Ieri Lilli Gruber, nel suo programma serale su La 7, ha mostrare ai suoi ospiti un breve filmato nel quale erano condensate le botte da orbi che Lega e Cinquestelle si son dati vicendevolmente durante la campagna elettorale. Ci è mancato poco che scendessero anche nel personale, aggettivando, come solo chi non ha nulla da perdere sa fare, perfino mogli e compagne.
Ed ora, a elezioni avvenute, senza che ci sia un vincitore in grado di governare da solo, Lega e Cinquestelle dovrebbero, dimenticare tutto il fango che vicendevolmente si sono gettati in faccia, per governare insieme? Pare proprio di sì. Perchè nè l'una nè gli altri vogliono farsi scappare l'occasione di mostrare come sanno governare. Nel terrore generale dell'Italia e dell'Europa.
E, infatti, mentre cominciano a fare sconti sulla attraente lista della spesa che avevano esposto ai cittadini prima del voto, sembrano fare a gara a chi riesce a non essere messo alla prova, per il timore di fallire nel raggiungimento degli obiettivi che , già sulla carta, facevano sorgere non pochi dubbi.
I Cinquestelle chiedono di avere l'incarico a formare il governo, sapendo che non ci riusciranno e quindi potranno sempre dire alle prossime elezioni, sicuramente non molto lontane, che non gli è stata data la possibilità di governare, altrimenti avrebbero rivoltato l'Italia come un pedalino. E nel caso Mattarella glielo affidasse l'incarico, sanno che governare con la destra nella quale c'è anche Berlusconi, non sarà possibile, perchè altrimenti perderebbero proprio la faccia. Nel frattempo, avendo fatto asso piglia tutto negli incarichi in Parlamento, dichiarano di volersi battere da subito per annullare i vitalizi. Almeno potranno dire che loro, finalmente nella casta, sono contro la casta.
E La Lega? Salvini sa che nessuno accetterebbe, dentro e fuori Italia, un governo con lui premier e perciò gioca a tenere sotto tiro il suo avversario o contendente, Di Maio, del quale vuole sembrare a tutti i costi più accomodante perfino più gentile, mostrando un volto che ancora oggi mai nessuno aveva potuto cogliere nei dirigenti leghisti, ed ancor meno nel duro Salvini.
Intanto la Lega ha deciso con gli altri partner del centrodestra di volersi recare alle consultazioni da Mattarella in ordine sparso. E allora che fine farebbe la coalizione che avrebbe vinto, per finta, le le elezioni?
La vera novità, dunque, sta nel fatto che Forza Italia, avrebbe deciso di andare da Mattarella con il suo capo, Berlusconi, facendo finta di non sapere che tale decisione creerebbe non pochi imbarazzi istituzionali. Per la ragione che Berlusconi è stato condannato con sentenza definitiva per evasione fiscale ed anche altro ed è ancora sotto processo per numerose altre storie, che ha perso il titolo di cavaliere ed è stato privato dei cosiddetti 'diritti civili' ecc... ecc... pur avendo scontato la pena e avendo richiesto di esser riabilitato, perchè si ritiene perseguitato.
Mattarella dovrebbe dirgli apertamente che non può riceverlo, anzi che non intende riceverlo, dando ordine in portineria di non farlo passare per non essere costretto, una volta salito al Quirinale, a metterlo alla porta, perchè Berlusconi ha anche abbastanza anni per non dover subire, umanamente, un simile affronto.
Imbarazzo uguale dovrebbe avere anche l'attuale presidente del Senato, senatrice Casellati, strenua sostenitrice di Berlusconi, benefattore suo e della sua famiglia ( sua figlia ha lavorato a Publitalia per un certo tempo) che Lei ha sempre difeso contro la magistratura ingiusta che 'fa politica'. Che dirà a Mattarella di Berlusconi? Nel segreto del colloquio al colle si rimangerà tutto?
I motivi di imbarazzo, come si vede sono più d'uno, e comunque troppi per passare inosservati. A questi noi ne vogliamo aggiungere un altro, che non ha a che vedere con le consultazioni, ma che riguarda direttamente Berlusconi, il quale da sempre ha avuto una badante.
Lui certo può permettersela, eccome, e ne ha anche diritto sia per l'età che per gli acciacchi. Però non abbiamo mai capito come mai la badante se la sia scelta fra le file dei suoi parlamentari: prima la Rossi ora la Ronzulli. Insomma il Parlamento gli avrebbe messo a disposizione non solo i portaborse, come fa con tutti gli altri eletti, ma anche un parlamentare, anzi una parlamentare, nelle funzioni di badante o 'femme de chambre', come direbbe Macron. A noi sembra, oltre che imbarazzante, anche ingiurioso. Ma Berlusconi non intende rinunciarvi, aggiungendola ai numerosi suoi impiegati e dipendenti, in servizio permanete nella succursale del Parlamento, come Romani, Bergamini, Mulè.
E i contadini dell'Ulivo? Abbattuti per il magro raccolto delle ultime politiche, stanno a guardare.
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sabato 31 marzo 2018
venerdì 23 maggio 2014
Ultimissime dalla palude della politica italiana
Sembra che quando ha avuto la notizia ufficiale riguardante Sandro Bondi, suo fedelissimo e devoto poeta, del suo abbandono del ruolo di coordinatore ed amministratore del partito, Berlusconi si sia lasciato sfuggire - lui che non ha mai detto parolacce e mai neppure cose sconce, semmai pensava di farle senza dirlo anche se non le ha mai fatte - una di quelle frasi che ogni giorno escono dalla boccaccia di Grillo, conterraneo della coppia Bondi, insomma un vaff... con tutti i crismi. E che quando lo stesso Berlusconi ha reso noto che l'amministrazione del partito la PASSAVA a Maria Rosaria Rossi, già sua fedelissima 'femme de chambre' - a proposito: ma la Rossi non è un deputato? quando va in Parlamento se sta sempre al servizio del suo capo, più insostituibile della stessa giulietta-Francesca Pascale?- dal partito s'è levato un coro generale di protesta. E che Berlusconi abbia mandato a dire a tutti: volete vedere che se chiudo i rubinetti restate tutti senz'acqua? che tradotto voleva dire: i soldi, tutti questi anni, chi li ha messi? e allora dispongo come mi pare dell'amministrazione dei medesimi.
Ma la vera notizia di queste settimane precedenti le elezioni europee ed anche, in alcuni casi, amministrative è che il condannato per frode fiscale Berlusconi, affidato ai servizi sociali, invece che ai domiciliari come un tribunale di gente che decide avrebbe dovuto fare, ha fatto campagna elettorale come un qualunque cittadino italiano che gode dei diritti civili, dei quali pure è stato privato Berlusconi che, difatti, non può votare. Questa è la vera anomalia: un signore condannato per frode fiscale che predica ai cittadini italiani come uscire dalla crisi e come venire incontro alle richieste della ggente. Non più con i soldi suoi, ma con quelli degli altri, di tutti, con i soldi che con la frode fiscale, lui ha contribuito ad asciugare.
Infine. Perchè Renzi non ha mai citato, nel corso dei suoi numerosissimi interventi pubblici e televisivi, la scadenza della prossima presidenza italiana dell'Unione europea, che scatterà all'indomani delle elezioni; per quale sarebbe davvero destabilizzante, ed incomprensibile per i nostri partners europei, se coincidesse con lo sfascio, ultimo in ordine di tempo, della politica in Italia?
Ma la vera notizia di queste settimane precedenti le elezioni europee ed anche, in alcuni casi, amministrative è che il condannato per frode fiscale Berlusconi, affidato ai servizi sociali, invece che ai domiciliari come un tribunale di gente che decide avrebbe dovuto fare, ha fatto campagna elettorale come un qualunque cittadino italiano che gode dei diritti civili, dei quali pure è stato privato Berlusconi che, difatti, non può votare. Questa è la vera anomalia: un signore condannato per frode fiscale che predica ai cittadini italiani come uscire dalla crisi e come venire incontro alle richieste della ggente. Non più con i soldi suoi, ma con quelli degli altri, di tutti, con i soldi che con la frode fiscale, lui ha contribuito ad asciugare.
Infine. Perchè Renzi non ha mai citato, nel corso dei suoi numerosissimi interventi pubblici e televisivi, la scadenza della prossima presidenza italiana dell'Unione europea, che scatterà all'indomani delle elezioni; per quale sarebbe davvero destabilizzante, ed incomprensibile per i nostri partners europei, se coincidesse con lo sfascio, ultimo in ordine di tempo, della politica in Italia?
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mercoledì 16 aprile 2014
Pena mai iniziata per il cav (ex)? D'Alema, suo nemico giurato, delira
Siamo venuti a conoscenza del documento segreto del Tribunale di Milano che stabilisce tutto ciò che il cav (ex) deve fare per scontare la pena che gli ha inflitto il Tribunale di Milano e la Cassazione ha confermato. Perciò non possiamo concordare con D'Alema che ha detto, dopo aver appreso, senza approfondire, i particolari della sentenza che se fosse stato un comune mortale - ma come il cav(ex) non lo è? - ben altre misure il tribunale avrebbe preso nei suoi confronti. Purtroppo D'Alema non ha avuto, come noi, fra le mani il documento che ci accingiamo a rivelare.
1. Una volta a settimana, la domenica, prima delle 22, e per almeno quattro ore consecutive, lezioni di 'bunga bunga' nell'ospizio a 40 km. da alla sua residenza di Arcore. Lezioni/spettacolo agli anziani ospitati nella struttura. Professoresse d'eccezione le Olgettine , ex anche'esse. Il cav( ex) deve solo guardare ed alla fine pagare le prof.
2. Il lunedì,venerdì e sabato saranno gli anziani della suddetta casa ad andare ad Arcore, ospiti del cav (ex) e della sua compagna Pascale. Si fermeranno ad Arcore per il pranzo, la pennichella e la cena. Alle 22 ritorno nell'ospizio e liberazione di Arcore. Il cav (ex) è condannato per quelle tre sere a restare solo con la Pascale, e con dudù, ammesso che lo voglia l'amabile animale.
3.Nei tre giorni a Roma, nella residenza di palazzo Grazioli, dovrà incontrare Bonaiuti, Alfano, Bondi e sig nora ma anche Cicchitto e Schifani e, a settimane alterne, Bossi, e, una volta al mese, Renzi. Non è contemplata la presenza nè della Pascale nè di Dudù, ma solo della Rossi che,invece, non è ammessa ad Arcore, nelle altre giornate del cav (ex).
4 Nelle giornate romane,infine, quanto al piano di lavoro, dovrà registrare un minimo di quattro interventi televisivi per le reti tv, esclusa Mediaset. Per Mediaset, il Toti sta già programmando registrazioni ad Arcore o a Cologno Monzese, dove il cav ( ex) potrà recarsi ogni volta che lo vorrà.
5. Nella trasferta romana, il Cav (ex) non dovrà vedere nessuna donna prima del calar del sole, e per il giovedì nessuna in assoluto, anche perchè sarebbe poi costretto a portarsele a dArcore, dove altre donne nonsono ammesse al di fuori di quelle previste. Unica eccezione in tal senso, la sera del mercoledì dopo aver cantato il 'Vespro' con i suoi chierichetti, per la recita delle 'Grazioline' che la Rossi sta già reclutando ed organizzando. Le Grazioline sono la versione romana degli ospiti dell'ospizio milanese, la Rossi le sta esaminando una per una, nella foresteria di Villa Arzilla. Le Grazioline potrebbero diventare la versione romana delle Olgettine, con una sola differenza riguardante l'età: sui settanta di media le Grazioline.
E D'Alema, continua a dire che non si tratta di pena? Vorremmo vedere lui impegnato in questo tour de force quotidiano, non reggerebbe neanche un paio di settimane. Il cav (ex) conta comunque di arrivare in piena forma al prossimo febbraio, alla scadenza della pena, per insediarsi, alle prossime elezioni, rinfrancato e purificato, nuovamente a palazzo Chigi. Alla faccia di chi gli vuol male.
Se, invece, Berlusconi, come ha cominciato a fare, a gridare, cioè, contro la 'sentenza mostruosa', finirà agli arresti domiciliari - come quasi sicuramente accadrà, visto che i magistrati l'hanno avvisato che non tollereranno attacchi alla magistratura- allora lui potrà fare la campagna da martire, come desiderava fin da principio per riprendersi un pò di quei milioni di voti che ha perso- e i magistrati potranno dire : noi siamo stati fin troppo clementi, ma per un delinquente recidivo non si può far nulla a suo favore. In tutto ciò, si dimentica, al di là del fatto che berlusconi è forse il 'primo'contribuente d'Italia che lui ha evaso le tasse; e questo che è un grave reato per qualunque cittadino, è è un reato gravissimo per un politico E si dimentica che anche per un ricchissimo che ha versato allo Stato in tasse alcuni miliardi di euro, risparmiarne, evadendo, 400 milioni, è pur sempre un bel risparmio. Sono quasi 1000 miliardi delle vecchie care ed indimenticate lire italiane.
1. Una volta a settimana, la domenica, prima delle 22, e per almeno quattro ore consecutive, lezioni di 'bunga bunga' nell'ospizio a 40 km. da alla sua residenza di Arcore. Lezioni/spettacolo agli anziani ospitati nella struttura. Professoresse d'eccezione le Olgettine , ex anche'esse. Il cav( ex) deve solo guardare ed alla fine pagare le prof.
2. Il lunedì,venerdì e sabato saranno gli anziani della suddetta casa ad andare ad Arcore, ospiti del cav (ex) e della sua compagna Pascale. Si fermeranno ad Arcore per il pranzo, la pennichella e la cena. Alle 22 ritorno nell'ospizio e liberazione di Arcore. Il cav (ex) è condannato per quelle tre sere a restare solo con la Pascale, e con dudù, ammesso che lo voglia l'amabile animale.
3.Nei tre giorni a Roma, nella residenza di palazzo Grazioli, dovrà incontrare Bonaiuti, Alfano, Bondi e sig nora ma anche Cicchitto e Schifani e, a settimane alterne, Bossi, e, una volta al mese, Renzi. Non è contemplata la presenza nè della Pascale nè di Dudù, ma solo della Rossi che,invece, non è ammessa ad Arcore, nelle altre giornate del cav (ex).
4 Nelle giornate romane,infine, quanto al piano di lavoro, dovrà registrare un minimo di quattro interventi televisivi per le reti tv, esclusa Mediaset. Per Mediaset, il Toti sta già programmando registrazioni ad Arcore o a Cologno Monzese, dove il cav ( ex) potrà recarsi ogni volta che lo vorrà.
5. Nella trasferta romana, il Cav (ex) non dovrà vedere nessuna donna prima del calar del sole, e per il giovedì nessuna in assoluto, anche perchè sarebbe poi costretto a portarsele a dArcore, dove altre donne nonsono ammesse al di fuori di quelle previste. Unica eccezione in tal senso, la sera del mercoledì dopo aver cantato il 'Vespro' con i suoi chierichetti, per la recita delle 'Grazioline' che la Rossi sta già reclutando ed organizzando. Le Grazioline sono la versione romana degli ospiti dell'ospizio milanese, la Rossi le sta esaminando una per una, nella foresteria di Villa Arzilla. Le Grazioline potrebbero diventare la versione romana delle Olgettine, con una sola differenza riguardante l'età: sui settanta di media le Grazioline.
E D'Alema, continua a dire che non si tratta di pena? Vorremmo vedere lui impegnato in questo tour de force quotidiano, non reggerebbe neanche un paio di settimane. Il cav (ex) conta comunque di arrivare in piena forma al prossimo febbraio, alla scadenza della pena, per insediarsi, alle prossime elezioni, rinfrancato e purificato, nuovamente a palazzo Chigi. Alla faccia di chi gli vuol male.
Se, invece, Berlusconi, come ha cominciato a fare, a gridare, cioè, contro la 'sentenza mostruosa', finirà agli arresti domiciliari - come quasi sicuramente accadrà, visto che i magistrati l'hanno avvisato che non tollereranno attacchi alla magistratura- allora lui potrà fare la campagna da martire, come desiderava fin da principio per riprendersi un pò di quei milioni di voti che ha perso- e i magistrati potranno dire : noi siamo stati fin troppo clementi, ma per un delinquente recidivo non si può far nulla a suo favore. In tutto ciò, si dimentica, al di là del fatto che berlusconi è forse il 'primo'contribuente d'Italia che lui ha evaso le tasse; e questo che è un grave reato per qualunque cittadino, è è un reato gravissimo per un politico E si dimentica che anche per un ricchissimo che ha versato allo Stato in tasse alcuni miliardi di euro, risparmiarne, evadendo, 400 milioni, è pur sempre un bel risparmio. Sono quasi 1000 miliardi delle vecchie care ed indimenticate lire italiane.
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mercoledì 12 febbraio 2014
Ludovica in Esposizione
Abbiamo perso la Ludo/ l'abbiamo persa, non la troviamo/ chi la trova ci faccia sapere/ della Ludo, trallala.
A parte il tono scherzoso della filastrocca, noi non scherziamo affatto, perchè la perdita della Ludo ci ha procurato parecchie notti insonni. La Ludo è naturalmente Ludovica Purini, figlia del famoso architetto, sposata Rossi; e chi altri se non Lei? L' abbiamo conosciuta anni fa quando in Campidoglio si presentò con Veltroni - più o meno una decina d'anni fa - alla vigilia della venuta a Roma di Claudio Abbado con l'Orchestra di Lucerna, per una sorta di 'Lucerna a Roma'. La Ludo, allora una sconosciuta, aveva raccolto dalle sue amiche un pò di soldi per metterli nella cassa di Santa Cecilia, onde far fronte alla spesa non indifferente della trasferta della grande orchestra. In concomitanza di quella sua uscita pubblica come mecenate della musica, la Ludo aveva fondato a Roma una 'Compagnia per la musica in Roma', il cui sito ufficiale a distanza di non molti anni e della poco intensa attività, è oggi in disarmo e abbandono.
Eppure la Ludo in questi anni non è stata con le mani in mano, ne ha tentate tante, anche in campi diversi. Che vanno dall'innamoramento per la causa venezuelana di Abreu, con le orchestre giovanili, sbocciata contemporaneamente alla passione per Abbado, poi annacquatasi; alla istituzione di un 'Concerto per l'11 settembre', allo scopo di non dimenticare - che però non ci ha fatto dimenticare neanche quella esilarante sua rappresentazione in video, sul sito della 'Compagnia per la musica' con un inglese assai improbabile, per lanciare appelli dalle strade di New York. E poi altre esperienze, alcune non proprio esaltantti, almeno per noi, di cui ha dato spesso notizia fotografica Dagospia, nel suo irresistibile 'cafonal', a seguito delle quali avevamo dato per esaurita quella sua vena di protettrice dell'arte e delle buone cause. Invece.
Adesso la Ludo riciccia per tentare l'ennesima capriola: catapultarsi sulla poltrona di vertice del 'Palazzo delle Esposizioni da cui dipendono anche la 'Scuderie del Quirinale', fiore all'occhiello delle mostre a Roma. Per tale poltrona la Ludo ritiene evidentemente di avere in mano buone carte da giocare.
Solo che quelle sue carte pare non siano state prese in considerazione se è vero che la decisione il comico duo Barca-Marino, sembra averla presa, facendo sedere su quella poltrona Franco Bernabè come presidente. Il quale Bernabè ha parecchia esperienza in tale settore essendo stato al vertic delle Biennale e del MART di Trento e Rovereto per molti anni. Per la poltrona di direttore generale si sta per annunciare la nomina di un tecnico nella materia propria dell'istituzione romana; e, anche per questa seconda possibilità, sembra che la Ludo non abbia in numeri per spuntarla. Che deve fare allora la Ludo? Senza scoraggiarsi, deve attendere il prossimo giro, in qualunque altro campo, per giocarsi le sue belle carte.
P.S. La Ludovica la ritroviamo, con grande nostra sorpresa unita a incontenibile gioia, a L'Aquila nel consiglio direttivo della Società di concerti 'Barattelli', nominatavi dal Consiglio di amministrazione alla fine del 2013, con durata biennale. Chi ce l'ha chiamata? Giorgio Battistelli. Fa figo! Perchè la Ludovica, con la sua Compagnia per la Musica in Roma, aveva finanziato (in parte) l'allora fulminante progetto di Battistelli, direttore della Biennale Musica all'epoca, di commissionare ad un compositore inglese che fa tanto figo, Michael Nyman, i 'Versetti lussuriosi' dell'Aretino. Che resteranno nella storia della musica, della committenza pubblica e privata.
A parte il tono scherzoso della filastrocca, noi non scherziamo affatto, perchè la perdita della Ludo ci ha procurato parecchie notti insonni. La Ludo è naturalmente Ludovica Purini, figlia del famoso architetto, sposata Rossi; e chi altri se non Lei? L' abbiamo conosciuta anni fa quando in Campidoglio si presentò con Veltroni - più o meno una decina d'anni fa - alla vigilia della venuta a Roma di Claudio Abbado con l'Orchestra di Lucerna, per una sorta di 'Lucerna a Roma'. La Ludo, allora una sconosciuta, aveva raccolto dalle sue amiche un pò di soldi per metterli nella cassa di Santa Cecilia, onde far fronte alla spesa non indifferente della trasferta della grande orchestra. In concomitanza di quella sua uscita pubblica come mecenate della musica, la Ludo aveva fondato a Roma una 'Compagnia per la musica in Roma', il cui sito ufficiale a distanza di non molti anni e della poco intensa attività, è oggi in disarmo e abbandono.
Eppure la Ludo in questi anni non è stata con le mani in mano, ne ha tentate tante, anche in campi diversi. Che vanno dall'innamoramento per la causa venezuelana di Abreu, con le orchestre giovanili, sbocciata contemporaneamente alla passione per Abbado, poi annacquatasi; alla istituzione di un 'Concerto per l'11 settembre', allo scopo di non dimenticare - che però non ci ha fatto dimenticare neanche quella esilarante sua rappresentazione in video, sul sito della 'Compagnia per la musica' con un inglese assai improbabile, per lanciare appelli dalle strade di New York. E poi altre esperienze, alcune non proprio esaltantti, almeno per noi, di cui ha dato spesso notizia fotografica Dagospia, nel suo irresistibile 'cafonal', a seguito delle quali avevamo dato per esaurita quella sua vena di protettrice dell'arte e delle buone cause. Invece.
Adesso la Ludo riciccia per tentare l'ennesima capriola: catapultarsi sulla poltrona di vertice del 'Palazzo delle Esposizioni da cui dipendono anche la 'Scuderie del Quirinale', fiore all'occhiello delle mostre a Roma. Per tale poltrona la Ludo ritiene evidentemente di avere in mano buone carte da giocare.
Solo che quelle sue carte pare non siano state prese in considerazione se è vero che la decisione il comico duo Barca-Marino, sembra averla presa, facendo sedere su quella poltrona Franco Bernabè come presidente. Il quale Bernabè ha parecchia esperienza in tale settore essendo stato al vertic delle Biennale e del MART di Trento e Rovereto per molti anni. Per la poltrona di direttore generale si sta per annunciare la nomina di un tecnico nella materia propria dell'istituzione romana; e, anche per questa seconda possibilità, sembra che la Ludo non abbia in numeri per spuntarla. Che deve fare allora la Ludo? Senza scoraggiarsi, deve attendere il prossimo giro, in qualunque altro campo, per giocarsi le sue belle carte.
P.S. La Ludovica la ritroviamo, con grande nostra sorpresa unita a incontenibile gioia, a L'Aquila nel consiglio direttivo della Società di concerti 'Barattelli', nominatavi dal Consiglio di amministrazione alla fine del 2013, con durata biennale. Chi ce l'ha chiamata? Giorgio Battistelli. Fa figo! Perchè la Ludovica, con la sua Compagnia per la Musica in Roma, aveva finanziato (in parte) l'allora fulminante progetto di Battistelli, direttore della Biennale Musica all'epoca, di commissionare ad un compositore inglese che fa tanto figo, Michael Nyman, i 'Versetti lussuriosi' dell'Aretino. Che resteranno nella storia della musica, della committenza pubblica e privata.
domenica 27 ottobre 2013
L'azienda Forza Italia
Chi non lo avesse ancora capito fino in fondo, Berlusconi è l'industriale che 20 anni fa ha fondato Forza Italia, la sua seconda azienda, accanto a Mediaset, forse anche per salvare la prima. Non importa. Ci ha messo dei soldi, forse tanti, ma i calcoli li ha fatti bene, perchè i conti di mediaset, per molti anni sono andati a gonfie vele, oggi un pò meno. Ma in tempo di crisi anche i ricchi possono piangere.
Ora accade che il Popolo delle libertà, nato sulle ceneri di Forza Italia, terza sua industria, viene chiuso, e il padrone torna a Forza Italia. Chiama il management, nel consiglio di amministrazione con sede a palazzo Grazioli, e dice che tutte le cariche sono azzerate, esattamente come si fa nelle ristrutturazioni aziendali. Berlusconi avoca a sé ogni delega o incarico, in attesa di trovare nuovi manager a cui affidare la guida della sua nuova-vecchia azienda. E di indicare anche il suo successore al vertice, fra i membri della sua famiglia, proprietari dell'azienda, quantomeno maggiori azionisti - si fa il nome di Marina, la tosta. Intanto ha da saldare alcuni debiti che ammontano ad un centinaio di milioni, per i quali è difficile possa chiedere contributi ai manager che ha appena scalzato dai posti di comando. Dunque lui paga, e solo lui, i debiti, perchè è lui il padrone dell'azienda e l'amministratore delegato pro tempore. Si tiene del vecchio management solo la sua femme de chambre, segretaria particolare, la parlamentare Rossi, che lo segue passo passo come un ombra e che dunque parlamentare è stata assai poco, occupatissima a reggere l'ingorgata segreteria del padrone. Il quale deve quanto prima passare comunque la mano perchè è stato condannato per frode fiscale, con condanna definitiva e quindi fra breve, dovrà scontare la pena in affidamento ai servizi sociali, visto che il carcere per un reato in fondo veniale come quello della frode fiscale, il carcere non è previsto e neanche una multa che farebbe arrivare nelle casse dello Stato quei sei milioni evasi, più interessi. I manager messi alla porta dal padrone e quei pochi che se ne sono andati sua sponte, quando hanno visto le cattive acque in cui navigava dell'azienda, ora si sono messi su pizza in cerca di un nuovo padrone, esattamente come fece Leporello alla morte del suo Don Giovanni - l'accostamento a Don Giovanni non tanto per il prestigio del mito quanto per le debolezze umane dei due ha perseguitato il capo azienda e continua tuttora a perseguitarlo. Quei manager, infatti, abituati a mangiar caviale ed a bere champagne, alla faccia del padrone, prima di accontentarsi di bruschetta e gazzosa, vogliono provarle tutte. Per tener alto il nome del Paese.
Ora accade che il Popolo delle libertà, nato sulle ceneri di Forza Italia, terza sua industria, viene chiuso, e il padrone torna a Forza Italia. Chiama il management, nel consiglio di amministrazione con sede a palazzo Grazioli, e dice che tutte le cariche sono azzerate, esattamente come si fa nelle ristrutturazioni aziendali. Berlusconi avoca a sé ogni delega o incarico, in attesa di trovare nuovi manager a cui affidare la guida della sua nuova-vecchia azienda. E di indicare anche il suo successore al vertice, fra i membri della sua famiglia, proprietari dell'azienda, quantomeno maggiori azionisti - si fa il nome di Marina, la tosta. Intanto ha da saldare alcuni debiti che ammontano ad un centinaio di milioni, per i quali è difficile possa chiedere contributi ai manager che ha appena scalzato dai posti di comando. Dunque lui paga, e solo lui, i debiti, perchè è lui il padrone dell'azienda e l'amministratore delegato pro tempore. Si tiene del vecchio management solo la sua femme de chambre, segretaria particolare, la parlamentare Rossi, che lo segue passo passo come un ombra e che dunque parlamentare è stata assai poco, occupatissima a reggere l'ingorgata segreteria del padrone. Il quale deve quanto prima passare comunque la mano perchè è stato condannato per frode fiscale, con condanna definitiva e quindi fra breve, dovrà scontare la pena in affidamento ai servizi sociali, visto che il carcere per un reato in fondo veniale come quello della frode fiscale, il carcere non è previsto e neanche una multa che farebbe arrivare nelle casse dello Stato quei sei milioni evasi, più interessi. I manager messi alla porta dal padrone e quei pochi che se ne sono andati sua sponte, quando hanno visto le cattive acque in cui navigava dell'azienda, ora si sono messi su pizza in cerca di un nuovo padrone, esattamente come fece Leporello alla morte del suo Don Giovanni - l'accostamento a Don Giovanni non tanto per il prestigio del mito quanto per le debolezze umane dei due ha perseguitato il capo azienda e continua tuttora a perseguitarlo. Quei manager, infatti, abituati a mangiar caviale ed a bere champagne, alla faccia del padrone, prima di accontentarsi di bruschetta e gazzosa, vogliono provarle tutte. Per tener alto il nome del Paese.
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