Notizia di questi giorni. Enrica Laterza, giudice della Corte dei Conti notissima, preposta alla vigilanza sugli 'enti' (pubblici) potrebbe diventare alla fine di quest'anno la Presidente della Corte. Fino ad oggi, nonostante il suo delicato incarico e qualche parentela forse ingombrante, nessuno ha avuto da ridire su di lei. E così sarà sicuramente in futuro, anche promossa ed eletta Presidente della Corte.
Non molti sanno - o lo sanno tutti? - che la giudice Enrica Laterza è la madre di Salvo Nastasi, attuale vice segretario generale della Presidenza del Consiglio e Commissario per Bagnoli, per volere di Renzi, dopo essere stato per oltre una decina d'anni il gran manovratore del Ministero della Cultura, dove si sono insediati uno dopo l'altro ministri senza competenza alcuna e quindi bisognosi di un suggeritore. Del tutto disinteressato come Salvo Nastasi?
Ricordiamoci che Nastasi ha fatto numerosi danni al sistema musicale in Italia, prima di traslocare anche con quel suo algoritmo bestiale ( l'ultima sua trovata prima di abbandonare via del Collegio romano, per insediarsi nel vicino Palazzo Chigi, da dove comunque qualche occhiata al ministro Franceschini sembra continui a darla ), che ha decimato tante istituzioni, medie piccole e qualcuna anche grandicella ( senza parlare dello scandalo del comportamento del ministero nei confronti dell'Orchestra Verdi di Milano) sparse sul nostro territorio, con anni di lavoro meritorio.
Un esempio che riguarda il passato che, se fosse passato sotto la lente di ingrandimento della giudice Laterza, lo avrebbe sanzionato. Ne siamo certi. Quando era commissario al Teatro San Carlo con il quale il suo ministero era stato, in quel periodo, di manica larga finanziando anche una tournée inutile ma costosa negli USA, Nastasi si inventò un Museo dell'Opera che fece allestire ed aprire, affidandone la cura a sua moglie Giulia Minoli, figlia di Giovanni e di Matilde Bernabei, evidentemente in cerca di lavoro, come ogni giovane in Italia. Con la sola differenza che Nastasi per trovar lavoro a sua moglie può anche inventarsi ex novo un museo, mentre nessun altro italiano preoccupato per un figlio disoccupato può fare altrettanto, non avendo la disponibilità di soldi pubblici, come Nastasi.
Giulia venne fatta scappare da Napoli quando lo scandalo venne alla luce, e probabilmente ora non pensa a cercarsi altro lavoro, essendole sopraggiunto quello di mamma. (Auguri sinceri anche al papa! noi sappiamo quanto l'arrivo di un figlio o di un nipotino, come nel nostro caso, possa cambiare la vita di un adulto).
La storia di quel museo deve far riflettere, anche perchè il suo gemello veronese sembra navighi in cattivissime acque, perché costoso ed inutile. A Napoli le cose vanno diversamente? Nessuno parla, neppure la sovrintendente Purchia, di Nastasi fedelissima, da lui sostenuta ed imposta anche contro il parere del sindaco partenopeo.
Per tornare al conflitto di interessi - che ovviamente è solo sulla carta e nella nostra testa - la presidente Laterza, quando dovrà fare la sua annuale relazione, non farà un Euro di sconto, neanche al ministero dove suo figlio è al vertice dirigenziale, perchè quando si tratta di giustizia, non c'è figlio o parente che tenga.
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mercoledì 4 ottobre 2017
Conflitto di interessi n.1: Enrica Laterza - Salvo Nastasi
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sabato 24 settembre 2016
Non scoperchiare le pentole. Esce di tutto. Come dal Ministero della salute, con il caso Daniela Rodorigo
In tutte le amministrazioni pubbliche, ma anche alla Rai, si parla di tagli di stipendi superiori a 240.000 Euro che sarebbe lo stipendio del Presidente della repubblica. Non si parla però di rimodulazione di tutti gli altri stipendi dei dirigenti dei medesimi enti, di quelli che si trovano, per effetto dello stesso principio degli stipendi gonfiati ed immotivati, poco al di sotto del limite imposto. Di questo non si parla. Sebbene risulti a tutti assurdo che il direttore del TG1, ad esempio, guadagni quando la dirigente 'comunicazione' del Ministero della Salute, dott. Daniela Rodorigo, avvocato, non giornalista né con qualche competenza in fatto di comunicazione, che qualche potente di turno ha messo a quel posto, dirigenziale, e che paga con 236.000 Euro l'anno, il cui nome è venuto fuori nelle ultime ore.
Perchè tanto clamore attorno ad una semplice dirigente, come tante altre, del Ministero? Perchè sarebbe Lei, con tutta la sua incompetenza, la principale responsabile delle ignobili campagne pubblicitarie sulla fertilità ed altro, messe in campo dal ministro Lorenzin, che se ne è lavate le mani.
Insomma dove altro le darebbero 236.000 Euro senza alcuna competenza nel settore cui è preposta?
Scoperchiare le infinite pentole cariche di immeritati privilegi sarebbe necessario, per farne uscire tutto il marcio presente e ricominciare accapo, sperando di diventare una 'pentola' (un paese) finalmente normale. nei vari ministeri di tagli ce ne sarebbero da fare.
Tanto per citarne uno, sapete quanto guadagnava Nastasi da direttore generale del Mibac? intorno a 400.000 Euro, come si lesse da qualche parte? E da commissario di Bagnoli, dove lo ha spedito Renzi? Avrebbe guadagnato molto molto meno, ed allora il premier se lo è portato, nominalmente, a Palazzo Chigi, come vice segretario generale, per fargli salvo lo stipendio , e da lì commissaria Bagnoli, con grande gioia di de Magistris?
Con tutta la sua mole, Nastasi si merita uno stipendio simile, il doppio quasi del Presidente della Repubblica e il triplo dello stesso premier, suo padrone? Suvvia.
Pulizia vogliamo.
Perchè tanto clamore attorno ad una semplice dirigente, come tante altre, del Ministero? Perchè sarebbe Lei, con tutta la sua incompetenza, la principale responsabile delle ignobili campagne pubblicitarie sulla fertilità ed altro, messe in campo dal ministro Lorenzin, che se ne è lavate le mani.
Insomma dove altro le darebbero 236.000 Euro senza alcuna competenza nel settore cui è preposta?
Scoperchiare le infinite pentole cariche di immeritati privilegi sarebbe necessario, per farne uscire tutto il marcio presente e ricominciare accapo, sperando di diventare una 'pentola' (un paese) finalmente normale. nei vari ministeri di tagli ce ne sarebbero da fare.
Tanto per citarne uno, sapete quanto guadagnava Nastasi da direttore generale del Mibac? intorno a 400.000 Euro, come si lesse da qualche parte? E da commissario di Bagnoli, dove lo ha spedito Renzi? Avrebbe guadagnato molto molto meno, ed allora il premier se lo è portato, nominalmente, a Palazzo Chigi, come vice segretario generale, per fargli salvo lo stipendio , e da lì commissaria Bagnoli, con grande gioia di de Magistris?
Con tutta la sua mole, Nastasi si merita uno stipendio simile, il doppio quasi del Presidente della Repubblica e il triplo dello stesso premier, suo padrone? Suvvia.
Pulizia vogliamo.
domenica 11 ottobre 2015
Christillin all'ENIT - Premio del Mibact al Teatro San Carlo - Tenore 'in polo' spopola su You Tube
L'ENIT era da tempo commissariato e si diceva pure che aveva fatto il suo tempo e doveva essere soppresso. All'improvviso il ministro Franceschini ci ripensa e mette a capo della struttura, rinnovata, l'efficiente Cristiilin, gran signora torinese con cognome francese, fresca dei successi al Museo Egizio e prima ancora alle Olimpiadi invernali di Torino.
Nei giorni precedenti la svolta il Corriere aveva segnalato che anche all'ENIT carrozzone statale per gente raccomandata, gli stipendi degli impiegati andavano da un minimo di 60.00 ad un massimo di 80.000. La Cristillin, che certamente di soldi non ha davvero bisogno ha dichiarato in tv che il suo stipendio è di 70.000 Euro. Per lei è un punto d'onore tentare i dare una scossa al placido turismo italiano che di anno in anno va perdendo posizioni sul mercato mondiale. E come poteva essere altrimenti?
Ricordate il famoso portale che il governo Berlusconi pagò alcuni milioni di Euro, brutto, pieno zeppo di errori (per questo la Gelmini volle introdotto obbligatoriamente l'inglese nelle scuole. Per i futuri addetti al sito del turismo italiano) e con una musica di sottofondo tratta dalla Carmen di Bizet. Sito che fa il paio con quello altrettanto idiota dell'EXPO:Very bello!
Il MIbact quando dà i premi sorpende tutti. Immancabilmente.
Un pò di anni fa, dopo la brevissima esperienza della Crivellenti come sovrintendente , il Teatro Comunale di Cagliari ebbe un premio analogo, immaginiamo con motivazioni similari a quelle con cui ora arriveranno al Teatro San Carlo di Napoli, 2 milioni di Euro per il " VALORE DELLA PRODUZIONE, QUALITA' E GESTIONE VIRTUOSA"
Chi ha valutato tali parametri? l'algoritmo al quale Nastasi poco prima di darsi allafuga dal Ministero aveva affidato la valutazione delle istituzioni di spettacolo italian, cancellandone di fatto alcune centinaia dal finanziamento statale attraverso il FUS? No, sicuramente per questi premi, sospetti, l'algoritmo non funziona e oltre tutto sarebbe troppo lento, perchè almeno per il San Carlo i 2 milioni premierebbero la trionfante stagione estiva del teatro. Ma allora chi ha deciso questi premi?
A noi viene il dubbio che sia stato il colpo di coda cosiddetto di Salvo Nastasi prima di lasciare il Collegio romano Per la semplice ragione che sia a Cagliari che a Napoli le due sovrintendenti sono state messe lì da Nastasi, anche contro il parere, nel caso della Purchia a Napoli, del presidente del teatro, il sindaco De Magistris. Con i premi Nastasi vuole ad ogni costo dimostrare che le sue scelte erano giuste. Ma se così è, faccia tornare a Cagliari al Crivellenti, ora che la sovrintendenza di quel teatro è vacante. E non ci venga a dire che ora sta a Palazzo Chigi, anzi a Bagnoli. A noi non la racconta con Franceschini che dipendeva da lui per ogni decisione.
C'è un giovane tenore italiano, siciliano(?), di nome - se non andiamo errati - Paolo Fanale che popola su You Tube: il tenore con la polo che spopola 'per' la polo. Spopolerà anche se metterà una camicia?
Nei giorni precedenti la svolta il Corriere aveva segnalato che anche all'ENIT carrozzone statale per gente raccomandata, gli stipendi degli impiegati andavano da un minimo di 60.00 ad un massimo di 80.000. La Cristillin, che certamente di soldi non ha davvero bisogno ha dichiarato in tv che il suo stipendio è di 70.000 Euro. Per lei è un punto d'onore tentare i dare una scossa al placido turismo italiano che di anno in anno va perdendo posizioni sul mercato mondiale. E come poteva essere altrimenti?
Ricordate il famoso portale che il governo Berlusconi pagò alcuni milioni di Euro, brutto, pieno zeppo di errori (per questo la Gelmini volle introdotto obbligatoriamente l'inglese nelle scuole. Per i futuri addetti al sito del turismo italiano) e con una musica di sottofondo tratta dalla Carmen di Bizet. Sito che fa il paio con quello altrettanto idiota dell'EXPO:Very bello!
Il MIbact quando dà i premi sorpende tutti. Immancabilmente.
Un pò di anni fa, dopo la brevissima esperienza della Crivellenti come sovrintendente , il Teatro Comunale di Cagliari ebbe un premio analogo, immaginiamo con motivazioni similari a quelle con cui ora arriveranno al Teatro San Carlo di Napoli, 2 milioni di Euro per il " VALORE DELLA PRODUZIONE, QUALITA' E GESTIONE VIRTUOSA"
Chi ha valutato tali parametri? l'algoritmo al quale Nastasi poco prima di darsi allafuga dal Ministero aveva affidato la valutazione delle istituzioni di spettacolo italian, cancellandone di fatto alcune centinaia dal finanziamento statale attraverso il FUS? No, sicuramente per questi premi, sospetti, l'algoritmo non funziona e oltre tutto sarebbe troppo lento, perchè almeno per il San Carlo i 2 milioni premierebbero la trionfante stagione estiva del teatro. Ma allora chi ha deciso questi premi?
A noi viene il dubbio che sia stato il colpo di coda cosiddetto di Salvo Nastasi prima di lasciare il Collegio romano Per la semplice ragione che sia a Cagliari che a Napoli le due sovrintendenti sono state messe lì da Nastasi, anche contro il parere, nel caso della Purchia a Napoli, del presidente del teatro, il sindaco De Magistris. Con i premi Nastasi vuole ad ogni costo dimostrare che le sue scelte erano giuste. Ma se così è, faccia tornare a Cagliari al Crivellenti, ora che la sovrintendenza di quel teatro è vacante. E non ci venga a dire che ora sta a Palazzo Chigi, anzi a Bagnoli. A noi non la racconta con Franceschini che dipendeva da lui per ogni decisione.
C'è un giovane tenore italiano, siciliano(?), di nome - se non andiamo errati - Paolo Fanale che popola su You Tube: il tenore con la polo che spopola 'per' la polo. Spopolerà anche se metterà una camicia?
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venerdì 14 agosto 2015
Salvo Nastasi lascia la Cultura per Palazzo Chigi, dove sarà vice segretario generale. Con delega per Bagnoli?
E' una buona notizia? Sì, certo che lo è. Il 'grande & grosso' direttore generale libera finalmente la sua poltrona al Ministero del Collegio romano per insediarsi a palazzo Chigi. E questa buona notizia, oggi solo La repubblica la dà con qualche punta di sana critica. L'uomo padrone del FUS, così l'ha definito, ora andrà a fianco di Renzi, al quale forse l'ha raccomandato Nardella, fraterno amico di entrambi, come ha scritto qualche giornale.
A proposito del FUS, sulla cui gestione, non da oggi, Nastasi è stato duramente criticato, per l'ultima assegnazione di contributi, quella del 2015 resa nota, con grande tempismo, alla fine di luglio, ha fatto ciò che non aveva ancora fatto. E ne ha fatte tante.
Ha esautorato anche sotto il profilo teorico la Commissione centrale musica ( il discorso vale anche per gli altri settori finanziati con il FUS) che, da notizie degli anni trascorsi, nei fatti esautorata lo è stata da sempre. Perchè era anche accaduto che una volta il direttore generale si presentasse con l'elenco dei contributi, redatto da lui, chiedendo l'avallo della commissione che, essendo da sempre composta da miracolati da Nastasi, l'ha concesso senza fiatare. Come nelle migliori democrazie.
Quest'anno ha fatto di più. Ha affidato ad una società di consulenza esterna la valutazione ed assegnazione dei punteggi ai varie richiedenti, annullando così qualunque valutazione della Commissione di cosiddetti esperti. Uno dei quali, anzi una, Silvia Colasanti , impossibilitata ad esprimere qualunque giudizio di qualità sui richiedenti - che è poi la ragione per cui esiste la commissione - ha deciso di rassegnare le dimissioni. Brava!
Alla fine dei conti, Nastasi con i suoi accoliti ubbidienti, ha stilato la lista dei contributi, una lista ristrettissima, difendendosi che non aveva potere discrezionale, perchè i richiedenti erano stati valutati secondo dati oggettivi trasformati in numeri. Sta di fatto che moltissime istituzioni, alcune anche storiche, che da tempo immemorabile ricevevano contributi dal Ministero sono state quest'anno escluse. A seguito di tali immotivate esclusioni, il mondo dello spettacolo è in rivolta. E forse bene ha fatto Renzi a strappare Nastasi dalla Cultura prima che una folla inferocita armata di megafono e striscioni del tipo 'abbasso Nastasi!', ' Fuori Attila dalla cultura', ' Nastasi peggio della crisi mondiale' non si piazzi fuori della sede ministeriale e lo aspetti all'uscita.
Ma forse tale dirottamento serve semplicemente a risolvere un problema del quale avevano scritto i giornali, e cioè quella del compenso. Che sinceramente non capiamo, ma che così abbiamo inteso. Va a palazzo Chigi per non perdere il suo 'grande & grosso' stipendio e il premier lo invia come commissario a Bagnoli, pagandolo a Palazzo Chigi, cosa che forse non sarebbe potuto avvenire solo con la sua uscita dal Collegio romano, sede dove fino ad oggi Nastasi era seduto sulla sua poltrona di direttore generale dello 'Spettacolo dal vivo'.
Il nuovo rebus è chi Franceschini metterà al suo posto. Uno che ne sappia meno di Nastasi - non è difficile da trovare - od uno che faccia peggio di lui? Impossibile.
A proposito del FUS, sulla cui gestione, non da oggi, Nastasi è stato duramente criticato, per l'ultima assegnazione di contributi, quella del 2015 resa nota, con grande tempismo, alla fine di luglio, ha fatto ciò che non aveva ancora fatto. E ne ha fatte tante.
Ha esautorato anche sotto il profilo teorico la Commissione centrale musica ( il discorso vale anche per gli altri settori finanziati con il FUS) che, da notizie degli anni trascorsi, nei fatti esautorata lo è stata da sempre. Perchè era anche accaduto che una volta il direttore generale si presentasse con l'elenco dei contributi, redatto da lui, chiedendo l'avallo della commissione che, essendo da sempre composta da miracolati da Nastasi, l'ha concesso senza fiatare. Come nelle migliori democrazie.
Quest'anno ha fatto di più. Ha affidato ad una società di consulenza esterna la valutazione ed assegnazione dei punteggi ai varie richiedenti, annullando così qualunque valutazione della Commissione di cosiddetti esperti. Uno dei quali, anzi una, Silvia Colasanti , impossibilitata ad esprimere qualunque giudizio di qualità sui richiedenti - che è poi la ragione per cui esiste la commissione - ha deciso di rassegnare le dimissioni. Brava!
Alla fine dei conti, Nastasi con i suoi accoliti ubbidienti, ha stilato la lista dei contributi, una lista ristrettissima, difendendosi che non aveva potere discrezionale, perchè i richiedenti erano stati valutati secondo dati oggettivi trasformati in numeri. Sta di fatto che moltissime istituzioni, alcune anche storiche, che da tempo immemorabile ricevevano contributi dal Ministero sono state quest'anno escluse. A seguito di tali immotivate esclusioni, il mondo dello spettacolo è in rivolta. E forse bene ha fatto Renzi a strappare Nastasi dalla Cultura prima che una folla inferocita armata di megafono e striscioni del tipo 'abbasso Nastasi!', ' Fuori Attila dalla cultura', ' Nastasi peggio della crisi mondiale' non si piazzi fuori della sede ministeriale e lo aspetti all'uscita.
Ma forse tale dirottamento serve semplicemente a risolvere un problema del quale avevano scritto i giornali, e cioè quella del compenso. Che sinceramente non capiamo, ma che così abbiamo inteso. Va a palazzo Chigi per non perdere il suo 'grande & grosso' stipendio e il premier lo invia come commissario a Bagnoli, pagandolo a Palazzo Chigi, cosa che forse non sarebbe potuto avvenire solo con la sua uscita dal Collegio romano, sede dove fino ad oggi Nastasi era seduto sulla sua poltrona di direttore generale dello 'Spettacolo dal vivo'.
Il nuovo rebus è chi Franceschini metterà al suo posto. Uno che ne sappia meno di Nastasi - non è difficile da trovare - od uno che faccia peggio di lui? Impossibile.
domenica 9 agosto 2015
Salvo Nastasi scrive a Dagopsia per rettificare un articolo apparso sul sito, ma commette a sua volta alcune imprecisioni.
La lettera è dei primi di questo mese. La lettera che Salvo Nastasi ha inviato a Dagospia che, nel dare notizia di un suo probabile invio, come commissario, nel sito di veleni di Bagnoli, ne ricostruiva la carriera politica come Direttore generale dello Spettacolo e dava notizia anche dei suoi padrini o protettori.
Ci ha colpito un nome, quello del dr. Gianni Letta che Nastasi dice di conoscere, a differenza di quanto afferma di Verdini e Dell'Utri, che non conosce - 'per il ruolo istituzionale ricoperto da Letta negli ultimi anni'. Falso!
Almeno questa precisazione è falsa. Nastasi conosce Letta da molti più anni di quanto vuol dare a credere e non certamente per il suo ruolo istituzionale.
Spieghi ai lettori di Dagospia, che ci faceva il dr. Gianni Letta ai primi di settembre del 2010 a Filicudi. Era suo testimone di nozze con Giulia Minoli, arrivata in chiesa sul dorso di un mulo, salutata da due ali di folla plaudenti, nelle quali era possibile ammirare la crema della crema del potere politico italiano, da Bernabei Ettore, nonno della sposa, a Bernabei Matilde, madre della sposa, a Giovanni Minoli, al ministro Bondi, suo capo, all'ex ministro Melandri, cugina di Minoli, che diverrà sua cugina acquisita a seguito di quel matrimonio, a Bertolaso ecc.. ecc...
Ovvio che la conoscenza, non solo 'istituzionale' di Gianni Letta, era per lo meno anteriore a quel settembre 2010.
Galeotto fu, ahimè, il tragico terremoto aquilano che fece conoscere i due novelli sposi e rinsaldò anche il già forte legame con Gianni Letta, abruzzese ed aquilano, che molto si è adoperato all'epoca, a fianco del Cavaliere, per alleviare le sofferenze dei suoi concittadini.
Sentite sentite. Andiamo a memoria. Fummo testimoni involontari della loro conoscenza... tutte cose che abbiamo scritto già altre volte, anche su questo stesso blog.
Giovanni Minoli, dopo il terremoto, chiama Bertolaso ( lui da Rai Education, dunque in qualità di educatore di anime) e gli consiglia di promuovere una iniziativa per sanare anche le ferite nell'animo degli aquilani. Bertolaso chiama Letta il quale chiama Nastasi ( come pensare che le cose siano andate diversamente?), il quale si assicura innanzitutto lo sbarco a L'Aquila di Riccardo Muti (noi seguimmo da vicino quelle commoventi giornate aquilane del grande direttore). Nastasi mette su un team tecnico per seguire lo svolgimento del festival 'ristoratore dello spirito', nel quale trova posto - ma guarda un pò - anche Giulia Minoli. Suo padre Giovanni voleva rinfrancare gli animi degli aquilani od anche approfittare per trovare lavoro a sua figlia Giulia? No, pura casualità. Piuttosto sfruttamento delle esperienze professionali di sua figlia Giulia. Nastasi conosce Giulia Minoli, che era andata a lavorare in quel team coordinato da Laura Valente, chiamata da Nastasi dal Teatro san Carlo, i due si innamorano ed esattamente un anno dopo si sposano a Filicudi, con il dr. Gianni Letta, appena conosciuto, testimone di nozze.
P.S. Altre semplici coincidenze: nel settembre 2009, Gianni Minoli viene nominato dal Ministero di Bondi e Nastasi presidente del Museo d'arte contemporanea del Castello di Rivoli; nell'ottobre 2012, Giovanna Melandri viene nominata dal ministero di Ornaghi e Nastasi presidente della Fondazione Maxxi di Roma. In quegli stessi anni Giulia Minoli viene nominata da suo marito Salvo Nastasi, che aveva da poco lasciato l'incarico di Commissario del Teatro san Carlo di Napoli, coordinatrice del neonato Museo del Teatro, da dove si è dimessa alla fine dello scorso anno, a seguito di giustissime proteste per quel 'brutto pasticciaccio'.
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Ci ha colpito un nome, quello del dr. Gianni Letta che Nastasi dice di conoscere, a differenza di quanto afferma di Verdini e Dell'Utri, che non conosce - 'per il ruolo istituzionale ricoperto da Letta negli ultimi anni'. Falso!
Almeno questa precisazione è falsa. Nastasi conosce Letta da molti più anni di quanto vuol dare a credere e non certamente per il suo ruolo istituzionale.
Spieghi ai lettori di Dagospia, che ci faceva il dr. Gianni Letta ai primi di settembre del 2010 a Filicudi. Era suo testimone di nozze con Giulia Minoli, arrivata in chiesa sul dorso di un mulo, salutata da due ali di folla plaudenti, nelle quali era possibile ammirare la crema della crema del potere politico italiano, da Bernabei Ettore, nonno della sposa, a Bernabei Matilde, madre della sposa, a Giovanni Minoli, al ministro Bondi, suo capo, all'ex ministro Melandri, cugina di Minoli, che diverrà sua cugina acquisita a seguito di quel matrimonio, a Bertolaso ecc.. ecc...
Ovvio che la conoscenza, non solo 'istituzionale' di Gianni Letta, era per lo meno anteriore a quel settembre 2010.
Galeotto fu, ahimè, il tragico terremoto aquilano che fece conoscere i due novelli sposi e rinsaldò anche il già forte legame con Gianni Letta, abruzzese ed aquilano, che molto si è adoperato all'epoca, a fianco del Cavaliere, per alleviare le sofferenze dei suoi concittadini.
Sentite sentite. Andiamo a memoria. Fummo testimoni involontari della loro conoscenza... tutte cose che abbiamo scritto già altre volte, anche su questo stesso blog.
Giovanni Minoli, dopo il terremoto, chiama Bertolaso ( lui da Rai Education, dunque in qualità di educatore di anime) e gli consiglia di promuovere una iniziativa per sanare anche le ferite nell'animo degli aquilani. Bertolaso chiama Letta il quale chiama Nastasi ( come pensare che le cose siano andate diversamente?), il quale si assicura innanzitutto lo sbarco a L'Aquila di Riccardo Muti (noi seguimmo da vicino quelle commoventi giornate aquilane del grande direttore). Nastasi mette su un team tecnico per seguire lo svolgimento del festival 'ristoratore dello spirito', nel quale trova posto - ma guarda un pò - anche Giulia Minoli. Suo padre Giovanni voleva rinfrancare gli animi degli aquilani od anche approfittare per trovare lavoro a sua figlia Giulia? No, pura casualità. Piuttosto sfruttamento delle esperienze professionali di sua figlia Giulia. Nastasi conosce Giulia Minoli, che era andata a lavorare in quel team coordinato da Laura Valente, chiamata da Nastasi dal Teatro san Carlo, i due si innamorano ed esattamente un anno dopo si sposano a Filicudi, con il dr. Gianni Letta, appena conosciuto, testimone di nozze.
P.S. Altre semplici coincidenze: nel settembre 2009, Gianni Minoli viene nominato dal Ministero di Bondi e Nastasi presidente del Museo d'arte contemporanea del Castello di Rivoli; nell'ottobre 2012, Giovanna Melandri viene nominata dal ministero di Ornaghi e Nastasi presidente della Fondazione Maxxi di Roma. In quegli stessi anni Giulia Minoli viene nominata da suo marito Salvo Nastasi, che aveva da poco lasciato l'incarico di Commissario del Teatro san Carlo di Napoli, coordinatrice del neonato Museo del Teatro, da dove si è dimessa alla fine dello scorso anno, a seguito di giustissime proteste per quel 'brutto pasticciaccio'.
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lunedì 3 agosto 2015
Attenti a Franceschini. Lui va giù duro
Sembra fare la faccia 'feroce' il ministro Franceschini, dopo aver tenuto per buona parte del suo mandato la faccia 'fessa', come dicevano un tempo a Napoli. Ora che può attribuirsi qualche vittoria, prende coraggio e forza - coraggio e forza che non ha dimostrato nei quasi due anni di governo - e parte, lancia in resta, contro i giornali, che non direbbero mai delle vittorie del suo ministero, mentre delle sconfitte non ne lasciano passare una senza fare titoloni. Beh, udite udite, lui prenderà la rassegna stampa locale e nazionale di oggi e la confronterà con quella dei giorni delle assemblee sindacali a Pompei, per vedere quanto risalto i giornali di oggi hanno dato alla riapertura della 'Palestra grande' - una vera meraviglia.
Ci verrebbe da dire a Franceschini - sebbene ci abbia preceduto anche Renzi - che certe proteste nei siti museali od archeologici, tuttora frequenti, sono incomprensibili al punto che Delrio starebbe pensando ad includerli nei servizi di pubblica utilità, nei quali scioperi ed assemblee sono sottoposti a regole speciali. E che di scioperi ed assemblee quasi giornalieri i giornali ormai non parlano più per la noiosa ripetitività della notizia - capito Franceschini?
E comunque, tanto per aggiornare il calendario dei disservizi, l'altro ieri, ma solo qualche giornale riportava la notizia che uno dei luoghi più importanti del Foro Romano, la 'Curia' sarebbe restata chiusa per mancanza di custodi, ed anche il seguito, e cioè che il Ministero o la sovrintendenza avrebbe approfittato della prolungata chiusura per fare lavori ordinari di manutenzione. La Borletti Buitoni quand'era ministro aveva suggerito di prendere un pò di impiegati, che al Ministero sono in evidente sovrannumero oltre che inutili, e mandarli ad aprire e custodire musei e siti archeologici; quel suggerimento dell'attuale sottosegretario, è rimasto lettera morta.
E allora Franceschini, che hanno fatto i giornali in questi giorni? Le hanno fatto, per semplice noia, qualche sconto sulla sua inefficienza.
Non le è bastata l'enfasi con la quale hanno trattato la riunione dei paesi che ha avuto luogo a Milano per trattare dei problemi della cultura, del suo 'sfruttamento' e della sua conservazione'? Già s'è dimenticato che la proposta più innovativa, quella dei 'caschi blu' dell'arte campeggiava su tutti i giornali, quasi fosse la soluzione per i problemi che l'Italia mostra ogni giorno di più in tale settore?
Per tornare a Pompei, ieri abbiamo notato la presenza nella 'Palestra grande' oltre al sovrintendente Osanna - un uomo un nome!- di Michelangelo Lupone, nostro amico e collega di Conservatorio a L'Aquila, compositore elettronico ed inventore di macchine sonore, il quale per quel sito archeologico s'è inventato una installazione sonora che deve avere mandato in visibilio il barbuto affannato Franceschini.
Infine, a proposito del Ministero, non abbiamo poi letto neanche una riga sulla dipartita dal Ministero del fedelissimo - fedelissimo di tutti i ministri, sotto l'ala protettrice di Gianni Letta - Salvo Nastasi che Renzi avrebbe voluto mandare a Bagnoli, a risanare quell'aria di veleni tossici. Non vorrà mica ripensarci Renzi? Era una delle poche intuizioni nel settore della cultura.
Ci verrebbe da dire a Franceschini - sebbene ci abbia preceduto anche Renzi - che certe proteste nei siti museali od archeologici, tuttora frequenti, sono incomprensibili al punto che Delrio starebbe pensando ad includerli nei servizi di pubblica utilità, nei quali scioperi ed assemblee sono sottoposti a regole speciali. E che di scioperi ed assemblee quasi giornalieri i giornali ormai non parlano più per la noiosa ripetitività della notizia - capito Franceschini?
E comunque, tanto per aggiornare il calendario dei disservizi, l'altro ieri, ma solo qualche giornale riportava la notizia che uno dei luoghi più importanti del Foro Romano, la 'Curia' sarebbe restata chiusa per mancanza di custodi, ed anche il seguito, e cioè che il Ministero o la sovrintendenza avrebbe approfittato della prolungata chiusura per fare lavori ordinari di manutenzione. La Borletti Buitoni quand'era ministro aveva suggerito di prendere un pò di impiegati, che al Ministero sono in evidente sovrannumero oltre che inutili, e mandarli ad aprire e custodire musei e siti archeologici; quel suggerimento dell'attuale sottosegretario, è rimasto lettera morta.
E allora Franceschini, che hanno fatto i giornali in questi giorni? Le hanno fatto, per semplice noia, qualche sconto sulla sua inefficienza.
Non le è bastata l'enfasi con la quale hanno trattato la riunione dei paesi che ha avuto luogo a Milano per trattare dei problemi della cultura, del suo 'sfruttamento' e della sua conservazione'? Già s'è dimenticato che la proposta più innovativa, quella dei 'caschi blu' dell'arte campeggiava su tutti i giornali, quasi fosse la soluzione per i problemi che l'Italia mostra ogni giorno di più in tale settore?
Per tornare a Pompei, ieri abbiamo notato la presenza nella 'Palestra grande' oltre al sovrintendente Osanna - un uomo un nome!- di Michelangelo Lupone, nostro amico e collega di Conservatorio a L'Aquila, compositore elettronico ed inventore di macchine sonore, il quale per quel sito archeologico s'è inventato una installazione sonora che deve avere mandato in visibilio il barbuto affannato Franceschini.
Infine, a proposito del Ministero, non abbiamo poi letto neanche una riga sulla dipartita dal Ministero del fedelissimo - fedelissimo di tutti i ministri, sotto l'ala protettrice di Gianni Letta - Salvo Nastasi che Renzi avrebbe voluto mandare a Bagnoli, a risanare quell'aria di veleni tossici. Non vorrà mica ripensarci Renzi? Era una delle poche intuizioni nel settore della cultura.
lunedì 27 luglio 2015
Dal glorioso 'Giffoni Film Festival' un macigno scagliato contro il ministro della cultura
Si è chiusa da poco la 45esima edizione del glorioso Giffoni Film Festival, fondato da Claudio Gubitosi ( è parente di Luigi, suo fratello maggiore, attuale direttore generale RAI?) nel 1971, quando aveva diciotto anni appena, e da allora affidato alle sue cure. Ed ancora una volta Gubitosi scaglia un sasso, anzi un macigno contro il Ministero di Franceschini e Nastasi come al solito distratti, sull'esempio di tutti i loro predecessori, verso iniziative di grande valore, indaffarati a fare impicci per favorire amici e parenti e distribuire elemosine a tutti, indistintamente.
Il Giffoni Film Festival conosciuto in tutto il mondo, l'unico dedicato interamente al cinema per ragazzi e da questi stessi giudicato, ogni anno, come fosse l'ultima congrega affaristica, deve lamentare la difficoltà che andare avanti comporta ai suoi organizzatori, molti dei quali non percepiscono lo stipendio da mesi - come ha sottolineato il presidente e direttore artistico Gubitosi - e deve ogni anno aspettare i finanziamenti promessi come manna dal cielo.
Il macigno, Gubitosi lo ha scagliato contro il sistema del finanziamento alla cultura in Italia, dove si può far nascere dall'oggi al domani una nuova iniziativa che, se voluta da chi comanda, ha subito assicurati i fondi necessari ed anche quelli superflui - vedi il caso veltroniano e bettiniano del Festival di Roma che costa almeno tre volte quello di Giffoni; mentre sei volte di più costa la Biennale Cinema di venezia) - mentre se nata dal basso, con intenti formativi ed educativi di grande profilo, deve ogni anno mendicare per ottenere nei tempi debiti il dovuto.
Questa è la situazione italiana. Quest'anno a Giffoni è approdato anche Veltroni, come un produttore regista qualunque, a presentare il suo prodotto per ragazzi. Perchè non ci ha pensato al festival salernitano negli anni in cui è stato ministro della cultura, magari con una legge speciale, come oggi chiedono a gran voce gli organizzatori del Giffoni, stanchi di assistere alla cronica disattenzione pubblica verso iniziative di valore, mentre fanno arrivare piccoli o grandi finanziamenti a tanti, solo per garantirsi voti al momento delle elezioni, senza valutarne meriti, qualità e valore ?
Sul fronte della cultura dobbiamo registrare anche in questi giorni le chiusure, per assemblee sindacali, di alcuni fra i più noti siti storico-archeologici e monumenti italiani, come anche la richiesta di considerare tale settore fra quelli strategici in Italia e perciò sottoposti alle norme della 'pubblica utilità', mentre da parte di Franceschini c'è il silenzio più totale o l'annuncio dei suoi avveniristici progetti di far tornare gli spettacoli al Colosseo, e per Nastasi si attende con ansia la sua partenza in quel di Bagnoli a risanare quella discarica di veleni, liberando finalmente la sua poltrona a Via del Collegio romano. In un paese diverso dal nostro, per molto meno, il susseguirsi di fatti così gravi, avrebbe convinto il ministro a lasciare il suo dicastero, in Italia e per Franceschini no. Lui resta per recitare il 'miserere' ad ogni occasione, senza trarre le necessarie logiche conseguenze per se stesso: via!
Il Giffoni Film Festival conosciuto in tutto il mondo, l'unico dedicato interamente al cinema per ragazzi e da questi stessi giudicato, ogni anno, come fosse l'ultima congrega affaristica, deve lamentare la difficoltà che andare avanti comporta ai suoi organizzatori, molti dei quali non percepiscono lo stipendio da mesi - come ha sottolineato il presidente e direttore artistico Gubitosi - e deve ogni anno aspettare i finanziamenti promessi come manna dal cielo.
Il macigno, Gubitosi lo ha scagliato contro il sistema del finanziamento alla cultura in Italia, dove si può far nascere dall'oggi al domani una nuova iniziativa che, se voluta da chi comanda, ha subito assicurati i fondi necessari ed anche quelli superflui - vedi il caso veltroniano e bettiniano del Festival di Roma che costa almeno tre volte quello di Giffoni; mentre sei volte di più costa la Biennale Cinema di venezia) - mentre se nata dal basso, con intenti formativi ed educativi di grande profilo, deve ogni anno mendicare per ottenere nei tempi debiti il dovuto.
Questa è la situazione italiana. Quest'anno a Giffoni è approdato anche Veltroni, come un produttore regista qualunque, a presentare il suo prodotto per ragazzi. Perchè non ci ha pensato al festival salernitano negli anni in cui è stato ministro della cultura, magari con una legge speciale, come oggi chiedono a gran voce gli organizzatori del Giffoni, stanchi di assistere alla cronica disattenzione pubblica verso iniziative di valore, mentre fanno arrivare piccoli o grandi finanziamenti a tanti, solo per garantirsi voti al momento delle elezioni, senza valutarne meriti, qualità e valore ?
Sul fronte della cultura dobbiamo registrare anche in questi giorni le chiusure, per assemblee sindacali, di alcuni fra i più noti siti storico-archeologici e monumenti italiani, come anche la richiesta di considerare tale settore fra quelli strategici in Italia e perciò sottoposti alle norme della 'pubblica utilità', mentre da parte di Franceschini c'è il silenzio più totale o l'annuncio dei suoi avveniristici progetti di far tornare gli spettacoli al Colosseo, e per Nastasi si attende con ansia la sua partenza in quel di Bagnoli a risanare quella discarica di veleni, liberando finalmente la sua poltrona a Via del Collegio romano. In un paese diverso dal nostro, per molto meno, il susseguirsi di fatti così gravi, avrebbe convinto il ministro a lasciare il suo dicastero, in Italia e per Franceschini no. Lui resta per recitare il 'miserere' ad ogni occasione, senza trarre le necessarie logiche conseguenze per se stesso: via!
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mercoledì 22 luglio 2015
Forse è arrivato il momento che ci liberiamo di Salvo Nastasi dal ministero della cultura
Come gli sarà venuta a Renzi l'idea di mandare Salvo Nastasi a commissariare l'area di Bagnoli, ricca di veleni e che da tempo attende di essere risanata e riconvertita per usi sociali e culturali, togliendolo alla cultura, per la felicità di tutti? Perchè mandarlo in trincea liberando la sua grossa poltrona alla Cultura è davvero una idea geniale.
Da molto tempo si chiacchiera di Nastasi, per molte delle sue decisioni, avallate da tutti i ministri incompetenti che si sono succeduti a via del Collegio romano, i quali hanno dato ascolto al loro direttore generale (per lo spettacolo dal vivo) non sapendo cosa ribattere alle proposte, spesso bislacche ( noi ne abbiamo segnalate parecchie i anche in questo blog) del loro dirigente.
Sembra comunque che la nomina debba stia per essere resa pubblica da uno dei prossimi consigli dei ministri. Il problema dello stipendio lo risolveranno, magari con una nuova mano del gioco delle tre carte.
L'idea è venuta a Renzi o qualcun altro gliel'ha suggerita? La scelta di un direttore generale dello spettacolo mandato a bonificare un'area piena di veleni e malavita, potrebbe essere venuta dal suo fedelissimo Nardella, il quale - da quello che si legge sui giornali e riportato fedelmente dalla rete - è amicissimo del direttore generale ed è anche ospite abituale del suo salotto romano.
Ma perchè Napoli e non altri casi lampanti di malgoverno da affidare alla cura risanatrice di Nastasi? Perchè Nastasi a Napoli - si legge sui giornali - ha già commissariato un Teatro, il San Carlo, dove ha anche creato un Museo per metterci la sua mogliettina, Giulietta Minoli, come coordinatrice. Se ha bonificato il San carlo saprà bonificare anche Bagnoli. Colpisce in tale scelta il fatto che un grande teatro, il più antico ed anche uno dei più belli, 'risanato', soi disant da Nastasi, venga preso ad esempio per un terreno da bonificare, quasi fosse una sorta di discarica culturale. Il paragone lo suggeriscono i giornali quando mettono in relazione il San Carlo con Bagnoli.
Non Franceschini ma Orfini ha più d'una volta lanciato accuse contro Nastasi pubblicamente. Ma Renzi ovviamente se ne fotte, se lo rassicura il fedelissimo Nardella.
A noi, mettendo da parte ogni altra considerazione, fa una grande gioia se , merito della discarica di Bagnoli, possiamo toglierci dalle scatole della cultura 'grande & grosso' Nastasi.
Da molto tempo si chiacchiera di Nastasi, per molte delle sue decisioni, avallate da tutti i ministri incompetenti che si sono succeduti a via del Collegio romano, i quali hanno dato ascolto al loro direttore generale (per lo spettacolo dal vivo) non sapendo cosa ribattere alle proposte, spesso bislacche ( noi ne abbiamo segnalate parecchie i anche in questo blog) del loro dirigente.
Sembra comunque che la nomina debba stia per essere resa pubblica da uno dei prossimi consigli dei ministri. Il problema dello stipendio lo risolveranno, magari con una nuova mano del gioco delle tre carte.
L'idea è venuta a Renzi o qualcun altro gliel'ha suggerita? La scelta di un direttore generale dello spettacolo mandato a bonificare un'area piena di veleni e malavita, potrebbe essere venuta dal suo fedelissimo Nardella, il quale - da quello che si legge sui giornali e riportato fedelmente dalla rete - è amicissimo del direttore generale ed è anche ospite abituale del suo salotto romano.
Ma perchè Napoli e non altri casi lampanti di malgoverno da affidare alla cura risanatrice di Nastasi? Perchè Nastasi a Napoli - si legge sui giornali - ha già commissariato un Teatro, il San Carlo, dove ha anche creato un Museo per metterci la sua mogliettina, Giulietta Minoli, come coordinatrice. Se ha bonificato il San carlo saprà bonificare anche Bagnoli. Colpisce in tale scelta il fatto che un grande teatro, il più antico ed anche uno dei più belli, 'risanato', soi disant da Nastasi, venga preso ad esempio per un terreno da bonificare, quasi fosse una sorta di discarica culturale. Il paragone lo suggeriscono i giornali quando mettono in relazione il San Carlo con Bagnoli.
Non Franceschini ma Orfini ha più d'una volta lanciato accuse contro Nastasi pubblicamente. Ma Renzi ovviamente se ne fotte, se lo rassicura il fedelissimo Nardella.
A noi, mettendo da parte ogni altra considerazione, fa una grande gioia se , merito della discarica di Bagnoli, possiamo toglierci dalle scatole della cultura 'grande & grosso' Nastasi.
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