mibac che dovrà valutare a chi dare il restantel 25 per cento del FUS ( che per il 50 % viene assegnato in base alla produzione, e per un altro 25% in base alla capacità dell'istituzione di procacciarsi sponsor e soldi, autonomamente) valutando la qualità della programmazione, Walter Vergnano, sovrintendente già diciassettenne - ora basta! - del Teatro Regio di Torino, si rivolge ai membri di detta commissione e chiede giustizia.
Chi sono i componenti? Presidente Valerio Toniolo - del quale raccontiamo di seguito vita e miracoli - poi due onesti professionisti, ma forse a digiuno della materia sulla quale consigliare il ministro e permeabili a qualunque decisione altra - al ministro i consigli che contano li dà qualcun altro, un tempo era Nastasi - come Angelo Licalsi e Anna Menichetti ( di cui gesta da raccontare non ne abbiamo); e poi il direttore di Musica Jazz, Filippo Bianchi (che forse di teatri e di opera lirica poco sa) e Antonio Princigalli (del clan dei pugliesi, portato al ministero da Bray, occupato in Puglia Sound, che non sappiamo cosa sia, ma sappiamo che con teatri, festival - che non sia la taranta- e istituzioni concertistiche niente ha a che fare).
A questi illustri incompetenti (non per loro colpa) ma soprattutto ubbidienti, Vergnano si rivolge perchè esaminino bene le carte e decidano in base ad una valutazione accurata e nient'altro. Come non sapesse che Franceschini ed il suo clan le decisioni che contano le hanno già prese e che la riunione della commissione è solo una foglia di fico - in balia dei venti che spirano di volta in volta al Ministero - che copre le vergogne che sono abituati a praticare.
Vergano si fa sentire dopo che è rimasto scottato dagli stanziamenti dell'anno scorso che, a suo modo di vedere, non hanno valutato a dovere la qualità della programmazione del Teatro Regio, con conseguenti riflessi negativi sull'attribuzione del FUS. La qual cosa preoccupa oggi più di ieri Vergano, dopo che la nuova sindaca di Torino ha dichiarato di voler smantellare la 'Fondazione per la cultura ecc.'. di Torino di cui era domina la signora Larotella, moglie di Vergnano, che aveva come compito precipuo quello di procurare soldi alle istituzione culturali torinesi, compresa quella al cui vertice, da troppi anni, è suo marito: il Teatro Regio di Torino. Ora che i protettori del Sovrintendente non comandano più - Fassino - Vergnano teme che la sua poltrona, come già quella di sua moglie non si regga più in piedi.
E, comunque, Vergnano come tutti gli altri sovrintendenti delle Fondazioni liriche, hanno di che preoccuparsi. Della commissione abbiamo scritto, abbastanza male, già su questo blog, come anche sul presidente Toniolo. Altrimenti non si spiegherebbe come mai Silvia Colasanti , membro di quella commissione, si sia dimessa, rimpiazzata da Anna Menichetti. Su Toniolo e sulla Commissione, a seguire, riproponiamo quanto abbiamo scritto nei mesi scorsi in questo blog. Abbastanza esauriente per capire l'aria che tira al Ministero, con tutti i ministri.
*************
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.
************ Commis
+++++ sione Musica. Cercansi candidati
Il criticatissimo ministro Franceschini, che al 'Salone del libro' di Torino, forse per dire ' io esisto', se ne è uscito con una boutade sul contrasto libri/tv, che gli ha meritato i fischi dei presenti e, all'indomani, di tutta la stampa, se ne è inventata un'altra che potrebbe mettere a soqquadro l'addormentato ed inattivo suo ministero, non sappiamo se in accordo con Nastasi, indicato da tutti come fonte e causa di molti casini nel settore dello spettacolo dal vivo.
Chi sono i componenti? Presidente Valerio Toniolo - del quale raccontiamo di seguito vita e miracoli - poi due onesti professionisti, ma forse a digiuno della materia sulla quale consigliare il ministro e permeabili a qualunque decisione altra - al ministro i consigli che contano li dà qualcun altro, un tempo era Nastasi - come Angelo Licalsi e Anna Menichetti ( di cui gesta da raccontare non ne abbiamo); e poi il direttore di Musica Jazz, Filippo Bianchi (che forse di teatri e di opera lirica poco sa) e Antonio Princigalli (del clan dei pugliesi, portato al ministero da Bray, occupato in Puglia Sound, che non sappiamo cosa sia, ma sappiamo che con teatri, festival - che non sia la taranta- e istituzioni concertistiche niente ha a che fare).
A questi illustri incompetenti (non per loro colpa) ma soprattutto ubbidienti, Vergnano si rivolge perchè esaminino bene le carte e decidano in base ad una valutazione accurata e nient'altro. Come non sapesse che Franceschini ed il suo clan le decisioni che contano le hanno già prese e che la riunione della commissione è solo una foglia di fico - in balia dei venti che spirano di volta in volta al Ministero - che copre le vergogne che sono abituati a praticare.
Vergano si fa sentire dopo che è rimasto scottato dagli stanziamenti dell'anno scorso che, a suo modo di vedere, non hanno valutato a dovere la qualità della programmazione del Teatro Regio, con conseguenti riflessi negativi sull'attribuzione del FUS. La qual cosa preoccupa oggi più di ieri Vergano, dopo che la nuova sindaca di Torino ha dichiarato di voler smantellare la 'Fondazione per la cultura ecc.'. di Torino di cui era domina la signora Larotella, moglie di Vergnano, che aveva come compito precipuo quello di procurare soldi alle istituzione culturali torinesi, compresa quella al cui vertice, da troppi anni, è suo marito: il Teatro Regio di Torino. Ora che i protettori del Sovrintendente non comandano più - Fassino - Vergnano teme che la sua poltrona, come già quella di sua moglie non si regga più in piedi.
E, comunque, Vergnano come tutti gli altri sovrintendenti delle Fondazioni liriche, hanno di che preoccuparsi. Della commissione abbiamo scritto, abbastanza male, già su questo blog, come anche sul presidente Toniolo. Altrimenti non si spiegherebbe come mai Silvia Colasanti , membro di quella commissione, si sia dimessa, rimpiazzata da Anna Menichetti. Su Toniolo e sulla Commissione, a seguire, riproponiamo quanto abbiamo scritto nei mesi scorsi in questo blog. Abbastanza esauriente per capire l'aria che tira al Ministero, con tutti i ministri.
Ne
' I Borghi' si gioca ai tre ladroni
Un
nostro assiduo lettore ci invia un articolo di ieri ( Il Tempo)
assicurandoci che 'ci interesserà'. Ha ragione. Che dice l'articolo?
Dice
di un triplo finanziamento fatto dalla Regione, guidata dalla
Polverini, per lo stesso avvenimento musicale che riguardava i
giovani - nel cui nome troppi misfatti ed imbrogli si compiono - e al
quale partecipava anche Ennio Morricone, che naturalmente è del
tutto estraneo alla storia, e semmai ne sarebbe vittima.
L'avvenimento
cui si fa riferimento ebbe luogo all'Auditorium Conciliazione (siamo
nel 2014) che è gestito dalla società ' I Borghi srl' di proprietà
dei Cesa - sì, loro che dicono di essere scesi in politica per il
bene della 'ggente, della quale fa parte anche la loro famiglia -
passata poi di mano e finita in quelle di tale Carducci, il quale a
sua volta, divenuto presidente del Consiglio regionale , sotto
Polverini, cede l'impresa a Valerio Toniolo, altro Rutelli boy's,
come il Carducci, Dal che si deduce che il Rutelli con la sua
'margherita' ne ha allevati di procacciatori di affari per sè...
A
Valerio Toniolo, Rutelli e poi i Cesa non si sono accontentati
di fargli amministrare la società che gestisce l'Auditorium,
ristrutturato con i soldi Arcus, e finanziato negli anni dalla
Polverini( in tre anni gli ha destinato quasi 1.500.000 Euro) ed
anche , prima, da Marrazzo ( quasi 500.000 Euro in due anni - i quali
volevano un auditorium ' nella disponibilità della Regione' per le
loro manifestazioni - ma lo hanno infilato in organi di gestione
della cosa pubblica. Toniolo è passato , dai tempi di Rutelli
ministro, in tutte le Commissioni del Ministero della Cultura,
commissioni di teatro, musica, danza, circhi: le commissioni che
consigliano al ministro chi finanziare con il FUS ed anche di quanto
finanziare gli idonei.
Non
bastasse, nella stessa società ed anche in alcune delle tre
associazioni destinatarie del finanziamento di cui scrive 'Il tempo',
c'è anche una signora Toniolo, evidentemente moglie o sorella o
figlia... o qualcosa che ha a che fare con il Toniolo, Valerio,
che siede anche nel consiglio di Presidenza dell'AGIS - non si
capisce se a titolo personale, come esperto di musica, danza teatro e
circhi - come lo avrebbe laureato Rutelli - come rappresentante
del ministero nelle cui commissioni egli siede da subito dopo
l'esame di maturità, o come amministratore de 'I Borghi srl' ,
rappresentando anche sua sorella o moglie o figlia, con il che si
vede che si occupa anche di trovare lavoro a chi non ne ha, ed in
tempi come i nostri è una sacrosanto compito che va comunque
compensato.
Di
Valerio Toniolo e dell'affaire ' I Borghi srl' abbiamo scritto altre
volte, ed una volta ricevemmo una risposta da parte dell'interessato
che voleva spiegarci come era tutto regolare. Sì, ha ragione, tutto
regolare, come conferma anche quest'ultima storia.
*************
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.
I
giornali ( La Repubblica, con una dettagliata ricostruzione) a
seguito dello scandalo alla regione Lazio, hanno tirato fuori
anche il nome di Toniolo, in relazione all’Auditorium
Conciliazione, concesso in gestione dal Vaticano alla
società ‘I Borghi’( di Lorenzo Cesa e Matteo, suo figlio)
ristrutturato con i soldi di ARCUS ( vi dice qualcosa?), con la
quale la Regione ha stipulato un contratto milionario
(1.300.000 Euro circa) per tre anni, a partire dal 2010, per
avere un luogo di ‘rappresentanza’. Il 2010 è l’anno in
cui la Polverini arriva alla Regione e con Lei anche Francesco
Artemisio Carducci, già assessore del sindaco Rutelli, che
alla Regione è capogruppo UDC. Naturalmente Carducci, nonostante il
cognome illustre, deve lasciare al momento dell’incarico in
Regione, quello di amministratore de ‘I Borghi’ che gli era
stato passato da Cesa, quando anche la sua presenza come
amministratore si era resa incompatibile con le sue cariche
politiche. Da Cesa a Carducci, e da Carducci a Toniolo,
suo fedelissimo, che ancora oggi siede in una di quelle Commissioni
ministeriali ( Danza. Dal cinema alla musica, alla danza!) ed
amministra, attraverso la società ‘ I borghi’ dei Cesa,
l’Auditorium Conciliazione che fra breve ospiterà l'ennesima
edizione del 'Concerto di Natale' e che non è stato concesso al
Nobel Dario Fo.
+++++ sione Musica. Cercansi candidati
Il criticatissimo ministro Franceschini, che al 'Salone del libro' di Torino, forse per dire ' io esisto', se ne è uscito con una boutade sul contrasto libri/tv, che gli ha meritato i fischi dei presenti e, all'indomani, di tutta la stampa, se ne è inventata un'altra che potrebbe mettere a soqquadro l'addormentato ed inattivo suo ministero, non sappiamo se in accordo con Nastasi, indicato da tutti come fonte e causa di molti casini nel settore dello spettacolo dal vivo.
Franceschini
ha fatto un bando, leggibile sul sito del Ministero, con il quale
mette a concorso, per titoli, i posti di membri delle varie
commissioni consultive del Ministero, quelle che danno pareri al
Ministro per l'assegnazione dei fondi alle varie istituzioni. Un
ruolo niente affatto ininfluente: nella nostra lunga carriera di
giornalista abbiamo visto tanta gente inutile e squalificata,
emergere dalla palude, solo perchè componente di una di quelle
commissioni.
La
cosa non ci sembra malvagia, a patto che a presiedere la commissione
che esaminerà le candidature non ci sia Nastasi che,
sebbene conosca l'ambiente dello spettacolo dal vivo, ama
circondarsi - come è sempre accaduto per le
commissioni passate - di servi fedelissimi; e che se raggiunto
da una raccomandazione per tizio o caia, mettiamo da parte di Letta
suo sponsor ed anche testimone di nozze, non può certo dirgli di no.
Nastasi,
in passato, ha messo di tutto e di più nella commissione
musica, che naturalemente conosciamo meglio delle altre. Ci ha messo
persone vicino a Rutelli, come quel Toniolo, del quale sembrava non
potersi fare a meno, al punto che gli ha fatto fare il giro di tutte
le commissioni, senza che per nessuna fosse un esperto; oppure ci ha
infilato amministratori che avevano lasciato istituzioni rinomate in
una voragine di debiti chiamati poi come esperti a valutare l'operato
di altre consimili istituzioni ed a suggerirne l'ammontare del
contributo statale, vedi il caso di Tutino; o raccomandati di varia
natura ed incompetenza. Nastasi, tanta è la sua spocchia, che
s'è spinto in qualche occasione a lodare pubblicamente
amministratori che per cattiva amministrazione lui avrebbe dovuto
pubblicamente accusare; lo ha fatto - vergogna!- con Gioacchino
Lanza Tomasi, definendolo uno dei migliori amministratori che le
fondazioni liriche abbiano mai avuto. E il buco nero del San carlo,
per citare solo l'ultimo fatto sotto la gestione del principe?
Perché
Nastasi, da quello che qualche volta è filtrato dalle stanze segrete
delle commissioni, avrebbe fatto fare il lavoro ai commissari, ma poi
avrebbe deciso lui, costringendoli a firmare decisioni non
condivise, senza che mai nessuno - che servi sarebbero altrimenti -
avesse denunciato apertamente l'accaduto o si fosse dimesso per
protesta. In quelle commissioni , insomma , sarebbe accaduto
tutto il peggio che si possa pensare. E perciò Nastasi, deve
essere tenuto fuori dalla commissione giudicatrice.
La
formi il Ministro, con persone di sicura autonomia e comprovata
professionalità - valli a trovare - senza che il grande, grosso
direttore generale si impicci. Se Nastasi invece la presiederà, vuol
dire che quel concorso è una FARSA.
Lo
sapremo presto se è una farsa, semplicemente leggendo i nomi dei
soli componenti, anche se riteniamo opportuno che
venissero rese note anche le candidature. Noi stessi abbiamo deciso
di inviare la nostra candidatura. Ma temiamo che il grande grosso
direttore generale, difficilmente farà scegliere i membri delle
commissioni, nell'elenco ristrettissimo dei giornalisti che lo hanno
criticato, quando non si sono trovati d'accordo con le sue
decisioni. E noi siamo fra quei pochissimi.
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venerdì 29 gennaio 2016
Nei Borghi si gioca ai 'tre ladroni'
Un nostro assiduo lettore ci invia un articolo di ieri ( Il Tempo) assicurandoci che 'ci interesserà'. Ha ragione. Che dice l'articolo?
Dice di un triplo finanziamento fatto dalla Regione, guidata dalla Polverini, per lo stesso avvenimento musicale che riguardava i giovani - nel cui nome troppi misfatti ed imbrogli si compiono - e al quale partecipava anche Ennio Morricone, che naturalmente è del tutto estraneo alla storia, e semmai ne sarebbe vittima.
L'avvenimento cui si fa riferimento ebbe luogo all'Auditorium Conciliazione (siamo nel 2014) che è gestito dalla società ' I Borghi srl' di proprietà dei Cesa - sì, loro che dicono di essere scesi in politica per il bene della 'ggente, della quale fa parte anche la loro famiglia - passata poi di mano e finita in quelle di tale Carducci, il quale a sua volta, divenuto presidente del Consiglio regionale , sotto Polverini, cede l'impresa a Valerio Toniolo, altro Rutelli boy's, come il Carducci, Dal che si deduce che il Rutelli con la sua 'margherita' ne ha allevati di procacciatori di affari per sè...
A Valerio Toniolo, Rutelli e poi i Cesa non si sono accontentati di fargli amministrare la società che gestisce l'Auditorium, ristrutturato con i soldi Arcus, e finanziato negli anni dalla Polverini( in tre anni gli ha destinato quasi 1.500.000 Euro) ed anche , prima, da Marrazzo ( quasi 500.000 Euro in due anni - i quali volevano un auditorium ' nella disponibilità della Regione' per le loro manifestazioni - ma lo hanno infilato in organi di gestione della cosa pubblica. Toniolo è passato , dai tempi di Rutelli ministro, in tutte le Commissioni del Ministero della Cultura, commissioni di teatro, musica, danza, circhi: le commissioni che consigliano al ministro chi finanziare con il FUS ed anche di quanto finanziare gli idonei.
Non bastasse, nella stessa società ed anche in alcune delle tre associazioni destinatarie del finanziamento di cui scrive 'Il tempo', c'è anche una signora Toniolo, evidentemente moglie o sorella o figlia... o qualcosa che ha a che fare con il Toniolo, Valerio, che siede anche nel consiglio di Presidenza dell'AGIS - non si capisce se a titolo personale, come esperto di musica, danza teatro e circhi - come lo avrebbe laureato Rutelli - come rappresentante del ministero nelle cui commissioni egli siede da subito dopo l'esame di maturità, o come amministratore de 'I Borghi srl' , rappresentando anche sua sorella o moglie o figlia, con il che si vede che si occupa anche di trovare lavoro a chi non ne ha, ed in tempi come i nostri è una sacrosanto compito che va comunque compensato.
Di Valerio Toniolo e dell'affaire ' I Borghi srl' abbiamo scritto altre volte, ed una volta ricevemmo una risposta da parte dell'interessato che voleva spiegarci come era tutto regolare. Sì, ha ragione, tutto regolare, come conferma anche quest'ultima storia.
Dice di un triplo finanziamento fatto dalla Regione, guidata dalla Polverini, per lo stesso avvenimento musicale che riguardava i giovani - nel cui nome troppi misfatti ed imbrogli si compiono - e al quale partecipava anche Ennio Morricone, che naturalmente è del tutto estraneo alla storia, e semmai ne sarebbe vittima.
L'avvenimento cui si fa riferimento ebbe luogo all'Auditorium Conciliazione (siamo nel 2014) che è gestito dalla società ' I Borghi srl' di proprietà dei Cesa - sì, loro che dicono di essere scesi in politica per il bene della 'ggente, della quale fa parte anche la loro famiglia - passata poi di mano e finita in quelle di tale Carducci, il quale a sua volta, divenuto presidente del Consiglio regionale , sotto Polverini, cede l'impresa a Valerio Toniolo, altro Rutelli boy's, come il Carducci, Dal che si deduce che il Rutelli con la sua 'margherita' ne ha allevati di procacciatori di affari per sè...
A Valerio Toniolo, Rutelli e poi i Cesa non si sono accontentati di fargli amministrare la società che gestisce l'Auditorium, ristrutturato con i soldi Arcus, e finanziato negli anni dalla Polverini( in tre anni gli ha destinato quasi 1.500.000 Euro) ed anche , prima, da Marrazzo ( quasi 500.000 Euro in due anni - i quali volevano un auditorium ' nella disponibilità della Regione' per le loro manifestazioni - ma lo hanno infilato in organi di gestione della cosa pubblica. Toniolo è passato , dai tempi di Rutelli ministro, in tutte le Commissioni del Ministero della Cultura, commissioni di teatro, musica, danza, circhi: le commissioni che consigliano al ministro chi finanziare con il FUS ed anche di quanto finanziare gli idonei.
Non bastasse, nella stessa società ed anche in alcune delle tre associazioni destinatarie del finanziamento di cui scrive 'Il tempo', c'è anche una signora Toniolo, evidentemente moglie o sorella o figlia... o qualcosa che ha a che fare con il Toniolo, Valerio, che siede anche nel consiglio di Presidenza dell'AGIS - non si capisce se a titolo personale, come esperto di musica, danza teatro e circhi - come lo avrebbe laureato Rutelli - come rappresentante del ministero nelle cui commissioni egli siede da subito dopo l'esame di maturità, o come amministratore de 'I Borghi srl' , rappresentando anche sua sorella o moglie o figlia, con il che si vede che si occupa anche di trovare lavoro a chi non ne ha, ed in tempi come i nostri è una sacrosanto compito che va comunque compensato.
Di Valerio Toniolo e dell'affaire ' I Borghi srl' abbiamo scritto altre volte, ed una volta ricevemmo una risposta da parte dell'interessato che voleva spiegarci come era tutto regolare. Sì, ha ragione, tutto regolare, come conferma anche quest'ultima storia.
sabato 31 gennaio 2015
'Senso di responsabilità', 'Rispetto del bene della nazione'. Alcune delle bestemmie che si ascoltano questi giorni in tv.
Alla vigilia della elezione del nuovo Presidente della repubblica, che succederà a Giorgio Napolitano, dimissionario come aveva promesso, tutti i partiti danno segno di resipiscenza, dichiarando e mostrando quanto forte sia in loro il senso di responsabilità, e come abbiano a cuore le sorti del paese, quanto importante sia il rispetto che nutrono per i cittadini che li hanno votati (non è proprio così, ma facciamo finta che lo sia).
Sgomitano per il loro minuto di celebrità prima di ricadere nel dimenticatoio che avvolgerà nuovamente la gran parte di loro, ad elezione avvenuta.
Ma, si sa, come basti un minuto, uno solo, per mostrare a tutti, a futura memoria, la loro faccia di c...
S'è sentito, come un ritornello: Renzi ha proposto Mattarella, senza consultarci, rompendo il patto di lealtà che Forza Italia, anzi il suo Presidente, condannato, ha stretto nelle segrete stanze del Nazareno. A noi non interessano le poltrone, ma l'interesse generale ed il bene della nazione.
E giù, parte una solenne risata dalla immensa platea televisiva, occultata in tempo alle orecchie di tutti dalla immediata chiusura dei microfoni.
E tutti, per il senso di rpsosnabilità, questa mattina - veramente già da ieri sera - faranno convergere il loro voto su Mattarella, sul quale tutti hanno dichiarato in questi giorni di vigilia - nessuno ha nulla da dire, neanche i Cinque stelle - i quali però sembra non abbiano da dire nulla in assoluto e su nulla - che non hanno nulla da dire, sulla persona, ma che non possono accettare il metodo seguito da Renzi. Ciò dice anche il condannato, e dice anche Alfano, l'inconsistente, in coppia con Cesa, l'industriale che avrebbero candidato Casini ( con quel nome?).
Insomma lo dicono tutti, ma senza la strategia di Renzi che ha messo tutti all'angolo, nessuno lo avrebbe votato, per una questione di principio, perché in politica la forma e importante quanto la sostanza, e, comunque, sempre per senso di responsabilità. Poi per lo stesso senso di responsabilità (non hanno pesato le paure di perdere poltrone e rendite di posizione politica, oltre che prebende) verso il paese, tutti i 'quaquaraqua', maschi e femmine senza distinzione , che siedono in questi giorni in Parlamento per la grande occasione di dare pessimo spettacolo di sè, ancora una volta, hanno deciso di votare Mattarella. Ad eccezione del partito del condannato il quale ha scelto di uscire dal Parlamento e stare con il suo capo, nell'ospizio milanese, dove svolge il suo servizio sociale, per evitare la galera e scontare la condanna.
E, sempre per il senso di responsabilità del mondo politico, e solo per questo, fra qualche ora l'Italia avrà il suo nuovo Presidente della repubblica, Sergio Mattarella.
Sgomitano per il loro minuto di celebrità prima di ricadere nel dimenticatoio che avvolgerà nuovamente la gran parte di loro, ad elezione avvenuta.
Ma, si sa, come basti un minuto, uno solo, per mostrare a tutti, a futura memoria, la loro faccia di c...
S'è sentito, come un ritornello: Renzi ha proposto Mattarella, senza consultarci, rompendo il patto di lealtà che Forza Italia, anzi il suo Presidente, condannato, ha stretto nelle segrete stanze del Nazareno. A noi non interessano le poltrone, ma l'interesse generale ed il bene della nazione.
E giù, parte una solenne risata dalla immensa platea televisiva, occultata in tempo alle orecchie di tutti dalla immediata chiusura dei microfoni.
E tutti, per il senso di rpsosnabilità, questa mattina - veramente già da ieri sera - faranno convergere il loro voto su Mattarella, sul quale tutti hanno dichiarato in questi giorni di vigilia - nessuno ha nulla da dire, neanche i Cinque stelle - i quali però sembra non abbiano da dire nulla in assoluto e su nulla - che non hanno nulla da dire, sulla persona, ma che non possono accettare il metodo seguito da Renzi. Ciò dice anche il condannato, e dice anche Alfano, l'inconsistente, in coppia con Cesa, l'industriale che avrebbero candidato Casini ( con quel nome?).
Insomma lo dicono tutti, ma senza la strategia di Renzi che ha messo tutti all'angolo, nessuno lo avrebbe votato, per una questione di principio, perché in politica la forma e importante quanto la sostanza, e, comunque, sempre per senso di responsabilità. Poi per lo stesso senso di responsabilità (non hanno pesato le paure di perdere poltrone e rendite di posizione politica, oltre che prebende) verso il paese, tutti i 'quaquaraqua', maschi e femmine senza distinzione , che siedono in questi giorni in Parlamento per la grande occasione di dare pessimo spettacolo di sè, ancora una volta, hanno deciso di votare Mattarella. Ad eccezione del partito del condannato il quale ha scelto di uscire dal Parlamento e stare con il suo capo, nell'ospizio milanese, dove svolge il suo servizio sociale, per evitare la galera e scontare la condanna.
E, sempre per il senso di responsabilità del mondo politico, e solo per questo, fra qualche ora l'Italia avrà il suo nuovo Presidente della repubblica, Sergio Mattarella.
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mercoledì 28 gennaio 2015
Scambio di cortesie fra statisti. Torna a colpire lo statista affidato ai servizi sociali
Alfano, l'unico fra gli statisti italiani in possesso di tutte le caratteristiche richieste dall'identikit del prossimo Presidente della repubblica - statura di statista, uomo delle istituzioni, conoscitore della macchina dello Stato, caratura e prestigio internazionale - ha fatto un passo indietro in favore di un antoagonista che all'indomani della sua autocandidatura, si è rivelato avere una qualità che lui, candidato perfetto, non ha, e cioè la bellezza che a Casini esce da tutti i buchi. E lo ha candidato assieme all'altro grande elettore che il mondo invidia all'Italia e cioè Cesa.
Ma Alfano non è l'unico a fare un passo indietro a favore di un candidato che reputa più degno. Nella lista compare anche il prof. Settis, studioso, candidato dal Movimento di Grillo, il quale, ha detto che il candidato ideale è per lui Giuliano Amato, ed in suo favore è disposto a ritirare la sua candidatura, laddove venisse nuovamente proposta. Amato perché lui lo conosce bene, essendo stato suo dipendente - si fa per dire - alla Treccani e perché conosce la sua generosità: ha rinunciato alle sue tre o quattro pensioni, da quando è giudice della Consulta, naturalmente le riprenderà quando quel suo mandato terminerà, la qual cosa farà anche da Presidente. E, del resto, prosegue Settis, anche alla Treccani ha rinunciato al suo compenso, e, infine, Amato sarebbe il presidente della repubblica che, a suo parere, presterebbe attenzione maggiore di ogni altro ai problemi della cultura.
ora a proposito della attenzione della Presidenza della repubblica ai problemi della cultura, finora non v'è stato presidente più attento di Napolitano. ma cosa si è ottenuto? Forse di non peggiorare la situazione, certamente senza non migliorarla.
Comunque sulle candidature pende il giudizio divino dell' evasore fiscale Berlusconi, condannato in via definitiva, affidato ai servizi sociali, privato del passaporto e del diritto di voto, estromesso dal Senato, ed impegnato in un via vai fra palazzo Grazioli e palazzo Chigi.
Povera l'Italia, se deve sottostare al giudizio, per la massima carica dello Stato, di un condannato definitivo.
Ma Alfano non è l'unico a fare un passo indietro a favore di un candidato che reputa più degno. Nella lista compare anche il prof. Settis, studioso, candidato dal Movimento di Grillo, il quale, ha detto che il candidato ideale è per lui Giuliano Amato, ed in suo favore è disposto a ritirare la sua candidatura, laddove venisse nuovamente proposta. Amato perché lui lo conosce bene, essendo stato suo dipendente - si fa per dire - alla Treccani e perché conosce la sua generosità: ha rinunciato alle sue tre o quattro pensioni, da quando è giudice della Consulta, naturalmente le riprenderà quando quel suo mandato terminerà, la qual cosa farà anche da Presidente. E, del resto, prosegue Settis, anche alla Treccani ha rinunciato al suo compenso, e, infine, Amato sarebbe il presidente della repubblica che, a suo parere, presterebbe attenzione maggiore di ogni altro ai problemi della cultura.
ora a proposito della attenzione della Presidenza della repubblica ai problemi della cultura, finora non v'è stato presidente più attento di Napolitano. ma cosa si è ottenuto? Forse di non peggiorare la situazione, certamente senza non migliorarla.
Comunque sulle candidature pende il giudizio divino dell' evasore fiscale Berlusconi, condannato in via definitiva, affidato ai servizi sociali, privato del passaporto e del diritto di voto, estromesso dal Senato, ed impegnato in un via vai fra palazzo Grazioli e palazzo Chigi.
Povera l'Italia, se deve sottostare al giudizio, per la massima carica dello Stato, di un condannato definitivo.
L'identikit del prossimo Presidente dell repubblica calza perfettamente a Franco Alfano che l'ha tracciato
Il prossimo Presidente della repubblica dev'essere un grande statista, ha detto solennemente il ministro Alfano, stampella non solidisima, insieme ad altri due statisti: Cesa e Casini - del Governo Renzi. Se fosse questa la caratteristica 'secca' richiesta, dovremmo ammettere che ad aspirare a quella carica ci sarebbe una rosa, ristretta, di grandi personalità della nostra repubblica: Alfano, Casini, Salvini, Grillo.
Se poi, in aggiunta, come il grande statista Alfano vuole, il prossimo Presidente dev'essere uomo delle istituzioni dalle quali deve provenire e conoscere la macchina dello Stato, la rosa si restringe ad Alfano e Casini. Fuori dunque Salvini ( che fra l'altro ora è anche occupato in altre faccende, che vanno dalla presenza a tutti i programmi televisivi alla costruzione dell'affaire sentimentale con Elisa Isoardi; mentre non è ancora occupato affatto nello sfogliare e magari anche leggere qualche libro, come Renzi lo aveva invitato a fare, ma potrebbe presto farlo, avendo esaurito molte delle bestialità che va affidando al vento) e Grillo, che con le istituzioni non ha mai avuto rapporti e rapporti non vuole avere, tendendo piuttosto a distruggerle, salvando solo la Presidenza della repubblica, per aspirarvi un domani.
Non finisce qui. Alfano nel tracciare il profilo del prossimo Presidente della repubblica italiana ha poi aggiunto che deve avere prestigio internazionale. A questo punto anche la candidatura di Casini (oltre che per il cognome improponibile!) sfuma perchè lui è conosciuto solo in Italia e soprattutto per 'bella presenza', all'estero anche per via di quel cognome lo ignorano quasi tutti. Resta solo la candidatura di Alfano: statista, uomo delle istituzioni, conoscitore della macchina statale, prestigio internazionale - la sua autocandidatura.
Se poi, in aggiunta, come il grande statista Alfano vuole, il prossimo Presidente dev'essere uomo delle istituzioni dalle quali deve provenire e conoscere la macchina dello Stato, la rosa si restringe ad Alfano e Casini. Fuori dunque Salvini ( che fra l'altro ora è anche occupato in altre faccende, che vanno dalla presenza a tutti i programmi televisivi alla costruzione dell'affaire sentimentale con Elisa Isoardi; mentre non è ancora occupato affatto nello sfogliare e magari anche leggere qualche libro, come Renzi lo aveva invitato a fare, ma potrebbe presto farlo, avendo esaurito molte delle bestialità che va affidando al vento) e Grillo, che con le istituzioni non ha mai avuto rapporti e rapporti non vuole avere, tendendo piuttosto a distruggerle, salvando solo la Presidenza della repubblica, per aspirarvi un domani.
Non finisce qui. Alfano nel tracciare il profilo del prossimo Presidente della repubblica italiana ha poi aggiunto che deve avere prestigio internazionale. A questo punto anche la candidatura di Casini (oltre che per il cognome improponibile!) sfuma perchè lui è conosciuto solo in Italia e soprattutto per 'bella presenza', all'estero anche per via di quel cognome lo ignorano quasi tutti. Resta solo la candidatura di Alfano: statista, uomo delle istituzioni, conoscitore della macchina statale, prestigio internazionale - la sua autocandidatura.
mercoledì 7 gennaio 2015
E 'grande e grosso' Nastasi continuerà a fare il buono e cattivo tempo.
L'autonomia di Scala e Santa cecilia prevede che il finanziamento statale, cioè il suo ammontare, sia triennale.La sua determinazione la decide il direttore generale, 'grande e grosso', sentita la Commissione Musica che lui steso ha fatto nominare scegliendo fra i candidati quelli più malleabili ed ubbidienti. In questa commissione che dovrebbe essere composta prevalentemente da esperti, con libertà ed autorevolezza ed indipendenza di giudizio, siedono Valerio Toniolo - lunga carriera all'ombra del Ministero, da Rutelli in poi, passando per tutte le Copmmissioni, finito negli ultimi anni ad amministrare l'Auditorium Conciliazione di proprietà della famiglia Cesa... inutile cotinuare - Silvia Colasanti, brava compositrice ma forse a digiuno delle storie relative alla vita musicale italiana ed alle sue principali istituzioni, e Angelo Licalsi , siciliano, maestro di coro, che vede la sua cooptazione in Commissione musica come un miracolo dal ciel piovuto.
E poi ci sono i rappresentanti istituzionali, Filippo Bianchi e Antonio Princigalli.
I membri delle Commissioni, chi non lo sa, negli anni passati, da oscuri ed insignificanti personaggi della vita musicale italiana, si imponevano alla attenzione ed al rispetto generale per quel loro ruolo, per il quale osavano anche pretendere favori in cambio di chissà quale millantato intervento a favore di questa o quella istituzione. E, comunque, nulla si faceva per niente.
Nastasi prosegue sulla medesima linea per avere mano libera su tutto, anche dal Ministro che invece di comandarlo si fa comandare da Nastasi, perché deve necessariamente credere a tutto quello che gli dice, non avendo nessun elemento proprio per giudicare, senza suggerimenti.
Ecco il marcio della politica, sul quale prospera 'grande e grosso' che continua a fare il buono e cattivo tempo.
E poi ci sono i rappresentanti istituzionali, Filippo Bianchi e Antonio Princigalli.
I membri delle Commissioni, chi non lo sa, negli anni passati, da oscuri ed insignificanti personaggi della vita musicale italiana, si imponevano alla attenzione ed al rispetto generale per quel loro ruolo, per il quale osavano anche pretendere favori in cambio di chissà quale millantato intervento a favore di questa o quella istituzione. E, comunque, nulla si faceva per niente.
Nastasi prosegue sulla medesima linea per avere mano libera su tutto, anche dal Ministro che invece di comandarlo si fa comandare da Nastasi, perché deve necessariamente credere a tutto quello che gli dice, non avendo nessun elemento proprio per giudicare, senza suggerimenti.
Ecco il marcio della politica, sul quale prospera 'grande e grosso' che continua a fare il buono e cattivo tempo.
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giovedì 11 settembre 2014
Casini e Staderini dopo aver letto l'articolo di oggi di Sergio Rizzo non dovrebbero sprofondare per la vergogna?
In ogni posto di potere che spetta all'UDC di Casini arriva il suo 'inviato' marco Staderini, il quale naturalmente è riconoscente e fedele ai patti: a Lottomatica, ad esempio, ha chiamato la ex signora Casini, Roberta Lubich, per il posto di addetta stampa. Staderini, come Casini, se li è fatti tutti i posti di potere, arrivando oggi, per intercessione del ministro del tortellino Galletti - vi dice qualcosa?- alla società Sogesid che doveva essere chiusa da vent'anni, e nella quale sedeva come presidente fino all'altro ieri, il dott. Assenza. Questo si leggeva oggi in un articolo documentatissimo di Sergio Rizzo sul Corriere. Tutto avviene nella gogna generale ma senza che i diretti interessati se ne vergognino almeno un pò.
Ma può cambiare un paese in cui è sempre in pista ancora e parla pure uno come Casini, che fa coppia con Cesa, altro campione della poltiica nazionale , il quale è impicciato anche in affari, in nome e con i soldi della politica? Nel frattempo Renzi che fa? Pensa ai suoi di Firenze da portare a Roma? S'è arenato in mezzo al mare dei divieti? Tenta di fare quello che può ma rispettando o venendo a patti con uomini di potere?
Sempre a proposito di Renzi, per il capitolo 'non ti capiamo più e neanche ti seguiamo' fa un certo senso leggere le sue dichiarazioni a proposito delle pensioni d'oro: 'stiamo facendo troppo chiasso - ha detto Renzi - per un risparmio annuo in fondo irrilevante, qualcosa come '100 milioni di Euro' appena. Segno evidente che anche Renzi comincia a dare i numeri.
E il grande progetto di far 'dimagrire il sistema politico' che si ingrassa sempre più, anche quello è diventato roba di poco conto ed è finito nel cassetto dei sogni, con la complicità di Boldrini e Grasso?
Ora cominciamo anche noi a temere che Renzi non solo non cambierà l'Italia ma che abbia tirato i remi in barca, per incapacità di intervento. E risiamo al punto di partenza, prima di Renzi il toscano
Ma può cambiare un paese in cui è sempre in pista ancora e parla pure uno come Casini, che fa coppia con Cesa, altro campione della poltiica nazionale , il quale è impicciato anche in affari, in nome e con i soldi della politica? Nel frattempo Renzi che fa? Pensa ai suoi di Firenze da portare a Roma? S'è arenato in mezzo al mare dei divieti? Tenta di fare quello che può ma rispettando o venendo a patti con uomini di potere?
Sempre a proposito di Renzi, per il capitolo 'non ti capiamo più e neanche ti seguiamo' fa un certo senso leggere le sue dichiarazioni a proposito delle pensioni d'oro: 'stiamo facendo troppo chiasso - ha detto Renzi - per un risparmio annuo in fondo irrilevante, qualcosa come '100 milioni di Euro' appena. Segno evidente che anche Renzi comincia a dare i numeri.
E il grande progetto di far 'dimagrire il sistema politico' che si ingrassa sempre più, anche quello è diventato roba di poco conto ed è finito nel cassetto dei sogni, con la complicità di Boldrini e Grasso?
Ora cominciamo anche noi a temere che Renzi non solo non cambierà l'Italia ma che abbia tirato i remi in barca, per incapacità di intervento. E risiamo al punto di partenza, prima di Renzi il toscano
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sabato 26 luglio 2014
La vergogna di Nastasi coperta da Franceschini. Nomina commissione consultiva musica 2014
L'avevamo detto pubblicamente, e scritto nero su bianco, che anche questa volta, finché Nastasi metteva bocca, quel concorso per titoli, diciamo così, per i membri delle commissioni consultive del Ministero sarebbe stata un FARSA.
E puntualmente il decreto di nomina dei componenti firmato ieri dal ministro sta a dimostrarlo. La presiede detta Commissione VALERIO TONIOLO, un campione di trasformismo, senza specifica competenza in nessuno dei campi nei quali l'hanno fatto girare al Ministero nei tempi passati ed ancora oggi. Toniolo gestisce l'Auditorium Conciliazione, della famiglia Cesa, al quale la Polverini, per avere un teatro di rappresentanza, aveva fatto un contratto di qualche milione di Euro.
Ma il Toniolo era stato allevato al tempo del Giubileo nel seno di Rutelli e da allora, con la levatrice Cesa, è cresciuto in ogni campo, divenendo esperto per decreto e volontà di Nastasi ed i suoi soci ministri, con competenze in campo teatrale, danza e musica.
Evidentemente Franceschini ha affari suoi da coltivare perchè non si sveglia per sventare la oscure manovre che Nastasi mette in atto, con il tacito consenso di chi dovrebbe metterlo in riga, fottendosene dei suoi padrini eccellenti, in primis GIANNI LETTA, suo testimone di nozze. Sempre lui.
Poi viene nominata anche Silvia Colasanti, esperta in melodramma. Chi la protegge per scrivere una simile fesseria? La Colasanti è una compositrice, anche brava, che ha scritto qualche lavoro di teatro musicale. Per questo diventa esperta in melodramma?
C'è poi Licalsi, ritenuto anch'egli particolarmente competente in campo musicale dal ministro Franceschini, si legge nel decreto. E che solo a noi è sconosciuto, specie per la sua prestigiosa attività di direttore, espletata con un coro di Caltanisetta.
E, solo per il 2014, farà parte della commissione, come membro aggiunto - si legge sempre nel decreto - il direttore generale Nastasi che evidentemente deve addestrare i pulcini; Toniolo no, l'ha già fatto nei trienni precedenti.
Nel decreto si legge che 57 sono state le candidature.
Dal ministero, ministro compreso, poichè non conoscono ciò di cui devono occuparsi e quindi non capiscono bene quel che dicono, può uscire qualunque cosa. La solita vergogna italiana.
Sarebbe stato opportuno conoscere anche l'elenco di coloro i quali avevano manifestato l'interesse a partecipare a detta gara; siamo convinti che sia Toniolo che la Colasanti non avevano neanche inviato i loro curriculum, e più facile pensare che li abbia scritti ed infilati nelle domande Nastasi, dopo che nella lista dei concorrenti non aveva trovato nessuno di suo gradimento, via i giornalisti. Sarebbe in fondo un imbroglietto da poco ed un gioco da ragazzi per una volpe come Nastasi. Invece quell'elenco resta segreto. Per quale motivo? Sarebbe stato opportuno.
Di Valerio Toniolo abbiamo scritto già a novembre scorso. Ecco il testo
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.
renderlo noto con i rispettivi curriculum per leggere quante cazzate alcuni possono aver scritto, dei 57 che hanno fatto richiesta di partecipazione, sapendo che al ministero, per i loro giochi, le avrebbero bevute. Ne leggiamo di continuo. Più gli interessati sono delle nullità e più lungo è il loro curriculum. Tanto gli esaminatori, quando gli conviene, fingono di credere a quel che leggono, quando sanno che per metà quei curriculum sono monnezza. In passato qualcuno della commissione riferiva, in segreto, che la commissione aveva espresso i suoi giudizi ma che poi Nastasi se ne sarebbe fottuto ed avrebbe agito diversamente. Fino a quando Nastasi grazierà con le nomine persone non proprio all'altezza del compito, lui potrà fare ciò che vuole, e mai nessusno denuncerà l'accaduto nè si dimetterà.
Il quale Nastasi, giacchè ci siamo, continua a finanziare i cosiddetti 'Cantieri dell'immaginario' aquilani, da anni, nonostante incontrino poco seguito, con un bel gruzzolo; solo perchè nella prima edizione incontrò lì il suo amore, Giulia Minoli che poi ha sposato, ed anche perchè quella è zona di Gianni Letta, suo padrino, che bisogna foraggiare anche quando non ce ne sarebbe la necessità.
E puntualmente il decreto di nomina dei componenti firmato ieri dal ministro sta a dimostrarlo. La presiede detta Commissione VALERIO TONIOLO, un campione di trasformismo, senza specifica competenza in nessuno dei campi nei quali l'hanno fatto girare al Ministero nei tempi passati ed ancora oggi. Toniolo gestisce l'Auditorium Conciliazione, della famiglia Cesa, al quale la Polverini, per avere un teatro di rappresentanza, aveva fatto un contratto di qualche milione di Euro.
Ma il Toniolo era stato allevato al tempo del Giubileo nel seno di Rutelli e da allora, con la levatrice Cesa, è cresciuto in ogni campo, divenendo esperto per decreto e volontà di Nastasi ed i suoi soci ministri, con competenze in campo teatrale, danza e musica.
Evidentemente Franceschini ha affari suoi da coltivare perchè non si sveglia per sventare la oscure manovre che Nastasi mette in atto, con il tacito consenso di chi dovrebbe metterlo in riga, fottendosene dei suoi padrini eccellenti, in primis GIANNI LETTA, suo testimone di nozze. Sempre lui.
Poi viene nominata anche Silvia Colasanti, esperta in melodramma. Chi la protegge per scrivere una simile fesseria? La Colasanti è una compositrice, anche brava, che ha scritto qualche lavoro di teatro musicale. Per questo diventa esperta in melodramma?
C'è poi Licalsi, ritenuto anch'egli particolarmente competente in campo musicale dal ministro Franceschini, si legge nel decreto. E che solo a noi è sconosciuto, specie per la sua prestigiosa attività di direttore, espletata con un coro di Caltanisetta.
E, solo per il 2014, farà parte della commissione, come membro aggiunto - si legge sempre nel decreto - il direttore generale Nastasi che evidentemente deve addestrare i pulcini; Toniolo no, l'ha già fatto nei trienni precedenti.
Nel decreto si legge che 57 sono state le candidature.
Dal ministero, ministro compreso, poichè non conoscono ciò di cui devono occuparsi e quindi non capiscono bene quel che dicono, può uscire qualunque cosa. La solita vergogna italiana.
Sarebbe stato opportuno conoscere anche l'elenco di coloro i quali avevano manifestato l'interesse a partecipare a detta gara; siamo convinti che sia Toniolo che la Colasanti non avevano neanche inviato i loro curriculum, e più facile pensare che li abbia scritti ed infilati nelle domande Nastasi, dopo che nella lista dei concorrenti non aveva trovato nessuno di suo gradimento, via i giornalisti. Sarebbe in fondo un imbroglietto da poco ed un gioco da ragazzi per una volpe come Nastasi. Invece quell'elenco resta segreto. Per quale motivo? Sarebbe stato opportuno.
Di Valerio Toniolo abbiamo scritto già a novembre scorso. Ecco il testo
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.
I giornali ( La Repubblica, con una dettagliata ricostruzione) a seguito dello scandalo alla regione Lazio, hanno tirato fuori anche il nome di Toniolo, in relazione all’Auditorium Conciliazione, concesso in gestione dal Vaticano alla società ‘I Borghi’( di Lorenzo Cesa e Matteo, suo figlio) ristrutturato con i soldi di ARCUS ( vi dice qualcosa?), con la quale la Regione ha stipulato un contratto milionario (1.300.000 Euro circa) per tre anni, a partire dal 2010, per avere un luogo di ‘rappresentanza’. Il 2010 è l’anno in cui la Polverini arriva alla Regione e con Lei anche Francesco Artemisio Carducci, già assessore del sindaco Rutelli, che alla Regione è capogruppo UDC. Naturalmente Carducci, nonostante il cognome illustre, deve lasciare al momento dell’incarico in Regione, quello di amministratore de ‘I Borghi’ che gli era stato passato da Cesa, quando anche la sua presenza come amministratore si era resa incompatibile con le sue cariche politiche. Da Cesa a Carducci, e da Carducci a Toniolo, suo fedelissimo, che ancora oggi siede in una di quelle Commissioni ministeriali ( Danza. Dal cinema alla musica, alla danza!) ed amministra, attraverso la società ‘ I borghi’ dei Cesa, l’Auditorium Conciliazione che fra breve ospiterà l'ennesima edizione del 'Concerto di Natale' e che non è stato concesso al Nobel Dario Fo.
Il quale Nastasi, giacchè ci siamo, continua a finanziare i cosiddetti 'Cantieri dell'immaginario' aquilani, da anni, nonostante incontrino poco seguito, con un bel gruzzolo; solo perchè nella prima edizione incontrò lì il suo amore, Giulia Minoli che poi ha sposato, ed anche perchè quella è zona di Gianni Letta, suo padrino, che bisogna foraggiare anche quando non ce ne sarebbe la necessità.
domenica 10 novembre 2013
Valerio Toniolo e il MIBAC
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile
2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore
dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di
abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato
persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali
erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in
precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo
sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione
cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò,
promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica.
Non lo incontrammo allora.
I giornali (
La Repubblica, con una dettagliata ricostruzione) a
seguito dello scandalo alla regione Lazio,
hanno tirato fuori anche il nome di Toniolo, in relazione all’Auditorium Conciliazione, concesso in gestione dal Vaticano alla società ‘I Borghi’( di Lorenzo Cesa e
Matteo, suo figlio) ristrutturato con i soldi di ARCUS ( vi dice qualcosa?), con la quale la Regione ha stipulato un contratto milionario (1.300.000 Euro circa) per tre anni, a partire dal 2010, per avere un
luogo di ‘rappresentanza’. Il 2010 è l’anno in cui la Polverini arriva
alla Regione e con Lei anche Francesco Artemisio Carducci, già assessore del
sindaco Rutelli, che alla Regione è capogruppo UDC. Naturalmente
Carducci, nonostante il cognome illustre, deve lasciare al momento
dell’incarico in Regione, quello di
amministratore de ‘I Borghi’ che gli era stato passato da Cesa, quando anche la
sua presenza come amministratore si era resa incompatibile con le sue cariche
politiche. Da Cesa a Carducci, e da
Carducci a Toniolo, suo fedelissimo, che
ancora oggi siede in una di quelle Commissioni ministeriali ( Danza. Dal cinema alla musica,
alla danza!) ed amministra, attraverso la società ‘ I borghi’ dei Cesa, l’Auditorium
Conciliazione che fra breve ospiterà l'ennesima edizione del 'Concerto di Natale' e che non è stato concesso al Nobel Dario Fo.
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