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lunedì 4 dicembre 2017

Camusso contro Boeri, sulle pensioni - Emiliano contro Arcelor e Calenda sull'ILVA di Taranto

Camusso sarebbe felice se Boeri venisse disarcionato dal cavallo dell'INPS, in ragione dei suoi 'avvertimenti'  a governo e sindacati, sulla sostenibilità del sistema pensionistico in Italia. In buona sostanza Boeri ha detto e ridetto che se si rimette in discussione il sistema pensionistico e le sue recenti riforme, compresa quella introdotta dalla cosiddetta 'Legge Fornero', il sistema potrebbe collassare, in un futuro, certo, ma non così lontano.

In Italia il sistema delle pensioni ha subito infiniti scossoni nel tempo, per  incoscienza di politici  e sindacati che, a fini elettorali o di consenso, ogni volta, hanno concesso benefici a questa o a quella categoria. Non preoccupandosi per nulla del futuro delle pensioni di tutti. Dei normali cittadini.

E se un giorno l'INPS, proprio a seguito di  numerosi immeritati privilegi (baby pensioni, vitalizi ecc...), dovesse dire: signori, si chiude, non possiamo più assicurare le pensioni come abbiamo fatto finora? In quel momento, che direbbero politici e sindacalisti che del loro sistema clientelare sono stati i primi a beneficiarne? Cosa risponderebbero ai cittadini che avevano fatto finta di voler difendere, nel corso della loro vita lavorativa, in fatto di pensioni?

Adesso la discussione riguarda, in particolare, l'innalzamento dell'età pensionabile a partire dal 2019.
Il Governo ha escluso da tale innalzamento alcune categorie che svolgono lavori cosiddetti usuranti o pesanti: ne sarebbe esclusi, a seguito di lunghe trattative, intorno alle 15.000 unità.

Camusso, in disaccordo con CISL e UIL, non è d'accordo, vuole estendere tale stop a molti altri lavoratori, fottendosene delle dichiarazioni di  Boeri che evidentemente Lei ritiene dica bugie o falsità. Ma quali interesse avrebbe Boeri ad avvertire che se si continua  su questa strada un giorno l'INPS potrebbe dire: le casse sono vuote e non ci sono più soldi per le pensioni?

Camusso non ci dice cosa replicare a Boeri o ad un suo successore. Oggi Lei  è preoccupata  ed occupata solo a recuperare consenso nelle file dei lavoratori, di domani non si occupa. O, forse, Lei sa già, come quell'altro suo collega del vertice sindacale andato in pensione da non molto, senza meritare il suo ammontare, che potrà dormire sonni tranquilli. Al futuro delle pensioni dei giovani di oggi penseranno altri sindacalisti.  Lei, Camusso, fa la voce grossa, ma ha lo sguardo miope.

Calenda , invece, dopo che è riuscito a mettere intorno ad un tavolo gli industriali dell'acciaio indiani, che ha convinto ad acquistare l'ILVA di Taranto, deve ora far fronte all'opposizione insensata ed irresponsabile del governatore pugliese, Emiliano che , reduce da una sconfitta politica dopo l'altra, ora tenta il tutto per tutto per recuperare consensi, anche sulla pelle delle migliaia di lavoratori che, senza la firma dell'accordo, sarebbero buttati in mezzo alla strada (oltre che respirare aria cattiva), mentre lui se ne sta seduto come un pascià sulla sua ricca e comoda poltrona di governatore regionale.

Emiliano ed il sindaco di Taranto sono ricorsi al TAR per contestare quella proposta di acquisto, comprendente anche il risanamento della fabbrica - che però ha bisogno di qualche anno di tempo. Se l'accordo non va in porto, ha ammonito Calenda, l'ILVA dovrà chiudere e i cittadini di Taranto,  saranno condannati, per sempre, a respirare veleni. Emiliano cosa ha da proporre ai cittadini che resteranno senza lavoro, e  che fra quelli che lavorano all'acciaieria e nell'indotto, ammontano a circa ventimila?

Emiliano dovrebbe riflettere sul futuro possibile, non è il primo caso che dimostra come  tirando eccessivamente una corda, questa si  spezza, senza possibilità di essere nuovamente riannodata.  Emiliano - lo ha detto apertamente  il ministro Calenda - è un incosciente che non ha voluto sentire ragioni, e che non pone mente al possibile futuro, più disastroso, di Taranto e dei suoi  cittadini che lavorano all'ILVA,  se la trattativa con Mittal dovesse naufragare definitivamente.
Dio ce ne scampi e liberi da uno come Emiliano che, per leggerezza, speculerebbe sulla vita e sulla salute dei cittadini.

giovedì 31 agosto 2017

FAKE MAN : Fabio Cenerini, Michele Emiliano, Dario Franceschini, Nicola Campogrande

Uno più uno meno non cambia, di ogni genere, tutti che hanno in comune il fatto di essere persone adulterate, FAKE, per ciò che hanno dichiarato o fatto. Alcuni esempi recenti.

Fabio Cenerini. Capolista della lista Toti al Comune de La Spezia. In vacanza sulle Dolomiti, dalle parti di Cortina - peggio per gli ampezzani che ce l'hanno fatto entrare senza passaporto e requisiti - s'è rifocillato in una malga. Durante il pasto l'ha disturbato la vista di una cameriera nera, africana,  in costume tipico ampezzano. Era ridicola, ha pensato (?) fra sè e sè,  ed anche che sarebbe meglio che a servire a tavola nei ristoranti di Cortina ci fossero solo gente del posto. Non contento di averla pensata una simile castroneria, l'ha anche postata sui social,  non rendendosi conto che lui, vestito da uomo è apparso altrettanto ridicolo agli altri commensali dolomitici che, però, hanno  avuto l'umana compassione di tenere tale parere per sè.

Emiliano, governatore delle Puglie. Lui non è d'accordo con le vaccinazioni obbligatorie: all'Italia ed alla Puglia  può interessare cosa pensa delle vaccinazioni l'ex magistrato, ancora in ruolo, Emiliano, il quale si è messo in fila, dietro Maroni e  Zaia, altri campioni? Purtroppo sì,  solo perchè costrette, dopo che il Governatore ha dichiarato  di voler dare supporto ed assistenza a quanti si oppongono alla vaccinazioni, prescritte per legge. Peccato ches ia ai suoi tempi che ai giorni nostri non era nè è prevista la vaccinazione obbligatoria contro la stupidità!

Franceschini,  ministro. In una intervista di Repubblica, il ministro rivela a Paolo Boccacci di essere rimasto affascinato dall'Alessandrino, quartiere di Roma che conserva ancora i ruderi monumentali di un antico acquedotto romano, dove lui ha abitato per qualche tempo in casa dell'attuale moglie Michela Di Biase, che lì è nata, vissuta, ed ha anche il suo collegio elettorale, e che l'ha votata, quasi un plebiscito, alle ultime elezioni.
Franceschini canta le bellezze dell'Alessandrino ed invita  tutti, romani e non, a non fermarsi alle bellezze della Roma storica situate nel centro della Capitale, ma a spingersi alla scoperta di tanti tesori nascosti nella Roma dei quartieri non ancora degradati.
E forse ha ragione Franceschini. Il quale, però, beccato sull'Alessandrino al tempo della campagna elettorale, non  si difende dall'accusa di aver trovato che nelle pieghe dei fondi del ministero perennemente al verde, ben 40 milioni di Euro - non un soldo! - per restaurare un ex deposito militare di Tor Sapienza, Cerimant, a due passi  proprio dall'Alessandrino, feudo  di Michela Di Biase, il quale, riconoscente, l'ha votata a grande maggioranza, facendola risultare la consigliera comunale più votata.

Nicola Campogrande, direttore artistico del Festival Mito. Ama passeggiare con la famiglia sulle Dolomiti, ma a Nicola Campogrande - citiamo dal Corriere della Sera di oggi, in una di quelle pagine a pagamento - il tema della Natura  (sul quale è incentrata la programmazione della prossima edizione che si inaugura il 3 settembre) è venuto gironzolando fra gli scaffali si un supermercato: " In montagna vedo gente attenta al fitness, sugli scaffali vedo sempre più cibi bio, ma quanti curano la qualità della musica che ascoltano? Perchè la buona musica fa bene al corpo e allo spirito".
 Siete tutti invitati a Milano o Torino, per ascoltare la musica bio e fitness, proposta da Campogrande, e suggeritagli dagli scaffali di un supermercato in alta quota che il noto compositore invita a frequentare per condividere con lui la straordinaria scoperta.

domenica 30 aprile 2017

Renzi, dal palcoscenico del Nazareno: non è una rivincita, ma un nuovo cammino. Lo sapremo presto, noi vorremmo credergli

La zarina, Maria Elena, anche se non incoronata per la seconda volta dallo zar rimesso in trono Matteo - e non sappiamo e ciò accadrà prima o poi - ha comunque tirato fuori dalla scarpiera il 'tacco 12'. Matteo, salendo sul palcoscenico improvvisato, non l'ha salutata come avrebbe fatto un tempo, e neppure l'ha ringraziata nel suo discorso di investitura, mentre ha ringraziato tutti gli altri. Compreso Guerini, che ha retto il partito nei mesi di vacanza della segreteria, che comunque si è rivelato  come l'uomo che 'annuisce' anche col capo, ad ogni respiro del rieletto segretario. Alla maniera  del consueto codazzo di 'sostenitori' che i politici si portano in tv e che fanno piazzare, ben visibile dalle telecamere, alle loro spalle.

Non è una rivincita, ha chiarito dal palcoscenico lo zar rimesso in trono, è la partenza di un nuovo cammino, come un foglio bianco interamente da riscrivere, nel segno dell'unità. C'è da credergli? Con le dichiarazioni della viglia ed i confronti televisivi anche se non aspri, qualche dubbio viene. Non lo stesso dubbio che è venuto a quel genio del trasformismo che è la De Girolamo che ha commentato: visto quello che succede nel PD, meglio - come facciamo noi - le primarie meglio non farle.

I rappresentanti delle altre due mozioni sconfitti alle primarie, e cioè Orlando ed Emiliano, hanno sottolineato il calo dei partecipanti. Hanno ragione, ma alla vigilia si pensava che  un milione circa sarebbe andato ai gazebo, e  che un milione di partecipanti sarebbe stato un successo comunque. E se ai gazebo sono andati quasi il doppio? Un successone. Loro non lo dicono, anche se devono riconoscere la vittoria schiacciante di Renzi. Mentre ciò che si attenderebbe si sentir dire  e cioè che avendo vinto Renzi, loro due , pur con le loro ragioni, lavoreranno al fianco del segretario,  senza fargli mancare il pungolo della loro idea di partito e degli obiettivi politici da perseguire, non esce dalle loro bocche.

Questo si sarebbe voluto sentirgli dire, ma non l'hanno detto. Ed allora il cammino di Renzi verso le prossime scadenze elettorali ( comunali, siciliane e poi politiche, quando saranno) diventa ancora più arduo, perchè si prospetta la possibilità di  un vincitore che gli elettori successivamente potrebbero  azzoppare per le troppe divisioni interne.

Comunque ora è tempo di programma/i, con un occhio alle periferie ed ai ceti deboli (ma anche all'Europa che così non può andare, all'economia ed alla sicurezza che l'emigrazione sta minacciando) fra i quali vanno cercati molti di coloro che non sono andati a votare alle primarie, perché sentono il PD ancora molto lontano da loro.

Renzi non ripeta gli errori del passato, come quello di trasferire a Roma una vagonata di amici e conoscenti fiorentini per i quali, onde disciplinarne il traffico, s'è portato appresso anche la capa dei vigili, Manzione (ora premiata con il Consiglio di Stato) piazzandola a Palazzo Chigi, per un dopolavoro, a  smistare le leggi, dove ha fatto non poca confusione, seconda solo a 'madonna'  Madia

Avremo un nuovo Renzi, come ha assicurato mentre gustava la vittoria schiacciante? Non dovremo attendere le prossime tornate elettorali per saperlo, basteranno le prossime settimane, anzi i prossimi giorni.

giovedì 23 febbraio 2017

Tutti per il Paese, nessuno per se stesso


Da qualche tempo, sempre più spesso, in questo blog compaiono post di argomento tutt'altro che musicale. Vorrete condannarci se ogni tanto distogliamo lo sguardo dal nostro mondo, quello della musica, dove comunque non sono tutte rose e fiori, per allargare l'orizzonte?

Se ci fermassimo alle parole dei politici, specie di quelli che ci governano, e concedessimo loro il massimo di credito, dovremmo ammettere che  per tutto il tempo in cui governano non hanno altro pensiero per la testa che il bene del Paese.
 Poi, invece, se ci prendiamo la briga  di verificare come razzolano  tizio o caio che abbiamo ascoltato predicar bene, le cose cambiano dal giorno alla notte, e si fa buio pesto.
 Vogliamo parlare di Vasco Errani, uno nel mazzo?  Pezzo da novanta del PD emiliano, appena scagionato da un'accusa  di cui non ricordiamo il contenuto,  per la sua passata responsabilità di governo  della sua Regione, durante il quale ha gestito anche il terremoto e post terremoto, è stato nominato dal passato governo, quello di Renzi e confermato da Gentiloni, commissario straordinario per il terremoto.  Lo abbiamo visto speso girare per le desolate zone terremotate, ed anche come accompagnatore di premier e ministri in quelle zone. Ora un commissario  'per il terremoto' in una zona in cui le scosse non accennano a diminuire, avrà da fare, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto? Certo. E comunque non basterebbe. Perché per risolvere gli infiniti problemi  le sue giornate dovrebbero durare  dalle 48 alle 76 ore. E forse solo allora  lavorerebbe con l'efficienza necessaria.
 E invece che ti fa l'Errani, Vasco. Trova il tempo per andare nella sua sezione PD, a Ravenna, per dichiarare ai suoi compagni di sezione che lui lascia il PD, e si mette sulla strada degli altri compagni scissionisti. Ma, ha assicurato, che non lascerà l'incarico commissariale. Ma forse dovrà necessariamente trascurarlo.

Senza voler apparire per il difensore non richiesto di quella mammoletta che è Renzi, al quale tutti hanno rimproverato di aver fatto perdere all'Italia una intera stagione politica, impegnando le forze di governo e di opposizione sui temi del referendum del 4 dicembre, vorremmo far notare che fra gli accusatori dell'ex premier, c'era anche Emiliano, governatore pugliese, il quale per far campagna contro Renzi, quando era ancora premier, andava dicendo che al governo i problemi della sua governata Puglia non interessavano affatto, mentre a lui sì, E citava il caso drammatico dell'Ilva di Taranto, ma  anche il referendum sulle trivelle che toglieva responsabilità al governatore che invece la voleva perché solo così si sentiva pienamente responsabile della sua Regione, ed in grado di dare risposta alle numerose richieste.. Ora, ad Emiliano che da qualche settimana sta ogni giorno, dall'alba a notte fonda, in tv, e perciò lontano anche con la testa dal governo della sua Puglia, è lecito domandare quando si occupa dell'Ilva, sempre che il problema esista ancora.
Possiamo chiedere anche a  lui di razzolare bene, esattamente come va predicando?

E poi ci verrebbe da chiedere ai medici che si sono opposti  al bando regionale del Lazio relativo all'assunzione di due medici per l'Ospedale s.Camillo, due ginecologi, che non si dichiarino obiettori in fatto di interruzione della gravidanza, se esiste una legge dello Stato in materia e se tale legge è osservata in tutte le strutture sanitarie del paese.  Perché se tale legge viene di fatto disattesa, allora la decisione del governatore Zingaretti è più che motivata, essendo altissima la percentuale dei medici obiettori ( che va dall'80 addirittura ad oltre il 90%) Che si opponga la Conferenza episcopale  è perfino pleonastico  notarlo; ma che lo faccia lo stesso Ministro della salute (che però, non si dimentichi, viene da un partito che a parole si dichiara cattolico, di ispirazione, ed ora, in previsione delle elezioni, non vuole correre il rischio di perdere l'appoggio degli elettori cattolici),  è grave; mentre incomprensibile risulta il diverso parere dei medici del Lazio (negativo), e, a favore, quello dell'Ordine nazionale.
 Mentre, come molti sanno, specie se ci sono passati loro stessi o qualche loro congiunto o conoscente, fra gli obiettori non sono pochi coloro che in strutture private l'aborto lo praticano, a pagamento, e facendo cartelle false, senza chiedersi se così facendo non mettono alcune donne, che non dispongono dei soldi necessari, in pericolo di vita. A questi mascalzoni, altro che medici, mai nessun ordine professionale ha chiesto il conto, e nei rarissimi casi in cui un conto gli si è chiesto, lo ha fatto la magistratura. Solo la magistratura.

giovedì 2 luglio 2015

Assessore Marinelli bugiarda, governatore Emiliano inopportuno

Giovanna Marinelli, assessore alla cultura a Roma , ha gettato la maschera facendoci conoscere il suo  effettivo valore all'interno della giunta di Ignazio Marino. Ne ha dette tante nei mesi da quando sta in Campidoglio, ma l'altro ieri  ne ha detta una ancora più grossa,  volendo rispondere indirettamente alla lettera di Franco Bernabè dimessosi dalla presidenza di Palaexpo assieme a tutto il Consiglio di amministrazione. In sostanza Bernabè aveva detto alla Marinelli: bella di zio, noi ci siamo procurati tutti i soldi necessari alla attività di Palaexpo e Scuderie, il finanziamento che reclamiamo dal Comune serve alla amministrazione della istituzione ed alla fornitura dei servizi - capito, bella di zio?
 Bella di zio Marinelli ha fatto finta di non capire, per ordine di Marino, ed ha risposto che presto il Comune provvederà alla formazione di un nuovo CdA di Palaexpo, perchè  il consiglio  presieduto da Bernabè non ha raggiunto i risultati 'di missione' che si era prefisso. Ed ha aggiunto,  come monito, che invece in altri casi, come all'Opera di Roma, il miracolante Fuortes i risultati prefissi li ha raggiunti. Dimenticando di dire, bella di zio, che Fuortes ha attinto al fondo 'salva teatri' ben 25 milioni, ed ha ottenuto anche dal Comune sostanziosi finanziamenti (14 milioni) anche se inferiori, ma di poco, a quelli dell'anno precedente; mentre al Palaexpo si volevano tagliare con la scure.
Nessuno dice in faccia a 'bella di zio' queste cose, neppure il Corriere che ospitando un suo intervento, pietoso, ( come del resto altrettanto pietoso è stato il cosiddetto bilancio della cultura a Roma di ieri!), le ha dato spazio per giustificare il nulla che nel settore ha fatto lei ed il suo capo Marino.
 Il Governatore Emiliano della Regione Puglia, comincia subito con un passo falso, assumendo a suo portavoce la sua compagna, della famosa famiglia dei Laterza baresi, alla quale appartiene - forse - la potentissima mamma di Nastasi( proprio lui), giudice di alto grado alla Corte dei Conti.
 La Laterza di Emiliano è stata sua portavoce negli anni al Comune, poi si è occupata della sua campagna elettorale, ma nel frattempo  essendo scoccata la scintilla dell'amore fra i due, appena si è insediato alla Regione, Emiliano l'ha assunta come portavoce.  Lei dirà, dalla Regione, al mondo ciò che vuole e pensa il suo Emiliano - badate che lei lo chiama per cognome, che finezza! - il quale però, a casa, farà solo quello che Laterza dirà ( anche lui la chiama per cognome?). Insomma una specie di vendetta di Emiliano sulla sua compagna.
 La decisione di Emiliano ci fa capire quanto difficile sia oggi trovare lavoro, al punto che se tu uno non lo assumi al tuo fianco quando hai potere, ben difficilmente  il lavoro lo troverà altrove. I meriti non contano. E, del resto, anche Renzi, da palazzo Chigi, sta trovando lavoro a tutti i suoi amici disoccupati; solo quelli fiorentini o toscani.